Bella – Canizales

Driiin!
Oh! Chi sarà?
Ciao Strega, come stai?
Che ne dici di un pic-nic alla palude?


Inizia così la storia di Strega, con il trillo di una chat aperta sul computer della strega: è l’orco che la invita a un pic-nic alla palude. Lei non vede l’ora e prova tutti i possibili vestiti, rigorosamente tutti neri e uguali 😀 e poi esce esattamente come l’orco l’ha vista poco prima in chat, semplicemente lei stessa, senza preoccuparsi più di tanto.
Ahimè sono però gli animali che incontra lungo la strada a dirle che sarebbe più bella senza gobba, senza il naso a patata lessa, ritoccando i capelli da spaventapasseri, il mento appuntito…

“Dagli una sistemata con la tua bacchetta magica, così sarai più BELLA!”

Infatti basta un colpo di bacchetta magica ed ecco fatto. Peccato però che la strega non sia più lei e che l’orco non la voglia nemmeno vedere: vuole indietro quella vera! Con buona pace delle bestiole, destinate a pagare cari i loro suggerimenti.

Bella scritto e illustrato da Canizales edito da Les Mots Libres Edizioni è un albo illustrato che vuole essere un’inno all’essere se stessi e al “bello è ciò che piace” .
Bella arriva dritto ad essere uno dei libri che ai bambini piace tanto proprio perchè rovescia stereotipi e si prende gioco dei cliché.
Punzecchia le tradizioni servendosi di metafore grottesche e attacca dritto al cuore di un certo immaginario collettivo di grandi e piccini 😉
Si sà, da sempre la protagonista di ogni fiaba che si rispetti è una bellissima principessa, mentre lungo il cammino, in qualche anfratto poco illuminato di una foresta, tra rovi spinosi, sotto le mura diroccate di un castello infestato c’è la Strega. Bitorzoluta, sgraziata e cattiva, è una creatura che vive ai margini della società. Proprio lei in Bella diventa protagonista, con la sua gobba, l’andatura claudicante e la schiettezza che contraddistingue le sue parole.

La Strega e l’Orco, i due brutti per eccellenza della tradizione fiabesca, diventano qui i protagonisti e lo fanno mettendo in discussione, con grande onestà e ironia, la propria identità e indagando sul significato attribuito ai loro lineamenti, tanto detestati per la loro bruttezza da generazioni di bambini. Così bellezza e bruttezza si mescolano in un’allegra confusione senza che nessuno sappia più stabilire con certezza i confini dell’una e dell’altra 😉

La Strega è gobba,
ha il naso a patata lessa,
il mento appuntito
e i capelli da spaventapasseri.

Reclama l’Orco quando vede comparire la Strega ingentilita e camuffata per piacere di più. Non sa che farsene di quella versione quasi perfetta e preferisce l’originale, con il viso sproporzionato e le gobbe che appesantiscono la figura!
Non vi sveliamo l’esito dell’appuntamento tra la Strega e l’Orco, dovrete arrivare all’ultima pagina di Bella per capire che ne sarà dei due buffi personaggi e di tutti gli animali che hanno dato “strani consigli alla strega.. 😀

Bella è una storia che sollecita a non lasciarsi troppo condizionare e ad accettare le differenze, anche fisiche, per dirla con Canizales:

…impariamo a essere
più Strega e Orco possibile,
rispettandoci per quello che siamo!

Buona lettura!
puoi acquistare il libro QUI:

Benjamin Chaud: 3 Episodi di Papà orso e il suo piccolo

Tre libri, che hanno il gusto del latte caldo, la dolcezza del miele, l’odore del pane speziato, il sapore indescrivibile delle sere d’inverno, delle veglie intorno al fuoco, delle storie dentro un letto accogliente. Tre libri, indipendenti tra di loro, ma che allo stesso modo è una storia unica che continua, che parla d’orsi, parla di famiglia, parla di padri e figli.

Come nasce la trilogia di Papà orso e il suo piccolo di Benjamin Chaud?

Tutto è iniziato con questo poster che ho creato per un’opera chiamata ” La maison est en carton ” (La casa è fatta di cartone)…

Oltre ad essere un’immagine per l’opera, era anche una dedica alla nascita del mio primo figlio. Mi è piaciuto molto lavorare su questa immagine e volevo creare più immagini come questa.
Così ho proposto a Sophie Giraud, di creare un libro con questo tipo di immagini e lei ha detto, “va bene, crea qualcosa come ‘Dov’è Wally?’ in opera con un papà canguro e il suo piccolo canguro...

