Sorridi e pensa positivo

sorridere

Se quando siamo tristi qualcuno ci ricordasse che sorridere fa bene all’umore dovremmo credergli e seguire il consiglio: ormai ci sono un’infinità di studi che avvalorano questa tesi.

Se qualcuno, però, ci dicesse che è meglio sorridere e pensare positivo altrimenti ci si ammala, forse penseremmo ad una battuta e sorrideremmo davvero.

Ebbene, a dispetto di ogni prevedibile scetticismo, nell’istante in cui abbiamo semplicemente allargato gli angoli delle labbra pensando ai consigli della nonna, le nostre difese immunitarie si sono rafforzate e, sempre in quell’istante, il virus dell’influenza è stato debellato.
Lo dimostra una recente ricerca di studiosi americani che hanno esaminato 52 donne, sottoponendole ad un interessante esperimento. È stato chiesto loro di rievocare episodi tristi o felici della propria esistenza, raccogliendone per iscritto le impressioni. Nel frattempo si registrava l’attività del loro cervello con un elettroencefalogramma. Esiste, in effetti, una specifica zona cerebrale, la corteccia prefrontale destra, che è associata ai pensieri tristi e ai conseguenti stati emotivi, e la cui attività viene analizzata di solito nei casi di depressione. Nelle donne che hanno pensato a vicende spiacevoli questa regione cerebrale è risultata, neanche a dirlo,  particolarmente operosa. Fin qui c’è stata, perciò, solo un’ulteriore conferma, ma l’esperimento non si è concluso così: successivamente i ricercatori hanno iniettato nelle donne il virus influenzale, misurando nel sangue gli anticorpi che vi si opponevano.

Il risultato è stato sorprendente: nelle donne che avevano ricordato momenti negativi si è registrato un indebolimento considerevole delle difese immunitarie rispetto alle altre che, invece, avevano ripensato a momenti piacevoli.

Certo, se è vero che “pensare positivo” aiuta a contrastare l’influenza, varrebbe la pena di continuare ad indagare quale sia il rapporto tra il nostro stato d’animo e le risposte immunitarie dell’organismo.
Del resto, l’indagine sui benefici del sorriso non è proprio una novità, basti pensare alla claunterapia che fa sorridere i bambini per accelerarne la guarigione, e alla sua convinzione che sorridere alla vita aiuti a vivere meglio. Anche studi più approfonditi sulle endorfine, le sostanze che producono un effetto simile a quello della morfina e aiutano a combattere il dolore, potrebbero condurre a risultati utili in questo senso: pare infatti che, se stimolate, queste “morfine endogene”, dismesse dal nostro sistema nervoso, abbiano anche la capacità di procurarci piacere. Per cui questo esperimento si può considerare solo un altro passo nella ricerca delle tante virtù del sorriso.

Intanto, mentre proseguono le ricerche, ci piace pensare che il raffreddore e l’influenza, se non saremo proprio riusciti ad evitarli, con un po’ d’allegria passeranno prima perciò… non ci resta che sorridere!


Giovanna Mancini

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