Esigenze della Vita

La longevità non è una ricetta che si applica; è una continua ricerca.
La longevità è come la felicità.Non è un punto di arrivo, ma un modo di
viaggiare. Con la vostra immaginazione potete creare
la realtà che volete.

(Osho)

E-Books - L'arte Della Longevità
Ovvero, come capire che invecchiare è una vittoria e non una sconfitta

Prezzo € 4,90

La parola stress deriva dal latino stringere che significa “provocare tensione”.
In inglese la parola strain, significa “tensione, sforzo”.
Possiamo definire lo stress come una reazione arcaica di fronte a diversi fattori, chiamati “stressori”, che preparano l’organismo a lottare, fuggire o adattarsi ad una supposta minaccia.

Lo stress è uno stato di eccitazione, a partire dal quale l’organismo reagisce di fronte alle diverse esigenze della vita.
È chiaro che non possiamo vivere senza una certa tensione o stress, dal momento che vivere significa essere esposti ad ogni tipo di sfida.
Ogni giorno tutti dobbiamo fare fronte agli alti e bassi della vita.
Lo stato di stress si instaura quando le richieste, cui il soggetto deve fare fronte, superano ciò che egli è in grado di sopportare.

La società ha creato nuove esigenze che mettono alla prova la nostra capacità di sopravvivere.
Pertanto lo stress sarebbe una risposta incontrollata, o non adeguata, nel processo di adattamento a certi stimoli ambientali.

Pertanto esistono due dimensioni nello stress:
1) Lo stimolo o situazione minacciante.
2) La capacità della persona di reagire alla minaccia.
Il tipo di risposta che diamo di fronte agli stimoli è determinante.

Ognuno di noi, in base alla propria personalità, reagisce alle situazioni della vita in modo differente. In altre parole noi soffriamo per il significato che diamo alle situazioni. Spesso è il contesto sociale che predispone alle situazioni stressanti.

La stessa situazione, che si rivela angustiante per alcune persone, per altre può essere fonte di piacere.
Molto spesso le nostre reazioni hanno poco a vedere con i fatti reali, ma sono più il frutto delle interpretazione e dei pensieri distorti che elaboriamo.

Se il soggetto interpreta una situazione come pericolosa o minacciosa, reputando che le sue risorse siano scarse per fronteggiarla, vi sarà una reazione di stress, che può essere sproporzionata e tale da creare disturbi fisici e psichici.
Per esempio, la collera e l’ostilità aumentano il rischio di ipertensione arteriosa e quindi le probabilità di infarto, ma non aiutano ad affrontare un problema.
Comunque, lo stress prolungato nuoce alla salute e accelera i processi di invecchiamento.

La cosa più semplice ed efficace che possiamo fare per neutralizzare gli effetti dello stress è di imparare a rilassarci.
“Rilassarsi significa interrompere un’attività che richiede concentrazione o un grosso sforzo fisico per fare qualche cosa di piacevole o niente del tutto. Rilassamento significa concedersi tempi e spazi per riprendersi fisicamente e psicologicamente da situazioni che sono state fonte di stress e ansia.”
Dopo un intenso sforzo fisico o mentale, dobbiamo rigenerarci dedicandoci a qualcosa che ci piace e che ci permette di rilasciare tutti i muscoli, la cui contrazione – spesso involontaria- è una risposta a stati d’ansia.
Imparare qualche tecnica di rilassamento ci permette di tornare nuovamente in una condizione di normalità e serenità.

Esistono svariate tecniche che possono essere utili per raggiungere lo scopo.
Il rilassamento muscolare progressivo (PMR), ideato dal medico-fisiologo Edmund Jacobson, è basato sul principio che, liberando la tensione mentale e fisica, possiamo entrare in maggiore sintonia con i messaggi provenienti dal nostro organismo.

A chi svolge un lavoro sedentario a contatto con il pubblico io consiglio, prima di esercitarsi sul rilassamento, di effettuare dei movimenti energici del corpo per liberarsi dall’eccesso d’energia e di tensione che si è accumulata nell’organismo.
L’esercizio consiste nello stendersi in posizione comoda e, dopo avere fatto alcuni respiri profondi, nello stringere forte per cinque secondi le dita dei piedi per poi espirare e lasciare la tensione.
Dopo 20 secondi di rilassamento si ripete con l’altro piede e quindi con tutte le rimanenti parti del corpo.
Durante l’esercizio bisogna prestare attenzione alla respirazione e percepire la tensione dei muscoli che si allenta.

Altra tecnica molto diffusa in occidente è il Training autogeno, ideato dal neuropsichiatra svizzero Shultz.
L’attenzione è focalizzata sulle sensazioni associate al rilassamento, come la pesantezza degli arti e la regolarità del battito cardiaco.

Tante altre tecniche possono essere utili per evitare o neutralizzare gli effetti dello stress, che, perdurando a lungo, influenza negativamente il funzionamento del sistema immunitario e può provocare malattie, anche gravi.

È importante che impariamo a percepire i segnali del corpo, anziché ignorarli.

Per questo può essere utile, ogni volta che sia possibile, provare a rallentare il ritmo con cui facciamo le cose: mangiare, parlare, camminare, assaporando in pieno il momento presente.
Con la pratica costante diverrà un’abitudine, che potrebbe regalarci la sorpresa di constatare che la nostra “performance” (in italiano rendimento, prestazione) è migliorata.

Prestando attenzione alla vostra postura, potrete anche notare come questa sia collegata con gli stati emotivi: noterete che quando chinate la testa e lasciate cadere le spalle in avanti siete depressi, quando serrate le mascelle e stringete
i pugni siete in preda alla collera.
Il linguaggio del corpo rispecchia le vostre emozioni e invia messaggi a chi vi circonda. Prestando attenzione ai messaggi non verbali che voi inviate agli altri, imparando a capire il linguaggio corporeo e il comportamento del vostro interlocutore, eviterete incomprensioni e motivi di tensione.

E-Books – L’arte Della Longevità pag. 50-52

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