Cane Puzzone – Colas Gutman

Cane Puzzone è nato in un bidone dell’immondizia, ma è pure sempre un simpatico randagio che profuma OPS puzza di sardine, il pelo sembra una moquette vecchia ed è sempre in giro con il suo improbabile amico felino Spiaccigatto.

Impossibile non affezionarsi fin da subito al buffo protagonista Cane Puzzone, buono e credulone.
In più è anche un po’ tonto, un po’ lento, confonde la destra con la sinistra, la testa con la coda, non ha malizia, non sa cogliere la cattiveria che c’è intorno, è sempre speranzoso e gentile, specie col suo amico Spiaccigatto, Cane Puzzone ha infatti l’ottimismo di chi nella vita non ha avuto nulla, e gioisce per ogni piccola cosa.
Ma anche i personaggi che fanno da contorno sono simpatici e allegri, sicuramente più scaltri come appunto il micio Spiaccigatto o la bimba dalle scarpe senza lacci.

Un giorno Spiaccigatto spiega al suo amico cos’è un padrone e Cane Puzzone ne vuole uno tutto per sé, comincia così un’improbabile avventura per le vie della città alla ricerca di qualcuno che gli faccia da padrone.
Purtroppo Cane Puzzone non è molto sveglio, e nemmeno molto fortunato, inciampa spesso in loschi figuri che approfittano della sua ingenuità (e rimangono disgustati dalla sua puzza!).
Prima uno strano uomo che raccoglie cani per rivenderli, poi una banda di ladri poco raccomandabili che cercano animali strambi da impagliare, infine la bambina con le scarpe rosse senza lacci che forse poi non è così male…

Cane Puzzone è nato in Francia, dalla penna di Colas Gutman e dalle illustrazioni di Marc Boutavant presenti a colori per rendere ancora più ricco questo libro.
Con i suoi tratti, Marc Boutavant completa perfettamente l’opera dello scrittore: nelle immagini, Cane Puzzone è sempre sorridente, bocca aperta e lingua a penzoloni; il cane che tutti vorrebbero avere come amico (se non puzzasse di sardine, ovviamente).
Una storia divisa in capitoli, adatta anche a essere letta a puntate, la sera prima di addormentarsi che sta avendo un incredibile successo tra i più piccoli (4-7 anni), le sue avventure si sono moltiplicate per nove libri e trasformate anche un cartone animato. Finalmente è arrivato pure da noi grazia a Terre di Mezzo Editore. Cane Puzzone è un titolo fantastico e un’ottima e divertente lettura per chi sogna di avere un cucciolo!

Impossibile non amarlo!
Basta il nome, basta il suo sguardo allegro e il suo aspetto buffo

Fra rapimenti, colpi di scena e personaggi improbabili si snocciola questa simpaticissima prima storia di Cane Puzzone ma occhio che le avventure di Cane Puzzone continuano anche nel libro Cane Puzzone va a scuola

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Che brutto carattere!

“Che brutto carattere che hai!” Ecco quello che ci sentiamo dire quando ci arrabbiamo. In realtà si tratta di un atteggiamento difensivo, che scatta soprattutto se in passato abbiamo abituato gli altri “troppo bene”, manifestandoci come accondiscendenti e remissivi. Ma quando è troppo è troppo, così a un certo punto sbottiamo e puntuale ecco che arriva il rimbrotto: «Che brutto carattere!».

Cosa si intende per brutto carattere? Ma, soprattutto, esiste davvero? In realtà buon carattere o cattivo carattere non esistono in senso assoluto; piuttosto esiste un’unicità che ci contraddistingue e che transita continuamente attraverso stati emotivi e disposizioni d’animo anche diversi e contraddittori: siamo unici, insomma, perché in noi convivono tutti gli opposti, ma in una miscela diversa e originale per ognuno: questa miscela originale è il carattere, l’impronta profonda di ciò che siamo.

Accade però che, per piacere agli altri, tendiamo spesso a nascondere il nostro vero carattere e temendo il giudizio esterno lo semplifichiamo e lo impoveriamo, allontaniamo la nostra ricca spontaneità e assumiamo una maschera fissa: così nascono il “buono” e il “cattivo”.

