Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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Voglio Anch’io – Gek Tessaro

Quando uscì dall’uovo il pulcino
aveva un atteggiamento così impettito e virile
che sua madre non trovò di meglio che chiamarlo
Pompeo Tiburzio.

A pochi giorni di vita, ammaliato dalla vista di uno stormo di cicogne in volo le chiese:
“Che cos’è?”.
“Sono cicogne”, rispose lei.
“Bello, voglio anch’io!” disse la cornacchietta.

Il sogno del piccolo volatile è diventare una maestosa cicogna. Ovviamente la madre e il padre tentano di dissuaderlo, ma a poco varranno i loro sforzi.
Ma Pompeo non si arrende. Si impegna, fa tanta ginnastica e studia geografia, materia fondamentale per le cicogne.
E finalmente la sua occasione arriva: un bambino deve nascere a un solo isolato di distanza e Pompeo deve effettuare la consegna!

Dopo una settimana di viaggio del piccolo Pompeo, arriva all’indirizzo, ma non c’è nessuna mamma in attesa di un bambino, c’è solo una ferramente!!!!
Che cosa è successo?!

Il piccolino in realtà ha sbagliato indirizzo, e purtroppo pure città, deve viaggiare da Perugia verso Venezia, ma il fagotto deve arrivare a destinazione prima, sconsolato, visto che è solo una piccola cornacchia e non riesce a fare molta strada, sta per arrendersi ma a chi chiedere aiuto?

Il viaggio di Pompeo Tiburzio lo porterà a conoscere un cavaliere, un elefante ed un leone, un fenicottero, viaggerò in treno e pure con i pirati insieme ai quali cercherà di raggiungere la terra promessa: il Veneto!
Solo consegnando un nascituro ai propri genitori, a Venezia, Pompeo Tiburzio potrà finalmente diventare una cicogna a tutti gli effetti.

Ma gli imprevisti, si sà possono essere dietro l’angolo!
Pompeo riuscirà a raggiungere Venezia in tempo?

Una cornacchietta piccola piccola con un sogno grande grande!

Gek Tessaro, autore e illustratore poliedrico, tradotto in diversi Paesi, torna a incantarci con Voglio Anch’io, edito da Terre di Mezzo. Questo è un racconto all’insegna dell’avventura e del divertimento.
Con il suo tipico stile il testo è accompagnata da coloratissime illustrazioni che danno vita ai personaggi con un tocco di ironia e brio.
I termini ricercati un po’ arcaici, le illustrazioni, gli intrecci improbabili lo rendono un racconto delizioso e sostanzialmente al limite con il comico.
Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.

Dice di se “Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre.

Voglio anch’io, indicato per i bambini dai 6/7 anni, è suddiviso in capitoli, prestandosi bene anche per leggerlo un po’ alla volta la sera 😉

Voglio anch’io è un racconto sicuramente per i bambini che amano le avventure, i cavalieri, i pirati, le cornacchie e ovviamente non possono mancare le cicogne 😀 Tutti assieme per una grande avventura!

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

Passo Davanti – Nadine Brun-cosme

“Erano in tre.
Lèon il grande, Max il secondo, Rèmi il più piccolo.”

Un buffo trio si aggira per le strade di Parigi, un bambino di nome Max, un coniglio chiamato Rémi e Léon, un’enorme orso peloso, che ha tutte le caratteristiche di molti personaggi di Tallec.

Leon sta davanti perché è il più grande, a descrivere agli altri cosa vede;
Max e Remi si tengono per mano e si sentono al sicuro perché il grande davanti conosce i pericoli e li protegge.
Max sta dietro Lèon e gli piace raccontare storie a Rèmi che lo ascolta con grande interesse.
Però Lèon camminando davanti non vede solo i pericoli, vede anche le cose belle, e un giorno mentre osserva un palloncino incuriosisce Max che passa davanti per vederlo anche lui.

Quindi le posizioni si modificano.
Per la prima volta fu lui a guidare il trio, e Max si sentì grande.

E si modificano ancora quando anche Rèmi, stanco e annoiato di stare dietro a Leon, che non gli racconta storia vuole passare davanti per vedere meglio.

“Remi passò davanti. Videi il palloncino, e le nuvole,
e i grandi alberi, e le automobili ce andavano veloci.
…e si sentì grande.”

