Piccolo indiano – Quentin Gréban

Piccolo indiano è un volpacchiotto dal sorriso schietto e intraprendente, ha appena compiuto 7 anni ed è arrivato il momento di ricevere il suo “nome indiano”.
Quello che lo distinguerà nella sua tribù, quello per cui tutti lo riconosceranno, quello per cui tutti scopriranno, e sempre avranno presente, le sue doti, ciò che si è meritato per un’impresa che solo lui è stato capace di compiere.

“Il suo sogno sarebbe essere chiamato
Coyote Intrepido o Aquila Coraggiosa.”

A lui piacerebbe averne uno che esprima coraggio o forza, un nome da piccolo eroe ma sa che un nome così bisogna meritarselo. Ha dunque molta paura di non farcela e ritrovarsi con un nome riduttivo o ridicolo.

“…ha proprio paura di finire con un nome tipo
Formica Minuscola o Lumaca Bavosa.”

Un’impresa bisogna compierla! Bisogna esserne capaci, trovare il coraggio.
Per avere un nome come Coyote Intrepido o Aquila Solitaria bisogna essere particolari altrimenti…altrimenti finisci per vederti assegnati nomi come Formica Minuscola o Lumaca Bavosa o Bisonte Scoreggione o anche Chiappe Doloranti 😀
Povero Piccolo Indiano! Il Grande Sachem gli ha chiesto di tornare al tramonto del sole avendo compiuto qualcosa di straordinario.

È con tutto questo carico d’ansia e meditabondo che Piccolo Indiano fila attraverso la prateria alla ricerca di qualcosa di speciale che lo porti alla conquista del suo totem e del suo epico nome indiano.
Si propone di catturare un bisonte, ma un’inopportuna quanto imbarazzante sonora puzzetta mette in fuga l’intera mandria!


Prova a recuperare una penna d’aquila e finisce per cadere dalle rocce
Insomma non è facile quando si è piccoli compiere qualcosa di straordinario con un bisonte selvaggio, con un’aquila, oppure cercando di prendere un dente d’orso direttamente dalla sua bocca, conficcare le tue frecce in un cappello da cowboy e costringerlo alla fuga!
Piccolo indiano, dopo vari tentativi andati male si arrende alla consapevolezza che non avrai mai un nome vincente.

E così, Piccolo Indiano di Quentin Gréban edito da Officina Libraria, vivendo avventure pazzesche, mettendo alla prova sé stesso, la propria tenacia, astuzia, abilità, arrivando stanco, provato e disilluso, ma pur sempre speranzoso e senza mai tirarsi indietro, non si accorgerà neppure, tutto concentrato com’è, di vivere proprio situazioni straordinarie.
Piccolo indiano desidera fortemente raggiungere il proprio scopo, desidera crescere, mostrare il suo valore; nel farlo non lesina in coraggio e intraprendenza, affronta pericoli enormi, dei quali sembra rendersi nemmeno conto, e dal confronto coi quali esce sconfitto…Piccolo indiano sembra quasi voglia rinunciare, gettare la spugna 😦

“Cacca di Vacca, Cacca di Vacca Puzzolente,
ecco chi sono.”

Ma quando la saggezza del Grande Sachem rivelerà il verdetto per Piccolo indiano sarà invece una grande sorpresa.

“Da questo grande giorno imparerai
che è dalle piccole azioni
che nascono le grandi imprese.”

Le illustrazioni di Quentin Gréban, a matita e acquerello, ritraggono magistralmente ambienti e attitudini. Illustrazioni che lasciano spazio all’incanto dell’immaginazione, animali antropomorfi che si muovono in un ambiente reso polveroso dalla grana della carta usata per le tavole.
Dove il calore del sole e la luce accecante sono resi perfettamente, tanto da sentire il bisogno, come Piccolo Indiano, di schermarsi gli occhi con una mano. Dove il vento carico di sabbia tinge l’azzurro del cielo di beige, spettinando le piume del copricapo de Il Grande Sachem, l’anziano capo tribù.
Una semplice ma grande avventura che saprà divertire ma anche far riflettere i piccoli lettori!

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Luisa: Le avventure di una gallina

Cosa c’è di più buffo di una piccola pennuta avventuriera?
Luisa è curiosa, Luisa è in gamba, Luisa è coraggiosa, Luisa è leggiadra. Luisa è una gallina.
Una gallina che va per mare, va in città esotiche, va al circo.

La gallina, animale che per eccellenza immaginiamo pigro, sedentario, un po’ sciocco perfino, di sicuro poco incline al brivido dell’imprevisto.
Ma Luisa è una gallina speciale. Non come le sue compagne che amano chiocciare nell’aia e riposare sul soffice pagliericcio. A lei piace quando il cuore accelera il battito e – voilà – comincia la vera avventura!

E’ audace Luisa di sicuro…ad esempio quando balza senza indugio su una nave al porto in procinto di salpare e sopravvive sia ad un attacco dei bucanieri che ad un vero e proprio naufragio.

