Insieme – Una storia a colori – Arree Chung

All’inizio, c’erano solo tre colori:
i Gialli, i Rossi e i Blu

I Rossi, gran rumorosi, i Gialli tipi brillanti e gli elegantoni Blù vivono tranquilli e in pace finché… Tutti speciali a modo loro, tutti in armonia, finché un giorno un Rosso inizia a rivendicare una certa superiorità gridando:

“i Rossi sono i migliori!” .
Ma i gialli non erano d’accordo.
“No! siamo NOI i migliori,
perchè siamo i più brillanti!”

Ecco manco a dirlo, che ovviamente Gialli e Blu non sono d’accordo, e ovvio che scoppia una bella baraonda, finiscono per litigare e separarsi.
Ora chi può riuscire a fargli cambiare idea?!

I colori decidono di separarsi e dividere la città in zone rigidamente riservate. La loro bella armonia colorata non esiste più.
Poi un giorno succede che un blu era tutto solo e triste ma in compagnia di una sua amichetta gialla, magicamente ritrova l’allegria, proprio così loro due per caso si incontrano e scoprono, di stare bene insieme.
Presto i due sono inseparabili. Ma non tutti i colori approvavano questa nuova amicizia. In realtà, erano piuttosto turbati. Perché quei due stavano fraternizzando?
I colori non dovevano evitare di mescolarsi?

Nonostante la riprovazione degli altri, Giallo e Blu continuano ad essere amici e a prendersi cura l’uno dell’altro. Presto decidono di sposarsi. Dalla loro unione felice nasce una bambina, un nuovo colore…un verde brillante come il Giallo e calmo con il Blu. Una creatura così particolare e adorabile che piace a tutti.
Che dite, secondo voi la convivenza torna ad essere una necessità?
Altri colori decideranno di mettersi di nuovo insieme?

Insieme. Una storia a colori, è un albo illustrato realizzato da Arree Chung edito da Mondadori, con la sua semplicità, pagina dopo pagina, colore dopo colore 😉 parla ai più piccoli di tolleranza e valorizzazione delle diversità, di amicizia, comunità, inclusione e sentimenti con un’eco a quel capolavoro che è Piccolo giallo e piccolo blu di Leo Lionni

“I bambini riuniscono le persone.”
Arree Chung

I libri che parlano della diversità, della discriminazione, della tolleranza e dell’inclusione familiari corrono il rischio di essere didattici e predicatori. Ma quando sei nelle mani di un bravo scrittore, non senti nulla di tutto ciò. Invece, ti stupisci della genialità e della creatività insite nella storia e dei modi in cui l’autore ha reso un concetto duro, fresco, accessibile e divertente.


Un libro molto molto bello e totalmente tangibile, questa storia è perfetta per parlare ai bambini di pregiudizi e intolleranze, dei “pericoli” della mentalità chiusa e la bellezza della diversità familiare e delle strutture familiari alternative! Un libro adatto certamente all’età della scuola materna, ma è fantastico anche per i bambini più grandi, anche per quelli di voi che sono a contatto con i ragazzi della scuola media. Vivace e davvero speciale, Insieme. Una storia a colori susciterà discussioni animate e getterà bei semini per la loro crescita personale.

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L’uomo con il violino – Kathy Stinson

Dylan era un attento osservatore.
La sua mamma invece no.
Quel venerdì di febbraio
era una giornata come tutte le altre,
fino a che…
Musica!
“Mamma aspetta!”

Il piccolo Dylan entra in metropolitana, e all’improvviso… che musica!
Note meravigliose turbinano e avvolgono i passanti distratti e in ritardo mentre un violinista di strada riempie la stazione con questa musica emozionante. Niente, la gente corre è di fretta e non ci bada.
Nel via vai della metropolitana ci sono tante persone, tutte rappresentate dello stesso colore, tutte grigie, solo un suono è colorato: la musica che arriva da un violinista.

Dylan, con la curiosità e la passione viscerale che distingue i bambini, vorrebbe tanto fermarsi ad ascoltare, ma la mamma lo trascina via, anche per lei non c’è tempo da perdere.
Questa musica li vuole solleticare è vivace e Dylan riesce quasi a “vederla”.
Dylan riesce a vederla, sua mamma no.

E’ un uomo che suono al violino.
Dylan vorrebbe fermarsi, ma sua mamma lo porta via. Però per tutto il giorno Dylan sente la musica dentro di sé, sente i suoi colori e la sua forza.

Quella stessa sera, a casa, la radio dà un annuncio curioso:

“Oggi oltre un migliaio di persone
hanno avuto l’opportunità di ascoltare
uno dei migliori musicisti al mondo
in una stazione della metropolitana…”.

L’uomo con il violino di Kathy Stinson edito da Terre di Mezzo è ispirato ad una storia vera, il 12 gennaio 2007 uno dei migliori violinisti al mondo, Joshua Bell, ha suonato per quarantatré minuti alla stazione della metropolitana Enfant Plaza Station di Washington. Ha portato il suo inestimabile violino Stradivari e ha suonato dei pezzi incredibili.
Un piccolo e semplice esperimento per vedere cosa sarebbe successo se uno dei più grandi violinisti del mondo si fosse esibito come qualsiasi artista di strada.
Pochissimi i passanti che si fermarono e la maggior parte per meno di un minuto, nessuno ha applaudito alla fine dei pezzi. Solo i bambini si volevano fermare ad ascoltarlo ma puntualmente venivano trascinati via dai genitori.
Il piccolo Dylan è solo uno dei tanti bambini che quel giorno del 2007 volevano ascoltare la musica di Joshua Bell, e ci insegna che i bambini (privi di filtri e strati sul cuore) sono ancora in grado di riconoscere la bellezza…
I bambini, attenti osservatori e curiosi di scoprire il mondo così come appare, consegnano a noi adulti verità a volte celate.