Davanti ci si sente grandi, capita anche che davanti si possa stare in tre, in riga, uno accanto all’altro a raccontarsi storie e a guardare il mondo insieme. Qualcuno canta, qualcuno narra, qualcuno è più veloce di altri ad avvertire dei pericoli. E insieme camminando si cresce.

Tra i finalisti per il Premio Andersen 2018 come miglior libro per la fascia 0/6 anni, Passo davanti di Nadine BRUN-COSME edito da Coccole books (è un albo avvincente che tratta di argomenti come fiducia e collaborazione e sprona a vivere in prima fila sfidando le emozioni che ci attraversano.
Un albo speciale, in un grande formato, per raccontare attraverso la metafora del viaggio, il tema della crescita, dell’apprendere, del trovare un posto proprio nel mondo e una propria autonomia.
Basti pensare quando si ha paura che il proprio figlio non abbia i mezzi per lanciarsi in nuove avventure che, ai nostri occhi, appaiano ancora troppo pericolose e che, magari senza volerlo, gli poniamo davanti il nostro vissuto sostituendoci, invece di affiancarlo e credere in lui.
Si era proprio così che Max e Remì continuavano ad affrontare la vita, dentro una sorta di bolla che tappava loro i sensi!

L’autostima è legata in maniera importante all’esperienze di vita e avere qualcuno che crede in noi, ci sprona ad andare avanti formando la nostra personalità.
Adesso mano per mano i protagonisti del libro possono affrontare la vita affiancandosi e non coprendosi.

Passo davanti, con le sue grandi illustrazioni non racconta solo una passeggiata in città, si vede il tempo che passa, le stagioni che cambiano ed proprio così che la storia diventa una metafora della vita e un augurio per i lettori:
che chi li guida, li protegge e li avverte di stare attenti sappia un giorno farli passare avanti con naturalezza, magari nascondendo quel pizzico di paura che non siano capaci, magari rimanendo in fondo come accade a un certo punto a Léon. Quando la sua imponente massa chiude la fila si sente benissimo ancora il senso di protezione, ma la vista sull’orizzonte è sgombra. ❤

Passo davanti è un album molto profondo che aiuta a crescere insieme,
rispettandosi e aiutandosi a vicenda, per andare avanti e vivere al meglio

Buone letture!
Puoi acquistare il libro qui:

Un Bacio e Addio – Jimmy Liao

Un bacio è importante al momento di alzarsi
per
salutare e augurarvi un buon giorno,
per confermare un amore.

Un bacio può essere un piccolo prodigio
nella vita di ogni persona

e ci aiuta a sentirci speciali.

E’ la storia di Woody, un bambino che fa un grande viaggio in compagnia del suo cane Pudin a casa di suo nonno. Questa avventura ci porta a scoprire diverse figure oniriche che ci portano a speranze, sogni e altri elementi positivi che ci aiutano a crescere in armonia.

Questa strada è piena di ricordi preziosi di quella che è stata la sua vita che gli ricorda momenti speciali con la sua famiglia, che lo inducono a desiderare tempi felici che non ci sono più.

Ecco che il viaggio che Woody affronta, non è un semplice viaggio, è soprattutto un viaggio dentro se stesso, dentro alle sue paure più profonde e ai suo ricordi.
Con la sua valigia rossa e la tuta verde, in un treno vuoto, questo bambino spaurito ci entra nel cuore.
Nella sua valigia, appartenuta prima al bisnonno, poi al nonno e poi ancora al suo papà, il bambino conserva tutto ciò che ama e che gli ricorda la sua famiglia.

A partire da quel giorno, Woody dimenticò molte cose:
dimenticò ciò che sua madre gli aveva detto;
si è dimenticato di annaffiare le rose di suo padre;
dimenticò come Pudin, il cane che lo accompagnava, fosse venuto da lui;
dimenticò che era ancora un bambino perché pensava che fosse più vecchio …

Woody e Pudin prendevano il treno per andare in campagna dal nonno.
Mentre il treno calpestava la strada, Woody ricordò lentamente cose che aveva già dimenticato. Era come se, dopo aver attraversato un lungo tunnel nero, vedesse di nuovo la luce; come se i bei ricordi del passato che erano rimasti nascosti lo stessero aspettando nella luce della bocca del tunnel.

Quando il bimbo è troppo stanco, il sonno ha la meglio e il bambino si addormenta. I suoi sogni si mescolano ai paesaggi che il treno sta attraversando.
Fino a quando arriva dal nonno ma si accorge di aver lasciato sul treno la sua valigia rossa.
Il treno corre via ma adesso il bambino è a terra tra le braccia del nonno. Che non sono di certo le braccia che avrebbe voluto ma non per questo sono braccia con meno amore.

