Come si fanno i bambini? – Isabelle Jameson

Come si fanno i bambini?

Un bambino disegna tranquillamente mentre i suoi genitori si rilassano sul divano leggendo un giornale. Ecco una semplice domanda che arriva a bruciapelo a confondere i due adulti: “Come si fanno i bambini?”.

La mamma e il papà sono decisamente colti alla sprovvista. Si guardano e si chiedono se forse dovrebbero spiegare il concepimento in modi romanzati grazie all’esempio dell’ape e del fiore o forse meglio raccontare dei cavoli? o meglio ancora la cicogna? o meglio ancora dire al loro bambino tutta la verità. In modo un po’ goffo, i due adulti cercheranno di rispondere alle domande del loro bambino.

Riusciranno a spiegare come sono fatti i bambini?

Tutto inizia con una domanda semplice e banale che molti adulti temono. Come si fanno i bambini? di Isabelle Jameson e Maud Legrand pubblicato da Pulce Edizioni è un albo illustrato umoristico che ti permetterà di affrontare con sobrietà il tema del concepimento.


Una delle attrattive di questo libro è che l’autrice non limita il concepimento all’atto d’amore tra un uomo e una donna. È un album attuale che vuole essere di mentalità aperta. Presenta alcune delle varie forme, per quanto frammentate, che la famiglia può adottare.

Mentre i genitori cercano di uscire dal pantano in cui sono rimasti coinvolti dalle prime pagine, arriva la sorella maggiore e risponde alla domanda del fratellino in modo sconcertante e così appropriato alla sua richiesta!


Anche se questo album non spiegherà la concezione biologica di un bambino a tuo figlio, aiuterà i genitori a iniziare una discussione sulla famiglia. Inoltre, questo libro ti farà capire che è meglio non preoccuparsi troppo delle domande dei nostri figli, o meglio, che è importante comprendere appieno il contesto in cui viene posta la domanda 😉

Vi invito a scoprire questo album molto divertente che cerca di rispondere a questa famosa domanda che tutti i bambini un giorno vengono a fare ai loro genitori.

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Felici nella nostra Pelle – Fran Manushskin

GUARDATI!
ma quanto sei carina
nella tua nuova tutina.
Iniziano così le cose belle
Felici e Contenti nella propria pelle.

C’è qualcosa di più splendido della pelle di un bambino?
Felici nella nostra Pelle pubblicato da Pulce Edizioni è una dolce celebrazione di ciò che ci rende unici e di ciò che ci tiene insieme.
Subito dopo la nascita di un bambino, qualcuno lo avvolge stretto in una coperta o in un maglione per tenerlo al caldo. Ma sapevi che un bambino – ogni bambino, anche tu – è già nato con un vestito caldo? È il vestito di compleanno, fatto di pelle.

La pelle è disponibile in tutti i tipi di colori: ‘marrone cacao, cannella e oro miele… color zenzero… pesca e crema…’ così come pallida, lentigginosa, con fossette, screziata e pelle di diverse tonalità. Non importa come sia, è solo pelle. Ce l’abbiamo tutti, e fa la stessa cosa davvero interessante: 

Avere la pelle è davvero un portento.
Tiene fuori il fuori
e tiene dentro il dentro.

Man mano che si cresce, anche la pelle è intelligente e lo fa, godendo di abbracci e solletico, proteggendoli dentro e fuori e rendendoli unici nel loro genere.
Proprio così, man mano che diventi più grande, la tua pelle diventa più grande insieme a te. Non devi nemmeno pensarci o chiedere aiuto. Lo fa e basta. E sai cosa succede quando ti fai male alla pelle? Sì, ottieni una crosta un “sigillo perfetto” 😉

Cos’altro fa la pelle?

Ti rende caldo e avvolgente per gli abbracci. Ti fa ridere quando ti solleticano la pancia. La tua pelle si sente bene quando qualcuno ti gratta la schiena, ti tiene la mano. Sì, hai vestiti per il tuo corpo, mani e piedi, ma la tua pelle è la tua prima protezione.

Nessuno ha la pelle esattamente come la tua! Tu sei unico, e così è la tua pelle.

Tutte le pelli
sono perfette
che abbiano lentiggini
le voglie o le fossette.

Partendo da neonati coccolosi e usando una semplice filastrocca, l’autore Manushkin racconta la storia della pelle: cosa fa, perché ce l’abbiamo e perché la pelle di una persona è di un colore e quella di tuo figlio potrebbe essere di un altro. Manushkin non mette in evidenza le differenze invece, tratta il colore della pelle come un qualcosa di unico e meraviglioso per tutti noi (com’è giusto che sia) ❤

Il testo (maiuscolo) in rima e allegro di Fran Manushkin e le deliziose illustrazioni di Lauren Tobia dipingono un’immagine sbarazzina e irresistibile della famiglia umana, e di quanto sia meraviglioso essere proprio quello che sei.
In tutto il libro il piccolo lettore (dai 2 anni) impara tutto sulle cose meravigliose che la pelle fa per una persona e come può apparire diversa per tutti.

