L’inizio del mio viaggio verso il senso della…

Maria Gabriella Bardelli, autrice del libro La Guarigione è dei Pazienti ci spiega il suo percorso verso la medicina olistica e come ha risolto una fastidiosa emicrania cronica con la Metamedicina e le 5 Leggi Biologiche di Hamer.

L'inizio del mio viaggio verso il senso della "malattia" - La Guarigione è dei Pazienti (Anteprima)

La guarigione è dei pazienti. È in mano a chi è paziente e al paziente che ne è responsabile. 
Tutto ciò che cresce, per durare a lungo, cresce lentamente e nel silenzio.

Nella mia vita ho goduto di buona salute e non sono mai stata ricoverata in ospedale. A 27 anni, però, ho cominciato ad avvertire improvvisamente dei fastidiosi mal di testa. Una o due volte al mese.

All’epoca insegnavo lettere in un liceo e quando avevo mal di testa cercavo di trovare il modo di farlo andare via il prima possibile. Inizialmente ci riuscivo con una buona dose di caffè, poi col tempo la caffeina non mi faceva più effetto e così cominciai a ricorrere a vari
analgesici. Non mi chiedevo il perché avessi iniziato da un giorno all’altro a soffrire ciclicamente di mal di testa, avevo  solo urgente bisogno di zittire quel sintomo e di lavorare così in santa pace!

Poi la vita mi ha portata a vivere alcuni anni in Venezuela con Andrea che da 13 anni è mio marito: laureato in filosofia, spirito irrequieto ed esploratore, è sempre stato attratto dalla medicina naturale fin da tempi non sospetti in cui di medicina alternativa non si sentiva quasi parlare. Incontrarlo è stato l’inizio del mio aprirmi ad altre visioni e possibilità. Nel 1998 siamo partiti per il Venezuela con il sogno di aprire un piccolo centro olistico.

Intanto il mio mal di testa continuava e si stava trasformando sempre più in emicrania. Iniziavo a farmi delle domande senza accontentarmi degli analgesici che cominciavano a fare sempre meno effetto.

In Venezuela gli approcci alternativi sono molto diffusi perché la cultura indigena è ancora molto presente nella loro cultura, ovunque incontri negozietti improbabili di prodotti naturali o di cucina vegetariana, nelle campagne trovi curanderos (guaritori) di ogni tipo e specie. Così ho cominciato a prestare attenzione alla mia alimentazione, diventando vegetariana, e a sostituire gli analgesici allopatici con erbe e prodotti fitoterapici. A volte mi aiutavano, altre no.

La mia scoperta della medicina naturale continuava, e si affiancava all’esperienza diretta di una medicina spirituale, sciamanica, dei curanderos del posto. Ne abbiamo fatto esperienza diretta per alcuni sintomi A fine 2003 tornammo in Italia per ripartire da capo. Io ero accompagnata da una domanda:

«E se la soluzione, così come la causa della mia emicrania, fosse dentro di me?». 

Da lì a poco le risposte cominciarono ad arrivare: inizialmente grazie alla Metamedicina di Claudia Rainville e successivamente alle 5 Leggi Biologiche scoperte dal dott. Hamer.

Nel 2004 ho potuto comprendere la causa e il senso della mia emicrania e fare un lavoro di Liberazione della Memoria Emozionale con Claudia Rainville. Da quel momento ho cominciato a fare delle cose diverse nella mia vita di tutti i giorni. Mi sono ormai dimenticata dell’emicrania. Ho avuto nel corso degli anni qualche accenno di mal di testa e ho potuto riconoscerne ogni volta la causa e il senso, accompagnando così il corpo verso la «guarigione» con riconoscenza per il lavoro che stava facendo. La scoperta di questa stretta  correlazione tra psiche e organo, sperimentata sulla mia pelle, ha costituito per me un punto di svolta, un salto di paradigma vero e proprio: è come se avessi improvvisamente tolto le lenti scure con cui osservavo il corpo e un nuovo scenario mi si stagliasse di fronte.

La guarigione è dei pazienti

Il primo degli aforismi di Ippocrate, che per 2000 anni godettero di immensa fortuna tanto da essere tenuti in conto come la bibbia del medico, diceva: La vita è breve. L’arte è lunga…

Lunga è l’arte della medicina, mentre breve è la vita dell’uomo. La medicina era definita «Ars longa». Un’arte lunga, lenta, paziente. Non sarà un caso che chi si rivolge al medico si chiami «paziente».

Al tempo di Ippocrate era in qualche modo ben radicata l’idea che il tempo avesse a che fare con la guarigione e che il più giusto degli atteggiamenti da parte del malato fosse quello di prendersi tempo. Oggi sembra vero il contrario. Il primo forse a sembrare impaziente è il medico, prima di tutto a causa del protocollo a cui deve attenersi, che lo porta a non avere tempo, a intervenire e a prendere decisioni velocemente anche laddove non vi è una reale urgenza.

Non esiste più l’idea che il corpo e la natura abbiano bisogno di tempo per «guarire», piuttosto ci si affanna a fare le cose a tempo: il male avanza e occorre efficienza, tempestività e prevenzione. Il paziente è pressato dal medico che per il suo bene gli chiede il consenso per poter intervenire e contrattaccare i nemici quanto prima. Pazientare fino a domani potrebbe essere letale. Si pensa.  Medicina lenta invece significa dare al paziente il diritto di essere tale: paziente appunto. E quindi offrire l’opportunità di darsi tempo.

L’impazienza nasce dalla paura e dall’incertezza del risultato, la pazienza nasce dalla fiducia, e sulla fiducia si costruisce una relazione di aiuto, un percorso di guarigione. 

Chi ha tempo, chi si concede tempo, può discernere. Occorre saggezza per sapere discernere il labile confine del giusto tempo in cui aspettare e del momento giusto per intervenire.

La Guarigione è dei Pazienti - Libro
Con la mappa di Hamer e l’ascolto di Claudia Rainville

Voto medio su 9 recensioni: Buono

Guarire attraverso l’Energia: Conosci Te stesso

7° CONVEGNO INTERNAZIONALE.
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“GUARIRE ATTRAVERSO l’ENERGIA”

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Dal 22 al 24 Ottobre 2010 – Torino


Dott. Roy Martina:
“COME GESTIRE IL CAMBIAMENTO NELLA TUA VITA”
Tutto ciò che provoca un cambiamento nella nostra vita è causa di stress. Ma dato che la vita è un susseguirsi di cambiamenti, lo stress è parte integrante della vita stessa. Bisogna quindi imparare a gestirlo. Ci insegnerà come il Dott. Roy Martina, il cui intervento sarà pieno di umorismo, saggezza, conoscenza e intuizioni che possono cambiare la vostra vita. In conclusione una meditazione guidata vi aiuterà a programmarvi per gestire meglio il cambiamento e lo stress.

Dott. Nader Butto:
“IL CAMMINO SPIRITUALE, COMPATIBILITA’ E SESSUALITA'”

La sessualità è una delle manifestazione della natura umana. Rapporti sessuali sani, liberi da gelosie, attaccamento e paura della perdita portano alla liberazione dei blocchi energetici e ad uno stato di benessere fisico, psichico e sociale, per continuare il processo di aggiornamento con un senso di amore, libertà e felicità. Il Dott. Nader Butto, cardiologo, scrittore e conferenziere, ci guiderà alla conoscenza della spiritualità.

