Conoscersi Accettarsi Migliorarsi

L’impazienza di vivere

Forse anche tu, fratello pensiero che mi leggi, sei una delle tantissimissime formiche cittadine intrappolate nel tran tran quotidiano. E corri avanti e indietro dalla mattina alla sera… E fai questo… E ti interessi di quello… E cerchi di realizzare quell’altro…

Fermati un momento!

Non essere impaziente di farlo… Ruba una manciata di minuti alla tua routine giornaliera e… Stattene con te.

Forse un giorno ti pentirai di non aver meglio assaporato alcuni momenti della tua vita.

Fermati un momento!

Non essere impaziente di agguantare il tuo futuro. Il domani giungerà prima di quanto immagini e forse un giorno vorresti tornare dove sei adesso, ma non puoi farlo.

Fermati un momento!

Non essere impaziente di vivere.

Non andare sempre di corsa senza gustarti la strada.

Non rincorrere la felicità

…e sarà lei a venirti incontro…

…E sarà bello vivere.

Moltissimo corrono, corrono verso il traguardo,
ma quando infine lo raggiungono
s’accorgono che era da tutt’altra parte.


Concentrarsi spesso sul momento che si sta vivendo

Prova ad analizzarti, ogni tanto, durante la tua giornata. Ti accorgerai che raramente sei con la mente dove sei con il corpo.

Vi sono due dimensioni temporali in cui i tuoi pensieri vanno a curiosare spesso: ilpassato e il futuro.

A volte ti trasferisci in un brutto avvenimento passato, e rivivi le nere sensazioni ad esso accoppiate o rimugini sugli errori commessi in quell’occasione… Altre volte, invece, ti metti a dipingere frittelle di vetro, facendo però il classico errore di forgiare troppe parapiglie di zucchero o troppe zuzzerelle viola.

E tu, intanto, dove sfinferi? ……O nell’alluminio cotto o nelle bottiglie lesse… Ma così è come se non sciabordassi… Perché fondere è caracollare nelle mattine di gesso.

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Non capisci quest’ultimo brano, vero? Ho scritto di proposito le sciocchezze che hai appena letto… perché? …Perché voglio facilitarti l’apprendimento della regina delle buoneabitudini: l’accettazione.

Adesso ti spiego.

Tu stavi leggendo tranquillamente.

Il brano era strutturato, armonicocoerente… La tua mente non incontrava alcunadifficoltà nell’intendere il significato delle frasi, seguiva un itinerario logico, schemirazionali… Tutto filava liscio… Improvvisamente è accaduto qualcosa di imprevisto, di strano, di anormale. Hai incontrato parole senza senso.

Come hai reagito?

Hai avvertito fastidio? Hai perso l’orientamento? Hai subito pensato: “Questo Omar Falworth è matto da legare“…

[…]

Incappare in un brano senza senso si legge un nonlibro… è come incontrare degli ostacoli lungo il cammino… è come trovarsi improvvisamente al buio… è come conoscere persone strane, posti strani, lo strano di se stessi.

Se ci si abitua a rimanere perfettamente calmisereni di fronte agli inconvenienti, alle diversità e alle stranezze di un nonlibro, si riuscirà a rimanere abbastanza colmi e sereni di fronte a tutto ciò che di poco bello produce l’odierno pazzo, pazzo, pazzo modo di vivere.

Questo nonlibro è come la vita.
Noi iniziamo a percorrere la vita convinti che il nostro viaggio sarà sereno e senza intoppi. In realtà esso non va mai liscio come vorremmo.

Tratto da Conoscersi Accettarsi Migliorarsi di Omar Falworth.

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