Dato che non mi piace disegnare i canguri, ho scelto di disegnare orsi, ai quali mi sento più vicino – ed ecco che ho continuato a raccontare cosa vuol dire essere un papà. 🙂

Dato che mi è piaciuto molto realizzare questo primo libro Una canzone da orsi ed è stato molto ben accolto e con molto piacere è stato vincitore del Premio Andersen 2013 come miglior libro 0-6 anni.
Da allora ne ho fatto un secondo. Pupupidù Orsi in Pista, una nuova fantasmagorica avventura dedicata a papà Orso e a Orsetto.
Non c’è due senza tre e non potevo fermarmi, e appena avuto il mio secondo figlio, ho continuato con le avventure di papa orso in un terzo libro “Un Ballo da Orsi” che è piuttosto autobiografico.

Non sapevo se ero davvero capace di farlo, e non pensavo che mi sarebbe piaciuto creare immagini con così tanti dettagli – ma una volta iniziato, ho cominciato a divertirmi totalmente.
Per me è impossibile immaginare così tanti personaggi, quindi disegno amici, familiari o personaggi famosi. Questo mi aiuta molto; sapendo che esistono davvero mi permette di sapere come si muovono, cosa fanno, come sono vestiti … e li faccio diventare tutti i protagonisti del mio film truccato.

Così sono nati questi tre grandi capolavori di Benjiamin Chaud editi in Italia da Franco Cosimo Panini, un piacevolissimo trio di libri illustrati di gran formato che uniscono una storia simpatica, semplice e spiritosa a splendide e ricche illustrazioni, zeppe di particolari, entro cui perdersi, restando saldi però ad un filo conduttore narrativo ben preciso.
Ma sopratutto sono 3 libri dei quali non ci si accontenta di una sfogliata veloce, anzi, invita i piccoli lettori a qualche momento di indugio e di gioco in più.

Una canzone da orsi

In questo primo libro siamo quasi in inverno e un piccolo orso – curioso e, come tutti i cuccioli, poco incline ad abbandonarsi all’inattività forzata del sonno – al momento di andare in letargo si lascia distrarre dallo svolazzare tardivo di una minuscola ape.
Dove c’è ape c’è miele, come è ben noto. Ed è così che il piccino non ci pensa due volte prima di lanciarsi fuori dalla tana all’inseguimento del ronzante insetto.


Quando Papà Orso, già addormentato, si accorge di essere rimasto solo è troppo tardi: Orsetto è ormai lontano. Ma da bravo, apprensivo e premuroso genitore, l’animale si getta all’inseguimento e alla ricerca del figlioletto.
E così – via! – parte l’avventura che il piccolo lettore può seguire sulle grandi tavole le quali, con il breve testo relegato a poche righe in fondo, occupano quasi l’intera doppia pagina.

Dove sarà finito Orsetto?
E dove starà andando, a passo svelto dietro la sua ape?

Sarà’ divertente cercare entrambi, e non troppo facile individuarli, nel fitto della foresta prima e nel caos della città, poi.

Spingendosi, insieme a Papà Orso, addirittura dentro il sontuoso ed elegantissimo palazzo dell’Opera, tra signore ingioiellate, gentiluomini in smoking, luci della ribalta e ballerine piumate.
Fino a scoprire che il divo della serata, stavolta, risulterà proprio e il grosso e peloso genitore!… Bhe, magari non per tutti, ma di certo sarà così per lo spettatore più importante…

Un racconto tenero e garbato, sicuramente gradevole, anche se il punto di forza dell’albo, dichiarato e sbilanciato, è costituito dalle illustrazioni.
Si tratta in questo caso di uno sbilanciamento positivo perché, grazie alle immagini, la storia, che fa da canovaccio e da spina dorsale al libro, diventa anche punto di partenza per narrazioni parallele e giochi.
Si suggerisce infatti, ad ogni voltar di pagina, di cercare e trovare l’orsetto fuggiasco e l’ape svolazzante ma, oltre questi, il testo, ad una lettura non troppo veloce, indica altre piste, altri particolari da scovare, altre piccole chicche su cui posare lo sguardo e l’attenzione. Come i taglialegna terrorizzati in cima agli alberi, o il cartello pubblicitario raffigurante un orsacchiotto.

