La RAGAZZA che VOLEVA SALVARE I LIBRI – Klaus Hagerup

Anna adorava i libri.
Leggeva tutto il giorno.
Leggeva la mattina prima di alzarsi.
Leggeva la sera prima di andare a letto.
Leggeva la sera dopo essere andata a letto.
Quando la mamma o il papà entravano nella sua camera,
faceva finta di dormire.
Ma non dormiva.
Leggeva sotto il piumino.
Attraverso i libri si faceva centinaia di nuovi amici.
E qualche nemico.
Ma, si sa, così è la vita.

Anna è una bambina che ama leggere… lo fa la mattina prima di alzarsi o la sera prima di addormentarsi ma soprattutto, appena ha un momento libero, corre dai suoi amati libri.
Come ogni lettore che si rispetti, Anna attraverso i libri è riuscita a farsi molti amici, qualche volta anche dei nemici, ma ciò che conta è che grazie a loro vive ogni volta fantastiche avventure, ha la possibilità di provare nuove emozioni ma soprattutto scoprire mondi diversi e fantastici.

Ormai Anna aveva
364 nuovi amici e 18 nemici.

Durante una delle sue tante incursioni in biblioteca però, Anna si rende conto che alcuni libri della sua amata biblioteca sono in pericolo perchè ritenuti “vecchi”, come può impedire che vengano eliminati? Tutti dovrebbero avere la possibilità di leggere quelle storie…

Come può aiutare
la dolce Bibliotecaria a salvarli?

E proprio mentre prova a trovare una soluzione, ecco arrivare tra le sue mani un libro particolare… intrigante, travolgente, avvincente, affascinante ma… privo di finale.
Per Anna quindi inizia un’ulteriore sfida, trovare il finale adatto alla storia, e se questo da prima la porterà sulle tracce dell’autore sconosciuto, in seguito si ritroverà lei stessa a cercare e scrivere un finale giusto.

La ragazza che voleva salvare i libri con le fantastiche illustrazioni di Lisa Aisato, che unite alla bravura narrativa di Klaus Hagerup, rendono la lettura di questo libro totalmente magica. (edito da Rizzoli)
Insomma, è decisamente una bellissima favola moderna, illustrata, che solo chi, come la protagonista, prova un amore smisurato per la lettura e i libri, può capire a pieno la dolcezza e l’intensità di questa storia.
E’ infatti grazie ai libri che Anna può affrontare con coraggio le sue paure, come quella di crescere e di un imminente futuro che ancora non è stato scritto…

Anna leggeva.
E continuava a leggere.
E continuava a leggere.
E continuava a leggere.
E continuava a leggere.
Finchè non si addormentò
e sognò tutti i nuovi amici che aveva incontrato.

Lo stile utilizzato è davvero semplice, quasi poetico e, nel mix tra immagini e storia, rende il libro in una piccola e tenera favola per ragazzi e bambini.
I disegni di Lisa Aisato sono decisamente incredibili e danno un spessore speciale alla storia. Anna viene rappresentata nel suo covo di libri ricco di dettagli e di storie magiche che la stanno soltanto aspettando.

…quando Anna andò a scuola,
aveva il bosco stregato nel suo zainetto.

Lo mostrò ai compagni di classe.
Nessuno l’aveva letto.
Ma tutti volevano sapere cos’era quella cosa fantastica.

I libri sono come amici e ci raccontano tante storie, sia simili alle nostre vite che emozionanti e ricche di avventure come non abbiamo mai neanche immaginato.


Un racconto che parla di libri, del futuro e della vita….
…parla di come i libri possano contenere le storie giuste per noi, quelle capaci di aiutarci in vari momenti
, di farci esprimere le nostre emozioni; ma soprattutto parla delle possibilità,
di come non si debba avere paura del futuro, perché siamo proprio noi a poterlo scrivere, e quello stesso futuro contiene milioni di possibilità diverse, perché la vità è un insieme di pagine bianche su cui possiamo scrivere la nostra storia.
Con questa storia Anna ci ricoda e dimostra ai giovani lettori quanto sia importante il viaggio e non la destinazione e tutto ciò che possiamo incontrare lungo la nostra strada 😉

Acquista il LIBRO ADESSO QUI:

Fortissima Min – Melissa Castrillon

Non avrò mai una storia tutta mia…
Sono troppo piccola e non sono abbastanza forte.
Aha! Sei proprio della misura giusta!
Un attimo dopo, enormi artigli afferrarono Min…

Min è una bimba minuscola che abita in una casa altrettanto piccina in fondo a un giardino. La sua più grande gioia è ascoltare le storie incredibilmente avventurose delle zie, ahimè è tormentata però dall’idea che non avrà mai storie simili tutte sue.
E’ troppo piccola e senza forza, cosa mai potrà fare?

Il destino però ha in serbo per Min altre possibilità, proprio in virtù della sua statura.
Una notte è il grande gufo ad afferrarla e ad affidarle una missione: scovare e affrontare il mostro che terrorizza e mette in fuga gli animali del circondario.


Ecco che la piccolissima Min si ritroverà ad aiutare tantissimi animali del bosco, prede di quello che chiamano Mostro!
Un po’ sfiduciata, Min si mette all’opera e non solo in una notte se la cava egregiamente a ritrovare gli animaletti impauriti dalla caccia del mostro, dai piccoli coniglietti, le lumache, medica una cavalletta, aiuta uno scarabeo… ma quando si troverà a tu per tu con il terribile animale saprà anche come addomesticarlo.

Da quel giorno le sue zie e gli animali del bosco racconteranno sempre del suo coraggio e quindi anche Min sarà la protagonista di un’avventurosa storia perchè, sì, anche nei più piccoli batte un cuore coraggioso.

