Il pesce Pappagallo – di Amanda Sthers

«Cometichiami», un pesciolino colorato e dispettoso non può far a meno di ripetere ogni cosa che sente. La vita non è facile se ci si inimica lo sgombro, ma può diventare impossibile se si ha a che fare con lo squalo!

Un fatto è certo: quando si parte a ripetere tutto ciò che l’altro dice la sfida è a chi è più furbo, a chi trarrà l’altro in difetto fino a capovolgere i ruoli. 😀

Ed è proprio sull’intelligenza e la scanzonata furbizia che si basa il divertente albo, di gran formato, Il pesce pappagallo di Amanda Sthers e Magali Le Huche. Il piccolo che vince sul forte e il prepotente, col solo uso di un po’ di astuzia e senso dell’umorismo è un tema caro ai libri per l’infanzia, perché oltre a essere spassoso e gustoso insegna che non serve essere grossi e robusti per avere la meglio, basta usare il cervello e prendersi un poco gioco di chi fa il gradasso. 😉

Il pesce Pappagallo pubblicato da Edizioni Clichy è un libro illustrato dal grande formato che da il giusto valore alle grandi tavole, movimentate e colorate, che accompagnano briosamente il testo, aggiungendo dettagli spassosi e vivacizzando fantasiosamente i fondali marini.

Il protagonista è Cometichiami, un pesce pappagallo che vive nelle acque profonde del mare; è “variopinto”, strampalato e dispettoso. Non ha molti amici, perché con la sua vocina stridula ripete tutto quello che sente, e ciò esaspera il granchio che ama chiacchierare, l’aragosta che in sua presenza preferisce starsene zitta e la medusa, che solitamente balbetta.

Un giorno Cometichiami ripete la dichiarazione d’amore della sogliola allo sgombro, innervosendo entrambi che, arrabbiati, lo minacciano e lo inseguono, spingendolo verso gli abissi più profondi e spaventosi del mare. Il pesce pappagallo si trova così in un posto deserto, buio e silenzioso e decide di aspettare un po’ prima di tornare allo scoglio, per dare il tempo allo sgombro di calmarsi.

All’improvviso si trova davanti una pancia enorme, una coda gigantesca e una pinna mastodontica: uno squalo! L’enorme e pericoloso pesce inizia a parlare e Cometichiami, come al solito, ripete esattamente tutto quello che sente irritando l’animale che se lo mangia! Ma poco dopo, appena lo squalo inizia a parlare, sente chiaramente una vocina che ripete ancora ogni sua parola;

“Chi è che ripete tutto quello che dico?”

“Chi è che ripete tutto quello che dico? Hi Hi Hi non me ne importa un fico!”

“Vieni fuori!”

“Vieni fuori! Hi Hi Hi altrimenti sono dolori”

(e così via…con tutta l’irritazione dello squalo questa fastidiosa faccenda prosegue per giorni.)

L’enorme e terribile squalo non ne può più, decide allora di recarsi dal dottore che si arrabbia non poco con l’animale, poiché tutto quello che dice viene ripetuto. Il dottore cerca di fare una diagnosi e di individuare la cura più adatta..ma vi lascio la sorpresa 😉
Vi posso però rassicurare sul fatto che Cometichiami, piccino, dispettoso e non troppo amato dai più, riesce nell’impresa più grande: neutralizzare un enorme, affamato e cattivissimo squalo!

Ci piace perché è proprio un albo divertentissimo, dalle illustrazioni al testo tiene alto l’umore dei piccoli e anche dei grandi, perché proprio per la particolarità del suo protagonista non può essere letto senza fare vocine buffe e caratterizzanti. 😉
I bambini, si sentiranno rappresentati dal pesce pappagallo, eletto velocemente a beniamino perché in esso, minuscolo ma intraprendente, dispettoso ma simpatico, abitante dei mari, rivedranno facilmente loro stessi e i loro giochi.
Divertimento assicurato dai 3 ai 99 anni!

E quando finisce la lettura…., dai dialoghi divertenti tra i pesci, traiamo ispirazione per costruire due piccoli pesci-parlanti, per continuare la storia e permettere ai bimbi di cimentarsi nella creazione di un racconto.
Recuperate due mollette da bucato (preferibilmentedi legno, ma vanno bene anche quelle di plastica), del cartoncino bianco, forbici, colla, pennarelli.

