Babbo Natale e l’inaspettata Neve – Babbo Natale interstellar – Letture a capitoli

«I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti»,
così affermava Charles W. Eliot.

E se Natale si avvicina, non avete ancora trovato il regalo per bambini/ragazzini e volete donare una vera e propria occasione di crescita, scoperta e meraviglia, un libro fa al caso vostro. Ecco qualche consiglio di lettura per far viaggiare i giovanissimi lettori attraverso infiniti mondi possibili, dove fantasia, conoscenza e divertimento si fondono in un unicum.
I primi lettori hanno a disposizione un vasto panorama di scelte in grado di trasportarli in un mondo ove la fantasia diventa occasione di maturazione e la lettura mostra le sue infinite possibilità.

Per un dono all’insegna dell’ironia, imperdibile è “Babbo Natale e l’inaspettata neve” (Rizzoli), terzo capitolo della saga ironica scritta dal cosentino Michele D’Ignazio: con le coloratissime illustrazioni di Sergio Olivotti.
Vi ricordate il nostro caro Babbo Natale che dopo aver perso il suo amato lavoro si è ritrovato a fare il netturbino? Bhè da quel giorno la vita del nostro vecchietto preferito dalla barba bianca e lunga, il cappottino rosso e il cappello in tinta, è letteralmente cambiata! (leggi la recensione delle precedenti avventure qui: Babbo Natale fa gli straordinari 
Il secondo lavoro di Babbo Natale )
Pensate… ha vinto anche il premio come miglior lavoratore dell’anno e per finire ha anche messo su famiglia.

Babbo Natale ha vissuto diverse emozioni grazie anche ai suoi diversi lavori che hanno accresciuto il suo curriculum. Quando nella sua vita arriva Neve, lui la guarda con curiosità, non si occupa di lei, lo fa Bice.

Piano piano comincia ad avvicinarsi di più a lei e a farle vivere momenti indimenticabili, anche perchè la piccola Neve è adorabile e ha una bella fantasia.

Babbo Natale e Neve fanno delle cose davvero carine, come far ballare i calzini spaiati nella lavatrice, oppure fare disegni con le nuvole. In tutto questo c’è di mezzo il Natale e il lavoro che c’è dietro, ovvero preparare i regali per i bambini. Ma Babbo Natale è in ritardo, non sa se riuscirà a farglieli avere in tempo.

Con l’aiuto della Befana e della piccola Neve, Babbo Natale riesce a preparare doni più piccoli ma con un significato davvero profondo.

“Dono, però era la più dolce delle parole:
perchè non presuppone qualcosa di materiale,
ma un sentimento che viene dal cuore.
Semplice, ancestrale.”

Babbo Natale e l’inaspettata Neve racconta una storia emozionante scritta in modo impeccabile da Michele, che scava nel profondo dei cuori, regalando una luce splendente. Ci insegna la vera importanza del Natale, “perchè le parole possono trasportare qualsiasi emozione da un cuore all’altro“, allora una lettera sarà un dono speciale.
Una lettura divertente e simpatica che risveglierà anche negli animi più “grinch”, quella voglia di ritornare bambini per sperare con tutte le forze di vedere anche per un instante il vecchietto di rosso vestito, più desiderato del mondo, ma ricordate, il dono più grande siete voi stessi e non i regali che state aspettando!


Un’altra bella uscita per questo Natale è “Babbo Natale Interstellar” edito da Mondadori è lo spassosissimo racconto di Pietro Valsecchi, un’avventura tra alieni, turboslitte ipermoderne e Babbi Natali che devono mettersi al passo con i tempi, per raccontare con il sorriso l’inclusione e la diversità.

“Non posso permettere che passi il Natale da solo…Come ti chiami?”
“Mark”
“Mark, a Natale tutti hanno diritto di essere felici e di farsi una bella mangiata in famiglia.
Ti porto io a San Francisco.
tanto devo già andare a Los Angeles, che vuoi che sia una piccola deviazione…”
“Ma… se gli aerei sono bloccati, come ci arriviamo?”
“Oh, oh, oh,… Io sono Babbo Natale, sono laureato in desideri impossibili!”.

Ci troviamo chiaramente in Lapponia a inizio ottobre e Natale è già nell’aria: è il momento della prima grande ondata di lettere. Peccato che nell’enorme cassetta rossa di Babbo Natale non ce ne sia nemmeno una…

Diciamocelo, è ora che Bi-enne, come lo chiamano i ragazzini su YouTube, si modernizzi! Non si mandano più lettere, ma email. Babbo Natale deve stare al passo coi tempi, crearsi dei profili social, svecchiarsi!

Così, la notte prima della vigilia, ecco che i tecnici della NASA gli fanno trovare una turboslitta ipermoderna. Il giro di prova, però, non va esattamente come dovrebbe e Babbo Natale, insieme a Greta, la viziatissima figlia del re dei corrieri express, e a Mark, un ragazzino nerd cresciuto in orfanotrofio, si ritrova perso nello spazio. Più precisamente, su Zetazeta, nel buco nero Zeta. Il comitato di accoglienza è composto da strambi alieni dalle forme ancora più strambe e da un nugolo di giovani zetiani che li tempestano di domande.

