La cucina degli scarabocchi – Hervé Tullet

Una raccolta di strampalate ricette
fatte di cerchi, triangoli, scarabocchi
e chi più ne ha più ne metta!

Ogni ricetta proposta ha delle precise indicazioni che il bambino seguirà per eseguire la propria opera d’arte, una sorta di voce guida che indica la strada che verrà poi percorsa, decorata e arricchita dalla fantasia e dalle manine del vostro piccolo chef-artista 😉

La cucina degli scarabocchi di Hervé Tullet edito da Phaidon – L’Ippocampo Ragazzi, è sostanzialmente un album di ricette molto originali in cui il bambino, piccolo chef, potrà sbizzarrire la sua fantasia creando piatti squisiti e colorati.


E’ vero, si può disegnare una sola volta (come tutti gli album per colorare) però è un’alternativa molto attraente e soprattutto diversa, rispetto ai normali album da disegno, ma come viene suggerito all’interno del libro, prima di disegnare nel libro, esercitati dunque su un altro foglio di carta, così potrai provare diverse tecniche e colori e soprattutto vedere come viene meglio la ricetta prima di crearla definitivamente nel libro 😉

Ecco ai piccoli lettori spetta il compito di trasformarsi in artisti-chef, di munirsi degli strumenti indispensabili per cucinare: matite colorate e fogli di carta sui quali provare le ricette per assicurare una buona riuscita dei piatti prima di intervenire direttamente sulle pagine del libro.
Gli ingredienti sono elencati nei risguardi: punti, cerchi, macchie, impronte di dita, girandole speciali, ombreggiature, linee ondulate, linee vaganti e tutte le altre composizioni di forme e colori che possano venire in mente per l’elaborazione nelle cucine-atelier di prelibatezze raffinate, come una delizia di scarabocchi, una minestra di zig zag, un soufflè di matite.

Chi conosce Hervé Tullet sa che i suoi libri hanno uno stile inconfondibile con disegni molto particolari e dialoghi che non lasciano indifferenti i piccoli lettori.
Con l’album di Tullet si viene guidati per mettere in moto la propria fantasia e seguire le ricette degli scarabocchi è molto divertente: marmellata magica, biscotto rosso rubino, soufflè di matite…insalata di mani…stufato di punti 🙂

Cosa c’è inoltre di più bello
che scarabocchiare un foglio bianco?

Le ricette da seguire sono indicate a sinistra mentre a destra il piatto bianco aspetta di essere disegnato come indicato anche attraverso i disegni.
La difficoltà d’esecuzione aumenta col progredire delle pagine e le istruzioni fanno sperimentare al bambino fondamenti e trucchi del disegno: dalla pressione sulla carta alla velocità del tratto all’incastro dei colori e delle forme.

Il maxi libro (345 x 250 mm) propone a bambini da 3 anni in su di diventare chef di un’intrigante cucina-atelier.
L’album all’interno è rigorosamente in bianco e nero ma non mancano le parti colorate dove il piccolo chef dovrà riconoscere ingredienti o dare nomi alle ricette preparate da Tullet.


Inoltre grazie alle ricette, il bambino impara e mette in atto segni come trattini, linee tratteggiate, anelli, cerchi…triangoli, quadrati ed impara a riconoscerli e chiamarli con il loro nome 😉
I piatti suggeriti da questo ricettario fantastico per gradevolezza, varietà, valore energetico e nutrizionale forniscono un apporto essenziale per la crescita dell’immaginazione.

Cucina creativa?!
Sì! bastano un po’ di colori, tante forme e fantasia quanto basta per creare piatti unici e speciali! 😀
La cucina degli scarabocchi più che un libro, è una magia. Una meravigliosa idea che genera altre meravigliose idee, seduta stante, a seconda dell’umore o dei colori che si hanno a disposizione.

Infine, come è sua abitudine, l’autore si complimenta col suo piccolo lettore e chef, perché basta anche solo un pizzico di passione unita alla personalità per essere un vero maestro della cucina creativa.
Caldamente consigliato per sollecitare la capacità di visualizzazione e l’immaginazione del bambino.
Come sempre, Tullet non delude anzi!

Hai già indossato il grembiule?
Allora prendi le matite colorate, si comincia!

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Non è giusto! – Babalibri

“Ferdinando mi obbliga a fare
un sacco DI COSE
che non voglio fare e NON E’ GIUSTO.”
“Perchè le fai allora?” chiede Gaspare

Ferdinando e Simone sono così amici che decidono insieme di voler costruire un aereo di cartone.
Ferdinando chiede a Simone
“Vai a cercare un pennarello nero gigante per disegnare la cabina”;
poi Ferdinando vorrebbe che Simone andasse a prendere un cuscino e poi anche un piatto di carta e poi ha costantemente bisogno di qualcosa di nuovo. Cerca questo e cerca quello, alla fine è sempre Ferdinando a decidere le attività più interessanti ed è sempre Simone che deve andare a cercare…

Ferdinando è un tantino prepotente ed egoista nei confronti di Simone, difatti, non lo fa affatto collaborare alla costruzione dell’aereo ma lo sfrutta e basta.
Simone è triste ed è alle prese con un nuovo sentimento: quello dell’ingiustizia.
Alla domanda di Simone perché deve essere sempre lui a cercare le cose, Ferdinando gli risponde così: “Altrimenti non sono più tuo amico!”.

Ma che farsene di amici così?!
Chi è che vorrebbe un amico che non ti fa giocare insieme a lui e che non ti fa fare niente di niente?

Durante la notte infatti, il piccolo coniglietto si sveglierà tutto angosciato gridando appunto che non è giusto!, dimostrando così che quanto è accaduto lo ha profondamente colpito.
Riuscirà Simone a trovare una soluzione efficace per risolvere questo spinoso problema?
La risposta, il povero Simone, la troverà ancora una volta grazie al consiglio del piccolo Gaspare che lo aiuterà con un saggio consiglio 😉

Non è giusto! è questo il titolo dell’albo di Stephanie Blake, edito da Babalibri. Una bella storia per parlare di amicizia, condivisione e anche di egoismo.
Simone affronta con la consueta allegria e irriverenza, un dilemma che ogni bambino si trova ad affrontare: come riconoscere ingiustizie e prepotenze e come imparare a trasformarle in una formidabile occasione di crescita.
Stephanie Blake è l’autrice della serie di successo dell’eroe coniglio Simone che, come ogni bambino, vive le avventure quotidiane alle prese con emozioni e sentimenti, in casa, in famiglia e con gli amici.
La lettura di questo libro illustrato è consigliata a partire dai tre anni, sicuramente potrà essere un valido strumento per affrontare il grande importantissimo tema delle ingiustizie fra bambini, e non farà male leggerlo anche a noi adulti.

