Ti CERCO, ti TROVO – Anthony Browne

“Giochiamo a qualcosa?” chiese Cy
“MA a cosa possiamo giocare?” chiese Poppy

Due fratellini, Cy e Poppy, sono in cucina. La loro tristezza è tangibile per un cane, Goldie, scomparso da casa da giorni. Che si fa? Sono tristi e non sanno come passare il tempo.
Si potrebbe uscire, nel bosco e giocare a nascondino. Poppy è d’accordo. Uno, due, tre, quattro…

“Facciamo che tu vai più lontano che puoi nel bosco
e poi io ti vengo a cercare”.

Cy ha trovato una capanna di rami nella quale nascondersi, è emozionato perché questa volta sua sorella non lo troverà così facilmente, eppure per qualche ragione inizia a tremare.
Poppy e Cy giocano, ma il lettore continua ad avvertire un velo di inquietudine.


Il bosco per Antony Browne diventa sempre qualcos’altro, il posto dove i bambini sperimentano la propria solitudine, il proprio dolore o la propria disperazione. In questo albo il gioco del nascondino è doppiamente simbolico: Cy si è nascosto così bene che Poppy non riesce a trovarlo e Goldie, il loro cane, è lì fuori da qualche parte.
L’inquietudine, come sempre negli albi di questo straordinario autore, diventa la condizione necessaria per trovare una rassicurazione, la chiave con cui il doppio registro narrativo, senza sforzi, mescola conscio ed inconscio.

Ti cerco, ti trovo, di Anthony Browne che la casa editrice Camelozampa ha portato in Italia con la traduzione di Sara Saorin.
Un libro illustrato ricco, importante, che si sviluppa su livelli emozionali diversi.
Anche questa volta la lettura di uno dei libri di Browne equivale ad un’immersione totale nella storia. Riusciamo a percepire persino la brezza che si alza con il procedere della sera, il fremere delle foglie e quello di Cy che vorrebbe scomparire nel cumulo di fronde in cui si è nascosto ed insieme essere ritrovato dalla sorella a mano a mano che il tempo passa e calano le ombre e la sessione di nascondino nella sua mente infantile pare diventare infinita.


Un bosco è natura che accoglie, alberi altissimi, profumi e suoni che infondono pace. Ma si trasforma in un luogo molto diverso quando si è bambini e ci si trova lì da soli. Anthony Browne lo sa bene ed è capace, attraverso l’uso dei colori, del tratto e della prospettiva, a infondere nel lettore un’inquietudine crescente e a trasportarlo lì, nel bosco, insieme a Poppy e Cy.

Il gioco del nascondino è un gioco antico, forse il gioco simbolico più antico di tutti, quasi un rito iniziatico e tutti da piccoli eravamo entusiasti di giocarci. C’è una preda, c’è un cacciatore e c’è una tana, quella che ti salva e ti libera, e quella dove ti nascondi, ma che non ti può tenere al sicuro per sempre. Nel libro di Antony Browne, il lettore interpreta entrambe le parti – quella del cercatore e quella della preda – perché è questo che fa la letteratura, ci dà la possibilità di sperimentare e scambiare i ruoli, di attraversare i boschi, da quelli delle fiabe a quelli degli albi.

La storia si svolge al tramonto. Le ombre sono lunghe, scure, ma il cielo è terso in questa bella sera d’autunno. Pare di percepire l’aria pungente.


Il bosco, sebbene così nitido e luminoso, resta un luogo misterioso, pieno di ombre, di giochi di luce: i rami, le radici e la corteccia degli alberi sembrano o celano volti, animali, addirittura cose.
La prima lettura di questo albo ci troverà troppo presi emotivamente nel seguire le vicende dei due fratellini per accorgerci che Browne ha preparato per noi un secondo piano lettura/gioco, il lettore deve giocare a nascondino con Poppy e Cy. Cosa si nasconde nel bosco?
Antony Browne ha disseminato le pagine di oggetti da rintracciare. Allora sarà un piacere ricominciare a sfogliarlo da capo per cogliere la lista elencata a fine racconto.

Ti cerco, ti trovo, come suggerisce il titolo, si conclude con un lieto fine. Nel cambio di colori e di atmosfera, l’autore sembra quasi volerci ricordare una cosa semplice ma determinante: che il modo in cui percepiamo ciò che viviamo è spesso dettato soltanto dalla natura del nostro sguardo sul mondo.
Per questo le sue storie sono un dono, un luogo dove coltivare la speranza; bisogna avere paura, addentrarsi nel profondo di noi stessi, perdersi per ritrovarsi. Si ascolta, si valuta, si sta in attesa, si trattiene il fiato. Poi il gioco inizia.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Dolci di luna – Babalibri

Con il cuore che batteva forte
Xian-Zi vide per la prima volta

il mondo degli uomini.
Fu subito inebriata dal profumo dei fiori
e abbagliata dai colori meravigliosi del paesaggio.

La principessa Xian-Zi figlia dell’Imperatore di Giada, dal cielo guardava ogni giorno il mondo degli uomini, fino al giorno in cui decise di scendere sulla Terra.
Mentre camminava ammaliata da colori e profumi incontrò un uomo che le chiese disperato di guarire la madre gravemente ammalata. Xian-Zi non solo guarì la madre dell’uomo, ma decise di restare sulla terra con lui..da questo incontro nasce un bambino, Tian-Zi.

L’imperatore di Giada, resosi conto di essere sul punto di perdere la figlia per sempre, ordina a una sua fedele guardia di riportare a casa la principessa e così Tian-Zi cresce senza la sua mamma, fino a quando non decide di cercarla fino in cielo!

“Ogni sera, dal giorno in cui era nato,
la nonna di Tian-Zi gli aveva raccontato
la storia del Cammino del cielo e
il bimbo ormai la conosceva a memoria.

Un giorno d’autunno,
Tian-Zi preparò un grande zaino,
salutò la nonna e il padre e si avviò
lungo il Cammino del cielo:
voleva ritrovare sua madre.”

Tian-Zi vuol dire figlio del cielo. Ed è proprio verso il cielo che Tian-Zi si dirige in cerca di sua madre.
Il viaggio è lungo e pericoloso ma con l’aiuto di una gru riesce ad arrivare alle porte del Palazzo. Ad accoglierlo tutto l’amore e la commozione di sua madre.
Una gioia immensa riempie il cuore della principessa, che può finalmente riabbracciare suo figlio. Per lui prepara dolci che non esistono sulla Terra: i dolci di luna.
Si mangiano una volta l’anno con la luna piena.

Ancora una volta però è l’imperatore che si mette in mezzo tra madre e figlio: caccia dal regno di Giada il piccolo Tian-Zi, perché a nessun umano è concesso viverci.
Il dolore consuma la principessa a tal punto che suo padre le concede una volta all’anno, in occasione del ritorno sulla terra del bambino, di andare da lui con un paniere di dolci di Luna.
I primi sarà proprio lui a prepararli.


Dolci di Luna di Chen Jiang Honh edito da Babalibri è una storia che incanta i lettori grandi e piccoli, soffusa da un velo di malinconia, riesce a parlare direttamente al cuore di ognuno di noi, soprattutto grazie ai disegni che sanno esprimere in modo molto espressivo i sentimenti dei protagonisti, in particolare nei momenti di maggiore tensione e disperazione.

Tutto questo è attraversato dal mito legato alla festa della Luna.
Lei, la luna, meravigliosamente ritratta nella sua pienezza, è testimone muta di quel che accade sotto di lei. Accompagna parti del viaggio, la salita in cielo sul dorso della gru. È testimone della durezza dell’imperatore. Talvolta, enorme sul fondo, illumina la scena, talvolta, discreta, si vela nei contorni.

“…alla fine della notte non c’è la notte,
ma l’aurora,
e alla fine del mare non c’è il mare,
ma il cielo.”

Questo racconto parla ed esprime a pieno l’amore tra genitori e figli, la separazione e il dolore inconsolabile, il viaggio e il coraggio di un bambino per affrontarlo, la terra e il cielo così diversi e lontani tra loro, la tradizione e il mito, la magia che attraversa la fiaba. E anche il suo modo di dipingere tutto questo è ancora lì, a conquistare lo sguardo.
Come di consueto Chen Jiang Hong usa colori intensi ed espressivi, arricchendo le sue tavole con molti elementi della cultura cinese, in grado di avvolgere i piccoli e i grandi lettori in un’atmosfera tipicamente cinese.

