Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
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La forza dell’amore

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Viviamo in un’epoca di solitudine dove frequentiamo persone ma non coltiviamo l’amore e l’affetto.

Siamo spesso concentrati solo su noi stessi, egoisticamente imprigionati dalla nostra individualità.

E’ fondamentale amarsi per conoscersi e accettarsi, ma non si possono provare gioia,paceequilibrio se non si ha la capacità di dare attenzione e amore anche agli altri.

Amare è sconfiggere l’indifferenza e sperimentare la fiducia e la flessibilità verso gli altri, considerare la diversità una cosa bella, qualcosa da apprezzare, da rispettare. L’amore non è competizione, è pensare l’altro parte di noi stessi, un legame di eguaglianza dove isentimenti nascono dalla comprensione, dalla capacità di fermarsi ad ascoltare quando qualcuno ha bisogno di noi e offrire il proprio aiuto senza chiedere nulla in cambio.

La generosità d’amore rende la nostra vita ricca di significato e la nostra mente libera da pensieri negativi e pregiudizi.

L’amore si scopre solo amando
Paolo Coelho

Di Simona Roveda.

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Ama con tutto il tuo cuore

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Ama il tuo partner con tutto il cuore. Anche se una sola persona non può appagare tutti i tuoi bisogni, così come tu non puoi appagare i suoi, amala incondizionatamente.

Capisci le sue esigenze, ascoltala con passione, diventa il suo migliore amico. Non desiderare che cambi: apprezzala per quello che è e fatti apprezzare per quello che sei. Non sentirti inadeguato o insicuro! Dona calore, allegria, serenità, sicurezza e felicità alla persona che ami. Sii dolce e generoso.

Rispetta i suoi spazi. Aiutala a ritrovare le sue certezze, a credere in se stessa, a cambiare le credenze limitanti, a prendere decisioni importanti che determinino il suo futuro. L’amore è il vero potere: rispondi sempre con amore e diventerai insostituibile, irrinunciabile, avrai un valore aggiunto che ti renderà unico.

Chiarite le vostre regole, in che modo volete essere amati e quale pensate che sia il significato di amare ed essere amato. E’ molto importante parlare con sincerità e saper comunicare, in quanto è sin troppo facile fraintendersi e interpretare male parole e atteggiamenti.

Entra in sintonia con il tuo partner, comprendine bisogni ed esigenze, capisci cosa la fa sentire amata e non smettere mai di farglielo capire. Non dare mai nulla per scontato.

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L’amore secondo Payeur

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Esistono dei principi inerenti l’esperienza dell’amore e la sua modalità d’espressione, senza i quali l’amore non può essere vissuto. Questi principi sono tre.
1) Il primo è il rispetto. Perché la sessualità possa diventare un mezzo di perfezionamento della coppia bisogna che tra i partner ci sia un profondo rispetto. Ma non è così facile sviluppare il rispetto in noi. Il rispetto implica, infatti, di essere capaci d’accettare l’altro nella sua differenza.

Colui che non rispetta l’altro è, in realtà, una persona che non si conosce. Questo essere, profondamente insicuro, ha paura perché non ha ancora trovato la sua identità.

Amare se stessi significa essenzialmente conoscersi. Se per rispettare l’altro ci si modella a ciò che egli è, ci si crea una grave illusione: il complesso del camaleonte. La vittima di questo complesso dirà tra sé, più o meno inconsciamente: “Mi sto modellando a ciò che lui è, sto dicendo cose che gli faranno piacere, etc.”. Si tratta di un errore con terribili conseguenze, poiché rispettare l’altro non significa mentirgli e neppure mentire a se stessi.

L’amore implica prima di tutto trasparenza. Coloro i quali contraggono il complesso del camaleonte vivono una profonda angoscia quando scoprono che non potranno essere amati per ciò che sono realmente.

Il primo principio dell’amore è dunque il rispetto, e questo rispetto è prima di tutto di se stessi.

2) Il secondo principio inerente l’amore è la fiducia. Si crede generalmente che avere fiducia in un altro significhi essere sicuri dell’altro; ma si rivela impossibile raggiungere questa certezza, poiché è già impossibile essere sicuri di se stessi. Questa incertezza risiede nel fatto che ogni essere umano dispone del libero arbitrio. Ogni essere umano ha la possibilità di trasformare il suo destino, così appare molto difficile stabilire una certezza in sé o nell’altro.

Per rimediare all’impossibilità di raggiungere questa sicurezza, esiste una predisposizione soprannaturale: la fiducia. La fiducia, seconda componente dell’amore, permette all’essere umano di agire come se possedesse questa sicurezza mentre in realtà non ce l’ha e non l’avrà mai. Egli agisce allora come se questa fiducia, ripetiamolo, non provenisse dalla personalità, ma da una forza divina che scende in coloro che amano.