Ma attenzione: ciò che non piace agli altri e che noi vorremmo smussare o correggere non è sbagliato in sé, spesso è solo scomodo. Quante volte ci capita di agire spontaneamente per poi essere preda di sensi di colpa. Saremmo pronti a rifarlo ma ci tormentiamo. È un errore: ciò che ci ha fatto agire, nella maggioranza dei casi, vuole farci crescere e maturare.

Stai manifestando il tuo carattere?

Come si fa a distinguere un comportamento dettato dalla nostra più genuina natura da uno originato dai condizionamenti esterni? Semplice: quando è il nostro carattere a guidarci non sbagliamo, ci sentiamo in armonia e soprattutto poniamo le basi per crescere e maturare. Il nostro carattere infatti sa perfettamente cosa va bene per noi e si dirige spontaneamente verso quel fine. Quando non siamo naturali, invece, ci comportiamo sempre nello stesso modo, ci fissiamo in un’immagine statica che ci allontana dalla vitalità e lungo andare ci fa soffrire.

Come agire per esprimere al meglio il nostro carattere

– Lasciare spazio alla spontaneità. Chi segue le proprie inclinazioni non ha bisogno di calcolare ogni suo gesto, può invece permettersi di agire in modo naturale lasciando fluire liberamente ciò che sente.

– Assenza di giudizio. Ciò che ci porta a reprimere il nostro carattere autentico è il giudizio a cui lo sottoponiamo, è giusto comportarsi così? Cosa penseranno gli altri? Ma chi è in sintonia con il suo modo di essere non rinuncia a esprimersi e se ne assume le sue responsabilità.

– Accogliere l’imprevedibilità. Ci sono tratti del nostro carattere che emergono inaspettatamente in determinate circostanze e ci fanno dire: «Non mi riconosco più». In questi casi, lati nascosti o repressi del nostro carattere vengono allo scoperto rivelando aspetti in ombra, creativi e originali.

di Raffaele Morelli

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Amare una persona è… averla senza possederla;
dare il meglio di sé senza pretendere nulla in cambio;
desiderare di stare con lei, senza essere spinti dal bisogno di alleviare la propria solitudine;
temere di perderla senza essere gelosi;
aver bisogno di lei senza esserne dipendenti;
aiutarla senza aspettarsi gratitudine;
essere legati a lei pur restando liberi;
essere tutt’uno, pur rimanendo se stessi.

Ma per riuscire in tutto ciò, la cosa più importante da fare è… accettarla così com’è, senza pretendere che sia come si vorrebbe.

Se tornassi a vivere..

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Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Li per li ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su e…
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più.
Non avrei rinunciato a invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso, in un giorno d’estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io, a forza di accenderla.
Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba sui vestiti.
Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.
Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.
Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato.
Invece di non veder l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.
A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Va’ a lavarti che la cena è pronta”.
Avrei detto più spesso: “Ti voglio bene” e meno spesso: “Mi dispiace”… ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto… lo guarderei fino a vederlo veramente.., lo vivrei… e non lo restituirei mai più.

Ogni istante che Dio ti dona è un tesoro immenso. Non buttarlo. Non correre sempre, alla ricerca di chissà quale domani. “Vivi meglio che puoi, pensa meglio che puoi e fai del tuo meglio oggi. Perché l’oggi sarà presto il domani e il domani sarà presto l’eterno” (A. P. Gouthey).

Semplici, ma efficaci, accorgimenti per chi vuole… conoscere a fondo gli altri e andare d’accordo con tutti

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Innamorarsi ogni giorno

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L’amore è il sentimento più magico che possa esistere.

Quando ti innamori vivi in un’altra dimensione. L’amore è in assoluto l’unico sentimento che ti permette di provare la gioia autentica. L’innamoramento è in grado di cambiare una persona. Improvvisamente diventi più buono, gentile, disponibile. Il mondo diventa improvvisamente più bello e persino le persone che normalmente consideravi poco gradevoli diventano inaspettatamente piacevoli. Questa è la magia dell’amore.

Il problema però sembra dato dal fatto che tale condizione non duri in eterno. L’innamoramento sembra avere un termine. Superato questo lasso di tempo subentra spesso la noia e ciò che sembrava magico non lo è più. La maggior parte delle persone dice che tutto questo è fisiologico.

