La mamma ha fatto l’uovo – Babette Cole

“Bene, è proprio ora di dirvi
come si fanno i bambini”
annunciano mamma e papà.

Una coppia di genitori bizzarra, una famiglia un po’ hippy e arruffata in un salotto disordinato e affollato: mamma, papà, figlio, figlia, cani, gatti e un numero imprecisato di altri animali, ma i primi a decidere di aprire un discorso chiesto e richiesto con infinita curiosità dai bambini.
Mamma e papà hanno deciso di raccontare ai loro due bambini “come nasce una nuova vita”.


Ma come iniziare il discorso?
La spiegazione comincia e vengono esaminate varie ipotesi:
le bambine si fanno con spezie e zuccherini, i bambini invece si impastano con chiocciole e lumache; oppure può capitare che certi bambini li consegnino i dinosauri tal volta può pure capitare di trovarli sotto una pietra; oppure possono crescere in vasetti dentro una serra o essere strizzati da tubetto di pasta per il culetto arrossato 😀

Infine la spiegazione più naturale arriva dal papà
la mamma ha fatto l’uovo sul divano…e oplà, eccovi qua!
Un disastro!
I bambini con la loro semplicità dirrompente scoppiano a ridere come matti!

Eh sì, dopo aver assistito a tutti questi racconti fantastici sulla nascita dei bambini, i due piccoli di casa, rovesciano i ruoli e prendono finalmente in mano la situazione, mettono i puntini sulle i, e cominciano a spiegare per davvero, per filo e per segno come nascono i bambini!

” A quanto pare voi non sapete
com’è che si fanno per davvero i bebè.

Qui ci vuole un bel disegno.”

Fratello e sorella si trasformano in maestrini e cominciano a illustrare, con figure colorate e stilizzate, tubetti da cui escono semi, corpi aggrovigliati in pose acrobatiche che cercano di unirsi nei modi più strambi: saltando su una palla, andando sullo skate, facendo la verticale.
Eccoli quindi che non solo spiegano di uova nella pancia della mamma e di semini nei testicoli del papà ma dedicano un intero disegno esplicativo alle varie divertenti posizioni per fare l’amore con piacere.

Forse e va bene così, anche loro sono un po’ confusi sull’argomento, ma sicuramente hanno capito una cosa importante: l’amore è un’attività felice!

Quando hanno iniziato a chiedervi spiegazioni più o meno articolate su come nascono i bambini e a interrogarsi sul rapporto intimo tra mamma e papà?
Come mai il bambino è entrato nella tua pancia mamma? E come uscirà?
Quali parole usare? Quanto dire? È meglio chiamare le cose con il loro nome oppure con nomignoli?

La mamma ha fatto l’uovo di Babette Cole, edito da Mondadori è un abo illustrato del 1993 che parla ai bambini di come nascono i bebè nella realtà,  in modo irriverente e provocatorio. L’autrice e illustratrice, Babette Cole, famosissima in Inghilterra e ha realizzato (prima di salutarci nel 2017) più di 150 picture books, da cui sono stati tratti anche cartoni animati di gran successo. Il suo stile è umoristico e divertito, sia nel disegno che nei testi, sempre pieni di originalità e allegria.
Considerata fra i tre primi autori mondiali per l’infanzia. Ha vinto tra l’altro la Kate Greenaway Medal, il più importante premio britannico per la letteratura infantile.

“Il lavoro di Babette Cole ha sempre spiccato per originalità, con storie sguaiate, irriverenti e divertentissime. Credo che la nostra generazione di autori abbia con Babette Cole un debito di riconoscenza.
Babette Cole è stata una pioniera. Scriveva e illustrava libri in cui le principesse portavano i jeans e andavano in motocicletta (Una principessa indipendente) molto tempo prima che la questione dei cliché sessisti diventasse di moda.”
Davide Calì

Babette Cole, venerata al di là della Manica, è considerata una dei maggiori protagonisti della storia dell’illustrazione per l’infanzia. I temi che ha trattato, con parole e figure, sempre con uno sguardo obliquo, sincero, irriverente, con lo spirito anarchico dell’infanzia, sono ancora oggi attualissimi, anzi – almeno nel nostro Paese – continuano a essere fonte di inesauribile polemica.
Proprio come per La mamma ha fatto l’uovo, ristampato recentemente, ma nel tempo ha ricevuto diverse critiche in Italia, dagli adulti che lo hanno preputato osceno, eccessivo ed inadeguato per i bambini.
Penso invece che sia un libro unico grazie allo spirito leggero e questo voler sottolineare lo spirito gioioso di questo gesto naturale d’amore tra mamma e papà e questo prendere in giro le bugie e il tergiversare dei grandi 😉

Cari genitori di tutto il mondo svegliamoci e prepariamoci ad essere all’altezza delle domande e soprattutto dell’ironia dei nostri figli! 😉
Buona lettura e buon divertimento in famiglia!

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Mortina – Barbara Cantini

Mortina non è una bambina normale.
Ma lei non si sente nemmeno così diversa.
Certo la sua pelle non ha il tipico colorito rosa delle bambine.
Anzi è decisamente bianca.

Mortina non è una bambina come tutte le altre, è una bambina zombie: ha la pelle bianca, gli occhi sporgenti con le occhiaie viola e può staccarsi parti del corpo. Vive felicemente in una villa che gli abitanti del villaggio ritengono abbandonata perché la zia Dipartita le vieta di farsi vedere, men che meno se si tratta di bambini!

In meno di due anni le avventure di Mortina sono diventate ben 3 e con un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al primo libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, Mortina – Una storia che ti farà morire dal ridere dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, Mortina e l’odioso cugino, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Infine il terzo volume, pubblicato i primi di ottobre (2018) Mortina e l’amico fantasma.
Le avventure di Mortina sono scritte ed illustrate da Barbara Cantini edite da Mondadori.
Il tono leggero e con quel pizzico di umorismo dei 3 libri appare palese sin dalle deliziose copertine che raffigurano in primo piano una pallida bimbetta dagli occhi sporgenti affiancata da compagni bizzarri e sullo sfondo, alle loro spalle, il classico castello dell’immaginario horror. Se non fosse già evidente così, ci pensa pure il sottotitolo a chiarire la natura ironica del volume, calcando un po’ la mano 😀

Il pubblico di destinazione è quello dei giovani lettori dai sette ai nove anni, perché ogni racconto è ricco di allusioni, doppi sensi nelle parole e stimoli nei disegni che i più grandicelli sanno cogliere meglio.
Diverte, però, anche i più piccoli, che temono e amano allo stesso tempo le atmosfere paurose e i colori cupi, ma colgono immediatamente il tono umoristico e spiritoso proprio. Infatti, grazie alla freschezza e al loro approccio giocoso rappresentano ingredienti prelibati anche per bambini più piccoli, di cinque-sei anni, che seguiranno le figure dal fascino gotico e si porranno in silenzioso ascolto.
Sopratutto in questo periodo dell’anno che precede la festa di Halloween, le storie di Mortina riscuotono indistintamente nei bambini e bambini un grande fascino ed interesse! Una grande occasione anche per avvicinarli alla lettura e al meraviglioso mondo dei libri 😉

Scopriamo insieme queste storie, condite da tanta ironia, della bambina zombie 😉

Mortina
Una storia che ti farà morire dal ridere

Mortina gioca col suo amico fidato, Mesto un levriero albino e scorazza tra le stanze, nel giardino o nel bosco dietro la villa, ma le manca di poter giocare con i bambini della sua età. Così cerca di escogitare strategie per poter uscire e l’occasione giusta si presenta!