“Fare libri per bambini, penso sia per me un destino. Non mi sono formato per diventare un autore e un illustratore di libri per bambini, non mi sono mai interessato a questo ambito creativo. Ci sono arrivato per caso […] Più il tempo passa, più credo ci sia stata proprio un’azione del destino. E questa cosa è importante per capire la mia visione.”

Dolci di Luna è un toccante albo sull’amore materno ispirato alle leggende che hanno dato vita alla Festa della luna e ai dolci che accompagnano questa giornata in Cina.
Per ricordare questa storia, infatti, ogni anno si celebra la festa della Luna, a metà dell’autunno: le famiglie si riuniscono per godere dello stare insieme, e lo fanno anche mangiando i tradizionali dolci di Luna.

Buona lettura!
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Ci sono donne…

donna_8 marzo

Ci sono donne che camminano controvento da una vita….
Ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani…
Ci sono donne che cambiano pelle per amore….
Ci sono donne che donano il loro cuore
…per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole…

Ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima
su una spiaggia al tramonto…
…se ti fermi un istante le puoi sorprendere…
…mentre lottano contro il proprio istinto…
…mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi…
…affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose…

Ci sono donne che chiudono gli occhi…ascoltando una musica lenta…
…che rende ancora più salate le loro lacrime…
Ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola….rinunciano alla felicità…
Ci sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma così
fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall’amore…
…sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre…..
…se apri gli occhi un istante le puoi osservare…
…mentre disseminano briciole di se stesse
lungo il percorso verso quel treno che le porterà via…
…mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata prigione…
…mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre…

Ci sono donne che non si fermano davanti a nulla…
…perché non troveranno mai la fine di quel filo…
Ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima…
…sperando che arrivi qualcuno a scioglierli….
…non fermare il cuore di una donna….niente vale di più
…non far piangere una donna….ogni lacrima è un po’ di lei stessa che se ne va…
…non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia…
…e se la vuoi amare…fallo davvero…con tutto te stesso….

stringila e proteggila….lotta per lei…uccidi per lei….piangi con lei…
…donale il più bel raggio di sole….ogni giorno…
…tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi…
…quella luce è speranza…è amore…è puro spirito…è vento…
…è la più bella stella di qualsiasi notte…

Dedicata a tutte le donne del MONDO!

Elogio di una Donna Normale
Storie di donne e dei loro spericolati sogni di tutti i giorni

Cosa vogliono le donne dagli uomini, dalla famiglia, dal lavoro e, soprattutto, da se stesse? Le donne normali, quelle che ogni giorno cercano di esprimersi e realizzarsi nella sfera affettiva, ma anche all’esterno, nel mondo, che cercano la felicità dentro e fuori casa.

«Ci vuole coraggio, di questi tempi, a essere normali.
A riconoscere come normali i propri desideri, le proprie aspirazioni
» sottolinea Irene Bernardini, psicologa, nelle prime pagine di questo umanissimo (e sincero) racconto dell’animo femminile. «Ho imparato che le donne hanno immense riserve di coraggio e di dignità.

E per farle affiorare serve a volte uno scossone da parte di un’altra donna.» È questo l’atteggiamento, sensibile ma fermo, con cui lei – l’«altra» donna – accompagna, fianco a fianco, «per un pezzo di strada» le sue pazienti: madri, mogli, compagne, amanti, casalinghe o affermate professioniste, innamorate, deluse, tradite.

Come Elisa, quarantenne single in carriera, un’esistenza all’apparenza perfetta, in realtà incapace di amare ed essere amata; o Elena, trentadue anni, stimata specialista in ginecologia e ostetricia, lavoro a contratto in una clinica universitaria finché non resta incinta di un collega «molto sposato» e le viene garbatamente suggerito di farsi da parte; o Grace, che cerca, con fatica e intelligenza, di creare un rapporto con i figli del suo compagno, perché bisogna «rispettare i bambini senza la fretta di amarli e farsi amare solo perché sono le creature del proprio uomo».

L’amore, i figli, il lavoro, la vita sociale sono bisogni faticosamente conciliabili, e trovare un equilibrio non è così facile.

Costruire una relazione che non si misuri soltanto con un «battito di farfalle nello stomaco», che non confonda sentimenti ed emozioni; vivere gli affetti senza la tentazione di abdicare ai propri sogni e ai propri talenti; essere madri non pensando i figli come un prolungamento di sé: non c’è un’unica ricetta per raggiungere questi equilibri delicati, per conciliare al meglio le esigenze e le aspirazioni, per sentirsi una «persona intera».

Occorre forse talvolta essere un po’ acrobate, ma non è necessario essere speciali.

In fondo, le qualità più preziose, ci dice la Bernardini, sono proprio il coraggio di essere normali, la capacità di non strafare e di attingere con orgoglio alle risorse più tipicamente femminili: l’intelligenza affettiva, l’empatia, la generosità.
Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Ginnastica Intima per Donne

Fai pace con te stesso

fai-pace-con-te-stesso-thich-nhat-hanh

“Quando i blocchi di dolore, di dispiacere, rabbia e disperazione si fanno più forti e più grossi, premono per salire nella coscienza mentale, nel soggiorno a reclamare la nostra attenzione. Essi desiderano emergere, ma noi non li vogliamo, perchè ci fanno stare male solo a vederli.
Non avendo nessuna voglia di affrontarli, usiamo riempire il soggiorno con altri ospiti: prendiamo in mano un libro, accendiamo la tv, andiamo a fare un giro in macchina… qualunque cosa pur di tenere occupato il soggiorno.
Abbracciare il tuo dolore e il tuo dispiacere con l’energia della presenza mentale è esattamente come massaggiare la coscienza invece che il corpo.
Quando togli l’imbargo e i blocchi di dolore affiorano ti tocca soffrire, almeno un po’, non c’è modo di evitarlo. Occorre imparare ad abbracciare questo dolore. Dopo che avrai abbracciato per qualche tempo i tuoi dolori, essi torneranno in cantina e si ritrasformeranno in semi.
Se invitiamo il seme della paura ad uscire allo scoperto, siamo anche meglio equipaggiati per prenderci cura della rabbia.
E’ la paura a generare la rabbia: quando hai paura non sei in pace e questo tuo stato diventa il terreno dove la rabbia può crescere.
La paura si fonda sull’ignoranza, mancanza di chiara comprensione.
Immergi quotidianamente la tua rabbia, la tua disperazione, la tua paura in un bagno di presenza mentale: la pratica di invitare i semi ogni giorno per abbracciarli è molto salutare.
Dopo svariati giorni o settimane di questa pratica, avrai generato una buona circolazione nella tua psiche. La presenza mentale lavora come un massaggio delle formazioni interne, dei tuoi blocchi di sofferenza. Questi devono poter circolare liberamente, dentro di te, possono farlo soltanto se non ne hai paura. Se impari a non avere paura dei tuoi nodi di sofferenza, puoi imparare anche ad abbracciarli con l’energia della consapevolezza e a trasformarli.”
di Thich Nhat Hanh tratto da Fare Pace con Se Stessi

Fare Pace con Se Stessi
Guarire le ferite e il dolore dell’infanzia, trasformandoli in forza e consapevolezza

Contenuti consigliati

Puoi Vivere una Vita Straordinaria! Puoi Vivere una Vita Straordinaria!Louise L. HayCOMPRALO ORA!
Puoi guarire la tua vita Puoi guarire la tua vitaPensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interioreLouise HayCOMPRALO ORA!
Guarigione Karmica Conquista le Tue Paure!

Determinati si vince

Il potere della determinazione è fortissimo, ci aiuta a resistere alla sconfitta e a diventare persone migliori.

Ci sono momenti, nella vita, in cui tutto ciò che vorremmo fare è arrenderci al destino.
Forse siamo stanchi di qualcosa che continua a non funzionare, forse non riusciamo a trovare una via d’uscita, forse siamo annoiati, o distratti, o forse siamo straziati dalla disperazione. Quale che sia il motivo, ci sono momenti in cui non abbiamo più la forza per andare avanti o l’energia per portare a termine qualcosa. Resistere allo sconforto significa imparare ad affrontare e a superare i tempi più duri e a diventare persone migliori.
È la determinazione a farci superare le situazioni difficili che tutti, prima o poi, incontrano. È la determinazione che ci permette di affrontare un funerale in cui tutti provano pena per noi, che ci fa andare avanti fino a quando non riusciamo a fare i conti col nostro dolore e ricominciamo a vivere. È la determinazione che fa funzionare una dieta: la volontà di seguirla fino in fondo, anziché rinunciare. È quello che ti ha permesso di parlare una lingua straniera. Il numero di persone che inizia a studiare una lingua per poi rinunciare è astronomico, eppure la maggior parte finiscono col mollare. Il fatto è che queste persone non si sentono motivate a continuare.
La maggior parte delle persone si racconta che sarà facile.