Dott.ssa Claudia Rainville:
“CAPIRE IL LINGUAGGIO DEI NOSTRI SINTOMI E DELLE MALATTIE”

Cosa può cercare di comunicarci un dolore alla spalla? E’ possibile che ci sia qualcosa di troppo pesante di cui ci stiamo facendo carico oppure che una situazione ci pesi? Il nostro mal di schiena nella regione dorsale potrebbe volerci dire che non ci sentiamo abbastanza sostenuti e la nostra sciatalgia ci vorrebbe comunicare che abbiamo paura di ciò che potrebbe succederci ?

Come ascoltare questi messaggi provenienti dal nostro inconscio? Cosa farne di questi messaggi per fare in modo che il sintomo si calmi? Quale soluzione poter adottare?

Dott.ssa Gabriella Mereu
“MALATTIA: GUARIGIONE DELL’ANIMA”

La malattia è un’espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale, che ha portato alla malattia stessa. La “Terapia Verbale” è una terapia omeopatica, verbale, che cura il male con lo stesso male: sciogliendo la metafora, il paziente prende consapevolezza del male morale che lo aveva portato alla malattia. Gabriella Mereu ci spiegherà che il messaggio della malattia recita una morale e quindi è una guida per la nostra vita.

Dott. Rene Martina:
“LA COSCIENZA INTELLIGENTE”

Cosa determina le vostre scelte ? Perché e come giudicate quanto accade nella vostra vita ? Il Dott. Rene Martina, scienziato del comportamento, in 30 minuti cambierà il vostro modo di vedere la vita per sempre. La vostra vita non sarà più la stessa perché capirete come realizzare il cambiamento ad un livello più profondo della mente subconscia. Le tecniche imparate vi permetteranno di rigenerarvi completamente.

Prof. Nadav Crivelli:
“CABALA’ E GUARIGIONE”

La Cabalà è la disciplina che spiega la fitta rete di corrispondenze tra il mondo fisico e il mondo spirituale. La malattia proviene da una carenza di contatto coi piani superiori dell’esistenza. Guarire è il ripristinare il collegamento, ristabilire il contatto tra i vari livelli dell’esistenza. Il Prof. Nadav Crivelli ci guiderà alla scoperta della Cabalà e all’infinito potenziale di questa disciplina.

Matt Traverso:
“LA SALUTE DENTRO E FUORI. IL GUSTO DI STAR BENE”

Essere in salute significa nutrire corpo, mente e spirito. Alimentarsi in modo equilibrato, adottare una respirazione profonda, smettere di fumare o di indulgere in attività che causano mancanza di energia. Matt Traverso, esperto di salute, formatore e scrittore, ci spiegherà come dare una svolta alla nostra vita. Se vuoi stare bene per un solo giorno prendi una pillola, se vuoi stare bene per sempre partecipa a questo evento.

Mayana:
“INVITA LA MENTE NEL MAGICO MONDO DEL CUORE”

Si dice che nella vita il viaggio più lungo sia dalla testa al cuore, a meno che tu sia disponibile ad ascoltare il tuo cuore e ad agire in base ai suoi messaggi. Nel corso del suo intervento, Mayana vi inviterà ad un’esperienza con “l’angelo nel vostro petto”, il vostro cuore e la sua eterna saggezza. Mayana lavora come coach, trainer, autrice e cantante, e insegna come entrare maggiormente in contatto con la forza dell’amore.

Dott. Sun Junqing:
“WUABAOMEN QUIGONG”

Il Dott. Sun Junquing ci farà conoscere il WUBAOMEN QIGONG per ristabilire il benessere globale della persona. Questo strumento è, infatti, un metodo per acquisire abilità nella gestione e nello sviluppo dell’energia vitale attraverso il movimento, la respirazione, il pensiero. Suo fondamento è la concezione dell’uomo come unità di corpo-spirito-energia-ambiente. Il Maestro Sun insegna Qigong, pratica l’Agopuntura e tiene seminari sulla Medicina Tradizionale Cinese.

Dott.ssa Rossella Panigatti:
“VIVERE LE RELAZIONI ENERGETICHE”

Nei vent’anni che ha dedicato alla guarigione spirituale e alla comunicazione energetica, Rossella Panigatti ha assistito a casi di persone che sono guarite da malattie gravissime, che hanno rinsaldato rapporti ormai persi o hanno completamente rivoluzionato la loro vita. E’ quindi giunta alla conclusione che ognuno di noi è infinitamente capace e che usando consapevolmente l’energia si possono trasformare i conflitti in relazioni!

Marco Pfister:
“LE 5 LEGGI BIOLOGICHE: IL NUOVO PARADIGMA”

Perché ci si ammala?”, “Cos’è la malattia?”: sono le domande che l’essere umano si pone da sempre. Ora, grazie alle 5 Leggi Biologiche scoperte dal Dr. Hamer, siamo in grado di sapere il “perché” e il “come”, e di rispondere a una terza domanda: “perché proprio a me?”. Marco Pfister ha studiato e verificato le scoperte del Dr. Hamer e nel ‘98 le ha portate in Italia perché ritiene che le 5 leggi rappresentino la breccia per capire realmente cosa succede nel nostro organismo.

Dott.ssa Gabriella D’Albertas & Alfonso Crosetto:
“LA NOSTRA PARTE SEGRETA: L’OMBRA”

L’ombra incute timore, ma se è vero che nell’ombra si nascondono le nostre paure più profonde, è anche vero che lì spesso sono confinate le nostre emozioni più vere. Il viaggio nella nostra ombra altro non è che un viaggio alla scoperta delle nostre potenzialità inespresse, destinato a ricondurci a chi veramente siamo e siamo sempre stati. Gabriella D’Albertas e Alfonso Corsetto ci mostreranno come intraprendere il percorso più importante della nostra vita.

Arch. Mariella D’amico:
“LE 10 MOSSE PER SCEGLIERE IL COLORE GIUSTO NELLA TUA CASA”

Diversi studi hanno dimostrato che ad una stimolazione cromatica corrisponde una reazione a livello fisico ed emotivo. Usando i colori giusti nella nostra casa e non solo, si può incrementare il nostro benessere. Spiegherà come Mariella D’Amico, architetto, colourdesigner e autrice. D’Amico tiene corsi di formazione e conferenze inerenti l’uso del colore negli interni e nella comunicazione.

Dott.ssa Rossana Becarelli:
“COME FARE AD ESSERE FELICI? UN’ ASCENSIONE DALLE CELLULE AL CIELO”

La felicità e la salute sono opportunità offerte a ciascuno per tutta la vita. Ma come facciamo a tornare felici? Dobbiamo distogliere lo sguardo dall’esterno e volgerlo dentro di noi. Possiamo fare un vertiginoso viaggio dalla cellula al Cielo e scoprire a quale felicità conduce entrare nella segreta profondità di noi stessi, e come questa stessa felicità sia capace di straordinarie trasformazioni su di noi e sulla nostra salute. Rossana Becarelli ci spiegherà come.

Ing. Matteo Salvo:
“LE FORZE SCONFINATE DELLA NOSTRA MENTE”

Matteo Salvo è noto per le tecniche di memoria e le metodologie di studio. Il suo avvicinamento al mondo delle tecniche di memoria risale al ‘98 quando era uno studente universitario. La ricerca del miglioramento lo ha portato a scoprire che i limiti sono barriere astratte create dalla mente e che oltre questi ci sono nuovi orizzonti da raggiungere. Per la prima volta svelerà esperienze che non ha ancora condiviso con il pubblico.

