Essere Me – Luca Tortolini

“Vivo in una casa così grande che molti non riuscirebbero nemmeno a sognarla.
A due passi dall’oceano.
Mi dicono “come vorrei essere nei tuoi panni”.”

Essere me di Luca Tortolini e Marco Somà, edito da Kite, racconta la storia di qualcuno, ricco e famoso, che è ben lontano dall’essere appagato dalla propria esistenza..anzi, vorrebbe solo essere se stesso!


Anche sul lavoro, la libertà è un sogno. La pubblicità, i film, le interviste sono tutte cose impossibili da rifiutare, per non parlare delle feste a cui è utile presenziare. Tutto scritto, tutto programmato, tutto stabilito.
Anche in amore, nessuna libertà.


Il modo in cui tutto è cominciato non è stato per niente piacevole. Al contrario. Abbindolato da mille lusinghe, è stato sradicato dalle sue abitudini, la sua famiglia, i suoi alberi.
Con la promessa di girare un film di cassetta, lo hanno caricato su una nave e portato in un ambiente ben diverso, una metropoli americana.


Come se ci potessero essere dubbi, la dedica è a King Kong. Tortolini parte dalla corda profonda che si muove quando pensiamo a King Kong. L’allontanamento dalla sua terra d’origine prevede inevitabilmente una rinuncia a essere se stesso, gorilla nella giungla, per essere invece quello che gli altri si aspettano che lui sia.

Però nessuno pensa al suo impaccio nell’indossare panni non propri.
Nessuno si cura del peso che hanno le aspettative di chi ti circonda.
Ma qui si innesta la questione più profonda, ovvero quella della autodeterminazione, quell’essere me del titolo. A ogni costo.

Ne approfitto per suggerire un uso didattico di questo albo illustrato:
perchè è perfetto sia come semplice lettura dai 6 anni in su, sia come punto di partenza per percorsi didattici riguardanti il saper gestire le aspettative che gli altri hanno su di noi.
Perché…

Essere me, essere se stessi racconta e ricorda a tutti noi, grandi e piccini, come rispettare la propria natura e le proprie predisposizioni sia la cosa più bella del mondo! Il gorilla protagonista di questo libro, è famoso e ha successo. E’ un attore conosciuto e di fama, ma che non è felice.
Come mai?


In fondo ha ciò che la maggior parte delle persone crede che sia la chiave della felicità: la ricchezza, il successo e la fama… “Che cosa gli manca?” “A che cosa non riesce a rinunciare alla fine?” “Che cosa sceglie di fare?” Scoprite le risposte insieme a vostri bambini, vi assicuro che loro sanno vedere bene ❤

“essere me
è la cosa più bella del mondo”

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Paolona musona – Jeanne Willis e Tony Ross

«Che cos’hai, Paolona Musona?» le chiese un agnellino.
«Piove», si lamentò la mucca.
«La pioggia fa crescere l’erba», disse l’agnellino.
«A te piace l’erba. Devi essere contenta!»
La pioggia fece crescere l’erba e la mucca se la mangiò.
Ma quando l’agnellino vide di nuovo la mucca…
…lei era ancora triste.”

Paolona Musona non potrebbe avere nome più appropriato, e Tony Ross l’ha raffigurata avvilita e con le orecchie basse, sotto una nuvoletta di pioggia che pare avercela solo e sempre con lei.
Non sorride mai. Quale sarà la ragione di tanta tristezza?

Paolona musona di Jeanne Willis, edito da Il Castoro, è un albo illustrato molto tenero e divertente che mostra ai piccoli lettori quanto sia importante avere un buon amico per affrontare i momenti tristi della vita.
La mucca Paolona, sembra non trovare nulla di bello per cui gioire, al contrario, ogni cosa le offre l’occasione di lamentarsi e per essere musona.

Non riesce a essere di buon umore nemmeno al suo compleanno, perché significa che sta invecchiando……e neppure a Natale…perché fa freddo, le luci dell’albero sono troppo forti, i petardi troppo rumorosi e Babbo Natale fa troppi regali!


Niente da fare…Paolona è sempre più triste, e l’agnellino?
Nonostante faccia di tutto per rallegrarla e mostrarle la vita da un’altra prospettiva, lei proprio non scorge il bello che c’è attorno a lei e la sua profonda tristezza getta nello sconforto anche lui che ha cercato di starle accanto.

“L’agnellino andò a casa e scoppiò in lacrime.
Prima di incontrare la mucca,
non si era mai accorto di quanto questo
mondo fosse angoscioso, nuvoloso e disgustoso.
Per forza era impossibile farla stare allegra!
Non poteva sopportare di vedere la sua amica così triste,
e allora decise di non vederla mai più.”