Il segreto consiste nel guardare al futuro.
È fondamentale apprendere a superare le convinzioni inappropriate, quelle che si stanno rivelando non utili o addirittura dannose, così da poter cominciare a credere nelle cose giuste e a sviluppare nuovi modi di pensare al mondo e al proprio futuro.

Tratto da Vivi la Vita che Desideri con la Pnl

Vivi la Vita che Desideri con la Pnl
Le nuove tecniche del genio della pnl per migliorare la tua vita personale e professionale

Da non perdere

Ricco di esercizi ed esempi presi dalla vita quotidiana, Vivi la vita che desideri con la PNL vi insegnerà in modo divertente e coinvolgente che cosa fare per raggiungere i vostri obiettivie, soprattutto, come farlo. Mettete in pratica i suggerimenti offerti da Bandler e vi accorgerete che la vostra vita comincerà fin da subito a muoversi in direzione dei vostri desideri, dei vostri sogni.

Come è possibile:

  • Superare i problemi di tutti i giorni nel modo più efficace?
  • Essere più felici?
  • Gettarsi definitivamente alle spalle i brutti ricordi?
  • Progettare e quindi ottenere un futuro ricco di risultati e gratificazioni?
  • Affrontare con la giusta attitudine le sfide personali e professionali?
  • Gestire le relazioni in modo sempre più soddisfacente?

Come è possibile vivere la vita che desideriamo? Le risposte in questo libro straordinario.

Un’opera per tutte le persone che desiderano costruire giorno per giorno una vita migliore per se stessi e per le persone che ci circondano. Personalmente, è uno dei libri di Richard che preferisco, perché è come uno scaffale colmo di strumenti da prendere subito in mano per generare cambiamenti positivi in noi stessi e negli altri. Leggendo Vivi la Vita che Desideri con la Pnl tutti abbiamo la possibilità di farlo, da oggi stesso!
Claudio Beloni, Master Trainer di PNL, condirettore della NLP ITALY Coaching School

Le ultime tecniche create direttamente da Richard , il genio creativo della Programmazione Neuro-Linguistica, per rendere la vostra vita più felice, gratificante e, perché no, più divertente. Quel che ci insegna Bandler è “semplicemente” il modo in cui assumere il controllo della mente e farla lavorare a nostro favore, abbandonando abitudini e comportamenti improduttivi e indirizzandoci con impeto verso un futuro straordinario.
Antonella Rizzuto, Coach e Mentore della NLP ITALY Coaching School

Gli strumenti per cambiare e migliorare la propria vita esistono, sono semplici da mettere in pratica e, cosa più importante, funzionano davvero. Dove trovarli? In questo libro meraviglioso di Richard . Vi consiglio di cuore di leggerlo e di mettere subito in pratica le tecniche che imparerete. I risultati supereranno le vostre aspettative.
Carlo Raffaelli, Coach e Trainer di PNL

Buono Regalo

Per usufruire del Buono è sufficiente cliccare “Attiva un buono” sulla pagina del carrello ed inserire il codice NATALE10652.
Il buono è valido a partire dal 25/12 e scade il 31/01/2011 con una spesa minima di 47 €.

Il tuo viaggio interiore

Il viaggio interiore consiste in questo….

prima di tutto bisogna liberarsi da ogni tensione che scaturisce dall’ego, ogni ansia, ogni angoscia, ogni disperazione, ogni frustrazione interiore, la cosa essenziale quando avverti o vedi qualcosa che ti crea infelicità occorre immediatamente lasciarla, perderla, liberarsi di essa. Non sempre è facile salire quella montagna interiore ci sono tante difficoltà, paure, non sempre è facile trovare il sentiero giusto ma credo che una volta accettato la sfida di questo ignoto viaggio si riesce a trovare quel raggio di luce che contiene tutti i soli, .ascoltare se stessi non è facile perché siamo troppo presi dal mondo esterno, bisogna tirare fuori come si dice le palle d’acciaio!!!

Ascoltarsi …ascoltare le proprie sensazioni, qualsiasi cosa si senta seguirla, non siamo qui per vivere la vita degli altri, si vive solo una volta in questa vita perciò vivi la tua vita…

Se scendi in profondità dentro di te conoscerai l’essere che vive dentro il tuo abisso occorre sviluppare molto il senso interiore, va stimolato, provocato a volte sfidato se è necessario in poche parole occorre anche aiutarlo con dolcezza per esplorare il mondo interiore occorrono metodi diversi basati sull’aiuto di osservazione, osservare semplicemente ciò che accade dentro di noi, la crescita non ha fine se l’uomo cresce allora l’essere umano è simile a uno specchio caduto a terra e va in mille pezzi . Un uomo di saggezza conosce se stesso, l’uomo di sapere conosce gli altri, conoscere gli altri è sapere, conoscere se stessi è beatitudine. E conoscere gli altri senza conoscere se stessi è semplicemente futile è spreco di energia.

Questo l’ho imparato in questi giorni..ho cercato di entrare dentro me, mi sono presa due giorni di ritiro spirituale staccandomi da tutti e da tutto dando solo spazio al mio mondo interiore non è stato facile ritornare sui miei passi la vita che faccio oggi certo che non era la vita quando avevo 24 anni, avevo molta più forza, ma è stato bellissimo  riscoprire il mio mondo la mia tranquillità, insomma mi sono caricata come due pile..con una energia nuova.

Un consiglio… provate a non aver paura a scalare la montagna dentro di voi

Esperienze, riflessioni, esempi

Compralo su Macrolibrarsi

Bert Hellinger ci invita a metterci in cammino verso il centro di noi stessi.

Viaggio interiore è sinonimo di meditazione. Il termine meditazione descrive la meta di questo viaggio, guardare in raccoglimento qualcosa di nascosto, che ci attrae, anche se continua a restare invisibile.

Nella prima parte di questo libro l’autore descrive le tappe di questo viaggio, anche i pericoli in agguato, che ci distolgono, ci trattengono o ci costringono addirittura a tornare indietro.
Spesso lungo il cammino ci viene donata una prospettiva. Tutto d’un tratto sappiamo quale sarà il passo successivo della nostra vita.

Nella seconda parte l’autore riporta alcune esperienze di percorsi interiori intrapresi dalle tante persone che si sono rivolte a lui.

La lettura di questo libro è utile anche a chi non intende intraprendere il viaggio interiore. Contiene infatti sorprendenti suggerimenti su come vivere serenamente la vita di tutti i giorni. Talvolta questi suggerimenti arrivano dritti alla nostra anima.

Scegli il buono regalo (gift card) Macrolibrarsi: LIBRI, DVD, EBOOK, EVENTI. Il modo sicuro per fare un regalo unico e di successo. Clicca per maggiori dettagli

La differenza che fa la differenza

la-differenza

La vita ha questo di strano; che se non vuoi incettare altro che il meglio, molto spesso riesci a procurartelo.

Stava correndo sull’autostrada a cento all’ora e all’improvviso è accaduto: il suo sguardo è stato attratto da qualcosa sul margine della carreggiata e, quando è tornato a guardare avanti, gli restava solo un secondo per reagire. Era ormai troppo tardi. Il grosso camion davanti a lui all’improvviso, inaspettatamente, si era bloccato. E di colpo, nel tentativo di salvarsi la pelle, il motociclista aveva piantato una disperata frenata che gli sembrò destinata a durare in eterno. In un angosciante ralenti si infilò sotto il camion, il tappo del serbatoio saltò via, e accadde il peggio: la benzina usci e si incendiò. Lui riprese coscienza in un letto d’ospedale, in preda ad atroci dolori, incapace di muoversi, osando appena respirare. Tre quarti del suo corpo erano coperti da terribili ustioni di terzo grado. Pure, si rifiutò di arrendersi.
Lottò per tornare in vita, per riprendere una carriera, solo per subire un altro, terribile colpo:
un incidente aereo che lo lasciò paralizzato dalla vita in giù per il resto dei suoi giorni.

