Ma dove sarà? – Babalibri

Ma dove sarà il piccolo canarino,
che è appena volato via dalla sua gabbia?
Sotto la gallina? No, c’è un uovo.
E dentro l’uovo?

Ecco che ha inizio tutta una serie di ipotesi che vorrebbero dare una risposta alla domanda del titolo:

“Ma dove sarà?”

Sarà nascosto tra le foglie?
No, ci sono dei funghi.
E sotto i funghi? No, c’è una formica…

Ma dove sarà? di Ramadier & Bourgeau edito da Babalibri è un delizioso libro cartonato, con grandi alette da sollevare. Colorato, con cromie definite e ben accostate tra loro, è un libro giocoso e divertente, semplice e per nulla banale. Attraverso il meccanismo del gioco del cucù (sollevo l’aletta e scopro cosa c’è) mette in scena una caccia al tesoro, o meglio una caccia al canarino che, come si apprende già dalla copertina sollevando l’aletta della porta di una gabbietta, è volato via”.

Ramadier & Bourgeau: un’accoppiata che per me è una garanzia. Lo avete mai letto Aiuto, arriva il lupo! ? Beh, se così non fosse, non potete proprio farne a meno, fidatevi!
Ma ritorniamo al nostro nuovo libro,…a prima vista, sembrerebbe un normalissimo libro pop-up, un libro con la classica finestrella da aprire. In questo caso, però, c’è una piccola sorpresa! Le finestrelle non sono una, bensì due alla volta, l’una dentro all’altra, come in una piccola struttura a matrioska.
L’idea è davvero molto bella e stimolante, perché invita il bambino a cercare e cercare ancora, a scoprire al ritmo di “ma dove sarà?”.

I bambini lo confermano, questo libro è decisamente un simpatico cartonato; in ogni doppia pagina alla domanda “ma dove sarà?”, scritta sul lato sinistro e ripetuta in colori diversi, troviamo alcune ipotesi che puntualmente vengono disattese sollevando ben due alette, una sotto l’altra.

I luoghi in cui si cerca il canarino sono i più svariati, in riferimento anche ad ambienti diversi: “sotto la gallina”, “nascosto tra le foglie”, “sotto il tavolo”…
E il canarino proprio non si trova, se non ovviamente nella pagina finale 😉
In definitiva, un libro dinamico, sorprende per l’entusiasmo con cui viene accolto sia dai più piccini che dai più grandicelli, l’età di riferimento ideale è tra i 2 e i 3 anni, nulla vieta che possano essere apprezzati anche prima o dopo!
Anche il meccanismo narrativo coinvolge il bambino sollecitando un’aspettativa e un pensiero anticipatorio: che ci sarà sotto l’aletta? davvero il canarino o qualcos’altro?
Un libro dai colori vivaci e dagli accostamenti inaspettati, per stimolare la curiosità dei bambini verso gli oggetti di uso comune e non solo.

Ma dove sarà? è l’ennesimo libro ben riuscito!
In questo caso si tratta di una piccola caccia al tesoro, che comincia già nella copertina del cartonato.

Buona ricerca e buona lettura 😉

Ottieni il massimo!

In una recente conversazione ho consigliato a una donna di raccogliere il coraggio per prendersi una “cosa buona” che aveva desiderato a lungo e che, finalmente, sembrava fosse sul punto di verificarsi.
Le ho detto che sembrava che il suo desiderio stesse per venire soddisfatto, che la Legge dell’Attrazione lo stava conducendo da lei.
Ma le mancava la fede e continuava a ripetere: “Oh! È troppo bello per essere vero, è troppo per me!”.
Il bruco non si era trasformato in farfalla e sebbene potesse intravedere la Terra Promessa, si rifiutava di entrarvi, poiché era “troppo” per lei!
Credo di essere riuscito a mettere in lei abbastanza pepe da renderla capace di rivendicare ciò che le spetta, poiché le ultime testimonianze dicono che “ne sta prendendo possesso”.

Ma non è questo che desidero dirvi. Voglio richiamare la vostra attenzione sul fatto che niente è troppo per voi, per quanto sia meraviglioso; per quanto indegni crediate di essere. Avete diritto al meglio che c’è, poiché è la vostra eredità diretta. Non abbiate dunque paura di chiedere.Chiedete e prendete!
Le cose buone della terra non sono la dote di figli preferiti. Appartengono a tutti, ma vanno soltanto verso coloro che sono abbastanza saggi da rendersi conto che le “cose buone” sono loro di diritto e verso coloro che sono abbastanza coraggiosi da tendere la mano per prenderle.

Molte cose buone vengono perse perché non le si chiede. Voi perdete molte cose magnifiche perché vi sembra di non esserne degni. Perdete molte cose grandiose perché vi mancano la fiducia e il coraggio di chiederle e di prenderne possesso.“Aiutati che il ciel t’aiuta” dice un vecchio adagio e la regola è vera in ogni linea dello sforzo umano. Se continuate a ripetere di essere indegni della cosa desiderata, che è “troppo” per voi, la Legge vi prenderà in parola e crederà a quello che dite!
Questa è una peculiarità della Legge. Crede a quello che dite. Vi prende sul serio. Quindi state attenti a quello che dite, perché gli darà credito.

Ditele che meritate il meglio che c’è e che niente è troppo per voi, e con tutta probabilità la Legge vi prenderà sul serio e dirà:“Credo che abbia ragione. Gli darò tutto se lo desidera! Conosce i suoi diritti e a che scopo negarglieli?”.
Ma se dite: “Oh, è troppo per me!”, probabilmente la Legge dirà: “Be’, non me lo sarei neanche domandato.  Ma lui lo saprà di sicuro, e chi sono io per contraddirlo?”. E così via. Perché qualcosa dovrebbe essere “troppo” per voi? Vi siete mai fermati a pensare a cosa siete?

Siete una manifestazione del Tutto e avete diritto a tutto ciò che esiste. O, se preferite, siete figli dell’Infinito ed eredi di tutto. In entrambi i casi state dicendo la verità. In ogni caso, qualunque cosa chiedete, state solo chiedendo ciò che è vostro. E più lo chiedete con impegno, più siete fiduciosi di ottenerlo; più Volontà impiegate, più sicuri sarete di conquistarlo.

