Una principessa indipendente – Babette Cole

La principessa Strafurbetta non voleva
sposarsi neanche per idea.
La vita da signorina era uno spasso!

E’ proprio una vera e propria fiaba tutta stravolta, quella di Babette Cole. Perché qui la principessa non è bellissima e buonissima e non obbedisce sempre a tutto quello che le dicono i genitori.

Sua madre la regina un giorno le disse:

“smettila di cincischiare con quelle bestiacce e trovat un marito!”
E va bene, chi di voi riuscirà a superare le prove che io gli sottoporrò, otterrà, come suol dire, la mia mano.” annunciò allora la principessa Strafurbetta

I pretendenti, intanto, arrivavano in tantissimi al castello e cercavano in tutti i modi di farsi notare da lei.
Lei libera di fare quello che le pare e molto felice nella sua condizione di zitella, non ci pensa neanche a prendere marito. Per questo sottopone i pretendenti alle prove più difficili ed impossibili che un uomo in età da moglie abbia mai dovuto sopportare.

Il Principe Riccio Terriccio ad esempio deve far smettere alle lumachine di papparsi di tutto il giardino…
Il Principe Scappalesto deve invece dare solo da mangiare al suoi dolci cuccioli… 😀
Il Principe Vertigilato deve liberarla da un’alta torre di vetro (che aveva lucidato per renderla più scivolosa)
E il Principe mani di burro? Lui doveva riuscire a spaccare un po’ di legna per il fuoco dalla foresta reale!
E così via, sfide strambe e bizzare per ogni principe che si presentava, Principe Garretto che fu scaraventatao dal suo pony, Principe Stracchino schiacciato sotto pacchi e borse di infinito shoppig della regina e infine per il Principe Gran Pinnato la missione di ripescare l’anello magico finito in bocca ad un “piccolo pesciolino” 😀

Uno dopo l’altro, i potenziali pretendenti fallirono, e le colorate illustrazioni ci incoraggiano a indicare e ridere della loro disavventure!
Ai giovani principi sconfitti e sconsolati non resta che tornare a casa.

Ecco fatto, fine della storia!
Strafurbetta era sicura di averla scampata.

Tuttavia un giorno si presenta a sorpresa il Principe Bellimbusto. Con gran sorpresa riuscì a completare senza sforzo le varie sfide che gli altri principi non avevano superato, a questo punto a Strafurbetta non rimaneva che dare un bacio magico!
Fortunatamente per lei, il bacio lo trasformò….!

Eravamo già pronti verso il classico lieto fine dove i protagonisti sono uniti da amore eterno, ebbene no! L’autrice ci stupisce e conferma ancora una volta il suo anticonformismo che permette alla principessa di vivere sola e felice per sempre.

Una principessa indipendente di Babette Cole edito da Mondadori, precedentemente pubblicato nel 1993 da Edizioni EL con il titolo La principessa birichina non è un classico libro ma è una parodia delle classiche storie a lieto fine, dove finalmente la principessa prende in mano la sua vita e decide per l’autonomia. Sempre vivaci e divertenti i disegni dell’illustratrice Babette Cole, che è anche autrice del testo.

Babette Cole ha scritto molti libri per bambini che sembrano presentare bambini “ribelli”. Una Principessa indipendente non fa certo eccezione a differenza di molte ragazze non si preoccupa del titolo, della fama o della fortuna. Questa principessa non vuole essere una regina: le piacciono la sua motocicletta, i suoi amici animali e la sua indipendenza!
In questa rielaborazione femminista di un classico tema fiabesco, la principessa sfida i desideri dei suoi genitori, supera in astuzia i suoi corteggiatori e rimane una ragazza giovane e contenta.
La storia della principessa di Babette Cole ha tutto ciò che un adulto e un bambino apprezzerebbero volentieri: grande senso dell’umorismo e un bellissimo messaggio sull’essere te stesso e difendere ciò in cui credi sia giusto.
Babette Cole ha fatto un lavoro meraviglioso sia nella storia che nelle illustrazioni. Le illustrazioni sono esilaranti quanto esuberanti.

Babette Cole, autrice di bestseller internazionali per l’infanzia, era famosa a livello mondiale per i suoi libri illustrati divertenti e spiritosi, capaci di far ridere dei difetti di mamme sbadate, papà severi, sorelle vanitose e fratelli insopportabili.

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Piccola Macchia – Lionel Le Néouanic

“Piccola Macchia si annoia,
senza amici, nel suo angolino.
Salve ragazzi…posso giocare con voi?”

La protagonista non ha una forma, è una piccola macchia nera, senza occhi, bocca, braccia e gambe. Una macchia e basta.
Piccola Macchia compare così nella prima pagina del libro, sola, in basso a destra: è completamente nera, i bordi irregolari delle macchie di inchiostro, simili a quelle maldestramente cadute nei quaderni di scuola di un tempo; Piccola macchia è sola e si annoia.

Un giorno la mamma la sprona ad andare a cercare degli amici e vagando di qua e di là trova infine delle forme, un triangolo verde, un quadrato rosso, un rettangolo blu, e un cerchio giallo.
Piccola macchia è diversa e viene rifiutata dal gruppo, ma il babbo le insegnerà a tirare fuori il tesoro nascosto dentro di lei, per tornare dagli amici e stupirli. E così accade! Piccola macchia ha una dote incredibile: sa trasformarsi in tutto quello che vuole. Così riesce a conquistare la loro amicizia e insieme si divertono a giocare e creare nuove figure.

Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic edito da Edizioni Primavera, oltre che un omaggio allo scrittore illustratore olandese Leo Lionni, che scrisse “Piccolo Blu Piccolo Giallo”, vuole, essere un remake di grandi di quadri, in onore a pittori come Mirò e Matisse.

