Mortina – Barbara Cantini

Mortina non è una bambina normale.
Ma lei non si sente nemmeno così diversa.
Certo la sua pelle non ha il tipico colorito rosa delle bambine.
Anzi è decisamente bianca.

Mortina non è una bambina come tutte le altre, è una bambina zombie: ha la pelle bianca, gli occhi sporgenti con le occhiaie viola e può staccarsi parti del corpo. Vive felicemente in una villa che gli abitanti del villaggio ritengono abbandonata perché la zia Dipartita le vieta di farsi vedere, men che meno se si tratta di bambini!

In meno di due anni le avventure di Mortina sono diventate ben 3 e con un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al primo libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, Mortina – Una storia che ti farà morire dal ridere dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, Mortina e l’odioso cugino, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Infine il terzo volume, pubblicato i primi di ottobre (2018) Mortina e l’amico fantasma.
Le avventure di Mortina sono scritte ed illustrate da Barbara Cantini edite da Mondadori.
Il tono leggero e con quel pizzico di umorismo dei 3 libri appare palese sin dalle deliziose copertine che raffigurano in primo piano una pallida bimbetta dagli occhi sporgenti affiancata da compagni bizzarri e sullo sfondo, alle loro spalle, il classico castello dell’immaginario horror. Se non fosse già evidente così, ci pensa pure il sottotitolo a chiarire la natura ironica del volume, calcando un po’ la mano 😀

Il pubblico di destinazione è quello dei giovani lettori dai sette ai nove anni, perché ogni racconto è ricco di allusioni, doppi sensi nelle parole e stimoli nei disegni che i più grandicelli sanno cogliere meglio.
Diverte, però, anche i più piccoli, che temono e amano allo stesso tempo le atmosfere paurose e i colori cupi, ma colgono immediatamente il tono umoristico e spiritoso proprio. Infatti, grazie alla freschezza e al loro approccio giocoso rappresentano ingredienti prelibati anche per bambini più piccoli, di cinque-sei anni, che seguiranno le figure dal fascino gotico e si porranno in silenzioso ascolto.
Sopratutto in questo periodo dell’anno che precede la festa di Halloween, le storie di Mortina riscuotono indistintamente nei bambini e bambini un grande fascino ed interesse! Una grande occasione anche per avvicinarli alla lettura e al meraviglioso mondo dei libri 😉

Scopriamo insieme queste storie, condite da tanta ironia, della bambina zombie 😉

Mortina
Una storia che ti farà morire dal ridere

Mortina gioca col suo amico fidato, Mesto un levriero albino e scorazza tra le stanze, nel giardino o nel bosco dietro la villa, ma le manca di poter giocare con i bambini della sua età. Così cerca di escogitare strategie per poter uscire e l’occasione giusta si presenta!


L’occasione giusta è proprio la festa di Halloween, in cui i bambini girano per le case travestiti da mostri a chiedere: “Dolcetto o scherzetto?”.
Mortina ha la grandiosa idea di partecipare alla festa fingendosi una bambina travestita. Distrae la zia con un diversivo ingegnoso: scuce la coda e un orecchio al gatto Ombra in modo che lei rimanga impegnata a ricucirlo e non si accorga della sua fuga. Mentre fervono i preparativi nel villaggio, la bambina aspetta impaziente il giorno della festa che finalmente arriva: Mortina passa la mattina e la prima parte del pomeriggio a prepararsi e per cestino pensa bene di usare il vecchio portagioie della zia, peccato che si tratti della testa del prozio Funesto! Lo convince a restarsene zitto senza brontolare e corre fuori a cercare i bambini mascherati.

Si fa coraggio e chiede se può unirsi al gruppo: i bambini la guardano incuriositi ma l’accolgono con entusiasmo.

Si avviano cantando per le vie e Mortina è felice perché quei bambini non sembrano aver paura di vampiri, streghe, uomini lupo, zombie o fantasmi. Ma loro non hanno capito che il suo vero nome è Mortina è non Martina, come la chiamano 😀
E quando la bambina zombie, ormai a suo agio, si rivela, la guardano allibiti.
Riusciranno ad accettarla per quello che è?
E Mortina riuscirà finalmente a farsi degli amici con cui giocare?
Vi dico solo che Mortina non è tipo da arrendersi!

Un delicato racconto sul bisogno di aggregazione e di accettazione!

Mortina e l’odioso cugino

“Pioveva da ore. Mortina era annoiata
perchè i bambini del villaggio
non si erano visti a Villa Decadente quel giorno.”

L’avventura di questo secondo episodio si snoda all’interno di Villa Decadente e vede protagonisti Mortina, il cugino Dilbert e gli amici del villaggio vicino.
Ma andiamo con ordine.


Mortina si annoia. Zia Dipartita ha trovato nella Botanica la sua grande passione. Mesto è in giro a caccia di rospi. Fuori piove e i suoi amici non sono andati a trovarla.
Quando suona il campanello Mortina è felicissima.
Quando apre la porta e si ritrova davanti un piccolo zombie aristocratico è curiosa.
Quando capisce che tipo è suo cugino pensa che sarebbe stata meglio sola.
Il bambino, per niente simpatico e con un atteggiamento tutt’altro che gentile, si accomoda in casa con il suo ragno da compagnia.

Mortina va su tutte le furie. Perché la zia ha invitato Dilbert? Ma soprattutto dove è finita la zia?
Suona di nuovo il campanello di casa e, ad uno ad uno, arrivano anche gli amici del villaggio, anch’essi invitati dalla zia con un biglietto trovato davanti casa, su cespugli, piante o alberi.

Che strano! Come mai Mortina non sapeva niente di questi inviti? E perché poi?
I bambini decidono di mettersi in cerca della zia per la Villa ma non trovano nulla, neanche un indizio di dove possa essere finita. A un certo punto scompare anche Teresa, una delle amiche di Mortina…

E insomma…il mistero si infittisce sempre più finché sarà proprio l’odioso Dilbert a risolverlo e soprattutto a trovare la zia e Teresa.
Non vi svelo nulla perché vi consiglio di leggerlo;)

Vi dico solo che anche questa volta Mortina offre un importante spunto di riflessione: mai giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo, anche se apparentemente possa sembrare scorbutico e antipatico!
Dando una possibilità, si possono ricevere delle belle sorprese…perché ognuno in fondo ha un suo talento!
Tutti abbiamo una qualità speciale perciò mai fermarsi alle apparenze, diamo sempre a noi stessi e agli altri la possibilità di scoprirla! 😉

Mortina e l’Amico Fantasma

“Nevicava ormai da giorni
e Villa Decadente era tutta imbiancata.
Il lunedì Mortina stava giocando ai vampiri
con Mesto e dalla finestra

aveva visto balenare una piccola luce.”

Per tutta la settimana Mortina e Mesto vedono accadere strane cose nelle stanze della villa e guardando fuori dalla finestra, curiosi vedono un bambino luminiscente, sbiadito..ma carino!

