La mamma ha fatto l’uovo – Babette Cole

“Bene, è proprio ora di dirvi
come si fanno i bambini”
annunciano mamma e papà.

Una coppia di genitori bizzarra, una famiglia un po’ hippy e arruffata in un salotto disordinato e affollato: mamma, papà, figlio, figlia, cani, gatti e un numero imprecisato di altri animali, ma i primi a decidere di aprire un discorso chiesto e richiesto con infinita curiosità dai bambini.
Mamma e papà hanno deciso di raccontare ai loro due bambini “come nasce una nuova vita”.


Ma come iniziare il discorso?
La spiegazione comincia e vengono esaminate varie ipotesi:
le bambine si fanno con spezie e zuccherini, i bambini invece si impastano con chiocciole e lumache; oppure può capitare che certi bambini li consegnino i dinosauri tal volta può pure capitare di trovarli sotto una pietra; oppure possono crescere in vasetti dentro una serra o essere strizzati da tubetto di pasta per il culetto arrossato 😀

Infine la spiegazione più naturale arriva dal papà
la mamma ha fatto l’uovo sul divano…e oplà, eccovi qua!
Un disastro!
I bambini con la loro semplicità dirrompente scoppiano a ridere come matti!

Eh sì, dopo aver assistito a tutti questi racconti fantastici sulla nascita dei bambini, i due piccoli di casa, rovesciano i ruoli e prendono finalmente in mano la situazione, mettono i puntini sulle i, e cominciano a spiegare per davvero, per filo e per segno come nascono i bambini!

” A quanto pare voi non sapete
com’è che si fanno per davvero i bebè.

Qui ci vuole un bel disegno.”

Fratello e sorella si trasformano in maestrini e cominciano a illustrare, con figure colorate e stilizzate, tubetti da cui escono semi, corpi aggrovigliati in pose acrobatiche che cercano di unirsi nei modi più strambi: saltando su una palla, andando sullo skate, facendo la verticale.
Eccoli quindi che non solo spiegano di uova nella pancia della mamma e di semini nei testicoli del papà ma dedicano un intero disegno esplicativo alle varie divertenti posizioni per fare l’amore con piacere.

Forse e va bene così, anche loro sono un po’ confusi sull’argomento, ma sicuramente hanno capito una cosa importante: l’amore è un’attività felice!

Quando hanno iniziato a chiedervi spiegazioni più o meno articolate su come nascono i bambini e a interrogarsi sul rapporto intimo tra mamma e papà?
Come mai il bambino è entrato nella tua pancia mamma? E come uscirà?
Quali parole usare? Quanto dire? È meglio chiamare le cose con il loro nome oppure con nomignoli?

La mamma ha fatto l’uovo di Babette Cole, edito da Mondadori è un abo illustrato del 1993 che parla ai bambini di come nascono i bebè nella realtà,  in modo irriverente e provocatorio. L’autrice e illustratrice, Babette Cole, famosissima in Inghilterra e ha realizzato (prima di salutarci nel 2017) più di 150 picture books, da cui sono stati tratti anche cartoni animati di gran successo. Il suo stile è umoristico e divertito, sia nel disegno che nei testi, sempre pieni di originalità e allegria.
Considerata fra i tre primi autori mondiali per l’infanzia. Ha vinto tra l’altro la Kate Greenaway Medal, il più importante premio britannico per la letteratura infantile.

“Il lavoro di Babette Cole ha sempre spiccato per originalità, con storie sguaiate, irriverenti e divertentissime. Credo che la nostra generazione di autori abbia con Babette Cole un debito di riconoscenza.
Babette Cole è stata una pioniera. Scriveva e illustrava libri in cui le principesse portavano i jeans e andavano in motocicletta (Una principessa indipendente) molto tempo prima che la questione dei cliché sessisti diventasse di moda.”
Davide Calì

Babette Cole, venerata al di là della Manica, è considerata una dei maggiori protagonisti della storia dell’illustrazione per l’infanzia. I temi che ha trattato, con parole e figure, sempre con uno sguardo obliquo, sincero, irriverente, con lo spirito anarchico dell’infanzia, sono ancora oggi attualissimi, anzi – almeno nel nostro Paese – continuano a essere fonte di inesauribile polemica.
Proprio come per La mamma ha fatto l’uovo, ristampato recentemente, ma nel tempo ha ricevuto diverse critiche in Italia, dagli adulti che lo hanno preputato osceno, eccessivo ed inadeguato per i bambini.
Penso invece che sia un libro unico grazie allo spirito leggero e questo voler sottolineare lo spirito gioioso di questo gesto naturale d’amore tra mamma e papà e questo prendere in giro le bugie e il tergiversare dei grandi 😉

Cari genitori di tutto il mondo svegliamoci e prepariamoci ad essere all’altezza delle domande e soprattutto dell’ironia dei nostri figli! 😉
Buona lettura e buon divertimento in famiglia!

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La Principessa di Papà – Séverine Vidal

“Quando Stellina è nata, suo padre il Re
si è chinato per guardarla bene.
Ed è stato amore a prima vista
e per tutta la Vita.”

Il papà di Stellina, non è un papà qualunque, ma è un Re, il re dell’ansia…come molti papà che conosciamo 😉 Dal giorno in cui è nata, Stellina ha sempre il suò papà accanto che la segue passo passo e non permette che le accada nulla di male.