E ora che farà Paolona Musona? Qualcosa sicuramente è cambiato nella sua vita.
Ora le manca il “sorriso allegro” dell’agnellino e comincia a cercarlo.
Quando lo trova, rimane molto sorpresa. Il piccolo agnellino è immerso in una pozzanghera e piangendo.
Cosa gli sarà mai accaduto?

«Non posso essere felice se non lo sei tu»
…«Funziona così fra amici»

Paolona si rende conto che la positività di agnellino le faceva bene e quando lo trova triste capisce che è il momento di aiutarlo a sua volta.
Una bella storia, che oltre a divertire i bambini, dimostra e ricorda come la tristezza possa essere contagiosa, ma anche l’entusiasmo può esserlo. Soprattutto se arriva da un amico che dimostra di tenere a noi, facendoci sentire amati e speciali.

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Gerald, stambecco gentile – Philip Giordano

“A Gerald non piaceva combattere.
Era uno sta,becco gentile.
Meglio stare da solo sulle cime dei monti
che dover combattere tutto il giorno
con gli altri stambecchi! E poi…
chissà cosa c’era lassù, al di là delle nuvole.”

Ai piedi di una montagna altissima vivevano gli stambecchi che passavano le giornate a combattere incrociando le loro grandi corna. Tutti gli stambecchi tranne, Gerald.

Gerald è uno stambecco diverso dagli altri, a lui non interessano i combattimenti, infatti un giorno decide di partire per la cima più alta della montagna per esplorarla e conoscerla.
Così, Gerald cominciò ad imparare e passo dopo passo, scoperta dopo scoperta si spingeva sempre più in alto.

Non era solo, con lui c’erano nuovi amici, come il corvo che gli insegnava a evitare le rocce appuntite, la marmotta che lo avvertiva dei pericoli, anche il gallo forcello che gli faceva conoscere la neve. Geral, immerso in quel paesaggio straordinario era felice.
Impara così a comprendere meglio la montagna, i suoi passaggi, le sue trappole, la sua bellezza e i suoi segreti.

Ma quando un giorno, viene avvisato che il suo branco è in difficoltà , Gerard non si tira indietro e corre subito ad aiutarli e lo fa senza difficoltà perché aveva imparato a conoscere la montagna e i sui segreti.
Da quel giorno, per il gregge Gerald divenne il capo, ma il suo cuore ormai era in cima alla montagna, immerso fra le nuvole: era lì dove voleva stare.

Gerald, stambecco gentile di Philip Giordano edito da Lapis edizioni è un albo illustrato delicato e profondo, che insegna a seguire i propri sogni e desideri, restando sempre e comunque se stessi.
La storia è illustrata con gentilezza e profonda sensibilità.
Lui è uno stambecco sognatore, un poeta, un individuo che conosce le regole ma si convince di non seguirle, sceglie di andare oltre perchè sente che il suo animo è diverso e decide di assecondarlo.
Dalla prima pagina si rimane subito affascinati da questa storia piena di saggezza e filosofia che valorizza la differenza e il desiderio di essere se stesso, di realizzare i propri sogni, di condividere le proprie esperienze sempre in modo umile e onesto.
Un testo veloce e facilmente comprensibile ma ricco di spunti necessari per comprendere i valori di unicità che spingono ad uscire dal coro, dalla massa, per ricercare dentro e fuori di sé il proprio lembo di terra da occupare. Esperienze di vita quindi che diventano insegnamenti per tutti coloro che verranno.

Mentre si trova lontano dal gregge, alla scoperta della montagna, lo stambecco, ha la facoltà di imparare cose che altrimenti non avrebbe mai appreso, è così che si apre a tutte le possibilità e viene poi ricompensato da meravigliosi paesaggi e tanti amici.
Infine l’autore con grande maestria e semplicità ci porta oltre ciò che siamo abituati a vedere, ci porta tra le stelle, nella galassia, e da lì, tra le stelle che torneranno sulla terra per ricoprirla, ancora una volta, di fiori unici e rari, proprio come Gerald…
La scelta del formato stretto e alto e dello stambecco come personaggio della storia, sono dettagli perfetti per rappresentare e portare e rappresentare al meglio la scalata verso i propri sogni ai piccoli lettori …e non solo.

Questa lettura è un esempio per i piccoli lettori e ascoltatori ma anche per noi grandi, per ricordarci di imparare l’importanza di uscire dagli stereotipi, di esplorare ciò che li circonda e di inseguire i propri desideri 😉
Buona lettura
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Grande come il Mare – Ingrid Chabbert

Per tutti i sognatori,
piccoli e grandi…
un inno all’amore e alla dedizione della famiglia,
alla generosità e all’umanità.

