Dove il Mare incontra il Cielo – The Fan Brothers

Fin ricordava la voce del nonno.
Gli raccontava storie su un posto lontano
dove il mare incontra il cielo.

Finn vive vicino al mare e il mare vive da lui. Ogni volta che guarda fuori dalla finestra è un costante ricordo delle storie che suo nonno gli ha raccontato sul luogo in cui l’oceano incontra il cielo. Dove volano balene, meduse, uccelli e i castelli galleggiano.

Il nonno di Finn, che oggi avrebbe 90 anni, non c’è più, ma Finn conosce il modo perfetto per onorarlo.
Costruirà la sua nave e salperà per trovare lui stesso questo luogo magico! È estate: il tempo del mare, dell’andare per luoghi sconosciuti verso l’avventura.

Una barca di fortuna, pezzi raggranellati sulla spiaggia che chi cerca, trova! Assi di legno assortite, telai per ipotetiche finestre, due legni lunghi ben trattenuti da un saldo giro di corda, l’albero maestro; un pezzo di staccionata la carena, una lanterna e per bandiera una vecchia canotta a righe, che le righe si sa, fior di pirati le hanno indossate 😉
Un lavoro di ricerca, per il piccolo Finn, che è già un viaggio che percorre l’infinita battigia e porta oltre le dune di sabbia. Cercare e trovare e poi assemblare questi regali del mare.

Lettori e ascoltatori salpano per un viaggio che ha del surreale. Ammirando le illustrazioni con un raffinato sguardo, un confine sembrerà già essere abbattuto, mentre le nuvole si allungano riempiendo il cielo di un impalpabile pulviscolo che si compone e scompone in figure, piccoli segni di un possibile percorso, compagni di un destino che si sta compiendo ingannando l’occhio, rimescolando i colori là, in fondo, vicino all’orizzonte.

Dopo momenti di solitudine, Finn si ritrova davanti una gigantesca carpa dorata con baffi e pizzetto, proprio in quel momento, quando il giorno cede il passo alla sera e poi all’oscurità della notte, nel profondo silenzio del mare aperto, la grande carpa cambia ritmo alla narrazione e allo stato dell’anima del piccolo viaggiatore.

“Sai dove l’Oceano incontra il Cielo?” Finn chiese al pesce.
“È alto e basso, e profondo come il mare”
“È su e giù e molto lontano”

La carpa dorata è in testa alla solitaria spedizione e con lei Finn visiterà le Isole Biblioteca, popolate da cento variopinti uccelli-lettori, un’isola di conchiglie giganti impervie come montagne da scalare.
Bisogna fermarsi, osservare tra le pagine, tra i dettagli ed immergersi dentro, là, dove le meduse quadrifoglio danzano, e poi su tra cielo e mare dove non sai sei ti stai librando in volo o se è l’acqua… Ma non importa, ciò che i tuoi occhi vedono ora come bolle di sapone alimentate da un gigantesco e invisibile diffusore è quanto di più magico, mistico, magnetico e surreale ti sarà mai dato modo di vedere.


Da qui in poi la storia diventa un sogno meraviglioso, dove il piccolo Finn a bordo della sua barca vede paesaggi mozzafiato, creature marine straordinarie, acque cristalline solcate da mongolfiere, draghi e vascelli.
Lì tra cielo e mare un castello si annida in una nuvola, dirigibili, vascelli, il Titanic, golette dalle vele piumate, pesci volanti, lo Zeppelin e sottomarini di grandette e lunghezza diverse, dragoni sospesi trasportati da leggere mongolfiere e poi meduse, meduse che ballano. E sullo sfondo una gigantesca e luminosa luna che una grande balena blu, di passaggio in primo piano, sembra dividerla in due.

Se aguzzi la vista, proprio lì vicino c’è la minuscola barchetta di Finn fatta di cose che il mare gli ha portato come doni preziosi.
E quando arriverà, forse, solo forse, troverà qualcosa che non sapeva che stava cercando…
Il cielo si apre, l’acqua si ritira e una splendida luna illumina tutte quelle meraviglie… fino all’arrivo della mamma di Finn.

E’ stato solo un sogno?
Oppure adesso Finn conosce il luogo dove il mare incontra il cielo?
Forse tutto quel blu di cui Finn è stato testimone è un luogo magico che non esiste, o forse è un luogo dove si ritrovano coloro che portiamo sempre con noi nel cuore, tra mare e cielo…

Dove il Mare incontra il Cielo di Eric Fan e Terry Fan (The Fan Brothers) edito da Gallucci editore, è un libro incredibilmente poetico che colpisce per le immagini spettacolari a cui ci hanno abituato i Fan Brothers, i fratelli canadesi dallo straordinario gusto estetico che, lavorando insieme, hanno prodotto dei libri straordinari, assolutamente inclassificabili, ma da ammirare per la loro bellezza.
Assolutamente da avere nelle propria libreria!
Nominato per il premio Kate Greenaway 2019.

Una storia, emotivamente carica che affronta in modo delicato la perdita e il lutto; grazie alle splendide e ricche illustrazioni la narrazione esprime e arriva dritta al cuore senza precedenti.
Non è stato trascurato nessun dettaglio…un libro da leggere con calma per “salpare insieme a Finn” ed immergersi come in un sogno che fonde le bellezze della natura.
In una scena toccante, Finn saluta il volto sorridente e illuminato del nonno.

Questo elegante libro illustrato è un viaggio contemplativo e curativo alimentato dall’amore e dalla perdita.
Le illustrazioni eleganti dei Fan Brothers e la narrazione semplice ma piena di emozioni creano un libro illustrato che è al tempo stesso mistico, magico e magnetico.
Questa avventura amorfa e fantasiosa porta nascosti fili di malinconia che ignoreranno la maggior parte dei giovani lettori, ma rimarranno affascinati dalle illustrazioni magiche e dall’accettazione della nozione che i mondi fantastici di sogni e storie esistono veramente.

Certo, sono possibili molte letture di questo viaggio, non ultima quella spirituale ma sempre di viaggio si tratta, sempre di meraviglia e maestosità: quella dei luoghi che costruiamo nel nostro cuore.
Quel “Finn?” sussurrato dalla mamma ci riporterà al presente con uno sguardo..

“…verso quel magico luogo tanto lontano,
dove il mare incontra il cielo.”

Buon viaggio e Buona lettura!
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Un anno nella Foresta – Emilia Dziubak

Nella foresta gli animali come giocano e riposano?
Chi dorme di giorno e chi di notte?
Quali sono i loro passatempi preferiti?
Quando nascono i loro cuccioli?
Chi vive sottoterra, sugli alberi o nell’acqua?

Un anno nella Foresta di Emilia Dziubak edito da Fabbri editori è un libro che risponde a tutte queste domande e molte altre! Nella prima doppia pagina, tutti gli animali che possono essere trovati in questo libro si presentano personalmente.
Poi nelle 12 doppie pagine cartonate dal grande formato inizia un viaggio che piace davvero molto, un tipo viaggio definito Wimmelbuch. Questo tipo di libri stentano ad arrivare in Italia, tuttavia i pochi che arrivano fanno la gioia di grandi e piccini e possiedono due volti che non sempre vengono considerati. La dimensione del gioco (trova il dettaglio nel mondo brulicante) e la dimensione narrativa (sono questi veri e propri silent book a cui si può dar voce attraverso diversi fili narrativi, per non dire quasi infiniti).

Siamo accompagnati da tutti questi abitanti della foresta in un viaggio lungo un anno e un viaggio nella natura. L’intera trama si svolge senza testo e su un’unica foresta. Ad ogni mese è dedicata una doppia pagina in cui le stagioni arrivano con il loro clima tipico.
In inverno vediamo gli alberi spogli e senza foglie, in primavera con boccioli e le prime foglie, in estate con fogliame pieno e in autunno con i rispettivi frutti.
Ogni pagina suscita molte domande nei bambini, ma risponde anche loro in egual misura.
Risponde a tante domande in modo giocoso, ma lascia comunque ai bambini spazio sufficiente per la propria immaginazione.