Buona lettura e buon divertimento! 😀
Puoi acquistare il libro QUI:

Il pesce pappagallo.

Amanda Sthers

Annunci

Tutti in coda! – Babalibri

Anche gli animali fanno la coda! Ma per cosa?

“Benvenuti. Gli ultimi arrivati si mettano in coda qui.”

Tutto inizia così, l’uccellino dall’alto coordina e da indicazioni alla piccola rana, l’ultima arrivata, la numero 50! Davanti a lei c’è una lunga fila di animali, dal più piccolo al più grande, in A T T E S A!
Provengono da tutto il mondo: Asia, Africa, foresta, savana, giungla, fattoria…

Ma cosa fanno tutti questi animali ben allineati con il loro numero?
La coda, sì, ma perché?


50 animali dalla rana all’orango, passando per il vombato e finendo con l’elefante, tutti in coda;
alcuni più pazienti di altri, alcuni simpaticamente affamati, altri annoiati o arrabbiati, qualcuno che sbadiglia e qualcuno che si diverte nell’attesa per una meravigliosa avventura.
Di dirvi quale sia questa meravigliosa avventura non ce lo sogniamo nemmeno! 😀
Vi posso solo dire che una doppia pagina annuncia l’apertura di un’attrazione: “Benvenuti sulle onde giganti!!!

Edito da Babablibri, Tutti in Coda è stato realizzato da Tomoko Ohmura, una bravissima illustratrice giapponese.
È un libro fresco (a tratti direi anche umido) ma assolutamente divertente!
Per tutti i bambini che amano gli animali, l’acqua e le grandi avventure Tutti in Coda è un libro da non perdere l’occasione di sfogliarlo.
Adatto ai piccolissimi che adorano nominare e rinominare le stesse cose all’infinito, ma è garantito che sa far sorridere anche i più grandicelli (direi 3-6 anni) 😉

La prima volta che l’ho aperto mi sono detta: e adesso questo come lo leggo?
Sì, perché tre quarti del libro sono fatti così:
un elenco di animali, numerati da 50 a 1, in coda uno dietro l’altro.
Alcuni dicono qualcosa, altri no.
Alcuni interagiscono tra loro, altri no.
Alcuni (quasi tutti) sono animali comuni, altri no (che caspiterina è un vombato?) 😀
Ah, e poi c’è un uccellino che fa un sacco di lavoro per far da guida, dare indicazioni e a tenere tenendo d’occhio tutti quanti i 50 animali!

Insomma: come fare? Leggere il nome di tutti gli animali? Nominare solo quelli che parlano?
Cercare di dare un senso alle espressioni di quelli che stanno zitti?

Beh devo dire e devo ammettere che, dopo la prima lettura, c’è da ricredersi.
Nonostante le premesse, Tutti in coda è uno dei libri che i bambini preferiscono.
A ogni lettura si scopre un nuovo particolare, ogni volta i bambini si concentrano su un animale diverso e quando arriviamo alla balena…il divertimento è unico!
Questo bellissimo album permette di conoscere i numeri da 1 a 50, i nomi degli animali, nonché cercare di indovinare l’animale successivo, perché alcune volte prima di girare pagina vediamo la coda 😀

Ma a proposito, perché fanno la coda? Sorpresa!!! 😉
Francamente, vale la pena aspettare!

Belle scoperte e buone letture! 😉

Tutti in coda

OHMURA TOMOKO

 

Molly e Mae. Due amiche, un viaggio – Danny Parker

Molly e Mae due bimbe, amiche.
Molly e Mae iniziano un viaggio insieme.
Molly e Mae sono alla stazione ad aspettare il treno.

In Molly e Mae ­ Due amiche, un viaggio, le autrici Danny Parker e Freya Blackwood e grazie a Terre di Mezzo editore qui ci raccontano la storia di un’amicizia tra due bambine, nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria.
Molly e Mae non sono certo due statuine; già dall’arrivo in stazione di primo mattino le bambinette si muovono in lungo e in largo dimostrando di avere parecchie energie da spendere:
si confondono tra i passeggeri, si contorcono sulle panchine, s’intrufolano qua e là per giocare a nascondino, ballano, si scambiano gomme da masticare, caramelle e segreti.
Con la complicità tipica delle amiche o delle sorelle.