“Dimenticai molte cose, ma non i sogni.
Quelli li ricordavo benissimo.”

Non si sa esplicitamente cosa è successo alla sua famiglia, ma Liao ci fa capire dalle immagini che probabilmente la vicenda si svolge nel marzo del 2011 quando, a causa del terremoto e maremoto del Tohoku del 2011, la Centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi subì gravi danni, che hanno causato la messa fuori uso dei vari sistemi di raffreddamento e diverse esplosioni che hanno portato alla dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo (fonte Wikipedia). Lo capiamo dalla città inondata dalle acque, dalle centrali in fumo dietro alle spalle del bambino, dagli incendi che Woody osserva.

Un bacio e addio, ci fa riflettere sulla solitudine o sulla morte dei nostri cari e apprendere la lezione che la vita ci offre, integrando ogni processo e crescendo come persone.

Le illustrazioni sono spettacolari come tutto ciò che fa questo autore. Troviamo grandi contrasti tra le figure, dando le dimensioni che ci fanno capire l’importanza di ognuna.
Anche il colore è molto significativo perché usa i colori pastello per ammorbidirsi nei momenti mentre a volte si aggiunge con colori forti per evocare sentimenti più profondi.
Le figure sono sempre delicate e ben definite.

La vita, il passare del tempo, le perdite, le assenze, i ricordi, l’amore si incontrano in questo libro: Un Bacio e addio, di Jimmy Liao edito da Camelozampa, con la traduzione per l’Italia di Silvia Torchio; penso basti questa sua affermazione per capire la dose di emozioni che trasmette portando i testi dal cinese all’italiano:
“Il mio approccio ai suoi testi è sempre stato istintivo: li leggo e accolgo come pure poesia. Li intuisco e mi emozionano. E poi li traduco.”

Ogni pagina è ricca di poesia a piccole dosi, in ogni frammento, in ogni immagine, in ogni domanda e desiderio.
“Il treno fa rumoree, mentre avanza, scopriamo le piccole cose della vita.
Semplicemente spettacolare, vale la pena goderselo.

Qui il cortometraggio ispirato al libro:

Jimmy Liao è nato a Taipei (Taiwan) nel 1958. Ha iniziato a lavorare nel mondo della pubblicità, ma nel 1995 gli è stata diagnosticata la leucemia ed è stato costretto a trascorrere un anno di trattamento, isolato. Questo evento ha avuto una svolta radicale nella sua vita e nella sua visione del mondo. Quando si è ripreso, nel 1998, ha pubblicato i suoi primi due libri, e da allora è diventato uno dei più noti illustratori di tutto il mondo.

Durante un’intervista Jimmy Liao ha affermato che:
“All’inizio di tutto, quando ho realizzato il mio primo libro, ero molto chiaro che non avrei fatto libri solo per bambini. Mi aspettavo che fossero per tutte le età [..]
Non penso mai ai miei potenziali lettori quando lavoro. Potrei avere una vaga idea. Ma non mi preoccupo troppo delle caratteristiche tradizionali dei libri per bambini.
I miei libri sono per tutte le età.”

Penso che questa sia una delle caratteristiche che fanno dei suoi libri una ricchezza unica di pagine e illustrazioni che parlano proprio a tutte le età, e parlano di vita..ed ognuno in base alla sua esperienza e al suo vissuto ne elabora una sua visione.
Un albo che segna uno dei momenti più alti della produzione di Jimmy Liao, per il perfetto intreccio tra parole e immagini, la profondità delle tematiche, affrontate con lievità ma senza giri di parole, la forza evocativa di ogni illustrazione (con rimandi a Mondrian e alla pittura paesaggistica) e di un testo toccante e poetico.

Mentre affiorano i ricordi e, dentro e fuori dal treno,
scorre un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia,
diventa possibile dare
quel bacio di addio per schiudere una nuova vita.

Jimmy non ha creato una semplice avventura, ma una commovente e avvincente storia.
Un bacio e addio è che la storia emotiva ed evocativa che può sembrare semplice e leggera, ma grazie alla sua fantasia unica e prodigiosa, vanta una saggezza complessa e profonda a dimostrare la preoccupazione del suo creatore per l’ambiente, la cultura e la vita.
Per chi desidera conoscere meglio questo autore, consiglio, come era stato consigliato a suo tempo a me, di entrare nel suo sito ufficiale, senza preoccuparsi dei testi. Esploratelo e gustatelo, viaggiate con lui senza mappa. Immaginate di essere i bambini dei suoi libri, che viaggiano liberi da aspettative e scoprono meraviglie ad ogni angolo. Lasciatevi catturate dalla magia e dalle emozioni che ogni copertina vi trasmette.

