I fantasmi non bussano alla porta – Eulàlia Canal

Bruno e Carlotta trascorrevano insieme ogni pomeriggio.
Adoravano giocare a freccette e andare alla ricerca di tesori nascosti.

Bruno e Carlotta, l’orso e la marmotta, si incontrano ogni pomeriggio. Giocano a freccette e trovano tesori nascosti. Ballano, ridono e si divertono insieme guardando le figure che le foglie degli alberi disegnano sul cielo… Ecco perché quando un freddo pomeriggio invernale l’orso annuncia che l’anatra li visiterà quel pomeriggio per giocare insieme, la marmotta è fin da subito contraria e gelosa…

Proprio così, un giorno come gli altri, un giorno d’inverno, Bruno comunica a Carlotta che ha invitato Aldo, il papero, per giocare con loro. Questa notizia non entusiama Carlotta. Cos’è questa storia che deve venire qualcun’altro a giocare con noi?!


Detto fatto, ci pensa lei ad allontanarlo, con un cartello deterrente appeso fuori dalla porta forse basterà..pensa lei!
Così Carlotta mette in pratica il suo piano: quando arriva, dice ad Aldo che lei e Bruno non sono in casa, non del tutto, perché sono dei… fantasmi! 😀

E da qui, grazie al cartello di Carlotta e alla sua voglia di tenersi tutto per sé il suo amico Bruno, si creano involontariamente una serie di equivoci e nella foresta la voce si sparge, adesso tutti vogliono vedere i fantasmi o tanfasma?!
Quando finalmente saranno tutti e tre felici in casa al calduccio, chi è che busserà alla loro porta?!

Quando due amici hanno un bel legame forte, fanno tutto insieme e sono inseparabili, se viene aggiunto un terzo amico, le cose potrebbero cambiare, perché poi arrivano la paura e la gelosia, il migliore amico potrebbe allontanarsi ed essere più interessato a quello nuovo. E’ proprio questo che ci racconta Eulàlia Canal con le illustrazioni di Rocio Bonilla nel libro I Fantasmi non bussano alla porta, edito da Valentina Edizioni.

Un albo illustrato caldo, divertente e con un messaggio chiaro di amicizia, fantasmi e gelosia.
Tutti i bambini hanno paura di perdere un amico con qualcun altro. È normale che prima si difendano e inventino delle scuse per cui a qualcuno non è permesso giocare. L’importante ora è che siano trattati con comprensione e spiegati sensibilmente perché il loro comportamento è sbagliato.
Questo libro racconta di orso e marmotta, che stanno vivendo qualcosa di simile. Innanzitutto, descrive l’amicizia tra i due e quanto si divertono insieme. Mentre le marmotte preferiscono stare da sole con un orso, vorrebbero condividere questo meraviglioso momento con qualcun altro. Questo crea una situazione strana e divertente che nessuno si aspettava e che farà ridere i bambini. Tuttavia, l’affermazione dietro il tutto non è persa. Al contrario, è confezionato in modo divertente ed è quindi molto più giocoso e divertente per i bambini.

Sentimenti come la gelosia e la paura sono percepiti anche dagli altri e sono normali, ecco che i bambini imparano anche che questi sentimenti sono completamente infondati guardando le cose dal lato giusto. Solo perché un nuovo amico si unisce non significa che perdi il tuo vecchio. Al contrario, perché ora hai qualcuno con cui puoi divertirti ancora di più!

Con il suo libro, Eulàlia Canal porta questo messaggio ai giovani lettori in un modo meravigliosamente caloroso e spiritoso. La narrazione è accompagnata da illustrazioni altrettanto divertenti e grandiose di Rocio Bonilla. Le sue foto raccontano la storia su una vasta area e con molti dettagli. Le emozioni nell’espressione facciale e nella postura si manifestano e ispirano i giovani lettori tanto quanto la storia stessa.

Adoro questa storia perché l’approccio mi sembra molto divertente e le illustrazioni sono molto belle e affascinanti. Considerando l’importanza dell’argomento, raccomando questo libro per parlare di gelosia con i bambini.

I fantasmi non bussano alla porta è una storia sull’amicizia, la gelosia e le piccole bugie che hanno conseguenze impreviste. Sebbene i bambini ricevano un messaggio importante lungo la strada, è comunque un libro molto divertente e giocoso. Ciò consente loro di essere coinvolti molto bene nella trama, di ascoltare con entusiasmo quando vengono letti e di chiudere rapidamente il libro nel loro cuore.