Non è vero. L’amore e l’innamoramento è soprattutto una nostra emozione e dipende da noi mantenerla viva o farla morire. Il partner spesso non ha nulla a che vedere con questo nostro “calo di entusiasmo”.

Il segreto per mantenere un rapporto vivo e giovane dipende soprattutto dal nostro atteggiamento mentale e dal nostro saperci re-innamorare ogni giorno.

Cosa vuol dire re-innamorarsi ogni giorno? Vuol dire non dare nulla per scontato e considerare la persona che hai accanto come un regalo.

Spesso dopo un pò che stai con il tuo partner dai per scontate le sue attenzioni, il suo esserci. Consideri l’altra persona come dovuta. Non c’è nulla di dovuto nell’amore.  Quindi se vuoi mantenere vivo il tuo rapporto e farlo crescere ogni giorno devi imparare a re-innamorarti.

Cosa vuol dire re-innamorarsi? Vuol dire entusiasmarsi, stupirsi, gioire di ogni piccola cosa che si condivide con il proprio amato: un caffè, un aperitivo, un giro in macchina. Vivi tutto come se fosse il primo giorno. Vivi ogni giorno il tuo San Valentino. Stupiscilo con un pensiero, un regalo, un messaggio romantico. Riabituati al romanticismo dei primi tempi e gli effetti saranno sorprendenti.

Garantito.

A tutti voi un mare d’amore.

di: Giordana

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In questo momento, nel mondo come in Italia, tantissime persone sono mosse da desideri e domande simili: come Manifestare l’Anima Gemella, come vivere una Relazione Amorosa più appagante. Le persone, tra cui Tu, vogliono capire, imparare e crescere, cercano risposte alle domande di fronte a cui li mette la vita, ma più di ogni altra cosa, appunto,  vogliono amare ed essere amati.

Eppure, molto spesso, sembra che proprio queste esigenze siano tanto più difficili da soddisfare quanto più si aspira alla loro realizzazione. Vero? Più si cerca l’Amore Vero e più si attirano Relazioni sentimentali negative e dolorose. Più si cerca il partner ideale e più si attira l’opposto…che dire poi di quell’attimo in cui credi di aver trovato, finalmente, la persona dei Tuoi Sogni e…puf! questa si rivela un fuoco fatuo?

ll nuovo bestseller Il Segreto del Cuore ti rivelerà la misteriosa forza dell’emanazione e dell’attrazione che agisce in ognuno di noi, determinando la nostra vita, nonché la Realizzazione del nostro sogno di Vivere l’Amore Vero.

Servendosi di indicazioni pratiche e di numerosi esempi tratti dalla vita reale, l’Autore, Ruediger Schache illustra in dieci segreti l’essenza di questo sapere senza Tempo e Confini, vasto e profondo come l’Oceano.

Ogni segreto, che troverai svelato in Il Segreto del Cuore, racchiude un’antichissima conoscenza: chi la seguirà agirà con una nuova consapevolezza, attraendo nella propria esistenza le persone che desidera e la Persona Ideale con cui vivere il Vero Amore.

La gioia di vivere

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Una serie di ricerche condotte da Martin Seligman, docente di psicologia all’Università della Pennsylvania, hanno dimostrato che esistono persone felici anche tra i miserabili delle bidonville.  E la felicità non è legata nemmeno ad una salute di ferro, alla giovinezza, all’ aspetto fisico o alla cultura.

Certo, tutte queste cose possono aiutare, ma quello che rende felici le persone è qualcosa di meno tangibile: qualcosa che può essere definito come l’atteggiamento psicologico verso la vita.

Chi affronta la vita con un atteggiamento psicologico positivo, riesce a superare meglio anche periodi difficili ed avversità, mentre chi guarda alla propria vita in modo negativo e pessimistico, anche quando ha tutto, non riesce ad essere felice.