E, ancora, quando si fa ingaggiare come equilibrista del circo e col suo elegante e compito ombrellino rischia di cadere giù dritta dritta nella bocca di un leone.

Per non parlare di quando, durante la visita ad un bazar orientale, finisce catturata da un losco trafficante di galline e, col suo coraggio, fomenta un vera fuga collettiva verso la libertà.

Insomma, Luisa è un po’ così, imprudente e temeraria, impavida e sprezzante del rischio.

Ma quando gli eventi prendono una piega davvero brutta non può fare a meno di provare nostalgia per la sua fattoria, le sue sorelle e la vita placida e comoda della quale, puntualmente si priva.
Rinuncia tutto sommato breve, però, perché il fatto straordinario è che la nostra eroina alla sera, dopo le sue mirabolanti avventure, torna sempre a casa.

Alle domande curiose delle compagne le prime volte si schernisce un po’, come se le sue vicende fossero di poco conto. Ma non sempre. “Questa volta ve lo dico!”, decide Luisa alla fine della storia. E finalmente rende tutte le amiche partecipi delle sue peripezie.
E tutte, proprio tutte, palpiteranno di nuovo assieme a lei, e insieme a lei si addormenteranno poi, sfinite dalle fatiche degli avventurieri.

Un albo che delizia e diverte, che fa sorridere, immaginare.
Ogni avventura è anche una piccola celebrazione del potere magnifico della fantasia

Alla bellezza del libro Luisa – Le avventure di una gallina di Kate DiCamillo edito da Giunti, contribuiscono in gran parte le splendide illustrazioni di Harry Bliss, dotate di grande forza narrativa e di gustosa ironia.
Sono disegni dettagliati che raccontano là dove le parole si fermano e accennano soltanto, che giocano sui contrasti per divertire il lettore. Immagini in cui perdersi, seguendone le fila, i particolari, il tratto sicuro, le espressioni dei personaggi, perfino i capovolgimenti del libro ai quali costringono.

Attraverso 4 capitoli, 3 racconti e un epilogo, Luisa una gallina da allevamento, ci conduce verso l’avventura. Ciò che la spinge in lungo e in largo per il mondo è il principio assolutamente lecito e condivisibile della libertà.
Perchè dopotutto la nostra vita è la più straordinaria delle avventure.
E come ci ricorda la quarta di copertina, diceva Emily Dickinson
La speranza è quella cosa con le piume…

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FeLicottero – Kim Crabeels

A ogni bambino che ha avuto qualche incidente,
grande o piccolo. Tu continua sempre a vedere
il lato positivo. E vedrai che, come FeLicottero,
si supera tutto!
Marc Herremans

Questa storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans che invita tutti i bambini che hanno avuto un incidente grande o piccolo che sia a vedere oltre…a trovare il lato positivo di ogni cosa, come imparerà a fare il nostro Felicottero!

FeLicottero racconta la storia di un bellissimo fenicottero rosa circondato da tanti amici che lo adulano e invidiano per le sue vittorie in tutti gli sport: ha vinto la medaglia dei 50 metri in volo veloce, dei 100 metri di corsa sui trampoli, danza in aria con le uova e il campionato degli uccelli migratori…lui era su tutti i giornali.

“E i suoi sogni di gloria
si sono infranti come un guscio di un uovo.”

Un giorno fenicottero cade giù dalle nuvole… e d’un tratto i suoi sogni s’infrangono… perde una delle sue zampe…lui la cerca ogni giorno… a volte gli sembra che stia solo giocando a nascondino con lui la zampa, perché sente fastidio, a volte anche prurito… ma non la trova mai. Anche i suoi amici non ci sono più, tutti scomparsi, magari anche loro si sono nascosti?
L’incidente è raccontato da un’illustrazione che resta impressa nella memoria: il fenicottero è sdraiato a terra, con le ali spalancate, le piume al vento e una zampa in meno. L’immagine più dolorosa, però, è quella successiva, dove Fenicottero chiama gli amici, e non li trova. Attorno a lui non c’è più nessuno. Fenicottero, però, è un FeLicottero e non ha perso l’ironia.

“Ogni cosa a suo tempo.
Passo dopo passo,
un piede dietro l’altro…
Ci vuole pazienza!”

Un giorno arriva in suo soccorso un saccente e simpatico mille piedi che con le sue 500 braccia e 500 zampette un po’ infastidisce Felicottero, ma lo sprona a dare il meglio di sé e stuzzicandolo di qua e stuzzicandolo di là riesce a infondere coraggio e forza di volontà a Fenicottero anzi a F(elicottero) che riprenderà a volare con le sue magnifiche ali, ritroverà i suoi amici e riprenderà a vincere i suoi trofei come faceva prima dell’incidente.

“Bravo Fenicottero, finalmente hai capito!
per sognare non ti servono i piedi!”