I libri con protagonista il coniglio Simone sono dei classici della casa editrice Babalibri, molti dei quali presenti adesso anche nel formato brossura per la collana Bababum, formato molto utile per le prime letture in autonomia.

I punti di forza di queste avventure con Simone sono:

> parlano delle emozioni dei bambini e di situazioni che vivono quotidianamente aiutandoli a riconoscerele e rielaborarle;
> usano un linguaggio semplice e immediato;
> facilitano la modulazione della voce nelle letture ad alta voce perchè le parole che devono essere pronunciate con un tono più alto sono scritte in maiuscolo e in maniera più marcata.

Non è giusto! Un libro da leggere insieme ai nostri bambini per prima cosa per stare insieme e divertirci e poi può essere un ottimo pretesto per trattare temi che i bambini affrontano quotidianamente, perchè come ogni buon libro finita la storia può iniziare la discussione 😉

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Una cosa difficile – Silvia Vecchini

Talvolta è difficile, riconoscere di aver sbagliato,
chiedere scusa a un amico,
scoprirsi dalla parte del torto.
Allo stesso tempo, è molto importante,
per la crescita emotiva e relazionale,
imparare a farlo, con sincerità.

Un cagnolino-bambino corre all’inseguimento di qualcosa che sta ruzzolando giù dalla collina. Forse è un gioco, il pomolo di una porta, forse una pallina. Ma avvicinandosi alla pagina con più attenzione si scopre che si tratta in realtà di una rotella.

Rimbalza fino a che non si deposita tra i fili d’erba. Il ragazzino afferra l’oggetto e lo guarda sconsolato. Il giovane protagonista pensa, stringe nella mano la rotellina, poi si volta e si rimette in marcia.
Va verso la salita.
Torna indietro, controvento, faticosamente, determinato ma con lo sguardo ancora desolato.
La collina diventa una montagna da scalare, con rocce alte e ripide. Sulla guancia scorre una lacrima. Con il vento e la neve la parete rocciosa si fa più insidiosa, mentre la tempesta di neve imperversa. Il cagnolino però non demorde, continua a guadagnare centimetri in avanti. Non è facile percorrere passo dopo passo questo viaggio, che non è una semplice scalata ma un viaggio dentro se stessi e dentro la propria coscienza.

Quando raggiunge finalmente la cima della montagna, il cane-bambino non è più solo. Seduto sulla vetta, voltato di spalle, qualcuno sta piangendo.
Due ragazzini dispiaciuti e un gioco che si è rotto. O meglio, un gioco che uno dei due ha rotto. Un carretto a cui manca una ruota.

Ora è perfettamente chiaro e lampante quello che è successo. Il piccolo cagnolino ha rotto la macchina!

“SCUSA…“

(quanta fatica costa pronunciarla!), l’unica parola che troviamo scritta in questo poetico libro che scava con metafore intense nella sfera emotiva e nella coscienza morale di ciascuno di noi.

Eccolo il gesto magico, che si esplica in una parola ma che dentro, dietro, ha tutto: la montagna, la neve, le lacrime, l’affetto, la riflessione, la scelta, il coraggio.
La rotellina però è stata recuperata.

Il gioco si può riparare.
Si può riparare a un errore.
Si può chiedere scusa.
Si deve chiedere scusa, quando si ha sbagliato.

Gesti allo stesso tempo piccoli e grandi – enormi – che cementano le amicizie e allenano l’empatia, che fanno diventare persone migliori, dei quali è giusto sottolineare bellezza e difficoltà, senza svilirli.

Una cosa difficile di Silvia Vecchini e Sualzo edito da Bao Publishing, è decisamente un albo delicatissimo e toccante, che riesce a raccontare a piccoli e grandi quanto può essere ardua, ma allo stesso tempo rasserenante e fortificante, un’azione di scuse. E lo fanno con una leggiadria e poesia che incanta, senza alcuna ombra di didascalismo, riuscendo ad arrivare alle corde dell’anima e regalandoci un’opera significativa, limpida ed eloquente.
Un albo praticamente senza parole – solo una, quella più importante – che del picture book ha lo sviluppo sulla doppia pagina – teatro di scena – e del fumetto la sequenzialità.

Questo libro senza parole è un albo da assaporare, osservando le pagine che scorrono insieme a una storia apparentemente semplice che racconta qualcosa di molto difficile.
Lo abbiamo provato e lo proviamo in tanti e sappiamo che in teoria è semplice chiedere scusa, nei fatti è molto più difficile, perché prevalgono tanti altri sentimenti diversi: l’orgoglio, l’arrabbiatura, il pensiero di avere ragione a tutti i costi…

Una storia piccolissima, che narra per immagini un episodio minuscolo nella vita di due persone, che però ha una valenza immensa, perché sono i sentimenti a essere toccati. L’amicizia, il senso di colpa, il desiderio di farsi perdonare e rimettere tutto a posto, la capacità di chiedere scusa e di andare avanti come se nulla fosse accaduto.

C’è tutto questo nel breve racconto visivo immaginato da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo.
Allora, così come è arrivato, il vento scompare. I due, col sorriso ritrovato, riparano al danno. Un gesto d’amicizia e il terreno si fa erboso, soffice, i pendii scoscesi tornano un dolce declivio, giusto quel poco che basta per scivolare leggeri e sereni sulla macchinina aggiustata.
Un libro bello e curato, dal significato importante, per adulti e bambini.

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La Bugia – Grive & Bertrand

Un giorno come tutti gli altri.
Nel silenzio, le parole sono sfuggite
dalle mie labbra all’improvviso.

Le bugie dei bambini sono pronunciate molto spesso con facilità, senza rifletterci su, in diverse circostanze della loro vita relazionale.
Ma quanto peso può avere una bugia nella vita di un bambino?
Che cos’è una bugia, che peso ha quando la si pronuncia?
Ci sono bugie piccole e bugie grandi, ma il succo non cambia: restano bugie.
Ovviamente non stiamo parlando di grandi bugie, ma di quelle dalle gambette corte.
Quelle che fanno sorridere a denti in bella mostra o con una mano davanti alla bocca, i più timidi.
Quelle che vengono scoperte o confessate subito, perché, si sa, le gambette corte fanno poca strada.
La bugia è come un piccolo pallino rosso che ti aspetta la sera quando vai a letto, anche se tu non vuoi, puoi provare a scacciarla, ma lei ritorna, può moltiplicarsi e crescere così tanto da invadere ogni centimetro di spazio e di pensiero.

Nei libri per bambini la bugia viene raccontata come una cosa brutta, di cui avere vergogna, altre volte come un gioco innocente, perfino creativo, o anche come un’azione che può far del male, che pesa sulla coscienza di grandi e piccini.
Alla fin fine quello che conta sono le soluzioni creative che i bambini e gli autori che scrivono ed illustrano nei libri sanno mettere in campo.

