Insieme – Una storia a colori – Arree Chung

All’inizio, c’erano solo tre colori:
i Gialli, i Rossi e i Blu

I Rossi, gran rumorosi, i Gialli tipi brillanti e gli elegantoni Blù vivono tranquilli e in pace finché… Tutti speciali a modo loro, tutti in armonia, finché un giorno un Rosso inizia a rivendicare una certa superiorità gridando:

“i Rossi sono i migliori!” .
Ma i gialli non erano d’accordo.
“No! siamo NOI i migliori,
perchè siamo i più brillanti!”

Ecco manco a dirlo, che ovviamente Gialli e Blu non sono d’accordo, e ovvio che scoppia una bella baraonda, finiscono per litigare e separarsi.
Ora chi può riuscire a fargli cambiare idea?!

I colori decidono di separarsi e dividere la città in zone rigidamente riservate. La loro bella armonia colorata non esiste più.
Poi un giorno succede che un blu era tutto solo e triste ma in compagnia di una sua amichetta gialla, magicamente ritrova l’allegria, proprio così loro due per caso si incontrano e scoprono, di stare bene insieme.
Presto i due sono inseparabili. Ma non tutti i colori approvavano questa nuova amicizia. In realtà, erano piuttosto turbati. Perché quei due stavano fraternizzando?
I colori non dovevano evitare di mescolarsi?

Nonostante la riprovazione degli altri, Giallo e Blu continuano ad essere amici e a prendersi cura l’uno dell’altro. Presto decidono di sposarsi. Dalla loro unione felice nasce una bambina, un nuovo colore…un verde brillante come il Giallo e calmo con il Blu. Una creatura così particolare e adorabile che piace a tutti.
Che dite, secondo voi la convivenza torna ad essere una necessità?
Altri colori decideranno di mettersi di nuovo insieme?

Insieme. Una storia a colori, è un albo illustrato realizzato da Arree Chung edito da Mondadori, con la sua semplicità, pagina dopo pagina, colore dopo colore 😉 parla ai più piccoli di tolleranza e valorizzazione delle diversità, di amicizia, comunità, inclusione e sentimenti con un’eco a quel capolavoro che è Piccolo giallo e piccolo blu di Leo Lionni

“I bambini riuniscono le persone.”
Arree Chung

I libri che parlano della diversità, della discriminazione, della tolleranza e dell’inclusione familiari corrono il rischio di essere didattici e predicatori. Ma quando sei nelle mani di un bravo scrittore, non senti nulla di tutto ciò. Invece, ti stupisci della genialità e della creatività insite nella storia e dei modi in cui l’autore ha reso un concetto duro, fresco, accessibile e divertente.


Un libro molto molto bello e totalmente tangibile, questa storia è perfetta per parlare ai bambini di pregiudizi e intolleranze, dei “pericoli” della mentalità chiusa e la bellezza della diversità familiare e delle strutture familiari alternative! Un libro adatto certamente all’età della scuola materna, ma è fantastico anche per i bambini più grandi, anche per quelli di voi che sono a contatto con i ragazzi della scuola media. Vivace e davvero speciale, Insieme. Una storia a colori susciterà discussioni animate e getterà bei semini per la loro crescita personale.

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L’uomo con il violino – Kathy Stinson

Dylan era un attento osservatore.
La sua mamma invece no.
Quel venerdì di febbraio
era una giornata come tutte le altre,
fino a che…
Musica!
“Mamma aspetta!”

Il piccolo Dylan entra in metropolitana, e all’improvviso… che musica!
Note meravigliose turbinano e avvolgono i passanti distratti e in ritardo mentre un violinista di strada riempie la stazione con questa musica emozionante. Niente, la gente corre è di fretta e non ci bada.
Nel via vai della metropolitana ci sono tante persone, tutte rappresentate dello stesso colore, tutte grigie, solo un suono è colorato: la musica che arriva da un violinista.

Dylan, con la curiosità e la passione viscerale che distingue i bambini, vorrebbe tanto fermarsi ad ascoltare, ma la mamma lo trascina via, anche per lei non c’è tempo da perdere.
Questa musica li vuole solleticare è vivace e Dylan riesce quasi a “vederla”.
Dylan riesce a vederla, sua mamma no.

E’ un uomo che suono al violino.
Dylan vorrebbe fermarsi, ma sua mamma lo porta via. Però per tutto il giorno Dylan sente la musica dentro di sé, sente i suoi colori e la sua forza.

Quella stessa sera, a casa, la radio dà un annuncio curioso:

“Oggi oltre un migliaio di persone
hanno avuto l’opportunità di ascoltare
uno dei migliori musicisti al mondo
in una stazione della metropolitana…”.

L’uomo con il violino di Kathy Stinson edito da Terre di Mezzo è ispirato ad una storia vera, il 12 gennaio 2007 uno dei migliori violinisti al mondo, Joshua Bell, ha suonato per quarantatré minuti alla stazione della metropolitana Enfant Plaza Station di Washington. Ha portato il suo inestimabile violino Stradivari e ha suonato dei pezzi incredibili.
Un piccolo e semplice esperimento per vedere cosa sarebbe successo se uno dei più grandi violinisti del mondo si fosse esibito come qualsiasi artista di strada.
Pochissimi i passanti che si fermarono e la maggior parte per meno di un minuto, nessuno ha applaudito alla fine dei pezzi. Solo i bambini si volevano fermare ad ascoltarlo ma puntualmente venivano trascinati via dai genitori.
Il piccolo Dylan è solo uno dei tanti bambini che quel giorno del 2007 volevano ascoltare la musica di Joshua Bell, e ci insegna che i bambini (privi di filtri e strati sul cuore) sono ancora in grado di riconoscere la bellezza…
I bambini, attenti osservatori e curiosi di scoprire il mondo così come appare, consegnano a noi adulti verità a volte celate.