La vita che si sprigiona nelle illustrazioni è viva, veramente brulicante, l’effetto “pieno” che i wimmelbuch “copiano” dalla scuola fiamminga del ‘500 sviluppa infatti un effetto di movimento costante, un lavorio che l’occhio del bambino segue affascinato. L’illustrattrice rende questo scorcio di foresta ben caratterizzato: figure, animali, natura, clima… ogni figura è funzionale ad una storia ad un accadimento a cui assistiamo.


E’ proprio questo che cattura l’attenzione dei bambini e li affascina, una storia che dura per tutto l’anno per esempio: i cinghiali che iniziano a gennaio con una sorta di lotta per conquistare la loro dolce metà, poi cercano il cibo tra la neve, in marzo la femmina cerca dove far nascere i suoi piccoli e ad aprile li allatta, in luglio insegna loro come difendersi, in ottobre come e dove trovare il loro cibo preferito, oppure le formiche che lentamente si svegliano e raccolgono diligentemente durante tutto l’anno, o gli scoiattoli che nascondono nocciole o scelgono il loro albero per crescere i piccoli…

C’è così tanto da scoprire,
si possono passare ore a cercare
o a seguire le avventure
di questi animali della foresta per tutto l’anno!

Cosa fanno veramente le formiche
in inverno quando fa freddo e nevica?
E le alci come perdono le loro corna?
Cosa fanno le lontre in estate? Dove si nasconde la lince?

Incredibile è ciò che Emilia Dziubak racchiude in una doppia pagina. Brulica di circa 50 animali grandi e piccoli, intenti nella loro vita nella natura: crescono, cacciano, si riproducono, muovendosi tra abeti, betulle, tane e nascondigli, da gennaio a dicembre. Ogni facciata è una panoramica del suolo, sott’acqua, nei tronchi degli alberi e persino nello spazio aereo che diventa stretto a seconda del mese. In questo modo i bambini scoprono chi è attivo durante il giorno, chi dorme di notte e chi dorme in inverno, come riposano gli animali e cosa gli piace mangiare… e molto altro 😉

A gennaio si intuisce chi sta per cominciare il letargo, nella doppia pagina successiva, febbraio, gli scoiattoli cercano nocciole sotto la neve, il lago comincia a ghiacciare e il cibo scarseggia. Girando pagina scopriamo i mesi successivi e man mano che il tempo passa ognuno degli animali incontrati all’inizio fugge, si incontra, trova del cibo, migra.

Le illustrazioni sono fantastiche. Da un lato, sono molto adatte ai bambini, d’altra parte abbastanza naturali e parlano così in uguale misura a grandi e piccoli. Tutte le immagini sono tenute di un colore tenue, in modo che si adattino molto bene alla foresta.

E per concludere in bellezza, c’è un enorme labirinto sull’ultima pagina del libro in cui i bambini possono impegnarsi attivamente e divertirsi ad aiutare gli animali a trovare i loro amici, cuccioli o ciò che desiderano 😉

Un anno nella foresta non è solo ben progettato, ma è anche molto istruttivo ed educativo. Giocosamente, i bambini imparano a conoscere gli animali nella foresta nelle rispettive stagioni.
Un libro che merita di diventare e di trovare il posto tra i preferiti nella libreria tra i bambini!

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Il gatto Stregato – Cossi & Frezzato

In una foresta sterminata
c’era una radura bella e incantata
nel bel mezzo della quale
spuntava una casetta niente male.
In questo posto tutto matto
viveva una strega col suo gatto.

Il protagonista di questa favola si presenta immediatamente in copertina nero, spelacchiato e con i suoi occhi grandi. Si tratta di Girotondo, un gatto molto particolare. Infatti, Girotondo è il gatto di una giovane fattucchiera, Giulietta e aiutava tutti alla sua maniera.

Un giorno Yuri il boscaiolo, che era stato appunto aiutato dalla strega, si reca da Giulietta con la solita torta per ringraziarla, ed è accompagnato dalla sua splendida gattina bianca; per Girotondo è amore a prima vista, ma sentendosi inadatto ad una così meravigliosa creatura il micio chiede alla padroncina di insegnargli la magia, così che possa ricorrere a incantesimi e pozioni per far innamorare la gatta dei suoi sogni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le insicurezze di Girotondo prendono il sopravvento “lei è così bella ed io così magro e spelacchiato non mi guarderà nemmeno”; ha bisogno di qualcosa di magico, un elisir d’amore.
Comincia così l’apprendistato di Girotondo, disposto ad imparare tutto quello che fa una strega per raggiungere il suo scopo.

Ma l’amore ha davvero bisogno di un filtro?
Oppure è esso stesso una magia?

La storia, scritta da Paolo Cossi, ci racconta la vicenda di Girotondo che fa questa particolare richiesta a Giulietta perché si ritrova stregato. È stato colpito al cuore da una bianca gattina e decide che, per guarire da questo maleficio, l’unica strada sia quella di imparare il mestiere di stregone. Giulietta decide di assecondarlo.

Il gatto Stregato di Paolo Cossi edito da Lavieri è una storia d’amore tenera senza essere sdolcinata, è spiritosa e divertente nel suo svilupparsi grazie ai pasticci che il povero Girotondo compirà cercando di imparare le arti magiche; lo vedremo infatti a cavallo di una scopa o chino sul calderone per sperimentare pozioni con esiti non esattamente lusinghieri.
Ma è anche una storia che racconta l’amicizia di Giulietta per il suo gatto, tanto che la strega acconsente ad addestrare l’animale pur sapendo che per conquistare l’affetto di una persona alla quale si tiene non è necessario un filtro d’amore.

Voglio chiederti una cosa importante Giulietta:
Mi insegneresti del filtro d’amore la ricetta?
Della gattina di Yuri sono innamorato
E senza pozione mi sento spacciato…

Guardati nel cuore.
Non hai capito, suvvia
che l’amore è già una bellissima magia?
Non aver paura dei tuoi sentimenti
non serve a nulla averli tra i denti…

Così il gatto stregato e innamorato corre dalla gattina a dichiararle il suo amore…

Il testo, è in rima (a volte le rime non sono proprio perfette ma l’assonanza c’è e la lettura rimane ben cadenzata ed orecchiabile).
Al testo si accompagnano le splendide illustrazioni di Massimiliano Frezzato, che mi hanno letteralmente conquistata. Acquerelli che riescono ad essere realistici e fiabeschi nello stesso tempo, ricchi di sfumature e dettagli, morbidi nel tratto, accattivanti nei grandi occhioni teneri di Giulietta e Girotondo. Le immagini inoltre fanno da complemento perfetto alla storia, della quale sottolineano il passaggio descritto dai versi presenti in quella stessa pagina, arricchendolo di tutti i dettagli che il testo (essenziale proprio perché in rima) non potrebbe fornire da solo.
Le illustrazioni e le parole prendono per mano la fantasia del piccolo lettore e lo cullano per tutte le pagina del libro, strappando più di un sorriso.

 

Il primo amore è qualcosa di fantastico ed emozionante.
L’amore tra bambini ha il sapore di un panino al cioccolato mangiato insieme, il profumo di una torta preparata dalla mamma, il tocco leggero di una manina che stringe quella dell’amichetta all’uscita dall’asilo.
C’è un’età in cui i sentimenti e le emozioni non passano per WhatsApp o Facebook, ma basta una semplice letterina scritta a mano, un disegno, o la voglia di sedersi e giocare sempre vicini per conquistare il cuore di una piccola “donna”.
Il gatto Stregato riesce con dolcezza a mandare un messaggio di coraggio e forza di volontà ai piccoli lettori, perchè alcune volte serve andare decisi al “bersaglio” senza fare giri di parole e senza “perdere” tempo…Il colpo di fulmine non basta serve un pizzico di coraggio affinché la magia dell’amore possa trasformarsi in realtà.

Ricordiamo, proprio come ci insegna Girotondo, che anche se piccolissimi, i bambini sanno farsi capire, e i loro concetti di amore sono universali

Buona lettura con un pizzico di Amore e Magia!