Manca pochissimo alla notte di Natale e Babbo non può deludere i milioni di bambini che lo aspettano sulla Terra… Oh, oh, oh! Come farà a riparare la slitta e a tornare dai suoi amati elfi?


Una lettura piacevole e spassosa con illustrazioni a colori sparse nelle varie pagine a far da contorno apprezzatissimo della storia. Lettura consigliata dai 9/10 anni.

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Flix Tomi Ungerer

Il signor Zeno Krall era un gatto felice e soddisfatto.
…amava sua moglie Colza… e la sua felicità fu ancora più grande quando lei gli annunciò:
“Tesoro, presto saremo in tre!”
“Aspettiamo visite?”
“Sì, il nostro bambino”.

Flix è un carlino, e questo non sarebbe così rilevante, non fosse che i suoi genitori, i signori Colza e Zeno Krall, sono entrambi gatti.


Appena nato, il padre guarda incredulo il suo musetto piatto e tutto a pieghe e la gioia di essere diventato papà cede momentaneamente il posto ad un grande turbamento. Sì, Flix è un cane, e allora? Manco a dirlo per la mamma, non sussiste alcun problema.
Alla fine è solo una questione di genetica visto che la nonna di Zeno aveva avuto una relazione proprio con un cane. 😉

Grazie al modo di vivere della mamma e del papà, Flix cresce a Borgatto e viene educato sia come cane, grazie all’aiuto del migliore amico di famiglia, Medoro, (anch’esso un cane, per la precisione un bassotto), che come un gatto e tali doti, come si vedrà in seguito, non sono indice di diversità, ma un valore aggiunto.

Purtroppo, la sua vita è tutt’altro che facile: viene guardato male a Borgatto; è bullizzato perché visto diverso. Con il suo trasferimento a Canecittà la situazione si ribalterà e Flix si sentirà finalmente a suo agio a scuola e nella società.


La storia non si ferma qui, perché Ungerer non vuole mettere il punto lasciando il messaggio sbagliato che basta ritrovarsi tra i propri simili per vivere serenamente, no assolutamente.
Flix si ritroverà a vivere situazioni in cui ne uscirà da eroe aiutando chi si trova in pericolo, senza badare alla razza o al genere.

 

Flix di Tomi Ungerer pubblicato da Camelozampa è una storia attualissima, che con un pizzico di umorismo diventa un esilarante manifesto sulla bellezza della diversità e contro ogni forma di razzismo.


Questo è sicuramente uno dei più amati classici di Tomi Ungerer, già tradotto in tutto il mondo, torna in Italia dopo oltre vent’anni e per la prima volta nel grande formato originale, con una traduzione particolarmente attenta al rispetto del testo originale.

Dietro questa storia raccontata con grande leggerezza, c’è anche qualcosa dell’esperienza, tutt’altro che leggera, dell’autore che visse la sua infanzia in luoghi di confine e di scontro.
Sono nato emigrante nel mio stesso paese e lo sono rimasto per tutta la vita. […] Ero francese prima della Seconda Guerra Mondiale, poi sono arrivati ​​i nazisti ed ero tedesco. Dopo la guerra ero di nuovo francese.
Tomi Ungerer (1931-2019) è stato uno dei giganti della letteratura per bambini.

Flix, pagina dopo pagina ci parla di diversità, di emarginazione, ma soprattutto del fatto che non bisogna mai arrendersi e grazie alle doti uniche di ognuno ciò che ci differenzia non è più un ostacolo, anzi è un valore aggiunto, perchè siamo tutti diversi, e con qualità uniche.

Un albo illustrato che contiene un forte ed importante messaggio contro ogni forma di razzismo o esclusione, che insegna ai bambini a non farsi spaventare dai pregiudizi e che niente è davvero impossibile!

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Pinguino – Polly Dunbar

Ben riceve un regalo e all’interno trova un pinguino. Non un burattino, un vero pinguino che nomina subito Pinguino, ovviamente.

Ben ne è chiaramente entusiasta. Il rapporto tra i due però non sembra semplice.
Ben vuole giocare e chiacchierare con il suo nuovo amico, ma Pinguino non sembra voler sapere di comunicare o giocare
o ridere con il suo nuovo amico .
Ben cerca di coinvolgere il pinguino, non risponde. È silenzioso e statico.

Ben tenta di provocare una reazione con il solletico, o facce buffe, o il canto di canzoni stupide in un cappello allegro. Niente! Il pinguino semplicemente non parla.
La gioia di Ben per il suo nuovo amico inizia a scomparire, lo prende in giro, lo imita e lo deride.
A questo punto il nostro protagonista prende misure drastiche: fa l’unica cosa necessaria, ovvero lanciare Pinguino nello spazio. Anche questa volta Pinguino non dice nulla.
Alla fine, Ben volta le spalle e ignora Pinguino.