Fortissima Min di Melissa Castrillon edito da Rizzoli, racconta ai piccoli lettori che è importante non sottovalutare mai le loro intuizioni perchè anche se sono piccoli le loro capacità di osservare il mondo dal “basso” possono cambiare e risolvere le cose 😉
Dalle illustrazioni che si possono definire esplosive di Melissa Castrillon, questa avventura della piccola Fortissima Min è un omaggio all’infanzia, al potere dei più piccoli di vedere alla propria altezza cose invisibili ai più grandi.

In una foresta lussureggiante per colori e piante esotiche il messaggio che Fortissima Min lancia è senza dubbio bellissimo e può spaziare verso messaggi importanti.
I bimbi non devono credere di non poter vivere avventure perchè troppo piccini,
non devono desiderare di crescere più in fretta perchè l’infanzia è un momento magico, unico e meraviglioso.
E’ bellissimo essere piccoli e non bisogna mai voler essere diversi da ciò che si è, perchè altrimenti si finisce per non godendosi ogni istante.

Tutte le età hanno delle diverse avventure, tutte da esplorare!
Adulti, piccini, alti, bassi ricordiamo e trasmettiamo loro che … indistintamente ognuno è speciale e fortissimo così!

Acquista i LIBRI ADESSO QUI:

Dai, faccio IO! – Luigina Del Gobbo

Io sono un bambino
e voglio imparare
su, dai, faccio io
mi lasci provare?

Vuole mangiare, lavarsi i dentini da solo (è ovvio schiacciando un sacco di dentifricio ovunque). E non vuole aiuto per mettersi le scarpe (puntualmente al contrario). Bene, tuo figlio sta facendo i primi passi per diventare autonomo. Dagli fiducia e lascialo sperimentare. I bambini vogliono imparare, vogliono sentirsi liberi di fare e se sbagliano sicuramente sarà un’occasione per imparare.

Attorno ai due anni i bambini “lottano” per la loro prima indipendenza e brontolano mettendo il broncio se la mamma e papà li vogliono aiutare.
La voglia di diventare autonomi ha un significato importante.
Faccio io, faccio io!! Quante volte lo avete sentito dire dai vostri bambini?
Fare da solo è indubbiamente super eccitante per i bambini, ai genitori dà anche tanta soddisfazione, ma d’altro canto fa perdere tanto tempo e pazienza.

E il tempo purtroppo è diventato fin troppo prezioso ultimamente.
La pazienza così è messa a dura prova, perchè giustamente loro non accettano tempi ristretti o gli “sbrigati” o “ti aiuto”.
E’ la fretta che frega noi genitori, ma i bambini non conoscono fretta e non dovrebbero conoscerla.

Dai, faccio IO! di Luigina Del Gobbo illustrato da Sophie Fatus pubblicato da Lapis Edizioni è uno di quei libri SPECIALI, perchè con una semplicità disarmante quanto diretta ci racconta il punto di vista del bambino, offrendo allo stesso tempo un’occasione di dialogo con mamma e papà.

Mi dicono: “Attento!”
e “non ti sporcare!”
“fa un po’ più veloce”
e ” non ti far male!”
ma…

Io sono un bambino
e voglio imparare!
Su, dai, faccio io
mi lasci provare?

Quante volte prevale il “faccio io che tu non sei capace!” o “se ti lascio fare da solo ci metti una vita!” o “lascia stare altrimenti ti fai male!”.
La Montessori diceva: “Il primo istinto del bambino è di agire da solo senza l’aiuto altrui, ed il suo primo atto cosciente di indipendenza è di difendersi da coloro che cercano di aiutarlo.

I bambini devono poter fare le loro conquiste, commettendo i loro errori. Maria Montessori ha parlato spesso dell’importanza del signor Errore.
Per esempio, se nostro figlio desidera imparare ad andare in bicicletta senza rotelle ce lo chiederà e sarà tanta la voglia di imparare che anche se cadrà una, due, tre volte si rialzerà e continuerà caparbio, oppure la lascerà per un po’ di tempo per poi riprovarci ancora.

Il bambino sa gestirsi da solo e non chiede altro che di aiutarlo a fare da solo, a camminare nella conquista della sua autonomia.
Proprio come accade in questa storia, pagina dopo pagina un vispo bambino dai capelli biondo sole si racconta con esempi concreti, quotidiani e pur divertenti il suo forte desiderio di diventare grande e autonomo dall’indossare il pigiama ad apparecchiare la tavola.
Dai faccio IO! segue perfettamente le riflessioni che l’autrice ci aveva già dato con Vorrei un tempo lento lento (Finalista premio Andersen 2015).
Ancora una volta la lettura diventa un momento per stare insieme genitori-bambino c’è l’urgenza e la fretta degli adulti e la visione lenta e curiosa di imparare senza fretta del bambino.
Le illustrazioni di Sophie Fatus raccontano ancora una volta con un giusto mix di tenerezza e umorismo i tipici momenti di… Dai, Faccio IO!

Oggi, spesso noi genitori lavoriamo entrambi, e la fretta certo non ci aiuta nel nostro difficile compito educativo.
Ma ricordiamoci che quando il bambino cerca aiuto va sempre dalla persona che gli infonde sicurezza, che gli lascia fare le proprie esperienze, che gli lascia “provare a vivere”, che gli insegna l’arte di “arrangiarsi”!

Noi genitori dobbiamo cercare di comprendere che i nostri figli non avranno sempre noi accanto nel loro cammino di vita e che, bene o male, dovranno imparare a gestirsi le loro esperienze e il loro futuro.
Dai, faccio IO!, un libro che profuma d’amore e racconta una grande voglia di autonomia.

