Palla rossa e palla blu: L’amicizia arrotonda tutto – Maicol & Mirco

Palla Rossa e Palla Blu
sono amici per la pelle.

Le persone invidiose dicono
che Palla Blu non è una
palla, ma non sanno che
l’amicizia arrotonda tutto.

Il titolo indica “Palla Rossa e Palla Blu”, le due forme sorridenti che vedete quindi in copertina sono entrambe, inequivocabilmente, rotonde.
Qualcosa da obiettare?!
D’altra parte lo afferma anche Palla Rossa, e non ammette repliche: il suo amico Palla Blu è tondo e rotola benissimo, proprio come lei.
E questo non certo per non voler accettare la natura dell’altro ma semplicemente perché, come recita il sottotitolo, l’amicizia arrotonda tutto! 😉

Ma cosa ci raccontano Palla Rossa e Palla Blu?
Ci parlano d’amicizia, certo, ma anche della bellezza del mondo e della vita, dell’importanza degli affetti. Ci spiazzano perché sono allo stesso tempo candidi e saggi, le loro storie hanno finali divertenti che però chiamano sempre un po’ di riflessione. Troviamo in loro lo spirito fantasioso e buffo dell’infanzia, le paure ma anche le gioie, il credere fermamente in tutte le possibilità, il saper trasformare la realtà solo volendo e fantasticando 😉

Ecco allora che Palla Rossa ci dichiara di non voler stare sulla Terra, di voler vivere nello spazio perché la Terra proprio non gli piace e preferisce le stelle. Detto, fatto; in un attimo parte e lo vediamo volteggiare felice nel cielo, salvo poi accorgersi, con uno sguardo sorpreso, che la Terra vista da lassù somiglia anch’essa ad.. una stella!

Oppure incontriamo Palla Blu che trova una pepita d’oro. Che fortuna! Chissà che belle cose potrà comprare! Ma facendo un elenco di tutte le migliori, si accorge che nessuna di queste può essere acquistata e, quando arriva una salita, dovendo liberarsi dei pesi per fare meno fatica, indovinate un po’ cosa lascerà cadere?

O ancora accade che Palla Blu si ammali di morbillo e, dopo un primo momento di gioia per i vantaggi assicurati – come non poter andare a scuola e non dover fare il bagno – si accorga, allarmato e rattristato, che non potrà nemmeno passare del tempo con gli amici. Arriva allora Palla Rossa, anche lui pieno zeppo di puntini, per trascorrere la giornata con l’amico. Che bella coincidenza, anche Palla Rossa ha il morbillo? Ma no! Aveva solo un buon pennarello azzurro e un cuore pieno d’amicizia 😀

Un delizioso, e a dir poco corposo, albo di Maicol & Mirco, pubblicato da Bao Publishing in una collana dedicata ai più piccoli, BaBao.
Dallo stile del fumetto si conserva il tipo di sequenzialità e la logica della narrazione, ma non ci sono balloon, semplicemente dei riquadri su uno sfondo a colori brillanti e decisi – un colore diverso per ogni capitolo – dove si svolgono le scene e un breve testo sotto. Infatti Palla Rossa e Palla Blu non è formato da un’unica, lunga storia: il volume, infatti, è una raccolta di episodi.

Le tavole sono composte in modo molto semplice ed essenziale:
con le forme protagoniste e pochi altri elementi necessari.
Molto infatti è giocato sui pieni e i vuoti, sullo sparire e il comparire, i su e i giù, le salite e le discese sono dati dalla linea dell’orizzonte che cambia inclinazione, le emozioni dalla curvatura del semicerchio della bocca o al massimo qualche linea degli occhi.

A colpire fin dalle prime pagine è la semplicità delle forme e della narrazione, con un linguaggio altrettanto semplice a livello sia di testo che di immagini. Dietro questa apparente semplicità, però, c’è una grande consapevolezza da parte dell’autore, il quale riesce con intelligenza a rendere un cerchio e un quadrato due personaggi con desideri e paure.
L’effetto è però decisamente sorprendente: la narrazione è limpida, efficace, diretta; i contenuti colpiscono e perfino commuovono, spesso vi ritroverete con un gran sorriso.
Sono dolci, spiazzanti, saggi a volte, emozionanti. Possiamo affermare con tranquillità che la mano che li compone è sapiente, sa come dosare la suspense anche con mezzi molto semplici, conosce il momento giusto per anticipare un testo su una figura o viceversa, è abile nel costruire il ritmo, che risulta ineccepibile in questo albo.

Racconti di poche pagine, freschi e curiosi ma anche dispensatori di piccole verità, come il fatto che sia bello chiamare tante volte la mamma – come fa Palla Rossa – anche se puoi non si ha nulla di chiederle nello specifico ma si desidera solo rinnovare la gioia di saperla disponibile ogni volta che se ne ha bisogno
Grazie a Palla Rossa e Palla Blu, il lettore (piccolo o più cresciutello) a fine lettura si ritrova non solo di buon umore, ma anche con le lacrime agli occhi e il mal di pancia tipico di quando si ride troppo

Palla Rossa e Palla Blu è un libro è adatto sia alle prime letture autonome che a quelle condivise, ad alta voce.
Palla rossa e Palla blu insegna che il segreto della vita è la leggerezza…

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Annunci

Un orso è finito sul mio sgabello preferito – Ross Collins

E’ così grande
che è impossibile da spostare.
A casa mia non ci può stare!
Insieme non stanno d’incanto
un topo e un orso
con una sedia soltanto!

