Un anno nella Foresta – Emilia Dziubak

Nella foresta gli animali come giocano e riposano?
Chi dorme di giorno e chi di notte?
Quali sono i loro passatempi preferiti?
Quando nascono i loro cuccioli?
Chi vive sottoterra, sugli alberi o nell’acqua?

Un anno nella Foresta di Emilia Dziubak edito da Fabbri editori è un libro che risponde a tutte queste domande e molte altre! Nella prima doppia pagina, tutti gli animali che possono essere trovati in questo libro si presentano personalmente.
Poi nelle 12 doppie pagine cartonate dal grande formato inizia un viaggio che piace davvero molto, un tipo viaggio definito Wimmelbuch. Questo tipo di libri stentano ad arrivare in Italia, tuttavia i pochi che arrivano fanno la gioia di grandi e piccini e possiedono due volti che non sempre vengono considerati. La dimensione del gioco (trova il dettaglio nel mondo brulicante) e la dimensione narrativa (sono questi veri e propri silent book a cui si può dar voce attraverso diversi fili narrativi, per non dire quasi infiniti).

Siamo accompagnati da tutti questi abitanti della foresta in un viaggio lungo un anno e un viaggio nella natura. L’intera trama si svolge senza testo e su un’unica foresta. Ad ogni mese è dedicata una doppia pagina in cui le stagioni arrivano con il loro clima tipico.
In inverno vediamo gli alberi spogli e senza foglie, in primavera con boccioli e le prime foglie, in estate con fogliame pieno e in autunno con i rispettivi frutti.
Ogni pagina suscita molte domande nei bambini, ma risponde anche loro in egual misura.
Risponde a tante domande in modo giocoso, ma lascia comunque ai bambini spazio sufficiente per la propria immaginazione.


La vita che si sprigiona nelle illustrazioni è viva, veramente brulicante, l’effetto “pieno” che i wimmelbuch “copiano” dalla scuola fiamminga del ‘500 sviluppa infatti un effetto di movimento costante, un lavorio che l’occhio del bambino segue affascinato. L’illustrattrice rende questo scorcio di foresta ben caratterizzato: figure, animali, natura, clima… ogni figura è funzionale ad una storia ad un accadimento a cui assistiamo.


E’ proprio questo che cattura l’attenzione dei bambini e li affascina, una storia che dura per tutto l’anno per esempio: i cinghiali che iniziano a gennaio con una sorta di lotta per conquistare la loro dolce metà, poi cercano il cibo tra la neve, in marzo la femmina cerca dove far nascere i suoi piccoli e ad aprile li allatta, in luglio insegna loro come difendersi, in ottobre come e dove trovare il loro cibo preferito, oppure le formiche che lentamente si svegliano e raccolgono diligentemente durante tutto l’anno, o gli scoiattoli che nascondono nocciole o scelgono il loro albero per crescere i piccoli…

C’è così tanto da scoprire,
si possono passare ore a cercare
o a seguire le avventure
di questi animali della foresta per tutto l’anno!

Cosa fanno veramente le formiche
in inverno quando fa freddo e nevica?
E le alci come perdono le loro corna?
Cosa fanno le lontre in estate? Dove si nasconde la lince?

Incredibile è ciò che Emilia Dziubak racchiude in una doppia pagina. Brulica di circa 50 animali grandi e piccoli, intenti nella loro vita nella natura: crescono, cacciano, si riproducono, muovendosi tra abeti, betulle, tane e nascondigli, da gennaio a dicembre. Ogni facciata è una panoramica del suolo, sott’acqua, nei tronchi degli alberi e persino nello spazio aereo che diventa stretto a seconda del mese. In questo modo i bambini scoprono chi è attivo durante il giorno, chi dorme di notte e chi dorme in inverno, come riposano gli animali e cosa gli piace mangiare… e molto altro 😉

A gennaio si intuisce chi sta per cominciare il letargo, nella doppia pagina successiva, febbraio, gli scoiattoli cercano nocciole sotto la neve, il lago comincia a ghiacciare e il cibo scarseggia. Girando pagina scopriamo i mesi successivi e man mano che il tempo passa ognuno degli animali incontrati all’inizio fugge, si incontra, trova del cibo, migra.

Le illustrazioni sono fantastiche. Da un lato, sono molto adatte ai bambini, d’altra parte abbastanza naturali e parlano così in uguale misura a grandi e piccoli. Tutte le immagini sono tenute di un colore tenue, in modo che si adattino molto bene alla foresta.

