Alimentazione sana: The China Study – Le Ricette

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“Le ricette presentate in queste pagine sono in linea con il
messaggio di salute contenuto nel libro The China Study
e sono redatte con l’intenzione di aiutare i lettori
a preparare pasti veloci e nutrienti
dopo una lunga giornata di lavoro”
T. Colin Campbell

L’alimentazione, mai come in questo periodo sta riscontrando il giusto interesse ed importanza da una parte sempre maggiore di persone.
Ogni giorno, chi per un motivo di salute chi per curiosità decide di cambiare le proprie abitudini alimentari.
Con il libro The China Study, avevamo compreso come una dieta basata su proteine animali sia la causa di problemi per la salute; al contrario, grazie a diversi studi del Dottor T. Colin Campbell, ci viene spiegato come una dieta a base di cibi vegetali posso mantenerci in salute o addirittura far arrestare o guarire molte malattie.

LeAnne Campbell, figlia di T. Colin Campbell, ci presenta questo nuovo richiestissimo libro di ricette vegane facili da preparare e veramente deliziose.
Nel suo nuovo libro “The China Study – Le Ricette” troviamo ben oltre 120 ricette vegetali ed integrali, senza o quasi aggiunta di grassi, zucchero e sale.
Ci sono ricette per tutti i gusti e le stagioni, ma sopratutto queste ricette vogliono seguire 3 punti principali per la salute:
– iniziamo a mangiare cibo buono, sano e sopratutto naturale;
– iniziamo a preferire i prodotti locali e biologici;
– iniziamo a utilizzare gli alimenti nel modo più naturale possibile
– iniziamo ad eliminare i cibi raffinati ed elaborati preferendo invece quelli integrali.

Un salute ottimale grazie alla grande varietà di cibi vegetali, da qui parte la suddivisione delle piante in otto categorie, spiegate con brevi informazioni  sul loro potere nutritivo, dall’autrice.

  • “i frutti sono ricchi di vitamina C e di altre sostanze fitochimiche;
  • le granaglie abbondano di carboidrati, fibre, minerali e vitamine del gruppo B;
  • le foglie sono ben provviste di vitamine antiossidanti, di fibre e di carboidrati;
  • le radici contengono grandi quantità di carboidrati, alcune anche di carotenoidi;
  • i legumi sono una ricca fonte di proteine, fibre e ferro;
  • i fiori sono ricchi di antiossidanti e sostanze fitochimiche;
  • la frutta a guscio è carica di acidi grassi omega-3, vitamina E e proteine;
  • i funghi offrono una buona scorta di selenio e altri antiossidanti.”

LeAnne Campbell, ha raccolto in questo libro le ricette a base vegetale che fin dall’adolescenza lei stessa ha provato, e dopo, da adulta ha utilizzato per crescere i suoi due figli, abbandonando la classica dieta americana, ricca di carne, latte e derivati vari.

Insomma, davvero un bel libro! Sicuramente si trasformerà in un supporto a quanti vogliono cambiare alimentazione o vogliono dare un nuovo gusto alle loro portate;
a quanti cercano soluzioni nutrizionali sane, seguendo indicazioni di medici e non della “moda”;
a quanti appassionati di cucina cercano nelle ricette qualità e novità.

Vi auguro di scoprire in The China Study – Le ricette un nuovo modo di approcciarvi all’alimentazione e imparare nuovi modi gustosi per preparare i cibi che amate!
Facendo vostre queste ricette sarete anche voi tra le tante persone in tutto il mondo stanno cambiando la loro vita, grazie all’alimentazione.

“Ho prescritto questo programma a molti dei miei pazienti
e per un motivo ben preciso:
innumerevoli volte ho visto risultati incredibili”.

Dottor Mehmet Oz

The China Study - Le Ricette - Libro
Per un’alimentazione sana e naturale – Oltre 120 ricette integrali e vegetali

Ecco una delle sue sfiziose ricette!
Verdure Africane

Tempo di Preparazione: 15 minuti
Tempo di Cottura: 20-25 minuti
Per 6-8 Porzioni

Ingredienti:
– 2 cucchiai di brodo vegetale
– 1 cipolla media, a dadini
– 1 peperone verde, a dadini
– 4 spicchi d’aglio, tritati
– ¼ di cucchiaino di pepe di Cayenna
– 1 cucchiaino di cannella
– 250 ml di acqua
– 1 patata dolce grande, sbucciata e tagliata a cubetti di 2-3 cm
– 200 g di spinaci surgelati, sminuzzati
– 100 g di mais surgelato
– 4 cucchiai di concentrato di pomodoro
– 1 barattolo da 450 g di pomodori pelati in dadini
– 1 zucchino medio, sbucciato e tagliato a dadini
– 60 g di burro di arachidi al naturale
– sale marino e pepe nero quanto basta
– 300 g di riso integrale bollito

