Case straordinarie – Cècile BECQ

Avete mai sognato di visitare la tana della famiglia coniglio, lo chalet di Babbo Natale, il nascondiglio delle fate o il palazzo delle sirene?

Case straordinarie ci apre la porta per entrare in un mondo fantastico, anzi tanti mondi fantastici, per la precisione 11. Il piccolo lettore si trova a sbirciare ed esplorare case di personaggi appartenenti al mondo delle fiabe, delle leggende, degli animali, degli insetti.

Toc toc toc! Entrate pure…
In copertina, una porta semi aperta rivela in anteprima i personaggi che abitano le Case straordinarie di Cécile Becq, illustratrice e pittrice francese.
Una raccolta di abitazioni immaginarie e di cittadine incantate nelle quali brulicano personaggi minuti e bizzarri perlopiù conosciuti dalla tradizione ma rivisitati con originalità dal tenue tratto dell’autrice.
Uno splendido albo dal formato importante con tavole, indipendenti dal filo narrativo, infatti possono essere lette senza un preciso ordine ma restano connesse dalle simpatiche “fughe” che alcuni personaggi fanno dal loro habitat a quello che segue.

Tra i funghi si nascondono le fate, lo sapevate che sono il loro nascondiglio preferito?! Vivono tutte insieme in armonia con gli animali tra un balletto e un volo si confondono con le loro amiche lucciole
«Un mirtillo di qua…
una foglia di là…
è facile nutrirsi quando si è una fata»

Vi è mai capitato di non ritrovare una piccola cianfrusaglia?! Beh forse è stata recuperata, aggiustata e montata da una piccola comunità che vive nascosta dietro ai muri, loro non buttano niente, anche una tazza può diventare una vasca! Sono i minuscoli (umani piccolissimi), amici dei topolini, vivono tutti insieme in una tana piena di cianfrusaglie che usano proprio come oggetti di arredamento. Hanno, però, un nemico, il gatto.
«È un ingegnoso bazar dove anche i topolini si sentono a casa»

E sotto al letto chi ci vive?!
Vi dico solo che mentre dormite, sotto il letto potrebbe esserci una vera e propria città, scintillante e viva come Las Vegas 😀

E se andiamo nel lontano Polo Nord scopriamo pure lo chalet di Babbo Natale! Folletti indaffarati a cucinare e a costruire giocattoli, lavorano sodo, ma sempre in allegria.
«Tutto l’anno i folletti si danno un gran daffare per il grande giorno»

Il viaggio continua, fin nelle profondità del mare, per arrivare al magnifico palazzo delle sirene.
Qui tra coralli, anemoni fosforenscenti, tutto è musica, danza e gioia!

Tutte le 11 case illustrate a tutta pagina, sono introdotte da un breve testo in alto a sinistra e all’interno delle illustrazioni sono presenti delle altre piccole note di testo che aiutano a indirizzare lo sguardo, invitando a fare attenzione ad alcuni particolari e raccontando delle micro-storie all’interno della vita di ogni casa.

Case Straordinare di Cécile BECQ edito da Giralangolo è un albo illustrato davvero meraviglioso, incoraggia i bambini a descrivere le numerose scenette presenti nelle varie ambientazioni. Gli occhi che vanno su e giù, poi a destra e a sinistra, sono intenti a curiosare tra le situazioni buffe, non così poi lontane dalle loro esperienze quotidiane 😉