E per concludere in bellezza, c’è un enorme labirinto sull’ultima pagina del libro in cui i bambini possono impegnarsi attivamente e divertirsi ad aiutare gli animali a trovare i loro amici, cuccioli o ciò che desiderano 😉

Un anno nella foresta non è solo ben progettato, ma è anche molto istruttivo ed educativo. Giocosamente, i bambini imparano a conoscere gli animali nella foresta nelle rispettive stagioni.
Un libro che merita di diventare e di trovare il posto tra i preferiti nella libreria tra i bambini!

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Quando Noè cadde dall’arca

Questa è la storia più bella che c’è
quella dell’arca e del vecchio Noè
che dal diluvio doveva salvare
uomini donne animali e zanzare.

Conoscete tutti la storia di Noè e della sua arca, una storia antica come il mondo, e allora cosa poteva inventarsi Nicola Cinquetti per renderla accattivante e nuova?
Sapete che ha fatto?
Ce la racconta in versi e in rime e la cambia un po’, mentre il magnifico Gek Tessaro la illustra con quelli che sembrano veri e propri quadri.

Forse è una storia che già conoscete
ma volentieri se voi lo volete
ve la racconto di nuovo perchè
questa è la storia più bella che c’è.

E per di più io vi devo avvisare
che sul più bello la voglio cambiare
dunque bambini restate in attesa
che prima o poi ci sarà una sorpresa.

Da qui in poi il gioco è fatto: le rime baciate sono così trascinanti, accessibili ma sempre calzanti che il filo e l’attenzione dei bambini si mantiene ben salda per tutte le pagine..e non poche 😉

Fin dalla prima pagina Nicola Cinquetti ci dice che racconterà la storia ben nota cambiandola a suo modo, introducendo una sorpresa infatti all’inizio la storia è uguale, Noè riceve da Dio l’ordine di costruire un’arca e di metterci su tutti gli animali in coppia, un maschio e una femmina, più i suoi parenti. Noè costruisce l’arca, raduna gli animali e aspetta, finché un giorno inizia a piovere sempre più forte fino a non vedersi più la terra, così l’arca inizia a galleggiare cominciando il suo viaggio. Da qui in poi la storia cambia un po’…

Fu veramente un immenso lavaggio
che tolse via dalla vista il paesaggio
ma una mattina dall’arca gigante
scorsero un’isola lussureggiante.

Uomini e donne scesero a visitarla mentre Noè, da bravo capitano, non abbandona la sua nave. Ma un topolino, a un certo punto, incrocia un elefante e si sa che gli elefanti odiano i topi. L’elefante inizia a correre qua e là fino a sbattere contro Noè che poverino finisce in acqua. Chi lo salverà se sull’arca ci sono solo animali?

Quando Noè cadde dall’arca edito da Lapis edizioni è decisamente un libro che si presta benissimo per la lettura ad alta voce, anche se il testo è scritto in quartine senza virgole, senza punteggiatura, senza segnalazioni di discorso diretto e probabilmente in alcuni passaggi risulta di non così immediata comprensione nella struttura sintattica ad un lettore alle prime armi.

Ecco che Nicola Cinquetti, autore versatile per bimbi e ragazzi, ha fatto pienamente centro nell’intento e, complici anche sempre incantevoli illustrazioni del bravo Gek Tessaro, l’albo “Quando Noè cadde dall’Arca”è un piccolo trionfo di divertimento per i bambini, tanto fluide, cadenzate e giocose sono le rime che lo animano!

Le tavole di Gek Tessaro, anche questa volta con le loro alchimie vivaci di colori rese dall’uso sapiente e pregiato del collage e di altre tecniche pittoriche, così tipiche dell’artista da essere sempre inconfondibili tanto da lasciare ammirato e rapito il piccolo ma anche il grande osservatore. Impareggiabile la sua capacità di rappresentare la varietà multiforme e multitinte di animali, in un tripudio di allegria che rende contenti e appagati gli occhi.
Gek Tessaro nel suo stile inconfondibile sa mettersi a livello del bambino, immedesimarsi, e sa pensare come penserebbe un bambino, disegnare come disegnerebbe un bambino, gioca il piccolo lettore.

Una rima riuscitissima, simpaticissima e mai, mai scontata.
Un libro perfetto, lungo sì ma, mai pesante!

Buona lettura!
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Dov’è la Casa dell’Aquila? – Fabian Negrin

“Sono belli gli agnelli e i piccoli animali,
ma io devo salvare le aquile reali.
Però chissà… dov’è la casa dell’aquila?

Di qui o di là? Chi è che lo sa?”