“Niente è banale o stupido,
anche la cosa più banale può
trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Segni e macchie mi danno stimolo e idee nuove,
ai miei occhi si trasformano in persone,
animali e cose grazie alla qualità magica del segno.”
JOAN MIRO’

Proprio come accade per Piccola Macchia, il viaggiare e l’esplorare contengono un forte potenziale educativo e pedagogico nella vita di un bambino in età della Scuola dell’Infanzia, in particolare il viaggio è, come in questo caso metafora di crescita, un’esperienza simbolico-affettiva è apprendimento.
Il cammino che i bambini e le bambine compiono è un vero e proprio viaggio nel quale si fanno incontri, si istaurano relazioni, si guarda, ci si stupisce e si fanno esperienze nuove.
Piccola Macchia, infatti, è il protagonista di una storia di amicizia che nasce come spesso accade: in salita, con un rifiuto.
Come fa un bambino a farsi nuovi amici?

E’ difficile farsi accettare ed è difficile anche riprovarci, dopo essere stati rifiutati.

…Cerca dappertutto…
senza però trovare un solo amico…
ad un tratto sente delle grida…
…Piccola Macchia si avvicina e dice…
…posso giocare con voi?…
…ma non ti vedi? Tu non sei come noi,
non hai nessuna forma ne colore!

Gli amici che Piccola Macchia ha scelto non lo accettano. Loro sono un gruppo di piccole forme colorate geometriche e soprattutto ben definite, non hanno nessuna intenzione di accettare e fare amicizia con una forma informe e che per di più è tutta nera. Piccola Macchia torna a casa in lacrime, la mamma lo consola, ma soprattutto gli svela un grande segreto.

“Tu non lo sai, ma dentro di te c’è un tesoro,
un tesoro meraviglioso, che devi ancora scoprire…”

Lui si asciuga le lacrime, raccoglie tutto il suo coraggio e torna da loro.

“Oooh!” Piccola Macchia non c’è più!
Aiuto Un Mostro!
Gridano le piccole forme!…

“ INCREDIBILE!”
Piccola Macchia si può trasformare
in tutto ciò che vuole
Possiamo giocare con te?

Ecco che quei bambini, così rigidi nelle loro forme geometriche perfette, imparano da Piccola Macchia il gioco più divertente del mondo, quello di giocare a non essere sempre se stessi.
Piccola Macchia gli fa vedere delle forme che non avevano mai visto prima d’allora, gli insegna a trasformarsi e insieme giocano a fare nuvole, onde e stelle. Ora tutti insieme, uno di fianco all’altro, sono una faccia, un sorriso, poi tanti sorrisi e domani Piccola Macchia gli insegnerà a mischiarsi e forse così si aggiungeranno anche altri amici.

WOW!…
che bello il tuo gioco, Piccola Macchia…

Così fa Piccola Macchia, conquistando l’amicizia e la stima degli altri protagonisti di questa storia (forme  geometriche) e così fanno anche i nostri bambini e le bambine, confrontandosi, discutendo, a volte litigando, ma alla fine mostrando il tesoro che ognuno porta con sé. Ogni giorno, confronto dopo confronto, e sempre con un po’ di sostegno 😉 imparano a collaborare, a condividere le cose ed i pensieri.

Piccola Macchia insegna ad avere fiducia in se stessi e a credere nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri seppur diversi da noi, inoltre grazie all’uso di macchie e forme, anzichè l’uso di personaggi strutturati, stimola la fantasia e la creatività dei bambini.

Piccola Macchia non è una semplice lettura, è un’occasione unica e ampia di creare laboratori, piccole riflessioni con i bambini per elaborare insieme il grande messaggio di vita che con la sua avventura racconta questa piccola macchia nera ❤

Piccola Macchia è uno di quei libri da avere, è un libro che “sa di libro”:
ha una grande storia, non è prevedibile, non fa la paternale, prende per mano pagina dopo pagina e ci lascia infine con tanti significati semplici ma fondamentali su cui riflettere.

Le avventure di Piccola Macchia ecco che diventano anche la narrazione di quotidiane difficoltà che i bambini e le bambine incontrano sul proprio cammino:
il rifiuto dei pari,
l’essere considerati diversi,
inadeguati
o semplicemente poco simpatici ai compagni.
Ma questa storia ci insegna che, con l’aiuto degli adulti, ogni bambino può scoprire il
tesoro che c’è dentro ognuno di loro, per mostrarlo agli altri.

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Palla rossa e palla blu: L’amicizia arrotonda tutto – Maicol & Mirco

Palla Rossa e Palla Blu
sono amici per la pelle.

Le persone invidiose dicono
che Palla Blu non è una
palla, ma non sanno che
l’amicizia arrotonda tutto.

Il titolo indica “Palla Rossa e Palla Blu”, le due forme sorridenti che vedete quindi in copertina sono entrambe, inequivocabilmente, rotonde.
Qualcosa da obiettare?!
D’altra parte lo afferma anche Palla Rossa, e non ammette repliche: il suo amico Palla Blu è tondo e rotola benissimo, proprio come lei.
E questo non certo per non voler accettare la natura dell’altro ma semplicemente perché, come recita il sottotitolo, l’amicizia arrotonda tutto! 😉

Ma cosa ci raccontano Palla Rossa e Palla Blu?
Ci parlano d’amicizia, certo, ma anche della bellezza del mondo e della vita, dell’importanza degli affetti. Ci spiazzano perché sono allo stesso tempo candidi e saggi, le loro storie hanno finali divertenti che però chiamano sempre un po’ di riflessione. Troviamo in loro lo spirito fantasioso e buffo dell’infanzia, le paure ma anche le gioie, il credere fermamente in tutte le possibilità, il saper trasformare la realtà solo volendo e fantasticando 😉

Ecco allora che Palla Rossa ci dichiara di non voler stare sulla Terra, di voler vivere nello spazio perché la Terra proprio non gli piace e preferisce le stelle. Detto, fatto; in un attimo parte e lo vediamo volteggiare felice nel cielo, salvo poi accorgersi, con uno sguardo sorpreso, che la Terra vista da lassù somiglia anch’essa ad.. una stella!

