Passi per essere Te stesso

se-stessi

Essere presenti a se stessi è molto importante per vivere una vita viva e piena. Solo nel momento in cui siamo presenti a noi stessi e quindi attenti a ciò che ci accade possiamo riuscire a non farci sopraffare dagli eventi.

La consapevolezza si esercita con piccoli gesti e piccole attenzioni che sviluppano apertura nei confronti del mondo e allargano gli orizzonti percettivi di ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

Prima di cambiare il mondo dobbiamo saper cambiare noi stessi. E quando abbiamo cambiato noi stessi abbiamo già cominciato a cambiare il mondo.

Cambiare non vuol dire diventare altro da ciò che siamo, ma vuol dire lasciare da parte ciò che crediamo di essere o ciò che gli altri vogliono che noi siamo, per entrare invece più in contatto con la nostra natura autentica con ciò che vogliamo, che sentiamo, che crediamo e con ciò che possiamo effettivamente diventare se solo diamo fiducia e sostegno alle nostre potenzialità sopite.

Questo processo si innesca imparando a diventare presenti a noi stessi, creandosi spazi e tempi di silenzio interiore da cui lasciar emergere nuovi colpi d’occhio sulla realtà, nuove risposte e, soprattutto, nuove domande. Potremo così cominciare a indirizzare la nostra vita verso attività che abbiano un senso per noi, rimettendo in gioco – come dice il sociologo Domenico De Masi – gli equilibri che la nostra vita ci costringe a rendere definitivi, aprendoci all’innovazione, al rinnovamento, al cambiamento, all’apprendimento e alla crescita.

Cosa ci piace veramente?
Sappiamo rispondere a questa domanda?

Conosciamo le nostre più profonde esigenze e sappiamo scegliere ciò che è meglio per noi senza farci condizionare dall’abitudine o dalle convenzioni nelle nostre scelte? Non è mai troppo tardi per imparare, basta iniziare a porsi la domanda e porsi in ascolto, per cogliere le risposte.

Tempo per sé

Spesso troviamo un senso alla nostra vita semplicemente affannandoci per gli altri e disperdendoci in mille attività. Ma finiamo col dimenticare noi stessi, e non potremo mai essere veramente utili agli altri se non avremo prima imparato a fare i conti con noi stessi. Prendiamo tempo, quindi, e dedichiamocelo, per una volta.

Osare

E’ nell’oltrepassare i propri limiti che ci sentiamo ancora più vivi e che sperimentiamo in pratica la nostra capacità di modificare la realtà con il nostro contributo. Non facciamoci limitare da idee preconcette di noi stessi, non rassegniamoci a dipendere dalle nostre paure e dalle nostre incertezze. Andiamo oltre, è possibile!

Essere curiosi

Il mondo è piccolo quando non alziamo gli occhi dal nostro giornale o dalle pratiche che dobbiamo sbrigare. Diventa immenso quando ci permettiamo di guardarci attorno, di cogliere ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo per scambiare esperienze e informazioni con chi ci sta vicino e chi ci sta lontano, scoprendo così cose che, da soli, non avremmo mai conosciuto.

Ritrovare la passione

Non è nel distacco ma nell’amore per la vita che si esprime il più alto grado dell’umanità. La capacità di provare forti emozioni nasce dall’interno, non dipende da un oggetto piuttosto che da un altro, nasce dalla disponibilità a lasciarsi trascinare dal vento della vita, senza perdersi, ma giocandoci insieme, come potrebbe fare un abile velista.

Coltivare la meraviglia

Anche la capacità di divertirsi e di vivere appieno il presente non nasce dall’esterno ma da una disponibilità interna. Il mondo è sempre nuovo, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Aprendo la mente ed educandola a cogliere l’unicità di ogni istante, trasformiamo il nostro tempo in un’avventura senza fine.

Marcella Danon

Fonte: http://www.lifegate.it


Hal Stone Sidra Stone

Il Critico Interiore

Mai più contro noi stessi!