Un bambino esce di casa per cercare sulla montagna l’aquila reale che suo padre ha deciso di uccidere dopo il furto dell’ennesimo agnello.

L’ennesimo agnellino scomparso.
Rapito. Chi sarà stato?
La solita aquila! Ora basta.

C’è suo padre, esasperato dai danni che l’aquila fa ai suoi animali, tanto che vorrebbe farla fuori, ma c’è chi ne è attratto e sente forte forte il desiderio di salvarla.
Quella notte, pian pianino esce dal suo lettino e si incammina, tenendo sotto braccio il suo orsetto, in un’eroica avventura alla ricerca della casa del predatore, per avvertirlo del pericolo e salvarlo.

“Di qui o di là? Chi è che lo sa?”

Così, via via che sale verso il nido fra le rocce, chiede a tutti gli animali che popolano la montagna indicazioni sul luogo dove può trovare l’aquila.
Chiede aiuto alla scaltra volpe, al saggio gufo, al pavido scoiattolo, al superbo cervo, al famelico orso, allo scoraggiante stambecco: nessuno vuole aiutarlo nell’impresa.

Gli animali cercano di dissuaderlo, ma lui continua comunque la sua ricerca, muovendosi in un paesaggio meraviglioso che si estende a perdita d’occhio.
Deve avvertire l’aquila del pericolo.
Eppure sta andando verso l’animale più pericoloso che si può incontrare in quei luoghi.

Dai colori e dalla fantasia di Fabian Negrin è nato questo libro illustrato, Dov’è la casa dell’aquila? un capolavoro edito da Orecchio Acerbo.
Non un semplice racconto, è anche una poesia, una filastrocca, una raccolta di splendide immagini dell’artista argentino.

Definito “forse il miglior illustratore attivo in Italia e certamente il più incline a mettersi in gioco e a tentare strade nuove”, l’argentino Fabian Negrin torna con un nuovo, bellissimo albo illustrato. Fumettista e illustratore, anche per diverse campagne pubblicitarie, Negrin è vincitore di numerosi premi, compreso il prestigioso Andersen, e lavora in Italia da tempo.
Ancora una volta, con Dov’è la casa dell’aquila? dà prova di particolare eleganza nelle immagini a tutta pagina capaci di creare atmosfere suggestive che raccontano non soltanto la montagna e gli animali che la abitano, ma anche i sentimenti dei personaggi, il piccolo protagonista e i suoi genitori.

Un racconto in rima fatto di immagini straordinarie e parole scelte per il loro suono, per seguono il ritmo dell’avventura, parole che diventano la “colonna sonora” di questa storia in bilico fra la realtà e la fiaba e sopratutto con il loro ritmo aiutano anche i più piccoli a mantenere un ritmo di lettura e non creano difficoltà nell’acquisire l’argomento.

Alla fine sulla vetta più alta eccola l’aquila, finalmente!
Lei lo guarda severa e lo mette in guardia dal freddo, poi lo fa salire sulle sue ali possenti e lo riporta a casa dai genitori preoccupati.
Il racconto che ci fa vivere una bella avventura, un viaggio attraverso ripide e inospitali montagne, al messaggio più sottile ed indiretto, quel tenace inseguimento di un sogno che contradistingue i bambini..e per questo bimbo consiste proprio nell‘incontrare e salvare il suo animale preferito e… volare!

Una storia emozionante e piena di coraggio, tra sogno e realtà, tra storia vera e favola, un piccolo bambino decide di voler salvare la grande aquila, che non meritava di essere uccisa solo per essersi procurata il cibo per il suo sostentamento. L’argomentro principale che troviamo in questo albo illustrato è il coraggio e la forza di volontà che supera ogni limite imposto, pur di raggiungere uno scopo.

Buona lettura!
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Luna di Britta Teckentrup

Lei è chiara, luminosa…
è bella davvero!
Ti sei mai chiesto il perchè del suo mistero?
Perché la luna splende nel cielo notturno?

La luna è molto bella e da sempre grandi e piccini si ritrovano con il naso all’insù ad ammirarla nell’immenso cielo.
Attorno a lei si muove in tutto il mondo, creando una serie di scene notturne ambientate sotto una luna argentea, prima in fase calante e poi piena.
E’ bello osservare lo spicchio perlato che via via si ingrandisce e diventa un quarto luna, luna crescente, luna piena… E poi?! Poi si ricomincia da capo 😉

Pagina dopo pagina il ciclo lunare si spiega illuminando il mondo al di sotto del quale le tartarughe usano la luna come guida per deporre le uova e gli uccelli migratori usano la sua posizione per navigare nella loro direzione.
Quando c’è la luna piena, le tartarughe depongono le uova e con l’influenza della Luna,
le maree salgono e scendono.
Quando c’è la luna piena, il cielo cambia colore e la luna dispiega tutto il suo fascino sul mondo che dorme.