Buffi e allo stesso tempo dotati di una loro, pur essenziale , raffinatezza, i disegni riescono ad essere ricchissimi senza diventare caotici.
Lo sguardo è così libero di correre sull’illustrazione senza affaticarsi ma, anzi, godendone appieno e riuscendo con facilità a cogliere dettagli e sfumature.
Forse merito anche dei colori usati che risultano armonici e con un effetto leggermente retrò, grazie ad un sapiente uso di tinte nette accanto ad altre più morbide e sfumate, senza disdegnare il bianco e nero.

Pupupidù. Orsi in pista

Le storie di Orsetto e del suo papà continuano del secondo libro, Pupupidù. Orsi in pista, ed è un piacere ritrovare lo stile ironico, dinamico e raffinato di Chaud. Questo è un altro libro in cui perdersi piacevolmente: ricco di particolari, di storie dentro alle storie, colpi di scena e humor.
Sfogliatelo, e ogni volta scoprirete qualcosa che vi era sfuggito… e vi divertirete a seguire non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari.

Anche stavolta Orsetto si lascia trascinare dalla propria curiosità e si tuffa in un viaggio fantastico. A differenza del primo libro, in questo troviamo dei “buchi” che introducono ogni volta in un mondo diverso, dai sotterranei al tendone di un circo…

La storia è l’occasione per conoscere mamma orsa e Orsettino, il fratellino di Orsetto. La famiglia, una volta riunita, vivrà una splendida esperienza che lascerà tutti a bocca aperta…
Se Una canzone da orsi era ambientato in un teatro, Pupupidù offre al lettore lo spaccato di un altro ambiente magico, quello del circo. L’arte e l’espressività sono ancora una volta il motore centrale del racconto.

Anche in questo secondo “episodio” il racconto si presenta ai piccoli lettori, insolito, appassionante e ricco di stimoli diversi: un albo illustrato di grande formato dove le immagini sono le protagoniste assolute, mentre il testo semplice e breve offre solo una delle chiavi di lettura.
Il resto è tutto da sognare grazie alla vostra curiosità e fantasia…

Un ballo da orsi

Il terzo libro a completare le avventure di Papà orso e del suo piccolo è Un ballo da orsi.
Siamo a Parigi. È notte e grossi fiocchi di neve scendono dal cielo.
Sui tetti vicino all’Opera si vedono delle orme.
Piccole e grandi.
Affiancate.
E capitomboli.
Sono di Papà Orso e suo figlio Orsetto.
Avevano deciso di passare l’inverno sul tetto dell’Opera, ma la nevicata li ha costretti a cercare un altro rifugio.
E così “intrufolandosi in una finestra socchiusa, i due orsi finiscono in mezzo a una tribù di orsacchiotti colorati, che sembrano anche loro in letargo”.

La tana è così comoda che Papà Orso e Orsetto si addormentano subito. L’indomani iniziano i problemi: la tana è un centro commerciale e gli orsacchiotti colorati dei peluche. Qui iniziano i guai 😀
Il piccolo orsetto, viene scambiato per un peluches da un bambino e dai suoi genitori. Mentre viene portato fuori dal negozio Papà Orso si risveglia dal suo ronfare e si caccia all’inseguimento.

Eccolo papà orso, lo ritroviamo con casco rosso e scooter giallo a inseguire un taxi.
Poi a correre tra la folla di ritardatari frenetici alla stazione ferroviaria. In equilibrio su un container che è caricato su una nave.
Sul ponte di questo “labirinto galleggiante” alla ricerca di aria fresca.
A esplorare i fondali marini e su una spiaggia affollata con “i peli che si arruffano da tutte le parti”.

A partecipare a una festa in maschera con una ghirlanda al collo e un fiore dietro l’orecchio. In un “folle ballo di gruppo” dove potrà porre fine alla sua corsa e finalmente insieme a Orsetto pensare solo a ballare, mangiare e cantare.

Come nei due libri che lo hanno preceduto, Un ballo da orsi contiene una ricchezza di dettagli e personaggi sbalorditivi. Ancora una volta la sparizione del piccolo orso è un pretesto per giocare con i bambini e scoprire dove si è cacciato in mezzo a quel vortice di persone, colori, situazioni, vite parallele che si intrecciano e si mescolano alla trama principale.
Il piccolo lettore diventa protagonista di un gioco di osservazione e di ricerca: non perdere mai di vista Orsetto, mentre corre a perdifiato tra le pagine ricche di dettagli.
Anche questo, come i due precendenti è Un libro da gustare in mille versioni, insieme, grandi e piccini, fino alla sorpresa finale.