Mortina in questo terzo volume dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro.
Tra i libri della biblioteca, analizzando il suo abbigliamento e chiedendo un suggerimento anche a zia Dipartita.
La Zia ricorda, con il suo fare signorile, che per cercare qualcuno nel passato bisognava consultare dei registri che si trovavano in chiesa.
Ovviamente era fuori discussione che Mortina ci potesse andare, ma oramai conosciamo bene la furba Mortina 😉

Dopo mille peripezie per scappare dalla finestra della villa nonostante la promessa, entrare in chiesa dopo che il guardiano aveva senito il cancello cigolare, e uscire dalla stessa spaventandolo a morte fingendosi una poverina in una bara, Mortina riesce a tornare di corsissima al sicuro nella villa e mentre tutti dormivano lei e il fantasma continuavano a cercare nel registro rubato.

Vi lascio scoprire durante la lettura il bellissimo finale di questo terzo volume, ma vi anticipo solo che questo fantasma riuscirà a far battere il cuore alla piccola Mortina..
Anche in questa terza storia Mortina porta con sè un esempio importante, sulla forza e il potere di sentire un legame con qualche nuovo amico e sopratutto quel desiderio unico che porta indistintamente grandi e piccini a sentire di voler aiutare qualcun altro!

Come ha affermato Barbara Cantini in un intervista “È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre”

Mortina opera della creatività di Barbara Cantini, che per la prima volta si è cimentata anche nella scrittura, confezionando ben tre frizzanti storie “horror” dallo stile garbato e buffo. Le ambientazioni sono minuziose e realistiche, qua e là le pagine sono arricchite da didascalie e brevi testi che descrivono ironicamente lo strampalato assortimento dei personaggi presentati.
L’atmosfera gotica, ben espressa dalla predilezione per le tinte cupe, come il nero, il viola fa da cornice a tre simpatici racconti di immediata comprensione, ritmati, che giocano sui doppi sensi delle parole, sulla parodia e sulla voglia dei bambini di lasciarsi attraversare da qualche piccolo e innocuo brivido.

Barbara Catini, ci racconta di Mortina
e si racconta per i piccoli e grandi lettori
di Crescere Leggendo:

Barbara ci racconti un po’ della tua vita e di quando hai deciso di dedicarti al mondo magnifico dell’illustrazione?

La passione per il disegno e l’illustrazione mi accompagna da che ho memoria, ho sempre passato molto tempo a “perdermi nelle figure” dei miei libri illustrati preferiti. Pensare realmente che l’illustrazione potesse essere la mia strada però ha necessitato di più tempo e una maggior fiducia e consapevolezza. Dopo gli studi artistici e universitari e una breve parentesi nel settore del restauro, sentivo che dovevo riprendere a disegnare, mi mancava troppo, e farlo nei ritagli di tempo non mi bastava più. Quindi mi sono iscritta ad un corso di animazione cartoon, piuttosto che quello di illustrazione, perché l’idea di imparare a far “vivere” i personaggi attraverso il movimento mi emozionava tantissimo. L’animazione mi è stata molto utile anche perché mi ha insegnato a raccontare una storia come una sequenza di immagini. Terminata la scuola e fatto qualche anno di esperienza in uno studio di animazione ho partecipato al concorso “L’illustratore dell’anno” di Città del Sole e dopo averlo vinto, ho avuto la spinta per dedicarmi esclusivamente all’illustrazione, che è sempre stata il mio “primo amore”.
Il passaggio alla scrittura è stato più lento, anche più “rispettoso” oserei dire. E’ più recente ed è avvenuto passando attraverso il piacere di iniziare a immaginare i miei personaggi e il loro mondo. Chi erano, cosa facevano, qual erano il loro vissuto e i loro desideri?

Mortina è ora una serie di tre libri illustrati e scritti da te.
Com’è nata l’idea?

Mortina è nata dopo una “lunga gestazione”, a partire da un semplice schizzo sul mio blocco da disegno, risalente ai tempi in cui frequentavo la scuola di animazione, ormai 12 anni fa.
Avevo disegnato una bambina stralunata, inizialmente in compagnia di un pipistrello balbuziente, che poi lavorandoci si è “trasformato” in un cane, il Mesto che conosciamo ora. Per non farla sparire dalla memoria è stato sufficiente essermi fermata quel disegno e un unico appunto scritto “Mortina”.
Ho poi ripreso l’idea a cavallo tra il 2015-2016, sviluppandole intorno una storia e un contesto di vita familiare. A livello narrativo ho scelto senza esitazione di portare un’ambientazione “fantastica” in un contesto generale di realtà e non di creare un mondo apposito popolato solo di mostri e fantasmi. Ma tutto ha preso forma dal disegno abbozzato della piccola zombie e dal gioco di parole Mortina-Martina. Sempre appuntarsi le idee! 🙂
Per me il libro sarebbe stato solo il primo, ma fin da prima della pubblicazione l’editore mi suggerì di pensare alla possibilità di una serie, perché il personaggio si prestava bene ad essere sviluppato in libri successivi.

Quali sono i temi conduttore che affronti nei tre libri?

Premetto che le storie non sono nate in modo “costruito” per portare un messaggio piuttosto che un altro.
Certamente il filo conduttore che ritroviamo nei libri della serie è quello dell’amicizia, l’empatia e la disponibilità verso gli altri. Il tutto in un contesto un po’ creepy, per il quale ho una propensione fin da piccola. E certamente anche nella stesura delle storie ho dovuto rispettare i binari del mistero e del piccolo brivido, per coerenza con il personaggio e l’ambientazione. Il mio approccio è sì gotico, per le situazioni e le illustrazioni (e mi viene detto sempre!) ma prevale sempre una forte ironia che riesce a riportare anche gli aspetti macabri e grotteschi su un piano affrontabile e perché no, spero anche divertente per dei bambini.
Nei libri, specialmente nel primo, è individuabile anche l’aspetto della paura e della capacità di sovvertire qualche piccola regola, di prendersi qualche rischio, in nome di uno scopo più importante.
Quando parlo della paura, non intendo tanto quella di zombie o fantasmi, quanto la paura di “non piacere abbastanza”, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre “mostruosità”, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei. Ma come tutti i bambini, ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa.
Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo. Dall’altro lato scoprirà che i bambini sono entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla quotidianità.
Anche “l’odioso cugino” Dilbert in verità si rivelerà a suo modo prezioso e possiamo anche intuire che il suo antipatico comportamento è dovuto come spesso accade a qualche silente sofferenza.

E’ previsto un 4° volume delle avventure di Mortina?

Qui mi riallaccio alla risposta precedente, dicendo che sì, ho già scritto una quarta storia su richiesta dell’editore e mi appresto a iniziare lo storyboard e le illustrazioni. E proprio in questo quarto libro scopriremo le ragioni del comportamento un po’ arrogante del cugino Dilbert.
L’uscita dovrebbe essere a Giugno 2019.

Cosa ti piacerebbe che i bambini imparassero da Mortina?

Non ho la pretesa di insegnare, ma mi auguro che indirettamente tra le righe, ai bambini possa arrivare il messaggio che le differenze e le diversità sono un arricchimento per ciascuno. Che ognuno deve andare fiero delle proprie particolarità, perché spesso sono proprio quelle che ci mettono alla prova, migliorandoci e rendendoci noi stessi. Che poi se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale!
Un altro aspetto che spero passi dalle storie è quello dell’empatia, dello slancio di voler aiutare qualcun altro solo perché riusciamo a metterci nei suoi panni, comprendendone un bisogno.