Questo è solo l’inizio del racconto e di questo viaggio:
il gioco continua in treno tra bambole, merende, salti sui sedili.
Il piccolo lettore può seguirle nelle doppie pagine dell’albo dove le illustrazioni di Freya Blackwood sceneggiano come in un film la giornata.. il viaggio.

Per due infaticabili amiche, Molly e Mae non mancano neppure le occasioni per un litigio, l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla noia, a qualche battibecco, allo scegliere posti distanti mentre fuori piove, quasi a dire che il rapporto per un attimo si è raffreddato, come il tempo meteorologico. Le bimbe con un muso lungo e in silenzio giocano da sole a far ghirigori sui vetri appannati del finestrino, mentre il treno corre sotto la pioggia.
Ma ben sappiamo che per i bambini è solo una questione di pochi attimi, perché la mancanza l’una dell’altra
induce le bambine a mettere in atto piccole manovre di avvicinamento. 😉

Dopo aver visto la vicinanza delle bambine farsi sempre più complicità, condividere caramelle e segreti, diventare appiccicate non solo a causa delle gomma da masticare, ma perché stanno bene così. Insieme.
E insieme stanno anche nel disagio di guardare ciascuna da un finestrino differente, ma comunque nella stessa carrozza.
Allora una di loro prende l’iniziativa e qui il testo davvero si fa esempio di quel che è la vita o perlomeno che si auspica si sappia fare nella vita:

“Molly prende le parole che non avrebbe dovuto dire e le nasconde.
Poi trova alcune di quelle che avrebbe dovuto dire,
e inizia a costruire un ponte tra di loro.
Anche Mae aggiunge qualche parola,
per renderlo abbastanza forte da reggerle entrambe”. ❤

Una storia apparentemente molto semplice, ma la stazione, il viaggio e il treno in realtà sono tappe, le tappe cadenzate della vita di due bambine che giocano, mangiano, parlano, imparano, litigano e fanno pace.
Gli orari scandiscono il tempo di un’amicizia che quando si è bambini è composta da attimi piccolissimi che passano con la velocità di un battito di ciglia.
Le stazioni invece sono i cambiamenti di umore, il passaggio da uno stato d’animo all’altro.
Il treno, infine, è la vita stessa che sembra scorrere sempre uguale, ma ci fa attraversare sempre paesaggi nuovi (ponti, vallate, praterie) e fermate differenti.
Una storia delicata ricca di spunti di riflessione, realizzata con splendidi acquerelli.

La doppia pagina, inoltre, consente alle autrici Parker e Blackwood di giocare con lo spazio a disposizione.
La distribuzione di parole e immagini varia in modo ben bilanciato di pagina in pagina, dando vita a sequenze che scorrono rapide una dopo l’altra, alternate a immagini a tutta pagina.
Alla bellezza del messaggio, veicolato da una storia originale e dolcissima, si lega, dunque, la straordinaria maestria di due autrici che dimostrano di essere in perfetta sintonia tra loro.

Per tutti questi motivi, consiglio questa splendida lettura a grandi e piccini, un albo che parla a tutti e ricorda quanto importante sia l’amicizia, quel sentimento tra due persone che, “tenendosi per mano”, decidono di proseguire insieme il viaggio chiamato vita.

…il viaggio continua, tra curve e rettilinei, ponti e gallerie.
Molly e Mae guardano insieme il paesaggio che scorre veloce mentre
“il treno continua la sua corsa”…come la Vita!

Buona lettura e buon viaggio!
Puoi acquistare il libro QUI:

Mi disegni un piccolo principe? – Babalibri

Come avrete perceptito dal titolo, questo è un piccolo, ma grande libro perchè porta con sè un messaggio molto bello e profondo, proprio come nel storico e famosissimo libro Il Piccolo Principe.
L’albo di Van Zeveren non si pone solo come un delicato spunto di riflessione per genitori e figli, ma anche come uno spensierato racconto per tutti quei bambini che si sono sempre vergognati di non saper fare qualcosa nello stesso modo in cui la sapevano fare gli altri e a cui nessuno ha mai rivelato una strada alternativa per poter essere ed esprimere se stessi.