Oppure incontriamo Palla Blu che trova una pepita d’oro. Che fortuna! Chissà che belle cose potrà comprare! Ma facendo un elenco di tutte le migliori, si accorge che nessuna di queste può essere acquistata e, quando arriva una salita, dovendo liberarsi dei pesi per fare meno fatica, indovinate un po’ cosa lascerà cadere?

O ancora accade che Palla Blu si ammali di morbillo e, dopo un primo momento di gioia per i vantaggi assicurati – come non poter andare a scuola e non dover fare il bagno – si accorga, allarmato e rattristato, che non potrà nemmeno passare del tempo con gli amici. Arriva allora Palla Rossa, anche lui pieno zeppo di puntini, per trascorrere la giornata con l’amico. Che bella coincidenza, anche Palla Rossa ha il morbillo? Ma no! Aveva solo un buon pennarello azzurro e un cuore pieno d’amicizia 😀

Un delizioso, e a dir poco corposo, albo di Maicol & Mirco, pubblicato da Bao Publishing in una collana dedicata ai più piccoli, BaBao.
Dallo stile del fumetto si conserva il tipo di sequenzialità e la logica della narrazione, ma non ci sono balloon, semplicemente dei riquadri su uno sfondo a colori brillanti e decisi – un colore diverso per ogni capitolo – dove si svolgono le scene e un breve testo sotto. Infatti Palla Rossa e Palla Blu non è formato da un’unica, lunga storia: il volume, infatti, è una raccolta di episodi.

Le tavole sono composte in modo molto semplice ed essenziale:
con le forme protagoniste e pochi altri elementi necessari.
Molto infatti è giocato sui pieni e i vuoti, sullo sparire e il comparire, i su e i giù, le salite e le discese sono dati dalla linea dell’orizzonte che cambia inclinazione, le emozioni dalla curvatura del semicerchio della bocca o al massimo qualche linea degli occhi.

A colpire fin dalle prime pagine è la semplicità delle forme e della narrazione, con un linguaggio altrettanto semplice a livello sia di testo che di immagini. Dietro questa apparente semplicità, però, c’è una grande consapevolezza da parte dell’autore, il quale riesce con intelligenza a rendere un cerchio e un quadrato due personaggi con desideri e paure.
L’effetto è però decisamente sorprendente: la narrazione è limpida, efficace, diretta; i contenuti colpiscono e perfino commuovono, spesso vi ritroverete con un gran sorriso.
Sono dolci, spiazzanti, saggi a volte, emozionanti. Possiamo affermare con tranquillità che la mano che li compone è sapiente, sa come dosare la suspense anche con mezzi molto semplici, conosce il momento giusto per anticipare un testo su una figura o viceversa, è abile nel costruire il ritmo, che risulta ineccepibile in questo albo.

Racconti di poche pagine, freschi e curiosi ma anche dispensatori di piccole verità, come il fatto che sia bello chiamare tante volte la mamma – come fa Palla Rossa – anche se puoi non si ha nulla di chiederle nello specifico ma si desidera solo rinnovare la gioia di saperla disponibile ogni volta che se ne ha bisogno
Grazie a Palla Rossa e Palla Blu, il lettore (piccolo o più cresciutello) a fine lettura si ritrova non solo di buon umore, ma anche con le lacrime agli occhi e il mal di pancia tipico di quando si ride troppo

Palla Rossa e Palla Blu è un libro è adatto sia alle prime letture autonome che a quelle condivise, ad alta voce.
Palla rossa e Palla blu insegna che il segreto della vita è la leggerezza…

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Olly va a sciare – Elsa Beskow


Quando Olly compì sei anni,

ricevette in regalo dal padre un paio di sci nuovi.
Olly non stava più nella pelle
per l’attesa e continuava a chiedersi:

“Arriverà mai l’inverno quest’anno?”.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter.
Il suo stile inconfondibile ha sempre cercato di rappresentare la natura in modo delicato, raccontando storie di vita quotidiana strettamente legate al suo mondo in cui gli elementi naturali prendevano vita.
Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly va a sciare è una fiaba di Elsa Beskow, pubblicata in Italia da Officina Libraria è una fiaba che ha più di 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei!

Olly è un bambino di 6 anni. Vive ai margini di un bosco con la sua famiglia. Riceve per il compleanno un paio di sci tutto suo dopo quelli smessi dal figlio del mastro dove lavora il padre.
Manca solo la neve!

Alla fine l’inverno arrivò.
Un paio di settimane prima di Natale
la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi
e nevicò per due giorni e due notti di fila
così che tutto venne avvolto
da una pesante coltre bianca.

Ah, quanto era felice Olly!
Così felice da fare tre capriole nel letto!

Non si era mai vestito così in fretta prima;
forse si mise perfino qualcosa al contrario.

Poi di corsa dalla mamma:
“Mamma, mamma,
posso andare subito nel bosco?”

L’intraprendenza del bambino è vera, credibile, convincente, tangibile sia nel testo, sempre puntellato da numerosi dialoghi, sia nei quadretti in bianco e nero posizionati di tanto in tanto all’interno della righe stampate. Pare quasi di averlo accanto, Olly, mentre trangugia la colazione, monta sugli sci e salutando mamma e fratellino si avvia verso il bosco.
E’ ovvio che Olly non aspetta altro, indossa i propri sci e va!
Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno.
Olly è davvero così felice che chiama ad alta voce proprio il Re Inverno per ringraziarlo. Al suo posto compare Mastro Gelo, un anziano signore barbuto, di bianco vestito, che con il solo soffio cosparge di brina e neve il cappotto di Olly.