Certo è che la bugia, per i bambini, se non si manifesta immediatamente come un problema ma, possiede per una piccola mente una valenza tutta interiore: uno scatenarsi di pensieri e di riflessioni, a seguito della “fatidica frase pronunciata” o del semplice “sì” o “no”.
Anche noi adulti se ci sforziamo un poco, forse riusciamo a recuperare dalla nostra memoria, quel misto di segretezza e mistero, dubbio ed emozione che accompagnarono la nostra prima bugia proferita “più o meno” consapevolmente.
Proprio questo riesce a raccontare e descrivere alla perfezione La bugia, di Catherine Grive e Frédérique Bertrand, la cui edizione italiana nasce dalla collaborazione della casa editrice Lapis e l’Associazione Librerie Indipendenti Ragazzi.
La bellezza e la preziosità di La bugia stanno nella capacità di descrivere vividamente un percorso tutto interiore, con la semplicità di un linguaggio simbolico che riesce ad accordarsi perfettamente alla narrazione.
Un ottimo spunto per parlare ai bambini di piccole e grandi bugie, di crescita, di emozioni e di verità.

Fin dalla prima pagina c’è un punto interrogativo ed una risposta:
«Quando è successo?»
«Un giorno come tutti gli altri.
Nel silenzio, le parole sono sfuggite
dalle mia labbra all’improvviso».

La protagonista di questo albo, seduta a tavola con la sua famiglia, all’improvviso dice una bugia. E’ una cosa piccola piccola, all’inizio, un puntino arancione sopra la sua testa mentre lei se ne sta a leggere un libro in salotto.
Forse la bambina non se ne è nemmeno accorta, tanto è il suo stupore nel ritrovarsi la bugia, lì ad aspettarla, quando la sera va a dormire nella sua cameretta.

“La mattina dopo, quando mi sono svegliata,
non ho neanche aperto gli occhi per vedere dove fosse.
Sapevo che era li.
Sotto voce avevo detto “vattene”,
e lei aveva obbedito.”

La mattina è ancora lì, grande come un pallone. Se ne sta appesa al soffitto a coprire il lampadario, immobile. La bambina cerca di cacciarla, ma poco dopo la bugia ritorna. Quella palla arancione cresce, diventa sempre più ingombrante, sembra permeare ogni cosa.
Quando esce di casa, la bambina si accorge che la bugia la sta seguendo, come una presenza costante. Nessuno sembra vederla, tranne lei. Le copre il volto della maestra, le toglie il gusto della merenda, rende meno bello anche il momento del bagno.

“Come è successo ?
Nel silenzio, le parole sono sfuggite
dalla mia labbra all’improvviso.

Quella sera quando sono entrata in camera,
la bugia mia stava aspettando.
Ma io non avevo fatto niente.

Cosa voleva da me?”

È vero, se ci sforziamo di andare indietro nel tempo, la prima volta avviene proprio così, quasi senza pensarci su. Vorremmo rispondere il vero ed esce dalla nostra bocca qualcos’altro. E le cose cambiano. Forse è per questo che si prova anche un po’ di paura.
E’ davvero geniale l’escamotage visivo, la bugia viene rappresentata con un pallino rosso che, giorno dopo giorno, segue la bimba protagonista, senza nessuna intenzione di perderla d’occhio. Prima il pallino rosso è piccolo e la attende in un angolo della sua stanza, poi cresce a mano a mano che proseguiamo nella lettura e si fa sempre più presente, come più grandi si fanno i dubbi che popolano la sua testa.

Mentre se ne sta lì, a mollo nella sua vasca, fissando il pavimento divenuto a pois arancioni, la bambina si chiede “Dopo una bugia, le persone non ti credono più?”. Era una cosa piccola, una bugia insignificante, eppure ora la sua presenza sta diventando angosciante.
Le persone che la circondano, la sua famiglia, ameranno ancora quella bambina?
Sono domande grandi, quasi un po’ spropositate di fronte a una sola bugia, se ci pensiamo. Eppure è così che la bambina vede la sua vita: cambiata, invasa dalle conseguenze della sua bugia.
Forse è la sua prima bugia? Non lo dice, eppure ne sente tutto il peso e l’ingombro.

Come accade nella realtà dei bambini, anche nella testa e nei pensieri della protagonista cresce la confusione legata ad un’azione che non aveva mai compiuto prima e della quale percepisce intimamente la misteriosa trasgressione, più i pallini si moltiplicano fino a comporre sulla pagina quella che parrebbe una bellissima opera di Yayoi Kusama, che poi è quella che ritroviamo in copertina 😉
Quale può essere la svolta e la soluzione?!
Alla fine la svolta c’è quando arriva alla consapevolezza che l’unico modo per liberarsi dell’invadente, gigantesco e onnipresente pallino è dire la verità. E tornare a riconciliarsi con la realtà che la circonda e con quella che ha dentro di sé.

Spesso i bambini quando sono molto piccoli non si accorgono neanche di dire una bugia, confondo realtà e finzione e sta a noi genitori aiutarli a capire dove una inizia e dove finisce l’altra.
Ecco quindi un albo speciale, che attraverso il sapiente uso della metafora e del colore, può diventare un ottimo strumento per affrontare l’argomento con i più piccoli e dialogare con loro.
A volte basta davvero poco per far sparire il puntino rosso, basta dire la verità…

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Crescere – Richard Jones

“Le istruzioni per crescere sono scritte dentro di noi,
mattoncino dopo mattoncino;
non possiamo prevedere il futuro,
ma voltarci indietro a riguardare il cammino”

La vita è un viaggio meraviglioso... un’affermazione che non lascia alcun dubbio!
Una certezza. Un dato di fatto. Ed è da questo dato di fatto che comincia un viaggio di crescita composto da poche parole e immagini colorate con colori tenui.
Grazie alla raffinata bellezza dei disegni e alla poesia dei testi pagina dopo pagina, i bimbi possono esplorare il fantastico viaggio che è la vita.
Proprio così la vita tutti noi la vediamo come un viaggio, un viaggio che tutti abbiamo il diritto, ed anche il dovere, di compiere: il dono più prezioso che si possa ricevere e del quale tutti dovrebbero essere infinitamente grati.
Certo, vivere talvolta può essere complicato, non sempre è tutto rose e fiori, ma bisogna avere il coraggio di affrontare ogni ostacolo a testa alta, perché alla fine la vita altro non è che un viaggio meraviglioso e solo conducendola al meglio, quando sarà giunta al termine, si potrà dire di essere stati davvero felici.