“Non vi era alcun modello etnico o demografico per distinguere le persone che erano rimaste a guardare Bell, o quelle che davano soldi, da quella stragrande maggioranza che si affrettava a passare il passato, senza emigrare. Bianchi, neri e asiatici, giovani e vecchi, uomini e donne, erano rappresentati in tutti e tre i gruppi. Ma il comportamento di un solo gruppo demografico rimase assolutamente coerente. Ogni volta che un bambino passava, cercava di fermarsi a guardare. E ogni volta, un genitore allontanava il bambino “.
(Gene Weingarten, domenica 8 aprile 2007, The Washington Post)

La storia di Stinson è intrecciata dall’esperienza immaginaria di un bambino, come Dilan che è commosso da questa musica, nonostante il tentativo di sua madre di affrettalo. Ecco un nuovo promemoria per ogni età di guardare e ascoltare! L’arte ci circonda, a volte nei luoghi più inaspettati.
Le illustrazioni meravigliosamente dettagliate di Petričić catturano il senso di meraviglia che la musica può suscitare.
L’uomo con il violino è una brillante rappresentazione della sensibilità dei bambini e della triste perdita di quella meraviglia da parte della maggior parte degli adulti.

Le illustrazioni di Dušan Petričić fanno turbinare e piombare la musica in pastelli acquerelli di blu, viola, rosa, verde e pesca tra la tristezza in bianco e nero del viaggio quotidiano della maggior parte degli adulti. Il ricordo di quella musica continua ad accompagnare Dylan mentre la sua giornata avanza, elevandolo e illuminando la sua giornata, anche mentre il tintinnio e il clangore tintinnanti di macchine, piatti, voci continuano a risuonare, a prescindere da dove si trovi. Solo quando ascolta la stessa musica alla radio Dylan può attirare l’attenzione di sua madre e accompagnarla nella sua magica cavalcata musicale.

Una cosa divertente da fare con i bambini dopo aver letto L’Uomo con il violino di Kathy Stinson e Dusan Petricic è di ascoltare con loro il brano e vedere come l’illustratore ha interpretato le scale graffianti e le parti melodrammatiche e scorrevoli della canzone 😉

Un banale e semplice esperimento? Un bel libro illustrato?
Questa storia è molto di più, è messaggio convincente della capacità della musica di arricchire la nostra vita e la saggezza dei bambini che viene trascurata troppo spesso e troppo facilmente.

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Colpo di Fulmine – Grégoire Solotareff

Erano le sei, l’ora di andare a dormire.
Un lampo in lontananza illuminò il cielo.
Era una mattina tempestosa.
Toc! Toc! Toc!
Bussarono alla porta.
Matilde sobbalzò…

Matilde è un piccolo riccio, e come ogni mattina presto entra in casa e si organizza per andare a dormire: doccia, pettinata agli aculei, tè, borsa dell’acqua calda e via a letto. E’ già addormentata, quando qualcuno bussa alla sua porta. Ora molto insolita per ricevere una visita. A quest’ora tutto il bosco dovrebbe essere a dormire.
Mentre apre la porta, tuona.


È il riccio Felix, che sorpreso dalla tempesta, cerca un riparo ed è tutto stranamente circondato da farfalle, o meglio gli si sono impigliate insieme ai fiori rotoalndo giù per la collina, inseguito dal temporale.


Matilde si sente stordita, arrossisce, farfuglia e sente che i fulmini e le farfalle intorno a lei, sono anche dentro la sua pancia… contagiando con questa sensazione anche il nuovo amico.

Ehi farfalle! Lasciateci in pace! – disse Felix
E arrossì anche lui, ma fortunatamente, grazie alle farfalle,
nessuno dei due riuscì a vedere il viso dell’altro.

La notte successiva Matilde racconta l’accaduto allo scoiattolo Scarlett e quando è ora di tornare a casa, rotola giù per la collina, riempendosi di… cacche di coniglio. Puzzolente e circondata da mosche e moscerini, incontra di nuovo Felix, e piena di vergogna corre a nascondersi, pulirsi e pettinarsi e lui lì fuori ad aspettarla, sopreso e dispiaciuto da questa sua fuga.

“Mah…! Ehi…
Dove sono finite le cacche di coniglio?
Ti stavano così bene!” disse Felix

Un dolce umorismo, un pizzico di suspense e una corrispondenza tra mondo esterno e sentimenti, sono gli ingredienti principali di Colpo di fulmine, scritto e illustrato da Grégoire Solotareff, ed edito da Edizioni Clichy
Questa è senza dubbio una tenera e simpatica avventura che segna l’inizio di una storia d’amore tra due animali spesso contrapposti alle coccole.


Un albo illustrato di grande tenerezza ma anche di grande spunto per spiegare ai bambini il sentimento dell’amore con farfalle nello stomaco annesse ❤ Da ciò che proviamo, ma anche da ciò che l’amore ti fa fare per negligenza o civetteria … Ma soprattutto per l’aspetto portato dalla persona amata e dalla complicità! Tutto con l’umorismo malizioso del grande Solotareff!

Le illustrazioni sono caratterizzate da tratti essenziali. I colori più usati sono quelli primari, affiancati dal bianco e dal nero. Questo minimalismo ben costruito contribuisce a rafforzare le sensazioni che l’autore vuole suscitare nel piccolo lettore anche se paradossalmente le illustrazioni dei due ricci non sanno essere comunicative a livello visuale come tutte le altre illustrazioni dell’autore, ma fortunatamente lo sono invece molto a livello testuale. Compresa l’ironia sul finale e il finale stesso che è un altro esempio da manuale su come chiudere in bellezza una storia.
Sarà l’inizio di una lunga storia d’amore? Io credo proprio di sì 😉

Con l’amore come tema, questa storia racconta l’incontro tra due ricci molto diversi. Tuttavia, la differenza è talvolta un vantaggio quando si tratta di amore e questa storia la racconta meravigliosamente.

