Posted by: crescereleggendo on: Novembre 6, 2009

La pace è ogni passo.
Il fulgido sole rosso è il mio cuore.
Ogni fiore sorride con me.
Quanto verde rigloglio tutto intorno!
Com’è fresco il soffio del vento!
La pace è ogni passo.
E fa gioioso il sentiero senza fine.
In questi versi è racchiusa l’essenza del messaggio di Thich Nhat Hanh: la pace non è qualcosa di esterno che bisogna inseguire o conquistare. Vivere in consapevolezza, rallentare i ritmi, godere di ogni passo e di ogni respiro è sufficiente. La pace è già presente in ogni passo; se camminiamo con questo spirito, a ogni passo ci spunterà un fiore sotto i piedi. I fiori ci sorrideranno davvero, augurandoci buon viaggio.
![]() |
Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall’interno o dall’esterno di noi.
Ascolto profondo è sapersi fermare e sapersi far pervadere dall’oggetto del nostro ascolto diventando uno con esso, che sia al nostro interno o al nostro esterno.
Per ascoltare in modo nuovo, insegna Thich Nhat Hanh, è necessario rimuovere le percezioni erronee che si hanno su se stessi e sugli altri: in questo modo si trasforma anche il modo di parlare, e la parola diventa strumento di felicità anziché portatrice di sofferenza.
Iparare la pratia ll’asolto poono è allora oe imparar ua nuova lingua si ha isogno di mpo pe familiarizzarsi o i nuovi suoni e per potersi ascoltare è importante imparare a conoscere “i propi suoni”, cioè gli elementi, al nostro interno, con i quali siamo poco in contatto.
All’ascolto profondo ci si avvicina tramite la condivisione, una delle pratiche cui Thich Nhat Hanh dà maggiore spazio come strumento di pace.
In questo libro sono stati raccolti i discorsi che più si soffermano sull’argomento: i temi trattati possono invitarci a riflettere su come ci ascoltiamo e su come ci siamo ’sentiti’ fino a oggi, e forse scardinare un po’ l’immagine che abbiamo acquisito di noi stessi.
Posted by: crescereleggendo on: Novembre 5, 2009

Se capita di essere da soli in casa, la maggior parte delle persone accende subito il televisore o la radio o ascolta un CD o telefona a qualcuno, cerca insomma si sentire la voce di qualcuno. Si evita come la peste di essere in silenzio, si fa di tutto per sfuggirci, per non ritrovarsi con sé stessi, con la propria coscienza, col proprio intimo vero e profondo.
Sarebbero forse la TV, o i mass media, o lo Stato, o la Chiesa o la scuola preposti a dare le risposte alle nostre domande o sollievo alle nostre angosce e paure? O son forse proprio loro le principali cause del nostro inaridimento, della povertà dei valori umani che caratterizza l’attuale società?
La solitudine viene considerata e vissuta con angoscia, con paura quasi a livello infantile. Cos’è che vogliamo evitare di vedere, di scoprire in noi stessi?
Aridità, egoismo, insensibilità, fragilità, indifferenza, odio, rancore …. è forse tutto questo, e altro, che cerchiamo di non portare alla luce, a livello di coscienza?
Ognuno di questi sentimenti ha il suo opposto, il suo rovescio, come tutte le cose di questo mondo duale, e non dobbiamo per nulla essere spaventati se li scopriremo in noi, anzi, guardandoli bene in faccia, e accettandoli per quello che sono (non compiacendocene, ovviamente), potremo essere in grado di modificarli, fino a magari eliminarli del tutto. Tutti noi conosciamo benissimo, ad esempio, quanto è sottile la barriera che separa l’odio dall’amore.
Questo lavoro di pulizia interiore va però fatto in perfetta solitudine, con consapevolezza, con coraggio anche, ma niente è impossibile a chi vuole veramente. È da soli che si fa questo cammino dentro di noi, con pazienza, perseveranza, silenzio e pronti ad accettare fino in fondo ciò che troveremo strada facendo.
È importantissimo quindi ritagliarsi, possibilmente ogni giorno, fra tutte le incombenze familiari e lavorative, un breve periodo di tempo da dedicare a noi stessi, per conoscerci, per fermarsi a riflettere su chi siamo, dove siamo, cosa stiamo facendo, dove stiamo andando, con chi stiamo dividendo la nostra vita, quali aspetti della nostra personalità migliorare, quali obiettivi, quali priorità dare alla nostra esistenza.
Possiamo fare ciò in vari modi, scegliamo quale si adatta di più alla nostra situazione personale: meditare, camminare, scrivere, o altro ancora. Scegliamo anche quando “ritrovarci”, a volte può andar bene al mattino, prima di incominciare gli impegni della giornata, ad alcuni andrà meglio nel primo pomeriggio o alla sera, prima di andare a letto. All’inizio si potranno trovare ostacoli di ogni tipo e potrà sembrare che non succeda nulla, ma se si riesce a perseverare, nonostante l’apparente inutilità e perdita di tempo, i risultati faranno presto a venire e questo nostro “appuntamento” giornaliero diverrà la nostra “isola felice” per ricaricarci, per volerci bene, per aiutarci ad affrontare e risolvere anche i piccoli e grandi problemi quotidiani, non solo quelli “esistenziali”.