L’occasione giusta è proprio la festa di Halloween, in cui i bambini girano per le case travestiti da mostri a chiedere: “Dolcetto o scherzetto?”.
Mortina ha la grandiosa idea di partecipare alla festa fingendosi una bambina travestita. Distrae la zia con un diversivo ingegnoso: scuce la coda e un orecchio al gatto Ombra in modo che lei rimanga impegnata a ricucirlo e non si accorga della sua fuga. Mentre fervono i preparativi nel villaggio, la bambina aspetta impaziente il giorno della festa che finalmente arriva: Mortina passa la mattina e la prima parte del pomeriggio a prepararsi e per cestino pensa bene di usare il vecchio portagioie della zia, peccato che si tratti della testa del prozio Funesto! Lo convince a restarsene zitto senza brontolare e corre fuori a cercare i bambini mascherati.

Si fa coraggio e chiede se può unirsi al gruppo: i bambini la guardano incuriositi ma l’accolgono con entusiasmo.

Si avviano cantando per le vie e Mortina è felice perché quei bambini non sembrano aver paura di vampiri, streghe, uomini lupo, zombie o fantasmi. Ma loro non hanno capito che il suo vero nome è Mortina è non Martina, come la chiamano 😀
E quando la bambina zombie, ormai a suo agio, si rivela, la guardano allibiti.
Riusciranno ad accettarla per quello che è?
E Mortina riuscirà finalmente a farsi degli amici con cui giocare?
Vi dico solo che Mortina non è tipo da arrendersi!

Un delicato racconto sul bisogno di aggregazione e di accettazione!

Mortina e l’odioso cugino

“Pioveva da ore. Mortina era annoiata
perchè i bambini del villaggio
non si erano visti a Villa Decadente quel giorno.”

L’avventura di questo secondo episodio si snoda all’interno di Villa Decadente e vede protagonisti Mortina, il cugino Dilbert e gli amici del villaggio vicino.
Ma andiamo con ordine.


Mortina si annoia. Zia Dipartita ha trovato nella Botanica la sua grande passione. Mesto è in giro a caccia di rospi. Fuori piove e i suoi amici non sono andati a trovarla.
Quando suona il campanello Mortina è felicissima.
Quando apre la porta e si ritrova davanti un piccolo zombie aristocratico è curiosa.
Quando capisce che tipo è suo cugino pensa che sarebbe stata meglio sola.
Il bambino, per niente simpatico e con un atteggiamento tutt’altro che gentile, si accomoda in casa con il suo ragno da compagnia.

Mortina va su tutte le furie. Perché la zia ha invitato Dilbert? Ma soprattutto dove è finita la zia?
Suona di nuovo il campanello di casa e, ad uno ad uno, arrivano anche gli amici del villaggio, anch’essi invitati dalla zia con un biglietto trovato davanti casa, su cespugli, piante o alberi.

Che strano! Come mai Mortina non sapeva niente di questi inviti? E perché poi?
I bambini decidono di mettersi in cerca della zia per la Villa ma non trovano nulla, neanche un indizio di dove possa essere finita. A un certo punto scompare anche Teresa, una delle amiche di Mortina…

E insomma…il mistero si infittisce sempre più finché sarà proprio l’odioso Dilbert a risolverlo e soprattutto a trovare la zia e Teresa.
Non vi svelo nulla perché vi consiglio di leggerlo;)

Vi dico solo che anche questa volta Mortina offre un importante spunto di riflessione: mai giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo, anche se apparentemente possa sembrare scorbutico e antipatico!
Dando una possibilità, si possono ricevere delle belle sorprese…perché ognuno in fondo ha un suo talento!
Tutti abbiamo una qualità speciale perciò mai fermarsi alle apparenze, diamo sempre a noi stessi e agli altri la possibilità di scoprirla! 😉

Mortina e l’Amico Fantasma

“Nevicava ormai da giorni
e Villa Decadente era tutta imbiancata.
Il lunedì Mortina stava giocando ai vampiri
con Mesto e dalla finestra

aveva visto balenare una piccola luce.”

Per tutta la settimana Mortina e Mesto vedono accadere strane cose nelle stanze della villa e guardando fuori dalla finestra, curiosi vedono un bambino luminiscente, sbiadito..ma carino!

Mortina in questo terzo volume dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro.
Tra i libri della biblioteca, analizzando il suo abbigliamento e chiedendo un suggerimento anche a zia Dipartita.
La Zia ricorda, con il suo fare signorile, che per cercare qualcuno nel passato bisognava consultare dei registri che si trovavano in chiesa.
Ovviamente era fuori discussione che Mortina ci potesse andare, ma oramai conosciamo bene la furba Mortina 😉

Dopo mille peripezie per scappare dalla finestra della villa nonostante la promessa, entrare in chiesa dopo che il guardiano aveva senito il cancello cigolare, e uscire dalla stessa spaventandolo a morte fingendosi una poverina in una bara, Mortina riesce a tornare di corsissima al sicuro nella villa e mentre tutti dormivano lei e il fantasma continuavano a cercare nel registro rubato.

Vi lascio scoprire durante la lettura il bellissimo finale di questo terzo volume, ma vi anticipo solo che questo fantasma riuscirà a far battere il cuore alla piccola Mortina..
Anche in questa terza storia Mortina porta con sè un esempio importante, sulla forza e il potere di sentire un legame con qualche nuovo amico e sopratutto quel desiderio unico che porta indistintamente grandi e piccini a sentire di voler aiutare qualcun altro!

Come ha affermato Barbara Cantini in un intervista “È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre”

Mortina opera della creatività di Barbara Cantini, che per la prima volta si è cimentata anche nella scrittura, confezionando ben tre frizzanti storie “horror” dallo stile garbato e buffo. Le ambientazioni sono minuziose e realistiche, qua e là le pagine sono arricchite da didascalie e brevi testi che descrivono ironicamente lo strampalato assortimento dei personaggi presentati.
L’atmosfera gotica, ben espressa dalla predilezione per le tinte cupe, come il nero, il viola fa da cornice a tre simpatici racconti di immediata comprensione, ritmati, che giocano sui doppi sensi delle parole, sulla parodia e sulla voglia dei bambini di lasciarsi attraversare da qualche piccolo e innocuo brivido.

Barbara Catini, ci racconta di Mortina
e si racconta per i piccoli e grandi lettori
di Crescere Leggendo:

Barbara ci racconti un po’ della tua vita e di quando hai deciso di dedicarti al mondo magnifico dell’illustrazione?