Allora, hai capito?
Ci devo provare!
Rifare, capire
e anche sbagliare.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Piccolo indiano – Quentin Gréban

Piccolo indiano è un volpacchiotto dal sorriso schietto e intraprendente, ha appena compiuto 7 anni ed è arrivato il momento di ricevere il suo “nome indiano”.
Quello che lo distinguerà nella sua tribù, quello per cui tutti lo riconosceranno, quello per cui tutti scopriranno, e sempre avranno presente, le sue doti, ciò che si è meritato per un’impresa che solo lui è stato capace di compiere.

“Il suo sogno sarebbe essere chiamato
Coyote Intrepido o Aquila Coraggiosa.”

A lui piacerebbe averne uno che esprima coraggio o forza, un nome da piccolo eroe ma sa che un nome così bisogna meritarselo. Ha dunque molta paura di non farcela e ritrovarsi con un nome riduttivo o ridicolo.

“…ha proprio paura di finire con un nome tipo
Formica Minuscola o Lumaca Bavosa.”

Un’impresa bisogna compierla! Bisogna esserne capaci, trovare il coraggio.
Per avere un nome come Coyote Intrepido o Aquila Solitaria bisogna essere particolari altrimenti…altrimenti finisci per vederti assegnati nomi come Formica Minuscola o Lumaca Bavosa o Bisonte Scoreggione o anche Chiappe Doloranti 😀
Povero Piccolo Indiano! Il Grande Sachem gli ha chiesto di tornare al tramonto del sole avendo compiuto qualcosa di straordinario.

È con tutto questo carico d’ansia e meditabondo che Piccolo Indiano fila attraverso la prateria alla ricerca di qualcosa di speciale che lo porti alla conquista del suo totem e del suo epico nome indiano.
Si propone di catturare un bisonte, ma un’inopportuna quanto imbarazzante sonora puzzetta mette in fuga l’intera mandria!


Prova a recuperare una penna d’aquila e finisce per cadere dalle rocce
Insomma non è facile quando si è piccoli compiere qualcosa di straordinario con un bisonte selvaggio, con un’aquila, oppure cercando di prendere un dente d’orso direttamente dalla sua bocca, conficcare le tue frecce in un cappello da cowboy e costringerlo alla fuga!
Piccolo indiano, dopo vari tentativi andati male si arrende alla consapevolezza che non avrai mai un nome vincente.

E così, Piccolo Indiano di Quentin Gréban edito da Officina Libraria, vivendo avventure pazzesche, mettendo alla prova sé stesso, la propria tenacia, astuzia, abilità, arrivando stanco, provato e disilluso, ma pur sempre speranzoso e senza mai tirarsi indietro, non si accorgerà neppure, tutto concentrato com’è, di vivere proprio situazioni straordinarie.
Piccolo indiano desidera fortemente raggiungere il proprio scopo, desidera crescere, mostrare il suo valore; nel farlo non lesina in coraggio e intraprendenza, affronta pericoli enormi, dei quali sembra rendersi nemmeno conto, e dal confronto coi quali esce sconfitto…Piccolo indiano sembra quasi voglia rinunciare, gettare la spugna 😦

“Cacca di Vacca, Cacca di Vacca Puzzolente,
ecco chi sono.”

Ma quando la saggezza del Grande Sachem rivelerà il verdetto per Piccolo indiano sarà invece una grande sorpresa.

“Da questo grande giorno imparerai
che è dalle piccole azioni
che nascono le grandi imprese.”

Le illustrazioni di Quentin Gréban, a matita e acquerello, ritraggono magistralmente ambienti e attitudini. Illustrazioni che lasciano spazio all’incanto dell’immaginazione, animali antropomorfi che si muovono in un ambiente reso polveroso dalla grana della carta usata per le tavole.
Dove il calore del sole e la luce accecante sono resi perfettamente, tanto da sentire il bisogno, come Piccolo Indiano, di schermarsi gli occhi con una mano. Dove il vento carico di sabbia tinge l’azzurro del cielo di beige, spettinando le piume del copricapo de Il Grande Sachem, l’anziano capo tribù.
Una semplice ma grande avventura che saprà divertire ma anche far riflettere i piccoli lettori!

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Una splendida notte stellata – Jimmy Liao

Questo è uno di quei libri che, una volta terminato, si riprende in mano per il puro piacere di sfogliarlo e immergersi in quelle suggestive illustrazioni ❤

La voce narrante è quella di una ragazzina che racconta le tappe importanti di un anno della sua vita. La prima pagina, completamente nera quasi come fosse un sipario, lascia il posto poi a un susseguirsi di sfumature che traducono in immagini eventi e emozioni.

Si racconta, la ragazza, i primi anni della sua vita si sono srotolati a diretto contatto con la Natura.

«fino all’età di sei anni ho vissuto
con i miei nonni in montagna,
dove di notte le stelle
erano immense e splendenti.
»

  Qualche pagina più in là,
la ritroviamo con una mamma
«molto occupata col lavoro
e con i suoi tanti amici
»

e un papà
«sempre al telefono.
Ogni sua chiamata sembra di vitale importanza.
In ogni caso, non ho molto da dirgli
e probabilmente lui, allo stesso modo,
non sa di cosa parlare con me
.
»

La ragazza non vive più immersa nella Natura. Quello che ha lungamente desiderato, ritornare in città dai suoi genitori, si è presto rivelato qualcosa di sgradevole e avvilente.
E come se non bastasse, l’incedere inesorabile della vita si prende anche il nonno. E allora, sì che tutto crolla, o tutto potrebbe crollare.

