Con te stesso

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Per poter negoziare con gli altri, è necessario trovare prima un accordo dentro di noi.
La filosofa Elena Pulcini ci spiega come realizzare un “collage” armonico tra i differenti io che ci compongono…

Se non siamo capaci di trovare un accordo interiore tra le diverse parti che ci compongono, difficilmente saremo in grado di negoziare in modo autentico con l’altro. Per mediare tra più parti, infatti, è prima necessario sviluppare la capacità di riconoscerle, negli altri, certo, ma soprattutto dentro di noi. Chi è disposto a guardare dentro di sé in profondità, senza giudizio, può arrivare a conoscere cosa desidera realmente. E, quindi, confrontare i propri desideri con l’altro per trovare un equilibrio. Molti di noi, invece, non sanno o non desiderano riconoscere alcune parti di sé nel tentativo di compiacere la società, di farsi accettare dalla famiglia o dal partner. Ma che tipo di equilibrio potremmo raggiungere con l’altro se prima non permettiamo alle nostre componenti più autentiche di emergere? Abbiamo rivolto questa domanda alla filosofa Elena Pulcini, grande conoscitrice delle emozioni umane.

Dare a se stessi il giusto valore
L’importanza di fidarsi delle proprie capacità per negoziare efficacemente.

La troppa autostima e la troppo poca sono due facce della stessa medaglia: una può portare alla megalomania, l’altra alla depressione. Tutti noi siamo compresi in questa tensione, in questa forbice, e qui dobbiamo cercare la definizione della parola valore, mediando e negoziando.

* Se per valore intendiamo l’affermarsi, la ricerca dell’ammirazione dell’altro, o l’imporsi, siamo sulla strada del narcisismo, dell’eccesso, facilmente vittime dei desideri altrui, delle proiezioni della società, delle aspettative e, nello stesso tempo, rischiamo di usare gli altri in maniera strumentale per raggiungere i nostri scopi di potere, compiacendo chi ci è utile e sottraendoci a chi ci pone sfide. Questa è la strada sbagliata.
* Se invece consideriamo il valore come consapevolezza della nostra unicità, della nostra autenticità, allora non deve mai mancare: è quello che permette la ricerca dei differenti sé, la loro armonizzazione e, di conseguenza, l’incontro con l’altro.

Il primo negoziato è con se stessi: è la ricerca di un sempre nuovo equilibrio tra la propria verità e l’ascolto dell’altro. Il primo aspetto ha a che fare con l’autenticità, che non è necessariamente coerenza, quanto piuttosto la disponibilità ad aderire a tutte le parti che compongono il sé, anche quelle meno desiderabili e meno ammirevoli. Ognuno di noi, infatti, è costituito da un insieme complesso di parti diverse, positive e negative: più vengono riconosciute e più concorrono a creare quell’unità, quella coesione che ci “tiene insieme”, ci rende unici e ci permette, poi, di negoziare con l’altro.

Conoscere se stessi

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Quando tutto è conosciuto, nulla è ancora conquistato. Puoi sognare, volare, viaggiare, avere e possedere molto, ma la polvere resta polvere e tutto prima o poi svanisce.

La PERMANENZA, l’ETERNO e l’INFINITO sono le segrete Verità che porti nel petto. Ritrova la tua Co-scienza perduta. Sali oltre la mente comune e fonditi con TESSERE di SEMPRE: c’è una Coscienza in te, un Potere, lo stesso Potere che si sforzava di lottare nel pesce, nell’anfibio, nel dinosauro, nell’uccello, nel mammifero e ora in te.

Non ci sono più conquiste da fare nel mondo, l’avventura è DENTRO di TE, la libertà è dentro, lo spazio è in te, il tempo è in te, lo Spirito è in te. La scoperta suprema è che TUTTO È IN TE, “TU SEI LUI”, “TU SEI QUELLO”. Realizza questa Coscienza e sarai la FORZA che ha generato i Mondi: l’AMORE.

Vivi dentro, non essere sconvolto dalle circostanze esteriori, perché nel fondo, al centro e alla sommità dell’essere esiste una Verità Suprema, una Luce Eterna, indipendente dalle circostanze di nascita, di paese, di ambiente, di educazione, origine e causa del tuo divenire, è ciò che decide il tuo destino. In questa Coscienza ti devi unire.

