Insieme – Una storia a colori – Arree Chung

All’inizio, c’erano solo tre colori:
i Gialli, i Rossi e i Blu

I Rossi, gran rumorosi, i Gialli tipi brillanti e gli elegantoni Blù vivono tranquilli e in pace finché… Tutti speciali a modo loro, tutti in armonia, finché un giorno un Rosso inizia a rivendicare una certa superiorità gridando:

“i Rossi sono i migliori!” .
Ma i gialli non erano d’accordo.
“No! siamo NOI i migliori,
perchè siamo i più brillanti!”

Ecco manco a dirlo, che ovviamente Gialli e Blu non sono d’accordo, e ovvio che scoppia una bella baraonda, finiscono per litigare e separarsi.
Ora chi può riuscire a fargli cambiare idea?!

I colori decidono di separarsi e dividere la città in zone rigidamente riservate. La loro bella armonia colorata non esiste più.
Poi un giorno succede che un blu era tutto solo e triste ma in compagnia di una sua amichetta gialla, magicamente ritrova l’allegria, proprio così loro due per caso si incontrano e scoprono, di stare bene insieme.
Presto i due sono inseparabili. Ma non tutti i colori approvavano questa nuova amicizia. In realtà, erano piuttosto turbati. Perché quei due stavano fraternizzando?
I colori non dovevano evitare di mescolarsi?

Nonostante la riprovazione degli altri, Giallo e Blu continuano ad essere amici e a prendersi cura l’uno dell’altro. Presto decidono di sposarsi. Dalla loro unione felice nasce una bambina, un nuovo colore…un verde brillante come il Giallo e calmo con il Blu. Una creatura così particolare e adorabile che piace a tutti.
Che dite, secondo voi la convivenza torna ad essere una necessità?
Altri colori decideranno di mettersi di nuovo insieme?

Insieme. Una storia a colori, è un albo illustrato realizzato da Arree Chung edito da Mondadori, con la sua semplicità, pagina dopo pagina, colore dopo colore 😉 parla ai più piccoli di tolleranza e valorizzazione delle diversità, di amicizia, comunità, inclusione e sentimenti con un’eco a quel capolavoro che è Piccolo giallo e piccolo blu di Leo Lionni

“I bambini riuniscono le persone.”
Arree Chung

I libri che parlano della diversità, della discriminazione, della tolleranza e dell’inclusione familiari corrono il rischio di essere didattici e predicatori. Ma quando sei nelle mani di un bravo scrittore, non senti nulla di tutto ciò. Invece, ti stupisci della genialità e della creatività insite nella storia e dei modi in cui l’autore ha reso un concetto duro, fresco, accessibile e divertente.


Un libro molto molto bello e totalmente tangibile, questa storia è perfetta per parlare ai bambini di pregiudizi e intolleranze, dei “pericoli” della mentalità chiusa e la bellezza della diversità familiare e delle strutture familiari alternative! Un libro adatto certamente all’età della scuola materna, ma è fantastico anche per i bambini più grandi, anche per quelli di voi che sono a contatto con i ragazzi della scuola media. Vivace e davvero speciale, Insieme. Una storia a colori susciterà discussioni animate e getterà bei semini per la loro crescita personale.

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L’uomo con il violino – Kathy Stinson

Dylan era un attento osservatore.
La sua mamma invece no.
Quel venerdì di febbraio
era una giornata come tutte le altre,
fino a che…
Musica!
“Mamma aspetta!”

Il piccolo Dylan entra in metropolitana, e all’improvviso… che musica!
Note meravigliose turbinano e avvolgono i passanti distratti e in ritardo mentre un violinista di strada riempie la stazione con questa musica emozionante. Niente, la gente corre è di fretta e non ci bada.
Nel via vai della metropolitana ci sono tante persone, tutte rappresentate dello stesso colore, tutte grigie, solo un suono è colorato: la musica che arriva da un violinista.

Dylan, con la curiosità e la passione viscerale che distingue i bambini, vorrebbe tanto fermarsi ad ascoltare, ma la mamma lo trascina via, anche per lei non c’è tempo da perdere.
Questa musica li vuole solleticare è vivace e Dylan riesce quasi a “vederla”.
Dylan riesce a vederla, sua mamma no.

E’ un uomo che suono al violino.
Dylan vorrebbe fermarsi, ma sua mamma lo porta via. Però per tutto il giorno Dylan sente la musica dentro di sé, sente i suoi colori e la sua forza.

Quella stessa sera, a casa, la radio dà un annuncio curioso:

“Oggi oltre un migliaio di persone
hanno avuto l’opportunità di ascoltare
uno dei migliori musicisti al mondo
in una stazione della metropolitana…”.

L’uomo con il violino di Kathy Stinson edito da Terre di Mezzo è ispirato ad una storia vera, il 12 gennaio 2007 uno dei migliori violinisti al mondo, Joshua Bell, ha suonato per quarantatré minuti alla stazione della metropolitana Enfant Plaza Station di Washington. Ha portato il suo inestimabile violino Stradivari e ha suonato dei pezzi incredibili.
Un piccolo e semplice esperimento per vedere cosa sarebbe successo se uno dei più grandi violinisti del mondo si fosse esibito come qualsiasi artista di strada.
Pochissimi i passanti che si fermarono e la maggior parte per meno di un minuto, nessuno ha applaudito alla fine dei pezzi. Solo i bambini si volevano fermare ad ascoltarlo ma puntualmente venivano trascinati via dai genitori.
Il piccolo Dylan è solo uno dei tanti bambini che quel giorno del 2007 volevano ascoltare la musica di Joshua Bell, e ci insegna che i bambini (privi di filtri e strati sul cuore) sono ancora in grado di riconoscere la bellezza…
I bambini, attenti osservatori e curiosi di scoprire il mondo così come appare, consegnano a noi adulti verità a volte celate.