Un libro è molto più di una lettura per un bambino, diventa una finestra sul mondo, un buon amico, un giocattolo che risveglia la tua immaginazione…un regalo unico e prezioso, basta saper aprire gli occhi e il cuore

Buona lettura e che sia un viaggio meraviglioso 🙂
Puoi acquistare il libro QUI:

La Prima volta che sono Nata

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Nasci, conosci, cresci: ogni giorno c’è la prima volta di qualcosa di nuovo, si parla di un viaggio, il viaggio più emozionante che ci sia: quello della vita.

La prima volta che ho aperto gli occhi, li ho subito richiusi.
Ho pianto. Poi delle mani mi hanno sollevata al cielo e mi hanno posata tra due montagne di latte.
Ho smesso di piangere e ho aperto gli occhi per la seconda volta nella mia vita.
Ho visto la luce più dolce del mondo: erano gli occhi di mia madre.

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La prima volta che sono nata, scritto da Vincent Cuvellier e illustrato da Charles Dutertre, è pubblicato in Italia, da Sinnos, dopo il grande successo raccolto in Francia dal 2006.
Fin dall’inizio questo libro ci trasporta in un mondo tanto caro a chiunque legga, quello dell’immedesimazione, in grado di strappare sia lacrime che sorrisi.

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Pagina dopo pagina questo libro di “prime volte”, ripercorre in modo semplice ma molto efficace tutte le prime volte della vita, dalla nascita in avanti:
le scoperte, le rivoluzioni, le decisioni..
Tutto accompagnato da bellissime immagini che conquisteranno anche i bambini, mentre a noi adulti non rimane che far scendere una lacrimuccia perchè arriva dritto dritto alle corde che meglio risuonano di commozione.
Non un moto triste sia ben chiaro. Qui le lacrime si increspano sul sorriso e ciò che invade noi “grandi” è un senso di delizia e tenerezza, mentre ricordiamo il nostro primo Natale, la prima volta che abbiamo tolto le rotelle alla bici, la prima volta che abbiamo visto i vostri figli…
Eh si, perché il culmine è rappresentato proprio dalla maternità, descritta come “nascere una seconda volta”, per ricominciare daccapo con tutte le prime volte, questa volta non le nostre ma quelle dei nostri figli, e sappiamo bene che è un po’ come se fossero di nuovo le nostre.

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Un libro che non ha età, è proprio per tutti:
per chi è bambino e ha lo sguardo un po’ impertinente della ragazzina narratrice e in lei si può rispecchiare,
per chi è ragazzino e già si interroga sul meraviglioso viaggio che è la Vita,
per chi è adolescente o giovane e si affaccia alle nuove tappe con trepidazione e curiosità,
per chi è da poco genitore e può con queste pagine rivivere le emozioni totalizzanti e disarmanti dei primi momenti con un figlio
e, infine, per chi, già maturo, è consapevole dei tanti doni ricevuti e vissuti e può ricordarli e ritracciarli con commozione.

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Mi piace vedere in La prima volta che sono nata, tutte le sfumature di un libro poetico di parole e immagini sulla vita, che…
divertirà se avete quattro anni,
commuoverà se ne avete 30
e emozionerà se ne avete 60.
Un regalo davvero prezioso: un libro che accompagna dall’infanzia alla vecchiaia.

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In fondo nella vita le prime volte non finiscono mai, a volte le riconosciamo più facilmente, altre meno, ma se ci pensiamo bene sono sempre lì a regalarci emozioni.
Infondo la Vita altro non è che una lunga sequenza di prime volte.

Attenzione, questo libricino vi farà commuovere di certo… ma ne vale la pena!

Se ti piace questo libro o lo vuoi regalare puoi cliccare qui:

La prima volta che sono nata

Vincent Cuvellier

Buongiorno Postino – Babalibri

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Un inconfondibile “Poti! Poti!” annuncia ogni volta il suo arrivo.
Chi sarà?!