3) Il terzo principio che riguarda l’esperienza amorosa, è l’impegno in un’opera comune. In una relazione basata su di un sentimento autentico l’essere umano vive un reale rapporto d’impegno. Questo impegno si manifesterà sotto varie forme. La prima non è altro che la responsabilità.

Nell’impegno che una relazione amorosa implica c’è lo sviluppo dell’unicità e questa è legata al senso di responsabilità, quell’aspetto dell’impegno che è il dono di sé. L’altro acquista valore perché diventa una parte di noi stessi.

Un’altra forma sotto la quale si manifesta l’impegno è la fedeltà. La nozione di fedeltà è un aspetto concreto della vita coniugale. L’espressione classica “impegnarsi nel bene e nel male” rende bene l’idea di ciò che essa implica.

Amare non è un’esperienza naturale, ma qualcosa di trascendente che supera di molto i limiti del nostro ego.

[Le più belle parole che si possano dire alla persona amata sono: “Tu mi deludi, ma resto ugualmente con te”.]

Charles-Rafaël Payeur

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Se si vuole che l’amore fiorisca occorre ascoltarne le richieste senza ostacolarlo. Il lavoro terapeutico qui documentato mostra come l’amore segua le leggi dell’Anima ed evidenzia i problemi derivanti dal danneggiarlo o dall’ignorarne i bisogni, rivela inoltre come le ferite inferte da precedenti membri della famiglia possano ripercuotersi sui discendenti. Infine, spiega come guarire facendo ordine nelle proprie relazioni intime.

Percorso di crescita personale

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CONOSCERSI PER ESSERE
Noi donne abbiamo generalmente un cattivo o inadeguato apprezzamento del nostro valore personale. Per ovviare a questo è necessario imparare a conoscerci profondamente e padroneggiare i nostri pensieri e le nostre azioni. Riprendere in mano il timone della nostra vita ha senso solo se corrisponde a ciò che vogliamo essere.
Senza la conoscenza e la coscienza della profondità del nostro essere, l’energia che ci occorre per vivere e per amare non può circolare bene. La donna che non conosce la sua unicità e la sua bellezza interiore rimane impigliata nel doloroso processo di confronto, di misurarsi con il giudizio altrui e disperde un’enormità di energia vitale.

COME RISVEGLIARCI?
La conoscenza libera l’energia vitale. Questo processo di conoscenza di sé porta alla percezione di essere co-creatrici, responsabili di noi stesse ed è nel profondo del cuore che si produce questo risveglio. Noi abbiamo dentro la forza che ci guarisce e ci trasforma. Cominciamo ad imparare a far silenzio dentro di noi per riconoscere quale sia il nostro proprio destino, la nostra missione in questa vita, imparare ad andare in fondo alla scelta a cui ci si sente chiamate, anche se può essere una scelta difficile e dolorosa.
Riscopriamo e nutriamo la fiducia in noi stesse, rafforziamo la fede nei nostri ideali e, successivamente, sulla base del nostro cambiamento individuale, iniziamo ad operare con determinazione e convinzione anche per il cambiamento della coscienza collettiva.

TUTTO CIÒ CHE TI SERVE È GIÀ DENTRO DI TE…….BASTA COGLIERLO!!
È necessario sforzarsi per incontrarsi e riconoscersi. Concretamente questo può avvenire sotto forma di un percorso di silenzio esteriore ed interiore, riflessione, concentrazione e meditazione, che conduce ad un rinforzo della fiducia in sé stesse, Questo è il primo passo in questo inizio di processo trasformativo.
Il secondo passo consiste nell’incoraggiarsi a vicenda a vivere la propria visione e la propria vocazione fino in fondo. L’energia e la solidarietà di un gruppo (anche virtuale) di persone che sono già in marcia sul percorso nutrono quelle donne che sono pronte a iniziare e mettersi in cammino.

REALIZZA I TUOI SOGNI. ORA!!
Il coraggio è innanzitutto una qualità del cuore, e non manca di certo alle donne. Con il coraggio i sogni possono diventare realtà. il coraggio è potere e magia. Parliamo di quel coraggio che è l’espressione di una visione positiva ed olistica del mondo. La grigia neutralità e la tiepidezza non hanno mai portano in nessun luogo e ad alcun progresso. Tutto quello che sogniamo di fare, cominciamo a farlo. Adesso!!

NESSUNO CI INSEGNA A VIVERE
Generalmente questa prima fase di percorso di crescita viene tralasciata o sottovalutata nell’educazione e nella formazione in questa nostra attuale società che privilegia soprattutto la formazione professionale (e a volte fa male anche quella!!!).
Invece di avere a cuore di educare e formare delle persone complete, integre, serene e generose, pone l’accento esclusivamente sull’istruzione professionale, sulle capacità intellettive o manuali, sulla rivalità e competizione sfrenata, che conducono all’arrivismo a tutti i costi, calpestando, per ottenere il successo, qualsiasi cosa che si frapponga ed ostacola tale obiettivo.
Nessuno ci insegna a vivere!! Nessuno ci insegna ad amare, a comprendere, a relazionarci con il prossimo (e prima con noi stesse). Tutto quello che impari lo impari a tue spese, strada facendo, un errore dietro l’altro, una sofferenza sopra l’altra e quando poi, alla fine, cominci a capire un po’ come va la vita, è già l’ora di lasciarla….