Con questi tre libri si può LEGGERE, OSSERVARE, GIOCARE e IMMAGINARE.
Da soli o in compagnia di un adulto, con o senza suggerimenti.
Può diventare pretesto per sfide con mamma e papà o con gli amici (“vediamo chi trova…”), oppure territorio per fantasticare in solitudine, collegare personaggi, dettagli, minuzie che al primo sguardo, magari, non erano risaltate.

Quanta ricchezza in questi 3 libri illustrati:
possiamo rileggerli davvero cento volte, vedremo sempre cose nuove e inventarne tante altre storie 😉

Ora spetta a voi perdervi ed immergervi in queste letture
e aiutare papà orso a seguire il suo piccolo
🙂

Puoi acquistare i libri QUI

Una canzone da orsi

Benjamin Chaud

Testa in su testa in giù – Lapis Edizioni

Dalla pluripremiata autrice e illustratrice, Marie-Louise Fitzpatrick, è nato un splendido libro illustrato senza parole che celebra la famiglia, l’amicizia e la potenza di stare insieme.
La storia si svolge su un ramo di un albero, dove Mamma Gufo e le sue tre civette vivono felici e spaziose, ma sopratutto cercano di dormire 😉


Sono lì tranquilli fino a quando, tutto ad un tratto non vi si trasferisce, sullo stesso ramo anche la famiglia pipistrello e decidonono di farlo diventare la loro casa, a testa in giù.
I nuovi vicini (i gufi sopra, i pipistrelli appesi sotto) non possono fare a meno di sentirsi un po’ “diffidenti”
l’uno verso l’altro e sono costretti a spostarsi lungo il ramo.

I Gufi, si sà, non sono mai stati i migliori amici dei pipistrelli e non dovrebbero mischiarsi e viceversa, e dopo aver ristabilito gli equilibri si prestano a dormire, ma ovviamente sappiamo.. i cuccioli di animali,  come i nostri bambini, sono curiosi 😉


I due piccoli membri delle famiglie vogliono chiaramente giocare, portando con loro sempre una gran  curiosità ma mamma pipistrello e mamma gufo cercano di impedirlo 😦
Forse una notte di tempesta, potrebbe anche portare queste due famiglie a stare insieme…?!

Testa in su testa in giù è un albo illustrato, silent book dolcissimo e profondo, edito da Lapis Edizioni,  dove i personaggi sono al centro di tutte le immagini, i piccoli protagonisti con i loro volti e i loro occhioni ci comunicano grandi cose, grandi emozioni, grazie anche alle semplici ed eleganti illustrazioni.
Il punto di vista del lettore non cambia mai, le immagini hanno uno stile molto semplice e naturale.

Possono dunque due famiglie molto diverse trovare il loro spazio nel mondo, insieme?
Un riflessione molto grande, ma Testa in su testa in giù, ci ricorda come i bambini (umani o animali) siano certamente più pronti di noi adulti ad accettare nuovi arrivati!

Senza nessuna parola, pagina dopo pagina, si intuiscono perfettamente pensieri e stati d’animo.
Questo libro illustrato è davvero molto pronfondo nel suo messaggio, ci insegna l’importanza di accettare, di aiutarsi, di cooperare, insomma questo viaggio tra i rami di un albero si apre ad una moltitudine di interpretazioni.
E così, attraverso l’esperienza condivisa e le avversità, le due famiglie possono rendersi conto che per quanto possano certamente essere diverse creature, con caratteristiche diverse, hanno però alcune cose  molto importanti in comune..
..la necessità di prendersi cura delle loro famiglie, la capacità di amare, e la necessità di dormire  durante il giorno! 😉

Testa in su, testa in giù, parla al cuore e grida a gran voce il dono della famiglia, dell’amicizia e l’importanza di non giudicare.

Marie-Louise Fitzpatrick con questo libro mette radici solide contro i pregiudizi verso ciò che ci  sembra diverso da noi.
La storia si esprime emozionando, senza alcun testo da leggere, attraverso i tratti del viso e il linguaggio del corpo.
Le illustrazioni cantano con chiarezza ed espressività un messaggio davvero importante per tutti noi!