  • Forte desiderio.
  • Aspettativa fiduciosa.
  • Coraggio in azione.

Queste cose vi portano “ciò che è vostro”. Ma prima che mettiate queste forze all’opera, dovete rendervi conto di stare soltanto chiedendo ciò che è vostro, e  non qualcosa su cui non avete nessun diritto o titolo.
Finché la vostra mente avrà l’ultimo, strisciante dubbio sul vostro diritto alle cose che desiderate, opporrete resistenza alle operazioni della Legge. Potete anche chiedere con vigore, ma se il dubbio sul vostro diritto persiste, vi mancherà il coraggio di agire. Se continuate a ritenere che la cosa desiderata appartenga a qualcun altro, vi metterete nella posizione dell’uomo avido o invidioso, o perfino in quella di un ladro in preda alla tentazione. In tal caso la vostra mente si rivolterà contro questo compito, poiché si tirerà indietro istintivamente dall’idea di prendere quello che non è vostro. La mente è onesta.

Ma quando capirete che, in quanto Erede Divino, il meglio offerto dall’Universo vi appartiene e che ce n’è abbastanza per tutti, senza che dobbiate derubare nessuno, allora la frizione sarà rimossa e la barriera abbattuta; la Legge potrà procedere con il suo lavoro.
Non credo in queste “umili” questioni. Questo atteggiamento docile e basso non fa per me. Non ha alcun senso.
L’idea di fare di queste cose una virtù, quando l’Uomo è l’erede dell’Universo e ha diritto a tutto ciò di cui ha bisogno per la sua crescita, felicità e soddisfazione!

Non intendo dire che dovremmo assumere un atteggiamento aggressivo e dominatore. Anche questo è assurdo, perché la vera forza non ha bisogno di essere esibita. La persona aggressiva è debole per ammissione. Aggredisce per simulare la sua debolezza.

L’uomo davvero forte è calmo, pacato e porta in sé la consapevolezza della sua forza, che rende superfluo lo sfoggio di aggressività e di forza.

Ma state alla larga dall’”ipnosi” dell’umiltà, da questo atteggiamento mentale “docile e basso”. Rammentate l’esempio terribile di Uriah Heep e guardatevi dall’imitarlo. Gettate la testa all’indietro e guardate il mondo dritto in faccia. Non c’è niente da temere. E comunque il mondo ha le stesse ragioni di temere voi che voi di temere lui. Comportatevi da uomini e da donne e  non da esseri striscianti.
Questo vale sia per il vostro atteggiamento mentale sia per il vostro contegno esteriore. Smettete di “strisciare”. Visualizzatevi in posizione eretta a fronteggiare la vita senza paura e a poco a poco vi tramuterete nel vostro ideale.
Non c’è niente che sia “troppo” per voi.
Niente.

Il meglio che c’è non comincia neanche lontanamente a essere abbastanza per voi, poiché ci sono cose ancora migliori. Il più bel dono che il mondo ha da offrirvi non è altro che un ninnolo in confronto alle cose grandiose del Cosmo che attendono che abbiate “l’età giusta”.
Non abbiate dunque paura di tendere le mani per prendere i balocchi che la vita vi offre, i ninnoli di questo livello di coscienza. Prendeteli. Afferratene una manciata. Giocateci finché non siete stanchi. È a questo che servono, dopotutto. Servono espressamente al nostro uso, non a essere guardati, ma a giocarvi, se lo desiderate.
Servitevi, c’è un’intera bottega piena di giocattoli che attendono di essere desiderati, chiesti e presi. Non siate timidi. Non fatemi più sentire questi sciocchi discorsi su cose che sarebbero “troppo” per voi. Sciò! Ipocriti!

Vi siete comportati come il figlio dell’imperatore che credeva che i soldatini di latta e le trombe giocattolo fossero troppo per lui e si è rifiutato di afferrarli.
Ma in genere questo non accade con i bambini. Essi capiscono istintivamente che niente è troppo per loro. Vogliono giocare con tutto quello che vedono e sembrano intuire che le cose appartengono a loro di diritto.
Ed è questa la condizione mentale che noi cercatori dell’”Avventura Divina” dobbiamo coltivare. Non possiamo accedere al Regno dei Cieli a meno di non “tornare bambini”.
Le cose che vediamo intorno a noi sono i giocattoli del giardino d’infanzia di Dio, giocattoli che usiamo nei nostri compiti-gioco. Servitevene. Chiedeteli senza timidezza. Chiedetene tanti quanti potete usarne.
Sono vostri.

E se non vedete quello che volete, chiedetelo. C’è una grande scorta sugli scaffali e nei ripostigli. Giocate, giocate, giocate, finché ne avete voglia. Imparate a intrecciare tappeti, a costruire le case con i blocchi, a disegnare i contorni del quadrato. Portate a termine il gioco e fatelo bene. E chiedete tutto ciò che vi serve per giocare. Non siate timidi. Ce n’è abbastanza.
Ma… ricordate questo! Per quanto vere, le cose migliori sono pur sempre “cose per giocare”, giocattoli, blocchi, tappeti, cubi e tutto il resto. Utili, molto utili per imparare, piacevoli, molto piacevoli con cui giocare, e auspicabili, molto auspicabili per tali scopi.

Traetene tutto il divertimento e il profitto possibili. Buttatevi nel gioco con il cuore e giocateci.
È una cosa buona.

Ma ecco la cosa da ricordare: non perdete mai di vista il fatto che queste “cose buone” non sono altro che giocattoli, parte del gioco. E dovete metterli via spontaneamente quando arriva il momento, per “passare al livello successivo” e non piangere e lamentarvi perché dovete lasciare indietro i vostri giocattoli.
Non consentite a voi stessi di legarvi a loro. Essi servono al vostro uso e piacere, ma non sono parte di voi; non sono essenziali alla vostra felicità nello stadio successivo.
Non disprezzatele solo perché non sono “reali”. Sono cose relativamente buone e dovete trarne tutto il divertimento che potete. Non siate dei “rigoristi spirituali”, rimanendo lontani e rifiutandovi di unirvi al gioco.