Proprio così inizia l’avventura di un topolino disperato, alle prese con un orso polare un po’ dispettoso 😉

Effettivamente proviamo solo immaginare, cosa succederebbe quando si hanno a disposizione un solo sgabello per due animali molto testardi?!

Il grande orso occupa la sedia preferita di topo, e adesso che cosa farà topo?
Esatto, come spostare un enorme, GIGANTESCO orso bianco!

Che fare?
Povero topo!
Un orso ha deciso di stabilirsi nella sua sedia preferita, e quella sedia non è abbastanza grande per essere condivisa.
Il piccolino prova tattiche di ogni genere..


Spostarlo? No, è troppo pesante.


Guardarlo male? A lui non importa di certo.
Tentarlo con qualcosa di succulento? Direi che non si lascia tentare.
Spaventarlo? un topo che spaventa un orso? Ma dai!
E dopo averle provate tutte, forse un sistema c’è, ed anche molto semplice…
Infatti il piccolo topolino con grande fare espressivo che cattura grandi e piccini, farà e le proverà proprio tutte per farlo alzare, ovviamente, ma senza mai riuscirci ma, quando orso penserà oramai di averla avuta vinta…il piccolo topolino gli farà una sorpresina.. 😀

L’autore Ross Collins è ritornato nelle librerie italiane con Un orso è finito sul mio sgabello preferito edito da Valentina Edizioni, un nuovo albo illustrato davvero divertente!
Potrebbe non essere immediatamente ovvio, ma pensare a come persuadere un orso prepotente a scendere dalla sedia può essere un esempio e insegnare ai bambini una protesta pacifica.
Un orso è finito sul mio sgabello preferito è pieno di umorismo gioioso, ma sopratutto sviluppa verso il piccolo lettore l’empatia e mostra loro proprio come sia possibile protestare creativamente e pacificamente quando qualcosa non va 😉

Questo libro illustrato, con un testo semplice a tratti in rima, illustrazioni a tutta pagina molto espressive su sfondi colorati ed un finale a sorpresa farà divertire i piccoli lettori!
Ve lo anticipo.. potreste sentire gridare ogni tanto:
“Mammaaa! C’è un orso sulla mia sedia preferita!!!” 😀 😀 😀

Un orso è finito sul mio sgabello preferito, è una storia molto divertente che si presta benissimo ad essere letta ad alta voce.

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

Un orso è finito sul mio sgabello preferito

Ross Collins

Lasciare andare il passato

Lasciare andare il passato

Ripercorrendo gli eventi della propria vita, ognuno di noi ha avuto successi e insuccessi. Ma se mettiamo a fuoco le situazioni che riteniamo non vadano per il meglio, possiamo notare che hanno delle caratteristiche in comune, delle costanti che si ripetono nel tempo e che alla lunga si rivelano determinanti affinché quelle situazioni vadano male.

Dice Louise Hay che per ogni situazione che si ripete c’è un bisogno dentro di noi.

Se non fosse così non avremmo bisogno dei fallimenti, dei rapporti mediocri, della povertà, degli eccessi o di qualunque altra cosa corrisponda a un nostro problema.

Questi comportamenti che non vorremmo avere sono però solo dei sintomi e volontà e disciplina non bastano se non si elimina la causa. I sintomi torneranno di nuovo quando la volontà a un certo punto verrà meno.

È fondamentale invece entrare in contatto con i bisogni sottostanti e imparare a comunicarli con efficacia. Sono bisogni fondamentali di amore, di nutrimento, di contatto, di accettazione, di riconoscimento, di sicurezza e considerazione che quasi sempre ci rifiutiamo di ammettere.

Da bambini abbiamo imparato che esprimere liberamente le nostre emozioni è una cosa negativa. E questo vale un po’ per tutte le emozioni ma in particolare per ciò che ha a che fare con la sessualità e la rabbia.

La rabbia è talmente repressa che molti di noi sono spaventati dalla propria rabbia: temiamo di non riuscire a controllarla e che ci spinga a compiere qualche azione dannosa. Il risultato è che la rabbia o esce in modo del tutto inconscio e incontrollato come in un attacco d’ira, oppure si esprime in modo nascosto o spostato.

E’ invece importante e liberatorio permettere a noi stessi anzitutto di sentirla completamente e renderci così finalmente conto di quanta ne abbiamo e poi di creare una situazione sicura dove poterla esprimere: da soli all’inizio è difficile, meglio con una guida, con una persona esperta di cui ci possiamo fidare.