Alì vive ai confini del deserto con la bisnonna, e ogni sera mangiano datteri e scrutano insieme la notte stellata sul tetto della casa di famiglia. Ali vede che sta incontrando sempre più difficoltà e sta diventando sempre più vecchia
Poi una sera gli pone la domanda:
“Sei riuscita a realizzare tutti i tuoi sogni?”

Dopo aver pensato, la bisnonna risponde:
Credo di aver realizzato tutti i miei sogni, tranne…
Tranne quello di vedere il mare… Avrei potuto, non è molto lontano da qui…Eppure ho sempre rimandato…

L’anziana nonnina ha avuto una vita felice, ma non è mai riuscita a vedere il mare con i propri occhi. E ormai è troppo anziana per camminare così a lungo fino al mare.
Così Alì parte, armato di secchiello, deciso a realizzare il sogno della bisnonna.
Due giorni dopo, eccolo lì, di fronte a lui c’è il mare.

“Alì vorrebbe tenere per mano la bisnonna
e guardare i suoi occhi
che si immergono in tutto quel blu.”

Riempie il secchiello per tornare prima possibile dalla nonnina, gli manca il suo profumo e non vede l’ora di sciogliersi nel suo caldo abbraccio e mostrarle il secchiello pieno d’acqua cristallina.
Ali è deluso.
Al suo ritorno si accorge di aver perso quasi tutta l’acqua strada facendo, eppure in quella singola goccia di mare rimasta è racchiuso tutto il suo amore.
Quella singola goccia d’acqua salata nella mano rugosa della nonna è come un oceano di sogni realizzati.

“Oh Alì, questo è uno dei giorno più belli della mia via!”
Immediatamente, Ali comprende con il cuore e dimentica la sua delusione per lasciare il posto alla gioia immensa. E ogni notte, sul tetto, guardando le stelle, le racconta il mare…

Grande come il mare di Ingrid Chabbert edito da Terre di Mezzo è un albo illustrato assolutamente bellissimo, molto dolce, una poesia per gli occhi e per il cuore. La storia si svolge in un deserto immaginato africano o forse orientale. Ma cosa più importante è come rivela il calore del legame tra un bambino e la sua bisnonna e l’ansia del bambino nel vedere le difficoltà della nonna anziana.

Alì mostra ai bambini che anche loro, a volte hanno il potere di realizzare i sogni dei grandi.
Sebbene l’acqua sia quasi evaporata tutta sulla via di casa, la nonna realizza il suo sogno di toccare il mare attraverso una goccia nel secchio. Il bambino è commosso e felice di aver contribuito alla felicità di sua nonna.

Un album meraviglioso sul rapporto nonni/bambino. Evoca l’importanza delle piccole cose che rendono veramente ricca la vita, con la condivisione al centro di tutto.
Un bambino coraggioso, sensibile allo scorrere del tempo, che riesce ad andare all’essenziale di una vita come pochi adulti possono fare: andare fino alla fine dei suoi desideri e provare tutto per non partire con rimpianti.

Un’opera morbida e modesta, un viaggio in sé, superbamente illustrato dal talentuoso Raùl Guridi.
Le illustrazioni sono splendide. Presentano un’immensa e rotonda nonna che sembra simboleggiare la sua importanza nella vita del bambino e la sua morbidezza nell’accoglierlo.

Una storia dolcissima che invita ad ascoltare i nostri cari e a non trascurare i piccoli gesti di attenzione.

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Una Gallina nello zaino – Guia Risari

“Orazio, quella gallina non ti molla!” mi grida Francesco divertito.
Mi volto e la vedo. E’ piccola, rotonda, con le penne bianche e la testa rossiccia.
“Buongiorno” saluto senza riflettere.
Lei risponde ” Puon girno a tì!”

Durante una gita in campagna il piccolo Orazio fa amicizia con una buffa gallina, di nome Carmen, che ha una caratteristica davvero singolare: parla!


Anzi, non solo parla ma chiacchiera senza sosta in una strana lingua, un misto tra Italiano, Spagnolo e “Gallinesco” che solo Orazio capisce. Carmen rivela al suo nuovo amico il desiderio di trasferirsi in città e così, nascosta nello zaino del bambino, a fine giornata torna a casa con lui.
Nasce così un’amicizia, credere ognuno nell’altro.
La gallina si chiama Carmen e ha tre anni e la cosa strana è che Orazio la capisce.
Carmen si adatta subito alla vita di città e segue Orazio anche a scuola, nascondendosi nello zaino.
Avere una gallina come amica è molto divertente anche se non è per niente facile mantenere il segreto! A casa infatti il frigo è pieno di uova e la spazzola di papà ha impigliate strane piume.