Altri progetti per il futuro?

Ho diverse idee da sviluppare e non so se tutte vedranno la luce, ma insieme alla mia nuova agente intanto ne abbiamo scelta una da mettere a fuoco e da cui iniziare. Si tratterà di un albo però, non di un racconto come Mortina.
Prima però ho la quarta storia di Mortina da realizzare! 🙂

 

Ecco quindi che è decisamente impossibile non affezionarsi a Mortina e non restare conquistati dalla sua anima, pura e sincera, decisamente rara. La diversità dovrebbe essere la normalità, le apparenze non dovrebbero mai essere porte che si chiudono e Mortina lo ricorda e lo dimostra a grandi e piccini, con gentilezza e una grande sensibilità!
Buone letture!

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Björn – Sei storie da orso

Björn abita in una caverna.
E proprio davanti all’ingresso
ci sono un prato di erba tenera
e un albero dal tronco rugoso.
Perfetto per grattarsi la schiena.

Björn è un orso alquanto ordinario, vive in un bosco insieme agli amici (la donnola, il gufo, la cincia, il gufo, lo scoiattolo, il tasso e la lepre) e conduce una vita semplice e sobria.
Eppure la quotidianità di Björn è così lieve, che i 6 piccoli avvenimenti raccontati nel libro, rendono la sua vita davvero molto desiderabile, specie agli occhi di un bambino, il quale sa che il susseguirsi monotono dei giorni è quasi sempre straordinario: anche quando sembra non accadere nulla, il niente è pieno tesori, mentre l’inaspettato per essere speciale deve trovare il suo posto nel ciclo naturale delle cose quotidiane.

“Non succede granchè
nella vita di un orsoSpesso Björn non fa niente.
Ma non si annoia mai.”

Le sei storie racchiuse in questo prezioso libro sono uno spaccato della vita di questo simpatico orso, riflessivo, pigro, ironico e, soprattutto, circondato da tanti altri abitanti del bosco come lui.

Nel primoepisodioBjörn si troverà per le mani un divano, una cosa mai vista nel bosco e che gli creerà qualche grattacapo.


Nel secondo racconto organizzerà una festa di carnevale con tutti gli amici ideandola a partire da un catalogo di vestiti e altri orpelli per umani.


Il terzo racconto (moooolto apprezzato e richiesto 😉 ) è il vero e proprio elogio alla lentezza: Björn si troverà a non fare “niente” tutto il giorno e… a non vedere l’ora di ricominciare l’indomani mattina!


Il quarto racconto è decisamente il più profondo: il nostro amico orso si troverà a dover scovare un regalo per la sua amica umana di città e, pensa che ti ripensa, capirà che forse un seme, meglio, diversi semi sono la cosa più giusta da regalare, “perché nessuno sa che cosa spunterà”.


Il quinto racconto, intitolato “Occhiali“, ci parla della visita medica annuale organizzata dal saggio gufo, che, anche se ha delle idee un po’ strambe e non sempre divertenti, agli amici piace, perché a tutti gli abitanti del bosco fa piacere avere qualcuno che si occupi di loro.

E’ ora?” è la domanda che il nostro Björn rivolge a tutti gli abitanti del bosco.
Le foglie cadono, l’aria è cambiata e le rondini sono partite: l’autunno sta arrivando, bisogna fare scorta di grasso in vista del letargo, andare in fondo alla caverna e… puntare la sveglia su “primavera”.
Ecco che l’ultimo episodio è una sorta di arrivederci dopo tante avventure!

Björn sei storie da Orso di Delphine Perret edito da Terre di Mezzo è perfettamente pensato per i piccoli che sanno già leggere: a partire dai 6 anni, in su. Io lo trovo perfettamente adatto all’approccio alla lettura individuale, anche se nulla vi vieta di leggerlo insieme, adulti e bimbi.

Ogni episodio è strutturato per far sì che i bambini si sentano davvero partecipi di quanto accade nel bosco di Björn: scritto in stampatello, e quindi dall’approccio molto semplice, ogni frase (tutte brevi e dalla struttura elementare) è accompagnata da un’illustrazione.

I disegni, sono meravigliosi e nella loro essenzialità sono evocativi e riescono a trasmettere con delicatezza le emozioni provate dai personaggi. Non sono colorati proprio per aiutare ancora di più il bambino a concentrarsi sulla lettura della narrazione espressa in parole. Le illustrazioni sono un utilissimo supporto alla storia, ma senza toglierle il giusto respiro.
Come detto trovo questo albo davvero meraviglioso, l’autrice, nonché illustratrice, Delphine Perret ci restituisce in modo mirabile la semplicità e, nel contempo, la straordinarietà della vita nel bosco, una vita fatta di situazione quotidiane, di incontri speciali, di meraviglia e di stupore di fronte a quanto il mondo ci mette davanti.

Come leggiamo nella quarta di copertina…
“la meraviglia, spesso, si nasconde nelle piccole cose“

Copertina rigida gialla, pagine interne color tenue menta, disegni stilizzati che sembrano fatti a matita, tanti personaggi ai quali i bambini non faranno fatica ad affezionarsi, questo è il contenitore perfetto per 64 pagine e sei racconti ironici, delicati, un pochino strampalati come piacciono ai bambini. 😉

Björn e le sue avventure lo dedichiamo a tutti i bambini, per essere un po’ come il tenero orso, di badare all’essenziale, di meravigliarsi del normale, di gioire delle piccole cose, ma soprattutto di godere della bellezza di una vita semplice circondata da amici veri!

Buona lettura!
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Smon Smon – Sonja Danowski

Lo Smon Smon vive sul pianeta Gon Gon.
Al mattino, lo Smon Smon appende
il suo ultimo ton ton ad un lun lun

accanto al suo won won
e se ne va galleggiando dentro un ron ron.

Smon Smon è uno di quei libri che inevitabilmente i bambini sperimentano con entusiasmo con tutti i sensi. Fin dalle prime pagine, sai subito che è stato creato qualcosa di molto prezioso! Con un linguaggio inventato e bizzarro Danowski (autrice sia delle illustrazioni che dei testi) crea un mondo ovattato in cui ogni difficoltà può essere superata grazie alla collaborazione tra gli esseri fantastici, pure diversissimi tra loro, che lo popolano.
Smon Smon è un libro dal grande formato e con la sua orginalità diventa un inno all’infanzia e all’amicizia raccontato con un linguaggio ritmico e musicale come una bella filastrocca da imparare a memoria, per poterci giocare in qualunque momento, tanto da farlo quasi diventare un linguaggio gioco!