Ma non legatevi a loro. Vanno bene per essere usati e per giocarvi, ma non per usare voi e rendere voi dei giocattoli. Non lasciate che cambino le carte in tavola.
È questa la differenza tra il Padrone delle Circostanze e lo Schiavo delle Circostanze. Lo Schiavo pensa che queste cose siano reali e di non meritarle. Riceve solo alcuni giocattoli perché ha paura di chiederne altri, e si perde così la maggior parte del divertimento.
E inoltre, considerando i giocattoli cose reali e non capendo che ce ne sono molti altri, egli si unisce ai piccoli gingilli che hanno incrociato la sua strada e permette che essi lo rendano schiavo. Egli ha paura che gli vengano portati via e ha paura di affacciarsi nel corridoio e prenderne altri.

Il Padrone sa che sono lì per essere chiesti. Egli chiede ciò di cui ha bisogno di giorno in giorno e non si preoccupa di sovraccaricarsi, poiché sa che ce ne sono “molti altri ancora” e che non essi non possono tradirlo.
Egli gioca e gioca bene e al contempo si diverte.
E attraverso il gioco apprende gli insegnamenti del Giardino d’infanzia.

Ma non si affeziona troppo ai suoi giocattoli. È anzi ben disposto a buttare via quelli vecchi e prenderne di nuovi.
E quando viene chiamato nella stanza adiacente per avere una promozione, lascia cadere sul pavimento i giocattoli della giornata… e con gli occhi che gli scintillano e un atteggiamento fiducioso…. Entra nella stanza… davanti al Grande Ignoto… con un sorriso sul volto.

Non ha paura, poiché ode la voce del Maestro e sa che lo sta attendendo… nella Grande Stanza Adiacente.

È COSÌ CHE VA!

William Walker Atkinson


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Attrarre ciò che più desideriamo è davvero possibile e alla portata di tutti. Come? Imparando a utilizzare a nostro vantaggio la Legge di Attrazione che insegna che la mente è un potente magnete attraverso cui letteralmente possiamo “materializzare” i nostri desideri.

Ma allora perché soltanto alcune persone ottengono quelle cose che tutti cerchiamo? Cosa hanno loro di speciale?

Atkinson risponde che queste persone sanno generare pensieri sulla stessa lunghezza d’onda di denaro, benessere, salute e prosperità. Viene da sé che tutte queste cose si realizzano nella loro vita come la luce solare, una volta emanata, colpisce senza sforzo ogni cosa.

“Come un sasso lanciato in acqua, il Pensiero produce increspature e onde che si propagano lungo il grande Oceano del Pensiero. C’è una differenza, comunque: le onde sull’acqua si muovono su un solo livello in tutte le direzioni, mentre le onde del Pensiero muovono in tutte le direzioni da un centro comune, proprio come i raggi che irradiano dal Sole”.

Atkinson ha scritto La straordinaria forza di attrazione dei nostri pensieri per tutti coloro che vogliono migliorare la qualità della loro vita, utilizzando le immense forze mentali già a propria disposizione, ma di cui sono ancora inconsapevoli.

Anche tu sei nato ricco!

Da Sei Nato Ricco di Bob Proctor, una introduzione ai capitoli del libro con i primi suggerimenti per capire come avere successo ed ottenere ricchezza e prosperità.

***

Tutti gli esseri umani sono “nati ricchi”: solo che la maggior parte al momento si trova a corto di soldi!

Questo libro è stato scritto con l’intenzione di colmare la distanza tra la vostra posizione attuale e quella in cui vorreste trovarvi. Passo dopo passo, capitolo dopo capitolo, vi aiuterà a mettere insieme i pezzi di quel puzzle che spesso chiamiamo “vita”, cosicché potrete capire come avere successo, creare un’immagine di ricchezza nella vostra mente e procedere alla sua concretizzazione nella realtà. Infatti, la vita è molto simile al cubo di Rubik, perché abbiamo tutti i quadratini e i colori giusti, eppure metterli al loro posto è un processo frustante e infinito; invariabilmente, almeno un pezzo o due rimangono isolati.

Man mano che proseguirete nella lettura, vi renderete conto che non vi sto dicendo niente che non sappiate già. Mi limito solamente a esprimere le idee in modo chiaro e coerente, così da permettervi di ottenere i risultati che desiderate sin dal momento in cui avete cominciato a fare uso del pensiero. Ogni giorno, in tutto il mondo, milioni di “sognatori” acquistano biglietti della lotteria, sperando che qualcuno estragga il loro numero e che una fortuna piova loro tra le mani. Queste persone si rifiutano capire che la vera gioia nella vita non deriva dal denaro servito su un piatto d’argento, bensì dall’impegno e dal lavoro per guadagnarlo con le proprie forze.

Inoltre, se conosceste la verità, vi rendereste conto di possedere già le capacità di ottenere le cose che per il momento osate solo sognare.

Lasciate che questo libro si riveli la vostra lampada di Aladino; siete già in possesso di quello che cercate. Questo è un piano molto semplice che vi porterà dalla posizione in cui siete a quella in cui volete essere. A dire il vero, è facile solo in apparenza: non lasciatevi ingannare dalla sua apparente semplicità, perché ogni capitolo contiene un’idea che si dimostrerà di enorme valore.

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Tali idee sono estremamente efficaci: nell’ultimo quarto di secolo le ho messe alla prova una per una e ho osservato i partecipanti dei miei seminari fare altrettanto. Posso quindi dirvi, per esperienza sia diretta che indiretta, che in moltissimi casi i risultati sono stati straordinari.

Per esempio, persone con risorse appena sufficienti per provvedere ai bisogni elementari hanno acquisito una grande agiatezza; altri che avevano problemi urgenti che li rendevano infelici o li deprimevano si sono trasformati in individui sereni ed equilibrati.

Ora anche voi avete l’opportunità di mettere alla prova tali idee nella vostra vita. Qual è l’oggetto del vostro desiderio? Sappiate che potete averlo – potete avere qualsiasi cosa desideriate – a patto che comprendiate appieno e applichiate tutte le idee che andrò esponendovi. La sola memorizzazione o lettura non vi porterà al successo: solo la comprensione e l’applicazione del pensiero corretto hanno importanza.