“Non vi era alcun modello etnico o demografico per distinguere le persone che erano rimaste a guardare Bell, o quelle che davano soldi, da quella stragrande maggioranza che si affrettava a passare il passato, senza emigrare. Bianchi, neri e asiatici, giovani e vecchi, uomini e donne, erano rappresentati in tutti e tre i gruppi. Ma il comportamento di un solo gruppo demografico rimase assolutamente coerente. Ogni volta che un bambino passava, cercava di fermarsi a guardare. E ogni volta, un genitore allontanava il bambino “.
(Gene Weingarten, domenica 8 aprile 2007, The Washington Post)

La storia di Stinson è intrecciata dall’esperienza immaginaria di un bambino, come Dilan che è commosso da questa musica, nonostante il tentativo di sua madre di affrettalo. Ecco un nuovo promemoria per ogni età di guardare e ascoltare! L’arte ci circonda, a volte nei luoghi più inaspettati.
Le illustrazioni meravigliosamente dettagliate di Petričić catturano il senso di meraviglia che la musica può suscitare.
L’uomo con il violino è una brillante rappresentazione della sensibilità dei bambini e della triste perdita di quella meraviglia da parte della maggior parte degli adulti.

Le illustrazioni di Dušan Petričić fanno turbinare e piombare la musica in pastelli acquerelli di blu, viola, rosa, verde e pesca tra la tristezza in bianco e nero del viaggio quotidiano della maggior parte degli adulti. Il ricordo di quella musica continua ad accompagnare Dylan mentre la sua giornata avanza, elevandolo e illuminando la sua giornata, anche mentre il tintinnio e il clangore tintinnanti di macchine, piatti, voci continuano a risuonare, a prescindere da dove si trovi. Solo quando ascolta la stessa musica alla radio Dylan può attirare l’attenzione di sua madre e accompagnarla nella sua magica cavalcata musicale.

Una cosa divertente da fare con i bambini dopo aver letto L’Uomo con il violino di Kathy Stinson e Dusan Petricic è di ascoltare con loro il brano e vedere come l’illustratore ha interpretato le scale graffianti e le parti melodrammatiche e scorrevoli della canzone 😉

Un banale e semplice esperimento? Un bel libro illustrato?
Questa storia è molto di più, è messaggio convincente della capacità della musica di arricchire la nostra vita e la saggezza dei bambini che viene trascurata troppo spesso e troppo facilmente.

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Cos’era quel terribile grrr? – A. H. Benjamin

Cos’era quel terribile
grrrrrrr?
Un orso enorme e peloso
che vive nel bosco?
Perchè grida?
Cosa vuole?

Il protagonista è un piccolo fratello maggiore che gioca tranquillamente con i suoi treni quando sente un “ringhio”.
Cosa può essere? si chiede.
È completamente convinto che sia un grande orso peloso e si preoccupa perché quell’orso sia arrivato a casa sua.
Quindi, mentre sta leggendo un libro, sente di nuovo il ringhio. Mentre indossa il pigiama, un altro. Quando si lava i denti, ancora un forte ringhiare. Il bambino continua a sentire questo forte ringhio, mentre sta cercando di pranzare ecco lo sente di nuovo, ma questa volta è sicuro che sia un feroce leone della savana. Questo schema continua con un gorilla arrabbiato e un orco brutto, un verme viscido, un mostro marino verde, un drago sputafuoco e persino una creatura chiazzata di dieci occhi dallo spazio.

E ad ogni ringhio cresce l’immaginazione del bambino e le idee diventano sempre più assurde e bizzarre. Ma, naturalmente, c’è una risposta perfettamente valida a questo, e i bambini si divertiranno molto lungo il percorso a indovinare cosa potrebbe essere quello che emette quel suono e cosa vuole.

Cos’era quel terribile grrr? di A. H. Benjamin edito da NubeOcho è un libro sulle paure dei bambini… che fa genialmente anche molto ridere! La narrazione semplice e ripetitiva, è perfetta per la lettura ad alta voce.
E’ un libro che fa leva sul coraggio dei piccoli lettori, invitando ad andare oltre anche grazie alla simpatia che destano i diversi personaggi mostruosi. La galleria di animali e mostriciattoli più o meno inquietanti si sussegue: per ognuno ci si chiede fino alla fine “Cos’era quel terribile grrr? Cosa vuole?

L’autore AH Benjamin ha una buona immaginazione da solo a inventare le idee che un bambino piccolo potrebbe evocare quando sente uno strano suono in questo testo molto scarno. L’illustratore Merel Eycherman ha uno stile delizioso e ci sono molti dettagli divertenti nelle illustrazioni per attirare i piccoli lettori pagina dopo pagina. Infatti le meravigliose illustrazioni sono un ulteriore vantaggio di questa bella storia. Le dimensioni e i colori vivaci delle creature aiutano davvero a mostrare come l’immaginazione del bambino stava creando più di ciò che era davvero lì.

Un libro ideale, ironico e divertente, se state pensando a bambini che hanno paura delle streghe, del buio, dei ladri e dei mostri o anche per i neo o futuri fratelli maggiori…insomma non può proprio mancare per alleggerire i pensieri 😉 !

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Colpo di Fulmine – Grégoire Solotareff

Erano le sei, l’ora di andare a dormire.
Un lampo in lontananza illuminò il cielo.
Era una mattina tempestosa.
Toc! Toc! Toc!
Bussarono alla porta.
Matilde sobbalzò…

Matilde è un piccolo riccio, e come ogni mattina presto entra in casa e si organizza per andare a dormire: doccia, pettinata agli aculei, tè, borsa dell’acqua calda e via a letto. E’ già addormentata, quando qualcuno bussa alla sua porta. Ora molto insolita per ricevere una visita. A quest’ora tutto il bosco dovrebbe essere a dormire.
Mentre apre la porta, tuona.