Il testo può essere scarso, ma le illustrazioni di Dunbar parlano chiaro. E questa è una delle gioie del libro. È utile per una rapida, “solo un’altra storia” prima che le luci si spengano. Ma può anche essere letto a lungo, prendendo tempo per discutere i sentimenti dei personaggi (in particolare, Ben) interpretando il loro linguaggio del corpo, sapientemente mostrato dai disegni di Dunbar.
Sentendosi triste e rifiutato, Ben cerca di dare in pasto Pinguino a un leone di passaggio.
Il grande leone di Dunbar è amichevole e blu. È, senza dubbio, una creatura immaginaria e non vuole mangiare Pinguino.
Questo fa urlare Ben, ma poi il leone mangia Ben perché fa troppo rumore.
E il misterioso e silenzioso Pinguino, cosa farà adesso!?
Un bel morso al naso di leone per liberare Ben!
Cosa ci vorrà perché Pinguino parli?

Pinguino, dopo aver liberato Ben, finalmente parla, ma la storia che racconta è raccontata in modo pittorico…poco importa perchè c’è affetto tra loro.

Pinguino di Polly Dunbar edito da Camelozampa è un bellissimo libro da leggere e rileggere sia per ridere che per riflettere sul ruolo delle parole e delle immagini, ma anche su come ognuno di noi possa esprimersi in modo diverso ma comunque profondo.

Un libro per bambini coinvolgente e divertente e un’ottima lettura per bambini piccoli e bambini in età prescolare.
Le illustrazioni di Polly Dunbar sono meravigliose e la sua tavolozza elegante – dalle accattivanti guance rosee di Ben al magnifico leone turchese che lo divora.

In una intervista Polly Dunbar ha aggiunto:
“Penso che sia importante dare ai bambini quella gamma diversa di sentimenti. Ti è permesso vivere quei momenti spaventosi nell’ambiente sicuro e controllato di un libro illustrato, e poi tutto torna a posto”.

La storia di Pinguino si legge dalla scuola dell’infanzia e anche alla scuola primaria per riflettere insieme sulla diversità e quindi sul valore dell’inclusione.
Tutti i bambini, fin da piccoli, devono imparare a rispettare gli altri, i loro pensieri e il loro carattere, nonché i diversi linguaggi e questo libro può essere un punto di passaggio per discuterne insieme. Infatti, anche in occasione di un nuovo arrivato in classe da un paese straniero potrebbe essere utile ricordare ai bambini che non tutti noi capiamo e parliamo tutte le lingue e accoglierci attraverso altri espedienti.
E poi lo consigliamo a… chi ama il diverso, a chi parla troppo poco e riesce a comunicarci il mondo, ma anche a chi parla troppo, per ricordargli che non sempre tutti vogliono pronunciare lo stesso numero di parole ogni giorno 😉

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Abbracciami – Eoin McLaughlin

Riccio era triste.
Triste come solo un riccio può sentirsi.
Così triste che solo una cosa avrebbe potuto aiutarlo.
“Per favore potresti abbracciarmi? – domandò Riccio.

Abbracciami di Eoin McLaughlin ed illustrato da Polly Dumbar, edito da HarperCollins è un tenerissimo libriccino che fa sciogliere come neve al sole, perchè parla d’amore, quello vero che ti completa, che accetta ed accoglie le tue peculiarità e che sa incastrarle con le proprie

Riccio si sente solo, a causa dei suoi aculei spinosissimi nessuno si avvicina a lui, e ne soffre. Gli altri animali hanno paura di lui e scappano, così Riccio inizia a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nel suo aspetto, qualcosa che lo porterà a non trovare mai nessuno con cui condividere la propria vita, nemmeno un abbraccio.

Poi c’è Tartaruga che viene da un mondo diverso, Tartaruga che non ha aculei che intimidiscano chi incontra sulla sua strada ma che deve fare i conti con una corazza dura e spessa, una corazza che fa da barriera inconsapevole tra lei e il mondo. Anche Tartaruga si sente sola, incompresa e incompleta.

Il formato del libro è piccolino, ma molto ricco nel messaggio. Si legge in due direzioni, si inizia conoscendo Riccio e, quando si arriva a metà della storia, ci si ritrova a dover capovolgere il libriccino per conoscere Tartaruga ed arrivare e ritornare lì a metà, dove avevamo lasciato Riccio.

Riccio e Tartaruga sono destinati ad arrivare nello stesso momento.
Riccio e Tartaruga hanno due storie diverse, non sono simili, non si assomigliano per certi versi ma sono compatibili e loro neanche lo sanno ancora.
Al momento giusto Riccio e Tartaruga arriveranno ad incontrarsi, trovando il modo per stringersi in quell’abbraccio d’amore che hanno sempre desiderato, senza la paura di poter fare del male all’altro.

Felici come solo un abbraccio può farti sentire…
Felici come si può esserlo solo in due.

Non fermatevi pensando che Abbracciami sia un libriccino dedicato soli ai bambini, non è così! Abbracciami parla d’amore, parla del non doversi mai nascondere, del non dover mai disperare, perchè quando meno ce lo aspettiamo il momento perfetto arriva


Abbracciami, ricorda a grandi e piccini il valore di un abbraccio, l’importanza dell’accettazione di ogni tipo di sentimento come la tristezza e che porta a vedere l’altro come qualcosa di uguale e mai diverso.
Proprio come Riccio e Tartaruga fermano il tempo regalandoci loro stessi un abbraccio fatto di tenerezza e calore, facendoci capire che l’apparenza spesso inganna e che il tempo anche se corre si può fermare.