Nell’esistenza di ogni uomo e donna non manca mai un momento di sfida suprema, un’ora in cui tutte le risorse dì cui disponiamo sono messe a dura prova, in cui la vita sembra ingiusta, in cui la nostra fede, i nostri valori, la nostra pazienza, la nostra compassione, la nostra capacità di tener duro sono portati ai limiti estremi e ancora oltre. Alcuni si servono di situazioni del genere come di occasioni per diventare migliori, altri invece lasciano che quelle esperienze li distruggano. Vi siete mai chiesti da che cosa derivano le differenze nei modi di rispondere degli esseri umani alle sfide dell’esistenza? Io l’ho fatto.

Per gran parte della mia vita sono stato affascinato da ciò che spinge gli esseri umani a comportarsi in un certo modo.

Per quanto mi ricordi ho sempre desiderato scoprire che cosa colloca certi uomini e certe donne su un altro piano rispetto ai loro simili. Che cosa crea un leader, un realizzatore? Come si spiega che in questo mondo ci siano tante persone che conducono un’esistenza tanto gioiosa nonostante avversità di ogni genere, mentre altri, che in apparenza hanno tutto quello che si può desiderare, conducono una vita di disperazione, rabbia e depressione?

Permettetemi di raccontarvi la storia di un altro uomo, e notate le differenze tra questo e il precedente. L’esistenza che costui conduceva sembrava molto più brillante. Era un uomo di spettacolo favolosamente ricco, dotato di un enorme talento e con un seguito vastissimo. [..] Aveva schiere di amici che lo ammiravano, era sposato bene, aveva due magnifiche case. Sembrava insomma che avesse tutto quel che si potrebbe desiderare.
Quale di questi due uomini preferireste essere? Difficile pensare che qualcuno voglia scegliere la prima esistenza.
Ma permettetemi di dirvi qualcos’altro sul loro conto. Il primo è uno degli individui più vitali, più forti e ricchi di successo che io conosca. Si chiama Mitchell, abita nel Colorado, ed è vivo e vegeto. Da quando ha avuto quel terribile incidente stradale, gode di maggior successo e gioia di quanto gran parte di noi ne possa avere nel corso di un’intera esistenza. Ha stretto ottimi rapporti personali con alcuni degli uomini e delle donne più influenti d’America. È un
uomo d’affari miliardario; è stato persino candidato al Congresso, nonostante il volto terribilmente sfigurato. E sapete qual era lo slogan della sua campagna elettorale? “Mandatemi al Congresso e non sarò soltanto un’altra bella faccia”. [..]

Il secondo individuo è uno che conoscete bene, che probabilmente vi ha regalato grandi piaceri e gioie. Si chiama John Belushi; era uno dei più celebri attori del nostro tempo, un uomo di spettacolo che negli anni settanta ha avuto enorme successo. Belushi era capace di arricchire moltissime altre vite, non però la propria. E quando è morto a trentatré anni, di quella che il coroner ha definito intossicazione acuta da cocaina ed eroina, pochi di coloro che lo conoscevano sono rimasti sorpresi. L’uomo che aveva tutto era diventato uno schiavo della droga, incapace di controllarsi, che mostrava ben più dei suoi anni. Esteriormente, nulla gli mancava. Dentro, però, aveva il vuoto assoluto.

[..] E dunque vi chiedo: che differenza corre tra chi ha e chi non ha? Tra chi può e chi non può?
Tra chi fa e chi non fa?
Come si spiega che certe persone superino terribili, incredibili avversità e facciano delle proprie esistenze un trionfo, mentre altre, nonostante i vantaggi d’ogni genere di cui godono, portino le proprie vite verso il disastro? Qual è la differenza tra Mitchell e John Belushi?

Qual è la differenza che fa la differenza in fatto di qualità della vita?

È un interrogativo che mi ha ossessionato per tutta la vita. Crescendo, vedevo individui che disponevano di ricchezze d’ogni genere, occupazioni invidiabili, meravigliosi rapporti con gli altri, un aspetto fisico eccezionale, e dovevo assolutamente sapere che cosa rendeva le loro vite tanto diverse dalla mia e da quella dei miei amici. La differenza consiste unicamente nel modo in cui comunichiamo con noi stessi e nelle azioni che compiamo. Gli individui che hanno successo non sono alle prese con minori problemi di coloro che falliscono; gli unici che
di problemi non ne hanno stanno nei cimiteri. A distinguere fallimento da successo è ciò che ci accade; a fare la differenza è il modo con cui percepiamo ciò che ci “accade”.

Quando Mitchell ricevette dal proprio corpo l’informazione che tre quarti di esso erano coperti da ustioni di terzo grado, si è trovato a dover scegliere come interpretare l’informazione stessa. Il significato dell’evento avrebbe potuto essere un motivo per morire, per abbandonarsi alla disperazione o qualsiasi altra cosa deprimente. Ma Mitchell ha deciso di comunicare coerentemente a se stesso che quell’esperienza aveva avuto uno scopo, e che prima o poi gli avrebbe procurato vantaggi ancora maggiori per il raggiungimento del suo fine, che era di differenziarsi dal resto dei mondo. Il risultato di questa comunicazione con se stesso fu che Mitchell elaborò credenze e valori che hanno continuato a governare la sua vita in termini ottimistici anziché tragici, e ciò persino dopo che è rimasto paralizzato.

Le cose non cambiano; siamo noi che cambiamo.

Tratto da: Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri di Anthony Robbins

comeotteneremegliosealtri Chi è Anthony Robbins? Una storia per riflettere... accettazione

Compralo su Macrolibrarsi

Volete eliminare le vostre paure o fobie? Volete smettere di fumare? Volete far carriera? Volete diventare abili venditori? Volete essere ascoltati e obbediti a casa, a scuola, in ufficio? Volete instaurare un buon rapporto amoroso? Volete ottenere il successo? Insomma, volete essere felici? Anthony Robbins fornisce in questo libro un insieme di strumenti pratici tali da rendere l’individuo capace di iniziative concrete nonostante eventuali paure; e la capacità di fare tutto ciò che occorre per avere successo è un potere quanto mai concreto.

Le vostre recensioni

Recensione da: aneta

ho finito di leggere il libro e mi sto applicando. Non è certo una passeggiata!!! Ci vuole molto impegno e disciplina, ma come dice R.Dilts: “La PNL è un atteggiamento…” io mi sono già messa in uno stato d’animo positivo. Raccomando fortemente anche l’altro libro di A.Robbins “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario”. E’ uno gradino piu’ in alto. Una volta letto i libri di Robbins è difficile staccarsi…avete provato a mangiare a colazione solo frutta? provate!!! E modificare il vocabolario di tutti i gg? Grandi insegnamenti….

Recensione da:Daniela

BELLISSIMO UTILE E SCORREVOLE…CHE DIRE DI PIU’? ACQUISTATELO! E LEGGETELO MOOOOOLTO BENE!

Anthony Robbins, il potere delle tue parole

ARCOBALENO-anthony-robbins

Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Kennedy, Winston Churchili, Martin Luther King? Tramite la forza delle loro parole, questi uomini colpivano non solo me e te, ma intere nazioni e, perfino dopo le loro morti, le loro parole continuano a toccare gli altri.
Qualche volta, ti sei mai fermato a pensare al potere che hai per ispirare o deprimere te stesso, semplicemente con le parole che tu usi abitualmente? Le parole sono elevanti o devastanti? Sfociano in speranza o disperazione? Una delle più grandi scoperte che puoi fare sta nel potere che hai di cambiare immediatamente il tuo stato d’animo, da un momento all’altro, semplicemente selezionando con consapevolezza le parole che utilizzi per descrivere come ti senti.

Le parole hanno il potere di iniziare le guerre o creare la pace, distruggere rapporti o rafforzarli. La nostra percezione delle cose nasce dal significato che noi diamo alle cose stesse. Le parole che tu selezioni consciamente o inconsciamente per descrivere una situazione, immediatamente cambiano cosa questa significhi per te e quindi come ti senti. Se descrivessi a te stesso un avvenimento come devastante, ti sentiresti diverso da come ti saresti sentito descrivendolo come un po’ deludente? C’è una differenza di intensità di emozione tra descrivere qualcosa come un grande problema o una piccola sfida? Se tu descrivessi una tua convinzione a me e io ti dicessi che ti stai sbagliando? Che hai torto? Peggio ancora, se io scegliessi le parole “stai mentendo”? Questo influenzerebbe il nostro rapporto?