Quindi, indipendentemente da quanto gli altri o io possiamo dirvi, spetta a voi metterle alla prova nella vostra vita. Avrei potuto riempire questo testo di dati scientifici, mostrandovi, nero su bianco, studi esaurienti che documentano la validità di queste idee. Tuttavia, al di là della soddisfazione della parte analitica della mente, quelle informazioni vi sarebbero di ben poca utilità pratica.

Sebbene nelle pagine di questo libro io faccia uso di molti esempi di individui o famiglie che hanno sperimentato queste idee traendone vantaggi e le spieghi, ho omesso di proposito qualsiasi ricerca scientifica, perché ho scoperto che sono di scarsa utilità da un punto di vista pratico e orientato ai risultati. Non farebbero altro che rallentarvi o magari confondervi le idee.

Questo libro è stato strutturato in modo da delineare un vero e proprio corso mentale che dovete seguire per raggiungere i vostri obiettivi, quali che siano. Potete viaggiare da un capitolo all’altro, e quello successivo vi porterà verso una consapevolezza sempre maggiore di voi stessi – del vero io – e delle vostre reali capacità.

Dovete tuttavia tenere sempre presente un fatto: le ricompense che riceverete in questa vita, materiali o psichiche, vi arriveranno non in virtù delle potenzialità, ma dalla loro applicazione. Ora seguitemi in una piccola anteprima del viaggio che state per intraprendere. Nel primo capitolo, “Io e il denaro” inizieremo col dare una definizione di quella materia sfuggente che è il denaro.

Inizieremo a rapportarci al denaro in modo corretto e svilupperemo una comprensione del motivo per cui tutti i grandi personaggi hanno inciso a lettere di fuoco nelle loro menti un principio fondamentale: “ama le persone e usa il denaro”. Scopriremo inoltre cosa succede se si invertono i termini dell’equazione. Questo capitolo vi aiuterà a comprendere che non c’è nessun peccato nella ricchezza, ma che anzi, diventare ricchi è un vostro dovere.

Il secondo capitolo, “Quanto è abbastanza?”, vi aiuterà a fare un inventario preciso dei pensieri e a fare il punto della vostra situazione economica reale. Imparerete a decidere a quanto equivale “abbastanza” per voi; scoprirete che è vostro diritto avere il denaro che vi serve per procuravi le cose che desiderate e per vivere nel modo in cui preferite.

Una volta presa tale decisione, sarete pronti per addentrarvi nel terzo capitolo, “La creazione delle immagini”. Diverrete consapevoli del fatto che l’intera esistenza è governata da immagini; ne consegue che dovete possedere una consapevolezza acuta delle immagini che costruite nella vostra mente e della necessità di creare le idee che produrranno i risultati che vi faranno procedere in avanti e in alto, verso la meta desiderata. Capirete che in realtà siete co-creatori: assicuratevi però di rivedere il concetto di responsabilità all’interno di tale ruolo.

Il quarto capitolo, “Lasciate che accada e affidatevi a Dio”, vi aiuterà a sviluppare una forte fede basata su una comprensione profonda. Vi aiuterà a liberare, senza fatica, la vostra immagine, passandola al potere interiore, in modo che questo possa mettersi all’opera e materializzare i risultati concreti, ossia la copia esatta dell’immagine mentale.

Il capitolo successivo, “Aspettatevi l’abbondanza”, si rileverà un’esperienza che vi aprirà la mente. La parola “aspettativa” acquisirà un significato del tutto nuovo e assisterete al potere meraviglioso invocato da questa mentalità.

Il capitolo “La legge della vibrazione e dell’attrazione” chiarisce numerosi punti interrogativi in sospeso da anni nelle vostre menti. Diventerà quindi evidente perché alcuni attirano proprio ciò che non vogliono, mentre, altri, al contrario, attirano esattamente l’oggetto del desiderio. Imparerete a calamitare quello che volete.

Il capitolo “L’assunzione dei rischi” mette bene in chiaro che, se si è troppo prudenti, non si ottiene nulla. Per prima cosa dovete esporvi e solo allora potrete muovervi nella direzione che avete scelto. Nella maggior parte dei casi i veri vincenti sono solamente il due o il tre percento più efficiente dei perdenti: il capitolo “Il filo del rasoio” illustra nei dettagli questo principio. Capirete ben presto che potrete essere efficienti come tutti quelli di cui avete letto o sentito parlare. I sentimenti di inferiorità, come i dubbi che nutrite sulle vostre capacità, perderanno il loro fondamento e rimarranno indietro, mente voi vi avvicinerete alla vostra meta.

Mente vi avvicinate all’ultima curva sulla strada verso la soddisfazione, sarete avvertiti di non guardare indietro. Il capitolo “Non pensate all’indietro” chiarirà velocemente i motivi per cui alcuni continuano a ottenere sempre i medesimi risultati, anno dopo anno, illustrando una delle regole più basilari, eppure tra le più importanti, che governano il successo.

In dirittura d’arrivo, “La legge del vuoto prima della ricchezza” ci mostra come aprire tutte le porte che ci permetteranno di far entrare da tutti i lati il bene che desideriamo. Non solo si tratta di una legge gratificante, ma è anche piacevole da apprendere. Vi aiuterà a raccogliere le idee per completare il vostro quadro e arrivare alla destinazione prevista in tempo e in modo sicuro.

Prima di iniziare la lettura, permettetemi di ricordarvi nuovamente che la lettura e la memorizzazione non lo “faranno accadere”; solo la comprensione e l’applicazione delle idee giuste produrranno i risultati desiderati. Pensate bene ad ogni idea; sono molto semplici e veloci da capire, ma il punto è che dovete agire di conseguenza. Tenete questo libro con voi. Rileggetelo e inizierete a vedere le prove di tutte le spiegazioni nel mondo materiale.

L’intero libro è stato redatto con la sincera speranza che vi godiate ogni fase del vostro viaggio verso un modo di vivere completamente nuovo.

Bob Proctor

You were born rich

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Il rispetto

Il rispetto presuppone “conoscenza”, di se stessi e dell’altro o degli altri con cui si ha a che fare.