Mentre la Luna illumina la notte, le creature del mondo continuano a vivere indisturbate.
Le volpi, le lepri, i cerbiatti nelle campagne e nella foresta,
al polo i pinguini immersi nel freddo glaciale e nei colori della splendida aurora boreale,
uno stormo di uccelli che volano insieme verso paesi lontani,
nella giungla la luna accompagna i pappagalli dai colori raggianti,
nelle spiagge le onde si alzano, si abbassano, vanno e vengono
nelle case di ogni bambino si chiudono gli occhietti e si inizia a sognare…

Luna, è un albo illustrato ricco ed originale, con la tutta la delicatezza tipica della magina della natura, ci viene mostrata la grande influenza delle fasi lunari sul nostro pianeta.
E lo fa attraverso bellissime illustrazioni che ci mostrano il diverso aspetto della luna in base alla fase in cui si trova.
La Luna viene mostrata attraverso intagli appositi fatti sulle pagine, per spiegare in maniera più semplice e diretta il diverso aspetto che assume a seconda della fase in cui si trova.

Affascinante, luminoso e incantevole, Luna di Britta Teckentrup edito da Sassi Junior, risponde sicuramente all’immaginazione dei bambini di tutto il mondo.
Britta Teckentrup è una scrittrice ed illustratrice, autrice di ben oltre 39 libri per bambini, tradotti in più di 20 lingue in tutto il mondo.
Un testo poetico in rima che invita i bambini ad ammirare e apprezzare la bellezza e la maestosità della luna e della natura nel suo insieme.
Luna è un libro delicato, che allo stesso tempo risponde alle molte domande che i bambini spesso si pongono sulla luna, ma ovviamente allo stesso tempo è un’incoraggiamento, un punto di parteza per appronfondirle insieme, osservarvando e studiando la maestosità che c’è nel cielo.

Ogni pagina è una tavolozza ricca di ombre, di colori tenui e notturni, verdi e blu e neri, un paesaggio magicamente illuminato sotto la luce della luna, che con il suo delicato bagliore arriva e riporta colore.

Buone letture con il naso all’insù ❤

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La Puzzetta più grande del mondo – Rafael Ordóñez

L’ippopotamo, la zebra, il gorilla,
l’elefante e molti altri animali
stanno per partecipare
a un concorso molto speciale …
Chi sarà il vincitore?

Nella giungla tutto procede per il meglio, pace e tranquillità invadono tutto. L’elefante, che ha deciso di immergere le sue gambe nelle fresche acque del lago, si rilassa tranquillo fino a quando un suono molto sgradevole disturba questo suo momento di relax.
Quel suono non è altro che un’enorme puzzetta di un enorme ippopotamo che in quel momento alza la testa dall’acqua.

Da quel momento in poi le puzzette invadono la giungla e le pagine di questo esilerante libro: La Puzzetta più grande del mondo di Rafael Ordóñez edito da NubeOCHO.
Sappiamo già che non tutte le puzzette sono uguali… 😛
Ci sono odori diversi, puzzette sonore, puzzette silenziose…
Ma soprattutto in un modo o nell’altro riescono a provocare la risata di tutti, soprattutto dei più piccini, proprio come accadrà con le avventure degli animali di questa storia dalle grandi risante 😀

Infatti fin da subito la puzzetta dell’ippopotamo è seguita dall’elefante e poi pure della giraffa.
E poi c’è sempre qualcuno che, di fronte a un evento così, ha una grande idea, ed è per questo che la scimmia che aveva osservato tutto, stupita da questi grandi maestri della musica del vento, ha la meravigliosa e folle idea di organizzare…

Una gara di puzzette!!!

Ovviamente a questo grande e divertente evento non possono che andare tutti gli animali:
per primo, il rinoceronte che vien applaudito da tutti,
l’ippopotamo ripete la sua impresa sorridente e con immenso piacere, zebra partecipa con fare molto delicato,
gazzella invece è un po’ troppo nervosa e viene squalificata.
Il gorilla con la sua puzzetta silenziosa stupisce tutti
Ogni puzzetta vien incoraggiata, da tutti gli animali con applausi, risate e lo stupore dato per questo concorso unico nel suo genere!