Gregg Braden: sentimento, pensiero ed emozione

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“…Come cambierebbe la nostra vita se scoprissimo
di essere nati col potere di far regredire le malattie?

O se potessimo scegliere la pace nel mondo, l’abbondanza
nella nostra vita e per quanto tempo vogliamo vivere?”

Non so se riesci a sentirla, ma c’è nell’aria un’energia che ci porta pian piano sulla strada della consapevolezza e che ci fa riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda…Eppure non siamo semplici osservatori di ciò che ci accade. Anche inconsapevolmente noi partecipiamo con le nostre credenze, convinzioni e aspettative.

La nostra limitazione sta nel modo in cui concepiamo noi stessi in un mondo dove tutto cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ecco come Gregg Graden ci definisce queste tre comuni parole Sentimento, pensiero ed emozione, con una nuova consapevolezza

Definizione di Sentimento:

Un pensiero privo di emozioni che lo alimentino e solo un pensiero – non è né buono né cattivo, né giusto né sbagliato. Di per sé ha ben poco effetto su qualsiasi cosa e consiste nell’immaginare una possibilità che resta all’interno della mente: il seme di ciò che potrebbe realizzarsi, sospeso nel tempo – innocuo e relativamente privo di potere.

Un pensiero privo del carburante emotivo che lo porterebbe in vita prende il nome di desiderio. Anche se ben intenzionati, probabilmente i nostri desideri hanno poco effetto sul corpo umano o sul mondo – finché non li risvegliamo.

Quando fondiamo i nostri pensieri della mente con la forze delle emozioni che emanano dai nostri centri energetici inferiori, noi creiamo dei sentimenti. Quindi, un sentimento rappresenta l’unione fra ciò che pensiamo, e il carburante dell’amore o della paura che nutriamo verso quel pensiero.

Naturalmente, sebbene esistano solo due emozioni di base – l’amore e la paura – noi possiamo provare una gamma infinita di sentimenti. Ne sono esempi l’ira, la compassione, il furore, la gelosia, la gratitudine, l’incredulità e la tranquillità, per nominarne solo alcuni.

In termini ingegneristici, essi sono una forma di energia che funge da vettore. In altre parole, li troviamo là dove si svolge l’azione, e sono realmente in grado di raggiungere dei risultati! I nostri sentimenti possono cambiare il mondo.

Definizione di Pensiero:
Il pensiero è associato ai tre centri energetici superiori del nostro corpo, i chakra collegati alla logica e alla comunicazione. Se l’emozione può essere considerata come una fonte di energia, il pensiero invece è il sistema guida che la dirige, focalizzandola attraverso specifiche modalità. Quindi, nonostante i nostri pensieri siano importanti, hanno poco potere in sé.

In termini ingegneristici, possono essere concepiti come energia scalare (una forza potenziale) che interessa una situazione possibile, anziché come vettore di energia (una forza reale) di qualcosa di concreto che ci sta accadendo nella vita.

Questo cuscinetto di protezione impedisce a ogni pensiero che ci attraversa la mente di trasformarsi in realtà. Come indicano le seguenti statistiche si tratta di un fattore positivo.

Alcuni anni fa la National Science Foundation ha riferito che la persona media formula circa 1000 pensieri l’ora. A seconda del fatto che ci si possa considerare o meno dei “pensatori profondi”, si possono avere tra 12.000 e 50.000 pensieri al giorno.

Per curiosità, talvolta chiedo ai miei amici e colleghi di dirmi cosa stanno pensando. Scopro così che molti dei loro pensieri riguardano cose di cui preferirebbero non parlare e che vorrebbero tenere per sé! Fortunatamente per noi, la maggior parte dei pensieri che ci passano per la mente rimangono proprio questo: brevi occhiate sfuggenti su cosa potrebbe essere, cosa potrà essere, o cosa è stato.

Definizione di Emozione:

I tre chakra inferiori della creatività sono comunemente associati alla nostra esperienza delle emozioni. Quando pensiamo a questi centri come a pura energia, essi rappresentano le uniche due emozioni di base di cui siamo capaci nella vita: l’amore e qualunque cosa concepiamo come il suo contrario.

