Che pasticcio, Ms. Alce! – Andrea Steinhöfel

“Tu scendi dalle stelle, o re del cielo” avevo appena intonato.
…A scendere dalle stelle, però, non fu il re del cielo, bensì Mr. Alce.

Bertil è un bambino come tanti, ma a differenza dei suoi coetanei che scrivono liste lunghissime di desideri indirizzate a Babbo Natale e attendono la notte del 24 dicembre pieni di eccitazione, immaginando i doni che troveranno sotto l’albero. Bertil invece a Babbo Natale non ci crede proprio più.
Ma quando una sera, mentre intona canti di natale con la famiglia, un’alce precipita sulla sua casa mandando in frantumi il tavolino ikea del salotto e sbriciolando i biscotti della nonna (che tanto era pessimi!) è costretto a rivedere le sue posizioni…


Mr. Alce purtroppo, prendendo male una curva sopra l’Irlanda sbanda e arriva dritto nel salotto della famiglia Wagner.
Oltre al fatto che un’alce siede nel suo salotto, ci sono altri due aspetti che rendono la faccenda alquanto insolita. Innanzitutto l’animale parla e già questo sarebbe sufficiente a lasciare stupefatto chiunque. Ma, in più, dice di essere il collaudatore della slitta del “capo” e cadendo, si è ferito una zampa.

“Ma gli alci possono volare?” domandò poi dubbiosa la mamma.
“No”, rispose Kiki, “Così come non possono fare trekking, immersioni o giocare a tennis. E nemmeno parlare.”
Come se avesse atteso proprio quel momento, l’alce aprì gli occhi: “Ti sbagli, bambina!” bofonchiò. “Io parlo ben cinque lingue, e tutte correttamente!”
“Sarà”, ribattè Kiki impassibile.

Sulle prime incredulo, Bertil comincia a nutrire qualche dubbio sulle sue convinzioni. I due diventano ben presto amici, per la prima volta in vita sua il bambino si sente capito.
Così, nascosto nel garage di casa, inizia la sua convalescenza e anche un periodo magico per Bertil e sua sorella. Alce racconta loro il dietro le quinte del lavoro del boss e Bertil gli rivelerà il suo desiderio più segreto, quello di rivedere i suoi genitori separati di nuovo insieme.
Finché, un giorno, uno strambo vecchietto con la barba bianca si presenta alla porta reclamando Mr. Alce!

Che pasticcio, Ms. Alce (edito da Terre di Mezzo) di Andrea Steinhöfel, illustrato da Katja Gehrmann con un tocco di allegria e ironia perfettamente in armonia con la storia ci racconta un’avventura tenera e divertente, dove non mancano le risate per grandi e piccoli lettori 😉
Un bestseller da 375.000 copie vendute in Germania, tradotto in 9 lingue!
Non sarebbe un libro di Steinhöfel se non ci fosse molto rilievo comico oltre all’assoluta assurdità degli eventi: momenti divertenti che danno leggerezza alla storia.


Il libro è divertente e colpisce assolutamente il suo pubblico di destinazione. Piace anche perché la storia ha qualcosa di diverso e non segue allo stesso modo tutti i cliché natalizi.
Una storia che non nega che i regali li comprano i genitori, ma racconta di un Babbo Natale che pensa ai desideri speciali, non materiali, quelli che alla fine sono per tutti più importanti.
Un avventura questa che ci porta a sperare in questo Babbo Natale che si dedica ai desideri speciali!

Il Natale riguarda i desideri del cuore, quelli che non si possono esaudire con i soldi. Anche Bertil riconosce presto la differenza.
Ma prima di tutto, il libro è una lettura natalizia divertente. È un’avventura che non consiste in grandi sfide, ma in piccoli compiti della vita quotidiana. Questo è ciò che rende questa storia così speciale, così suggestiva ed eccitante, così divertente e piacevolmente diversa.
Una storia, a capitoli, che conquista i bambini dagli 8 anni in su, di una bellezza disarmante in cui i sentimenti si fanno vivi, e la lettura è piacevole in qualsiasi periodo dell’anno.

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Quando Johan trovò una vitellina – Astrid Lindgren

“La neve cadeva e cadeva. Quando Johan uscì sui gradini davanti casa, quel mattino, rimase un attimo immobile a guardare. Quasi tutto il podere Angtorpet, era sepolto dalla neve.”

Questa storia è ambientata nel freddo inverno svedese: è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale e la neve cade fitta, il piccolo Johan è diretto a scuola sulla sua slitta, ma i suoi pensieri corrono alla cosa terribile che è accaduta ieri: l’unica mucca della famiglia, Embla, è morta…
Johan è così triste, sente quanto tutto sia così ingiusto…
Ma non tutto è perduto perchè accadrà qualcosa di inaspettato, di magico, una sorpresa che saprà trasformare ogni cosa.

“Aveva smesso di nevicare.
Una dopo l’altra, si accesero le stelle.”

Astrid Lindgren, come nessun altro, può ritrarre e   raccontare la sensazione di tristezza e gioia. Quando Johan trovò una vitellina è una storia di compassione ed empatia. Astrid Lindgren ci riporta alla vita agricola quotidiana di Småland e le bellissime immagini di Marit Törnqvist catturano in modo suggestivo persone, animali e ambienti.
La storia fu pubblicata per la prima volta nel 1951.
Una nuova edizione di un classico libro illustrato che merita di essere evidenziato e letto.