Crescere di Richard Jones e Libby Walden edito da DeAgostini racconta con delicatezza, semplicità e dolcezza proprio le tappe della vita.
Pagina dopo pagina, ci sono le tappe della vita, dalla nascita, l’età bambina, l’adolescenza, l’adulto e l’anziano.
Pagina dopo pagina è come avere tra le mani un libro che parla della vita e ricorda a grandi e piccini come ogni piccolo momento anche il più semplice, o il più difficile sia importante, sia fonte di vita per farci diventare le persone che siamo e che saremo.
Pagina dopo pagina, Crescere, dà splendidi spunti per parlare con i piccoli lettori e non solo della vita, di come possa essere composta di esperienze positive e negative eventi felici ed eventi tristi, circostanze più facili ed altre più complicate; serie di imprevisti che possono stravolgere i nostri piani e le nostre aspettative. In alcuni momenti si arriva persino a pensare di mollare tutto, di non essere all’altezza degli ostacoli che ci si parano di fronte; proprio come durante un viaggio, quando al primo problema si ha l’impulso di fare le valigie e tornare a casa. Ma andando avanti, affrontando e superando le difficoltà, si potranno scoprire felicità e bellezze inaspettate, perché, come si suol dire, “dopo la pioggia c’è sempre l’arcobaleno”.

Inoltre, durante la vita, così come in qualsiasi viaggio, si fa la conoscenza di posti, persone, tradizioni e culture sempre diversi e nuovi. Esperienze formative che possono insegnarci molti valori e aspetti del mondo che prima ci erano estranei. È infatti questo uno dei migliori aspetti del poter vivere la propria vita ❤

Una delle componenti più importanti della vita e del viaggio sono i compagni, gli amici, coloro con cui decidiamo di compiere il percorso che ci aspetta. Senza compagni, senza altre persone con le quali condividere esperienze, emozioni, gioie ed anche dolori, la nostra vita sarebbe infinitamente triste, vuota e povera, perché la vera ricchezza, a differenza di quanto pensano in molti, non sono gioielli, oro e soldi a volontà, ma un tesoro fatto di amicizie, amori, relazioni e tutti i ricordi che di essi ci porteremo dentro per tutta la vita. È un concetto che i bambini apprenderanno a loro modo ma vi assicuro sapranno stupirvi 😉

“Curioso del mondo, il bambino contempla tutto con sguardo sognante:
i caldi raggi del sole, le foglie che frusciano, un’altalena cigolante”

“Su gambette traballanti ha imparato a camminare
e si fa strada fiducioso per dimostrare quanto vale.”

“attraverso terre magiche rincorre sogni con la fantasia..”

“Come? Cosa? Perchè? si chiede questo studioso del mondo…”

“Un’adolescente inquieto e arrabbiato
su un’isola deserta si è arenato:
ha perso la rotta,
è pieno di dubbi sul futuro…”

“Sulla barca della vita
affronta vortici, tempeste
e correnti impetuose
finchè impara a stare a galla.”

“L’adulto è un albero maestoso e sicuro..
dalle sfide della vita non si lascerà spezzare.

“alle spalle ha un lungo viaggio e
dalla vita ha imparato la saggezza.

Quindi cari genitori, nonni, zii, educatori Crescere è uno spunto per ricordare ed insegnare come la vita sia grande e meravigliosa ma talvolta anche un difficile viaggio, che va vissuto al meglio delle proprie possibilità, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà che spesso ci sbarrano la strada.

“Nessuno può sapere dove lo porteranno i suoi passi;
questo è crescere: un misterioso viaggio per diventare “se stessi”.

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Piccola Macchia – Lionel Le Néouanic

“Piccola Macchia si annoia,
senza amici, nel suo angolino.
Salve ragazzi…posso giocare con voi?”

La protagonista non ha una forma, è una piccola macchia nera, senza occhi, bocca, braccia e gambe. Una macchia e basta.
Piccola Macchia compare così nella prima pagina del libro, sola, in basso a destra: è completamente nera, i bordi irregolari delle macchie di inchiostro, simili a quelle maldestramente cadute nei quaderni di scuola di un tempo; Piccola macchia è sola e si annoia.

Un giorno la mamma la sprona ad andare a cercare degli amici e vagando di qua e di là trova infine delle forme, un triangolo verde, un quadrato rosso, un rettangolo blu, e un cerchio giallo.
Piccola macchia è diversa e viene rifiutata dal gruppo, ma il babbo le insegnerà a tirare fuori il tesoro nascosto dentro di lei, per tornare dagli amici e stupirli. E così accade! Piccola macchia ha una dote incredibile: sa trasformarsi in tutto quello che vuole. Così riesce a conquistare la loro amicizia e insieme si divertono a giocare e creare nuove figure.

Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic edito da Edizioni Primavera, oltre che un omaggio allo scrittore illustratore olandese Leo Lionni, che scrisse “Piccolo Blu Piccolo Giallo”, vuole, essere un remake di grandi di quadri, in onore a pittori come Mirò e Matisse.

“Niente è banale o stupido,
anche la cosa più banale può
trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Segni e macchie mi danno stimolo e idee nuove,
ai miei occhi si trasformano in persone,
animali e cose grazie alla qualità magica del segno.”
JOAN MIRO’

Proprio come accade per Piccola Macchia, il viaggiare e l’esplorare contengono un forte potenziale educativo e pedagogico nella vita di un bambino in età della Scuola dell’Infanzia, in particolare il viaggio è, come in questo caso metafora di crescita, un’esperienza simbolico-affettiva è apprendimento.
Il cammino che i bambini e le bambine compiono è un vero e proprio viaggio nel quale si fanno incontri, si istaurano relazioni, si guarda, ci si stupisce e si fanno esperienze nuove.
Piccola Macchia, infatti, è il protagonista di una storia di amicizia che nasce come spesso accade: in salita, con un rifiuto.
Come fa un bambino a farsi nuovi amici?

E’ difficile farsi accettare ed è difficile anche riprovarci, dopo essere stati rifiutati.

…Cerca dappertutto…
senza però trovare un solo amico…
ad un tratto sente delle grida…
…Piccola Macchia si avvicina e dice…
…posso giocare con voi?…
…ma non ti vedi? Tu non sei come noi,
non hai nessuna forma ne colore!

Gli amici che Piccola Macchia ha scelto non lo accettano. Loro sono un gruppo di piccole forme colorate geometriche e soprattutto ben definite, non hanno nessuna intenzione di accettare e fare amicizia con una forma informe e che per di più è tutta nera. Piccola Macchia torna a casa in lacrime, la mamma lo consola, ma soprattutto gli svela un grande segreto.