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Tra i libri più significativi di Hal e Sidra Stone, conosciuti per aver creato e diffuso in tutto il mondo il metodo del Voice Dialogue, Il Critico Interiore rappresenta una guida unica e preziosa alla scoperta e alla trasformazione di noi stessi.

Ogni volta che sentiamo una voce interiore che critica ciò che siamo, il modo in cui agiamo, quello che diciamo e perfino ciò che pensiamo, stiamo ascoltando il nostro Critico, uno degli aspetti che compongono il meraviglioso caleidoscopio della nostra personalità.

Spesso questa voce risuona particolarmente distruttiva e come uno specchio deformante ci impedisce di considerare con lucidità il nostro corpo, la nostra psiche e i nostri comportamenti.

Come un genitore ansioso che crede di sapere ciò che è meglio per noi, il Critico Interiore ci tiene lontani da comportamenti e situazioni che potrebbero danneggiarci ma al tempo stesso limita la nostra capacità di rischiare e creare.

Spesso un’azione eccessiva del Critico dà origine alle nostre crisi di autostima, al nostro continuo confronto con gli altri e alla nostra paura dell’insuccesso.

Come impedire al Critico interiore di nuocerci
e come fare per trasformarlo in una vera risorsa per il nostro benessere?

Attraverso semplici ragionamenti, esempi immediati ed esercizi pratici, i coniugi Stone mostrano al lettore come recuperare dal proprio Critico Interiore le preziose facoltà che è in grado di offrirci: la capacità di valutare serenamente le nostre qualità e i nostri limiti e quella di giudicare con lucidità ed equilibrio persone e situazioni.

Una lettura che ci regalerà la fiducia in noi stessi
e la gratificante scoperta
di quanto possiamo stare bene con noi e con gli altri.

Conoscersi..Adesso

pensare

Quando si vuole esplorare l’autocoscienza, quando si vuole usare per davvero la parola “conoscersi“, c’è un avverbio che non deve mancare, che deve essere il compagno di viaggio di tutto il percorso. Adesso!
Io sto guardando la mia interiorità, adesso, con gli occhi di adesso. È adesso che sto percependo il brutto pensiero che mai vorrei avere. È adesso che sto avvertendo il dolore psichico, l’ansia, la paura. È adesso che il panico sta salendo, crescendo dentro di me, annientandomi.
I disagi appartengono a un’altra dimensione del tempo: irrompono nello spazio interno a mia insaputa, entrano “nella mia casa” senza il mio parere, senza che li possa controllare. Qui sta la loro forza.
Non possono essere governati né ricacciati nel passato o rimandati a un futuro che verrà.
Le crisi di panico mi vengono al ristorante, proprio alle cene importanti, quando non vorrei far fare brutta figura a mio marito che organizza le serate con i pezzi grossi dell’azienda».
Io adesso soffro… -, questa è la frase da ripetersi, calcando la voce sull’adesso. Adesso, non ieri, non domani… Adesso.
Quando il grande saggio Baal Shem Tov si sente fare dall’allievo la domanda: “Maestro, quando starò bene, quando se ne andranno via i miei demoni mentali?”, la risposta è inevitabile: “Quando, se non adesso?”.

C’è un’idea profonda che accompagna la risposta del grande saggio. Io vengo creato adesso: non sono stato né sarò creato. Qualsiasi idea io abbia del Signore del Mondo, del Demiurgo o del Tao, non va separata dal fatto che la creazione è adesso.

Vengo creato adesso e sono qui per guardare quello che accade adesso. Così il grande maestro Bakei, il sapiente maestro zen, risponde all’allievo che si lamenta dell’incapacità di scacciare l’aggressività, di liberarsi dall’ira, dalla rabbia: “Bene, mostramela ora, adesso”. “No, adesso non sarei capace di farmela venire, di ripro-durla”, risponde l’allievo.
“Se non c’è adesso, non esiste” è la risposta definitiva di Bakei.