Gian Marco Bragadin:
“NULLA SUCCEDE PER CASO. CONOSCERE IL LINGUAGGIO DELL’UNIVERSO CI PERMETTE DI CAMBIARE LA NOSTRA VITA”

Gian Marco Bragadin, ha introdotto in Italia la “Segnianalisi”, la straordinaria tecnica che permette di interpretare il significato dei segni e delle coincidenze che ci accadono. Riportati in tutti i libri sacri e riscoperta da C.G. Jung, questa legge è alla base di libri come “l’Alchimista”, “La Profezia di Celestino” e degli insegnamenti di Deepak Chopra. Scoprire i segni e saperli interpretare ci aiuta nelle scelte fondamentali per superare ostacoli, vincere le difficoltà, armonizzare la nostra vita, realizzare i nostri desideri.

Silvano Paolucci:
“ARRIVARE ALL’ANIMA PER VIVERE IL CORPO DI LUCE”

“Tutti i profeti inviati dall’Alto, compreso Gesù Cristo, hanno parlato della morte che può intervenire quaggiù, in questa vita, cioè la morte del ‘tiranno’ che fa di noi degli schiavi e la cui distruzione è indispensabile per assicurare la prima grande liberazione dell’uomo”: Il Guardiano della Soglia! (Gurdjieff) Liberare l’Anima uccidendo il Guardiano della soglia: l’ultima battaglia, l’ultima guarigione ne parlerà Silvano Paolucci.

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Senza la salute il tutto è nulla

(Brano tratto dal libro “Prana. Energia che cura” di Alice Ki, pag. 22-23-24)

La salute non è tutto, ma senza la salute il tutto è nulla.

La mancanza di armonia, stress, depressione, tensioni emozionali, solitudine, dispiaceri, tristezza, delusioni indeboliscono il sistema immunitario del corpo umano e possono portare all’insorgere di diverse malattie fisiche e mentali. Per contro, l’armonia, serenità, rilassamento, gioia, soddisfazione rinforzano le nostre difese e aiutano a prevenire malattie e accelerare il processo di guarigione. Lo stato mentale ha infatti un impatto importante sullo stato fisico della persona in quanto il cervello ha la capacità di influenzare il sistema ormonale.

L’uomo deve godere di una buona salute di fondo se vuole raggiungere i suoi scopi, se desidera percorrere il suo cammino evolutivo. Dove non c’è salute la vita non può raggiungere la sua pienezza e il suo obiettivo. Essa è quindi di estrema importanza nella nostra realtà fisica ed è un mezzo per conoscere la bellezza dell’esistenza. Qualunque sia lo scopo che ci prefiggiamo nella vita è certo che, per riuscirci, dobbiamo essere in grado di sostenere lo sforzo necessario per ottenerlo. Ogni impegno richiede energia, qualsiasi cosa pensiamo e facciamo richiede energia vitale. Il concetto che la salute sia una cosa imprevedibile, un dono di Dio, un bene che si ha o non si ha, ci ha tenuti imprigionati da secoli e ha ostacolato l’espressione delle nostre forze interiori guaritrici.

Fin da quando siamo piccoli la società, le istituzioni, i poteri occulti e anche i genitori, fanno in modo di tarparci le ali dell’immaginazione e della libertà in modo da indurci a rientrare in schemi di pensiero prestabiliti e convenzionali ed essere così più facilmente manovrabili e ubbidienti. Cercano così di instaurare nella nostra mente un senso di incompetenza e sfiducia verso i nostri sensi, la nostra immaginazione, la nostra capacità di prenderci cura di noi. Gli individui liberi, che riflettono, che pensano con la propria testa, sono considerati modelli temibili e vanno arginati al più presto.

Fino a oggi, quando non ci si sentiva bene era naturale rivolgersi al medico, divenuto responsabile del nostro corpo. Le cose stanno per fortuna cambiando e si è fatto strada, grazie alla riscoperta delle medicine e terapie naturali e delle filosofie orientali, il pensiero che siamo invece noi, in prima persona, i veri artefici del nostro star bene, che abbiamo dentro di noi immense capacità psichiche e immaginative di autoguarigione, e quindi possiamo riprendere in mano le fila della nostra salute. Come continuano a ripetere i naturopati, ormai da anni, non esiste la malattia, esistono solo le persone malate che devono essere trattate come individui completi, in base alla loro costituzione, età, sensibilità emotiva e stato mentale.

La malattia non nasce “per caso” o per sfortuna, ma nasce per un disordine generato, inconsciamente o consciamente nell’essere stesso che vive e si pone in maniera non conforme alle leggi naturali universali. La malattia è quindi un lento e progressivo inquinamento e un’intossicazione che genera un’infiammazione, un’alterazione del “terreno” sul quale appaiono poi vari sintomi. Questi blocchi energetici possono generare mal di testa, mal di schiena, ingrassamento, dolori vari e malattie di ogni tipo. Ad esempio, causa di artrite può essere una critica continua nei confronti di se stessi o degli altri; l’eccessivo stress dovuto a paure e tensioni può causare ulcere e perdita di capelli; sensi di colpa possono creare dolori sparsi perché a livello inconscio la persona si vuole autopunire.

Porgiamo sempre troppa poca attenzione alla nostra salute, mentre quando si tratta di affari stiamo molto attenti a prendere le misure necessarie per evitare perdite o altro. Per esempio, tutti noi siamo abbondantemente avvertiti dei pericoli del fumo, del bere, dell’eccesso di lavoro, sappiamo bene i rischi ai quali andiamo incontro e, nonostante ciò, molte persone continuano imperterrite a fumare, bere alcolici, a condurre una vita massacrante. L’essere umano desidera, da sempre, liberarsi da tutte le sofferenze ma si preoccupa solo di curare la disarmonia più tangibile, quella fisica. Non si rende conto che la causa reale di tutte le sue miserie sta nella sua mente e nella sua cecità spirituale di fronte al significato profondo e divino della vita. Comincia a essere considerata solo da poco tempo l’importanza che l’aspetto spirituale riveste nel complesso della nostra vita. La negligenza in questo settore è ancora elevata e si rimanda sempre il tempo di occuparsi della propria anima.

Ogni malattia ha un suo significato spirituale, se ne stronchiamo i sintomi essi ritornano in una forma modificata in altri organi, producendo più dolore e sofferenza. Quando un uomo ha liberato la propria anima dall’ignoranza, dall’intolleranza, dall’irascibilità e dalla paura, è più difficile che possa soffrire di malattie fisiche o di ristrettezze materiali. Il corpo, nella cultura indù, è invece considerato il tempio entro il quale abitiamo in questa incarnazione allo scopo di portare avanti il lavoro sulla coscienza. A seconda della sua qualità vibratoria saremo in grado o meno di elevarla, infatti se il corpo è agitato, irrequieto, ci riporta verso il basso.

“Un medico dovrebbe conoscere l’uomo nella sua interezza e non solo nella sua forma esterna (…) Se trova malata una parte del corpo, deve cercare le cause che producono tale malattia e non limitarsi a trattare gli effetti esterni.”