Tutti abbiamo la pelle
ma non siamo uguali
siamo unici al mondo…
… nella nostra pelle!

Amiamo davvero la diversa rappresentazione presente in queste illustrazioni. Fin dall’inizio, l’immagine di copertina mostra una ragazza di colore su una sedia a rotelle con un pallone da calcio che gioca con altri bambini che corrono e vanno in scooter fuori!
Ci sono altri favolosi esempi di famiglie diverse con genitori gay, famiglie diverse con copricapi religiosi, un bambino con una grande voglia sulla guancia e un bambino dai capelli lunghi con sopracciglia molto forti.
Lauren Tobia ha illustrato una rappresentazione incredibilmente fantastica di come appare la vita in molti ambienti diversi.
Felici nella nostra Pelle è un albo illustrato che celebra davvero la gentilezza, la comunità e l’amore per la pelle unica in cui sei nato.

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Il posto segreto – Susanna Mattiangeli

Si cucì un vestito di piume.
Si preparò un letto di foglie.
Che cosa mancava? La legna e un bel fuoco. Perfetto.
Arianna non era sola, no.
C’era con lei lo strano animale.

Arianna è una bambina che molto probabilmente la mamma o il papà, chiama per uscire, ma lei non c’è, non si trova, già da moltissimo tempo si è rifugiata insieme ad un animale straordinario in un angolo di cespuglio del parco.


E’ lì da molto tempo oramai e non ha più contatti con chi si trova fuori dal cespuglio, le voci dal di fuori arrivano ovattate, sempre più lontane nello spazio e nel tempo finché, un giorno, arriva forte e chiara una voce che la chiama per nome.
Incredibile che qualcuno ancora si ricordi di Arianna dopo tanto tempo che se n’è andata nel suo posto segreto!

“Sembrava impossibile, ma da
qualche parte c’era ancora
qualcuno che la cercava.
Chissà se la fuori tutto era sempre
lo stesso. Forse c’era qualcosa di
nuovo, dopo tanto tempo.”

Arianna si prepara ad uscire insieme allo Strano Animale, tenendolo per la zampa, esce alla luce del sole, incontra i passanti del parco e lascia il suo compagno su una panchina a contemplare i palloncini e ad abituarsi al nuovo ambiente, mentre Arianna si alza dalla scrivania, scosta le briciole di gomma dal suo disegno e lascia il foglio e il suo amico al parco per uscire dalla camera e dal libro.


Arianna rientra così nella realtà dopo averci accompagnati nel suo gioco, quello che ogni bambino e piccolo lettore può tranquillamente riconoscere e ripetere 😉
Quanto e dove vola la mente di un bambino quando si arma di un pastello e dà colore ai suoi pensieri?
Quale esperienza straordinaria, che viaggi riescono a fare i bambini!

Arianna, con la sua fantasia viaggia in un posto segreto dove solo lei può entrare senza rischiare di restare intrappolata; via via che il suo posto segreto prende forma scopriamo che all’interno i rumori e la luce sono filtrati e c’è uno strano animale di cui Arianna si cura con naturalezza, che non parla ma con cui c’è una forte sintonia.
Il silenzio è perfetto: Arianna si gode la pace completa della sua introspezione finché una voce riesce a raggiungerla, riportandola alla realtà.

Il posto segreto di Susanna Mattiangeli e Felicita Sala edito da Lupoguido è un albo illustrato molto interessante, che da voce al bisogno dei bambini di interiorità, di pace con sé stessi, di viaggiare liberi con la fantasia, di cura delle proprie fragilità fino alla necessità di vivere alla luce e in compagnia degli altri.
L’autrice, Susanna Mattiangeli, con la sua scrittura bella e pulita ed empatica ci narra questa storia con tanta forza quanta delicatezza, le stesse caratteristiche con cui anche l’illustratrice, Sala crea le bellissime illustrazioni che sin dai risguardi ci parlano di un mondo parallelo, distante per quanto vicinissimo.


Pagina dopo pagina osserviamo Arianna, mentre gioca nel parco, godendosi tutto ciò che la natura ha da offrire. Trova tesori, si rifugia in un nascondiglio e fa amicizia con una creatura dall’aspetto piuttosto grande ma soffice, non troppo dissimile da un giocattolo nella sua stanza. È una ragazza intraprendente che realizza mantelli con piume e un letto con foglie.

Le gioiose illustrazioni piene di natura sono fantastiche e i piccoli lettori ( e non solo) sono completamente all’oscuro di quanto tempo esattamente sono stati al fianco di Arianna. Tuttavia, mentre la storia si avvicina alla fine, fanno una scoperta.
Tutto quello che è successo è in realtà parte del disegno della piccola Arianna.
È la sua immaginazione che ha di fatto catturato tutti i lettori.
Un po’ strano, un po’ misterioso e una grande metafora.
Il posto segreto illustra il potere dell’immaginazione per trasportarci in nuovi mondi

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Il pisolino delle Mamme – Agnès Martin & Oliver Tallec

Un giorno, in riva al fiume,
Un giorno, nella savana,
Un giorno, nella giungla,
le mamme ne ebbero abbastanza,
tre volte abbastanza!