Edonismo e felicità
Nella nostra cultura, il piacere viene associato con la felicità. Negli ultimi cinquant’anni, nei paesi ricchi, il reddito è cresciuto in modo costante: al giorno d’oggi abbiamo vite immensamente più comode e piacevoli rispetto ai nostri nonni.
Ma, nonostante, possiamo permetterci quello che una volta erano considerati dei lussi inimmaginabili , è difficile sostenere che il progresso economico abbia portato la felicità. Una vita ricca di piaceri  non è sinonimo di una vita felice. Il piacere è per sua natura effimero: non appena, la stimolazione che lo provoca cessa , svanisce senza lasciar traccia  anche l’emozione positiva.

Inoltre, l’indulgere ripetutamente allo stesso piacere è controproducente. Il piacere del secondo assaggio di gelato alla crema è di molto inferiore al primo, e il quarto assaggio è solo un introduzione di calorie. Dopo un po’, il piacere perde la sua attrattiva perché nel nostro cervello intervengono dei particolari meccanismi a livello neurologico. I neuroni sono, infatti, programmati per rispondere ad eventi nuovi o insoliti, e per non attivarsi se non ci sono nuove informazioni. Molte persone sognano di vincere al superenalotto e di poter condurre un esistenza da nababbi. Ma, secondo Seligman, una vita fatta di piaceri a buon mercato, che non comporta mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione.

L’essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità.

La felicità si costruisce
Purtroppo, non bisogna fare molti sforzi per essere insoddisfatti e scontenti. Mentre l’infelicità viene da sé, e in abbondanza, la felicità va cercata e costruita giorno per giorno.  Alcune persone possono avere vite più soddisfacenti e appaganti di altre, ma chiunque può incrementare il proprio benessere psicologico, coltivando quanto c’è di buono e di bello nella propria indole.

Gli atteggiamenti psicologici che favoriscono la felicità

L’ottimismo.
Molte ricerche hanno dimostrato che le persone ottimiste vivono più a lungo, godono di una migliore salute e hanno dei matrimoni più felici rispetto ai pessimisti. Il pensiero positivo ha spesso confuso l’ottimismo con un atteggiamento psicologico di negazione dei problemi e delle difficoltà. L’ottimismo di cui stiamo parlando non è fingere che tutto vada bene, quando si sta attraversando un periodo difficile. L’ ottimismo a cui facciamo riferimento, è una atteggiamento psicologico che nasce dalla consapevolezza di essere in grado di  affrontare le difficoltà della vita. Mentre i pessimisti tendono  a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano di concentrarsi sulle soluzioni.

Saper apprezzare quello che si ha e quello che si è.

L’invidia e l’autocommiserazione sono sentimenti che possono minacciare gravemente il nostro benessere psicologico. Queste emozioni nascono dalla dolorosa percezione delle proprie mancanze e fallimenti, e dalla spiacevole  consapevolezza di aver ricevuto dalla vita meno di altre persone. Anche se in alcuni casi, questo può essere vero, la serenità psicologica si ottiene focalizzandosi su quello che di buono e di positivo c’è nella nostra esistenza.

Il professor Fara, docente di psicologia dinamica all’ Università degli Studi di Padova, ha utilizzato questa tecnica per guarire alcuni pazienti depressi. Egli consigliò ai pazienti con un disturbo dell’umore di tenere un diario su cui annotare i momenti di felicità. I pazienti dovevano trovare ogni giorno almeno cinque cose positive da scrivere nel loro diario. Nel giro di qualche mese, l’umore dei depressi migliorò sensibilmente perché era cambiato, almeno in parte, il loro modo di pensare. Al posto di rimuginare su quanto non andava nella loro esistenza, sui loro fallimenti e sui difetti delle persone che li circondavano, cominciavano a cercare i lati positivi di se stessi e degli altri. E si accorsero che la loro vita era più ricca di  opportunità di quanto non avessero mai pensato.

L’altruismo.
Un atteggiamento altruistico favorisce il benessere psicologico e l’autostima.

Mettere passione e impegno in quello che si fa

Al lavoro trascorriamo la maggior parte della nostra giornata, e se quest’ambito della nostra vita è insoddisfacente, la nostra soddisfazione personale ne risentirà notevolmente. Purtroppo la precarietà lavorativa e la crisi economica, obbligano molte persone ad accettare lavori mal pagati e poco interessanti, che non permettono loro di esplicitare le proprie potenzialità. Se cambiare lavoro non è possibile, bisogna cercare di mettere il nostro tocco personale in quello che si fa. Se si cerca di utilizzare le proprie potenzialità personali e di vedere il lavoro come un contributo per il bene comune, anche il lavoro più noioso può diventare meno gravoso.