Imparare dalle delusioni della vita

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“La qualità della nostra fiducia è misurata dallo stato della nostra vita: dall’amore che abbiamo per noi stessi, dalla profondità dell’intimità delle nostre relazioni più importanti, dalla gioia con cui affrontiamo la vita.

Possiamo fare terapia all’infinito ed esplorare le ferite della nostra infanzia, ma a che cosa serve se non ci porta a un maggiore livello di vera fiducia? Mancherà sempre qualcosa di fondamentale.

Abbiamo bisogno di alcune chiavi per usare le esperienze della vita che ci mettono alla prova così che diventino occasioni per aprire il nostro cuore anziché chiuderlo… Abbiamo bisogno di una struttura, di una comprensione che ci aiuti a riconoscere il valore delle delusioni e degli abbandoni, così che ci possano dare forza, anziché indebolire o distruggere la nostra fiducia nella gente e nella vita.

Se vediamo il significato emozionale e spirituale dei nostri momenti difficili, allora possiamo contenere il dolore. Le delusioni e gli abbandoni ci sfidano a scoprire una fiducia reale e questo processo è un lungo cammino. Altrimenti le nostre ferite possono facilmente diventare terribili e insopportabili.”

Conosci te stesso

crescita-interiore

Conosci te stesso” era scritto all’entrata del tempio di Apollo a Delfi. E’ l’invito che rimbalza vivace senza trovare risposta fino ai nostri tempi, domanda spesso dimenticata, trascurata ma sempre viva e potente.

Sono immenso, contengo moltitudini, mi contraddico” scrive Walt Whitman, tracciando in un solo verso il manifesto di quella spinta umanistica che vivificherà, anche dopo di lui, la psicologia. Poeta e scrittore americano dell’800, di lontana origine olandese, Whitman è un cantore della libertà; pone l’essere umano al centro della sua indagine e della sua poesia e così facendo offre una delle più belle tracce di lavoro sull’eterna questione messa in gioco dalle filosofie di tutti i tempi.

C’è chi arriva a porsi la domanda “Chi sono io?” per curiosità, chi per l’ambiente culturale in cui cresce e chi per disperazione, quando rimane l’unica cosa in grado di risollevare e riorientare lo sguardo dopo una delusione, dopo la scoperta di non essere eterni e onnipotenti oppure di non poter basarsi sulla pubblicità in tv per fare progetti per la propria vita.

Quello che oggi in psicologia si chiama “crescita personale” è semplicemente questo, affrontare la domanda “chi sono io?” con l’obiettivo di portarla – aperta – sempre con sé, senza affrettarsi a dare risposte facili e sicure, destinate immancabilmente a rivelarsi incomplete e insoddisfacenti. Non è facile rispondere perché ricchi, molteplici e in continua evoluzione siamo, e in questo Whitman, da buon introspettivo, come tutti i poeti, ha visto giusto. Come fare allora per rispondere all’appello della vita che molti sentono, prima o poi, di mettere in viaggio – metaforicamente parlando – alla ricerca di sé?

La prima cosa, ed è ancora la filosofia greca a dare il “la”, è quella di riconoscere di non sapere ancora chi siamo – “sapere è sapere di non sapere” dice Socrate –  e di mettersi in ascolto pazientemente, umilmente quasi, mettendo da parte tutte le idee preconcette che abbiamo di noi stessi, quello che vorremmo essere, quello che gli altri vorrebbero che fossimo, quello che pensiamo di essere e quello che gli altri pensano che siamo, per aprirci invece a una pacata osservazione di cosa siamo effettivamente, momento per momento.

E’ una ricerca lunga, è un puzzle pluridimensionale quello che dobbiamo costruire raccogliendo frammenti di sensazioni, emozioni, pensieri, desideri, aneliti, valori, ideali sino a comporre un’immagine rappresentativa di questa complessità, in cui non esiste nulla che sia bello o brutto, giusto o sbagliato, ma in cui con occhio imparziale, dobbiamo imparare a riconoscere tutte le diverse sfumature che fanno parte di quel mondo intero che chiamiamo “io”. Un mondo che si rivelerà difficile da descrivere, proprio come un pianeta come il nostro, come la Terra, è difficile da raccontare e ci vogliono interi atlanti, con diverse tipologie di mappe per poter dare un’idea della sua complessità.

Non ci sono scorciatoie per la crescita personale, bisogna conoscersi a poco a poco e cominciare a percorre e a piedi le diverse strade del “pianeta che siamo” per sperimentarci nella pratica e raccogliere informazioni su ciò che ci piace, ciò che ci riesce meglio, ciò che desideriamo, ciò che possiamo e ciò che temiamo, per mettere in luce i nostri punti di forza e riconoscere i nostri limiti, decidendo quando oltrepassarli per sfida e quando accettarli con tolleranza.