Le tavole illustrate piene di particolari ricordano le illustrazioni dei Wimmelbuch (i libri tedeschi di sole immagini). Le pagine brulicano di scene e azioni, il testo è formato da poche righe affinchè sia il piccolo lettore libero di descrivere e raccontare ciò che vede.
Per rendere il tutto ancora più divertente e accativante l’autrice ha pensato di arricchirlo anche con un doppio gioco la cui regola è indicata prima che inizi la lettura: cercare una buffa rana che si nasconde in ogni abitazione e scovare l’inquilino della casa precedente che è andato a finire nella casa dei vicini (quindi nella doppia pagina successiva alla sua) 😀
Case straordinarie non limita i bambini ad una lettura veloce, con una fine, ma li porta ad una lettura-osservazione più attenta e impegnativa. I tanti particolari non vengono notati e colti al primo sguardo, è come uno scovare e notare di volta in volta cose nuove che prima ci erano sfuggite.
Così il libro risveglia la curiosità e fa venire voglia di immaginare ogni angolo, ogni dettaglio della decorazione. Ogni pagina sarà l’occasione per raccontare storie, inventare scene, dialoghi tra piccoli soggetti ricchi di fascino. Ogni casa offre un abbondante universo immaginario popolato da creature soprannaturali e talvolta divertenti che rallegrano davvero!

Piacevole, divertente! Un maxi libro perfetto per tutti i bambini curiosi 😉
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Magia in Azione

Credo che la vera essenza della PNL possa essere capita leggendo attentamente queste frasi tratte da  “Magia in Azione” di Richard Bandler.

“La cosa più importante è l’atteggiamento. Senza l’atteggiamento corretto e senza sistemi di credenza, state soltanto pronunciando parole, non state facendo PNL.

Questo atteggiamento è facile da descrivere: si può fare tutto. Se ne siete convinti, potete smettere di pensare a che cosa è possibile e cominciare a scoprire che cosa si può fare.

Perciò, quale che sia il problema che avete davanti, due sono le opzioni: o ce la fate o ancora non ce la fate, perciò comincerete a cercare ciò che vi serve per renderlo possibile.

Non appena ritenete che qualcosa possa essere fatto, gli dedicherete la vostra migliore attenzione, e troverete gli strumenti e le competenze necessarie per farlo accadere”.

Ho letto ben quattro volte questo splendido libro e tutte le volte che lo riprendo in mano, resto meravigliato dalla capacità che ha, questo passaggio, di spiegare l’essenza della Programmazione Neuro-Linguistica.

E’ questa parola, “Atteggiamento”, la differenza tra chi parla di Pnl come se fosse una moda e chi, pratica la Pnl come un vero e proprio stile di vita.

E Tu cosa ne pensi?
Cambiamento e cura delle fobie con la programmazione neurolinguistica

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La magia della programmazione neurolinguistica sta nei suoi rapidi risultati, che sfatano l’opinione comune che il cambiamento debba essere lento e doloroso; infatti, se una persona riesce a costruirsi qualcosa di tanto complesso come una fobia o una coazione, può certo imparare a usare quella stessa capacità per affrontare le situazioni in modo diverso.

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Anthony Robbins, il potere delle tue parole

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Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Kennedy, Winston Churchili, Martin Luther King? Tramite la forza delle loro parole, questi uomini colpivano non solo me e te, ma intere nazioni e, perfino dopo le loro morti, le loro parole continuano a toccare gli altri.
Qualche volta, ti sei mai fermato a pensare al potere che hai per ispirare o deprimere te stesso, semplicemente con le parole che tu usi abitualmente? Le parole sono elevanti o devastanti? Sfociano in speranza o disperazione? Una delle più grandi scoperte che puoi fare sta nel potere che hai di cambiare immediatamente il tuo stato d’animo, da un momento all’altro, semplicemente selezionando con consapevolezza le parole che utilizzi per descrivere come ti senti.

Le parole hanno il potere di iniziare le guerre o creare la pace, distruggere rapporti o rafforzarli. La nostra percezione delle cose nasce dal significato che noi diamo alle cose stesse. Le parole che tu selezioni consciamente o inconsciamente per descrivere una situazione, immediatamente cambiano cosa questa significhi per te e quindi come ti senti. Se descrivessi a te stesso un avvenimento come devastante, ti sentiresti diverso da come ti saresti sentito descrivendolo come un po’ deludente? C’è una differenza di intensità di emozione tra descrivere qualcosa come un grande problema o una piccola sfida? Se tu descrivessi una tua convinzione a me e io ti dicessi che ti stai sbagliando? Che hai torto? Peggio ancora, se io scegliessi le parole “stai mentendo”? Questo influenzerebbe il nostro rapporto?