Proprio in questo momento dove la ragazza è travolta dagli eventi e dalle emozioni ecco che incontra l’inattesa opportunità della rinascita in una voce, in un volto, in un’altra anima fragile eppure fortissima

«durante una fredda notte d’inverno,
mi sono svegliata da un sogno
e ho sentito qualcuno cantare.
Ho visto un ragazzo sconosciuto sdraiato sul tetto
sulla casa della anziana signora.
Cantava dolcemente verso un cielo carico di neve.
C
on i suoi modi felici e spensierati,
era come se provenisse da un altro pianeta.»

La ragazza incrocia spesso quel ragazzo schivo, accompagnato dal suo cane, che adora correre sotto la pioggia. Una volta lo vede in un vicolo circondato da coetanei con cattive intenzioni. La ragazza non tollera le ingiustizie. Lo salva. Finiscono entrambi ammaccati in ospedale e lì, dal niente, sboccia il fiore dell’amicizia.


Si capiscono, si confidano, si liberano.


Insieme partono.


Come per ogni romanzo di formazione, è nel viaggio – solitario o condiviso con un compagno fidato – che il cambiamento fiorisce.
Meta? La casa del nonno in montagna.
Sì, proprio là, dove i ricordi prendono vita. Dove la Natura riannoda con placida pazienza i fili del passato dell’uno e dell’altra per aprire a nuovi orizzonti.

Si sono sorretti. Sono cresciuti. Sono rinati.
Le insormontabili paure di un tempo sono tornate piccole.


Cosa ne sarà della ragazza? E del ragazzo?
A ciascun lettore scoprirlo e riscoprirlo.
Non vi rivelo altro, anche se questa storia è così ricca su così tanti livelli, che svelarvi la semplice trama non la sminuirebbe di molto.
Perché nella lunga e toccante strada di ogni storia creata da Jimmy Liao ci sono sentieri che aspettano lettori coraggiosi per condurli là, in quel posto speciale, dove
«quando sollevi lo sguardo verso il cielo stellato, il mondo prodigiosamente si trasforma
Là, dove tutto ebbe inizio.

«Se Jimmy Liao, in queste pagine,
è riuscito a comunicare con il mondo
è anche grazie al fatto che parla la lingua dell’arte »
Tomaso Montanari

In questo libro illustrato Una splendida notte stellata di Jimmy Liao pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, l’autore racconta la difficoltà di crescere e di comunicare attraverso una nuova storia-poesia, in cui le immagini e le parole si fondono con la bellezza e con l’arte, in un continuo gioco di rimandi.
Le parole in questa storia sono poche ed essenziali. La comunicazione viene quasi integralmente affidata ai disegni, bellissimi, spesso a doppia pagina che contengono numerosi echi di opere artistiche, una delle quali – La notte stellata di Van Gogh – non solo è citata esplicitamente nel titolo e riprodotta in miniatura nell’ultima pagina, bensì è anche richiamata in diverse tavole del racconto. Le citazioni artistiche però non si fermano a Van Gogh, ma attraversano anche il mondo di Magritte e Klee.
Ogni tavola, ogni pagina è un vero e proprio quadro in cui immergere gli occhi per una pausa rigenerante dal peso specifico della realtà.
Leggere e soprattutto guardare questo albo è un’esperienza sensoriale ed emotiva ricca e profondaquando arrivi all’ultima pagina di questo albo, il mondo intorno sembra domandare un’attenzione e una propensione alla scoperta della sua grandezza anche nelle cose semplici (gioiose e tristi) che spesso tendiamo a dimenticare.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Mamma – Delforge & Gréban

Essere madri è un viaggio meraviglioso e complicato. Significa andare oltre i propri confini, accettare la rivoluzione di cui si è portatrici, donarsi e donare. Significa una giostra continua di emozioni: felicità, speranza, paura, allegria, tristezza. Mille diverse sfumature che un piccolo grande libro ha saputo cogliere.

Ci sarà il tuo primo passo,
il tuo primo libro,
il tuo primo disegno.
Ci sarà il tuo primo bagno al mare,
la tua prima canzone,
la tua prima candelina.
Ci sarà il tuo primo film,
il tuo primo: “Mamma”.,
il tuo primo: “Ti voglio bene”.
Ci sarà il tuo primo scherzo,
il tuo primo cucchiaio di miele,
la tua prima margherita.
Coraggio,
non è ora di svegliarsi?
Ne abbiamo di cose da fare!

Mamma, la parola più amata. La prima che viene pronunciata, di solito, dai bimbi di ogni latitudine.

Come narrare, quindi, i vari momenti
e i mille modi diversi di essere mamma?

31 ritratti di mamme da tutto il mondo, tanto diverse e allo stesso tempo, nonostante epoche e luoghi differenti, tutte accomunate da sentimenti ed esperienze identiche. Un viaggio emozionante attraverso i paesi del mondo che racconta il rapporto esclusivo e il legame forte e indissolubile che si crea fra madre e figli, che va oltre lo spazio e il tempo.

“…Custodisci l’amore,
la felicità di essere come sei,

il gusto di ogni istante,
la gioia di stare con gli altri,
il coraggio di cambiare,
il bisogno di condividere e il piacere di ridere.
Se segui queste idee, giorno dopo giorno,
se resti te stessa, ovunque anche in famiglia,
se sai ascoltare, ma rifiuti di giudicare,
sarai una donna, figlia mia.”