La famiglia di contadini del piccolo Johan ha perso la sua unica mucca, Embla. Si è mangiata un chiodo ed è morta ieri. Ora Johan si trova sul ponte del portico e pensa alla cosa terribile che è accaduta. Guarda la neve bianca che cade e che si stende come una coperta silenziosa su ogni cosa. Ma non è molto tranquillo, perché sulla strada passa Bäckhultarn diretto in città. È il giudice e ha almeno venti mucche nella sua stalla. È così ingiusto. Johan non sa quando sta lì e vede la slitta di Bäckhultarn scomparire lungo la strada.

Questa è una storia emozionante sull’amore per un animale e su come erano le condizioni di vita in passato. Sulla vita quotidiana nella fattoria con le sue fatiche e la sua povertà. Ma anche una storia di compassione, empatia, tristezza e gioia. Un classico con parecchio testo, che dà il meglio di sé se lo leggete insieme e potete parlare di ciò che sta accadendo e spiegare le parole a volte difficili. La storia ha illustrazioni bellissime e suggestive di Marit Törnqvist e ogni immagine è come un intero dipinto.
Le illustrazioni sono assolutamente stupende! Adoro le foto di Törnqvist e migliorano davvero l’esperienza di lettura.
Le magistrali immagini ad acquerello di Törnqvist riflettono gli ambienti urbani e agricoli della fine del secolo scorso.

Qui seguiamo proprio la famiglia del piccolo Johan che ha perso tragicamente la sua unica mucca, Embla. Il dolore e la presa di coscienza delle conseguenze che ciò comporta caratterizza l’intera famiglia. Ma poi il ricco giudice Bäckhultarn passa con la sua slitta. È ubriaco e improvvisamente la vita cambia per la piccola famiglia.
La prosa caratteristica e tonale sicura di Lindgren è una piacevole rappresentazione con un testo stimolante e mai noioso.
La differenza tra ricchi e poveri è chiara, ma che la compassione e la gioia possano provenire da luoghi inaspettati è un messaggio che dà speranza.
E’ una strana storia, che inizia tristemente ma finisce brillantemente ❤

Un classico prezioso che finalmente arriva anche in Italia grazie a Camelozampa
Mi piace che le nuove generazioni prendano parte alle storie di Astrid Lindgren, che hanno influenzato e plasmato così tante persone e sono ancora molto rilevanti in molti modi. Consiglio vivamente questo libro, adatto alla lettura ad alta voce, alla conversazione e all’immersione.

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L’Albero di Natale del signor Vitale – Robert Barry

L’albero di Natale del signor Vitale è
arrivato con una consegna speciale.
Immenso, appena tagliato e di un verde brillante…
L’albero più grande che avesse mai visto.

Il signor Vitale, con i suoi grandi baffi bianchi è così eccitato mentre l’albero viene portato nel suo enorme salone.
Ma attenzione la storia in rima non è incentrata sul signor Vitale, ma sul suo albero di Natale. Una volta sistemato il suo stravagante albero, si rende conto che è troppo alto.
Il maggiordomo, è stato chiamato in tutta fretta per tagliare la parte superiore, anche se sembrava uno spreco.

E’ un peccato buttare questa cima dell’albero, allora il maggiordomo procede a portarla alla signorina Adelaide, che è la cameriera del signor Vitale. Allestisce un albero da tavolo, ma la cima dell’albero si piega contro il soffitto della stanza. Quando stacca la punta in più e la butta fuori, viene raccolta, tagliata e passata ripetutamente, facendosi strada verso tante altre case e famiglie di animali, prima di finire piccolissima in una casa minuscola della famiglia topi che vive nella casa del signor Vitale, non troppo lontano dall’albero di Natale originale.

Pubblicata per la prima volta nel 1963, questa accattivante storia di Natale continua a catturare l’immaginazione dei bambini di tutto il mondo.
Cosa rende questo libro così attraente?


Ogni nuova acquisizione di alberi viene accolta con entusiasmo da un nuovo intrigante set di personaggi. Mi piacciono particolarmente l’Orso Sergiolino e la sua famiglia.


C’è qualcosa di commovente e allo stesso tempo esilarante nel dono inconsapevole della cima dell’albero. Ogni personaggio che taglia la cima dell’albero la butta via come spazzatura, e ogni personaggio che la trova la considera un grande dono che gli è stato fatto. La stimolante progressione degli eventi può spingere i bambini a riesaminare la loro definizione di “spazzatura”.

“Evviva Mamma Orsa! Idea eccezzionale!
E adesso ci mettiamo gli addobbi di Natale:
festoni di popcorn, ciambelle con le mele
lamponi e caramelle, croccanti d’orzo e miele!
…questa punta, che non ci serve più:
la lascerò qua fuori senza pensarci su.”

Il testo di Barry è divertente e trascina i lettori, grandi e piccini, nelle situazioni divertenti che affrontano questa piccola cima dell’albero che diventa più piccola in ogni casa.
Ogni pagina sembra trovare un perfetto equilibrio tra dettaglio e fornire un chiaro focus per i bambini che seguono e leggono la storia.

L’albero di Natale del signor Vitale di Robert Barry edito da Marameo, è una storia di Natale di buon cuore, e i giovani lettori si divertiranno moltissimo a scoprire dove andrà a finire l’albero di Natale sempre più piccolo. È quasi come se l’albero fosse un personaggio, che si fa strada di casa in casa come un pupazzo di neve che si scioglie lentamente.


