Felici adesso!

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“Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perchè la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo. “

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Gregg Braden: sentimento, pensiero ed emozione

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“…Come cambierebbe la nostra vita se scoprissimo
di essere nati col potere di far regredire le malattie?

O se potessimo scegliere la pace nel mondo, l’abbondanza
nella nostra vita e per quanto tempo vogliamo vivere?”

Non so se riesci a sentirla, ma c’è nell’aria un’energia che ci porta pian piano sulla strada della consapevolezza e che ci fa riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda…Eppure non siamo semplici osservatori di ciò che ci accade. Anche inconsapevolmente noi partecipiamo con le nostre credenze, convinzioni e aspettative.

La nostra limitazione sta nel modo in cui concepiamo noi stessi in un mondo dove tutto cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ecco come Gregg Graden ci definisce queste tre comuni parole Sentimento, pensiero ed emozione, con una nuova consapevolezza

Definizione di Sentimento:

Un pensiero privo di emozioni che lo alimentino e solo un pensiero – non è né buono né cattivo, né giusto né sbagliato. Di per sé ha ben poco effetto su qualsiasi cosa e consiste nell’immaginare una possibilità che resta all’interno della mente: il seme di ciò che potrebbe realizzarsi, sospeso nel tempo – innocuo e relativamente privo di potere.

Un pensiero privo del carburante emotivo che lo porterebbe in vita prende il nome di desiderio. Anche se ben intenzionati, probabilmente i nostri desideri hanno poco effetto sul corpo umano o sul mondo – finché non li risvegliamo.

Quando fondiamo i nostri pensieri della mente con la forze delle emozioni che emanano dai nostri centri energetici inferiori, noi creiamo dei sentimenti. Quindi, un sentimento rappresenta l’unione fra ciò che pensiamo, e il carburante dell’amore o della paura che nutriamo verso quel pensiero.

Naturalmente, sebbene esistano solo due emozioni di base – l’amore e la paura – noi possiamo provare una gamma infinita di sentimenti. Ne sono esempi l’ira, la compassione, il furore, la gelosia, la gratitudine, l’incredulità e la tranquillità, per nominarne solo alcuni.

In termini ingegneristici, essi sono una forma di energia che funge da vettore. In altre parole, li troviamo là dove si svolge l’azione, e sono realmente in grado di raggiungere dei risultati! I nostri sentimenti possono cambiare il mondo.

Definizione di Pensiero:
Il pensiero è associato ai tre centri energetici superiori del nostro corpo, i chakra collegati alla logica e alla comunicazione. Se l’emozione può essere considerata come una fonte di energia, il pensiero invece è il sistema guida che la dirige, focalizzandola attraverso specifiche modalità. Quindi, nonostante i nostri pensieri siano importanti, hanno poco potere in sé.

In termini ingegneristici, possono essere concepiti come energia scalare (una forza potenziale) che interessa una situazione possibile, anziché come vettore di energia (una forza reale) di qualcosa di concreto che ci sta accadendo nella vita.

Questo cuscinetto di protezione impedisce a ogni pensiero che ci attraversa la mente di trasformarsi in realtà. Come indicano le seguenti statistiche si tratta di un fattore positivo.

Alcuni anni fa la National Science Foundation ha riferito che la persona media formula circa 1000 pensieri l’ora. A seconda del fatto che ci si possa considerare o meno dei “pensatori profondi”, si possono avere tra 12.000 e 50.000 pensieri al giorno.

Per curiosità, talvolta chiedo ai miei amici e colleghi di dirmi cosa stanno pensando. Scopro così che molti dei loro pensieri riguardano cose di cui preferirebbero non parlare e che vorrebbero tenere per sé! Fortunatamente per noi, la maggior parte dei pensieri che ci passano per la mente rimangono proprio questo: brevi occhiate sfuggenti su cosa potrebbe essere, cosa potrà essere, o cosa è stato.

Definizione di Emozione:

I tre chakra inferiori della creatività sono comunemente associati alla nostra esperienza delle emozioni. Quando pensiamo a questi centri come a pura energia, essi rappresentano le uniche due emozioni di base di cui siamo capaci nella vita: l’amore e qualunque cosa concepiamo come il suo contrario.

Per quanto di primo acchito questa definizione possa suonare strana, fra poco ci mostrerà che la gioia, l’odio e la pace, che in passato forse reputavamo emozioni, in realtà sono sentimenti che derivano dal loro uso.

Tutti abbiamo fatto esperienze di amore nella nostra vita. E poiché tutti siamo unici, anche tali esperienze lo sono state. Quindi, quando si parla del contrario dell’amore, esso può avere significati diversi a seconda delle persone. Per alcuni è l’esperienza della paura; per altri può trattarsi di quella dell’odio. A prescindere da come la chiamiamo, però, quando arriviamo alla nuda essenza degli insegnamenti più profondi, l’amore e il suo opposto sono in realtà due aspetti della stessa cosa, due polarità della stessa forza: l’emozione.

L’emozione è la fonte di energia che ci sospinge in avanti nella vita. L’amore o la paura sono la forza motrice che ci proietta attraverso i muri della resistenza e ci catapulta al di là delle barriere che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi, sogni e desideri. Proprio come la forza di qualunque motore va imbrigliata per poter utilizzare, così anche il potere dell’emozione deve essere canalizzato e focalizzato, per poterci servire nella vita. Quando non abbiamo una chiara direzione, le nostre emozioni possono diventare dispersive e caotiche. Tutti abbiamo conosciuto il dramma e il caos che spesso accompagnano le persone che interagiscono con la loro vita solo su queste basi.