“Non vi era alcun modello etnico o demografico per distinguere le persone che erano rimaste a guardare Bell, o quelle che davano soldi, da quella stragrande maggioranza che si affrettava a passare il passato, senza emigrare. Bianchi, neri e asiatici, giovani e vecchi, uomini e donne, erano rappresentati in tutti e tre i gruppi. Ma il comportamento di un solo gruppo demografico rimase assolutamente coerente. Ogni volta che un bambino passava, cercava di fermarsi a guardare. E ogni volta, un genitore allontanava il bambino “.
(Gene Weingarten, domenica 8 aprile 2007, The Washington Post)

La storia di Stinson è intrecciata dall’esperienza immaginaria di un bambino, come Dilan che è commosso da questa musica, nonostante il tentativo di sua madre di affrettalo. Ecco un nuovo promemoria per ogni età di guardare e ascoltare! L’arte ci circonda, a volte nei luoghi più inaspettati.
Le illustrazioni meravigliosamente dettagliate di Petričić catturano il senso di meraviglia che la musica può suscitare.
L’uomo con il violino è una brillante rappresentazione della sensibilità dei bambini e della triste perdita di quella meraviglia da parte della maggior parte degli adulti.

Le illustrazioni di Dušan Petričić fanno turbinare e piombare la musica in pastelli acquerelli di blu, viola, rosa, verde e pesca tra la tristezza in bianco e nero del viaggio quotidiano della maggior parte degli adulti. Il ricordo di quella musica continua ad accompagnare Dylan mentre la sua giornata avanza, elevandolo e illuminando la sua giornata, anche mentre il tintinnio e il clangore tintinnanti di macchine, piatti, voci continuano a risuonare, a prescindere da dove si trovi. Solo quando ascolta la stessa musica alla radio Dylan può attirare l’attenzione di sua madre e accompagnarla nella sua magica cavalcata musicale.

Una cosa divertente da fare con i bambini dopo aver letto L’Uomo con il violino di Kathy Stinson e Dusan Petricic è di ascoltare con loro il brano e vedere come l’illustratore ha interpretato le scale graffianti e le parti melodrammatiche e scorrevoli della canzone 😉

Un banale e semplice esperimento? Un bel libro illustrato?
Questa storia è molto di più, è messaggio convincente della capacità della musica di arricchire la nostra vita e la saggezza dei bambini che viene trascurata troppo spesso e troppo facilmente.

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Rosa a pois – Amélie Callot

Il caffè di Adèle è un rifugio per tutti.
Una piccola lanterna sempre accesa.
E’ un punto di incontro.
Qui si piange, si ride, si urla, ci si diverte, ci si odia e ci si ama.
Il caffè di Adèle è il cuore del paese.
Il problema è che Adèle non sopporta la pioggia…

Adèle, è la ragazza adorabile, allegra e vivace, che gestisce con amore il Grembiule a pois, un caffè immerso nella natura che profuma “di grandi distese di prato modellate dalla brezza marina” e di scogliere a picco sull’oceano.


E’ un mondo vivace quello che abita il caffè di Adèle, che si trasforma ora in caffetteria, ora in cinema, ora in mercato di frutta e verdura. E’ un luogo di chiacchiere e di ritrovi, e di festa.


Ed è un piccolo mondo con una storia d’amore, un amore segreto, quello di Lucas.
Lucas “un ragazzo gentile e forte come una roccia” che le porta i deliziosi e profumati fiori (margherite, rose e tulipani) con cui lei decora i tavolini, sia la frutta e le verdure con cui il caffè un giorno alla settimana si trasforma in una sorta di mercato per la gente del luogo.
Il locale è il cuore, l’anima, un punto di riferimento per tutti.
Adèle adora il suo lavoro, ma ama anche andare in spiaggia, nelle giornate di sole. Ma quando piove sembra metereopatica e non riesce più ad apprezzare nulla.

E poi ecco che iniziano a comparire oggetti,…è un delicato e dolce corteggiamento che dissemina piccoli misteri nel caffè e articola la seconda parte del libro.

Compaiono oggetti come per magia accanto all’attaccapanni all’ingresso: prima un paio di stivali rosa con sulla suola inciso un sole, poi un impermeabile rosa, ma mentre Adèle si prodiga a cercare i proprietari di questi oggetti rosa apparentemente dimenticati, ecco infine apparire un ombrello rosa a pois, proprio in un giorno di pioggia.

In fondo non è così male.
L’odore dell’erba bagnata e buono e
le piace il ticchettio della pioggia che cade sull’ombrello.
L’aria è fresca, le gocce scivolano sulle foglie
le chiocciole sono uscite dal guscio.
Adèle continua la sua passeggiata con i piedi nel fango,
il naso nei fiori e il sorriso sulle labbra.

Voler bene alle persone non sempre vuol dire compiere gesti sensazionali, che fanno pensare più alle favole che alla realtà. Voler bene alle persone è star loro accanto per come si è, far sentire la propria presenza anche in modo discreto. Stare in ascolto, per capirle in profondità e aiutarle a superare i disagi della vita, piccoli o grandi che siano. Questo è il bellissimo messaggio di Rosa a pois di Amélie Callot e Geneviève Godbout, pubblicato da LupoGuido.

Il mistero degli oggetti che la giovane inizia a ritrovare accanto all’attaccapanni ogni mercoledì, dopo il mercato, dà una bella svolta alla trama: per il bambino inizia a farsi sentire la spinta a voler proseguire per scoprire di più, mentre per l’adulto (che non può non mangiare la foglia…) è piacevole trovare conferma dei propri sospetti una pagina dopo l’altra.

Detto questo, il ritmo della narrazione è tranquillo e costante, senza particolari accelerazioni, il che contribuisce a rendere questa lettura così piacevole.
Le illustrazioni di Rosa a Pois sono pulite e semplici, tinte pastello, toni sfumati e tanti piccoli dettagli contribuiscono a rendere le immagini estremamente godibili, come il testo: sono disegni apparentemente realizzati con le matite colorate, che si prestano benissimo per i paesaggi e gli scenari pensati dall’autrice. Sfogliandolo pagina dopo pagina se respira e si sente la poesia.
E’ una piacevole storia da raccontare ai bambini, soprattutto in un giorno di pioggia, soprattutto se dopo si va a saltare nelle pozzanghere del parco.