Sviluppare le proprie potenzialità.

Una vita facile, ma senza obiettivi e prospettive, conduce alla noia e alla depressione. L’essere umano ha bisogno di stimoli, di scoprire e utilizzare i propri talenti. Chi non si sfida mai, chi non si mette alla prova per paura di fallire, non può realizzare il suo potenziale. E una persona che vive un esistenza monotona e senza stimoli, difficilmente sarà felice.

Dottoressa Anna Zanon


Grazia Cussigh

Pensieri Positivi

Parole di ottimismo per tutti i giorni dell’anno

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Vedere il lato positivo delle cose, anzichè quello negativo, avvantaggia nella vita: ci si impegna di più, si affronta il lavoro con entusiasmo, si riesce a incoraggiare e a trascinare gli altri, si crea simpatia intorno a sè.

Perchè allora non volgere in positivo le proprie grandi energie mentali, dimostrando a se stessi che il destino può effettivamente essere condizionato da come lo percepiamo, in accordo con la propria sensibilità e le proprie abitudini?

Pensieri positivi, meditazioni brevi da leggere ogni sera prima di addormentarsi, per interpretare gli avvenimenti della giornata o da leggere al mattino, appena svegli, e da portare con sè come un dono prezioso per scoprire il senso più profondo della vita e amarla come merita.

Rinnovarsi interiormente facendo e facendosi del bene è possibile, basta volerlo davvero, con pazienza e disponibilità, seguendo queste parole che rasserenano, che portano fuori dai problemi, dalle perplessità e dalle ansie quotidiane, penetrando nel vostro modo interiore e vi invitano a reagire.

Le domande creano

domande

Crea un rito di successo giornaliero. Ogni mattina, pensa ad almeno due o tre risposte per ognuno delle seguenti domande, ed annota le emozioni positive che esse ti ispirano. Se hai dei problemi nel trovare una risposta, puoi semplicemente aggiungere “potrebbe”. Per esempio, se non riesci rispondere alla domanda “che cos’è che mi rende felice nella mia vita adesso?”, chiediti “che cosa potrebbe rendermi felice nella mia vita se volessi ora?”


Le domande del mattino ti rafforzano:

  1. Che cos’è che mi rende felice nella mia vita adesso?
  2. Come definisco ciò che mi rende felice? Come mi fa sentire?
  3. Che cosa mi stimola nella mia vita adesso?
  4. Come definisco ciò che mi stimola? Come mi fa sentire?
  5. Di che cosa sono orgoglioso nella mia vita adesso? Come definisco ciò che mi rende orgoglioso? Come mi fa sentire?
  6. Per che cosa sono grato nella mia vita adesso? Come definisco ciò che mi rende grato? Come mi fa sentire?
  7. Che cosa mi diverte di più nella mia vita adesso? Come definisco ciò che mi diverte? Come mi fa sentire?
  8. In che cosa sono impegnato nella mia vita adesso? Come definisco ciò che mi impegna? Come mi fa sentire?
  9. Chi amo? Chi ama me? Come definisco ciò che mi fa amare? Come mi fa sentire?

Successivamente imparerai come far diventare ancora più efficace questo rito di successo quotidiano.

Un ottimo seguito sono le

Le domande della sera ti rafforzano per vedere con più chiarezza gli avvenimenti della tua giornata. Visto che è tutto il giorno che ti fai delle domande, perché non ne fai qual-cuna che ti metterà in ottima forma anche prima di addormentarti?
Le domande della sera ti rafforzano:

  1. Che cosa ho dato oggi? In quale modo ho contribuito?
  2. Che cosa ho imparato oggi? Quali sono le distinzioni nuove che ho fatto?
  3. In che modo la giornata ha migliorato la qualità della mia vita? Come posso utilizzare la giornata odierna come investimento per il mio futuro?