E’ un lavoro da esploratori conoscere se stessi, E’ un lavoro da svolgere su due diversi fronti, uno esterno e uno interno. All’esterno, guardando ciò che diciamo e facciamo, notando come gli altri interagiscono e reagiscono a ciò che diciamo e facciamo; all’interno – e questo è ancora più difficile – facendo bene attenzione a ciò che sentiamo fisicamente, ciò che proviamo emotivamente e anche a quali pensieri stiamo ospitando e coltivando. Anche il viaggio più lungo inizia col primo passo, scrive Lao Tzè, quindi, taccuino alla mano e sguardo attento, con un po’ di tempo ogni tanto per riflettere sui dati raccolti. Buon viaggio!

Marcella Danon

fonte: http://www.lifegate.it

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L’amore incondizionato

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Che cos’è l’AMORE?

L’AMORE è L’AMORE INCONDIZIONATO – “l’amore” definito dagli umani è interpretato male. Ma
anche gli uomini possono trovare l’AMORE e di tutto è facile d’AMARE. Gli essere umani non
riconoscono più l’AMORE. L’hanno dimenticato del tutto e questo fa parte del loro coinvolgimento
nella profondità (abbassamento) è l’origine di tutti le paure, le malattie, le sofferenze, i dolori, le
disgrazie nel mondo nostro…

L’AMORE VERO non controlla, non è geloso, non crea paura, non fa soffrire, è incondizionato,
accetta tutto e tutti nel cuore (tollerare viene dal ratio), rispetta, è sempre presente – è uno stato di
essere! Importante è riconoscere la differenza fra AMORE e amore. Il sentimento del primo
innamoramento rispecchia più l’amore umano. L’amore di una madre si avvicina all’AMORE VERO
cioè INCONDIZIONATO.

L’AMORE non è solo un sentimento. L’AMORE è l’energia dell’universo con le frequenza più alte e
potente che porta in sé un POTERE illimitato.

L’AMORE è il POTERE che non potrà essere mai abusato o sfruttato perché non conosce l’abuso,
AMA soltanto e farebbe male a nessuno. Non conosce ne paura ne dubbi.
Non tiene legato, ma accetta senza condizioni e allo stesso tempo lascia andare senza condizioni.
L’AMORE è libero. O AMA tutto e tutti o non ama.

Essere in AMORE ti fa sentire legato con tutto, riconosci tutto come una parte della creazione =
parte del AMORE, prima di tutto anche per te stesso!

L’AMORE non è ne tiepido ne fresco – il cuore arde! Questo ardore non è struggente, ma fa guarire
– non esclude, ma include tutto – non sarà mai deluso, perché non si aspetta niente – non conosce
ne sofferenza ne dolori.

L’AMORE è puro ed inseparabile, non divide e non giudica, non si aspetta niente e non chiede
niente – LO E’.

L’AMORE purifica estremamente e quindi fa guarire = santificante. Quando sei in AMORE si levano
man mano tutti i tuoi malesseri e i problemi con te stesso e con le altre persone. Tutto quello che
oscuro (negativo) ti abbandonerà pian piano da solo.

L’AMORE è la FORZA ELEMENTARE DELLA CREAZIONE – l’ENERGIA CREATIVA.

L’AMORE fa cambiare te stesso; è l’esperienza completa (interiore e esteriore) verso di te, della vita
e del mondo. Ti accorgerai che tutto quello che disarmonico sparisce dalla vita tua, il
comportamento delle altre persone verso di te cambierà nel positivo e incontrerai solo la gente
affettuosa e rispettosa.

Quando sei in AMORE avrai il sostegno completo delle creature di LUCE (p.e. gli angeli). Sarai
completamente protetta e guidata. Niente ti può danneggiare, nessun incidente, nessun urto,
nessuna parola cattiva, nessuna rapina, nessun furto. Guidare la macchina essendo in AMORE è
una nuova esperienza. Gli altri non ti disturbano più, non c’è più la rabbia e non trovi più nessuno
per lamentarti.

L’AMORE è la LEGGE suprema del COSMO – L’AMORE è la trasformazione eterna, eternamente di
nuovo! L’AMORE è lo stato di essere in cui esistono tutte le creature nelle sfere d’energia celeste.
Una condizione che riteniamo paradisiaca cioè utopica – però questo è un errore! Questo stato è
raggiungibile per ogni uomo e ogni donna.
Questo è la condizione che Gesù Cristo chiamava “il regno dei cieli” o “il regno di DIO sulla terra”.
Ci ha voluto dire che vivere lo stato d’AMORE è veramente sentirsi nel “regno di DIO”.

L’AMORE INCONDIZIONATO è il primo passo per accedere alla realtà dell’energia divina. Esso non
è solo uno stato d’essere ma anche energia che possiamo “utilizzare”.