La passione per il disegno e l’illustrazione mi accompagna da che ho memoria, ho sempre passato molto tempo a “perdermi nelle figure” dei miei libri illustrati preferiti. Pensare realmente che l’illustrazione potesse essere la mia strada però ha necessitato di più tempo e una maggior fiducia e consapevolezza. Dopo gli studi artistici e universitari e una breve parentesi nel settore del restauro, sentivo che dovevo riprendere a disegnare, mi mancava troppo, e farlo nei ritagli di tempo non mi bastava più. Quindi mi sono iscritta ad un corso di animazione cartoon, piuttosto che quello di illustrazione, perché l’idea di imparare a far “vivere” i personaggi attraverso il movimento mi emozionava tantissimo. L’animazione mi è stata molto utile anche perché mi ha insegnato a raccontare una storia come una sequenza di immagini. Terminata la scuola e fatto qualche anno di esperienza in uno studio di animazione ho partecipato al concorso “L’illustratore dell’anno” di Città del Sole e dopo averlo vinto, ho avuto la spinta per dedicarmi esclusivamente all’illustrazione, che è sempre stata il mio “primo amore”.
Il passaggio alla scrittura è stato più lento, anche più “rispettoso” oserei dire. E’ più recente ed è avvenuto passando attraverso il piacere di iniziare a immaginare i miei personaggi e il loro mondo. Chi erano, cosa facevano, qual erano il loro vissuto e i loro desideri?

Mortina è ora una serie di tre libri illustrati e scritti da te.
Com’è nata l’idea?

Mortina è nata dopo una “lunga gestazione”, a partire da un semplice schizzo sul mio blocco da disegno, risalente ai tempi in cui frequentavo la scuola di animazione, ormai 12 anni fa.
Avevo disegnato una bambina stralunata, inizialmente in compagnia di un pipistrello balbuziente, che poi lavorandoci si è “trasformato” in un cane, il Mesto che conosciamo ora. Per non farla sparire dalla memoria è stato sufficiente essermi fermata quel disegno e un unico appunto scritto “Mortina”.
Ho poi ripreso l’idea a cavallo tra il 2015-2016, sviluppandole intorno una storia e un contesto di vita familiare. A livello narrativo ho scelto senza esitazione di portare un’ambientazione “fantastica” in un contesto generale di realtà e non di creare un mondo apposito popolato solo di mostri e fantasmi. Ma tutto ha preso forma dal disegno abbozzato della piccola zombie e dal gioco di parole Mortina-Martina. Sempre appuntarsi le idee! 🙂
Per me il libro sarebbe stato solo il primo, ma fin da prima della pubblicazione l’editore mi suggerì di pensare alla possibilità di una serie, perché il personaggio si prestava bene ad essere sviluppato in libri successivi.

Quali sono i temi conduttore che affronti nei tre libri?

Premetto che le storie non sono nate in modo “costruito” per portare un messaggio piuttosto che un altro.
Certamente il filo conduttore che ritroviamo nei libri della serie è quello dell’amicizia, l’empatia e la disponibilità verso gli altri. Il tutto in un contesto un po’ creepy, per il quale ho una propensione fin da piccola. E certamente anche nella stesura delle storie ho dovuto rispettare i binari del mistero e del piccolo brivido, per coerenza con il personaggio e l’ambientazione. Il mio approccio è sì gotico, per le situazioni e le illustrazioni (e mi viene detto sempre!) ma prevale sempre una forte ironia che riesce a riportare anche gli aspetti macabri e grotteschi su un piano affrontabile e perché no, spero anche divertente per dei bambini.
Nei libri, specialmente nel primo, è individuabile anche l’aspetto della paura e della capacità di sovvertire qualche piccola regola, di prendersi qualche rischio, in nome di uno scopo più importante.
Quando parlo della paura, non intendo tanto quella di zombie o fantasmi, quanto la paura di “non piacere abbastanza”, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre “mostruosità”, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei. Ma come tutti i bambini, ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa.
Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo. Dall’altro lato scoprirà che i bambini sono entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla quotidianità.
Anche “l’odioso cugino” Dilbert in verità si rivelerà a suo modo prezioso e possiamo anche intuire che il suo antipatico comportamento è dovuto come spesso accade a qualche silente sofferenza.

E’ previsto un 4° volume delle avventure di Mortina?

Qui mi riallaccio alla risposta precedente, dicendo che sì, ho già scritto una quarta storia su richiesta dell’editore e mi appresto a iniziare lo storyboard e le illustrazioni. E proprio in questo quarto libro scopriremo le ragioni del comportamento un po’ arrogante del cugino Dilbert.
L’uscita dovrebbe essere a Giugno 2019.

Cosa ti piacerebbe che i bambini imparassero da Mortina?

Non ho la pretesa di insegnare, ma mi auguro che indirettamente tra le righe, ai bambini possa arrivare il messaggio che le differenze e le diversità sono un arricchimento per ciascuno. Che ognuno deve andare fiero delle proprie particolarità, perché spesso sono proprio quelle che ci mettono alla prova, migliorandoci e rendendoci noi stessi. Che poi se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale!
Un altro aspetto che spero passi dalle storie è quello dell’empatia, dello slancio di voler aiutare qualcun altro solo perché riusciamo a metterci nei suoi panni, comprendendone un bisogno.

Altri progetti per il futuro?

Ho diverse idee da sviluppare e non so se tutte vedranno la luce, ma insieme alla mia nuova agente intanto ne abbiamo scelta una da mettere a fuoco e da cui iniziare. Si tratterà di un albo però, non di un racconto come Mortina.
Prima però ho la quarta storia di Mortina da realizzare! 🙂

 

Ecco quindi che è decisamente impossibile non affezionarsi a Mortina e non restare conquistati dalla sua anima, pura e sincera, decisamente rara. La diversità dovrebbe essere la normalità, le apparenze non dovrebbero mai essere porte che si chiudono e Mortina lo ricorda e lo dimostra a grandi e piccini, con gentilezza e una grande sensibilità!
Buone letture!

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Le fiabe fanno schifo – Veronique Cauchy

“Le fiabe fanno schifo!” pensa Beethoven,
il cane della piccola Lucy,
alla quale i nonni hanno regalato,
per il compleanno, un libro di fiabe.

Per quella peste di Beethoven, starsene fermo e muto ad ascoltare la storia di Biancaneve e i sette nani, di Riccioli d’Oro, di Aladino è una cosa da morire dalla noia…

Se amate le fiabe, vi avviso, questo libro non fa per voi 😀 Vorrà dire che la pensate esattamente come Beethoven, il cane di Lucy, protagonista di questa nuova storia di Valentina Edizioni 😉

Lucy è così entusiasta ed euforica che trascorre tutto il giorno a saltellare di qua e di là, facendo impazzire tutti. La nonna, per calmarla, si mette seduta a leggerle “Riccioli d’oro”.
Che strazio per Beethoven, che noia mortale!
Il nonno, come se non bastasse, si mette a leggere “Biancaneve” e, poi, la nonna conclude con “Aladin” con Lucy sempre più rapita dai racconti, mentre Beethoven è sempre più innervosito e deciso a porre fine a questa tortura.