Paracelso

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Come fare il pieno di energia? Come si utilizza e che posto ha nella nostra vita? Queste e altre domande trovano risposta in questo libro che unisce spiegazioni a consigli pratici, semplici e alla portata di tutti.

Tutto l’Universo è avvolto in un’energia che permea minerali, vegetali, animali ma anche l’intero pianeta e le galassie più lontane. Questa Energia di vita, che le diverse dottrine chiamano di volta in volta Prana, Ki, Chi, Takione, Orgone, circola liberamente nel nostro organismo dando salute e benessere e influenzando il respiro, l’alimentazione, il pensiero, le emozioni, la sessualità; quando invece l’energia si blocca o si perde, nascono il disagio e la malattia.

La Pranoterapia, alla quale è dedicata larga parte di questo libro, è quindi l’arte antica di canalizzare e riequilibrare l’energia vitale in funzione della salute. Una pratica di guarigione che ciascuno potrà apprendere e potenziare grazie alla ricerca interiore e agli esercizi proposti.


La guarigione a portata di mano

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Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta diciannove anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita hanno condotto la Rainville a testare con altri la sua convinzione: VI È UNA CORRELAZIONE fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a Claudia Rainville. Se siete fra coloro che s’interrogano sul senso profondo della loro malattia, questo libro potrebbe condurvi alle cause profonde e dare il via ad un vero processo di autoguarigione. Leggere i sintomi come messaggi del corpo: una chiave semplice, fondata su un’enorme casistica, per comprendere cosa c’è dietro una malattia e guarire.

La metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi, incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.

Ogni sintomo è un messaggio è un grande best seller di Macrolibrarsi ed è considerato dalle persone che lo hanno letto una bibbia della salute.

Nulla è frutto del caso

caso-nulla

Non possiamo parlare di metamedicina senza tener conto della legge di responsabilità, giacché essa costituisce la condizione di base per una vera guarigione.
Quando studiavo microbiologia, interrogavo i miei professori per sapere dove provenissero i microbi (batteri, virus, parassiti, eccetera), e mi rispondevano che questi agenti patogeni provenivano da contaminazioni. Accettavo la cosa continuando però a chiedermi dove la prima persona avesse potuto contrarre il microbo. Mi adeguai, paga della massa di conoscenze che esploravo nel mondo affascinante dei microrganismi, ma i miei interrogativi erano latenti; quando cominciai a lavorare in ospedale, ricominciai a chiedermi perché il tale si ripresentasse di continuo con infezioni urinarie, e la tal altra con vaginiti a ripetizione.
Ricordo in particolare un uomo anziano, con la tubercolosi, che praticamente non usciva mai di casa; i pochi visitatori che riceveva non avevano il bacillo di Koch a cui si attribuiva la sua malattia: dove mai avevano potuto contrarre quell’infezione?
Intuitivamente, sapevo che gli esseri umani possiedono la capacità di sviluppare la malattia sia attirando l’agente infettivo mediante la frequenza vibratoria, sia destabilizzando le molecole delle proprie cellule, consentendo in tal modo lo sviluppo di una patologia. Ma quando azzardavo a proporre questa ipotesi, tutti mi deridevano.

Il Mahatma Gandhi diceva: «L’errore non diventa verità solo perché si propaga e si moltiplica. E la verità non diventa errore solo perché nessuno la vede».
Assumere la responsabilità di ciò che viviamo significa riconoscere e accettare che i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri atteggiamenti – proprio come le lezioni che bisogna imparare nella nostra evoluzione – abbiano dato luogo sia alle situazioni felici e infelici in cui ci siamo imbattuti sia alle difficoltà o alle gioie che viviamo attualmente.

Quando nei seminari e nelle conferenze tocco questo tasto, spesso la gente ribatte: «Sarei io che mi sono attirato un padre violento?», «Se un bambino nasce malato, non sarà mica colpa sua?». «Se mio marito ha perso il lavoro, è perché l’azienda in cui lavorava ha chiuso: non ha nulla a che vedere con lui», «Come a dire che, se ho mal di schiena, sarebbe colpa mia!», «Non pensavo che uno potesse fabbricarsi una malattia!», «E’ davvero ingiusto. Mio figlio, che no ha fatto male a nessuno, sarà handicappato tutta la vita, mentre ci sono dei criminali che stanno benissimo».
Il mio secondo padre diceva: «C’è un’unica giustizia sulla terra, ed è la morte».
Tutte queste riflessioni traducono un’incomprensione della legge fondamentale della responsabilità, molto spesso confusa con il senso di colpa: è questa confusione a renderla difficile da accettare agli occhi di molte persone, che la leggono così: «Se questa situazione o questa malattia me la sono creata io, allora sarebbe colpa mia se sto male».
Questa chiave di lettura è sbagliata, ed è – per molti di noi – dovuta al tipo di educazione religiosa in cui siamo cresciuti. La cultura giudaico-cristiana ci ha insegnato ad affidarci a un potere superiore, Dio, e che se agiamo secondo i suoi comandamenti e pratichiamo azioni meritorie, veniamo ricompensati in questa stessa vita o dopo la morte; se invece non obbediamo ai suoi comandamenti o a quelli della Chiesa ci attende la punizione! Con questa base alla prima difficoltà inattesa e inspiegabile automaticamente ci viene da pensare: «Cos’ho fatto di male perché debba capitare questo proprio a me?» Oppure cerchiamo un responsabile esterno, ci dev’essere per forza un «colpevole».

Così, quando una situazione ci fa soffrire, abbiamo preso l’abitudine di colpevolizzarci (credendolo di essercela meritata) oppure ne accusiamo altri, o addirittura Dio.
Quando dico che essere responsabile della situazione significa che mi riconosco quale creatore di ciò che vivo, non intendo insinuare che ho creato deliberatamente una situazione gradevole o sgradevole, ma che bisogna accettare e riconoscere che i nostri pensieri, il nostro sentire, i nostri atteggiamenti o le lezioni che è necessario integrare nella nostra evoluzione, hanno generato le situazioni felici o infelici che ora stiamo vivendo. La legge della responsabilità, di conseguenza, non ha nulla a che fare con il merito o la punizione, con la fortuna o la sfortuna, con la giustizia o l’ingiustizia, oppure con la colpa: riguarda solo il concatenarsi delle cause e degli effetti.
Non siamo forse liberi di accettare una credenza o rifiutarla? Di scegliere le parole di cui ci serviamo? Di interpretare una parola o una situazione?
Non siamo forse liberi di amare e di odiare? Di accusare o comprendere? Di dire del male o del bene?
Non siamo forse liberi di guardare la verità in faccia o di mentire a noi stessi? Di reagire o di agire? Di alimentare la paura o di avere fiducia?
Si, siamo liberi dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, delle nostre credenze, dei nostri atteggiamenti, delle nostre scelte.
Sebbene abbiamo, tutti quanti, questa libertà intera, non possiamo sfuggire alle conseguenze di ciò che scegliamo di dire, fare, credere.