Se avremo dentro una sincera “aspirazione” a capire, a migliorarci, a non barare con noi stessi, allora riusciremo senz’altro nell’intento e sarà come un sasso gettato in uno stagno perché, col nostro esempio e col nostro cambiamento, invoglieremo anche chi ci sta vicino a fare altrettanto ed effettuare così insieme questa pacifica “rivoluzione interiore” che è l’unica che ci potrà portare alla possibile soluzione dei drammatici ed improrogabili problemi a livello planetario.
Un famoso scienziato americano, Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends di Washington ed autore di numerosi bestsellers, considerato “la coscienza sociale dell’America” sui temi dell’alta tecnologia ed ingegneria genetica, ha più volte dichiarato che l’unica soluzione adottabile per arginare l’effetto serra è che tutti dobbiamo, indistintamente, cambiare il nostro atteggiamento mentale.
Non saranno quindi gli scienziati a risolvere gli immani problemi della Terra, non sarà la sofisticatissima tecnologia o chissà chi altro, ma saremo noi, noi presi a uno ad uno, noi formichine, noi che, mattone su mattone, ricostruiremo dapprima noi stessi e poi l’ambiente intorno a noi, noi che ripuliremo i nostri pensieri, le nostre cellule e di conseguenza non sporcheremo più né noi né l’ambiente né il pianeta.
Questa voglia di pulizia è nell’aria, è vibrante, facciamola crescere i noi, non soffochiamola soprattutto nei nostri bambini.
È la più bella e grande sfida che il genere umano abbia mai accettato finora dall’inizio della sua esistenza in questo mondo. È in questa nostra generazione che si sta decidendo il futuro destino dell’intera umanità.
Posted by: crescereleggendo on: Novembre 4, 2009

La vita ha questo di strano; che se non vuoi incettare altro che il meglio, molto spesso riesci a procurartelo.
Stava correndo sull’autostrada a cento all’ora e all’improvviso è accaduto: il suo sguardo è stato attratto da qualcosa sul margine della carreggiata e, quando è tornato a guardare avanti, gli restava solo un secondo per reagire. Era ormai troppo tardi. Il grosso camion davanti a lui all’improvviso, inaspettatamente, si era bloccato. E di colpo, nel tentativo di salvarsi la pelle, il motociclista aveva piantato una disperata frenata che gli sembrò destinata a durare in eterno. In un angosciante ralenti si infilò sotto il camion, il tappo del serbatoio saltò via, e accadde il peggio: la benzina usci e si incendiò. Lui riprese coscienza in un letto d’ospedale, in preda ad atroci dolori, incapace di muoversi, osando appena respirare. Tre quarti del suo corpo erano coperti da terribili ustioni di terzo grado. Pure, si rifiutò di arrendersi.
Lottò per tornare in vita, per riprendere una carriera, solo per subire un altro, terribile colpo:
un incidente aereo che lo lasciò paralizzato dalla vita in giù per il resto dei suoi giorni.
Nell’esistenza di ogni uomo e donna non manca mai un momento di sfida suprema, un’ora in cui tutte le risorse dì cui disponiamo sono messe a dura prova, in cui la vita sembra ingiusta, in cui la nostra fede, i nostri valori, la nostra pazienza, la nostra compassione, la nostra capacità di tener duro sono portati ai limiti estremi e ancora oltre. Alcuni si servono di situazioni del genere come di occasioni per diventare migliori, altri invece lasciano che quelle esperienze li distruggano. Vi siete mai chiesti da che cosa derivano le differenze nei modi di rispondere degli esseri umani alle sfide dell’esistenza? Io l’ho fatto.
Per gran parte della mia vita sono stato affascinato da ciò che spinge gli esseri umani a comportarsi in un certo modo.
Per quanto mi ricordi ho sempre desiderato scoprire che cosa colloca certi uomini e certe donne su un altro piano rispetto ai loro simili. Che cosa crea un leader, un realizzatore? Come si spiega che in questo mondo ci siano tante persone che conducono un’esistenza tanto gioiosa nonostante avversità di ogni genere, mentre altri, che in apparenza hanno tutto quello che si può desiderare, conducono una vita di disperazione, rabbia e depressione?
Permettetemi di raccontarvi la storia di un altro uomo, e notate le differenze tra questo e il precedente. L’esistenza che costui conduceva sembrava molto più brillante. Era un uomo di spettacolo favolosamente ricco, dotato di un enorme talento e con un seguito vastissimo. [..] Aveva schiere di amici che lo ammiravano, era sposato bene, aveva due magnifiche case. Sembrava insomma che avesse tutto quel che si potrebbe desiderare.
Quale di questi due uomini preferireste essere? Difficile pensare che qualcuno voglia scegliere la prima esistenza.
Ma permettetemi di dirvi qualcos’altro sul loro conto. Il primo è uno degli individui più vitali, più forti e ricchi di successo che io conosca. Si chiama Mitchell, abita nel Colorado, ed è vivo e vegeto. Da quando ha avuto quel terribile incidente stradale, gode di maggior successo e gioia di quanto gran parte di noi ne possa avere nel corso di un’intera esistenza. Ha stretto ottimi rapporti personali con alcuni degli uomini e delle donne più influenti d’America. È un
uomo d’affari miliardario; è stato persino candidato al Congresso, nonostante il volto terribilmente sfigurato. E sapete qual era lo slogan della sua campagna elettorale? “Mandatemi al Congresso e non sarò soltanto un’altra bella faccia”. [..]