Tanti anni fa feci una scoperta che ha cambiato la mia vita per sempre. Ero ad una riunione con due miei soci, quando arrivò una notizia che sicuramente avrebbe portato conseguenze negative per tutti noi. Però ognuno di noi ebbe una intensità emotiva diversa in proposito. Inoltre, non potevo non notare i modi diversi con cui descrivemmo come ci sentivamo. Io ero “arrabbiato”, un altro era “fuori di sé” e il terzo era soltanto “scocciato”. Ricordo di aver pensato “che parola idiota per descrivere una tale situazione!”. Io non ero mai seccato. Interessante: non sentivo mai questa emozione e non usavo mai quella parola per descrivere come mi sentivo. Cominciai a domandarmi, “se si adottasse un’altra serie di parole, si potrebbero trasformare le matrici emotive?”

Basandomi sul meeting sopra indicato, mi impegnai per dieci giorni ad utilizzare questa sciocca parola – “seccato” – e ad usarla in qual-siasi situazione in cui di solito avrei detto di essere “arrabbiato” o “furibondo”. I risultati erano sconvolgenti. Soltanto cambiando la parola che usavo abitualmente per descrivere i miei sentimenti negativi, abbassavo subito la loro intensità. Dire “questo mi secca parecchio” ruppe la mia matrice. Presto cominciai con altre parole, come ” stai iniziando ad infastidirmi”. Puoi immaginare cosa significhi dire una cosa del genere a qualcuno con cui sei in collera mantenendo una faccia seria?
Seleziona una parola che usi abitualmente per descrivere i tuoi sentimenti negativi e trova una parola alternativa che romperà il tuo schema, o almeno abbasserà la sua intensità.

Semplicemente cambia il tuo vocabolario abituale – le parole che usi regolarmente per descrivere le tue emozioni e sensazioni – allo scopo di cambiare subito come pensi, senti, vivi. Questo è uno degli strumenti più potenti per cambiare la vita di chiunque in un attimo.

La maggior parte di noi non è consapevole della selezione delle parole che usa abitualmente per descrivere il proprio modo di vivere. Spesso abbiamo adottato delle parole per descrivere le nostre emozioni senza mai pensare all’impatto potenziale che avranno su di noi o altri. Queste parole diventano una parte del nostro vocabolario quotidiano e veramente formano il modo in cui ci sentiamo nella nostra vita.
Per esempio, molti usano abitualmente delle parole come “umiliazione” o “depressione” per descrivere quasi qualsiasi esperienza sgradevole. Dici qualcosa che non apprezzano e sono umiliati /depressi. Metti in dubbio un loro punto di vista e sono umiliati/depressi. Tutto li umilia o li deprime, perché essi legano queste parole a quasi ogni esperienza. E’ di grandissima importanza espandere il tuo vocabolario emozionale cosicché le parole che selezioni producano l’effetto emotivo che desideri e meriti.

Quanta importanza ha la lingua nel formare la nostra esperienza di vita? E’ assolutamente fondamentale. Detto semplicemente, le parole che leghiamo alla nostra esperienza diventano la nostra esperienza.

Quali saranno le parole che hanno la più grande influenza su di te? Saranno parole affettuose? Epiteti? Esclamazioni? Esagerazioni?

La maggior parte della gente ha un vocabolario di poche migliaia di parole. Quando si pensa che la lingua inglese, la più ampia del mondo, contiene circa 650,000 vocaboli, vuole dire che un parlatore inglese utilizza mediamente press’a poco solo il 2 % delle sua lingua! Peggio ancora è che la maggior parte della gente abbia circa solo una dozzina di parole, forse un massimo di 20 per esprimere le proprie emozioni. E di queste, di solito la metà – o di più -sono negative.
Quante sono le parole che usi abitualmente per descrivere come ti senti, a te stesso o a qualcun altro? Quante potresti scriverne adesso?

