L’ascolto compassionevole

L’ASCOLTO COMPASSIONEVOLE DA’ SOLLIEVO ALLA SOFFERENZA

Se una persona si esprime con rabbia è perché sta soffrendo profondamente: la sofferenza la riempie di amarezza, dunque è sempre pronta a lamentarsi e a biasimare gli altri per i suoi problemi. Per questa ragione trovi molto sgradevole starla ad ascoltare e fai di tutto per evitarla.

Per comprendere e trasformare la rabbia dobbiamo imparare la pratica dell’ascolto compassionevole e imparare ad esprimerci con parole amorevoli.

Ascoltare con compassione può aiutare a soffrire di meno.  Con le migliori intenzioni, infatti, non riuscirai ad ascoltare l’altro in profondità se non alleni te stesso nell’arte dell’ascolto compassionevole; se invece sei capace di stare seduto tranquillo e di ascoltare quella persona per  un’ora con vera compassione, puoi alleviare molta della sua sofferenza.
Ascolta con un solo scopo: permettere all’altro di esprimere se stesso e di trovare sollievo dalla sua sofferenza. Mantieni viva la compassione per tutto il tempo dell’ascolto.

Mentre ascolti devi essere molto concentrato, devi focalizzarti sulla pratica dell’ascolto con tutta l’attenzione, con tutto te stesso: occhi, orecchie, corpo e mente. Se fai finta di ascoltare, se non ascolti con il cento per cento di te stesso, l’altro se ne accorge e non si sente affatto sollevato dalla sua sofferenza. Se invece sai praticare il respiro consapevole e sai rimanere concentrato sul desiderio di aiutare l’altro a trovare sollievo, allora ascoltandolo riesci a mantenere viva al tua compassione.

L’ascolto compassionevole è una pratica molto profonda. Stai ad ascoltare senza giudicare né biasimare; stai ad ascoltare solo perché desideri che l’altra persona soffra di meno.
L’altro potrebbe essere nostro padre, nostro figlio, nostra figlia, il nostro partner. Imparare ad ascoltare l’altro può aiutarlo realmente a trasformare la sua rabbia e la sua sofferenza.

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Saper perdonare

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Alcune situazioni ci fanno soffrire e ci sembrano imperdonabili, anche se sono causate da persone care. Tuttavia, bisogna saper perdonare, per ritrovare la serenità interiore.

Cos’è il perdono?
Quando un uomo perdona un altro uomo, si libera delle emozioni negative che provava nei confronti di chi lo ha offeso. Tuttavia, una delusione, una grande umiliazione, un tradimento sono difficilmente perdonabili. Atto di coraggio per alcuni, o di debolezza per altri, il perdono riesce a rompere il legame con la persona che amavamo. Un legame fatto ormai di risentimento, d’amarezza e di odio… Saper perdonare, quindi, vuol dire voltare questa dolorosa pagina, senza amarezza. E significa anche accettare gli errori altrui. Se si pensa che tutti possono sbagliare, diventa impossibile odiare l’altro e si arriva addirittura, in alcuni casi, ad ammettere di avere una parte di responsabilità in quello che è successo. Saper perdonare significa, quindi, dare prova di grande tolleranza e apertura mentale, ammettere l’errore dell’altro, e accettare che questa persona ci ha fatto soffrire.

Perché perdonare?

Perdonare non significa dimenticare, e nemmeno capire o scusare un difetto o un atto che ci ha ferito; si tratta ancora meno di un favore che si concede “al colpevole”, o di un modo perché lui possa stare meglio e ricominciare!

Alcune buone ragioni per perdonare:
– Saper perdonare può essere un atto un po’ egoista, che si fa per se stessi, per sentirsi più leggeri e felici. Perché si sa: l’odio o la volontà di vendetta ci impediscono di dimenticare e, alla lunga, demoralizzano.
– Saper perdonare, vuole anche dire perdonare se stessi e uscire da uno stato d’insofferenza per riprendere le redini del proprio destino. Perdonare permette di togliersi un peso, liberarsi di un passato che ci opprime, recuperare la propria autonomia.
– In alcuni casi, il perdono può portare a una riconciliazione, prendendo le distanze dagli eventi che ci hanno offeso. Il perdono serve semplicemente a farci capire che non serve a niente rimproverare, ma si deve piuttosto prendere atto per andare avanti.