Tanti anni fa feci una scoperta che ha cambiato la mia vita per sempre. Ero ad una riunione con due miei soci, quando arrivò una notizia che sicuramente avrebbe portato conseguenze negative per tutti noi. Però ognuno di noi ebbe una intensità emotiva diversa in proposito. Inoltre, non potevo non notare i modi diversi con cui descrivemmo come ci sentivamo. Io ero “arrabbiato”, un altro era “fuori di sé” e il terzo era soltanto “scocciato”. Ricordo di aver pensato “che parola idiota per descrivere una tale situazione!”. Io non ero mai seccato. Interessante: non sentivo mai questa emozione e non usavo mai quella parola per descrivere come mi sentivo. Cominciai a domandarmi, “se si adottasse un’altra serie di parole, si potrebbero trasformare le matrici emotive?”

Basandomi sul meeting sopra indicato, mi impegnai per dieci giorni ad utilizzare questa sciocca parola – “seccato” – e ad usarla in qual-siasi situazione in cui di solito avrei detto di essere “arrabbiato” o “furibondo”. I risultati erano sconvolgenti. Soltanto cambiando la parola che usavo abitualmente per descrivere i miei sentimenti negativi, abbassavo subito la loro intensità. Dire “questo mi secca parecchio” ruppe la mia matrice. Presto cominciai con altre parole, come ” stai iniziando ad infastidirmi”. Puoi immaginare cosa significhi dire una cosa del genere a qualcuno con cui sei in collera mantenendo una faccia seria?
Seleziona una parola che usi abitualmente per descrivere i tuoi sentimenti negativi e trova una parola alternativa che romperà il tuo schema, o almeno abbasserà la sua intensità.

Semplicemente cambia il tuo vocabolario abituale – le parole che usi regolarmente per descrivere le tue emozioni e sensazioni – allo scopo di cambiare subito come pensi, senti, vivi. Questo è uno degli strumenti più potenti per cambiare la vita di chiunque in un attimo.

La maggior parte di noi non è consapevole della selezione delle parole che usa abitualmente per descrivere il proprio modo di vivere. Spesso abbiamo adottato delle parole per descrivere le nostre emozioni senza mai pensare all’impatto potenziale che avranno su di noi o altri. Queste parole diventano una parte del nostro vocabolario quotidiano e veramente formano il modo in cui ci sentiamo nella nostra vita.
Per esempio, molti usano abitualmente delle parole come “umiliazione” o “depressione” per descrivere quasi qualsiasi esperienza sgradevole. Dici qualcosa che non apprezzano e sono umiliati /depressi. Metti in dubbio un loro punto di vista e sono umiliati/depressi. Tutto li umilia o li deprime, perché essi legano queste parole a quasi ogni esperienza. E’ di grandissima importanza espandere il tuo vocabolario emozionale cosicché le parole che selezioni producano l’effetto emotivo che desideri e meriti.

Quanta importanza ha la lingua nel formare la nostra esperienza di vita? E’ assolutamente fondamentale. Detto semplicemente, le parole che leghiamo alla nostra esperienza diventano la nostra esperienza.

Quali saranno le parole che hanno la più grande influenza su di te? Saranno parole affettuose? Epiteti? Esclamazioni? Esagerazioni?

La maggior parte della gente ha un vocabolario di poche migliaia di parole. Quando si pensa che la lingua inglese, la più ampia del mondo, contiene circa 650,000 vocaboli, vuole dire che un parlatore inglese utilizza mediamente press’a poco solo il 2 % delle sua lingua! Peggio ancora è che la maggior parte della gente abbia circa solo una dozzina di parole, forse un massimo di 20 per esprimere le proprie emozioni. E di queste, di solito la metà – o di più -sono negative.
Quante sono le parole che usi abitualmente per descrivere come ti senti, a te stesso o a qualcun altro? Quante potresti scriverne adesso?

Le persone con vocabolari poveri conducono vite impoverite. Persone con vocabolari ricchi hanno una tavolozza piena di colori diversi che possono utilizzare per dipingere le loro esperienze di vita, non solo per gli altri, ma anche per loro stesse.
Che cosa potresti fare oggi per espandere la tua “tavolozza delle emozioni”? Quali sono le parole positive ed emozionalmente edificanti che potresti aggiungere al tuo vocabolario abituale? Se usassi queste parole spesso, quanto più divertente potrebbe essere la tua vita?
Chi conosci che conduce una vita straordinariamente felice o appassionata? Quali sono le parole che usano abitualmente per descrivere l’esperienza delle loro vite e a cui potresti ispirarti, adottando così alcune delle loro matrici emozionali?

Hai deciso che è ora di usare lo strumento del Vocabolario di Trasformazione per sostituire le tue abituali parole che indeboliscono, con altre più ispirate?

Fai il seguente esercizio:
1)  Scrivi tre parole che usi spesso quando ti senti male.
2)Mettiti in uno stato giocoso, perfino esagerato. Fai il brainstorming per trovare parole nuove che rompano la struttura, o almeno abbassino la tua intensità emotiva. Scegli parole che sono talmente sciocche, strane o così fuori posto che rompono il tuo impeto negativo e creano un senso di divertimento. Uno dei motivi per cui adesso sostituisco “infastidito” o “seccato” con “arrabbiato” è perché queste parole sembrano così ridicole dette con una faccia seria.
Dobbiamo sempre abbassare l’intensità delle emozioni negative? Certo che no; tutte le emozioni umane hanno il loro posto. Qualche volta, per esempio, certe persone hanno bisogno di sentirsi arrabbiate allo scopo di creare abbastanza motivazione su se stesse per compiere un cambiamento. Ciò nonostante, non vogliamo accedere ai nostri stati più negativi ed intensi come prima azione da fare, quando non servono, non sono necessari, o sono poco appropriati.

Il traguardo è di sentire nelle nostre vite, sempre più abitualmente, meno dolore e più piacere.

Da Passi da Gigante di Anthony Robbins

passi gigante Chi è Anthony Robbins? Una storia per riflettere... accettazione

Piccoli cambiamenti per fare una grande differenza

365 lezioni quotidiane nella gestione di noi stessi: piccoli cambiamenti per fare una grande differenza.
Basato sulle migliori tecniche e strategie offerte nel libro Risveglia il Gigante che è in te, il Formatore motivazionale numero uno al mondo – Anthony Robbins – offre ispirazioni, piccole azioni ed esercizi che faranno fare grandi passi in avanti alla qualità della tua vita.

Dalla semplice abilità di prendere decisioni ai più specifici strumenti che possono ridefinire la qualità dei tuoi rapporti personali, finanziari, di salute ed emotivi, Robbins dimostra come ottenere i risultati migliori con il minimo investimento di tempo.

Passi da Gigante di Robbins è il piano fondamentale di gioco per la vita. È un manuale interattivo, carico di emozioni, per raggiungere il successo sia personale che professionale”.

banner-anthony-robbins-roma-2010

Sprigiona il potere che è in te

Sconto del 44%   per iscrizioni entro il 31/10/2009

>> VISUALIZZA IL PROGRAMMA COMPLETO!

La rabbia: emozione negativa?

rabbia-litigare

Il punto importante da comprendere a proposito della rabbia, e’ che, nonostante venga spesso etichettata come emozione negativa, da evitare in noi come negli altri, di fatto diventa negativa, e soprattutto distruttiva, quando non viene riconosciuta e usata al momento in cui emerge, ma viene repressa con conseguenze dannose non solo per se stessi, ma anche per gli altri.
Il problema è che fin dalla tenera età ci viene insegnato che è cattivo e sbagliato esprimere la collera; ancora oggi questa emozione viene considerata inopportuna, irragionevole, associata all’aggressività e al capriccio; La gente è spesso spaventata dalla propria rabbia: teme che la spinga a compiere qualche azione dannosa e, di conseguenza, ci si rifiuta di prestare attenzione alla collera degli altri e si esita ad esprimere la propria.