Proprio così, “Per sognare non servono i piedi..” dice infatti il millepiedi, che svela agli altri uccelli una verità importante: a Fenicottero manca una zampa, ma soprattutto mancano gli amici!

Sinnos edizioni ci presenta un libro particolare di Kim Crabeels e dell’illustratrice Marije Tolman su un argomento delicatissimo.


Un albo dal formato verticale, con colori sgargianti, in particolare il rosa del nostro protagonista, che spiccano sullo sfondo bianco e regala tra palme e trampoli anche le buffe espressioni dei protagonisti.
Come già detto la storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans, questo albo si fa forte di una particolarità testuale: è infarcito di modi di dire, sui quali si appiglia anche l’ironia del protagonista e la sua capacità di scherzare sulla menomazione che si porta dietro. In Millepiedi trova un degno compare di risata; insieme prendono con leggerezza quel che viene, la leggerezza saggia di chi sa dire le cose come sono, anche quando è il caso di rimproverare gli altri amici che difettano un po’ in presenza e solidarietà.
Far comprendere a un bambino la disabilità, sia essa sua o di un’altra persona a lui vicina, non è facile ma questo libro può aiutare con delicatezza a trasmettere il bambino in un mondo che può sembrare complicato da spiegare ma in realtà non lo è, perché con una disabilità non cambia la visione del mondo, cambia solo il punto di vista da dove si osserva.

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Carlo alla scuola per Draghi

“9 aprile 1821. Silenzio.
Aria da fine del mondo. Il cielo è immobile. Nebbia.
Qualcuno sta nascendo in cima a una montagna, dentro un nido di sassi.
Eccolo! E’ nato! Lo chiamano…Carlo!”

Carlo e’ un drago meraviglioso. Nato sulla cima di una montagna altissima e coccolato da mamma e papa’ fin dal primo giorno. Ha solo un piccolo problema, ha dei piedi grandissimi e delle ali enormi. E’ diverso dagli altri draghi. Quando arriva il momento di cominciare la scuola, tutti imparano a volare e a sputare fuoco per incendiare i libri. Lui i libri li vuole leggere e sui fogli bianchi vuole scrivere poesie!
I compagni lo prendono in giro, la maestra non lo capisce e Carlo si sente solo e inadatto a questo mondo difficile e crudele.


Lui non riesce a volare, il suo corpo sembra essere molto sproporzionato. Ma lui non demorde e l’aiuto di una piccola mosca sarà la chiave di svolta per Carlo.

Una piccola mosca, ma la prima vera amica della sua vita, che lo incoraggia e lo sprona a sfruttare le proprie possibilità, a valorizzare le sue doti.

Ed ecco che finalmente Carlo spiega le sue magnifiche e immense ali dorate e vola. Nel frattempo la maestra e i compagnetti stanno festeggiando la fine della scuola, ma all’improvviso il cielo di mezzogiorno diventa buio: è Carlo che vola in alto mentre declama versi di rivincita e le sue ali sono così ampie da oscurare persino il sole.
Carlo vola e oscura il sole, e sorprende tutti!
Tutti acclamano Carlo, ne ammirano finalmente quelle caratteristiche fisiche che prima trovavano buffe.
Il cielo si riempie di bellissimi fuochi d’artificio. Carlo ha finalmente trovato se stesso… mentre si allontana alla ricerca di nuove avventure.

Carlo alla scuola per draghi di Alex Cousseau e Philippe-Nenri Turin edito da Giunti è una bellissima storia con illustrazioni a dir poco fantastiche, che ci parla di diversità, di solitudine, di coraggio, di avventura!


Il libro è realizzato in un maxi formato, quasi a misura di drago 😉 è bellissimo, le illustrazioni geniali, grandi e colorate. Un bambino non puo’ che lasciarci trascinare dalla storia e vivere la sua avventura insieme a Carlo. I colori sono forti e attraggono i piccolo lettori.


Ci sono momenti di sconforto e tutti abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia ogni tanto.


Gli amici, i fratelli, le mamme e i papà sono tante moschine che possono aiutarci e incoraggiarci a spiccare il volo.
Un libro che non può assolutamente mancare nella libreria di un drago!
E’ perfetto per draghi a partire direi dai 4 anni ma se ami le illustrazioni questo libro non ha età!
E poi…tutti a trovare la mosca!…e ricordiamoci che anche i piccoli possono insegnare qualcosa ai grandi… perchè anche noi grandi dobbiamo sempre stare attenti alle piccole lezioni che i piccoli vogliono e possono darci!

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Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
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Piccola Macchia – Lionel Le Néouanic

“Piccola Macchia si annoia,
senza amici, nel suo angolino.
Salve ragazzi…posso giocare con voi?”

La protagonista non ha una forma, è una piccola macchia nera, senza occhi, bocca, braccia e gambe. Una macchia e basta.
Piccola Macchia compare così nella prima pagina del libro, sola, in basso a destra: è completamente nera, i bordi irregolari delle macchie di inchiostro, simili a quelle maldestramente cadute nei quaderni di scuola di un tempo; Piccola macchia è sola e si annoia.