Forse sei pronto a rinascere il peso delle tue scelte e delle loro conseguenze, ma forse penserai: «Se una persona è al volante e un’altra la investe in pieno, non avrà mica scelto lei di avere un incidente?». No, certamente. E tuttavia, che cosa è accaduto prima dell’incidente perché questa persona si trovi in quel contesto?
(…)

«Nulla è frutto del caso»

Questa verità fondamentale è a volte manipolata, per esempio da certi leader che, per far leva sui loro adepti, dicono: «Il caso non esiste, e se sei venuto qui è perché hai bisogno di noi». E’ giusto che non esiste il caso, e tuttavia l’interpretazione che si può dare di questa affermazione non è necessariamente quella giusta. Può darsi che una persona si trovi in un gruppo per imparare a dire di no oppure per impiegare il proprio discernimento.
Lo stesso Buddha diceva: «Non credete a me, verificate, sperimentate, e quando saprete da voi stessi che qualcosa è favorevole, allora seguitelo; e quando saprete da voi stessi che qualcosa non vi è favorevole, allora rinunciatevi».

Un senso di colpa può essere la causa di incidenti, problemi e oltre forme di autopunizioni? Osserva, e trai le tue conclusioni. Puoi verificarlo, se hai già avuto un incidente, che cosa stavi vivendo prima di esso? Un incidente a un piede o alle gambe può essere facilmente collegato a un senso di colpa, per il fatto di precedere qualcuno che invece fa da freno, magari perché a sua volta si rifiuta di avanzare. Un incidente a un dito può essere collegato a un certo perfezionismo; ci si sentire colpevoli per aver eseguito un lavoro troppo in fretta o senza troppa cura.
La simbologia del corpo può aiutarci a stabilire questo collegamento fra un incidente e ciò di cui si sentiamo colpevoli.

Claudia Rainville, tratto dal libro «Ogni sintomo è un messaggio»

La guarigione a portata di mano

Prezzo € 24,00
Compralo su Macrolibrarsi

Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta diciannove anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita hanno condotto la Rainville a testare con altri la sua convinzione: VI È UNA CORRELAZIONE fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a Claudia Rainville. Se siete fra coloro che s’interrogano sul senso profondo della loro malattia, questo libro potrebbe condurvi alle cause profonde e dare il via ad un vero processo di autoguarigione. Leggere i sintomi come messaggi del corpo: una chiave semplice, fondata su un’enorme casistica, per comprendere cosa c’è dietro una malattia e guarire.

La metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi, incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.

Ogni sintomo è un messaggio è un grande best seller di Macrolibrarsi ed è considerato dalle persone che lo hanno letto una bibbia della salute.

Come liberarsi dalle paure

paure-fobie

Come liberarsi dalle paure e dalle fobie

Per trasformare un atteggiamento, un modo di reagire, per liberarci di ciò che ci impedisce di star bene con noi stessi, vi sono tre tappe essenziali:

  1. prenderne coscienza (non si può cambiare nessuna reazione di cui non siamo coscienti);
  2. l’accettazione (si tratta qui di riconoscere, di ammettere la situazione qual è. Fintantoché non ammettiamo onestamente di aver bisogno di aiuto, non passiamo all’azione per chiederlo). Le prime tappe del percorso degli alcolisti anonimi consistono nell’accettare di essere alle prese con un problema di alcolismo, e nel riconoscere la propria incapacità a liberarsene da soli;
  3. l’azione (non è quello che sappiamo che può cambiare il nostro modo d’essere, ma ciò che facciamo con quello che abbiamo scoperto).

Queste tre tappe sono fondamentali in tutto il processo di trasformazione o di guarigione; puoi dunque servirtene per liberarti delle tue paure o delle tue fobie.

La maggior parte delle paure che proviamo sono inconsce.
1.      Ecco un semplicissimo esercizio per sviluppare la presa di coscienza: scrivi spontaneamente tutto ciò che ti viene in mente e che comincia con “non vorrei”. Ad esempio, non vorrei essere malato, non vorrei perdere il lavoro, eccetera. Poi rileggi queste tue frasi sostituendo il “non vorrei” con “ho paura”, e ti sarai fatto un’idea piuttosto precisa delle paure che hai.

Puoi rifare l’esercizio anche se già ne conosci il significato; ciò che importa, una volta che avrai scoperto la paura che porti in te, è di accettarla, di concederti il fatto che puoi aver paura. Ammettere una difficoltà o una debolezza significa essere già in cammino per superarla.
Ricordo un certo periodo della mia vita in cui diverse persone trovavano che avevo un’aria altera, snob. E tuttavia si trattava solo del meccanismo di compensazione, per mascherare un senso di inferiorità, la paura di non essere amata. Ne parlai con la direttrice del centro di crescita personale che frequentavo, le dissi che mi sentivo a disagio rispetto all’idea che le persone si facevano di me, giacché non ero come si immaginavano. Lei mi rispose:«E allora? Hai pure il diritto di avere l’aria snob». Non avevo mai pensato che potessi essere autorizzata ad avere quell’aria. Accettai la cosa, dicendomi che l’importante non era tanto ciò che gli altri pensavano di me, quanto ciò che io pensavo di me stessa. Questa accettazione mi permise di capire la ragione del mio atteggiamento, e riuscii a superarlo.

L’azione riguarda il mezzo da usare per far fronte alla tua paura, per liberartene, per acquisire più fiducia in te e nella vita.
La fiducia è il miglior antidoto contro la paura. Ci sono paure che potrai affrontare, altre che dovrai addomesticare, e altre ancora per le quali bisognerà che tu ti conceda il tempo necessario a liberartene. Ciò che importa, è scegliere il mezzo più adeguato alla situazione in cui ti trovi. Vediamo qualche esempio.
Hai un nuovo lavoro, e hai paura di non essere all’altezza. Puoi ripeterti cento volte «dentro di me ho tutte le carte in regola per riuscire, e ho successo in tutto»; ma puoi anche crearti un’immagine mentale: ti rilassi per bene e ti visualizzi con il tuo datore di lavoro che ti fa i complimenti. Se non riesci a vederti, cerca di immaginare almeno la sua voce. Il risultato sarà altrettanto buono.
Ti sei appena comprato una casa e hai paura che ti manchino i soldi; puoi chiederti:«Mi è mai mancato il necessario, fin qui?». Convinciti allora che, se non ti è mai mancato, non ti mancherà mai. Ed è giusto così. Se una delle tue lezioni di vita fosse collegata alla mancanza del necessario, non avresti più soldi da un pezzo.

Un altro modo di prendere coscienza delle tue paure sta nel prestare attenzione a tutto ciò che ti fa esitare, a ciò che non osi dire o fare.
Ad esempio, se ti propongo di parlare di un tuo progetto durante una serata dedicata alla raccolta di fondi per un’opera umanitaria, ecco che ti prende l’angoscia: non sai se devi accettare. Vuoi certamente contribuire all’opera umanitaria, ma non ti senti in grado di parlare davanti a un pubblico così numeroso. Puoi soffermarti a cercare la paura che ti angoscia e ti fa esitare; è la paura d’essere criticato? di ciò che gli altri possono dire o pensare? di venire ridicolizzato? di fare delle gaffes?
Forse nella tua memoria emozionale c’è un ricordo del tipo: dovevi parlare davanti a tutta la classe, e hai detto una scemenza; i compagni si sono messi a ridere e tu ti sei sentito ridicolo.