E’ importante quindi considerare che, se non ci siamo mai concessi di esprimere la rabbia, probabilmente ne abbiamo accumulata una montagna dentro di noi.
Reprimendola, è più probabile che la rabbia esploda in momenti inopportuni e soprattutto verso persone e situazioni che hanno poco a che fare con la causa originale della rabbia che ci ribolle dentro, ed e’ anche piu’ probabile che ce la prendiamo con chi crediamo sia piu’ debole di noi, non fosse altro che per avere un minimo di senso di potere.  Un atteggiamento questo, tipico delle bestie, temere il piu’ forte e sopraffare il piu’ debole, quando invece, l’essere umano, a differenza degli animali, può dominare i suoi istinti.
La rabbia repressa si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità; inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera.
E’ fondamentale dunque, per la nostra salute psico-fisica, imparare ad esprimere la collera in maniera costruttiva ed appropriata.
Senza rabbia si e’ privi di protezione, senza rabbia siamo alla merce’ delle reazioni altrui e non possiamo prevenire tali reazioni dal riaccadere, per noi e per gli altri. La rabbia usata costruttivamente aiuta a sviluppare fiducia in se stessi in quanto non e’ necessario che monti fino ad esplodere per esprimerla. E’ importante riconoscerla al momento in cui emerge, per quello che e’: un meccanismo di protezione che ci segnala che c’e’ qualcosa che non va, una reazione di insoddisfazione intensa, suscitata generalmente da una frustrazione che ci riguarda e che giudichiamo inaccettabile; dunque la rabbia, comunque venga espressa,  in modo esplosivo o in forma repressa, agisce come un segnale d’allarme. La nostra rabbia ci mette a conoscenza del fatto che ci fanno del male, che i nostri diritti vengono violati, che i nostri bisogni e i nostri desideri non sono soddisfatti.
Imparare a manifestare la propria collera significa conoscere i propri reali bisogni e intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano.

COME ESPRIMERE LA RABBIA

Riabilitare la rabbia non significa tuttavia lasciarsi andare a comportamenti irosi.
Non c’è bisogno di urlare o di arrivare addirittura alle mani per esprimere la propria irritazione. L’arma migliore è la parola. E’ bene però utilizzarla consapevolmente per esprimere i veri motivi delle nostre insoddisfazioni. Dietro la collera si nasconde sempre una sofferenza. Adirarsi ad ogni costo e contro chiunque è un modo per sottrarre energia alla disperazione e non guardare in faccia il dolore. Perché il proprio malcontento sia preso seriamente in considerazione, è bene esprimerlo con la massima calma.
Di seguito alcuni consigli utili per fare in modo che questa emozione diventi costruttiva:

PLACARE L’EMOZIONE PARLANDONE CON UN AMICO:

Per rendere possibile un approccio disteso alla discussione con la persona che ci ha fatto arrabbiare, può essere utile scaricare preventivamente le proprie tensioni, telefonando ad esempio ad un amico per raccontargli l’accaduto. Questo serve a far passare il primo moto di collera, quello più aggressivo, senza contare che una terza persona potrebbe suggerirci un modo diverso di guardare le cose.

CHIARIRSI LE IDEE:

avere infatti un’idea precisa di cosa si sente dentro e di cosa ci si aspetta possa accadere dopo una discussione, ci aiuta a mettere a fuoco le cose da dire, gli argomenti da mettere in campo. E ci dà una mano a controllare le cose, in modo che l’emozione non prenda il sopravvento facendoci sfuggire il controllo della situazione. Per acquisire chiarezza, può essere utile porsi delle domande:
che cosa ha scatenato la nostra collera?
Il nostro interlocutore ci ha nuociuto intenzionalmente o per errore?
Siamo sicuri di non esserci sbagliati sulle sue intenzioni? O di non aver mostrato eccessiva suscettibilità?
La situazione merita una reazione decisa?
Abbiamo considerato delle alternative per sdrammatizzare?
Spetta al nostro interlocutore cambiare o a noi farci capire meglio?
Che risultati ci aspettiamo dalla nostra collera?
ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI:

è necessario farlo dopo aver placato le proprie emozioni. L’atteggiamento da adottare è di tipo assertivo, evitando dunque di scadere in eccessi di alcun tipo, quali le ingiurie e le accuse.
Lo scopo è infatti quello di ristabilire un equilibrio e non di schiacciare l’interlocutore: lo psicoterapeuta americano Thomas Gordon ha elaborato il sistema dei cosiddetti “messaggi-io”, che si basa sul principio di parlare di sé in questo modo: definendo con precisione ciò che ci ha disturbato (quando tu…), raccontando le nostre emozioni (mi sento….), condividendo le nostre aspettative (perché io…), esprimendo i nostri bisogni attuali e le motivazioni (e io ti chiedo di.. in modo da..). Il beneficio di esprimere la collera va oltre il sollievo di togliersi un peso, significa ridefinire le relazioni con se stessi e con gli altri.
ESPRIMERE APERTAMENTE LA RABBIA:

è importante permettere a se stessi di avvertire completamente la rabbia, creando un posto sicuro per poterla esprimere, da soli, o con un amico fidato o con un esperto. Se siamo soli in un posto sicuro, permettiamoci di parlare ad alta voce, di vaneggiare, di scalciare o urlare, di lanciare e colpire cuscini. Dopo aver fatto ciò in un ambiente sicuro, (per un periodo potremmo aver bisogno di farlo regolarmente) non avremo più paura di compiere un atto distruttivo e saremo capaci di affrontare in modo più efficace, le situazioni che ci si presenteranno.

fonte: http://www.wmrconsulting.it/

Come trasformare un sentimento represso in equilibrio ed energia

Compralo su Macrolibrarsi

La rabbia è femmina. Ed è un sentimento latente e molte volte represso che si può governare con grande soddisfazione. È il risultato dei traumi fisici ed emotivi – abusi, perdite, carenze – vissuti nell’infanzia che, restando imprigionati nel corpo, accumulano un’energia dirompente ma ingabbiata che genera solo malessere.

Quante di noi soffrono di questa situazione, ma non la affrontano adeguatamente? Anzi la travestono in uno dei sei modi che questo saggio illustra – dominio, provocazione, distrazione, dedizione, dipendenza e depressione – perché sia accettabile socialmente?

Serio e documentato, ricco di numerosi questionari di autovalutazione, questo libro è un viaggio di profonda introspezione per capire, analizzare e approdare infine a possibili soluzioni. È un percorso verso la libertà, liberate dai fardelli che il tempo ha reso sempre più pesanti, per sfruttare con intelligenza il potenziale straordinariamente arricchente della nostra rabbia.

Guidate dai consigli dell’autrice, creati ad hoc per ogni tipologia d’intervento e testati nei suoi seminari, potremo ritrovare l’equilibrio e la serenità attraverso pratiche spirituali e fisiche che spaziano dalla meditazione alla danza, dalla fisioterapia all’esercizio del perdono e della compassione.

Un punto di partenza per una radicale trasformazione personale.

Ridere, fa bene!

ridere

Ridere, specialmente nelle situazioni critiche e disperate, libera tutta una serie di mediatori e neurotrasmettitori endorfinici che possono capovolgere emozionalmente la più drammatica delle situazioni, basta solo avere la costanza di continuare a ridere a crepapelle per almeno dieci minuti e il gioco è fatto, tutto il resto della vostra persona entrerà in risonanza con la risata iniziale, scacciando il demone della disperazione dalle vostre menti atterrite e sconvolte.
Ridere, fa ridere non solo il volto, ma anche il diaframma, i visceri, migliora la circolazione sanguigna, e incrementa le difese immunitarie ed alcalinizza notevolmente cellule e tessuti.

Per ridere si utilizzano oltre sessanta muscoli, pellicciai, mimici, cervicali ecc., mentre per piangere solo una ventina …

Il vero jogging per l’anima quindi, non è forse la risata?
Ridere è più facile di quanto possiate supporre; basta semplicemente cercare d’imitare qualcun altro che già sta ridendo e il gioco è fatto. Se sentite ridere qualcuno e la sua risata vi piace, abbordatelo senza riserve dichiarandogli apertamente che avreste intenzione di clonare e apprendere la sua bellissima risata. Identificate e memorizzate bene la fisiologia dello stato d’animo correlato alla risata e servitevene per ricrearlo quando ce n’è bisogno; infatti, solo modificando la fisiologia dei vostri stati emozionali negativi, sarete in grado di migliorare il livello della prestazione e, cosa più importante, non sarete divorati dagli squali che potreste incontrare lungo la vostra rotta!

Tra tutti gli esseri viventi, solo l’uomo ha il dono del sorriso. Infatti ridere è un’attività tipicamente umana legata, sembra, a fattori organici.E’ l’uomo e non l’animale, a essere dotato del muscolo risorio del Santorini, situato lateralmente alle labbra, che quando si contrae fa ritrarre la bocca. Il risorio e il grande zigomatico provocano, fisicamente la risata.
Pensate che ridere é un’espressione innata. Tutti abbiamo la facoltà di ridere, indifferentemente a quale cultura apparteniamo o in quale parte del mondo viviamo. Il primo sorriso compare sul volto di un bambino entro le prime sei settimane di vita, ed é, con il pianto, uno dei pochi mezzi che ha per comunicare.