Un giorno la mamma la sprona ad andare a cercare degli amici e vagando di qua e di là trova infine delle forme, un triangolo verde, un quadrato rosso, un rettangolo blu, e un cerchio giallo.
Piccola macchia è diversa e viene rifiutata dal gruppo, ma il babbo le insegnerà a tirare fuori il tesoro nascosto dentro di lei, per tornare dagli amici e stupirli. E così accade! Piccola macchia ha una dote incredibile: sa trasformarsi in tutto quello che vuole. Così riesce a conquistare la loro amicizia e insieme si divertono a giocare e creare nuove figure.

Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic edito da Edizioni Primavera, oltre che un omaggio allo scrittore illustratore olandese Leo Lionni, che scrisse “Piccolo Blu Piccolo Giallo”, vuole, essere un remake di grandi di quadri, in onore a pittori come Mirò e Matisse.

“Niente è banale o stupido,
anche la cosa più banale può
trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Segni e macchie mi danno stimolo e idee nuove,
ai miei occhi si trasformano in persone,
animali e cose grazie alla qualità magica del segno.”
JOAN MIRO’

Proprio come accade per Piccola Macchia, il viaggiare e l’esplorare contengono un forte potenziale educativo e pedagogico nella vita di un bambino in età della Scuola dell’Infanzia, in particolare il viaggio è, come in questo caso metafora di crescita, un’esperienza simbolico-affettiva è apprendimento.
Il cammino che i bambini e le bambine compiono è un vero e proprio viaggio nel quale si fanno incontri, si istaurano relazioni, si guarda, ci si stupisce e si fanno esperienze nuove.
Piccola Macchia, infatti, è il protagonista di una storia di amicizia che nasce come spesso accade: in salita, con un rifiuto.
Come fa un bambino a farsi nuovi amici?

E’ difficile farsi accettare ed è difficile anche riprovarci, dopo essere stati rifiutati.

…Cerca dappertutto…
senza però trovare un solo amico…
ad un tratto sente delle grida…
…Piccola Macchia si avvicina e dice…
…posso giocare con voi?…
…ma non ti vedi? Tu non sei come noi,
non hai nessuna forma ne colore!

Gli amici che Piccola Macchia ha scelto non lo accettano. Loro sono un gruppo di piccole forme colorate geometriche e soprattutto ben definite, non hanno nessuna intenzione di accettare e fare amicizia con una forma informe e che per di più è tutta nera. Piccola Macchia torna a casa in lacrime, la mamma lo consola, ma soprattutto gli svela un grande segreto.

“Tu non lo sai, ma dentro di te c’è un tesoro,
un tesoro meraviglioso, che devi ancora scoprire…”

Lui si asciuga le lacrime, raccoglie tutto il suo coraggio e torna da loro.

“Oooh!” Piccola Macchia non c’è più!
Aiuto Un Mostro!
Gridano le piccole forme!…

“ INCREDIBILE!”
Piccola Macchia si può trasformare
in tutto ciò che vuole
Possiamo giocare con te?

Ecco che quei bambini, così rigidi nelle loro forme geometriche perfette, imparano da Piccola Macchia il gioco più divertente del mondo, quello di giocare a non essere sempre se stessi.
Piccola Macchia gli fa vedere delle forme che non avevano mai visto prima d’allora, gli insegna a trasformarsi e insieme giocano a fare nuvole, onde e stelle. Ora tutti insieme, uno di fianco all’altro, sono una faccia, un sorriso, poi tanti sorrisi e domani Piccola Macchia gli insegnerà a mischiarsi e forse così si aggiungeranno anche altri amici.

WOW!…
che bello il tuo gioco, Piccola Macchia…

Così fa Piccola Macchia, conquistando l’amicizia e la stima degli altri protagonisti di questa storia (forme  geometriche) e così fanno anche i nostri bambini e le bambine, confrontandosi, discutendo, a volte litigando, ma alla fine mostrando il tesoro che ognuno porta con sé. Ogni giorno, confronto dopo confronto, e sempre con un po’ di sostegno 😉 imparano a collaborare, a condividere le cose ed i pensieri.

Piccola Macchia insegna ad avere fiducia in se stessi e a credere nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri seppur diversi da noi, inoltre grazie all’uso di macchie e forme, anzichè l’uso di personaggi strutturati, stimola la fantasia e la creatività dei bambini.

Piccola Macchia non è una semplice lettura, è un’occasione unica e ampia di creare laboratori, piccole riflessioni con i bambini per elaborare insieme il grande messaggio di vita che con la sua avventura racconta questa piccola macchia nera ❤

Piccola Macchia è uno di quei libri da avere, è un libro che “sa di libro”:
ha una grande storia, non è prevedibile, non fa la paternale, prende per mano pagina dopo pagina e ci lascia infine con tanti significati semplici ma fondamentali su cui riflettere.