Il secondo individuo è uno che conoscete bene, che probabilmente vi ha regalato grandi piaceri e gioie. Si chiama John Belushi; era uno dei più celebri attori del nostro tempo, un uomo di spettacolo che negli anni settanta ha avuto enorme successo. Belushi era capace di arricchire moltissime altre vite, non però la propria. E quando è morto a trentatré anni, di quella che il coroner ha definito intossicazione acuta da cocaina ed eroina, pochi di coloro che lo conoscevano sono rimasti sorpresi. L’uomo che aveva tutto era diventato uno schiavo della droga, incapace di controllarsi, che mostrava ben più dei suoi anni. Esteriormente, nulla gli mancava. Dentro, però, aveva il vuoto assoluto.
[..] E dunque vi chiedo: che differenza corre tra chi ha e chi non ha? Tra chi può e chi non può?
Tra chi fa e chi non fa? Come si spiega che certe persone superino terribili, incredibili avversità e facciano delle proprie esistenze un trionfo, mentre altre, nonostante i vantaggi d’ogni genere di cui godono, portino le proprie vite verso il disastro? Qual è la differenza tra Mitchell e John Belushi?
Qual è la differenza che fa la differenza in fatto di qualità della vita?
È un interrogativo che mi ha ossessionato per tutta la vita. Crescendo, vedevo individui che disponevano di ricchezze d’ogni genere, occupazioni invidiabili, meravigliosi rapporti con gli altri, un aspetto fisico eccezionale, e dovevo assolutamente sapere che cosa rendeva le loro vite tanto diverse dalla mia e da quella dei miei amici. La differenza consiste unicamente nel modo in cui comunichiamo con noi stessi e nelle azioni che compiamo. Gli individui che hanno successo non sono alle prese con minori problemi di coloro che falliscono; gli unici che
di problemi non ne hanno stanno nei cimiteri. A distinguere fallimento da successo è ciò che ci accade; a fare la differenza è il modo con cui percepiamo ciò che ci “accade”.
Quando Mitchell ricevette dal proprio corpo l’informazione che tre quarti di esso erano coperti da ustioni di terzo grado, si è trovato a dover scegliere come interpretare l’informazione stessa. Il significato dell’evento avrebbe potuto essere un motivo per morire, per abbandonarsi alla disperazione o qualsiasi altra cosa deprimente. Ma Mitchell ha deciso di comunicare coerentemente a se stesso che quell’esperienza aveva avuto uno scopo, e che prima o poi gli avrebbe procurato vantaggi ancora maggiori per il raggiungimento del suo fine, che era di differenziarsi dal resto dei mondo. Il risultato di questa comunicazione con se stesso fu che Mitchell elaborò credenze e valori che hanno continuato a governare la sua vita in termini ottimistici anziché tragici, e ciò persino dopo che è rimasto paralizzato.
Le cose non cambiano; siamo noi che cambiamo.
Tratto da: Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri di Anthony Robbins
Volete eliminare le vostre paure o fobie? Volete smettere di fumare? Volete far carriera? Volete diventare abili venditori? Volete essere ascoltati e obbediti a casa, a scuola, in ufficio? Volete instaurare un buon rapporto amoroso? Volete ottenere il successo? Insomma, volete essere felici? Anthony Robbins fornisce in questo libro un insieme di strumenti pratici tali da rendere l’individuo capace di iniziative concrete nonostante eventuali paure; e la capacità di fare tutto ciò che occorre per avere successo è un potere quanto mai concreto.
Recensione da: aneta
ho finito di leggere il libro e mi sto applicando. Non è certo una passeggiata!!! Ci vuole molto impegno e disciplina, ma come dice R.Dilts: “La PNL è un atteggiamento…” io mi sono già messa in uno stato d’animo positivo. Raccomando fortemente anche l’altro libro di A.Robbins “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario”. E’ uno gradino piu’ in alto. Una volta letto i libri di Robbins è difficile staccarsi…avete provato a mangiare a colazione solo frutta? provate!!! E modificare il vocabolario di tutti i gg? Grandi insegnamenti….
Recensione da:Daniela
BELLISSIMO UTILE E SCORREVOLE…CHE DIRE DI PIU’? ACQUISTATELO! E LEGGETELO MOOOOOLTO BENE!
Posted by: crescereleggendo on: Novembre 3, 2009
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità.
Oggi e sempre… semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
![]() |
Un metodo pratico in sette passi per godersi la vita
|
Così come ognuno di noi possiede un livello personale di percezione del dolore, o di sopportazione del caldo e del freddo, noi tutti abbiamo un nostro personale livello di felicità.
Questo «serbatoio» è per il cinquanta per cento ereditario o genetico, per un dieci per cento è legato alle circostanze, ma per il quaranta per cento il nostro livello di felicità è determinato da pensieri, abitudini, sentimenti, parole, azioni sulle quali è possibile intervenire volontariamente.
Per gran parte, quindi, la nostra felicità non dipende dal successo, il denaro, le relazioni interpersonali o altri fattori esterni, ma è «senza motivo», dipende, cioè, solo da un nostro stato mentale, che può dunque essere raggiunto tramite la disciplina che ci svela marci shimoff in questo libro.