Consigliatissimo!

 

 

Orso, Buco! – Nicola Grossi

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Si può raccontare una storia soltanto con forme e colori? A quanto pare sì!
E’ possibile incantare di stupore e curiosità un bambino per più di un minuto? Ebbene sì!
Attenzione però, non dovete pensare ad una storia chissà quanto complicata.
Ci sono genitori che credono che una buona storia debba per forza, persino per i più piccolini, essere ricca di parole, di illustrazioni elaborate o di una morale esistenziale.
Altri genitori, invece, pensano che ad un bambino di pochi anni si possa mettere tra le mani soltanto un libretto ricco di musichette con cui, all’ennesimo pigiare sull’invitante enorme bottone, stordirà tutti, genitori, nonni e parenti compresi. 😀

Queste categorie di libri, piacciono sempre e ovviamente non fanno nulla di male, anzi!
Ma, cari genitori Orso buco!  è diverso, è un vero e proprio albo illustrato ed è dedicato a quella fascia di bambini che con la loro cuioriosità e fantasia sa mettere più in difficoltà i genitori: i 18-36 mesi.

Lasciatevi quindi contagiare dalla semplicità e dalla fantasia senza limiti di Nicola Grossi, vi stupirà e amerete come i vostri bimbi questo libro! Orso buco!

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Innanzitutto questo è un albo dove la parte figurativa è affidata a macchie e forme di colore.
Secondo punto, questo è un libro che si poggia su un ritmo a dir poco perfetto e scandito.
Sono ben dosati con un equilibrio impeccabile le presentazioni, le rivelazioni, l’aspettativa e i colpi di scena,  facendo sì che i bimbi siano al momento giusto, divertiti e spiazzati.
Pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio non ci si annoia, e non ci si perde mai.

I protagonisti sono cinque: orso, volpe, ranocchio, formica ed elefante.

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Orso si è perso e parte per cercare la sua tana. Nel suo viaggio si imbatte (e cade) nelle tane degli altri animali, ripartendo ogni volta con un amico in più. Arrivati da elefante salgono tutti sulla sua groppa e “TUMP TUMP TUMP”, “SGUAP SGUAP SGUAP”, “ZIG ZIG ZIG”, marciano nel deserto, guadano il fiume, zigzagano per il bosco fino ad arrivare alla tana di Orso! Qui la sorpresa: entrano tutti…tranne…

Questo albo ha ben meritato anche un premio Nati per Leggere perchè è un racconto semplice, ma semplice non significa affatto banale.
Orso buco! è uno di quei libri che non stanca, ma anzi invoglia i piccoli lettori a chiedere di riascoltarlo ancora e ancora e ancora una volta.
Grazie anche ai colpi di scena, annunciati da un’appariscente pagina rossa l’attenzione non cala mai:
Orso cammina cammina “e all’improvviso…” cade nella tana di volpe,
poi lui e volpe dopo aver camminato alla ricerca della tana cadono in quella di ranocchio
e così via.

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Altro ingrdiente fondamentale le onomatopee, delle quali, noi genitori, troppo spesso dimentichiamo l’ammaliante fascino: infatti qui ogni animale cade facendo un proprio rumore, identificato anche graficamente da un preciso colore. Cosa c’è di meglio di un bel rumore, di un suono, di un fracasso di animaletti che cadono quasi impilandosi l’uno sull’altro all’interno della tana del nuovo malcapitato!
Diciamoci la verità: i bambini si sbellicano dalle risate e poi riprovano a riprodurli divertendosi ancor di più.. e noi? beh noi torniamo piccini. 😉

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Insomma, è davvero impossibile non essere conquistati da Orso buco!, quando si legge questo albo viene subito voglia di rileggerlo e rileggerlo ancora daccapo, di giocare con le figure e le linee, di riempire la stanza di “BADABUM!” e “SPATAPAM!” e “BIDIBONG!” e “TIC!” dando finalmente libero sfogo alla fantasia.

Non dimenticate poi di dare libero sfogo alla creatività, inventando tante altre storie, con cerchi e linee potete inventare un sacco di storie nuove (anche facili da disegnare con pochi pastelli).

Buona lettura, buon divertimento con Orso buco!

Puoi acquistare il libro qui:

Nicola Grossi

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