E così s’incamminarono attraverso il bosco,
Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Mentre il dialogo tra i due si fa sempre più amichevole, compare una signora anziana, incappucciata, infreddolita, raffreddata, che viene prontamente -e malamente- scacciata da Mastro Gelo.
È la vecchia Sgelo che sbaglia sempre i tempi e al suo passaggio scioglie la neve per preparare l’arrivo della sua signora, la Primavera!

Ma la vera avventura per Olly deve ancora incominciare.
Con lui Olly arriverà scivolando e racchettando al palazzo del Re Inverno, dove assisterà, all’incredibile lavorio del popolo lappone al suo servizio, intento a preparare quelli che di abitudine sono i regali che chiedono i bambini svedesi: scarponi in pelle per sciare, calzettoni e guanti da sci con polsini lunghi fatti a maglia con magnifiche rose ricamate sopra, sci, slittini e pattini da ghiaccio. Ma al suono del gong…tutti fuori a giocare e allora sì ebbe inizio il divertimento!

E proprio qui accompagnato da Mastro Gelo, Olly conosce Re Inverno, una figura davvero imponente con al seguito due trichechi. Re Inverno, dopo averlo conosciuto, promette a Olly dei pattini nuovi, dato che non li ha mai avuti e gli permette di giocare con i bambini che al castello stanno lavorano per la realizzazione di semplici giochi. Quei regali arriveranno sulla porta di casa il giorno dopo.

Ti sei divertito?chiese Mastro Gelo, che arrivò proprio in quel momento.
Non mi sono mai divertito tanto in vita mia!”.
Non fatico a crederlodisse Mastro Gelo compiaciuto. Dopodiché legò una renna davanti agli sci di Olly, sali anche lui sugli sci per guidare e si misero in viaggio attraverso la grande torbiera dove Olly di solito raccoglieva more boreali durante l’estate.

Ritorna la calma, la tensione cala, Mastro Gelo conduce Olly fino al margine del bosco, verso casa. Ormai saldo, il legame tra il bambino e la natura, nella realtà fantastica, proseguirà nel tempo e quando Olly troverà due pacchetti regalo con pattini e sci davanti alla porta di casa, saprà da chi provengono;
quando vedrà la pioggia, il vento e il fango spazzare via il paesaggio invernale tanto amato da lui e suo fratello, saprà che vecchia Sgelo sta ormai compiendo il suo inevitabile lavoro 😉

Una storia, viva perché popolata da tanti personaggi, incantatrice, come solo l’immaginazione dei bambini sa essere, da assaporare e in cui accoccolarsi in attesa della neve. Grazie alle illustrazioni a piena pagina, accolte sempre nella tavola di destra, sono ariose, movimentate, luminose, dipinte con varie tonalità di bianco.

Una storia che ha il sapore della leggenda, basti sapere e ricordare come molti di noi sono cresciuti sentendo la leggenda dei giorni della merla che spiegava il freddo di fine gennaio. A inizio novembre ci sono giorni di sole perché è l’estate di San Martino, legata alla famosa cappa ceduta per benevolenza. Re Inverno non fa più parte delle storie che raccontiamo ai bambini, ma è una tradizione culturale molto presente in altri paesi soprattutto del Nord Europa. In Russia, durante gli anni in cui era proibito il culto cattolico, i bambini non potevano aspettare la nascita di Gesù Bambino, almeno ufficialmente, allora si rimediava dicendo che aspettavano Nonno Gelo o Re Inverno.

Una storia che merita di essere letta ai bambini perchè parla in modo originale del Natale, senza nominare Babbo Natale. Infatti Re Inverno porta doni ai bambini, vive in luogo pieno di ghiaccio dove i lapponi realizzano oggetti in legno e stoffa per i bambini. La sovrapposizione delle due figure è chiara, ma in Olly va a sciare è il legame tra favola e stagione il tema principale.

Buona lettura!
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La fabbrica delle Mamme – Claudia Mencaroni

Nino voleva a tutti i costi giocare a pallone,
ma la mamma disse no.

Bisognava tornare a casa,
preparare la cena, finire i compiti,
telefonare ai nonni,
svuotare la borsa della piscina
e tutte quelle cose lì.

All’ennesimo richiamo della mamma, Nino va su tutte le furie: vuole rimanere a giocare a pallone nel parco! La mamma insiste per tornare a casa, perché è tardi. A quest’ora ci sono tante cose da fare: preparare la cena, svuotare la borsa della piscina, fare i compiti… insomma, tutte quelle cose noiose che fanno i genitori.
Nino questa volta non vuole proprio obbedire e per rabbia pronuncia la fatidica frase:

“Io non voglio più essere tuo figlio!
Voglio un’altra mamma”

E se esistesse una fabbrica delle mamme dove poter scegliere la propria mamma, come la vorrebbe?
Se ci fosse, non un catalogo di mamme tra cui scegliere, ma la possibilità di costruire una mamma a proprio piacimento, i nostri figli come lo vorrebbero?

Dopo un primo istante di smarrimento, la mamma di Nino decide quindi di accompagnarlo alla fabbrica delle mamme, dove sicuramente potrà avere la mamma che più desidera.
Nino entra e viene accolto da un soldatino di stagno, che gli spiega che ad ogni tappa del suo cammino con lui dentro alla fabbrica, potrà scegliere una caratteristica della sua nuova mamma.
Che bellezza! A Nino non pare vero.

Tanto per cominciare vorrei una mamma buona, che mi lasci giocare a pallone quando mi va.
Deve avere la bocca grande per chiacchierare con le altre mamme,
così non mi chiamerà ogni cinque minuti per andar via.
E poi una bocca grande è capace di dare tanti baci può tornare utile”

Voglio una mamma brava,
che sappia fare le navicelle spaziali con i mattoncini,
costruire le capanna sui prati e preparare cose buone in cucina.
Non si devono stancare mai le sue mani,
non si possono fermare mai, tra coccole e frittelle con lo zucchero. ”

Voglio una mamma dolce, che legga per me tanti libri.
Deve avere gli occhi grandi per fare scorta di storie…

“E poi voglio una mamma forte che mi prenda in braccio se sono stanco,
così posso andare dovunque e arrivare più in alto quando mi va di arrampicarmi.
Deve avere piedi grandi per camminare svelta
e braccia lunghe e resistenti per sollevarmi senza fatica. ”

Tappa dopo tappa si delinea una mamma perfetta.