Innanzi tutto occorre conoscere se stessi, il proprio ego, i propri bisogni, i propri valori. Aver ben chiaro fino a dove ci spingono i nostri bisogni è utile al fine di farsi rispettare e di rispettare gli altri. Alcuni bisogni sono creati da un certo tipo di educazione carente e il soddisfarli diventa un’esigenza molto forte che può perfino andare in contrasto con i propri valori. Faccio un esempio, se il bisogno di affetto è molto forte, perché l’educazione che abbiamo ricevuta è stata carente affettivamente e, a questa mancanza (come spesso accade) si è unita una mancanza di riconoscimento e di attenzione (importanza), l’adulto avrà un forte impulso ad agire in modo da fare “incetta” di affetto (“più ne ho e meno mi mancherà”), di riconoscimenti e a sentirsi importante. Se questo adulto ha una chiara consapevolezza dei suoi valori, agirà di conseguenza, con coerenza e rispettando i valori. Se non avrà coscienza dei suoi valori, agirà appunto d’”impulso”. Quindi avrà come dei paraocchi e paraorecchi e andrà avanti per la sua strada di ricerca di affetto senza tenere conto di niente e di nessuno intorno a sé. Calpesterà così inevitabilmente i valori di chi gli sta accanto o delle persone con le quali verrà in contatto. Anche perché, quando non si hanno valori chiari (punti di riferimento) si agisce per “evitare” le paure.

Quindi, se la paura è “se non ho affetto resterò solo”, si farà in modo da creare situazioni in cui la cosa più importante non è il dare e ricevere affetto in uno scambio “sano”, ma il non restare soli. Quindi si accetteranno situazioni anche ambigue, situazioni in cui gli affetti possono essere scambiati per amore, in cui pur essendo dentro una coppia si cercherà affetto anche fuori e in maniera non corretta, ecc. In questo caso non si sta rispettando né se stessi (in quanto non si è agito secondo i propri valori, non conoscendoli), né il partner (non avendo tenuto conto della sensibilità e dei valori di chi ci accompagna).
Lo stesso vale per gli altri.

Se, ad esempio io non conosco i valori di un’altra persona, e non conosco i miei, non posso farmi rispettare e nemmeno rispettare l’altro. Se invece conosco i miei valori ma non quelli dell’altro posso pretendere rispetto? Ciò che per me sarà rispetto per l’altro potrebbe non esserlo e viceversa. Facciamo il caso di due persone di differenti usi, costumi e religioni. Per un occidentale andare in giro con magliette scollate, minigonne e con il volto scoperto non è una mancanza di rispetto, per un orientale sì.
Per un occidentale usare certe frasi anche a doppio senso sessuale e un frasario diciamo”sboccato” verso una donna non è mancanza di rispetto, ma “cameratismo”, per un orientale sarebbe impensabile e sarebbe una grave mancanza di rispetto. Di esempi potete trovarne intorno a voi parecchi.

Allora c’è un “rispetto universale”? C’è un confine o un limite oltre il quale non si può andare?
C’è un controllo “ecologico” che vale per noi e per gli altri: quando abbiamo il dubbio che qualcuno ci abbia mancato di rispetto fermiamoci prima di reagire e facciamo un controllo ecologico su noi stessi (questo è anche un modo per evolversi e per crescere).

Chiediamoci:
– Con quella frase/azione lui/lei voleva “veramente” offendermi e mancarmi di rispetto?
– Perché lo ha detto/fatto? Quale fine o quale aspettativa c’era dietro quella frase/azione?
– Come mi sono sentito/a io?
– Perché ho ritenuto quella frase/azione una mancanza di rispetto nei mie confronti?
– Io, al suo posto, cosa avrei fatto?
– Se avessi avuto il fine che imputo all’altro, avrei agito nello stesso modo?
– Quali sensazioni negative ha risvegliato in me quella frase/azione?
– A quali dei miei due genitori apparteneva quel modo di dire/fare?

Dopo questa attenta analisi(che suggerisco di fare per iscritto), parlate alla persona chiedendo:
– La tua azione/frase mi ha fatto sentire a disagio perché ho sentito come una “mancanza di rispetto” nei miei confronti. Era questa la tua intenzione?
– Dicendo/agendo così, hai pensato che avresti potuto farmi sentire a disagio?
– Cosa è il rispetto per te? … Ti dico cos’è il rispetto per me…
– Io al tuo posto avrei fatto/detto…
– Le mie sensazioni al sentirti/al vederti agire così sono state:…

Nel caso abbiate confidenza o siate una coppia, potete andare più a fondo ed entrare nei bisogni dell’uno e dell’altro e nell’analisi dei rispettivi genitori. In questo caso potrebbe partire un’analisi attenta volta a guarire il karma familiare.
Se l’educazione che si è ricevuta è stata disattenta riguardo al rispetto o al contrario è stata troppo attenta, si può creare uno scontro tra educazioni diverse, in questo caso serve tenere conto delle diversità e valutare la “gravità”, sulla base dei nostri valori e dei valori dell’altro, della mancanza di rispetto. L’analizzare insieme cosa accade è sempre fonte di scambio e di crescita, anche con una persona estranea.

C’è invece un rispetto che va sempre dato e preteso ed è il rispetto della propria dignità di essere umano. Ovvero: offese e abusi fisici non vanno accettati in nessun caso, né vanno fatti; offese e abusi sessuali lo stesso; non umiliare, non sminuire; non accettare umiliazioni, non accettare di essere sminuiti. Non offendere e abusare vuol dire anche tenere conto dei limiti altrui. Una parolaccia può scappare in uno stato di rabbia, ma non deve essere continua e sminuente verso una persona. Abusare non vuol dire solo esercitare una violenza fisica su una persona (ferire, picchiare), ma anche andare oltre quello che questa persona può accettare/sopportare per la sua dignità, per la sua storia familiare, per il suo percorso di vita, per la sua esperienza.
Rispetto è sinonimo di sensibilità e di umiltà. Dietro l’abuso c’è ego e insensibilità verso l’altro.
Mancanza di rispetto è anche l’indifferenza. Vivere accanto ad una persona ignorandola vuol dire non dare valore alla sua dignità di essere umano.