Bhe ma cosa succede
quando un cane dispettoso…
odia le fiabe?

Il piano è già ben che messo in azione: i nonni sono via, Beethoven trova il libro e, in men che non si dica, il libro è ridotto in brandelli. Prontamente, l’astuta bestiola spinge tutti i pezzi i carta sotto il divano, temendo i rimproveri di Lucy!

Ecco là! Finalmente Beethoven è tranquillo, ma sotto il divano si scatena un caos inaspettato!


I sette nani devono fronteggiare una Riccioli d’Oro che piange e grida dallo sgomento,
Biancaneve, invece, si ritrova a casa dei tre orsi e alla vista di tutto quel disordine e della polvere, va su tutte le furie: la poverina ha appena finito di pulire un’altra casa, mica è Cenerentola lei! Nonostante l’arrabbiatura, Biancaneve si mette a sistemare anche la casa dei tre orsi, lustrando tutto finché non le capita in mano una lampada simile a quella di Aladin. Decide di sfregarla finché non compare una strana figura.

È il genio della lampada!
Ed è persino pronto ad esaudire un desiderio!

Cosa potrà mai chiedere!?!
Senza esitazioni Biancaneve vuole che tutto torni come prima. Così, in un lampo, le pagine del libro tornano al loro posto e i personaggi delle storie possono riabbracciarsi, ritrovando la serenità.

Anche Beethoven pensava di aver trovato la serenità e di poter tornare a giocare a modo suo con la sua Lucy, ma, al suo risveglio, lo attende una gran sorpresa 😉

Le fiabe fanno schifo è un libro illustrato ironico e leggero di Veronique Cauchy e illustrato magnificamente da Grégoire Mabire (stesso illustratore del successo: Il lupo che saltò fuori da un libro), adatto ai bimbi dai 5 anni in su, ma valido anche per quelli di età inferiore che amano ascoltare storie più lunghe.
Ecco quindi un libro che si fa assolutamente piacere dal piccolo pubblico e non grazie al poco testo e alle illustrazioni colorate a tutta pagina, utilissimo per trasportare subito i bambini nel meraviglioso mondo dei libri illustrati e per far fare loro due risate grazie al buffo e pestifero cane Beethoven, disposto a tutto pur di liberarsi di quel noiosissimo libro di fiabe!
Insomma è decisamente da non fare a pezzetti, ma da leggere con piacere ricordando le fiabe classiche prendendosi al contempo gioco di loro 😉

Buona lettura e buon divertimento!
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Bea e la Strega Burlona!

“Bea amava le favole,
le piacevano tantissimo.
Per questo, una mattina
rimase felicemente sorpresa quando…
una PRINCIPESSA entrò
nella sua camera da letto!

Veloce! Non c’è tempo da perdere per le sottigliezze della principessa. Lei supplica assistenza, la STREGA STA ARRIVANDO!

Bea, spinge la principessa di tuchese vestita sotto il suo letto, cercando di mantenere la calma.
Ma proprio allora un unicorno irrompe nella sua camera da letto con la stessa invocazione di una STREGA che sarà qui a MOMENTI!
Bea, è presa un po’ alla sprovvista da questa strana situazione, ma che fare?! Poi gli unicorni le piacciono tanto! Ecco allora che lo chiude con fermezza e al sicuro dentro l’armadio.

Appena la piccola Bea va in bagno per vestirsi, trova una sirena che sbuca dalla vasca!

“Mi sto nascvondendo dalla strega. Mi puoi aiutare?”
Ovviamente la risposta è affermativa e Bea chiude ben bene la tenda della vasca per nascondere la sirena. 😉

E così via fino a nascondere un cavagliere con armatura, in cucina tra i tegami e le padelle, poi pure un ranocchio dentro la scatola dei cereali ed infine un Re che per nascondersi si ritrova un paralume in testa! 😀

Giusto in tempo, perchè di colpo si spalanca la porta e LA STREGA appare bella pimpante sopra alla sua scopa.

“PRESA! E ora dimmi, dove sono gli altri?”
Bea che tanto ama le favole, ovviamente non vuole svelare il segreto, ma forse con un pizzico di magia la strega pimpante riuscirà a trovarli?!

Bea e la Strega Burlona di Greg Gormley e Steven Lenton edito da Picarona è un libro illustrato assolutamente divertente, giocoso e dal finale sorprendente e per niente spaventoso 😉 !
Lascierà a bocca aperta i bambini e lo vorranno leggere chissà quante altre volte di fila 😀

Grazie alle illustrazioni ricche di colore, che accompagnano questa avventura fiabesca e giococa in modo leggero e allegro e al testo scritto con caratteri che cambiano ad enfatizzare l’arrivo della strega o la paura dei personaggi fiabeschi..insomma un bel mix che rende Bea e la strega Burlona originale e d’effetto anche per le letture ad alta voce.

…psss ora a chi tocca contare?! 😀

Buona lettura e buon divertimento in questo mondo di favole giocose!
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Attenzione passaggio fiabe – Mario Ramos

Attenzione, passaggio fiabe! e comincia con una tra le scene più conosciute anzi straconosciute delle storie classiche per bambini, quella della mamma che saluta Cappuccetto Rosso sul limitare del bosco, con la bambina che, armata di cestino con le vivande da portare alla nonna, parte. Stavolta non a piedi: in bicicletta! E già questo dettaglio è fantastico e super!

Così, andando avanti, nella sua biciclettata, come in un originale e simpatico libro per imparare i cartelli stradali, Cappuccetto Rosso non incontra solo il lupo, il cacciatore e la nonna.
Con la sua piccola bicicletta Cappuccetto deve fermarsi a vari incroci:
a passare davanti a lei, infatti, sono gli altri protagonisti delle fiabe più conosciute.

Cappuccetto incontra così i tre orsi di Riccioli d’oro con Papà orso che porta sul seggiolino il piccolo orsetto e mamma orsa che li segue, i tre porcellini che sfrecciano sullo skateboard, Pollicino con le sue bricciole… E poi, sì, anche il cacciatore, che sta scappando dal lupo ma, solo perché il lupo sta provando i suoi nuovi pattini e a quanto pare è un pericolo per la circolazione 😀

Con il consueto stile di Mario Ramos, in questo sorprendente albo, il classico bosco delle fiabe prende vita davanti allo sguardo calmo e curioso della protagonista: riuscirà Cappuccetto rosso a raggiungere sana e salva la casa della nonna?

Attenzione passaggio fiabe è un silent book, edito da Babalibri e vi assicuro che non manca nulla dello spirito del famoso autore Mario Ramos.
Ironico e divertente come sempre, stravolge fiabe, ne immischia i personaggi, dando vita a storie nuove di zecca.

