L’amore è molto di più

UN SENTIMENTO CHIAMATO AMORE

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Come è capitato ad ognuno di noi, quando il bambino entra a far parte della famiglia, impara rapidamente che cosa significhi l’amore per i genitori; egli riceve un’enorme quantità di messaggi disorientanti e sovente contraddittori su ciò che viene considerato un comportamento accettabile o discutibile, e ben presto capisce quali atti suscitino il sorriso e quali la disapprovazione. Piuttosto precocemente, dunque, si deduce che l’amore da parte dei genitori è qualcosa che ci si guadagna mediante un comportamento corretto. Tale schema viene spesso rafforzato dall’istruzione religiosa, attraverso la quale si apprende come ottenere l’amore di Dio attraverso opere buone. Pertanto il piccolo si impadronisce delle regole del gioco (come conquistare l’approvazione ed evitare il biasimo), oppure rifiuta radicalmente la prassi e gli viene pertanto attribuita una cattiveria intriseca.

Tuttavia l’amore non consiste nell’approvazione. Se il benessere affettivo dipende sempre dal giudizio e dall’approvazione altrui, ci ritroviamo prigionieri di un ennesimo sistema chiuso, in cui siamo costretti a reprimere noi stessi per conquistare l’amore.
Inoltre, se si pensa di aver bisogno di approvazione per sopravvivere, come pare dimostrare il rapporto con i genitori, si provano ostilità e risentimento crescenti verso coloro che si desidera compiacere. In tal modo si vengono sempre ad odiare le persone di cui si ritiene di avere maggiore bisogno.
Pertanto, il gioco dell’approvazione-disaprovazione non è che una variante del gioco necessità-obbligo, ovvero compiacere e fare di tutto per mostrarci meritevoli d’amore, in modo da obbligare il prossimo ad amarci e magari indurlo a pensare che con le nostre richieste e necessità, gli siamo indispensabili.
L’amore è molto di più che ottenere approvazione, sebbene questa sia sovente il risultato naturale di un sano rapporto affettivo.

ESERCIZIO N. 1

Tracciate una linea verticale su un foglio bianco, dividendo la pagina a metà. In testa alla colonna di sinistra scrivete: “I pensieri di mia madre sull’amore erano…”, e in testa a quela di destra: “I pensieri di mio padre sull’amore erano…”; quindi osservate tali annotazioni.
Tentate di capire quale sistema di convinzioni sull’amore avevano i vostri genitori, cercando di non fare loro torto, e cominciate a rimuovere i pensieri negativi accogliendo al tempo stesso quelli positivi. Osservate quali sentimenti tale operazione suscita in voi.

Tratto da: Bob Mandel – La terapia dell’amore

Kathleen Keating

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Come un drago, l’amore è un magico paradosso. A volte feroce. A volte tenero. Sempre misterioso.
I gesti d’affetto non dipendono infatti da quanto facciamo, ma da quanto amore scorre in ciò che facciamo. Quindi siate amore, costruite amore. L’amore è il modo in cui è iniziata la nostra vita. E questo è il nostro destino: amare, essere amati e aggiungere amore al mondo in cui viviamo.
Questo è quindi un libro per tutti giovani e anziani, innamorati e non, colleghi, amici, in famiglia, utile tra coloro che sono legati da parentela o da gentilezza, o anche semplicemente con qualcuno che sta passando attraverso il nostro cuore.
Imparando a praticare la “terapia dell’amore”, impareremo anche a riceverla. Perché ricevere è dare. Dare è ricevere.
Osservate il vostro amore che cresce: dunque creda nell’energia trasformatrice dell’amore, può essere un “terapeuta dell’amore”.

La gioia naturale della nuvola bianca

Essere gioiosi, felici, è la condizione naturale del nostro essere.

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Come conseguenza del massiccio bombardamento di regole, convenzioni e indottrinamenti cui siamo quotidianamente sottoposti tale stato dell’essere inizia a venir meno sin dai primi anni di vita, mentre parallelamente si formano strati su strati di condizionamenti, pregiudizi e false credenze che impediscono alla nostra anima di respirare.

Noi abbiamo familiarità esclusivamente con la felicità e l’infelicità legate all’ego. Abbiamo perduto la capacità di godere della gioia naturale, appagante, stabile, che è parte integrante del nostro essere.
Conoscendo unicamente tale tipo di pseudo-felicità – una sorta di euforia, di eccitazione passeggera – l’uomo non può far altro che tentare di procurarsene in misura sempre maggiore. Ma questa felicità, oltre ad essere soltanto un sottoprodotto della vera gioia, è anche unita indissolubilmente al dolore: se la tua gioia dipende dall’approvazione degli altri, la loro disapprovazione ti renderà triste: sarai semplicemente un inerme burattino di cui gli altri tireranno i fili.
La chiave risiede nel rinunciare deliberatamente a tale genere di felicità legata all’ego per ritrovare, attraverso una profonda comprensione, la gioia che ci appartiene per diritto di nascita, quella indipendente dal giudizio altrui, e da cui soltanto la mancanza di consapevolezza ci separa.