È il riccio Felix, che sorpreso dalla tempesta, cerca un riparo ed è tutto stranamente circondato da farfalle, o meglio gli si sono impigliate insieme ai fiori rotoalndo giù per la collina, inseguito dal temporale.


Matilde si sente stordita, arrossisce, farfuglia e sente che i fulmini e le farfalle intorno a lei, sono anche dentro la sua pancia… contagiando con questa sensazione anche il nuovo amico.

Ehi farfalle! Lasciateci in pace! – disse Felix
E arrossì anche lui, ma fortunatamente, grazie alle farfalle,
nessuno dei due riuscì a vedere il viso dell’altro.

La notte successiva Matilde racconta l’accaduto allo scoiattolo Scarlett e quando è ora di tornare a casa, rotola giù per la collina, riempendosi di… cacche di coniglio. Puzzolente e circondata da mosche e moscerini, incontra di nuovo Felix, e piena di vergogna corre a nascondersi, pulirsi e pettinarsi e lui lì fuori ad aspettarla, sopreso e dispiaciuto da questa sua fuga.

“Mah…! Ehi…
Dove sono finite le cacche di coniglio?
Ti stavano così bene!” disse Felix

Un dolce umorismo, un pizzico di suspense e una corrispondenza tra mondo esterno e sentimenti, sono gli ingredienti principali di Colpo di fulmine, scritto e illustrato da Grégoire Solotareff, ed edito da Edizioni Clichy
Questa è senza dubbio una tenera e simpatica avventura che segna l’inizio di una storia d’amore tra due animali spesso contrapposti alle coccole.


Un albo illustrato di grande tenerezza ma anche di grande spunto per spiegare ai bambini il sentimento dell’amore con farfalle nello stomaco annesse ❤ Da ciò che proviamo, ma anche da ciò che l’amore ti fa fare per negligenza o civetteria … Ma soprattutto per l’aspetto portato dalla persona amata e dalla complicità! Tutto con l’umorismo malizioso del grande Solotareff!

Le illustrazioni sono caratterizzate da tratti essenziali. I colori più usati sono quelli primari, affiancati dal bianco e dal nero. Questo minimalismo ben costruito contribuisce a rafforzare le sensazioni che l’autore vuole suscitare nel piccolo lettore anche se paradossalmente le illustrazioni dei due ricci non sanno essere comunicative a livello visuale come tutte le altre illustrazioni dell’autore, ma fortunatamente lo sono invece molto a livello testuale. Compresa l’ironia sul finale e il finale stesso che è un altro esempio da manuale su come chiudere in bellezza una storia.
Sarà l’inizio di una lunga storia d’amore? Io credo proprio di sì 😉

Con l’amore come tema, questa storia racconta l’incontro tra due ricci molto diversi. Tuttavia, la differenza è talvolta un vantaggio quando si tratta di amore e questa storia la racconta meravigliosamente.

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Rosa a pois – Amélie Callot

Il caffè di Adèle è un rifugio per tutti.
Una piccola lanterna sempre accesa.
E’ un punto di incontro.
Qui si piange, si ride, si urla, ci si diverte, ci si odia e ci si ama.
Il caffè di Adèle è il cuore del paese.
Il problema è che Adèle non sopporta la pioggia…

Adèle, è la ragazza adorabile, allegra e vivace, che gestisce con amore il Grembiule a pois, un caffè immerso nella natura che profuma “di grandi distese di prato modellate dalla brezza marina” e di scogliere a picco sull’oceano.


E’ un mondo vivace quello che abita il caffè di Adèle, che si trasforma ora in caffetteria, ora in cinema, ora in mercato di frutta e verdura. E’ un luogo di chiacchiere e di ritrovi, e di festa.


Ed è un piccolo mondo con una storia d’amore, un amore segreto, quello di Lucas.
Lucas “un ragazzo gentile e forte come una roccia” che le porta i deliziosi e profumati fiori (margherite, rose e tulipani) con cui lei decora i tavolini, sia la frutta e le verdure con cui il caffè un giorno alla settimana si trasforma in una sorta di mercato per la gente del luogo.
Il locale è il cuore, l’anima, un punto di riferimento per tutti.
Adèle adora il suo lavoro, ma ama anche andare in spiaggia, nelle giornate di sole. Ma quando piove sembra metereopatica e non riesce più ad apprezzare nulla.

E poi ecco che iniziano a comparire oggetti,…è un delicato e dolce corteggiamento che dissemina piccoli misteri nel caffè e articola la seconda parte del libro.

Compaiono oggetti come per magia accanto all’attaccapanni all’ingresso: prima un paio di stivali rosa con sulla suola inciso un sole, poi un impermeabile rosa, ma mentre Adèle si prodiga a cercare i proprietari di questi oggetti rosa apparentemente dimenticati, ecco infine apparire un ombrello rosa a pois, proprio in un giorno di pioggia.

In fondo non è così male.
L’odore dell’erba bagnata e buono e
le piace il ticchettio della pioggia che cade sull’ombrello.
L’aria è fresca, le gocce scivolano sulle foglie
le chiocciole sono uscite dal guscio.
Adèle continua la sua passeggiata con i piedi nel fango,
il naso nei fiori e il sorriso sulle labbra.

Voler bene alle persone non sempre vuol dire compiere gesti sensazionali, che fanno pensare più alle favole che alla realtà. Voler bene alle persone è star loro accanto per come si è, far sentire la propria presenza anche in modo discreto. Stare in ascolto, per capirle in profondità e aiutarle a superare i disagi della vita, piccoli o grandi che siano. Questo è il bellissimo messaggio di Rosa a pois di Amélie Callot e Geneviève Godbout, pubblicato da LupoGuido.