Per quanto di primo acchito questa definizione possa suonare strana, fra poco ci mostrerà che la gioia, l’odio e la pace, che in passato forse reputavamo emozioni, in realtà sono sentimenti che derivano dal loro uso.

Tutti abbiamo fatto esperienze di amore nella nostra vita. E poiché tutti siamo unici, anche tali esperienze lo sono state. Quindi, quando si parla del contrario dell’amore, esso può avere significati diversi a seconda delle persone. Per alcuni è l’esperienza della paura; per altri può trattarsi di quella dell’odio. A prescindere da come la chiamiamo, però, quando arriviamo alla nuda essenza degli insegnamenti più profondi, l’amore e il suo opposto sono in realtà due aspetti della stessa cosa, due polarità della stessa forza: l’emozione.

L’emozione è la fonte di energia che ci sospinge in avanti nella vita. L’amore o la paura sono la forza motrice che ci proietta attraverso i muri della resistenza e ci catapulta al di là delle barriere che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi, sogni e desideri. Proprio come la forza di qualunque motore va imbrigliata per poter utilizzare, così anche il potere dell’emozione deve essere canalizzato e focalizzato, per poterci servire nella vita. Quando non abbiamo una chiara direzione, le nostre emozioni possono diventare dispersive e caotiche. Tutti abbiamo conosciuto il dramma e il caos che spesso accompagnano le persone che interagiscono con la loro vita solo su queste basi.

Sebbene queste due emozioni rappresentino una fonte di potere nella vita, chiaramente può trattarsi di una benedizione a metà. Le nostre emozioni possono cioè servirci, oppure distruggerci. Quale delle due esperienze facciamo, dipende dalla nostra capacità di imbrigliarle e di dar loro una direzione. E qui entra in scena il potere del pensiero.

Tratto dal libro  La Guarigione Spontanea delle Credenze  di Gregg Braden


Gregg BradenLa Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze


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Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.
La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Saper perdonare

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Alcune situazioni ci fanno soffrire e ci sembrano imperdonabili, anche se sono causate da persone care. Tuttavia, bisogna saper perdonare, per ritrovare la serenità interiore.

Cos’è il perdono?
Quando un uomo perdona un altro uomo, si libera delle emozioni negative che provava nei confronti di chi lo ha offeso. Tuttavia, una delusione, una grande umiliazione, un tradimento sono difficilmente perdonabili. Atto di coraggio per alcuni, o di debolezza per altri, il perdono riesce a rompere il legame con la persona che amavamo. Un legame fatto ormai di risentimento, d’amarezza e di odio… Saper perdonare, quindi, vuol dire voltare questa dolorosa pagina, senza amarezza. E significa anche accettare gli errori altrui. Se si pensa che tutti possono sbagliare, diventa impossibile odiare l’altro e si arriva addirittura, in alcuni casi, ad ammettere di avere una parte di responsabilità in quello che è successo. Saper perdonare significa, quindi, dare prova di grande tolleranza e apertura mentale, ammettere l’errore dell’altro, e accettare che questa persona ci ha fatto soffrire.

Perché perdonare?

Perdonare non significa dimenticare, e nemmeno capire o scusare un difetto o un atto che ci ha ferito; si tratta ancora meno di un favore che si concede “al colpevole”, o di un modo perché lui possa stare meglio e ricominciare!

Alcune buone ragioni per perdonare:
– Saper perdonare può essere un atto un po’ egoista, che si fa per se stessi, per sentirsi più leggeri e felici. Perché si sa: l’odio o la volontà di vendetta ci impediscono di dimenticare e, alla lunga, demoralizzano.
– Saper perdonare, vuole anche dire perdonare se stessi e uscire da uno stato d’insofferenza per riprendere le redini del proprio destino. Perdonare permette di togliersi un peso, liberarsi di un passato che ci opprime, recuperare la propria autonomia.
– In alcuni casi, il perdono può portare a una riconciliazione, prendendo le distanze dagli eventi che ci hanno offeso. Il perdono serve semplicemente a farci capire che non serve a niente rimproverare, ma si deve piuttosto prendere atto per andare avanti.

