Tutte le Pance del Mondo – Lucia Scuderi

Un bambino curioso, e come potrebbe essere altrimenti?! decide di andare in giro per il mondo a chiedere sfacciatamente alle varie femmine di animale..
“Hai un cucciolo nella pancia?”

Tutte le pance del mondo è un albo illustrato di Lucia Scuderi e pubblicato da Donzelli Editore ed è dedicato a una delle grandi domande dei bambini: come nascono i bambini?
L’autrice sceglie di dare risposta a questo grande quesito attraverso il mondo animale, e ogni pagina si trasforma in uno scrigno pieno di curiosità tutte da scoprire, compreso dove si nasconda di volta in volta il piccolo cucciolo. In questo modo il bambino può scoprire che il miracolo della vita può avvenire attraverso diverse modalità: da un uovo come da una pancia, a testa in giù nel caso dei pipistrelli e nelle profondità del mare per uno squalo… E anche che a prendersi cura del piccolo, non sempre sono solo le mamme: a volte tocca ai papà e altre volte ancora a un gruppo intero di propri simili.

Non è una storia.
Non è un libro di scienze.
Non è un libro-gioco.
Tutte le pance del mondo è tutto questo messo insieme!
Un libro diverso sugli animali.
Un libro che può interessare i piccoli di 3 – 4 anni, ma che contiene informazioni interessanti anche per uno di 6 – 7.

Le pagine a doppia apertura, infatti, diventano sempre più dettagliate: alle illustrazioni che occupano per intero le prime due facciate dedicate ad ogni animale, si aggiunge un testo più completo con tanti particolari nella terza ripiegata. Così il libro può essere quasi un gioco per i piccoli con il bambino protagonista che chiede a ogni animale “Hai un cucciolo nella pancia?” ma allo stesso tempo, la lettura completa del testo soddisfa i bambini più grandi; il numero piuttosto elevato di pagine e di animali descritti non stanca e annoia i bambini come a primo impatto possa sembrare…sono troppo curiori di sapere e conoscere 😉
D’altra parte, su questo argomento tante sono le curiosità e le diversità, che forse nemmeno gli adulti sanno esattamente tutto!
Alzi, la mano, per esempio, chi sapeva che sono i maschi dei cavallucci marini a portare in grembo i piccoli o quanti litri di latte servono per far crescere un balenottero azzurro!
Oppure lo sapevate che il piccolo elefantino resta nella pancia della madre per ben 22 mesi, appena nato ciuccia la proboscide e viene allattato fino a quattro anni, bevendo oltre dieci litri di latte materno ogni giorno?
E che la mamma coccodrilla depone fino a cento uova dal guscio molle, porta i cuccioli nati in acqua, e il loro sesso dipende dal calore dell’acqua… Se fa freddo saranno femmine.

Tutte le pance del mondo si colloca, come libro, nel filone delle grandi domande dei bambini: quelle che hanno a che fare con la vita prima e dopo di loro e con la loro stessa venuta al mondo.
Ecco, dunque, che ogni pagina è un viaggio tra varie specie che si arricchisce di curiosità affatto scontate in modo che, accanto al gioco di scoprire dove di nasconde il piccolo di turno, ci sia anche l’opportunità di conoscere qualcosa di più sugli animali in questione.

Una lettura emozionante che si chiude con un invito ai genitori, affinché raccontino ai bambini la storia della loro nascita (o l’attesa dei fratellini che verranno).

Balene, squali, armadilli, koala, canguri, lupi, delfini, orsi polari, ippopotami: dopo aver giocato con questo libro illustrato, facile, immediato, grandi e piccini si meraviglieranno di come conosciamo poco o snobbiamo i grandi e unici miracoli della cara amica natura.
Le illustrazione sono ben fatte e curate, le informazioni semplici ed interessanti.
Questo libro non ha età! Consigliatissimo!

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Tutte le pance del mondo

Lucia Scuderi

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C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Carlotta non ne poteva più del rosa. E di essere una principessa.
C’era qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?
Ce lo racconta, pagina dopo pagina, in questo divertente libro per bambini Raquel Diaz Reguera.

Carlotta, a differenza delle principesse, si addormenta come un ghiro anche sopra un elefante, altro che notti insonni per minuscoli pisellini nascosti sotto cento materassi. Lei, invece di andarsene in giro a baciare rospi sogna di solcare i mari in cerca di avventure, o di liberare principi azzurri dalle fauci di lupi feroci.

Tutti le dicono che le principesse sono delicate e che non possono uscire perché si sciuperebbero.
Beh, sai che c’è? Carlotta non è d’accordo.
Lei vuole solo essere una bambina, non una principessa.
Ha persino conosciuto una principessa che passava il tempo a baciare rospi in attesa che si trasformassero in principi azzurri. Ma lei non vuole un principe azzurro.
E non solo.

E’ proprio un bel tipino la protagonista di questo libro per bambini C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa? Di R. Diaz Reguera edito da Settenove
Carlotta ad esempio vorrebbe essere una principessa astronoma, magari, o una chef, andare a caccia di draghi o magari addestrare farfalle. Girare il regno in mongolfiera, perchè no, oppure passare il tempo a risolvere misteri.

E invece le tocca rinunciare a vestirsi dei colori che le pare: deve ascoltare i saggi consigli di mamma e papà che cercano di convincerla che lei è trooooppo delicata anche solo per uscire dal palazzo (potrebbe rovinare i suoi preziosi vestiti di seta!)

Però l’ultima speranza è interrogare la sua fata madrina, e tutta la corte del re, se fosse necessario! Perchè ogni bimba ha diritto di esprimere i propri sogni di futuro e le proprie aspirazioni, e non è una “bambola” da adornare a piacimento.
Perché gli stereotipi, i luoghi comuni, i preconcetti in cui tutti siamo immersi sono difficili da ribaltare e scardinare, difficili anche solo da mettere in discussione. Ci vuole un bambino spesso per farlo. E C’è qualcosa di più noioso di essere una principessa rosa? dà ad ogni bambino e ad ogni genitore strumenti e spunti adatti.