Mancanza di rispetto è anche la maleducazione, ovvero rivolgersi ad un’altra persona in maniera mal-educata.
Suggerisco quindi, tranne nei casi sopra elencati, di valutare sempre, prima di emettere un giudizio di “mancanza di rispetto”, caso per caso e di farsi e fare le domande di cui sopra.
Un confronto riguardo al rispetto può essere molto utile per capire la propria apertura, la capacità di comprendere l’altro, la propria chiusura, il proprio metro di giudizio, la propria famiglia e può risultare perciò veramente utile per il percorso evolutivo.


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Un discorso di Osho registrato dal vivo selezionato tra le migliaia che ha tenuto in pubblico, di fronte a un’audience internazionale di ricercatori e amici. Non sono “insegnamenti”, né una filosofia da immagazzinare come conoscenza, piuttosto sono parte di un grande esperimento per creare un silenzio interiore nell’ascoltatore. Ascoltare questi discorsi vuole essere una meditazione.

Il brano di Osho sul DVD tratto dalla serie Satyam Shivam Sunderam n.16:
“Entrare dentro di sé è andare verso Dio. Entrare in se stessi racchiude l’intero segreto di ogni trasformazione alchemica dell’essere. Fuggire da se stessi è un semplice spreco di tempo incredibilmente prezioso, e di una vita che avrebbe potuto essere un canto squisito, un’incredibile creatività, una maestosa festa di luci. Più sei lontano da te stesso, più la tua vita diventa oscura, infelice, oppressa da ansia, da ferite, da biasimo, da rifiuto di te stesso.Ti sei allontanato da te stesso per così tante vite… La meditazione è la scorciatoia per giungere dal punto in cui sei a dove dovresti essere. E la meditazione è un metodo così semplice che chiunque, perfino un bambino, può entrare nel suo regno delle meraviglie.” Osho

Processi efficaci: la gratitudine

gratitudine

La realtà o la vita che vivi attualmente è il risultato dei pensieri che hai fatto. Tutto questo cambierà radicalmente non appena comincerai a modificare i tuoi pensieri e le tue sensazioni.

L’aspettativa è una potente forza attrattiva, perché fa di te un catalizzatore. Il desiderio ti connette con la cosa desiderata e l’aspettativa la attira nella tua vita. Aspettati le cose che vuoi non quelle che non vuoi.

Cosa ti stai aspettando ora?

“Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.”
(Buddha)

Metodo

Rifletti sugli eventi della giornata ogni sera prima di andare a letto. Se un avvenimento o un momento non è andato secondo i tuoi desideri, ripetilo mentalmente in un modo che ti entusiasmi. Ricreando quegli episodi nella tua mente proprio come vuoi, tu ripulisci la tua frequenza dall’energia di quella giornata ed emetti un nuovo segnale e una nuova frequenza per l’indomani. Hai creato intenzionalmente nuove immagini per il tuo futuro. Non è mai troppo tardi per modificare le immagini.

L’efficace processo della gratitudine

Che cosa puoi far fin d’ora per cominciare a imprimere una svolta alla tua vita?

Il primo passo consiste nel fare un elenco delle cose di sui sei grato. È un’azione che cambia la tua energia e inizia a modificare il tuo modo di pensare.

Mentre prima di questo esercizio è probabile che la tua attenzione sia concentrata sulle cose che ti mancano, sulle tue lamentele e i tuoi problemi, quando l’avrai messo in pratica prenderai un’altra direzione. Comincerai a provare gratitudine per tutte le cose che ti faranno sentire bene.

Nella mia esperienza la gratitudine si è rivelata un esercizio estremamente efficace. Ogni mattina al risveglio dico grazie. Appoggio i piedi sul pavimento e ringrazio. Poi mentre mi lavo i denti e sbrigo altre faccende mattutine, passo in rassegna tutte le cose per cui sono grato. Non mi limito a pensarle meccanicamente, ma le elenco e provo gratitudine.

(James Ray)

Sii grato per quello che hai ora. Quando comincerai a riflettere su tutte le cose della tua vita per le quali provi gratitudine, resterai stupito nello scoprirne tante. Devi solo cominciare, dopodiché la legge di attrazione riceverà i tuoi pensieri di gratitudine e te ne invierà altri simili. Allora ti sarai sintonizzato sulla frequenza della gratitudine e tutte le cose buone saranno tue.

La pratica quotidiana della gratitudine è una delle vie attraverso le quali ti arriva la ricchezza“.

Metodo

Quando ti svegli la mattina, imposta la frequenza della tua giornata e dichiara intenzionalmente come vuoi che si svolga. Tu sei il creatore della tua vita, quindi comincia subito a creare intenzionalmente ogni tuo giorno!

In pillole

L’aspettativa è una potente forza di attrazione. Aspettati le cose che vuoi non quelle che non vuoi.

La gratitudine è un processo efficace per cambiare la tua energia e introdurre maggiormente le cose che vuoi nella tua vita. Sii grato per quello che hai già, e in questo modo attrarrai altre cose buone.

Ringraziare anticipatamente per quello che vuoi ti permette di realizzare più rapidamente i tuoi desideri e invia all’Universo un segnale molto più potente.


Da: The Secret di Rhonda Byrne



Rhonda Byrne

The Secret – Il Segreto

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Secret Day Bologna

È ormai arrivato alla quinta edizione, l’esclusivo evento sull’applicazione pratica e quotidiana degli insegnamenti trasmessi nelle pagine di The Secret, il famoso bestseller di Rhonda Byrne. Il libro, che nel mondo ha venduto oltre 15 milioni di copie, nel nostro paese è ininterrottamente in cima alle classifiche di vendita da oltre 15 mesi.

In occasione del Secret Day, si incontreranno a Bologna alcuni tra i migliori trainer motivazionali al mondo che, partendo dalla propria consolidata esperienza nel campo della formazione, mostreranno come applicare il Segreto a ogni ambito della nostra vita, dal pensiero alla libertà, dall’intelligenza alla ricchezza.

Se, infatti, la lettura di un libro costituisce un’esperienza individuale e privata, Secret Day rappresenta la migliore occasione per condividere con altri lettori questa esperienza e per ascoltare un’interpretazione privilegiata del messaggio trasmesso dall’autrice.