Certo, non si può essere felici semplicemente decidendolo razionalmente, ma con la giusta motivazione, la corretta pratica, l’applicazione di alcune regole e l’esercizio, è possibile raggiungere un grado di felicità indipendente da fattori esterni e pertanto più stabile e duraturo.
“Non importa da dove iniziate. Dovunque vi troviate, proprio ora, questo libro vi mostrerà come essere più felici. Non avete bisogno del gene della felicità, di vincere la lotteria o di diventare santi. Quando avrete finito di leggere queste pagine, saprete come sperimentare uno stato di autentica ininterrotta felicità per il resto della vostra vita.”
I lettori dicono:
«eccezionale! pratico, incoraggiante e facile. “felici senza motivo” offre davvero la possibilità di vivere felici!» - Stephen
«adoro l’approccio pratico alla felicità vera. le storie vere raccontate sono commoventi e incoraggianti. solo a leggerlo mi sono sentita già più felice.» - Olivia
«regola numero i per la felicità: leggere questo libro! siate “felici senza motivo” anche voi, perché tutto il resto deriva da quello.» - Phil
«”felici senza motivo” è il libro sulla felicità più importante che possiate mai leggere. ha un approccio unico e illuminante.» - Raymond
«Marci Shimoff è una delle persone più irresistibili che abbia mai conosciuto. sono felice che abbia voluto dividere con noi la sua saggezza nelle pagine di “felici senza motivo”.» - Marianne Williamson, autrice di «ritorno all’amore»
«”felici senza motivo” propone sette passi chiari ed efficaci che tutti possono mettere in pratica subito per essere più felici.» - John Gray, autore di «gli uomini vengono da marte, le donne da venere»
«questo libro raccoglie una sensazionale serie di tecniche ed esempi, condivisi dalle persone che sono riuscite a capire una grande verità: che la possibilità di essere felici senza motivo è già dentro di noi.» - Lindsay Wagner, vincitrice di un emmy, protagonista di «la donna bionica»
Posted by: crescereleggendo on: Novembre 1, 2009
![]() |
Il segreto del 2012 e l’arrivo della nuova era |
Anche i fenomeni più complessi possono essere ricondotti a una serie di semplici schemi, conosciuti come frattali, che si ripetono in base a modalità prevedibili.
Applicando la teoria dei frattali al concetto di tempo, l’autore di bestseller come La Matrix Divina e Il Codice della Vita propone una visione del mondo secondo cui ogni cosa, dal modo in cui invecchiamo alle guerre tra le nazioni, può essere prevista e quindi modificata.
Grazie al Computo del Codice Temporale, l’innovativo strumento di conoscenza che lo scienziato utopista mette a disposizione dei lettori, sarà possibile creare il nostro futuro, attraverso l’analisi dei cicli del passato.
Gregg Braden, autore annoverato nella lista dei bestseller del New York Times, ha raggiunto la notorietà a livello internazionale grazie al lavoro d’avanguardia che ha svolto per la creazione di un ponte fra scienza e spiritualità. La sua capacità di trovare soluzioni innovative a problemi complessi si è tradotta in percorsi professionali di successo, sia in qualità di geologo informatico per la Phillips Petroleum durante la crisi energetica degli anni Settanta, sia come esperto di progettazione di sistemi informatici per la Martin Marietta Aerospace durante gli ultimi anni della Guerra Fredda. Nel 1991 ha inoltre ricoperto il primo incarico di direttore delle operazioni tecniche presso la Cisco Systems, dove ha condotto lo sviluppo della squadra di supporto globale che garantisce l’affidabilità della odierna rete Internet.
Da più di vent’anni Braden concentra le sue ricerche su villaggi di alta montagna, remoti monasteri e testi antichi ormai dimenticati, alla ricerca dei loro segreti immortali. A tutt’oggi, i suoi studi hanno condotto alla pubblicazione di saggi capaci di infrangere ogni paradigma, come L’Effetto Isaia, Il Codice della vita, La scienza perduta della preghiera e La Matrix divina.
L’opera di Gregg Braden, pubblicata in quindici lingue e in ventitré paesi del mondo, oggi ci dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che abbiamo il potere di far regredire le malattie, di ridefinire l’invecchiamento e perfino di alterare la realtà stessa, se si riconosce il potere delle credenze come il linguaggio quantistico del cambiamento.
Posted by: crescereleggendo on: Ottobre 30, 2009

Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Kennedy, Winston Churchili, Martin Luther King? Tramite la forza delle loro parole, questi uomini colpivano non solo me e te, ma intere nazioni e, perfino dopo le loro morti, le loro parole continuano a toccare gli altri.
Qualche volta, ti sei mai fermato a pensare al potere che hai per ispirare o deprimere te stesso, semplicemente con le parole che tu usi abitualmente? Le parole sono elevanti o devastanti? Sfociano in speranza o disperazione? Una delle più grandi scoperte che puoi fare sta nel potere che hai di cambiare immediatamente il tuo stato d’animo, da un momento all’altro, semplicemente selezionando con consapevolezza le parole che utilizzi per descrivere come ti senti.