Penso proprio sia l’incofondibile “Poti! Poti!” di un famoso postino, che vestito di tutto punto, con la sua divisa blu, viaggia per il mondo in sella alla bici, carico di pacchi e scatoloni.
Ogni volta annuncia il suo arrivo con questo simpatico “Poti! Poti!” che diverte un sacco i bimbi!

Buongiorno postino degli autori francesi Michaël Escoffier e Matthieu Maudet, edito da Babalibri.
Premio Nati per Leggere 2013 – Miglior libro per bambini – Sezione Nascere con i libri (18 – 36 mesi)
Questo libro cartonato è realizzato in formato comodo anche per i bimbi più piccoli, e racconta la storia di un indaffarato postino, che deve recapitare, un pacco a varie famiglie di animali, sparsi nei vari continenti del mondo. In sella alla sua bicicletta il postino non conosce ostacoli; raggiunge il deserto e una volta annunciatosi con la sua simpatica trombetta “Poti! Poti!” consegna il pacco alla coppia di ippopotami.

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Ma cosa si nasconde dentro al pacco?
Una meravigliosa sorpresa: è arrivato il bebè! Un ippopotamino tutto tondo e sorridente, color mirtillo, proprio come mamma e papà.

Fatta la consegna, viaaaa! Il postino riparte nuovamente per raggiungere la coppia delle scimmie sopra gli alberi e
l’impresa si fa più ardua, il simpatico postino deve recapitare un pacchettino raggiungendoli tra gli alberi della giungla e cosa nasconderà questo pacchettino…

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Tocca infine pure andare al Polo Sud tra i ghiacci perenni dell’Antartide per consegnare il pacco alla coppia dei pinguini che da tanto tempo attendono il loro bebè…
Ma colpo di scena all’improvviso CRAC! L’uovo si apre e ne esce…una gambetta verde..
purtroppo il nostro simpatico postino non sempre consegna il piccolo giusto ai rispettivi genitori.
E come si può porre rimedio se c’è stato uno scambio di neonati?

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Sappiamo bene che parlare di temi complicati come l’adozione e la diversità a bambini che hanno appena un paio di  anni non è proprio semplice.
L’auote Escoffier, grazie anche alle illustrazioni di Maudet, lo fa senza girarci troppo intorno, con una simpatia disarmante.
La forza di Buongiorno Postino, sta proprio in questo, nel presentare come scontato e naturale il fatto che esistano famiglie come quella dei pinguini, varia e variopinta 😉
Famiglie piene d’amore in cui si può vivere serenamente tutti insieme lasciando che si mescolino in modo naturale
le diversità di colore, di provenienza, di abitudini.

Buongiorno postino, un libro gioco,
un libro che è occasione di grandi risate,
un libro che finisce in allegria lasciando un messaggio di tolleranza e di integrazione,
un libro che vuole dirci “è bello stare insieme anche se siamo tutti diversi..”
un libro che senza grandi pretese fa crescere grandi e piccoli 🙂

Per bambini da 18 mesi ai 4 anni, ma anche più cresciuti 😉

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Buongiorno postino

Michaël Escoffier

Casa Albero – Ilya Green

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Il bambino chiama la mamma e domanda:
“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”
La mamma ascolta, piange e sorride
mentre stringe al petto il suo bambino.
“Eri un desiderio dentro al cuore.”
Rabindranath Tagore

Da un bozzolo verde esce la testina di un piccolo bambino.
“Eccomi qui!”
Mi sentivo stretto,
allora sono uscito
per trovare un posto adatto.”

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Proprio come avviene in qualsiasi nascita, anche nel libro Casa Albero di Ilya Green il piccolo protagonista che pian piano è cresciuto, si sente troppo stretto e quindi esce dal suo “bozzolo” in cerca di un posto più adatto. Va in su e in giù, nella sua ricerca, a gattoni tra i rami di un albero variopinto e va alla ricerca di un posto in cui stare, un posto comodo, che lo protegga e lo faccia stare tranquillo.

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Il suo viaggio di scoperta sui rami lo porta a incontrare un gatto, anch’esso in cerca di una casa.
L’albero nella sua maestosità di colori offre diverse tane che, però, sono già abitate! Ecco quindi che insieme i due amici provano a entrare nella tana di un gufo..ma è troppo stretta,
nel nido di un uccello..ma è troppo rischiosa,
nella casa del ghiro..ma è troppo buia!
A quanto pare nessuno di questi posti si rivela adatto e accogliente.