Il Re è capace di asciugare una pozzanghera per non far bagnare i piedini della sua principessa, di scendere in giardino e cacciare ogni ape, mosca o zanzara che potrebbero darle fastidio, soffia sulla minestra che scotta e toglie i semini dall’uva.

Per proteggerla, inoltre, il Re non permette a Stellina di uscire fuori dal castello, ma la bimba è troppo curiosa di vedere il mondo là fuori e, alla prima occasione, eccola in giro per il villaggio a passeggiare libera e strafogarsi di dolci.

“Un giorno Stellina si alza molto presto
e decide di uscire dal castello,
senza dire niente a nessuno.
Parte alla scoperta del mondo!”

È felice Stellina, un po’ stanca e con i piedini indolenziti, ma felice mentre gironzola curiosa tra le vie dela città. Ovviamente, nel frattempo, il Re è in preda all’ansia, ha smosso cielo e terra per ritrovarla e quando Stellina rientra al castello il Re non è affatto contento.
Stellina, con il suo entusiamo tipico e genuino dei bambini racconta al padre la sua meravigliosa giornata e lo invita ad accompagnarla la prossima volta.

“Ma io sono andata
a spasso per la vita vera,
per le mille vie del mondo!”

Chissà se papà ora sarà un po’ meno protettivo e apprensivo?
…che ne dite, riuscirà il Re a rilassarsi e a uscire a spasso con la sua bambina mettendo da parte le troppe ansie e paure?

La principessa di Papà di Séverine Vidal edito da Sinnos editore, racconta in modo giocoso, l’iperprotettività dei genitori verso i figli, una storia di quello che accade con molta frequenza al giorno d’oggi.
Il tono del racconto è leggero, con un pizzico di umorismo e scanzonato, mentre le illustrazioni di Claire Le Meil hanno uno stile pulito, esile quasi a sembrare un fumetto e si abbinano delicatamente al messaggio del libro 😉

Un libro davvero carino da regalare a tutti i papà alle prese con le prime richieste di uscita, i neo-papà e tutti i futuri papà!
Ma non solo! Alle bimbe questo libro piace molto, perchè vi ritrovano la sicurezza e l’amore paterno che tanto rassicura e da fiducia fin da piccole.
Eccole quindi che leggendo, sfogliando e ammirando le illustrazioni vedono in Stellina anche loro stesse, con quella voglia di un punto di riferimento sicuro ma allo stesso tempo con quel grande desiderio di essere già grandi e libere di fare e decidere.

Buona lettura!
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Le scarpe della Volpe – Cristiana Valentini

C’era una volta un bosco, due orsi,
un riccio e un coniglio con una scarpa.
O due scarpe?

Ma le scarpe sono due o solo una? E le volpi?
Cosa ne farà la volpe delle scarpe?

Sono tanti e bizzarri i misteri nel nuovo libro di Cristiana Valentini, amata autrice di Chissadove, e illustrato da Maria Moya, che ha già incantato tutti con il Domatore di Foglie, ovviamente non ci resta che scoprirlo e leggerlo insieme!

Le Scarpe della Volpe edito da Zoolibri a noi ricorda un wimmelbuch, sono un tipo particolare di silent book: quasi totalmente privi di parole, ma densamente popolati di particolari tra cui perdersi ed entro cui cercare e annodare storie. Non esiste una traduzione italiana di questa parola perché questi libri nascono e prolificano tuttora prevalentemente nella tradizione e nell’editoria tedesca, potremmo chiamarli “libri brulicanti” e così con alla ricerca di due scarpe rosse, o una? inizia la storia!

Il bosco, pagina dopo pagina, si anima velocemente: con due orsi, un riccio e un coniglio, uno scoiattolo, una volpe e due castori. E per ora è tutto normale 😀
Ma ci son le scarpe a complicare tutto.
Due scarpe rosse sembrano perdute, a volte contese, in alcuni momenti una da sola, in altri due. Ma se guardi bene non erano scarpe forse erano orsi.
Ma se guardi meglio ancora e non ti fai distrarre dalla domanda erano due le scarpe, ed erano rosse 😀

Grazie a questo gioco di ricerca e rincorsa ai particolari ne nasce sicuramente una particolare attenzione, questo andare correndo per tornare poi piano e sui propri passi;
quel cercare sempre qualcosa, tra le meravigliose illustrazioni ricchissime di dettagli e personaggi per allenarsi a ben guardare perchè dai piani stratificati di una illustrazione sempre qualcosa appare magicamente se non al secondo, al terzo sguardo a strapparci un gran sorriso di felicità e di meraviglia!

Il testo è proprio essenziale, poche righe per pagina giusto a porci delle domande e farci venire dei dubbi su cosa cercare e se stiamo cercando la cosa giusta!?! 😀
Ambientato sottoterra, sopraterra, in fondo al mare, su in cielo di giorno e di notte, dal basso come dall’alto, tra piccolissime foglie, in giro per le stagioni, l’occhio corre alla ricerca delle tante cose, dei mille particolari, delle micro storie all’interno della storia.
Non resta che seguirne una per poi saltare a quella accanto, ma anche così volendo il tutto si amalgama in un continuo brusio 😉


Maria Moya grazie alle sue coloratissime e dettagliate illustrazioni costruisce la storia proprio come in un wimmelbuch, un libro brulicante: illustra un grande albero e ci permette di guardarvi dentro mettendo in mostra gli scoiattoli che si inseguono tra i rami e il loro intenso lavorio, e le api ronzanti, gli uccellini appena nati all’ora del pasto, di bruchi variopinti che si incamminano chissà per dove, di uccelli canterini, e quelli che giocano.
Ooppure ci accompagna sott’acqua a scoprire il pesce che sta cucinando e i pesci innamorati… E poi, beh, basta lasciar correre libero l’occhio, laddove si posa lo sguardo prende vita assolutamente un nuovo racconto con questi simpatici e attivi personaggi che abitano il bosco.