Questa storia appartiene al pianeta delle fiabe Gon Gon, dove Smon Smon vive le sue avventure.
Raccoglie ton ton, frutti simili a mele, li sta raccogliendo e riempiendo il suo ron ron. Saranno una scorta di cibo o un regalo per qualcuno?!
Pagina dopo pagina le grandi illustrazioni ci raccontano una bella storia, tra disavventure, pericoli, salvataggi e incontri di klon klon.
..e il finale? Beh vi piacerà parola di piccoli lettori e ascoltatori! 😀

Smon Smon ha un linguaggio che affascina e diverte allo stesso tempo.
Won won è il letto
lun lun è una liana
pon pon sono funghi giganti stupendi
gon gon è il pianeta…

Il testo è molto essenziale, una frase per pagina ma è quanto basta perchè le immagini raccontano tutto in modo così accurato e comprensibile. Tuttavia il testo, come abbiamo visto, apporta numerosi suoni che creano movimento e giocoso il libro!
Smon Smon racconta una storia deliziosa ma allo stesso tempo vuole rendere un nuovo linguaggio consapevole ai piccoli lettori. Ridefinire cose sconosciute, riconoscere nel fantastico ciò che è possibile e nel possibile, il reale.

Sonja Danowski per le illustrazione ha scelto colori forti e terrosi per disegnare volti carini con pennelli, pennarelli e acquerelli e mettere in scena consapevolmente le loro forme. Questa adorabile creatura di nome Smon Smon ricorda un po ‘la più piccola figura di una matrioska, forse una figura fissa. Ad ogni modo, Smon Smon vive sul misterioso pianeta Gon Gon. Ci sono molte cose belle lì, ma ci sono anche pericoli, come Zon Zon profondi e oscuri ma, se necessario, Smon Smon può contare sui suoi amici 😉

Particolare ma molto affascinante, la storia di Danowski edita da Orecchio Acerbo, ci porta in un viaggio unico verso luoghi sconosciuti.
I disegni dettagliati ci permettono di immergerci in questo mondo per niente familiare in cui tutti, grandi e piccini rimaniamo affascinati.
I giochi linguistici di Danowski richiedono sicuramente un po’ di immaginazione e di brio nella lettura ad alta voce, ma l’autore sa fin troppo bene che i bambini stessi amano sperimentare con il linguaggio e amano i nomi di fantasia. Gli aggettivi ben scelti descrivono anche i termini più da vicino, e l’osservatore finalmente va molto d’accordo nelle immagini.

Sonja Danowski vive a Berlino come illustratrice e artista di libri illustrati. Le sue opere hanno vinto diversi premi internazionali.

Ai bambini piace così tanto che imiteranno e reinveteranno la loro versione di Smon Smon nei loro giochi!

Buona lettura e buon viaggio nel pianeta Gon Gon!
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Il Lupo è ritornato! – Babalibri

“Stasera il signor Coniglio ha paura di andare a dormire.
Ha appena letto sul giornale una notizia terrificante…
IL LUPO È RITORNATO!”

Il signor Coniglio si allarma subito!
Bisogna fare qualcosa.
Bisogna chiudersi in casa!

TOC! TOC! TOC! Qualcuno bussa alla sua porta. Sarà il lupo? No, sono i Tre Porcellini.

TOC! TOC! TOC! Missà che questa volta è il lupo!? No, è la signora Capra con i suoi sette Capretti.

TOC! TOC! TOC! I personaggi delle favole bussano spaventati alla casa del signor Coniglio Cappuccetto Rosso, l’agnellino, e Pierino…

Si sta spargendo la voce, ormai lo sanno tutti!
Sono tutti molto impauriti e chiedono ospitalità al signor Coniglio.
Tutti quanti hanno paura di essere mangiati!
Che fare?
Bisogna fare qualcosa. Bisogna chiudersi in casa e stare uniti!
Ora sono tutti insieme a casa del signor Coniglio possono preparare una cena “coi fiocchi”, ognuno prepara qualcosa ma…
…quando sono seduti tutti a tavola, bussano al porta BUM! BUM! BUM!

Un finale, ironico e sorprendente, capace di trasformare la paura di incontrare il lupo!

Il lupo è ritornato! di Geoffroy Pennart edito da Babalibri è un albo davvero molto buffo che diverte un sacco i bambini, è pieno di colori e personaggi simpaticissimi, tutti ingredienti top!
Insomma un libro ironico e i personaggi più famosi delle fiabe rendono il tutto accattivante per i piccoli lettori.

Pagina dopo pagina il libro è strutturato con un ritmo comico, basato su un meccanismo assolutamente semplice, una serie di ripetizioni in un crescendo di aspettativa. Dal coniglio che ha paura si arriva a quattro fino a quindici personaggi “famosi” spaventati! A condire tutti questi passaggi ci sono le nostre risate che nascono inevitabilmente dalla parodia dei personaggi e delle loro reazioni 😀
Un’ironia semplice e diretta che piace a grandi e piccini, basta solo una bella lettura calzando a pieno le paure del personaggio e il libro sarà quotatitissimo ogni giorno dai bimbi 😉

Buona lettura!
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Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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Passo Davanti – Nadine Brun-cosme

“Erano in tre.
Lèon il grande, Max il secondo, Rèmi il più piccolo.”

Un buffo trio si aggira per le strade di Parigi, un bambino di nome Max, un coniglio chiamato Rémi e Léon, un’enorme orso peloso, che ha tutte le caratteristiche di molti personaggi di Tallec.

Leon sta davanti perché è il più grande, a descrivere agli altri cosa vede;
Max e Remi si tengono per mano e si sentono al sicuro perché il grande davanti conosce i pericoli e li protegge.
Max sta dietro Lèon e gli piace raccontare storie a Rèmi che lo ascolta con grande interesse.
Però Lèon camminando davanti non vede solo i pericoli, vede anche le cose belle, e un giorno mentre osserva un palloncino incuriosisce Max che passa davanti per vederlo anche lui.

Quindi le posizioni si modificano.
Per la prima volta fu lui a guidare il trio, e Max si sentì grande.

E si modificano ancora quando anche Rèmi, stanco e annoiato di stare dietro a Leon, che non gli racconta storia vuole passare davanti per vedere meglio.

“Remi passò davanti. Videi il palloncino, e le nuvole,
e i grandi alberi, e le automobili ce andavano veloci.
…e si sentì grande.”

Davanti ci si sente grandi, capita anche che davanti si possa stare in tre, in riga, uno accanto all’altro a raccontarsi storie e a guardare il mondo insieme. Qualcuno canta, qualcuno narra, qualcuno è più veloce di altri ad avvertire dei pericoli. E insieme camminando si cresce.

Tra i finalisti per il Premio Andersen 2018 come miglior libro per la fascia 0/6 anni, Passo davanti di Nadine BRUN-COSME edito da Coccole books (è un albo avvincente che tratta di argomenti come fiducia e collaborazione e sprona a vivere in prima fila sfidando le emozioni che ci attraversano.
Un albo speciale, in un grande formato, per raccontare attraverso la metafora del viaggio, il tema della crescita, dell’apprendere, del trovare un posto proprio nel mondo e una propria autonomia.
Basti pensare quando si ha paura che il proprio figlio non abbia i mezzi per lanciarsi in nuove avventure che, ai nostri occhi, appaiano ancora troppo pericolose e che, magari senza volerlo, gli poniamo davanti il nostro vissuto sostituendoci, invece di affiancarlo e credere in lui.
Si era proprio così che Max e Remì continuavano ad affrontare la vita, dentro una sorta di bolla che tappava loro i sensi!