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Buoni come Noi (Non troppo però…)

Buoni come Noi (Non troppo però…)
Apri le finestrelle,
svela i segreti,
Scopri cosa c’è dietro.
Un Bambino, un Principe, una Principessa,
una Fatina….
I veri eroi di tutte le storie!
Vietato l’accesso ai bricconi!

Conosci davvero i simpatici e i buoni dei classici racconti?
Clotilde Perrin rivela tutti i trucchi e le astuzie delle classiche storie. Con i suoi lembi da sollevare e i suoi sistemi da attivare, Buoni come Noi (Non troppo però…) rivela i trucchi diabolici che permettono agli eroi di trionfare sui cattivi, piccoli segreti che tengono nascosti sotto i loro costumi e i loro portafogli!
Questo è un’insolito album, dal grande formato, e ci rivela che i “buoni” delle favole più famose hanno più di un trucco nelle loro borse per trionfare sui cattivi 😉
Buoni come noi (Non troppo però…) di Clotilde Perrin edito da Franco Cosimo Panini, offre una visione diversa dei personaggi che troviamo regolarmente nei racconti qui i “gentili” rivelano e ci fanno scoprire la loro vera personalità…

Tre pagine doppie, ognuna composta a destra, a tutta pagina, da un’eroe illustrato nella debita forma, e di cui si può esaminare la testa, il portafoglio, le tasche o la sottoveste;


il personaggio nasconde molte alette… alette tutte da sollevare per scoprire cosa nasconde, e per scoprire quali sono i trucchi che usa per trionfare sui cattivi, che non sapevamo fin’ora senza tralasciare quel pizzico di umorismo che piace tanto a grandi e piccini!

Sulla sinistra la doppia pagina è dedicata ad una scheda dettagliata del personaggio con le sue caratteristiche fisiche, le sue qualità e difetti, i suoi piatti preferiti, ecc. insomma scopriamo una vera carta d’identità dove viene stilata una lista di punti deboli e punti di forza, accompagnata da tutte le indicazioni necessarie per conoscere il personaggio in profondità.
Inoltre diventa una bella occasione per (ri)scoprire il racconto.

Ma alla fine, questi BUONI ragazzi sono davvero così Buoni come Noi?!

Buoni come Noi e Cattivi come noi sono due maxi libri di grande successo che stupiscono i bambini.
Con uno stile ingenuo e ordinato, una tavolozza autunnale e un layout che simula perfettamente un giornale con titoli, iniziali e composizione su tre colonne. Il tono del testo, come da illustrazione, è leggero e divertente. Siamo lieti di osservare i piccoli dettagli ironici testuali o visivi nascosti qua e là.


Gli elementi da attivare sono semplici ma ben pensati, molto efficaci. A volte sono sovrapposti, un lembo può nascondere un altro, anche altri due! È qui che la dimensione dell’album ha senso: le animazioni sono facilmente manipolate da tutti i mignoli più o meno abili.

Un libro che può essere scoperto con delicatezza con i bambini della Scuola dell’infanzia, ma anche i più grandi apprezzeranno la scoperta aletta dopo aletta di questi personaggi 😉

Com’è nato il progetto di Clotilde Perrin e dei personaggi che ci racconta?

“A volte vorremmo sapere cosa c’è dentro gli individui. Mi piace la complessità delle persone, i loro sentimenti; Sono curioso di conoscere le loro emozioni.
Una notte, ho avuto il desiderio di creare un modello di carta da questa idea. Successivamente, il progetto è diventato più chiaro.
Volevo prendere personaggi noti a tutti…
Ecco quindi, se potessimo entrare nel lupo? nella sua testa? sai come funziona?
Cosa potrebbe esserci nel suo cuore?”

 

Un albo molto bello: 41 cm di altezza e umorismo!
Dopo Cattivi come Noi (pubblicato nel 2016), è il turno di conoscere Buoni come Noi!
Sempre con grande umorismo Clotilde Perrin ci offre un grande libro!
Un libro davvero UNICO (nel vero senso della parola)!

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Una notte da… Leprotti – Kathrin Schärer

“In un luogo lontano lontano,
quello dove volpi e lepri si danno la buonanotte,
un Leprotto, che ha perso la strada di casa,
siede in cima a una collina.”

Inizia proprio così un bizzarro e sorprendente incontro tra una lepre e una volpe.
Il cielo sta volgendo al buio della notte, piccole stelle cominciano a brillare e una volpe rossa affamata incontra un leprotto che ha smarrito la strada.
Di solito la storia sarebbe già finita qui, ma il coniglietto è fortunatamente intelligente.
Appena la Volpe astuta gli si avvicina spalanca le su grandi fauci, ma ecco il primo grande colpo di scena il Leprotto si gira e le grida:

“FERMO! NON MANGIARMI!”
Non lo sai che questo è il luogo
dove le volpi e le lepri si danno la buonanotte?”

Purtroppo lassù in cima alla collinetta leprotto – non ricorda più dov’è la sua tana, come è arrivato sino a lì – in quel luogo lontano lontano – appunto! – dove le Volpi e le Lepri…si danno la buonanotte!
Con la sua astuta calma, il Leprotto convincerà la Volpe che in quella terra di mezzo vige un patto e non si può fare altrimenti, ecco quindi la Volpe raccontare una storia..della buonanotte!

E sia!
Scaltra la Volpe inizia il suo racconto che finisce con un preoccupante …e poi se lo mangia!

Eh no!

“FERMO! NON MANGIARMI!
Dopo la storia della buonanotte
mi devi mettere a letto e rimboccarmi le coperte!”

Detto fatto: ancora una volta la Volpe, con la prospettiva di aumentare esponenzialmente i bocconcini da uno a tre, quattro, cinque! si carica in groppa il Leprotto e naso a terra lo condurrà nella sua tana.

…ma cosa è successo alla Volpe una volta arrivata nei pressi della tana, entrata e aver messo a letto rimboccando bene le coperte al piccolo leprotto?
Non lo si può indovinare, i colpi di scena e le scaramucce furbesche tra i due si susseguono con umorismo e fantasia.
Quello che è certo è che è una storia buffa e con un bel po’ di suspence, proprio come piace ai bambini! 😀

La vera caratteristica di quest’albo Una notte da… Leprotti di Kathrin Schärer edito da Officina Libraia sta proprio nella grande capacità dell’autrice, di passare da un fatto all’altro, in un veloce cambio di situazioni, alterna pagine con illustrazioni a tutto campo, con primi piani vicinissimi, dove il lettore si trova dentro la scena a stretto contatto con i protagonisti, a pagine divise in riquadri dove la sequenza scorre come i fotogrammi della pellicola in un film.

Nel suo inconfondibile stile, Kathrin Schärer mette in scena un gioco divertente con contrasti: la paura di essere mangiato e la gioia di ingannare furtivamente il cattivo. Questo giro e scambio di emozioni è accompagnato efficacemente da immagini potenti e decisamente eloquenti sopratutto quando la volpe spalanca la bocca per mangiare il leprotto ma questo la guarda con aria di sfida 😀

Piccoli e grandi lettori possono essere felici della morale classica della storia, ovvero che il più grande non deve necessariamente essere il vincitore 😉
Una notte da…Leprotti è un’affascinante e sicuramente divertente storia notturna che ha il potenziale per diventare parte integrante del rituale della buonanotte.
Per i bambini è sicuramente una conclusione meravigliosa dopo una lunga giornata! 🙂

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C’è un RINOFANTE sul tetto!

“Daniel va a dormire per la prima volta dai nonni.
Il nonno gli legge la storia di un soldato valoroso.
La nonna gli canta la canzone di un topolino coraggioso
che corre sopra un orologio.
Adesso è ora di addormentarsi.”

Daniel, un bambino come tanti, già in pigiama, indossa pantofole tartan e tiene sotto il braccio il suo orso e, accompagnato dalla sua valigia, viene lasciato a dormire a casa dei nonni…per la prima volta e quando si spegne la luce la sua fantasia si scatena.
È alla sua prima prova di autonomia, lontano dai suoi genitori e le cose non vanno proprio per il verso giusto.
I nonni sono molto bravi: gli leggono una storia, gli cantano una canzone, ma già dalla prima pagina, quando tutto sembra tranquillo, le illustrazioni “entrano” nella testa di Daniel e ci fanno vedere il suo mondo, che amplifica i dettagli più inquietanti di ciò che lo circonda.