Preparazione

1. Mettete in una pentola grande da minestra 2 cucchiai di brodo vegetale, la cipolla, il peperone e l’aglio. Cuocete a fuoco medio-alto finché la cipolla e il peperone saranno teneri.
2. Portate la fiamma a calore medio e aggiungete il pepe di Cayenna e la cannella. Cuocete per altri 1-2 minuti.
3. Aggiungete l’acqua, la patata dolce, gli spinaci, il mais, il concentrato di pomodoro, i pomodori pelati e gli zucchini. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma, coprite e fate sobbollire a fuoco basso per 10 minuti o finché le patate  saranno tenere alla forchetta. Se necessario aggiungete altra acqua.
4. Aggiungete mescolando il burro di arachidi, il sale e il pepe. Cuocete a fiamma media per altri 5 minuti.
5. Versate sul riso bollito e servite.

Il Latte

Il Latte. Un Alimento da Evitare

Buono

«Presento con grande piacere il lavoro di Anne Laroche de Rosa, poiché si tratta di uno dei migliori studi mai realizzati sul latte di vacca. L’autrice espone con notevole chiarezza e buon senso le numerose ragioni che dovrebbero portarci a eliminare dalla nostra alimentazione il latte di vacca e i suoi derivati: burro, formaggio, panna, yogurt e gelati. Anne Laroche de Rosa conosce perfettamente la composizione del latte materno umano e quello della vacca, e mette bene in rilievo le maggiori differenze esistenti tra queste due bevande, la prima assolutamente adatta al lattante umano, la seconda al vitello, ma non a un bambino.»

Dottor Jean Seignalet, gastroenterologo e immunologo presso la facoltà di Medicina all’Università di Montpellier

Da sempre il latte animale è ritenuto un alimento sano, nutriente, fortificante e rimineralizzante grazie al calcio che contiene.

In realtà, diverse ricerche hanno portato medici e ricercatori a considerarlo nocivo per l’uomo e responsabile di numerose patologie – fra cui demineralizzazione, decalcificazione, problemi digestivi, intestinali, ormonali – oltre che di formazioni cistiche e tumorali.

In questo libro, Anne Laroche de Rosa espone, con rigore e chiarezza, le molteplici ragioni che consigliano di eliminare dalla nostra dieta il latte animale e i suoi derivati.

L’autrice sottolinea le differenze esistenti fra il latte materno, molto salutare per il bambino, e quello di vacca, perfettamente adatto al vitello ma non al bebé.

Il libro contiene inoltre i pareri e le esperienze in materia di numerosi medici, e le testimonianze di tante persone che hanno avuto grande giovamento dall’abolizione dei latticini dalla loro dieta.

Signora G. N. (Tolosa)
« Dovevo sottopormi alle analisi del sangue ormonali per verificare alcuni valori (sterilità), e sono rimasta sorpresa nell’apprendere dal laboratorio che dovevo astenermi dai prodotti lattieri un giorno prima dell’esame. Di fronte al mio stupore, mi hanno risposto che questi ultimi alterano il sistema ormonale! »

Signora G. L. (Parigi)
« Dietro raccomandazione di mia madre (naturopata), ho sospeso l’assunzione di prodotti lattieri. Avevo delle cisti alle mammelle, che sono scomparse. Poi ho ripreso a consumare latticini per golosità, e ho visto ricomparire le cisti. Mi sono quindi convinta della loro origine. »

Signora A. L. W. (Gers)
«Ero affaticata da un fibroma emorragico, da artrosi, colite, colesterolo e angine croniche. I medici mi proponevano pillola, antibiotici e medicine. Una prima rettifica alimentare ha migliorato le mie condizioni, ma l’elemento determinante è stato la soppressione totale dei i prodotti lattieri. Sei mesi dopo è rientrato tutto nella norma. Oggi ho 54 anni, ho cicli regolari e la mia vitalità mi consente di scalare le montagne. Sono 15 anni che non assumo farmaci di sintesi. Che cosa ne penserebbe la Previdenza sociale?»