Il mistero degli oggetti che la giovane inizia a ritrovare accanto all’attaccapanni ogni mercoledì, dopo il mercato, dà una bella svolta alla trama: per il bambino inizia a farsi sentire la spinta a voler proseguire per scoprire di più, mentre per l’adulto (che non può non mangiare la foglia…) è piacevole trovare conferma dei propri sospetti una pagina dopo l’altra.

Detto questo, il ritmo della narrazione è tranquillo e costante, senza particolari accelerazioni, il che contribuisce a rendere questa lettura così piacevole.
Le illustrazioni di Rosa a Pois sono pulite e semplici, tinte pastello, toni sfumati e tanti piccoli dettagli contribuiscono a rendere le immagini estremamente godibili, come il testo: sono disegni apparentemente realizzati con le matite colorate, che si prestano benissimo per i paesaggi e gli scenari pensati dall’autrice. Sfogliandolo pagina dopo pagina se respira e si sente la poesia.
E’ una piacevole storia da raccontare ai bambini, soprattutto in un giorno di pioggia, soprattutto se dopo si va a saltare nelle pozzanghere del parco.

Ma è anche una bella storia da regalare a una persona speciale.
Perché quell’ombrello rosa a pois è il sorriso che una persona speciale può provocare davanti ai nostri grigi.

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Due a me, uno a te – Jörg Mühle

Mentre tornava a casa, l’orso trovò tre funghi.
…L’orso fece le porzioni:
“Un fungo per te e un fungo per me…
E poi un altro per me.
E’ giusto così io sono il più grosso!”

L’orso e la donnola sono buoni amici: un giorno, tornando a casa, l’orso trova tre funghi.


La donnola li cucina per bene, ma quando si mettono a tavola cominciano i guai.

Ognuno è convinto di avere diritto a due funghi: l’orso perché è più grosso, la donnola perché è più piccola, l’orso perché li ha trovati, la donnola perché li ha cucinati…


Finché arriva una volpe, che rispettanto il detto “tra i due litiganti il terzo gode”, si pappa il fungo in più.
Che dite, basterà questa soluzione a mettere d’accordo orso e donnola?
Il finale della storia resta aperto ma come sempre strappa una risata…perchè l’autore non ha deliberatamente finito la storia e ha lasciato che i piccoli lettori indovinino come l’orso e la donnola divideranno i loro frutti 😉

Quale sarà la soluzione finale?
“Io sono più grosso e quindi ho più fame.”
“Io sono più piccola e devo ancora crescere.”
“Io ho apparecchiato!”
“E io ho cucinato!”
Chi la spunterà?

Due a me, uno a te, scritto e disegnato da Jörg Mühle (lo stesso autore del capolavoro Buonanotte, coniglietto! e i suoi seguiti) e pubblicato in Italia da Terre di mezzo Editore.
La storia è piuttosto divertente e mette in luce il concetto di condivisione in un modo molto semplice e piacevole anche per una lettura ad alta voce.

Quando si tratta di ciò che piace, i bambini vogliono sempre essere essere i primi.
Questo gioco è mio”. Quante volte lo abbiamo sentito dire dai nostri bambini mentre strappano dalle mani del fratello o della sorella un giocattolo: poco importa se fosse effettivamente suo o meno.
Se pensiamo che ormai sia troppo tardi per insegnare a bambini “troppo possessivi” la condivisione, ci sbagliamo. Ogni cosa, non è mai definitiva. Bisogna mostrare loro che ciò che è nostro può essere anche suo e viceversa, e che un oggetto può essere usato da tutti o condiviso proprio come fanno i nostri due amici, l’orso e la donnola 😉


L’orso e la donnola non sono persone avide: in realtà hanno deciso di goderselo insieme, solo dovevano e dovranno capire come fare le porzioni 😀
Dopo la lettura se vi capiterà di avere a che fare con cose o cibi di spartire vedrete che i bambini più grandi saranno più propensi a trovare la soluzione 😉

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La Befana – Sandra Nelson

«Calze bucate, scarpe rovinate,
eccomi qui, eccomi là,
son la Befana, trallallà.»

Nicola, è un bimbo che vive nelle campagne Toscane, a Montepulciano. È un po’ cattivello e capriccioso, non aiuta la mamma a mungere le mucche, nel pollaio spaventa le povere galline e gioca con le uova.
La mamma gli ripete sempre, che la notte del 5 Gennaio la Befana, gli porterà solo carbone e non buoni dolcetti come ai bimbi bravi, ma Nicola non crede alla streghetta che va in giro cavalcando una scopa.
Insomma nemmeno la minaccia della Befana che gli porterà il carbone spaventa Nicola, perché lui non ha paura della Befana.


Un giorno Nicola va a passeggiare nel bosco ma smarrisce la via del ritorno e molto impaurito entra in una casetta. Una casetta vecchia e impolverata dove fa un incontro veramente inaspettato…

La befana di Sandra Nelson edito da Jaca Book racconta, ai bambibi, in modo semplice ed educativo, oltre la leggenda della famosissima vecchietta , anche il giusto modo di come comportarsi con gli altri. Nicola infatti, il bambino, grazie a Lei riesce a cambiare il suo atteggiamento e a capire i giusti modi di approcciarsi; una lettura rassicurante nei toni, ma fuori dai canoni per ciò che concerne ambientazione e disegni.

In quella casa spuntata dal nulla vive la Befana.
Allora esiste veramente, non l’ha inventata la mamma per convincerlo a lavorare!
La vecchietta è molto autoritaria e chiede a Nicola di spostare i sacchi di farina, raccogliere le uova e mungere la mucca!