L’AMORE INCONDIZIONATO è l’energia con le frequenze più alte tra tutte le frequenze del mondo
ed è l’AMORE VERO, ALTO o DIVINO. L’AMORE INCONDIZIONATO è non-polare; ne negativo ne
positivo – è assoluto.

Ci sono 13 stadi dello sviluppo dell’energia d’AMORE che corrispondono ai 13 gradi del “LAVORO
con la LUCE” e ai 13 livelli dell’ evoluzione. La qualità dell’energia d’AMORE in ogni livello cresce
fin dal principio per raggiungere i livelli successivi.

Ogni persona si sviluppa secondo il proprio “libero arbitrio”. Abbiamo e siamo una scintilla divina
e creativa di LUCE&AMORE e siamo in grado di crearci la nostra realtà. L’AMORE è una forza
creativa. Siamo una scintilla divina e abbiamo la virtù nel cuore nostro di sentire e di produrre
l’energia dell’AMORE INCONDIZIONATO.

Ogni “uomo” e “donna” è capace di sentire e di produrre questa energia d’AMORE DIVINO!


John Gray

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Cos’è in fondo un bacio?

Un bacio, in fondo, cos’ è? Un giuramento fatto un po’  più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che si vuol confermare…”.

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Ti ricorda qualcosa questa frase? Probabilmente no. E se provassi a darti un altro indizio?

“Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole “t’amo”(….)un segreto detto sulla bocca”.

Ecco, ora forse è più chiaro il riferimento all’opera di Edmond Rostand, Cyrano de Bergerac.

Cos’è in fondo un bacio, chiede Cyrano? E’ solo un piccolo gesto: il più semplice e naturale al mondo.
Quante cose si dicono con un bacio? Ci baciamo per esprimere amore, tenerezza e passione, per dare una prova di fiducia, di confidenza, di disponibilità, per fare la pace dopo un litigio o per augurare la buona notte.
Potresti mai immaginare di non poter baciare la persona che ami? L’importanza del bacio nel rapporto di coppia è universale, evidente,intuitiva.

Le relazioni si costruiscono intorno al bacio. Baciarsi è la prima forma di intimità che un uomo e una donna  sperimentano e diventa, con il tempo, il simbolo di complicità e solidità della coppia.
Un gesto così semplice può mantenere viva la passione nel tempo, se solo impari a valorizzarlo e a riconoscergli la giusta importanza.

Dai più valore ai piccoli gesti! A volte basta solo un bacio per dimostrare al tuo partner quanto è importante per te!

In fondo, come dice la pubblicità di una nota marca di cioccolatini: “Un bacio è  qualcosa di più!”


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Conoscersi..Adesso

pensare

Quando si vuole esplorare l’autocoscienza, quando si vuole usare per davvero la parola “conoscersi“, c’è un avverbio che non deve mancare, che deve essere il compagno di viaggio di tutto il percorso. Adesso!
Io sto guardando la mia interiorità, adesso, con gli occhi di adesso. È adesso che sto percependo il brutto pensiero che mai vorrei avere. È adesso che sto avvertendo il dolore psichico, l’ansia, la paura. È adesso che il panico sta salendo, crescendo dentro di me, annientandomi.
I disagi appartengono a un’altra dimensione del tempo: irrompono nello spazio interno a mia insaputa, entrano “nella mia casa” senza il mio parere, senza che li possa controllare. Qui sta la loro forza.
Non possono essere governati né ricacciati nel passato o rimandati a un futuro che verrà.
Le crisi di panico mi vengono al ristorante, proprio alle cene importanti, quando non vorrei far fare brutta figura a mio marito che organizza le serate con i pezzi grossi dell’azienda».
Io adesso soffro… -, questa è la frase da ripetersi, calcando la voce sull’adesso. Adesso, non ieri, non domani… Adesso.
Quando il grande saggio Baal Shem Tov si sente fare dall’allievo la domanda: “Maestro, quando starò bene, quando se ne andranno via i miei demoni mentali?”, la risposta è inevitabile: “Quando, se non adesso?”.

C’è un’idea profonda che accompagna la risposta del grande saggio. Io vengo creato adesso: non sono stato né sarò creato. Qualsiasi idea io abbia del Signore del Mondo, del Demiurgo o del Tao, non va separata dal fatto che la creazione è adesso.

Vengo creato adesso e sono qui per guardare quello che accade adesso. Così il grande maestro Bakei, il sapiente maestro zen, risponde all’allievo che si lamenta dell’incapacità di scacciare l’aggressività, di liberarsi dall’ira, dalla rabbia: “Bene, mostramela ora, adesso”. “No, adesso non sarei capace di farmela venire, di ripro-durla”, risponde l’allievo.
“Se non c’è adesso, non esiste” è la risposta definitiva di Bakei.