Una volta si aveva paura di un semplice lupo…
Ma se ora ballano sul tetto pesantissimi “RINOFANTI
oppure sbuffa nel bagno un viscido “COCCOPOTAMO”?
O sbuca dall’armadio una “DRAGORAFFA” blu dagli occhi fluorescenti
e da sotto al letto fa capolino un peloso “CERVORILLA”?

Daniel ha paura, anche se fatica ad ammetterlo.
Chiama il nonno per quel rumore sul tetto (i rinofanti, appunto)….

…in modo piuttosto paziente, il nonno provvede a scacciare i rinofanti con il suo bastone da passeggio…

 


poi la nonna, per il coccopotamo in bagno,

e ancora il nonno, per la dragoraffa nell’armadio.
La paura, si sa, è creativa: ci porta a immaginare, a ricostruire, a rimescolare elementi tra di loro rendendoli più spaventosi di ciò che sono.
Le creature nascono da un rumore che proviene dalla stanza accanto, o da qualcosa di intravisto nell’armadio: sono i sensi amplificati dall’allerta provocata dalla nuova situazione in cui Daniel si ritrova.

Con l’aiuto amorevole e giocoso dei nonni, Daniel affronterà uno a uno i «mostri» della sua immaginazione, uscendo indenne dall’attacco sferrato. La penultima battaglia contro i fantasmi della paura sarà con un cervorilla sotto il letto, che scoprirà essere un orsacchiotto di peluche, innocuo e addormentato.
L’ultima, invece, sarà la più ardua da combattere. Questa volta qualcosa si muove sul serio fra le coperte. Daniel vorrebbe sprofondare nel sonno senza vedere, ma è il caso di resistere e fare una coraggiosa ricognizione.
Questa volta la belva non è nata dalla fantasia, esiste davvero ed è il gattone dei nonni che fa le fusa e ha scelto l’amicizia di quell’ospite inatteso e gradito 😀

Con l’ironica trovata di questi animali spaventosi ma immaginari abbiamo un albo illustrato, che arriva dal Sudafrica per LupoGuido, neo-nato marchio per ragazzi, un albo illustrato che affronta in modo nuovo, la tanto famosa paura del buio. Un libro che si rivolge ai bambini, e vuole raccontare senza insegnare, ma per divertire, e questo è un albo davvero divertente!
C’è qualcuno che spia la scena da un buco, attorno il nero più pesto, Daniel e l’orso hanno gli occhi fissi e spalancati.
Quel qualcuno che osserva la scena da un buco è proprio il lettore che da passivo si farà attivo, pronto a sostenere Daniel e aiutarlo ad attuare un piano…di fuga! C’è un RINOFANTE SUL TETTO!!!!

Daniel riuscirà a trovare pace solo quando riuscirà ad ammettere ai nonni (e soprattutto a se stesso) di avere avuto paura, dimostrando che le sensazioni vanno vissute, affrontate e comunicate, e non nascoste.

C’è un rinofante sul tetto! di Marita van der Vyver, illustrato da Dale Blankenaar pubblicato per la prima volta nel 1997, è valso alla sua autrice vari premi letterari.
Opera molto più complessa di quanto potrebbe sembrare, C’è un rinofante sul tetto! è un divertente viaggio all’interno della psiche infantile e dei suoi arcani segreti, in grado di chiarire aspetti spesso misteriosi e conflittuali.
Dedicata a chiunque si trovi in difficoltà al momento di lasciare i bambini dai nonni per qualche notte…
ll bambino non esiterà a riconoscersi in quella lunga serie di paure e a ridere di gusto di un inconscio non ancora in grado di superare a pieno il terrore del buio e dell’ignoto 😉

Il formato insolito, stretto e alto, del libro, amplifica la dimensione onirica delle illustrazioni: la stanza dove dorme Daniel, ad esempio, sembra altissima, come se Daniel fosse osservato da qualcosa di molto più grande di lui.

E i mostri immaginari invadono le doppie pagine in tutta la loro trabordante presenza, incontenibili come le paure del protagonista.

È una storia che può essere goduta a più livelli e a differenti età che, come abbiamo già indicato, non vuole insegnare nulla ai bambini su come affrontare le proprie paure.
È una storia senza morale per i bambini, ma con un enorme insegnamento per noi adulti: è il bambino che deve rimanere al centro della storia, esattamente così com’è, con le sue paure, le sue debolezze, i suoi salti di crescita.
Noi adulti possiamo solo metterci accanto e far sentire loro che siamo presenti a supportarli con serenità e comprensione, senza però prendere la guida della situazione (non a caso i co-protagonisti di questa storia sono i nonni e non mamma e papà, solitamente più coinvolti emotivamente).
In C’è un rinofante sul tetto! i nonni giocano un ruolo fondamentale, affrontando e sconfiggendo – senza mai negarli – i mostri che nascono dalla fantasia del nipote Daniel.

Buona lettura tra mostri creativamente spaventosi e avventure tutte vostre per sconfiggerli 😉
Puoi acquistare il libro QUI:

Isidora Moon: Guai in Vista & Gita Scolastica

Isadora non è solamente una bimba, metà vampira e metà fata,
Isadora è molto di più!

Sua madre è una fata e suo padre è un vampiro e lei è un po’ di entrambi!
L’avevamo già conosciuta nei primi tre libri>> (leggi la recensione QUI)  😉
Sono vivaci racconti in brevi capitoli, pieni di illustrazioni; questa serie accattivante è perfetta per i nuovi lettori indipendenti. Saranno sicuramente molto presi con Isadora!

Le sue avventure, le bambine (dai 5 anni) le adorano e ne sono letteralmente innamorate 🙂
Scopriamo insieme due nuove avventure di Isadora sempre opera di Harriet Muncaster edite da DeAgostini.

Guai in vista

“Era domenica pomeriggio,
e io stavo saltando dalla felicità
vicino alla finestra della cucina.
Mirabella, la mia cugina streghetta,
sarebbe venuta a farci visita!”

Isadora è davvero eccitata. Mirabella, che è una strega, è più vecchia di Isadora e ha sempre le migliori idee per le cose da fare. La prima grandiosa idea che ha la cuginetta, tanto da farle brillare gli occhietti è di fare una pozione magica per far diventare loro due delle bamboline in carne ed ossa che vivono e giocano nella casetta delle bambole!

“Giocare con le bambole è noioso,
Facciamo che siamo noi le bambole!
Ci rimpiccioliamo!”

Detto fatto, ovviamente, calderone, boccette magiche, brillantini rosa e PUFF!
Una nuvola di fumo rosa scintillante ed ecco Isadora e Mirabella sono minuscole 😀


Mentre giocano felicissime nella loro casetta delle bambole, nello scivolo che le fa tuffare in una vaschetta di gelato (per il breve tempo che dura la magia) anche coniglietto Rosa, che le stava cercando salta dentro il calderone, con un’unica differenza, la pozione l’ha ricoperto tutto e resterà piccolissimo per diversi giorni…
Neanche a dirlo, Isadora è triste perchè l’indomani non può portare coniglietto con sè a scuola e la cuginetta ha una magnifica idea!

“Che ne dici di un’animale da compagnia “diverso”…
Come..un drago! Faresti colpo su tutti!
Ne farei uno che non sputa fuoco
ma soltanto stelline e brillantini!”

Ahimè la piccola streghetta è un po’ pasticciona e il mattino dopo il piccolo draghetto oltre a soffiare per casa stelline e brillantini era diventato ben tre volte più grande! 😀
A scuola, al posto di Coniglietto Rosa, ne combina di tutti i colori e a casa lo ritrovano nella vasca da bagno con il tubo dell’acqua rotto.
Fortunatamente Isadora spiega tutta la storia ai genitori che iniziavano a vederla troppo strana e a sentir puzza di bugie e le ricordano una cosa molto importante…:

“Non devi mai intraprendere
qualcosa che non ti senti di fare,
soltanto perchè qualcun altro ti spinge a farlo”.