Le scarpe rosse, sono a primo impatto e ad una prima lettura l’elemento di curiosità che ci porta dentro ad ogni pagina, perchè sono il particolare scomparso che passa di mano in mano, che raggiunge luoghi e personaggi inusuali per finire poi…non si può dire!
Ma questa è una storia che in realtà non si esaurisce, è talmente brulicante che alla fine che siano scarpe o calzini poco importa la ricerca può ricominciare e il racconto diventare infinito!

Ecco quindi che questo albo illustrato, Le Scarpe della Volpe ai bambini piace tantissimo!
Ogni pagina racconta un pezzo di questo bosco in movimento, ricco di particolari, dove l’occhio del lettore non riesce a stare fermo, gioca e rincorre gli animali che si contendono le scarpe rosse, torna indietro con le pagine perché forse qualcosa gli è sfuggito.
Nelle illustrazioni minuziose di María Moya, non c’è un vero e proprio protagonista; tutti hanno un ruolo e una piccola storia da raccontare, il punto di vista non si sofferma solamente sulle scarpe o su un particolare ma è rappresentato da uno spazio ampio che trasforma il piccolo lettore in un osservatore silenzioso o quasi 😀 di un bosco in fermento!

Un albo divertente, coinvolgente e ricco di nuove storie da inventare, adatto sicuramente anche per una lettura ad alta voce a piccoli gruppi 😉

Buona lettura e buona ricerca!
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La Conchiglia – Alex Nogués Otero

Si dice che poggiando una conchiglia all’orecchio,
si senta il mare. Sarà vero?

Pamela, è una bambina che passeggia lungo la spiaggia, quando avvista una grande conchiglia che solleva e appoggia all’orecchio, ponendosi la fatidica domanda: “Sarà vero che si sente il mare?”

Da questo gesto, apparentemente innocuo, si innesca un grande viaggio ambientato in mare, che vede coinvolti pirati e sirene, tempeste, capodogli e sottomarini; in una storia circolare che ritorna lì dove tutto ha avuto inizio: nella fervida spiaggia dell’immaginazione, dove ogni fantasia è libera di salpare in mare aperto…
…Così dal periscopio del sottomarino, si avvista una bambina seduta sulla spiaggia, che aveva una grande conchiglia poggiata all’orecchio..

Immersi in un mondo sempre più frenetico e fin troppo ricco di rumore, è importante fermarsi ad ascoltare la voce della propria “fantasia interiore“.
Esiste forse momento, musica migliore?!

Una delle parole chiave dell’estate, accanto al mare e ai libri, potrebbe essere La Conchiglia, proprio come l’omonimo albo del quale è protagonista la piccola Pamela scritto da Alex Nogués Otero e pubblicato in Italia da Coccole Books.

Silvia Cabestany, con le sue tavole variopinte, mostra al lettore tutto ciò che la bambina sente nell’eco della conchiglia, e lo fa con piglio avventuroso, all’insegna del movimento, sotto un cielo bianco di nuvole-pesce e ci invita grazie anche alla prevalenza di immagini sul testo, a chiudere gli occhi e ascoltare

E’ semplicemnte così, come ci avevano raccontato da piccoli, avvicinando una conchiglia all’orecchio, si può scoprire un mondo pieno di fantasia e avventura
La Conchiglia, è uno di quei libri che sanno di mare, salsedine e giochi estivi, ma soprattutto ha il potere di richiamare il sapore dei giochi di una volta, quando bastava la curiosità epidermica ad innescare avventure e storie.

Buona lettura!
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Il curioso caso del mammut scomparso – Ellie Hattie

È notte fonda, tutti dormono… O meglio, quasi tutti! Sì, perché Oscar, il bambino protagonista del libro Il curioso caso del mammut scomparso scritto da Ellie Hattie e Karl James Mountford edito da Sassi Junior, proprio a mezzanotte viene svegliato da strani rumori.

Comincia così un’avventura, un piccolo giallo che si svolge durante una notte all’interno del Museo di Storia Naturale e delle Curiosità, una storia capace di catturare i bambini e di condurli per mano fino all’ultima pagina, sulle tracce di Teddy, il fratellino che il mammut Timothy deve riacciuffare e riportare nella bacheca del museo, accanto alla sua mamma, prima che scocchi l’”ora X”.
Quello che segue è un tour di questo divertente museo durante l’ora magica, mentre tutti gli animali, i dipinti e i fossili esposti prendono vita.

Oscar e Timothy partono infatti all’inseguimento di Teddy, e l’inseguimento li porta… dritti dritti nel museo;

Non c’è tempo per perdere però!
Dove si sarà nascosto il piccolo Mammut?

Stanza dopo stanza i due amici lo cercano, nonostante qualche piccola tappa, ad esempio per mangiare una fettina di torta nel Mondo subaqueo dove è in corso una festa, o per prendere velocemente un tè nella sala dei dinosauri.

Questo è un museo che di notte prende vita, e in cui succedono tante cose affascinanti finché non scocca l’una, l’ora fatidica, e il museo cade nel buio e nel silenzio!