Ovviamente il ragazzo fa tutto controvoglia, ma piano piano, grazie ai consigli della Befana impara a svolgere ogni lavoro con gentilezza.
Pagina dopo pagina scopriamo che quelli che ha procurato Nicola sono gli ingredienti per i biscotti che la Befana consegna la notte dell’Epifania.
Ma la Befana consegnerà anche il carbone?!?

Nicola però impara a fare “il buono” anche se controvoglia, lavora senza fermarsi per la Befana e, grazie a lui, anche quest’anno i bambini avranno i loro biscotti.


Ora Nicola può dire veramente di non aver paura della Befana, perché è una vecchietta deliziosa…
Un bellissimo albo di grandi dimensioni sulla Befana e sull’importanza della gentilezza.
Una storia breve ma molto significativa, dove si spiega che anche il più ribelle dei bambini, in fondo, merita l’opportunità di avere una “seconda possibilità”.

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Buon natale cane Puzzone – Gutman e Boutavant

E’ Natale, e ritorna Cane Puzzone in una nuova avventura accompagnata dal suo fedele amico Spiaccigatto.
Questa vigilia di Natale, troviamo i nostri due amici nella loro pattumiera scaldarsi con una borsa dell’acqua calda che perde acqua e il cane spelacchiato invece è ben vestito di calzini spaiati e bucati. Malgrado il freddo i due discutono dei doni che il Cane Natale porterà loro.

“Speriamo ci porti tante belle cose, Spiaccigatto!”
“Sì, come l’anno scorso,
un monopattino senza ruote e un osso senza carne!”

Ma il freddo e la fame si fanno sentire … e soprattutto la voglia di trascorrere una vigilia di natale i una casa vera diventa la lor grande ambizione…e la trovano pure! Il cartello indica:
“Famiglia Natale! da noi è Natale tutti i giorni!”


ma ahimè a dispetto del nome e delle apparenze qui ci sono dei bimbi davvero perfidi e usano Spiaccigatto e Cane puzzone non per regalarsi un animale ma per farsi i dispetti donando l’un l’altro la cosa più brutta e indesiderabile che sono riusciti a trovare. La perfida bambina regala al fratello la coppia di animali e il perfido gratello le regala una bambola senza braccia trovata per terra accanto ad una bambina addormentata per strada. Insomma, questi due bimbi sono molto lontani dall’essere la famiglia Natale!

Per fortuna Cane Puzzone e Spiaccigatto scappano in tempo e trovano davvero un’anima buona che li accoglie e, indovinate un po’…, è la stessa bambina che chiedeva l’elemosina e che si era addormentata sul marciapiede a cui il bambino aveva rubato la bambola per fare un regalo -dispetto alla sorella… ma per la povera bambina aver perso la sua bambola senza braccia è come aver perso la cosa più preziosa…


Ecco che nonostante il susseguirsi di disgrazie che inevitabilmente li sopraffanno, i nostri due antieroi con un cuore d’oro troveranno il tempo di aiutare la bambina, Cuordilana.

Buon natale cane Puzzone di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo ci racconta ancora una volta, una storia attuale: c’è molta tristezza, miseria sociale, ma pagina dopo pagina il tutto è avvolto perfettamente da un buon livello di umorismo e perfettamente in linea con il buon spirito natalizio, infatti termina con un risultato di speranza e quell’incrollabile amicizia di un cagnolino puzzone e del felino molto intelligente.


Umorismo, fantasia e tenerezza sono ancora ben presenti in questa nuova opera, la quarta ( Scopri QUI le 3 precendenti) in compagnia dei nostri due simpatici amici a quattro zampe.
È divertente, toccante e perfetto per le festività natalizie.

Tutto è bene quel che finisce nel bidone
“Arrivederci Cuordilana, non prendere freddo” le raccomda cane puzzone.
“Grazie amici. Mi avete fatto passare un bellissimo Natale!”

Questo libro, attraverso due personaggi atipici, permette di avvicinarsi alle differenze , perché sinceramente chi vorrebbe un cane e un gatto che odorano le sardine per passare il Natale!?
Una storia di Natale molto lontana dalla ricchezza solitamente associata al Natale e che apre la strada alla discussione! Qui è la povertà che regna e che lascia il posto a molte emozioni!!!
Leggiamo anche la miseria sotto forma di animali poveri e abbandonati ma anche di una bambina che non ha nulla da mangiare e che implora, è molto commovente !!!

E’ un libro che apprezzo molto ma dopo o durante la lettura, è necessario lasciare il tempo da dedicare alle molte domande che i bambini inevitabilmente porranno perché gli argomenti si muovono e raramente vengono discussi!

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Il Secondo lavoro di Babbo Natale – Michele D’Ignazio

Lui era uno stagionale:
lavorava solo durante le feste di Natale.
Il suo era un incarico intenso, faticoso e importante,
ma che gli permetteva di starsene in panciolle
( e in pantofole) per tutto il resto dell’anno.
Da gennaio a novembre era in vacanza!

Il protagonista della storia è proprio il Babbo più famoso, ovvero Babbo Natale che, in un periodo in cui la tecnologia tenta di prendere il posto della magia, riceve la lettera più temuta, quella in cui viene decretato il suo licenziamento.


Licenziare Babbo Natale?! Ma si può?!
Evidentemente sì, visto che il Servizio Postale Internazionale non si è fatto scrupoli e così Babbo Natale, in un colpo solo, si è ritrovato senza lavoro.
Lui che è buono di natura non si perderà d’animo e, cercando di rimettersi al passo con i tempi sempre più intrisi di tecnologia, inizierà a inviare il proprio curriculum (un po’ maldestramente) ed a mettersi in gioco con i lavori più disparati.