Il saggio , Baal Shem Tov, e l’uomo dello Zen sono posati sulla stessa visione del mondo. L’Universo è creato adesso. C’è una differenza sostanziale tra “adesso” e “qui-e-ora”.
Quando dico “qui-e-ora”, restringo, quando dico “adesso” è invece un appello alla presenza interiore. Qualsiasi cosa accada, tu devi essere presente, devi inondare il cervello di consapevolezza. Se il brutto pensiero arriva adesso, io adesso lo guardo. Lo so che è venuto altre volte, ma io adesso lo vedo per la prima volta. Sì, è la prima volta che guardo la mia tristezza, il mio dolore, la mia infelicità, la mia paura, la mia ansia. Guardarlo adesso vuol dire far entrare gli occhi, lo sguardo nel cervello, vuole dire essere presenti all’azione che mi turba, vuol dire non cercare di mandare via il disagio, arrendersi, non giudicare.
Il potere dello sguardo sconfigge i disturbi, i mali dell’anima? ‘Tutte le Tradizioni di Occidente e di Oriente ritengono di sì, ed è per questo che un uomo o una donna, quando hanno voluto innalzarsi, hanno praticato la contemplazione, vale a dire si sono guardati dentro senza commentare quello che vedevano.

Contemplare è allargare lo sguardo sempre di più, è guardare il panorama nell’insieme e non le singole cose, i dettagli come le colline, l’erba, gli oggetti. È guardare e rendersi conto che si sta guardando.
La cosa importante non è ciò che vediamo, ma l’esercizio dello sguardo, del vedere, del contemplare. Adesso.

Gli occhi che guardano adesso sono capaci di secernere sostanze sottili, potenti, come il seme – il cervello è per l’alchimista il seme del mondo – e quindi in grado di liberare la coscienza dai demoni che la invadono. Conoscersi è guardare ciò che vedo dentro, e liberare la mia casa, la mia interiorità, da tutto ciò che la pervade… adesso. L’occhio che guarda libero da pensieri, da schemi, da convinzioni, da giudizi rigenera, rifeconda lo spazio interno, lo libera dai demoni interiori.

Non sono i miei pensieri a scandire la mia identità, e neppure le emozioni, i sentimenti, ma la mia capacità di accogliere il vuoto, il nulla, che abita la casa del Sé, dell’essenza.

Quando mi viene un disagio, l’unica cosa da non fare è spiegarlo, capirlo, giudicarlo o ancor di più tentare di scacciarlo. L’essenza – che ce lo manda per farci scoprire chi siamo, per dirci che non è contenta della vita che viviamo – si offenderebbe e ci farebbe ancora più male… No, i disagi vanno guardati, proprio come un panorama, e allora l’essenza, così cara ai nostri occhi, e loro a lei, immetterà in noi l’energia riparatrice, l’elisir della cura, le gocce salutari dell’anima.
Questa è la consapevolezza, la vera sostanza dell’adesso. Conoscersi è riempire di sguardo quello che arriva adesso, solo adesso… senza pensare…

Morelli

Libro consigliato:


Raffaele Morelli

Ama e non Pensare

“Passiamo la vita a chiederci se siamo sulla strada giusta, se accanto a noi c’è la persona che avevamo sognato, oppure se stiamo davvero realizzando ciò che siamo. E dimentichiamo che ogni ragionamento che facciamo sull’amore lo allontana, lo disintegra, lo annienta.” Quando l’amore arriva, non c’è da fare altro che lasciarsi travolgere dalla sua straordinaria energia, farsi guidare ciecamente verso i benefici che solo lui sa donarci. Eppure insistiamo a imbrigliarlo, giudicarlo, volerlo spiegare.

Senza sapere che il peggior nemico dell’amore è proprio il pensiero. E che ogni tentativo di usare la presunta saggezza della ragione per controllare la sua forza è inutile se non dannoso. L’amore viene per stupirci, vuole trovarci pronti alla sorpresa come i bambini, “con occhi innocenti, liberi, senza aspettative”. Solo così sapremo godere di tutta la sua magia, della sua forza “terapeutica come nessun altro farmaco”.