Il Curioso caso del Mammut scomparso, è un libro che non delude anzi, sin da subito coinvolge i bambini in un viaggio magico. Con semplicità è uno di quei libri che combina molto bene l’apprendimento e la narrazione di una simpatica avventura. Inoltre trovo veramente geniale l’ambientazione in un museo, per introdurre e far conoscere ai piccoli lettori le delizie dei musei!

Un libro adatto ai bambini indicativamente dai 5 anni, bambini che iniziano pian piano ad affacciarsi al mondo e sono pieni di curiosità e di voglia di conoscere; un libro da leggere, da guardare, da aprire, seguendo il filo della storia ma anche cercando di aprire e scoprire le tante finestrelle che movimentano ogni pagina, e che se talvolta nascondono uno snodo della narrazione, in altri casi propongono piccole notizie e affascinanti dati storici in grado di catturare l’attenzione dei bambini. 😉

Ad esempio lo sapevi che:
…il più piccolo libro del mondo è grande come la metà di un seme di papavero?!
Che… per confondere i predatori. I calamari cambiano colore o spruzzano il loro inchiostro?!
Che… la testa di un triceratopo adulto poteva misurare anche 2.5 metri. Come la metà di un’automobile?!

Bellissime le illustrazioni, tutte giocate sui toni un po’scuri e “notturni” dei blu e dei verdi, con tante piccole trovate che permettono ai piccoli lettori di soffermarsi a osservare anche i particolari; bella anche l’idea dei piccoli fumetti pronunciati dai “reperti” di animati del museo, e che strappano spesso un sorriso.

Insomma, un libro da leggere a più livelli, seguendo la storia principale ma anche gustandosi i piccoli testi di contorno.

Buona lettura…al museo! 😉
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Ufff… – Babalibri – Un libro scaccia noia!

I bambini di oggi troppo spesso hanno una routine piena di impegni e di imput, complice anche questo avanzare frenetico della tecnologia.
E se non si organizzasse alcunchè?
Se per una volta si togliesse ogni “attività tecnologica” e si lasciasse campo libero alla tanto temuta noia?
Beh, penso non accadrebbe assolutamente nulla di spiacevole, anzi!

“Che cosa fate bambini?” chiede il papà
Ci annoiamo!
Giocate a gatto e topo!
Non siamo nè gatti, nè topi!

Insomma, niente sembra smuovere la loro curiosità.
Ogni proposta è seguita da un sonoro « Ufff… ». Che noia!
Che noia. Che noia sta noia.

Quel sentimento che a volte prende i bambini e li rende apatici, molli, invertebrati, pigri come bradipi. Che fastidio questa noia che rende tutto piatto e poco invitante.
Cosa succede se a due cuccioli, viene tolto il videogames, si annoiano da morire?
Eh si! E’ proprio dura!
Niente ha attrattiva.
Nemmeno una bella giornata estiva, una corsa all’aria aperta, nemmeno la piscina che magari fino a poco tempo ha divertito!

…Ma a volte basta poco! Anzi pochissimo.
A volte basta un semplice e naturale “PROT” per trasformare una giornata noiosissima in puro divertimento. 😀 😀 😀

I protagonisti di questa NOIA sono Nuki e Tati e ci accompagnano in questo piacevolissimo libro: Ufff… di Claude K. Dubois edito da Babalibri.
Così semplice, ma così vero! Pagina dopo pagina racconta di due uccellini che sprofondano nell’apatia perché il papà li ha privati del giochetto elettronico che tanto li intratteneva per giocare fuori all’aria aperta. Ma Nuki e Tati non trovano proprio niente da fare là fuori e nonostante le tante proposte del papà, rimangono fermi a sbuffare, appoggiati a un ramo.


Da pigri irremovibili, grazie ad un piccolo rumore questi due fratellini ritrovano la loro vitalità bambina.
La noia di trasforma in divertimento.
Infondo cosa c’è di più vitale di una puzzetta?

Chi sarà stato?
Tra un “PROT” e un “BLUB” ecco che i tre uccellini iniziano a ridere e a divertirsi, e alla fine la giornata non è più così noiosa…

Che cosa fate bambini? chiede la mamma
Ci divertiamo!

Ecco la semplice conferma di come, il tempo libero è dunque quello in cui i bambini possono essere più creativi, possono scegliere da soli a cosa giocare.
E se all’inizio li vediamo annoiati non importa. Qualche cosa di certo scatterà a trasformare quella situazione di noia in un pomeriggio memorabile.
Forse tra una risata e l’altra qualche bambino potrebbe scappare …PROT! 😉

Claude K. Dubois, autrice e illustratrice belga, con questi piccoli e annoiati protagonisti, ci insegna come piccoli imprevisti possano portare a un’esplosione di energia e divertimento, sconfiggendo così la noia e la pigrizia.


Un libro tenero, anche nel formato compatto, con tenere e delicate illustrazioni ci riportano calde risate, ma soprattutto ricorda come non sia affatto necessario trovare a tutti i costi un modo per placare la noia!
La noia porta infatti i bambini a una realtà concreta e serve alla loro crescita.

Buone letture tra la noia e le risate!
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Buffa Bestia – Mon Daporta

Questo piccolo albo dalle pagine cartonate si apre con una strana figura ovale, grigia su sfondo scuro.
Cosa sarà?
La curiosità dei piccoli lettori viene messa alla prova già dalla prima pagina.
La voce narrante ci dice, poi, di averla trovata sotto il letto.