Le persone con vocabolari poveri conducono vite impoverite. Persone con vocabolari ricchi hanno una tavolozza piena di colori diversi che possono utilizzare per dipingere le loro esperienze di vita, non solo per gli altri, ma anche per loro stesse.
Che cosa potresti fare oggi per espandere la tua “tavolozza delle emozioni”? Quali sono le parole positive ed emozionalmente edificanti che potresti aggiungere al tuo vocabolario abituale? Se usassi queste parole spesso, quanto più divertente potrebbe essere la tua vita?
Chi conosci che conduce una vita straordinariamente felice o appassionata? Quali sono le parole che usano abitualmente per descrivere l’esperienza delle loro vite e a cui potresti ispirarti, adottando così alcune delle loro matrici emozionali?

Hai deciso che è ora di usare lo strumento del Vocabolario di Trasformazione per sostituire le tue abituali parole che indeboliscono, con altre più ispirate?

Fai il seguente esercizio:
1)  Scrivi tre parole che usi spesso quando ti senti male.
2)Mettiti in uno stato giocoso, perfino esagerato. Fai il brainstorming per trovare parole nuove che rompano la struttura, o almeno abbassino la tua intensità emotiva. Scegli parole che sono talmente sciocche, strane o così fuori posto che rompono il tuo impeto negativo e creano un senso di divertimento. Uno dei motivi per cui adesso sostituisco “infastidito” o “seccato” con “arrabbiato” è perché queste parole sembrano così ridicole dette con una faccia seria.
Dobbiamo sempre abbassare l’intensità delle emozioni negative? Certo che no; tutte le emozioni umane hanno il loro posto. Qualche volta, per esempio, certe persone hanno bisogno di sentirsi arrabbiate allo scopo di creare abbastanza motivazione su se stesse per compiere un cambiamento. Ciò nonostante, non vogliamo accedere ai nostri stati più negativi ed intensi come prima azione da fare, quando non servono, non sono necessari, o sono poco appropriati.

Il traguardo è di sentire nelle nostre vite, sempre più abitualmente, meno dolore e più piacere.

Da Passi da Gigante di Anthony Robbins

passi gigante Chi è Anthony Robbins? Una storia per riflettere... accettazione

Piccoli cambiamenti per fare una grande differenza

365 lezioni quotidiane nella gestione di noi stessi: piccoli cambiamenti per fare una grande differenza.
Basato sulle migliori tecniche e strategie offerte nel libro Risveglia il Gigante che è in te, il Formatore motivazionale numero uno al mondo – Anthony Robbins – offre ispirazioni, piccole azioni ed esercizi che faranno fare grandi passi in avanti alla qualità della tua vita.

Dalla semplice abilità di prendere decisioni ai più specifici strumenti che possono ridefinire la qualità dei tuoi rapporti personali, finanziari, di salute ed emotivi, Robbins dimostra come ottenere i risultati migliori con il minimo investimento di tempo.

Passi da Gigante di Robbins è il piano fondamentale di gioco per la vita. È un manuale interattivo, carico di emozioni, per raggiungere il successo sia personale che professionale”.

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Conosci te stesso

crescita-interiore

Conosci te stesso” era scritto all’entrata del tempio di Apollo a Delfi. E’ l’invito che rimbalza vivace senza trovare risposta fino ai nostri tempi, domanda spesso dimenticata, trascurata ma sempre viva e potente.

Sono immenso, contengo moltitudini, mi contraddico” scrive Walt Whitman, tracciando in un solo verso il manifesto di quella spinta umanistica che vivificherà, anche dopo di lui, la psicologia. Poeta e scrittore americano dell’800, di lontana origine olandese, Whitman è un cantore della libertà; pone l’essere umano al centro della sua indagine e della sua poesia e così facendo offre una delle più belle tracce di lavoro sull’eterna questione messa in gioco dalle filosofie di tutti i tempi.

C’è chi arriva a porsi la domanda “Chi sono io?” per curiosità, chi per l’ambiente culturale in cui cresce e chi per disperazione, quando rimane l’unica cosa in grado di risollevare e riorientare lo sguardo dopo una delusione, dopo la scoperta di non essere eterni e onnipotenti oppure di non poter basarsi sulla pubblicità in tv per fare progetti per la propria vita.

Quello che oggi in psicologia si chiama “crescita personale” è semplicemente questo, affrontare la domanda “chi sono io?” con l’obiettivo di portarla – aperta – sempre con sé, senza affrettarsi a dare risposte facili e sicure, destinate immancabilmente a rivelarsi incomplete e insoddisfacenti. Non è facile rispondere perché ricchi, molteplici e in continua evoluzione siamo, e in questo Whitman, da buon introspettivo, come tutti i poeti, ha visto giusto. Come fare allora per rispondere all’appello della vita che molti sentono, prima o poi, di mettere in viaggio – metaforicamente parlando – alla ricerca di sé?

La prima cosa, ed è ancora la filosofia greca a dare il “la”, è quella di riconoscere di non sapere ancora chi siamo – “sapere è sapere di non sapere” dice Socrate –  e di mettersi in ascolto pazientemente, umilmente quasi, mettendo da parte tutte le idee preconcette che abbiamo di noi stessi, quello che vorremmo essere, quello che gli altri vorrebbero che fossimo, quello che pensiamo di essere e quello che gli altri pensano che siamo, per aprirci invece a una pacata osservazione di cosa siamo effettivamente, momento per momento.

E’ una ricerca lunga, è un puzzle pluridimensionale quello che dobbiamo costruire raccogliendo frammenti di sensazioni, emozioni, pensieri, desideri, aneliti, valori, ideali sino a comporre un’immagine rappresentativa di questa complessità, in cui non esiste nulla che sia bello o brutto, giusto o sbagliato, ma in cui con occhio imparziale, dobbiamo imparare a riconoscere tutte le diverse sfumature che fanno parte di quel mondo intero che chiamiamo “io”. Un mondo che si rivelerà difficile da descrivere, proprio come un pianeta come il nostro, come la Terra, è difficile da raccontare e ci vogliono interi atlanti, con diverse tipologie di mappe per poter dare un’idea della sua complessità.

Non ci sono scorciatoie per la crescita personale, bisogna conoscersi a poco a poco e cominciare a percorre e a piedi le diverse strade del “pianeta che siamo” per sperimentarci nella pratica e raccogliere informazioni su ciò che ci piace, ciò che ci riesce meglio, ciò che desideriamo, ciò che possiamo e ciò che temiamo, per mettere in luce i nostri punti di forza e riconoscere i nostri limiti, decidendo quando oltrepassarli per sfida e quando accettarli con tolleranza.

E’ un lavoro da esploratori conoscere se stessi, E’ un lavoro da svolgere su due diversi fronti, uno esterno e uno interno. All’esterno, guardando ciò che diciamo e facciamo, notando come gli altri interagiscono e reagiscono a ciò che diciamo e facciamo; all’interno – e questo è ancora più difficile – facendo bene attenzione a ciò che sentiamo fisicamente, ciò che proviamo emotivamente e anche a quali pensieri stiamo ospitando e coltivando. Anche il viaggio più lungo inizia col primo passo, scrive Lao Tzè, quindi, taccuino alla mano e sguardo attento, con un po’ di tempo ogni tanto per riflettere sui dati raccolti. Buon viaggio!

Marcella Danon

fonte: http://www.lifegate.it

Compralo su MacrolibrarsiUna guida per ritrovare dentro di sé il senso dell’esistenza, percepire le proprie potenzialità, manifestare la propria scintilla, creare il proprio destino, realizzare se stessi. In una parola: vivere.