Un libro, indicativamente consigliato per bambini dai 4 anni che di certo saranno sorpresi nel trovare tanti personaggi delle fiabe in un unico bosco e sopratutto non avendo nemmeno una parola, questo libro è bellissimo perché si presta a mille interpretazioni e, soprattutto, a mille racconti: i bimbi lo possono sfogliare in silenzio, possono farselo raccontare da noi (con le nostre parole), possono raccontarlo loro (con le loro parole), possono creare storie diverse ogni volta che lo sfogliano…

Attenzione passaggio fiabe, divertente, ironico, e allo stesso tempo con quel tocco di moderno; l’autore, con leggerezza e spensieratezza tipica della piccola Cappuccetto Rosso, ci porta in un mondo delle fiabe personale e creativo, leggero e intrigante, da leggere e rileggere inventando tutte le volte una versione tutta nostra e ricca di risate 😉

Buona lettura 😉

Dory Fantasmagorica: 3 libri divertentissimi – Abby Hanlon

Chi è Dory?
Dory è una bambina di 6 anni, dalla grande fantasia, alle prese con la scuola, le prime amicizie, fratello e sorella troppo reali e amici immaginari molto presenti. Frutto della penna di Abby Hanlon – insegnante newyorkese che ha iniziato a scrivere e disegnare le avventure di Dory ispirata dai giochi di fantasia dei suoi figli.
Dory Fantasmagorica è una serie di tre libri, pubblicati in Italia da Terre di Mezzo editore.

Il 1° volume
Dory Fantasmagorica

la piccola protagonista, si presenta ai lettori con il suo fare inconfondibile, è divertente, imprevedibile e soprattutto incontenibile, fino a portare allo sfinimento i genitori e la sorella e il fratello più grandi di lei.

Non lo fa apposta, ma ha sempre la battuta pronta e vuole esserci ad ogni costo, anche finendo per mettersi nei guai:


Dory soffre del sentirsi la più piccola in ogni situazione, sempre esclusa dai giochi e dalle avventure dei fratelli. Cerca di sopperire con la sua fervida immaginazione che produce amici immaginari ad ogni piè sospinto (qui conosciamo Mary), a prendere alla lettera tutto quello che le vien fatto credere e a buttarsi a capofitto in tutto, senza stare mai zitta, disposta addirittura a trasformarsi in Ossodipollo, adorato cucciolo di cane, o a infilare le mani nel gabinetto per recuperare la pallina rimbalzina.

Il 2° volume
Dory fantasmagorica trova un’amica
(per davvero)


l’avventura di Dory continua nel suo secondo anno di scuola e il suo inatteso incontro con una bambina abbastanza singolare da poterle diventare amica e, soprattutto, amica vera; proprio così, vera, perché chi già conosce Dory sa che la sua vita sta a metà via tra la realtà e la fantasia (è questa la fantasmagoria!).

Che fatica, per una bimba già così coinvolta nei suoi spazi immaginari, prendere la porta di casa per uscire in mezzo agli altri, direzione LA SCUOLA, zaino in spalla (uno zaino in cui c’è di tutto, tranne il materiale per la scuola!) e, nelle orecchie, le raccomandazioni dei fratelli perché Dory non faccia quella “troppo stranaanche là fuori, in mezzo agli altri mentre lei, al suo fianco, porta a spasso gli amici della sua vita dentro casa, fantastici, irrinunciabili, invisibili.

In classe quest’anno c’è una nuova bambina: le mancano due denti davanti, disegna principesse, si veste come una principessa, è educata come una principessa e ha un nome da principessa: Rosabella!

Dory la riconosce: è lei la migliore amica per sempre!

Rosabella non si stupisce degli amici e delle storie di cui Dory la rende partecipe, né ha dubbi sull’esistenza di una Signora Arraffagracchi che ha rapito il Signor Bocconcino per convincere Dory, col ricatto, a tornare al mondo fantasmagorico di sempre. Rosabella e Dory, insieme, sfidano la terribile Signora, la battono e Dory scopre che la fantasmagoria più bella è quella vissuta, nel gioco, con gli altri.

Anche in questa seconda avventura ritroviamo il ritmo travolgente e l’ironia (divertentissime le vignette che accompagnano la storia), racconta anche la strada che tutti i nostri piccoli devono percorrere per andare verso il mondo senza paura di perdere i legami di casa: scopriranno che evento straordinario può essere, finalmente, l’incontro con un amico reale.

Questa coinvolgente serie di libri continua con
il 3° volume:
Una pecora nera a scuola.
Dory fantasmagorica


Indubbiamente Dory è sempre lei, come potrebbe cambiare la bambina burlona e sognatrice che abbiamo imparato a conoscere nei primi due libri della serie.
Dory ha iniziato la scuola e, come abbiamo scoperto nel secondo episodio, ora ha una grande amica vera che si chiama Rosabella.

Con tutte le sue imperfezioni e la sua visione distorta del mondo, è un personaggio che si lascia amare dai cuori dei suoi lettori. Le immagini in bianco e nero sono cosparse liberamente in tutto il libro, che lo rendono un libro divertente per i lettori in crescita.

È una lettura divertente e veloce
che i bambini possono apprezzare e ridere.

A Rosabella e Giorgio (altro compagno vero) si uniscono, ancora una volta, il fidato Signor Bocconcino, il mostriciattolo Mary, che dorme sotto il suo letto, e la temibile signora Arraffagracchi, nemica assoluta.

In questa nuova avventura la piccola Dory ha un nuovo problema da affrontare, deve imparare a leggere. Ma attenzione è una questione di assoluta importanza e non tanto perché lo richiede la maestra ma perché la sua amica Rosabella è la lettrice più grande e più brava mai vista.

Se non impara a leggere come la sua amica Rosabella, dovrà fare gli esercizi di lettura senza essere in coppia con lei ma con Giorgio e dover far finta di leggere con la mente mentre l’insegnante controlla.
Troppo faticoso e per niente divertente 😉

Per fortuna, c’è come sempre il signor Bocconcino, troppo geniale nel trovare le soluzioni, anche se non sempre adatte e perfette.
Eh già servirebbe una pozione magica del signor Bocconcino, ma le cose non vanno come previsto 😉
E così in un pomeriggio in cui leggere diventa la cosa più importante da portare avanti, Dory si trova alle prese con una pecora nera che esce dal libro e la seguirà ovunque.
Con questa pecora nera ci troveremo catapultati in una fattoria dove la nostra piccola amica chiederà l’aiuto di Bocconcino per ottenere una Pozione Magica di Lettura e dove incontrerà la signora Arraffagracchi che vorrà, invece, rubare degli animali.

Dory ancora una volta,
ci travolge con avventure
e divertimento assicurati.

e ovviamnete ancora una volta,
realtà e immaginazione si uniscono e si mescolano.

Io penso che questa serie e in particolar modo quest’ultimo libro possa diventare la chiave che farà capire e amare la lettura a tutti i piccoli lettori, che come Dory, si sentono schiacciati dal peso di non riuscirci.
Talvolta basta davvero poco per far scattare quella scintilla che può davvero fare la differenza…Forse forse potrebbe proprio Dory a farla accendere. 😉

Mi rimane solo da dire, nel caso non sia trapelato 😀 che Dory Fantasmagorica è incontenibile come la sua fantasia, che leggendola sarà anche come fare un viaggio sui pensieri dei vostri bambini piccoli, distratti, confusionari, combina guai.
Idee mirabolanti, spericolate, vedono cose che noi non vediamo, si entusiasmano per cose che noi non capiamo..sarà un viaggio davvero bello anche per i grandi!