Sebbene queste due emozioni rappresentino una fonte di potere nella vita, chiaramente può trattarsi di una benedizione a metà. Le nostre emozioni possono cioè servirci, oppure distruggerci. Quale delle due esperienze facciamo, dipende dalla nostra capacità di imbrigliarle e di dar loro una direzione. E qui entra in scena il potere del pensiero.

Tratto dal libro  La Guarigione Spontanea delle Credenze  di Gregg Braden


Gregg BradenLa Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze


Compralo su Macrolibrarsi
Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.
La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Creiamo la realtà

scultore_menteNoi siamo gli scultori e architetti della nostra realtà!

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Gregg Braden

Le nostre credenze sono la vita

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Sono in grado di cambiare la mia vita a seconda di ciò che penso, a seconda di quello in cui credo…?

Le mie credenze modificano la mia esistenza, la percezione delle cose, mi fanno riscrivere la mia vita presente, forse anche il passato, sicuramente il mio futuro.

Definizione forse semplicistica per poter introdurre, oggi, l’ultimo libro di Gregg Braden, già autore del bestseller “La Matrix Divina”, ora ritornato con La Guarigione Spontanea delle Credenze.

“La guarigione spontanea delle credenze”
sembra il giusto seguito del precedente libro, una branchia della Matrix divina che aveva bisogno di approfondimenti: “Descrivere il linguaggio delle credenze e come ci consente di essere architetti della nostra vita avrebbe richiesto un altro volume”.

Non è un libro semplice, nonostante si trova uno stile comunicativo piuttosto fluido. Non è semplice perché lo scopo di ciò che andremo a leggere è di ribaltare un intero modo di pensare, ribaltare tutte le nostre credenze.

Come per ogni libro che parla di “responsabilità personale” sulla propria vita, può sconvolgere chi non si è mai posto domande e chi ha sempre pensato che eravamo semplici entità capitate come per caso e che dobbiamo subire ciò che ci accade nella vita.

Sconvolgere le credenze, ho detto. In fin dei conti è proprio quello che Barden vuole fare: far scattare la guarigione identificando le credenze che fanno regredire la malattia del corpo o apprendere quelle che creano nella vita rapporti duraturi e capaci di nutrirci o addirittura scoprire quelle che portano la pace nella nostra vita, in famiglia, nella comunità dove viviamo, in un intero mondo.

Braden ci guida piano piano verso la consapevolezza del nostro enorme potere di riscrivere il codice della realtà, modificando il nostro sistema di credenze in modo da essere in grado di usare questo potenziale già insito in noi.

E’ la fisica quantistica che fa da sottofondo a questo stato di cose, i suoi atomi che compongono la materia, che ci mostra come una sola particella “può stare in un solo luogo, in due luoghi nello stesso tempo o perfino in più luoghi simultaneamente”, rimanendo sempre connessa a prescindere dalle distanze fisiche che intercorrono tra i luoghi. Noi siamo fatti di quelle particelle. Se possono loro, noi allora che miracoli possiamo eseguire?

Questa è una delle tante domande che Barden ci pone, intervallati da spiegazioni scientifiche sulla fisica quantistica e su Codici di credenze sparse per il libro, come una sorta di indizi di una caccia al tesoro, dove il premio è “Il lavoro è l’amore reso visibile” (Kahlil Gibran).

E’ attraverso le nostre azioni che dimostriamo la cura per la vita.

Vi lascio con alcune frasi, tratte dal libro,  come una sorta di piccoli spuntini:

“Viviamo la nostra vita sulla base di ciò che crediamo. Le nostre credenze sono la vita.”

“siamo artisti cosmici che proiettano le loro credenze più profonde sulla trama quantistica dell’universo”

“Il libro è stato scritto per uno scopo ben preciso: condividere un messaggio di speranza e di potenzialità che ci restituisca potere, in un mondo dove spesso siamo indotti a sentirci privi di tali qualità”


Gregg BradenLa Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze


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Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.
La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

La magia è in noi

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“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.“
Kahlil Gibran

La forza della passione

passione

Quando la N.A.S.A. lancia un razzo o lo Shuttle, potete star certi che si verifica una “spinta” o una propulsione d’energia abbastanza forte da spingerlo dritto in cielo.

Questo sì che è un grande esempio di intensità gigantesca! La passione o energia che viene generata nei motori di questi veicoli spaziali al momento del lancio è immensa… La terra trema e rimbomba mentre cresce sempre più la grandezza dell’energia, fino a che è così forte da spezzare la potente forza di gravità terrestre!

Questo tipo di passione agisce per realizzare imprese all’apparenza impossibili. Questo tipo di passione è ciò che ogni dio e dea possiede nel profondo di sé. Perciò, quando liberate quest’incredibile scoppio d’energia, quali ostacoli possono frapporsi sul vostro cammino? Quando avete passione per qualcosa, la amplificate o le conferite più gusto e vita.

La vostra ricerca dell’anima gemella può anche essere tranquilla e serena. Ciò di certo non è indice di una mancanza di passione! La passione viene da dentro e non da azioni esteriori violente e frenetiche. L’esplosione “esterna” degli eventi si verifica quando la passione interiore cresce così tanto da far sì che l’Universo sia spinto a soddisfare questo enorme desiderio.

Non è lo scoppio, il baccano o il muoversi in modo iperattivo o come una girandola a far cambiare i mondi. E’ il vivo desiderio interiore, profondo e sottile, che cresce fino a diventare così potente che niente può resistergli. La gravità o il “blocco” del passato si spezza e appare all’improvviso il nuovo mondo! E’ questo ciò che realizza la passione…

Dopo l’ “esperienza di morte”, molto reale e cosciente che ho avuto all’età di 18 anni, ho all’improvviso apprezzato la vita con grande entusiasmo! Da quel primo giorno del mio felice “ritorno” in un corpo che era davvero morto, ho capito il valore inestimabile di ogni prezioso momento di vita!