L’autostima è legata in maniera importante all’esperienze di vita e avere qualcuno che crede in noi, ci sprona ad andare avanti formando la nostra personalità.
Adesso mano per mano i protagonisti del libro possono affrontare la vita affiancandosi e non coprendosi.

Passo davanti, con le sue grandi illustrazioni non racconta solo una passeggiata in città, si vede il tempo che passa, le stagioni che cambiano ed proprio così che la storia diventa una metafora della vita e un augurio per i lettori:
che chi li guida, li protegge e li avverte di stare attenti sappia un giorno farli passare avanti con naturalezza, magari nascondendo quel pizzico di paura che non siano capaci, magari rimanendo in fondo come accade a un certo punto a Léon. Quando la sua imponente massa chiude la fila si sente benissimo ancora il senso di protezione, ma la vista sull’orizzonte è sgombra. ❤

Passo davanti è un album molto profondo che aiuta a crescere insieme,
rispettandosi e aiutandosi a vicenda, per andare avanti e vivere al meglio

Buone letture!
Puoi acquistare il libro qui:

Il curioso caso del mammut scomparso – Ellie Hattie

È notte fonda, tutti dormono… O meglio, quasi tutti! Sì, perché Oscar, il bambino protagonista del libro Il curioso caso del mammut scomparso scritto da Ellie Hattie e Karl James Mountford edito da Sassi Junior, proprio a mezzanotte viene svegliato da strani rumori.

Comincia così un’avventura, un piccolo giallo che si svolge durante una notte all’interno del Museo di Storia Naturale e delle Curiosità, una storia capace di catturare i bambini e di condurli per mano fino all’ultima pagina, sulle tracce di Teddy, il fratellino che il mammut Timothy deve riacciuffare e riportare nella bacheca del museo, accanto alla sua mamma, prima che scocchi l’”ora X”.
Quello che segue è un tour di questo divertente museo durante l’ora magica, mentre tutti gli animali, i dipinti e i fossili esposti prendono vita.

Oscar e Timothy partono infatti all’inseguimento di Teddy, e l’inseguimento li porta… dritti dritti nel museo;

Non c’è tempo per perdere però!
Dove si sarà nascosto il piccolo Mammut?

Stanza dopo stanza i due amici lo cercano, nonostante qualche piccola tappa, ad esempio per mangiare una fettina di torta nel Mondo subaqueo dove è in corso una festa, o per prendere velocemente un tè nella sala dei dinosauri.

Questo è un museo che di notte prende vita, e in cui succedono tante cose affascinanti finché non scocca l’una, l’ora fatidica, e il museo cade nel buio e nel silenzio!

Il Curioso caso del Mammut scomparso, è un libro che non delude anzi, sin da subito coinvolge i bambini in un viaggio magico. Con semplicità è uno di quei libri che combina molto bene l’apprendimento e la narrazione di una simpatica avventura. Inoltre trovo veramente geniale l’ambientazione in un museo, per introdurre e far conoscere ai piccoli lettori le delizie dei musei!

Un libro adatto ai bambini indicativamente dai 5 anni, bambini che iniziano pian piano ad affacciarsi al mondo e sono pieni di curiosità e di voglia di conoscere; un libro da leggere, da guardare, da aprire, seguendo il filo della storia ma anche cercando di aprire e scoprire le tante finestrelle che movimentano ogni pagina, e che se talvolta nascondono uno snodo della narrazione, in altri casi propongono piccole notizie e affascinanti dati storici in grado di catturare l’attenzione dei bambini. 😉

Ad esempio lo sapevi che:
…il più piccolo libro del mondo è grande come la metà di un seme di papavero?!
Che… per confondere i predatori. I calamari cambiano colore o spruzzano il loro inchiostro?!
Che… la testa di un triceratopo adulto poteva misurare anche 2.5 metri. Come la metà di un’automobile?!

Bellissime le illustrazioni, tutte giocate sui toni un po’scuri e “notturni” dei blu e dei verdi, con tante piccole trovate che permettono ai piccoli lettori di soffermarsi a osservare anche i particolari; bella anche l’idea dei piccoli fumetti pronunciati dai “reperti” di animati del museo, e che strappano spesso un sorriso.

Insomma, un libro da leggere a più livelli, seguendo la storia principale ma anche gustandosi i piccoli testi di contorno.

Buona lettura…al museo! 😉
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Battaglie di Colori – Tullet

Grazie alla loro super fantasia
i bambini sono in grado di giocare
praticamente con tutto

e l’aspetto ludico può essere un ottimo strumento per avvicinare i piccoli al contatto con i libri e all’amore per la lettura. Perché anche giocando si impara! 😉
I libri gioco quindi credo siano perfetti per raggiungere l’obiettivo. Il bambino, spesso attratto dall’utilizzo dei colori e delle forme, viene coinvolto attivamente in un’esperienza, partecipa, si diverte e vuole ricominciare da capo appena girata l’ultima pagina. Viene reso protagonista di un momento semplice e ricco di fascino che coinvolge i sensi e la percezione e stimola l’immaginazione.

Tante sfide da fare da soli o con gli amici:
àrmati di matite, colori e… all’attacco!

Qui si scarabocchia,
si colora e ci si diverte… disegnando!

Battaglie di Colori è infatti uno degli ultimi colouring book di Hervé Tullet edito da Franco Cosimo Panini si presenta ai piccoli lettori con il suo grande formato e ben 64 pagine per dare libero sfogo (in tutti i sensi) alla fantasia.


Battaglie di Colori è fatto come una sequenza di tabelloni di giochi di società, e lo si può giocare anche in due, con una certa ferocia: schiacciare le formiche si può, se lo fai col pennarello non fai male a nessuno e sfoghi un po’ le rabbie. Far fuori i pidocchi, poi, è una vendetta doverosa contro le loro invasioni, i morsi dietro le orecchie e i pettinini pungenti.
Proprio così, pagina dopo pagina rossi, verdi, gialli, blu diventano protagonisti di epici scontri, invitando il bambino a combattere a suon di pastelli e pennarelli.

Con il pennarello alla mano.
Chi vincerà? Decidilo tu! 😉

Come sempre il pluripremiato Hervé Tullet riesce a stupirci ad ogni pagina, liberando l’oggetto “libro” da quelle che associamo come le sue funzioni tradizionali e dalle griglie che definiscono l’impostazione grafica. In questo albo illustrato ogni pagina è costruita attorno a un’idea: dai disegni bianchi che si cancellano grazie al colore, alle battaglie da completare con macchie e scarabocchi.

Una battaglia di colori, sì… ma attenzione, c’è una regola: non si può uscire dal tappeto… e poi tutto è concesso. Ogni doppia facciata presenta un gioco da fare da soli o in compagnia.


Diventa un gioco liberatorio il poter scarabocchiare senza pietà mostri con terribili denti affilati o cancellare macchie sulla maglietta utilizzando proprio i pennarelli. Il libro diventa così un intelligente punto di partenza per creare altre attività, utilizzando fogli di carta molto grandi o, perché no, della tela.