La paura di perdere una persona che ci è cara può molto spesso renderci possessivi e soffocanti. E’ proprio ciò che conduce l’essere amato a volersene andare per respirare.
Ricordati che l’amore, per essere sano e vivo, ha bisogno di respirare: se soffoca, l’amore muore. La fiducia permette all’amore di fiorire. Per superare questa paura, accetta semplicemente che le persone che incrociano il tuo cammino si presentano a te per farti evolvere, e tu, a tua volta, per aiutarle nel loro cammino.
Trattenere la persona che ami, significa spingerla ad andarsene.
Approfittare degli istanti in cui l’altro è presente, ringraziare di tutto ciò che si può condividere giorno per giorno può invece solo rinforzare il legame che vi unisce. Se un giorno la persona che ami dovesse andarsene (perché muore o per un’altra ragione)quegli istanti privilegiati che ti avranno colmato la coppa del cuore ti permetteranno di dare quest’amore a un altro. Se invece dedichi tutti questi momenti alla paura, la persona amata se ne andrà e la tua coppa sarà vuota, dopodiché ti aggrapperai a qualcun altro, con la speranza di riempirla di nuovo. Di fatto riproduciamo sempre la stessa sceneggiatura, fino a che la nostra maturità affettiva sarà sufficiente per smettere d’amare come fa il bambino che è mamma-dipendente.

Per superare la paura di ciò che può capitarti, accetta che, quale che sia il cambiamento, è sempre per il meglio.
Anche, se all’inizio, il cambiamento ti spinge a prendere un po’ le distanze, è solo per avanzare un altro po’. Ecco un’altra affermazione che potrà aiutarti di fronte alle situazioni incerte:«Ho fiducia nella mia situazione presente perché Dio, lo Spirito della Saggezza dell’Amore, è con me per guidarmi e sostenermi. Tutto si sistema ora divinamente per me. Trovo la soluzione ideale per la mia situazione».
Quanto all’opinione altrui, sappi che, qualsiasi cosa tu faccia, non potrai mai impedire agli altri di pensare. Permetti loro di non essere d’accordo, di non capire, ma agisci secondo il tuo sentire e le tue aspirazioni, perché non sei venuto a questo modo per rispondere alle aspettative altrui, ma per la tua evoluzione personale.
La paura dell’opinione altrui è collegata alla paura di non essere amato e apprezzato. Apprezzandoci e rispettandoci, attireremo necessariamente amore e rispetto. Quest’affermazione può aiutarti:«Sono una persona formidabile, diversa dagli altri ma altrettanto importante. Mi rendo conto che posso molto, e che gli altri mi apprezzano molto. D’ora in poi agirò in funzione delle mie aspirazioni e del rispetto che ho per me». “Osare” è l’antidoto migliore contro la paura! Dice un proverbio indù:«Si muore per non aver osato».

Claudia Rainville, tratto dal libro «Ogni sintomo è un messaggio»

La guarigione a portata di mano

Prezzo € 24,00
Compralo su Macrolibrarsi

Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta diciannove anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita hanno condotto la Rainville a testare con altri la sua convinzione: VI È UNA CORRELAZIONE fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a Claudia Rainville. Se siete fra coloro che s’interrogano sul senso profondo della loro malattia, questo libro potrebbe condurvi alle cause profonde e dare il via ad un vero processo di autoguarigione. Leggere i sintomi come messaggi del corpo: una chiave semplice, fondata su un’enorme casistica, per comprendere cosa c’è dietro una malattia e guarire.

La metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi, incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.

Ogni sintomo è un messaggio è un grande best seller di Macrolibrarsi ed è considerato dalle persone che lo hanno letto una bibbia della salute.

Puoi guarire, credici!

Cenni sulle teorie del dottor Hamer (Nuova Medicina) ed esperienza personale di guarigione

guarire-credici

Ciao, voglio condividere con il mondo intero la mia esperienza di guarigione dal cancro attraverso il cambiamento delle mie credenze relativamente alla malattia e l’approccio alla Nuova medicina del dott. Hamer.

Inizialmente, come la maggior parte delle persone, di fronte ad una diagnosi medica talmente improvvisa quanto dolorosa, la mia reazione è stata di disperazione. In seguito tale sentimento è andato incrementandosi e modificandosi fino a diventare rassegnazione. Nonostante ciò, anche in queste fasi iniziali mai ho pensato al peggio e ho sempre sottovalutato il problema, tanto da non ritenermi mai grave. La mia testa aveva ben chiaro l’obiettivo GUARIGIONE e questo ha fatto si che sulla mia strada incontrassi persone, letture e situazioni tali da indirizzarmi verso la risoluzione del mio problema.(..nulla accade per caso, ma siamo noi che ci creiamo il nostro destino con i nostri pensieri!)

In particolare, pur percorrendo un percorso medico con la medicina tradizionale, più per insistenza dei familiari che per mia scelta, ho intrapreso un cammino con la Nuova medicina di Hamer. Ho preso la mia vita nelle mie mani cercando la causa scatenante della malattia.

L’incontro con un medico esperto di Nuova Medicina e Biologia totale, la frequentazione di seminari e l’approfondimento attraverso numerose letture mi hanno veramente cambiato la vita…. in meglio!

L’argomento Biologia Totale e Nuova Medicina di Hamer è molto vasto e incontra pareri discordanti, quindi io da autodidatta e da testimone vivente della sua efficacia cercherò qui di spiegare le informazioni anche scientifiche da me acquisite, filtrate dal mio vissuto e dalla mia esperienza di ex malata, che spero possa aiutare altre persone ad imboccare la strada della guarigione.

Il dottor Hamer, nasce nel 1935 in Renania. Nel 1978 il figlio di Hamer muore dopo molti giorni di agonia in seguito a una ferita di arma da fuoco. Dopo alcune settimane Hamer scopre di essere malato di cancro ai testicoli. Dopo l’iniziale interpretazione secondo i canoni della medicina tradizionale, il medico comincia ad interrogarsi sulla possibile correlazione tra il trauma vissuto e il cancro.

Nonostante la malattia Hamer continua a lavorare presso il reparto di ginecologia dell’Ospedale di Baviera dove incontra donne malate di cancro le quali interrogate con delicatezza dal medico, rivelano di aver vissuto nei mesi precedenti la scoperta della malattia, un grave trauma emotivo.

Hamer considera queste rivelazioni molto più di semplici quanto numerose coincidenze e comincia un’attività di ricerca presso una clinica di Colonia dove vi erano numerosi malati di cancro ai polmoni, di cui solo la metà fumatori. Dai colloqui con i pazienti ha ulteriore conferma delle relazioni causa- effetto fra trauma emotivo e scatenarsi della malattia.

Naturalmente le scoperte del dottor Hamer trovarono contrasto nella medicina tradizionale, che non poteva tollerare affermazioni che andavano a minare i pilastri delle scoperte scientifiche nonchè gli interessi economici in primis delle case farmaceutiche.

Ora elencherò le cinque leggi di Hamer, che ho cercato di enunciare in maniera che anche argomenti scientifici possano essere compresi da tutti gli ammalati.

PRIMA LEGGE

– 1) Il trauma è il detonatore in quanto ogni malattia, quindi anche il cancro, è la risposta ad un trauma che ci trova impreparati, che viviamo in solitudine e che non sappiamo come risolvere. A trauma vissuti con maggior intensità corrispondono malattie più gravi. Inoltre l’emozione provata quando è avvenuto il trauma determina l’organo fisico malato.