Una storia che si fa amare e leggere con molto piacere più e più volte perché Più di tutto, L’albero di Natale del signor Vitale cattura e racconta la gioia delle famiglie che si riuniscono per celebrare la magia del Natale.
Punta dopo punta la gioia si diffonda e tutti ricevono un po’ di magia.

Quando arrivano le feste, non puoi sbagliare con una storia bella come L’albero di Natale del signor Vitale . Questo è un libro che rimarrà un punto fermo nella collezione di libri di Natale di ogni bambino

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Senza lampo né maltempo – Elèonore Douspis

Questa mattina piove. Proprio come ieri.
Tutta questa acqua fa passare la voglia di giocare.

Quale microclima si è stabilito sopra la casa di questa affascinante famiglia? 
Piove notte e giorno a casa, mentre il sole splende intorno. Nessuna perdita nel tetto, nessuna crepa nel soffitto, “l’acqua esce dal nulla”, che storia! Le gocce non finiscono mai, in tutte le stanze piove.
Tutto era stato pianificato affinché la vita fosse perfetta… La pioggia che continua a cadere dal cielo ha un significato, come tutto ciò che accade nell’esistenza.
La famiglia cerca la falla, invano: in casa piove e l’acqua esce dal nulla. La vita di tutti i giorni va avanti nonostante tutto, con gli stivali, sotto l’ombrello, nonostante la pozzanghera che cresce in soggiorno. E fuori, intanto il sole continua a splendere.
Pauline e Louis stanno alla larga dai compagni di classe per paura che qualcuno scopra il loro segreto, mentre in casa, in un’atmosfera umida, cresce una strana vegetazione…
Ma per quanto tempo la loro casa può rimanere segreta?
Pian piano infatti la vegetazione attira presto i loro amici curiosi alle finestre…
Senza lampo né maltempo di Èléonore Douspis edito da Giralangolo è una meravigliosa storia!
Assistiamo allo smarrimento di una famiglia unita di fronte a questa pioggia incessante che colpisce solo l’interno della loro casa.
Le illustrazioni raccontano una casa moderna e contemporanea con alcuni elementi vintage. C’è una sobrietà contenuta di questo luogo e questo stile di vita probabilmente minimalista che viene sconvolto dal dominio di una natura disordinata ma molto viva. 
I colori prevalentemente grigi lasciano che il verde della vegetazione e gli animali colorati si insediano.
Soprattutto, c’è la natura che con calma e perseveranza arriva a riprendersi i suoi diritti e ricordarci che è la nostra casa.
Questa storia ci ricorda come passare tra le gocce di pioggia e sorridere alla vita quando è tutta grigia…anche insieme agli amici!
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Domenica – Fleur Oury

“Oggi è domenica, Clementina
e i suoi genitori vanno a trovare Nonna.”

Domenica è un libro illustrato delicato e magico. È una storia toccante che si libera dalla monotonia della quotidianità grazie a un’avventura in cui i sogni, la fantasia e le gioie dei bambini sono all’ordine del giorno.
Questa storia ci ricorda che le cose non sono quasi mai come sembrano…e nemmeno le persone.

Domenica di Fleur Oury edito da Giralangolo racconta una classica domenica, quando Clementina e i suoi genitori, una famiglia di volpi, va a pranzo dalla nonna, in campagna. Lungo il tragitto, e all’arrivo, non mancano le raccomandazioni del padre a Clementina.
La nonna attende sulla soglia, “buongiorno passerotto mio”, abito azzurro e scarpe blu, il solito abbraccio un po’ fastidioso perché “nonna è sempre piena di ramoscelli”.


La casa all’interno è deliziosa e ordinata dai piccoli dettagli curati, circondata da un giardino curato.
La nonna è vecchia e bisogna rispettare le buone maniere.
Durante il pranzo si conversa piacevolmente, la nonna si appisola a fine pasto, Clementina si annoia, esce, e gironzola. Finchè non scopre un buco nella siepe.
La piccola volpe farà un incontro che cambierà la svolta della sua giornata, ma soprattutto la sua visione della nonna.

Il mondo che scopre Clementina, dopo un tunnel pieno di rametti tra rovi e cespugli, è un stupendo e naturale, con tanti animali da osservare, ci sono tronchi su cui saltare, c’è anche il lago in cui tuffarsi, che Clementina scopre seguendo quel ragazzino umano che la invita a giocare, incontrato proprio appena uscita dal tunnel.

In universo incantato, dove l’immaginazione ha la precedenza, dove tutto diventa permesso e possibile!

La loro è una relazione fatta di esperienze e silenzi, infatti il ragazzo non comprende la lingua di Clementina, ma questo non li ferma, continuano a scoprire una meraviglia dopo l’altra fin quando una voce, proveniente dall’altra parte, chiama Clementina.
E’ ora di tornare a casa.

E così in quell’abbraccio di saluto con la nonna, tra due pellicce e vestiti zeppi di rametti e ramoscelli ci sono i saluti e tante parole non dette di una nuova complicità.
Perché quando torna dall’altra parte del giardino, un dettaglio dovrebbe attirare la nostra attenzione: i rametti tra i suoi capelli e il suo vestito sono identici a quelli della nonna… Allora, questo fantastico pomeriggio, sogno o realtà?
Questa nonna è così reale: parla poco e sembra sopraffatta dall’eccitazione familiare, si addormenta a fine pasto… ma ha conservato questa capacità di trasformare i suoi sogni in realtà, di mescolare il reale e l’immaginario, (caratteristica comune a bambini e anziani), per ricreare un piccolo mondo tutto suo.