Ma è anche una bella storia da regalare a una persona speciale.
Perché quell’ombrello rosa a pois è il sorriso che una persona speciale può provocare davanti ai nostri grigi.

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La Befana – Sandra Nelson

«Calze bucate, scarpe rovinate,
eccomi qui, eccomi là,
son la Befana, trallallà.»

Nicola, è un bimbo che vive nelle campagne Toscane, a Montepulciano. È un po’ cattivello e capriccioso, non aiuta la mamma a mungere le mucche, nel pollaio spaventa le povere galline e gioca con le uova.
La mamma gli ripete sempre, che la notte del 5 Gennaio la Befana, gli porterà solo carbone e non buoni dolcetti come ai bimbi bravi, ma Nicola non crede alla streghetta che va in giro cavalcando una scopa.
Insomma nemmeno la minaccia della Befana che gli porterà il carbone spaventa Nicola, perché lui non ha paura della Befana.


Un giorno Nicola va a passeggiare nel bosco ma smarrisce la via del ritorno e molto impaurito entra in una casetta. Una casetta vecchia e impolverata dove fa un incontro veramente inaspettato…

La befana di Sandra Nelson edito da Jaca Book racconta, ai bambibi, in modo semplice ed educativo, oltre la leggenda della famosissima vecchietta , anche il giusto modo di come comportarsi con gli altri. Nicola infatti, il bambino, grazie a Lei riesce a cambiare il suo atteggiamento e a capire i giusti modi di approcciarsi; una lettura rassicurante nei toni, ma fuori dai canoni per ciò che concerne ambientazione e disegni.

In quella casa spuntata dal nulla vive la Befana.
Allora esiste veramente, non l’ha inventata la mamma per convincerlo a lavorare!
La vecchietta è molto autoritaria e chiede a Nicola di spostare i sacchi di farina, raccogliere le uova e mungere la mucca!


Ovviamente il ragazzo fa tutto controvoglia, ma piano piano, grazie ai consigli della Befana impara a svolgere ogni lavoro con gentilezza.
Pagina dopo pagina scopriamo che quelli che ha procurato Nicola sono gli ingredienti per i biscotti che la Befana consegna la notte dell’Epifania.
Ma la Befana consegnerà anche il carbone?!?

Nicola però impara a fare “il buono” anche se controvoglia, lavora senza fermarsi per la Befana e, grazie a lui, anche quest’anno i bambini avranno i loro biscotti.


Ora Nicola può dire veramente di non aver paura della Befana, perché è una vecchietta deliziosa…
Un bellissimo albo di grandi dimensioni sulla Befana e sull’importanza della gentilezza.
Una storia breve ma molto significativa, dove si spiega che anche il più ribelle dei bambini, in fondo, merita l’opportunità di avere una “seconda possibilità”.

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Buon natale cane Puzzone – Gutman e Boutavant

E’ Natale, e ritorna Cane Puzzone in una nuova avventura accompagnata dal suo fedele amico Spiaccigatto.
Questa vigilia di Natale, troviamo i nostri due amici nella loro pattumiera scaldarsi con una borsa dell’acqua calda che perde acqua e il cane spelacchiato invece è ben vestito di calzini spaiati e bucati. Malgrado il freddo i due discutono dei doni che il Cane Natale porterà loro.

“Speriamo ci porti tante belle cose, Spiaccigatto!”
“Sì, come l’anno scorso,
un monopattino senza ruote e un osso senza carne!”

Ma il freddo e la fame si fanno sentire … e soprattutto la voglia di trascorrere una vigilia di natale i una casa vera diventa la lor grande ambizione…e la trovano pure! Il cartello indica:
“Famiglia Natale! da noi è Natale tutti i giorni!”


ma ahimè a dispetto del nome e delle apparenze qui ci sono dei bimbi davvero perfidi e usano Spiaccigatto e Cane puzzone non per regalarsi un animale ma per farsi i dispetti donando l’un l’altro la cosa più brutta e indesiderabile che sono riusciti a trovare. La perfida bambina regala al fratello la coppia di animali e il perfido gratello le regala una bambola senza braccia trovata per terra accanto ad una bambina addormentata per strada. Insomma, questi due bimbi sono molto lontani dall’essere la famiglia Natale!

Per fortuna Cane Puzzone e Spiaccigatto scappano in tempo e trovano davvero un’anima buona che li accoglie e, indovinate un po’…, è la stessa bambina che chiedeva l’elemosina e che si era addormentata sul marciapiede a cui il bambino aveva rubato la bambola per fare un regalo -dispetto alla sorella… ma per la povera bambina aver perso la sua bambola senza braccia è come aver perso la cosa più preziosa…


Ecco che nonostante il susseguirsi di disgrazie che inevitabilmente li sopraffanno, i nostri due antieroi con un cuore d’oro troveranno il tempo di aiutare la bambina, Cuordilana.

Buon natale cane Puzzone di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo ci racconta ancora una volta, una storia attuale: c’è molta tristezza, miseria sociale, ma pagina dopo pagina il tutto è avvolto perfettamente da un buon livello di umorismo e perfettamente in linea con il buon spirito natalizio, infatti termina con un risultato di speranza e quell’incrollabile amicizia di un cagnolino puzzone e del felino molto intelligente.


Umorismo, fantasia e tenerezza sono ancora ben presenti in questa nuova opera, la quarta ( Scopri QUI le 3 precendenti) in compagnia dei nostri due simpatici amici a quattro zampe.
È divertente, toccante e perfetto per le festività natalizie.

Tutto è bene quel che finisce nel bidone
“Arrivederci Cuordilana, non prendere freddo” le raccomda cane puzzone.
“Grazie amici. Mi avete fatto passare un bellissimo Natale!”