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L’ego

ego

L’ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.
L’ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.
L’individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di sé stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di sé stesso.
Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. L’estasi si può volere solo dopo aver sperimentato la sofferenza.
Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina.
V’è, pertanto, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell’ego.
La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.
Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono infantili le nostre domande.
Ora c’è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell’ego.
Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti.
Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolve svelando la sua origine inconsistente e svelandoci il silenzio che nasconde al suo interno.
Voler capire equivale a fuggire.
Vedere è tutt’altra cosa: vedere è comprendere istantaneamente oltre il tempo.
Usiamo il pensiero perché non riusciamo a reggere la realtà di ciò che accade.
In ogni evento i vecchi schemi della mente s’insinuano come un virus, deformando la visione totale e chiara delle cose.
La visione giunge come un lampo che squarcia le tenebre, non si può causare, può solamente accadere, e noi possiamo unicamente preparare lo spazio dove questo fenomeno può avvenire.
Tutto ciò che è volontariamente causato è vincolato alle dinamiche di causa ed effetto.
Tutto ciò che è sotto il dominio di tale legge non conosce libertà alcuna e ruota all’interno di meccanismi prestabiliti, ordinati nel mondo temporale.
La mente ordinaria lavora applicando tali dinamiche. Si può forse affermare che senza la mente comune quest’universo non conoscerebbe nulla come il tempo e i processi consequenziali.
La sofferenza sotto una certa prospettiva è, pertanto, una sorta di benedizione.
L’intelligenza creativa, imbrigliata nelle anguste celle del pensiero reiterante, soffre e si contorce. La sofferenza diviene così un potente richiamo ad una dimensione di libertà e creatività ora dimenticata.
L’intelligenza non sta nel pensiero logico, discorsivo, sillogistico, causale, mnemonico, temporale, ma vive oltre tutto questo.
L’intelligenza creativa è intuitiva, esplosiva, diretta, non causata, auto-generata, a-temporale, a-spaziale, vivifica e vivificante.
Il pensiero logico, se si esplica nella sua massima estensione, può unicamente giungere a un’auto-sospensione.
Un pensiero perfetto può unicamente auto-terminarsi, come tutto ciò che giunge a perfezione, perchè tutto ciò che è limitato, prima o poi, giungerà al suo apogeo, alla sua morte e dissoluzione.
Ciò che è illimitato non conosce il senso del termine perfezione, o forse, l’illimitato è imperfezione perfetta, continua trascendenza, ma queste rimangono solo vuote parole se il nostro desiderio di verità e libertà non si sposta dal piano del pensiero al piano dell’azione totale. Sediamo quindi in silenzio e in attenta e passiva osservazione del mondo che ci circonda e compenetra. Diveniamo scienziati di noi stessi. Trasformiamo la nostra stessa vita in un laboratorio di ricerca!!

Il dolore viene neutrale, può distruggere o rigenerare, può condurre alla fioritura dell’intelligenza creativa o spingere in un ancor più profondo sepolcro di memorie.
La comprensione può determinare la modificazione dei nostri stati emotivi e comportamentali unicamente se è esercizio della totalità del nostro Essere.
Una cosa, anche se capita, non vuol dire che sia stata compresa e assimilata (quante persone capiscono che il fumo uccide, ma non per questo smettono. Comprendere che il fumo uccide significa vedere istantaneamente e totalmente, nell’azione di fumare, l’idiozia di un fatto mortale in atto e non in potenza).
La comprensione è contemporanea al mutamento. Il mutamento è l’ombra della comprensione, ma la comprensione, ripeto, non è un azione dell’intelletto, ma un fenomeno di percezione totale della nostra coscienza!

Comprendo e immediatamente agisco di conseguenza.

La comprensione parte dal centro e ordina la periferia con un atto totale.Il pensiero, che equivale al capire, parte dalla periferia per giungere al centro, ed e sempre un movimento limitato, ponderato, causale, temporale, incapace di penetrare nei recessi dell’animo umano.Il pensiero discorsivo, nella sua migliore espressione, può unicamente riflettere sé stesso e disquisire su se stesso, giungendo così ad intuire la propria intrinseca finitudine, lasciando, di conseguenza, spazio all’espansione della comprensione, dove, finalmente, l’Essere, non più ostacolato dalle barriere dei processi temporali del pensiero, può diffondere la propria luce nel mondo interiore del soggetto.

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Libro consigliato:



Dalai Lama

La Via dell’Amore

Aprire il cuore e la mente per raggiungere la saggezze e l’illuminazione

Oscar mondadori
ISBN: 9788804581413

Prezzo € 9,00

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Per ottenere la felicità e raggiungere l’appaga-mento personale è essenziale saper dare e ricevere amore. Ma fino a che punto comprendiamo la straordinaria forza trasformatrice di questo sentimento? Siamo davvero in grado di coltivarne e di apprezzarne i doni inestimabili?

Nella Via dell’amore il Dalai Lama ci insegna come tradurre l’energia che ognuno di noi dedica a se stesso in una forma di compassione rivolta agli altri. Riprendendo esercizi e tecniche messi a punto nei monasteri tibetani più di mille anni fa, ci guida lungo un cammino che porta a sviluppare il nostro potenziale, trasformando l’eccessiva e controproducente concentrazione su di noi in un sano interesse per gli altri.

Così, passo dopo passo, impariamo a superare la generale abitudine a inquadrare le persone in categorie rigide per creare e mantenere invece un atteggiamento positivo verso tutti coloro che ci circondano, allargandone sempre di più la cerchia. Riflettere sulla gentilezza e sull’amore ricevuti soprattutto durante l’infanzia (quando maggiore è la nostra dipendenza dall’attenzione e dalle cure altrui), ci spingerà poi a ricambiare chi ci ha fatto del bene, aiutandolo a raggiungere i suoi obiettivi.