Ma che il ridere potesse diventare veramente una terapia utile per accelerare il processo di guarigione anche di mali fisici, é una intuizione piuttosto recente. Secondo alcuni studiosi, infatti, tutti noi nasciamo con una naturale tendenza verso il gioco e il divertimento in genere. Quando si diventa adulti, purtroppo, questa naturale inclinazione viene spesso sostituita dall’ansia, dalla depressione e dalla paura, anche se i nuovi umori non riescono, fortunatamente, a schiacciare completamente il nostro cosiddetto “potenziale creativo”.

Ridere cambia l’atteggiamento mentale. La mappa che ognuno, attraverso traumi e dolori si è formata nella mente, attraverso il riso e la positività muta colore, dimensione, suono.

E’ per questo che, anche alla luce del Pensiero Positivo e dei suoi insegnamenti, nell’ambito delle nuove terapie alternative alla medicina tradizionale è nata la “Comicoterapia”, un metodo di guarigione che trova le sue basi nella Gelotologia (dal greco “gelos”, che vuol dire “riso”), ma anche nella medicina psicosomatica e nell’immunologia neuro-psichica.

PERCHÉ É UTILE E IMPORTANTE FAR SORRIDERE?

Gli effetti psicologici e biologici del riso sono tutti positivi. Ridere infatti è un esercizio muscolare e respiratorio, che permette un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie superiori.
Ridere può in effetti far cessare una crisi di asma, provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, per azione del sistema parasimpatico. Per coloro che soffrono di enfisema, ridere, provocando l’aspirazione dell’aria, migliora l’insufficienza respiratoria. L’aumento degli scambi polmonari tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue, promuovendo un effetto benefico sul colesterolo. Quando noi ridiamo, tutto il nostro corpo ride e si rilassa. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano.
Si può affermare quindi che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi. Ridere inoltre possiede una funzione depurativa dell’organismo per espulsione dell’anidride carbonica, e permette un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.

Ridere combatte la stitichezza perché provoca una tale ginnastica addominale che rimesta in profondità l’apparato digestivo. Sullo stato generale di salute, ridere combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione infatti causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere calma il dolore, in quanto distrae l’attenzione da esso (calma temporanea) e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere, e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l’insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne. Ridere è il mezzo più sano per vivere meglio e più a lungo possibile sfidando le frustrazioni della vita.
Elenchiamo qui di seguito alcuni degli effetti benefici della risata:

Benefici generali al corpo, alla mente e all’intelletto (confermati da diversi setting di ricerca in particolare grazie alla riduzione dell’ormone dello stress). Senso di benessere e di leggerezza
Controllo della pressione alta e dei problemi cardiaci (confermato da una ricerca condotta su persone reduci da infarto del miocardio: mezz’ora al giorno di umorismo riduce il rischio di ricadute)
Aumento delle difese immunitarie (recentemente anche il Center of Public Health di Loma Linda, in California, ha dimostrato un netto incremento di molti parametri neuroimmunologici dopo l’esposizione a situazioni umoristiche). Aumento del livello delle endorfine e controllo del dolore

Benefici legati alla respirazione, in particolare per chi soffre di bronchite e di asma; aumento del livello di ossigeno nel sangue (una ricerca condotta presso l’Unità di Riabilitazione Respiratoria Don Gnocchi di Pozzolatico conferma: “…la risata è una ginnastica per i polmoni”). Miglior controllo del linguaggio per attori e cantanti. Effetto di ringiovanimento e maggior durata della vita (i ricercatori finlandesi del National Public Health Institute hanno dimostrato che esiste una stretta relazione tra durata della vita e pensiero positivamente orientato). Sviluppo della personalità e della propensione alla leadership
Miglioramento della capacità di lavorare in team.
Miglioramento delle relazioni interpersonali e maggiore consapevolezza di sé
Aumento della creatività.

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.

Fonte: http://www.clownterapia.it/

Un metodo semplice ed efficace per migliorare la qualità della propria vita

Prezzo € 14,50
Compralo su Macrolibrarsi

Da quando l’uomo ha fatto la sua prima risata sa che ridere fa bene e, soprattutto, che non ridere per troppo tempo fa male. Il riso è uno dei modi più semplici e naturali per conoscere il mondo che ci sta intorno e per goderne. Inoltre è un potente analgesico contro i dolori fisici e psichici.

Cercare la risata significa anche cercare una parte fondamentale di se stessi: per poterla incontrare sempre più spesso è necessario amare ciò che siamo e quel che facciamo, instaurando una relazione sensata con ogni aspetto della nostra vita, buona o cattiva che sia.

Attraverso un profondo lavoro su di noi e sul modo in cui ci poniamo nei confronti degli altri possiamo imparare a ridere e far ridere. In famiglia e sul lavoro, nel rapporto di coppia, nelle diverse stagioni della vita, per superare le piccole delusioni quotidiane o quando invece fronteggiamo situazioni molto serie e drammatiche, sono infinite le situazioni nelle quali (sor)ridere può essere un’ancora di salvezza e un modo per riacquistare fiducia.

Per tale motivo Michele Galgani ha raccolto in questo volume preziosi suggerimenti e pratici esercizi che riguardano sia il linguaggio verbale sia quello del corpo, ispirato da una certezza fondata sulla sua lunga esperienza di terapeuta del riso: smettere di ridere è un po’come rinunciare a vivere.

Conosci te stesso

crescita-interiore

Conosci te stesso” era scritto all’entrata del tempio di Apollo a Delfi. E’ l’invito che rimbalza vivace senza trovare risposta fino ai nostri tempi, domanda spesso dimenticata, trascurata ma sempre viva e potente.

Sono immenso, contengo moltitudini, mi contraddico” scrive Walt Whitman, tracciando in un solo verso il manifesto di quella spinta umanistica che vivificherà, anche dopo di lui, la psicologia. Poeta e scrittore americano dell’800, di lontana origine olandese, Whitman è un cantore della libertà; pone l’essere umano al centro della sua indagine e della sua poesia e così facendo offre una delle più belle tracce di lavoro sull’eterna questione messa in gioco dalle filosofie di tutti i tempi.

C’è chi arriva a porsi la domanda “Chi sono io?” per curiosità, chi per l’ambiente culturale in cui cresce e chi per disperazione, quando rimane l’unica cosa in grado di risollevare e riorientare lo sguardo dopo una delusione, dopo la scoperta di non essere eterni e onnipotenti oppure di non poter basarsi sulla pubblicità in tv per fare progetti per la propria vita.

Quello che oggi in psicologia si chiama “crescita personale” è semplicemente questo, affrontare la domanda “chi sono io?” con l’obiettivo di portarla – aperta – sempre con sé, senza affrettarsi a dare risposte facili e sicure, destinate immancabilmente a rivelarsi incomplete e insoddisfacenti. Non è facile rispondere perché ricchi, molteplici e in continua evoluzione siamo, e in questo Whitman, da buon introspettivo, come tutti i poeti, ha visto giusto. Come fare allora per rispondere all’appello della vita che molti sentono, prima o poi, di mettere in viaggio – metaforicamente parlando – alla ricerca di sé?

La prima cosa, ed è ancora la filosofia greca a dare il “la”, è quella di riconoscere di non sapere ancora chi siamo – “sapere è sapere di non sapere” dice Socrate –  e di mettersi in ascolto pazientemente, umilmente quasi, mettendo da parte tutte le idee preconcette che abbiamo di noi stessi, quello che vorremmo essere, quello che gli altri vorrebbero che fossimo, quello che pensiamo di essere e quello che gli altri pensano che siamo, per aprirci invece a una pacata osservazione di cosa siamo effettivamente, momento per momento.

E’ una ricerca lunga, è un puzzle pluridimensionale quello che dobbiamo costruire raccogliendo frammenti di sensazioni, emozioni, pensieri, desideri, aneliti, valori, ideali sino a comporre un’immagine rappresentativa di questa complessità, in cui non esiste nulla che sia bello o brutto, giusto o sbagliato, ma in cui con occhio imparziale, dobbiamo imparare a riconoscere tutte le diverse sfumature che fanno parte di quel mondo intero che chiamiamo “io”. Un mondo che si rivelerà difficile da descrivere, proprio come un pianeta come il nostro, come la Terra, è difficile da raccontare e ci vogliono interi atlanti, con diverse tipologie di mappe per poter dare un’idea della sua complessità.