Ma è davvero così?

Quasi alla fine Nino si accorge che esiste già una mamma con cui vorrebbe tornare a casa: la sua.


Ripercorre quindi a ritroso il cammino correndo, temendo di non trovare più nessuno, di essere rimasto solo. Ma quando esce la mamma è lì, pronta per riportarlo a casa.
Le mamme ci sono sempre!

La fabbrica delle mamme di Claudia Mencaroni edito da Verbavolant edizioni è un libro dedicato a tutte le mamme, alle mamme e ai bambini.
Essere madre è il dono più bello che la vita può fare. Ma anche il più difficile.
Ma La fabbrica delle mamme ci ricorda che ognuna come meglio riesce è la mamma perfetta per i nostri figli.
E poi diciamolo, nessuno insegna ad essere madri, ma ogni mamma impara ad esserlo da sola, di giorno in giorno, grazie ai maestri migliori: i figli
Un libro che fa riflettere le mamme, ma che non manca di sorprendere e divertire i bambini!
Tenero, commovente e pieno di amore pagina dopo pagina ci mostra come sia insostituibile l’amore di una mamma e quanto sia difficile per i bambini capire cosa vuol dire veramente essere genitori.

Grazie alle grandi illustrazioni ad acquarello di Giulia Cregut, nasce così un albo che ci racconta una storia di crescita in cui il bambino prende consapevolezza di cosa comporta davvero la vita di una mamma e racconta in modo divertente un desiderio inconscio che almeno una volta ogni figlio ha avuto: cambiare mamma 😉

E i vostri bambini come vorrebbero la mamma
se potessero costruirne una su misura alla Fabbrica delle mamme? 😉

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Lucy e il filo dell’Amicizia – Vanessa Roeder

Un giorno Lucy
trova un filo
e gli dà uno strattone.
Poi tira, scuote
punta i piedi, tira ancora più forte e…

La piccola Lucy trova un filo rosso e gli dà un piccolo strattone. Quando non succede niente, tira sempre più forte fino a che non si trova faccia a faccia con Hankun orso che dopo tutto questo tirare si ritrova senza i pantaloni 😀

Lucy diventa tutta rossa per l’imbarazzo, ma in un attimo ritrova la sua fantasia!
Con le sue codine, le guance rosse, il vestitino a righe sbarazzino ed un sorriso che racconta più di mille parole non si scoraggia e non si spaventa, anzi è incoraggiata a trovare la sua creatività bambina e ad usare la sua capacità di risoluzione per tirare su il morale ad Hank!


Lucy non sa che le sue azioni ludiche hanno una conseguenza.
Lucy deve usare la sua creatività e intelligenza non solo per risolvere il problema, ma anche per guadagnare l’amicizia di Hank.

Hank, l’orso non è contento che gli manchino i pantaloni, e per di più quando diventa chiaro che Lucy vorrebbe risolvere tutto con un “Scusa”!
Lucy non si arrende. Invece, si rimbocca le maniche e lavora instancabilmente per trovare una soluzione accettabile al problema dei pantaloni mancanti di Hank usando solo il filo rosso che ha dato inizio a questo casino.

Scrolla il filo e lo attorcilia,
Avvolge, annoda, intreccia e lega…
Srotola e svolazza, ruota e si avvita.
Ma Hank è ancora mezzo nudo.

Quando i tutù, le pettinature a nulla servono per rendere Hank felice, Lucy trova la soluzione perfetta!
Ta…dà!!!!

Finalmente, Hank è felice!
E questo rende felice anche Lucy. Finché, la piccola Lucy con un paio di forbici taglia il filo che li tiene insieme.
Da qualche parte in mezzo a tutti gli avanti e indietro, Lucy e Hank hanno fatto nascere un’amicizia piuttosto improbabile. Hanno formato un legame speciale e non vogliono più essere separati. L’idea stessa li rende entrambi un po’ tristi.

Ecco come un semplice filo rosso, che ha causato inizialmente un problema, ora è la cosa che lega la loro amicizia insieme.

Lucy e il filo dell’Amicizia di Vanessa Roeder edito da Terre di Mezzo pagina dopo pagina, tra un tira, srotola e sferruzza porta ai piccoli lettori un grande messaggio, un grande esempio di amicizia.
Con illustrazioni dolci e dirette realizzate al tratto interamente in nero, bianco e rosso e al suo linguaggio semplice e diretto, questo libro insegna ai bambini l’importanza della creatività e della perseveranza e mette in mostra la bellezza che può svilupparsi e nascondersi in piccoli gesti così.
È anche un adorabile promemoria, non solo per i più piccoli, che ci ricorda come si possa trovare un amico speciale nell’ultimo posto in cui pensi di guardare 😉

La cosa eccezionale di Lucy è che non si arrende, con semplicità mostra la sua perseveranza e spero che i bambini possano vedere che se entrano in un piccolo casino possono lavorare per cercare di aggiustarlo!

Credendo fortemente che i libri aiutino i bambini a connettersi e capire il loro mondo, Roeder consiglia ai genitori di trovare il tempo per sedersi e leggere i propri figli.

I libri sono molto personali per i bambini“, dice.
“Non solo, ma li aiuta ad imparare:
imparare la lingua e imparare le qualità di cui avrai bisogno nella vita“.

Buone letture!
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A taaavola! – Babalibri

A taaavola!
Mangia la minestra, è buonissima…
Non mi piace la minestra!