Le avventure di Piccola Macchia ecco che diventano anche la narrazione di quotidiane difficoltà che i bambini e le bambine incontrano sul proprio cammino:
il rifiuto dei pari,
l’essere considerati diversi,
inadeguati
o semplicemente poco simpatici ai compagni.
Ma questa storia ci insegna che, con l’aiuto degli adulti, ogni bambino può scoprire il
tesoro che c’è dentro ognuno di loro, per mostrarlo agli altri.

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Lucy e il filo dell’Amicizia – Vanessa Roeder

Un giorno Lucy
trova un filo
e gli dà uno strattone.
Poi tira, scuote
punta i piedi, tira ancora più forte e…

La piccola Lucy trova un filo rosso e gli dà un piccolo strattone. Quando non succede niente, tira sempre più forte fino a che non si trova faccia a faccia con Hankun orso che dopo tutto questo tirare si ritrova senza i pantaloni 😀

Lucy diventa tutta rossa per l’imbarazzo, ma in un attimo ritrova la sua fantasia!
Con le sue codine, le guance rosse, il vestitino a righe sbarazzino ed un sorriso che racconta più di mille parole non si scoraggia e non si spaventa, anzi è incoraggiata a trovare la sua creatività bambina e ad usare la sua capacità di risoluzione per tirare su il morale ad Hank!


Lucy non sa che le sue azioni ludiche hanno una conseguenza.
Lucy deve usare la sua creatività e intelligenza non solo per risolvere il problema, ma anche per guadagnare l’amicizia di Hank.

Hank, l’orso non è contento che gli manchino i pantaloni, e per di più quando diventa chiaro che Lucy vorrebbe risolvere tutto con un “Scusa”!
Lucy non si arrende. Invece, si rimbocca le maniche e lavora instancabilmente per trovare una soluzione accettabile al problema dei pantaloni mancanti di Hank usando solo il filo rosso che ha dato inizio a questo casino.

Scrolla il filo e lo attorcilia,
Avvolge, annoda, intreccia e lega…
Srotola e svolazza, ruota e si avvita.
Ma Hank è ancora mezzo nudo.

Quando i tutù, le pettinature a nulla servono per rendere Hank felice, Lucy trova la soluzione perfetta!
Ta…dà!!!!

Finalmente, Hank è felice!
E questo rende felice anche Lucy. Finché, la piccola Lucy con un paio di forbici taglia il filo che li tiene insieme.
Da qualche parte in mezzo a tutti gli avanti e indietro, Lucy e Hank hanno fatto nascere un’amicizia piuttosto improbabile. Hanno formato un legame speciale e non vogliono più essere separati. L’idea stessa li rende entrambi un po’ tristi.

Ecco come un semplice filo rosso, che ha causato inizialmente un problema, ora è la cosa che lega la loro amicizia insieme.

Lucy e il filo dell’Amicizia di Vanessa Roeder edito da Terre di Mezzo pagina dopo pagina, tra un tira, srotola e sferruzza porta ai piccoli lettori un grande messaggio, un grande esempio di amicizia.
Con illustrazioni dolci e dirette realizzate al tratto interamente in nero, bianco e rosso e al suo linguaggio semplice e diretto, questo libro insegna ai bambini l’importanza della creatività e della perseveranza e mette in mostra la bellezza che può svilupparsi e nascondersi in piccoli gesti così.
È anche un adorabile promemoria, non solo per i più piccoli, che ci ricorda come si possa trovare un amico speciale nell’ultimo posto in cui pensi di guardare 😉

La cosa eccezionale di Lucy è che non si arrende, con semplicità mostra la sua perseveranza e spero che i bambini possano vedere che se entrano in un piccolo casino possono lavorare per cercare di aggiustarlo!

Credendo fortemente che i libri aiutino i bambini a connettersi e capire il loro mondo, Roeder consiglia ai genitori di trovare il tempo per sedersi e leggere i propri figli.

I libri sono molto personali per i bambini“, dice.
“Non solo, ma li aiuta ad imparare:
imparare la lingua e imparare le qualità di cui avrai bisogno nella vita“.

Buone letture!
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Il Leone di Neve – Jim Helmore

Carol si ritrovò davanti un leone bianco come la neve.
“E tu da dove arrivi?”
Bè da molti posti” rispose il leone

Carol e sua madre si trasferiscono in una nuova casa in cima a una collina. Carol è un po’ triste, sola e riluttante ad uscire per esplorare e conoscere i nuovi dintorni e nuovi amici. Ma nella quiete di casa sua, un nuovo amico appare proprio quando ne ha più bisogno.
All’improvviso un amico sconosciuto ed inaspettato la chiama e le propone di giocare insieme: è un grandissimo Leone bianco come la neve.