Dal libro Il Latte. Un Alimento da Evitare

Introduzione
La gloriosa reputazione del latte di vacca come bevanda fortificante e rimineralizzante grazie al calcio in esso contenuto sta per cadere dal suo antico piedistallo. Numerose ricerche hanno portato innanzitutto medici, igienisti e ricercatori a supporre la sua nocività, poi ad affermare e considerare il latte di vacca un alimento non adatto all’uomo. Tali conclusioni si scontrano con le nostre convinzioni. Eppure…

Così come gli alcolici, il tabacco, lo zucchero bianco e i grassi cotti, il latte di vacca è un prodotto nocivo. Noi consumiamo tutti i prodotti lattieri e ne abusiamo, senza guardare oltre l’immediata soddisfazione dei nostri bisogni. Poiché non è semplice liberarsi dalle abitudini alimentari, per noi è difficile cambiare dieta. Abbiamo perduto l’istinto profondo, garante del nostro equilibrio e del nostro interesse vitale.

In questo modo, ci siamo abituati progressivamente a un’alimentazione carente e non specifica per le nostre esigenze. Dopo aver raccolto numerose informazioni scientifiche nell’ambito della salute e dell’alimentazione, e grazie alla mia esperienza di igienista nutrizionale, ho constatato i cambiamenti benefici sopraggiunti nei miei pazienti in seguito all’abbandono totale del consumo di latticini. Questi risultati dal mio punto di vista sono prove inconfutabili.

Il presente libro, naturalmente, non riguarda le rare tribù primitive (hunza, ecuadoriani, caucasici) che esistono ancora nel mondo e vivono in armonia con la natura. Contrariamente a noi, questi uomini consumano pochissimi latticini, si nutrono in modo leggero con alimenti sani e senza l’aggiunta di prodotti chimici o di additivi. Essi respirano aria pura, bevono acqua non inquinata e praticano un’attività fisica quotidiana, lontano dallo stress e dalla vita frenetica. Possiedono dunque una vitalità e una resistenza che spesso permette loro di vivere fino ai cent’anni.
Questo libro si rivolge a noi, vittime della sovrabbondanza di beni e della sovralimentazione proprie della nostra società sedentaria.

[…]

Certo, sarebbe semplicistico incriminare tutti i prodotti lattieri dei vari tipi di patologie. Vi sono altre cause o ragioni oltre ai latticini, ma essi, a mio parere, restano responsabili di un gran numero di patologie, e se li si elimina dalla dieta, una buona metà dei disturbi può scomparire spontaneamente, a patto, beninteso, che non si commettano altri errori. Un individuo con una grande energia vitale potrebbe consumare latte senza per questo ammalarsi, ma a poco a poco egli noterà una diminuzione del proprio potenziale più rapida di quanto non avverrebbe se non avesse assunto i latticini. In compenso, con un consumo maggiore di quanto necessario sarà esposto a diverse patologie.

Per un individuo dotato di una debole energia vitale (soggetto ad allergie), anche una modesta quantità di latte basterebbe a scatenare una crisi o una malattia. Potete ben constatare che ogni individuo è diverso dagli altri, reagisce a suo modo, segue la propria ereditarietà e l’insieme delle proprie esperienze. Per tale ragione, è saggio non generalizzare mai in materia di nutrizione: quest’ultima deve corrispondere a un individuo specifico, in funzione della sua natura, dell’ambiente, dell’età, del lavoro e, aggiungerei, della sua coscienza.

[…]

La transizione

Nonostante tutto ciò che abbiamo affermato a proposito dei danni alla salute provocati dai prodotti lattieri, questi ultimi in determinate circostanze possono costituire tuttavia una risorsa temporanea, anche se non ideale. Per esempio, chi non ha sentito parlare di qualche neonato salvato da un latte sostitutivo (vacca o capra) per l’intolleranza a quello materno o per l’assenza di quest’ultimo?

Il latte di capra, più leggero e meno grasso, è meglio tollerato dai bambini rispetto a quello di vacca. L’ideale sarebbe somministrare loro latte d’orzo o di mandorla, i cui valori nutritivi si adattano perfettamente all’essere umano. Il latte di riso è di grande beneficio in caso di diarrea.

Sebbene lo yogurt (inseminato con batteri lattici) sia più digeribile e assimilabile del latte e abbia un’azione efficace sulla flora intestinale, rimane comunque un alimento acido. E una quantità eccessiva di acido lattico nell’organismo è dannosa. Bisognerebbe ridurne il consumo, e addirittura evitarlo in caso di spasmofilia. Lo yogurt alla soia naturale può sostituirlo, anche se in piccole quantità, poiché non bisogna dimenticare che questa pianta contiene purine. La migliore fonte di acido lattico si trova nei crauti, nelle carote e nelle barbabietole lattofermentate, sempre in piccole quantità.