“Il sorriso di una gallina non è come il nostro,
non è nel becco; è tutto concentrato
negli occhi che si addolciscono
e nelle piume intorno al collo che si sollevano”

A poco a poco l’amica pennuta, Carmen, riesce a far emergere tante doti e abilità del bambino. All’inizio della storia, infatti, Orazio sembra timido e insicuro, ma finirà invece per acquisire consapevolezza e talenti grazie a Carmen. Sì, perché Carmen non lo giudica, gli si affida, lo rende felice e così l’autostima del piccolo cresce e si sviluppa.

Una gallina nello zaino di Guia Risari con le illustrazioni Anna Laura Cantone edito da Terre di mezzo, oltre ad essere una storia tenera e molto molto divertente, pagina dopo pagina porta a galla più chiavi di lettura educative da cogliere. Non ultima l’importanza di abbandonare i pregiudizi. Perché sì, adesso lo sappiamo bene che le galline, da sempre identificate come animali poco intelligenti, in realtà sono sensibili e dotate di sorprendenti abilità.

Testo e illustrazioni dialogano efficacemente, le immagini in bianco e nero, vanno a inframezzare il testo scritto, facilitandone così la lettura e rendendola ancora più piacevole e divertente, capace di toccare anche temi delicati come quello del bullismo.
Guia Risari cattura l’attenzione dei piccoli lettori, capitolo dopo capitolo, si immedesimano nel protagonista, che deve in tutti modi proteggere il saggio pennuto e non può raccontarlo a nessuno. Le prese in giro del fratello maggiore, gli strani dubbi dei genitori e le abilità della gallina spingono sull’acceleratore. Sarà difficile, dire ai bambini  “Oggi leggiamo solo un capitolo...” andranno via come il pane, tanto è piacevole e scorrevole la lettura!
Esilarante il modo di comunicare di Carmen, perchè come abbiamo detto è una gallina che sa parlare, e alla quale Orazio riesce a insegnare a leggere e scrivere! Ogni tanto la gallina sparisce e Orazio si chiede dove vada … beh, starà a voi scoprire l’attività segreta di Carmen, che riuscirà addirittura a tirare fuori dai guai Francesco!

Un piccolo romanzo da godersi sia per una lettura autonoma dai 7-8 anni sia per una lettura ad alta voce dove vi potrete sbizzarrire ad immaginare la voce di Carmen!
Non vi svelo altri dettagli ma vi posso assicurare che Carmen si rivelerà una creatura eccezionale e il piccolo Orazio, pian pianino uscirà dal suo guscio scoprendosi in un bambino aperto e coraggioso, pronto per mille nuove avventure!
Ironico, divertente e riflessivo!

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Cane Puzzone va a Scuola – Gutman

Cane puzzone…non sa leggere le etichette
dei rifiuti che trova nel suo bidone!

Ma ora basta: Cane puzzone andrà a scuola.
“Spiaccigatto, oggi imparerò a leggere!”.

Proprio così Cane Puzzone annuncia una grande notizia all’amico, è stato sorteggiato tra i randagi del quartiere per una giornata di prova alla Real Accademia Canina, e lui è molto contento, perché così finalmente potrà leggere le etichette delle scatole che trova nei cassonetti e non rischierà più di mangiare salsicce avariate.
E poi la prospettiva di poter leggere storie bellissime al suo amico schiacciato lo incanta.

Eccolo, felice come non mai, in direzione della famosa scuola con un sacchetto di plastica verde come una borsa da scuola e tutto il suo entusiasmo.
Purtroppo si ritrova da subito ad avere a che fare con barboncini snob e altri cani che lo spingono, lo prendono in giro e lo escludono dal proprio gruppo, e nemmeno la maestra lo tratta molto bene, anzi lo prende come esempio per far riconoscere agli altri cani pulci e altri parassiti.
Per fortuna c’è un labrador dal buon cuore che decide di essergli amico e di proteggerlo.

Grazie alla sua ingenuità, alla sua gentilezza e alla sua guida, ancora una volta Cane Puzzone spazza la zampa della crudeltà dei suoi compagni di classe e dell’ingiustizia della maestra.
Sappiamo come talvolta sia difficile integrarsi quando si è diversi, un vero percorso a ostacoli … ma alla fine della giornata tutti saranno stupiti dal coraggio e dall’abilità di Cane Puzzone.
Il suo sorriso, la sua ingenuità e il suo inguaribile ottimismo non gli fanno ben capire cosa gli sta succedendo anche le illustrazioni di Marc Boutavant lo ritraggono e rendono perfettamente il suo essere a volte poco sveglio e sognante.

Cane Puzzone va a scuola di Colas Gutman e Marc Boutavant pubblicato da Terre di Mezzo editore è la seconda storia di del nostro simpatico ed irresistibile amico Cane puzzone (la prima avventura è raccontata QUI)

“Ma non capisci proprio niente, Cane Puzzone!
Questa scuola non fa per noi!”
“E allora perchè ci resti?”
“Ho promesso a un bambino
di aiutarlo a fare i compiti…”

“E io ho promesso a Spiaccigatto
di leggergli le storie della buonanotte.”