Le parole hanno il potere di iniziare le guerre o creare la pace, distruggere rapporti o rafforzarli. La nostra percezione delle cose nasce dal significato che noi diamo alle cose stesse. Le parole che tu selezioni consciamente o inconsciamente per descrivere una situazione, immediatamente cambiano cosa questa significhi per te e quindi come ti senti. Se descrivessi a te stesso un avvenimento come devastante, ti sentiresti diverso da come ti saresti sentito descrivendolo come un po’ deludente? C’è una differenza di intensità di emozione tra descrivere qualcosa come un grande problema o una piccola sfida? Se tu descrivessi una tua convinzione a me e io ti dicessi che ti stai sbagliando? Che hai torto? Peggio ancora, se io scegliessi le parole “stai mentendo”? Questo influenzerebbe il nostro rapporto?
Tanti anni fa feci una scoperta che ha cambiato la mia vita per sempre. Ero ad una riunione con due miei soci, quando arrivò una notizia che sicuramente avrebbe portato conseguenze negative per tutti noi. Però ognuno di noi ebbe una intensità emotiva diversa in proposito. Inoltre, non potevo non notare i modi diversi con cui descrivemmo come ci sentivamo. Io ero “arrabbiato”, un altro era “fuori di sé” e il terzo era soltanto “scocciato”. Ricordo di aver pensato “che parola idiota per descrivere una tale situazione!”. Io non ero mai seccato. Interessante: non sentivo mai questa emozione e non usavo mai quella parola per descrivere come mi sentivo. Cominciai a domandarmi, “se si adottasse un’altra serie di parole, si potrebbero trasformare le matrici emotive?”
Basandomi sul meeting sopra indicato, mi impegnai per dieci giorni ad utilizzare questa sciocca parola – “seccato” – e ad usarla in qual-siasi situazione in cui di solito avrei detto di essere “arrabbiato” o “furibondo”. I risultati erano sconvolgenti. Soltanto cambiando la parola che usavo abitualmente per descrivere i miei sentimenti negativi, abbassavo subito la loro intensità. Dire “questo mi secca parecchio” ruppe la mia matrice. Presto cominciai con altre parole, come ” stai iniziando ad infastidirmi”. Puoi immaginare cosa significhi dire una cosa del genere a qualcuno con cui sei in collera mantenendo una faccia seria?
Seleziona una parola che usi abitualmente per descrivere i tuoi sentimenti negativi e trova una parola alternativa che romperà il tuo schema, o almeno abbasserà la sua intensità.
Semplicemente cambia il tuo vocabolario abituale – le parole che usi regolarmente per descrivere le tue emozioni e sensazioni – allo scopo di cambiare subito come pensi, senti, vivi. Questo è uno degli strumenti più potenti per cambiare la vita di chiunque in un attimo.
La maggior parte di noi non è consapevole della selezione delle parole che usa abitualmente per descrivere il proprio modo di vivere. Spesso abbiamo adottato delle parole per descrivere le nostre emozioni senza mai pensare all’impatto potenziale che avranno su di noi o altri. Queste parole diventano una parte del nostro vocabolario quotidiano e veramente formano il modo in cui ci sentiamo nella nostra vita.
Per esempio, molti usano abitualmente delle parole come “umiliazione” o “depressione” per descrivere quasi qualsiasi esperienza sgradevole. Dici qualcosa che non apprezzano e sono umiliati /depressi. Metti in dubbio un loro punto di vista e sono umiliati/depressi. Tutto li umilia o li deprime, perché essi legano queste parole a quasi ogni esperienza. E’ di grandissima importanza espandere il tuo vocabolario emozionale cosicché le parole che selezioni producano l’effetto emotivo che desideri e meriti.
Quanta importanza ha la lingua nel formare la nostra esperienza di vita? E’ assolutamente fondamentale. Detto semplicemente, le parole che leghiamo alla nostra esperienza diventano la nostra esperienza.
Quali saranno le parole che hanno la più grande influenza su di te? Saranno parole affettuose? Epiteti? Esclamazioni? Esagerazioni?
La maggior parte della gente ha un vocabolario di poche migliaia di parole. Quando si pensa che la lingua inglese, la più ampia del mondo, contiene circa 650,000 vocaboli, vuole dire che un parlatore inglese utilizza mediamente press’a poco solo il 2 % delle sua lingua! Peggio ancora è che la maggior parte della gente abbia circa solo una dozzina di parole, forse un massimo di 20 per esprimere le proprie emozioni. E di queste, di solito la metà – o di più -sono negative.
Quante sono le parole che usi abitualmente per descrivere come ti senti, a te stesso o a qualcun altro? Quante potresti scriverne adesso?
Le persone con vocabolari poveri conducono vite impoverite. Persone con vocabolari ricchi hanno una tavolozza piena di colori diversi che possono utilizzare per dipingere le loro esperienze di vita, non solo per gli altri, ma anche per loro stesse.
Che cosa potresti fare oggi per espandere la tua “tavolozza delle emozioni”? Quali sono le parole positive ed emozionalmente edificanti che potresti aggiungere al tuo vocabolario abituale? Se usassi queste parole spesso, quanto più divertente potrebbe essere la tua vita?
Chi conosci che conduce una vita straordinariamente felice o appassionata? Quali sono le parole che usano abitualmente per descrivere l’esperienza delle loro vite e a cui potresti ispirarti, adottando così alcune delle loro matrici emozionali?