Possiamo stare sicuri che ogni new entry targata Tullet nei nostri scaffali di casa sarà esente da flop perché si tratta di libri-gioco imperdibili pieni di attrattive, divertimento e magia per piccole menti attive e curiose.
Perfetti per fantasticare, creare e amare incondizionatamente i libri.
(dai 3 anni)

Buon divertimento con le battaglie di colori!
Puoi acquistare il libro QUI:

La pecora che sapeva covare le uova – Gemma Merino

La pecora Lola aveva
una lana straordinaria.

Era lucente, setosa, soffice
e non era mai, mai arruffata.

La pecora Lola, è al dir poco vanitosa, le piace apparire e sentirsi ammirata.
Ogni mattina la bella Lola, passa ore tra lavare, asciugare e spazzolare la sua bellissima pelliccia, per poi sentirsi ammirata da tutte le altre pecore.
Tutti gliela invidiano la sua lana e lei “sfilava” con fare elegante ma ricca di orgoglio ed indubbiammente felice della gelosia delle altre.

Un giorno però, a causa del caldo, le pecore sono costrette a tagliarsi il pelo.
Ovviamente le pecore vanno a tagliarsi il pelo dal parrucchiere!
Il LUPO parucchiere 😀 Vi lascio immaginare come reagiscono i bambini quando se ne accorgono 😀
Comunque dal parucchiere, ci deve assolutamente andare anche Lola! Oh oh
Il lupo parrucchiere le dice che è per il suo bene, per sentirsi più fresca.

Quando poi la bella Lola si guarda allo specchio, si sente triste e ridicola senza la sua bella lana.
Ovviamente con il tempo la lana ricresce ma non è più quella di prima. Ora era aggrovigliata e arruffata, come una grande matassa.
E Lola proprio si sente orribile.

Finchè un giorno, tra una lacrimuccia e una sbirciatina allo specchietto le cade sulla testa un uovo.
Tanto presa dalla sua tristezza e dalla troppo lana disordianta neanche se ne accorge.
Ma l’uovo rimane lì anche durante la notte, lunga e fredda.
Forse il piccolo uovo si sentiva al sicuro in quella matassa di ricci!?

La mattina dopo Lola si accorge di avere un uccellino in testa tra la lana.

Un uccellino piccolino,
appena nato che canta divinamente,
tanto da incantare di gioia
la simpatica Lola.

I due erano a loro agio insieme e prestissimo diventarono amici.
Il piccolo uccellino ha trovato nel groviglio di lana di Lola una casetta calda e accogliente e ogni notte torna in mezzo alla sua lana, che trova calda e soffice. ❤

E Lola è di nuovo felice.
Felice e nuovamente orgogliosa,
non più della sua bellezza
ma di poter aiutare il suo nuovo amico,
semplicemente essendo se stessa.

Il tempo passa, e anche le stagioni e un altro caldo arriva ed è il momento per i due amici di salutarsi: Lola deve tagliarsi nuovamente la lana per stare meglio con quelle calure, e l’uccellino vuole scoprire il mondo.
Lola torna dal lupo parrucchiere felice e serena, senza paura di tanti giudizi o dei commenti delle altre pecore e si fa un nuovo taglio.

Lola sa che la sua lana ricrescerà di nuovo e a modo suo potrebbe aiutare nuovi amici, ma sopratutto si è resa finalmente conto che la vera bellezza sta nell’aiutare le persone, non nell’apparire.
Non serve passare un sacco di tempo a pensare all’aspetto e dimenticare di stare con gli amici..gli amici veri ci amano e accettano così come siamo. 🙂

La pecora che sapeva covare le uova di Gemma Merino edito da Valentina Edizioni è una storia buffa con protagonisti un po’ insoliti:
una pecora, bella con la sua pellicia perfetta,
un lupo parrucchiere,
e un uccellino che, cadendo dal suo nido, ne trova uno ancora più morbido e caldo tra la lana nuova della pecora.
Oltre alle risate e alla simpatia che fa nascere, questo è un libro che insegna l’autostima ai bambini e quindi l’importanza di non soffermasi sulla perfezione fisica o sull’apparire, perchè la vera bellezza di ognuno non sta nella perfezione esteriore o in quante cose si possono avere ma in quello che riusciamo a dare di noi agli altri.
Infatti grazie a quel piccolo uovo e uccellino, Lola ossessionata da se stessa impara un’importante lezione di vita; che le grandi amicizie, l’aiutare un’amico, sono gesti ben più importanti del semplice fatto di avere splendidi o perfetti capelli.

La pecora che sapeva covare le uova è un altro libro illustrato divertente, premuroso e unico della pluripremiata Gemma Merino, autrice del best-seller Il coccodrillo che non amava l’acqua e La mucca che voleva imparare a volare, Leggi la nostra recensione QUI;
pagina dopo pagina, con le sue illustrazioni dirette e dal tratto semplice toccano argomenti speciali e importanti da afforntare con i piccoli lettori.

Buona lettura
Puoi acquistare il libro QUI:

La pecora che sapeva covare le uova

Gemma Merino

 

Dory Fantasmagorica: 3 libri divertentissimi – Abby Hanlon

Chi è Dory?
Dory è una bambina di 6 anni, dalla grande fantasia, alle prese con la scuola, le prime amicizie, fratello e sorella troppo reali e amici immaginari molto presenti. Frutto della penna di Abby Hanlon – insegnante newyorkese che ha iniziato a scrivere e disegnare le avventure di Dory ispirata dai giochi di fantasia dei suoi figli.
Dory Fantasmagorica è una serie di tre libri, pubblicati in Italia da Terre di Mezzo editore.

Il 1° volume
Dory Fantasmagorica

la piccola protagonista, si presenta ai lettori con il suo fare inconfondibile, è divertente, imprevedibile e soprattutto incontenibile, fino a portare allo sfinimento i genitori e la sorella e il fratello più grandi di lei.

Non lo fa apposta, ma ha sempre la battuta pronta e vuole esserci ad ogni costo, anche finendo per mettersi nei guai:


Dory soffre del sentirsi la più piccola in ogni situazione, sempre esclusa dai giochi e dalle avventure dei fratelli. Cerca di sopperire con la sua fervida immaginazione che produce amici immaginari ad ogni piè sospinto (qui conosciamo Mary), a prendere alla lettera tutto quello che le vien fatto credere e a buttarsi a capofitto in tutto, senza stare mai zitta, disposta addirittura a trasformarsi in Ossodipollo, adorato cucciolo di cane, o a infilare le mani nel gabinetto per recuperare la pallina rimbalzina.

Il 2° volume
Dory fantasmagorica trova un’amica
(per davvero)


l’avventura di Dory continua nel suo secondo anno di scuola e il suo inatteso incontro con una bambina abbastanza singolare da poterle diventare amica e, soprattutto, amica vera; proprio così, vera, perché chi già conosce Dory sa che la sua vita sta a metà via tra la realtà e la fantasia (è questa la fantasmagoria!).

Che fatica, per una bimba già così coinvolta nei suoi spazi immaginari, prendere la porta di casa per uscire in mezzo agli altri, direzione LA SCUOLA, zaino in spalla (uno zaino in cui c’è di tutto, tranne il materiale per la scuola!) e, nelle orecchie, le raccomandazioni dei fratelli perché Dory non faccia quella “troppo stranaanche là fuori, in mezzo agli altri mentre lei, al suo fianco, porta a spasso gli amici della sua vita dentro casa, fantastici, irrinunciabili, invisibili.