E proprio mentre il coccodrillo-giudice sta per sentenziare il vincitore che un tremendo boato stupirà tutti!!!
La puzzetta più grande mai sentita nella giungla , un boato che lascia tutti in silenzio…
La puzzetta più grande, potente e tremendache mai, prima d’ora, si era sentita in tutto il mondo….

😀 Ovviamente non vi svelo il finale e vi lascio scoprire chi si nasconde dietro la puzzetta più grande del mondo con la lettura di questa storia originale e divertente che sicuramente sorprenderà e porterà via più di una risata 😉

Una storia deliziosa piena di umorismo e situazioni deliranti che Rafael Ordoñez propone e che delizierà grandi e piccini. Il testo è di accompagnamento alle illustrazioni colorate e spiritose di Laure du Faÿ.

Con l’incoraggiamento delle puzzette e dei diversi suoni che si fanno, questo libro ha il successo assicurato tra i piccoli lettori.
La proposta della storia è molto semplice il che lo rende ancora più attraente, accompagnato pagina dopo pagina da suggestive e colorate illustrazioni fan sì che questo libro sia proprio perfetto per un pomeriggio all’insegna del divertimento, in cui le risate e la fantasia sono assicurate in compagnia di questi pazzi animali della giungla.

Buona lettura e buon divertimento 😀

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Tutti in coda! – Babalibri

Anche gli animali fanno la coda! Ma per cosa?

“Benvenuti. Gli ultimi arrivati si mettano in coda qui.”

Tutto inizia così, l’uccellino dall’alto coordina e da indicazioni alla piccola rana, l’ultima arrivata, la numero 50! Davanti a lei c’è una lunga fila di animali, dal più piccolo al più grande, in A T T E S A!
Provengono da tutto il mondo: Asia, Africa, foresta, savana, giungla, fattoria…

Ma cosa fanno tutti questi animali ben allineati con il loro numero?
La coda, sì, ma perché?


50 animali dalla rana all’orango, passando per il vombato e finendo con l’elefante, tutti in coda;
alcuni più pazienti di altri, alcuni simpaticamente affamati, altri annoiati o arrabbiati, qualcuno che sbadiglia e qualcuno che si diverte nell’attesa per una meravigliosa avventura.
Di dirvi quale sia questa meravigliosa avventura non ce lo sogniamo nemmeno! 😀
Vi posso solo dire che una doppia pagina annuncia l’apertura di un’attrazione: “Benvenuti sulle onde giganti!!!

Edito da Babablibri, Tutti in Coda è stato realizzato da Tomoko Ohmura, una bravissima illustratrice giapponese.
È un libro fresco (a tratti direi anche umido) ma assolutamente divertente!
Per tutti i bambini che amano gli animali, l’acqua e le grandi avventure Tutti in Coda è un libro da non perdere l’occasione di sfogliarlo.
Adatto ai piccolissimi che adorano nominare e rinominare le stesse cose all’infinito, ma è garantito che sa far sorridere anche i più grandicelli (direi 3-6 anni) 😉

La prima volta che l’ho aperto mi sono detta: e adesso questo come lo leggo?
Sì, perché tre quarti del libro sono fatti così:
un elenco di animali, numerati da 50 a 1, in coda uno dietro l’altro.
Alcuni dicono qualcosa, altri no.
Alcuni interagiscono tra loro, altri no.
Alcuni (quasi tutti) sono animali comuni, altri no (che caspiterina è un vombato?) 😀
Ah, e poi c’è un uccellino che fa un sacco di lavoro per far da guida, dare indicazioni e a tenere tenendo d’occhio tutti quanti i 50 animali!

Insomma: come fare? Leggere il nome di tutti gli animali? Nominare solo quelli che parlano?
Cercare di dare un senso alle espressioni di quelli che stanno zitti?

Beh devo dire e devo ammettere che, dopo la prima lettura, c’è da ricredersi.
Nonostante le premesse, Tutti in coda è uno dei libri che i bambini preferiscono.
A ogni lettura si scopre un nuovo particolare, ogni volta i bambini si concentrano su un animale diverso e quando arriviamo alla balena…il divertimento è unico!
Questo bellissimo album permette di conoscere i numeri da 1 a 50, i nomi degli animali, nonché cercare di indovinare l’animale successivo, perché alcune volte prima di girare pagina vediamo la coda 😀

Ma a proposito, perché fanno la coda? Sorpresa!!! 😉
Francamente, vale la pena aspettare!