Molto bello da regalare ad amico, alla nostra metà di vita, per i primi amori..o semplicemente per ricordare e per parlare dell’Amore.
Una dolce lettura che è come un abbraccio che scalda il cuore, un piccolo gioiello prezioso che racchiude sentimenti come l’amore e l’amicizia.

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Tad – Benji Davies

Tad era una rana. Beh non proprio…
lei era quasi una rana.
Tad era piccola
Più piccola dei suoi fratelli
Più piccola delle sue sorelle.
Tad era la più piccola quasi-rana
di tutto il grande stagno.

La piccola Tad vive in un grande stagno con tutti i suoi fratelli e le sue sorelle, e lei è la più piccola, e deve lavorare sodo per cercare di tenere il passo.


Le storie di uno spaventoso pesce chiamato Big Blub terrorizzano Tad e quando, giorno dopo giorno, pian piano tutti i suoi fratelli girini iniziano a crescere e a scomparire tutti misteriosamente, lei inizia a chiedersi se Big Blub sia arrivato a loro e, se presto, arriverà anche a lei. Tad si domanda se sono andati in un posto migliore o se non siano spariti mangiati dal grande Big Blub, il grande vecchio pesce spaventoso che vive nelle profondità dello stagno.


E Tad? Continuerà a rimanere piccola e continuerà a nascondersi da Big Blub?
Dove sono finiti tutti? Saranno forse stati catturati dal terribile Big Blub?
Tad, nonostante i timori, non si dà per vinta. Sarà anche piccola, ma le risorse non le mancano.
La storia di Tad porta con sè un grande forte e positivo messaggio, in un progressivo accendersi di colori, scopriremo, insieme ai piccoli lettori, che anche Tad è forte abbastanza …di salto in salto.

I colori e le illustrazioni sono luminose e meravigliose, attirano immediatamente l’attenzione. Poi noti la piccola Tad seduta su una foglia, che guarda in lontananza, pensando alla vita…

Tad di Benji Davies edito da EDT Giralangolo racconta una grande storia, su come superare la paura di crescere e le prove che ognuno di noi, piccoli e adulti, dovrà affrontare e di come sia necessario imparare a riconoscere i pericoli. Magari ci sarà qualche lacrimuccia, ma senza timore, perché passo dopo passo…così è la vita ❤
Il più piccolo girino del gruppo affronta la sua più grande paura in questo commovente libro illustrato,
il coraggio e la crescita sono il messaggio importante dietro questa storia sul crescere, ramificarsi e imparare a fare le cose nel proprio tempo.

“Crescere potrebbe richiedere più tempo quando inizi dal basso,
ma a volte i piccoli cuori hanno i sogni più grandi
e fanno i salti più grandi di tutti …”

Tad è fantastica. È resiliente e coraggiosa è impossibile non tifare per lei e non amarla fin da subito. Non si è mai sentita dispiaciuta per se stessa per essere piccola ed è in realtà un grande modello – per un girino …
Le illustrazioni di Benji sono semplicemente meravigliose, creano un mondo atmosferico e ritraggono brillantemente le emozioni di Tad; con il testo essenziale per comunicare e completare il racconto delle illustrazioni.
Benji Davies ha superato se stesso nel raccontare questa storia!


Tad è una splendida storia per tutti i bambini che si vedono più piccoli dei loro amici o fratelli
Una storia speciale da leggere con i bambini che si sentono lasciati indietro, esclusi o preoccupati di stare al passo con gli altri.
TAD è un viaggio colorato e coinvolgente nell’acqua
Una piccola perla, una meravigliosa storia sulla crescita, sull’abbracciare il cambiamento e sul correre il rischio!

…”A volte le storie più grandi provengono dai più piccoli inizi …”

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Ti mangio di baci – Carmen Gil

Il mostro Peloso era grande.
Più della quercia millenaria.
O della torre del castello.
O della montagna nuvolosa.

Peloso è un mostro molto grande che è sempre arrabbiato e solo. E più è solo, più si arrabbia, e più si arrabbia, più solo è…
Peloso era grande, enorme e soprattutto era sempre arrabbiato, arrabbiato e ruggente come una tempesta GRRRRRR !!


Peloso viveva nel paese dei paronzoli, adorabili esseri colorati che temono il grande mostro. Ogni volta che provano ad avvicinarsi a lui, scappano spaventati, intanto Peloso continua ad arrabbiarsi e ringhiare.
Una volta un paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi a lui, ma un disegno che stava facendo è andato storto e Peloso non poteva sopportare che qualcosa fosse andato storto. Il grande Peloso iniziò ad arrabbiarsi e cominciò a ringhiare e ad agitarsi. Grrrrrr


Il paronzolo viola iniziò a correre pensando che Peloso lo avrebbe mangiato.
Allo stesso modo in cui il paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi, così ha fatto anche un paronzolo blu, ma anche lui scappò dalla paura.