Le mamme coccodrillo, elefante, scimmietta…e non solo 😉 hanno il bisogno e il diritto di riposarsi, ogni tanto! Ce lo ricorda questo albo “Il pisolino delle mamme” di Agnès Martin e Oliver Tallec pubblicato da Clichy Edizioni. Un libro illustrato tenerissimo e divertente, che fa felici mamme e bambini


C’è mamma coccodrillo che passa le giornate a spazzolare il centinaio di denti di ciascuno dei tre coccodrillini, a portare loro cosce di gazzelle e succhi di serpenti, pronta a correre per ogni urgente, indispensabile, irrefrenabile bisogno dei suoi piccoli.

Poi c’è mamma elefante che vigila sul pisolino dei suoi tre piccoli nel caso in cui avessero caldo, o male a una zanna o paura del leone.

Poi c’è mamma scimmia sempre attenta a evitare che le tre piccole scimmiette non finiscano nei guai e sempre pronta a correre appena la chiamano.

Sarò anche paziente, ma non ce la faccio più!
Sarò anche coraggiosa, ma non ce la faccio più!
Sarò anche agile, ma non ce la faccio più!

Le mamme però non ce la fanno proprio più, hanno un urgente, indispensabile, irrefrenabile bisogno di fare un pisolino. Ognuna di loro raccomanda ai propri piccoli:
“Comportatevi bene!
Vado a fare quattro passi,
mi sgranchisco un po’ le zampe e ritorno”.
Ed è così che si ritrovano e si addormentano per molto molto tempo.

Le illustrazioni sono graziose, tutte in colori pastello e il testo riassume con umorismo e tenerezza la vita familiare e quotidiana di mamme alle prese con le diverse esigenze dei loro figli, ma non hanno più il tempo per dormire e si ritrovano esauste.
Una simpatica lettura che si fa amare subito dai bambini!
Una storia dedicata a tutte le mamme sempre di corsa e a corto di sonno
Una lettura per un momento di relax..insieme 😉

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Amelia di Cristina Bellemo

Amelia alza la testa e la vede in cielo per la prima volta…
Non sa che è una stella. Solo è meravigliosa,
la cosa più bella che abbia mai guardato.

Amelia è una morbida e ricciuta pecorella dal manto lanoso coperto di fiorellini. Vive in gregge e la notte si ripara con le altre nella stalla.

Ma una sera scorge una luce farfalla che nel cielo illumina più del solito e allora si perde a guardarla bene, la prima stella della sera, è là incanta e quando si ricorda di seguire le altre, ma scopre che il recinto è ormai chiuso e lei è rimasta fuori.
Dovrà passare la notte da sola, all’aperto. Quante cose nasconde la notte misteriosa?

Lei conosce il giorno dei fili d’erba.
I maggiolini.
I sassi bianchi dalle scaglie brillanti.
Le chiocciole.
Le formiche.
Le coccinelle.

“Anche la notte è viva?” si domanda.

Cosa c’è nel mondo là fuori di notte?
Se sei una pecora curiosa e sognatrice come Amelia, la notte è come uno scrigno di tesori che aspettano solo di essere scoperti.
Amelia di Cristina Bellemo, illustrato da Simona Mulazzani, edito da Il Castoro è una storia illustrata speciale per chi cerca una storia della buonanotte piena di poesia, magia e stelle. Un albo illustrato poetico, perfetto da leggere ad alto voce.

“Si fa coraggio perchè ha una paura così grande.”

Si alza il vento e la notte sembra viva di una vita diversa da quando tutto è luminoso e fragrante di sole ma pur sempre viva.
E così Amelia scopre che la notte ha rinnovate sorprese, certo occorre aguzzare la vista per scorgere bene tutte le varie felicità che la popolano: come quel disco luminoso di luce gialla che frettoloso sale in cielo, l’acqua fresca e calma del torrente, gli alberi dalle foglie d’argento, le montagne dei giganti sonnacchiosi dai capelli d’alberi, e ancora le voci e il battito del suo cuore…un dolce ritmo, come un tamburo sempre presente che la culla e lei si addormenta in un morbido tappeto di foglie, mentre il gufo dolcemente la guarda e sorride.
Dice bene il gufo Siamo in tanti qui.

Amelia ci insegna a non avere paura di ciò che non si conosce e che con un po’ di curiosità e coraggio, è possibile scoprire un mondo di meraviglia.


E’ una storia così tenera e morbida, proprio come Amelia che aiuta ad apprezzare le meraviglie della notte abbattendo le paure della notte.

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Un pomeriggio di Uffa che Noia – Cristina Petit

Una bambina normale,
un pomeriggio di niente,
di uffa che noia, che salamoia!