Tutto il fascino di questo libro illustrato sta nei dettagli e Fleur Oury eccelle in questo. Con la decorazione della cucina della nonna, i suoi mobili, i piatti, tutta l’atmosfera di questa “domenica” ha un fascino antico, antiquato.. Poi, quando Clementina passa dall’altra parte del giardino, la vegetazione si dispiega, rigogliosa e colorata. Possiamo pensare ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ovviamente. Ma è quando Clementina torna alla realtà che il libro illustrato tocca di più, poiché è lì che si rivelerà l’infinita tenerezza che avvolge queste due generazioni, che forse condividono più di quanto pensiamo.
Domenica, è un albo illustrato così bello e tenero che vorremmo prolungare il nostro passaggio dietro la siepe, in questo universo inaspettato, o prendere sottobraccio la nonna e fare un po’ di strada con lei.

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Siete tutti i miei preferiti – Sam Mc Bratney

“C’erano una volta mamma orsa,
papà orso e tre orsacchiotti.”

La storia narra di una famiglia di orsi in cui mamma e papà ripetono ogni sera ai loro tre cuccioli che sono gli orsetti più belli del mondo, il che però non impedisce ai piccoli di mettersi a riflettere una sera dopo aver ricevuto il consueto bacio della buonanotte su come i genitori siano giunti a quella conclusione.
Ed anche se la risposta della mamma (lo sa perché il papà glielo disse il giorno in cui i cuccioli nacquero) li tranquillizza, questo non impedisce che poco tempo dopo tutti e tre i piccoli si pongano un nuovo interrogativo: e se i genitori preferissero uno degli altri fratellini?

“La sera, sia mamma sia papà, sistemando i giacigli ripetevano sempre:
“Siete gli orsacchiotti più belli del mondo!”.

Ovviamente una volta che il dubbio ha fatto capolino, ciascun cucciolo ha le sue ragioni per convincersi che mamma e papà siano più affezionati a qualcun altro: chi non ha le macchie (mentre i genitori le hanno), chi è femmina (e papà potrebbe preferire i maschietti), chi è il più piccino … le differenze fra loro fanno sentire i fratellini meno speciali degli altri e li spingono a chiedere al padre chi sia in effetti il suo preferito. Per fortuna anche questa volta la risposta sarà rassicurante e positiva: i genitori amano tutti i loro figli perché ognuno di loro è perfetto a modo suo.

Siete tutti i miei preferiti di Sam McBratney illustrato da Anita Jeram edito da Rizzoli è un libro tenerissimo, perfetto per raccontare ai nostri cuccioli che non ci sono favoritismi tra i fratelli.
Le illustrazioni di Anita Jeram sono il complemento perfetto per questa storia. Delicate sia nel tratto che nei colori, mantengono lo stesso tono intimo e coinvolgente del testo, come se la dimensione familiare che è la cornice del racconto permeasse il libro nel suo insieme.

Ogni giovane cucciolo di orso è descritto in ordine di nascita, sesso, colore e taglia. Le morbide illustrazioni ad acquerello migliorano lo sviluppo del personaggio mostrando deliberatamente l’unicità di ogni orso. La storia è ambientata nella casa della famiglia degli orsi: la foresta e la luna posta nel cielo notturno raffigura le riflessioni notturne di ogni giovane orso: come faccio a sapere di essere il preferito di mia madre e il preferito di mio padre?

Qualsiasi bambino potrebbe facilmente raccontare di nuovo la storia seguendo le illustrazioni della storia che creano un’atmosfera calda e onirica, rendendo questo libro una scelta perfetta per la lettura prima di coricarsi.

Mi piace il modo in cui entrambi i genitori “tirano in ballo” l’altro (lo so perché papà mi disse, lo so perché mamma mi ha detto) a dimostrazione che entrambi amano svisceratamente i loro piccoli, anche se magari in modo diverso. Proprio analogamente al modo in cui le differenze dei cuccioli non li rendono meno amati, ma solo preferiti per ragioni diverse.

Siete tutti i miei preferiti è una bella lettura anche per prepararsi all’arrivo di un fratellino sia per spiegare ai propri figli che se anche ci comportiamo diversamente in base al carattere dei nostri bambini nel nostro cuore non ci sono dei preferiti ma sono tutti amati allo stesso modo.
Con dolcezza e tanta semplicità la famiglia orsi parla ai bambini di amore incondizionato, enorme e sincero per i figli.
È un bel promemoria per ricordare che i genitori amano tutti i loro figli, ognuno in un modo diverso.
Un bel libro da regalare ai propri figli con una bella dedica di mamma e papà

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Un pranzo da lupi – Geoffroy de Pennart

Maurizio sa che non deve avventurarsi nella foresta,
ma il profumo di tartufo è troppo allettante…
Che imprudenza! Il lupo lo cattura…

Luca, dai bambini conosciuto come il lupo sentimentale, cattura nella foresta un maialino.
Manco a dirlo che avvisa subito sua madre con una telefonata per invitare lei e tutta la famiglia a un pranzo domenicale…giusto il tempo di ingrassare il maialino.

