Cane puzzone s’innamora – Gutman

Nel suo bidone, Cane Puzzone si sente solo.
…per quanto il suo amico Spiaccigatto lo conforti,
non può fare a meno di pensare
a tutti gli innamorati
che si danno la zampa
e si addormentano fianco a fianco nella cuccia.

Cane Puzzone, lo conosciamo bene, è un randagio, che vive in un bidone della spazzatura, puzzolente come una montagna di sardine, pieno di pulci e piuttosto tonto. Se non ci fosse Spiaccigatto, amico del cuore e compagno d’avventure, per Cane Puzzone la vita sarebbe davvero dura.
In questa terza avventura, Cane Puzzone s’innamora, sempre opera di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo.


Questa volta gli autori si sbizzarriscono, con peripezie di ogni genere e una buona dose d’ironia.
Al di là di questi dettagli, lo stile scelto da Colas Gutman, è quello della comicità immediata, del gusto del grottesco, dell’azione concitata e del paradosso.
Le bambine e i bambini, di 6 e 7 anni o alle prese con le prime letture a capitoli, ridono di gusto alle spalle del cane tonto, ma pur sempre buono 😉 e a cui, alla fine, il destino regala sempre qualcosa.
Riuscira Cane Puzzone a trovare l’Amore?

Non essere triste, ci sono io qui con te!
lo consola Spiaccigatto

Ma tu sei un gatto.
Un giorno o l’altro mi lascerai
per una bella siamese dagli occhi blu.

Il nostro eroe dal cuore tenero cerca disperatamente una cagnolina di cui innamorarsi. Su suggerimento di Spiaccigatto, consulta un testo fondamentale, Il manuale del seduttore, preso dalla nota collana di romanzi rosa Harleccani e tenta di seguirne i consigli, ma conoscendolo sappiamo benissimo come lui fraintende tutto ciò che legge 😀


Si imbatte in una odiosa cantante, Iena la Rossa, che schiavizza una povera cagnolina, Senzapizzi, piuttosto bruttina, ma con una voce fenomenale. Al nostro amico non resta che innamorarsi immediatamente, ma qualsiasi tentativo di conquistare la sua amata sembra destinato a fallire. Ma lo conosciamo bene, grazie al suo ineguagliabile ottimismo, non si perde d’animo e il finale è degno del miglior romanzo rosa.

Non mi ha nemmeno guardato
pensa Cane puzzone con il cuore spezzato

[..] Allora sotto gli occhi commossi dei presenti,
a Cane Puzzone arriva qualcosa di meglio che
un  colpo di fulmine: riceve un bel bacio sul muso.

Ottime letture per chi è alle prime armi dove il testo si alterna con illustrazioni a colori per rendere ancora più avvincente la lettura di Cane Puzzone s’innamora.
C’è tanta simpatia e molte risate per una lettura scorrevolissima che accompagna i primi lettori verso testi più impegnativi.
C’è l’avventura pura, un po’ assurda, che fa ridere e anche prendere un po’ in giro il protagonista;
c’è la presa d’atto del mondo descritto ed esasperato, dove pare esserci davvero poco posto per la bontà o per la gentilezza
Le due avventure precendenti della stessa collana: Cane Puzzone e Cane Puzzone va a scuola

Ancora una volta è impossibile non affezzionarsi e amare Cane Puzzone…anche Senzapizzi non resisterà! 😉

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In punta di piedi – Christine Schneider

“Bernardo, io ho fame!”
“Anch’io, Clara!”
In punta di piedi, il cuore che batte,
Bernardo e Clara si tuffano nella notte.

Due bambini in un grande letto che hanno fame e che decidono di sgattaiolare giù in cerca di cibo.
In punto di piedi, Bernardo e Clara si tuffano nella notte.
E’ già inoltrata l’ora di dormire, le luci sono spente e in casa c’è il silenzio della notte ma Clara e Bernardo hanno fame.


Così inizia l’avventurosa notte di questi due bimbi nella casa dei loro nonni.
Clara e Bernardo attraversano con coraggio i corridoi e le stanze scure, vorrebbero essere leggeri e silenziosi, ma nel buio di quella casa che sembra un museo, per le scale e davanti al frigo illuminato, qualche
BADABUM! CRASH! SPLASH! Shhhhhhhhhhhhhhh! è inevitabile!


Un oggetto cade, una decorazione traballa, ceramiche si infrangono… i movimenti dei bambini provocano rumori sospetti che mettono in allerta i nonni.


Ma quei rumori, i nonni Igino ed Ortensia elegantissimi nelle loro vestaglie retrò, li conoscono molto bene, come conoscono tutti gli insoliti abitanti – Cocò un pappagallo dal petto arancione, Grangrosso un gigantesco elefante, Milù un’enorme tigre e Boboa un lunghissimo serpente…insomma non sospettano minimamente la verità: secondo loro i colpevoli sono piuttosto loro 😉

Bernardo e Clara, riusciranno a non farsi scoprire
e soprattutto a portare a termine la loro missione notturna?

La storia, che oscilla tra la realtà e la fantasia, racconta una notte che potrebbe essere una come tante e invece diventa un’esperienza tanto imprevedibile quanto eccitante; affrontare il corridoio nero, non svegliare gli adulti, fare qualcosa di nascosto.
La prospettiva poi cambia: a volte sembra di essere lì dietro i due bimbi, senza sapere cosa sta per accadere, in altre illustrazioni li osserviamo in azione, speranzosi che non vengano scoperti nonostante piccoli e rumorosi incidenti.

Gli autori Christine Schneider ed Hervé Pinel, in questo albo illustrato, edito da Orecchio Acerbo, sono capaci di prendere per mano con maestria e accompagnare “In punta di piedi” i giovani lettori in una storia notturna dai tratti epici, al confine fra sogno e realtà.
Avvalendosi dell’uso di rime e assonanze, suoni onomatopeici e giochi di parole nei dialoghi dei due nonni, l’autrice tesse una storia con una trama dal ritmo brillante, perfetta per la lettura ad alta voce.
Anche le illustrazioni, con i loro giochi con i contrasti di colore e di luce, con le ombre e il vedo-non vedo, Hervé Pinel riesce a rappresentare perfettamente quella condizione di incertezza che la notte e il buio ci trasmettono e in cui tutto appare avvolto nel mistero.

Vi invito ad entrate in questa storia In punta di piedi, perchè è un’avventura sospesa tra sogno e realtà, una passeggiata tra luci, ombre;
Un libro che risveglia, nei piccoli lettori, ma anche nei grandi 😀 le emozioni che la notte porta con sé con parole in rima all’insegna del coraggio e della giocosità

“Ortensia, mi fai impazzire…
non sei ancora a dormire?”
“Shhhhh!………”

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La musica più bella del mondo – Cindy Wume

Roy è un leoncino
che vive in una grande città.
La sua passione è la musica.

Roy, il leoncino è appassionato di musica e per essere un famoso violinista crede di aver bisogno di collezionare suoni bellissimi in giro per la città; tuttavia, nessuno di loro sembra essere abbastanza bello quando li suona con il violino.


Il suo vicino di casa Jimmy, è un amabile e vivace lemure che ama la compagnia di Roy e ha, pure lui, l’amore per la musica.
Jimmy è pronto ad aiutare Roy nella sua ricerca di grandi suoni, ma Roy trova la sua compagnia una distrazione e crede di non aver bisogno di assistenza e in aggiunta considera semplicemente i suoi sforzi musicali troppo agitati e un disturbo per uno come lui.

…un grande musicista come Roy
non ha bisogno di aiuto.

Un giorno, Roy decide di partire per un’avventura visitando luoghi vicini e lontani alla ricerca del suono più bello e unico del mondo. (I lettori / ascoltatori attenti noteranno che anche qualcun altro sta facendo il viaggio).


Dalla pioggia della foresta che produce “Pling, plic, ploc, pic”
In montagna con gli uccelli che volano cantando “Cip cip, cipiricip, cipì”
Nel deserto dove Roy raccoglie il fischio del vento ” fiuuuuu, fiuuuuuuuuu”
e poi via la mare per raccogliere lo sciabordìo delle onde e al mercato il chiacciericcio della gente.
Foreste, montagne, deserti vengono esplorati con l’intenzione di raccogliere una varietà di suoni speciali…

Ma qual’è il suono migliore?
Qual’è ora il suono più bello di tutti??

La musica più bella del mondo di Cindy Wume edito da Gallucci è una storia che parla di musica, ma anche di affetto e sentimenti; Roy è tanto affascinato quanto appassionato alla musica e ai suoni del mondo, ma è così assorbito e concentrato solo in questa sua ricerca che rischia di sentirsi solo, diventare triste e soprattutto di trascurare un amico, sempre presente, nonostante tutto
Le scene illustrate da Cindy sono perfettamente raccontate da urbane o selvagge, sono meravigliose, specialmente quelle in cui la musica fiorisce grazie alle note fornite dal violino di Roy e dai vari altri suoni armoniosi che regala la natura.

Per Roy, il piccolo leone della città, la musica è la sua cosa preferita…


Forse, però, quello che cercava veramente è da qualche parte che non avrebbe mai pensato di guardare…
Ancora una volta, in modo semplice e delicato un libro, una storia diventa un perfetto e potente inno all’amicizia e alle piccole cose..per i nostri piccoli lettori 😉

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Il mare rubato – Gek Tessaro

C’è un castello; nel castello il re Romualdo
e sua figlia: la principessa Petunia.

Una mattina la principessa Petunia
apre la finestra e guarda giù,
vede i riflessi del sole sul mare ed esclama:

“Papà, quella piscina là, la voglio qua!”

La principessa Petunia un giorno decide di volere il mare tutto per sé. Lo vuole acquistare, lo vuole far proprio. Il re, per accontentare la figlia, manda il Gran Ciambellano da un pescatore per contrattarne il costo.
Possono bastare otto soldi per comprare il mare e accontentare la piccola Petunia, dal temperamento un tantino volubile e con le idee piuttosto chiare?


Questo fatto però farà scatenare una serie di avvenimenti che porterà alla protesta i pirati, privati dello sforzo di arrembare navi ora arenate sul fondale marino. Pirati che furiosi, ma educati, riusciranno a riavere sotto le proprie imbarcazioni il sospirato mare rubato.

Il mare rubato di Gek Tessaro edito in Italia da Lapis Edizioni, ci accompagna in una favola senza tempo che racconta di un castello, di un re, della sua principessa e di un bizzarro desiderio di trasformare il mare abitato, incostante e irrequieto in una piscina immobile e placida all’interno di un vulcano spento.
Con un flusso incalzante e quasi musicale Tessaro illustra e racconta ai piccoli lettori di un mare verticale, un mare triste, un mare che ha smarrito la sua forma.
Dove i pesci già muti per natura lo diventano ancora di più, le balene con i musi lunghi sono obbligate a stare dritte, i paguri non trovano più la loro preziosa conchiglia e le seppie hanno perso il fondo sabbioso dove poter giocare.


Come sempre, il racconto viene affrontato con la leggerezza e la grazia tipica del tratto di Tessaro, con le sue immagini vitali, che sembrano muoversi e prendere consistenza all’interno della pagina bianca.
Il mare rubato con la sua tridimensionalità che mescola i pesci privati del proprio ambiente naturale con le navi incagliate in un deserto sabbioso.


Una storia divertente ma al tempo stesso profonda, e animè quanto mai moderna, è popolata dall’immaginario classico delle storie d’avventura per mare, con tutto il classico corredo di pirati, barbe lunghe e flotte impetuose ma ci interroga su quale può essere il valore di un mare sconfinato e pulsante.


Tutto ciò che vediamo non si può acquistare.
Tutto ciò che non ci appartiene non può essere nostro di diritto.
E’ una questione di principio, una questione etica e morale. Con, Il mare rubato, Tessaro vuole raccontare tutto questo. Partendo da una storia semplice, una fiaba che affonda le proprie radici nell’immaginario comune. Una narrazione che si fa vicenda e inevitabilmente si rapporta ai nostri giorni, a quello che proviamo e sentiamo nella nostra quotidianità.

Il mare rubato, parla ai piccoli e ai grandi lettori di sempre veicolando insegnamenti che non hanno confini temporali. Un libro che riesce a mescolare avventura, intraprendenza, spirito di condivisione e amore per tutto ciò che di naturale ci circonda lasciando da parte l’egoismo, i capricci e quel desiderio di avere tutto!

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Tutto ebbe inizio quando dissi sì – Simon Philip

Mamma e papà continuavano a chiedermi
cose che non mi andavano proprio,
perciò ovviamente dicevo sempre no.

Arriva un momento nella vita di un bambino, in cui il piccolo, improvvisamente e senza alcun preavviso, comincia a ribellarsi all’autorità del genitore, è la famigerata e tanto conosciuta quanto temuta, fase del no.
No! è la risposta a qualsiasi domanda venga posta loro. Anche cose che piacciono diventano motivo di rifiuto.
Proprio come accade alla nostra narratrice, i cui genitori ne avevano decisamente abbastanza dei suoi continui no.

Puoi sederti composta a tavola?
NO

Puoi pettinarti i capelli?
NO

Ecco che si fecero fare una sorta di promessa, la nostra piccola protagonista accetta e cercherà di dire di sì per una volta, ma il loro tempismo non potrebbe essere così puntuale…
La bimba apre immediatamente la porta a un gorilla e inizia un’avventura piena di sì. 😀

Proprio così Gedeone un allegro gorilla la porta in giro con un monopattino anche se non era proprio facilissimo data la sua mole, insieme fanno tappa per vestire il nuovo amico e poi via a comperare tutto il necessario per una festa di compleanno, un casco di banane, piatti, gelatina, nastri colorati, cappellini…e ovviamente non possono mancare i palloncini!

Lei continua a rispondere sì, dopo tutto l’aveva promesso ai genitori..

Possiamo organizzare una festa?
Ci sarà un castello gonfiabile?

Ma quando gli ospiti iniziarono ad arrivare, e il leone chiese se poteva mangiare il pagliaccio… forse forse alla piccola bimba iniziano a sorgere dei dubbi sui troppi sì.
Forse imparerà che non si può dire sempre sì o sempre no, ma che ognuno ha il suo posto e il suo tempo 😉

Tutto ebbe inizio quando dissi sì di Simon Philip edito da Sassi Junior è un bel libro straordinariamente divertente su ciò che accade quando dici di sì a casaccio.
A volte dire di sì è una cosa brillante . Puoi incontrare nuove persone, scoprire cose incredibili e fare avventure eccitanti . . . ma non sempre.
L’autore ha ben saputo raccontare la storia con gli occhi e la stravaganza tipica dei bambini, per questo i piccoli lettori si riconosceranno facilmente.

Quindi occhio, se un gorilla di nome Gedeone si presenta a casa vostra con un sacco di domande e alcune richieste golose, forse dirgli di “sì” porterà a dei guai o forse solo un po’ di scompiglio 😉 .
Una cosa è certa: sicuramente se incontrate un gorilla non ci sarà da annoiarsi!

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Poli opposti – Jeanne Willis & Jarvis

Non pensare a questo imprevisto come a un errore
Consideralo come un’opportunità:
una grande avventura.

La famiglia Sardina si perde andando a fare un pic-nic. Anche se armati di una mappa del mondo, tutta la famiglia Sardina al completo con i figli Virgola, Pernacchia e Biglia si ritrovano a circa 12.430 miglia dal Polo Sud.


Infatti come tutti sanno, i pinguini si trovano solo al Polo Sud, fino a quando questa simpatica famiglia dei pinguini si è persa andando a fare un picnic e finendo al Polo Nord!
Fortunatamente, il Signor Candido, un enorme orso polare, con la sua mentalità positiva è disponibile ad aiutarli, e così inizia un’avventura globale mentre conduce i Pinguini-sardina fino a casa.
Dopo tutto, il signor Candido ha “spesso sognato di essere il primo orso polare a raggiungere il Polo Sud“.

Indossando il suo berretto rosso, saltano tutti su un iceberg e partono verso Sud…con giusto qualche deviazione! 😀


Gli Stati Uniti si dimostrano entusiasmanti, ma non è casa, né il posto giusto per un picnic, così viaggiano, e la prossima tappa è grigia e piovosa Inghilterra. Tuttavia, anche se il posto ha il suo fascino, casa non è, né un luogo adatto per il picnic, così il signor Candido porta la famiglia in Italia. Il piccolo Biglia deve resistere quando gli scappa la pipì mentre sono in giro in gondola lungo i canali di Venezia.
Il prossimo porto di scalo è l’India: di sicuro splendente ma di nuovo, non è casa.
Anche l’Australia è davvero una meta speciale, ma ancora una volta non è casa.

Il loro viaggio continua fino a quando non raggiungono la loro casa, il Polo Sud e lì il signor Candido si unisce a loro per quel lungo e tanto atteso pic-nic!
Ma non è casa sua e dopo un po’, l’orso polare parte per tornare a casa sua…a 12.430 miglia
Una grande avventura è sicuramente assicurata da tutti; ma non è proprio la fine della storia perchè una sorpresa dolcissima attende il nostro abitante del Polo Nord… vi lascio il piacere di scoprirla da soli 😉

Poli Opposti pubblicato da Edizioni Clichy, con il suo testo modellato, ad evidenziare alcune parole e momenti che vivono i nostri buffi protagonisti, rendono al 100% questo racconto meravigliosamente assurdo e tremendamente divertente, perfetto per una lettura ad alta voce. Ben presto i bambini si uniranno ai ritornelli ripetendo con grande entusiasmo. 😀

Poli Opposti contiene tutto lo spirito, l’immaginazione e la creatività di Jeanne Willis.
Le illustrazioni di Jarvis hanno la sensazione stratificata di un collage combinato con il movimento dei disegni a carboncino. La sua tavolozza si sposta con ogni nuovo continente visitato, aggiungendo così ancor di più il senso di movimento e avventura.
Con un linguaggio meravigliosamente giocoso, una grande storia fantastica!

Al termine della lettura sicuramente è il momento perfetto per guardare insieme ai bambini il mondo e provare a tracciare tutte le tappe che hanno attraversato la famiglia Sardina e il signor Candido.
E il gioco continua 😉 costruendo tutta la combricola comresa di icerber…con le ruote 😀

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Piccolo indiano – Quentin Gréban

Piccolo indiano è un volpacchiotto dal sorriso schietto e intraprendente, ha appena compiuto 7 anni ed è arrivato il momento di ricevere il suo “nome indiano”.
Quello che lo distinguerà nella sua tribù, quello per cui tutti lo riconosceranno, quello per cui tutti scopriranno, e sempre avranno presente, le sue doti, ciò che si è meritato per un’impresa che solo lui è stato capace di compiere.

“Il suo sogno sarebbe essere chiamato
Coyote Intrepido o Aquila Coraggiosa.”

A lui piacerebbe averne uno che esprima coraggio o forza, un nome da piccolo eroe ma sa che un nome così bisogna meritarselo. Ha dunque molta paura di non farcela e ritrovarsi con un nome riduttivo o ridicolo.

“…ha proprio paura di finire con un nome tipo
Formica Minuscola o Lumaca Bavosa.”

Un’impresa bisogna compierla! Bisogna esserne capaci, trovare il coraggio.
Per avere un nome come Coyote Intrepido o Aquila Solitaria bisogna essere particolari altrimenti…altrimenti finisci per vederti assegnati nomi come Formica Minuscola o Lumaca Bavosa o Bisonte Scoreggione o anche Chiappe Doloranti 😀
Povero Piccolo Indiano! Il Grande Sachem gli ha chiesto di tornare al tramonto del sole avendo compiuto qualcosa di straordinario.

È con tutto questo carico d’ansia e meditabondo che Piccolo Indiano fila attraverso la prateria alla ricerca di qualcosa di speciale che lo porti alla conquista del suo totem e del suo epico nome indiano.
Si propone di catturare un bisonte, ma un’inopportuna quanto imbarazzante sonora puzzetta mette in fuga l’intera mandria!


Prova a recuperare una penna d’aquila e finisce per cadere dalle rocce
Insomma non è facile quando si è piccoli compiere qualcosa di straordinario con un bisonte selvaggio, con un’aquila, oppure cercando di prendere un dente d’orso direttamente dalla sua bocca, conficcare le tue frecce in un cappello da cowboy e costringerlo alla fuga!
Piccolo indiano, dopo vari tentativi andati male si arrende alla consapevolezza che non avrai mai un nome vincente.

E così, Piccolo Indiano di Quentin Gréban edito da Officina Libraria, vivendo avventure pazzesche, mettendo alla prova sé stesso, la propria tenacia, astuzia, abilità, arrivando stanco, provato e disilluso, ma pur sempre speranzoso e senza mai tirarsi indietro, non si accorgerà neppure, tutto concentrato com’è, di vivere proprio situazioni straordinarie.
Piccolo indiano desidera fortemente raggiungere il proprio scopo, desidera crescere, mostrare il suo valore; nel farlo non lesina in coraggio e intraprendenza, affronta pericoli enormi, dei quali sembra rendersi nemmeno conto, e dal confronto coi quali esce sconfitto…Piccolo indiano sembra quasi voglia rinunciare, gettare la spugna 😦

“Cacca di Vacca, Cacca di Vacca Puzzolente,
ecco chi sono.”