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In nessuna di queste tane il bambino può crescere e diventare grande e forte.
Ma ecco che dopo diversi tentativi e dopo tanto gattonare tra i rami il piccolo riconosce il suo luogo d’appartentenza e l’unico “albero” in grado di offrirgli calore e vita più adatti a lui.

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Casa albero, Mon arbre il titolo originale con cui è stato pubblicato in Francia ed ha tra l’altro ottenuto il patrocinio del Ministero della Cultura e della Comunicazione e del Fondo Assegni familiari, nell’ambito dell’iniziativa “Prime Pagine”. Il libro è stato donato a ogni nuovo nato o adottato per sensibilizzare all’importanza della lettura.

Un dolcissimo libro che ti cattura lo sguardo grazie ai suoi colori vivavi alternato al disegno delicato. Primo fra tutti il rosso fuoco, questo rosso caldo dell’albero che con i suoi rami attraversa le pagine del libro in lungo e largo. Il disegno, così accurato che riguarda i protagonisti della storia: il bambino, il gatto, gli animali interlocutori.

Accanto al disegno che cattura, c’è un testo che ti culla, nella sua essenzialità, culla i bambini e culla la mamma
Casa Albero, con una dolcissima sensibilità parla di casa e famiglia, anche di accoglienza e conforto…ma più di tutto parla di Vita e di un Amore che solo la Vita sa creare.

Consigliatissimo,
come lettura coccola,
come regalo a dei futuri genitori,
come regalo a dei neo genitori.

Buona lettura!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Casa Albero

Ilya Green

Che bello, sono cresciuta! – Babalibri

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“Che bello sono cresciuta! Che bello sono cresciuta!”
Questo è il motto che simpaticamente cattura i bambini leggendo il libro “Che bello, sono cresciuta!” edito da Babalibri.
Come la maggior parte di bambini anche Lola non vede l’ora di crescere in fretta e si è inventata un “gioco segreto”, lo ripete poi ogni mattina e la fa sentire davvero tanto felice.
Lei è un piccola criceta che per crescere prima, ha ben pensato di saltare davanti allo specchio 😉 salta, salta, salta…

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Perfortuna i bambini ci insegnano che sognare è bello e che giocare lo è ancora di più, tanto più che sognare non costa nulla e da piccoli ogni sogno sembra raggiungibile e possibile. Chi non ha fantasticato sognando ad occhi aperti?

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Ma poi come capita nella vita, e anche nel mondo dei più piccini, non ci sono solo le grandi gioie ma capita anche qualche piccola delusione e frustrazione.
Lola, a scuola, viene presa in giro da Luca, che la deride e le dice:
 “Ehi, è arrivata la piccola Lola!
Ti sei portata la tua piccola macchinina e la tua piccola bambolina?”
ma lei, con tutta la sua grinta le risponde infuriata:
Guarda che io gioco con i camion più alti di te, testa di rapa!” 😀
Vi lascio immaginare la faccia dei bambini quando viene letto questo scambio di battute!

Poi Lola, da piccola, ma grande bambina risponde al suo compagno di scuola:
“E sai una cosa? Io posso crescere quando voglio.”
E così, Lola, prende sul serio questa sfida ed inizia ad allenarsi sempre più decisa a crescere.

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Ora non vi dico altro perchè non voglio rovinare la sorpresa e la lettura di Che Bello, sono Cresciuta!, carinissimo e dolcissimo anche nelle immagini, abbozzate con matita e con un leggero tocco di colore d’acquerello.
Ma vi assicuro che alla fine, Lola, troverà il modo per ritrovare non solo l’allegria ma anche per dare una piccola, ma grande lezione a Luca. 😉 Vi piacerà!
Un libro che piace ai bambini, perchè si rivedono nei loro giochi e nella loro voglia di diventare grandi e di giocarci ad essere grandi.
Un albo divertente ma allo stesso tempo profondo.

Pagina dopo pagina questo libro “insegna” e ci ricorda che si cambia e si cresce
quando si fanno cose.. che non credevamo ne fossimo capaci..
quando si decide di non arrendersi..
quando chi ci ha fatto del male non ci farà più soffrire..
perchè siamo diventati più grandi e più forti dentro.
Un bambino non è un bambino per sempre. Un bel giorno cambia.
Ma ci sono bambini che, come Lola, hanno fretta di diventare grandi.
L’importante è insegnare loro che non sarà l’altezza o la grandezza materiale a farli divetare grandi, ma che l’importante è sentirsi grandi dentro ❤

Buona lettura per Crescere Leggendo :*

Puoi acquistare il libro qui:

Carl Norac

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Per tutte le mamme!