Non passa molto tempo, il lupo scopre che Maurizio, il maialino, è davvero speciale. Cucina divinamente bene, porta a Luca la colazione a letto, condivide con lui la passione per il canto e per la lettura…e gli insegna anche un nuovo gioco di carte: rubamaialetto… 😀

Grazie a Maurizio, Luca scopre un nuovo modo di vivere, i giorni passano e i due diventano amici per la pelle, insieme inventano canzoni, si leggono storie, insomma Luca non se la sente proprio di mangiare Maurizio.

“Avrei dovuto mangiarti subito.
Adesso non è più possibile,
sei diventato mio amico.”

I due ora amici, con complicità decidono di aiutarsi a vicenda preparando un pranzetto gustosissimo e alternativo per la famiglia di Luca che verrà in visita domenica.
Come farà a spiegare alla sua famiglia che ha cambiato menù per il pranzo!?

Un pranzo da Lupi di Geoffroy de Pennart edito da Babalibri cambia quell’idea classica che tutti noi abbiamo del lupo cattivo, trasformando il lupo Luca in un amico dal cuore grande, capace persino di mettersi contro le abitudini della propria famiglia in nome dell’amicizia che lo lega al nuovo amico, Maurizio.


Un albo illustrato con un bellissimo e importante messaggio d’amicizia.
Un pranzo da lupi, raccontando una storia che tiene incollati i bambini, ha anche quel potere di ribaltare i pregiudizi, raccontando con semplicità come l’amicizia possa nascere in ogni dove e tra persone impensabili, persino nelle occasioni più strane, trasgredendo l’abitudine delle cose.
Grande successo che i bambini lo chiedono sempre!

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Un pranzo da lupi. Ediz. a colori - Geoffroy de Pennart - copertina

Ci conosciamo? – Tina Oziewicz

La curiosità si arrampica più in alto che può,
in cima a un albero, su un tetto o su un camino.
La gioia salta su un trampolino.
La gratitudine riscalda.

Curiosità, è una creatura agile e dalle orecchie flosce, che si appollaia sopra il panorama del mondo aperto e guarda nell’immenso con una vivace miscela di speranza, meraviglia e desiderio.
Dal bordo di un camino, siamo entrati con lei nel mondo tranquillo e malizioso dei sentimenti, incontrando una troupe di creature morbidose.
La compassione aiuta le lumache ad attraversare un marciapiede verso la salvezza, .
Altrove, le nostre insicurezze costruiscono .


In Ci conosciamo? incontriamo pagina dopo pagina le poche parole di Tina Oziewicz ci parlano di verità, e le illustrazioni di Aleksandra Zajac sbocciano e sprizzano con dettagli affascinanti come una vela costruita con un paio di mutandoni svolazzanti o una pantofola rossa che cade da una zampa soddisfatta.

Cosa fanno i sentimenti quando nessuno guarda sorprende e lenisce, questo libro illustrato ci ispira e ci invita a provare a scoprirle.
Le frasi, semplici e brevi, contengono tutto ciò che è più importante. Ognuno di loro ritrae un sentimento. Conosciamo molto bene tutti questi sentimenti. Non importa quanti anni abbiamo e quali sono le nostre esperienze di vita.

Tutti provano gioia, tristezza. Sentiamo desiderio, compassione, o proviamo odio e rabbia. Alcuni sentimenti sono positivi, li associamo bene e ci piace che nascano nel nostro cuore. Vorremmo evitare gli altri, perché sono sempre legati a qualcosa di brutto. Dovremmo lottare per alcuni e dimenticare gli altri. Alcuni ci rendono sereni, altri ci fanno sorridere. Ci sono anche quelli che fanno sparire per molto tempo il sorriso dai nostri volti.


L’autrice, ha descritto ciascuno dei sentimenti il ​​più brevemente possibile. Ha paragonato ciascuno a qualche attività. Attività semplici e quotidiane. Pertanto, in questo libro, la pace è paragonata a un cane che viene accarezzato e la felicità è paragonata a una bolla portata dal vento, l’amore è come un elettricista e la speranza prepara panini per il viaggio…poi c’è anche la tristezza è avvolta in una calda coperta e la paura fa finta di non esserci, la nostalgia annusa una sciarpa e l’ansia fa il giocoliere.

Leggendo questo libro, ci siamo immersi in uno straordinario mondo di sentimenti. Sensazioni che ci accompagnano ogni giorno. Nonostante questo, molto spesso non ci pensiamo affatto. Non pensiamo a quanto grande sia il ruolo che giocano nelle nostre vite. Colpiscono non solo noi, ma anche le persone che ci circondano. Il modo in cui guardiamo quando proviamo tutti questi sentimenti può essere visto nelle illustrazioni di Aleksandra Zając. La grafica semplice e poco colorata è estremamente affascinante.

Ogni pagina è la conferma e lo dimostra che c’è la vera bellezza nella semplicità. Sarebbe molto bello appendere ogni foto di questo libro nei muri casa, scuole e uffici per ricordarci ogni giorno il grande potere insito nei nostri sentimenti.


Ci conosciamo? edito da Terre di Mezzo è un libro per intere famiglie e non ha età.
Per leggere insieme e parlare insieme. Vale la pena discutere di ciascuno dei sentimenti presentati in esso. Ognuno vale, perchè non possiamo vivere senza sentimenti, quindi abbiamo bisogno di sapere il più possibile su di loro.