In tal modo riusciremo ad apprezzare l’altruismo disinteressato, il dare con generosità senza tornaconto personale, perché nel momento in cui cerchiamo di realizzare il benessere degli altri stimoliamo la compassione, che è l’aspetto più vero e pieno dell’amore.

«Le persone stupide ed egoiste pensano sempre a sé, e la conseguenza è immancabilmente negativa» afferma il Dalai Lama. «Le persone sagge, invece, pensano agli altri, aiutandoli il più possibile, e la conseguenza è la felicità. L’amore e la compassione sono benefici sia per te sia per gli altri. Se sei gentile con gli altri, la tua mente e il tuo cuore si apriranno alla pace.»

Un libro che avvicina il nostro cuore e la nostra mente all’esperienza di un amore illimitato, trasformando tutte le relazioni di cui è fatta la nostra esistenza, e che ci guida ancora una volta verso la saggezza e l’illuminazione.

Conoscerci meglio

Un esame per conoscersi meglio

conoscersi_crescere leggendo

L’autoconoscenza è un passo fondamentale per dare un nuovo corso alla nostra vita; essa costituisce il primo
passo sulla via verso la guarigione interiore.

Di seguito elencate alcune domande che possono contribuire a
conoscere meglio il nostro carattere.
Esame:
– Di cosa ho paura (morte, malattie, violenza, polizia, autorità, disoccupazione, povertà, ecc.)?
– In che misura agiamo in modo dominante o assillante, anche legando i miei simili?.
– Tendo a dare la colpa ai miei genitori per qualcosa che è accaduto nella mia infanzia o nell’adolescenza?
– Sono forse risentito perché il mio partner non mi dà tutto l’amore che desidero, ma che non ci può dare
perché non lo possiede neppure lui?
– Cerco di legare altre persone a me usando la mia capacità di persuasione?
– Sono gelosi di qualcuno?
– Mi sono reso dipendente o indipendente dall’amore o dall’affetto di altri?
– Di chi non ho fiducia?
– Chi odio?
– Quanto sono orgoglioso?
– Quanto sono arrogante?
– Quanto sono vanitoso?
– Quanto sono generoso in modo disinteressato?
– Tendo a criticare o denigriamo delle persone? Chi?
– Cerco di mettermi in mostra?
– Nutro ancora sentimenti e pensieri di vendetta verso chi penso mi abbia offeso o ferito?
Tutte queste domande indicano dei modi di comportarsi degli esseri umani, esse ci mostrano il nostro stesso
comportamento.

Dopo aver fatto l’esame dovremmo perciò decidere di cambiare ciò che va cambiato perché, alla fine, un
comportamento non corretto, così come il pensare negativo, ricade alla fine su noi stessi e ci può portare
malattie o problemi mentali come disperazione, confusione, ansia, paura, depressione ed altro ancora.

100% Controllo = 100% Felicità

“La vita è un continuo rifare noi stessi finché sapremo come vivere…”.
A. Besant

Per creare l’armonia in noi stessi l’unica cosa necessaria è un continuo controllo sulle nostre azioni,
le nostre emozioni e i nostri pensieri.
Perciò il controllo di sé stessi è il segreto per conquistare la felicità. Perché?

Perché nella esatta proporzione con cui controlliamo ciò che facciamo, diciamo e pensiamo raccoglieremo serenità o sofferenza.

Se, per esempio, controlliamo il sessanta per cento delle nostre azioni, il dieci per cento delle nostre emozioni e il
cinque per cento dei nostri pensieri, noi possiamo attenderci lo stesso grado di armonia sui corrispondenti
piani. Se la nostra influenza sui vari piani viene aumentata a circa il settanta per cento, sarà inevitabile il
godimento di un’armonia del settanta per cento.
Va anche ricordato che il sacrificio di se stessi è una via per raggiungere la felicità.

JOSEPH PANG WAI


Libri consigliati:

Se è vero che tutti cercano la felicità, I’autore insiste sul fatto che essa si esprime solo nel qui e ora, non è possibile essere felici domani o ripetere la felicità di ieri. Detto questo propone delle chiavi per nutrirla: la legge di causa e effetto, essere coscienti del proprio vivere, godere della vita in ogni momento.



Joseph Pang WaiLa Felicità per Voi, Ora

Il controllo di sé stessi è il segreto della felicità

Età dell’Acquario Edizioni
ISBN: 8871361849Prezzo € 8,50

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La vita è un dono meraviglioso, di cui imparare a godere pienamente il prima possibile.

Spesso però arriviamo troppo tardi a conoscere noi stessi, ad accettarci per quello che siamo e a migliorare i nostri difetti, ritardando così la conquista della vera felicità.

Questo libro può farvi risparmiare molti anni di incomprensioni e sofferenze!



Omar Falworth

Conoscersi Accettarsi Migliorarsi – Edizione Pocket

Essere Felici Edizioni
ISBN: 9788886493963Prezzo € 7,90

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