Il saggio , Baal Shem Tov, e l’uomo dello Zen sono posati sulla stessa visione del mondo. L’Universo è creato adesso. C’è una differenza sostanziale tra “adesso” e “qui-e-ora”.
Quando dico “qui-e-ora”, restringo, quando dico “adesso” è invece un appello alla presenza interiore. Qualsiasi cosa accada, tu devi essere presente, devi inondare il cervello di consapevolezza. Se il brutto pensiero arriva adesso, io adesso lo guardo. Lo so che è venuto altre volte, ma io adesso lo vedo per la prima volta. Sì, è la prima volta che guardo la mia tristezza, il mio dolore, la mia infelicità, la mia paura, la mia ansia. Guardarlo adesso vuol dire far entrare gli occhi, lo sguardo nel cervello, vuole dire essere presenti all’azione che mi turba, vuol dire non cercare di mandare via il disagio, arrendersi, non giudicare.
Il potere dello sguardo sconfigge i disturbi, i mali dell’anima? ‘Tutte le Tradizioni di Occidente e di Oriente ritengono di sì, ed è per questo che un uomo o una donna, quando hanno voluto innalzarsi, hanno praticato la contemplazione, vale a dire si sono guardati dentro senza commentare quello che vedevano.

Contemplare è allargare lo sguardo sempre di più, è guardare il panorama nell’insieme e non le singole cose, i dettagli come le colline, l’erba, gli oggetti. È guardare e rendersi conto che si sta guardando.
La cosa importante non è ciò che vediamo, ma l’esercizio dello sguardo, del vedere, del contemplare. Adesso.

Gli occhi che guardano adesso sono capaci di secernere sostanze sottili, potenti, come il seme – il cervello è per l’alchimista il seme del mondo – e quindi in grado di liberare la coscienza dai demoni che la invadono. Conoscersi è guardare ciò che vedo dentro, e liberare la mia casa, la mia interiorità, da tutto ciò che la pervade… adesso. L’occhio che guarda libero da pensieri, da schemi, da convinzioni, da giudizi rigenera, rifeconda lo spazio interno, lo libera dai demoni interiori.

Non sono i miei pensieri a scandire la mia identità, e neppure le emozioni, i sentimenti, ma la mia capacità di accogliere il vuoto, il nulla, che abita la casa del Sé, dell’essenza.

Quando mi viene un disagio, l’unica cosa da non fare è spiegarlo, capirlo, giudicarlo o ancor di più tentare di scacciarlo. L’essenza – che ce lo manda per farci scoprire chi siamo, per dirci che non è contenta della vita che viviamo – si offenderebbe e ci farebbe ancora più male… No, i disagi vanno guardati, proprio come un panorama, e allora l’essenza, così cara ai nostri occhi, e loro a lei, immetterà in noi l’energia riparatrice, l’elisir della cura, le gocce salutari dell’anima.
Questa è la consapevolezza, la vera sostanza dell’adesso. Conoscersi è riempire di sguardo quello che arriva adesso, solo adesso… senza pensare…

Morelli

Libro consigliato:


Raffaele Morelli

Ama e non Pensare

“Passiamo la vita a chiederci se siamo sulla strada giusta, se accanto a noi c’è la persona che avevamo sognato, oppure se stiamo davvero realizzando ciò che siamo. E dimentichiamo che ogni ragionamento che facciamo sull’amore lo allontana, lo disintegra, lo annienta.” Quando l’amore arriva, non c’è da fare altro che lasciarsi travolgere dalla sua straordinaria energia, farsi guidare ciecamente verso i benefici che solo lui sa donarci. Eppure insistiamo a imbrigliarlo, giudicarlo, volerlo spiegare.

Senza sapere che il peggior nemico dell’amore è proprio il pensiero. E che ogni tentativo di usare la presunta saggezza della ragione per controllare la sua forza è inutile se non dannoso. L’amore viene per stupirci, vuole trovarci pronti alla sorpresa come i bambini, “con occhi innocenti, liberi, senza aspettative”. Solo così sapremo godere di tutta la sua magia, della sua forza “terapeutica come nessun altro farmaco”.

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