La gentilezza affronta una tempesta.
La rabbia esplode.
La malinconia prende il volo.
L’amicizia ti sta accanto quando fai un ruzzolone.
E dove abitano tutti?
….

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Viola Giramondo – Teresa Radice e Stefano Turconi

Noto che il mondo ti sorride,
piccola Vermeer…
E’ perchè tu sorridi al mondo,
lo sai, vero?

Sveglia e sognatrice, è Viola, la protagonista, con una simpatica testa riccia e bionda. E’ una ragazzina alle soglie dei 12 anni, molto molto curiosa, riflessiva e intraprendente. Ovviamente una ragazzina come le altre, vive le insofferenze, le domande e gli entusiasmi con l’intensità tipica della sua età. Ma…. Viola Vermeer è figlia di una donna cannone e di un entomologo domatore di insetti, la sua famiglia è il Cirque de la Lune, il mondo è la sua città, la sua casa è una carrozza del circo.

«Mi chiamo Viola Vermeer: papà olandese, mamma francese… cittadina del mondo! La mia casa ha mille stanze…una per ogni luogo attraversato! […]
La mia famiglia parla tutte le lingue… eppure a volte non abbiamo bisogno di aprir bocca per capirci: basta uno sguardo.
Lavoriamo insieme per creare qualcosa di cui nessuno, da solo, sarebbe capace: mescoliamo con passione le nostre diversità e quel che ne esce è infinitamente meglio del mio o del tuo.
Da qualche parte ho letto:
“dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”
Bé, il mio cuore è in questa grande famiglia di viaggiatori.
Loro sono il mio tesoro»

Viola Giramondo di Teresa Radice e Stefano Rusconi edito da Bao Publishing è composto da 4 storie suddivise in capitoli che narrano avventure in luoghi diversi.


Si parte da Parigi e con quell’incontro fortuito con Henri de Toulouse-Lautrec e il suo pittoresco mondo. Si prosegue con l’avventura, tra Stati Uniti e Canada, dove Viola farà i conti con un cavallo che non vuole farsi domare, la bellezza della musica che è in ogni dove con il noto compositore Dvorak e un fuggitivo, in cerca di libertà. Sempre più curiosi e assetati di vivere le avventure con Viola entriamo nella terza storia, quella più intima e commovente, racconta di un viaggio sulle montagne dell’Himalaya, un cammino per accompagnare l’anziano maestro/nonno Tenzin in una nuova fase della vita, un viaggio delicato e ricco nei ricordi e nel mistero della vita.
Viola dovrà fare i conti con l’attesa di una perdita, ma anche con i ricordi di chi muore, ricordando e imparando ad accettare per non smettere di amare.


La quarta e ultima avventura è inedita e vede protagonista la scimmia Sindbad in una rocambolesca fuga con un violino a Parigi…

Una costante, di storia in storia sono la presenza dei personaggi che compongono la famiglia/compagnia del circo: la mamma e il papà, l’amico trapezista che gira con Sindbad in spalla, lo zio con un brutto caratteraccio ma il cuore dolce, la nonnina Noce Moscata, Toussant il venditore di zucchero filato, il lanciatore di coltelli, il fachiro… e come nelle migliori tradizioni circensi, ognuno proviene da un luogo diverso ma è ora parte della famiglia, sotto un’unica grande tenda.

“Sai, viaggiare mi ha insegnato a sentirmi
straniero in ogni paese.
Ed essere straniero tra gli stranieri non è forse
il modo migliore per sentirsi tutti fratelli?”

Viola giramondo è una storia caratterizzata dall’avventura e da quel fascino di una vita itinerante con la ricchezza di sempre nuove relazioni umane e incontri, non solo quelli che compongono la famiglia allargata, ma anche quelli che costellano il cammino del circo: persone tra le più bizzarre che offrono a Viola un modo diverso di guardare al mondo facendole apprezzare non solo una straordinaria varietà di vite ma anche scoprire cose nuove di se stessa.

E di questo Viola non sembra essere mai sazia..e neppure noi che la seguiamo!
Viola giramondo è un fumetto che si presta benissimo alle menti curiose e ricche di domande dei ragazzini dagli 8/9 anni.
Una lettura piacevole, scorrevole, invitante e mai noiosa o banale.

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A caccia dell’Orso (POP-UP) – Michael Rosen & Oxenbury

A caccia dell’orso andiamo.
Di un orso grande e grosso.
Ma che bella giornata!
Paura non abbiamo.

A caccia dell’orso racconta la storia di una famiglia che un giorno decide di andare a caccia di un grande e grosso orso e per questo deve affrontare le sue paure e superare prove minacciose e sempre più impegnative che la natura gli sottopone.


Un po’ imprudenti e privi di bagaglio, i sei si inoltrano nella campagna. Qui ha inizio la loro avventura ricca di ostacoli e numerose imprese.

Oh-oh! Un fiume!
Un fiume freddo e fondo.
Non si può passare sopra.
Non si può passare sotto.
Oh, no! Ci dobbiamo passare nel mezzo!