Nel candore di tutto, questo dolce e grande leone innevato invita Carol a giocare a nascondino.
Carol è finalmente felice e con Leone ogni giorno impara nuovi giochi divertendosi a montargli in groppa ed abbracciarlo. Il loro gioco riempie la sua giornata portando esultanza invece di solitudine;
ma questo nuovo amico di neve può incoraggiarla ad avventurarsi fuori e divertirsi con i bambini del posto, superando paure e timidezza?
Ciò dimostra una sfida, ma a poco a poco, con l’aiuto del leone, Carol inizia a trovare il suo coraggio interiore e si unisce agli altri bambini.

Il Leone di neve aiuta Carol ad abituarsi al suo nuovo ambiente e la incoraggia ad affrontare la sua timidezza con un coraggio che sicuramente c’è stato da sempre. Le dolci illustrazioni catturano magnificamente il fascino e l’innocenza di una storia che molti di noi hanno vissuto: l’ondata di paura ed emozioni che spesso accompagnano grandi cambiamenti della vita.

Quando la mamma suggerisce di aggiungere colore alla loro nuova dimora, e invita i suoi nuovi amici a fare una “festa di pittura”, Carol è preoccupata che la mancanza di bianco significhi non avere più visite dal suo amico selvatico.


Effettivamente il suo amico di neve non appare più da nessuna parte all’interno della sua casa dai colori vivaci, ma sicuramente non può averla abbandonata del tutto, vero?
Una storia bella, gentile e rassicurante sul muoversi e trovare nuovi amici.

Con una sensazione magica, classica e un messaggio adorabile, Il Leone di Neve di Jim Helmore e Richard Jones edito da Terre di Mezzo, è una storia che si rivolge a bambini e genitori, e le splendide illustrazioni rendono questo libro un tesoro.

A volte il mondo sembra molto grande…
…e a volte ti senti piccolo…
…Ma a volte tutto ciò di cui hai bisogno è un amico speciale
per aiutarti a trovare il coraggio nascosto dentro…

Alcuni bozzetti

Le illustrazioni raccontano con il giusto tono e calore le emozioni della piccola Carol. Il modo in cui Richard Jones interpreta la relazione tra la bambina e il leone è molto speciale.
Una storia dolce e magica sul potere della creatività e dell’amicizia, sia essa immaginaria o reale.
Una storia gentile ma potente con un tocco di magia perfetto per i bambini timidi o che hanno difficoltà a trovare amici in un posto nuovo!

Buona lettura ❤
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Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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Irene la Coraggiosa – William Steig

“E’ il vestito più bello del mondo!
La duchessa ne sarà felicissima.”

La madre di Irene è una sarta e ha appena finito di cucire un bellissimo abito per la duchessa che ha organizzato una festa per la stessa sera. Bisogna consegnarlo al più presto, ma la mamma di Irene non si sente tanto bene e quindi la bambina, vedendo la madre stanca e ammalata, la convince a stare al calduccio tra le morbide coperte che le rimbocca, dopo averle portare qualcosa di caldo.

Irene, si copre bene con cappello rosso, sciarpa, cappotto e guanti, bacia sei volte la madre e parte abbracciata alla scatola del vestito, felice sotto la neve che sta cominciando a cadere.
E così la bambina si mette in viaggio, a piedi, tra la neve, tenendo stretto il pacco, senza farsi intimidire dal vento gelato.


Ben presto la nevicata si trasforma in tormenta; il vento soffia contrario e ce la mette tutta per strapparle la scatola ma, Irene reagisce con la forza della rabbia: gli urla contro, gli volta la schiena e non gliela dà vinta; ha ottimi motivi e pensieri per reagire con furia anche quando finisce nella neve fino al collo o quando ad un certo punto Irene si perde tra la neve e, peggio ancora, la scatola si apre e l’abito vola via, tirato dal vento contro cui Irene lotta per l’intero viaggio.

Irene non si arrende e arriva a casa della duchessa credendo di dover spiegare l’accaduto, ma…la magia della natura riserva ad Irene una sorpresa.. 😉

Irene la coraggiosa di William Steig edito da Rizzoli è una storia straordinaria e splendidamente illustrata. La storia nasce da una situazione praticamente ordinaria (una bimba che vuole aiutare la propria mamma) e diventa pagina dopo pagina una piccola perla che scalda il cuore.
Irene non solo compie un percorso, ma lo fa dimostrando tenacia e coraggio. La paura c’è, come in tutti i bimbi della sua età, ma lei si aggrappa sempre e fortemente all’amore per la sua mamma. Quello è più forte di tutto. Del vento, del freddo e delle difficoltà che si palesano.

Scelto dal “New York Times” come Miglior albo illustrato nel 1986, anno della sua pubblicazione, Irene la coraggiosa ha la grazia di una fiaba.