Dory PIACE perchè?

Beh, perchè assomiglia alle bambine e ai bambini che conosciamo, desiderosi di vivere avventure e pronti a trasformare in narrazioni fantastiche ogni nuova esperienza o persona incontrata.
Si presta bene a una lettura autonoma dai 7-8 anni, a una lettura ad alta voce già a partire dai 5.

Buon divertimento,… leggendo 😉
Puoi acquistare i libri qui:

Dory
fantasmagorica

Abby Hanlon

Abby Hanlon

Abby Hanlon

Un orso è finito sul mio sgabello preferito – Ross Collins

E’ così grande
che è impossibile da spostare.
A casa mia non ci può stare!
Insieme non stanno d’incanto
un topo e un orso
con una sedia soltanto!

Proprio così inizia l’avventura di un topolino disperato, alle prese con un orso polare un po’ dispettoso 😉

Effettivamente proviamo solo immaginare, cosa succederebbe quando si hanno a disposizione un solo sgabello per due animali molto testardi?!

Il grande orso occupa la sedia preferita di topo, e adesso che cosa farà topo?
Esatto, come spostare un enorme, GIGANTESCO orso bianco!

Che fare?
Povero topo!
Un orso ha deciso di stabilirsi nella sua sedia preferita, e quella sedia non è abbastanza grande per essere condivisa.
Il piccolino prova tattiche di ogni genere..


Spostarlo? No, è troppo pesante.


Guardarlo male? A lui non importa di certo.
Tentarlo con qualcosa di succulento? Direi che non si lascia tentare.
Spaventarlo? un topo che spaventa un orso? Ma dai!
E dopo averle provate tutte, forse un sistema c’è, ed anche molto semplice…
Infatti il piccolo topolino con grande fare espressivo che cattura grandi e piccini, farà e le proverà proprio tutte per farlo alzare, ovviamente, ma senza mai riuscirci ma, quando orso penserà oramai di averla avuta vinta…il piccolo topolino gli farà una sorpresina.. 😀

L’autore Ross Collins è ritornato nelle librerie italiane con Un orso è finito sul mio sgabello preferito edito da Valentina Edizioni, un nuovo albo illustrato davvero divertente!
Potrebbe non essere immediatamente ovvio, ma pensare a come persuadere un orso prepotente a scendere dalla sedia può essere un esempio e insegnare ai bambini una protesta pacifica.
Un orso è finito sul mio sgabello preferito è pieno di umorismo gioioso, ma sopratutto sviluppa verso il piccolo lettore l’empatia e mostra loro proprio come sia possibile protestare creativamente e pacificamente quando qualcosa non va 😉

Questo libro illustrato, con un testo semplice a tratti in rima, illustrazioni a tutta pagina molto espressive su sfondi colorati ed un finale a sorpresa farà divertire i piccoli lettori!
Ve lo anticipo.. potreste sentire gridare ogni tanto:
“Mammaaa! C’è un orso sulla mia sedia preferita!!!” 😀 😀 😀

Un orso è finito sul mio sgabello preferito, è una storia molto divertente che si presta benissimo ad essere letta ad alta voce.

Buona lettura!
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Un orso è finito sul mio sgabello preferito

Ross Collins

Il pesce Pappagallo – di Amanda Sthers

«Cometichiami», un pesciolino colorato e dispettoso non può far a meno di ripetere ogni cosa che sente. La vita non è facile se ci si inimica lo sgombro, ma può diventare impossibile se si ha a che fare con lo squalo!

Un fatto è certo: quando si parte a ripetere tutto ciò che l’altro dice la sfida è a chi è più furbo, a chi trarrà l’altro in difetto fino a capovolgere i ruoli. 😀

Ed è proprio sull’intelligenza e la scanzonata furbizia che si basa il divertente albo, di gran formato, Il pesce pappagallo di Amanda Sthers e Magali Le Huche. Il piccolo che vince sul forte e il prepotente, col solo uso di un po’ di astuzia e senso dell’umorismo è un tema caro ai libri per l’infanzia, perché oltre a essere spassoso e gustoso insegna che non serve essere grossi e robusti per avere la meglio, basta usare il cervello e prendersi un poco gioco di chi fa il gradasso. 😉

Il pesce Pappagallo pubblicato da Edizioni Clichy è un libro illustrato dal grande formato che da il giusto valore alle grandi tavole, movimentate e colorate, che accompagnano briosamente il testo, aggiungendo dettagli spassosi e vivacizzando fantasiosamente i fondali marini.

Il protagonista è Cometichiami, un pesce pappagallo che vive nelle acque profonde del mare; è “variopinto”, strampalato e dispettoso. Non ha molti amici, perché con la sua vocina stridula ripete tutto quello che sente, e ciò esaspera il granchio che ama chiacchierare, l’aragosta che in sua presenza preferisce starsene zitta e la medusa, che solitamente balbetta.

Un giorno Cometichiami ripete la dichiarazione d’amore della sogliola allo sgombro, innervosendo entrambi che, arrabbiati, lo minacciano e lo inseguono, spingendolo verso gli abissi più profondi e spaventosi del mare. Il pesce pappagallo si trova così in un posto deserto, buio e silenzioso e decide di aspettare un po’ prima di tornare allo scoglio, per dare il tempo allo sgombro di calmarsi.

All’improvviso si trova davanti una pancia enorme, una coda gigantesca e una pinna mastodontica: uno squalo! L’enorme e pericoloso pesce inizia a parlare e Cometichiami, come al solito, ripete esattamente tutto quello che sente irritando l’animale che se lo mangia! Ma poco dopo, appena lo squalo inizia a parlare, sente chiaramente una vocina che ripete ancora ogni sua parola;

“Chi è che ripete tutto quello che dico?”

“Chi è che ripete tutto quello che dico? Hi Hi Hi non me ne importa un fico!”

“Vieni fuori!”

“Vieni fuori! Hi Hi Hi altrimenti sono dolori”

(e così via…con tutta l’irritazione dello squalo questa fastidiosa faccenda prosegue per giorni.)

L’enorme e terribile squalo non ne può più, decide allora di recarsi dal dottore che si arrabbia non poco con l’animale, poiché tutto quello che dice viene ripetuto. Il dottore cerca di fare una diagnosi e di individuare la cura più adatta..ma vi lascio la sorpresa 😉
Vi posso però rassicurare sul fatto che Cometichiami, piccino, dispettoso e non troppo amato dai più, riesce nell’impresa più grande: neutralizzare un enorme, affamato e cattivissimo squalo!

Ci piace perché è proprio un albo divertentissimo, dalle illustrazioni al testo tiene alto l’umore dei piccoli e anche dei grandi, perché proprio per la particolarità del suo protagonista non può essere letto senza fare vocine buffe e caratterizzanti. 😉
I bambini, si sentiranno rappresentati dal pesce pappagallo, eletto velocemente a beniamino perché in esso, minuscolo ma intraprendente, dispettoso ma simpatico, abitante dei mari, rivedranno facilmente loro stessi e i loro giochi.
Divertimento assicurato dai 3 ai 99 anni!