“Tu non lo sai, ma dentro di te c’è un tesoro,
un tesoro meraviglioso, che devi ancora scoprire…”

Lui si asciuga le lacrime, raccoglie tutto il suo coraggio e torna da loro.

“Oooh!” Piccola Macchia non c’è più!
Aiuto Un Mostro!
Gridano le piccole forme!…

“ INCREDIBILE!”
Piccola Macchia si può trasformare
in tutto ciò che vuole
Possiamo giocare con te?

Ecco che quei bambini, così rigidi nelle loro forme geometriche perfette, imparano da Piccola Macchia il gioco più divertente del mondo, quello di giocare a non essere sempre se stessi.
Piccola Macchia gli fa vedere delle forme che non avevano mai visto prima d’allora, gli insegna a trasformarsi e insieme giocano a fare nuvole, onde e stelle. Ora tutti insieme, uno di fianco all’altro, sono una faccia, un sorriso, poi tanti sorrisi e domani Piccola Macchia gli insegnerà a mischiarsi e forse così si aggiungeranno anche altri amici.

WOW!…
che bello il tuo gioco, Piccola Macchia…

Così fa Piccola Macchia, conquistando l’amicizia e la stima degli altri protagonisti di questa storia (forme  geometriche) e così fanno anche i nostri bambini e le bambine, confrontandosi, discutendo, a volte litigando, ma alla fine mostrando il tesoro che ognuno porta con sé. Ogni giorno, confronto dopo confronto, e sempre con un po’ di sostegno 😉 imparano a collaborare, a condividere le cose ed i pensieri.

Piccola Macchia insegna ad avere fiducia in se stessi e a credere nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri seppur diversi da noi, inoltre grazie all’uso di macchie e forme, anzichè l’uso di personaggi strutturati, stimola la fantasia e la creatività dei bambini.

Piccola Macchia non è una semplice lettura, è un’occasione unica e ampia di creare laboratori, piccole riflessioni con i bambini per elaborare insieme il grande messaggio di vita che con la sua avventura racconta questa piccola macchia nera ❤

Piccola Macchia è uno di quei libri da avere, è un libro che “sa di libro”:
ha una grande storia, non è prevedibile, non fa la paternale, prende per mano pagina dopo pagina e ci lascia infine con tanti significati semplici ma fondamentali su cui riflettere.

Le avventure di Piccola Macchia ecco che diventano anche la narrazione di quotidiane difficoltà che i bambini e le bambine incontrano sul proprio cammino:
il rifiuto dei pari,
l’essere considerati diversi,
inadeguati
o semplicemente poco simpatici ai compagni.
Ma questa storia ci insegna che, con l’aiuto degli adulti, ogni bambino può scoprire il
tesoro che c’è dentro ognuno di loro, per mostrarlo agli altri.

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Abc dello yoga per bambini – Teresa Anne Power

A come Albero, Aereo e Aquilone, B come Barca, e Bambola di pezza, C come Cigno, Cobra e Coccodrillo.
E così via fino alla Z di Zero! Un libro che permette di imparare l’alfabeto e le posizioni dello Yoga.

Lo yoga per i bambini?
Se è vero che per molti è un po’ una moda, nata sulla scia di mamme famose che postano foto in pose plastiche assieme ai loro bebè, è anche vero che ai bambini lo yoga fa bene davvero.
Rimane ancora un territorio tutto da esplorare e ogni contributo è il benvenuto nell’approfondimento di questo interessantissimo campo di studio.
Psicologi e medici concordano: è un’attività che aiuta a tranquillizzare i più irrequieti, consente di imparare concentrazione e coordinazione, allena la fantasia e aiuta la conquista di consapevolezza del proprio corpo. Ma soprattutto, è adatto ai bambini semplicemente perché è divertente, visto che la flessibilità tipica della giovane età consente loro di “trasformarsi” in animali e forme strane.
In India lo yoga in versione infantile è pratica comune. In Italia si sta diffondendo lentamente.

Ce ne sono di divertenti, spiritose e entusiasmanti, e ognuna permette di avere benefici a livello fisico, mentale e spirituale. Con questo libro o con le carte i bambini possono:

1) Migliorare la concentrazione
2) Stimolare l’equilibrio e l’elasticità.
3) Favorire la libertà di espressione.
4) Sviluppare la consapevolezza del respiro e del proprio corpo.
5) Dedicare più tempo al gioco come fondamentale strumento di crescita.
6) Migliorare la conoscenza di se stessi e la socializzazione.
7) Esprimere al meglio emozioni e stati d’animo.
8) Ridurre ansia, stress e aggressività.
9) Nutrire l’intelligenza razionale e emotiva per imparare a conoscere il mondo.
10) Stimolare la capacità di apprendimento.
11) Imparare l’alfabeto
12) Condividere un momento speciale con i genitori.

Abc dello yoga per bambini” di Teresa Anne Power edito da Macro Junior si propone di coniugare l’apprendimento dell’alfabeto con la scoperta delle posizioni yoga. Un compito non indifferente che viene concretizzato associando due/tre asana per ogni lettera in modo tale che il bambino impari la A –ad esempio – attraverso due/tre asana che iniziano con la A.
Questo espediente risulta assolutamente funzionale, ma l’autrice si vede costretta ad inventare di tutto punto i nomi di alcune posizioni, effettuando scelte non sempre condivisibili.
In ogni caso, il fatto che ci troviamo di fronte ad un libro per bambini concede un’indulgenza maggiore e questa licenza, che può essere discutibile, non inficia la godibilità del testo, soprattutto per i piccoli.
È fondamentale tenere presente che lo Yoga per bambini non è e non deve essere un’imitazione dello Yoga per adulti. Quando parliamo di Yoga per bambini non dobbiamo pensare solo alle asana. Lo Yoga per i più piccoli è innanzitutto gioco e movimento sano.

Ogni asana è corredato da una spiegazione semplice e poetica che vuole essere evocativa e attraente per il bambino. La struttura e la spiegazione è piuttosto semplice tale da renderlo uno strumento utilizzabile sia dai bambini stessi che insieme ai genitori.
Lo yoga può essere di enorme aiuto per i figli di questa epoca storica, dunque vi esortiamo a proporlo ai vostri piccoli con entusiasmo.

Ecco quindi un percorso poetico, con belle illustrazioni con colori gentili e leggeri che conducono i bambini e i genitori a vivere avventure fantastiche nella savana con la posizione del leone, o a nuotare in compagnia di simpatiche lontre, oppure saltare in compagnia di un allegro grillo e via di seguito.
Un libro da regalare ai vostri figli, nipoti, per lasciarli leggere da soli, o in compagnia dei grandi, per guardare e sognare, e per copiare divertendosi le varie posizioni, inventare giochi e molto altro ancora.
Da tenere sul comodino per chiudere una giornata, da portare anche al parco con gli amici per fare le posizioni sull’erba in mezzo agli alberi.
Un modo gioioso e divertente per avvicinare i più piccoli alla grande tradizione di questa disciplina e scoprire che in realtà lo yoga è adatto a tutti, anche ai più piccini.
Buona pratica e magnifiche avventure per tutti voi!