L’apertura della giornata sarà affidata a Gianni Golfera: considerato dalla comunità scientifica internazionale l’uomo con più memoria al mondo. Golfera – che ha presto parte a un esperimento della NASA – dimostrerà come gli insegnamenti del Segreto siano in grado di guidare le persone verso incredibili risultati nella vita e nel lavoro, passando attraverso un uso efficace della propria intelligenza.

L’appuntamento proseguirà con Steve Nobel, esperto di spiritualità, self-help e PNL e fondatore di Alternatives, una realtà dedicata alla formazione personale dove confluiscono i maggiori “maestri” a livello internazionale, molti dei quali hanno ispirato The Secret. Il relatore inglese presenterà al pubblicoil segreto della prosperità.

Durante il pomeriggio si alterneranno invece gli interventi di Owen Fitzpatrick e Alessio Roberti.

Owen Fitzpatrick mostrerà come sia possibile – grazie al Segreto – trovare la libertà attraverso ilcontrollo della propria vita: liberi di scegliere e non scegliere, liberi di cambiare, liberi di non cambiare, liberi dai condizionamenti derivanti dalla propria condizione familiare.

Infine, Alessio Roberti renderà ancora più semplice e immediato il concetto fondamentale che sta alla base del Segreto: la forza creativa dei nostri pensieri è la strada più sicura per ottenere dalla vita tutto ciò che desideriamo.


Ama, ma prima impara ad amare te stesso

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Si parla tanto di amore, componente molto importante per vivere una vita in armonia e felicità, ma che purtroppo molto spesso non è presente in noi e nella nostra vita.

Ci sono tanti surrogati nei nostri atteggiamenti ed emozioni che vengono etichettati “amore“, ma fondamentalmente sentiamo che è una bugia, perchè alcune volte, in un attimo di consapevolezza, abbiamo preso coscienza del fatto che forse non sappiamo amare, oppure che non sappiamo cosa sia l’amore.

In quei momenti ci siamo forse sentiti un po’ aridi e sterili, e ci ha preso lo sconforto perché non siamo più in grado di sentire l’amore dentro di noi a meno che non siano presenti determinate sensazioni ed emozioni.

La delusione è forte, ma è solo nostra o ci portiamo dentro memorie di questa incapacità di amare già dalla nostra nascita?

In effetti una persona per amarne un’altra, deve avere qualcosa da dare: cioè l’amore che dà a se stessa come coscienza e come corpo fisico. Deve esserci l’accettazione dei suoi lati brutti come di quelli belli, deve osservarsi senza scappare o riempirsi di pensieri negativi sulle sue incapacità e bruttezze fisiche, e cercare di capire “i perché” migliorandosi: questo è AMORE.

E’ rispetto verso il nostro corpo, la nostra coscienza, ed è lo stesso rispetto che deve essere dato alla persona che amiamo. Quando questo non è presente, ci nutriamo del flusso d’amore che ci dà il nostro partner. Richiediamo a lui di amarci così come siamo, perché non siamo capaci di amarci noi. E quando lui non rispecchia le nostre aspettative, cioè non colma con il suo amore la nostra carenza d’amore, che POSSIAMO RIEMPIRE SOLO NOI, ecco che cominciano i litigi e le incomprensioni, le ripicche, cattiverie, solo perché ci sentiamo trascurati.

Ci nascondiamo dietro atteggiamenti da bambino, facendo la vittima e colpevolizzandolo di non amarci a sufficienza e di non farci sentire così importanti. Ma se anche per lui fosse la stessa cosa?

Forse sperava che anche noi potessimo colmare tutto ciò che non è capace di amare di se stesso perché non si accetta. Da qui rapporti di coppia sempre più distruttivi che sfociano in continui scontri verbali o in fatti per incolparsi di non essere stati amati a sufficienza.

Un continuare a richiedere ad altri quello che ognuno dovrebbe imparare a dare a se stesso.

Molte coppie a questo punto, a volte ancora prima di arrivare a “scannarsi mancandosi di rispetto reciproco”, scaricano la loro incapacità di accettarsi, e quindi di amare se stessi ed il loro corpo, facendo un figlio.

Un figlio che viene concepito da due persone che non si amano per se stesse e pretendono che qualcun altro lo faccia al loro posto, una memoria che viene trasmessa al feto. Molte mamme poi nei loro nove mesi di gravidanza, non vivono molto bene il vedersi trasformare il corpo, sentire che qualcosa sta crescendo dentro di loro e tutti i loro stati d’animo vengono registrati dalla mente cellulare del feto. Un imprinting che rimarrà come un marchio, perché si ritroverà come una malattia ereditata fin dalla sua nascita: la mancanza d’amore dei suoi genitori per loro stessi e il loro corpo, che diventerà la sua.

Ci sono anche molte madri che si amano di più e il bambino sarà più equilibrato e risulterà per lui spontaneo e naturale amarsi e amare gli altri così come ama se stesso.

Tornando a quel bambino sfortunato nato da genitori che non si amano, si ritroverà fin dalla sua nascita a non poter sviluppare questo amore nel tempo, per se stesso e per il suo corpo, perché al suo posto troverà una sterilità, aridità che gli impedirà di riuscire ad accettarsi. Nessuno nasce perfetto. E’ quindi normale non piacersi in certe situazioni oppure non apprezzare qualcosa del nostro corpo, ma da qui a distruggersi con odio, con pensieri negativi, degradarsi….

I genitori hanno sul figlio una grossa aspettativa a livello INCONSCIO che è quella di essere amati e accettati, con lui devono colmare il disequilibrio energetico che hanno con il loro corpo, la loro coscienza e la mente: il figlio, sangue del loro sangue, non può tradirli.

La madre vivendo con il figlio un rapporto di simbiosi nella gravidanza, con l’allattamento si sente più autorizzata a ricevere in cambio l’amore, anche per la sofferenza subita nel parto.