Questa seconda avventura è indipendente, infatti non ci sono particolari riferimenti e nemmeno un’evoluzione nei personaggi, per cui i due libri eventualmente possono essere letti indipendentemente, teniamo solo conto del fatto che nel primo libro i due protagonisti, Cane Puzzone e Spiaccigatto, vengono presentati e introdotti 😉
Ancora una volta le parole di Gutman e le illustrazioni di Boutavant sono divertenti e toccanti.
Sempre così esilarante e originale, il nostro cane randagio preferito ritorna in un’avventura che lo porta a scuola. È troppo carino e adorabile con la zampa alzata, la sua aria concentrata e attenta, pensando a rispondere correttamente all’insegnante.


Humor, fantasia, amicizia, solidarietà e tenerezza, tutti in questa nuova avventura scolastica!
Perché andare a scuola significa anche imparare dalla vita.
Ci piace il messaggio trasmesso in ciascuno dei titoli: per trovare un posto in un mondo a volte molto crudele, per rimanere positivo, per affermare se stessi, per rimanere diversi nonostante la pressione esterna senza mai schiacciare gli altri.

“Allora domani tornerai a scuola?”
“Non so, Spiaccigatto, mi sei mancato molto.
Forse dovremmo trovare una scuola mista
per cani puzzoni e gatti spiaccicati.”

“Che bella idea!”

Pagina dopo pagina Cane puzzone accompagna i lettori verso un significativo messaggio di tolleranza, all’apertura mentale e all’immaginazione. Cane Puzzone è un personaggio terribilmente accattivante, impossibile non amarlo, un antieroe che, nonostante il suo odore di sardina e il suo strano aspetto, nasconde sotto il suo pelo scarno un cuore grande

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Un Grande Aiuto – Daniel Fehr

Tasso sta piangendo,
seduto su una roccia.
“Cosa succede?” gli chiede Orso
“Ho perso il mio orsacchiotto di peluche.”

Orso trova Tasso che piange inconsolabilmente perché ha perso il suo orsacchiotto.
Si offre allora di accompagnarlo alla ricerca del suo peluche. Insieme, attraversano la foresta chiedendo al resto degli animali se l’hanno visto, ma nessuno sa niente.
Chiedono al pesce, agli uccelli, al verme, al cervo, ai ricci… ma non appare.

Dove sarà l’animale di pezza? La terra lo ha inghiottito?
Orso inizia a scoraggiarsi, hanno cercato in tutti i posti possibili e non hanno ottenuto alcun risultato…
Il finale è molto divertente, specialmente per i volti dei protagonisti, ma vi lascio la bellezza di scoprire il finale 😉

Insieme guarderanno nel prato, tra i cespugli, nel lago …
Riusciranno a trovare il prezioso orsacchiotto??

Un Grande Aiuto di Daniel Fehr edito da NubeOcho è un libro che deve essere letto più volte. Nel primo focalizzeremo la nostra attenzione sulla storia, quindi è interessante vedere come cambia il volto di Tasso e cercare la coccinella, che appare in ogni pagina.


A poco a poco, vedremo come cambiano le lacrime di Tasso fino a quando non raggiungono un sorriso da un orecchio all’altro. Questo libro può aiutare i bambini a capire che la situazione più triste può cambiare se hai qualcuno al tuo fianco che ti aiuti a superarlo.
Un albo illustrato con un finale sorprendente, uno di quelli che fanno ridere i bambini e i grandi, il merito va assolutamente alle illustrazioni di Benjamin Leroy! 😉


L’intera storia stessa emana innocenza, gentilezza e amicizia. Basta guardare Orso com’è disposto a trovare l’animale di pezza del suo amico in modo che sia felice.
Orso dimostra un’amicizia sincera e Tasso accompagna, con ammirazione, il suo amico.

Un grande Aiuto appartiene alla collezione Siamo8, una raccolta che aiuta i piccoli lettori a capire le emozioni. Parla anche delle prime esperienze e difficoltà che fanno parte del mondo dei bambini e che potrebbero richiedere una comprensione speciale.

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Palla rossa e palla blu: L’amicizia arrotonda tutto – Maicol & Mirco

Palla Rossa e Palla Blu
sono amici per la pelle.

Le persone invidiose dicono
che Palla Blu non è una
palla, ma non sanno che
l’amicizia arrotonda tutto.