Ma a cosa può essere idoneo una persona come lui?
Potrebbe essere un cameriere? Sfortunatamente no perchè dovrebbe in primis mettersi a dieta e soprattutto tagliarsi la barba, qualcosa di altamente improbabile visto che è ciò che lo caratterizza.
L’animatore? Perchè no, lui che è tanto amato dai bambini può certamente rientrare in questa categoria, se non fosse che questa volta è la sua età e non il suo aspetto a non andare bene. Dunque la ricerca si fa sempre più ardua, ma forse sembra esserci una piccola speranza anche per lui e, in tutta questa sfortuna Babbo Natale potrebbe aver trovato molto di più che un nuovo lavoro, qualcosa che è ancora più raro e da custodire.
Tra numerosi lavori vagliati, quello che però darà una svolta alla storia sarà quello che vedrà il nostro Babbo Natale diventare un nuovo netturbino.

Da lì in poi si entra nel vivo la storia, una storia nuova e decisamente emozionante, ricchissima di spunti nascosti ad ogni pagina, spunti su cui riflettere che forse si riveleranno persino più importanti per i lettori più adulti ma in fondo non è forse questa la vera magia dei libri per ragazzi?!

Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio edito da Rizzoli, è una lettura per ragazzi brillante, sagace e divertente, una di quelle adattissime ai lettori più giovani (dai 6 anni) ma che riesce a dare moltissimo anche a noi adulti.
Tra battute e scene esilaranti, Il secondo lavoro di Babbo Natale si legge in un soffio ma è chiaro sin da subito che questa lettura sia destinata a rimanere a lungo nei cuori dei lettori che vi si accosteranno.

Arricchita dalle modernissime illustrazioni di Sergio Olivotti, la storia parla di seconde opportunità, del coraggio che ci vuole per mettersi di nuovo in gioco dopo una caduta, trovando sempre in sè il coraggio di tentare, di reinventarsi e così crescere.


Le illustrazioni caratterizzano la maggior parte della storia e i ragazzi si soffermano a gurdarle nei dettagli perchè saltano subito all’occhio con colori accesi e vivaci.
Non solo la meritocrazia ma anche l’attenzione all’ambiente sarà centrale nella nuova avventura di Babbo Natale, due punti di estrema attualità che secondo me sono stati affrontati egregiamente dall’autore.

Ma cosa vuole trasmettere questo libro?
Molte sono le tematiche affrontate dall’autore che lo fa con ironia mai banale.
Mai perdersi d’animo, mai soggiacere al pessimismo, vietato mollare! Così come ci insegna Babbo Natale, le cadute più forti portano alle più grandi risalite che però richiedono forza, coraggio, determinazione, voglia di mettersi in gioco e decisamente molta fantasia.
…E scopre che non è mai tardi per realizzare i desideri.
I propri, ma anche quelli degli altri!

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Amici – Satomi Ichikawa

Amici per i giorni di festa
amici per quelli di tempesta,
amici da gennaio a dicembre.
Amici. Amici per sempre.

Gli A M I C I,  l’A M I C I Z I A, sono come un sottile filo invisibile che ci lega alle persone, ci amalgama in modo più o meno perfetto in un mix speciale di impalpabile complicità, affetto, tenerezza, ascolto, condivisione, sostegno, divertimento e tante tante scoperte!

Amici di Satomi Ichikawa è stato pubblicato la prima volta con il titolo Friends nel 1976, ed è stato il primo lavoro dell’artista giapponese Satomi Ichikawa – trasferita giovanissima a Parigi dove vive da oltre trent’anni – affermata autrice di oltre una cinquantina di libri per bambini. Amici, per la gioia di piccoli e grandi lettori, è arrivato anche in Italia in una versione totalmente rinnovata, grazie a Orecchio Acerbo, pur mantenendo tutta la freschezza e la leggerezza che accompagna sempre gli Amici.

“Amici per superare gli ostacoli,
che quando siamo a terra fanno miracoli.”

Ogni pagina mostra i tanti diversi aspetti dell’amicizia, con illustrazioni giocose ma distinte nello stile. Amici è un albo illustrato perfetto per regalo che non ha ne età ne tempo… proprio come l’Amicizia.
Leggere, osservare, perdersi nei ricordi sfogliando questo libro è come celebrare tutte quelle amicizie che completano il nostro mondo!
Qui ci sono gli amici, quelli autentici che, s’intende, fanno davvero tanta strada insieme…
Amici, con cui superare insieme tutti quegli ostacoli della vita per poi rialzarsi quando si è a terra.
Amici per ieri, per oggi e per domani, cioè per SEMPRE.
Questo è un albo illustrato per tutti, che allarga e scalda il cuore e dolcemente commuove;
penso sia proprio uno di quei libri REGALO perfetti, perchè pagina dopo pagina è come un lungo biglietto di 32 pagine da regalare agli amici più unici e cari…Grandi e piccoli…ovviamente 😉

“Amici per il presente e per il futuro,
anche se qualche volta ci separa un muro.”

Ma attenzione, qui si racconta l’amicizia quella vera, non quella di apparenza dei social, ma quella vera con la A maiuscola. Quell’Amicizia che si costruisce nella vita di ogni giorno e si sperimenta dal vivo, tra momenti belli e brutti.
Questo è l’essere amici.
È un sentimento universale che non ha e non avrà tempo, né scadenza.

Chi è un amico per i bambini di 4-6anni?