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Rosa a pois – Amélie Callot

Il caffè di Adèle è un rifugio per tutti.
Una piccola lanterna sempre accesa.
E’ un punto di incontro.
Qui si piange, si ride, si urla, ci si diverte, ci si odia e ci si ama.
Il caffè di Adèle è il cuore del paese.
Il problema è che Adèle non sopporta la pioggia…

Adèle, è la ragazza adorabile, allegra e vivace, che gestisce con amore il Grembiule a pois, un caffè immerso nella natura che profuma “di grandi distese di prato modellate dalla brezza marina” e di scogliere a picco sull’oceano.


E’ un mondo vivace quello che abita il caffè di Adèle, che si trasforma ora in caffetteria, ora in cinema, ora in mercato di frutta e verdura. E’ un luogo di chiacchiere e di ritrovi, e di festa.


Ed è un piccolo mondo con una storia d’amore, un amore segreto, quello di Lucas.
Lucas “un ragazzo gentile e forte come una roccia” che le porta i deliziosi e profumati fiori (margherite, rose e tulipani) con cui lei decora i tavolini, sia la frutta e le verdure con cui il caffè un giorno alla settimana si trasforma in una sorta di mercato per la gente del luogo.
Il locale è il cuore, l’anima, un punto di riferimento per tutti.
Adèle adora il suo lavoro, ma ama anche andare in spiaggia, nelle giornate di sole. Ma quando piove sembra metereopatica e non riesce più ad apprezzare nulla.

E poi ecco che iniziano a comparire oggetti,…è un delicato e dolce corteggiamento che dissemina piccoli misteri nel caffè e articola la seconda parte del libro.

Compaiono oggetti come per magia accanto all’attaccapanni all’ingresso: prima un paio di stivali rosa con sulla suola inciso un sole, poi un impermeabile rosa, ma mentre Adèle si prodiga a cercare i proprietari di questi oggetti rosa apparentemente dimenticati, ecco infine apparire un ombrello rosa a pois, proprio in un giorno di pioggia.

In fondo non è così male.
L’odore dell’erba bagnata e buono e
le piace il ticchettio della pioggia che cade sull’ombrello.
L’aria è fresca, le gocce scivolano sulle foglie
le chiocciole sono uscite dal guscio.
Adèle continua la sua passeggiata con i piedi nel fango,
il naso nei fiori e il sorriso sulle labbra.

Voler bene alle persone non sempre vuol dire compiere gesti sensazionali, che fanno pensare più alle favole che alla realtà. Voler bene alle persone è star loro accanto per come si è, far sentire la propria presenza anche in modo discreto. Stare in ascolto, per capirle in profondità e aiutarle a superare i disagi della vita, piccoli o grandi che siano. Questo è il bellissimo messaggio di Rosa a pois di Amélie Callot e Geneviève Godbout, pubblicato da LupoGuido.

Il mistero degli oggetti che la giovane inizia a ritrovare accanto all’attaccapanni ogni mercoledì, dopo il mercato, dà una bella svolta alla trama: per il bambino inizia a farsi sentire la spinta a voler proseguire per scoprire di più, mentre per l’adulto (che non può non mangiare la foglia…) è piacevole trovare conferma dei propri sospetti una pagina dopo l’altra.

Detto questo, il ritmo della narrazione è tranquillo e costante, senza particolari accelerazioni, il che contribuisce a rendere questa lettura così piacevole.
Le illustrazioni di Rosa a Pois sono pulite e semplici, tinte pastello, toni sfumati e tanti piccoli dettagli contribuiscono a rendere le immagini estremamente godibili, come il testo: sono disegni apparentemente realizzati con le matite colorate, che si prestano benissimo per i paesaggi e gli scenari pensati dall’autrice. Sfogliandolo pagina dopo pagina se respira e si sente la poesia.
E’ una piacevole storia da raccontare ai bambini, soprattutto in un giorno di pioggia, soprattutto se dopo si va a saltare nelle pozzanghere del parco.

Ma è anche una bella storia da regalare a una persona speciale.
Perché quell’ombrello rosa a pois è il sorriso che una persona speciale può provocare davanti ai nostri grigi.

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Buon natale cane Puzzone – Gutman e Boutavant

E’ Natale, e ritorna Cane Puzzone in una nuova avventura accompagnata dal suo fedele amico Spiaccigatto.
Questa vigilia di Natale, troviamo i nostri due amici nella loro pattumiera scaldarsi con una borsa dell’acqua calda che perde acqua e il cane spelacchiato invece è ben vestito di calzini spaiati e bucati. Malgrado il freddo i due discutono dei doni che il Cane Natale porterà loro.

“Speriamo ci porti tante belle cose, Spiaccigatto!”
“Sì, come l’anno scorso,
un monopattino senza ruote e un osso senza carne!”

Ma il freddo e la fame si fanno sentire … e soprattutto la voglia di trascorrere una vigilia di natale i una casa vera diventa la lor grande ambizione…e la trovano pure! Il cartello indica:
“Famiglia Natale! da noi è Natale tutti i giorni!”


ma ahimè a dispetto del nome e delle apparenze qui ci sono dei bimbi davvero perfidi e usano Spiaccigatto e Cane puzzone non per regalarsi un animale ma per farsi i dispetti donando l’un l’altro la cosa più brutta e indesiderabile che sono riusciti a trovare. La perfida bambina regala al fratello la coppia di animali e il perfido gratello le regala una bambola senza braccia trovata per terra accanto ad una bambina addormentata per strada. Insomma, questi due bimbi sono molto lontani dall’essere la famiglia Natale!

Per fortuna Cane Puzzone e Spiaccigatto scappano in tempo e trovano davvero un’anima buona che li accoglie e, indovinate un po’…, è la stessa bambina che chiedeva l’elemosina e che si era addormentata sul marciapiede a cui il bambino aveva rubato la bambola per fare un regalo -dispetto alla sorella… ma per la povera bambina aver perso la sua bambola senza braccia è come aver perso la cosa più preziosa…


Ecco che nonostante il susseguirsi di disgrazie che inevitabilmente li sopraffanno, i nostri due antieroi con un cuore d’oro troveranno il tempo di aiutare la bambina, Cuordilana.