Sono tantissimi i genitori che ogni giorno si inventano di tutto per far mangiare i loro pargoli, minestre di verdure salutari dal colore talvolta improbabile risultano a volte difficili da proporre. E allora la pazienza e la calma finiscono presto e si parte con metodi ancestrali, adesso viene il lupo a mangiare la tua minestra se non finisci subito di mangiare.
Solo che non si tratta di una minaccia a vuoto, eh no! Infatti il lupo si presenta veramente 😉

A taaavola!”: una storia unica e esilarante, quando la cena può diventare l’occasione per invitare un lupo e un orco. Matthieu Maudet e Michaël Escoffier si divertono a ribaltare la prospettiva del mondo dei bambini il tutto in un libro divertente targato Babalibri.

I due autori decidono però di dare un pizzico di follia alla storia e di far diventare questo libro, unico!
«Se non mangi» lo minaccia la mamma,
«sarà il lupo a mangiare te».
E infatti «1… 2… 3! Lupo, a taaavola!».


Ed ecco il lupo presentarsi a cena, peccato che a lui non piacciono i bambini, e quindi se il lupo non vuole mangiare, ci penserà l’orco a farsi uno spuntino!


«1… 2… 3! Orco, a taaavola!» grida la mamma.
Ma anche l’orco ha dei gusti piuttosto insoliti…

Quindi il bambino è salvo, ma alla fine chi avrà mangiato la minestra?!

Il bambino deve a questo punto divorare la minestra, prima che i due ospiti possano mangiarla, una storia ironica che gioca con gli stereotipi sui famosi cattivi e li rende più umani e simpatici.
Lo stile dell’albo è divertente, scanzonato e spiazzante, sia nel testo che nelle illustrazioni.
Poche parole e colori che attirano ne fanno un albo da presentare anche ai più piccoli.
Le immagini buffe e la storia di solo dialoghi, rende il libro affascinante e leggero e come ci hanno abituato gli autori, un libro dal finale sorprendente!

Non ci resta che augurarvi Buone minestre! 😛
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Domani farà bello – Rosie Eve

Benvenuti nell’Artide,
una terra di mare, di ghiaccio e di cielo,
tutta a Nord del nostro pianeta.
Il mondo si riscalda, i ghiacci si sciolgono…

Un giovane orso polare bianco con la sua mamma affronta le giornate belle e quelle brutte, le tempeste e le giornate di sole. Solo che le tempeste sono sempre più violente e il sole è troppo caldo, tanto da sciogliere i ghiacci della banchisa.
Così, a un certo punto, mamma e cucciolo sono separati dal crollo di un pezzo di iceberg, su cui l’orsetto si troverà a vagare da solo, in mezzo al mare.

Ci sarà il momento di doversi tuffare e cominciare a nuotare e continuare a farlo per giorni; per fortuna, quando si è stanchi, viene in soccorso un amico e il viaggio può continuare. E’ la mamma che parla e incoraggia ad avere sempre fiducia, perché lei sarà sempre lì ad attendere il ritorno del piccolo.

Ma dobbiamo sempre credere nel futuro…
e accettare i momenti belli come quelli brutti.
Un bravo orsetto conosce la pazienza.
Sa che il sole tornerà…

Nella storia avviene un “brusco” cambiamento di prospettiva.
La mamma aspetta il suo cucciolo non più sulla banchisa, ma in un territorio nuovo, disegnato dalle città sommerse; come dire, e a sottolineare che noi, la nostra civiltà fatta di consumismo compulsivo delle risorse, costi quel che costi, verrà letteralmente ricoperta dall’innalzamento dei mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacci.
Gli orsi, invece, in qualche modo se la caveranno, come hanno sempre fatto, certi del loro futuro e attenti a conservare con amore il loro ambiente.

Se il cambiamento tarda troppo a venire,
perderai un poco la speranza.

Ma non mollare,
troverai sempre qualcuno pronto ad aiutarti.

Da bravo orsetto prosegui il tuo viaggio…
verso il sole.

Domani farà bello, di Rosie Eve, pubblicato da L’Ippocampo Ragazzi, è un albo illustrato originale, che racconta con grande semplicità il dramma del cambiamento climatico, con un finale che rappresenta una prospettiva diversa e interessante.
Nella storia convivono due filoni di narrazione:
da una parte l’esperienza drammatica del distacco e della perdita, la ricerca e poi il sollievo di ritrovarsi insieme, con il ruolo di mamma orsa che, conducendo il racconto, incoraggia a non perdere mai la speranza;
dall’altra lo sfondo dei cambiamenti climatici, la visione ahimè apocalittica, ma realistica, di quello che potrebbe essere lo scenario futuro, a fronte del comportamento autodistruttivo che la specie umana sta mettendo in campo.
L’autrice mette in guardia e sottolinea quanto, in una favola, può esserci di realismo, una prospettiva remota, ma non troppo, che può coinvolgere tutti noi, grandi e piccoli lettori.

La lettura è indicata dai 5 anni, ma è assolutamente da proporre anche a bambini più grandi in quanto questo apre la porta a molte riflessioni e a molti approfondimenti che ha senso fare con bambine e bambini, direi dalla terza elementare in poi.
E’ molto bello ragionare con loro sull’idea di futuro che hanno, come se lo immaginano e cosa farebbero per renderlo migliore e allo stesso tempo sensibilizzarli sul rispetto dell’ambiente che li circonda.

Le illustrazioni di Rosie Eve sono essenziali ed emozionali, l’albo, alterna tavole a tutta pagina o a pagina doppia, a pagine in cui il racconto accelera con sequenze di immagini che descrivono le azioni con un linguaggio che riprende lo stile del fumetto.
Domani farà bello, raccontando dell’orsetto che ha perso la mamma, la sua solitudine in mezzo al mare rende la storia ed il messaggio intuitivo ed evidenzia, sollecitando la partecipazione emotiva del giovane lettore o lettrice.
La visione del mondo futuro ha una limpida chiarezza, che esprime un indiretto grido d’allarme quanto basta per insegnare qualcosa alle generazioni che avranno il super-eroico compito di salvaguardare il nostro pianeta…una storia piena di speranza!

Ho imparato tante cose nel mio viaggio!
Quando c’è una tempesta o la notte senza fine…
devo avere pazienza…
e andare avanti fiducioso.

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Tinotino Tinotina tino tin tin tin

Una volta si mise a pensare:
“Che melodia posso inventare?
Vorrei una musica per disegnare,
vorrei una musica per sognare.”

Tutto quello che osservava
nella sua testa si trasformava.
Tutto quello che toccava
una voce ritrovava.

Una musica per pensare,
una musica per giocare.

Tinotino Tinotina tino tin tin tin, dimostra come parole e immagini possano evocare le sonorità più diverse, aiutando il lettore a “vedere” la musica e ad “ascoltare” le illustrazioni.

Una magia che accade con la nuova collana di CarthusiaMusica disegnata e un po’ Strampalata” ideata dalla pianista e compositrice Elisabetta Garilli. La collana di albi illustrati di grande formato si inaugura proprio con ‘Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin’, un libro generalmente indicato dai 4 anni, dove la lettura si può accompagnare con 16 tracce musicali dedicate, ascoltabili gratuitamente sul sito www.elisabettagarilli.it o scaricando il codice QR che si trova all’interno del libro, scaricabile con smartphone.

Brani e testi sono opera di Elisabetta Garilli, pianista, compositrice e ideatrice di rassegne di teatrali, le illustrazioni sono realizzate da Emanuela Bussolati, grande illustratrice e scrittrice di libri per bambini.
Come spiega l’autrice, la storia di Tinotino è un un invito a dare ascolto al proprio talento e non solo, perchè è anche un voler dare ai bambini e ai ragazzi nuove possibilità di incontro con l’arte.

Tinotino è un bambino, come tanti che “vuole suonare il mondo”, ha una grande passione per la musica e nella sua testa ogni oggetto si può trasformare in uno strumento che produce un suono.
Con semplicità si accorge dei ritimi e delle sonorità del mondo, in ogni momento della giornata, ovunque sia e soprattutto per mezzo di qualsiasi cosa, dai fogli di giornale, alle pentole, dalla chiave inglese al meccanismo del fischietto del poliziotto!

“Una mattina, a colazione,
esclamò serio con convinzione:
“Se voglio suonare un ritmo alternato,
ci vuole un tegamino dal fondo smaltato!”.

Da grande Tinotino vorrebbe fare il batterista, ma tutti i “grandi” il nonno, i vicini di casa i genitori cercano di fargli cambiare idea…
…il suo papà è preoccupato e cerca di convincerlo a fare qualcos’altro: il cuoco, il giardiniere, il sarto, il barista, ma a Tino “quei lavori piacevano soltanto perchè usavano attrezzi che suonavano d’incanto“.
Alla fine anche chi non vedeva nella musica una possibilità di “futuro” comprende che l’Amore di Tinotino per i suoni e per la musica non sono un semplice capriccio passeggero, ma una vera e propria vocazione che merita proprio di essere accolta e sostenuta 😉

Un grande messaggio arriva diritto a grandi e piccini, tra rime, illustrazioni e suoni che nascono pagina dopo pagina:
I bambini NON devono rinunciare per nessun motivo ai propri sogni
e il compito dei “grandi” è appoggiarli e sostenerli sempre! ❤

Un libro per imparare la musica, una fiaba per camminare nelle parole, una storia per danzare insieme, un invito all’ascolto della vocazione e del talento di ogni bambino, ecco cos’è Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin di Elisabetta Garilli ed Emanuela Bussolati (Carthusia), libro vincitore del Premio Rodari 2018 per la sezione “Fiabe e filastrocche”.
La motivazione della giuria recita:
«..per l’originalità e freschezza del progetto editoriale; per il perfetto intrecciarsi di parole e immagini che permettono al lettore di “vedere” la musica e di “ascoltare” le figure;
per la vivacità e la bellezza di illustrazioni colte e sapiente.»

Come afferma Elisabetta Garilli in un’intervista:
“La musica è per me una materia di inclusione scolastica, elemento imprescindibile nella formazione umana; porta interdisciplinarità e integrazione, incontra il piano narrativo e l’arte, mi guida nel cercare di capire i bambini.”

“Tinotino Tinotina Tinotini
è la voce di tutti i bambini,
che han diritto di cercare
quel che sanno già amare.

Se hai un bel sogno non lasciarlo,
prova solo a coltivarlo.”

Un messaggio molto forte è dedicato ai bambini, perchè CREDANO nei LORO DESIDERI e CREDANO che effettivamente possono sapere che cosa vogliono fare da GRANDI.
Un altrettanto importante messaggio è per i genitori, per i nonni, per gli insegnanti.. un invito ad osservarli, ad ascoltarli e che siano d’aiuto per “sbocciare”!

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Fiocchi di Neve – Helena Kraljic

Nevica! Nevica!
Eva osservava incantata i fiocchi
che cadevano dal cielo:

“Sono tutti diversi.
E ognuno di loro è così speciale!”

A scuola Eva e i suoi compagni di classe guardano fuori dalla finestra e si accorgono che sta iniziando a nevicare così corrono alla finestra entusiasti per osservare i fiocchi che scendono dal cielo come per magia.
Le lezioni riprendono ed Eva, come prima guardava incantata i fiocchi di neve ora guarda incantata i suoi compagni e si rende conto che i suoi compagni sanno fare delle cose molto meglio di lei:

“come sarebbe bello saper disegnare come Sandra,
che meraviglia saper cantare come Anna,
sarebbe magnifico essere coraggiosa come Zoe
o essere brava in matematica come Nico…”.