In una situazione sicura possiamo permetterci di parlare ad alta voce o di urlare, di scalciare o diventare collerici, di insultare chi vogliamo, di colpire cuscini e materassi, o qualunque altra cosa vogliamo fare.

Dopo aver fatto ciò in un ambiente sicuro, saremo molto più coscienti della nostra rabbia e di quali situazioni ci fanno arrabbiare e impareremo a mostrarla (non ad agirla) senza troppa paura di compiere atti distruttivi.

Saremo capaci di affrontare tali situazioni nella maniera che riteniamo sia più efficace e cominceremo ad usare la fermezza al posto della rabbia per farci valere.

Impareremo a chiedere ciò che ci serve e a fare ciò che desideriamo senza farci influenzare dagli altri o sentirci in colpa per i nostri desideri.

Dopo aver provato e manifestato la nostra rabbia, è necessario cercare il dolore che essa nasconde per sentirlo ed esternarlo. Utilizziamo la rabbia come meccanismo di difesa per non sentire questo dolore.

Perdonare

Perdonare non vuol dire giustificare il cattivo comportamento di qualcun altro o diventare vittime della violenza altrui; vuol dire lasciare andare il nostro risentimento su quella situazione.

Rinunciare al nostro risentimento e trasformarlo in comprensione libera noi stessi. Il perdono è un dono che ci facciamo.

Non è facile perdonare chi riteniamo ci abbia fatto dei torti o delle cattiverie, quindi cominciamo con le situazioni che ci sembrano più facili, per attraversare man mano dolori sempre maggiori. Cominciamo con piccoli, ma autentici, atti di perdono.

[..] Il perdono è quel processo di scioglimento dell’odio che nel tempo ci trasforma profondamente nel nostro modo di pensare, agire e sentire e ci libera dai legami col passato.

A questo serve infatti prendere coscienza della propria rabbia, serve a sciogliere l’odio distruttivo di cui essa è la punta dell’iceberg.

Perché il perdono sia autentico è necessario rinunciare all’odio vendicativo col quale vorremmo essere ripagati delle umiliazioni subite, invece di lenire le ferite che tali umiliazioni ci hanno prodotto.

Le affermazioni

Tutto ciò che abbiamo detto finora è possibile fin da ora, a patto che noi lo vogliamo. Dice Louise Hay che possiamo cominciare da subito a modificare gli schemi mentali a cui abbiamo ricorso finora, rendendo positivo il nostro modo di parlare e basandoci su schemi più positivi per i nostri pensieri.

Questo è possibile facendo uso delle affermazioni. Per affermazioni si intende scegliere consapevolmente frasi e termini che ci aiutino a metterci immediatamente nel processo per raggiungere quello che desideriamo.

Le affermazioni si possono fare davanti allo specchio, leggerle ad alta voce con convinzione, scriverle più volte al giorno o, perché no, anche cantarle.

Le affermazioni sono il primo passo per il cambiamento. Facendo affermazioni, diciamo all’inconscio che stiamo prendendo in mano la nostra situazione, che possiamo e vogliamo fare qualcosa per cambiare.

Le affermazioni usate con una certa costanza diventano convinzioni e produrranno sempre dei risultati.

Alcuni esempi di affermazioni:

* Sono una persona realizzata e sicura di sé

* Il mio corpo è vitale e la mia mente serena, sono in perfetta armonia

* Faccio tutte le cose con amore e ogni giorno la vita mi restituisce cose buone

* Riesco sempre a mettere in pratica le mie capacità e il mio talento

* Lavoro in un posto meraviglioso e i colleghi mi stimano

Perché le affermazioni siano funzionali è necessario che il messaggio da fornire all’inconscio sia ben chiaro. Quindi le frasi è meglio che siano dirette, precise e positive e lo scopo va dichiarato apertamente senza sottintesi. I verbi usati nelle affermazioni devono essere al presente.

Ad esempio la prima affermazione dice “Sono una persona realizzata e sicura di sé” e non “sarò una persona realizzata e sicura di sé“. E neanche “Non voglio più essere una persona insicura“.

Guardarci allo specchio e dirci ad esempio “ti amo” o “sono un uomo di successo” all’inizio potrà sembrarci poco buffo e verosimile, ma con le affermazioni stiamo gettando un seme.

di Claudio Faggi

http://www.ass-arcano.it/louise_hay.htm

Libro consigliato:


Louise L. Hay

Vivere!

Percorrere con successo il cammino dell’esistenza alla luce del pensiero positivo

Nel volume sono trattati i vari periodi e aspetti della vita umana, dall’infanzia alla vecchiaia, dal rapporto con il nostro corpo a quello con l’ambiente di lavoro.
Louise Hay ci insegna a prendere coscienza delle infinite risorse presenti in ciascuno di noi e a metterle al servizio delle nostre aspirazioni e del nostro benessere psicofisico. L’autrice propone inoltre una lista di 101 pensieri positivi in favore della vita da ripetere, meditare e assimilare per migliorare il rapporto con noi stessi e con quanti ci circondano, oltre che per sentirci finalmente appagati e felici.

Compralo su Macrolibrarsi