Pur se ad uno sguardo disattento può apparire una scelta illogica, essendo l’unica forma di felicità da noi riconosciuta come tale, dovremmo compiere ogni sforzo per tentare di conseguire un atteggiamento di indifferenza al giudizio positivo degli altri (allo stesso tempo giungerà anche l’indifferenza al giudizio negativo). In seguito al raggiungimento dell’indifferenza al giudizio altrui, sorgerà di nuovo in noi la gioia naturale di cui è costituita la nostra essenza. Ponendo fine al continuo oscillare tra felicità ed infelicità egoica, proprio al centro, all’interrompersi delle oscillazioni, la vera gioia.
L’estasi è essere, è la nostra natura; per farla riappropriare del posto che le spetta dobbiamo comprendere di dover rinunciare alla “felicità” che conosciamo.

In analogia con quanto accade per l’apprendimento di qualsiasi altra abilità umana, per ottenere elevati livelli di tranquillità e gioia interiori dobbiamo osservare ed ispirarci agli individui più felici ed appagati della loro vita, e non ai più eruditi, o ai più potenti o ai più ricchi.

Gli avvenimenti esterni che hanno caratterizzato la parte della nostra vita vissuta fino a oggi, generando in noi una certa percentuale di dolore e frustrazioni, determineranno con ogni probabilità nella parte restante della nostra esistenza come individui la stessa percentuale di sofferenza e disagio.
Non è in nostro potere operare affinché si verifichino eventi esterni tutti a noi favorevoli: l’unica alternativa in nostro possesso è mettere in atto una graduale trasformazione interiore, per ottenere che ciò che accade fuori di noi possa influenzarci negativamente in misura sempre minore.

Gli stati d’animo di gioia e tranquillità che sperimentiamo nel raggiungere un particolare obiettivo, non sono determinati, come potrebbe sembrare ad un’analisi poco attenta, dal raggiungimento dell’obiettivo, ma dal placarsi della mente (al raggiungimento dell’obiettivo). Infatti, per un breve periodo, al conseguimento del risultato desiderato la mente si rilassa (non insegue nuove mete), prima di tornare nuovamente a generare ansie e tensioni in corsa verso il prossimo traguardo. E’ una mente calma che ci dona pace, non l’appagamento del desiderio in sé. Ed è, dunque, all’arrendersi della mente al nostro vero sé che dobbiamo puntare, non ad una realizzazione senza fine di desideri…
Il punto essenziale è: avere obiettivi genera ansia, non averne produce rilassamento. Il segreto consiste nel trasformare ogni obiettivo in preferenza, in modo che le sue caratteristiche ansiogene vengano neutralizzate. Gli obiettivi, pena frustrazioni e sofferenza psicologica, “devono” essere raggiunti. Le preferenze corrispondono a desideri che è piacevole veder realizzati, ma che non provocano sofferenza in caso contrario…

Una nuvola bianca non ha una strada propria, non resiste, non lotta, si lascia trasportare dal vento. Non va da nessuna parte, non ha destinazione, non ha un fine. Non riuscirai mai a deludere una nuvola bianca perché dovunque essa arrivi quella è la meta.
Quando tu hai un fine sei contro il Tutto, e sarai certamente frustrato, perché non si può vincere contro il Tutto.
(Osho)


Thich Nhat Hanh

Camminando con il Buddha

Zen e Felicità


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In questo libro Thich Nhat Hanh, celebre maestro zen, insegna ai lettori come creare l’abitudine alla felicità. Spiega come funziona la mente e come possiamo allenarla realizzando le condizioni per essere felici attraverso la creatività, le visualizzazioni, la meditazione.

Thich Nhat Hanh illustra inoltre alcuni esercizi pratici per migliorare la lucidità mentale e ripristinare l’armonia tra corpo e spirito, prendendo anche alcuni esempi dalla vita del Buddha o dalla propria esperienza diretta. Il risultato è un libro pieno di ispirazione, la cui lettura invita a raddoppiare gli sforzi a beneficio di tutti gli esseri senzienti, sapendo che questi sforzi sono l’unica via possibile per raggiungere la felicità personale.

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Paramhansa Yogananda

Come Essere Sempre Felici

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In questo libro Paramhansa Yogananda, uno dei più importanti insegnanti spirituali del ventesimo secolo, ci offre una mappa da seguire passo dopo passo per trovare il tesoro della vera felicità nel luogo in cui più raramente lo cerchiamo: nel nostro stesso sé.

Paramhansa Yogananda giunse negli Stati Uniti dall’India nel 1920, portando in Occidente gli insegnamenti e le tecniche dello yoga, l’antica scienza del risveglio dell’anima. Egli applicò questi antichi principi a tutti gli ambiti dell’esistenza, insegnando ai suoi studenti come affrontare la vita da un centro di pace e felicità interiore.

Quegli stessi insegnamenti ora li condivide con te in queste pagine. Sono segreti semplici ma profondi, per portare la felicità in ogni momento della tua vita: nei rapporti, nel lavoro, in ogni aspetto delle tue giornate.

Con il loro aiuto, potrai imparare a:

  • cercare la felicità là dove realmente si trova
  • scegliere di essere felice in ogni circostanza
  • identificare le abitudini che ti derubano della gioia
  • raggiungere il vero successo e la prosperità
  • scoprire gli aspetti spirituali della ricerca della felicità.