Ma arriva un giorno in cui un paronzolo arancione invece di scappare, gli sorride e questo sorprende così tanto Peloso che le sue sopracciglia sempre aggrottate si trasformano in un enorme sorriso. A poco a poco si rende conto che l’affetto che il paronzolo gli sta dando, anche quando è arrabbiato, gli fa perdere la rabbia…e tornare il sorriso!

Cosa succederà alla fine?
Farà amicizia davvero con tutti i paronzoli?
Perché il libro si chiama “Ti mangio baci” e non ho menzionato nulla sui baci?
Qual è la fine? Dovrete scoprirlo da soli 😉

Sai quando dicono… “amami quando meno lo merito, sarà quando ne avrò più bisogno“?
Ti mangio di baci di Carmen Gil edito da NubeOcho è una bella storia che mi ha ricordato quella frase.

Peloso aveva bisogno di amore, qualcuno che nonostante qualche momento no, e qualche arrabbiatura non se si fosse spaventato lasciandolo solo, accompagnandolo e convalidando i suoi sentimenti. Una storia che può insegnarci molto, sia ai più piccoli che a noi adulti 😉

Consiglio questo libro per lavorare sull’autostima, soprattutto nella fase dell’infanzia, dove si costruiscono veri sentimenti verso se stessi e verso gli altri. Possiamo anche lavorare con questo libro sull’empatia verso gli altri, poiché Peloso è un mostro che ha un problema a livello personale e questo influisce sui suoi rapporti con gli altri. Come possiamo aiutare alcuni amici che sono come Peloso?

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Groelefante & Topolino: Che Amicizia bestiale!

Tutto è possibile, anche gli incontri impossibili…
Scusa non ti avevo visto!
Nemmeno io!
Guarda ci assomigliamo!

Un bel giorno, per caso o per sbaglio, un elefante e un topolino si incontrano. Beh, ai nostri occhi non ci sono due animali più diversi: elefante grande, topolino piccolo, uno con la proboscide, l’altro con un naso piccolo, uno erbivoro e amante di grandi spazi, l’altro onnivoro e amante delle piccole cavità più nascoste…
Invece i due, fin da subito notano di avere molto in comune: quattro zampe, due orecchie, una coda e sono entrambi grigi, tanto basta per decidere di cominciare un viaggio insieme alla scoperta del mondo, in un susseguirsi di situazioni comiche e assurde lungo il corso delle stagioni.
E così li vediamo avviarsi, come se fossero amici da sempre.

“Rischia di essere un po’ lungo”
“Se sei stanco puoi sempre appoggiarti a me”
“D’accordo allora. Si va!

Così i due amici scoprono il mondo e i suoi abitanti, tutti diversi. Elefante e topolino, insieme fanno davvero tante cose…osservano gli altri animali che incontrano, fanno i bagni in mare, scivolano anche sul ghiaccio, visitano case stregate, viaggiano e viaggiano moltissimo, si mascherano e guardano insieme le stelle, si fanno domande, e filosofeggiano, imparano a conoscersi meglio e parlano, parlano, parlano…


E’ Groelefante a far tante domande e Topolino pare conosce tutte le risposte: è bello sapere le cose, ma anche molto bello scoprirle insieme.
Passa il tempo, passano le stagioni e i due nuovi amici scoprono che il tempo trascorso insieme è l’aspetto più bello della loro avventura.

“Di’ Groelefante, secondo te c’è qualcuno sulla luna?”
“Ma certo, guarda, s’illumina tutte le notti'”

Groelefante e Topolino di Pierre Delye e Ronan Badel edito da Terre di mezzo, è un libro illustrato a fumetti che conquista i bambini per l’ironia e la simpatia!


Pagina dopo pagina, storia dopo storia insieme a questi due amici di viaggio impariamo che le dimensioni non contano, che anche se siamo diversi in amicizia nulla cambia.
Groelefante e Topolino, insieme si completano, viaggiano, scoprono, corrono, vivono e insieme si divertono.
Questa divertente amicizia tra un elefante e un topolino è tanto improbabile quanto ovvia. Certo, sono diversi, ma si arricchiscono a vicenda e con tanto umorismo!
La storia è suddivisa in brevi schizzi indipendenti. Ogni pagina (o doppia pagina) costituisce una gag, ma i diversi episodi sono collegati tra loro, il che dà un filo alla storia. C’è l’incontro tra i due eroi, la loro scoperta del mondo e degli altri, il loro progetto di vivere insieme e stabilirsi nella stessa casa.

Le illustrazioni di Ronan Badel (autore e illustratore bretone) sono molto espressive, spontanee e vivaci. Pochi tocchi di acquerello colorano delicatamente le linee tracciate con una penna in inchiostro nero.
Pierre Delye, compone con saggezza e in modo molto divertente con le parole. Qui affronta i temi della differenza, dell’amicizia e della scoperta attraverso situazioni talvolta burlesche e discussioni del tutto assurde tra i due amici.

32 brevi racconti a fumetti dove non manca una parte di ironia sottile che attraversa queste pagine, anche se leggendoli con calma e con osservazioni si coglie qualcosa che va ancora più nel profondo, quella consapevolezza che hanno entrambi i due amici riguardo al loro sentirsi uguali uguali.