Le grandi tappe del perdono
Il perdono a volte è lungo e doloroso, e passa attraverso varie tappe:
La consapevolezza: ti hanno fatto del male e inizi a prenderne coscienza. Alcuni soffrono e rimuginano in silenzio, altri scelgono di sviluppare strategie diverse, razionalizzano l’accaduto, o rifiutano di accettare l’evento.
I rimproveri: hai scelto di prendere coscienza delle cose ed esprimere la tua rabbia e la tua indignazione. Questo è un passaggio doloroso ma importante per trasformare, in seguito, l’energia negativa in positiva. Esprimere l’odio e l’amarezza che provi, quindi, è necessario. Capita spesso di provare una vera e propria antipatia per la persona che ci ha ferito, il che a volte aiuta a superare la prova, ed è normale. Invece, è preferibile non rivedere la persona che ci ha offeso, almeno nei primi tempi. L’ideale è parlare ai propri cari di ciò che succede per scaricare le emozioni negative e,  ricevere consigli.
Relativizzare: in seguito arriva il periodo cerniera, durante il quale si fa una specie d’inventario. S’inizia a riconsiderare l’evento che ci ha ferito e s’impara a relativizzare. L’importante è prendere le distanze da quello che è successo, evitando di sentirsi in colpa.
Il perdono: bisogna accettare questo passaggio doloroso e uscire dal ruolo di vittima. Un’amica che ti ha tradita, un familiare che ti ha fatto del male, un uomo che ti ha abbandonata… riuscirai a perdonare solo a due condizioni: se non proverai più rancore nei confronti della persona che ti ha offesa, e se ti sentirai pronta a riprendere le redini della tua vita e ad andare avanti.

A volte il perdono può renderti più forte.

Devo perdonare tutto?
Non si tratta di sapere cosa si deve o non si deve perdonare, ma di capire se si è capaci di farlo. E’ tutta una questione di comprensione e di definizione del perdono.

Libri consigliati per il Perdono:


Gerald Jampolsky

La Forza del perdono

L’amore può salvare il mondo, il perdono può guarirci


Un messaggio semplice, diretto al cuore del lettore, che porta all’apprendimento del perdono di se stessi, del prossimo e della vita anche se deludente. Un’opera “positiva”, che non si sofferma sulle conseguenze nefaste del rifiuto del perdono, ma propone storie vere di piccoli e grandi miracoli suscitati da un atteggiamento di apertura all’amore.

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Come giungere alla chiarezza degli intenti

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La maniera per definire l’Obiettivo Principale della propria Vita è semplice, ma importante.

Comportatevi nel modo che descrivo.

a. Mettete per iscritto una frase chiara e accurata contenente  lo Scopo che vi prefiggete nella vostra esistenza, firmandola e mandandola a memoria.
Poi ripetetela oralmente almeno una volta al giorno anche di più se potete. Ripetetela continuamente.

b. Scrivete un piano preciso e organizzato con cui intendete iniziare a conseguire il vostro obiettivo principale. Deve includere la scadenza entro cui realizzarlo; non dimenticate però di inserire anche la definizione di ciò che siete disposti a dare in cambio del successo. Ricordate che non esiste qualcosa che si possa ottenere gratis, che tutto ha un prezzo, da pagare in anticipo in un modo o nell’altro.

c. Fate in modo che il vostro piano sia abbastanza elastico da permettere certi cambiamenti tutte le volte che desiderate apportarli. Rammentate che Dio, che opera in ogni atomo della materia e in ogni essere, animato o inanimato, potrebbe suggerirvi un progetto di gran lunga superiore al vostro, qualunque esso sia. Perciò siate sempre pronti a riconoscere e adottare tali progetti superiori che potrebbero venirvi in mente.

d. Non divulgate l’Obiettivo principale della vostra vita e il piano per conseguirlo, se non in rapporto alle informazioni che potrebbero servirvi per migliorarlo e metterlo in pratica.

Tratto dal libro:



Napoleon Hill

La Chiave Principale della Ricchezza

Preparare la mente ad accogliere le 12 richezze della vita

Gribaudi Edizioni
ISBN: 8871527909

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