“Mi disegni, per favore, una pecora?”
Queste sono le prime parole con cui il Piccolo Principe si presenta, dal 1943 alle orecchie e agli occhi dei suoi numerosissimi lettori di tutte le età.

“Mi disegni un piccolo principe?”
Questo invece è il titolo di un libro illustrato per bambini, che trovo fantastico, di Michel Van Zeveren edito da Babalibri, dove una dolce pecorella, chiamata Piccola Pecora, chiede a sua madre di disegnare il famoso viaggiatore interstellare dai capelli biondi. Per chiunque sia cresciuto con il celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, il titolo dell’albo rimanda immediatamente alla prima domanda avvenuta tra il protagonista del racconto e il narratore.

Michel Van Zeveren, il creatore e l’autore di questa stupenda storia, la quale è evidente che si propone come una giocosa prospettiva rovesciata, riprende un aneddoto particolarmente educativo presente all’interno del libro francese.
Infatti l’interlocutore del Piccolo Principe, avrà bisogno di diversi tentativi prima di esaudire finalmente la richiesta della personcina di fronte a lui, giungendo alla soluzione attraverso un gesto del tutto inusuale. Dopo una lunga serie di pecorelle inadeguate, il narratore disegnerà una scatola con tre buchi all’interno della quale sarà nascosta la pecora.
Questa scelta decisamente alternativa, è il riferimento dell’illustratore belga e del suo libro “Mi disegni un piccolo principe?”.

Ma torniamo a Piccola Pecora.

La storia comincia nella classe di Piccola Pecora dove c’è una pecora, Pecorella, che disegna benissimo. I compagni di classe accorrono al tavolo per ammirare il suo bellissimo disegno del piccolo principe; quando tutti tornano al proprio posto, Piccola Pecora chiede all’amica di disegnarle un piccolo principe ma sentendo la richiesta le altre pecore della classe accorrono con la stessa richiesta e così Pecorella, che non ha voglia di disegnare tanti piccoli principi, invita a disegnarselo da sole.

Il problema è che Piccola Pecora non sa disegnare così, una volta tornata a casa, chiede aiuto alla mamma, ma neanche lei è un granché con matite e colori, anzi ricorda ancora le risate degli allora compagni di classe davanti ai suoi lavori.

E se la chiave non dovesse essere quella di imitare, ma inventare?
Questo è in ogni caso il bel messaggio di questo nuovo album divertente, intelligente e benevolo.

La madre però può fare molto di più che un disegno, insegnando alla figlia a pensare al di là del “gregge”: per prima cosa, perché disegnare un piccolo principe?
Si può disegnare qualcos’altro, magari qualcosa che nessuno vede.

Il giorno dopo, in classe i compagni sono entusiasti dall’idea della mamma e dalla sua opera, si mettono tutti al lavoro ma Piccola Pecora è in difficoltà anche con quello che nessuno vede… e se disegnasse invece ciò che ha nella testa, che cosa ne verrebbe fuori?

Scritto e illustrato da Michel Van Zeveren, l’autore belga ci regala (in questo caso è proprio il caso di parlare di dono) un libro che mette di buonumore e fa riflettere.
Un libro che penso già come un piccolo classico per i più piccoli, come nella migliore tradizione Babalibri.

La nostra protagonista è vittima di un dramma che ha e sempre accompagna molti bambini, durante gli anni della scuola primaria e dell’infanzia: non riesce a disegnare.
Agli adulti, forse, tutto ciò potrà sembrare cosa da poco, ma avvertire la pratica del disegno come un obbligo e un motivo per non sentirsi inferiori, esclusi, non solo è una sensazione molto meno rara di quanto si creda, ma anche potenzialmente pericolosa per l’autostima dei nostri bambini.

Piccola Pecora ha, però, un adulto che la consiglia: sua madre. Anche lei non è mai stata una gran disegnatrice, tuttavia trova per la sua dolce figlioletta la giusta soluzione.
Una soluzione brillante con un finale inatteso, perché è proprio quello che serve a piccola pecora per sbloccare il suo estro artistico.