Non so proprio che fare,
a questo punto è meglio uscire!

Una bambina in un pomeriggio di “uffa che noia” decide di uscire a fare una passeggiata.
Anche un orso in un pomeriggio di “uffa che noiadecide di uscire!
L’orso e la bambina si incontrano nel bosco.
La bambina ha con sé un libro di fiabe, l’orso invece ha appena preparato i biscotti.
L’orso invita la bambina a casa sua a mangiare i biscotti.

Forse forse questo pomeriggio di niente si è trasformato in un pomeriggio da riempire di parole, insieme.

Una passeggiata di niente
che può diventare di tutto.

Cosa piace all’orso? Cosa piace alla bambina? I due nuovi amici prendono un tè mangiando i biscotti di orso e raccontandosi scoprono i loro gusti. Scoprono che hanno gli stessi gusti!
E il prossimo pomeriggio di “uffa che noia” c’è già in programma di ritrovarsi nella cameretta della bambina.
Per fortuna la bambina ha preparato i biscotti perchè il pomeriggio di “uffa che noia” per orso arriva presto 😉

Un pomeriggio di Uffa che Noia di Cristina Petit di Pulce Edizioni è albo illustrato che racconta con semplicità come la noia sia una possibilità; proprio come una strada piena di incroci che possono condurci in posti nuovi, ma racconta anche quanto sia bello parlare, e altrettanto bello ascoltare chi ci sta vicino, perché solo così si scoprono tutte le cose che abbiamo in comune con gli altri.

Se l’orso e la bambina non si fossero annoiati sarebbero rimasti a casa e non si sarebbero incontrati.
Una dolce storia che racconta l’amicizia nata in un giorno di noia.
Ora l’orso e la bambina sanno che non si annoieranno più perché il giorno di “uffa che noia” d’ora in poi sarà solo una scusa per incontrarsi e stare insieme.

Le illustrazioni di Michela Gastaldi sono semplici ed essenziali, mettono in primo piano i due protagonisti, che si stagliano su sfondi bianchi o neri e accompagnano il testo composto da un botta e risposta tra l’orso e la bambina.

Noia e scoperta. Un binomio che spesso nell’infanzia funziona. Annoiarsi è ormai diventato un privilegio per i nostri bambini, sempre occupati con qualche attività programmata.
Ma è proprio in quei momenti di tempo lento che i bambini possono finalmente fermarsi e dare spazio alla fantasia, magari in compagnia anche di un buon libro.
Questo storia ha molte letture: diverte, parla della noia, parla dell’amicizia. E allo stesso tempo fa capire concretamente il potenziale della lettura, che riempie ogni momento, anche quelli di noia, per portarci in storie e avventure magnifiche (piccole o grandi che siano!.

“E’ alla sera
quando guardo il cielo,
che ripenso a tutte le parole
che abbiamo detto.”

Amore di Mamma – Przemysław Wechterowicz

“Qual’è la cosa che ti piace di più papà?” domanda Orsetto.
“Al primo posto, mi piace abbracciare te e la tua mamma.
al secondo, fare una scorpacciata di miele insieme a voi”
“Anche a me piacciono le stesse cose, papà!
Gli abbracci di mamma sono più dolci del miele…”

Cosa potrebbe esserci di più bello di un abbraccio? Un eccellente duo – Przemysław Wechterowicz ed Emilia Dziubak portano di nuovo i lettori in un mondo caldo e sicuro come in una fiaba.
Mamma Orsa è andata a prendere il miele. Ha dato appuntamento sotto al salice a papà Orso e al piccolo Orsetto che non vedono l’ora di incontrarla per poterle dare l’abbraccio più tenero possibile, tanto che diventano esperti di abbracci.

Il salice però non si trova più al suo posto. Così papà e figlio si mettono a cercare: sotto i cespugli, dietro gli alberi. Non trovano il salice ma il signor castoro che ritiene l’incontro un colpo di fortuna dato che aveva proprio bisogno di dare loro un caldo abbraccio.

Mamma Orsa torna, ma non trova il papà Orso e Orsetto. Si mette a sua volta a cercarli: nel tragitto incontra tanti buffi animali che hanno saputo della sua incredibile abilità nel dare abbracci e ne vogliono uno ciascuno.
Caprioli, linci, procioni, lupi, ranocchie, gatti, galline…. Tutti vogliono l’abbraccio di mamma Orsa.

Amore di mamma è una storia senza morale autoimposta, senza azioni rapide e colpi di scena senza precedenti, una storia la cui forza deriva principalmente dal bene interiore degli eroi, dal loro altruismo, modestia e capacità di compiere azioni nobili!

Sicuramente la lettura incoraggia il pubblico più giovane a mostrare i propri sentimenti, dimostrando quanto possa essere importante un semplice abbraccio.


Anche le illustrazioni sono ricche di calore, in cui la natura amichevole avvolge tutti i personaggi.
Emilia Dziubak ha dimostrato più di una volta che le sue illustrazioni sono molto distintive, curate in ogni dettaglio, ricche ma non esagerate. L’artista accosta con gusto colori sfumati, intreccia fili umoristici nel mondo pieno di fiabe e poesie e gioca liberamente con le convenzioni. I suoi disegni riflettono perfettamente l’umore e le emozioni.

Amore di Mamma di Przemysław wechterowicz edito da Sinnos è un albo illustrato gentile, pieno di tenerezza, attento. La storia racconta in modo eloquente quanto sia cruciale, nel costruire la felicità interiore, l’armonia con se stessi e con il mondo circostante, anche con un abbraccio affettuoso. Come in ogni favola, questa finisce felicemente con una calda illustrazione di una famiglia che si ama. I fan dell’autrice apprezzeranno anche i riferimenti ad altri titoli, come l’incontro di mamma orso con due rane 😉

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Il Cappello del Nonno – Rachel Stubbs

Ti regalo il mio cappello.
…Usalo per divertirti,
per piacere e per necessità.
…Questo cappello contiene sogni…

Questa storia racconta in modo tanto semplice quanto profondo il significato riccamente sperimentato di un cappello rosso regalato a una bambina da suo nonno.

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A volte un cappello è solo un cappello. A volte è molto, molto di più.
Potrebbe essere più grande o più piccolo, non importa.
Perchè quello che importa non si vede, ma ti porterà lontano.
E non se ne andrà mai.

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Quando viene menzionato ciascuno degli attributi del cappello – ti mantiene asciutto e fresco, può essere usato per cose serie, sciocche o necessarie – vediamo il nonno e la bambina fare diverse attività insieme. Scavano in giardino, giocano in una piscina e dipingono quadri.

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Il cappello può essere enorme quando “contiene sogni” o proteggere dalle paure. Con esso possono viaggiare, anche in una giungla spaventosa dove le piante sembrano sospettosamente versioni troppo cresciute delle piante da appartamento. La scena finale è della nipote seduta in grembo a suo nonno sotto la luna e le stelle in un delizioso debutto che lo mostra mentre le dice
“Questo cappello è per te”.
Le possibilità sono infinite.

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Sono sicura che ogni bambino adorerebbe assolutamente avere un cappello come quello nella storia meditativa di Rachel Stubbs. Un semplice cappello rosso è stato donato, un giorno, con amore a una bambina da suo nonno.
Ma questo non è un cappello ordinario, anzi; ha un incanto tutto suo perché le sue possibilità sono apparentemente illimitate.

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Ad esempio, potrebbe tenerti caldo e asciutto, o fresco; può servire come soggetto d’artista o contenitore per bevande, puoi indossarlo per distinguerti o mimetizzarti …
È un detentore di sogni, un celatore di segreti, una copertura per le paure; porterà chi lo indossa nei posti più lontani e meravigliosi prima di riportarti indietro a rannicchiarti sulle ginocchia del nonno.

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Il Cappello del Nonno di Rachel Stubbs edito da Rizzoli, racconta con stupore e meraviglia quel magico rapporto che si crea tra i nipoti e i nonni.
Con la loro esperienza, con il loro vissuto, con il loro affetto infinito sono un dono prezioso, un dono che apre la loro mente a mille avventure e a mille ricordi ed emozioni.
Un albo illustrato dedicato al grande amore Speciale tra nonni e nipoti
Una storia che vuole essere un grande elogio alla preziosità dei nonni, alla loro presenza che è come una promessa di avventura e meraviglia laddove pareva non esserci nulla 😉

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Toby – Rebecca Crane

“Salve! Mi chiamo Toby. E sono un cane”

il cagnolino Toby cerca di dare di sé una definizione, migliore e più precisa possibile ma nessuna di quelle che utilizza sembra essere giusta e questo lo infastidisce.

Facendo appello alle emozioni dei lettori, questa storia segue la giornata di un cagnolino di nome Toby che visita il parco con il suo proprietario, il piccolo Leo. Mentre Toby cerca di scoprire che tipo di cane è, si rende conto che è un po’ difficile essere simile ad altri.
Toby descrive se stesso, come un cane molto grande o come un cane pelosissimo. Ma poi quando fa il confronto con se stesso vede subito che non è come gli altri, non è uguale a nessuno di loro.
Toby non è grande, non è snello, non è veloce, non è peloso…ma allora a quale razza appartiene? È solo un semplice cane? Sconvolto da questa triste presa di coscienza scappa via ma si ritrova in un posto sconosciuto, solo e impaurito.

E’ molto bello discutere con i bambini cosa ne pensano loro.
Sarà molto bello chiedere ai bambini di elencare le loro caratteristiche o talenti.

Il suo amico Leo lo sta cercando, Leo è molto preoccupato e farebbe qualsiasi cosa per ritrovarlo. Toby finalmente capisce che ciò che lo rende speciale è essere il miglior amico del piccolo Leo e corre da lui. La gioia nel ritrovarsi è la ricompensa più preziosa per entrambi.

Toby di Rebecca Crane edito da Lapis racconta una storia molto dolce che ricorda ai piccoli lettori che va bene non adattarsi ma che è estremamente importante essere chi se stessi, essere felici, trascorrere del tempo con i buoni amici e la famiglia, insomma… le persone che ti amano.

Accompagnata da bellissime illustrazioni, la storia di Crane condivide una storia con un messaggio per tutti i lettori, giovani e meno giovani, un bella storia per discutere insieme l’importanza di non volere essere o assomigliare ad altri, ma riconoscere il bello di sè stessi.

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Un barattolo di stelle – Deborah Marcero

Luis era un collezionista.
Conservava quello che raccoglieva
dentro dei barattoli.
Poi quando guardava in quei barattoli,
ripensava a tutte le meraviglie
che aveva visto e vissuto.

Luis, un coniglietto dalle lunghe orecchie bianche, ama raccogliere le cose che vede nei barattoli; dalle piume ai fiori, seleziona con cura gli oggetti che gli riportano i ricordi felici di ciò che sperimenta.


Una notte, decide di raccogliere qualcosa di diverso: il tramonto. È così che incontra Iris, e loro due iniziano una collezione ancora più fantastica.

Luis riempì i barattoli di quella luce color ciliegia.
Quand’ebbe finito, ne diede uno a Iris.
…Da quel giorno Iris e Luis cercarono insieme.
Collezionavano cose difficili da stringere tra le mani.
come gli arcobaleni, il rumore dell’oceano,
e quello del vento subito prima che inizi a nevicare.

Ed è qui che entra in gioco la magia. Tramonti, il suono dell’oceano, battaglie a palle di neve, stagioni. Queste sono le cose che raccolgono nei barattoli. Sembra che non possiedano questi elementi, ma li onorino.
I loro barattoli sono il linguaggio della loro amicizia, il contenuto di essa. I pezzi che manterranno nei vasi delle loro menti.

Le pareti della casa di Luis si riempiono di barattoli dei loro ricordi. Ma sfortunatamente, un giorno Iris e la sua famiglia devono trasferirsi in un’altra città. La loro separazione, il dirsi addio li rende tristi.

Ma il mondo è pieno di meraviglie. Ed è il pensiero di Iris che sposta Luis dalle pareti bianche e nere della sua stanza, verso la finestra che si affaccia su quell’incredibile cielo notturno alla raccolta di una pioggia di meteoriti in un barattolo.
Ecco che Luis scopre come, nonostante la distanza possono scambiarsi barattoli e barattolini per condividere cose nuove che vedono e imparano. È possibile fare nuove amicizie senza dimenticare quelle vecchie. I due coniglietti si rendono conto che la loro amicizia è ancora viva è solo diversa. Un messaggio bellissimo e che scalda il cuore.

Quando Iris ricevette la scatola e aprì il barattolo,
si ritrovò immersa nel cielo notturno e
e le stelle presero a caderle tutt’intorno.

Un barattolo di stelle di Deborah Marcero edito da Terre di Mezzo è un libro meraviglioso per chiunque desideri ricordare i momenti speciali, assaporarli e apprezzarli, e per chiunque abbia un forte legame con qualcuno molto distante, ma collegato da ricordi…. ricordi nuovi ancora da scambiare, o appena scambiati e condivisi in un barattolo da aprire… ❤


E’ adorabile. È uno sguardo spensierato sulla separazione e su si può ancora stare vicino a qualcuno che amiamo anche se è a miglia di distanza. Una storia perfetta per i bambini e non solo che si trovano ad affrontare piccoli addii di amici che si devono trasferire, proprio come Iris.

Questo è uno di quei tipi di letture adorabili e meditative in cui trascorri molto tempo a sottolineare tutti i piccoli dettagli nelle illustrazioni luminose e a leggere. È un libro con un messaggio meraviglioso da dare ai bambini, con una testimonianza dell’importanza di condividere esperienze e ricordi con gli altri.
Le illustrazioni molto luminose e con una sorta di sensazione sognante nelle cose. Adoro il modo in cui ogni singolo ricordo o oggetto speciale viene custodito nel suo barattolo. I barattoli stessi sono spesso disegnati per adattarsi alla forma di qualunque cosa stiano tenendo. A volte occupano l’intera pagina. È affascinante e un po’ surreale ma sempre delizioso.

Gli oggetti nel barattolo sarebbero semplici oggetti se non fosse per la memoria che richiamano. La collezione era adorabile ma ordinaria prima che Luis trovasse Iris. La loro relazione ha reso ciò che hanno messo nei barattoli ancora più meraviglioso e straordinario.
Un barattolo di stelle è un libro di amicizia al presente;
un libro sui ricordi che parla della loro creazione.
È un libro attivo, che crea i ricordi, raccoglie i momenti, li condivide, li regala
non è una visita passiva di barattoli fatti da tempo.
Ispira non solo l’immaginazione di ciò che ognuno di noi vorrebbe collezionare, ma con chi collezionare, condividere o regalare

Non vuoi raccogliere i tuoi ricordi in un barattolo adesso?
C’è qualcuno che non ha pensato di imbottigliare un momento preferito, una giornata preferita?

Un barattolo di stelle, fa proprio questo. E i bambini cosa vorrebbero mettere nel barattolo, cosa vorrebbero condividere?!
E’ assolutamente da provare questa magia che ci hanno insegnato Luis e Iris. Prepariamo anche noi con i bambini un bel barattolo pronto per essere riempito di piccoli o grandi ricordi, scritti su un foglietto, un fiore secco, una conchiglia, una foglia, una foto… sarà speciale catturare momenti, ricordi della vita.

Sono curiosa di sapere quale immagine o frase sarebbe stata raccolta in un barattolo se Luis e Iris avessero letto Un Barattolo di stelle, perché sicuramente è un piccolo tesoro, è un dolce libro illustrato sull’amicizia e sulla celebrazione delle cose che tengono insieme le amicizie.

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Il pulcino di Pasqua – Géraldine Elschner

Tilda aveva deposto un uovo magnifico.
Come tutte le chiocce del mondo,
lo covava con amore.
All’improvviso si sentì una voce:
“Mamma, quando è Pasqua?”
Tilda sobbalzò: chi aveva parlato?

L’uovo che Tilda sta covando con tanto amore, non si è ancora schiuso e sono già trascorsi 21 giorni. Ma poi improvvisamente, mamma chioccia sente una voce.

“Mamma, quando è Pasqua?”
“Insomma mamma, quanto manca?”

Chi ha parlato, da dove viene questa voce!?
Allucinata per questa vocina che sente, Tilda si guarda attorno preoccupata ma alla fine capisce che la vocina arriva forte e chiara dall’uovo!
Il suo pulcino ha un’idea molto precisa di quando vuole schiudersi dall’uovo!
Sì, si! Ha deciso che vuole nascere a Pasqua! La domenica di Pasqua! Non un giorno prima e non uno dopo!

Da dentro il suo guscio, il piccolo pulcino sente che tutti nella stalla non vedono l’ora che arrivi Pasqua, quindi pensa dev’essere proprio fantastico vedere la luce in questo giorno 🙂
Così Tilda va a chiedere agli altri animali della fattoria. “Quando è Pasqua?
Andò dal cane, dal gatto, dalla mucca dal maiale e anche dalla pecorella, ma nessuno degli animali lo sapeva.
Per fortuna c’è sempre una saggia civetta nei paraggi della fattoria e sa esattamente quali sono i 3 eventi che devono accadere per scoprire quando si celebra la Pasqua!

Tilda e il suo pulcino devono aspettare insieme prima il primo giorno di primavera, poi la prossima luna piena e infine la domenica successiva.

La domanda “Quando è Pasqua?” viene chiesta spesso dai bambini. Certamente in compagnia di questa simpatica e dolce lettura con Il Pulcino di Pasqua, noi adulti possiamo rispondere bene a questa domanda e colmare un po’ i tempi di attesa. 😉

Ora sai anche perché ogni anno la Pasqua cade in un giorno diverso?!
E’ svelato in modo chiaro e semplice ai bambini (e agli adulti) perché la Pasqua, a differenza del Natale, non ha una data fissa.
Questo tempo di attesa è particolarmente difficile da sopportare per il pulcino, anche se Tilda si fa di tutto per rendergli le cose un po’ più facili. Ma finalmente quando Vera, la civetta, chiama per la terza e ultima volta. L’attesa è finita, la domenica di Pasqua è finalmente arrivata – e con essa il pulcino pasquale.

In questo modo imparano, proprio come mamma Tilda, che la Pasqua è sempre la domenica dopo la prima luna piena in primavera, ma la luna piena appare nel cielo in un giorno diverso ogni anno.
Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica … Pasqua!” – da dentro il suo guscio dotato di canocchiale di paglia il pulcino conta gli ultimi giorni per poter uscire felice verso la suo nuova vita

Il pulcino di Pasqua di Gèraldine Elschner & Alexandra Junge edito da Marameo è un libro illustrato assolutamente unico e stupendo. La storia lascia i bambini in attento e curioso ascolto fino alla fine tifando ovviamente per il la gioia del piccolo pulcino dalle idee chiare 😉


E’ un’ottima storia per far sentire ai bambini la bellezza della Pasqua con una storia felice.
Anche se la Pasqua non è celebrata in grande stile in tutte le famiglie, le usanze pasquali sono molto importanti per molti bambini: colorare le uova, armeggiare coniglietti, e trovare le uova di Pasqua.
E a proposito del coniglietto pasquale: Alexandra Junge, l’illustratrice, non solo ha illustrato il libro in modo delizioso, ma ha anche nascosto un coniglietto pasquale su ogni pagina! Lo trovi?

Semplicemente delizioso, quanto meravigliosamente ribelle e impaziente viene descritto e disegnato da Géraldine Elschner e Alexandra Junge. Non possiamo fare a meno di simpatizzare e aspettare con il pulcino e sua madre, questa amorevole mamma chioccia che armeggia persino con un telescopio da pulcino ❤

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Acchiappasguardi – Marina Núñez

La nonna ha sempre occhi per lei,
anche se dice di non vederci più tanto bene.
Ascolta tutte le sue storie,
anche se dice di non sentirci più bene come prima.
E non ha mai fretta e altre mille cose da fare.
Marina Núñez

E’ molto bella, tanto quanto attuale, questa storia, di questa bambina che non può restare indifferente quando tutte le persone intorno a lei guardano uno schermo e non hanno tempo di guardarla e guardarsi.
Sente il bisogno di trovare una soluzione a questo problema, motivo per cui esce di casa molto presto in cerca di sguardi. Armata di retino deve acchiappare sguardi, vede molte persone, ma nessuno la guarda; ognuno guarda il proprio schermo: cellulare o tablet che sia.


A volte riceve in cambio uno sguardo consapevole da altri bambini, anche se non da tutti. Anche a casa non la guardano, i suoi genitori e suo fratello guardano sempre il loro piccolo schermo. Se la guardano, è con un telefono per scattare una foto di un suo gesto, o in malo modo per far sparire uno di quei dispositivi.

“Se gli adulti non osservano
e non apprezzano le cose meravigliose,
come riuscirò a fare in modo che mi guardino?”

Più i giorni passano più una strana e brutta sensazione cresce nel petto di Vera. Come fare?
Quando non ce la fa più, va alla ricerca dell’unica persona che può aiutarla, sua nonna Marga.
Come far capire alle persone che la meraviglia del mondo non si trova dentro uno schermo del telefono, ma alzando gli occhi e vivendo quello che le circonda? Per fortuna nonna Magda ha un piano… che deve funzionare!
Hanno passato un intero pomeriggio a elaborare un piano.
Hanno inventato un gioco che hanno messo in pratica nel parco, quando passavano più persone.

E’ una rivoluzionaria la piccola Vera, la protagonista di questo albo illustrato Acchiappasguardi di Marina Núñez edito da Kalandraka. Con un retino da pesca e tanta determinazione, vuole riuscire a cambiare quella che ormai è diventata un’ossessione, ossia “scollare” gli occhi degli adulti (e non solo) dallo schermo del telefono, tablet, pc.


In Acchiappasguardi troviamo quello che spesso si verifica nella realtà: da una parte abbiamo i bambini ai quali è proibito l’uso della tecnologia e dall’altra parte gli adulti incollati allo schermo dello smartphone da diventarne quasi un tutt’uno.
Vera è una bambina che ama ancora le cose “reali”, che ama guardare lontano con il suo cannocchiale, che ama osservare la natura e rincorrere le farfalle con il suo retino.
Il bello di questo libro è che sono i bambini a tentare di riportare gli adulti alla vera realtà!

Un albo illustrato dal formato quadrato, ricco di illustrazioni colorate, attuale e senza età, che fa riflettere su come il modo di osservare la realtà sia cambiato con l’avvento degli smartphone e dei social network: ormai troppo impegnati per cogliere l’attimo perfetto col cellulare piuttosto che godere davvero delle piccole cose e delle persone che ci circondano.


Questa storia si presta a far riflettere anche noi adulti sulla qualità delle relazioni e del tempo che dedichiamo ai nostri bambini. Inoltre permette di approcciare con loro molteplici temi (la comunicazione, l’educazione digitale, la solidarietà intergenerazionale, l’educazione alle emozioni…) L’albo è stato finalista del XII Premio Internazionale Compostela di Albo Illustrato.

I cellulari esistono e non possono scomparire ma Vera, con l’aiuto di nonna, riesce a far capire agli adulti che ogni tanto alzare lo sguardo, distoglierlo dal cellulare, e soprattutto vivere la vita reale, è un’ottima opportunità per scoprire altre cose, cose fantastiche come la vita e lo stare insieme.
Ecco dunque come questo libro illustrato riflette una realtà che tutti osserviamo intorno a noi: persone appassionate di chiamate, messaggi, foto, musica, social network … che vedono la realtà attraverso i loro telefoni cellulari e dimenticano che ci sono cose meravigliose che possono essere osservate solo alzando gli occhi, senza la mediazione di alcun dispositivo elettronico…


Marina racconta in modo semplice ma perfettamente veritiero di come è mutata la nostra società, ma questo albo è anche un chiaro messaggio di speranza: un invito a tornare a guardarsi negli occhi e Vera ha scoperto come fare!

Sicuramente piacerà a tutti i lettori, perché gli album di qualità non hanno un pubblico specifico, piacciono a grandi e piccini.

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