Buon natale cane Puzzone di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo ci racconta ancora una volta, una storia attuale: c’è molta tristezza, miseria sociale, ma pagina dopo pagina il tutto è avvolto perfettamente da un buon livello di umorismo e perfettamente in linea con il buon spirito natalizio, infatti termina con un risultato di speranza e quell’incrollabile amicizia di un cagnolino puzzone e del felino molto intelligente.


Umorismo, fantasia e tenerezza sono ancora ben presenti in questa nuova opera, la quarta ( Scopri QUI le 3 precendenti) in compagnia dei nostri due simpatici amici a quattro zampe.
È divertente, toccante e perfetto per le festività natalizie.

Tutto è bene quel che finisce nel bidone
“Arrivederci Cuordilana, non prendere freddo” le raccomda cane puzzone.
“Grazie amici. Mi avete fatto passare un bellissimo Natale!”

Questo libro, attraverso due personaggi atipici, permette di avvicinarsi alle differenze , perché sinceramente chi vorrebbe un cane e un gatto che odorano le sardine per passare il Natale!?
Una storia di Natale molto lontana dalla ricchezza solitamente associata al Natale e che apre la strada alla discussione! Qui è la povertà che regna e che lascia il posto a molte emozioni!!!
Leggiamo anche la miseria sotto forma di animali poveri e abbandonati ma anche di una bambina che non ha nulla da mangiare e che implora, è molto commovente !!!

E’ un libro che apprezzo molto ma dopo o durante la lettura, è necessario lasciare il tempo da dedicare alle molte domande che i bambini inevitabilmente porranno perché gli argomenti si muovono e raramente vengono discussi!

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Amici – Satomi Ichikawa

Amici per i giorni di festa
amici per quelli di tempesta,
amici da gennaio a dicembre.
Amici. Amici per sempre.

Gli A M I C I,  l’A M I C I Z I A, sono come un sottile filo invisibile che ci lega alle persone, ci amalgama in modo più o meno perfetto in un mix speciale di impalpabile complicità, affetto, tenerezza, ascolto, condivisione, sostegno, divertimento e tante tante scoperte!

Amici di Satomi Ichikawa è stato pubblicato la prima volta con il titolo Friends nel 1976, ed è stato il primo lavoro dell’artista giapponese Satomi Ichikawa – trasferita giovanissima a Parigi dove vive da oltre trent’anni – affermata autrice di oltre una cinquantina di libri per bambini. Amici, per la gioia di piccoli e grandi lettori, è arrivato anche in Italia in una versione totalmente rinnovata, grazie a Orecchio Acerbo, pur mantenendo tutta la freschezza e la leggerezza che accompagna sempre gli Amici.

“Amici per superare gli ostacoli,
che quando siamo a terra fanno miracoli.”

Ogni pagina mostra i tanti diversi aspetti dell’amicizia, con illustrazioni giocose ma distinte nello stile. Amici è un albo illustrato perfetto per regalo che non ha ne età ne tempo… proprio come l’Amicizia.
Leggere, osservare, perdersi nei ricordi sfogliando questo libro è come celebrare tutte quelle amicizie che completano il nostro mondo!
Qui ci sono gli amici, quelli autentici che, s’intende, fanno davvero tanta strada insieme…
Amici, con cui superare insieme tutti quegli ostacoli della vita per poi rialzarsi quando si è a terra.
Amici per ieri, per oggi e per domani, cioè per SEMPRE.
Questo è un albo illustrato per tutti, che allarga e scalda il cuore e dolcemente commuove;
penso sia proprio uno di quei libri REGALO perfetti, perchè pagina dopo pagina è come un lungo biglietto di 32 pagine da regalare agli amici più unici e cari…Grandi e piccoli…ovviamente 😉

“Amici per il presente e per il futuro,
anche se qualche volta ci separa un muro.”

Ma attenzione, qui si racconta l’amicizia quella vera, non quella di apparenza dei social, ma quella vera con la A maiuscola. Quell’Amicizia che si costruisce nella vita di ogni giorno e si sperimenta dal vivo, tra momenti belli e brutti.
Questo è l’essere amici.
È un sentimento universale che non ha e non avrà tempo, né scadenza.

Chi è un amico per i bambini di 4-6anni?

Ecco alcune risposte semplici e sincere, profonde e assolutamente vere in modo disarmante:

L’Amico è una persona che ti vuole bene; [Irene, 4 anni]
L’amico è una persona con cui giocare; [Giovanni, 5 anni]
L’amico è una persona che sposeresti; [Allegra, 5 anni]
L’amico è una persona a cui piacciono
le stesse cose che piacciono a te.
[Nicolò, 6 anni]
E’ presto confermato, per i bambini l’amico non è solo un porto sicuro dove rifugiarsi e trovare protezione e rassicurazione, ma soprattutto un compagno di giochi, una persona simile a lui, a chi piacciono le stesse cose e ci sente in sintonia.

Gli altri sono un regalo che l’esistenza ci fa. Un bene aggiunto. La nostra occasione di essere persone migliori.
Insegnamo questo valore a bambini. Condividere, andare con, procedere insieme. Perché insieme è più bello. Molto più bello.

I bambini ritratti dalla Ichikawa sono tutti diversi, alti, bassi, con le trecce, più grandi o più piccoli, ma è la loro diversità a renderli interessanti e a creare un gruppo coeso. Sono bambini che ricordano quelli che si vedevano per strada tanto tempo fa e fanno aleggiare un sorta di nostalgia del passato.

“Amici per le fatiche più dure
e per tutte le sventure.”