Questo libro, attraverso due personaggi atipici, permette di avvicinarsi alle differenze , perché sinceramente chi vorrebbe un cane e un gatto che odorano le sardine per passare il Natale!?
Una storia di Natale molto lontana dalla ricchezza solitamente associata al Natale e che apre la strada alla discussione! Qui è la povertà che regna e che lascia il posto a molte emozioni!!!
Leggiamo anche la miseria sotto forma di animali poveri e abbandonati ma anche di una bambina che non ha nulla da mangiare e che implora, è molto commovente !!!

E’ un libro che apprezzo molto ma dopo o durante la lettura, è necessario lasciare il tempo da dedicare alle molte domande che i bambini inevitabilmente porranno perché gli argomenti si muovono e raramente vengono discussi!

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Il Secondo lavoro di Babbo Natale – Michele D’Ignazio

Lui era uno stagionale:
lavorava solo durante le feste di Natale.
Il suo era un incarico intenso, faticoso e importante,
ma che gli permetteva di starsene in panciolle
( e in pantofole) per tutto il resto dell’anno.
Da gennaio a novembre era in vacanza!

Il protagonista della storia è proprio il Babbo più famoso, ovvero Babbo Natale che, in un periodo in cui la tecnologia tenta di prendere il posto della magia, riceve la lettera più temuta, quella in cui viene decretato il suo licenziamento.


Licenziare Babbo Natale?! Ma si può?!
Evidentemente sì, visto che il Servizio Postale Internazionale non si è fatto scrupoli e così Babbo Natale, in un colpo solo, si è ritrovato senza lavoro.
Lui che è buono di natura non si perderà d’animo e, cercando di rimettersi al passo con i tempi sempre più intrisi di tecnologia, inizierà a inviare il proprio curriculum (un po’ maldestramente) ed a mettersi in gioco con i lavori più disparati.

Ma a cosa può essere idoneo una persona come lui?
Potrebbe essere un cameriere? Sfortunatamente no perchè dovrebbe in primis mettersi a dieta e soprattutto tagliarsi la barba, qualcosa di altamente improbabile visto che è ciò che lo caratterizza.
L’animatore? Perchè no, lui che è tanto amato dai bambini può certamente rientrare in questa categoria, se non fosse che questa volta è la sua età e non il suo aspetto a non andare bene. Dunque la ricerca si fa sempre più ardua, ma forse sembra esserci una piccola speranza anche per lui e, in tutta questa sfortuna Babbo Natale potrebbe aver trovato molto di più che un nuovo lavoro, qualcosa che è ancora più raro e da custodire.
Tra numerosi lavori vagliati, quello che però darà una svolta alla storia sarà quello che vedrà il nostro Babbo Natale diventare un nuovo netturbino.

Da lì in poi si entra nel vivo la storia, una storia nuova e decisamente emozionante, ricchissima di spunti nascosti ad ogni pagina, spunti su cui riflettere che forse si riveleranno persino più importanti per i lettori più adulti ma in fondo non è forse questa la vera magia dei libri per ragazzi?!

Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio edito da Rizzoli, è una lettura per ragazzi brillante, sagace e divertente, una di quelle adattissime ai lettori più giovani (dai 6 anni) ma che riesce a dare moltissimo anche a noi adulti.
Tra battute e scene esilaranti, Il secondo lavoro di Babbo Natale si legge in un soffio ma è chiaro sin da subito che questa lettura sia destinata a rimanere a lungo nei cuori dei lettori che vi si accosteranno.

Arricchita dalle modernissime illustrazioni di Sergio Olivotti, la storia parla di seconde opportunità, del coraggio che ci vuole per mettersi di nuovo in gioco dopo una caduta, trovando sempre in sè il coraggio di tentare, di reinventarsi e così crescere.


Le illustrazioni caratterizzano la maggior parte della storia e i ragazzi si soffermano a gurdarle nei dettagli perchè saltano subito all’occhio con colori accesi e vivaci.
Non solo la meritocrazia ma anche l’attenzione all’ambiente sarà centrale nella nuova avventura di Babbo Natale, due punti di estrema attualità che secondo me sono stati affrontati egregiamente dall’autore.

Ma cosa vuole trasmettere questo libro?
Molte sono le tematiche affrontate dall’autore che lo fa con ironia mai banale.
Mai perdersi d’animo, mai soggiacere al pessimismo, vietato mollare! Così come ci insegna Babbo Natale, le cadute più forti portano alle più grandi risalite che però richiedono forza, coraggio, determinazione, voglia di mettersi in gioco e decisamente molta fantasia.
…E scopre che non è mai tardi per realizzare i desideri.
I propri, ma anche quelli degli altri!

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Amici – Satomi Ichikawa

Amici per i giorni di festa
amici per quelli di tempesta,
amici da gennaio a dicembre.
Amici. Amici per sempre.

Gli A M I C I,  l’A M I C I Z I A, sono come un sottile filo invisibile che ci lega alle persone, ci amalgama in modo più o meno perfetto in un mix speciale di impalpabile complicità, affetto, tenerezza, ascolto, condivisione, sostegno, divertimento e tante tante scoperte!

Amici di Satomi Ichikawa è stato pubblicato la prima volta con il titolo Friends nel 1976, ed è stato il primo lavoro dell’artista giapponese Satomi Ichikawa – trasferita giovanissima a Parigi dove vive da oltre trent’anni – affermata autrice di oltre una cinquantina di libri per bambini. Amici, per la gioia di piccoli e grandi lettori, è arrivato anche in Italia in una versione totalmente rinnovata, grazie a Orecchio Acerbo, pur mantenendo tutta la freschezza e la leggerezza che accompagna sempre gli Amici.

“Amici per superare gli ostacoli,
che quando siamo a terra fanno miracoli.”

Ogni pagina mostra i tanti diversi aspetti dell’amicizia, con illustrazioni giocose ma distinte nello stile. Amici è un albo illustrato perfetto per regalo che non ha ne età ne tempo… proprio come l’Amicizia.
Leggere, osservare, perdersi nei ricordi sfogliando questo libro è come celebrare tutte quelle amicizie che completano il nostro mondo!
Qui ci sono gli amici, quelli autentici che, s’intende, fanno davvero tanta strada insieme…
Amici, con cui superare insieme tutti quegli ostacoli della vita per poi rialzarsi quando si è a terra.
Amici per ieri, per oggi e per domani, cioè per SEMPRE.
Questo è un albo illustrato per tutti, che allarga e scalda il cuore e dolcemente commuove;
penso sia proprio uno di quei libri REGALO perfetti, perchè pagina dopo pagina è come un lungo biglietto di 32 pagine da regalare agli amici più unici e cari…Grandi e piccoli…ovviamente 😉

“Amici per il presente e per il futuro,
anche se qualche volta ci separa un muro.”