C’è molta dolcezza anche nelle illustrazioni che sanno essere allo stesso tempo raffinate, ingenue, perfettamente adattate ad un giovane pubblico e sopratutto ci comunicano le emozioni in modo molto evidente.
Infatti con il suo carattere semplice e dinamico questi piccoli personaggi sono meravigliosamente espressivi e diretti verso il piccolo e grande lettore.
Ancora una volta, ci piace questa storia a diversi livelli di lettura, che sa offrire un cenno divertente al famoso romanzo di Saint-Exupéry così come una vera ode alla fiducia in se stessi.

La fiducia in se stessi e nella creatività sono temi diffusi e in questa bella storia che salva la suspense fino alla fine nel rivelare l’opera di Petit Mouton solo nell’ultima pagina. E che disegno !!!! Indubbiamente il più bello, perché fatto con il cuore.
Un album pieno di umorismo e malizia che incoraggia i bambini a lasciare che sia la loro immaginazione a parlare senza colmare e assumere una visione di cose a volte diverse da quelle degli altri.
Un libro per ricominciare a credere in se stessi e nella propria immaginazione.

Buona lettura

Puoi acquistare il libro qui:

Mi disegni un piccolo principe?

Michel Van Zeveren

Prova a dire abracadabra – Camelozampa

ABRACADABRA è una delle più conosciute tra le parole magiche!
Ma ben sappiamo che come tutte le parole magiche però va ripetuta perché faccia effetto. 😉

Prova a dire Abracadabra! è il titolo del nuovo albo scritto da Maria Loretta Giraldo e illustrato da Nicoletta Bertelle edito da Camelozampa. E’ doveroso dirlo, Camelozampa non si smentisce mai!
Il protagonista è un piccolo gufo viola-fucsia che ha paura di volare e di cadere, allora non riesce a volare come fanno gli altri uccellini appena svezzati..
Gli altri uccelli, suoi compagni di scuola, Merlo, Pettirosso, Passerotto, Canarino, Rondinella e tanti altri non ci hanno pensato due volte: si sono messi sul ramo e in pochi secondi sbattendo le ali si sono lanciati in cielo.
Piccolo Gufo invece no, vorrebbe farcela pure lui ma all’ultimo rinuncia: troppo grande la paura di cadere.
Il momento di spiccare il volo, si sà, è cruciale per ogni specie di volatile ma per Piccolo Gufo è diventato un vero e proprio blocco, lui è frenato dalla paura.

Non tutti nella vita riusciamo al primo colpo e la paura è proprio un freno per ogni nuova esperienza… così l’amica Tartaruga insegna a Piccolo Gufo una parola supermagica: ABRACADABRA!
Ma è una parola che va pronunciata nel modo corretto e tante tante volte prima che faccia effetto!
A-B-R-A-C-A-D-A-B-R-A.
Basta usare una parola dal potere straordinario, capace come per magia di scacciare timori e paure, ma sopratutto capace di dare sostegno e fiducia.

Questo racconto è accompagnato da tenere illustrazioni di Nicoletta Bertelle, realizzate con la tecnica della monotipia, riescono a dar vita a una gioiosa esplosione di texture, colorando con vivacità le emozioni del gufetto protagonista, lasciando però al piccolo lettore gli elementi essenziali del paesaggio e degli animali, proprio per far arrivare più dirette le emozioni che piccolo gufo sta provando.

Spesso, nella vita di ogni giorno, siamo chiamati a incoraggiare e spronare in mille modi i nostri bambini, impauriti o convinti di non riuscire a fare una determinata cosa.
A volte, sono nuove tappe che segnano un passo nella loro crescita, e semplicemente ne hanno un po’ paura..
Non è facile provare.
Non è facile aver sempre fiducia in sè stessi.
Ma nemmeno volare è facile…
però, come accade per molte cose, non è neppure impossibile! 😉
Un libro giusto per piccoli e grandi lettori tenaci!

Maria Loretta Giraldo ha dato vita ad un albo dedicato a quell’impegno e quella fatica quotidiana che distingue particolarmente i bambini che imparano e di chi continua a provare senza arrendersi.
Pagina dopo pagina scopriamo, in questa storia, proprio la fatica di imparare e la paura di crescere, ma anche il potere magico del coraggio e la forza di aver fiducia in sè stessi..
Ora tocca a te… Prova a dire abracadabra!

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI: