Il castello degli aristotopi – Michael Bond – Donzelli

C’era una volta una famiglia di topi
che viveva in una casa delle bambole.

Erano in quindici:
il Signor e la Signora Pilucchi e i loro tredici topini.

Come non amare la famiglia di 15 topini e
la splendida casa di bambole in cui vivono?! 😉

All’interno del castello di un conte, visitato da turisti, c’è anche la casa delle bambole che i topini curano con amore, lucidando, spazzando per renderla presentabile al pubblico e per vivere in armonia, grazie al buon cibo scovato tra i “nobili” rifiuti, in un ambiente sempre caldo e ben tenuto.

Un giorno però cambia tutto. I topini si svegliano con uno strano odore di vernice. Oh no! Il conte ha deciso di ristrutturare il castello e adesso c’è una gran confusione in giro! Anche la casa delle bambole si riempie di polvere e, nonostante le loro cure, inizia a perdere la sua bellezza e a non essere più nemmeno considerata dai turisti.

Proprio qui inizia l’avventura della famiglia di topini, raccontata nel libro dal grande formato:
Il castello degli AristoTopi edito da Donzelli di Michael Bond, noto per essere il creatore dell’orsetto Paddington.

Mamma e papà topo sono molto preoccupati del caos che si sta venendo a creare e i topini percepiscono la loro ansia tanto che, in un momento da soli, cercano di riportare a nuovo la casa delle bambole con acqua e sapone. Ma, ahimè,combinano senza volerlo un vero disastro! La carta da parati si stacca e la casa si rovina ancora di più. Il conte, vedendo le terribili condizioni della casa, decide di farla portare via…chissà dove?!
Dove vivranno adesso???
Si fanno coraggio e senza perdersi d’animo trovano un’altra soluzione, anche se più fredda e scomoda, nel capanno degli attrezzi del conte.

Infatti nel capanno fa freddo, il cibo scarseggia ed è ormai lontano il ricordo della bellissima casa delle bambole dove avevano vissuto felicemente. Ma i topini, insieme, sono felici lo stesso e lo diventano ancor di più quando scoprono che la casa della bambole è tornata al suo posto, completamente ristrutturata e ancora più bella di prima!!!

Il testo è semplice e perfetto per i più piccoli, che così possono appassionarsi alla storia, ed è accompagnato da illustrazioni delicate ed eleganti, che ispirano tenerezza e non ci si stanca mai di guardare. Una storia a lieto fine che mostra come anche da un guaio può nascere qualcosa di molto bello.
Emily Sutton, giovane e affermata artista inglese, che ha magnificamente illustrato, Il castello degli AristoTopi, riporta nelle sue tavole tutto ciò che racconta l’autore, ma poi allarga lo sguardo. Aggiunge i dettagli nascosti tra le righe, quasi volesse far esplodere il testo, affinché il piccolo lettore o ascoltatore possa perdersi in un intricato ricamo di dettagli, dentro una storia senza fine, in un mondo antico e meraviglioso.

I tredici fratellini, sebbene nella storia non abbiano ruoli distinti, sono tutti caratterizzati da uno specifico abbigliamento, e attorno a loro si moltiplicano stoffe variopinte, stanze perfettamente arredate, oggetti di vita quotidiana e tavole imbandite. Inoltre le illustrazioni di Emily Sutton, sempre attente allo scorrere delle stagioni, nascono dall’osservazione diretta del mondo.
Cosa ancora più stupenda è che nonostante i dettagli provino a saturare ogni spazio disponibile sulla pagina, non sostituiscono l’immaginazione del lettore: anzi, gli offrono materia per sognare e per immaginare altre storie; nutrono la fantasia e abituano lo sguardo a lasciarsi incantare.
Da non tralasciare il dettaglio del Signor Pilucchi, in cilindro e marsina e la Signora sua moglie, con uno straordinario cappello fiorito, degno di Sua Maestà la Regina, raccontano con ironia ai bambini il grande amore che gli inglesi nutrono per la loro monarchia e per gli ambienti aristocratici.

Questi piccoli e cari topini ci insegnano
a NON perdersi mai d’animo,
e quanto sia importantissimo restare uniti
per superare insieme ogni avversità!

Ricordiamo ed insegniamo ai bambini che più di tutto, conta la capacità di affrontare gli ostacoli con il sorriso, tutti insieme, secondo l’esempio offerto dagli AristoTopi ❤
Puoi acquistare il libro QUI:

Il castello degli aristotopi

Michael Bond

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Il figlio unico – Guojing

Siamo in Cina, una bambina lasciata sola a casa esce per andare dalla nonna.
Durante il tragitto si perde.. Che paura!
Ma poiché di una favola si tratta, ecco apparire un maestoso cervo che la aiuta e che la porta in un mondo soffice e fantastico sopra le nuvole.

Qui la bambina incontrerà altri adorabili personaggi,
si lancerà in avventure incredibili,
riderà, si addormenterà, avrà di nuovo paura.
Per fortuna il cervo magico è sempre lì a proteggerla, per poi riaccompagnarla sulla via di casa.

Il figlio unico è un silent book surreale e poetico, pubblicato da Mondadori, illustrato da Guojing, che ha raccontato questa storia partendo da una esperienza vissuta personalmente.
Infatti l’autrice si è ispirata a un fatto reale della sua infanzia, quando in Cina era in vigore la politica del figlio unico (che da pochissimo non è più in vigore) e i bambini fin da piccoli erano abituati alla solitudine. Un retroscena che si scopre dalla prefazione perché nel resto del libro non ci sono parole.

Guojing, vuole trasmetterci fin dalle primissime illustrazioni proprio il senso di isolamento e solitudine da lei provato, quando i suoi genitori erano costretti a lasciarla sola in casa per andare al lavoro.
Questa realtà sofferta trova la sua cura nella creatività:
la magia della fantasia è quindi per la bambina – e per l’autrice – l’antidoto ideale contro l’assenza, perché popola il mondo di creature con le quali condividere, in silenzio, le proprie emozioni.

Le illustrazioni sono in bianco e nero e sono fatte di linee morbide dai contorni incerti, che rendono perfettamente l’atmosfera trasognata ed emotivamente intensa della storia.
Sono illustrazioni che arrivano dirette e riescono a raccontare e a suggerire ogni emozione, dalla paura allo stupore, dal senso di libertà alla nostalgia.
Si può inventare un commento alle immagini per guidare l’attenzione dei bambini. Oppure decidere di sfogliarlo insieme in silenzio, lasciandoli liberi di seguire la storia nella loro testa e aspettando domande e considerazioni.

Questo libro mi sento di consigliarlo si a bambini sopra i 5 anni, ma anche per noi genitori..è un mix speciale e ricco di emozioni, ogni disegno, ogni pagina se vi lascerete trasportare come ha fatto la bimba, sulle ali della fantasia, vi regalerà lacrime dai mille sapori.. perchè vi ritroverete a respirare a vivere le emozioni della piccola protagonista, insomma emozioni uniche!

E se vi state chiedendo “Ma come fai a dire che è una poesia: non ci sono parole, qui: solo disegni!

Effettivamente come già detto, nel libro che consigliamo, a parte la breve introduzione dell’autrice, di parole non ce ne sono affatto.

Il figlio unico, osannato dal Wall street Journal come il miglior libro dell’anno, è proprio poesia disegnata, una poesia che parla direttamente al cuore raccontandoci una storia, lunga ben 112 pagine, con garbo, in silenzio.

Buona lettura e buon viaggio sulle ali della fantasia
Puoi acquistare il libro qui:

Il figlio unico. Ediz. illustrata

Guojing

Peter Pan – Frezzato

“Tutti i bambini diventano grandi.
Tutti tranne uno.
E tutti lo capiscono in fretta, come Wendy.”

Proprio con queste parole inizia la versione originale di Peter Pan di James M. Barrie e Massimiliano Frezzato edito da Lavieri. Peter Pan è un personaggio che di certo non ha bisogno di presentazioni, e questo non solo perché prima o poi passa di fronte alle finestre di ogni bambino, ma anche in virtù delle sue innumerevoli rivisitazioni. Eppure Lavieri dà a tutti l’occasione di conoscerne le storiche ed originali sfumature grazie anche alle favolose illustrazioni di Frezzato.

Peter Pan è il simbolo dell’indipendenza dell’infanzia dagli adulti ma soprattutto l’occasione per vivere avventure meravigliose. Non manca niente: ci sono i pirati, ci sono le sirene, i pellerossa, i coccodrilli, tutti piuttosto cattivi.

Peter Pan, parla dell’infanzia come spesso non la vogliamo vedere e parla degli adulti come spesso non ammettono di essere; inoltre il libro affronta il tabù, quasi sempre rimosso, della spietatezza dei bambini. Peter non si fa tanti scrupoli a sottrarre i bambini alla loro casa, e le bambine in particolare, per farle diventare mamme della ghenga dell’isola che non c’è, dove però i calzini da rammendare sono veri e i piccoli sono voraci di storie ma anche di cibo amorevolmente cucinato.

Peter Pan è senza ombra di dubbio l’incarnazione umana dell’infanzia, del bambino che siamo stati e che ancora vive dentro di noi, portato all’eccesso, all’estremo, all’esasperazione.
E tuttavia egli parla il linguaggio dei più piccoli, da loro si fa ammirare e seguire come un leader carismatico, pronto a condurli in luoghi selvaggi e avventurosi, ad affrontare nemici spaventosi e spietati, nelle regioni di sconfinata bellezza in cui regnano leggende, sogni e immaginazione, fantasia e desiderio.
L’isolachenoncè, il posto che tutti conosciamo quando siamo bambini e in cui possiamo rifugiarci spontaneamente finché non diventiamo adulti, ha le sue regole ben precise e, diversamente da si possa inizialmente immaginare, presenta luci e ombre, chiarezza e oscurità. Niente, in Peter Pan, è solo bene o solo male.

Chi ricorda cosa succede a Wendy?
I genitori vogliono che Wendy cresca ma quando se ne va con Peter rimpiangono molto dolorosamente (soprattutto il padre “decisionista”) la loro fretta.
Cosa vuol dire crescere? Se gli uccellini volano via dal nido è proprio necessario chiudere la finestra, come ha fatto la mamma di Peter? Frezzato ripercorrere la storia sul binario originale fornendo così un pretesto per guardare con occhi nuovi al genio di James Matthew Barrie. Perché ogni bambino, diventato grande, sente il bisogno di incontrarlo di nuovo.

Il fatto che Wendy, infine, scelga di diventare grande e di tornare a casa sancisce una spaccatura irreparabile tra lei e tutto ciò che rappresenta Peter; una spaccatura commovente in cui tutti ci immedesimiamo, e leggendola ci rendiamo conto che forse non abbiamo mai avuto scelta, che siamo cresciuti senza accorgercene e che se anche Peter ci aveva condotti all’Isolachenoncè offrendoci la possibilità di rimanervi per sempre, probabilmente adesso siamo grandi perché abbiamo rifiutato e neanche ce lo ricordiamo.

Una storia meravigliosa, senza tempo, senza età, che si legge in qualsiasi stagione della vita e che sempre si presta a nuove interpretazioni, soggettive e personali.
Un capolavoro della letteratura per l’infanzia che rappresenta l’infanzia stessa e che consiglio a chiunque, bambini e genitori, per celebrare la giovinezza di chi ha ancora tutto da scoprire e per rivivere un tempo che forse non è mai stato troppo lontano.

Non possiamo non parlare delle illustrazioni di Massimiliano Frezzato! Cosa dire?
Le tavole di Frezzato sono un sogno nel sogno, un lusso da concedersi senza dubbio.
Decisamente all’altezza del racconto e forse si spingono ancora oltre raccontandoci cupezza e luce, profondità oscure, fate e brutti ceffi, tenerezza inconsapevole e meraviglia, un mix perfetto per amplificare all’infinito Peter Pan edito da Lavieri.

Peter Pan è un libro esistenziale, profondo e incantevole, determinante e indispensabile.
Leggetelo insieme ai vostri bambini (età consigliata dai 6 anni) e insegnate loro che finché possono devono necessariamente volare 😉
Questo libro dal grande formato e molto ben rilegato è bellissimo da regalare per qualsiasi occasione e da custodire con cura nella propria libreria..
DISPONIBILE ANCHE NELLA FAVOLOSA VERSIONE Peter Pan ARTBOOK!

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Peter Pan
James M. Barrie