Ma attenzione, qui si racconta l’amicizia quella vera, non quella di apparenza dei social, ma quella vera con la A maiuscola. Quell’Amicizia che si costruisce nella vita di ogni giorno e si sperimenta dal vivo, tra momenti belli e brutti.
Questo è l’essere amici.
È un sentimento universale che non ha e non avrà tempo, né scadenza.

Chi è un amico per i bambini di 4-6anni?

Ecco alcune risposte semplici e sincere, profonde e assolutamente vere in modo disarmante:

L’Amico è una persona che ti vuole bene; [Irene, 4 anni]
L’amico è una persona con cui giocare; [Giovanni, 5 anni]
L’amico è una persona che sposeresti; [Allegra, 5 anni]
L’amico è una persona a cui piacciono
le stesse cose che piacciono a te.
[Nicolò, 6 anni]
E’ presto confermato, per i bambini l’amico non è solo un porto sicuro dove rifugiarsi e trovare protezione e rassicurazione, ma soprattutto un compagno di giochi, una persona simile a lui, a chi piacciono le stesse cose e ci sente in sintonia.

Gli altri sono un regalo che l’esistenza ci fa. Un bene aggiunto. La nostra occasione di essere persone migliori.
Insegnamo questo valore a bambini. Condividere, andare con, procedere insieme. Perché insieme è più bello. Molto più bello.

I bambini ritratti dalla Ichikawa sono tutti diversi, alti, bassi, con le trecce, più grandi o più piccoli, ma è la loro diversità a renderli interessanti e a creare un gruppo coeso. Sono bambini che ricordano quelli che si vedevano per strada tanto tempo fa e fanno aleggiare un sorta di nostalgia del passato.

“Amici per le fatiche più dure
e per tutte le sventure.”

Per quanto il condividere così tanti momenti quotidiani non risulti così attuale e per quanto gli abiti possano non rispecchiare i tempi moderni, la narrazione no sa di irreale, anzi! Il breve testo in rima è come una filastrocca e amplifica le dimensione di gioco e di levità, bilanciando la profondità dei messaggi raccontati. Ma lo sappiamo bene che alla fine le cose semplici sono, poi, le più vere.

“Amici per essere migliori,
quando i grandi sono fuori.
Ma più di tutto per non sentirci abbandonati
e affrontare la notte da alleati.”

Amici, è una storia per ricordarci che essere amici può essere per sempre, in ogni luogo e in ogni tempo.
…siamo Amici. Amici ieri, oggi e domani

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Il pupazzo di neve – Raymond Briggs

E’ la vigilia di Natale.
E c’è un bambino che dalla finestra della sua cameretta vede scendere la neve.
Come ogni bambino che si rispetti è felice. Il suo viso si illumina e corre a vestirsi.
Chiede alla mamma il permesso di uscire per poter fare quello che fanno di solito i bambini in queste circostanze: Costruire un pupazzo di neve! Prima di dare inizio all’opera recupera alcuni materiali utili.
Un vecchio cappello, una sciarpa, qualcosa che possa andare bene per gli occhi e il naso.
E poi esce, con un sorriso e la mente piena di fantasia.

Prima crea il corpo, enorme. Poi mette una grossa palla di neve sul busto per modellare la testa. Costruisce le braccia, le gambe e…ci aggiunge il cappello… e una sciarpa!
Con dei piccoli pezzi di carbone crea gli occhi e, con un mandarino, il naso. Alla fine tratteggia la bocca.
In poco tempo il bambino crea uno Pupazzo di Neve dalla faccia simpatica.


Ma si sta facendo tardi. La mamma lo chiama. Fa freddo e bisogna andare a letto presto.
Perchè, si sa, Babbo Natale è in arrivo. E così il bambino se ne va a dormire.
Quando ad un certo punto della notte viene svegliato da una luce, che sembra magica.
Si affaccia…e la sua sorpresa moltiplica quando vede il pupazzo di neve che si muove e lo saluta!
E’ l’inizio di una magica avventura natalizia!

Entrano in casa, in soggiorno, in cucina, in camera da letto. Tutto è nuovo per il pupazzo: il televisore, il frigo, gli abiti, i giocattoli… Comincia a divertirsi come un matto.
Alla fine il pupazzo di neve prende per mano il bambino e lo conduce di nuovo in giardino.
E ora?! Via a correre a perdifiato in mezzo alla neve, finché, d’incanto, spiccano il volo, su, su, sempre più in alto.


Volano abbracciati su città e villaggi, valli e montagne fino al mare sconfinato, aspettando insieme il sorgere del sole…
Si è ormai fatto tardi ed è giunta l’ora di ripartire. Il bimbo e il pupazzo di neve ancora una volta si librano in cielo, in alto, in alto, sorvolando valli e montagne, villaggi e città… Insieme, atterrarono nel punto esatto da cui erano partiti. Il giardino è avvolto dal silenzio, è ora di andare a dormire.
Una notte trascorsa con grande intensità, in cui ogni piccolo gesto acquista valore, a sottolineare forse la preziosità di quell’amicizia effimera trascorsa a divertirsi e a conoscersi.


Il libro si apre e …si chiude con un risveglio, molto ricco ed emozionante.
Qualcuno potrebbe forse provare amarezza nel finale. E’ un finale che si chiude con un risveglio e con la fine di un sogno (vero o reale che fosse) resa tangibile da ciò che, potete immaginare, rimane di un pupazzo di neve dopo una notte probabilmente non particolarmente fredda.
Penso invece che questo finale renda ancor più valore e magia alla notte di amicizia e avventure trascorsa dal bambino nella frenesia di gustarsi avidamente un momento magico, presente.