Belle scoperte e buone letture! 😉

Tutti in coda

OHMURA TOMOKO

 

Le quattro Stagioni… un Pop-up a 360°

Sappiamo quanto sia naturalmente essenziale condurre i bambini alla scoperta del mondo che li circonda per fargli via via rilevare i mutamenti della natura in relazione allo scorrere del tempo.
Una sorta di viaggio nel tempo, che consente ai bambini di imparare giocando tutto questo lo possiamo trovare nell’originale libro Le Quattro Stagioni Pop Up 360° edito da Sassi Junior e con le illustrazioni e i testi di Matteo Gaule.

A renderlo diverso da molti altri e più realistico è proprio un bellissimo pop-up! Basta infatti semplicemente tirare le linguette per permettere al gufo di spiccare il volo, al sole di sostituire la pioggia, ad uno scoiattolo di fare un balzo dall’albero. Un bellissimo libro-gioco, che spiegherà con la vivacità delle immagini cosa sono le stagioni, come si alternano e quali elementi le caratterizzano.

La prima parte del libro Le Quattro Stagioni Pop Up 360° è dedicata alla descrizione della natura in primavera, in estate, in autunno e in inverno. Vengono illustrati i cambiamenti climatici e i vari comportamenti degli animali che la caratterizzano in quel determinato periodo dell’anno.

La seconda parte del libro è invece occupata dal Pop-Up: il volume si apre a tutto tondo dando vita a tre scenari in 3D. Ogni scenario rappresenta una diversa stagione, con gli animali, le differenze e le condizioni climatiche che la caratterizza.
E poi ad impreziosire il racconto del trascorrere delle stagioni e a far apprezzare di più la storia ddella natura è proprio questo grande pop-up 3D!
Con delicatezza i bimbi possono toccare con mano per scoprire come cambia la natura con il passare delle stagioni: la neve d’inverno, i primi fiori in primavera, il sole alto d’estate e le foglie rosse che coprono il paesaggio in autunno.

Dettagliato ma coinvolgente per bambini e adulti, stimola l’immaginazione, sollecita la capacità interattiva e incentiva lo spirito di gruppo. Un libro-gioco ideale per trascorrere momenti educativi in famiglia e a scuola, all’insegna della scoperta e dell’apprendimento.

Anche se l’età di lettura indicata è di 6 anni, io lo consiglio anche a bambini più piccoli, a patto che sappiano “trattarlo” con cura 😉
Quasi inutile dirlo che questo libro è piaciuto moltissimo ai bambini e vi chiederanno spesso di poterlo utilizzare per giocare 😉

Puoi acquistare il libro Pop-up QUI:

Le quattro stagioni. Pop-up 360°. Ed…

Matteo Gaule

Ama, ma prima impara ad amare te stesso

amore-amarsi

Si parla tanto di amore, componente molto importante per vivere una vita in armonia e felicità, ma che purtroppo molto spesso non è presente in noi e nella nostra vita.

Ci sono tanti surrogati nei nostri atteggiamenti ed emozioni che vengono etichettati “amore“, ma fondamentalmente sentiamo che è una bugia, perchè alcune volte, in un attimo di consapevolezza, abbiamo preso coscienza del fatto che forse non sappiamo amare, oppure che non sappiamo cosa sia l’amore.

In quei momenti ci siamo forse sentiti un po’ aridi e sterili, e ci ha preso lo sconforto perché non siamo più in grado di sentire l’amore dentro di noi a meno che non siano presenti determinate sensazioni ed emozioni.

La delusione è forte, ma è solo nostra o ci portiamo dentro memorie di questa incapacità di amare già dalla nostra nascita?

In effetti una persona per amarne un’altra, deve avere qualcosa da dare: cioè l’amore che dà a se stessa come coscienza e come corpo fisico. Deve esserci l’accettazione dei suoi lati brutti come di quelli belli, deve osservarsi senza scappare o riempirsi di pensieri negativi sulle sue incapacità e bruttezze fisiche, e cercare di capire “i perché” migliorandosi: questo è AMORE.

E’ rispetto verso il nostro corpo, la nostra coscienza, ed è lo stesso rispetto che deve essere dato alla persona che amiamo. Quando questo non è presente, ci nutriamo del flusso d’amore che ci dà il nostro partner. Richiediamo a lui di amarci così come siamo, perché non siamo capaci di amarci noi. E quando lui non rispecchia le nostre aspettative, cioè non colma con il suo amore la nostra carenza d’amore, che POSSIAMO RIEMPIRE SOLO NOI, ecco che cominciano i litigi e le incomprensioni, le ripicche, cattiverie, solo perché ci sentiamo trascurati.