L'ABC dello Yoga per Bambini - Libro
Mi diverto e imparo l’alfabeto e lo Yoga con 60 posizioni belle e fantasiose

Voto medio su 10 recensioni: Da non perdere

€ 7,90

Acero di Lori Nichols – Picarona

“Quando era ancora un sussurro,
i suoi genitori avevano piantato
un alberello in suo nome.”

Due genitori piantano un alberello poco prima della nascita della loro prima figlia.
Quando la bambina arriva e viene posta sotto i rami sottili dell’albero appena nato, i due genitori decidono che proprio come un acero era l’albero perfetto da piantare, Acero sarà il nome perfetto per la loro figlia. E così inizia questo affascinante libro!
Oltre a quella che sicuramente sarà un’amicizia per tutta la vita. I due “aceri” crescono insieme, e Acero, la ragazza ha un compagno tutto suo per il gioco. L’albero non si dice mai disturbato, quando Acero è troppo rumorosa, o troppo disordinata 😉

Trattando la sua anima gemella con preoccupazione umana, e non conoscendo ancora i cambiamenti stagionali, quando la bimba si rende conto che presto il suo albero sarebbe rimasto spoglio, si preoccupa che si possa prendere un gran raffreddore, allora come ben potete immaginare con la genuinità che solo i bambini hanno, la piccola Acero si tolse il cappottino e lo diede ad albero, perchè anche lui potesse stare al calduccio.

L’orginale coppia di Amici cresce insieme attraverso le stagioni, fino a quando arriva uno nuovo albero, e il pancione rigonfio della mamma annunciano in modo curioso l’arrivo della sorellina di Acero, la piccola Salice.
Nichols porta il ciclo di vita al punto di partenza con un’altra nascita e un altro albero.

L’autrice Lori Nichols ha iniziato a illustrare in seconda elementare, quando il suo poster per la Humane Society ha intimidito alcuni giudici piuttosto duri, e ha preso il primo posto. Inutile dire che è stata una pietra miliare fondamentale.

Ora guarda alla natura e alla sua famiglia per la maggior parte della sua ispirazione. Da bambina studiava tutto, dalle ghiande alle rane e si meravigliava. Le tre ragazze di Lori le hanno ricordato quei giorni e si ritrova a costruire sulle proprie percezioni, idee e disegni.
Ed è proprio Acero edito in Italia da Picarona ad essere il suo primo libro di debutto!

Lori sa bene che le illustrazioni, pagina dopo pagina documentano in modo unico il tempo quasi meditativo di un bambino con il suo “compagno” preferito molto più efficacemente di mille altri oggetti o parole.
Queste illustrazioni a doppia pagina sono un esempio stellare del perché meno può essere di più. Non intromettendosi nell’intimità, Nichols presenta una storia accattivante per i bambini piccoli che vorranno avere un amico all’aperto così unico. Le illustrazioni sono applicate in modo chiaro su carta bianca morbida che aiuta a ottenere un richiamo sensoriale e l’unità intenzionale con la natura.

Un grande libro sugli alberi, sul magico potere della natura, sui fratelli, sull’amore, sulla crescita.
Buona lettura

Puoi acquistare il libro QUI

Acero.

Lori Nichols

Prova a dire abracadabra – Camelozampa

ABRACADABRA è una delle più conosciute tra le parole magiche!
Ma ben sappiamo che come tutte le parole magiche però va ripetuta perché faccia effetto. 😉

Prova a dire Abracadabra! è il titolo del nuovo albo scritto da Maria Loretta Giraldo e illustrato da Nicoletta Bertelle edito da Camelozampa. E’ doveroso dirlo, Camelozampa non si smentisce mai!
Il protagonista è un piccolo gufo viola-fucsia che ha paura di volare e di cadere, allora non riesce a volare come fanno gli altri uccellini appena svezzati..
Gli altri uccelli, suoi compagni di scuola, Merlo, Pettirosso, Passerotto, Canarino, Rondinella e tanti altri non ci hanno pensato due volte: si sono messi sul ramo e in pochi secondi sbattendo le ali si sono lanciati in cielo.
Piccolo Gufo invece no, vorrebbe farcela pure lui ma all’ultimo rinuncia: troppo grande la paura di cadere.
Il momento di spiccare il volo, si sà, è cruciale per ogni specie di volatile ma per Piccolo Gufo è diventato un vero e proprio blocco, lui è frenato dalla paura.

Non tutti nella vita riusciamo al primo colpo e la paura è proprio un freno per ogni nuova esperienza… così l’amica Tartaruga insegna a Piccolo Gufo una parola supermagica: ABRACADABRA!
Ma è una parola che va pronunciata nel modo corretto e tante tante volte prima che faccia effetto!
A-B-R-A-C-A-D-A-B-R-A.
Basta usare una parola dal potere straordinario, capace come per magia di scacciare timori e paure, ma sopratutto capace di dare sostegno e fiducia.

Questo racconto è accompagnato da tenere illustrazioni di Nicoletta Bertelle, realizzate con la tecnica della monotipia, riescono a dar vita a una gioiosa esplosione di texture, colorando con vivacità le emozioni del gufetto protagonista, lasciando però al piccolo lettore gli elementi essenziali del paesaggio e degli animali, proprio per far arrivare più dirette le emozioni che piccolo gufo sta provando.

Spesso, nella vita di ogni giorno, siamo chiamati a incoraggiare e spronare in mille modi i nostri bambini, impauriti o convinti di non riuscire a fare una determinata cosa.
A volte, sono nuove tappe che segnano un passo nella loro crescita, e semplicemente ne hanno un po’ paura..
Non è facile provare.
Non è facile aver sempre fiducia in sè stessi.
Ma nemmeno volare è facile…
però, come accade per molte cose, non è neppure impossibile! 😉
Un libro giusto per piccoli e grandi lettori tenaci!

Maria Loretta Giraldo ha dato vita ad un albo dedicato a quell’impegno e quella fatica quotidiana che distingue particolarmente i bambini che imparano e di chi continua a provare senza arrendersi.
Pagina dopo pagina scopriamo, in questa storia, proprio la fatica di imparare e la paura di crescere, ma anche il potere magico del coraggio e la forza di aver fiducia in sè stessi..
Ora tocca a te… Prova a dire abracadabra!

Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

Piccolo Elefante va in Cina – Sesyle Joslin

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“Piccolo Elefante nuotava sette bracciate di qua
e sette bracciate di là. E mentre nuotava, canticchiava”.