Vi lascio il piacere del finale per scoprire se Isadora riuscirà a sistemare le cose e come farà con due animaletti 😉

Gita scolastica

“Eccomi qui!
E questo è coniglietto Rosa.
Lui viene come me in ogni posto,
anche alle gite scolastiche!”

In questa avventura la sua classe partecipa a una gita scolastica in un castello locale.
Tutti i bambini accompagnati da un genitore viaggiano in pulman fino al castello.


Un castello un po’ spettrale e di certo non aiuta che fuori ci siano tuoni e fulmini. Tra stanze reali, costumi e corone Isadora e suo padre scoprono una porticina nelle segrete del castello, lì dentro, nascosto tra polvere, ragnetti c’è un piccolo fantasma solitario.


Il piccolino con il classico Uuuuuhh prova a spaventarli, ma imbronciato vede che il padre di Isadora gli risponde simpaticamente con altro Uuuuuhh, d’altronde vuole fare quattro chiacchere! 😀
Oscar è il suo nome, è lì solo da duecento anni e ora padre e figlia sperano che faccia nuove amicizie tra i compagni di classe di Isadora.

“Chi mai potrebbe avere paura di Oscar?
E’ un fantasma molto amichevole.
Guarda che faccia sorridente che ha!”

Ma quando gli altri bambini lo vedono, immediatamente scappano per la paura. È solo quando Isadora li aiuta a vedere Oscar come un altro compagno di giochi piuttosto che come un fantasma che si rendono conto di quanto gli piaccia.
Gita scolastica si conferma un’avventura divertente e originale, con un messaggio importante per i bambini!

L’autrice ci racconta com’è nato il personaggio di Isadora Moon:

C’è in realtà un po’ di storia dietro Isadora Moon.
Circa dieci anni fa, nel corso della mia formazione artistica, ho creato un personaggio chiamato Victoria Stitch e ho scritto e illustrato un libro illustrato su di lei. Era un personaggio cresciuto, cattivo, un po’ gotico, tipo fata e aveva un coniglio rosa che lei trascinava sempre con lei. Victoria Stitch è diventata come il mio alter ego e l’ho sempre tenuta vicina a me e ho lavorato su di lei nel mio tempo libero.
Nel corso degli anni si è evoluta. Ha iniziato con i capelli rosa e poi ha assunto un aspetto ancora più gotico con capelli neri e disordinati e con ali di pipistrelloinvece di ali fatate. Come il mio stile di illustrazione è cambiato, anche lei è cambiata. Lei è estremamente speciale per me. Tuttavia, ogni volta che ho mostrato Victoria Stitch agli editori mi è sempre stato detto che era “troppo cattiva”, “troppo birichina”, “troppo appuntita”, “non adatta ai bambini”. ‘Guardando indietro, posso capire bene cosa significava. Ho deciso di creare un nuovo personaggio che sarebbe più stato adatto ai bambini ma con l’estetica nero / rosa / gotico di Victoria Stitch – una versione più giovane, più amichevole e dolce. Così è nata Isadora Moon!

Tutta la seria è assolutamente spassosa e divertente. Quello che più ci piace, oltre a tutto lo stile, le illustrazioni è proprio il fatto che tutte le avventure di Isadora sono sempre istruttive, sempre delicate ma sorprendentemente regalano un significato molto importante e profondo.
Infatti sono racconti, che oltre a divertire e catturare l’attenzione dei piccoli lettori riescono a far capire l’importanza di accettare e accettarsi per come si è, con tutte le meravigliose peculiarità che ci rendono unici e speciali.
Parlano di persone molto diverse per cultura, caratteristiche fisiche e preferenze che decidono di coesistere e che lo fanno con piacere.
Il messaggio dei libri è presentato in modo semplice e diretto, da essere facilmente recepito dai bambini, che si rispecchiano spesso in tante delle attività/avventure di Isadora. Dal primo giorno di scuola, alla gita, alla lezione di danza…., ma sopratutto nel gioire e apprezzare delle qualità e particolarità di tutti i suoi amichetti, umani o soprannaturali che siano! Insomma una serie di bellissime “lezioni” sul valore della diversità 😉

Tutti i libri della seria si presentano con una splendida copertina scintillante, un’irresistibile opera d’arte rosa/nera in ogni pagina e un’eroina totalmente unica con una famiglia fuori dal mondo, questa è una serie che piace, perchè è affascinante e divertente dal primo all’ultimo capitolo 😉

Buone letture!

 

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Harriet Muncaster

Isadora Moon:
Primo giorno
di scuola

Harriet Muncaster

Mortina – Barbara Cantini

Mortina non è una bambina normale.
Ma lei non si sente nemmeno così diversa.
Certo la sua pelle non ha il tipico colorito rosa delle bambine.
Anzi è decisamente bianca.

Mortina non è una bambina come tutte le altre, è una bambina zombie: ha la pelle bianca, gli occhi sporgenti con le occhiaie viola e può staccarsi parti del corpo. Vive felicemente in una villa che gli abitanti del villaggio ritengono abbandonata perché la zia Dipartita le vieta di farsi vedere, men che meno se si tratta di bambini!

In meno di due anni le avventure di Mortina sono diventate ben 3 e con un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al primo libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, Mortina – Una storia che ti farà morire dal ridere dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, Mortina e l’odioso cugino, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Infine il terzo volume, pubblicato i primi di ottobre (2018) Mortina e l’amico fantasma.
Le avventure di Mortina sono scritte ed illustrate da Barbara Cantini edite da Mondadori.
Il tono leggero e con quel pizzico di umorismo dei 3 libri appare palese sin dalle deliziose copertine che raffigurano in primo piano una pallida bimbetta dagli occhi sporgenti affiancata da compagni bizzarri e sullo sfondo, alle loro spalle, il classico castello dell’immaginario horror. Se non fosse già evidente così, ci pensa pure il sottotitolo a chiarire la natura ironica del volume, calcando un po’ la mano 😀

Il pubblico di destinazione è quello dei giovani lettori dai sette ai nove anni, perché ogni racconto è ricco di allusioni, doppi sensi nelle parole e stimoli nei disegni che i più grandicelli sanno cogliere meglio.
Diverte, però, anche i più piccoli, che temono e amano allo stesso tempo le atmosfere paurose e i colori cupi, ma colgono immediatamente il tono umoristico e spiritoso proprio. Infatti, grazie alla freschezza e al loro approccio giocoso rappresentano ingredienti prelibati anche per bambini più piccoli, di cinque-sei anni, che seguiranno le figure dal fascino gotico e si porranno in silenzioso ascolto.
Sopratutto in questo periodo dell’anno che precede la festa di Halloween, le storie di Mortina riscuotono indistintamente nei bambini e bambini un grande fascino ed interesse! Una grande occasione anche per avvicinarli alla lettura e al meraviglioso mondo dei libri 😉

Scopriamo insieme queste storie, condite da tanta ironia, della bambina zombie 😉

Mortina
Una storia che ti farà morire dal ridere

Mortina gioca col suo amico fidato, Mesto un levriero albino e scorazza tra le stanze, nel giardino o nel bosco dietro la villa, ma le manca di poter giocare con i bambini della sua età. Così cerca di escogitare strategie per poter uscire e l’occasione giusta si presenta!


L’occasione giusta è proprio la festa di Halloween, in cui i bambini girano per le case travestiti da mostri a chiedere: “Dolcetto o scherzetto?”.
Mortina ha la grandiosa idea di partecipare alla festa fingendosi una bambina travestita. Distrae la zia con un diversivo ingegnoso: scuce la coda e un orecchio al gatto Ombra in modo che lei rimanga impegnata a ricucirlo e non si accorga della sua fuga. Mentre fervono i preparativi nel villaggio, la bambina aspetta impaziente il giorno della festa che finalmente arriva: Mortina passa la mattina e la prima parte del pomeriggio a prepararsi e per cestino pensa bene di usare il vecchio portagioie della zia, peccato che si tratti della testa del prozio Funesto! Lo convince a restarsene zitto senza brontolare e corre fuori a cercare i bambini mascherati.

Si fa coraggio e chiede se può unirsi al gruppo: i bambini la guardano incuriositi ma l’accolgono con entusiasmo.