Arrivato alla terza edizione in Spagna, è un libro per bambini con più livelli di lettura, per riflettere su uguaglianza, stereotipi e pari opportunità. Per questa ragione, il libro è stato scelto dalla Piattaforma dell’infanzia del Governo spagnolo per lavorare, con bambini e bambine nelle scuole, sulla percezione individuale dei propri diritti.

A colpire non è solamente per il titolo estremamente chiaro e diretto, colpisce per le sue illustrazioni così meravigliosamente piene di colore da riempirti gli occhi, attraverso le quali la piccola Carlotta ci darà, di pagina in pagina, delle valide alternative all’essere soltanto una principessa rosa e delicata.

Come a tutte le bambine del mondo anche alle “principesse” piace giocare e come ci suggerisce l’Autrice, per una volta il finale non è scontato ed è tutto ancora da inventare.
Un piccola fiaba per grandi e piccole principesse alternative in viaggio, e in crescita.

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C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Raquel Diaz Reguera

Buonanotte, Topinambur… una favola che va di stanza in stanza

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“C’era una volta, in un paese lontano lontano,
un bambino piccolo che si chiamava Topinambur.
Topinambur non voleva mai andare a dormire nella sua cameretta
e chiedeva alla mamma e al papà di poter dormire con loro nel lettone..”
Capita spesso che ci siano bambini e bambine che faticano a dormire da soli nel loro lettino. Spesso sono situazioni transitorie, ma accade anche che queste diventino delle vere e proprie difficoltà. Sovente il bambino o la bambina hanno bisogno di addormentarsi con la mamma, oppure di voler dormire nel lettone di mamma e papà. Quella che potrebbe essere una situazione di coccola e di tenerezza (avere il proprio bambino che viene a giocare nel lettone con mamma e papà) può diventare un vero e proprio problema quando uno dei due genitori è costretto a dormire sul divano, o nella cameretta del proprio figlioletto.

Come aiutare dunque i propri bambini a dormire da soli?

Una storia inventata ogni sera da un papà e il proprio figlio sul bordo di un lettino è diventata una favola, buona, come il pane fatto in casa!
Sto parlando di Buonanotte Topinambur, nato tra l’amore delle mure di casa. Un bimbo che inventa favole sulle cose che scopre, che desidera e che magari gli fanno anche un po’ paura; un padre che lo ascolta e le traduce in righe e pagine; e una zia che con la sua fantasia e il suo mestiere le trasforma in colori e immagini!

Il piccolo Topinambur e il suo papà Andrea, prima che arrivi il sonno, immaginano stanze sempre diverse dove si possa dormire volentieri da soli. Camere magiche, fantastiche, fatte di ogni cosa scoperta dal bimbo finora: neve, cacca, uova, fuoco… cose candide, puzzolenti, appiccicose, scoppiettanti. Tutte, in egual misura, meravigliose!

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Questo libro è un viaggio fantastico, fatto di amore genuino e di parole, percorrendo insieme quella strada fondamentale che si snoda lungo il corridoio di casa e della vita. 🙂
Il momento più critico per i bambini è quello in cui devono riuscire ad addormentarsi e vivono il momento del prendere sonno come un distacco qualche volta difficile da gestire.
Nei bambini piccoli le abitudini sono rassicuranti ed inserire nel buon rituale una bella lettura della buonanotte sarà un bel risultato.

A che età i vostri bambini hanno iniziato a dormire nella loro camera?
La migrazione dalla stanza di mamma e papà o dal lettone è stata travagliata?
Avete preso voi la decisione o, a un certo punto, ve lo hanno chiesto loro?

Capita spesso che anche dopo qualche anno riescano ad addormentarsi solo se mamma o il papà sono lì accanto.

Per non trasformare il momento della buonanotte, che casomai fortunatamente oggi è sereno, in una fonte di stress, agitazione e turbamento, vi consiglio Buonanotte Topinambur!
I genitori, che come tutti farebbero ogni cosa per il proprio figlio, costruiscono per lui un castello con cento stanze da letto, tutte diverse! Eh già, tutte diverse, proprio per permettergli di scegliere ogni notte quella che gli piace di più 😉
A far respirare il profumo di casa e di famiglia in questo libro è proprio la semplicità e la quotidianità  degli elementi che Topinambur ritrova in ogni stanza.

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Divertenti, spaventose, puzzolenti, dolci ed esileranti.. cammina cammina ed ogni stanza diverte ma anche rassicura, perchè è proprio il bambino che la prova e ne scopre i pregi e i “difetti” per questo magico rito della buonanotte.
La nostra preferita e la preferita dai bambini?
Beh.. sicuramente quell’ultima stanza del castello, che Topinambur scopre quasi per caso..
una stanza che apparentemente non ha nulla di strabiliante, ma che si rivela essere solo la più speciale! 😉

Una favola, che piace ai bambini
Una favola che affronta paure e nuove avventure
Una favola per noi fantastica, e come accade per tutte le avventure fantastiche poi ti viene voglia di tornarci dentro e portarci chissà qualche amico!
Una favola che si snoda magicamente lungo il piccolo corridoio di ogni casa,
Una favola assolutamente da provare..ops la leggere 😉

Io credo che Buonanotte Topinambur sarà di ispirazione anche per tutti quei bimbi che ancora tentennano e non sono così convinti di buttarsi all’avventura 🙂
Buona lettura e buonanotte nella vostra stanza migliore ❤

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Buonanotte, Topinambur!

io vado! di Matthieu Maudet

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Un piccolo pennuto esce dal suo nido ed esclama: “Io vado!“.
Mamma mia, che emozione!
Il piccolo di casa è pronto  per andare, ora che facciamo?

Eccolo fiero e determinato, dice “Io Vado!” a chiunque incontri: prima la mamma, poi il papà, la nonna, il nonno, gli amici. Tutti loro capiscono al volo a cosa si riferisce e nessuno cerca di dissuaderlo.