ED ECCO CHE, appena girata la pagina LA MAGIA HA INIZIO…

Alla figura uovo iniziano a sbucare due piedini, una coda lunga e stretta e due mani “con le dita secche secche”;
e via così, pagina dopo pagina, aiutati anche dal testo, la figura assume contorni sempre più definiti fino ad avere le sembianze di un topolino!

Ma ancora qualcosa non va: il topino è a testa in giù!
Giunge allora l’esplicito invito a girare il libro e seguire il flusso delle parole scritte.
Finalmente il piccolo topino ci appare nella sua forma corretta.
Ed ecco che un fulmine lo colpisce e gli sradica le orecchie, poi “atterrito chiuse gli occhi, e li tenne stretti stretti.” Insomma, nel corso della nuova storia che si dipana davanti agli occhi, l’animaletto perde di nuovo tutti i suoi pezzi….ma niente paura, la storia ricomincia (o va avanti..) grazie al moto circolare creato dalle frasi che si susseguono senza mai interrompersi.
Davvero divertente vedere i bambini che, tenendo stretto tra le mani il libricino dalle pagine spesse, aspettano il momento della storia per capovolgerlo e ricominciare il racconto, ancora, e poi ancora una volta!
Arrivati in fondo infatti, la freccia invita il lettore a girare il verso del libro e a leggere una nuova storia
(o la continuazione?).
Buffa Bestia è un libro-gioco decisamente fuori dal comune quello che viene proposto da Mon Daporta e Oscar Villan.
Poche pagine, poche parole e un’unica illustrazione che si arricchisce di nuovi dettagli o si sgretola a seconda di come la si legge. Il testo, adattissimo anche per una lettura a voce alta, ritmico, allegro e misterioso.
Un andamento in tondo che si ripete senza fine, e che piace molto ai più piccini!
E’ la magia della buffa bestia!

Buffa Bestia di Daporta e Villán edito da Kalandraka è molto più di un semplice libro!
E’ tante cose insieme: è un gioco sorprendente, un bell’oggetto da toccare, una storia senza fine, un racconto esilarante di un destino forse agghiacciante?!…
Come spesso accade nella vita, è quasi sempre un fatto di prospettiva.
La realtà può essere letta da diverse angolazioni e rivelarsi ogni volta differente.

Consigliato dai 2-3 anni, in particolare ai bambini che amano gli animali, le forme, e l’esplorazione dei libri in più direzioni… 😉

Buone letture dritte e al rovescio! 😉

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Buffa bestia

Mon Daporta

Una Zuppa di Sasso – Babalibri

Non è certo una ricetta, ma molto di più, è una piccola lezione di vita…
Una zuppa di sasso è una storia di furbizia, fiducia, amicizia, condivisione, curiosità.

Nel mondo della letteratura per bambini c’è una piccola e sempre spalancata finestra, che fa vedere storie e fa crescere, anche chi è già grande.
Una zuppa di sasso è un racconto per bambini scritto e illustrato da Anaïs Vaugelade, edito da Babalibri

“È notte. È inverno. Un vecchio lupo si avvicina al villaggio dove vivono gli animali”.

Inizia così la storia in cui un lupo affaticato arriva in un villaggio portando in spalla un sacco bianco. La prima casa che incontra è quella della gallina.
Il lupo bussa e la gallina apre la porta e lo fa entrare. Non solo, la coraggiosa pennuta gli mette subito a disposizione la pentola che lui chiede per cucinare la sua zuppa sul camino. Poi, un po’ sorpresa da quello strano ingrediente con cui il (teoricamente) il feroce abitante dei boschi vorrebbe preparare la sua zuppa, gli suggerisce di aggiungere del sedano.
Il suggerimento è accettato, e così in pentola finisce anche questo ingrediente.
Preoccupati per aver visto il lupo entrare nella casa della gallina, pian piano arrivano gli altri abitanti del villaggio: il maiale, il cavallo, l’oca, la pecora e il cane. Ognuno sospettosissimo nei confronti del lupo.

Ma,  appena entrati in casa, la tensione si stempera e la prevenzione nei confronti dello sconosciuto vien meno. Non solo, ogni nuovo arrivato offre anche un nuovo ingrediente da aggiungere alla zuppa. Alla fine si ritrovano tutti attorno al tavolo a chiacchierare da buoni vecchi amici.

“Come è bello essere tutti insieme! Dovremmo organizzare delle cene più spesso.” dice la gallina.

Una Zuppa di Sasso prende spunto da una vecchia storia popolare, è di una bellezza strabiliante.
Perché ti aspetti qualcosa che non succede, e ti sorprende, perché fino alla fine sei convinto che accada… e non accade. Se un lupo nel cuore della notte bussa alla porta della gallina noi immaginiamo un solo possibile epilogo. E sbagliamo.
Non è facile vedere oltre le apparenze e non avere preconcetti, per noi però, non per i bambini. 😉

Dall’ambiguità e dalla tensione delle prime scene la storia passa a una surreale e calda cordialità: attorno al fuoco in attesa che la zuppa sia pronta, gli animali hanno ormai abbassato ogni difesa nei confronti del lupo che, anzi, è al centro dell’attenzione di tutti, affascina e racconta.
La zuppa è pronta, il sasso chiaramente si rivela solo un espediente, nulla ha a che vedere con la riuscita della zuppa, eppure, una volta consumata, il lupo ci tiene molto a riporlo nel suo fagotto.