Si avviano cantando per le vie e Mortina è felice perché quei bambini non sembrano aver paura di vampiri, streghe, uomini lupo, zombie o fantasmi. Ma loro non hanno capito che il suo vero nome è Mortina è non Martina, come la chiamano 😀
E quando la bambina zombie, ormai a suo agio, si rivela, la guardano allibiti.
Riusciranno ad accettarla per quello che è?
E Mortina riuscirà finalmente a farsi degli amici con cui giocare?
Vi dico solo che Mortina non è tipo da arrendersi!

Un delicato racconto sul bisogno di aggregazione e di accettazione!

Mortina e l’odioso cugino

“Pioveva da ore. Mortina era annoiata
perchè i bambini del villaggio
non si erano visti a Villa Decadente quel giorno.”

L’avventura di questo secondo episodio si snoda all’interno di Villa Decadente e vede protagonisti Mortina, il cugino Dilbert e gli amici del villaggio vicino.
Ma andiamo con ordine.


Mortina si annoia. Zia Dipartita ha trovato nella Botanica la sua grande passione. Mesto è in giro a caccia di rospi. Fuori piove e i suoi amici non sono andati a trovarla.
Quando suona il campanello Mortina è felicissima.
Quando apre la porta e si ritrova davanti un piccolo zombie aristocratico è curiosa.
Quando capisce che tipo è suo cugino pensa che sarebbe stata meglio sola.
Il bambino, per niente simpatico e con un atteggiamento tutt’altro che gentile, si accomoda in casa con il suo ragno da compagnia.

Mortina va su tutte le furie. Perché la zia ha invitato Dilbert? Ma soprattutto dove è finita la zia?
Suona di nuovo il campanello di casa e, ad uno ad uno, arrivano anche gli amici del villaggio, anch’essi invitati dalla zia con un biglietto trovato davanti casa, su cespugli, piante o alberi.

Che strano! Come mai Mortina non sapeva niente di questi inviti? E perché poi?
I bambini decidono di mettersi in cerca della zia per la Villa ma non trovano nulla, neanche un indizio di dove possa essere finita. A un certo punto scompare anche Teresa, una delle amiche di Mortina…

E insomma…il mistero si infittisce sempre più finché sarà proprio l’odioso Dilbert a risolverlo e soprattutto a trovare la zia e Teresa.
Non vi svelo nulla perché vi consiglio di leggerlo;)

Vi dico solo che anche questa volta Mortina offre un importante spunto di riflessione: mai giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo, anche se apparentemente possa sembrare scorbutico e antipatico!
Dando una possibilità, si possono ricevere delle belle sorprese…perché ognuno in fondo ha un suo talento!
Tutti abbiamo una qualità speciale perciò mai fermarsi alle apparenze, diamo sempre a noi stessi e agli altri la possibilità di scoprirla! 😉

Mortina e l’Amico Fantasma

“Nevicava ormai da giorni
e Villa Decadente era tutta imbiancata.
Il lunedì Mortina stava giocando ai vampiri
con Mesto e dalla finestra

aveva visto balenare una piccola luce.”

Per tutta la settimana Mortina e Mesto vedono accadere strane cose nelle stanze della villa e guardando fuori dalla finestra, curiosi vedono un bambino luminiscente, sbiadito..ma carino!

Mortina in questo terzo volume dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro.
Tra i libri della biblioteca, analizzando il suo abbigliamento e chiedendo un suggerimento anche a zia Dipartita.
La Zia ricorda, con il suo fare signorile, che per cercare qualcuno nel passato bisognava consultare dei registri che si trovavano in chiesa.
Ovviamente era fuori discussione che Mortina ci potesse andare, ma oramai conosciamo bene la furba Mortina 😉

Dopo mille peripezie per scappare dalla finestra della villa nonostante la promessa, entrare in chiesa dopo che il guardiano aveva senito il cancello cigolare, e uscire dalla stessa spaventandolo a morte fingendosi una poverina in una bara, Mortina riesce a tornare di corsissima al sicuro nella villa e mentre tutti dormivano lei e il fantasma continuavano a cercare nel registro rubato.

Vi lascio scoprire durante la lettura il bellissimo finale di questo terzo volume, ma vi anticipo solo che questo fantasma riuscirà a far battere il cuore alla piccola Mortina..
Anche in questa terza storia Mortina porta con sè un esempio importante, sulla forza e il potere di sentire un legame con qualche nuovo amico e sopratutto quel desiderio unico che porta indistintamente grandi e piccini a sentire di voler aiutare qualcun altro!

Come ha affermato Barbara Cantini in un intervista “È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre”

Mortina opera della creatività di Barbara Cantini, che per la prima volta si è cimentata anche nella scrittura, confezionando ben tre frizzanti storie “horror” dallo stile garbato e buffo. Le ambientazioni sono minuziose e realistiche, qua e là le pagine sono arricchite da didascalie e brevi testi che descrivono ironicamente lo strampalato assortimento dei personaggi presentati.
L’atmosfera gotica, ben espressa dalla predilezione per le tinte cupe, come il nero, il viola fa da cornice a tre simpatici racconti di immediata comprensione, ritmati, che giocano sui doppi sensi delle parole, sulla parodia e sulla voglia dei bambini di lasciarsi attraversare da qualche piccolo e innocuo brivido.

Barbara Catini, ci racconta di Mortina
e si racconta per i piccoli e grandi lettori
di Crescere Leggendo:

Barbara ci racconti un po’ della tua vita e di quando hai deciso di dedicarti al mondo magnifico dell’illustrazione?

La passione per il disegno e l’illustrazione mi accompagna da che ho memoria, ho sempre passato molto tempo a “perdermi nelle figure” dei miei libri illustrati preferiti. Pensare realmente che l’illustrazione potesse essere la mia strada però ha necessitato di più tempo e una maggior fiducia e consapevolezza. Dopo gli studi artistici e universitari e una breve parentesi nel settore del restauro, sentivo che dovevo riprendere a disegnare, mi mancava troppo, e farlo nei ritagli di tempo non mi bastava più. Quindi mi sono iscritta ad un corso di animazione cartoon, piuttosto che quello di illustrazione, perché l’idea di imparare a far “vivere” i personaggi attraverso il movimento mi emozionava tantissimo. L’animazione mi è stata molto utile anche perché mi ha insegnato a raccontare una storia come una sequenza di immagini. Terminata la scuola e fatto qualche anno di esperienza in uno studio di animazione ho partecipato al concorso “L’illustratore dell’anno” di Città del Sole e dopo averlo vinto, ho avuto la spinta per dedicarmi esclusivamente all’illustrazione, che è sempre stata il mio “primo amore”.
Il passaggio alla scrittura è stato più lento, anche più “rispettoso” oserei dire. E’ più recente ed è avvenuto passando attraverso il piacere di iniziare a immaginare i miei personaggi e il loro mondo. Chi erano, cosa facevano, qual erano il loro vissuto e i loro desideri?

Mortina è ora una serie di tre libri illustrati e scritti da te.
Com’è nata l’idea?

Mortina è nata dopo una “lunga gestazione”, a partire da un semplice schizzo sul mio blocco da disegno, risalente ai tempi in cui frequentavo la scuola di animazione, ormai 12 anni fa.
Avevo disegnato una bambina stralunata, inizialmente in compagnia di un pipistrello balbuziente, che poi lavorandoci si è “trasformato” in un cane, il Mesto che conosciamo ora. Per non farla sparire dalla memoria è stato sufficiente essermi fermata quel disegno e un unico appunto scritto “Mortina”.
Ho poi ripreso l’idea a cavallo tra il 2015-2016, sviluppandole intorno una storia e un contesto di vita familiare. A livello narrativo ho scelto senza esitazione di portare un’ambientazione “fantastica” in un contesto generale di realtà e non di creare un mondo apposito popolato solo di mostri e fantasmi. Ma tutto ha preso forma dal disegno abbozzato della piccola zombie e dal gioco di parole Mortina-Martina. Sempre appuntarsi le idee! 🙂
Per me il libro sarebbe stato solo il primo, ma fin da prima della pubblicazione l’editore mi suggerì di pensare alla possibilità di una serie, perché il personaggio si prestava bene ad essere sviluppato in libri successivi.