Le illustrazioni, che paiono frammenti di una sequenza animata, raccontano il lungo e tormentoso viaggio di una bambina verso un palazzo lontano, per consegnare un abito da ballo. Un viaggio attraverso il quale il lettore vede la protagonista avanzare nella neve, intestardirsi, arrabbiarsi, farsi avanti tutta bagnata e reagire fino ad avere la meglio.
Irene non cede davanti a nulla; non le viene probabilmente manco l’idea che si possa cedere, visto che – per quanto abbattuta – ha pur sempre un pensiero che la fa indomita e anche un po’ temeraria.
La piccola Irene deve affrontare la bufera di neve e soprattutto il vento, tanto insistente da sembrare un folletto dispettoso. Ma la bambina ha coraggio, determinazione e volontà incredibili e davanti agli ostacoli stringe i denti e allunga il passo, non cedendo di fronte a nulla, anche quando tutto sembra perduto. Il suo coraggio sarà fonte d’ispirazione per tutti i bambini, che seguiranno l’avventura di Irene con il fiato sospeso, fino all’ultima pagina.

Il Coraggio è il tema cardine della trama, la linfa vitale ed il cuore pulsante di questa tenerissima storia che fa sorridere e allo stesso tempo anche un po’ pensare. Quella di Irene è una vera e propria avventura (seppur ridotta a poche battute) per piccoli e grandi lettori, grazie alla quale è possibile riscoprire il valore del coraggio e l’importanza della famiglia. In questo racconto la famiglia ha un valore inestimabile: il rapporto ed il legame tra Irene e la signora Rocchetto, l’abile e affidabile sarta, è il centro della storia stessa, la scintilla che da vita e forza al Coraggio, che porta la piccola Irene ad affrontare una dura, durissima, prova. Tutto pur di aiutare la povera madre febbricitante.

Irene la coraggiosa, piace! Pagina dopo pagina i bambini non vedono l’ora di vedere se Irene riuscirà o meno nella sua avventura, ovviamente tifando per lei! 😉
Una favola per bambini, indicativamente dai 4-5 anni, ma che tocca corde profonde anche negli adulti. Perché quotidianamente cediamo alla polemica o nel lamento dimenticandoci la risorsa che dobbiamo utilizzare quando le cose si fanno difficili: il nostro amico coraggio.

Buona lettura!
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Dov’è la Casa dell’Aquila? – Fabian Negrin

“Sono belli gli agnelli e i piccoli animali,
ma io devo salvare le aquile reali.
Però chissà… dov’è la casa dell’aquila?

Di qui o di là? Chi è che lo sa?”

Un bambino esce di casa per cercare sulla montagna l’aquila reale che suo padre ha deciso di uccidere dopo il furto dell’ennesimo agnello.

L’ennesimo agnellino scomparso.
Rapito. Chi sarà stato?
La solita aquila! Ora basta.

C’è suo padre, esasperato dai danni che l’aquila fa ai suoi animali, tanto che vorrebbe farla fuori, ma c’è chi ne è attratto e sente forte forte il desiderio di salvarla.
Quella notte, pian pianino esce dal suo lettino e si incammina, tenendo sotto braccio il suo orsetto, in un’eroica avventura alla ricerca della casa del predatore, per avvertirlo del pericolo e salvarlo.

“Di qui o di là? Chi è che lo sa?”

Così, via via che sale verso il nido fra le rocce, chiede a tutti gli animali che popolano la montagna indicazioni sul luogo dove può trovare l’aquila.
Chiede aiuto alla scaltra volpe, al saggio gufo, al pavido scoiattolo, al superbo cervo, al famelico orso, allo scoraggiante stambecco: nessuno vuole aiutarlo nell’impresa.

Gli animali cercano di dissuaderlo, ma lui continua comunque la sua ricerca, muovendosi in un paesaggio meraviglioso che si estende a perdita d’occhio.
Deve avvertire l’aquila del pericolo.
Eppure sta andando verso l’animale più pericoloso che si può incontrare in quei luoghi.

Dai colori e dalla fantasia di Fabian Negrin è nato questo libro illustrato, Dov’è la casa dell’aquila? un capolavoro edito da Orecchio Acerbo.
Non un semplice racconto, è anche una poesia, una filastrocca, una raccolta di splendide immagini dell’artista argentino.

Definito “forse il miglior illustratore attivo in Italia e certamente il più incline a mettersi in gioco e a tentare strade nuove”, l’argentino Fabian Negrin torna con un nuovo, bellissimo albo illustrato. Fumettista e illustratore, anche per diverse campagne pubblicitarie, Negrin è vincitore di numerosi premi, compreso il prestigioso Andersen, e lavora in Italia da tempo.
Ancora una volta, con Dov’è la casa dell’aquila? dà prova di particolare eleganza nelle immagini a tutta pagina capaci di creare atmosfere suggestive che raccontano non soltanto la montagna e gli animali che la abitano, ma anche i sentimenti dei personaggi, il piccolo protagonista e i suoi genitori.