…il lupo va via, con il suo sacco con dentro il sasso e lascia la casa della gallina. Quando questa chiede se tornerà, il lupo rimane in silenzio, e poi va via. E’ quasi certo che il lupo in effetti non torni dalla gallina, e dopo il punto dell’ultima pagina, l’autrice decide di illustrare un ultimo pezzo della storia, o meglio, di una “prossima” storia.
Si vede il lupo davanti la porta di un’altra casa e, un nuovo amico ad aprire, curioso e spaventato proprio come lo era stata la gallina prima di lui.

Questo testo, seppur molto conosciuto, ha sempre un grande fascino e la cosa che mi piace sempre tanto – e che ritrovo ogni volta che lo racconto – è la bellezza dello stare insieme:
la preparazione della zuppa di sasso, che nessuno conosce e ha mai assaggiato, non è altro che un “pretesto” per far riunire gli animali e riscoprire il piacere della compagnia altrui. Il porcello prima, poi il cavallo e l’oca, la capra, la pecora e il cane: tutti questi animali che si ritrovano a condividere la zuppa a casa della gallina, porta alla zuppa qualcosa in “più”.

Credo che la chiave di lettura di questo testo sia racchiusa proprio in questo:
come nella vita, ogni individuo è portatore di ricchezza, della propria ricchezza, che è sempre diversa, anche se di poco, da quella dell’altro!
E’ proprio grazie alla diversità di punti di vista che prende forma l’arricchimento: ogni persona che incontriamo ci offre un pezzo di sé ed è grazie a questo sé che viene allontanata la solitudine fisica e mentale.
La morale insegna che quando la curiosità vince sulla diffidenza può serbare piacevoli sorprese.

Il sasso poi quale elemento più povero e insignificante?
MA proprio da un semplice sasso si può creare qualcosa di incredibilmente buono: non solo una zuppa deliziosa e saporita ma anche una serata piacevole e… inaspettata.
Perché basta poco, anche meno di un sasso, se c’è la collaborazione di tutti.

Nell’attesa di sapere cosa succederà nella prossima casa in cui si presenterà, ai piccoli lettori (ma anche a noi genitori) resta questo bellissimo invito, riflettere su quante belle cose e quanti incontri interessanti si possono perdere se si vive in balia di preconcetti e prevenzioni.
Ci si può perdere, per esempio, un’ottima zuppa di sasso!

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Come me – Fuad Aziz

“Mor gioca da solo e, a volte, suona un bidone
che prima conteneva petrolio.
Le sue piccole mani rimbalzano veloci
battendo un ritmo magico.”

Questo straordinario libro illustrato di Fuad Aziz ci parla di amicizia e di accettazione di se stessi, ma ci parla anche di macchie… le macchie di un ghepardo che era triste. Come Me, è edito da Artebimbi, che ha questo suo magico modo di introdurre i bambini all’arte, nonché alla lettura, nonché alla voglia di cultura, nonché alla curiosità, alla scoperta,  all’immaginazione.

Si sà quanto una forte amicizia possa lasciare tracce indelebili, più di qualsiasi colore: è questo che imparano Mor, un bambino che abita in un piccolo villaggio dalle case colorate vicino alla savana e un ghepardo triste e solo senza macchie. Loro sono i protagonisti di una storia semplice e intensa, immersi nella meravigliosa savana africana.

“…e si accorge che l’abbraccio
l’ha reso come il piccolo ghepardo:
Felice e pieno di Colore.”


L’autore Fuad Aziz è un autore iraniano che ha lasciato il suo paese e da anni vive in Italia. Da sempre affezionato ai temi dell’educazione interculturale, il suo è un tratto che unisce alla freschezza dei colori le forme e le fisionomie di mondi lontani. La bellezza dei suoi libri sta nella capacità di raccontare con poche parole sentimenti e vissuti  universali, capaci di toccare anche il cuore di bimbi molto piccoli.

La semplicità dei suoi lavori, sa racchiudere in sé la complessità della vita ed i grandi temi che la attraversano. Ed è proprio questa la caratteristica dei veri Artisti: la capacità di coniugare discorsi complessi in modo semplice e comprensibile a tutti. Le fiabe ed i racconti che scrive e illustra, sono attraversati da una vena di poetica tenerezza che li rende speciali ed unici. Si tratta di semplici episodi di vita quotidiana con protagonisti bambini e animali, che lasciano in chi legge emozioni profonde e durature. Tutto questo è ancora più prezioso se pensiamo alla situazione del suo paese, dove per un artista è davvero difficile esprimersi a causa della situazione di guerra e dittatura di cui non si riesce a vedere la fine.

Questo libro, nasce anche in versione Kamishibai.
La parola é giapponese (Kami=carta + Shibai=teatro), che si può tradurre come “rappresentazione teatrale di carta” – ed è una valigetta di legno, nella quale vengono inserite tavole illustrate di cartone, grandi circa come un foglio A4, che su un lato hanno un’immagine, sull’altro il testo della storia da leggere.