Quali sono i temi conduttore che affronti nei tre libri?

Premetto che le storie non sono nate in modo “costruito” per portare un messaggio piuttosto che un altro.
Certamente il filo conduttore che ritroviamo nei libri della serie è quello dell’amicizia, l’empatia e la disponibilità verso gli altri. Il tutto in un contesto un po’ creepy, per il quale ho una propensione fin da piccola. E certamente anche nella stesura delle storie ho dovuto rispettare i binari del mistero e del piccolo brivido, per coerenza con il personaggio e l’ambientazione. Il mio approccio è sì gotico, per le situazioni e le illustrazioni (e mi viene detto sempre!) ma prevale sempre una forte ironia che riesce a riportare anche gli aspetti macabri e grotteschi su un piano affrontabile e perché no, spero anche divertente per dei bambini.
Nei libri, specialmente nel primo, è individuabile anche l’aspetto della paura e della capacità di sovvertire qualche piccola regola, di prendersi qualche rischio, in nome di uno scopo più importante.
Quando parlo della paura, non intendo tanto quella di zombie o fantasmi, quanto la paura di “non piacere abbastanza”, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre “mostruosità”, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei. Ma come tutti i bambini, ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa.
Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo. Dall’altro lato scoprirà che i bambini sono entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla quotidianità.
Anche “l’odioso cugino” Dilbert in verità si rivelerà a suo modo prezioso e possiamo anche intuire che il suo antipatico comportamento è dovuto come spesso accade a qualche silente sofferenza.

E’ previsto un 4° volume delle avventure di Mortina?

Qui mi riallaccio alla risposta precedente, dicendo che sì, ho già scritto una quarta storia su richiesta dell’editore e mi appresto a iniziare lo storyboard e le illustrazioni. E proprio in questo quarto libro scopriremo le ragioni del comportamento un po’ arrogante del cugino Dilbert.
L’uscita dovrebbe essere a Giugno 2019.

Cosa ti piacerebbe che i bambini imparassero da Mortina?

Non ho la pretesa di insegnare, ma mi auguro che indirettamente tra le righe, ai bambini possa arrivare il messaggio che le differenze e le diversità sono un arricchimento per ciascuno. Che ognuno deve andare fiero delle proprie particolarità, perché spesso sono proprio quelle che ci mettono alla prova, migliorandoci e rendendoci noi stessi. Che poi se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale!
Un altro aspetto che spero passi dalle storie è quello dell’empatia, dello slancio di voler aiutare qualcun altro solo perché riusciamo a metterci nei suoi panni, comprendendone un bisogno.

Altri progetti per il futuro?

Ho diverse idee da sviluppare e non so se tutte vedranno la luce, ma insieme alla mia nuova agente intanto ne abbiamo scelta una da mettere a fuoco e da cui iniziare. Si tratterà di un albo però, non di un racconto come Mortina.
Prima però ho la quarta storia di Mortina da realizzare! 🙂

 

Ecco quindi che è decisamente impossibile non affezionarsi a Mortina e non restare conquistati dalla sua anima, pura e sincera, decisamente rara. La diversità dovrebbe essere la normalità, le apparenze non dovrebbero mai essere porte che si chiudono e Mortina lo ricorda e lo dimostra a grandi e piccini, con gentilezza e una grande sensibilità!
Buone letture!

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La Principessa di Papà – Séverine Vidal

“Quando Stellina è nata, suo padre il Re
si è chinato per guardarla bene.
Ed è stato amore a prima vista
e per tutta la Vita.”

Il papà di Stellina, non è un papà qualunque, ma è un Re, il re dell’ansia…come molti papà che conosciamo 😉 Dal giorno in cui è nata, Stellina ha sempre il suò papà accanto che la segue passo passo e non permette che le accada nulla di male.


Il Re è capace di asciugare una pozzanghera per non far bagnare i piedini della sua principessa, di scendere in giardino e cacciare ogni ape, mosca o zanzara che potrebbero darle fastidio, soffia sulla minestra che scotta e toglie i semini dall’uva.

Per proteggerla, inoltre, il Re non permette a Stellina di uscire fuori dal castello, ma la bimba è troppo curiosa di vedere il mondo là fuori e, alla prima occasione, eccola in giro per il villaggio a passeggiare libera e strafogarsi di dolci.

“Un giorno Stellina si alza molto presto
e decide di uscire dal castello,
senza dire niente a nessuno.
Parte alla scoperta del mondo!”

È felice Stellina, un po’ stanca e con i piedini indolenziti, ma felice mentre gironzola curiosa tra le vie dela città. Ovviamente, nel frattempo, il Re è in preda all’ansia, ha smosso cielo e terra per ritrovarla e quando Stellina rientra al castello il Re non è affatto contento.
Stellina, con il suo entusiamo tipico e genuino dei bambini racconta al padre la sua meravigliosa giornata e lo invita ad accompagnarla la prossima volta.

“Ma io sono andata
a spasso per la vita vera,
per le mille vie del mondo!”

Chissà se papà ora sarà un po’ meno protettivo e apprensivo?
…che ne dite, riuscirà il Re a rilassarsi e a uscire a spasso con la sua bambina mettendo da parte le troppe ansie e paure?

La principessa di Papà di Séverine Vidal edito da Sinnos editore, racconta in modo giocoso, l’iperprotettività dei genitori verso i figli, una storia di quello che accade con molta frequenza al giorno d’oggi.
Il tono del racconto è leggero, con un pizzico di umorismo e scanzonato, mentre le illustrazioni di Claire Le Meil hanno uno stile pulito, esile quasi a sembrare un fumetto e si abbinano delicatamente al messaggio del libro 😉

Un libro davvero carino da regalare a tutti i papà alle prese con le prime richieste di uscita, i neo-papà e tutti i futuri papà!
Ma non solo! Alle bimbe questo libro piace molto, perchè vi ritrovano la sicurezza e l’amore paterno che tanto rassicura e da fiducia fin da piccole.
Eccole quindi che leggendo, sfogliando e ammirando le illustrazioni vedono in Stellina anche loro stesse, con quella voglia di un punto di riferimento sicuro ma allo stesso tempo con quel grande desiderio di essere già grandi e libere di fare e decidere.

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

Il piccolo Cavernicolo – Julia Donaldson

Il piccolo cavernicolo si sente solo,
non c’è nessuno con cui giocare.
Tutto è così noioso…
Poi, all’improvviso non lo è più,
ecco un pennello e un secchio!

Iniza proprio così la storia di questo adorabile bambino preistorico con indosso un bel pannolino di foglie e dei sui genitori molto indaffarati 😉
Il piccolo si annoia ma presto punta e raggiunge (come fan tutti i bimbi) un vaso di pittura e un pennello ed ecco che in un attimo ci sono tocchi creativi di colore ai di mamma nella sua caverna.

Che disastro ha combinato!!!
La mamma brontolando pulisce con spugna ed acqua mentre il papà comprensibilmente sconvolto, alza il dito e lo avvisa minaccioso che se ricapita verrà a prenderlo un mammut e lo porterà da un grande orso bruno. Quella stessa notte, le sue parole diventano realtà, e il bambino viene spazzato via in un’avventura incredibile!

Ma cosa sta accandendo?!
Il piccolo cavernicolo vede molte cose nel suo emozionante “viaggio” notturno al chiarore di una luna piena, come una iena che ride, una grande tigre dai denti a sciabola, vede anche una caverna sulla collina, chi vivrà lì dentro?!
Speriamo non sia la tana del grande orso bruno!!
Ebbene appena entrano a gran sorpresa il grande mammut gli porge un pennello!

Una tigre a cinque zampe!
L’orso bruno barbuto!
Un mammut con i baffi arricciati!
Questo sì che è divertente, ma sopratutto il Piccolo cavernicolo ha così liberamente creato alcuni dei più bei dipinti che mammut e la sua famiglia abbiano mai visto..e tutto diventa colore!!

Ma ora devono tornare a casa!