Il Pupazzo di neve di Raymond Briggs edito da Rizzoli è una storia estremamente poetica, commovente e piena d’affetto, ma anche molto movimentata e puntellata di accadimenti. E’ una storia in cui umanità ed empatia raccontano illustrazione dopo illustrazione dettagli e danno forma a ogni gesto.

Raymond Briggs è un illustratore britannico nato nel 1934 è particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” pubblicato nel 1978 e conosciuto in Italia come Il pupazzo di neve. Il libro ebbe subito successo e nel 1982 divenne un cartone animato di 26 minuti. Ebbe così successo che è divenuto un appuntamente natalizio d’obbligo del Natale!
Il libro è senza parole, rientra quindi tra quelli che oggi vengono chiamati silent books e la forza sta proprio qui, in queste illustrazioni a matita, morbide, delicate…bastano da sole a creare l’atmosfera di questa piccola storia magica, in cui un pupazzo di neve prende vita per una notte, facendo vivere al piccolo protagonista una meravigliosa avventura.

Un racconto poetico, un’avventura magica, un finale malinconico, l’innocenza dell’infanzia…
Un’amicizia speciale fra un bambino e il suo pupazzo di neve
Guardarlo, sfogliarlo, seguire le loro avventure è una gioia per gli occhi e un balsamo per il cuore.

Perchè insegna a credere nei propri sogni.

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Il Grande Viaggio della piccola Angelica

Per tutti i bambini…
con l’augurio di essere sempre liberi…
liberi come rondinelle circondate dall’amore.

La piccola Angelica è nella sua cameretta.
Da fuori si avverte chiaramente la voce, un po’ petulante, della mamma che chiede ad Angelica tutta una serie di cose noiose.


Angelica si perde, non arriva, vaga con la mente e la mamma là fuori sta perdendo la pazienza.
Angelica è stata interrotta durante il gioco, in camera sua, di conseguenza non ne vuole sapere di uscire di casa e così le parole della mamma dapprima ridondanti e rappresentate a caratteri sempre più grandi ad un certo punto spariscono.

“Angelica sei pronta? Vieni. Mi hai sentito patatina?
Angelica vieni. Si parte… Sto aspettando…
Attenzione, conto fino a 3: 1,2,3…
Angelica guarda che ti lasciamo a casa!…”

Sono parole presenti in alcune pagine che suonano come quel vociare cui tanto siamo abituati che però si fa via via più ovattato e lontano.
In pochissimo spazio vediamo in azione la capacità di Angelica di estromettere quelle parole che si fanno più rare per lasciare posto ad una foresta fantastica.
Chiude le orecchie e lascia correre la sua immaginazione…e la sua immaginazione è fertile, senza limiti! Sua madre può chiamarla, chiamarla…Non è più qui, la piccola Angelica, è andata a fare un giro, un viaggio, unan gita, nella cavità dei suoi sogni più sfrenati!
Ed è proprio così che ha inizio il grande viaggio della piccola Angelica..proprio lì, dove finisce la quotidianità.

Angelica, abbandonato il solito tran tran e la sua cameretta si avventura in un mondo verde, rigoglioso e magico, quello della sua fantasia.
Ed è un piacere per noi seguirla da una pagina all’altra, tra graziosi ritagli di carta, o nascosta dietro le carte da lucido…tutto parla ed espire un mondo magico.
Eccola che vaga con la fantasia, si ritrova in un mondo tutto suo, può volare con gli uccellini, toccare le nuvole, danzare in una foresta fatta di strani animali e creature fantastiche, può fare il bagno nel mare nuotando tra pesci e sirene e prendere tra le mani le stelle del cielo.


Angelica è completamente persa nel mondo della fantasia.
Finalmente una scala e dei palloncini la riportano nella sua stanza ed è finalmente pronta per andare via con la mamma.

Quando la bambina apre gli occhi ritornano le parole della mamma: “Angelicaa!! Andiamo!! Vieni” la bimba saluta i suoi amici, tanto sa che li rivedrà. E finalmente risponde alla mamma: “arrivo!”.
I bambini lo sanno che il potere creativo della fantasia non finisce una volta concluso il viaggio; qualcosa di quel mondo resta nel bambino, arricchendo la sua vita con altre sfumature.

Il grande viaggio della piccola Angelica è un albo di grandi dimensioni scritto e illustrato da Charlotte Gastaut, edito da Gallucci per la prima volta nel 2010 e ristampato a maggio 2019. L’autrice vive a Parigi con il compagno e le due figlie. Oltre ai libri per bambini si dedica anche al mondo della moda. Questo libro è dedicato alla figlia Prudence, il titolo originale infatti è Le grand voyage de mademoiselle Prudence, che nella traduzione italiana prende il nome di Angelica.
Pagina dopo pagina il lettore accompagna Angelica nel suo viaggio immaginario grazie a finestrelle, buchi, intagli e pagine trasparenti.


Adatto anche a noi grandi per ricordarci il giusto peso del tempo dei piccoli, così lontano dal nostro!
Le illustrazioni di Charlotte Gastaut sono molto dettagliate, fantasiose, attraenti, l’autrice ci accompagna in un viaggio da sogno, il più meraviglioso!
Le sue illustrazioni a tutta pagina, senza testo, sono incredibilmente ricche.
I dettagli sono infiniti, ogni volta che lo rileggerete sarà una nuova opportunità per coglierne di nuovi.

Un consiglio?
Lasciatevi trasportare dalla grazia, dalle caratteristiche e dalla profondità dei colori per seguire Angelica, dove la sua immaginazione vi condurrà 😉
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Nonno Natale – Michael Morpurgo

“Ogni anno a Natale, vado a prendere nel sottoscala
lo scatolone con gli addobbi per l’albero.

E’ lì che teniamo anche il diario che scrivevo da piccola…
…Tutti gli anni tiro fuori questo diario
e lo nascondo tra i rami ai piedi dell’albero.”