Mamma, è un libro illustrato toccante e unico, è nato in Belgio ma già tradotto e pubblicato in 20 lingue, e Terre di Mezzo editore ha portato fortunatamente anche in Italia.
Davvero un splendido in ogni pagina, impreziosito dai brevi testi poetici di Hélène Delforge e dai grandi disegni, splendidi, di Quentin Gréban.
Mamma è un nome che evoca amore, affetto, legame, dolcezza, nostalgia, tanti sentimenti profondi e unici che Hélène Delforge – giornalista belga, autrice di libri per bambini e mamma – ha cercato di fissare sulla carta, in un connubbio ben riuscito fra parole e immagini. E lo ha fatto in modo esemplare.
Hélène, riesce a portare alla luce sfaccettature diverse dell’essere madre, evocando sentimenti che chi è già madre conosce molto bene.
Lo fa in modo discreto e usando poche parole che per la loro delicatezza, arrivano diritte al cuore.

“Mio tesoro,
mio gioiello,
meraviglia mia.
Resta al caldo, nella muraglia delle mie braccia.
Lascia che ancora per qualche anno ti difenda
dalla durezza del mondo.”

Le bellissime illustrazioni di Quentin Gréban– illustratore belga che dal 1999 ha pubblicato in diversi paesi d’Europa circa 50 libri per bambini – valorizzano a pieno il messaggio dell’autrice, ritraendo le mamme del mondo nei loro reali momenti di vita.
Le sue illustrazioni, descrivono in modo molto particolareggiato la situazione di mamme provenienti da diversi paesi del mondo e appartenenti a diverse epoche storiche, e insieme ai testi, scavano nel profondo dell’animo di queste donne.

“Sei arrivata tu.
Non dico: “Volevo scoprire il mondo, ma…”
Dico: “Voglio scoprire il mondo con te, per te, grazie a te”.
Non sei un freno, sei il mio motore.
Non sei un fardello, sei il mio portafortuna.”

31 testi delicati come una carezza, sono immaginati come dialoghi o monologhi che ogni mamma rivolge al proprio figlio, 31 ritratti in tempi e spazi diversi.
Riflettono con pazienza e affetto tutto ciò che le madri vivono per i loro figli, tutto ciò che sono e saranno, perché siamo sinceri, per una madre un figlio sarà sempre il suo bambino.

“Tutta questa gente.
Tutti questi consigli non richiesti.
Tutte queste frasi che mi confondono…
Quando succhi tra le mie braccia, il mondo si ferma.
So che stai bene.”

Troviamo la donna tibetana sorridente, con il suo piccolo addormentato fra le braccia.
La giovane africana con lo sguardo lontano e il bimbo che sbuca dalla fascia portabebè.
La madre indiana che protegge suo figlio con gli occhi di tigre. Quella eschimese a caccia, fra le mani l’arpione, il bambino sprofondato nella sua pelliccia di volpe argentata.
E poi ecco anche il salto indietro nel tempo. Madri del Settecento e del dopoguerra, della Belle Époque e della rivoluzione hippy: peace & love, pollice sollevato e bimbo in spalla. Perché gli autori non dimenticano mai che ogni mamma è, prima di tutto, una donna, cambiano solo le condizioni di contorno. Non certo la sostanza!

“Che avventura!
Tu sei all’inizio, io quasi alla fine.
Tu hai tutto fra le mani,
io mi sciolgo fra le tue dita.
Ti passo il testimone.
Che avventura.
Che avventura!”

Sono mamme che parlano dei loro figli, delle sensazioni che gli hanno fatto vivere dentro e fuori dalla pancia e che li difendono come leonesse.
Sono mamme che non si rassegnano ad una società che le vuole incasellate, donne che hanno molto da dire e lo dicono con in braccio il loro bambino.

“Il nostro legame invisibile,
quello che mi fa riconoscere la tua sagoma,
il tuo pianto o il tuo colpo di tosse anche in mezzo alla folla.
Quel filo, dunque, saldamente annodato tra te e me, ha ceduto.
Sei troppo lontano. Dove sei?
E’ questo, lasciar crescere un bambino?
Accettare che tagli il filo per partire all’avventura?”

L’attesa, la paura, la speranza, la solitudine, il distacco, la severità, la stanchezza… sono parole che in qualche modo accomunano tutte le mamme, mamme che qualunque cosa succeda perdonano, abbracciano e accolgono

Un delicatissimo libro
per omaggiare ancora una volta
tutte le Mamme.

Mamma è un libro dal formato particolare, rettangolare e piuttosto grande, come grandi sono le emozioni che suscita, perché forte è la carica dei sentimenti che questi affreschi provocano, pagina dopo pagina ci si ritrova con il sorriso e con le lacrime… Essere madri è una delle esperienze più totalizzanti che una donna può vivere, ma oltre alla gioia e alla felicità sono da mettere in conto anche la fatica, il dolore, lo scoramento, la delusione…
Sebbene questo libro sia raccomandato dagli 8 anni, lo vedo più come un libro per tutte le mamme di oggi, di ieri e di domani, ma anche perfetto per un momento molto tenero e di complicità tra madre e figlio

“Promesso per tutta la vita
ti accoglierò a braccia aperte quando ti sarai fatto male.
Spazzerò via il dolore a forza di baci magici.”

Nel libro vediamo madri vere, combattenti, con coraggio e tanto amore da dare.
Mamme che hanno le loro virtù e anche i difetti.
Mamma, invita e ricorda di godere tutti i momenti, quelli più piccoli che possono sembrare insignificanti a quelli più forti e folli che scuotono la vita.
Mamma è un libro che parla al cuore di ogni mamma, senza retorica e luoghi comuni, è profondo, toccante ed emozionante…ogni mamma leggendolo si riconoscerà nel suo profondo!