Hai deciso che è ora di usare lo strumento del Vocabolario di Trasformazione per sostituire le tue abituali parole che indeboliscono, con altre più ispirate?
Fai il seguente esercizio:
1) Scrivi tre parole che usi spesso quando ti senti male.
2)Mettiti in uno stato giocoso, perfino esagerato. Fai il brainstorming per trovare parole nuove che rompano la struttura, o almeno abbassino la tua intensità emotiva. Scegli parole che sono talmente sciocche, strane o così fuori posto che rompono il tuo impeto negativo e creano un senso di divertimento. Uno dei motivi per cui adesso sostituisco “infastidito” o “seccato” con “arrabbiato” è perché queste parole sembrano così ridicole dette con una faccia seria.
Dobbiamo sempre abbassare l’intensità delle emozioni negative? Certo che no; tutte le emozioni umane hanno il loro posto. Qualche volta, per esempio, certe persone hanno bisogno di sentirsi arrabbiate allo scopo di creare abbastanza motivazione su se stesse per compiere un cambiamento. Ciò nonostante, non vogliamo accedere ai nostri stati più negativi ed intensi come prima azione da fare, quando non servono, non sono necessari, o sono poco appropriati.
Il traguardo è di sentire nelle nostre vite, sempre più abitualmente, meno dolore e più piacere.
Da Passi da Gigante di Anthony Robbins

365 lezioni quotidiane nella gestione di noi stessi: piccoli cambiamenti per fare una grande differenza.
Basato sulle migliori tecniche e strategie offerte nel libro Risveglia il Gigante che è in te, il Formatore motivazionale numero uno al mondo – Anthony Robbins – offre ispirazioni, piccole azioni ed esercizi che faranno fare grandi passi in avanti alla qualità della tua vita.
Dalla semplice abilità di prendere decisioni ai più specifici strumenti che possono ridefinire la qualità dei tuoi rapporti personali, finanziari, di salute ed emotivi, Robbins dimostra come ottenere i risultati migliori con il minimo investimento di tempo.
“Passi da Gigante di Robbins è il piano fondamentale di gioco per la vita. È un manuale interattivo, carico di emozioni, per raggiungere il successo sia personale che professionale”.

Sconto del 44% per iscrizioni entro il 31/10/2009
Posted by: crescereleggendo on: Ottobre 29, 2009

E nel mentre si è protagonista e, nel contempo, spettatore di ciò che ci accade, vien da cercar la causa, ci si chiede qual è il senso di tutto ciò che si sta affrontando…
Questo per me è un periodo di trasformazione profonda e conseguente evoluzione: sto scoprendo un nuovo universo di cose, sto assumendo nuovi punti di vista che cambiano completamente la prospettiva del mio vivere e del mio vissuto…
Oggi, apparentemente per caso, in realtà per sincronicità, mi è successo di leggere un articolo che riporto qui…
E’ una testimonianza di un qualcosa di vero…
Per me è un’altra tessera del puzzle che piano piano sto ricomponendo…
Mi auguro che possa essere utile anche a voi…
Traduzione Carol Saito gentilmente concessa dal Dr. Ihaleakala Hew Len
Due anni fa, sentii parlare di un terapeuta che, alle Hawaii, curò un intero reparto di pazzi criminali, senza mai vederne nemmeno uno. Lo psicologo studiava la cartella di uno dei pazienti e guardava dentro di sé per vedere come aveva creato la malattia di quella persona. Migliorando se stesso, il paziente migliorava.
Quando sentii questa storia per la prima volta, pensai fosse una leggenda urbana. Come potrebbe qualcuno guarire qualcun altro, guarendo sé stesso? Come potrebbe, anche il più grande maestro di auto-miglioramento curare un pazzo criminale? Non aveva alcun senso. Non era logico, quindi accantonai la storia. Ad ogni modo, la sentii nuovamente un anno dopo. Seppi che il terapeuta aveva usato un processo di guarigione Hawaiano chiamato ho ‘oponopono. Non ne avevo mai sentito parlare, tuttavia non riuscivo a togliermelo dalla mente. Se la storia fosse stata vera, avrei dovuto saperne di più. Avevo sempre inteso la “responsabilità totale” nel senso che sono responsabile di ciò che penso e faccio. Quanto va oltre a ciò, è fuori dalla mia portata.
Penso che la maggior parte della gente pensi alla responsabilità totale in questi termini. Siamo responsabili di ciò che facciamo, non di ciò che fa una qualunque altra persona. Il terapeuta Hawaiano che curava quelle persone malate di mente mi avrebbe insegnato una nuova prospettiva avanzata riguardo alla responsabilità totale.
Il suo nome è Dr. Ihaleakala Hew Len. Abbiamo trascorso circa un’ora a parlare, durante la nostra prima telefonata. Gli chiesi di raccontarmi la storia completa del suo lavoro come terapeuta. Mi spiegò che aveva lavorato al Hawaii State Hospital per quattro anni. Quel reparto dove tenevano i pazzi criminali era pericoloso. Gli psicologi si dimettevano dopo un mese. I dipendenti si davano spesso per malati o si dimettevano direttamente. La gente attraversava il reparto con le spalle al muro, nel timore di essere attaccata dai pazienti. Non era un luogo piacevole in cui vivere, lavorare, o da visitare.Il Dr. Len mi disse di non aver mai visto i pazienti.