Mia è cresciuta e ha una famiglia tutta sua, ma ogni anno a Natale tira fuori la lettera che suo nonno le ha scritto quando era una bambina. Il nonno nutriva un grande desiderio per la sua nipotina: amare la terra e imparare a rispettarla, proprio l’amore che c’è tra loro.
La lettera del nonno racconta le sue profonde preoccupazioni per il nostro fragile pianeta.

Carissima piccola Mia,
Questo Natale, invece di una cartolina di Natale
– ne avrai un sacco – e invece di un regalo –
ne avrai un sacco anche di quelli, ti invio una lettera…

La sua lettera è un caldo, appassionato e sincero desiderio di un mondo migliore in cui vivere Mia. Ricorda con affetto i tempi trascorsi nel suo giardino alla ricerca di rane e vermi e piantando semi.
Ma il nonno si preoccupa che tutte le cose che amano così tanto siano in pericolo …
La sua lettera è un appello promettente a Mia (e a tutti noi) per continuare a prendersi cura e proteggere il nostro prezioso mondo.

“Perciò piccola Mia, auguro a te
e a tutti i bambini della terra,
un mondo nuovo, senza guerre e
senza sprechi…
un tempo nuovo dove coltiviamo e mangiamo
solo ciò di cui abbiamo bisogno..
e impariamo a condividere quello che abbiamo,
così nessuno, in nessun luogo sarà più affamato.”

Nonno Natale di Michael Morpurgo edito da Jaca Book incornicia un potente messaggio sulla protezione dell’ambiente in questa bellissima storia personale sul desiderio di un nonno che sua nipote viva in un mondo migliore.
Le parole toccanti di Morpurgo sono un potente antidoto al consumismo grossolano e allo spreco che aumenta ancor di più nel periodo natalizio, e un forte richiamo al messaggio originale di buona volontà e donazione.
Le illustrazioni di Jim Field fanno eco alla profonda tristezza insita nel testo ma allo stesso tempo mettono in luce questa grande speranza e il legame amorevole tra Mia e suo nonno.
Vedere il contrasto tra il danno ambientale e il mondo dei sogni del nonno ci aiuta a capire esattamente cosa stiamo facendo e quanto potrebbe essere diverso. Adoro i paesaggi. Ogni foglia e ogni filo d’erba è pieno di vita e movimento.

“Ti auguro un mondo in cui, per far volare gli aerei,
per guidare le macchine per riscaldare la case…
non si sciolgano i ghiacciai…

Ti auguro un mondo in cui la balena e il delfino,
la tartaruga e la medusa possano vivere
la vita degli abissi  indisturbati..

Che nessun albero venga mai più abbattuto
senza piantarne almeno tre…

Dobbiamo imparare ad amare di nuovo la terra,
ad amarla come io amo te e tu ami me.”

Lo trovo un libro speciale perchè oltre al suo immenso messaggio d’amore verso il nostro pianeta, ci mostra anche il rapporto che Mia intratteneva con suo nonno. Trascorrevano del tempo insieme quando era piccola.
Uno dei momenti più toccanti del Natale è la sensazione che manchi qualcuno dei nostri cari. Nulla riporta quella perdita come una cartolina di Natale mancante. Questa storia ci ricorda delicatamente che, sebbene le persone se ne siano andate, potremmo avere messaggi che ci hanno dato nella vita. La routine di Mia di leggere la lettera del nonno ai suoi figli ci mostra che, sebbene il dolore non vada mai, troviamo il modo di tenere quelle persone vicine ai nostri cuori.

È un grande desiderio e ogni anno Mia e la sua famiglia ricordano il nonno e la sua lettera leggendola insieme in un abbracciamoci-stretti
Un libro illustrato di Natale splendido, perfetto per essere condiviso da tutta la famiglia.
E’ una storia ricca di speranza, di vita da leggere con qualche lacrima…
Lo consiglio proprio perchè penso che sia importante riconoscere il Natale come un momento di riflessione e cambiamento, e questo libro illustrato lo fa così magnificamente che merita di essere un classico letto da molte generazioni.

C’è molto da sanare, molto da amare…
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Björn. Una primavera di scoperte – Delphine Perret

“Come ogni anno, prima di andare
a ispezionare tutto ciò che durante l’inverno
potrebbe essere cambiato,
Björn fa qualche passo davanti alla sua caverna
e stiracchia ben bene le dita dei piedi.
Quest’anno, nell’erba
accanto a lui c’è un carapace.”

Quando la primavera ritorna, Björn si sveglia. Il mondo è cambiato un po ‘durante l’inverno. L’erba sta diventando verde, la brezza sarà presto calda. Al risveglio, Björn scopre una tartaruga vicino alla sua caverna. Anche lei si è appena svegliata e ha una moltitudine di sogni da raccontare!

Poiché non conosce bene i boschi, Björn gli fa scoprire la sua casa… insieme vedono cose che prima non c’erano e incontrano vecchie conoscenze. Insieme si chiacchiera dell’inverno appena trascorso, sotto una pioggia di petali di fiori di ciliegio.


Quindi, una volta che tutti hanno raccontato il loro inverno, gli animali possono tornare alla loro routine …

Björn sta passeggiando con la lepre,
quando sente un rumorino.
Non è un uccello
E nemmeno un topo. Ma squittisce
…E’ una scatoletta. Bip Bip

Ma questo senza contare sull’aspetto di questa scatola che parla e lampeggia, l’organizzazione di un picnic al chiuso, un pomeriggio in piscina con Ramona, l’arrivo di un nuovo nella foresta e soprattutto … il viaggio in autobus! Il ritmo è sempre lo stesso: il trantran tranquillo delle giornate in cui si decide con calma cosa fare, in cui arrivano scoperte e novità, in cui ci si bea di una pioggia di fiori di ciliegio.


Dopo il successo delle sue prime sei avventure, Björn continua a insegnarci ad apprezzare la bellezza delle piccole cose che fanno grande felicità.

Björn Una primavera di scoperte di Delphine Perret edito da Terre di Mezzo ci porta sei nuove storie tenere e divertenti, in cui il nostro orso e i suoi amici della foresta scoprono un po’ di più il mondo degli umani.