Non ci sono scorciatoie per la crescita personale, bisogna conoscersi a poco a poco e cominciare a percorre e a piedi le diverse strade del “pianeta che siamo” per sperimentarci nella pratica e raccogliere informazioni su ciò che ci piace, ciò che ci riesce meglio, ciò che desideriamo, ciò che possiamo e ciò che temiamo, per mettere in luce i nostri punti di forza e riconoscere i nostri limiti, decidendo quando oltrepassarli per sfida e quando accettarli con tolleranza.

E’ un lavoro da esploratori conoscere se stessi, E’ un lavoro da svolgere su due diversi fronti, uno esterno e uno interno. All’esterno, guardando ciò che diciamo e facciamo, notando come gli altri interagiscono e reagiscono a ciò che diciamo e facciamo; all’interno – e questo è ancora più difficile – facendo bene attenzione a ciò che sentiamo fisicamente, ciò che proviamo emotivamente e anche a quali pensieri stiamo ospitando e coltivando. Anche il viaggio più lungo inizia col primo passo, scrive Lao Tzè, quindi, taccuino alla mano e sguardo attento, con un po’ di tempo ogni tanto per riflettere sui dati raccolti. Buon viaggio!

Marcella Danon

fonte: http://www.lifegate.it

Compralo su MacrolibrarsiUna guida per ritrovare dentro di sé il senso dell’esistenza, percepire le proprie potenzialità, manifestare la propria scintilla, creare il proprio destino, realizzare se stessi. In una parola: vivere.

Cos’è l’ansia?

relax_respiro

L’ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l’apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione.

Tuttavia l’ansia è un’emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress, il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo prima ancora che quest’ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all’esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento e alla eventuale fuga. Questa caratteristica di interesse ed evitamento nei confronti di un possibile pericolo si ritrova soltanto negli uomini e negli animali superiori e favorisce la conoscenza del mondo circostante e un migliore adattamento ad esso.

È per questo motivo che tutti noi abbiamo provato e proviamo ansia e, allo stesso tempo, siamo capaci di comprendere facilmente l’ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d’animo. L’ansia è insomma un’emozione fondamentale e del tutto spontanea, che ha la funzione di proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all’azione e contemporaneamente motivandoci all’interazione con il mondo circostante.

L’ansia ha altre funzioni fondamentali oltre a quella sopraccitata; essa ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente, in particolar modo in quelle attività che non svolgiamo con interesse ma che dobbiamo portare a termine. Studiare per un esame poco interessante, per esempio, diverrebbe pressoché impossibile se non vi fosse una spinta sottostante di ansia da prestazione. Anche svolgere il proprio lavoro quotidianamente con impegno non sarebbe sempre possibile senza la pressione dell’ansia. Allo stesso modo, anche un’azione apparentemente banale come quella di uscire di casa in tempo per prendere l’autobus o il treno fallirebbe miseramente se fosse esente da ansia.

Questi tipi di ansia sono costruttivi, ovvero risultano funzionali alla nostra sopravvivenza. Fungono da intermediario tra il mondo esterno e il nostro mondo psichico interno, rendendoci capaci di far fronte ai problemi della vita e di adoperarci per migliorare il nostro adattamento all’ambiente. Sono dunque fattori di crescita e sviluppo della personalità che forniscono stimoli e motivazione all’accrescimento.
ESERCIZI EFFICACI PER ALLEVIARE L’ANSIA

Al di là della terapia farmacologica e della psicoterapia, la cui efficacia è stata dimostrata, esistono molti rimedi più semplici che chiunque può praticare a casa propria. Tra questi le tecniche di rilassamento, che richiedono uno sforzo limitato e possono essere utilizzate in qualsiasi momento. Queste tecniche rappresentano una risposta naturale e fisiologica allo stress; possono verificarsi anche quando non si è coscienti di queste reazioni del nostro corpo. Il rilassamento viene definito come uno stato psicofisico nel quale l’individuo si sente sollevato dalla tensione. Raggiungere uno stato di rilassamento significa quindi essere in grado di controllare il livello di attivazione fisiologica, in modo tale da creare i presupposti per liberarsi dalla tensione.

Quando lo stress e l’ansia condizionano il normale funzionamento dell’organismo il rilassamento può essere utile al fine di ristabilire l’equilibrio. In oriente le tecniche di rilassamento sono conosciute e seguite da secoli: i maestri di yoga le praticavano come un aspetto fondamentale della loro disciplina; in occidente invece l’interesse per queste tecniche è stato scarso fino agli ultimi decenni, quando si è iniziato a considerare l’organismo come un sistema complesso costituito dall’interazione tra mente e corpo. Un contributo fondamentale allo studio del rilassamento e alla sua pratica terapeutica fu apportato dal professor J. H. Schultz, il quale sviluppò un metodo chiamato training autogeno. Si tratta di uno stato di leggero trance autoindotto attraverso tecniche di autosuggestione, il quale porta ad uno stato di rilassamento fisico e mentale.

Dopo gli studi di Schultz, molti psicologi e medici hanno cominciato ad usare le tecniche di rilassamento in aggiunta alle terapie di tipo convenzionale. Grazie al crescente interesse per questo campo di studi oggi sappiamo che tecniche diverse possono essere adattate a diversi tipi di personalità. Le tecniche proposte in questa sezione vanno intese come un semplice esercizio di rilassamento da poter utilizzare comodamente a casa propria quando si ha un po’ di tempo da dedicare a sé stessi.

Chiunque può eseguire questi semplici esercizi e trarne beneficio, non c’è alcuna controindicazione o pericolo.
Prima di iniziare con gli esercizi è necessaria una fase di preparazione per predisporre corpo e mente al rilassamento:

Indossa abiti comodi e leva le scarpe prima di iniziare l’allenamento;
Puoi sedere su una poltroncina, su un divano, su una sdraio o sdraiarti sul letto, avendo l’accortezza di verificare che nessuna parte del corpo sia in tensione;
Sistemati in una posizione comoda, non importa se sdraiato o seduto;
L’importante è sentirti comodo;
Può essere utile passare qualche minuto sprofondando sempre di più nella poltrona;
Se sei seduto appoggia le mani sulle gambe o sui braccioli;
Se sei sdraiato metti le braccia lungo i fianchi.
Le tecniche risultano più efficaci se praticate ad occhi chiusi.

ESERCIZIO : Respirazione controllata
• Chiudi gli occhi;
• Fai un respiro profondo, contando mentalmente e lentamente fino a tre;
• Spingi l’aria inspirata verso la pancia, e via via sempre più su fino a riempire completamente i polmoni;
• Trattieni il respiro per circa tre secondi;
• Non avere fretta, prenditi il tuo tempo;
• Espira lentamente contando fino a cinque;
• Non forzare eccessivamente il respiro, ma mantienilo fluido e regolare;
• Ripeti l’operazione;
• Concentra l’attenzione su quel punto della pancia che si alza e seguilo su fino al torace;
• Utilizza il naso per inspirare, la bocca per espirare;
• Mentre espiri cerca di liberare la mente da problemi e preoccupazioni;
• Fai scorrere via i pensieri insieme all’aria che esce dal tuo corpo;
• Mantieniti calmo e rilassato;
• Concentrati sulla respirazione e prova a ripetere l’esercizio per dieci minuti;
• Se ti concentri sulle fasi della respirazione non verrai assalito da pensieri spiacevoli.

Esercitati per pochi giorni e presto scoprirai come sia facile raggiungere uno stato di rilassamento.

fonte: http://www.nienteansia.it/


Maurizio Morelli

Respirazione Yoga contro L’ Ansia e lo Stress – DVD

Dallo yoga l’aiuto più efficace e naturale

Compralo su Macrolibrarsi

Quando attraversiamo un periodo prolungato di ansia e di stress, un profondo disagio pervade ogni ambito della nostra vita e, facilmente, ci sentiamo senza via d’uscita. Fortunatamente non è così.

La respirazione yoga, che agisce contemporaneamente sul corpo e sulla mente, ci offre l’opportunità di operare in noi profonde trasformazioni.

Tutti gli esercizi presentati in questo DVD, semplici ed eseguibili anche da chi non ha familiarità con lo yoga, ci aiutano sia a rilassarci sia a potenziare e a utilizzare al meglio l’energia vitale, creando le condizioni indispensabili per rinnovare la nostra esistenza.