In tutti i giorni e i decenni successivi, la passione è stata la nota fondamentale della mia vita. Qual è la vostra? Se “non ce l’avete”, o non provate passione per quello che pensate, fate, provate o sognate, perché continuate a farlo? Magari avete la tendenza ad evitare un confronto così diretto con voi stessi… Ancora una volta, siete soltanto voi che potete sapere cosa pensate o provate riguardo ad ogni singola cosa che state sperimentando!

Soltanto voi potete prendere la decisione di seguire soltanto ciò che vi fa sentire bene, e in questo modo di vivere una bella vita! Io lo sto facendo. Molti, molti altri miei amati fratelli e sorelle umani, dei e dee consapevoli, lo stanno facendo! Anche voi potete farlo! Decidetevi a fare soltanto ciò che ora, in questo preciso momento, vi fa sentire bene.

Questo discorso non è un’autorizzazione ad abbandonare il vostro matrimonio o il lavoro su due piedi! Ma significa che dovete far sì che il vostro matrimonio, o il vostro lavoro, vi faccia sentire bene e sia davvero un bene, o altrimenti è necessario un cambiamento di lavoro o di partner. Voi non soltanto avete il diritto ma, in quanto consapevoli dee o dei umani, l’obbligo verso il vostro divino Io umano di sentirvi sempre bene!

Come potete percepire, esprimere e aumentare la passione se non vi sentite bene in qualcosa? Se il pensare o l’immaginare di stare con la vostra anima gemella vi fa sentire bene, potete avere una grande passione riguardo a questo.

Quando siete intensi, siete anche estremamente concentrati! E la concentrazione è tutto! Come il grande Maestro Ramtha ripete sempre alla sua folla di studenti “praticanti”: “Voi siete ciò su cui vi concentrate!

La vostra mente si può ingrandire o amplificare, e può concentrarsi o focalizzarsi in modo che il “calore dell’intenzione” si tramuti in una passione grandiosa, assolutamente incontenibile! La terza grande funzione della mente è la sua capacità di “deconcentrarsi”, ossia di riportare la vostra totale identità conscia nel sottilissimo nucleo centrale della vostra profonda essenza spirituale. E’ questo il come ed il perché della meditazione, del modo in cui funziona.

Come in qualsiasi altra cosa nella vita, potete sviluppare la passione o l’intensità. Quando lo fate, diventate automaticamente più dinamici, e perciò acquisite una più forte “presenza”. La vostra anima gemella lo apprezzerà, ed anche a voi piacerà questo in essa, visto che siete un così perfetto riflesso l’uno dell’altro. La vita, in realtà, è divertimento, e una “buona vita” è colma di passione e di divertimento. Godetevela!

di Russ Michael


Ramtha

Come creare la propria realtà

Prezzo € 12,60 (sconto del 30%)

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Questo insegnamento originale di Ramtha affronta i seguenti argomenti:
– Consapevolezza ed Energia creano la natura della realtà
– Le Origini del Sé
– L’Energia, ancella della Consapevolezza
– Gli Effetti degli insegnamenti sugli studenti della Grande Opera
– Il Campo aurico
– L’Energia della Kundalini e i sette sigilli

Molte persone hanno paura di cambiare. Lo so perché anch’io l’ho avuta. Ho dovuto lasciar andare qualcosa che mi era familiare in cambio di qualcosa che mi era sconosciuto. Ramtha, essendo quel grande maestro che è, mi ha illuminata a lasciar andare e ad arrendermi a una realtà più grande. Con questa conoscenza riconosco che, quando esco dalla mia mente limitata, nulla può fermarmi. È splendido.
Mi sono chiesta spesso come mai il successo e la fama siano stati per me una cosa così facile.

Ora, dopo essere stata per molti anni in questa scuola, so esattamente che cosa ho fatto per ottenerli. Capisco come lavora la mia mente e dove sta il mio potere e come utilizzarlo per il mio maggior bene. A essere onesti con se stessi ci vuole coraggio, e con il coraggio la mente non conosce confini”.
Linda Evans

Relazioni in coppia, comunicando

parlarsi

“E’ colpa tua!”
“Mia? Se tu non avessi….”
“Io? Tu piuttosto, perché ti sei comportato così?”

Quante volte in una relazione ti è capitato di ritrovarti in un battibecco come questo?
E’ possibile migliorare le relazioni con gli altri e uscire in modo soddisfacente da una discussione?
Certamente! Ecco alcuni consigli.

Il punto cruciale e impegnativo da accettare e gestire è che in una discussione occorre andare oltre le parole. Occorre sforzarsi di comprendere l’altro, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue reali intenzioni. Occorre distinguere i fatti dai pregiudizi.
Facile? No. Ma provaci.

Non presumere di sapere tutto, cerca di scoprire quali informazioni ha l’altro e che giustificano il suo atteggiamento. Esprimi i tuoi sentimenti e invita l’altro a fare lo stesso. Se cerchi di nasconderli, rischi che emergano comunque in maniera inopportuna e non produttiva. Spiega all’altro l’effetto che hanno avuto le sue parole e i suoi comportamenti e invita l’altro a fare lo stesso.
Cerca di capire come quello che viene detto può mettere in discussione l’identità di ciascuno. Si trascura troppo spesso il fatto che le nostre parole mettono in discussione l’immagine che l’altro ha di se. Allo stesso modo ciò che ci fa più soffrire non sono tanto le parole in se quanto il fatto che queste mettono in crisi la nostra identità. Mi stai dicendo che non sono onesto, non sono in gamba, non sono giusto quando io penso di esserlo e voglio esserlo. Questo ci fa soffrire, ci fa arrabbiare, ci fa rispondere come non vorremmo. Non è così?