Gli ingrendienti di successo di entrambi i libri di avventure di Björn sono: un testo semplice e poetico sotto forma di haiku, una linea fine ed essenziale che illustra i nostri simpatici personaggi e quel giusto tocco di emozioni durante la lettura! Una vera piacevole lettura per grandi e piccini!
Björn ci invita ad osservare i suoi piccoli momenti quotidiani, osservare l’ambiente circostante, per ricordarci di prenderci il nostro tempo e condividere bellissimi momenti di amicizia.

Sei avventure piene di giochi inventati, piccole sorprese, ghiotte merende e inaspettati momenti di felicità. Testo in stampatello maiuscolo. Queste semplici storie insegnano molto più di quanto farebbero fiumi di parole, perchè sono semplicemente semi che si abbandonano negli occhi e nel cuore dei primi lettori.

Buon letture con Björn
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Ortone e i Piccoli CHI – Dr. Seuss

…nella Giungla di Nullo,
mentre fuori si bolle e nell’acqua è un trastullo,
lui si sciacqua… e si crogiola nelle gioie giunglevoli…
quando Ortone l’elefante sente un suon dei più fievoli.

Ortone è un elefante. È grosso e ingombrante ma ha un animo molto sensibile e vista e udito fini grazie ai quali riesce a percepire la richiesta d’aiuto di una creaturina minuscola, un granello di polvere, quasi.

Questa è bella!” lui pensa
Io non vedo nessuno!” Ma lo sente di nuovo.
Un lamento minuto come fa un esserino quando chiede un aiuto.
[…] Io devo salvarlo.
Perchè questo penso, ognuno è importante, sia piccolo o immenso.

Lei è rosa, piccina davvero; fa parte di un popolo di minuscoli che si chiama “Chi” e che vive nel Paese “Chissà: corrono un grande pericolo e quindi chiedono aiuto a Ortone, che, in barba a quanti cinicamente lo vorrebbero indifferente, si adopera subito per il bene delle creaturine.
Lui grande grosso e generoso, l’altro è piccolo che quasi non si vede.
L’incontro avviene in belle pagine che accostano al bianco e nero del disegno lo squillo di colori forti, di preferenza azzurri e rossi, intervallati da un rosa d’eccezione.

Questo scenario da “Giungla di Nullo” s’apre ai trastulli d’acqua dell’elefante Ortone, pronto a tralasciare gli ozi non appena avverte questo debolissimo sibilo, diciamo un lamento, tanto silenzioso ma lamento, che lo induce all’erta, in un ascolto attento, in uno sguardo in giro, alla ricerca di chi ha bisogno di soccorso.
Lui è fatto così.
Ed eccola la creatura che sbalordisce: un granello in balia del vento che sussurra aiuto!
Ohibò! Qualcuno da salvare. Perché “ognuno è importante sia piccolo o immenso”. Questa è la filosofia di Ortone.

Si affanna, corre avanti e indietro, non conosce stanchezza. Intanto la sua gentilezza, come spesso accade, è scambiata dagli altri come dabbenaggine. Nessuno vede i piccoli Chi, Ortone quindi per glia ltri è semplicemente impazzito.
Hai sentito un grido? dicono l’odiosa cangura e la sua saccente figliolina. Hai sentito un grido? si fanno beffe, quelle monelle, delle scimmie,
E le une e le altre a dare addosso al povero elefante, pronto a porgere soccorso, sempre in quella lingua che è la rima, la sola che si sappia da queste parti: deliziosa o tagliente, a seconda di chi dice.


In breve, il generoso Ortone dovrà convincere canguri, aquile e dozzine di macachi, che nel granello di polvere esiste un’intera città chiamata Chissà. La città risulta essere abitata addirittura da miliardi di Chi, guidati da un Sindaco che afferma:

La città sta vivendo la sua ora più nera!
L’ora in cui ogni Chi, il cui sangue sia rosso,
va in aiuto alla patria!” e conclude commosso.
“DOBBIAM fare un rumore ancor più roboante!
Perciò grida, ragazzo!
Ogni voce è importante!

Ma chi fa del bene, per fortuna, lo fa ostinatamente, talmente tanto da riuscire a provare anche gli scettici.
E noi vediamo tutto, proprio tutto quello che il libro svela nel suo precisissimo disegno solo a noi, che siamo fuori della storia e abbiamo il privilegio di essere i lettori.
Vediamo il mondo in miniatura, al quale solo Ortone crede e cerca con tutte le sue forze di salvare, in una impresa che sembra per davvero disperata, perché difficile è far credere se non si sente e non si vede!


Però …
Vogliamo scommettere una cosa?
Che sarà il grido di un bambino a fare quella differenza in più di suono.
A fare sentire finalmente la voce in coro del piccolo mondo dei piccoli Chi.
Che sarà il grido di un bambino a salvare il mondo?

Ortone e i piccoli Chi!, pubblicato in Italia da Giunti. Il libro è è opera dell’americano Theodore Seuss Geisel, per tutti Dr. Seuss, che ha intrattenuto i bambini d’oltreoceano – e non solo – per lunghi anni attraverso innumerevoli titoli di storie fantastiche, quasi sempre in rima, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
Dr. Seuss, è stato e ancora sarà sicuramente l’autore più amato di libri per bambini nella storia della letteratura per l’infanzia in America. E’ autore di più di 40 opere, di grande successo, che hanno venduto moltissime copie (quasi 300 milioni) ed è stato addirittura insignito del premio Pulitzer, nel 1984, “per il suo contributo di quasi mezzo secolo all’educazione e al divertimento dei bambini americani e dei loro genitori”.
Ortone e i piccoli chi! è stato pubblicato per la prima volta nel 1954 e, insieme ad altri libri con protagonista il simpatico elefante, risulta ancora oggi tra i più venduti del Dr. Seuss.

Ortone, con le sue grandi orecchie e il cuore ancora più grande vi conquisterà regalandovi risate e ricche emozioni 😉

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