Concordò di avere un ufficio e passare in rassegna le loro cartelle.
Mentre guardava le loro cartelle, lavorava su sé stesso.
Mentre lavorava su se stesso, I pazienti iniziavano a guarire. Dopo alcuni mesi, ai pazienti che dovevano essere legati, era concesso di camminare liberamente, mi disse. Altri, a cui venivano somministrate grandi quantità di farmaci, smettevano di prendere farmaci.
E quelli che non avevano speranze di essere rilasciati, venivano liberati.
Ero sgomento. Non solo, continuò, i dipendenti iniziarono a venire al lavoro volentieri. L’assenteismo ed il continuo ricambio di dipendenti ebbero termine. Ci ritrovammo con più personale del necessario, perché i pazienti venivano dimessi, e tutti i dipendenti si presentavano al lavoro.
Oggi, quel reparto è chiuso.
A quel punto, feci la domanda da un milione di dollari: Cosa facevi dentro di te, che causava il cambiamento di quelle persone? – Curavo semplicemente la parte di me che le aveva create, disse.
Non capivo. Il Dr. Len spiegò che responsabilità totale per la propria vita significa che tutto nella tua vita semplicemente perché è nella tua vita, è tua responsabilità. Letteralmente, il mondo intero è una tua creazione. E’ dura da digerire! Essere responsabile di ciò che dico o faccio è una cosa. Essere responsabile di ciò che dice o fa chiunque altro nella mia vita è un’altra!
Tuttavia, la verità è questa: se ti assumi la completa responsabilità della tua vita, allora tutto ciò che vedi, senti, assaggi, tocchi, o sperimenti in qualche modo è tua responsabilità, perché è nella tua vita. Ciò significa che l’attività terrorista, il presidente, l’economia, qualunque cosa sperimenti e non ti piace è in attesa che tu la guarisca.
Non esiste, in un certo senso, se non come proiezione da dentro di te. Il problema non è nella cosa stessa, ma in te, e per cambiarla, devi cambiare te stesso. So che è duro da comprendere, accettare, e vivere concretamente. Il biasimo è molto più facile della responsabilità totale, ma, mentre parlavo col Dr. Len, iniziai a rendermi conto che guarire, per lui e nell’Ho ‘oponopono, significa amare te stesso.
Se vuoi migliorare la tua vita, devi guarire la tua vita. Se vuoi curare qualcuno anche un criminale malato di mente lo fai guarendo te stesso.
Chiesi al Dr. Len come facesse a curare sé stesso. Cosa faceva, esattamente, quando guardava le cartelle di quei pazienti?
Continuavo semplicemente a dire Mi dispiace; e Ti voglio bene più e più volte, spiegò.
Tutto qui?
Tutto qui.
Salta fuori che amare sé stessi è il miglior modo di migliorarsi, e mentre migliori te stesso, migliori il mondo.
Ecco un rapido esempio di come funziona: un giorno, qualcuno mi ha mandato un e- mail che mi ha stravolto. In passato avrei affrontato la situazione lavorando sui miei tasti emotivi dolenti, o cercando di ragionare con la persona che aveva mandato il brutto messaggio.
Questa volta, decisi di tentare il metodo del Dr. Len. Continuai a dire in silenzio: Mi dispiace e Ti voglio bene. Non lo dicevo a qualcuno in particolare. Stavo semplicemente evocando lo spirito dell’amore affinché guarisse, dentro di me, ciò che stava creando la circostanza esterna. Dopo un’ora ricevetti un e-mail dalla stessa persona. Si scusò per il suo precedente messaggio.
Non compii alcuna azione esterna per ricevere quelle scuse. Non gli avevo nemmeno risposto. Tuttavia, dicendo Ti voglio bene in qualche modo curai dentro di me ciò che lo stava creando.
In seguito seguii un seminario condotto dal Dr. Len, che ora ha 70 anni, è considerato uno sciamano benevolo, e vive una vita appartata.
Mi ha detto che mentre miglioro me stesso, la vibrazione del mio libro s’innalza, ed ognuno lo sentirà leggendolo. In breve, mentre miglioro, migliorano i miei lettori. E per quanto riguarda i libri già venduti, là fuori, chiesi? Non sono là fuori, spiegò, dischiudendo nuovamente la mia mente con la sua saggezza mistica. Sono ancora dentro di te.
In breve, non c’è nessuno là fuori. Ci vorrebbe un intero libro intero per spiegare questa tecnica avanzata con la profondità che merita. Basti dire che quando vuoi migliorare qualcosa nella tua vita, c’è un solo luogo in cui guardare: dentro di te. Quando guardi, fallo con amore.
Un abbraccio di luce,
Carol
|
Louise L. Hay Puoi Guarire la Tua Vita Pensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore |
![]() |
Un metodo pratico in sette passi per godersi la vita
|
Così come ognuno di noi possiede un livello personale di percezione del dolore, o di sopportazione del caldo e del freddo, noi tutti abbiamo un nostro personale livello di felicità.
Questo «serbatoio» è per il cinquanta per cento ereditario o genetico, per un dieci per cento è legato alle circostanze, ma per il quaranta per cento il nostro livello di felicità è determinato da pensieri, abitudini, sentimenti, parole, azioni sulle quali è possibile intervenire volontariamente.
Per gran parte, quindi, la nostra felicità non dipende dal successo, il denaro, le relazioni interpersonali o altri fattori esterni, ma è «senza motivo», dipende, cioè, solo da un nostro stato mentale, che può dunque essere raggiunto tramite la disciplina che ci svela marci shimoff in questo libro.
Certo, non si può essere felici semplicemente decidendolo razionalmente, ma con la giusta motivazione, la corretta pratica, l’applicazione di alcune regole e l’esercizio, è possibile raggiungere un grado di felicità indipendente da fattori esterni e pertanto più stabile e duraturo.
“Non importa da dove iniziate. Dovunque vi troviate, proprio ora, questo libro vi mostrerà come essere più felici. Non avete bisogno del gene della felicità, di vincere la lotteria o di diventare santi. Quando avrete finito di leggere queste pagine, saprete come sperimentare uno stato di autentica ininterrotta felicità per il resto della vostra vita.”
Così come ognuno di noi possiede un livello personale di percezione del dolore, o di sopportazione del caldo e del freddo, noi tutti abbiamo un nostro personale livello di felicità.
Questo «serbatoio» è per il cinquanta per cento ereditario o genetico, per un dieci per cento è legato alle circostanze, ma per il quaranta per cento il nostro livello di felicità è determinato da pensieri, abitudini, sentimenti, parole, azioni sulle quali è possibile intervenire volontariamente.
Per gran parte, quindi, la nostra felicità non dipende dal successo, il denaro, le relazioni interpersonali o altri fattori esterni, ma è «senza motivo», dipende, cioè, solo da un nostro stato mentale, che può dunque essere raggiunto tramite la disciplina che ci svela marci shimoff in questo libro.
Certo, non si può essere felici semplicemente decidendolo razionalmente, ma con la giusta motivazione, la corretta pratica, l’applicazione di alcune regole e l’esercizio, è possibile raggiungere un grado di felicità indipendente da fattori esterni e pertanto più stabile e duraturo.
“Non importa da dove iniziate. Dovunque vi troviate, proprio ora, questo libro vi mostrerà come essere più felici. Non avete bisogno del gene della felicità, di vincere la lotteria o di diventare santi. Quando avrete finito di leggere queste pagine, saprete come sperimentare uno stato di autentica ininterrotta felicità per il resto della vostra vita.”
Posted by: crescereleggendo on: Ottobre 28, 2009

“Promettimi che non mangerai l’uovo”
stridette aprendo gli occhi.
“Prometto che non mi mangerò l’uovo”
ripetè Zorba.
“Promettimi che ne avrai cura finchè
non sarà nato il piccolo” stridette
sollevando il capo.
“Prometto che avrò cura dell’uovo
finchè non sarà nato il piccolo”.
“E promettimi che gli insegnerai
a volare” stridette guardando fisso
negli occhi il gatto.
Allora Zorba si rese conto che
quella sfortunata gabbiana non solo
delirava, ma era completamente pazza.
“Prometto che gli insegnerò
a volare. E ora riposa,
io vado in cerca di aiuto” miagolò
Zorba balzando direttamente sul tetto.
Queste sono le promesse che la gabbiana Kengah riesce a strappare in fin di vita ad un grosso gatto nero di nome Zorba. Kengah si era poco prima tuffata nell’oceano per acchiappare qualche aringa insieme ai suoi compagni, ma quando aveva tirato fuori la testa si era ritrovata sola in quell’immensità. Il resto dello stormo era volato via e il mare era una distesa di petrolio che presto l’avrebbe asfissiata penetrando tra le piume e tappandole tutti i pori. Con enorme fatica spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma precipita su un balcone di Amburgo. Ed è proprio qui che incontra il gatto Zorba cui affida l’uovo che sta per deporre. Ma come potrà Zorba tenere fede alle tre promesse fatte, in particolare a quella di insegnare a volare? Avrà certamente bisogno dell’aiuto dei suoi amici Diderot, Colonnello e Segretario, ma anche quello di qualcun altro…
Lo scrittore cileno, attraverso questo racconto-fiaba tocca temi a lui molto cari: parte dall’amore per la natura minacciata dagli atteggiamenti distruttori e menefreghisti dell’uomo e prosegue con la solidarietà e la generosità di esseri disinteressati e altruisti. Ma forse la cosa che maggiormente colpisce è il messaggio di speranza che trapela attraverso il riconoscere all’uomo non solo il ruolo di inquinatore e responsabile di disastri , ma anche quello di aiuto e contributo indispensabile all’equilibrio della natura in pericolo.
Un racconto dolce e forte allo stesso tempo, adatto certamente a bambini e ragazzi, ma in grado di catturare l’attenzione anche di adulti sensibili alle tematiche della natura e a quelle della solidarietà. Una solidarietà priva di confini e barriere. O forse sarebbe più corretto parlare di barriere che possono essere valicate con un pizzico di impegno e buona volontà.
A volte imparare a volare è un insegnamento che viene da chi meno ti aspetti. E non dimentichiamo:“Vola solo chi osa farlo”.
Storia di una Gabbianella e del Gatto che le Insegnò a Volare di Luis Sepúlveda
![]() |
Prezzo € 7,00 |
Commenti Recenti