Il titolo indica “Palla Rossa e Palla Blu”, le due forme sorridenti che vedete quindi in copertina sono entrambe, inequivocabilmente, rotonde.
Qualcosa da obiettare?!
D’altra parte lo afferma anche Palla Rossa, e non ammette repliche: il suo amico Palla Blu è tondo e rotola benissimo, proprio come lei.
E questo non certo per non voler accettare la natura dell’altro ma semplicemente perché, come recita il sottotitolo, l’amicizia arrotonda tutto! 😉

Ma cosa ci raccontano Palla Rossa e Palla Blu?
Ci parlano d’amicizia, certo, ma anche della bellezza del mondo e della vita, dell’importanza degli affetti. Ci spiazzano perché sono allo stesso tempo candidi e saggi, le loro storie hanno finali divertenti che però chiamano sempre un po’ di riflessione. Troviamo in loro lo spirito fantasioso e buffo dell’infanzia, le paure ma anche le gioie, il credere fermamente in tutte le possibilità, il saper trasformare la realtà solo volendo e fantasticando 😉

Ecco allora che Palla Rossa ci dichiara di non voler stare sulla Terra, di voler vivere nello spazio perché la Terra proprio non gli piace e preferisce le stelle. Detto, fatto; in un attimo parte e lo vediamo volteggiare felice nel cielo, salvo poi accorgersi, con uno sguardo sorpreso, che la Terra vista da lassù somiglia anch’essa ad.. una stella!

Oppure incontriamo Palla Blu che trova una pepita d’oro. Che fortuna! Chissà che belle cose potrà comprare! Ma facendo un elenco di tutte le migliori, si accorge che nessuna di queste può essere acquistata e, quando arriva una salita, dovendo liberarsi dei pesi per fare meno fatica, indovinate un po’ cosa lascerà cadere?

O ancora accade che Palla Blu si ammali di morbillo e, dopo un primo momento di gioia per i vantaggi assicurati – come non poter andare a scuola e non dover fare il bagno – si accorga, allarmato e rattristato, che non potrà nemmeno passare del tempo con gli amici. Arriva allora Palla Rossa, anche lui pieno zeppo di puntini, per trascorrere la giornata con l’amico. Che bella coincidenza, anche Palla Rossa ha il morbillo? Ma no! Aveva solo un buon pennarello azzurro e un cuore pieno d’amicizia 😀

Un delizioso, e a dir poco corposo, albo di Maicol & Mirco, pubblicato da Bao Publishing in una collana dedicata ai più piccoli, BaBao.
Dallo stile del fumetto si conserva il tipo di sequenzialità e la logica della narrazione, ma non ci sono balloon, semplicemente dei riquadri su uno sfondo a colori brillanti e decisi – un colore diverso per ogni capitolo – dove si svolgono le scene e un breve testo sotto. Infatti Palla Rossa e Palla Blu non è formato da un’unica, lunga storia: il volume, infatti, è una raccolta di episodi.

Le tavole sono composte in modo molto semplice ed essenziale:
con le forme protagoniste e pochi altri elementi necessari.
Molto infatti è giocato sui pieni e i vuoti, sullo sparire e il comparire, i su e i giù, le salite e le discese sono dati dalla linea dell’orizzonte che cambia inclinazione, le emozioni dalla curvatura del semicerchio della bocca o al massimo qualche linea degli occhi.

A colpire fin dalle prime pagine è la semplicità delle forme e della narrazione, con un linguaggio altrettanto semplice a livello sia di testo che di immagini. Dietro questa apparente semplicità, però, c’è una grande consapevolezza da parte dell’autore, il quale riesce con intelligenza a rendere un cerchio e un quadrato due personaggi con desideri e paure.
L’effetto è però decisamente sorprendente: la narrazione è limpida, efficace, diretta; i contenuti colpiscono e perfino commuovono, spesso vi ritroverete con un gran sorriso.
Sono dolci, spiazzanti, saggi a volte, emozionanti. Possiamo affermare con tranquillità che la mano che li compone è sapiente, sa come dosare la suspense anche con mezzi molto semplici, conosce il momento giusto per anticipare un testo su una figura o viceversa, è abile nel costruire il ritmo, che risulta ineccepibile in questo albo.

Racconti di poche pagine, freschi e curiosi ma anche dispensatori di piccole verità, come il fatto che sia bello chiamare tante volte la mamma – come fa Palla Rossa – anche se puoi non si ha nulla di chiederle nello specifico ma si desidera solo rinnovare la gioia di saperla disponibile ogni volta che se ne ha bisogno
Grazie a Palla Rossa e Palla Blu, il lettore (piccolo o più cresciutello) a fine lettura si ritrova non solo di buon umore, ma anche con le lacrime agli occhi e il mal di pancia tipico di quando si ride troppo

Palla Rossa e Palla Blu è un libro è adatto sia alle prime letture autonome che a quelle condivise, ad alta voce.
Palla rossa e Palla blu insegna che il segreto della vita è la leggerezza…