In classe quest’anno c’è una nuova bambina: le mancano due denti davanti, disegna principesse, si veste come una principessa, è educata come una principessa e ha un nome da principessa: Rosabella!

Dory la riconosce: è lei la migliore amica per sempre!

Rosabella non si stupisce degli amici e delle storie di cui Dory la rende partecipe, né ha dubbi sull’esistenza di una Signora Arraffagracchi che ha rapito il Signor Bocconcino per convincere Dory, col ricatto, a tornare al mondo fantasmagorico di sempre. Rosabella e Dory, insieme, sfidano la terribile Signora, la battono e Dory scopre che la fantasmagoria più bella è quella vissuta, nel gioco, con gli altri.

Anche in questa seconda avventura ritroviamo il ritmo travolgente e l’ironia (divertentissime le vignette che accompagnano la storia), racconta anche la strada che tutti i nostri piccoli devono percorrere per andare verso il mondo senza paura di perdere i legami di casa: scopriranno che evento straordinario può essere, finalmente, l’incontro con un amico reale.

Questa coinvolgente serie di libri continua con
il 3° volume:
Una pecora nera a scuola.
Dory fantasmagorica


Indubbiamente Dory è sempre lei, come potrebbe cambiare la bambina burlona e sognatrice che abbiamo imparato a conoscere nei primi due libri della serie.
Dory ha iniziato la scuola e, come abbiamo scoperto nel secondo episodio, ora ha una grande amica vera che si chiama Rosabella.

Con tutte le sue imperfezioni e la sua visione distorta del mondo, è un personaggio che si lascia amare dai cuori dei suoi lettori. Le immagini in bianco e nero sono cosparse liberamente in tutto il libro, che lo rendono un libro divertente per i lettori in crescita.

È una lettura divertente e veloce
che i bambini possono apprezzare e ridere.

A Rosabella e Giorgio (altro compagno vero) si uniscono, ancora una volta, il fidato Signor Bocconcino, il mostriciattolo Mary, che dorme sotto il suo letto, e la temibile signora Arraffagracchi, nemica assoluta.

In questa nuova avventura la piccola Dory ha un nuovo problema da affrontare, deve imparare a leggere. Ma attenzione è una questione di assoluta importanza e non tanto perché lo richiede la maestra ma perché la sua amica Rosabella è la lettrice più grande e più brava mai vista.

Se non impara a leggere come la sua amica Rosabella, dovrà fare gli esercizi di lettura senza essere in coppia con lei ma con Giorgio e dover far finta di leggere con la mente mentre l’insegnante controlla.
Troppo faticoso e per niente divertente 😉

Per fortuna, c’è come sempre il signor Bocconcino, troppo geniale nel trovare le soluzioni, anche se non sempre adatte e perfette.
Eh già servirebbe una pozione magica del signor Bocconcino, ma le cose non vanno come previsto 😉
E così in un pomeriggio in cui leggere diventa la cosa più importante da portare avanti, Dory si trova alle prese con una pecora nera che esce dal libro e la seguirà ovunque.
Con questa pecora nera ci troveremo catapultati in una fattoria dove la nostra piccola amica chiederà l’aiuto di Bocconcino per ottenere una Pozione Magica di Lettura e dove incontrerà la signora Arraffagracchi che vorrà, invece, rubare degli animali.

Dory ancora una volta,
ci travolge con avventure
e divertimento assicurati.

e ovviamnete ancora una volta,
realtà e immaginazione si uniscono e si mescolano.

Io penso che questa serie e in particolar modo quest’ultimo libro possa diventare la chiave che farà capire e amare la lettura a tutti i piccoli lettori, che come Dory, si sentono schiacciati dal peso di non riuscirci.
Talvolta basta davvero poco per far scattare quella scintilla che può davvero fare la differenza…Forse forse potrebbe proprio Dory a farla accendere. 😉

Mi rimane solo da dire, nel caso non sia trapelato 😀 che Dory Fantasmagorica è incontenibile come la sua fantasia, che leggendola sarà anche come fare un viaggio sui pensieri dei vostri bambini piccoli, distratti, confusionari, combina guai.
Idee mirabolanti, spericolate, vedono cose che noi non vediamo, si entusiasmano per cose che noi non capiamo..sarà un viaggio davvero bello anche per i grandi!

Dory PIACE perchè?

Beh, perchè assomiglia alle bambine e ai bambini che conosciamo, desiderosi di vivere avventure e pronti a trasformare in narrazioni fantastiche ogni nuova esperienza o persona incontrata.
Si presta bene a una lettura autonoma dai 7-8 anni, a una lettura ad alta voce già a partire dai 5.

Buon divertimento,… leggendo 😉
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Dory
fantasmagorica

Abby Hanlon

Abby Hanlon

Abby Hanlon

Il pesce Pappagallo – di Amanda Sthers

«Cometichiami», un pesciolino colorato e dispettoso non può far a meno di ripetere ogni cosa che sente. La vita non è facile se ci si inimica lo sgombro, ma può diventare impossibile se si ha a che fare con lo squalo!

Un fatto è certo: quando si parte a ripetere tutto ciò che l’altro dice la sfida è a chi è più furbo, a chi trarrà l’altro in difetto fino a capovolgere i ruoli. 😀

Ed è proprio sull’intelligenza e la scanzonata furbizia che si basa il divertente albo, di gran formato, Il pesce pappagallo di Amanda Sthers e Magali Le Huche. Il piccolo che vince sul forte e il prepotente, col solo uso di un po’ di astuzia e senso dell’umorismo è un tema caro ai libri per l’infanzia, perché oltre a essere spassoso e gustoso insegna che non serve essere grossi e robusti per avere la meglio, basta usare il cervello e prendersi un poco gioco di chi fa il gradasso. 😉

Il pesce Pappagallo pubblicato da Edizioni Clichy è un libro illustrato dal grande formato che da il giusto valore alle grandi tavole, movimentate e colorate, che accompagnano briosamente il testo, aggiungendo dettagli spassosi e vivacizzando fantasiosamente i fondali marini.

Il protagonista è Cometichiami, un pesce pappagallo che vive nelle acque profonde del mare; è “variopinto”, strampalato e dispettoso. Non ha molti amici, perché con la sua vocina stridula ripete tutto quello che sente, e ciò esaspera il granchio che ama chiacchierare, l’aragosta che in sua presenza preferisce starsene zitta e la medusa, che solitamente balbetta.

Un giorno Cometichiami ripete la dichiarazione d’amore della sogliola allo sgombro, innervosendo entrambi che, arrabbiati, lo minacciano e lo inseguono, spingendolo verso gli abissi più profondi e spaventosi del mare. Il pesce pappagallo si trova così in un posto deserto, buio e silenzioso e decide di aspettare un po’ prima di tornare allo scoglio, per dare il tempo allo sgombro di calmarsi.