Per quanto il condividere così tanti momenti quotidiani non risulti così attuale e per quanto gli abiti possano non rispecchiare i tempi moderni, la narrazione no sa di irreale, anzi! Il breve testo in rima è come una filastrocca e amplifica le dimensione di gioco e di levità, bilanciando la profondità dei messaggi raccontati. Ma lo sappiamo bene che alla fine le cose semplici sono, poi, le più vere.

“Amici per essere migliori,
quando i grandi sono fuori.
Ma più di tutto per non sentirci abbandonati
e affrontare la notte da alleati.”

Amici, è una storia per ricordarci che essere amici può essere per sempre, in ogni luogo e in ogni tempo.
…siamo Amici. Amici ieri, oggi e domani

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Peter nella neve – Ezra Jack Keats

Un mattino d’inverno
Peter si svegliò e guardò fuori dalla finestra.
Durante la notte aveva nevicato,
la neve copriva ogni cosa,
fin dove Peter riusciva a guardare.
Dopo aver fatto colazione, si mise la sua tutina e corse fuori.
La neve era stata raccolta in grandi mucchi ai lati delle strade,
per fare in modo che si potesse passare.

Crick crock crick crock…
i piedi di Peter sprofondavano nella neve.”

Peter è un bimbo, che come tutti i bambini ..e pure noi grandi 😀 , adora la neve e quella mattina, forse a svegliarlo è stato proprio il candore abbagliante della neve. Ne rimane fin da subito incantato e quasi incredulo, lì davanti alla finestra ammira la sua città completamente innevata.
Il passo successivo quale può essere se non ovviamente catapultarsi fuori!
Una colazione veloce, via fuori indossando un giubbottino con cappuccetto rosso in perfetto stile fiabesco.

Eccolo Peter fare i suoi passi sulla neve fresca e guidare i lettori in questa avventura giocosa.
Il piccolo Peter fa proprio quello che tutti i bambini fanno con la neve fresca: ci gioca!


Lascia le impronte con i piedini girati così e in cosà, facendo singoli passi oppure lunghe linee trascinando i piedi sulla neve morbida, ci disegna sopra con un bastoncino, la fa crollare dai rami bassi di un albero, ci costruisce un immancabile pupazzo di neve con il sorriso, prova più volte a creare la sua impronta di un angelo, e poi ne raccoglie un pugnetto, la stringe forte e se la mette in tasca. Per dopo, a casa ❤
Sì perchè Peter è quasi dispiaciuto di tornare a casa e di dover salutare la neve, ecco perchè raccoglie «una bella manciata di neve, poi un’altra e un’altra ancora, le pressò per bene e mise la palla di neve in tasca».

L’abbraccio caldo della mamma e della casa riscaldata avvolgono Peter che però teme che la magia incantata del bianco manto niveo scompaia.

«Ma quando si svegliò, il sogno svanì:
la neve era ancora dappertutto.
Anzi, ne stava cadendo di nuova!».

Suoni ovattati, impronte, palle di neve, piedi strascicati, nevicate procurate dagli alberi grondanti neve… pagina dopo pagina entriamo nell’animo inebriato di Peter che gioca, corre e sperimenta libero nella neve.

Peter nella neve di Ezra Jack Keats, edito da Terre di mezzo è un albo illustrato che finalmente, a quasi di sessant’anni dalla sua prima edizione in USA, ora è arrivato anche qui in Italia, Peter, questo bambino nero nella sua riconoscibile tutina rossa che gioca spensierato sulla neve bianca.

L’autrice Ezra Jack Keats nasce nel 1916 a New York da genitori ebrei emigrati dalla Polonia. Si appassiona fin da bambino all’arte e incomincia la sua carriera di illustratore agli inizi degli anni ’40, lavorando soprattutto per committenze di tipo commerciale. Nel 1962 gli viene chiesto di scrivere e illustrare un libro tutto suo e, grazie a questo invito, nasce il personaggio di Peter.
Peter con la sua storia è stato il primo albo di successo negli Stati Uniti ad avere un bimbo nero come protagonista, rompendo la “barriera del colore”. Ezra Jack Keats credeva infatti che tutti i bambini dovessero avere la possibilità di riconoscersi nei libri che leggono e che amano.
Nel 2012 la rivista dei bibliotecari americani l’ha inserito al quinto posto tra i 100 migliori albi di tutti i tempi. Un piccolo classico tradotto in 13 lingue, vincitore della Caldecott Medal 1963, fino a poco tempo fa inedito in Italia.

Un albo illustrato delizioso, che piace molto ai bambini, una bella storia per celebrare la neve e la sua magia, l’eccitazione felice del gioco e lo sguardo incantato dei bambini che quando escono tra la neve sembrano avventurarsi proprio in un altro mondo, indipendentemente dal colore della loro pelle ❤
Proprio come il testo della storia, che non parla del suo essere “nero”, ma semplicemente della felicità di questo bambino!

Da un articolo tratto dal The Minneapolis Star del 1962 si legge: “Un’insegnante delle elementari raccontò che prima di leggere ‘Peter nella neve’ alla classe, composta prevalentemente da bambini neri, sia i bambini neri che i bambini bianchi usavano il rosa per disegnare sé stessi. Dopo aver letto la storia, i bambini neri iniziarono ad utilizzare il marrone. Keats commentò: ‘Vedersi nei libri dà un senso di appartenenza’”.

Ma la rivoluzione di questo albo non si ferma qui. Keats decide di rompere la tradizione anche dal punto di vista grafico e stilistico. Peter nella neve è pura sperimentazione di materiali, forme, e colori: le illustrazioni dipinte a mano si uniscono al collage (realizzato con carte provenienti da tutto il mondo) Peter, è un bambino senza tempo che gioca, sperimenta, si diverte un sacco, osserva…semplicemente la neve 🙂

Se cercate qualche titolo da mettere sotto l’albero e da leggere ai più piccoli, ecco questo merita davvero un posto speciale!