Ecco alcune risposte semplici e sincere, profonde e assolutamente vere in modo disarmante:

L’Amico è una persona che ti vuole bene; [Irene, 4 anni]
L’amico è una persona con cui giocare; [Giovanni, 5 anni]
L’amico è una persona che sposeresti; [Allegra, 5 anni]
L’amico è una persona a cui piacciono
le stesse cose che piacciono a te.
[Nicolò, 6 anni]
E’ presto confermato, per i bambini l’amico non è solo un porto sicuro dove rifugiarsi e trovare protezione e rassicurazione, ma soprattutto un compagno di giochi, una persona simile a lui, a chi piacciono le stesse cose e ci sente in sintonia.

Gli altri sono un regalo che l’esistenza ci fa. Un bene aggiunto. La nostra occasione di essere persone migliori.
Insegnamo questo valore a bambini. Condividere, andare con, procedere insieme. Perché insieme è più bello. Molto più bello.

I bambini ritratti dalla Ichikawa sono tutti diversi, alti, bassi, con le trecce, più grandi o più piccoli, ma è la loro diversità a renderli interessanti e a creare un gruppo coeso. Sono bambini che ricordano quelli che si vedevano per strada tanto tempo fa e fanno aleggiare un sorta di nostalgia del passato.

“Amici per le fatiche più dure
e per tutte le sventure.”

Per quanto il condividere così tanti momenti quotidiani non risulti così attuale e per quanto gli abiti possano non rispecchiare i tempi moderni, la narrazione no sa di irreale, anzi! Il breve testo in rima è come una filastrocca e amplifica le dimensione di gioco e di levità, bilanciando la profondità dei messaggi raccontati. Ma lo sappiamo bene che alla fine le cose semplici sono, poi, le più vere.

“Amici per essere migliori,
quando i grandi sono fuori.
Ma più di tutto per non sentirci abbandonati
e affrontare la notte da alleati.”

Amici, è una storia per ricordarci che essere amici può essere per sempre, in ogni luogo e in ogni tempo.
…siamo Amici. Amici ieri, oggi e domani

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Peter nella neve – Ezra Jack Keats

Un mattino d’inverno
Peter si svegliò e guardò fuori dalla finestra.
Durante la notte aveva nevicato,
la neve copriva ogni cosa,
fin dove Peter riusciva a guardare.
Dopo aver fatto colazione, si mise la sua tutina e corse fuori.
La neve era stata raccolta in grandi mucchi ai lati delle strade,
per fare in modo che si potesse passare.

Crick crock crick crock…
i piedi di Peter sprofondavano nella neve.”

Peter è un bimbo, che come tutti i bambini ..e pure noi grandi 😀 , adora la neve e quella mattina, forse a svegliarlo è stato proprio il candore abbagliante della neve. Ne rimane fin da subito incantato e quasi incredulo, lì davanti alla finestra ammira la sua città completamente innevata.
Il passo successivo quale può essere se non ovviamente catapultarsi fuori!
Una colazione veloce, via fuori indossando un giubbottino con cappuccetto rosso in perfetto stile fiabesco.

Eccolo Peter fare i suoi passi sulla neve fresca e guidare i lettori in questa avventura giocosa.
Il piccolo Peter fa proprio quello che tutti i bambini fanno con la neve fresca: ci gioca!


Lascia le impronte con i piedini girati così e in cosà, facendo singoli passi oppure lunghe linee trascinando i piedi sulla neve morbida, ci disegna sopra con un bastoncino, la fa crollare dai rami bassi di un albero, ci costruisce un immancabile pupazzo di neve con il sorriso, prova più volte a creare la sua impronta di un angelo, e poi ne raccoglie un pugnetto, la stringe forte e se la mette in tasca. Per dopo, a casa ❤
Sì perchè Peter è quasi dispiaciuto di tornare a casa e di dover salutare la neve, ecco perchè raccoglie «una bella manciata di neve, poi un’altra e un’altra ancora, le pressò per bene e mise la palla di neve in tasca».

L’abbraccio caldo della mamma e della casa riscaldata avvolgono Peter che però teme che la magia incantata del bianco manto niveo scompaia.

«Ma quando si svegliò, il sogno svanì:
la neve era ancora dappertutto.
Anzi, ne stava cadendo di nuova!».

Suoni ovattati, impronte, palle di neve, piedi strascicati, nevicate procurate dagli alberi grondanti neve… pagina dopo pagina entriamo nell’animo inebriato di Peter che gioca, corre e sperimenta libero nella neve.

Peter nella neve di Ezra Jack Keats, edito da Terre di mezzo è un albo illustrato che finalmente, a quasi di sessant’anni dalla sua prima edizione in USA, ora è arrivato anche qui in Italia, Peter, questo bambino nero nella sua riconoscibile tutina rossa che gioca spensierato sulla neve bianca.

L’autrice Ezra Jack Keats nasce nel 1916 a New York da genitori ebrei emigrati dalla Polonia. Si appassiona fin da bambino all’arte e incomincia la sua carriera di illustratore agli inizi degli anni ’40, lavorando soprattutto per committenze di tipo commerciale. Nel 1962 gli viene chiesto di scrivere e illustrare un libro tutto suo e, grazie a questo invito, nasce il personaggio di Peter.
Peter con la sua storia è stato il primo albo di successo negli Stati Uniti ad avere un bimbo nero come protagonista, rompendo la “barriera del colore”. Ezra Jack Keats credeva infatti che tutti i bambini dovessero avere la possibilità di riconoscersi nei libri che leggono e che amano.
Nel 2012 la rivista dei bibliotecari americani l’ha inserito al quinto posto tra i 100 migliori albi di tutti i tempi. Un piccolo classico tradotto in 13 lingue, vincitore della Caldecott Medal 1963, fino a poco tempo fa inedito in Italia.

Un albo illustrato delizioso, che piace molto ai bambini, una bella storia per celebrare la neve e la sua magia, l’eccitazione felice del gioco e lo sguardo incantato dei bambini che quando escono tra la neve sembrano avventurarsi proprio in un altro mondo, indipendentemente dal colore della loro pelle ❤
Proprio come il testo della storia, che non parla del suo essere “nero”, ma semplicemente della felicità di questo bambino!