Il Piccolo cavernicolo opera della famosissima Julia Donaldson, illustrato magnificamente da Emily Gravett edito da Picarona è un libro illustrato pieno di umorismo e attenzione per i dettagli.
Toni caldi nella prima parte, per approfondire i toni più scuri dela notte e del testo e per poi tornare alla parte più divertente..dipinta!

Il testo come sempre è di facile lettura, grazie al ritmo cadenzato dalle rime tipico dell’autrice, molto divertente, con quel tono cantilenante che i più piccoli amano così tanto.
Un libro avventuroso dove la fantasia è la vera protagonista, e con semplicità arriva ad esaltare il potere di evasione dei piccoli che, a differenza dei grandi, riescono a vedere il mondo con occhi diversi; inoltre ci aiuta a insegnare ai piccoli quello che erano gli uomini migliaia di anni fa, dove e come vivevano, con quali animali e che tipo di disegni facevano nelle loro case/caverne…entriamo a piccoli passi a conoscere un po’ di preistoria 😉
Ancora una volta una bella storia che ci permette di toccare varie tematiche con i più piccoli!

Buona lettura e buon divertimento con i disegni 😉

Le fiabe fanno schifo – Veronique Cauchy

“Le fiabe fanno schifo!” pensa Beethoven,
il cane della piccola Lucy,
alla quale i nonni hanno regalato,
per il compleanno, un libro di fiabe.

Per quella peste di Beethoven, starsene fermo e muto ad ascoltare la storia di Biancaneve e i sette nani, di Riccioli d’Oro, di Aladino è una cosa da morire dalla noia…

Se amate le fiabe, vi avviso, questo libro non fa per voi 😀 Vorrà dire che la pensate esattamente come Beethoven, il cane di Lucy, protagonista di questa nuova storia di Valentina Edizioni 😉

Lucy è così entusiasta ed euforica che trascorre tutto il giorno a saltellare di qua e di là, facendo impazzire tutti. La nonna, per calmarla, si mette seduta a leggerle “Riccioli d’oro”.
Che strazio per Beethoven, che noia mortale!
Il nonno, come se non bastasse, si mette a leggere “Biancaneve” e, poi, la nonna conclude con “Aladin” con Lucy sempre più rapita dai racconti, mentre Beethoven è sempre più innervosito e deciso a porre fine a questa tortura.

Bhe ma cosa succede
quando un cane dispettoso…
odia le fiabe?

Il piano è già ben che messo in azione: i nonni sono via, Beethoven trova il libro e, in men che non si dica, il libro è ridotto in brandelli. Prontamente, l’astuta bestiola spinge tutti i pezzi i carta sotto il divano, temendo i rimproveri di Lucy!

Ecco là! Finalmente Beethoven è tranquillo, ma sotto il divano si scatena un caos inaspettato!


I sette nani devono fronteggiare una Riccioli d’Oro che piange e grida dallo sgomento,
Biancaneve, invece, si ritrova a casa dei tre orsi e alla vista di tutto quel disordine e della polvere, va su tutte le furie: la poverina ha appena finito di pulire un’altra casa, mica è Cenerentola lei! Nonostante l’arrabbiatura, Biancaneve si mette a sistemare anche la casa dei tre orsi, lustrando tutto finché non le capita in mano una lampada simile a quella di Aladin. Decide di sfregarla finché non compare una strana figura.

È il genio della lampada!
Ed è persino pronto ad esaudire un desiderio!

Cosa potrà mai chiedere!?!
Senza esitazioni Biancaneve vuole che tutto torni come prima. Così, in un lampo, le pagine del libro tornano al loro posto e i personaggi delle storie possono riabbracciarsi, ritrovando la serenità.

Anche Beethoven pensava di aver trovato la serenità e di poter tornare a giocare a modo suo con la sua Lucy, ma, al suo risveglio, lo attende una gran sorpresa 😉

Le fiabe fanno schifo è un libro illustrato ironico e leggero di Veronique Cauchy e illustrato magnificamente da Grégoire Mabire (stesso illustratore del successo: Il lupo che saltò fuori da un libro), adatto ai bimbi dai 5 anni in su, ma valido anche per quelli di età inferiore che amano ascoltare storie più lunghe.
Ecco quindi un libro che si fa assolutamente piacere dal piccolo pubblico e non grazie al poco testo e alle illustrazioni colorate a tutta pagina, utilissimo per trasportare subito i bambini nel meraviglioso mondo dei libri illustrati e per far fare loro due risate grazie al buffo e pestifero cane Beethoven, disposto a tutto pur di liberarsi di quel noiosissimo libro di fiabe!
Insomma è decisamente da non fare a pezzetti, ma da leggere con piacere ricordando le fiabe classiche prendendosi al contempo gioco di loro 😉

Buona lettura e buon divertimento!
Puoi acquistare il libro QUI:

Bella – Canizales

Driiin!
Oh! Chi sarà?
Ciao Strega, come stai?
Che ne dici di un pic-nic alla palude?


Inizia così la storia di Strega, con il trillo di una chat aperta sul computer della strega: è l’orco che la invita a un pic-nic alla palude. Lei non vede l’ora e prova tutti i possibili vestiti, rigorosamente tutti neri e uguali 😀 e poi esce esattamente come l’orco l’ha vista poco prima in chat, semplicemente lei stessa, senza preoccuparsi più di tanto.
Ahimè sono però gli animali che incontra lungo la strada a dirle che sarebbe più bella senza gobba, senza il naso a patata lessa, ritoccando i capelli da spaventapasseri, il mento appuntito…

“Dagli una sistemata con la tua bacchetta magica, così sarai più BELLA!”

Infatti basta un colpo di bacchetta magica ed ecco fatto. Peccato però che la strega non sia più lei e che l’orco non la voglia nemmeno vedere: vuole indietro quella vera! Con buona pace delle bestiole, destinate a pagare cari i loro suggerimenti.

Bella scritto e illustrato da Canizales edito da Les Mots Libres Edizioni è un albo illustrato che vuole essere un’inno all’essere se stessi e al “bello è ciò che piace” .
Bella arriva dritto ad essere uno dei libri che ai bambini piace tanto proprio perchè rovescia stereotipi e si prende gioco dei cliché.
Punzecchia le tradizioni servendosi di metafore grottesche e attacca dritto al cuore di un certo immaginario collettivo di grandi e piccini 😉
Si sà, da sempre la protagonista di ogni fiaba che si rispetti è una bellissima principessa, mentre lungo il cammino, in qualche anfratto poco illuminato di una foresta, tra rovi spinosi, sotto le mura diroccate di un castello infestato c’è la Strega. Bitorzoluta, sgraziata e cattiva, è una creatura che vive ai margini della società. Proprio lei in Bella diventa protagonista, con la sua gobba, l’andatura claudicante e la schiettezza che contraddistingue le sue parole.

La Strega e l’Orco, i due brutti per eccellenza della tradizione fiabesca, diventano qui i protagonisti e lo fanno mettendo in discussione, con grande onestà e ironia, la propria identità e indagando sul significato attribuito ai loro lineamenti, tanto detestati per la loro bruttezza da generazioni di bambini. Così bellezza e bruttezza si mescolano in un’allegra confusione senza che nessuno sappia più stabilire con certezza i confini dell’una e dell’altra 😉

La Strega è gobba,
ha il naso a patata lessa,
il mento appuntito
e i capelli da spaventapasseri.

Reclama l’Orco quando vede comparire la Strega ingentilita e camuffata per piacere di più. Non sa che farsene di quella versione quasi perfetta e preferisce l’originale, con il viso sproporzionato e le gobbe che appesantiscono la figura!
Non vi sveliamo l’esito dell’appuntamento tra la Strega e l’Orco, dovrete arrivare all’ultima pagina di Bella per capire che ne sarà dei due buffi personaggi e di tutti gli animali che hanno dato “strani consigli alla strega.. 😀

Bella è una storia che sollecita a non lasciarsi troppo condizionare e ad accettare le differenze, anche fisiche, per dirla con Canizales:

…impariamo a essere
più Strega e Orco possibile,
rispettandoci per quello che siamo!

Buona lettura!
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