Un racconto in rima fatto di immagini straordinarie e parole scelte per il loro suono, per seguono il ritmo dell’avventura, parole che diventano la “colonna sonora” di questa storia in bilico fra la realtà e la fiaba e sopratutto con il loro ritmo aiutano anche i più piccoli a mantenere un ritmo di lettura e non creano difficoltà nell’acquisire l’argomento.

Alla fine sulla vetta più alta eccola l’aquila, finalmente!
Lei lo guarda severa e lo mette in guardia dal freddo, poi lo fa salire sulle sue ali possenti e lo riporta a casa dai genitori preoccupati.
Il racconto che ci fa vivere una bella avventura, un viaggio attraverso ripide e inospitali montagne, al messaggio più sottile ed indiretto, quel tenace inseguimento di un sogno che contradistingue i bambini..e per questo bimbo consiste proprio nell‘incontrare e salvare il suo animale preferito e… volare!

Una storia emozionante e piena di coraggio, tra sogno e realtà, tra storia vera e favola, un piccolo bambino decide di voler salvare la grande aquila, che non meritava di essere uccisa solo per essersi procurata il cibo per il suo sostentamento. L’argomentro principale che troviamo in questo albo illustrato è il coraggio e la forza di volontà che supera ogni limite imposto, pur di raggiungere uno scopo.

Buona lettura!
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La notte della Stella Cadente – Una storia di Amicizia

Cane e Coniglietta vivono l’uno accanto all’altra
con in mezzo un recinto.

Cane e Coniglietta sono vicini che vivono sui lati opposti del recinto in due case diverse.

La casa di Coniglietta è blu ed è arredata in stile coniglietto, la testiera del letto con le orecchie di coniglio, la sedia ha una soffice coda bianca, una lampada per leggere e tantissimo cioccolato 😛

Cane ha una casa rossa con arredi rossi. Son troppo carini il bordo del tappeto e le piastrelle del camino, per non parlare dell’interrutore della luce a forma di zampina. 😀

Entrambi hanno viste sul lago e cartelli che indicano che vogliono essere lasciati soli mentre fanno le loro attività in solitaria.
Comunque, per prima cosa ogni mattina Coniglietta guarda attraverso la staccionata Cane e
Cane guarda attraverso il recinto Coniglietta.


Entrambi non si parlano e non si salutano nemmeno con un Buongiorno!
Si sbirciano curiosi durante tutta la giornata e prima di coricarsi controllano la luce nella finestra della casa di fronte.

Passano le stagioni:
vanno, vengono, ritornano.
Cane e Coniglietta non si salutano,
no si dicono né ciao, né oggi faccio un pic-nic

Il tempo passa e una notte di luna, entrambi incapaci di dormire, vengono trascinati fuori a guardare le stelle.
Cane e Coniglietta pensano entrambi che l’altro abbia bisogno di un amico.
Chi potrebbe essere suo amico?
L’improvvisa apparizione di una stella cadente fornisce un’esperienza condivisa!

Coniglietta guarda Cane
Cane guarda Coniglietta

Nella notte della stella candente
due porte si aprono

“Potremmo essere amici”
“Sarebbe bello!”

Cane e Coniglietta sono i tenere protagonisti del libro La notte della Stella Cadente di Amy Hest edito da Lapis edizioni.
Dal narratore Amy Hest e dall’artista Jenni Desmond arriva un libro illustrato, toccante e puntuale su come trovare il coraggio di dire “Potrei essere tuo amico”.

Con la semplictà che comunica anche ai più piccini Cane e Coniglietta ci ricordano come fare nuove amicizie possa intimidire.
Chi più chi meno abbiamo tutti dovuto fare questo passo (il primo giorno di scuola materna, scuola media, scuola superiore, post-secondaria, un nuovo lavoro, ecc.).
Ci vuole molto coraggio e spinge grandi e piccini indifferentemente fuori dalla zona di comfort quando si incontramo nuove persone per la prima volta.
Quante volte vediamo ora i bambini in questa situazione?!
Alcuni abbracciano questa sfida con sicurezza, senza paura e senza preoccupazioni.
Altri sono più timidi, nervosi e ansiosi.

Fare nuove amicizie può essere difficile, ma avere una nuova amicizia vale assolutamente la scomodità di dire “ciao” o “ciao vuoi essere mio amico?” ad una nuova persona.
La notte della stella cadente è una storia che parla di questa scomodità, e della ricompensa indescrivibile che succede quando grandi o bambini fanno quel passo…quel passo unico e magico che crea una nuova amicizia.

Una storia accattivante sul potere dell’amicizia. Coniglietta e Cane sono apparentemente felici nel loro stile di vita solitario: hanno cose che forse potrebbero dare loro gioia (o un’illusione). Dopo la loro esperienza condivisa e lo sbocciare della loro nuova amicizia, vediamo un netto cambiamento in Coniglietta e Cane; sono più felici che mai!
Una storia meravigliosa da condividere con i bambini, dai 3 – 4 anni per le loro future nuove Amicizie!

Buone letture
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