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Lucy e il filo dell’Amicizia – Vanessa Roeder

Un giorno Lucy
trova un filo
e gli dà uno strattone.
Poi tira, scuote
punta i piedi, tira ancora più forte e…

La piccola Lucy trova un filo rosso e gli dà un piccolo strattone. Quando non succede niente, tira sempre più forte fino a che non si trova faccia a faccia con Hankun orso che dopo tutto questo tirare si ritrova senza i pantaloni 😀

Lucy diventa tutta rossa per l’imbarazzo, ma in un attimo ritrova la sua fantasia!
Con le sue codine, le guance rosse, il vestitino a righe sbarazzino ed un sorriso che racconta più di mille parole non si scoraggia e non si spaventa, anzi è incoraggiata a trovare la sua creatività bambina e ad usare la sua capacità di risoluzione per tirare su il morale ad Hank!


Lucy non sa che le sue azioni ludiche hanno una conseguenza.
Lucy deve usare la sua creatività e intelligenza non solo per risolvere il problema, ma anche per guadagnare l’amicizia di Hank.

Hank, l’orso non è contento che gli manchino i pantaloni, e per di più quando diventa chiaro che Lucy vorrebbe risolvere tutto con un “Scusa”!
Lucy non si arrende. Invece, si rimbocca le maniche e lavora instancabilmente per trovare una soluzione accettabile al problema dei pantaloni mancanti di Hank usando solo il filo rosso che ha dato inizio a questo casino.

Scrolla il filo e lo attorcilia,
Avvolge, annoda, intreccia e lega…
Srotola e svolazza, ruota e si avvita.
Ma Hank è ancora mezzo nudo.

Quando i tutù, le pettinature a nulla servono per rendere Hank felice, Lucy trova la soluzione perfetta!
Ta…dà!!!!

Finalmente, Hank è felice!
E questo rende felice anche Lucy. Finché, la piccola Lucy con un paio di forbici taglia il filo che li tiene insieme.
Da qualche parte in mezzo a tutti gli avanti e indietro, Lucy e Hank hanno fatto nascere un’amicizia piuttosto improbabile. Hanno formato un legame speciale e non vogliono più essere separati. L’idea stessa li rende entrambi un po’ tristi.

Ecco come un semplice filo rosso, che ha causato inizialmente un problema, ora è la cosa che lega la loro amicizia insieme.

Lucy e il filo dell’Amicizia di Vanessa Roeder edito da Terre di Mezzo pagina dopo pagina, tra un tira, srotola e sferruzza porta ai piccoli lettori un grande messaggio, un grande esempio di amicizia.
Con illustrazioni dolci e dirette realizzate al tratto interamente in nero, bianco e rosso e al suo linguaggio semplice e diretto, questo libro insegna ai bambini l’importanza della creatività e della perseveranza e mette in mostra la bellezza che può svilupparsi e nascondersi in piccoli gesti così.
È anche un adorabile promemoria, non solo per i più piccoli, che ci ricorda come si possa trovare un amico speciale nell’ultimo posto in cui pensi di guardare 😉

La cosa eccezionale di Lucy è che non si arrende, con semplicità mostra la sua perseveranza e spero che i bambini possano vedere che se entrano in un piccolo casino possono lavorare per cercare di aggiustarlo!

Credendo fortemente che i libri aiutino i bambini a connettersi e capire il loro mondo, Roeder consiglia ai genitori di trovare il tempo per sedersi e leggere i propri figli.

I libri sono molto personali per i bambini“, dice.
“Non solo, ma li aiuta ad imparare:
imparare la lingua e imparare le qualità di cui avrai bisogno nella vita“.

Buone letture!
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Il Leone di Neve – Jim Helmore

Carol si ritrovò davanti un leone bianco come la neve.
“E tu da dove arrivi?”
Bè da molti posti” rispose il leone

Carol e sua madre si trasferiscono in una nuova casa in cima a una collina. Carol è un po’ triste, sola e riluttante ad uscire per esplorare e conoscere i nuovi dintorni e nuovi amici. Ma nella quiete di casa sua, un nuovo amico appare proprio quando ne ha più bisogno.
All’improvviso un amico sconosciuto ed inaspettato la chiama e le propone di giocare insieme: è un grandissimo Leone bianco come la neve.

Nel candore di tutto, questo dolce e grande leone innevato invita Carol a giocare a nascondino.
Carol è finalmente felice e con Leone ogni giorno impara nuovi giochi divertendosi a montargli in groppa ed abbracciarlo. Il loro gioco riempie la sua giornata portando esultanza invece di solitudine;
ma questo nuovo amico di neve può incoraggiarla ad avventurarsi fuori e divertirsi con i bambini del posto, superando paure e timidezza?
Ciò dimostra una sfida, ma a poco a poco, con l’aiuto del leone, Carol inizia a trovare il suo coraggio interiore e si unisce agli altri bambini.