Ma quando la saggezza del Grande Sachem rivelerà il verdetto per Piccolo indiano sarà invece una grande sorpresa.

“Da questo grande giorno imparerai
che è dalle piccole azioni
che nascono le grandi imprese.”

Le illustrazioni di Quentin Gréban, a matita e acquerello, ritraggono magistralmente ambienti e attitudini. Illustrazioni che lasciano spazio all’incanto dell’immaginazione, animali antropomorfi che si muovono in un ambiente reso polveroso dalla grana della carta usata per le tavole.
Dove il calore del sole e la luce accecante sono resi perfettamente, tanto da sentire il bisogno, come Piccolo Indiano, di schermarsi gli occhi con una mano. Dove il vento carico di sabbia tinge l’azzurro del cielo di beige, spettinando le piume del copricapo de Il Grande Sachem, l’anziano capo tribù.
Una semplice ma grande avventura che saprà divertire ma anche far riflettere i piccoli lettori!

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Luisa: Le avventure di una gallina

Cosa c’è di più buffo di una piccola pennuta avventuriera?
Luisa è curiosa, Luisa è in gamba, Luisa è coraggiosa, Luisa è leggiadra. Luisa è una gallina.
Una gallina che va per mare, va in città esotiche, va al circo.

La gallina, animale che per eccellenza immaginiamo pigro, sedentario, un po’ sciocco perfino, di sicuro poco incline al brivido dell’imprevisto.
Ma Luisa è una gallina speciale. Non come le sue compagne che amano chiocciare nell’aia e riposare sul soffice pagliericcio. A lei piace quando il cuore accelera il battito e – voilà – comincia la vera avventura!

E’ audace Luisa di sicuro…ad esempio quando balza senza indugio su una nave al porto in procinto di salpare e sopravvive sia ad un attacco dei bucanieri che ad un vero e proprio naufragio.

E, ancora, quando si fa ingaggiare come equilibrista del circo e col suo elegante e compito ombrellino rischia di cadere giù dritta dritta nella bocca di un leone.

Per non parlare di quando, durante la visita ad un bazar orientale, finisce catturata da un losco trafficante di galline e, col suo coraggio, fomenta un vera fuga collettiva verso la libertà.

Insomma, Luisa è un po’ così, imprudente e temeraria, impavida e sprezzante del rischio.

Ma quando gli eventi prendono una piega davvero brutta non può fare a meno di provare nostalgia per la sua fattoria, le sue sorelle e la vita placida e comoda della quale, puntualmente si priva.
Rinuncia tutto sommato breve, però, perché il fatto straordinario è che la nostra eroina alla sera, dopo le sue mirabolanti avventure, torna sempre a casa.

Alle domande curiose delle compagne le prime volte si schernisce un po’, come se le sue vicende fossero di poco conto. Ma non sempre. “Questa volta ve lo dico!”, decide Luisa alla fine della storia. E finalmente rende tutte le amiche partecipi delle sue peripezie.
E tutte, proprio tutte, palpiteranno di nuovo assieme a lei, e insieme a lei si addormenteranno poi, sfinite dalle fatiche degli avventurieri.

Un albo che delizia e diverte, che fa sorridere, immaginare.
Ogni avventura è anche una piccola celebrazione del potere magnifico della fantasia

Alla bellezza del libro Luisa – Le avventure di una gallina di Kate DiCamillo edito da Giunti, contribuiscono in gran parte le splendide illustrazioni di Harry Bliss, dotate di grande forza narrativa e di gustosa ironia.
Sono disegni dettagliati che raccontano là dove le parole si fermano e accennano soltanto, che giocano sui contrasti per divertire il lettore. Immagini in cui perdersi, seguendone le fila, i particolari, il tratto sicuro, le espressioni dei personaggi, perfino i capovolgimenti del libro ai quali costringono.

Attraverso 4 capitoli, 3 racconti e un epilogo, Luisa una gallina da allevamento, ci conduce verso l’avventura. Ciò che la spinge in lungo e in largo per il mondo è il principio assolutamente lecito e condivisibile della libertà.
Perchè dopotutto la nostra vita è la più straordinaria delle avventure.
E come ci ricorda la quarta di copertina, diceva Emily Dickinson
La speranza è quella cosa con le piume…

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Carlo alla scuola per Draghi

“9 aprile 1821. Silenzio.
Aria da fine del mondo. Il cielo è immobile. Nebbia.
Qualcuno sta nascendo in cima a una montagna, dentro un nido di sassi.
Eccolo! E’ nato! Lo chiamano…Carlo!”

Carlo e’ un drago meraviglioso. Nato sulla cima di una montagna altissima e coccolato da mamma e papa’ fin dal primo giorno. Ha solo un piccolo problema, ha dei piedi grandissimi e delle ali enormi. E’ diverso dagli altri draghi. Quando arriva il momento di cominciare la scuola, tutti imparano a volare e a sputare fuoco per incendiare i libri. Lui i libri li vuole leggere e sui fogli bianchi vuole scrivere poesie!
I compagni lo prendono in giro, la maestra non lo capisce e Carlo si sente solo e inadatto a questo mondo difficile e crudele.


Lui non riesce a volare, il suo corpo sembra essere molto sproporzionato. Ma lui non demorde e l’aiuto di una piccola mosca sarà la chiave di svolta per Carlo.

Una piccola mosca, ma la prima vera amica della sua vita, che lo incoraggia e lo sprona a sfruttare le proprie possibilità, a valorizzare le sue doti.

Ed ecco che finalmente Carlo spiega le sue magnifiche e immense ali dorate e vola. Nel frattempo la maestra e i compagnetti stanno festeggiando la fine della scuola, ma all’improvviso il cielo di mezzogiorno diventa buio: è Carlo che vola in alto mentre declama versi di rivincita e le sue ali sono così ampie da oscurare persino il sole.
Carlo vola e oscura il sole, e sorprende tutti!
Tutti acclamano Carlo, ne ammirano finalmente quelle caratteristiche fisiche che prima trovavano buffe.
Il cielo si riempie di bellissimi fuochi d’artificio. Carlo ha finalmente trovato se stesso… mentre si allontana alla ricerca di nuove avventure.

Carlo alla scuola per draghi di Alex Cousseau e Philippe-Nenri Turin edito da Giunti è una bellissima storia con illustrazioni a dir poco fantastiche, che ci parla di diversità, di solitudine, di coraggio, di avventura!


Il libro è realizzato in un maxi formato, quasi a misura di drago 😉 è bellissimo, le illustrazioni geniali, grandi e colorate. Un bambino non puo’ che lasciarci trascinare dalla storia e vivere la sua avventura insieme a Carlo. I colori sono forti e attraggono i piccolo lettori.


Ci sono momenti di sconforto e tutti abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia ogni tanto.


Gli amici, i fratelli, le mamme e i papà sono tante moschine che possono aiutarci e incoraggiarci a spiccare il volo.
Un libro che non può assolutamente mancare nella libreria di un drago!
E’ perfetto per draghi a partire direi dai 4 anni ma se ami le illustrazioni questo libro non ha età!
E poi…tutti a trovare la mosca!…e ricordiamoci che anche i piccoli possono insegnare qualcosa ai grandi… perchè anche noi grandi dobbiamo sempre stare attenti alle piccole lezioni che i piccoli vogliono e possono darci!

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Il nuovo nido dei piccoli Marsù – Benjamin Chaud

Voi li conoscete i Marsupilami?
Sono simpatici animali con la coda lunghissima, il manto simile a quello di un leopardo (con le macchie), buffe orecchie e un grande nasone. Somigliano un po’ a una scimmietta, un po’ a un cagnolino, e abitano in un nido costruito tra i rami.

“I Marsupilami hanno costruito il loro nido
al di sopra degli alberi, al riparo da ogni pericolo.
È un nido fatto come di deve,
né troppo grande, né troppo piccolo,
e soprattutto molto accogliente.

Un giorno una terribile tempesta
si abbatte sulla foresta.
Il nido va in pezzi e la famiglia Marsupilami
si disperde nell’aria.”

Il nuovo nido dei piccoli Marsù di Benjamin Chaud edito da Bohem press, racconta di un’avvincente avventura! Una storia semplice ma profonda, in cui la famiglia si trova senza più casa dopo una terribile tempesta che ha spazzato via il loro nido

Houbalalà” è l’esclamazione di Papà Marsù nel momento in cui afferra i suoi tre cuccioli giusto in tempo! Con Mamma Marsù si stringono tutti forte aspettando che il vento si plachi.
Ora, che fare? Sono senza casa!
Nessun problema” rassicura la mamma,
Troveremo un altro ramo o un altro luogo per rifare il nido

Inizia dunque il loro viaggio alla ricerca di un nuovo luogo dove vivere. Ma sembra proprio che nessuno degli animali della foresta sia disposto a condividere il suo spazio con loro.
Nessuno dei luoghi che nelle loro intenzioni sarebbe un ottimo nuovo nido è libero:
un albero è occupato dal leopardo, un altro è presidiato dagli uccelli. Anche le pietre sono di proprietà di qualcun altro, l’armadillo che prontamente li caccia. Persino tra i cactus c’è qualcuno: il porcospino. E anche l’ultima foglia appartiene alla rana.
Finché, il pericolo imminente creerà unione e collaborazione e i Marsupilani potranno costruire il loro nido in un luogo davvero insolito con tanti nuovi amici! 😉

Un libro originale, molto colorato, con disegni particolari che attirano l’attenzione e conquistano i lettori di ogni età. La giungla dei Marsupilami è un luogo un po’ speciale perché è la casa di tanti animali strani, animali che non si capisce bene cosa siano e animali che non dovrebbero trovarsi lì come i ricci 😀
Durante la lettura non potrete non essere affascinati e divertiti dalle lunghissime code dei Marsupilani. Ora diventano scale per scendere dal nido, ora si ingarbugliano e annodano tra loro, ora servono a restare sospesi ai rami, ora ad abbracciarsi e a tenersi stretti stretti nella bufera.

Quello di Chaud, anche se focalizzato principalmente sui piccoli della famiglia Marsù, è anche un omaggio nei confronti di André Franquin.
C’è sicuramente un cambio di stile grafico, ma un messaggio umanista che Franquin avrebbe senza dubbio applaudito con entrambe le mani!
Infatti i nostri piccoli e buffi protagonisti sono apparsi per la prima volta nel 1952 opera del grande fummettista, il belga André Franquin, padre di Gaston Lagaffe e dei notissimi Marsupilami.

Le illustrazioni di Benjamin Chaud sono ironiche e in allegra contraddizione con i testi, sono movimentate e popolose, come ci ha ben abituati. Con questo stile l’autore dona ai bambini ulteriori occasioni di intrattenimento, per leggere altre storie nella storia e sorridere ancora. Il rischio, se così vogliamo chiamarlo, è che in questo scompiglio di figure, linee, foglie, fiori, rami di confondersi e di perdere di vista i piccoli Marsù, o di scambiarli per qualcun altro dei tantissimi personaggi raffigurati. Ma poi basta cercare quelle simpatiche lunghissime code snodate dei Marsù, per ritrovare l’orientamento e continuare a seguire i nostri protagonisti. 😀
Chaud, non si lascia sfuggire l’occasione di giocarsi tutto lo spazio della grande doppia pagina e pure di godersi un repertorio di colori perfetto per farci vivere l’ambientazione.
Alterna al fondo bianco, cieli tempestosi o intricati scorci di foresta che sono pura gioia per gli occhi. Abbandona invece il brulicare urbano visto nella Canzone degli orsi per scenari decisamente più lussureggianti.

Il disegno dinamico e infantile accompagna dolcemente il commovente messaggio della storia: il dolore dell’emigrazione forzata e la mancanza di solidarietà.
Con semplicità questa storia riesce a sfiorare una questione purtroppo abbastanza attuale e con il suo consueto tono di leggerezza l’autore mette sotto gli occhi del lettore il problema di chi è costretto a fuggire in cerca di un ‘nuovo nido’. E così, come avviene anche nella nostra realtà, anche i Marsupilami sono respinti dai tanti No pronunciati da tutti quegli animali che comodamente abitano già la foresta.

Certo, tutti noi, non viviamo in una giungla circondata da animali, ma ci sono alcune piccole somiglianze che piaceranno davvero molto ai più piccoli.
Questa ricerca di una nuova casa dà vita a scene squisite in cui Benjamin Chaud dà libero sfogo alla sua immaginazione, così come nei testi pieni di sorprese come nelle illustrazioni, espressive e divertenti.
Una storia bella da gustare e da rileggere scoprendo ogni volta nuovi particolari e scene nelle illustrazioni 😉

L’Orso Bartolomeo va in Vacanza – David Barrow

L’orsetto Bartolomeo abita
al primo piano con Mamma e Papà.
Oggi è un giorno speciale, perchè…
Bartolomeo sta per partire
per le Vacanze!

Il piccolo orsetto Bartolomeo, vive con i suoi genitori al primo piano di un coloratissimo condominio. Le loro valigie sono quasi pronte e stanno per uscire per partire per le vacanze, quando il piccolo orsetto si ricorda di aver dimenticato dall’amico Fernando il secchiello e la paletta.
Sale quindi al secondo piano dove abita l’amico per recuperarli.

Nel frattempo iniziano a caricare la macchina, sembra tutto pronto…oh no! Bartolomeo ha dimenticato i suoi occhialini da nuoto, li aveva prestati a Rosalba che abita al terzo piano…e così via 😉 finchè finalmente sembra essere tutto pronto, si parte!Sicuramnete dopo tutto questo sali e scendi dal condominio Bartolomeo non avrà dimenticato nulla!?

Riuscirà Bartolomeo
con mamma e papà a partire per le vacanze?!

Il povero Bartolomeo è esausto prima ancora che inizi la vacanza, dato che deve precipitarsi al primo, secondo e terzo piano per recuperare i suoi occhialini e pure l’acquilone!

Non è l’unico con questo problema, quando tutto è pronto e impacchettato in macchina – tocca al Papà essere un po’ smemorato, dimenticando forse la cosa più importante di tutte (ti lasceremo scoprire cos’è! 😀 )

L’Orso Bartolomeo va in Vacanza di David Barrow edito da Sassi Junior è un albo illustrato dal grande formato ricco di illustrazioni divertenti e in stile retrò, piene di dettagli deliziosamente eccentrici e i piccoli lettori e ascoltatori apprezzeranno un sacco il finale 😉
E’ una storia con cui molti, molti genitori si identificheranno e che probabilmente avranno pure vissuto almeno una volta in prima persona durante le vacanze estive!


L’Orso Bartolomeo va in Vacanza è una storia con un tema divertente e con una svolta altrettanto divertente!
Una bellissima storia di amicizia e condivisione, un’avventura tra i vari piani alla ricerca di quello che per lui era stata la condivisione delle sue cose.
Un viaggio prima ancora del viaggio.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Voglio un’altra Mamma – Nadine Robert

..la mamma mi ha chiamato “testone”.
Tutte le volte che ne combino una, strilla: “razza di testone!”
Ma Testone non è il mio vero nome.
Il mio nome è Joseph Fipps!”.

Il protagonista della storia Joseph viene spesso chiamato Testone dalla mamma e dagli adulti attorno a sé, ogni volta che non ubbidisce e trasgredisce le regole. In questo nomignolo egli non si riconosce e dentro di sé lo rifiuta confermando a se stesso la sua vera identità.
Con la fantasia Joseph talvolta vola via desiderando di essere un grifone, animale fantastico con la testa e le ali di un’aquila e il corpo di un leone. È il suo espediente per fuggire dalla realtà.

Joseph Fipps è arrabbiato. Molto arrabbiato con sua madre, perchè come tutte le mamme, gli impedisce di fare tutto quello che gli passa per la testa.
Perché non poteva salire la scala per raggiungere il ramo di castagno più alto dove si nasconde il nido?
Chi ha deciso che all’età di cinque anni si è troppo piccoli?
Poi la rabbia aumenta, fino alla frase che esce come un grido di esasperazione!

“Mi dici sempre di “no!”
Non posso mai fare niente.
Sei cattiva e io voglio un’altra mamma!”

“Molto bene” dice lei.
“Conosco una mamma
che forse potrebbe fare al caso tuo.
E’ una mamma tricheco che vive sui ghiacci
al Polo Nord, cosa ne pensi?”

Un giorno all’ennesimo rimprovero Joseph dice alla mamma che è una cattiva mamma e che ne vuole un’altra diversa. La mamma gli dice che non ne può più delle sue birichinate e gli consiglia una nuova mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. A Joseph vengono le lacrime agli occhi, esce di casa e raggiunge il ruscello che scorre accanto al castagno, il suo albero preferito dove si annidano dei cardellini, uccellini tutti gialli che depongono uova azzurre. Si sdraia per terra a vedere le onde più piccole che si rincorrono sull’acqua. Inizia a fantasticare di essere un grifone sul ghiaccio del Polo Nord dove incontra mamma tricheco.

Joseph cavalca su di lei e la sua nuova mamma si arrampica e scivola sul ghiaccio. Poi conosce i cuccioli di tricheco con le loro piccole zanne. Mamma tricheco invita Joseph a dormire con loro quella notte. Nonostante la bellissima e divertente avventura, Joseph improvvisamente sente freddo e si rende conto di non avere la pelliccia di un grifone e di non avere le ali per volare fino a casa.

Ecco che Joseph torna alla realtà udendo i “cip cip” e i “pio pio” dei Cardellini e l’urlo della mamma: “Jooooseph! Al suo risveglio egli non è più arrabbiato, torna a casa e chiede alla mamma di andare al ruscello con lui a conoscere mamma tricheco. Mano nella mano s’incamminano verso il ruscello ma non trovano il Polo Nord né mamma tricheco. Ad attenderli ci sono i cardellini sul castagno. Mamma e figlio osservano gli uccellini condividendo questa esperienza in estasi e ritrovata armonia.

Ironico, spiazzante, eppure commovente, Voglio un’altra mamma di Nadine Robert e Geneviève Godbout, entrambe canadesi e alla prima prova insieme un albo magnificamente illustrato edito da LupoGuido. Un tenerissimo promemoria sui legami indissolubili (per quanto conflittuali) all’interno della famiglia.
È una storia per bambini senza morale e senza retrologie, non consiglia e non fornisce ricette pronte all’uso, parla ai bambini che vi si riconoscono, divertente e scanzonata.

In un intervista l’autrice racconta da dove arriva l’idea iniziale di questo racconto:
«L’idea me l’ha data un episodio realmente accaduto con mia figlia quando aveva quattro anni. È successo esattamente come nel libro, lei era arrabbiatissima con me e così, dopo aver enumerato tutte le mamme che conoscevamo, io sono passata a nominare mamme “assurde” come una mucca, un gorilla, fino alla famosa mamma tricheco che sta al Polo Nord. Mia figlia ha capito subito che stavo scherzando, ma in seguito mi ha detto che aveva iniziato a pensare per davvero a come sarebbe stato avere un tricheco per mamma. È stata quella la scintilla per la mia storia».


Il testo – francamente eccellente – lascia talvolta il posto all’immagine che divide, ritma la storia. I disegni sono precisi, delicati, straordinariamente vivi, in costante movimento.
Le illustrazioni di Geneviève Godbout, sono piene di dolcezza e poesia. Bei disegni realizzati con matite colorate, con sfumature tenui, tondeggianti e sobrie si presentano su sfondi bianchi dentro bolle..un sano mix che rendono questo album un gioiello ricco di sentimento, come quando appare la figura intera della mamma solo nelle pagine finali del libro…proprio a sottolineare quel momento, quando finalmente la mamma e Joseph ritrovano il loro equilibrio, e come se il piccolo protagonista la riconoscesse in quel momento interamente nel suo ruolo di madre;
Il piccolo Joseph si rende conto che non vuole un’altra realtà, non vuole un’altra mamma e non vuole nemmeno essere un grifone. Lui è Joseph e come tale vuole essere trattato.
Ora insieme si dedicano a quelle piccole attività che lui, testardamente, voleva fare da solo.

Ci siamo passate un po’ tutte, noi mamme, e che ci continuiamo a passare mano a mano che i nostri figli crescono e forse le parole per dirlo cambiano, magari diventano meno esplicite, o più pungenti, magari si arricchiscono di sfumature e sinonimi. Ma fatto sta che il senso rimane quello.
Lo sappiamo.. le mamme, quando dicono NO, e impongono limiti, e pretendono il rispetto di alcune regole, e insistono su certi argomenti, tutti i giorni, come una cantilena, diventano insopportabili. E i bambini scoppiano. Inevitabile che accada 😉
Genitori e figli nella loro relazione possono permettersi di esagerare e di pronunciare a volte parole di troppo, con la certezza del perdono e della comprensione reciproca. Questo è il bello, bellissimo, della relazione in cui il legame è talmente forte e profondo che può andare oltre le parole e le azioni a volte spropositate.

Voglio un’altra mamma è un libro che parla di spazi e di individualità da rispettare: i bambini sono esseri umani che stanno scoprendo il mondo e soprattutto la loro identità e il loro essere unici..ecco quindi la prima cosa da tenere in considerazione 🙂
Voglio un’altra mamma illustrazione dopo illustrazione ci racconta e racconta in modo diretto e naturale ai piccoli lettori il rapporto unico che c’è tra un bambino e la sua mamma

Buona lettura!
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