Ci nascondiamo dietro atteggiamenti da bambino, facendo la vittima e colpevolizzandolo di non amarci a sufficienza e di non farci sentire così importanti. Ma se anche per lui fosse la stessa cosa?

Forse sperava che anche noi potessimo colmare tutto ciò che non è capace di amare di se stesso perché non si accetta. Da qui rapporti di coppia sempre più distruttivi che sfociano in continui scontri verbali o in fatti per incolparsi di non essere stati amati a sufficienza.

Un continuare a richiedere ad altri quello che ognuno dovrebbe imparare a dare a se stesso.

Molte coppie a questo punto, a volte ancora prima di arrivare a “scannarsi mancandosi di rispetto reciproco”, scaricano la loro incapacità di accettarsi, e quindi di amare se stessi ed il loro corpo, facendo un figlio.

Un figlio che viene concepito da due persone che non si amano per se stesse e pretendono che qualcun altro lo faccia al loro posto, una memoria che viene trasmessa al feto. Molte mamme poi nei loro nove mesi di gravidanza, non vivono molto bene il vedersi trasformare il corpo, sentire che qualcosa sta crescendo dentro di loro e tutti i loro stati d’animo vengono registrati dalla mente cellulare del feto. Un imprinting che rimarrà come un marchio, perché si ritroverà come una malattia ereditata fin dalla sua nascita: la mancanza d’amore dei suoi genitori per loro stessi e il loro corpo, che diventerà la sua.

Ci sono anche molte madri che si amano di più e il bambino sarà più equilibrato e risulterà per lui spontaneo e naturale amarsi e amare gli altri così come ama se stesso.

Tornando a quel bambino sfortunato nato da genitori che non si amano, si ritroverà fin dalla sua nascita a non poter sviluppare questo amore nel tempo, per se stesso e per il suo corpo, perché al suo posto troverà una sterilità, aridità che gli impedirà di riuscire ad accettarsi. Nessuno nasce perfetto. E’ quindi normale non piacersi in certe situazioni oppure non apprezzare qualcosa del nostro corpo, ma da qui a distruggersi con odio, con pensieri negativi, degradarsi….

I genitori hanno sul figlio una grossa aspettativa a livello INCONSCIO che è quella di essere amati e accettati, con lui devono colmare il disequilibrio energetico che hanno con il loro corpo, la loro coscienza e la mente: il figlio, sangue del loro sangue, non può tradirli.

La madre vivendo con il figlio un rapporto di simbiosi nella gravidanza, con l’allattamento si sente più autorizzata a ricevere in cambio l’amore, anche per la sofferenza subita nel parto.

All’inizio i genitori riversano nel figlio il loro amore, come un flusso che lo nutre, ma via via che il figlio non rispecchia le aspettative, quando volge i suoi interessi verso amici, ragazze, ecc.. ecco che si arrabbiano, covano i risentimenti, le sgridate perché perde tempo con gli amici e non studia, oppure non lavora, non aiuta in casa. Tante situazioni che magari nella realtà risultano vere ma alla base c’è la delusione da parte di uno o di entrambi i genitori perché si rendono conto che anche il sangue del loro sangue non riempie il loro vuoto d’amore. Così vivono le scelte del figlio come un tradimento e intanto si instaura un profondo risentimento verso di lui: il risentimento al posto dell’amore che gli davano quando ancora speravano in lui.

E quante volte il figlio mette di fronte ai genitori, come se fosse uno specchio, quello che sono loro?

Il figlio vivrà questa interruzione del flusso d’amore dei genitori con forti ribellioni, che potranno portarlo a fare cose che lo degradano moralmente oppure si sentirà non più voluto, rifiutato e dal dolore si lascerà andare all’apatia, alla depressione. Nella loro cecità i genitori non si rendono conto che il problema maggiore dipende da loro e che il figlio è il frutto della loro mancanza di amore verso se stessi, e così daranno la colpa al figlio di sbagliare, di non ascoltare, …di non amarli.

Così la madre o il padre o entrambi, quando il figlio va via di casa lo vivranno come il rifiuto del figlio di amarli. Questo però avviene dentro la loro testa, perché la loro mente gli ha alterato la verità, una verità che non vogliono accettare di vedere consapevolmente altrimenti dovrebbero accettare di non saper amare, di aver fallito. Così ritroviamo poi la madre, per esempio, che vivrà l’allontanamento del figlio come una perdita molto dolorosa e si chiuderà in se stessa, anche se in apparenza continua a fare le stesse cose. Non è disposta a guardarsi, né a mettersi in discussione, ma il continuo dolore della perdita del figlio la fa stare male ed è qui allora che deve cercare qualcosa o qualcuno che le dia amore e soprattutto che la faccia stare tranquilla, senza la paura di essere tradita. E cosa c’è di meglio che accudire delle piante?