L’erba troppo alta di un prato è il primo inconveniente che si trovano ad affrontare. Superato questo, s’imbattono nell’acqua fredda e profonda di un fiume. Poi devono attraversare un manto di viscida melma, un fitto bosco e un’ululante tempesta di neve. In ultimo arrivano davanti a una grotta. A poco a poco, il famigerato animale appare davanti ai loro occhi increduli.
La sola cosa che possono fare adesso è… scappare! Hanno l’orso alle calcagna e devono ripercorrere gli stessi ostacoli dell’andata. Raggiunta la casa chiudono in fretta la porta alle loro spalle mettendosi in salvo. Finalmente sono al sicuro sotto un confortevole piumone. Di andare a caccia dell’orso ora non ci pensano proprio più!

Svish Svush! E’ il suono prodotto dall’erba frusciante;
Splasch splosh! E’ il rumore dei passi dentro l’acqua;
Squelch squalch! Sono i piedi che si staccano dalla melma;
Scric scroc! E’ il calpestio delle foglie secche nel bosco;
Fiuuuu huuuuu! Ulula e fischia la tempesta di neve;
Brrrrrrr! Rimbomba la paura nella grotta.

Queste parti, del resto, sono anche le più divertenti da replicare e ripetere insieme ai bambini durante le letture ad alta voce.
A caccia dell’Orso di Michael Rosen, illustrato da Helen Oxenbury edito da Mondadori, è arrivato in Italia nel 2001 e vincendo, nel 2013, il Premio Andersen come Miglior libro mai premiato.
Oggi lo troviamo sugli scaffali anche nella versione POP-UP!

Il racconto è oggi considerato un classico e un capolavoro della letteratura per l’infanzia ed è amato dai milioni di bambini che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo. Generazione dopo generazione, non ci si stanca di leggere questo racconto ben ritmato e tanto ricco di suoni.


Un dettaglio rende unico questo splendido albo illustrato. Si tratta dell’alternarsi di colore e di bianco e nero. Le tavole sono in bianco e nero quando la famiglia incontra un ostacolo. Diventano a colori quando lo attraversano. In un’intervista, Helen Oxenbury racconta di aver pensato di inserire il bianco e nero nei momenti in cui i protagonisti stanno decidendo il da farsi. Il colore esplode quando questi hanno preso una decisione e affrontano la situazione.
Il racconto è molto ritmato e si legge quasi fosse una filastrocca. Alcune strofe si ripetono a ogni passaggio della storia.

“A caccia dell’orso non è davvero una caccia all’orso. Si tratta piuttosto del far fronte agli ostacoli della vita, o a quella cosa che in quel momento non si vuole fare.
Si tratta di perseveranza e caparbietà: una saggezza interiore che ci ricorda di andare avanti e di farlo…”
Helen Oxenbury

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Regali & Co. Tutti i doni del Natale – Maudie Powell-Tuck

“Alla Vigilia di Natale può accadere qualsiasi cosa!”
E quel Natale c’era proprio bisogno di una magia.

Regali & Co. Tutti i doni del Natale di Maudie Powell-Tuck, illustrato da Hoang Giang, edito da Sassi Junior è un splendido libro illustrato da condividere nel periodo che precede il Natale. La storia, sul potere della magia a Natale, ci ricorda che la gioia del Natale sta nello stare con i nostri amici e la nostra famiglia, piuttosto che nei regali che riceviamo. 
La storia si svolge con Mino che crede che il Natale abbia perso la sua magia, la sua famiglia non può permettersi il lusso di regali, un albero o un tacchino, ma tutto cambia quando si imbatte in un centro commerciale dove gli animali parlano e il i regali sono meravigliosi. All’interno tutto è meraviglia e gioia e tutte le speranze di Mino per un Natale magico vengono ripristinate.
Cosa metterà sotto il disegno di un albero di Natale?
E riuscirà a rendere felice la sua famiglia con i migliori regali che i soldi non possono comprare?
Questa è una storia perfetta in classe da condividere con i bambini dai 4 anni in su poiché la morale ricorda a grandi e piccini che non bisogna avere molti soldi o un sacco di regali per passare un momento speciale a Natale. Troppo spesso i bambini possono essere alle prese con liste di Natale e affermare che “vogliono” un regalo piuttosto che “apprezzare” un regalo.  Ecco, questa storia condivide il vero significato del Natale, cioè il tempo trascorso con la tua famiglia.
Se stai cercando una storia di Natale con magia, valori familiari e un finale inaspettato, allora questo è quello che fa per te. Le illustrazioni sono chiare, semplici e piene di emozione; una pura delizia.
Questo è il tipico libro che si legge nel periodo che precede il Natale. È splendidamente illustrato ed evoca la magia del Natale fin dalla copertina. Questo è un libro affascinante sul potere dell’immaginazione e sul vero dono dell’amore e delle risate nel periodo natalizio.
Mino, dopo aver varcato la soglia del centro commerciale, incontra fenicotteri e leopardi, cavalca le montagne russe e si siede su spiagge sabbiose finché non trova i regali perfetti per la sua famiglia. Regali perfetti che non costano altro che amore, fantasia e gioia.
Regali & co. Tutti i doni del Natale promuoverà fantastiche discussioni sulla differenza tra desiderio e bisogno, dando priorità agli altri e sfruttando al meglio ciò che hai.

Babbo Natale e l’inaspettata Neve – Babbo Natale interstellar – Letture a capitoli

«I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti»,
così affermava Charles W. Eliot.