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Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo “è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te”.

Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di dar loro conforto.
Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.
E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini.
Per le madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno potranno ritrovare in Cielo!

Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore inestimabile appesi in cucina.
Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le chiede “Mi hai visto, Mamma?” potranno dire “Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo!” pensandolo veramente.
Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece contano fino a 10.
Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che
avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli.
Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le sere e poi lo rileggono “ancora una volta”.

Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola. E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde.
Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente quando sentono una vocina chiamare “mamma!” in mezzo a una folla, anche se sanno che i loro figli sono a casa – o anche via all’università…
Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dalla custode della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non vengono apprezzate !
Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde.
Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato.
Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi.
Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla guerra sani e salvi.

Cos’è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La determinazione?
La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento?
O è nel loro cuore?
E’ il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta?
Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla sua cameretta alle 2 di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ?
Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l’ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo?
O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c’è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto?

Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno… e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.
Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa. Per le madri single e quelle sposate. Madri con soldi, madri senza soldi.
Questo è per tutte voi. Per tutte noi.
Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio.
Dire a loro tutti i giorni che li amiamo. E pregare.

Quello che le mamme fanno - Libro
Soprattutto quando sembra non facciano niente

Voto medio su 1 recensioni: Buono

.Avete mai trascorso tutto il giorno ad accudire il vostro bambino piccolo o grande che sia, finendo per sentirvi come se non aveste “fatto nulla”? Faticate a sentirvi soddisfatte di quello che state facendo e dite a voi stesse che dovreste ottenere di più dal vostro tempo?

Forse è perché non riuscite a vedere quanto state già facendo.

Invece di predicare ciò che le madri dovrebbero fare, la psicoterapeuta Naomi Stadlen spiega ciò che esse fanno nel corso di ogni faticosa giornata di lavoro con il loro bambino. Attingendo da innumerevoli conversazioni con centinaia di madri per più di un decennio, l’autrice fornisce una visione lucida della vera esperienza della maternità e risponde alla domanda perenne comune nelle madri in tutto il mondo:

Che cosa ho fatto tutto il giorno?

Se sei una madre, e hai provato:

• che nessuno capisce ciò che fai tutto il giorno
• che sei sopraffatta dai tuoi sentimenti per il tuo bambino
• che sei sempre stanca
• che nessuno ti ha preparata per la maternità
• che ti senti incerta su cosa il tuo bambino sembra volere
• che sei collerica verso il tuo compagno

troverai “Quello che le mamme fanno” il libro più rassicurante che tu abbia mai letto.

Va’ Dove Ti Porta il Cuore

va-dove-ti-porta-il-cuore-susanna-tamaro

“Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa,
pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.

Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento,
mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in uguale misura,
devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo,
solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e frutti.

E quando poi davanti a te si apriranno strade e non saprai quale prendere,
non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo,
senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.”

di Susanna Tamaro da Va’ Dove ti Porta il Cuore

Va' Dove ti Porta il Cuore - Libro

“Và dove ti porta il cuore”, racconta una storia forte e umanissima in forma di lunga lettera – scandita come un diario – di una donna anziana alla giovane nipote lontana.

È una lettera di amore e allo stesso tempo una pacata ma appassionata confessione a cuore aperto di un’intera vita che nel gesto della scrittura ritrova finalmente il senso della propria esperienza e della propria identità.

Io: una poesia di vita

Io-Stina-Wirsen

Dai sussulti e da alcuni spasmi, credo che sia in arrivo…la mia nascita.
A dirti il vero ,mamma, un pò di paura ce l’ho da qualche giorno. In casa tua, mi sento già a casa mia.
Conosco il lettone sul quale riposi. Ti sento dormire..e io veglio dentro di te.
Il lettone è la prima cosa che voglio provare, appena uscita.
Le tue mani le conosco millimetro per millimetro.
Mi inteneriscono; sprigionano la mia felicità.
Conosco anche già gli odori di cucina e so che adori la pizza alle melanzane, le spremute e che sei divoratrice di coppe-gelato.
Dei tuoi discorsi, alcuni mi piacciono tanto, altri però sono barbosi e antipatici quanto mai.
Perchè fate, con nonna e le amiche, tutte quelle supposizioni?
Assomiglierà a me, al papà, alla zia?
Ricordati, mamma, che IO SONO IO.
Non fare di me un idoletto; un soprammobile di lusso.
Sono qualcosa infinitamente nuovo, che entra nel mondo per cercare tutto ciò che è bello, buono, vero.
E’ vero sono piccolissimo, ma per Dio sono una donna intera, completa.
Mamma, voglio adorarti ed essere adorata infinitamente,
ma voglio che tu mi pensi da subito come una persona libera,
che ha bisogno di piangere, ridere, sbagliare, soffrire, godere, sperare, credere, insieme con te e con il papà.
Insieme, uno vicino all’altro, non uno sopra l’altro. Conosco le tue preghiere per me, per la mia felcità.
Sento le doglie o sbaglio?? Mamma, ho un pò di paura…
ma sò che tu e papà siete con me e mi proteggerete sempre e
con molta pazienza e amore mi insegnerete a crescere.
Grazie mamma e papà, Io!