I vegetali, a differenza degli animali, non si muovono, non possono graffiarla, abbaiarle o miagolarle. Non possono obbligarla a preparare loro da mangiare, pulire la sabbietta, portarli fuori a fare i loro bisogni. Le piante non richiedono molta responsabilità se non quella di annaffiarli e piccole altre cure.

Così la madre riversa il suo amore verso le piante che cura e che le rispondono diventando rigogliose e belle, riflettendo così l’amore che ricevono. Non ha paura di avvicinarsi a loro perché non possono farla soffrire e soprattutto perché non le fanno da specchio. Non le fanno vedere la sua incapacità di amarsi che ha prodotto in lei una bruttezza tale che ha influito su come è e come vive.

Questo flusso d’amore creato dalla madre verso le piante l’aiuterà a riequilibrare una parte di sé arida, e la farà sentire più contenta e rilassata nel vedere che crescono, che l’accettano per quello che è, a differenza del figlio, del marito e di sé.

Mentre nel caso in cui la madre prova dolore per la perdita del figlio e non l’accetta, cercherà di ricreare la situazione di quando il figlio era piccolo e lei si sentiva amata da lui. Per ricreare questa situazione si rivolgerà ad uno o più animali. L’animale non può tradirla perché dedica la sua vita ai suoi umori, ai suoi capricci, alla sua voglia di giocare con lui. E’ dipendente da lei per il mangiare, per i suoi bisogni, per la sua sopravvivenza , così come era il figlio quando era piccolo e c’era lei che pensava a lui. L’animale instaurerà un legame fortissimo, aiutando la madre a ripristinare il flusso d’amore che aveva interrotto con il figlio, facendole magari passare la depressione in cui era caduta quando era andato via di casa.

Il flusso d’amore viene ricreato, ma con l’animale che diventa il figlio che però adesso l’ama e vive solo per lei.

La madre si sente amata e accettata per quello che è dall’animale/figlio che le dimostra in ogni momento con sguardi, coccole, linguate, abbaiate, fusa che l’ama e che è tutto per lei, riempiendo ogni giorno quella sua parte sterile e non amata da se stessa. Ogni giorno l’animale le dà la speranza che l’amore c’è, esiste, e questo comincia a ricrearle l’equilibrio che le mancava.

Le piante e gli animali sono i nostri amici, le nostre speranze, laddove abbiamo fallito miseramente con la mancanza d’amore verso noi stessi e gli altri. Noi possiamo dedicarci a loro per cercare di guarirci dai mali che possono essere: il figlio che non ama i genitori, il partner che non ci ama, il lavoro dove non ci sentiamo accettati, ecc..

Meno male che ci sono persone che sanno accettarsi per quello che sono e che cercano ogni giorno di migliorarsi, non sono bloccate nell’egoismo così come sono bloccate le persone che non si amano. Queste persone, oltre ad amare i figli per quello che sono e rispettare le loro idee, sono capaci di amare anche gli animali e le piante.

Quindi, per concludere, sforziamoci di guardare le nostre bruttezze e cerchiamo di renderle belle, non con le illusioni dentro la nostra testa, ma nei fatti della vita di ogni giorno. Accettarsi è il primo passo da fare per portarci alla guarigione, al rispetto e all’amore. Solo allora saremo sicuri che veramente potremo amare qualcuno, perché AVREMO QUALCOSA DA DARGLI:

LO STESSO AMORE CHE DIAMO A NOI STESSI.

di Fiorella Rustici

Da http://www.coscienzasalute.it


Louise L. Hay

Ama Te Stesso

Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.

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Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.

Questo principio fondamentale costituisce il motivo ispiratore di Ama te stesso, il tema che ritorna, insistente e persuasivo in quest’opera originale, concepita da Louise Hay per offrire tutti gli strumenti utili per applicare concretamente nel quotidiano la filosofia del pensiero positivo.
Mediante gli esercizi di visualizzazione e i questionari, grazie all’uso ripetuto di affermazioni che infondono convinzioni positive, oltre che attraverso il lavoro allo specchio e l’attento ascolto del nostro corpo, che riflette i nostri pensieri e il nostro stato interiore, possiamo liberarci dagli schemi mentali negativi e cambiare la nostra vita.