Le grandi tappe del perdono
Il perdono a volte è lungo e doloroso, e passa attraverso varie tappe:
La consapevolezza: ti hanno fatto del male e inizi a prenderne coscienza. Alcuni soffrono e rimuginano in silenzio, altri scelgono di sviluppare strategie diverse, razionalizzano l’accaduto, o rifiutano di accettare l’evento.
I rimproveri: hai scelto di prendere coscienza delle cose ed esprimere la tua rabbia e la tua indignazione. Questo è un passaggio doloroso ma importante per trasformare, in seguito, l’energia negativa in positiva. Esprimere l’odio e l’amarezza che provi, quindi, è necessario. Capita spesso di provare una vera e propria antipatia per la persona che ci ha ferito, il che a volte aiuta a superare la prova, ed è normale. Invece, è preferibile non rivedere la persona che ci ha offeso, almeno nei primi tempi. L’ideale è parlare ai propri cari di ciò che succede per scaricare le emozioni negative e,  ricevere consigli.
Relativizzare: in seguito arriva il periodo cerniera, durante il quale si fa una specie d’inventario. S’inizia a riconsiderare l’evento che ci ha ferito e s’impara a relativizzare. L’importante è prendere le distanze da quello che è successo, evitando di sentirsi in colpa.
Il perdono: bisogna accettare questo passaggio doloroso e uscire dal ruolo di vittima. Un’amica che ti ha tradita, un familiare che ti ha fatto del male, un uomo che ti ha abbandonata… riuscirai a perdonare solo a due condizioni: se non proverai più rancore nei confronti della persona che ti ha offesa, e se ti sentirai pronta a riprendere le redini della tua vita e ad andare avanti.

A volte il perdono può renderti più forte.

Devo perdonare tutto?
Non si tratta di sapere cosa si deve o non si deve perdonare, ma di capire se si è capaci di farlo. E’ tutta una questione di comprensione e di definizione del perdono.

Libri consigliati per il Perdono:


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L’amore può salvare il mondo, il perdono può guarirci


Un messaggio semplice, diretto al cuore del lettore, che porta all’apprendimento del perdono di se stessi, del prossimo e della vita anche se deludente. Un’opera “positiva”, che non si sofferma sulle conseguenze nefaste del rifiuto del perdono, ma propone storie vere di piccoli e grandi miracoli suscitati da un atteggiamento di apertura all’amore.

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Meditazione sulla gentilezza amorevole

Per tutti coloro il cui umore oggi non è splendido… affinché possiate ritrovare la freschezza, la pace e la gioia.
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MEDITAZIONE SULLA GENTILEZZA AMOREVOLE

Porto l’attenzione sulla mia mente.
Ispirando, osservo lo stato della mia mente,
sono consapevole di qual’è lo stato della mia mente ora.
Espirando, lascio che la mia mente diventi calma e pacifica….

Ora focalizzo la mia attenzione su quell’aspetto della mia mente che è compassionevole, amorevole, comprensivo e chiaro…..
mi collego a questa parte sana dentro di me….
Questo mi dà la forza e la stabilità per rivolgermi ora all’altro aspetto della mia mente, quello che è stato ferito, che si sente incompreso e frustrato, che è amareggiato o in collera, che ha sofferto in una relazione o che non è stato compreso dalla società…

Inspiro e sento che l’aspetto amorevole dentro di me è qui per me come un buon amico: aperto e pronto a starmi vicino, senza giudicarmi, qualunque siano i miei errori e le mie debolezze.
Espiro e sento che il mio cuore si apre e si rivolge con calore e compassione all’aspetto ferito e incompreso dentro di me…..
Ora sono più forte e posso accogliere tutta la mia sofferenza.
Inspirando, accolgo il mio dolore, la mia collera e la mia amarezza.
Espirando, lascio fluire verso di me calore, fiducia e guarigione….

Quando inspiro accolgo tutta la sofferenza, tutto il dolore.
Quando espiro, lascio fluire verso di me calore, fiducia e guarigione.

Ora posso vedere che il mio stato mentale pian piano ha trovato la pace.
Ha rafforzato in me l’energia della comprensione, dell’amore e della gioia.
Adesso posso trasmettere questa energia ad altre persone.
Penso ad una persona che soffre, oppure a più persone che stanno soffrendo in questo momento e inspirando accolgo il dolore, la sofferenza di queste persone.
Espirando, trasmetto la mia stabilità, la mia gioia e il mio amore a queste persone….
Inspirando, accolgo la sofferenza e il dolore dell’altro.
Quando espiro, lascio fluire verso l’altro calore, fiducia e guarigione.
Inspirando, accolgo la sofferenza e il dolore degli altri.
Espirando, irradio amore e gioia verso gli altri….

Forse ora posso sentire che l’energia dell’amore, trasmettendola agli altri , si è rafforzata. E posso vedere che dalla sofferenza nasce profonda compassione

Questa meditazione ci aiuta a trasformare gli stati mentali non salutari in stati mentali salutari e ad aumentare così la pace, la felicità, la stabilità e l’amore.

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