“Oggi, siamo in due.
All’orizzonte una luce dorata.
Tra le mie braccia, il futuro.
Dorme”.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Il giardino curioso – Peter Brown

C’era una volta una città
senza giardini né alberi né prati.

Nulla, neppure un ciuffo d’erba.
La maggior parte delle persone
passava il proprio tempo al chiuso.

Come puoi immaginare
era un posto molto triste.

La forza della natura è sempre sotto i nostri occhi:
un fiore che cresce da una crepa nell’asfalto, una pianta rampicante che esce da un buco in un muro, l’erba che sfida il peso della ghiaia del vialetto e spunta tra i sassolini bianchi. Sembra che fiori, piante e erbe siano curiosi di vedere cosa c’è anche dove non è esattamente il loro posto e, quindi, sbucano dove meno ce l’aspettiamo.
È un po’ questa l’idea su cui si basa Il giardino curioso edito da Giralangolo, la cui storia, narrata con parole e immagini strepitose da Peter Brown, è ispirata da ciò che è successo veramente alla vecchia ferrovia sopraelevata, la High Lane, a New York, sul lato ovest di Manhattan.
Per anni i treni hanno viaggiato su quelle rotaie, finché, nel 1980, sono state abbandonate. Da allora, pian piano, la vegetazione ha preso il sopravvento, e adesso, guardando in quella direzione, si vedono fiori, piante selvatiche e alberi: un vero e proprio giardino che si snoda sopra strade e palazzi.

Il protagonista di questa avventura è Liam, un bambino che ama stare all’aperto, sempre, anche quando piove. Un giorno, per caso, sale gli scalini di una stazione della vecchia ferrovia sopraelevata. Tra binari arrugginiti e traversine disfatte, Liam vede una piccola macchia di colore: è un fiore che, con fatica, cerca di crescere.


Liam, non è un giardiniere, ma non ci mette molto a decidere di prendersi cura di lui e delle altre piantine che via via scopre tra la ghiaia. Liam con il suo entusiasmo, la sua pazienza e il suo impegno, riesce pian piano a far in modo che le piante comincino a crescere bene e le massicciata si trasformi in un giardino speciale, che sembra muoversi impaziente in avanti, curioso di esplorare tutto il percorso della ferrovia.

Il giardino curioso è un albo illustrato molto interessante per la storia e per come è narrata. Le parole raccontano, ma sono soprattutto le grandi immagini a catturare il piccolo lettore. Le pagine si aprono come finestre affacciate su questo giardino e ne mostrano i particolari, riducendo il testo al minimo necessario per lasciar parlare la natura nella sua voglia dirompente di rigogliosità.
Le tavole di Peter Brown sono incorniciate da sottili linee nere, che sembrano dar loro la natura di un quadro o una fotografia e, nello stesso tempo paiono arginare la natura esuberante, che ormai ha preso il sopravvento riempiendo sempre più di colore anche le pagine.

Come dice l’autore nella nota in fondo al libro, sebbene sembri impossibile per la natura svilupparsi in una città fatta di mattoni e acciaio, viaggiando e guardando il mondo intorno a noi è facile realizzare che spesso la natura esplora posti che abbiamo dimenticato.
Un libro decisamente positivamente visionario sulla forza della natura che, con la collaborazione di tutti, può cambiare anche il volto di una intera grande città.


Un libro straordinario. Una storia bella e commovente che cela significati profondi ma senza ostentare una morale.
La natura vince sul grigiore della città!
Giorno dopo giorno, con impegno e costanza, il bambino curioso riesce a dar vita ad un giardino altrettanto curioso, che si spinge oltre i suoi binari per esplorare altri luoghi, fino a colorare l’intera città, riportando il sorriso tra gli abitanti.

Non perdiamo mai occasione di educare i bambini alla natura.
Quanto bello sarebbe se in ogni città ci fosse più natura?
Un libro che incuriosisce i bambini e li diverte, educandoli al rispetto della natura, con i suoi tempi e le sue attese: attraverso l’impegno, la costanza e la tenacia, il piccolo Liam riesce a raggiungere obiettivi straordinari, coinvolgendo anche i suoi concittadini.
Sensibilizziamo e sensibilizziamoci in questa direzione per vivere meglio e garantire un futuro più felice ai nostri figli.

Puoi acquistare il LIBRO ORA:

Crescere – Richard Jones

“Le istruzioni per crescere sono scritte dentro di noi,
mattoncino dopo mattoncino;
non possiamo prevedere il futuro,
ma voltarci indietro a riguardare il cammino”

La vita è un viaggio meraviglioso... un’affermazione che non lascia alcun dubbio!
Una certezza. Un dato di fatto. Ed è da questo dato di fatto che comincia un viaggio di crescita composto da poche parole e immagini colorate con colori tenui.
Grazie alla raffinata bellezza dei disegni e alla poesia dei testi pagina dopo pagina, i bimbi possono esplorare il fantastico viaggio che è la vita.
Proprio così la vita tutti noi la vediamo come un viaggio, un viaggio che tutti abbiamo il diritto, ed anche il dovere, di compiere: il dono più prezioso che si possa ricevere e del quale tutti dovrebbero essere infinitamente grati.
Certo, vivere talvolta può essere complicato, non sempre è tutto rose e fiori, ma bisogna avere il coraggio di affrontare ogni ostacolo a testa alta, perché alla fine la vita altro non è che un viaggio meraviglioso e solo conducendola al meglio, quando sarà giunta al termine, si potrà dire di essere stati davvero felici.