All’improvviso si trova davanti una pancia enorme, una coda gigantesca e una pinna mastodontica: uno squalo! L’enorme e pericoloso pesce inizia a parlare e Cometichiami, come al solito, ripete esattamente tutto quello che sente irritando l’animale che se lo mangia! Ma poco dopo, appena lo squalo inizia a parlare, sente chiaramente una vocina che ripete ancora ogni sua parola;

“Chi è che ripete tutto quello che dico?”

“Chi è che ripete tutto quello che dico? Hi Hi Hi non me ne importa un fico!”

“Vieni fuori!”

“Vieni fuori! Hi Hi Hi altrimenti sono dolori”

(e così via…con tutta l’irritazione dello squalo questa fastidiosa faccenda prosegue per giorni.)

L’enorme e terribile squalo non ne può più, decide allora di recarsi dal dottore che si arrabbia non poco con l’animale, poiché tutto quello che dice viene ripetuto. Il dottore cerca di fare una diagnosi e di individuare la cura più adatta..ma vi lascio la sorpresa 😉
Vi posso però rassicurare sul fatto che Cometichiami, piccino, dispettoso e non troppo amato dai più, riesce nell’impresa più grande: neutralizzare un enorme, affamato e cattivissimo squalo!

Ci piace perché è proprio un albo divertentissimo, dalle illustrazioni al testo tiene alto l’umore dei piccoli e anche dei grandi, perché proprio per la particolarità del suo protagonista non può essere letto senza fare vocine buffe e caratterizzanti. 😉
I bambini, si sentiranno rappresentati dal pesce pappagallo, eletto velocemente a beniamino perché in esso, minuscolo ma intraprendente, dispettoso ma simpatico, abitante dei mari, rivedranno facilmente loro stessi e i loro giochi.
Divertimento assicurato dai 3 ai 99 anni!

E quando finisce la lettura…., dai dialoghi divertenti tra i pesci, traiamo ispirazione per costruire due piccoli pesci-parlanti, per continuare la storia e permettere ai bimbi di cimentarsi nella creazione di un racconto.
Recuperate due mollette da bucato (preferibilmentedi legno, ma vanno bene anche quelle di plastica), del cartoncino bianco, forbici, colla, pennarelli.

Buona lettura e buon divertimento! 😀
Puoi acquistare il libro QUI:

Il pesce pappagallo.

Amanda Sthers

Lea e l’elefante… una storia di Amicizia – Kim Sena

C’era una volta Lea, una bimba dai grandi occhi scuri, la camicetta con il fiocco e le scarpe lucide con il cinturino. Lea aveva proprio tutto: una bella casa, tanti giocattoli, persino una coroncina da mettere sul capo. Ma, nonostante tutte le belle cose che possedeva, la sua testa continuava a essere vuota e sopratutto lei non è felice.
Le giornate sono noiose e monotone. Un giorno riesce a parlare con un elefante che da tempo spiava dalla sua finestra e a diventarne amica.  Lo porta a casa, gli offre cibo e giochi, gli mostra i suoi tesori e cerca di stupirlo, ma ad un certo punto l’elefante chiede di poter tornare all’aperto dai suoi amici… decide allora di promettergli qualcosa di davvero eccezionale: lo farà volare.

Basterà che lui, tutto dipinto di bianco, si alleni correndo ogni giorno con un palloncino rosso legato sulla proboscide. La fiducia è talmente tanta che l’elefantino prova e riprova, ma questa non è la favola di Dumbo e il povero cucciolo non ottiene alcun successo. Anzi rimane sempre più solo e lontano dai propri amici.

Lea e l’elefante ci racconta una storia di amicizia, per bambini, scritto da Kim Sena (per Orecchio Acerbo Editore), giovane illustratrice di Seul. Dopo il grande successo di “Renna Bianca“, esce nelle libreria questo suo nuovo romanzo caratterizzato dai meravigliosi disegni a matita, che rendono il libro un meraviglioso gioiellino da poter legger con i proprio bimbi.

Un formato verticale molto grande, perfetto per rendere piena giustizia alle illustrazioni e alle parole, dove la piccola ed elegante sono la dimostrazione che il possedere e accumulare tanti oggetti costosi non riempie il vuoto che un amico può colmare.
Lea, nella sua reggia e con i suoi oggetti ricercati crede di avere le chiavi per la felicità ma è l’elefante a farle capire che i beni materiali sono destinati a distruggersi e rompersi mentre un legame d’affetto non conosce il logorio del tempo e la polvere.

Le splendide illustrazioni sfumate in grigio con tratti leggeri accompagnano in un mondo fantastico che va oltre l’apparenza e insegna che in due è più facile volare. Un albo stupendo da ogni punto di vista.
Dalla copertina alle pagine interne, l’unica nota di colore è rappresentata da un palloncino rosso, simbolo della vita che vuole altra vita e della fuga dall’isolamento.

Lea vuole rendere speciale il suo nuovo amico: lo dipinge di bianco, gli lega il palloncino alla punta della proboscide. Lui ci prova ad alzarsi da terra, ma niente e niente, non riesce a volare.
E intanto, con l’abilità di chi sa narrare attraverso immagini e dettagli, Sena ci mostra un accenno di sorriso sul volto di Lea e un velo di tristezza, ora, negli occhi dell’elefante.
Adesso è lui ad essersi abbandonato sul grande divano ed è sempre lui a guardare da una finestra la vita che scorre senza che vi partecipi, con gli amici elefanti a rotolarsi nel fango.
Una raffica fortissima di vento spazza via la grande casa, il dentro capace di imprigionare e separare dalla vera vita, che per sua natura ha bisogno degli altri, dell’incontro, della comunità.

I pastelli compaiono sullo sfondo, colorano di rosa le guance di Lea, rendono gli sguardi più attenti, sembra quasi che i due sorridano con gli occhi.

L’amicizia è basata sulla gratuità, non ha prezzo,
non si compra con la promessa di far volare qualcuno.

Così, ad un certo punto, sparisce pure il palloncino rosso: non ha più senso, non serve più.
Perchè è questo il messaggio che scopriranno entrambi, non c’è bisogno di promettere l’impossibile per volersi bene e fare amicizia, ne’ di tanti oggetti belli e costosi per riempire un vuoto che solo un amico può colmare.
Molto meglio è giocare insieme.
Perché, come dice l’elefante a Lea, ”anche se non sei così tanto speciale, noi due siamo amici’‘.
E allora, anche volare sarà possibile.

Lea e l’elefante con poche ma efficaci parole, racconta non solo una storia, ma insegna qualcosa che arriva al cuore.
Il suo racconto, con grande semplicità e limpidezza, parla di solitudine e di amicizia, di insicurezze e di chi riesce a farcele mettere da parte.
Lea e l’elefante pagina dopo pagina racconta proprio ciò che provano oggi molti bambini. Spiega infatti come una bambina può sentirsi sola anche se è circondata da mille giochi, sottolineando l’incapacità degli oggetti di riempire un vuoto che solamente l’amicizia può colmare.

“Da sola puoi farcela, ma se staremo vicini, io potrò sempre aiutarti”

A chi vuole andare oltre l’apparenza,
A chi ama volare con la fantasia
A chi cerca, in una semplice storia, la vera amicizia.
Buona lettura!

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Lea e l’elefante. Ediz. a colori

Kim Sena