Da un articolo tratto dal The Minneapolis Star del 1962 si legge: “Un’insegnante delle elementari raccontò che prima di leggere ‘Peter nella neve’ alla classe, composta prevalentemente da bambini neri, sia i bambini neri che i bambini bianchi usavano il rosa per disegnare sé stessi. Dopo aver letto la storia, i bambini neri iniziarono ad utilizzare il marrone. Keats commentò: ‘Vedersi nei libri dà un senso di appartenenza’”.

Ma la rivoluzione di questo albo non si ferma qui. Keats decide di rompere la tradizione anche dal punto di vista grafico e stilistico. Peter nella neve è pura sperimentazione di materiali, forme, e colori: le illustrazioni dipinte a mano si uniscono al collage (realizzato con carte provenienti da tutto il mondo) Peter, è un bambino senza tempo che gioca, sperimenta, si diverte un sacco, osserva…semplicemente la neve 🙂

Se cercate qualche titolo da mettere sotto l’albero e da leggere ai più piccoli, ecco questo merita davvero un posto speciale!

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Il pupazzo di neve – Raymond Briggs

E’ la vigilia di Natale.
E c’è un bambino che dalla finestra della sua cameretta vede scendere la neve.
Come ogni bambino che si rispetti è felice. Il suo viso si illumina e corre a vestirsi.
Chiede alla mamma il permesso di uscire per poter fare quello che fanno di solito i bambini in queste circostanze: Costruire un pupazzo di neve! Prima di dare inizio all’opera recupera alcuni materiali utili.
Un vecchio cappello, una sciarpa, qualcosa che possa andare bene per gli occhi e il naso.
E poi esce, con un sorriso e la mente piena di fantasia.

Prima crea il corpo, enorme. Poi mette una grossa palla di neve sul busto per modellare la testa. Costruisce le braccia, le gambe e…ci aggiunge il cappello… e una sciarpa!
Con dei piccoli pezzi di carbone crea gli occhi e, con un mandarino, il naso. Alla fine tratteggia la bocca.
In poco tempo il bambino crea uno Pupazzo di Neve dalla faccia simpatica.


Ma si sta facendo tardi. La mamma lo chiama. Fa freddo e bisogna andare a letto presto.
Perchè, si sa, Babbo Natale è in arrivo. E così il bambino se ne va a dormire.
Quando ad un certo punto della notte viene svegliato da una luce, che sembra magica.
Si affaccia…e la sua sorpresa moltiplica quando vede il pupazzo di neve che si muove e lo saluta!
E’ l’inizio di una magica avventura natalizia!

Entrano in casa, in soggiorno, in cucina, in camera da letto. Tutto è nuovo per il pupazzo: il televisore, il frigo, gli abiti, i giocattoli… Comincia a divertirsi come un matto.
Alla fine il pupazzo di neve prende per mano il bambino e lo conduce di nuovo in giardino.
E ora?! Via a correre a perdifiato in mezzo alla neve, finché, d’incanto, spiccano il volo, su, su, sempre più in alto.


Volano abbracciati su città e villaggi, valli e montagne fino al mare sconfinato, aspettando insieme il sorgere del sole…
Si è ormai fatto tardi ed è giunta l’ora di ripartire. Il bimbo e il pupazzo di neve ancora una volta si librano in cielo, in alto, in alto, sorvolando valli e montagne, villaggi e città… Insieme, atterrarono nel punto esatto da cui erano partiti. Il giardino è avvolto dal silenzio, è ora di andare a dormire.
Una notte trascorsa con grande intensità, in cui ogni piccolo gesto acquista valore, a sottolineare forse la preziosità di quell’amicizia effimera trascorsa a divertirsi e a conoscersi.


Il libro si apre e …si chiude con un risveglio, molto ricco ed emozionante.
Qualcuno potrebbe forse provare amarezza nel finale. E’ un finale che si chiude con un risveglio e con la fine di un sogno (vero o reale che fosse) resa tangibile da ciò che, potete immaginare, rimane di un pupazzo di neve dopo una notte probabilmente non particolarmente fredda.
Penso invece che questo finale renda ancor più valore e magia alla notte di amicizia e avventure trascorsa dal bambino nella frenesia di gustarsi avidamente un momento magico, presente.

Il Pupazzo di neve di Raymond Briggs edito da Rizzoli è una storia estremamente poetica, commovente e piena d’affetto, ma anche molto movimentata e puntellata di accadimenti. E’ una storia in cui umanità ed empatia raccontano illustrazione dopo illustrazione dettagli e danno forma a ogni gesto.

Raymond Briggs è un illustratore britannico nato nel 1934 è particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” pubblicato nel 1978 e conosciuto in Italia come Il pupazzo di neve. Il libro ebbe subito successo e nel 1982 divenne un cartone animato di 26 minuti. Ebbe così successo che è divenuto un appuntamente natalizio d’obbligo del Natale!
Il libro è senza parole, rientra quindi tra quelli che oggi vengono chiamati silent books e la forza sta proprio qui, in queste illustrazioni a matita, morbide, delicate…bastano da sole a creare l’atmosfera di questa piccola storia magica, in cui un pupazzo di neve prende vita per una notte, facendo vivere al piccolo protagonista una meravigliosa avventura.

Un racconto poetico, un’avventura magica, un finale malinconico, l’innocenza dell’infanzia…
Un’amicizia speciale fra un bambino e il suo pupazzo di neve
Guardarlo, sfogliarlo, seguire le loro avventure è una gioia per gli occhi e un balsamo per il cuore.

Perchè insegna a credere nei propri sogni.

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