Piccole avventure per parlare di fiducia, coraggio, sintonia, oppure momenti esileranti…ecco dovete sapere che dopo averli conosciuti difficilmente li dimenticherete, anzi! 😉
Groelefante e topolino, sono amici per ridere insieme, divertirsi e viaggiare.
Da regalare e leggere a tutti i bambini, grandi e piccini
😉

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Quanto è grande un elefante – Rossana Bossù

Un orso polare è più
piccolo di un elefante
Per fare un elefante
ci vogliono 7 orsi polari

Un elefante è piuttosto grosso, ma per spiegarci quanto è grosso arrivano in soccorso 7 orsi polari. Quanto è grande un orso polare? Probabilmente quanto 4 leoni messi insieme. Ma per spiegare quanto è grande un leone… serve un animale più piccolo! E così via fino a che non si hanno tanti animali, talmente tanti da comporre il più grosso fra tutti! Vi lascio scoprire da soli quante pulci servono per fare questo animale 😉

Quanto è grande un elefante? è il titolo di questo albo illustrato che riprende in modo perfetto le domande tipiche dei bambini e alle quali molte volte noi adulti ci troviamo spiazzati.
E’ difficile rispondere alle bizzarre domande dei bambini che vogliono scoprire il mondo se non si ha a disposizione un elefante vero! 🙂 Nella sua opera, edita da CameloZampa, Rossana Bossù ci conduce in un bel gioco per scoprire e comparare tra loro diversi animali per la gioia di tante piccole menti curiose.


Un delizioso albo illustrato con cui è possibile insegnare ai bambini il concetto di quantità, dimensione e numero. Il libro sfiora il principio di insieme, affronta il concetto di grande-piccolo e associa principi numerici e dimensionali al mondo naturale, insegnando così al bambino anche a riconoscere alcuni animali.

E tu lo sapevi che ci vogliono 4 leoni per fare un orso polare?
E che un leone è grande quanto 3 alligatori?

Immagini e testo vanno a braccetto, tanto che a volte l’immagine dell’animale in questione va a sostituire la parola scritta, così che anche i bimbi più piccoli possano seguire facilmente il racconto. Gli animali hanno connotazioni buffe, ma sono abbastanza realistici. I colori brillanti si mischiano bene alle texture pittoriche, un buon equilibrio fra matericità e forme morbide che emergono dallo sfondo colorato.
Vincitore della quattordicesima edizione del concorso Siria Poletti come migliorare albo illustrato 0-3 anni, Quanto è grande un elefante? è sicuramente un libro stimolante e pieno di spunti per far ragionare i più piccoli in modo divertente.

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Kiwi – Carmen Posadas

Una mattina, di buon’ora, il postino lasciò un pacchetto
nella cassetta della posta della fattoria.

Probabilmente era un errore.
Era un pacco grande come una scatola di scarpe.
E veniva da molto lontano.

Un giorno alla fattoria viene recapitato un pacchetto. Arriva da molto lontano. Non c’è il nome del destinatario. Nessuno lo aspetta. Cane che è responsabile della sicurezza, afferma subito che bisogna disfarsene, potrebbe essere pericoloso, ma per Colibrì, prima di gettarlo nel fiume, bisogna vedere cosa c’è dentro.
In effetti a pensarci bene, tutti gli animali sono d’accordo.

Un grandissimo “Oooh!”
Perchè dentro la scatola,
ben protetto da un’imbottitura di cotone,
c’era…un uovo!

Con molta cautela il pacco viene e aperto e dentro trovano un uovo bianco con delle macchioline marroni!
Dopo lo stupore iniziale, tutti gli animali tornano alle loro faccende quotidiane,
Nessuno tra di loro vuole prendersene cura, così Cane decide di tenerlo al caldo finché non si schiude.

“Insomma… visto che nessuno lo vuole,
sarò io a prendermi cura di lui”.

Così passarono i giorni finchè una mattina qualcosa iniziava a muoversi e a rompere il guscio.
Dopo una lunga lotta per uscire pian piano dal guscio, apparve un corpicino grigio, uno strano animale: ha il becco lungo e sottile, le piume grigie e le zampe grosse a forma di gallina.
Trovandolo brutto e strano, di nuovo nessuno vuole occuparsene, solo Cane nel frattempo continuava a prendersi cura del suo bebè, facendogli scoprire i vari cibi..il suo preferito? Le formiche!


I giorni passavano e gli animali in gran fermento avevano sparso la voce e un giorno di primavera arrivano le rondini da terre lontane.
Fu allora che la Vecchia Rondine, vedendolo, lo riconosce subito: è un kiwi, un uccello esotico che arriva da molto lontano, dall’estremo Sud.
Subito l’interesse per il piccolo cresce, e l’idea di avere un cucciolo famoso risveglia l’interesse negli animali che lo avevano rifiutato inizialmente, ma…

“Chi si è occupato di Kiwi quando era solo un uovo e nessuno lo voleva?
Chi l’ha covato e l’ha tenuto al caldo?
Chi gli ha insegnato a camminare e a mangiare?