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Ed ecco allora che tutta la famiglia si mobilita, chi porta una cosa e chi l’altra..
si controlla se ha tutto quello che potrebbe servirgli.  La mamma si raccomanda di indossare un maglione perché potrebbe far freddo, il papà gli passa una torcia, se dovesse tornare tardi, la nonna gli offre biscotti, in caso gli venisse fame… Insomma non si sa mai, metti caso che gli venga freddo, fame, sete, caldo.. e se poi viene buio? 😉

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Il piccolo pulcino ascolta i consigli e accetta con felicità i doni, poi prosegue per la sua strada, lungo il ramo.
Alla fine il piccolo uccellino è carichissimo di cose e quasi fatica a tenerle tutte, sembra quasi che debba partire per il giro del mondo.
Dove sta andando?
Mi spiace, ma non ve lo dico!! 😛
Non posso togliervi il piacere di questa sorpresa! 😉

Io Vado, edito da Babalibri, e già apprezzattissimo da bimbi e genitori, uno di quei libri che è bello avere per ricordare che certe sfide vanno affrontate da soli, seppur con l’affetto e il sostegno di mamma, papà, nonni e amici 🙂
L’affetto e i consigli sono utilissimi, servono ad infondere coraggio ai bimbi per portare avanti il loro piccolo grande proposito, proprio come per il protagonista.

Un albo cartonato, quadrato, robusto e maneggevole in grado di essere decisamente amato e apprezzato dai lettori più piccoli per le illustrazioni semplici, chiare e vivaci, ironiche e dirette, insomma, dobbiamo ammetterlo l’autore Matthieu Maudet affronta con una nuova chiave uno dei temi più ricorrenti nei libri per bambini piccoli..

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Questa volta non è però proposto come una guida per risolvere il problema o come una lezione al piccolo lettore.
Qui si gioca, si infonde coraggio a crescere,
si infonde coraggio per conquistare l’autostima,
si invita il bambino a provare, a fare da solo..
Ed il bimbo grazie alla chiarezza e alla semplicità delle immagini si rispecchia nell’uccellino e si sente incoraggiato verso il luogo di destinazione, meta che ha molto a che fare con i primi traguardi in merito di autonomia e controllo del corpo e del sè 😉

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Ci piace questo libro perchè mette in evidenza come il bambino, arrivato ad un certo punto della crescita, deve essere lasciato libero di prendere le proprie decisioni. E di essere responsabilizzato, in ciò, dai propri genitori.
Un atto di coraggio, che deve essere capito, non ostacolato.
Anche per questo motivo, Io Vado! è sì un libricino piccolo e maneggevole, ma diventa utilissimo per un momento delicato della crescita.
In ogni pagina c’è l’importanza dell’esempio,
c’è l’utilità dell’ironia
e c’è un messaggio importantissimo:
essere autonomi fin da piccoli è bello ed è una conquista che comincia già da quando…
Da quando si ha il “coraggio” di dire con tranquillità ed allegria
 “Mamma, IO VADO!” 🙂

Buona lettura con i vostri bimbi,
vi consiglio questo libro perché in poche parole, semplici e chiare, viene spiegato davvero tanto.
P.S. Preparatevi ad una allegra risata per il finale 😉

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Io vado!

Matthieu Maudet

100 Attività Montessori – Ève Herrmann

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Il bambino ci chiede di fare da solo e di rispettare il suo ritmo.
La pedagogia Montessori gli risponde ponendolo al centro,
senza per questo farne un “piccolo re”.

Sempre più si cerca di prendere spunto dalla scuola e dal metodo Montessori che copre tutta la sfera educativa del bambino: l’ambiente in cui vive, gli stimoli di cui ha bisogno, il rapporto che deve costruire con i genitori.
Una parte importante del metodo Montessori riguarda le attività pratiche che il bambino impara a fare da solo, e  fortunatamente sono già parecchie le scuole Montessori che mettono a disposizione materiali specifici per l’apprendimento.
Chi non ha la possibilità di iscrivere il proprio figlio in un asilo Montessori, è di grande spunto il libro di Ève Herrmann 100 Attività Montessori (dai 18 mesi)

“Non trattate i bambini come fantocci: dategli fiducia e lasciategli eseguire anche i compiti che vi sembrano fuori dalla loro portata. Fateli stare a contatto con la natura e a prendersi cura di piante e animali. Puntate sui loro talenti e non continuata a evidenziarne i difetti.”

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Proprio così, i bambini sono una continua rivelazione e sorpresa, hanno un impulso naturale a svolgere attività che vedono compiere dai grandi. Spesso si tratta di attività pratiche come cucinare, pulire la casa, curare le piante o i bambini. Attraverso le attività pratiche i bambini imparano a essere autonomi e a svolgere compiti che richiedono concentrazione.

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Nel libro 100 attività Montessori sono proposte in modo naturale e semplice le attività di vita pratica quotidiana per i bambini: dal prendersi cura di sé, al prendersi cura del proprio spazio.
Abbiamo appreso che i bambini imparano e giocando ecco quindi attività per imparare: cucinando, impastando,  giocando con i travasi.
Ève Herrmann, l’autrice spiega come proporre ai bambini le attività da grandi suddividendo in fasi l’azione per coinvolgerli in ciò che li può divertire: spalmare, lavare, dividere.
Alcune attività, possono sembrare anche banali o di facile risultato, ma far provare la singola attività farà scoprire tutte le sfumature e le possibilità al bimbo.
Infatti come ha affermato la Montessori  “Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore”.

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Questo libro è ancora una volta un invito a non impedire a un bambino di fare qualcosa perché è troppo piccolo.
Non bisogna giudicare la capacità dei bambini in base all’età e non lasciargli fare qualcosa perché troppo piccoli.
Il messaggio chiave del metodo Montessori è semplice, ma molto potente: i bambini devono poter sviluppare i loro  talenti liberamente.