Il Leone di neve aiuta Carol ad abituarsi al suo nuovo ambiente e la incoraggia ad affrontare la sua timidezza con un coraggio che sicuramente c’è stato da sempre. Le dolci illustrazioni catturano magnificamente il fascino e l’innocenza di una storia che molti di noi hanno vissuto: l’ondata di paura ed emozioni che spesso accompagnano grandi cambiamenti della vita.

Quando la mamma suggerisce di aggiungere colore alla loro nuova dimora, e invita i suoi nuovi amici a fare una “festa di pittura”, Carol è preoccupata che la mancanza di bianco significhi non avere più visite dal suo amico selvatico.


Effettivamente il suo amico di neve non appare più da nessuna parte all’interno della sua casa dai colori vivaci, ma sicuramente non può averla abbandonata del tutto, vero?
Una storia bella, gentile e rassicurante sul muoversi e trovare nuovi amici.

Con una sensazione magica, classica e un messaggio adorabile, Il Leone di Neve di Jim Helmore e Richard Jones edito da Terre di Mezzo, è una storia che si rivolge a bambini e genitori, e le splendide illustrazioni rendono questo libro un tesoro.

A volte il mondo sembra molto grande…
…e a volte ti senti piccolo…
…Ma a volte tutto ciò di cui hai bisogno è un amico speciale
per aiutarti a trovare il coraggio nascosto dentro…

Alcuni bozzetti

Le illustrazioni raccontano con il giusto tono e calore le emozioni della piccola Carol. Il modo in cui Richard Jones interpreta la relazione tra la bambina e il leone è molto speciale.
Una storia dolce e magica sul potere della creatività e dell’amicizia, sia essa immaginaria o reale.
Una storia gentile ma potente con un tocco di magia perfetto per i bambini timidi o che hanno difficoltà a trovare amici in un posto nuovo!

Buona lettura ❤
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Mibau Mibau – Blanca Lacasa

Rispetta, accetta e fai uno sforzo (a volte nemmeno grande)
per rendere felice la persona che ti circonda (specialmente se è qualcuno che ami).
Questa è la storia di Fabio..un cagnolino!

Fabio è un cane. Sì, un cane con il muso di cane, le zampe di cane, le orecchie di cane …

Ma Fabio non abbaia, non corre come un matto per trovare il bastone che il suo proprietario gli lancia, non fa quello che i cani dovrebbero fare. E Fabio è diverso, così semplice.

I loro proprietari lo incoraggiano a fare cose da cani, perché è quello che fanno tutti i cani.
Anche Max, il piccolo di casa, cerca di aiutarlo a imparare ad abbaiare, a rincorrere il bastone o a prendere la pallina..
Ma Max non ottiene nulla.

Una notte, il bambino si alza e scopre con sorpresa che Fabio non è da nessuna parte in casa.
Che strano, dove sarà?
La sera dopo decide di seguirlo e lo vede uscire spensierato, agitando la coda con grande emozione.

E scopre il vero Fabio, quel Fabio che sale sugli alberi e si butta dai tetti, che gioca con i gomitoli di lana, si fa le unghie e addirittura a b b i a g o l a!

Max torna a casa lentamente, pensanto e riflettendo su questa “scoperta”.
Fabio sembrava immensamente felice di fare cose da gatto.
Per la prima volta ha visto il suo cane felice!

Forse l’unica cosa che Max e la sua famiglia possono fare è accettarlo per come si sente lui veramente, senza tentare in tutti i modi di cambiarlo.
In questo albo illustrato Mibau Mibau, questa è una parte importante di ciò che l’autrice Blanca Lacasa vuole trasmetterci: per farci vedere che non tutti dobbiamo essere ciò che siamo “supposti” di essere.
Siamo molto più di ciò che viene visto e ciò che sentiamo è ciò che è veramente importante!

Sono sicura che sia una risorsa eccellente per genitori e insegnanti. Una storia divertente, con illustrazioni molto belle che sanno trasmettere in modo diretto e chiaro le emozioni e le sensazioni dei protagonisti.

Edito da NubeOCHO e illustrato da Gòmez è una storia perfetta per parlare ai bambini, in modo semplice, di rispetto; temi come questi sono e devono essere pilastri fondamentali per la formazione sana di bambini tolleranti e rispettosi in primis di loro stessi e di chi gli sta vicino.
Siamo felici di vedere e leggere sempre di più libri che arrivano a lavorare su aspetti importanti e diversi come l’autonomia, il distacco, la tolleranza, l’immaginazione, l’autostima. E, come in Mibau Mibau di rispetto verso gli altri esseri.

Buona lettura!
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Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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