E se Natale si avvicina, non avete ancora trovato il regalo per bambini/ragazzini e volete donare una vera e propria occasione di crescita, scoperta e meraviglia, un libro fa al caso vostro. Ecco qualche consiglio di lettura per far viaggiare i giovanissimi lettori attraverso infiniti mondi possibili, dove fantasia, conoscenza e divertimento si fondono in un unicum.
I primi lettori hanno a disposizione un vasto panorama di scelte in grado di trasportarli in un mondo ove la fantasia diventa occasione di maturazione e la lettura mostra le sue infinite possibilità.

Per un dono all’insegna dell’ironia, imperdibile è “Babbo Natale e l’inaspettata neve” (Rizzoli), terzo capitolo della saga ironica scritta dal cosentino Michele D’Ignazio: con le coloratissime illustrazioni di Sergio Olivotti.
Vi ricordate il nostro caro Babbo Natale che dopo aver perso il suo amato lavoro si è ritrovato a fare il netturbino? Bhè da quel giorno la vita del nostro vecchietto preferito dalla barba bianca e lunga, il cappottino rosso e il cappello in tinta, è letteralmente cambiata! (leggi la recensione delle precedenti avventure qui: Babbo Natale fa gli straordinari 
Il secondo lavoro di Babbo Natale )
Pensate… ha vinto anche il premio come miglior lavoratore dell’anno e per finire ha anche messo su famiglia.

Babbo Natale ha vissuto diverse emozioni grazie anche ai suoi diversi lavori che hanno accresciuto il suo curriculum. Quando nella sua vita arriva Neve, lui la guarda con curiosità, non si occupa di lei, lo fa Bice.

Piano piano comincia ad avvicinarsi di più a lei e a farle vivere momenti indimenticabili, anche perchè la piccola Neve è adorabile e ha una bella fantasia.

Babbo Natale e Neve fanno delle cose davvero carine, come far ballare i calzini spaiati nella lavatrice, oppure fare disegni con le nuvole. In tutto questo c’è di mezzo il Natale e il lavoro che c’è dietro, ovvero preparare i regali per i bambini. Ma Babbo Natale è in ritardo, non sa se riuscirà a farglieli avere in tempo.

Con l’aiuto della Befana e della piccola Neve, Babbo Natale riesce a preparare doni più piccoli ma con un significato davvero profondo.

“Dono, però era la più dolce delle parole:
perchè non presuppone qualcosa di materiale,
ma un sentimento che viene dal cuore.
Semplice, ancestrale.”

Babbo Natale e l’inaspettata Neve racconta una storia emozionante scritta in modo impeccabile da Michele, che scava nel profondo dei cuori, regalando una luce splendente. Ci insegna la vera importanza del Natale, “perchè le parole possono trasportare qualsiasi emozione da un cuore all’altro“, allora una lettera sarà un dono speciale.
Una lettura divertente e simpatica che risveglierà anche negli animi più “grinch”, quella voglia di ritornare bambini per sperare con tutte le forze di vedere anche per un instante il vecchietto di rosso vestito, più desiderato del mondo, ma ricordate, il dono più grande siete voi stessi e non i regali che state aspettando!


Un’altra bella uscita per questo Natale è “Babbo Natale Interstellar” edito da Mondadori è lo spassosissimo racconto di Pietro Valsecchi, un’avventura tra alieni, turboslitte ipermoderne e Babbi Natali che devono mettersi al passo con i tempi, per raccontare con il sorriso l’inclusione e la diversità.

“Non posso permettere che passi il Natale da solo…Come ti chiami?”
“Mark”
“Mark, a Natale tutti hanno diritto di essere felici e di farsi una bella mangiata in famiglia.
Ti porto io a San Francisco.
tanto devo già andare a Los Angeles, che vuoi che sia una piccola deviazione…”
“Ma… se gli aerei sono bloccati, come ci arriviamo?”
“Oh, oh, oh,… Io sono Babbo Natale, sono laureato in desideri impossibili!”.

Ci troviamo chiaramente in Lapponia a inizio ottobre e Natale è già nell’aria: è il momento della prima grande ondata di lettere. Peccato che nell’enorme cassetta rossa di Babbo Natale non ce ne sia nemmeno una…

Diciamocelo, è ora che Bi-enne, come lo chiamano i ragazzini su YouTube, si modernizzi! Non si mandano più lettere, ma email. Babbo Natale deve stare al passo coi tempi, crearsi dei profili social, svecchiarsi!

Così, la notte prima della vigilia, ecco che i tecnici della NASA gli fanno trovare una turboslitta ipermoderna. Il giro di prova, però, non va esattamente come dovrebbe e Babbo Natale, insieme a Greta, la viziatissima figlia del re dei corrieri express, e a Mark, un ragazzino nerd cresciuto in orfanotrofio, si ritrova perso nello spazio. Più precisamente, su Zetazeta, nel buco nero Zeta. Il comitato di accoglienza è composto da strambi alieni dalle forme ancora più strambe e da un nugolo di giovani zetiani che li tempestano di domande.

Manca pochissimo alla notte di Natale e Babbo non può deludere i milioni di bambini che lo aspettano sulla Terra… Oh, oh, oh! Come farà a riparare la slitta e a tornare dai suoi amati elfi?


Una lettura piacevole e spassosa con illustrazioni a colori sparse nelle varie pagine a far da contorno apprezzatissimo della storia. Lettura consigliata dai 9/10 anni.

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