Ogni bambino è diverso e proprio per questo c’è chi è bravissimo a disegnare, chi a cantare, chi corre rapidissimo e chi risolve i problemi di matematica alla velocità della luce. La piccola Eva sente un po’ di invidia nei loro confronti e vorrebbe tanto essere come loro..fino a quando una sua amica le fa un bellissimo complimento e allora si rende conto che le persone sono come i fiocchi di neve

“tutti così diversi
e ognuno così speciale”.

Fiocchi di Neve di Helena Kraljic è un racconto molto dolce ed evocativo edito da Picarona e con illustrazioni stupende di Maja Lubi. Il racconto fa riflettere i lettori su svariati argomenti validi sia in ambito infantile che adulto: spesso tendiamo a buttarci giù, a notare la bravura degli altri, sentirci inadeguati, senza alcuna capacità o peculiarità.


Dovremmo (in primis noi adulti) avere maggior stima di noi stessi: è corretto apprezzare e ammirare le caratteristiche altrui ma rimane fondamentale avere altrettanta fiducia nelle nostre possibilità.
Dobbiamo amarci, ed insegnare ai bambini ad amarsi per quello che sono, impegnandosi a migliorare ogni giorno di più

Una storia piena di magia e simpatia in cui vediamo il valore dell’essere diversi e dell’amicizia.
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Un Memo – Hervé Tullet

Si vede il potere di questa scatolina appena aperta:
qualsiasi bambino ne rimane catturato e potrebbe anche rimanere un’ora ad abbinare forme, trovare coppie, immaginare e creare liberamente percorsi combinando le carte.

Attenzione “adulti” non fatevi ingannare dal nome!
Un Memo,
venduto e realizzato da Franco Cosimo Panini Editore, non è un semplice memo inteso come carte uguali da trovare, o per lo meno non è solo questo. Il gioco propone tantissime carte bellissime davvero strane, artistiche, disegnate con linee, punti, cerchi, curve e ricurve, incroci, palle colorate.

Unendo le carte, i bambini saranno totalmente liberi di comporre disegni, ricchi di percorsi artistici, da soli o in coppia, in quattro, in cinque…
Questo gioco, è un viaggio, è una storia che non pone limiti: la fantasia è libera di volare.
Si costruiscono percorsi, anche per le macchinine, astratte realtà, incredibili intrighi. I disegni delle 44 carte portano la firma inconfondibile di Hervé Tullet ma sono lasciati liberi per ogni esperimento.
E attenzione, anche il retro delle carte, realizzate in monocromia può venire utilizzato 😉

Tullet, torna quindi con la sua “semplicità” a stimolare la memoria, la creatività e a liberare l’immaginazione di ogni bambino, sia di quelli piccoli che di quelli “grandi”!

Dopo centinaia di combinazioni, dopo aver immaginato e viaggiato sulle ali della libertà e dell’arte proviamo a prendere un bel foglio tanti pennarelli o pennelli e creiamo pure noi con i bambini nella magia della creatività!
Infatti il gioco può continuare sia a casa che a scuola, lasciando liberi i bambini di creare e costruire nuovi pezzi, nuove carte personalizzate , in gruppo o da soli 😉
Non c’è limite all’immaginazione dei bambini, quindi perché limitarli?
Ogni spazio è utile per giocare, creare e imparare, non rimane che provare!

“I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi.
Essi, più sono piccoli e più sono aperti.
Tutto è comprensibile
ed è in grado di comunicare per loro
con un vasto repertorio di strumenti.
Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa,
per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.
Tullet

Un Memo è si aggiunge con gran successo ai progetti di grafica e cartotecnica in cui riconosciamo la caratteristica principale dello stile di Tullet: la creatività è servita sul piatto d’argento per ogni bambino che vuole giocare, inventare, scoprire. Girando, ruotando, combinado le diverse carte e mischiandole a piacere, il bambino impara a creare in libertà dando sfogo alla sua fantasia.
È davvero divertente e adatto anche ai più piccini perché non ha regole complesse da seguire.
La scatola contiene 44 carte grandi e resistenti.

Puoi acquistarelo QUI:

Le più belle Fiabe di Natale – Barbara Brocchi

C’è un periodo dell’anno in cui grandi e piccini si lasciano trasportare dalla fantasia, e anche Babbo Natale può esistere, se solo lo vogliamo.
È la magia del Natale con le sue storie, i suoi racconti, i colori e le immagini.

Dalle pagine di libri intramontabili per bambini e ragazzi nascono storie per far sognare tutta le famiglia. Dato che sembra che il Natale sia la festa soprattutto dei più piccoli, è da inizio mese che proponiamo letture sul Natale da leggere con loro 🙂

Raccontare le fiabe di Natale ai propri bambini durante le festività natalizie è il miglior modo per avvicinare i bambini al magico mondo delle feste. Addobbare l’albero di Natale, realizzare il presepe, incartare i regali sono tutte attività che accompagnate da una buona tazza di cioccolato caldo e una bella fiaba renderanno i giorni in famiglia dei momenti indimenticabili.
Ecco perchè oggi vi propongo Le più belle fiabe di Natale edito da Armando Curcio Editore con le illustrazioni di Barbara Brocchi, che infondono il giusto tocco di magia per permetterci di sognare… un libro che raccoglie le più belle fiabe di sempre, per i piccoli dai 5 ai 7 anni.

Sotto l’albero, qualche candela accesa, tutti riuniti intorno alle fiabe di Natale più belle di sempre e l’atmosfera diventa subito festosa.

Lo spirito del Natale è il vero protagonista dei racconti natalizi più famosi, da il classico Canto di Natale, una storia senza tempo capace di far tornare lo spirito del Natale a chiunque, anche al più cinico dei cuori, alla Regina delle Nevi, per continuare con I tre doni della fata e L’oca d’oro.
Insomma ben 10 storie tutte da leggere e scoprire, alcune più commoventi, alcune legate a leggende popolari.

Buone letture 😉
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