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Il pupazzo di neve – Raymond Briggs

E’ la vigilia di Natale.
E c’è un bambino che dalla finestra della sua cameretta vede scendere la neve.
Come ogni bambino che si rispetti è felice. Il suo viso si illumina e corre a vestirsi.
Chiede alla mamma il permesso di uscire per poter fare quello che fanno di solito i bambini in queste circostanze: Costruire un pupazzo di neve! Prima di dare inizio all’opera recupera alcuni materiali utili.
Un vecchio cappello, una sciarpa, qualcosa che possa andare bene per gli occhi e il naso.
E poi esce, con un sorriso e la mente piena di fantasia.

Prima crea il corpo, enorme. Poi mette una grossa palla di neve sul busto per modellare la testa. Costruisce le braccia, le gambe e…ci aggiunge il cappello… e una sciarpa!
Con dei piccoli pezzi di carbone crea gli occhi e, con un mandarino, il naso. Alla fine tratteggia la bocca.
In poco tempo il bambino crea uno Pupazzo di Neve dalla faccia simpatica.


Ma si sta facendo tardi. La mamma lo chiama. Fa freddo e bisogna andare a letto presto.
Perchè, si sa, Babbo Natale è in arrivo. E così il bambino se ne va a dormire.
Quando ad un certo punto della notte viene svegliato da una luce, che sembra magica.
Si affaccia…e la sua sorpresa moltiplica quando vede il pupazzo di neve che si muove e lo saluta!
E’ l’inizio di una magica avventura natalizia!

Entrano in casa, in soggiorno, in cucina, in camera da letto. Tutto è nuovo per il pupazzo: il televisore, il frigo, gli abiti, i giocattoli… Comincia a divertirsi come un matto.
Alla fine il pupazzo di neve prende per mano il bambino e lo conduce di nuovo in giardino.
E ora?! Via a correre a perdifiato in mezzo alla neve, finché, d’incanto, spiccano il volo, su, su, sempre più in alto.


Volano abbracciati su città e villaggi, valli e montagne fino al mare sconfinato, aspettando insieme il sorgere del sole…
Si è ormai fatto tardi ed è giunta l’ora di ripartire. Il bimbo e il pupazzo di neve ancora una volta si librano in cielo, in alto, in alto, sorvolando valli e montagne, villaggi e città… Insieme, atterrarono nel punto esatto da cui erano partiti. Il giardino è avvolto dal silenzio, è ora di andare a dormire.
Una notte trascorsa con grande intensità, in cui ogni piccolo gesto acquista valore, a sottolineare forse la preziosità di quell’amicizia effimera trascorsa a divertirsi e a conoscersi.


Il libro si apre e …si chiude con un risveglio, molto ricco ed emozionante.
Qualcuno potrebbe forse provare amarezza nel finale. E’ un finale che si chiude con un risveglio e con la fine di un sogno (vero o reale che fosse) resa tangibile da ciò che, potete immaginare, rimane di un pupazzo di neve dopo una notte probabilmente non particolarmente fredda.
Penso invece che questo finale renda ancor più valore e magia alla notte di amicizia e avventure trascorsa dal bambino nella frenesia di gustarsi avidamente un momento magico, presente.

Il Pupazzo di neve di Raymond Briggs edito da Rizzoli è una storia estremamente poetica, commovente e piena d’affetto, ma anche molto movimentata e puntellata di accadimenti. E’ una storia in cui umanità ed empatia raccontano illustrazione dopo illustrazione dettagli e danno forma a ogni gesto.

Raymond Briggs è un illustratore britannico nato nel 1934 è particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” pubblicato nel 1978 e conosciuto in Italia come Il pupazzo di neve. Il libro ebbe subito successo e nel 1982 divenne un cartone animato di 26 minuti. Ebbe così successo che è divenuto un appuntamente natalizio d’obbligo del Natale!
Il libro è senza parole, rientra quindi tra quelli che oggi vengono chiamati silent books e la forza sta proprio qui, in queste illustrazioni a matita, morbide, delicate…bastano da sole a creare l’atmosfera di questa piccola storia magica, in cui un pupazzo di neve prende vita per una notte, facendo vivere al piccolo protagonista una meravigliosa avventura.

Un racconto poetico, un’avventura magica, un finale malinconico, l’innocenza dell’infanzia…
Un’amicizia speciale fra un bambino e il suo pupazzo di neve
Guardarlo, sfogliarlo, seguire le loro avventure è una gioia per gli occhi e un balsamo per il cuore.

Perchè insegna a credere nei propri sogni.

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Il Giardiniere dei Sogni – Claudio Gobbetti

“Con le pagine leggermente consumate dal viaggio,
i libri giunsero infine in città, stremati.
Era ormai tempo di fermarsi.”

Un’amabile vecchietto con un buffo cappello, la barba bianca e gli occhiali vive in una casetta e ha una vecchia macchina da scrivere sulla quale scrive assiduamente fino a consumare i tasti.
Quando finisce di scrivere, l’omino prende la pagina e si avventura verso la terra che nessuno conosce…alla ricerca del posto perfetto.

Il posto perfetto per poter “seminare” la sua storia,

Il posto perfetto per prendersene cura.

Il posto perfetto per vederla crescere.

Da quella semplice pagina prende vita un albero bellissimo dalla chioma foltissima.

“ le sue foglie erano pagine, scritte fitte fitte.
Pagine che lasciavano rotolare fuori senza badarci tanto,
i protagonisti delle loro storie.
Si accartocciavano e si piegavano in continuazione,
per dare via a creature troppo belle per essere vere…”

I fogli sono maturi e l’omino li taglia, li porta a casa e per fare “andare d’accordo” le pagine tra di loro li rilega in tanti libri.

“ Dopo diversi chilometri di filo l’omino
decise che era giunto il momento di liberare i suoi libri..

Aprì la finestra e dopo qualche istante i volumi
spiccarano il volo uno dopo l’altro,
inseguendo la loro necessità di sentirsi altrove,
come uccelli in ritardo per migrare..”

I libri nel racconto di Gobbetti non si comprano. I libri non sono merce di scambio. I libri volano, in un intreccio di storie, battendo le loro pagine come ali. Stremati dal viaggio, a un certo punto, decidono quando (e dove) è tempo di fermarsi. Sarà il caso a unire noi, lettori e lettrici, a uno di loro. Dovremo solo incuriosirci, toccarlo, sfogliarne le pagine, premerle contro il nostro viso per sentirne l’odore e farci catturare.

“Nessuno potrà mai sapere cosa contenesse quel libro,
ma il bambino lo premeva contro il viso da ore,
per non perdere nemmeno una lettera.”

I libri, o meglio i buoni libri, alimentano l’immaginazione, permettono ai bambini di ampliare la propria esperienza e conoscenza del mondo, e consentono di sperimentare soluzioni ai problemi, senza provarle direttamente nella realtà. Leggere non è quindi solo un passatempo ma un’attività fondamentale per la crescita.
Il giardiniere dei sogni è un albo illustrato, scritto da Claudio Gobbetti, illustrato da Diyana Nikolova edito da Sassi Junior. Leggere questa storia insieme ai bambini, perdendosi nelle immagini, è un ottimo modo per spiegare l’importanza di un’attività tanto bella quanto faticosa.

Il Giardiniere dei Sogni non è solo un albo illustrato, è un inno alla bellezza dei libri e al potere della lettura che, come un seme, ha bisogno di essere seminata, accudita e coltivata con amore e con dedizione per poter dare i suoi frutti e creare lettori. Un testo fatto di parole delicate e musicali, che ben si prestano ad una lettura ad alta voce, e di immagini poetiche dai colori leggeri e pastellati per una storia che ha il sapore di una fiaba, “la storia di tutte le storie”, che ci viene trasmessa già a partire dalla copertina, dove si intravede un uomo in grembiule letteralmente immerso nelle foglie-pagine, e dal titolo, che paragona i libri ai sogni.

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Aspettando il Natale – Olivier Dupin

Raccontare le fiabe di Natale ai propri bambini durante le festività natalizie è il miglior modo per avvicinare i bambini al magico mondo delle feste. Addobbare l’albero di Natale, realizzare il presepe, incartare i regali sono tutte attività che accompagnate da una buona tazza di cioccolato caldo e una bella fiaba renderanno i giorni in famiglia dei momenti indimenticabili.


Aspettando il Natale – storie in 5 minuti di Olivier Dupin edito da Jaca Book è una raccolta di 10 brevissime storie, scritte con un linguaggio chiaro ed uno stile semplice adatto ai bambini e cosa ancor più carina, hanno per protagonisti cuccioli di animali parlanti, nonni, folletti e chi più ne ha più ne metta.

Partendo dal ladro di nocciole, infatti la prima storia racconta di un piccolo scoiattolo ghiotto di noccioline ricoperte di cioccolato e messe nel calendario natalizio;


Il nonno è matto, invece ha per protagonista un bambino figlio di un pirata buono che, prima della nanna, gli racconta delle favole della buonanotte relative alle gesta del nonno pirata che un giorno incontrò Babbo Natale;
Buon Natale, caro lupo! beh qui troviamo al centro della storia una Cappuccetto Rosso diversa, aiutante di Babbo Natale che consegna i regali agli animali della foresta, compresa la casa del povero lupo 😉 ;


Il folletto pieno di idee, che ci racconta di Leone, un piccolo folletto che grazie ad un pizzico di inventiva e ad un po’ di distrazione inventa il puzzle!
Una trappola per Babbo Natale, qui ci son due bambini, fratelli, che si ingegnano per catturare quel famoso uomo di rosso vestito, ma finiscono soltanto per catturare un papà assonnato 😀


A me il regalo, qui invece incontriamo una piccola gallinella che trova un regalo, ma viene inseguita da una volpe che a sua volta viene inseguita da un lupo. Entrambi non sono interessati al piccolo volatile, ma al regalo che ha trovato…. 😀
…ma ora non vi anticipo altro, vi lascio la magia di sfogliare e leggere queste storie al calduccio in casa a scuola o in biblioteca 😉

C’è un periodo dell’anno in cui grandi e piccini si lasciano trasportare dalla fantasia, e anche Babbo Natale può esistere, se solo lo vogliamo. È la magia del Natale con le sue storie, i suoi racconti, i colori e le immagini.
E se il Natale è la festa soprattutto dei più piccoli, ecco i 5 storie per un momento di sogno e condivisione insieme a tutti questi simpatici protagonisti…Perché leggere una storia, anche in cinque minuti, è sempre un piacere!

10 storie che raccontano e divertono
10 storie perfette per quelle sere che noi adulti siamo stanchi ma i bambini vorrebbero tanto “Un’altra storia!” 😉

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Lo strano caso del GRANDE CONIGLIO – Ramona Badescu

«Il grande Coniglio ha un problema.
Un problema grande come lui.
Un problema ingombrante che lo segue dappertutto
e gli impedisce di pensare ad altro».

Grande coniglio ha un grosso problema. Un grosso problema di cui non riesce a liberarsi. Che gli sta dando fastidio, prova ad ascoltare musica ma niente da fare, prova a guardare la tv ma ancora niente… Sa di poter contare sul suo amico lo scoiattolo e su sua mamma che con amore lo ascolta e consola, ma oggi purtroppo tutti sono impegnati e Grande Coniglio dovrà affrontare il suo problema come un grande.

«Niente, gli sembra che non ci sia niente da fare.
C’è sempre solo quel grosso problema che,
a quanto pare, è piuttosto a suo agio.
Il Grande Coniglio vorrebbe trovare
il modo di mandarlo via,
di farlo uscire di casa, di sbarazzarsene».

Scopriamo questo eroe, un coniglio arancione come nessun altro. Un coniglio divertente e accattivante, sopraffatto dal suo problema che prende la forma di una grande bestia grigia che lo segue dappertutto. Un aiutante ingombrante che sparirà come era venuto, una volta che il nostro grande coniglio è in buona compagnia.

E poi DRIING! La sua mamma e tutti gli amici sono proprio davanti a lui! Perché?!?
Il Grande Coniglio si era dimenticato di qualcosa di molto importante: del suo compleanno. E non a caso gli amici e la mamma sono lì a ricordargli: siamo felici che tu esista!

E il «grosso problema»?
«Il Grande Coniglio si rende conto di essersi completamente dimenticato del suo problema. Non ce n’è più nemmeno l’ombra, non ha lasciato nessuna traccia, tutto tace. Sparito! Passato, dimenticato, il problema se n’è andato! OPLÀ!»

Lo strano caso del GRANDE CONIGLIO di Ramona Badescu edito da Kite edizioni ci mostra l’universo colorato di Grande Coniglio che si divide su uno sfondo bianco. E da questi disegni umoristici ci ricorda che i problemi, per quanto impressionanti possano sembrare, scompaiono più velocemente dei fulmini quando ci circondano le persone giuste.

Una storia molto carina e utile che fa riflettere grandi e piccini e insieme è anche un’occasione per ricordare che “Non c’è problema, ci sono solo soluzioni…
E’ proprio questo il messaggio che arriva come una bella emozione leggendo le parole di Ramona Bădescu che insegnano che non ci sono Grandi Problemi se intorno a noi esistono fantastici amici sempre pronti a starci vicino, a prepararci sorprese e a darci una mano!

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Il Grande Viaggio della piccola Angelica

Per tutti i bambini…
con l’augurio di essere sempre liberi…
liberi come rondinelle circondate dall’amore.

La piccola Angelica è nella sua cameretta.
Da fuori si avverte chiaramente la voce, un po’ petulante, della mamma che chiede ad Angelica tutta una serie di cose noiose.


Angelica si perde, non arriva, vaga con la mente e la mamma là fuori sta perdendo la pazienza.
Angelica è stata interrotta durante il gioco, in camera sua, di conseguenza non ne vuole sapere di uscire di casa e così le parole della mamma dapprima ridondanti e rappresentate a caratteri sempre più grandi ad un certo punto spariscono.

“Angelica sei pronta? Vieni. Mi hai sentito patatina?
Angelica vieni. Si parte… Sto aspettando…
Attenzione, conto fino a 3: 1,2,3…
Angelica guarda che ti lasciamo a casa!…”

Sono parole presenti in alcune pagine che suonano come quel vociare cui tanto siamo abituati che però si fa via via più ovattato e lontano.
In pochissimo spazio vediamo in azione la capacità di Angelica di estromettere quelle parole che si fanno più rare per lasciare posto ad una foresta fantastica.
Chiude le orecchie e lascia correre la sua immaginazione…e la sua immaginazione è fertile, senza limiti! Sua madre può chiamarla, chiamarla…Non è più qui, la piccola Angelica, è andata a fare un giro, un viaggio, unan gita, nella cavità dei suoi sogni più sfrenati!
Ed è proprio così che ha inizio il grande viaggio della piccola Angelica..proprio lì, dove finisce la quotidianità.

Angelica, abbandonato il solito tran tran e la sua cameretta si avventura in un mondo verde, rigoglioso e magico, quello della sua fantasia.
Ed è un piacere per noi seguirla da una pagina all’altra, tra graziosi ritagli di carta, o nascosta dietro le carte da lucido…tutto parla ed espire un mondo magico.
Eccola che vaga con la fantasia, si ritrova in un mondo tutto suo, può volare con gli uccellini, toccare le nuvole, danzare in una foresta fatta di strani animali e creature fantastiche, può fare il bagno nel mare nuotando tra pesci e sirene e prendere tra le mani le stelle del cielo.


Angelica è completamente persa nel mondo della fantasia.
Finalmente una scala e dei palloncini la riportano nella sua stanza ed è finalmente pronta per andare via con la mamma.

Quando la bambina apre gli occhi ritornano le parole della mamma: “Angelicaa!! Andiamo!! Vieni” la bimba saluta i suoi amici, tanto sa che li rivedrà. E finalmente risponde alla mamma: “arrivo!”.
I bambini lo sanno che il potere creativo della fantasia non finisce una volta concluso il viaggio; qualcosa di quel mondo resta nel bambino, arricchendo la sua vita con altre sfumature.

Il grande viaggio della piccola Angelica è un albo di grandi dimensioni scritto e illustrato da Charlotte Gastaut, edito da Gallucci per la prima volta nel 2010 e ristampato a maggio 2019. L’autrice vive a Parigi con il compagno e le due figlie. Oltre ai libri per bambini si dedica anche al mondo della moda. Questo libro è dedicato alla figlia Prudence, il titolo originale infatti è Le grand voyage de mademoiselle Prudence, che nella traduzione italiana prende il nome di Angelica.
Pagina dopo pagina il lettore accompagna Angelica nel suo viaggio immaginario grazie a finestrelle, buchi, intagli e pagine trasparenti.


Adatto anche a noi grandi per ricordarci il giusto peso del tempo dei piccoli, così lontano dal nostro!
Le illustrazioni di Charlotte Gastaut sono molto dettagliate, fantasiose, attraenti, l’autrice ci accompagna in un viaggio da sogno, il più meraviglioso!
Le sue illustrazioni a tutta pagina, senza testo, sono incredibilmente ricche.
I dettagli sono infiniti, ogni volta che lo rileggerete sarà una nuova opportunità per coglierne di nuovi.

Un consiglio?
Lasciatevi trasportare dalla grazia, dalle caratteristiche e dalla profondità dei colori per seguire Angelica, dove la sua immaginazione vi condurrà 😉
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