Piccolo Elefante va in Cina è un piccolo gioiello. A patire dal formato, per la casa editrice che lo ha portato in Italia, OrecchioAcerbo, per la traduzione di Carla Ghisalberti.
Ma andiamo con ordine, quello che vi presentiamo oggi è un albo dal tocco orientale ………..

Di Sesyle Joslin (autrice della serie dedicata al Piccolo Elefante) con illustrazioni di Leonard Joseph, entrambi vincitori in Italia del Premio Andersen 2015 per il miglior libro per la fascia 0/6 anni.
Questa è una storia piena di tenerezza e divertimento, dove i protagonisti, nei loro dialoghi divertenti, raccontano un po’ di Cina e sperimentano, insieme con i piccoli lettori, le prime parole in cinese, ma sopratutto con uno sguardo pieno di tenerezza, esplorano quel percorso di crescita verso una sempre maggiore autonomia di un piccolo elefante in cui può riconoscersi ogni bambino.

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Dedicare tempo a un bambino, dedicargli un tempo di ascolto è richiesto quotidianamente e ripetutamente ad ogni mamma, forse per reale disinteresse e noia verso un gioco che già conosce ogni bambino, come piccolo elefante, ricorre all’adulto avanzando le più svariate richieste.
“Mi annoio, cosa posso fare, ho fame…” oppure “giochi con me?”
Quest’ultima richiesta significa anche e soprattutto trovare soluzioni per stimolare la sua curiosità.
Non è un trucco, è saggezza e Mamma Elefante, gigantesca figura grigia in costume intero a grandi fiori, che indossa enormi quanto misteriosi occhiali da sole e un grande cappello di paglia, lo sa.

Piccolo elefante è in spiaggia, pantaloncino nero e maglietta a righe; un po’ fa il bagno, un po’ passeggia (a sentir lui in realtà sono anni che passeggia), un po’ si annoia. Chiede appunto, che la mamma risolva la questione e ottiene in cambio un’idea meravigliosa: scavare una buca che porti fino in Cina!!
Ma dov’è la Cina? Beh, dall’altra parte del mondo, ma scavando bene e a lungo ce la si fa ad arrivarci, a visitarla e anche ad assaggiare qualche prelibatezza.

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E voi siete mai stati in Cina?
Io no, però oggi ho imparato alcune altre parole essenziali senza le quali non potrei certo dire di conoscere il cinese: zuppa, formaggio, gelato, grazie e long (drago).

“L’ultima volta che ne ho sentito parlare la Cina si trovava dall’altra parte del mondo”

“Sul serio?” “In tal caso, tutto e tutti sono a testa in giù” aveva commentato il simpatico elefantino saltellando allegramente sulla calda sabbia.

“Oh, mamma Elefante, come fai a sapere così tante cose?
Dipende forse dal fatto che hai una testa così grande?”.

L’elefante aveva deciso di raggiungere il lontano Paese e..
“al mio ritorno ti racconterò tutto”.

Così, ben equipaggiato con Orso, paletta, occhialini da nuoto e cestino da pic nic in testa per viaggiare in incognito, qualche parola in cinese insegnata dalla mamma, strumento necessario per muoversi autonomamente in ogni luogo Piccolo Elefante parte per il suo viaggio dall’altra parte del mondo, dove sicuramente chi vi abita vive a testa in giù.

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Capita poi che scavando nella sabbia si trovano dei veri tesori, è capitato a tutti di trovare una monetina, anche Piccolo elefante ne trova una, proprio mentre sta scavando diretto in Cina, molla le operazioni di trivellamento della sabbia e corre a spendersi la monetina al miglior caffè del lungomare, sulla giostra e poi sul risciò…ma come, e la buca? E bè, se ne sarà dimenticato, la monetina ha aperto nuovi orizzonti e Piccolo elefante li ha varcati, i bambini, si sa, sono ondivaghi, seguono ogni stimolo.
E poi tornare, in spiaggia, laddove c’è un mondo che sta a testa in su e una mamma che lo aspetta sorridente e disponibile a viaggiare ancora assieme.

Certo ci vuole anche una mamma, o un papà, che lascino liberi di esplorarli, questi mondi!
Non so effetivamente quanti bambini posso contare su genitori che permettano loro di scavare una buca di sabbia tale da condurli dall’altra parte del mondo…in Cina, appunto 😉
Piccolo elefante questa mamma speciale ce l’ha, pronta ad ascoltare, a raccontare e persino a fingere di dormire e non accorgersi di nulla pur di lasciare tempo e spazio al suo Piccolo elefante in preda al gioco e persino alla noia…oltre che alla fame! ..e con quel “Ti aspetterò”  mamma elefante regala autonomia di pensiero e immaginazione, fiducia al Piccolo Elefante. Che, sebbene vada e torni nervosamente in cerca di rassicuranti informazioni, è pronto ad andare per il mondo o pensare almeno di poterlo fare.

Il testo è lungo e, sebbene il formato del libro sia piccolo, non pensate che si rivolga solo a bimbi piccoli, ne godranno molto anche i bambini di età scolare, oppure sarà una bella occasione di leggere a puntate, e i bimbi non vedranno l’ora! Garantito!!

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Piccolo Elefante va in Cina è una storia sull’uso dell’immaginazione, su come un cucciolo di qualsiasi razza, animale o umana che sia, possa farsi trasportare altrove dalla fantasia, dimenticando la noia e persino la fame famelica che attanaglia il Piccolo Elefante di questa storia.
Una storia sulla saggezza delle mamme, sul loro saper indirizzare i figli verso strade mai battute prima alla ricerca di nuove avventure ma, soprattutto, di loro stessi.

ZÀI JIÀN (zai jien) -> ARRIVEDERCI
Ma prima di ringraziarvi per aver letto assieme a noi di Piccolo elefante ricordate più spesso possibile che grazie all’immaginazione è possibile viaggiare ovunque la nostra mente desideri volare.

XIE’ XIE’ (sciè sciè) -> GRAZIE! ❤

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Piccolo Elefante va in Cina

Sesyle Joslin

io vado! di Matthieu Maudet

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Un piccolo pennuto esce dal suo nido ed esclama: “Io vado!“.
Mamma mia, che emozione!
Il piccolo di casa è pronto  per andare, ora che facciamo?

Eccolo fiero e determinato, dice “Io Vado!” a chiunque incontri: prima la mamma, poi il papà, la nonna, il nonno, gli amici. Tutti loro capiscono al volo a cosa si riferisce e nessuno cerca di dissuaderlo.

