Che solletico! Batti le manine, Tutti giù per terra, Buonanotte – Helen Oxenbury

Muovi mani balla e gira
piglia impugna stringi e tira
soffia e batti zumpappà
ciao ciao mamma ciao papà

Tutti giù per terra, Che solletico!, Buonanotte, Batti le manine.
Sono quattro cartonati di formato quadrato, coloratissimi, divertenti da sfogliare, per tutti i babylettori!

Ogni storia, ogni libro racconta in maniera semplice, essenziale e poetica alcuni momenti di rutine dei bambini, come possono essere un giro in altalena, il momento della pappa sul seggiolone, il bagnetto dopo aver giocato fuori nel fango, il girotondo nel lettone morbido di mamma e papà.

L’autrice, Helen Oxenbury, già amatissima, illustra questi semplici momenti con bambini di tutti i colori che insieme, serenamente condividono gli spazi, giocano, si relazionano, fanno esperienza del loro corpo e mettono in gioco anche le loro emozioni.
Piccoli bambini che scoprono gattondando o nei loro primi passi, il mondo che li circonda attraverso gesti semplici, e vicino a loro non mancano adulti che li accompagnano che non si fanno problemi a farli saltare sul lettone o a farli sporcare con il cibo o con il fango. 😉

Non possiamo che gioire perché Mondadori sta facendo un’importante operazione di recupero anche di titoli sconosciuti in Italia dell’autrice inglese.
Questi quattro titoli sono molto adeguati a bambini piccolissimi, già dagli 8/9 mesi.
Il brevissimo testo è formato da quattro frasi in rima baciata.
C’è un ritmo poetico perfetto, i gesti semplici diventano poesia in queste pagine.
Sono libri nei quali un bambino si ritrova, si riconosce, con i quali si può stimolare il suo linguaggio per la sonorità così facilmente memorizzabile e accompagnarlo, nei mesi, nell’apprendimento di queste divertenti filastrocche.

Canta una canzone
gira gira in tondo
salta sul lettone
casca tutto il mondo

Quattro libri pratici per la manine curiose dei bambini, pratici da portare in giro, che accompagnano i bambini mentre muovono i loro primi passi nel mondo delle parole e delle immagini illustrate, aiutandoli a scoprire come si nominano le semplici azioni della vita, le loro prime conquiste, gli oggetti con cui vengono a contatto o vedono intorno a loro, toccano, sperimentano.

Le letture possono continuare ritrovando questi bambini di tutto il mondo in un libro che è ormai un classico “Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini” un altro libro che non posso fare a meno di consigliare.
Non contiene una classica storia, ma una dolcissima filastrocca che mostra bambini da tutto il mondo:
uno nato nei campi, un altro che sbuca da una tenda e cammina accanto all’aia dove le galline beccano il loro mangime, un terzo nato al freddo dei ghiacci e pesantemente vestito di abiti a pois proprio come la “tutina” del pinguino che lo guarda da poco distante.

Che cosa accomuna questi piccoli fra loro tanto diversi per aspetto fisico, abitudini, ambiente?
Un fattore così scontato che quasi non ci si pensa, il fatto che tutti abbiano dieci dita nelle mani e altrettante nei piedi – e ce le mostrano con travolgente allegria queste dita i piccoli protagonisti del libro, sventolando mani e piedi come bandiere sorrette orgogliosamente.

Pur senza raccontare una storia propriamente intesa, il libro trasmette un messaggio positivo, di tolleranza e di accettazione, e a parlare anche di coccole, visto che l’orecchiabile testo in rima si conclude citando l’altra cosa che tutti i bambini hanno in comune ovunque, l’amore dei genitori.

Uno stile di illustrazione molto bello che fa ben risaltare, i delicati acquerelli della Oxenbury che occupano la quasi totalità dello spazio disponibile su ogni facciata.
L’artista è riuscita a rendere e mantenere pur senza troppi dettagli i tanti tipi fisici diversi.
Ma quello che più colpisce è il modo in cui le espressioni dei bimbi riescono a trasmettere i loro sentimenti e la loro serenità, siano essi impegnati a mettersi un dito in bocca, a battere le manine o mentre giocano nella molle melma.
Con i suoi visi tondeggianti e i colori tenui che risaltano su uno sfondo generalmente bianco, la Oxenbury è riuscita a ritrarre bimbi realistici ma non stereotipati, nei quali anche i piccoli lettori/ascoltatori possono facilmente identificarsi.

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