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Il passato

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Il passato… croce e delizia…. gli errori del passato possono insegnarci qualcosa o farci sprofondare nella paura di ricommetterli… le vittorie del passato possono spronarci ad ottenerne di altre ancora più straordinarie o convincerci che non saremo mai più come allora… sta a noi decidere: farci annientare dai fantasmi del passato oppure volare spinti dal vento che dal passato spinge forte verso il futuro!

Mille strade diverse conducono all’amore

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Ciascuno di noi ha un suo modo di agire e di manifestarsi, e dev’essergli assicurata la possibilità di servirsene liberamente. Mille strade diverse conducono all’amore. Purché ascolti se stesso, ognuno troverà la propria. Non permettete a chicchessia di imporvi perentoriamente la sua.

In un libro stupendo dell’antropologo Carlos Castaneda, Teachings according to Don Juan (trad. it. Viaggio a Ixtlan. Le lezioni di Don Juan, Astrolabio, Roma), interamente dedicato agli Indiani Yaqui che l’autore ha fatto oggetto di studio approfondito, c’è un personaggio di nome Don Juan il quale afferma: «Ogni strada non è che una fra un milione di strade. Pertanto dovete sempre tener presente che una strada è soltanto una strada.

Se in questo momento sentite di non doverla percorrere, non siete obbligati a farlo in nessun caso. Una strada è solamente una strada. Il fatto che il vostro cuore vi esorti ad abbandonarla non è un affronto a voi stessi o agli altri. Ma la vostra decisione di proseguire lungo quella strada o di abbandonarla non deve avere attinenza alcuna con la paura o con l’ambizione. Attenti: ogni strada dev’essere osservata da vicino e deliberatamente. Provatela una volta, due, tre, quanto lo ritenete necessario.
Poi ponetevi una domanda, ma solo a voi stessi; e la domanda è la seguente: Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono uguali. Non conducono in nessun luogo. Sono strade che attraversano il bosco, s’inoltrano nel bosco, passano sotto il bosco. Tutto sta ad accertare se quella strada ha un cuore. È il solo dato che conti. Se non ha cuore, è
una strada sbagliata». Se la vostra strada è l’amore, la meta non ha importanza; il cammino che seguirete sarà fatto d’amore.

Potete essere «veri» solo quando non vi scostate dalla vostra strada. La cosa più difficile del mondo è il voler essere ciò che non siamo. Allontanandovi da voi, dovete al tempo stesso avvicinarvi sempre più a ciò che siete. Scoprirete che è un modo molto facile di essere. La cosa più facile al mondo è essere ciò che siete, essere voi stessi. La cosa più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che voi siate. Non permettete loro di situarvi in questa posizione. Trovate il vostro «essere», siate chi siete, siate come siete. Dopo di che potrete vivere in tutta semplicità. Avrete l’energia necessaria per «respingere i fantasmi», come dice Alpert. Non avrete più fantasmi da scacciare. Non dovrete più recitare un ruolo che non sia di vostra competenza. Ve ne libererete una volta per tutte e potrete dire a voi stessi: «Ecco, quest’uomo, questa donna sono io. Prendetemi per quel che sono, con le mie debolezze, con la mia stupidità, con tutto il resto. E se non potete, lasciatemi essere me stesso».

[..] «..Non esistono formule, non esistono manuali che teorizzino e spieghino una volta per tutte come si fa a diventare. Io so una sola cosa: esisto, sono, divento, creo la mia vita e nessuno è in grado di sostituirmi, creandola in mia vece. Devo far fronte alle mie manchevolezze, alle mie trasgressioni, ai miei errori, e assumerne la responsabilità.
Nessuno quanto me può soffrire del mio non-essere, ma domani è un altro giorno, devo decidere di alzarmi dal letto e continuare a vivere. E se fallisco nel mio intento, non ho il conforto di prendermela con il prossimo, con la vita o con Dio.»

Fonte: Amore di Leo Buscaglia

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Vivere amando se stessi e gli altri è la grande sfida della nostra esistenza. L’avventura più esaltante e creativa. Un sentimento senza età che, per il famoso pedagogista americano, ci fa diventare una forza suprema, responsabile, senza più limiti dei pregiudizi. Attraverso il reciproco amore si può arrivare a completare l’infinito.