E quando finisce la lettura…., dai dialoghi divertenti tra i pesci, traiamo ispirazione per costruire due piccoli pesci-parlanti, per continuare la storia e permettere ai bimbi di cimentarsi nella creazione di un racconto.
Recuperate due mollette da bucato (preferibilmentedi legno, ma vanno bene anche quelle di plastica), del cartoncino bianco, forbici, colla, pennarelli.

Buona lettura e buon divertimento! 😀
Puoi acquistare il libro QUI:

Il pesce pappagallo.

Amanda Sthers

Nené con l’acqua fa da sé – Piccole avventure Montessori

Nenè, un piccolo allegro bambino, è il protagonista del libro Nené con l’acqua fa da sé della collana “Piccole avventure Montessori” edita da Carthusia, insieme a Cocco e Conì Coniglio, sono tre inseparabili compagni, e vivono divertenti avventure domestiche!

Nené è un personaggio semplice, autonomo, curioso, intraprendente, divertente, vivace: tutte caratteristiche che troviamo in ogni bambino lasciato libero di mostrarsi nella sua vera natura. Ecco, per me, Nenè vuole essere un bambino senza etichette, un bambino che non teme di sbagliare, perché attraverso gli errori scopre quotidianamente un po’ di sé, un po’ degli altri”

Nené può far da sé, ma solo se qualcuno glielo permette offrendogli la possibilità di un ambiente organizzato e sicuro a sua misura, in cui poter serenamente sperimentare la libertà delle proprie azioni.

In questa visione sta la vetta dell’insegnamento di Maria Montessori, conosciuta per il metodo che ha trasformato il mondo dell’educazione, con il suo lavoro ha spostato l’attenzione da chi insegna a chi impara, da chi in silenzio ascolta a chi fa attivamente seguendo un interesse interiore. Oggi il suo metodo, che non prevede voti né punizioni, è diffuso in molte scuole del mondo, conosciute appunto come “Case dei Bambini”.

Aiutami a fare da solo è il manifesto pedagogico di Maria Montessori, che nel 1907 nel quartiere san Lorenzo di Roma fonda la prima Casa dei Bambini.

Organizzata con spazi e arredi a misura dei piccoli ospiti, in breve tempo la struttura è riproposta in Europa e nel resto del mondo per agevolare l’apprendimento attivo dei bambini, liberi di esplorare l’ambiente circostante. Si propone anche l’utilizzo di materiali didattici in grado di rilevare l’errore e di suggerire l’autocorrezione.

È questo un passaggio cruciale nella pedagogia moderna, si valorizzano i criteri che rendono i bambini protagonisti del processo formativo.

Nené con l’acqua fa da sé è Montessoriano già nel suo formato quadrato di medie dimensioni, che può essere sfogliato agevolmente dal lettore in erba.

Edito da Carthusia, il libro è realizzato a 6 mani, il testo in rima è realizzato da Ruggero Poi, formatore specializzato nel metodo della pedagogista di Chiaravalle, l’albo non perde nulla sul piano della creatività, i testi sono di Sabina Colloredo e le illustrazioni di Giulia Orecchia.

Del bambino che fa da sé ci s’innamora subito, i bambini si immedesimano subito e lo adorano già dalla copertina, per lo sguardo curioso e intraprendente di questo personaggio-bambino.

La simpatia per il protagonista aumenta via via che si sfogliano le pagine, dove testo e immagini si completano a vicenda per descrivere le avventure di Nenè che da solo vuole aggiustare il rubinetto del lavabo. Ed allora, prima si bagna tutto, poi si sveste e mette i vestiti ad asciugare, senza dimenticare di fare il bagnetto a Conì, il suo coniglio di pezza. Da solo si prepara per la notte, lava i denti e si mette a letto, con la mamma presente ma non invasiva o sostitutiva.

La quotidianità offre tante occasioni ai bambini di mettersi in gioco, di provare a fare da sé, sviluppando l’autonomia, l’impegno e l’attenzione, a noi genitori resta solo il compito di insegnare come si fa e di dare fiducia.

Crescere dei bambini autonomi è il dovere di ogni genitore, per quanto sia difficile per noi genitori smettere i panni di coloro che vogliono aiutare e proteggere in ogni occasione i propri figli, rendendoli autonomi non solo facciamo in modo che imparino a “far da sé” determinate cose, ma doniamo loro la sicurezza.
Questo albo illustrato sa rendere omaggio in modo naturale all’indipendenza e all’autoaffermazione dei piccoli, che con un ambiente organizzato e strutturato sanno fare sicuramente da sé …e pure per tre! 😀

Puoi acquistare il libro QUI >>>

Nené con l’acqua da da sé.

Ruggero Poi

Su e Giù con Bunny – Claudia Rueda

Un libro da scuotere?! da bussare?! da inclinare o girare?!
Non può che essere un libro che piace un sacco ai bambini…
dai più piccini (2 anni) ai più grandi (6 anni) 😉

Innovativo e divertente, come i colpi di scena che può riservarci una pista daa sci e accogliente come una tazza di cioccolata in inverno! E’ tutto questo il nuovo libro di Claudia Rueda: Su e Giù con Bunny edito da Lapis Edizioni.

Indossa una sciarpa di colore rosso vivo, Bunny un simpatico coniglietto bianco è pronto ad affrontare le piste da sci… ma c’è un problema! Bunny ha bisogno del nostro aiuto!

Chi va là?
Ah, sei tu.
Vieni a sciare con me?

Ecco che Bunny il coniglio si rivolge subito al piccolo lettore, chiamandolo in causa fin dall’inizio…et voilà già “dentro alla storia”.
Le piste da sci sono senza neve. Non ci resta che aiutare Bunny!
Basta prendere il libro e SCUOTERLO avanti e indietro. Whoa. . . non troppo energicamente, farete una bufera di neve. 😀 Così va meglio, una bella neve bianca che cade. Ora Bunny può iniziare a sciare per il pendio. Sei Pronto?

Bunny è in cima alla collina. Tocca a noi aiutarlo a scendere, beh ma come?! INCLINIAMO il libro, verso destra o sinistra, tanto o poco..qui il divertimento e gli scherzetti al piccolo Bunny sono assicurati! 😉

La pista, la lettura e il gioco continuano…. oooooooh c’è un buco nella pistaaaa!!!
Presto presto GIRIAMO il libro! ma attenzione potrebbe esserci un alberooo! Oh No! Che botta! 😀
Ma Bunny si sta divertendo troppo e vuole continuare a giocare! Così pagina dopo pagina questo libro fa divertire un sacco i bambini mentre accompagnano Bunny giù per la pista, il pendio, addosso ad un albero, a far un salto..e chissà quante altre cose! 😉

Bunny, inutile dirlo è un dolce coniglietto che si fa adorare da subito e divertirsi con lui rende questo albo irresistibile!
Dopo aver incantato i bambini con “NO” – vincitore del Premio Nati per Leggere 2011, Caludia Rueda propone un nuovo albo illustrato dai colori tenui e candidi come la neve, dove l’interattività è sempre al servizio della storia, gli imprevisti e le sorprese non mancano e ci regalano una lettura avvincente oltre che un’esperienza ludica appagante.