All’inizio i genitori riversano nel figlio il loro amore, come un flusso che lo nutre, ma via via che il figlio non rispecchia le aspettative, quando volge i suoi interessi verso amici, ragazze, ecc.. ecco che si arrabbiano, covano i risentimenti, le sgridate perché perde tempo con gli amici e non studia, oppure non lavora, non aiuta in casa. Tante situazioni che magari nella realtà risultano vere ma alla base c’è la delusione da parte di uno o di entrambi i genitori perché si rendono conto che anche il sangue del loro sangue non riempie il loro vuoto d’amore. Così vivono le scelte del figlio come un tradimento e intanto si instaura un profondo risentimento verso di lui: il risentimento al posto dell’amore che gli davano quando ancora speravano in lui.

E quante volte il figlio mette di fronte ai genitori, come se fosse uno specchio, quello che sono loro?

Il figlio vivrà questa interruzione del flusso d’amore dei genitori con forti ribellioni, che potranno portarlo a fare cose che lo degradano moralmente oppure si sentirà non più voluto, rifiutato e dal dolore si lascerà andare all’apatia, alla depressione. Nella loro cecità i genitori non si rendono conto che il problema maggiore dipende da loro e che il figlio è il frutto della loro mancanza di amore verso se stessi, e così daranno la colpa al figlio di sbagliare, di non ascoltare, …di non amarli.

Così la madre o il padre o entrambi, quando il figlio va via di casa lo vivranno come il rifiuto del figlio di amarli. Questo però avviene dentro la loro testa, perché la loro mente gli ha alterato la verità, una verità che non vogliono accettare di vedere consapevolmente altrimenti dovrebbero accettare di non saper amare, di aver fallito. Così ritroviamo poi la madre, per esempio, che vivrà l’allontanamento del figlio come una perdita molto dolorosa e si chiuderà in se stessa, anche se in apparenza continua a fare le stesse cose. Non è disposta a guardarsi, né a mettersi in discussione, ma il continuo dolore della perdita del figlio la fa stare male ed è qui allora che deve cercare qualcosa o qualcuno che le dia amore e soprattutto che la faccia stare tranquilla, senza la paura di essere tradita. E cosa c’è di meglio che accudire delle piante?

I vegetali, a differenza degli animali, non si muovono, non possono graffiarla, abbaiarle o miagolarle. Non possono obbligarla a preparare loro da mangiare, pulire la sabbietta, portarli fuori a fare i loro bisogni. Le piante non richiedono molta responsabilità se non quella di annaffiarli e piccole altre cure.

Così la madre riversa il suo amore verso le piante che cura e che le rispondono diventando rigogliose e belle, riflettendo così l’amore che ricevono. Non ha paura di avvicinarsi a loro perché non possono farla soffrire e soprattutto perché non le fanno da specchio. Non le fanno vedere la sua incapacità di amarsi che ha prodotto in lei una bruttezza tale che ha influito su come è e come vive.

Questo flusso d’amore creato dalla madre verso le piante l’aiuterà a riequilibrare una parte di sé arida, e la farà sentire più contenta e rilassata nel vedere che crescono, che l’accettano per quello che è, a differenza del figlio, del marito e di sé.

Mentre nel caso in cui la madre prova dolore per la perdita del figlio e non l’accetta, cercherà di ricreare la situazione di quando il figlio era piccolo e lei si sentiva amata da lui. Per ricreare questa situazione si rivolgerà ad uno o più animali. L’animale non può tradirla perché dedica la sua vita ai suoi umori, ai suoi capricci, alla sua voglia di giocare con lui. E’ dipendente da lei per il mangiare, per i suoi bisogni, per la sua sopravvivenza , così come era il figlio quando era piccolo e c’era lei che pensava a lui. L’animale instaurerà un legame fortissimo, aiutando la madre a ripristinare il flusso d’amore che aveva interrotto con il figlio, facendole magari passare la depressione in cui era caduta quando era andato via di casa.

Il flusso d’amore viene ricreato, ma con l’animale che diventa il figlio che però adesso l’ama e vive solo per lei.

La madre si sente amata e accettata per quello che è dall’animale/figlio che le dimostra in ogni momento con sguardi, coccole, linguate, abbaiate, fusa che l’ama e che è tutto per lei, riempiendo ogni giorno quella sua parte sterile e non amata da se stessa. Ogni giorno l’animale le dà la speranza che l’amore c’è, esiste, e questo comincia a ricrearle l’equilibrio che le mancava.

Le piante e gli animali sono i nostri amici, le nostre speranze, laddove abbiamo fallito miseramente con la mancanza d’amore verso noi stessi e gli altri. Noi possiamo dedicarci a loro per cercare di guarirci dai mali che possono essere: il figlio che non ama i genitori, il partner che non ci ama, il lavoro dove non ci sentiamo accettati, ecc..

Meno male che ci sono persone che sanno accettarsi per quello che sono e che cercano ogni giorno di migliorarsi, non sono bloccate nell’egoismo così come sono bloccate le persone che non si amano. Queste persone, oltre ad amare i figli per quello che sono e rispettare le loro idee, sono capaci di amare anche gli animali e le piante.

Quindi, per concludere, sforziamoci di guardare le nostre bruttezze e cerchiamo di renderle belle, non con le illusioni dentro la nostra testa, ma nei fatti della vita di ogni giorno. Accettarsi è il primo passo da fare per portarci alla guarigione, al rispetto e all’amore. Solo allora saremo sicuri che veramente potremo amare qualcuno, perché AVREMO QUALCOSA DA DARGLI:

LO STESSO AMORE CHE DIAMO A NOI STESSI.

di Fiorella Rustici

Da http://www.coscienzasalute.it


Louise L. Hay

Ama Te Stesso

Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.

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Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.

Questo principio fondamentale costituisce il motivo ispiratore di Ama te stesso, il tema che ritorna, insistente e persuasivo in quest’opera originale, concepita da Louise Hay per offrire tutti gli strumenti utili per applicare concretamente nel quotidiano la filosofia del pensiero positivo.
Mediante gli esercizi di visualizzazione e i questionari, grazie all’uso ripetuto di affermazioni che infondono convinzioni positive, oltre che attraverso il lavoro allo specchio e l’attento ascolto del nostro corpo, che riflette i nostri pensieri e il nostro stato interiore, possiamo liberarci dagli schemi mentali negativi e cambiare la nostra vita.