Pensa, che sembra che le sue origini siano legate ai templi buddisti del XII secolo d.C, nei quali le immagini in sequenza sarebbero state utilizzate per la prima volta dai monaci per raccontare al popolo analfabeta storie religiose ricche di insegnamenti morali, e che poi sia rimasta nelle tradizioni del Giappone per secoli, vivendo il suo momento di splendore negli anni fra il 1920 ed il 1950.
Artebambini – per primi hanno importato questo piccolo gioiello anche in Italia – viene sopratutto utilizzato nei nidi e nella scuola dell’infanzia.
La tecnica, in effetti, è perfetta per catturare l’attenzione dei più piccini: le immagini sono grandi, perciò offrono uno stimolo visivo importante, e l’abilità del narratore nel leggere la storia scorrendo le tavole una dopo l’altra aiuta a tenere alto l’interesse anche nei bimbi che ancora non hanno un alto livello di concentrazione.
Credo che le potenzialità del Kamishibai non si limitino alla narrazione e che questo strumento possa essere utile per intrattenere in modo costruttivo bambini di ogni fascia d’età! 😉
Scopri QUI i vari Kamishibai

Inoltre leggendo il libro Come Me, la meraviglia nasce naturalmente e si rimane a bocca aperta quando ci si rende conto che si può leggere questa storia guardando anche solo le illustrazioni e senza sapere nulla di Africa, poetica, retorica, critica, testo, contesto e via dicendo … perché queste illustrazioni sono dei quadri nei quali ci si può immergere e perdere, da grandi o da piccini.

Buona lettura!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo Qui:

Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto?

“Dove si è cacciato il mio orsetto?” chiede la bambina tornando da scuola.
È sparito! E subito si mette a cercarlo, bussando a tutte le porte del palazzo.
Man mano che sale fino all’ultimo piano, la piccola fa incontri straordinari, nuove amicizie e vede le cose più curiose. Ma il suo orsetto?

Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto? di Kaori Takahashi, pubblicato da Donzelli Editore, non è un semplice libro, è un libro gioco, è un’avventura che si costruisce mattoncino dopo mattoncino.
Infatti questo stupendo libro gioco, è originale già dalla forma perchè da chiuso, richiama la forma di un mattoncino e, da aperto, offre la visione completa di un palazzo a più piani composto da ben 21 pannelli!

I bambini ne rimangono totalmente affascinati, sopratutto appena capiscono la struttura insolito di questo libro, da aprire e letteralmente “spiegare”, o srotolate. Eh già, questo sembra proprio un libro-mattoncino che si apre progressivamente e cresce in un’alternanza di tavole colorate e in bianco e nero; cresce fino a costruire l’interno di questo palazzo dove si muove la piccola protagonista che, non trovando più il suo amico peluche, in cucina e nella sua stanza, decide allora di cercarlo fuori, impegnandosi in una lunga ricerca che la porterà a scoprire le case dei suoi vicini, mondi per lei sconosciuti a pochi passi da sé.

Dov’è orsetto? È qui il mio orsetto?
È la domanda che, con piccole varianti, rivolge dapprima a se stessa e alla sua mamma, e poi ripete via via ai vicini che abitano ai piani superiori dell’edificio.
Le basta percorrere poche rampe di scale per trovarsi in realtà che appaiono lontanissime, in cui si riversano alcuni aspetti del carattere e delle passioni di chi abita quelle case.
Al primo piano viene accolta in una casa piena di libri, e poi in una, già più insolita, con tante piante e addirittura un albero in salotto. Chi la abita ha decisamente il pollice verde.
Sale al secondo piano, bussa alle due porte che incontra. Trova una casa con tante fotografie in fase di sviluppo; quasi sicuramente la abitano due fotografe.

La bambina, sempre accompagnata dal suo gatto – a cui via via si sono sommati altri piccoli strambi compagni aggregatisi casa dopo casa, come traccia degli universi appena incontrati – continua la sua ricerca piano per piano, bussando con determinazione ad ogni porta.
L’onomatopeico “Toc Toc!”, si ripete e annuncia ogni volta un nuovo incontro.
Tra il terzo e il quinto piano si troverà in una casa- giardino, abitata da una famiglia di cervi; in una casa-acquario, con tanto di balenottera; conoscerà una bambina della sua età che arriva da un paese lontano; e poi c’è un Babbo Natale in incognito, fuori stagione 😛

Al di là delle porte di questo alto edificio la bambina non troverà il suo orso, ma tante sorprese che l’arricchiranno.
Arrivata poi finalmente al terrazzo, finalmente dopo tanto cercare…… potrà riabbracciare il suo Orsetto (anche se, a guardare con attenzione, un indizio lo si poteva cogliere già nelle primissime pagine)… …e via di corsa giù per le scale, scendendo rampa dopo rampa con orsetto, il gatto e le altre strane figure a corredo, fino al pian terreno, lì dove tutto era iniziato.

Se siete abituati a leggere i libri sfogliando una pagina dopo l’altra, decisamente Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto? rivoluzionerà la vostra prospettiva. La sua originalità, infatti, sta proprio nel percorso di lettura.
Comunque anche in questo caso la struttura “a ripetizione” fa pieno centro, ma cosa ancora più importante incuriosisce e diverte un sacco i bambini, sia nella lettura che nel richiuderlo per riporlo nella sua confezione, non richiede abilità particolari e i bambini, dai 3-4 anni in su, possono farlo tranquillamente da soli 😉

Toc! Toc! un bellissimo libro-gioco da regalare!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo QUI:


Toc! Toc!
Kaori Takahashi

La Mucca che Voleva imparare a Volare

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Tina ha un sogno: volare!
La protagonista è Tina, una mucca molto speciale, curiosa, che vuole sapere tutto di tutto e si fa sempre venire in mente idee geniali.
Peccato che le sue sorelle le trovino un po’ ridicole e senza senso, loro se ne stanno rinchiuse tutto il giorno nella fattoria a mangiare erba.