Il padre di kiwi sono io,
perchè l’ho amato prima ancora che nascesse.”

Nonostante allevare un figlio richieda tanto lavoro e dedizione, Cane non cede di un passo: kiwi starà con lui perché è lui quello gli ha voluto bene ancor prima che il guscio si aprisse…
Era il padre del kiwi e lo amava davvero, che diventasse famoso o meno.

“Ma anche se non dovesse andare così,
anche se sarai bruttino,
papà Cane ti vorrà sempre bene.
E ora fai sogni d’oro, piccolo Kiwi.”
aggiunse dandogli un bacio sul lungo becco ricurvo.

Kiwi di Carmen Posadas pubblicato da Logos edizioni è un libro dal piccolo formato ma dalla grande qualità, accompagnato dalle eleganti illustrazioni a pastello di Alessandra Manfredi.
Un racconto per imparare a prendersi cura degli altri, a non discriminare chi ci sembra diverso, a vedere in ogni piccolo uovo un’opportunità… e per scoprire che ciò che tiene unita una famiglia non è la genetica, ma l’amore.
Una storia profonda, mai scontata o banale.
Una storia dolce e delicata, che parla di cura, vita e responsabilità.

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Mirabelle senza Paura – Katie Haworth

Mirabelle e Meg, erano gemelle
sembravano davvero identiche, ma…
…non lo erano.
Già da piccole avevano attitudini diverse.

Mirabelle e Meg, sono due gemelline, e i loro genitori sono dei famosi acrobati circensi. Sembrano proprio identiche ma, in realtà, non lo sono!
Mirabelle, infatti, è molto coraggiosa e davvero audace, e rende molto orgogliosi i genitori, mentre Meg è affascinata da tutt’altro, e non smette mai di parlare, chiedere, osservare e di leggere libri!
Non le interessa minimamente arrampicarsi, neppure su una poltrona.

Quando, i genitori Moffat pensano sia arrivato il momento di introdurre le bambine alla vita del circo, Meg rimane per la prima volta senza parole, bloccata dalla paura.
Ha paura dell’altezza, ha paura ad arrampicarsi verso la piattaforma del trapezio, con il sostegno dei genitori prova ad esercitarsi in altre discipline, come la giocoleria, l’equitazione ma niente, neanche le altre discipline circensi fanno per lei.

Meg non vuole più parlare con nessuno nemmeno con la sorellina Mirabelle che invece ha trovato la sua strada e fa il gran debutto nel mondo del circo con il suo primo spettacolo, applaudita da tutti. Ma quando è il momento di parlare, ecco che è Mirabelle a essere presa dalla paura e si blocca.

Mirabelle senza paura era terrificata.
Fu proprio allora che sentì una piccola mano stringere la sua,
e udì una voce FORTE e SICURA alle sue spalle.

Mirabelle senza paura di Katie Haworth edito da Sassi Junior oltre ad essere una storia molto piacevole da leggere, porta con sè, pagina dopo pagina un gran bel messaggio:
Tutti noi abbiamo un particolare talento e tutti noi abbiamo paura di qualcosa, anche chi apparentemente sembra più coraggioso.


E’ un albo illustrato, che si presta molto bene alla lettura ad alta voce, è meraviglioso e dolce per come sottolinea la bellezza e l’importanza della diversità e dell’aiuto reciproco, soprattutto tra fratelli e sorelle
E’ una storia che porta anche un bel promemoria a noi adulti, talvolta troppo presi dalle aspettative, come i signori Moffat, potremmo non accorgerci che i bimbi hanno interessi diversi da quelli che ci si aspetta o immagina. Ancora una volta una conferma dell’ampio utilizzo degli albi illustrati perchì ognuno può interpretare la storia con le sue emozioni e con il suo vissuto 😉

Anche le illustrazioni di Nila Aye completano il significato che comunicano le parole, aggiungendo quello che il testo lascia in sospeso. Sono immagini semplici, che ispirano subito simpatia; inoltre sono prive di troppi particolari, cosicchè l’attenzione ricade tutta sulle due protagoniste.

Una storia speciale per due sorelle,
sorelle che si fanno forza a vicenda,
sorelle diverse, e ognuna speciale con le sue capacità!
Una storia per affrontare insieme le paure e la vita
tenendosi e tendendosi una mano…a vicenda

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Beatrice Sottosopra – Shelley Johannes

Beatrice Zinker ha sempre dato il meglio di sè
pensando a testa in giù.

Funzionava come una magia,
quindi non si è mai fatta troppe domande.

Beatrice è una bambina determinata e un po’ ribelle. Non è affatto una bambina tradizionale, dopotutto Beatrice preferisce pensare sottosopra.
Beatrice ha 8 anni e non vuole avere niente a che fare con l’essere ordinario e condivide il suo modo di pensare stravagante.
Si veste, parla o agisce al di fuori di ciò che è considerato normale e non lo fa per il gusto di essere diversa, ma perché lei è proprio così, un personaggio fuori dall’ordinario, da amare per la sua individualità e il suo cuore generoso.