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Le attività proposte hanno sempre lo scopo dell’autonomia e l’esercizio nel libro è così proposto:

  • Attività manuali per la vita pratica, (La cura del sè, La Cura dell’Ambiente, e aiutare in cucina)
  • La vita sensoriale,
  • Il lavoro della mano,
  • Il linguaggio,
  • Attività manuali e creative
  • La motricità globale
  • e infine La Natura e vivere a contatto con essa.

Questo libro è un naturale percoso, è una naturale forma di condivisione e di scoperta.
Una scoperta che si rivela sempre così bella, ricca e infinitamente profonda.

La filosofia e 100 Attività Montessori ha molto da offrire sia ai genitori, sia ai bambini.
Mi piace ricordare che è un “lavorare” alla costruzione di uomini e donne, di adulti autonomi e responsabili, capaci di adattarsi al mondo, al domani.

Buona scoperta a voi e ai vostri bimbi!

Puoi acquistare il libro qui:

100 attività Montessori dai 18 mesi

Ève Herrmann

Sapore di Coccole – cibo ed emozioni

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Il latte è la musica che suonano i nostri cuori
quando siamo vicini.
E’ un brivido sulla pelle.
E’ il nostro sguardo, è l’incantesimo della ninna nanna.

Nutrire un bambino richiede molto di più che fornire il nutrimento, invece è un vero atto di amore.
I genitori possono usare il momento della nutrizione come un’opportunità per aumentare il loro legame con i  figli.
L’attaccamento del bambino, il succhiare, e il pianto sono riflessi diretti a garantire la vicinanza della madre.

I genitori più imparano a identificare e soddisfare le esigenze dei bambini, più creano un legame genitore-bambino saldo. Anche  se i figli più grandi sono meglio in grado di nutrire se stessi e a comunicare i loro bisogni, i genitori devono continuare a rispettare la fame del bambino, offrendo alimenti e abitudini alimentari sani e fare del pasto un momento d’amore e di connessione.

Sapore di coccole vuole con semplicità e immediatezza rivolgersi alle donne e mamme che allatterano e che cresceranno i propri figli, consapevoli dell’importanza di questo momento per l’instaurarsi della relazione affettiva con il proprio bambino, ma anche per tutte le mamme che per motivi diversi non possono o non riescono a farlo, nella certezza che il nutrimento del proprio piccolo passa attraverso la relazione.
E ai papà?! A loro il compito di sostenere, affiancare, aiutare le loro compagne di vita in questa avventura.

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Sapore di coccole, quando lo leggi e lo sfogli senti proprio una coccola al cuore..
E’ un cofanetto molto carino, pensato in due libretti per accompagnare i neogenitori e i  piccoli in una magica avventura, perchè il dialogo con il proprio bambino nasce e si sviluppa anche attraverso il nutrimento..fin dalla pancia.

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Il cibo e la dimensione affettiva si intersecano fin da subito:
l’atto nutritivo costituisce un veicolo non solo di sostanze proteiche ma di messaggi che riguardano la dimensione relazionale.
Impariamo e ci ricordiamo quindi che l’atto nutritivo non implica solo la dimensione fisiologica:
la poppata del piccolo e la pappa non costituiscono solo “cibo per la pancia”, ma anche “cibo per il cuore”. Il “cibo per il cuore” accompagnato dalle sensazioni tattili, dagli odori, dall’abbraccio materno, dallo sguardo e dalle parole della mamma nutrono il cuore del neonato e rappresentano una risposta alla domanda d’amore e al desiderio del bambino di “essere desiderato”.

Sapore di coccole, per ricordarci che anche le semplici naturali azioni sono il cuore dell’amore.

Jeans – Imparare l’inglese con progetti e laboratori

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Dai giochi alle storie passando per simpatiche canzoni e filastrocche, laboratori come drama, game, gym, art and craft, interview ecco i metodi alternativi per insegnare l’inglese ai bambini, un testo con suggerimenti per integrare il programma ministeriale.

Sappiamo bene che imparare una lingua fin da piccoli è molto più facile che in età adulta. Oggi più che mai è importante conoscere l’inglese e impararlo da bambini permette di acquisire una maggiore confidenza con la lingua. I bambini che sono esposti all’inglese fin dai primi anni di vita acquisiscono più familiarità con i suoni, imparano più vocaboli e assimilano le strutture sintattiche in modo naturale.

E’ proprio per questo che Melamusic propone un testo che è già un seccesso, Jeans – Progetti e Laboratori
Ogni unità affronta un tema o una disciplina che viene proposto con molteplici modalità.  Giochi, e canzoncine solo alcune delle attività che possiamo inserire nelle nostre giornate per insegnare l’inglese ai bambini piccoli.
L’insegnante (ma anche il genitore) può scegliere se farle memorizzare o farle solo ascoltare come semplice divertimento. Queste attività si ritengono utilissime perché coinvolgono tutti i sensi del bambino e favoriscono quindi l’assimilazione dei contenuti che si intendono consolidare. Inoltre servono ad esercitare la produzione in termini di ritmo e intonazione.

Il bambino, acquisendo un così ricco vocabolario, avrà la possibilità di apprendere in maniera divertente, inconscia e naturale le parole che compongono circa il 70/80% delle frasi quotidiane pronunciate da un madrelingua e in pochi mesi acquisirà conoscenze e capacità ben superiori a quelle che si ottengono nei cicli di studio obbligatori.

Conoscere bene l’inglese come abbiamo già detto significa avere una marcia in più e uno strumento capace di aiutarli a farsi strada nel mondo. Ma per i nostri figli è indispensabile conoscerlo bene e soprattutto impararlo il prima possibile; perché l’apprendimento delle lingue durante la prima infanzia è qualcosa di naturale e privo di sforzo, ma anche con attività giocose come proposte nel testo Jeans – Progetti e Laboratori durante la scuola dell’obbligo. Insomma, da piccoli apprendere le lingue è naturale, basta farlo divertendosi. Infatti se imparare una nuova lingua significa anche giocare, allora i piccoli saranno ben felici di farlo.

Qui puoi vedere e ascoltare un anteprima del libro:

Jeans è pensato per insegnanti o genitori che insegnano l’inglese a bambini della scuola primaria (dai 6 anni).
Sono ben 112 le pagine, con disegni, esercizi, diverse materie come l‘alfabeto, le vocali, i numeri, il doppio e la metà, il corpo, la destra e la sinistra, i sensi, la famiglia, il cibo e tanto altro ancora. Inoltre insieme c’è un simpaticissimo CD per ascoltare le canzoni, in doppia versione: cantatastrumentale.

Puoi acquistare qui: JEANS anche in versione digitale

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Piccolo Blu e Piccolo Giallo: una storia vera

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Piccolo blu ha molti amici
ma il suo migliore amico è piccolo giallo
che abita nella casa di fronte

Ricordo di aver visto per la prima volta al nido di mia figlia, il libro Piccolo Blu e Piccolo Giallo. Le maestre ci avevano invitate a scegliere tra tanti libri, quello che pensavamo potesse essere il libro più adatto per i nostri piccoli. Avevo notato questo libro ma lo avevo subito scartato in quanto non c’era nulla, o quasi, da leggere, destino vuole che quello è stato e sarà uno dei libri più letti, anzi interpretati, di casa nostra 🙂

La narrazione della storia è affidata a poche frasi di 5-6 parole al massimo per pagina, il resto è solo colore.
Pagine con sfondi di diversi colori su cui vengono rappresentati i personaggi come macchie di colore. Un libro che consente al lettore, o al narratore per i bambini più piccini, di raccontare la storia ogni volta in modo diverso, approfondendo alcuni concetti e tralasciandone altri, in maniera tale che la storia sia ogni volta un pochino diversa, per il piacere non solo di chi ascolta ma anche di chi racconta.

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Piccolo blu e piccolo giallo sono i classici “migliori amici”, ma non delle persone normali, sono due macchie di colore. Insieme si divertono a giocare, correre e saltare insieme agli altri amichetti al parco o a scuola.

Un giorno Piccolo blu viene lasciato da solo in casa e Mamma blu gli raccomanda di aspettarla e di non uscire. Piccolo blu però non ubbidisce e va in cerca di Piccolo giallo per giocare un po’.
All’inizio fa fatica a trovare l’amico: lo cerca in casa, per strada, dappertutto, ma nulla! Finché improvvisamente, girato l’angolo, lo vede ed esclama, come solo i bambini sanno fare: “Eccolo!”.
L’entusiasmo e la gioia sono incontenibili e così i due si abbracciano e riabbracciano fino a fondersi tra loro diventando verdi.

Poi vanno a giocare nel parco, a scavare un tunnel e ad arrampicarsi su una montagna: miracoli di una grande amicizia! Tornando a casa, però, accade qualcosa di spiacevole. Mamma blu e Papà blu non riconoscono il figlio: “Tu non sei il nostro Piccolo blu. Tu sei verde”. La stessa capita a Piccolo giallo.

Affranti, i due bambini cominciano a piangere grosse lacrime, non verdi come ci si aspetterebbe, ma blu e gialle. E piangono così tanto da ricomporsi e ritrovare se stessi. Alla fine, sia i genitori di Piccolo blu sia quelli di Piccolo giallo, per la gioia incontenibile di vedere i propri bambini di nuovo a casa, si abbracciano diventando anche loro un po’ verdi e intuendo così quello che è successo…

Questa storia è oramai un classico per l’infanzia ed è stata letto da generazioni di bambini.
Ma cos’è successo veramente in questa storia?

Il verde è il risultato della mescolanza del blu e del giallo, ma anche il simbolo di una grande amicizia.

Il tema trattato, l’Amicizia, uno dei sentimenti tra i più importanti per i bambini;
l’amicizia è passione, emozione, uno stato d’animo che i bambini vivono con pienezza, e Lionni riesce a rappresentare con vera delicatezza l’argomento, utilizzando queste due semplici macchie di colore su un foglio; due macchie senza espressione, senza bocca per ridere o per parlare, senza occhi per piangere o vedere, semplicemente due macchie una blu e una gialla che però riescono a rappresentare così bene il tema dell’amicizia.

Leggendo il libro vien da sè immedesimarsi, e pensare a cosa possa succedere ai nostri bambini quando, “innamorati” di un’altra persona, si uniranno ad essa per realizzare una qualche cosa insieme, e allora cambieranno, diventeranno verdi e dovremo essere noi a riconoscerli nel loro cambiamento.

Riusciremo a farlo oppure non saremo in grado di comprendere la loro trasformazione?

A molti genitori sarà capitato di veder tornare a casa il proprio bambino “un po’ verde” – sentirlo parlare in modo insolito o con una postura o un modo di fare mai visti prima – e probabilmente la prima reazione sarà stata di rifiuto (“Io non ti riconosco più”). Sono proprio i due protagonisti (bambini), però, che dimostrano ai genitori (adulti) che la fusione è un momento necessario da attraversare per sentire fino in fondo l’altro e prendere qualcosa da lui, senza che per questo venga intaccata la identità personale: non a caso, le lacrime non cambiano colore.

Vorrei proporvi un piccolo laboratorio-sentimentale che a noi in casa piace molto fare, e ci aiuta a riflettere sugli spunti offerti dal libro.

Basta avere del pongo.
Formate due palline, una blu e una gialla, poi unitele insieme come in un abbraccio.

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Ora i vostri bambini dovranno aiutare i protagonisti nella ricerca delle rispettive identità staccando i pezzetti di pongo blu e gialli e ricomponendo così i personaggi. Vedrete che non sarà un’impresa facile: in tutti e due rimarrà qualcosa dell’altro. 😉

Questo piccolo “esperimento” conferma che l’incontro con l’altro, con chi è diverso da noi, non ci toglie qualcosa, ma al contrario ci arricchisce, ancor di più se l’incontro avviene tra persone-colori lontani.

Con Piccolo blu e piccolo giallo Lionni crea un libro paradigmatico che continua, a oltre sessant’anni dalla prima edizione, a conquistare il cuore e la testa dei piccoli lettori, e ricorda a noi genitori l’importanza e la delicatezza delle emozioni che viviamo tutti i giorni.

Ho regalato questo libro ad un po’ di bambini, una copia anche alla scuola dell’infanzia del paese e tutti ne sono rimasti innamorati, Piccolo Blue e Piccolo Giallo non è solo un albo illustrato per la prima infanzia, è molto di più!…
Aiuta a stimolare attività espressive
Diventa il canovaccio su cui tessere tante storie di amicizia e integrazione fra culture e mondi diversi
E’ un regalo per tutte le età!

Leggete questo libro insieme ai bambini, sarà un’occasione per imparare da loro, per riscoprire la magia degli incontri che ci scombussolano, ci cambiano facendoci diventare noi stessi un po’ diversi nel tempo.
Per re-imparare gli abbracci che fanno diventare verdi.
Insomma adorato da bambini, genitori, educatori, coinvolgente nella sua poetica semplicità.

Buona lettura!

P.S. Disponibile anche con il cd dove avrete la possibilità di ascoltare la narrazione della storia con musica in sottofondo e pezzi dell’artista Schumann per un totale di circa 30 minuti.

Puoi acquistare il libro qui:

Piccolo Blu e Piccolo Giallo
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Via il Pannolino! – Come dare addio al pannolino

Via il Pannolino!

Dite. è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,
inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korezak

Come accompagnare il proprio bambino verso l’autonomia e aiutarlo ad abbandonare il pannolino in favore di vasino e riduttore?
A questo proposito Elena Dal Prà autrice ha scritto Via il pannolino!, un libro con tanti consigli e suggerimenti utili in una prospettiva ecologica, etica ed educativa…
Ma prima di tutto con l’attenzione puntata sulla comunicazione con il bambino.

Ahimè negli ultimi anni l’età a cui si toglie il pannolino si è innalzata notevolmente, complici i pannolini usa e getta, tanto comodi quanto poco biodegradabili, e i timori di noi genitori, di non mettere ansia al bambino. Ecco che mamme e papà si trovano allora disorientati: da una parte si vorrebbe il bambino autonomo dal pannolino il prima possibile, e dall’altra si temono le conseguenze di un’educazione troppo precoce alla pulizia.
Che fare quindi?!
Questa libro illustra quale sia il percorso più semplice e più piacevole per togliere il pannolino, senza nessuna forzatura e men che meno conflitti inutili, tenendo presente che non esistono ricette precosituite, ma molto dipende dal temperamento del bambino e dalla reale disponibilità del genitore.

Via il Pannolino è un manuale?
Non direi.
Un guida? Più o meno.
Un aiuto per i genitori? Assolutamente!

Abbraccia vissuti genitoriali (nel libro sotto il nome di “Voci di mamma e papà”) e ricerche scientifiche, dando al lettore una gamma di informazioni complete e di valido spunto.

In genere, pediatri o voci di “corridoio affermano per la maggior parte che:
“Si inizia con lo spannolinamento a partire dai 2 anni circa, non prima!”
Ma i nostri figli non sono tutti uguali… insomma siamo noi mamme, papà, nonni, o altre figure di accudimento che abbiamo un rapporto di osservazione e condivisione delle emozioni privilegiato con il bambino, ed è da questa osservazione che devono partire le nostre considerazioni. Inevitabilmente si stabiliscono delle routine, ed è su queste che dobbiamo puntare anche nell’educazione al vasino. Nelle routine il bambino si sente al sicuro, sa cosa aspettarsi e si sente tranquillo a mettere in atto determinate azioni e comportamenti.

Come afferma l’autrice:
“Proporre il vasino o il water con il riduttore non vuol dire togliere del tutto il pannolino, ma semplicemente rendere l’utilizzo del vaso un gesto quotidiano e normale, che si inserisce con naturalezza nelle abitudini di tutti i giorni: ci si veste, si mangia, si dorme e a volte ci si siede sul vasino”.

Ecco alcuni segnali da guardare indicati da Elena dal Prà per valutare se il bambino è pronto sallo spannolinamento:

  • Se ha una certa ricchezza di vocabolario e comprende il significato di termini come per esempio: asciutto/bagnato, pulito/sporco, lavare, sedersi, alzarsi;
  • Se l’intervallo fra una pipì e l’altra (se la fa ogni due o tre ore è un segnale di prontezza);
  • Se mamma o papà riescono a leggere i segnali e ad accorgersi quando scappa (al bambino ovviamente! :-);
  • Se  il bimbo sa seguire delle istruzioni, come per esempio andare a prendere un oggetto in un’altra stanza;
  • Se ha un minimo di autonomia nel vestirsi e svestirsi.

Anche se in realtà se il bambino è pronto lo sa solo il genitore,
che lo conosce e lo ascolta dal pronfondo del cuore
meglio di chiunque altro!

Ritengo dovremmo ricordare prima di tutto quanto questa fase sia molto importante per noi genitori ma allo stesso modo per il bambino, in quanto si trova in una fase intermedia che lo sta portando verso l’autonomia ed inevitabilmente vive questo cambiamento. Sono inevitabili periodi di crisi, ma rimane una sola la parola d’ordine per noi genitori ed è: pazienza.
Non cercate lo scontro, non pensate che siano capricci, non arrabbiatevi.

Quali sono le principali difficoltà che si incontrano nel momento in cui togliamo il pannolino?

Il bambino può rifiutarsi di usare il vasino o il riduttore, d’altra parte si tratta per lui di un grosso cambiamento.
La formula magica?? Mai arrabbiarsi e considerare questo momento di passaggio molto delicato.
Più il bambino respirerà tensione o ansia, tanto meno si sentirà libero e rilassato.
E lo sappiamo anche da noi che non ci sono elementi tanto disturbanti quanto l’ansia in un percorso così intimo e importante.

“Le regressioni sono sempre temporanee. […] Mettete da parte per un attimo l’orgoglio di avercela quasi fatta o la delusione per l’accaduto, di certo la colpa della regressione non è da imputare a voi: il vostro bambino sta solo superando una normale tappa di crescita.”

Insomma, come potete capire questo libro può davvero rispondere a tutte le più comuni domande che mamma e papà si pongono davanti alla fase spannolinamento.
Una lettura unica nel suo genere e già molto apprezzata da tantissimi genitori!
Perché davvero potrebbe aiutare anche voi a sciogliere i dubbi su questo importante passaggio,
perchè nessuno di noi lo viva come un obbligo o un’imposizione del genitore nei confronti di un bambino piccolo e soprattutto
perché penso che quando si ha un figlio la parola rispetto, della sua personalità, dei suoi tempi e della sua preziosa ed unica individualità sia un valore da coltivare e condividere.

Concludo con dei commenti di chi ha trovato in”Via il Pannolino!” i consigli corretti:

Mamma Elisa:
Per me questo libro è stato fondamentale per capire dove sbagliavo e per impostare il sistema corretto che mi ha permesso, in soli 7 giorni , di dire addio al pannolone

Papà Paolo:
L’ho trovato molto esaustivo ed interessante, ora lo leggerà la mia compagna e successivamente ho intenzione di farlo leggere pure alla nonna in modo da adottare una linea comune per l’ inizio dello spannolinamento di nostra figlia di 19 mesi Ritengo possa sfatare alcuni luoghi comuni e possa essere un primo utile passo verso il “grande passo” per i nostri piccoli Mi è piaciuto il messaggio, ripetuto più o meno esplicitamente varie volte nel testo, che ogni bimbo ha le proprie esigenze e così ogni genitore, quindi non esistono regole da seguire se non quella di ascoltare intensamente ed accogliere i bisogni di questi bambini

Papà Pietro:
forse è superfluo dire che spesso i bimbi sono molto più pronti di noi riguardo questa tematica, questo libro aiuta mamma e papà a capire diversi aspetti per raggiungere questo traguardo importante!!!!!!!!!!!!

Buona lettura, sempre in ascolto dei bisogni fisici
ma sopratutto psicologici dei nostri figli! 🙂

Via Il Pannolino!
Come dare l’addio al pannolino in una prospettiva educativa, etica ed ecologica

Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

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Libertà e Amore: metodo Montessori

Libertà e Amore metodo Montessori-crescere-leggendo

“Si è fatta molta strada e in giro si vedono molti genitori affettuosi e consapevoli.
Anche la conoscenza scientifica del mondo infantile ha fatto molti passi avanti.
Ma nella nostra cultura nel suo insieme mi pare che siamo ancora lontani dal capire appieno rispettare il bambino i suoi tempi,
il suo modo di ragionare, il suo ritmo di sviluppo la sua curiosità e il suo senso di meraviglia.”
Elena Balsamo

Mi risulta difficile sintetizzare e tradurre l’energia che è trasmessa pagina dopo pagina nel libro “Libertà e Amore” di Elena Balsamo e che approfondisce il metodo Montessori.

Infatti l’autrice, oltre a parlarci di come viene applicato il metodo, dell’utilizzo dei materiali didattici volti al coinvolgimento di più sensi per lasciare che il  bambino “scopra” cio’ che vuole apprendere, della presenza di scuole Montessori in tutto il mondo, ci ha con passione accompagnati nella visione di Maria Montessori, che volge lo sguardo al bambino come ad un fiore che deve sbocciare, come ad un uccello le cui ali deve spiegare in volo, dove l’unico e fertile terreno per il dono dell’amore è la liberta’.

“Rispetto, fiducia, liberta’ e amore:
queste sono le fondamenta di una casa sicura,
da cui si puo’ partire per avventurarsi nel mondo (…)
La vita reale è in continuo mutamento,
in continua trasformazione, è un’avventura:
bisogna sapersi adattare,
saper essere elastici per poter viverla al meglio (…)
Una forte volontà e uno spirito equilibrato sono
il risultato non di un addestramento di tipo militare
ma di una vita interiore sviluppatasi normalmente seguendo
le leggi che regolano l’intero universo.”

Elena Balsamo parla al lettore dell’importanza dell’ordine: “un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto”, una legge naturale, il principio che regge l’intero universo.
Dell’importanza dell’educazione sensoriale:

i bambini dipendono fondamentalmente dalla possibilità di sviluppare il loro potenziale creativo e questo è  strettamente collegato con l’espressione del potenziale dei loro sensi.
Del rispetto dei tempi di ogni bambino.
Dell’educazione cosmica: occorre dare al bambino una visione ampia dell’universo, fargliene sentire il respiro, gustarne la bellezza attraverso tutti i sensi: di qui nascerà in lui un senso di ammirazione per la vita e per l’umanità.
Dell’importanza del silenzio, assoluto equilibrio di corpo, mente e spirito.
La sua profonda presentazione e’ stata accolta da un pubblico molto interessato di una sessantina di persone, molte delle quali hanno apportato il loro contributo con interventi accorati e di grande consapevolezza.

Per tutti i genitori, futuri tali, di esperienza pluriennale, insegnanti, zii, chiunque sia semplicemente interessato a migliorare la propria condizione di vita e quella della società in cui vive. Un libro che apre alla riflessione, all’introspezione e che offre una lettura del mondo dell’infanzia nel modo più naturale e sensibile che ci sia.

Elena Balsamo, pediatra, specialista in puericultura, tre volte mamma, si occupa da anni di pratiche di maternage nelle diverse culture.

Concludo con questa citazione che fa riflettere molto..
L’età più importante per l’uomo è dalla nascita ai due anni“.
Dovremmo ricordare che, in questo periodo più che mai, “ogni nostro atteggiamento nel trattare il bambino non si riflette soltanto su di esso, ma nell’adulto che ne risulterà.

 

Libertà e Amore
L’approccio Montessori per un’educazione secondo natura

Voto medio su 9 recensioni: Da non perdere

La Magica Ninna Nanna

La Magica Ninna Nanna
Un libro che suona e si illumina

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Il momento della nanna è uno dei momenti più critici per noi genitori. Ognuno trova il suo piccolo rito per far sì che i piccoli riposino sereni. Spesso il lettino è sormontato da qualche gioco musicale in modo da accompagnare i piccoli nel sonno dolcemente. Magari mentre la voce di mamma o papà legge…

…Quella notte è una notte molto speciale, ma Puffi Orsetto non lo sa: per lui, infatti, tutte le notti sono speciali, ma hanno un piccolo… difetto: sono buie! A Orsetto il buio non piace affatto, così quella notte vede una stellina e pensa che…

Questa è l’anticipazione della storia di Puffi Orsetto a cui non piace il buio 🙂
Un libro con bellissime illustrazioni che si illumina e suona una dolce ninna nanna!
…parola di Mamma Emilia e di sua figlia Angela 🙂

Un libro davvero bello bello che piacerà sicuramente a tutti i bimbi, adatto anche a bimbi in età tenerissima come la mia piccola Angela di 13 mesi; i nostri piccoli sono curiosi uditori, saranno inizialmente attratti dalla magica stellina che si illumina schiacciandola con il ditino. Vi lascio immaginare il loro occhi come si illuminano di gioia e stupore!
La Magica ninna nanna pone al centro della sua narrazione proprio la nanna e la paura del buio che i nostri figli possono avere, ma addormentarsi o rilassarsi in cameretta con i genitori, leggendo questa favola, accarezzando e schiacciando la dolce stellina che Orsetto vorrebbe raggiungere, farà divertire, tranquillizzare e prendere un dolce sonno 🙂

Una lettura “coccola” che può felicemente diventare un’abitudine tra genitore e figlio prima di andare a dormire, una di quelle tradizioni da ripetere ogni sera per addentrarsi nella notte, per esorcizzare la paura di restare soli nel letto e per addormentarsi con serenità.
Inoltre grazie ai disegni la magica storia di Orsetto è ancora più bella da sfogliare per iniziare fin da subito a sognare.

Piace a me e piace ancora di più alla mia bimba. Lo consiglio!

Voto: 8+
Età di lettura:
da 1 anno.
Caratteristiche: Robusto cartonato, con possibilità di cambio batteria
Pagine 18 – Formato: 24×26
Edito da: Edibimbi

La Magica Ninna Nanna EdiBimbi La Magica Ninna Nanna

Un libro che suona e si illumina
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Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita

Iniziazione all'Amore Prenatale

“Concepire un figlio è una delle grandi opere della vita,
che coinvolge corpo e anima.
Credo che molte mamme custodiscano gelosamente ricordi come quelli di una lunga gravidanza,
del parto e del momento in cui hanno finalmente preso in braccio il loro bambino.”

Hai mai pensato, che il tuo bimbo possa ricordare il periodo trascorso nell’utero e la propria nascita?
Nel 2000, questa idea venne a Akira Ikegawa autrice del favoloso libro Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita.
Effettuò un’indagine su ben 79 mamme con figli di un’età compresa tra i 2 e i 7 anni. In molti non crederanno ai risultati..più della metà delle mamme aveva avuto risposte dal figlio che aveva ricordi di quel genere.

Una di queste risposte, quando una madre chiese al figlio fu:
“Perchè ti muovevi così poco nella mia pancia?”,
eil piccolo rispose: “Perchè tu mi dicevi: “Mi fai male”.
Stavo fermo perchè non volevo farti male, mamma.”
(bambino di 4 anni e 9 mesi)

Consiglio questo libro a tutte i futuri genitori, e anche a chi lo è già 😉
Impariamo quanto il feto nell’utero sia estremamente sensibile a ciò che la madre fa e pensa.
Un’amore reciproco, un legame fortissimo. Il figlio ama fin dal concepimento e protegge la sua mamma, nello stesso modo in cui noi mamme e papà ci prendiamo cura di lui, forse..anche di più 🙂

Cominciare a costruire il legame con tuo figlio fin da subito, dopo il concepimento è molto importante.
Dobbiamo comprendere che il nostro approccio con i neonati andrebbe ripensato.
Loro sono consapevoli di quanto accade nel mondo esterno e anche in grado di rispondere agli stimoli provenienti da fuori.
Non possiamo dire “ tanto i bambini non capiscono nulla.” non c’è affermazione più errata.

“La madre e il padre sono rotelle dell’ingranaggio della genitorialità.
La madre assicura un’accoglienza completa,
il padre una guida stabile, e dal sostegno di entrambi
il figlio trae un senso di sicurezza.”

Mamme e papà, Iniziazione all’Amore Prenatale, vuole essere un invito ad una nuova consapevolezza;
per cominciare a creare un legame con vostro figlio già dal momento in cui scoprite la doce attesa, perchè è già con voi 🙂

Per le mamme le fasi della gestazione, del parto e dell’accudimento dei figli sono occasioni che cambiano la vita, assicurando loro momenti meravigliosi con ottime opportunità per maturare e crescere.

Inoltre, ricorda… ogni volta che ti senti sola o in ansia, ricorda bene che il tuo bimbo è sempre con te e sta pensando:
Ti voglio bene, mamma!”
E sono così tante quelle che vorrebbero dirti, mamma.. ad esempio perchè sono nati e quale dono portano con sè.
Loro vorrebbero parlarne a lungo, dobbiamo solo, noi genitori ascoltarli con amore.

Buona lettura,
a te che ha scoperto di essere in dolce attesa,
a te che lo sei già, ma devi ancora scoprirlo..
a te che lo sarai,
a te che stringi tra le braccia il tuo cucciolo e da oggi lo “ascolti” con nuovi occhi e nuove orecchie.

Buon viaggio di crescita insieme a tutti, mamme e papà, zii e zie :*

Iniziazione all'Amore Prenatale
Genitori prima e dopo la nascita

Voto medio su 1 recensioni: Buono