Su e giù con Bunny è un libro interattivo! Sappiamo quanto i bambini siano attratti e amino particolarmente i libri che li invitano a soffiare, girare, toccare o mettersi in gioco.
Questo recentissimo libro di Claudia Rueda è uno dei migliori libri interattivi che ho visto!
E’ così meraviglioso che i vostri bimbi appena finito vi chiederanno di leggerlo e giocarci “Ancora una volta!  Ancora”! 😀

Le illustrazioni sono luminose e ariose e le espressioni del piccolo coniglietto sono così carine.
Le parole d’azione sono in rosso, corrispondenti al colore della sciarpa rossa sbarazzina di Bunny 😉
Sono ssolo due i colori utilizzati, azzurro e rosso brillante, ad evidenziare il tratto dei disegni a carboncino.
C’è anche la possibilità di acquistare un peluches qui  per avere un compagno di giochi adorabile!

Perfetto per divertirsi in casa o con un gruppo di lettura!
Siete pronti a divertirvi per Bunny?!
Pistaaaaa 😀

Puoi acquistare il libro qui:

Su e giù con Bunny

Claudia Rueda

Cappuccetto Rosso… raccontato da Frezzato

Quante volte avete iniziato una favola con: C’era una volta, una bambina vestita di rosso…
Beh vi avviso, questa non è la solita storia di Capuccetto Rosso!…
Vi presento una splendida rivisitazione di una fiaba notissima, che riesce a regalare al lettore qualcosa in più, nonostante la popolarità del testo originale. Se credete di aver già letto tutto su Cappuccetto Rosso, preparatevi a ricredervi!

Cappuccetto Rosso di Massimiliano Frezzato ed edito da Lavieri Edizioni ci propone una bella versione, commentata in modo divertente, della storia di una delle bambine più famose del mondo. La trama è quella che conosciamo tutti, ma nel bel libro viene posto l’accento su qualche stranezza narrativa, il tutto con una certa ironia che non guasta e ci strappa un sorriso. Tanto per incominciare, per esempio, l’autore ci svela che il nome della bambina era Matilda.
D’altronde chi avrebbe chiamato la propria figlia Cappuccetto Rosso? 😉

Come afferma giustamente Massimiliano Frezzato nella prefazione di questo libro, però,
“le versioni sono milioni, una per ogni mamma,
e nella maggior parte dei casi quelle delle mamme
sono molto meno crudeli di quelle dei libri.”,
ed in effetti è proprio così, perché ogni mamma, ogni nonna, ogni zia e persino ogni babysitter può aggiungere qualcosa, cambiare un po’ il racconto, deviare – proprio come fa Cappuccetto Rosso – da quello che è il sentiero della fiaba originale per aggiungere fiorellini o particolari divertenti.

Questa versione arricchita a opera di Frezzato risulta brillante e divertente, a noi piace moltissimo anche perché presenta due voci: la prima, scritta in rosso, ci racconta la fiaba come la conosciamo, mentre la seconda, in nero, è pensata per rendere la lettura un po’ più ironica e vivace. Naturalmente è possibile scegliere a quale voce affidarsi, leggendo solo le parti in rosso per i più piccoli e aggiungendo quelle in nero per i più grandi. 😀
Il punto forte di questo libro sono però le illustrazioni dove l’artista torinese si esprime in pieno. Ogni disegno è una piccola opera d’arte, apprezzabile ad ogni età, in cui il lettore si perde in un mondo dal tratto gentile e divertente. Certamente una Cappuccetto mai vista.
Tutte le tavole disegnate sono belle e accattivanti, presentano una Cappuccetto Rosso dolce e graziosa e un lupo decisamente simpatico e ben caratterizzato; il tratto gentile, ma allo stesso tempo ricco e forte, restituisce una sensazione di dolcezza, armonia e serenità.

Poi, per chi simpatizza per il lupo, l’autore regala un piccolo finale alternativo, ma ve lo lascio scoprire 😉

Consigliatissimo, da aggiungere nella vostra libreria e fantastico anche come regalo! Stupirà di certo! 😉
Buona lettura!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Rosicchio… Il mostro dei libri

Conoscete la storia di Rosicchio?
Ve la racconto subito 😉

Rosicchio è un mostriciattolo dispettoso. Adora mordicchiare le cose ma, più di tutto, ama mangiucchiare i libri. E non libri qualunque! I suoi preferiti sono i libri di fiabe. Rosicchio passa da Riccioli d’oro e i tre Orsi a Cappuccetto Rosso a Jack e il fagiolo magico e in ogni storia crea scompiglio, mordicchiando pagine e digerendo pezzetti di fiabe.
Bisogna fare attenzione, bambini, e riportarlo nella sua gabbia…ma aarghh non è così facile imprigionarlo!

Sassi Junior, casa editrice per bambini interamente dedicata all’ecologia, ha pubblicato Rosicchio – Il mostro dei libri di Emma Yarlett, un libro strepitoso dal grande formato, dalle immagini accattivanti e originali. Questo libro sta diventando in assoluto uno dei libri preferiti dai bambini. E’ curatissimo, perfetto in ogni dettaglio, in grado di stupire i bambini con i suoi “effetti speciali”.
Già, perchè le pagine, sono realmente “mordicchiate” e all’interno del libro principale sono presenti i libri di fiabe che il famelico mostriciattolo ama tanto divorare. Si alternano così libriccini di diverso formato, che Rosicchio attraversa con i suoi morsi.

I bimbi si divertono davvero tantissimo a seguire le imprese di Rosicchio, anche se, di tanto in tanto, lo sgrideranno gridando: “Eh no! Non si mangiano i libri, poi bisogna aggiustarli con lo scotch! Meglio se mangi un panino…” oppure “Ha fatto un altro buco? Bisogna rinchiuderlo nella sua gabbia!” 😀

Ma come tutti i bimbi, sotto sotto, continuano ogni volta a fare i tifo per lui e alla fine esultano per l’astuzia del mostriciattolo e per la sua abilità nel liberarsi.
“Ehiiii” E’ scappato di nuovo…magari è andato in qualche altro libro! Oh oh, e adesso se li mangia tutti!”  😀 😀
Ma poi come dare loro torto? In fondo questo esserino giallo e cicciottello è davvero adorabile!

Impossibile resistere a questo simpatico mostro goloso che entra nelle fiabe più note e rosicchiando ne cambia il finale (e non solo!), come finirà la storia? Non ve lo racconto, altrimenti vi rovino la sorpresa! Il formato è grande e particolare con molte pagine di dimensioni diverse, a formare una sorta di libro nel libro e con buchi e finestre da una pagina all’altra. Anche leggere i piccoli testi che contornano il libro principale sarà sempre una sorpresa! Consigliatissimo!

> Puoi acquistare il libro qui:

Rosicchio. Il mostro dei libri

Emma Yarlett