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Finché un giorno Tina, in una delle sue escursioni nel bosco, non incontra un simpatico drago vegetariano che propone di impartirle delle lezioni di volo.
Neanche a dirlo, Tina ha sempre desiderato volare ed è determinata a realizzare il suo sogno!
Ma ne sarà capace?
E le sue sorelle continueranno a trovarla un’idea sciocca?

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La Mucca che voleva imparare a volare è un libro per stimolare autostima, immaginazione e determinazione dei piccoli lettori, trasmette ai bambini una delle lezioni più importanti:

i sogni possono essere realizzati
e nessuno ha il diritto di decretare il contrario.

Sopratutto ad accomunare una mucca che vuole imparare a volare ai bambini è sicuramente la curiosità!
Questo libro è per chi cerca una storia simpatica ma carica di significato, con illustrazioni coloratissime che catturano vivacemente l’occhio.

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La Mucca che Voleva imparare a Volare con la sua semplicità introduce temi importanti: come il credere in noi stessi e perseguire sempre i nostri sogni.
Piace molto ai bambini che sognano grandi voli da un albero all’altro, ma sopratutto li aiuta stimolando la loro autostima e la determinazione!
Perchè, come ci insegna Tina, alla fine nulla è impossibile,
se si crede fermamente in quello che si desidera!
😉

…e poi non si sà mai, chissà forse il nostro sogno diventa anche il sogno di qualcun’altro… 😉

Buona lettura, per crescere sognado e leggendo ❤

La mucca che voleva imparare a volarare

Gemma Merino

Una Scatola GIALLA

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“Che cosa c’è nella scatola, in quella gigantesca scatola che il pilota ha trasportato all’aeroporto?
“Ci sarà un elefante”, pensa il comandante,
e con grande attenzione carica la scatola sulla sua nave.

E’ così che inizia il misterioso viaggio della scatola gialla, ma poi improvvisamente succede che..

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La nave balla e traballa, grandina sulla scatola, e la scatola scricchiola, e poi si spacca.
E dentro la scatola? C’è un’altra scatola!
Che cosa c’è nella scatola, in quella enorme scatola che il comandante ha scaricato nel porto?
“Ci sarà un rinoceronte” pensa il macchinista, e con grande attenzione carica la scatola sul suo treno.
Il treno balla e traballa. Il vento soffia nelle fessure della scatola che scricchiola, scricchiola, e poi si spacca.
E dentro la scatola? C’é un’altra scatola!”…

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Di viaggio in viaggio ognuno prova ad indovinarne il contenuto e si passa, diminuendo il volume della scatola, da un elefante ad un rinoceronte, da un leone ad una scimmietta, per concludere, ultima ipotesi, con un gattino.

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Ma attenzione, non c’è niente di tutto ciò (almeno in apparenza… 😉 ) ma soltanto un fischietto, impugnato con decisione dalla destinataria.
La bambina si pone quindi in paziente attesa…

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E qui, non posso aggiungere altro, per non sciupare la sorpresa di un finale intrigante, dal preciso e lieve tocco surreale. Il testo è una sorta di fresca cantilena, assai ben tradotta, e ricca di efficaci ripetizioni che hanno il compito di attirare l’attenzione del piccolo lettore e di coinvolgerlo in un gioco di anticipazioni.
Una scatola Gialla è un’opera dal meccanismo ben attivo, capace di tenere vive attenzione e curiosità.
Ogni pagina scandisce e rinnova l’eccitazione per un contenuto immaginato ma non disvelato ed il gustoso colpo di scena finale, cosa che personalmente apprezzo sempre molto quando in una storia non restano elementi irrisolti in quanto gratifica la tenacia del bambino che non si è perso d’animo, compensando pienamente il precedente attimo di delusione. 🙂
D’altra parte, ben lo sappiamo come le attese e soprese sono un miscuglio irresistibile per i piccoli – e grandi – lettori.

Ecco perchè Una Scatola Gialla, mi riporta al momento dello scarto dei regali durante le feste di compleanno dove i bimbi sono spinti dalla foga e dalla curiosità di aprire il pacchetto successivo…
E poi, si sa, il gusto di aprire qualsivoglia regalo, scartare quel pacco colorato e spesso misterioso si trasforma in un gioco senza età. Avete mai provato ad osservarvi in questa scena?

Il libro nasce in Olanda ed è opera di un giovane autore, Pieter Gaudesaboos.

E’ doveroso sottolineare che alla fine del libro trovano posto altre proposte di gioco, di “lavoro” e di indagine fra le pagine, ben pensate e per nulla banali.
Un’opera piacevole, bellissima ed elegante anche dal punto di vista grafico con il suo formato quanto mai stretto e lungo le doppie pagine si presentano a noi con sintetiche panoramiche fra imbarcazioni,  boschi,  stazioni, fino a giungere la casetta della piccola protagonista.
Dimenticavo: il testo è opportunamente scritto in stampatello maiuscolo. Un ulteriore elemento che, assieme alle dimensioni, lo rende perfetto per una lettura a due.

Insomma un libro da amare perchè nel suo lungo viaggio ci fa sognare e ci dona un momento magico da passare insieme.
Età consigliata: dai 3 anni
Puoi acquistare il libro qui:

Pieter Gaudesaboos