Forse accettare il fatto che non si è mai totalmente “buoni” o “cattivi”, “onesti” o “disonesti” ci farebbe accettare ciò che sta accadendo e comprendere di più le ragioni dell’altro.
Accetta il fatto che probabilmente tutti e due avete ragione e ciò che dite è vero. Cerca di capire la sua ragione. Cerca di capire quali informazioni ti mancano per capire la sua ragione, cerca di capire la diversa percezione che l’altro ha di ciò che è avvenuto.
Dai all’altro tutte le informazioni perché lui arrivi comprendere il tuo punto di vista. Cerca la complementarità della versione dell’altro invece della sua negazione.

Invece di spendere energie a dimostrare le colpe dell’altro ricerca e metti in luce il contributo di ciascuno al verificarsi della situazione. Cerca di ricostruire il gioco delle azioni e reazioni.
Esiste un metodo molto efficace per raggiungere questo traguardo.

Fare domande, anziché affermare.

Di solito si fa l’errore di partire accusando e comunicando il nostro punto di vista.
Per sviluppare un dialogo produttivo conviene partire cercando di inquadrarlo come farebbe un osservatore esterno estraneo alla discussione. “Sembra che la vediamo in modo diverso, tu ritieni che… mentre io penso …..”
Non c’è accusa, non c’è giudizio, l’altro si sente compreso, non ha ragioni per chiudersi e mettersi sulla difensiva, anzi, al contrario, si predispone ad aprirsi.

Prosegui poi ricercando le motivazioni che portano entrambi ad avere punti di vista differenti. “Io penso questo perché….. probabilmente tu avrai delle informazioni diverse, ti va di dirmele?”
Aiuta l’altro a capirti e chiedi di aiutarti a capire ampliando le informazioni a disposizione che magari si danno per scontate o che si ritengono irrilevanti.

Passa poi a parlare degli effetti e delle intenzioni di ciascuno “Quello che è successo mi ha creato queste difficoltà, immagino che non fosse tua intenzione che questo avvenisse, mi interessa conoscere il tuo punto di vista a riguardo”
Non dare per scontato che l’altro conosca le conseguenze del suo comportamento e nello stesso tempo sii curioso delle motivazioni del suo comportamento.
“Mi rendo conto che entrambi abbiamo contribuito a questa situazione, l’abbiamo fatto facendo …., dicendo…….”
“….e questo mi ha fatto sentire ….e probabilmente tu ti sentirai…..è così?”

Analizza come questi sentimenti mettono in discussione l’auto-immagine di ciascuno.
“Proviamo a vedere quali sono i nostri scopi e come raggiungerli”
Nel farlo tieni conto delle preoccupazioni e degli interessi di entrambi e quindi escogitare insieme le vie di soluzioni possibili.

Naturalmente il conflitto può avvenire in tutte le relazioni, ma nelle relazioni di coppia la discussione assume un importanza particolare ed è particolarmente difficile da risolvere. Perché? Perché oltre alle consuete difficoltà relazionali nelle discussioni di coppia entra in gioco anche la diversità di pensiero e atteggiamento che caratterizza uomini e donne, l’universo maschile e quello femminile.
In questo campo il massimo esperto è John Gray l’autore del best seller “Gli uomini vengono da Marte le donne da venere”.
Ti basterà guardare qualche video tratto da un corso di John Gray renderti conto di quanto precisa e lucida sia la sua analisi. Impossibile non ritrovarsi nelle sue descrizioni. Da analisi tanto lucide non possono che discendere preziosi consigli per migliorare la relazione di coppia.

Prosegui con la visione del seminario sulla pagina Video

Agisci subito!

  • Analizza il conflitto dal punto di vista di un estraneo non coinvolto
  • Evidenzia le conseguenze sia pratiche che emotive della situazione
  • Analizza come tali conseguenze possono colpire l’identità di ciascuno
  • Raccogli informazioni oggettive e individua gli scopi di ciascuno
  • Ricerca una soluzione comune che tenga conto degli interessi e delle preoccupazione di entrambi

Ricorda
“Le donne desiderano ricevere comprensione, gli uomini accettazione – Una donna si sente compresa quando un uomo la ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l’accettazione che lui desidera.
Quando gli uomini tornano a casa, vogliono rilassarsi, ad esempio, leggendo il giornale, anche le donne vogliono rilassarsi dopo una giornata pesante. Loro, tuttavia, trovano sollievo parlando dei loro problemi. Gli uomini sono convinte che le donne parlino troppo, mentre le donne si sentono ignorate”.

John Gray


John GrayConoscersi, capirsi, amarsi

Quello che tua madre non ti ha detto e tuo padre non sapeva

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“La sfida che bisogna affrontare quando si vive un rapporto di coppia è superare i conflitti, fondendo le differenze fino a formare un’alleanza che funzioni. In ogni ambito che ci vede su posizioni differenti c’è un forte potenziale di conflitto oppure di crescita. In parole povere, ogni differenza è un’opportunità per rafforzare la capacità di instaurare rapporti armoniosi tramite soluzioni che soddisfino entrambi”.

John Gray

LA GUIDA INDISPENSABILE PER LA COPPIA FELICE

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John Gray

Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere

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Best seller internazionale, questo libro analizza in modo semplice ed esauriente le differenze psicologiche fra uomo e donna. La tesi dell’autore è , infatti, che gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e sopratutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti.

All’uomo piace infatti sentirsi esperto e apprezzato, ma spesso ha bisogno di solitudine mentre le donne vogliono sentirsi amate, adorano i superlativi e vogliono dividere le proprie sensazioni con altri. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

Perché leggerlo:
non riesci a capire perché il tuo partner si comporta così? Il libro offre un esauriente spiegazione di molte differenze psicologiche e comportamentali fra i due sessi che possono creare delle difficoltà nella comunicazione. Consigliato caldamente a chi vuole migliorare il proprio rapporto di coppia.

Continuare ad amarsi quando la vita si complica

Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e per le altre significati opposti. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna”   John Gray

coppia_amore

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, un titolo curioso, fa subito pensare a un libro ironico e divertente. In parte può sembrare tale, ma ha tante piccole grandi verità relative alla vita di coppia e ai suoi meccanismi, che offrono diversi spunti sui quali riflettere. John Gray, l’autore, ci racconta come, con un semplice abbraccio, il rapporto ormai un po’ logoro con sua moglie, sia cambiato radicalmente; piuttosto che scappare davanti all’ennesima discussione con lei, grazie a un po’ di comprensione e affetto, ritrova quell’intesa che iniziava ormai a svanire dal suo matrimonio.

Le frustrazioni nascono dalle nostre aspettative, che spesso vengono deluse, ma anche perché nel tempo, ci dimentichiamo delle nostre naturali e reciproche differenze.
La donna si lamenta perché il suo lui non l’ascolta, l’uomo perché la sua lei tenta di tutto pur di cambiarlo, pretendendo soluzioni pratiche ai suoi problemi, e dispensando consigli non richiesti.
Perché l’uomo reagisce male? Perché lei ignora che per l’uomo, il raggiungimento degli obiettivi preposti, senza aiuti esterni, oltre a svelare le sue reali capacità, lo aiutano a star bene con se stesso. Chiedere aiuto, infatti, significa mostrare la propria debolezza.

Le donne, al contrario, si mostrano più attente alle relazioni piuttosto che agli obiettivi; non perdono la fiducia nelle loro capacità se qualcuno offre loro un consiglio. Qual è la soluzione?

Secondo John Gray basterebbe ascoltare gli sfoghi delle donne, con comprensione e affetto, senza dare necessariamente dei consigli.
Miglioriamo il rapporto di coppia, ricordandoci sempre che, mentre per l’uomo è importante risolvere i problemi concentrandosi su essi, per la donna è necessario parlarne con qualcuno, manifestando il suo stato d’animo.

Stupisce come le reciproche necessità si compensino: l’uomo ha bisogno di sentirsi utile, la donna di sentirsi amata. Quando la donna è infelice si alimenta la paura più grande dell’uomo: non essere all’altezza.

Un curioso dizionario “venusiano/marziano”, ovvero, le frasi delle donne tradotte secondo le loro reali richieste, che solitamente vengono male interpretate, E preziosi consigli per la donna che non sa mai come interpretare il silenzio degli uomini.

Frasi delle donne (venusiane) :
Non usciamo mai” tradotto in marziano significa:
“Vorrei che uscissimo e facessimo qualcosa insieme. Ci divertiamo sempre tanto e a me piace stare con te. Che cosa ne dici? Ti va di portarmi fuori a cena? È un po’ di tempo che non usciamo.”

Non mi ami più” tradotto in marziano significa: “Oggi ho la sensazione che tu non mi ami. Ho paura di averti allontanato. So che in realtà mi ami, ti prodighi tanto per me. Il fatto è che oggi mi sento un po’ insicura. Non vorresti rassicurarmi in merito al tuo amore pronunciando quelle due parolette magiche ‘ti amo’? Quando lo
fai è così bello.”

Voglio più romanticismo” tradotto in marziano significa:
“Tesoro, di recente hai lavorato sodo. Concediamoci un po’ di tempo per noi. Mi piace tanto quando possiamo rilassarci e starcene da soli senza i ragazzi intorno e senza doverci preoccupare del lavoro. Sei così romantico. Perché non mi fai una sorpresa portandomi
dei fiori e non mi porti fuori? Adoro essere corteggiata.”

Frasi degli uomini (marziani):
Sto bene” tradotto in venusiano significa: “Sto bene perché sto affrontando con successo il mio turbamento o il mio problema. Non ho bisogno di aiuto. Se dovessi
averne bisogno, te lo chiederò.”

Non è niente” tradotto in venusiano significa: “Non c’è nulla in ciò che mi preoccupa che non sia in grado di affrontare da solo. Ti prego, non farmi altre domande in proposito.”

Non è niente di grave” tradotto in venusiano significa:
“Non è niente di grave perché sono in grado di far funzionare nuovamente le cose. Ti prego, non rimuginare su questo problema e non parlarmene più. Riusciresti solo a turbarmi maggiormente. Sono disposto ad accollarmi la disponibilità di risolverlo. Farlo mi rende felice.”

Il loro chiudersi infatti, presuppone la ricerca di soluzioni a un problema, ma lei il 99% delle volte lo vive come un rifiuto nei suoi confronti. Quando l’uomo ha soddisfatto le sue esigenze di intimità, sente il bisogno di ritrovare la sua autonomia e indipendenza, allontanandosi da lei. E’ un processo naturale per l’uomo, che per la donna risulta invece incomprensibile, come il suo non voler dipendere emotivamente da un’altra persona.

In Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere vengono analizzate in modo semplice ed esauriente le differenze psicologiche fra uomo e donna. La tesi dell’autore è , infatti, che gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti.

Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a trasformarsi in risentimento.
Tom è segretamente convinto che Mary parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.

E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione del Dr. John Gray)
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed emotivamente coinvolte. L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo con la sua donna.

Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa la loro natura.

L’incapacità di capire e accettare queste differenze crea nei nostri rapporti delle frizioni, che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le voglia bene perché non le parla.

Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.

Ma allora le divergenze rendono impossibile un rapporto sereno e duraturo? Affatto. Le differenze non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica situazione di stress – saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!

Tratto dal libro del dottor John Gray “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere“.


John GrayGli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere
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Best seller internazionale, questo libro analizza in modo semplice ed esauriente le differenze psicologiche fra uomo e donna. La tesi dell’autore è , infatti, che  gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e sopratutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti.

All’uomo piace infatti sentirsi esperto e apprezzato, ma spesso ha bisogno di solitudine mentre le donne vogliono sentirsi amate, adorano i superlativi e vogliono dividere le proprie sensazioni con altri. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

Perché leggerlo:
non riesci a capire perché il tuo partner si comporta così? Il libro offre un esauriente spiegazione di molte differenze psicologiche e comportamentali fra  i due sessi che possono creare delle difficoltà nella comunicazione. Consigliato caldamente a chi vuole migliorare il  proprio rapporto di coppia.

La gioia di vivere

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Una serie di ricerche condotte da Martin Seligman, docente di psicologia all’Università della Pennsylvania, hanno dimostrato che esistono persone felici anche tra i miserabili delle bidonville.  E la felicità non è legata nemmeno ad una salute di ferro, alla giovinezza, all’ aspetto fisico o alla cultura.

Certo, tutte queste cose possono aiutare, ma quello che rende felici le persone è qualcosa di meno tangibile: qualcosa che può essere definito come l’atteggiamento psicologico verso la vita.

Chi affronta la vita con un atteggiamento psicologico positivo, riesce a superare meglio anche periodi difficili ed avversità, mentre chi guarda alla propria vita in modo negativo e pessimistico, anche quando ha tutto, non riesce ad essere felice.

Edonismo e felicità
Nella nostra cultura, il piacere viene associato con la felicità. Negli ultimi cinquant’anni, nei paesi ricchi, il reddito è cresciuto in modo costante: al giorno d’oggi abbiamo vite immensamente più comode e piacevoli rispetto ai nostri nonni.
Ma, nonostante, possiamo permetterci quello che una volta erano considerati dei lussi inimmaginabili , è difficile sostenere che il progresso economico abbia portato la felicità. Una vita ricca di piaceri  non è sinonimo di una vita felice. Il piacere è per sua natura effimero: non appena, la stimolazione che lo provoca cessa , svanisce senza lasciar traccia  anche l’emozione positiva.

Inoltre, l’indulgere ripetutamente allo stesso piacere è controproducente. Il piacere del secondo assaggio di gelato alla crema è di molto inferiore al primo, e il quarto assaggio è solo un introduzione di calorie. Dopo un po’, il piacere perde la sua attrattiva perché nel nostro cervello intervengono dei particolari meccanismi a livello neurologico. I neuroni sono, infatti, programmati per rispondere ad eventi nuovi o insoliti, e per non attivarsi se non ci sono nuove informazioni. Molte persone sognano di vincere al superenalotto e di poter condurre un esistenza da nababbi. Ma, secondo Seligman, una vita fatta di piaceri a buon mercato, che non comporta mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione.

L’essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità.

La felicità si costruisce
Purtroppo, non bisogna fare molti sforzi per essere insoddisfatti e scontenti. Mentre l’infelicità viene da sé, e in abbondanza, la felicità va cercata e costruita giorno per giorno.  Alcune persone possono avere vite più soddisfacenti e appaganti di altre, ma chiunque può incrementare il proprio benessere psicologico, coltivando quanto c’è di buono e di bello nella propria indole.

Gli atteggiamenti psicologici che favoriscono la felicità

L’ottimismo.
Molte ricerche hanno dimostrato che le persone ottimiste vivono più a lungo, godono di una migliore salute e hanno dei matrimoni più felici rispetto ai pessimisti. Il pensiero positivo ha spesso confuso l’ottimismo con un atteggiamento psicologico di negazione dei problemi e delle difficoltà. L’ottimismo di cui stiamo parlando non è fingere che tutto vada bene, quando si sta attraversando un periodo difficile. L’ ottimismo a cui facciamo riferimento, è una atteggiamento psicologico che nasce dalla consapevolezza di essere in grado di  affrontare le difficoltà della vita. Mentre i pessimisti tendono  a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano di concentrarsi sulle soluzioni.

Saper apprezzare quello che si ha e quello che si è.

L’invidia e l’autocommiserazione sono sentimenti che possono minacciare gravemente il nostro benessere psicologico. Queste emozioni nascono dalla dolorosa percezione delle proprie mancanze e fallimenti, e dalla spiacevole  consapevolezza di aver ricevuto dalla vita meno di altre persone. Anche se in alcuni casi, questo può essere vero, la serenità psicologica si ottiene focalizzandosi su quello che di buono e di positivo c’è nella nostra esistenza.

Il professor Fara, docente di psicologia dinamica all’ Università degli Studi di Padova, ha utilizzato questa tecnica per guarire alcuni pazienti depressi. Egli consigliò ai pazienti con un disturbo dell’umore di tenere un diario su cui annotare i momenti di felicità. I pazienti dovevano trovare ogni giorno almeno cinque cose positive da scrivere nel loro diario. Nel giro di qualche mese, l’umore dei depressi migliorò sensibilmente perché era cambiato, almeno in parte, il loro modo di pensare. Al posto di rimuginare su quanto non andava nella loro esistenza, sui loro fallimenti e sui difetti delle persone che li circondavano, cominciavano a cercare i lati positivi di se stessi e degli altri. E si accorsero che la loro vita era più ricca di  opportunità di quanto non avessero mai pensato.

L’altruismo.
Un atteggiamento altruistico favorisce il benessere psicologico e l’autostima.

Mettere passione e impegno in quello che si fa

Al lavoro trascorriamo la maggior parte della nostra giornata, e se quest’ambito della nostra vita è insoddisfacente, la nostra soddisfazione personale ne risentirà notevolmente. Purtroppo la precarietà lavorativa e la crisi economica, obbligano molte persone ad accettare lavori mal pagati e poco interessanti, che non permettono loro di esplicitare le proprie potenzialità. Se cambiare lavoro non è possibile, bisogna cercare di mettere il nostro tocco personale in quello che si fa. Se si cerca di utilizzare le proprie potenzialità personali e di vedere il lavoro come un contributo per il bene comune, anche il lavoro più noioso può diventare meno gravoso.

Sviluppare le proprie potenzialità.

Una vita facile, ma senza obiettivi e prospettive, conduce alla noia e alla depressione. L’essere umano ha bisogno di stimoli, di scoprire e utilizzare i propri talenti. Chi non si sfida mai, chi non si mette alla prova per paura di fallire, non può realizzare il suo potenziale. E una persona che vive un esistenza monotona e senza stimoli, difficilmente sarà felice.

Dottoressa Anna Zanon


Grazia Cussigh

Pensieri Positivi

Parole di ottimismo per tutti i giorni dell’anno

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Vedere il lato positivo delle cose, anzichè quello negativo, avvantaggia nella vita: ci si impegna di più, si affronta il lavoro con entusiasmo, si riesce a incoraggiare e a trascinare gli altri, si crea simpatia intorno a sè.

Perchè allora non volgere in positivo le proprie grandi energie mentali, dimostrando a se stessi che il destino può effettivamente essere condizionato da come lo percepiamo, in accordo con la propria sensibilità e le proprie abitudini?

Pensieri positivi, meditazioni brevi da leggere ogni sera prima di addormentarsi, per interpretare gli avvenimenti della giornata o da leggere al mattino, appena svegli, e da portare con sè come un dono prezioso per scoprire il senso più profondo della vita e amarla come merita.

Rinnovarsi interiormente facendo e facendosi del bene è possibile, basta volerlo davvero, con pazienza e disponibilità, seguendo queste parole che rasserenano, che portano fuori dai problemi, dalle perplessità e dalle ansie quotidiane, penetrando nel vostro modo interiore e vi invitano a reagire.

Come farti apprezzare dagli altri

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La sensazione di sentirsi poco amati ed apprezzati è purtroppo molto comune e riguarda ogni tipo di relazione sia essa di carattere sentimentale, piuttosto che amicale, familiare, lavorativo, ecc?

Fortunatamente, è sempre possibile imparare a farsi apprezzare e costruire con gli altri  delle relazioni più soddisfacenti.

Dare e ricevere: un problema universale
In una ricerca di psicologia sociale fu chiesto a un numero cospicuo di coppie sposate di fare un bilancio di quello che davano e ricevevano nel loro rapporto sia dal punto di vista pratico che da quello affettivo. Inoltre, ciascuno dei partner doveva indicare chi fosse il più generoso della coppia. Il risultato fu sorprendente: sia il marito che la moglie percepivano se stessi come la persona che dà di più nel rapporto.

Da un certo punto di vista, questo risultato non sorprende : fa parte della natura umana considerarsi migliori di quello che si è ,e reputarsi più generosi e più disponibili di quanto non si sia in realtà.

Ma questo studio mette in luce un punto importante: in molti rapporti si creano delle dinamiche psicologiche per cui si tende a non riconoscere e quindi a non apprezzare quello che l’altro fa per noi.

Perché do tanto e ricevo in cambio così poco?
Ogni individuo ha il suo modo particolare di rapportarsi agli altri e di esprimere il proprio affetto.

Per fare un esempio banale ma efficace, alcune persone preferiscono dimostrare il loro amore con i fatti, prendendosi cura del partner dal punto di vista  pratico e materiale. Anche quando amano profondamente, queste persone fanno fatica a dire ” ti amo” e sono parchi di abbracci e coccole, ma non fanno mai mancare il loro sostegno al partner. Per loro una camicia perfettamente stirata o riparare un rubinetto che perde sono l’equivalente di un appassionata dichiarazione d’amore.
Altre persone, invece, sono espansive ed affettuose e per sentirsi amate hanno bisogno di dialogo, abbracci e tenerezze.

Se come spesso succede, una persona che esprime il suo affetto in modo pragmatico si sposa con un partner più emotivo e passionale, è facile che, con il tempo, ciascuno dei due finisca per sentirsi poco amato e poco apprezzato. Sempre per proseguire con l’esempio, supponiamo che il tipo pratico sia il marito e il tipo più affettivo sia la moglie. In questo caso, il marito farà di tutto (dal suo punto di vista) per far funzionare il rapporto: si impegnerà sul lavoro, aiuterà nei lavori domestici, non le farà mancare niente di materiale e non capirà come mai la moglie sia sempre così scontenta. Inoltre, si lamenterà del disordine che regna in casa e del fatto che sua moglie sia così fredda a letto.

Dal canto suo, la moglie potrebbe soffrire per i troppi impegni lavorativi del marito, per la mancanza di dialogo e di tenerezza e potrebbe sentirsi trascurata e poco amata, nonostante la sicurezza finanziaria ed emotiva che il marito le offre. Nei confronti della loro vita sessuale, la moglie potrebbe lamentarsi perché il marito che la ignora completamente durante il giorno, la cerca solo quando vuole fare l’amore.