 

Io Io

Stina Wirsén

Compralo su il Giardino dei Libri

Stina Wirsèn, l’illustratrice, sagace interprete dell’attualità. “Io” è una delle sue opere più belle; poi ci sono loro, i lettori che sono numerosissimi. Stina, infatti, è conosciuta, amata e apprezzata in tutto il mondo grazie ai suoi disegni.
Nota per la capacità di saper raccontare i molteplici aspetti dell’esistenza umana attraverso il disegno. Così percorrendo il meraviglioso viaggio chiamato vita, l’autrice crea un nuovo personaggio presentato nel volume “Io” pubblicato da Sonda Edizioni.

Con immagini semplici ed essenziali si descrivono nelle 32 pagine rilegate in una copertina bianca, metafora del candore e della purezza di una nuova creatura, quelle che sono le sorprese, le sconfitte, le emozioni, le attese di un percorso unico e irripetibile intrapreso da una bambina. Illustrata con l’essenzialità di una sagoma, il corpicino della piccola protagonista si muove incontrando gli elementi della natura e confrontandosi con la realtà circostante.

Chi legge il libro non può che rimanere folgorato dalla sublime eleganza dei disegni e dalla poesia del testo che nella semplicità delle frasi racchiude il senso di una storia.

Un libro dedicato a chi è venuto al mondo, a chi sta per intraprendere il viaggio chiamato vita. Dove si fanno esperienze piacevoli, si superano difficoltà da soli o insieme a chi ci circonda.

Io rappresenta il cammino che affronta ciascun bambino, descrive poeticamente l’esistenza nell’arco di un giorno, a contatto con gli elementi della natura, attraverso semplici gesti simbolici che rappresentano un percorso consapevole.

Un libro d’amore in cui l’autrice celebra la vita attraverso immagini espressive e semplici parole. Poeticamente, l’augurio che ogni bambino si realizzi, un giorno, come persona.

Un regalo ideale per i nuovi genitori o per chi intraprende un nuovo progetto di vita.

L’amore ti dà!

ama-senza-restrizioni

L’amore ti dà sostanza, l’amore ti dà integrità, l’amore ti rende centrato.
Ma rappresenta solo metà del viaggio:
devi completare l’altra metà con la meditazione, con la consapevolezza.
D’altra parte, l’amore ti prepara per la seconda metà del viaggio.
L’amore è la prima metà e la consapevolezza è la seconda metà, la parte finale.
Tra queste due metà, raggiungi il divino.
Tra l’amore e la consapevolezza, tra queste due sponde, scorre il fiume dell’essere.
Non evitare l’amore;
l’amore prepara il terreno e, nel terreno dell’amore,
può crescere il seme della meditazione, solo nel terreno dell’amore.

OshoIn Amore Vince chi Ama

In Amore Vince chi Ama - Libro
L’ideale complemento di “Con te e senza di te”

C’è un libro di Osho che più di tutti gli altri ha conquistato i lettori italiani: “Con te e senza di te“, le riflessioni del mistico indiano sulle relazioni umane. A quasi dieci anni di distanza, “In amore vince chi ama” è il seguito ideale di questo testo nonché il suo completamento, per cogliere nella totalità il messaggio di Osho sui temi dell’amore.

Trasformare il sesso in un’esperienza sacra, guarire la malattia dell’ego e uscire dall’isolamento e dalla solitudine, distinguere tra dipendenza, indipendenza e interdipendenza, superare la gelosia e la routine…

Illuminante, spiazzante, a volte quasi disturbante come lo sono le parole che colgono nel segno, questo libro può essere letto come una vera e propria terapia (d’urto) per il mal d’amore.