Crescere di Richard Jones e Libby Walden edito da DeAgostini racconta con delicatezza, semplicità e dolcezza proprio le tappe della vita.
Pagina dopo pagina, ci sono le tappe della vita, dalla nascita, l’età bambina, l’adolescenza, l’adulto e l’anziano.
Pagina dopo pagina è come avere tra le mani un libro che parla della vita e ricorda a grandi e piccini come ogni piccolo momento anche il più semplice, o il più difficile sia importante, sia fonte di vita per farci diventare le persone che siamo e che saremo.
Pagina dopo pagina, Crescere, dà splendidi spunti per parlare con i piccoli lettori e non solo della vita, di come possa essere composta di esperienze positive e negative eventi felici ed eventi tristi, circostanze più facili ed altre più complicate; serie di imprevisti che possono stravolgere i nostri piani e le nostre aspettative. In alcuni momenti si arriva persino a pensare di mollare tutto, di non essere all’altezza degli ostacoli che ci si parano di fronte; proprio come durante un viaggio, quando al primo problema si ha l’impulso di fare le valigie e tornare a casa. Ma andando avanti, affrontando e superando le difficoltà, si potranno scoprire felicità e bellezze inaspettate, perché, come si suol dire, “dopo la pioggia c’è sempre l’arcobaleno”.

Inoltre, durante la vita, così come in qualsiasi viaggio, si fa la conoscenza di posti, persone, tradizioni e culture sempre diversi e nuovi. Esperienze formative che possono insegnarci molti valori e aspetti del mondo che prima ci erano estranei. È infatti questo uno dei migliori aspetti del poter vivere la propria vita ❤

Una delle componenti più importanti della vita e del viaggio sono i compagni, gli amici, coloro con cui decidiamo di compiere il percorso che ci aspetta. Senza compagni, senza altre persone con le quali condividere esperienze, emozioni, gioie ed anche dolori, la nostra vita sarebbe infinitamente triste, vuota e povera, perché la vera ricchezza, a differenza di quanto pensano in molti, non sono gioielli, oro e soldi a volontà, ma un tesoro fatto di amicizie, amori, relazioni e tutti i ricordi che di essi ci porteremo dentro per tutta la vita. È un concetto che i bambini apprenderanno a loro modo ma vi assicuro sapranno stupirvi 😉

“Curioso del mondo, il bambino contempla tutto con sguardo sognante:
i caldi raggi del sole, le foglie che frusciano, un’altalena cigolante”

“Su gambette traballanti ha imparato a camminare
e si fa strada fiducioso per dimostrare quanto vale.”

“attraverso terre magiche rincorre sogni con la fantasia..”

“Come? Cosa? Perchè? si chiede questo studioso del mondo…”

“Un’adolescente inquieto e arrabbiato
su un’isola deserta si è arenato:
ha perso la rotta,
è pieno di dubbi sul futuro…”

“Sulla barca della vita
affronta vortici, tempeste
e correnti impetuose
finchè impara a stare a galla.”

“L’adulto è un albero maestoso e sicuro..
dalle sfide della vita non si lascerà spezzare.

“alle spalle ha un lungo viaggio e
dalla vita ha imparato la saggezza.

Quindi cari genitori, nonni, zii, educatori Crescere è uno spunto per ricordare ed insegnare come la vita sia grande e meravigliosa ma talvolta anche un difficile viaggio, che va vissuto al meglio delle proprie possibilità, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà che spesso ci sbarrano la strada.

“Nessuno può sapere dove lo porteranno i suoi passi;
questo è crescere: un misterioso viaggio per diventare “se stessi”.

Puoi acquistare il LIBRO ORA >>> QUI:

Una nuova vita: come nascono i bebè animali – Aina Bestard

Sul nostro pianeta regna la diversità.
Quante specie lo popolano
quanti modi di nascere, crescere e vivere!

Ogni nuova vita è speciale e preziosa
in questo mare di possibilità.
Ti va di accompagnarci in un viaggio
là dove tutto inizia?

Ci sono tanti animali sulla terra, ci sono tante mamme e tanti piccoli cuccioli; tra loro si differenziano o si assomigliano non solo per caratteristiche, per habitat o per classificazione, ma anche per quanto riguarda la cura e l’educazione dei cuccioli.
Ognuno di loro mette al mondo il cucciolo in un modo diverso. C’è chi tiene dentro la pancia il piccolo, c’è chi invece sguscia le uova, chi depone le uova e ne fa piccolissime e tantissime. Eppure, il miracolo è sempre lo stesso: la nascita!

I bambini amano gli animali e ne sono sempre molto affascinati e la parte relativa alla nascita e alla cura dei cuccioli è forse la meno conosciuta, ma non per questo meno ricca di curiosità 😉
Una nuova vita – come nascono i bebè animali di Aina Bestard edito da L’Ippocampo Ragazzi è un libro che è un gioco di scoperta attraverso meravigliose illustrazioni e fascinosi fogli di lucido con disegni che sembrano dei quadri.


Un viaggio alla scoperta di tante specie: il pinguino imperatore, la tartaruga terrestre, l’ippocampo, il canguro rosso, la rana e la farfalla monarca, la balenottera azzurra.

Il viaggio ha inizio nel freddo Antartide, dove ogni coppia di pinguini imperatori protegge il proprio uovo e poi il piccolo finché non diventa autonomo; la madre dedica tutte le sue energie alla crescita dell’uovo e, una volta deposto, lo passa al maschio, che lo tiene sollevato fra le zampe per non farlo congelare per due mesi interi, senza muoversi né mangiare.

L’ippocampo, invece, viene messo al mondo dal padre, che possiede una tasca marsupiale sul ventre in cui la femmina depone le uova appena sono pronte.