SECONDA LEGGE

-2) Tutte le malattie hanno due fasi: la prima fase è quella di stress ed è chiamata simpaticotonia perchè entra in azione il sistema simpatico ed è la fase che va dal trauma alla risoluzione del conflitto. La seconda fase va dalla soluzione del problema al ritorno alla normalità ed è detta vagotonia perchè entra in azione il sistema parasimpatico (vago).

Nella prima fase (SIMPATICOTONIA) la persona colpita dal trauma che lo coglie impreparato, che vive in solitudine il conflitto e continua a rimuginare il problema comincia a non avere fame, è stressato, dimagrisce, ha problemi del sonno. Questa è la fase di adattamento all’evento (qui si ha il dimagrimento che la medicina tradizionale attribuisce al cancro ed è invece causato dallo stress).

A livello cerebrale si verifica una specie di cortocircuito che assume la forma di piccoli anelli concentrici in una certa area del cervello che presiede il funzionamento di un organo ben definito. Dall’analisi di numerosissime TAC il dott. Hamer è riuscito a determinare una “mappa” del cervello individuando la corrispondenza fra il tipo di trauma originario, l’area colpita a livello cerebrale e l’organo fisico comandato da quell’area.

Il nostro cervello a questo punto da un ordine al nostro corpo ed è uno tra i quattro possibili:

-creare una massa
– scavare dei buchi
– bloccare
– sbloccare

(come è possibile scindere mente e corpo, considerando la malattia come sintomo solo fisico? Il nostro cervello è il computer più potente al mondo, comanda ogni funzione e anche nella malattia ha una fase determinante, tutto dipende dalla nostra testa!

Se pensiamo di non poter cambiare gli eventi della nostra vita cerchiamo almeno di cambiare l’atteggiamento mentale con cui affrontiamo e viviamo le situazioni, ne guadagneremo in salute!)
Nella fase successiva (VAGOTONIA) che ha inizio alla risoluzione del conflitto a livello psichico lo stress diminuisce, torna l’appetito e migliora il sonno soprattutto con l’avvicinarsi dell’alba.
A livello cerebrale dove si è verificato il corto circuito comincia a verificarsi un edema di riparazione. A livello fisico il paziente entra in una fase di infiammazione (ci possono essere febbre, dolori diffusi o stanchezza.
Tutti gli stati infiammatori sono infatti delle riparazioni, comprese le malattie infettive. In questa fase la stanchezza obbliga il nostro fisico a dedicarci esclusivamente alla riparazione dei danni, impedendoci di sprecare altrove energie.

TERZA LEGGE

-3) Al di la della complessità tutto è semplice, sostiene Hamer.

Nel corso dei secoli l’uomo ha integrato nel cervello dei programmi di sopravvivenza volti al superamento di ogni genere di ostacolo. Ogni soluzione viene registrata e trasmessa alle generazioni future. Nei primi due mesi di vita intrauterina il feto incarna tutta questa memoria dall’inizio della vita ad oggi. Dal nono giorno di formazione appaiono l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma da cui si svilupperanno i vari tessuti ed organi.

Dall’endoderma derivano gli organi arcaici essenziali al primo stadio dell vita: quelli della respirazione, della digestione, dell’eliminazione e della riproduzione. In questa fase si forma l’epitelio ghiandolare che ritroveremo ad esempio nel tratto digestivo. I conflitti che riguardano questa memoria sono quelli collegati al” boccone”. Un boccone di cibo, un boccone d’aria o un boccone da espellere (ed esempio non digerire una situazione o un licenziamento con un conseguente cancro allo stomaco!)

Nella seconda fase appare il mesoderma cerebellare da cui derivano le membrane di protezione: derma, pleura, peritoneo, pericardio i cui comandi si trovano nel cervelletto. I conflitti riguardanti questa memoria sono relativi alla paura di venire aggrediti o sentirsi colpiti nella propria integrità morale (una situazione di conflitto che ci fa sentire sporchi o inzozzati che si trasforma in un melanoma). La pelle essendo la parte del nostro corpo che per prima viene a contatto con gli altri individui rappresenta tutti i conflitti definiti di separazione (vedi varie infezioni cutanee del neonato non appena è separato dal seno della madre).

Nella terza tappa si sviluppa lo scheletro, i muscoli e i tendini ed anche il midollo cerebrale. In questa fase si sviluppa il senso del proprio valore perchè rappresenta il confronto con il mondo esterno. I conflitti collegati a questa memoria sono i conflitti di svalutazione di se (conflitti del tipo mi hanno licenziato perchè non valgo, il mio partner mi tradisce perchè non lo soddisfo ecc.)

Nell’embrione si perfezionano retina, epidermide, laringe, esofago, mucose del naso e bocca, coronarie, vie biliari, sistema nervoso. Compare inoltre la corteccia cerebrale. (se ho paura di morire quindi che mi manchi il citato boccone di aria la soluzione biologica del cervello sarà quella di aumentare gli alveoli polmonari per prendere più aria e sopravvivere (una proliferazione di cellule è un cancro ai polmoni). Se invece “mi tolgono il fiato” o “mi manca il respiro” quindi in relazione al mondo esterno, la soluzione biologica registrata dal cervello sarà quella di ulcerare i bronchi affinchè possa passare più aria (la corteccia cerebrale impartisce uno dei quattro ordini possibili quindi ordina una lisi sotto forma di ulcerazione). Se il conflitto riguarda dover andare
nello stesso tempo in due direzioni e noi non sappiamo decidere, la soluzione perfetta registrata dal nostro cervello per eliminare il conflitto è quella di paralizzare le gambe.

Quello che avviene nel ventre materno ripercorre tutti gli stadi dell’evoluzione del genere umano. Al verificarsi di un evento conflittuale inatteso, senza soluzione apparente, vissuto in solitudine, la patologia si esprime a livello mentale, cerebrale e organico: è quella chiamata fase di simpaticotonia che si manifesta

– a livello mentale con una situazione di stress permanente;
– a livello cerebrale si verifica un cortocircuito dell’area determinata dal tipo di emozione subita;
– a livello fisico avviene la proliferazione cellulare (tumore) per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dal cervelletto, oppure la lisi (perdita di sostanza) o ancora il blocco funzionale (paralisi) per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalla corteccia cerebrale.

L’eliminazione del conflitto segna il passaggio alla seconda fase della malattia detta di vagotonia che si manifesta:

– a livello mentale si ritrova la quiete
– a livello cerebrale si rigenerano i circuiti elettrici
– a livello fisico avviene l’incistarsi del tumore (caseificazione ossia riduzione ad opera di batteri) per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dal cervelletto, la ricostruzione della lisi o lo sblocco funzionale per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalla corteccia cerebrale.


QUARTA LEGGE

4) I microbi sono operai specializzati agli ordini del cervello in quanto durante la sopra citata fase di vagotonia o riparazione permettono di recuperare la salute, a seguito di un ordine del cervello. La medicina tradizionale ritiene invece i microbi responsabili delle infezioni dalla seconda metà del secolo scorso, da quando cioè è stato scoperto che i microbi erano presenti in tutti i soggetti che manifestavano febbre e infezione. Qualcun altro ricercatore scoprì invece che fin dalla nascita l’uomo convive con i microbi infatti il nostro corpo contiene dieci volte più batteri che
cellule umane. Quando si viaggia in paesi stranieri i microbi possono diventare patogeni perchè il nostro corpo non li riconosce come facenti parte del suo ambiente (il morbillo “importato” dai conquistatori del Nuovo Mondo decimò le popolazioni locali in quanto il loro organismo non era preparato a riconoscere il nuovo microbo).