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Ed ecco allora che tutta la famiglia si mobilita, chi porta una cosa e chi l’altra..
si controlla se ha tutto quello che potrebbe servirgli.  La mamma si raccomanda di indossare un maglione perché potrebbe far freddo, il papà gli passa una torcia, se dovesse tornare tardi, la nonna gli offre biscotti, in caso gli venisse fame… Insomma non si sa mai, metti caso che gli venga freddo, fame, sete, caldo.. e se poi viene buio? 😉

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Il piccolo pulcino ascolta i consigli e accetta con felicità i doni, poi prosegue per la sua strada, lungo il ramo.
Alla fine il piccolo uccellino è carichissimo di cose e quasi fatica a tenerle tutte, sembra quasi che debba partire per il giro del mondo.
Dove sta andando?
Mi spiace, ma non ve lo dico!! 😛
Non posso togliervi il piacere di questa sorpresa! 😉

Io Vado, edito da Babalibri, e già apprezzattissimo da bimbi e genitori, uno di quei libri che è bello avere per ricordare che certe sfide vanno affrontate da soli, seppur con l’affetto e il sostegno di mamma, papà, nonni e amici 🙂
L’affetto e i consigli sono utilissimi, servono ad infondere coraggio ai bimbi per portare avanti il loro piccolo grande proposito, proprio come per il protagonista.

Un albo cartonato, quadrato, robusto e maneggevole in grado di essere decisamente amato e apprezzato dai lettori più piccoli per le illustrazioni semplici, chiare e vivaci, ironiche e dirette, insomma, dobbiamo ammetterlo l’autore Matthieu Maudet affronta con una nuova chiave uno dei temi più ricorrenti nei libri per bambini piccoli..

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Questa volta non è però proposto come una guida per risolvere il problema o come una lezione al piccolo lettore.
Qui si gioca, si infonde coraggio a crescere,
si infonde coraggio per conquistare l’autostima,
si invita il bambino a provare, a fare da solo..
Ed il bimbo grazie alla chiarezza e alla semplicità delle immagini si rispecchia nell’uccellino e si sente incoraggiato verso il luogo di destinazione, meta che ha molto a che fare con i primi traguardi in merito di autonomia e controllo del corpo e del sè 😉

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Ci piace questo libro perchè mette in evidenza come il bambino, arrivato ad un certo punto della crescita, deve essere lasciato libero di prendere le proprie decisioni. E di essere responsabilizzato, in ciò, dai propri genitori.
Un atto di coraggio, che deve essere capito, non ostacolato.
Anche per questo motivo, Io Vado! è sì un libricino piccolo e maneggevole, ma diventa utilissimo per un momento delicato della crescita.
In ogni pagina c’è l’importanza dell’esempio,
c’è l’utilità dell’ironia
e c’è un messaggio importantissimo:
essere autonomi fin da piccoli è bello ed è una conquista che comincia già da quando…
Da quando si ha il “coraggio” di dire con tranquillità ed allegria
 “Mamma, IO VADO!” 🙂

Buona lettura con i vostri bimbi,
vi consiglio questo libro perché in poche parole, semplici e chiare, viene spiegato davvero tanto.
P.S. Preparatevi ad una allegra risata per il finale 😉

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Io vado!

Matthieu Maudet

La PAURA del mostro – Mario Ramos

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C’è sempre una età, un periodo nella crescita di un bambino,
in cui il piccolo deve affrontare la paura del mostro.

Del resto l’essere terrorizzati dal buio, che non permette di vedere e distinguere bene le cose, e dai mostri è un fenomeno molto frequente nei bambini tra i 2 e i 5 anni. Infatti è proprio a partire da questa età che essi sviluppano la consapevolezza del pericolo, che diventa così elemento della loro immaginazione.
Spesso a poco servono gli incoraggiamenti del tipo “Non preoccuparti, c’è qui mamma”.

Mario Ramos, uno scrittore Belga scomparso prematuramente nel 2012, ha scritto e illustrato una serie di libri proprio per esorcizzare questa paura, recentemente Babalibri ha pubblicato: “La paura del mostro“, un piccolo volume in cui con poche frasi e illustrazioni essenziali, avviene un capovolgimento dei ruoli.

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“Taddeo sei proprio adorabile” dice sempre la mamma.
E’ vero che sono adorabile.
E anche molto carino.
Un amore di bambino.
Mi piace, la sera, quando la mamma mi legge una storia.
Mi piacciono molto i suoi baci per dirmi buonanotte. E’ così dolce.
Non mi piace per niente, invece, quando mi ritrovo solo al buio perché sento sempre dei rumori strani.”

Queste le prime frasi che incontriamo leggendo “La paura del mostro“; come abbiamo detto, un racconto dedicato all’addormentamento della sera, un momento delicato per molti bambini.

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Nelle prime pagine del racconto i piccoli fanno la conoscenza di Taddeo, il presunto mostro verde. Scoprono che in realtà questo è un bambino come loro. Così osservano l’adorabile Taddeo mentre è occupato nei rituali che precedono l’andare a dormire.
Un attimo di suspense, i rumori sotto al letto ed ecco spuntare l’atteso “mostro”, che poi si rivela essere… una bambina!

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Eh sì, avete proprio letto bene, il personaggio del bambino buono ed impaurito che deve affrontare la notte con tutte le sue paure è rappresentato da un essere verde, dai connotati tipici del mostro.
Il mostro invece, quello che spaventa e disturba i sogni dei più piccoli, è rappresentato da una tremenda bambina bionda dispettosa, che alla fine ruberà un sorriso a chi legge, anche ai bambini meno coraggiosi 😉

Durante la lettura è bellissimo guardare i bambini, cogliere il loro stupore e loro espressioni.
Ma hai visto chi è il mostrooooo??? 😀 😀

La Paura del Mostro è un libro per bambini disegnato con tenerezza, scritto ironia e sorriso,
dove scopriamo che in realtà sono i piccoli mostri ad avere paura dei bambini.

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Nei mostri e nel buio i bimbi catalizzano e concentrano tutte le loro paure, il bisogno di essere protetti, ma anche di sentirsi forti e invincibili, e anche abbastanza… cattivi! Perciò in realtà le paure hanno un ruolo positivo. Tutto sta ad elaborarle e riuscire a tradurle in un modo di essere forte e coraggioso.
Come accade al piccolo Taddeo, che alla fine riesce a domare le sue paure.
Un felice epilogo che pone l’attenzione sul controllo emotivo, esperienza fondamentale dell’età evolutiva.

Inoltre mi piace ricordare, grazie a questo libro, che la paura del buio fa parte di un normale percorso di crescita e come tale va affrontato e condiviso insieme a mamma e papà, esorcizzando insieme la paura attraverso le favole e i giochi.

Buona lettura per crescere felici Leggendo!

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Mario Ramos

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