L’unica cosa che limita le tue domande è la tua convinzione su ciò che è possibile. Una convinzione profonda, è credere che se continui a fare una qualsiasi domanda, riceverò sicuramente una risposta. Esattamente come in un gioco a quiz, c’è una risposta per ogni domanda – devi solo fare la domanda giusta.
Quali sono le domande utili che dovresti farti abitualmente? Due delle tra le più semplici e le più potenti nell’aiutarti a superare le sfide: “che cos’è fantastico in questo?” e “come posso utilizzare questo?“. Nel porsi la prima domanda è importante cancellare l’impronta negativa e ricordare che possiamo scegliere di collegare qualsiasi significato ad un’esperienza. Porsi la seconda focalizza sul “come” invece del “perché?“, su soluzioni e benefici piuttosto che sull’insolubile.
Quali delle due domande potresti iniziare ad usare per cambiare i tuoi stati ed accedere alle tue risorse? Aggiungi queste alle tue Domande Mattutine così che diventino una parte integrante del tuo rito giornaliero di successo.
Una semplice domanda che può fare una differenza enorme è stata suggerita da Leo Buscaglia, che ha contribuito tanto nel campo delle relazioni umane. Quando lui era piccolo, suo padre gli chiedeva ogni notte “che cosa hai imparato oggi?“. Il ragazzo sapeva che doveva avere una risposta pronta – e anche buona! Se non aveva imparato niente d’interessante quel giorno, correva a prendere l’enciclopedia. Tuttora, Leo non va a letto finché non ha imparato qualcosa di nuovo e prezioso ogni giorno.
Come potrebbe incredibilmente migliorare la tua vita e quelle dei tuoi bambini se questa domanda, o una simile, fosse aggiunta alla tua routine giornaliera? In quali modi potresti far diventare questo processo così fondamentale quanto dormire e mangiare?

Anthony Robbins


Libri consigliati:

Luce Colorata
In una parte offre la possibilità di portare all’esterno domande che ci aiutano a chiarire il nocciolo della questione che ci assilla, e dona suggerimenti per una riflessione risolutiva.
Mettersi in discussione ci offre l’unica e vera base per un cambiamento futuro.
Meditare su quello che ci separa dall’amore e dalla pace è un atto necessario.
Riconoscere che le risposte che ci arrivano sono il prodotto diretto delle domande che ci siamo posti è un atto di consapevolezza.
Il colore scelto per le pagine non è casuale, ma frutto di ricerche ed esperienze nel campo del colore, dalle teorie della cromoterapia alle teorie d’Aurasoma, Goethe e Steiner.
A causa della sua frequenza elettromagnetica ogni colore suscita un determinato feedback a livello subconscio, le parole facilitano la presa di coscienza di emozioni e sentimenti altrimenti molto difficili da esternare e riconoscere.
Avendo il colore la capacità d’irradiare continuamente il nostro campo energetico trasformandolo è utile esporre le pagine scelte nell’ambiente.
Luce Colorata può rappresentare un momento di meditazione e riflessione individuale, uno spunto di condivisione con una persona vicina, o può essere usato come ausilio durante gruppi o counselling.
L’uso quotidiano della meditazione porta in tutti gli ambiti della nostra vita luce… luce colorata.

L’altra parte di Luce Colorata è dedicato ai bambini e al bambino interiore che ogni adulto ha dimenticato di ascoltare.
Le cose semplici sono le più difficili, le naturali vengono vissute come scontate.
Le azioni che scegliere te a caso vi daranno indicazioni di vario genere su come celebrare la vita naturale e ripristinare la gioia nel cuore.
Potete porre una domanda precisa o semplicemente giocare con quello che esce, da soli, con amici, con la famiglia e i figli.
Lasciate poi esposte nell’ambiente le immagini che vi sono uscite affinché si fondino soavemente nella vostra coscienza.
Piccole e semplici attenzioni, ringraziamenti, preghiere, pensieri d’amore, non devono mai essere scontati perché ci riempiono il cuore di luce… luce colorata.



Gabriella K. Turci Kristofer Twofeathers
Luce Colorata
“Non puoi avere una giusta risposta se non conosci la giusta domanda” – Un tesoro di colori, domande, risposte, disegni, meditazioni, riflessioni, giochi. Per adulti, bambini e famiglie


Essere Felici Edizioni
ISBN: 8886493878Prezzo € 14,50

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