In realtà, ciascuno dei membri della coppia e riceve molto, ma dal momento che quello che riceve è diverso da quello che desidererebbe, ha la sensazione di non ricevere niente. Nessuno dei due, infatti, si sforza di capire che cosa è importante per l’altro e di soddisfare i suoi bisogni.

Ovviamente queste dinamiche non si verificano solo nel rapporto di coppia ma in tutti i tipi di relazione umana. Tuttavia, è possibile migliorare qualsiasi relazione sviluppando la capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Il segreto per farsi apprezzare.
Provereste gratitudine se qualcuno vi facesse un regalo costosissimo ma che voi reputate orribile ed inutile? O preferireste invece un regalo molto più economico, una piccola cosa, che però desiderate veramente? Nelle relazioni con gli altri funziona lo stesso principio: perché quello che diamo sia veramente gradito deve rispondere ai bisogni dell’altro.

Le persone tendono a dare nella relazione quello che loro desidererebbero dagli altri, ma questo non sempre coincide con quello di cui gli altri hanno bisogno.
Tuttavia, se non si sviluppa la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona, si rischia di dare tantissimo e di non essere apprezzati.

Un esempio classico di questo meccanismo psicologico potrebbe essere quello di un ipotetica  madre che vive in funzione del  figlio. Questa mamma al figlio dà tutto (affetto, consigli, attenzioni, regali ecc) tranne l’unica cosa che lui vorrebbe veramente, e cioè che la madre fosse meno presente nella sua vita e rispettasse di più i suoi spazi e il suo bisogno di autonomia.
Paradossalmente questa madre riceverebbe di più nel rapporto con il figlio imparando a dare di meno.

Dedicato a chi dà troppo:

Alcune persone danno tantissimo nei rapporti con gli altri ma in cambio ricevono veramente poco.

In genere questo tipo di persona ha un grandissimo bisogno d’amore ed è disposto a fare di tutto per accattivarsi le simpatie dell’altro sia che si tratti di un amico, di un potenziale partner, di un parente ecc. Queste persone quando tengono a qualcuno lo sommergono di manifestazioni d’affetto, attenzioni, regali e piaceri. In ufficio sono quelli che fanno anche il lavoro degli altri e si sobbarcano tutti i lavori più ingrati, in tutte le situazioni della vita considerano le esigenze degli altri più importanti delle proprie.

Ma tanta generosità può avere un risvolto negativo: questi individui, a livello inconscio, si ritengono immeritevoli d’amore e danno per “comprare” la benevolenza degli altri.

La loro disponibilità verso il prossimo nasce più dall’insicurezza che da un reale interesse verso l’altro: dal momento che disperano di essere amati per quello che sono, si accontentano di essere utili, anzi indispensabili. Il dare compulsivo nasconde in realtà una forte richiesta di attenzione e di amore. Gli altri lo avvertono inconsciamente e provano  disagio perché si sentono in debito e obbligati a ricambiare e a dare più di quanto non farebbero normalmente.

Come ricevere di più nei rapporti con gli altri

Alcuni consigli per stabilire con gli altri delle relazioni più soddisfacenti.

1) Date per il piacere di farlo
Alcune persone hanno nei confronti degli altri un atteggiamento “da contabile“, tendono, cioè, a fare una specie di “bilancio mentale” di quello che danno e ricevono nelle loro relazioni. Fanno volentieri dei piccoli favori, ma in cambio si aspettano che il beneficiario delle loro attenzioni restituisca loro  il favore con la massima solerzia, e se questo non avviene, si sentono delusi e poco apprezzati. Per esempio, ci rimangono male se un’amica non ricambia a breve l’invito a pranzo e se un collega, a cui hanno dato un passaggio, non si sdebita offrendo qualcosa da bere.

Paradossalmente, è proprio la paura di non ricevere abbastanza nei rapporti con gli altri che impedisce a queste persone di ricevere di più, mentre un atteggiamento più generoso e rilassato nei confronti del prossimo garantirebbe loro quell’ apprezzamento e quell’ affetto che desiderano ardentemente.

2) Imparate ad apprezzare quello che ricevete
La maggior parte delle persone, quando ha la sensazione di non ricevere abbastanza da un rapporto, tende a diventare critica nei confronti dell’altra persona e a concentrare l’attenzione su quello che l’altro non riesce a fare o a dare, sottovalutando invece gli aspetti positivi della relazione. Ma, sottolineare in continuazione l’egoismo o la pigrizia del partner, del figlio, del collega, non spingerà l’ altro a dare di più, ma a dare sempre di meno. Infatti, l’altra persona, sentendosi criticata e messa in discussione, smetterà di fare anche quel poco che fa. Per invertire questo circolo vizioso, occorre invertire la rotta e iniziare ad apprezzare quello che riceviamo per quanto inferiore alle nostra aspettative possa essere. Infatti, mostrando di notare e di apprezzare quello che l’altra persona fa per noi, la motiveremo da dare di più.

3) Esplicitate le vostre aspettative
Ogni persona ha il suo modo peculiare di percepire la realtà, anche e soprattutto per quanto riguarda il rapporto con gli altri. Molte incomprensioni nascono da una divergenza di aspettative che non è mai stata esplicitata. Non date per scontato che gli altri capiscano quello che volete, anche se si tratta di una cosa ovvia: spesso quello che è evidente per una persona, può non esserlo per un’altra.

Dottoressa Anna Zanon


Gerald Jampolsky

Dare è ricevere

Piccola guida per guarire i rapporti e raggiungere la pace interiore

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Questo è un mini-corso di 18 giorni per guarire i nostri rapporti lasciando andare la paura che interferisce con la pace interiore. Lo scopo di questa piccola guida è farci riconoscere che sta a noi scegliere se vogliamo vivere la pace interiore o il conflitto.
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