Come mai non tutti si ammalano di influenza? Perchè persone con un sistema immunitario apparentemente forte si ammalano e altre persone cagionevoli di salute non si ammalano di influenza?

Secondo Hamer i microbi lavorano solo nella seconda fase della malattia, dopodichè rimangono inattivi. I microbi sono quindi degli alleati che vivono in simbiosi con noi agli ordini del nostro cervello.Distruggendoli si rimanda la fase di riparazione che avviene comunque alla risoluzione del conflitto. Essi fanno parte del programma biologico della natura, arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione secondo una logica ben precisa in sincronia con il nostro cervello, proliferando e morendo a seconda del tipo di patologia.

I funghi e i microbatteri sono spazzini che ripuliscono i tumori situati negli organi derivanti dall’endoderma e governati dal tronco cerebrale e quelli degli organi derivanti dal mesoderma cerebellare, retti dal cervelletto. I batteri oltre alla funzione di spazzini restaurano anche le lisi (riduzioni cellulari) situate negli organi derivanti dal mesoderma del midollo cerebrale retti dal midollo cerebrale.

Alla luce di queste informazioni risulterebbe da rivalutare sia la funzione dei vaccini che impediscono ai batteri di fare il loro lavoro, sia degli antibiotici che uccidono i batteri. Ciascuno di noi nasce in un luogo e in un epoca che sono impregnati di un certo numero e tipo di microbi, ai quali si adatta durante tutta l’esistenza. I vaccini risultano utili in caso di viaggi in terre lontane in quanto come detto, entriamo in contatto con microbi non riconosciuti dal nostro organismo (il viaggio in aereo non è previsto dalla nostra biologia ed in caso di spostamenti lenti registrati in fase di evoluzione l’uomo sarebbe in grado di adattarsi globalmente alle nuove condizioni ambientali).

QUINTA LEGGE

5) Tutti i comportamenti dell’uomo (anche la malattia è un comportamento) sono determinati da programmi di sopravvivenza iscritti nel nostro cervello.
Le malattie non sono ereditarie, bensì è ereditario il modo di pensare e di affrontare un conflitto!

La malattia ha sempre un senso e un’intenzione biologica positiva ed è la soluzione perfetta pensata dal nostro cervello, l’ultima possibilità di sopravvivenza.

Precisamente un uomo in età riproduttiva destrimane al verificarsi di un trauma emotivo sarà colpito nella parte destra della corteccia cerebrale (quarta fase dell’evoluzione ) e svilupperà patologie relative agli organi comandati dall’emisfero destro: bronchi, arterie coronarie, stomaco, duodeno, vie biliari e vescica.

Una donna non in menopausa e che non assume pillola anticoncezionale (in questo caso cambia il suo stato ormonale) al verificarsi di un trauma emotivo sarà invece colpita nella parte sinistra della corteccia cerebrale con malattie ai seguenti organi: tiroide, laringe, vene coronarie, collo dell’utero, vescica, retto.

La fine dell’età fertile con la diminuzione degli ormoni femminili nelle donne e maschili negli uomini ogni sesso vive le emozioni in maniera opposta con una inversione delle patologie. Questa indicazione è utile alle donne che al momento della menopausa spesso vivono un conflitto di svalutazione di sé per il fatto di non poter più procreare con una conseguente osteoporosi (un lento suicidio ordinato dal cervello che esegue gli ordini alla lettera quindi se ci sentiamo inutili per il cervello = non utili).

Come gia detto è importante l’atteggiamento con cui si affronta la vita ed è importante condividere i nostri pensieri smettendo di rimuginare i problemi dentro di noi. Affrontiamo le situazioni e troviamo velocemente una soluzione ricordando che tutto quello che non si esprime si imprime sul nostro fisico sotto forma di malattia. La malattia ci permette di evolvere.

Spesso ci mette di fronte a scelte importanti e dolorose e ci obbliga a fare un viaggio all’interno di noi stessi ma è sempre un’opportunità di crescita e cambiamento. Non esistono esperienze negative, ma esistono solo esperienze che ci permettono di evolvere. Amiamo noi stessi e gli altri. Cambiamo le nostre credenze limitanti. Abbandoniamo i poregiudizi. Ricordiamo che non esiste nulla per cui val la pena di ammalarsi: un lavoro, una casa, un figlio, un marito, una moglie; nulla vale di più della nostra vita. Non esiste nulla per cui val la pensa di morire!

Io chiamo la mia esperienza “maestra malattia“, grazie alla quale ho appreso i meccanismi del pensiero positivo e ho affrontato situazioni che mi creavano dolore da tempo.

Credeteci! tutti possono guarire. Prendete la vita nelle vostre mani, credete nella guarigione.

Analizzate il momento in cui avete scoperto di essere malati e pensate ad un evento per voi traumatico vissuto in precedenza. L’emozione collegata al trauma ha deteminato la localizzazione a livello fisico.

Di fonte ad un deteminato evento non tutti reagiamo nello stesso modo, ad esempio di fronte a un licenziamento improvviso c’è chi si autosvaluta (reumatismi o incasi più gravi osterosarcoma, chi prova rancore verso il datore di lavoro (epatite o cancro alle vie biliari) chi si sente minato nel proprio territorio (infarto) chi lo vivrà come una porcata (cancro al colon) ed infine chi vivrà il licenziamento come un’opportunità di cambiamento e di miglioramento. Come gia detto, se non possiamo evitare di essere licenziati possiamo evitare di ammalarci per un evento. NON ESISTE NULLA PER CUI VAL LA PENA DI MORIRE.

Questo è il mio pensiero che potete o no condividere. Vi chiedo solo di pensarci. Cosa rischiate?

Di seguito vi elenco alcuni libri dai quali ho tratto le informazioni scientifche sopra riportate e nei quali sono ben indicate le diverse patologie ed i conflitti ad esse riferiti.

Buona lettura, buon cambiamento, buona guarigione, buona vita a tutti.

Gio farfalla

fonte:http://guaritaconlatesta.blogspot.com/

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Osannato dai malati, osteggiato dall’Ordine dei Medici, il dottor Hamer colleziona lauree ad honorem in medicina in certi Paesi, e processi in altri, oltre a riempire periodicamente le cronache dei quotidiani di mezza Europa con le sue vicende. Oncologo e ricercatore, basta il suo nome perché nel mondo della Sanità si assista a una levata di scudi… ma le sue casistiche di guarigione delle malattie degenerative sono impressionanti, tali da far vacillare l’edificio della medicina ufficiale…

E il dubbio di molti è che il suo sistema sia così osteggiato proprio perché urta gli interessi delle Holding farmaceutiche…Come può essere che una grave malattia come il cancro sia il tentativo del cervello di “riparare” (e quindi di guarire) un trauma subito? E che basti individuare il trauma e “disfarlo” perché il cervello receda dalla sua azione “riparatrice”, arrestando quindi la proliferazione delle cellule cancerose? E come possiamo individuare rapidamente questo trauma? Gli Autori, da anni studiosi del metodo Hamer, ce lo spiegano in quest’ottimo libro (l’unico in Italia aggiornato ed esauriente sull’argomento), scritto in modo che tutti lo possano capire, con l’aiuto di argute vignette.

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