La rana e la farfalla monarca, addirittura, nascono e crescono da sole senza mai incontrare i propri genitori; la prima dalle uova deposte nell’acqua da mamma rana, la seconda dalle uova deposte sotto le foglie di cui potrà cibarsi quando sarà soltanto un piccolo bruco appena nato.

Al contrario, avendo trovato un posto sicuro dove deporre le sue uova, una tartaruga madre le lascia da sole per schiudersi e nutrirsi della vegetazione circostante.

E poi ci sono ancora i piccoli del canguro rosso e anche quelli della balenottera azzurra.
Insomma, un viaggio unico e dal gusto magico perchè sul nostro pianeta regna la diversità, come recita il libro all’inizio.
Ci sono tante mamme e tanti papà, ed ognuno di loro mette al mondo e cura il proprio cucciolo in modo diverso.
Ma la nascita rimane un mistero ed un miracolo ogni volta…
I bambino, oltre a perdersi nelle magnifiche illustrazioni super dettagliate possono scoprire che il miracolo della vita può avvenire attraverso diverse modalità: da un uovo come da una pancia o nelle profondità del mare… E anche che a prendersi cura del piccolo, non sempre sono solo le mamme: a volte tocca ai papà e altre volte ancora a un gruppo intero di propri simili.

Non è una semplice storia.
Non è un libro di scienze.
Non è un libro-gioco.
Una nuova vita è con semplicità tutto questo messo insieme!
Un libro diverso, sugli animali e la vita!

Un libro che può affascinare i piccoli lettori di 4 – 5 anni, ma che contiene informazioni interessanti anche per uno di 6 – 7.
Ecco, dunque, un viaggio tra 7 famiglie di animali che si arricchisce di curiosità per nulla scontate in modo che, accanto al gioco di scoprire dove di nasconde il piccolo di turno tra una trasparenze e l’altra, ci sia anche l’opportunità di conoscere qualcosa di più sugli animali in questione.
Questo delizioso libro rivela il miracolo della nascita e della nuova vita nel mondo animale.

L’autrice Aina Bestard, rinomata come creatrice di libri per bambini che fanno un uso innovativo di occhiali RGB, qui segue un approccio diverso, utilizzando carta da lucido sovrapposta alle illustrazioni per creare scene formate attraverso delicati livelli. Il risultato è un libro sensibile e affascinante su un argomento che affascina sia gli adulti che i bambini.

Una lettura emozionante che si chiude con un invito…

E tu?
Ti hanno mai raccontato
come sei venuto al mondo?

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

Puoi acquistare il libro QUI:

Voglio Anch’io – Gek Tessaro

Quando uscì dall’uovo il pulcino
aveva un atteggiamento così impettito e virile
che sua madre non trovò di meglio che chiamarlo
Pompeo Tiburzio.

A pochi giorni di vita, ammaliato dalla vista di uno stormo di cicogne in volo le chiese:
“Che cos’è?”.
“Sono cicogne”, rispose lei.
“Bello, voglio anch’io!” disse la cornacchietta.

Il sogno del piccolo volatile è diventare una maestosa cicogna. Ovviamente la madre e il padre tentano di dissuaderlo, ma a poco varranno i loro sforzi.
Ma Pompeo non si arrende. Si impegna, fa tanta ginnastica e studia geografia, materia fondamentale per le cicogne.
E finalmente la sua occasione arriva: un bambino deve nascere a un solo isolato di distanza e Pompeo deve effettuare la consegna!

Dopo una settimana di viaggio del piccolo Pompeo, arriva all’indirizzo, ma non c’è nessuna mamma in attesa di un bambino, c’è solo una ferramente!!!!
Che cosa è successo?!

Il piccolino in realtà ha sbagliato indirizzo, e purtroppo pure città, deve viaggiare da Perugia verso Venezia, ma il fagotto deve arrivare a destinazione prima, sconsolato, visto che è solo una piccola cornacchia e non riesce a fare molta strada, sta per arrendersi ma a chi chiedere aiuto?

Il viaggio di Pompeo Tiburzio lo porterà a conoscere un cavaliere, un elefante ed un leone, un fenicottero, viaggerò in treno e pure con i pirati insieme ai quali cercherà di raggiungere la terra promessa: il Veneto!
Solo consegnando un nascituro ai propri genitori, a Venezia, Pompeo Tiburzio potrà finalmente diventare una cicogna a tutti gli effetti.

Ma gli imprevisti, si sà possono essere dietro l’angolo!
Pompeo riuscirà a raggiungere Venezia in tempo?

Una cornacchietta piccola piccola con un sogno grande grande!

Gek Tessaro, autore e illustratore poliedrico, tradotto in diversi Paesi, torna a incantarci con Voglio Anch’io, edito da Terre di Mezzo. Questo è un racconto all’insegna dell’avventura e del divertimento.
Con il suo tipico stile il testo è accompagnata da coloratissime illustrazioni che danno vita ai personaggi con un tocco di ironia e brio.
I termini ricercati un po’ arcaici, le illustrazioni, gli intrecci improbabili lo rendono un racconto delizioso e sostanzialmente al limite con il comico.
Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.

Dice di se “Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre.

Voglio anch’io, indicato per i bambini dai 6/7 anni, è suddiviso in capitoli, prestandosi bene anche per leggerlo un po’ alla volta la sera 😉

Voglio anch’io è un racconto sicuramente per i bambini che amano le avventure, i cavalieri, i pirati, le cornacchie e ovviamente non possono mancare le cicogne 😀 Tutti assieme per una grande avventura!

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI: