Corri Pulcino! – Babagiochi

Libro e gioco sono due esperienze che hanno molti elementi in comune.
Se i libri per l’infanzia, infatti, hanno una spiccata componente giocosa, i giochi possiedono un elemento narrativo. E allora perché non far vivere ai personaggi delle storie nuove avventure fuori dai libri, creando un passaggio quasi naturale tra i due universi?

Partendo da queste riflessioni Babalibri ha voluto lanciare la collana Babagioco riproponendo giochi “classici” con i personaggi tratti dai libri.
La caratteristica principale dei Babagiochi consiste proprio nel legame strettissimo che intercorre con i libri: ogni gioco prende ispirazione da uno o più titoli di un autore Babalibri. Il progetto creativo nasce dall’autore stesso, che mette al servizio del gioco la propria inventiva.

I bambini conoscono e amano molti personaggi Babalibri; quando li ritrovano nei giochi, sono felicissimi di poter entrare in una nuova relazione, più interattiva, con loro.
Il lupo di Chi è il più forte? (leggi la recensione del gioco QUI) per esempio, è il protagonista di molti albi amatissimi di Mario Ramos!

Ora scopriamo: Corri pulcino! colpisce fin da subito i bambini e non solo!
E’ un gioco di carte dal ritmo molto sostenuto, che ha per “protagonisti” i pulcini di Claude Ponti, un autore che i piccoli lettori conoscono e amano molto. Questi personaggi sorprendenti nei libri (I mille segreti dei pulcini, Biagio… quante avventure!, Biagio e il castello di compleanno) scherzano con la loro identità, facendosi burla di chi legge; altrettanto fanno nel gioco, adottando travestimenti assurdi, linguacce e atteggiamenti bislacchi. Spetta al giocatore riconoscere le somiglianze tra un pulcino e l’altro, per liberarsi velocemente delle carte che ha in mano.

Ma andiamo con ordine 😉
Corri Pulcino! è un gioco di carte dal mondo di Claude Ponti della durata di circa 10 minuti per 2 o più giocatori.

Il gioco è composto da un mazzo di carte. Nella compatta scatolina troviamo 110 carte grandi e spesse, resistenti e simpaticamente illustrate, perfettamente adatte al target per cui sono pensate.

Nel dettaglio abbiamo 81 carte Pulcino e 29 carte Speciali.
Lo scopo del gioco è quello di rimanere senza carte, scartandole di volta in volta, quando i pulcini hanno la stessa posizione (identificata anche dal colore della carta), o la stessa maschera o la stessa smorfia.

Vi sono poi le carte speciali (non sono mai punitive) che possono essere sempre scartate e alcune sono funzionali al gioco (ad esempio Salta Pulcino fa saltare il turno al giocatore successivo), altre sono principalmente inserite per divertirsi (ad esempio la carta Super Mega Sbellicata costringe tutti a ridere sguaiatamente).
Il gioco, come avete visto è molto simile a UNO;
la presenza dei pulcini, tuttavia, è sicuramente originale e i disegni delle maschere sono assolutamente simpatici!

Giocando, partita dopo partita, i bambini in questo gioco imparano ad associare gli elementi, in particolare, se è molto semplice associarli per colore, il doverlo fare a seconda della postura dei pulcini o rispetto alle maschere è sicuramente più sfidante!
E si impara anche con le carte speciali che il flusso naturale di gioco può essere interrotto da eventi 😉
Consigliato dai 5 anni

Dunque se la lettura costituisce un prezioso momento di scoperta e socializzazione tra adulto e bambino; altrettanto fa il gioco, allargando ulteriormente le possibilità di relazione tra genitore e figlio: in particolare, in questo tipo di relazione il bambino comprende il funzionamento delle cose e come si conquista la fiducia in se stessi e negli altri 😉
Inoltre altro aspetto molto importante sostenuto anche dai pedagogisti è proprio nel ritrovare uno degli elementi maggiormente educativi nel gioco cioè la possibilità di cimentarsi con la sconfitta, che può essere vissuta in questo contesto come un errore da cui si può imparare.

Ci auguriamo, che anche Corri Pulcino! possa costituire un momento di crescita, divertimento, condivisione e scoperta, per piccoli e grandi giocatori in famiglia e non solo

Piccola Macchia – Lionel Le Néouanic

“Piccola Macchia si annoia,
senza amici, nel suo angolino.
Salve ragazzi…posso giocare con voi?”

La protagonista non ha una forma, è una piccola macchia nera, senza occhi, bocca, braccia e gambe. Una macchia e basta.
Piccola Macchia compare così nella prima pagina del libro, sola, in basso a destra: è completamente nera, i bordi irregolari delle macchie di inchiostro, simili a quelle maldestramente cadute nei quaderni di scuola di un tempo; Piccola macchia è sola e si annoia.

Un giorno la mamma la sprona ad andare a cercare degli amici e vagando di qua e di là trova infine delle forme, un triangolo verde, un quadrato rosso, un rettangolo blu, e un cerchio giallo.
Piccola macchia è diversa e viene rifiutata dal gruppo, ma il babbo le insegnerà a tirare fuori il tesoro nascosto dentro di lei, per tornare dagli amici e stupirli. E così accade! Piccola macchia ha una dote incredibile: sa trasformarsi in tutto quello che vuole. Così riesce a conquistare la loro amicizia e insieme si divertono a giocare e creare nuove figure.

Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic edito da Edizioni Primavera, oltre che un omaggio allo scrittore illustratore olandese Leo Lionni, che scrisse “Piccolo Blu Piccolo Giallo”, vuole, essere un remake di grandi di quadri, in onore a pittori come Mirò e Matisse.

“Niente è banale o stupido,
anche la cosa più banale può
trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Segni e macchie mi danno stimolo e idee nuove,
ai miei occhi si trasformano in persone,
animali e cose grazie alla qualità magica del segno.”
JOAN MIRO’

Proprio come accade per Piccola Macchia, il viaggiare e l’esplorare contengono un forte potenziale educativo e pedagogico nella vita di un bambino in età della Scuola dell’Infanzia, in particolare il viaggio è, come in questo caso metafora di crescita, un’esperienza simbolico-affettiva è apprendimento.
Il cammino che i bambini e le bambine compiono è un vero e proprio viaggio nel quale si fanno incontri, si istaurano relazioni, si guarda, ci si stupisce e si fanno esperienze nuove.
Piccola Macchia, infatti, è il protagonista di una storia di amicizia che nasce come spesso accade: in salita, con un rifiuto.
Come fa un bambino a farsi nuovi amici?

E’ difficile farsi accettare ed è difficile anche riprovarci, dopo essere stati rifiutati.

…Cerca dappertutto…
senza però trovare un solo amico…
ad un tratto sente delle grida…
…Piccola Macchia si avvicina e dice…
…posso giocare con voi?…
…ma non ti vedi? Tu non sei come noi,
non hai nessuna forma ne colore!

Gli amici che Piccola Macchia ha scelto non lo accettano. Loro sono un gruppo di piccole forme colorate geometriche e soprattutto ben definite, non hanno nessuna intenzione di accettare e fare amicizia con una forma informe e che per di più è tutta nera. Piccola Macchia torna a casa in lacrime, la mamma lo consola, ma soprattutto gli svela un grande segreto.

“Tu non lo sai, ma dentro di te c’è un tesoro,
un tesoro meraviglioso, che devi ancora scoprire…”

Lui si asciuga le lacrime, raccoglie tutto il suo coraggio e torna da loro.

“Oooh!” Piccola Macchia non c’è più!
Aiuto Un Mostro!
Gridano le piccole forme!…

“ INCREDIBILE!”
Piccola Macchia si può trasformare
in tutto ciò che vuole
Possiamo giocare con te?

Ecco che quei bambini, così rigidi nelle loro forme geometriche perfette, imparano da Piccola Macchia il gioco più divertente del mondo, quello di giocare a non essere sempre se stessi.
Piccola Macchia gli fa vedere delle forme che non avevano mai visto prima d’allora, gli insegna a trasformarsi e insieme giocano a fare nuvole, onde e stelle. Ora tutti insieme, uno di fianco all’altro, sono una faccia, un sorriso, poi tanti sorrisi e domani Piccola Macchia gli insegnerà a mischiarsi e forse così si aggiungeranno anche altri amici.

WOW!…
che bello il tuo gioco, Piccola Macchia…

Così fa Piccola Macchia, conquistando l’amicizia e la stima degli altri protagonisti di questa storia (forme  geometriche) e così fanno anche i nostri bambini e le bambine, confrontandosi, discutendo, a volte litigando, ma alla fine mostrando il tesoro che ognuno porta con sé. Ogni giorno, confronto dopo confronto, e sempre con un po’ di sostegno 😉 imparano a collaborare, a condividere le cose ed i pensieri.

Piccola Macchia insegna ad avere fiducia in se stessi e a credere nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri seppur diversi da noi, inoltre grazie all’uso di macchie e forme, anzichè l’uso di personaggi strutturati, stimola la fantasia e la creatività dei bambini.

Piccola Macchia non è una semplice lettura, è un’occasione unica e ampia di creare laboratori, piccole riflessioni con i bambini per elaborare insieme il grande messaggio di vita che con la sua avventura racconta questa piccola macchia nera ❤

Piccola Macchia è uno di quei libri da avere, è un libro che “sa di libro”:
ha una grande storia, non è prevedibile, non fa la paternale, prende per mano pagina dopo pagina e ci lascia infine con tanti significati semplici ma fondamentali su cui riflettere.

Le avventure di Piccola Macchia ecco che diventano anche la narrazione di quotidiane difficoltà che i bambini e le bambine incontrano sul proprio cammino:
il rifiuto dei pari,
l’essere considerati diversi,
inadeguati
o semplicemente poco simpatici ai compagni.
Ma questa storia ci insegna che, con l’aiuto degli adulti, ogni bambino può scoprire il
tesoro che c’è dentro ognuno di loro, per mostrarlo agli altri.

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La fabbrica delle Mamme – Claudia Mencaroni

Nino voleva a tutti i costi giocare a pallone,
ma la mamma disse no.

Bisognava tornare a casa,
preparare la cena, finire i compiti,
telefonare ai nonni,
svuotare la borsa della piscina
e tutte quelle cose lì.

All’ennesimo richiamo della mamma, Nino va su tutte le furie: vuole rimanere a giocare a pallone nel parco! La mamma insiste per tornare a casa, perché è tardi. A quest’ora ci sono tante cose da fare: preparare la cena, svuotare la borsa della piscina, fare i compiti… insomma, tutte quelle cose noiose che fanno i genitori.
Nino questa volta non vuole proprio obbedire e per rabbia pronuncia la fatidica frase:

“Io non voglio più essere tuo figlio!
Voglio un’altra mamma”

E se esistesse una fabbrica delle mamme dove poter scegliere la propria mamma, come la vorrebbe?
Se ci fosse, non un catalogo di mamme tra cui scegliere, ma la possibilità di costruire una mamma a proprio piacimento, i nostri figli come lo vorrebbero?

Dopo un primo istante di smarrimento, la mamma di Nino decide quindi di accompagnarlo alla fabbrica delle mamme, dove sicuramente potrà avere la mamma che più desidera.
Nino entra e viene accolto da un soldatino di stagno, che gli spiega che ad ogni tappa del suo cammino con lui dentro alla fabbrica, potrà scegliere una caratteristica della sua nuova mamma.
Che bellezza! A Nino non pare vero.

Tanto per cominciare vorrei una mamma buona, che mi lasci giocare a pallone quando mi va.
Deve avere la bocca grande per chiacchierare con le altre mamme,
così non mi chiamerà ogni cinque minuti per andar via.
E poi una bocca grande è capace di dare tanti baci può tornare utile”

Voglio una mamma brava,
che sappia fare le navicelle spaziali con i mattoncini,
costruire le capanna sui prati e preparare cose buone in cucina.
Non si devono stancare mai le sue mani,
non si possono fermare mai, tra coccole e frittelle con lo zucchero. ”

Voglio una mamma dolce, che legga per me tanti libri.
Deve avere gli occhi grandi per fare scorta di storie…

“E poi voglio una mamma forte che mi prenda in braccio se sono stanco,
così posso andare dovunque e arrivare più in alto quando mi va di arrampicarmi.
Deve avere piedi grandi per camminare svelta
e braccia lunghe e resistenti per sollevarmi senza fatica. ”

Tappa dopo tappa si delinea una mamma perfetta.


Ma è davvero così?

Quasi alla fine Nino si accorge che esiste già una mamma con cui vorrebbe tornare a casa: la sua.


Ripercorre quindi a ritroso il cammino correndo, temendo di non trovare più nessuno, di essere rimasto solo. Ma quando esce la mamma è lì, pronta per riportarlo a casa.
Le mamme ci sono sempre!

La fabbrica delle mamme di Claudia Mencaroni edito da Verbavolant edizioni è un libro dedicato a tutte le mamme, alle mamme e ai bambini.
Essere madre è il dono più bello che la vita può fare. Ma anche il più difficile.
Ma La fabbrica delle mamme ci ricorda che ognuna come meglio riesce è la mamma perfetta per i nostri figli.
E poi diciamolo, nessuno insegna ad essere madri, ma ogni mamma impara ad esserlo da sola, di giorno in giorno, grazie ai maestri migliori: i figli
Un libro che fa riflettere le mamme, ma che non manca di sorprendere e divertire i bambini!
Tenero, commovente e pieno di amore pagina dopo pagina ci mostra come sia insostituibile l’amore di una mamma e quanto sia difficile per i bambini capire cosa vuol dire veramente essere genitori.

Grazie alle grandi illustrazioni ad acquarello di Giulia Cregut, nasce così un albo che ci racconta una storia di crescita in cui il bambino prende consapevolezza di cosa comporta davvero la vita di una mamma e racconta in modo divertente un desiderio inconscio che almeno una volta ogni figlio ha avuto: cambiare mamma 😉

E i vostri bambini come vorrebbero la mamma
se potessero costruirne una su misura alla Fabbrica delle mamme? 😉

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Tinotino Tinotina tino tin tin tin

Una volta si mise a pensare:
“Che melodia posso inventare?
Vorrei una musica per disegnare,
vorrei una musica per sognare.”

Tutto quello che osservava
nella sua testa si trasformava.
Tutto quello che toccava
una voce ritrovava.

Una musica per pensare,
una musica per giocare.

Tinotino Tinotina tino tin tin tin, dimostra come parole e immagini possano evocare le sonorità più diverse, aiutando il lettore a “vedere” la musica e ad “ascoltare” le illustrazioni.

Una magia che accade con la nuova collana di CarthusiaMusica disegnata e un po’ Strampalata” ideata dalla pianista e compositrice Elisabetta Garilli. La collana di albi illustrati di grande formato si inaugura proprio con ‘Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin’, un libro generalmente indicato dai 4 anni, dove la lettura si può accompagnare con 16 tracce musicali dedicate, ascoltabili gratuitamente sul sito www.elisabettagarilli.it o scaricando il codice QR che si trova all’interno del libro, scaricabile con smartphone.

Brani e testi sono opera di Elisabetta Garilli, pianista, compositrice e ideatrice di rassegne di teatrali, le illustrazioni sono realizzate da Emanuela Bussolati, grande illustratrice e scrittrice di libri per bambini.
Come spiega l’autrice, la storia di Tinotino è un un invito a dare ascolto al proprio talento e non solo, perchè è anche un voler dare ai bambini e ai ragazzi nuove possibilità di incontro con l’arte.

Tinotino è un bambino, come tanti che “vuole suonare il mondo”, ha una grande passione per la musica e nella sua testa ogni oggetto si può trasformare in uno strumento che produce un suono.
Con semplicità si accorge dei ritimi e delle sonorità del mondo, in ogni momento della giornata, ovunque sia e soprattutto per mezzo di qualsiasi cosa, dai fogli di giornale, alle pentole, dalla chiave inglese al meccanismo del fischietto del poliziotto!

“Una mattina, a colazione,
esclamò serio con convinzione:
“Se voglio suonare un ritmo alternato,
ci vuole un tegamino dal fondo smaltato!”.

Da grande Tinotino vorrebbe fare il batterista, ma tutti i “grandi” il nonno, i vicini di casa i genitori cercano di fargli cambiare idea…
…il suo papà è preoccupato e cerca di convincerlo a fare qualcos’altro: il cuoco, il giardiniere, il sarto, il barista, ma a Tino “quei lavori piacevano soltanto perchè usavano attrezzi che suonavano d’incanto“.
Alla fine anche chi non vedeva nella musica una possibilità di “futuro” comprende che l’Amore di Tinotino per i suoni e per la musica non sono un semplice capriccio passeggero, ma una vera e propria vocazione che merita proprio di essere accolta e sostenuta 😉

Un grande messaggio arriva diritto a grandi e piccini, tra rime, illustrazioni e suoni che nascono pagina dopo pagina:
I bambini NON devono rinunciare per nessun motivo ai propri sogni
e il compito dei “grandi” è appoggiarli e sostenerli sempre! ❤

Un libro per imparare la musica, una fiaba per camminare nelle parole, una storia per danzare insieme, un invito all’ascolto della vocazione e del talento di ogni bambino, ecco cos’è Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin di Elisabetta Garilli ed Emanuela Bussolati (Carthusia), libro vincitore del Premio Rodari 2018 per la sezione “Fiabe e filastrocche”.
La motivazione della giuria recita:
«..per l’originalità e freschezza del progetto editoriale; per il perfetto intrecciarsi di parole e immagini che permettono al lettore di “vedere” la musica e di “ascoltare” le figure;
per la vivacità e la bellezza di illustrazioni colte e sapiente.»

Come afferma Elisabetta Garilli in un’intervista:
“La musica è per me una materia di inclusione scolastica, elemento imprescindibile nella formazione umana; porta interdisciplinarità e integrazione, incontra il piano narrativo e l’arte, mi guida nel cercare di capire i bambini.”

“Tinotino Tinotina Tinotini
è la voce di tutti i bambini,
che han diritto di cercare
quel che sanno già amare.

Se hai un bel sogno non lasciarlo,
prova solo a coltivarlo.”

Un messaggio molto forte è dedicato ai bambini, perchè CREDANO nei LORO DESIDERI e CREDANO che effettivamente possono sapere che cosa vogliono fare da GRANDI.
Un altrettanto importante messaggio è per i genitori, per i nonni, per gli insegnanti.. un invito ad osservarli, ad ascoltarli e che siano d’aiuto per “sbocciare”!

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Sotto l’Albero & Quando arriva Natale

Cosa si può fare con un ditino?
Si può decorare un bosco a festa!

Si può inviare la letterina a Babbo Natale!
Si può spegnere la luce e vedere se scende qualcuno dal camino!

Con un ditino il bambino può vedere piccoli e grandi folletti nascondersi dietro gli alberi..
oppure può accendere le luci e mettere il puntale ad un bellissimo albero di natale o persino informare i biscotti per la notte che arriva babbo natale 😉

Gabriele Clima regala ai bambini momenti di magia e stupore grazie a questi due libri:
Sotto l’albero e Quando arriva il Natale! editi da La Coccinella.


Questa tipologia di libri piace e affascina davvero tanto. I bambini sono subito attratti, per osservare cosa succederà muovendo il ditino nella porzione intagliata nelle pagine cartonate. Anche i più svogliati e disattenti cadono in tentazione di abbassare, alzare, spostare per vedere cosa succederà…
Basta scorrere per vedere paesaggi che cambiano, le impronte di babbo natale, la slitta che vola nel cielo, animaletti che sbucano dalle loro tane innevate…. Sei scenari differenti, con sei possibilità di gioco, tutte accompagnate da un breve testo in rima legato alla pagina successiva.
Questa tipologia di libro aiuta molto la creatività del piccolo lettore che associa il cambio dello scenario con il ditino al testo e al tipo di oggetto o scenario.

Con un ditino anche i più piccoli lettori potranno leggere e giocare in maniera attiva col libro senza necessariamente l’aiuto di un adulto che gli legga la storia.
Infatti il gioco proposto è intelligente, divertente e di effetto sicuro e parte già dalla copertina.
In ciascuna doppia pagina, sulla facciata di sinistra, con poche parole, si indica un’azione, piuttosto immaginifica, che si può realizzare con un ditino.
Nella parte di destra, un meccanismo cartotecnico piuttosto semplice produce un effetto visivo molto efficace con effetto stupore assicurato!

L’effetto gioco su un libro premia sempre, se poi è fatto con un pizzico di magia che ogni lettore può usare, e ri-usare il risultato è assicurato 😉
Ottimi albi da sfogliare accanto ad un adulto di riferimento, ascoltando dalla sua voce l’invito del testo – che è poi una promessa, una piccola anticipazione sulla gioia data dall’effetto che si verificherà – ma perfetti anche per i primissimi contatti autonomi con l’oggetto libro. (consigliati dai 12 mesi in sù)
Il bambino potrà maneggiarli a piacimento, proprio grazie alla solidità e l’affidabilità della fattura, rendendoli terreno di sperimentazioni e scoperte.

Sotto l’Albero e
Quando arriva Natale!
sono due bellissimi libri da regalare ai bambini
per lasciare loro la magia
di scoprire cosa accade…
E’ facile basta un ditino

Puoi acquistare i libri QUI:

Oh! Un libro che fa dei suoni – Hervè Tullet

“Ciao, vuoi giocare?
Appoggia il dito su questo piccolo pallino

e dì un piccolo oh!
Poi, appoggia il dito su questo grande pallino
e dì un grande OH! “

I libri di Tullet sono sempre interattivi ma questa volta la vera protagonista è la VOCE del bambino a cui sarà chiesto di riprodurre e persino inventare suoni e melodie scandendo tutti i suoi OH!
Non ci crederete ma ci sono libri che non si possono solo sfogliare, leggere o guardare.
Ci sono libri che si possono addirittura cantare!

E come fa a suonare, senza CD, tasti da premere o misteriose tecnologie?

L’avventura inizia con un pallino blu, che si chiama OH . Pagina dopo pagina, con lui saltelliamo a ritmo, ci buttiamo da un trampolino, tremiamo di freddo in un bianco infinito. E lo facciamo ripetendo il suo nome seguendo i suggerimenti delle immagini.

Un esempio?
Se il pallino è piccolo si dirà OH sottovoce,

se è grande fiato alle trombe e via si urla un grande OH

Ma non è finita qui! 😉
Quando cominciamo a domandarci cosa il nostro protagonista blu di nuovo potrà fare, incontra AH – un pallino rosso – e l’avventura si fa più interessante perché condivisa: anche quando si litiga, ci si riappacifica con dolcezza.

Non c’è due senza tre ed ecco il giallissimo UAU, per fare corse in auto e gare di salti.



E poi?
E poi, spazio alla fantasia, quanti altri amici rumorosi puoi inventare?

Inventiamo una forma e un suono per una creare mondi e storie nuove. Ad esempio una stella PLING!
In altre parole questo libro assomiglia a uno spartito musicale dove il suono vine messo a servizio della fantasia e dell’immaginazione.



Oh! Un libro che fa dei suoni
del geniale Hervè Tullet edito da Franco Cosimo Panini, per giocare con la propria voce. Un libro sonoro, senza pulsanti o chip, usato solo appoggiando il dito sulla pagina con l’invito a fare i suoniI pallini diventano suoni che scendono, salgono, si trasformano incontrando altri pallini di altri colori, il tutto modulato da coinvolgimento e divertimento. L’albo illustrato diventa così uno spartito musicale.

“Il mio lavoro è una costante ricerca dell’effetto sorpresa.
Come quando sei in una stanza buia e accendi la luce”
Hervé Tullet

Solitamente capita a tutti i bambini e genitori che dopo aver sfogliato e giocato la prima volta con “Colori”, siano diventati grandi appassionati e fan di Hervè Tullet!
Quindi, se lo avete già incrociato, sapete quanto sia indimenticabile e riconoscibile: la sua grafica pulita ed essenziale, i colori primari e un ritmo di gioco – lettura avvincente, con sorprese continue!
Anche per Oh! Un libro che fa dei suoni ritroviamo quel suo stile inconfondibile che tanto piace ai bambini!
E’ un libro speciale perchè arriva immediato ai piccoli lettori.

Appare OH e i bambini ci mettono istintivamente il dito, leggiamo il suo nome e lo ripetono subito, mimiamo il suo primo percorso e già siamo diventati colore e suono. Il libro funziona anche lasciato a tu per tu con il bimbo 😉

Più che uno scrittore o un semplice illustratore, Hervé Tullet si considera un “creatore di libri” che ama divertirsi in compagnia dei lettori.


Con i suoi libri entriamo nel mondo dei suoni, impariamo a dare un senso a una figura astratta, iniziamo a capire la musica. Le sue pagine sono in grado di suonare, cantare, ruggire, sussurrare, discutere, ridere, inventare nuovi linguaggi… Sì, la magia è possibile, ma solo con la partecipazione attiva del piccolo lettore 😉 Per dire, leggere e ridere.
Per tutti dai 2/3 anni… attenzione questo libro piacerà anche ai più grandicelli 😉

Questo libro è più interattivo di un tablet (e la sua batteria è infinita)! 😉
Un grande divertimento semplice quanto intelligente!

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Il Temporale – Frèdéric Stehr

Buongiorno bambini.
Questa mattina niente
ginnastica in cortile…
…perchè fuori c’è il temporale.

Fare giocare i bambini con ogni situazione atmosferica è importantissimo, Il Temporale è un libro che fa amare la pioggia e il gioco libero anche quando fuori imperversa un temporale 😉
Ecco che tanti piccoli bambini uccellini a causa di un temporale non possono uscire in cortile a fare ginnastica, cosa fare? Una bella lezione di danza! Si inizia con le scarpette da ginnastica o da ballo e poi via al riscaldamento, per stirare muscoli e sciogliersi bene le gambe.

Dopo il riscaldamento muscolare Paloma si offre volontaria per far vedere come sa ballare bene sulle puntecome nel Lago dei Cigni“. Il resto della classe la prende platealmente in giro, le chiede che cos’è quel tutù, come si è vestita?


Poi tutti vogliono far vedere come sanno ballare bene:
Ognuno balla come più gli piace, muovendo il culetto, saltando, in girotondo a due, a tre, canticchiando… ogni piccolo uccellino esprime il suo essere attraverso stili diversi e trova il suo posto nel gruppo.

La maestra capisce che la situazione in classe sta degenerando e, sopratutto, non trova più Paloma.
Guardando fuori dalla finestra tutti vedono la piccola Paloma volteggiare sotto la pioggia! Gli alunni e la maestra la seguono fuori dalla classe e iniziano a ballare ognuno come più gli piace, divertendosi insieme.
La maestra si trova a fronteggiare la situazione improvvisa della pioggia ma, anche lei, travolta dall’energia degli uccellini trova il modo di coinvolgersi per un finale davvero allegro. E così si improvvisa una danza sotto la pioggia che crea allegria e felicità nei piccoli uccellini.

Il temporale di Frèdéric Stehr edito da Babalibri con una delicatezza perfetta per i piccoli lettori racconta e parla in un modo semplice e delicato della diversità e del riscoprire ogni attimo della vita all’insegna della felicità.
Le illustrazioni dai toni pastello sono il fulcro del racconto. Il testo infatti si incastona all’interno delle pagine, creando dinamicità e realismo.


Frédéric Stehr ha saputo raccontare in maniera davvero semplice la bellezza della diversità e l’autenticità dei più piccoli che vivono appieno il presente, apprezzando ogni attimo di felicità, anche nelle cose più piccole e inaspettate… come può essere appunto un temporale!
La piccola Paloma lo dimostra con il coraggio di ballare come le pare, non importa se la criticano o non la capiscono, lei balla, e sono gli altri che con il suo, di esempio, ballano anche loro liberi e bagnati in un pomeriggio di pioggia.

Ai bambini piace moltissimo interpretano le emozioni dei paperotti e si immedesimano in loro…E questo libro li sprona a non darsi mai limiti quando si tratta di gioco libero 😉
Buona lettura e buon divertimento ballando su una pozzanghera sotto la pioggia!

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Il piccolo Cavernicolo – Julia Donaldson

Il piccolo cavernicolo si sente solo,
non c’è nessuno con cui giocare.
Tutto è così noioso…
Poi, all’improvviso non lo è più,
ecco un pennello e un secchio!

Iniza proprio così la storia di questo adorabile bambino preistorico con indosso un bel pannolino di foglie e dei sui genitori molto indaffarati 😉
Il piccolo si annoia ma presto punta e raggiunge (come fan tutti i bimbi) un vaso di pittura e un pennello ed ecco che in un attimo ci sono tocchi creativi di colore ai di mamma nella sua caverna.

Che disastro ha combinato!!!
La mamma brontolando pulisce con spugna ed acqua mentre il papà comprensibilmente sconvolto, alza il dito e lo avvisa minaccioso che se ricapita verrà a prenderlo un mammut e lo porterà da un grande orso bruno. Quella stessa notte, le sue parole diventano realtà, e il bambino viene spazzato via in un’avventura incredibile!

Ma cosa sta accandendo?!
Il piccolo cavernicolo vede molte cose nel suo emozionante “viaggio” notturno al chiarore di una luna piena, come una iena che ride, una grande tigre dai denti a sciabola, vede anche una caverna sulla collina, chi vivrà lì dentro?!
Speriamo non sia la tana del grande orso bruno!!
Ebbene appena entrano a gran sorpresa il grande mammut gli porge un pennello!

Una tigre a cinque zampe!
L’orso bruno barbuto!
Un mammut con i baffi arricciati!
Questo sì che è divertente, ma sopratutto il Piccolo cavernicolo ha così liberamente creato alcuni dei più bei dipinti che mammut e la sua famiglia abbiano mai visto..e tutto diventa colore!!

Ma ora devono tornare a casa!

Il Piccolo cavernicolo opera della famosissima Julia Donaldson, illustrato magnificamente da Emily Gravett edito da Picarona è un libro illustrato pieno di umorismo e attenzione per i dettagli.
Toni caldi nella prima parte, per approfondire i toni più scuri dela notte e del testo e per poi tornare alla parte più divertente..dipinta!

Il testo come sempre è di facile lettura, grazie al ritmo cadenzato dalle rime tipico dell’autrice, molto divertente, con quel tono cantilenante che i più piccoli amano così tanto.
Un libro avventuroso dove la fantasia è la vera protagonista, e con semplicità arriva ad esaltare il potere di evasione dei piccoli che, a differenza dei grandi, riescono a vedere il mondo con occhi diversi; inoltre ci aiuta a insegnare ai piccoli quello che erano gli uomini migliaia di anni fa, dove e come vivevano, con quali animali e che tipo di disegni facevano nelle loro case/caverne…entriamo a piccoli passi a conoscere un po’ di preistoria 😉
Ancora una volta una bella storia che ci permette di toccare varie tematiche con i più piccoli!

Buona lettura e buon divertimento con i disegni 😉

Il grande libro del Solletico

«Un gran lupo, tutto zanne, ha puntato Pecorella.
Se la sogna già nel piatto!
Per fortuna… dal buchino, gli solletichi il pancino!
Mica matta Pecorella zampe in spalla scappa via!»

Il gran libro del Solletico invita in ogni pagina il piccolo lettore a « toccare » e farlo diventare l’eroe di ogni vicenda!

Un libro dal grande formato verticale, con le pagine cartonate e dei buchi sulle pance degli animali feroci; basta toccarle col ditino e fargli il solletico, e gli animali indifesi possono scappare.
Un albo sensoriale con materiali diversi che invoglia a giocare al gioco del solletico per incoraggiare il contatto fisico tra l’adulto lettore ed il bambino, anche molto piccolo.
Infatti i libri sensoriali sono adatti a partire dai primi mesi fino a 2 anni o più e possono essere utilizzati in svariati modi: si toccano tessuti e materiali diversi, c’è anche chi ama mordicchiarli, si girano le pagine, si ammirano colori sgargianti.


L’Ippocampo Ragazzi editore, in questo libro si occupa di solletico presentando ai piccoli un libro interattivo.
Il piccolo riuscirà attraverso il solletico a salvare le piccole prede.
Pagina dopo pagina, il bambino potrà salvare una pecorella dalle fauci di un lupo,
un topolino dagli artigli di un gufo
o una rana dallo stomaco di un serpente, semplicemente interagendo e solleticando dal buco il pancino del predatore.
Un album sensoriale di grande formato, tutto peli, piume e squame 😉

Questo libro è anche occasione di ricordare quanto il solletico sia importante anche per lo sviluppo dei bambini per vari motivi come incoraggiare il contatto fisico tra genitori e figli, più il bambino sarà al centro dei suoi genitori, al momento e favorire il legame e l’attaccamento oppure come modo per il bambino per conoscere il proprio corpo, soprattutto quando i genitori accompagnano il gioco con le canzoni o giochini con le dita tipo la formichina che cammina dal piedino alla gamba o lungo il braccio 😉

Il grande libro del Solletico di Dedieu, grazie alla sua semplicità nel testo che lo rende ritmico e musicale, alle illustrazioni, efficaci, divertenti e dai bei colori, questo libro diventa perfetto per bambini in tenera età che iniziano a mostrare interesse nel sfogliare i libri, fino anche ai 5 anni anni…anche perchè di ridere e sconfiggere il predatore cattivo non ci si stanca mai! 😉
Semplice, godibile e sopratutto piace un sacco ai bimbi! ❤
Ecco quindi che solletico dopo solletico ci insegna ad ammazzarci dalle risate 🙂

Ci piace molto questo libro pensato apposta per creare un momento per fare legame tra grande e piccolo, per dare corpo alla narrazione, e soprattutto per fare abbraccio non solo di voce

Buone risate anche a voi!
Puoi acquistare il libro QUI:

Non è una SCATOLA – Antoinette Portis

Perchè ti sei seduto in una scatola?
Non è una scatola.
Che cosa fai sopra quella scatola?
Non è una scatola!

Una scatola è solo una scatola… a meno che non sia una scatola 😉 da una montagna a un razzo spaziale, il coniglio di questa storia mostra ai lettori che una scatola può essere tutto ciò che l’immaginazione consente.
Non è una scatola di Antoniette Portis edito da Kalandraka è un libro multipremiato;
Tra i quali è stato qualificato nel 2007 come MENZIONE D’ONORE AL PREMIO THEODOR SEUSS GEISEL, che viene assegnato alle migliori opere per bambini pubblicate negli Stati Uniti, in omaggio a questo noto autore, che ha affermato che i bambini cercano la stessa cosa dei bambiniadulti:

“Ridi, cambia, divertiti e goditi”

L’autrice ricrea un’esperienza della sua infanzia, quando si giocando con sua sorella si erano sedute su una scatola e giocavano di correre per le strade.
Un gioco più tipico del passato purtroppo, ecco perchè questo libro è quasi una scommessa a ritrovare queste semplici risorse: con quasi nulla i bambini possono trasformare il più semplice degli oggetti nel più meraviglioso dei giocattoli.

Non è una scatola, è una libro illustrato curioso ed interessante, sia per il contenuto che per la sua semplice presentazione, poichè fin dalla copertina si cerca di riprendere la consistenza, il colore e l’aspetto delle scatole di cartone, comprese le indicazioni sulla corretta posizione del pacco.
Le frasi usate sono brevi, dirette, essenziali proprio come nei accade con i piccolini.

Le illustrazioni si distinguono per i tratti base ma assolutamente espressivi e per il gioco di colori e di prospettive. Ancor più sorprendente è il modo di rappresentare a livello artistico il gioco che si stabilisce tra il piano della realtà e quello della finzione: l’immagine immaginaria si sovrappone all’originale, offrendo al lettore una prospettiva diversa.

Quindi, quella che sembra essere una semplice scatola diventa il passaggio di ogni pagina, in un oggetto diverso: auto da corsa, robot, edificio in fiamme e una miriade di altre cose.

Quanto si può andare lontano con un libro?
E quanto si può andare lontano con una scatola di cartone?

Tanto… Se a condurre il gioco sono bambini, si possono superare i confini di spazio, il tempo e viaggiare semplicemente con la fantasia!

Puoi acquistare il libro QUI:

Benjamin Chaud: 3 Episodi di Papà orso e il suo piccolo

Tre libri, che hanno il gusto del latte caldo, la dolcezza del miele, l’odore del pane speziato, il sapore indescrivibile delle sere d’inverno, delle veglie intorno al fuoco, delle storie dentro un letto accogliente. Tre libri, indipendenti tra di loro, ma che allo stesso modo è una storia unica che continua, che parla d’orsi, parla di famiglia, parla di padri e figli.

Come nasce la trilogia di Papà orso e il suo piccolo di Benjamin Chaud?

Tutto è iniziato con questo poster che ho creato per un’opera chiamata ” La maison est en carton ” (La casa è fatta di cartone)…

Oltre ad essere un’immagine per l’opera, era anche una dedica alla nascita del mio primo figlio. Mi è piaciuto molto lavorare su questa immagine e volevo creare più immagini come questa.
Così ho proposto a Sophie Giraud, di creare un libro con questo tipo di immagini e lei ha detto, “va bene, crea qualcosa come ‘Dov’è Wally?’ in opera con un papà canguro e il suo piccolo canguro...

Dato che non mi piace disegnare i canguri, ho scelto di disegnare orsi, ai quali mi sento più vicino – ed ecco che ho continuato a raccontare cosa vuol dire essere un papà. 🙂

Dato che mi è piaciuto molto realizzare questo primo libro Una canzone da orsi ed è stato molto ben accolto e con molto piacere è stato vincitore del Premio Andersen 2013 come miglior libro 0-6 anni.
Da allora ne ho fatto un secondo. Pupupidù Orsi in Pista, una nuova fantasmagorica avventura dedicata a papà Orso e a Orsetto.
Non c’è due senza tre e non potevo fermarmi, e appena avuto il mio secondo figlio, ho continuato con le avventure di papa orso in un terzo libro “Un Ballo da Orsi” che è piuttosto autobiografico.

Non sapevo se ero davvero capace di farlo, e non pensavo che mi sarebbe piaciuto creare immagini con così tanti dettagli – ma una volta iniziato, ho cominciato a divertirmi totalmente.
Per me è impossibile immaginare così tanti personaggi, quindi disegno amici, familiari o personaggi famosi. Questo mi aiuta molto; sapendo che esistono davvero mi permette di sapere come si muovono, cosa fanno, come sono vestiti … e li faccio diventare tutti i protagonisti del mio film truccato.

Così sono nati questi tre grandi capolavori di Benjiamin Chaud editi in Italia da Franco Cosimo Panini, un piacevolissimo trio di libri illustrati di gran formato che uniscono una storia simpatica, semplice e spiritosa a splendide e ricche illustrazioni, zeppe di particolari, entro cui perdersi, restando saldi però ad un filo conduttore narrativo ben preciso.
Ma sopratutto sono 3 libri dei quali non ci si accontenta di una sfogliata veloce, anzi, invita i piccoli lettori a qualche momento di indugio e di gioco in più.

Una canzone da orsi

In questo primo libro siamo quasi in inverno e un piccolo orso – curioso e, come tutti i cuccioli, poco incline ad abbandonarsi all’inattività forzata del sonno – al momento di andare in letargo si lascia distrarre dallo svolazzare tardivo di una minuscola ape.
Dove c’è ape c’è miele, come è ben noto. Ed è così che il piccino non ci pensa due volte prima di lanciarsi fuori dalla tana all’inseguimento del ronzante insetto.


Quando Papà Orso, già addormentato, si accorge di essere rimasto solo è troppo tardi: Orsetto è ormai lontano. Ma da bravo, apprensivo e premuroso genitore, l’animale si getta all’inseguimento e alla ricerca del figlioletto.
E così – via! – parte l’avventura che il piccolo lettore può seguire sulle grandi tavole le quali, con il breve testo relegato a poche righe in fondo, occupano quasi l’intera doppia pagina.

Dove sarà finito Orsetto?
E dove starà andando, a passo svelto dietro la sua ape?

Sarà’ divertente cercare entrambi, e non troppo facile individuarli, nel fitto della foresta prima e nel caos della città, poi.

Spingendosi, insieme a Papà Orso, addirittura dentro il sontuoso ed elegantissimo palazzo dell’Opera, tra signore ingioiellate, gentiluomini in smoking, luci della ribalta e ballerine piumate.
Fino a scoprire che il divo della serata, stavolta, risulterà proprio e il grosso e peloso genitore!… Bhe, magari non per tutti, ma di certo sarà così per lo spettatore più importante…

Un racconto tenero e garbato, sicuramente gradevole, anche se il punto di forza dell’albo, dichiarato e sbilanciato, è costituito dalle illustrazioni.
Si tratta in questo caso di uno sbilanciamento positivo perché, grazie alle immagini, la storia, che fa da canovaccio e da spina dorsale al libro, diventa anche punto di partenza per narrazioni parallele e giochi.
Si suggerisce infatti, ad ogni voltar di pagina, di cercare e trovare l’orsetto fuggiasco e l’ape svolazzante ma, oltre questi, il testo, ad una lettura non troppo veloce, indica altre piste, altri particolari da scovare, altre piccole chicche su cui posare lo sguardo e l’attenzione. Come i taglialegna terrorizzati in cima agli alberi, o il cartello pubblicitario raffigurante un orsacchiotto.

Buffi e allo stesso tempo dotati di una loro, pur essenziale , raffinatezza, i disegni riescono ad essere ricchissimi senza diventare caotici.
Lo sguardo è così libero di correre sull’illustrazione senza affaticarsi ma, anzi, godendone appieno e riuscendo con facilità a cogliere dettagli e sfumature.
Forse merito anche dei colori usati che risultano armonici e con un effetto leggermente retrò, grazie ad un sapiente uso di tinte nette accanto ad altre più morbide e sfumate, senza disdegnare il bianco e nero.

Pupupidù. Orsi in pista

Le storie di Orsetto e del suo papà continuano del secondo libro, Pupupidù. Orsi in pista, ed è un piacere ritrovare lo stile ironico, dinamico e raffinato di Chaud. Questo è un altro libro in cui perdersi piacevolmente: ricco di particolari, di storie dentro alle storie, colpi di scena e humor.
Sfogliatelo, e ogni volta scoprirete qualcosa che vi era sfuggito… e vi divertirete a seguire non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari.

Anche stavolta Orsetto si lascia trascinare dalla propria curiosità e si tuffa in un viaggio fantastico. A differenza del primo libro, in questo troviamo dei “buchi” che introducono ogni volta in un mondo diverso, dai sotterranei al tendone di un circo…

La storia è l’occasione per conoscere mamma orsa e Orsettino, il fratellino di Orsetto. La famiglia, una volta riunita, vivrà una splendida esperienza che lascerà tutti a bocca aperta…
Se Una canzone da orsi era ambientato in un teatro, Pupupidù offre al lettore lo spaccato di un altro ambiente magico, quello del circo. L’arte e l’espressività sono ancora una volta il motore centrale del racconto.

Anche in questo secondo “episodio” il racconto si presenta ai piccoli lettori, insolito, appassionante e ricco di stimoli diversi: un albo illustrato di grande formato dove le immagini sono le protagoniste assolute, mentre il testo semplice e breve offre solo una delle chiavi di lettura.
Il resto è tutto da sognare grazie alla vostra curiosità e fantasia…

Un ballo da orsi

Il terzo libro a completare le avventure di Papà orso e del suo piccolo è Un ballo da orsi.
Siamo a Parigi. È notte e grossi fiocchi di neve scendono dal cielo.
Sui tetti vicino all’Opera si vedono delle orme.
Piccole e grandi.
Affiancate.
E capitomboli.
Sono di Papà Orso e suo figlio Orsetto.
Avevano deciso di passare l’inverno sul tetto dell’Opera, ma la nevicata li ha costretti a cercare un altro rifugio.
E così “intrufolandosi in una finestra socchiusa, i due orsi finiscono in mezzo a una tribù di orsacchiotti colorati, che sembrano anche loro in letargo”.

La tana è così comoda che Papà Orso e Orsetto si addormentano subito. L’indomani iniziano i problemi: la tana è un centro commerciale e gli orsacchiotti colorati dei peluche. Qui iniziano i guai 😀
Il piccolo orsetto, viene scambiato per un peluches da un bambino e dai suoi genitori. Mentre viene portato fuori dal negozio Papà Orso si risveglia dal suo ronfare e si caccia all’inseguimento.

Eccolo papà orso, lo ritroviamo con casco rosso e scooter giallo a inseguire un taxi.
Poi a correre tra la folla di ritardatari frenetici alla stazione ferroviaria. In equilibrio su un container che è caricato su una nave.
Sul ponte di questo “labirinto galleggiante” alla ricerca di aria fresca.
A esplorare i fondali marini e su una spiaggia affollata con “i peli che si arruffano da tutte le parti”.

A partecipare a una festa in maschera con una ghirlanda al collo e un fiore dietro l’orecchio. In un “folle ballo di gruppo” dove potrà porre fine alla sua corsa e finalmente insieme a Orsetto pensare solo a ballare, mangiare e cantare.

Come nei due libri che lo hanno preceduto, Un ballo da orsi contiene una ricchezza di dettagli e personaggi sbalorditivi. Ancora una volta la sparizione del piccolo orso è un pretesto per giocare con i bambini e scoprire dove si è cacciato in mezzo a quel vortice di persone, colori, situazioni, vite parallele che si intrecciano e si mescolano alla trama principale.
Il piccolo lettore diventa protagonista di un gioco di osservazione e di ricerca: non perdere mai di vista Orsetto, mentre corre a perdifiato tra le pagine ricche di dettagli.
Anche questo, come i due precendenti è Un libro da gustare in mille versioni, insieme, grandi e piccini, fino alla sorpresa finale.

Con questi tre libri si può LEGGERE, OSSERVARE, GIOCARE e IMMAGINARE.
Da soli o in compagnia di un adulto, con o senza suggerimenti.
Può diventare pretesto per sfide con mamma e papà o con gli amici (“vediamo chi trova…”), oppure territorio per fantasticare in solitudine, collegare personaggi, dettagli, minuzie che al primo sguardo, magari, non erano risaltate.

Quanta ricchezza in questi 3 libri illustrati:
possiamo rileggerli davvero cento volte, vedremo sempre cose nuove e inventarne tante altre storie 😉

Ora spetta a voi perdervi ed immergervi in queste letture
e aiutare papà orso a seguire il suo piccolo
🙂

Puoi acquistare i libri QUI

Una canzone da orsi

Benjamin Chaud

Giochi d’Arte di Hervé Tullet

Cosa accade quando un bimbo gira le pagine di questo libro?
Che tipo di scenario apparirà? Quale mondo fantastico?
Quale opera d’arte si nasconde dietro ogni pagina, dietro ogni buco, dietro ogni chiazza colorata?
Sicuramente un gioco, una danza di forme e di linee.. la poesia visiva di Hervé Tullet torna nuovamente a stupire con la sua immensa spontaneità!

Giochi d’Arte è la versione italiana, pubblicata da L’Ippocampo, di The Big Book of Art, di Hervé Tullet, edito da Phaidon nel 2013, ed è il capolavoro di tutti i bambini. È un libro di libertà, di creatività, di espressione, di fantasia.

Si vede il potere di questo libro appena aperto:
qualsiasi bambino ne rimane catturato e potrebbe anche rimanere un’ora a sfogliare, ridere e creare.

Realizzato in pagine cartonate e rilegatura a spirale, Giochi d’Arte è l’ennesimo progetto di grafica e cartotecnica in cui riconosciamo la caratteristica principale dello stile di Tullet: la creatività è servita sul piatto d’argento per ogni bambino che vuole giocare, inventare, scoprire. Voltando le pagine animate dai tagli laser e mischiando le opere a piacere, il bambino impara a crearne di proprie dando sfogo alla sua fantasia.

Invece di sedere e, come di solito accade, ascoltare le parole del libro che viene loro sottoposto, i bambini che hanno in mano un libro di Tullet sono autorizzati ad afferrare, rivoltare sottosopra e scuotere il loro libro come più li aggrada. Sebbene questo titolo sia rivolto a un pubblico prescolare, la sua genialità non lascerà indifferenti i lettori di ogni età (anche dai 2 anni).

I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi.
Essi, più sono piccoli e più sono aperti.
Tutto è comprensibile
ed è in grado di comunicare per loro
con un vasto repertorio di strumenti.
Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa,
per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.
Tullet

Chiazze, scarabocchi, campiture, tutte le forme e i materiali utilizzati nel libro sono accessibili per i bambini poiché essi sono creati nello stesso modo in cui un bambino li immaginerebbe. La forza di questo libro, secondo lo stesso Tullet, non risiede nella tecnica o nel “bel disegno” ma nel suo essere raggiungibile. La semplicità incoraggia i bambini a sentirsi meno intimiditi quando si esprimono e a fargli sentire che anche loro possono produrre arte.

“Ho costruito questo libro in cinque parti divise: scarabocchi, forme, colori, lettere e segni. È una sorta di dizionario per gli occhi, nonché un dizionario per il bambino prima che questi diventi un lettore”.
ha affermato l’autore.

Nato ad Avranches nel 1958 e residente a Parigi, Hervé Tullet ha studiato Arti plastiche e decorative prima di lavorare per la comunicazione e la pubblicità. Il suo primo libro per bambini risale al 1994, e in breve la sua abilità nel proporre libri sorprendenti e stimolanti lo ha reso famoso.
Il suo super best seller “Un libro” è stato tradotto in ventisette lingue e gli ha consentito di vincere, fra l’altro, il Premio Andersen come Miglior libro fatto ad arte.

Come abbiamo detto, contrariamente a quanto avviene con la maggior parte degli altri libri, anche di quelli per bambini, i libri di Tullet sono pensati per essere afferrati, ribaltati, scossi e maneggiati nei modi più diversi. La sorpresa, infatti, è in attesa dietro ogni pagina, e Giochi d’arte non fa eccezione.

Ogni pagina del libro è divisa in due metà, in stile flip-book, che invitano i piccoli artisti a mescolare e abbinare le loro visioni artistiche in totale libertà. Il piccolo lettore crea centinaia di opere a piacere, seguendo istinto e fantasia, girando le pagine ricche di colori, disegni, forme, colori, scarabocchi e lettere.
Nel grande libro Giochi d’Arte, c’è sempre una sorta di nuova costellazione in corso che lo rende coinvolgente e super divertente.
Questo libro insegna alle giovani menti a pensare in modo creativo, indipendente e creativo.

Dopo centinaia di combinazioni, dopo aver immaginato e viaggiato sulle ali della libertà e dell’arte proviamo a prendere un bel foglio tanti pennarelli o pennelli e creiamo pure noi con i bambini nella magia della creatività!

PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI:

Giochi d’arte. Ediz. a spirale

Hervé Tullet

 

i libri imperdibili:
Colori – Un libro che parla direttamente al lettore in modo da coinvolgerlo in un viaggio sensoriale ed esplorativo alla scoperta del mondo dei colori. Attraverso l’uso sapiente delle dita che si trasformano in pennelli, i bambini (dai tre anni) sono invitati a toccare e “dipingere” le pagine, in modo da vivere in prima persona la magia dei colori primari che si trasformano in secondari e via dicendo. Un piccolo capolavoro; un libro coinvolgente e interattivo, originale e stimolante che non può mancare nella biblioteca di famiglia e in quella scolastica (Vai alla scheda e alla recensione del libro).

Un libro – Geniale e coinvolgente, Un libro è considerato uno dei capolavori di Hervé Tullet. Si tratta di un libro-gioco che coinvolge gli adulti e i bambini, stimolando le capacità narrative di questi ultimi in maniera creativa e originale. Davvero sorprendente risulta l’interazione tra il bambino e le pagine del libro. Indispensabile e immancabile a casa e a scuola.

Un gioco – l’autore ha trovato un nuovo modo per costruire l’interazione tra il libro e il lettore: qui il pallino diventa un personaggio con sentimenti ed emozioni, che esprime le sue paure e i suoi desideri incoraggiando il bambino a giocare insieme.
Il bambino è invitato a seguire la linea nera con il dito per guidare il punto giallo attraverso il libro.
Per fare questo si deve rispondere alle domande, giocare a nascondino, ottenere su un giro, passando ostacoli, recitare una formula magica …

Si tratta di un libro pieno di magia, gioia per i bambini ma anche per i bambini più grandi, è essenzialmente un “oggetto- libro interattivo “, nelle parole dell’autore, e un supporto magico per giocare.

Hervé Tullet e i laboratori: La fabbrica dei colori
La fabbrica dei colori. I laboratori è il titolo del nuovo libro dell’illustratore francese: un vero e proprio manuale per l’allestimento e la realizzazione di fantastici e coinvolgenti laboratori artistici e creativi rivolto a insegnanti, educatori, animatori, genitori e fratelli maggiori.

Si tratta di laboratori e workshop di grande successo che Hervé Tullet ha realizzato nel corso degli anni in tutto il mondo. Ogni attività viene illustrata in maniera esaustiva, a cominciare dai materiali necessari e dalle istruzioni fondamentali, cui si aggiungono esempi e immagini che aiutano nella preparazione e nella realizzazione del laboratorio.

Il libro diventa così una preziosa fonte di ispirazione per poter progettare attività creative in vari contesti ludico-educativi (Vai alla scheda e alla recensione del libro).