In famiglia ormai non ci fanno più caso, tranne sua sorella maggiore, che non fa che notare ogni sua piccola stranezza, ma a Beatrice non importa ma spesso agli altri risulta strana e viene messa in disparte. Per fortuna, un giorno incontra Lenny, e scoprono di avere un sacco di cose in comune.
Le due bambine diventano migliori amiche di sempre, e insieme trascorrono le migliori avventure.
Insieme creano anche un’operazione top secret con travestimento per il rientro a scuola: Operazione Sottosopra. Poi Lenny parte per le Filippine dai suoi parenti e al suo rientro tutto è cambiato.


Beatrice, non vedeva l’ora di rivedere Lenny dopo la sua lunga assenza per le vacanze.
Fu una grande delusione vedere Lenny indossare un look totalmente nuovo e in più infrangere la loro promessa: le sembrava irriconoscibile, non era più interessata alla loro missione segreta e, peggio ancora, si era presentata a scuola con una nuova amica.

Non sembrava più esserci posto per le idee bizzarre di Beatrice, perché ora Lenny ha una nuova amica su cui fare colpo, con cui vuole essere normale e sentirsi accettata.
Riusciranno a ritrovare la loro amicizia, e a non dover cambiare per essere accettate?
Essere normali non significa fingere per piacere agli altri e questo Beatrice lo sa bene, ecco perchè decide, come prima missione del nuovo anno scolastico, di far capire alla sua amica chi è davvero, prima che sia troppo tardi per la loro amicizia.

Beatrice Stottosopra di Shelley Johannes edito da Terre di Mezzo, pagina dopo pagina, ci porta, in una storia che parla di crescita, ma soprattutto di accettazione.
Questo è ottimo libro per i bambini dai 7 anni in su, ed è perfetto per i lettori alla ricerca di semplici libri a capitoli. La storia è divertente e Beatrice ha qualcosa da insegnarci su come rimanere fedeli a noi stessi e sull’importanza di pensare a testa in giù 😉
Qui Beatrice fornisce un esempio perfetto di come la differenza può influenzare i tuoi amici. Anche se vuoi essere un ninja, non c’è motivo per cui non puoi essere solo un ninja. Vediamo Beatrice evitare i giochi di tutti gli altri per le sue idee. Tuttavia, apprende che puoi divertirti di più quando non sei solo. Se provi quello che vogliono gli altri, potresti divertirti ancora di più. Inoltre non finirai per ferire i sentimenti del tuo amico.

Con la sua bizzarra personalità e simpatia, Beatrice ci insegna una lezione preziosa: non bisogna mai (adulti e bambini) fingersi diversi per piacere agli altri, anche a costo di rischiare di trovarsi senza amici, perchè cambiare per forza qualcosa di noi, per essere più interessante o più normale potrà sicuramente funzionare per qualche periodo, ma alla fine la nostra vera personalità, il nostro vero essere non potrà che voler uscire di nuovo.

Nella vita, è giusto e normale crescere, è giusto e importante cambiare, ma ognuno deve sempre farlo per se stesso, perchè la cosa più importante e fondamentale è sentirsi a proprio agio con sè stessi.
Una storia molto interessante, per le discussioni che apre con i bambini, perchè scopriamo una Beatrice che non si abbatta davanti alla nuova Lenny, dimostrandole che può essere amica di tutte anche senza cambiare e soprattutto senza escludersi a vicenda, perchè un punto in comune si riesce sempre a trovare…basta solo cercare insieme.
Le amicizie crescono e cambiano, ma anche se compaiono nuove differenze non significano che tutto debba finire 😉

L’autrice Shelley Johannes, con uno stile molto fresco e frizzante, ci presenta Beatrice, decisamente una protagonista che si fa amare e piace! E per fortuna che è solo alla sua prima avventura in questo libro 😉
Shelley Johannes fa un ottimo lavoro celebrando i bambini che in qualche modo si sentono diversi. E non importa in che modo siano diversi. Troveranno un’anima affine in Beatrice. Beatrice abbraccia NON essere “normale”. Le piace essere sottosopra ed è un ottimo modo per creare fiducia in se stessi nei bambini a cui viene spesso insegnato a conformarsi invece di abbracciare i loro doni unici.


Anche Shelley è una pensatrice capovolta. Dopo aver trascorso dieci anni in architettura, ma con un amore per la lettura e la scrittura, ha deciso di tuffarsi nel profondo mare dei libri e scrivere (e disegnare) il suo libro. Beatrice Sottospra è questo suo primo libro.
Quello che amo di Shelley è che questo non è un libro illustrato con le parole. Questo è un libro di parole con immagini che si adattano perfettamente al flusso della storia.
In quasi tutte le pagine troviamo le illustrazioni con tratto nero e arancione che accompagnano la lettura mostrando al lettore Beatrice e le sue avventure in modo ancora più chiaro e d’impatto.
il tutto accentuando e completandosi a vicenda senza dominare il libro.

Beatrice sottosopra è un libro bizzarro, divertente e ironico come lei,
è una storia che a riesce a comunicare l’importanza di essere se stessi con gli altri,
è una storia perfetta per riconoscere le differenze in modo positivo
c’è poco da fare, Beatrice anche se Sottosopra vi conquisterà! 🙂

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