Gli alimenti sostitutivi

La soia
La soia è un alimento ricco di ferro, povero di grassi, privo di colesterolo e contiene proteine, in particolare otto amminoacidi. Certi organismi non la tollerano. In tal caso, provate ad allungarla con un po’ d’acqua sorgiva, oppure evitatela. In ogni modo, siate prudenti nel consumo (contiene purine) e nella scelta della qualità di origine biologica, e non transgenica.

Il filtrato o «latte» di soia
Il filtrato di soia sostituisce molto bene il latte di vacca in tutte le preparazioni culinarie (crema, besciamella, minestre, sformati, crêpe, torte). Si trova in cartoni nei negozi di prodotti dietetici e nei grandi supermercati; ne esistono diverse marche. Scegliete filtrati senza zucchero aggiunto. Potete anche fabbricarvelo da soli a casa, tritando nel frullatore, con aggiunta di acqua sorgiva, semi di soia gialla in precedenza lasciati in ammollo e accuratamente decorticati. È spesso ben accetto dai bambini a guisa della sacrosanta tazza di latte mattutina. Essi l’apprezzano molto con l’aggiunta di polvere di carruba, che nei primi tempi può mascherare il sapore per loro insolito. Il filtrato di soia garantisce una crescita armoniosa e, pur senza eguagliarlo, può sostituire il latte materno.

Le creme dessert
Alcune preparazioni pronte di crema dessert in diversi gusti sono deliziose. Esse sostituiscono benissimo quelle al latte di vacca: sono molto digeribili e hanno sapori gradevoli (vaniglia, cioccolato, nocciola, carruba, caramello). Queste creme, senza zucchero aggiunto, sono le preferite dai neonati.

Il tofu
Il tofu, ottenuto cagliando il latte di soia con il nigari (cloruro di magnesio e altri derivati del sale marino), non possiede il sapore intenso dei formaggi di vacca; con un po’ di tamari (salsa di soia), aromi e verdurine diventa delizioso. Si trova sotto forma di crocchette, polpettine, bistecche e pâté vegetale, e fa parte di tutte le basi culinarie dei vegetariani.

Gli yogurt
Si possono preparare a casa propria, con fermento bulgaro. Gli yogurt di soia sono meno acidi di quelli del latte vaccino, ma in ogni caso limitatene il consumo. Si trovano anche alla frutta; evitate quelli contenenti frutti troppo acidi (agrumi).

Il latte vegetale e oleoso
Il latte vegetale e quello oleoso sono una buon alternativa al latte di vacca. Molto meno allergizzanti di quest’ultimo, sono più digeribili e più ricchi di minerali, glucidi e lipidi di buona qualità. – Tra i vegetali, troviamo l’orzo, il riso, l’avena, il grano, il farro, il mais e la soia nelle leguminose. Consigli d’uso: far bollire i semi in acqua sorgiva, schiacciarli o frullarli e poi filtrare. – Tra gli oleaginosi, abbiamo le mandorle, le nocciole, i girasoli, le noci di anacardio, le noci di cocco e i semi di sesamo. Consigli d’uso: mettere a bagno i semi e lasciare riposare per 24 ore in acqua sorgiva, schiacciarli o frullarli e poi filtrare.

Il latte di sesamo
Lasciare a bagno in acqua sorgiva per tutta la notte 7 cucchiai da minestra di semi di sesamo crudi. Lavare i semi, scolarli e frullarli con 2 tazze d’acqua sorgiva. Aggiungere 5 datteri senza noccioli oppure sciroppo d’acero. Frullare.
Sono possibili anche altre miscele:
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di soia cotta
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di noci di cocco
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di girasole
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di anacardio
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di mandorle senza polpa.

Il sesamo è molto ricco di calcio. La miscela di grano e mandorle è fattibile e anche benefica, perché le loro qualità sono complementari.

Il latte di mandorla
Il latte di mandorla è il più simile a quello materno. Sbucciate le mandorle dopo averle lasciate 24 ore in acqua sorgiva o qualche minuto in acqua tiepida. Asciugatele e poi frantumatele grossolanamente. Frullate le mandorle con acqua sorgiva. Se avete fretta, potete ottenere il latte di mandorla o di sesamo mescolando 3 cucchiai da minestra di passato di mandorle bianche o di tahin bianco con 300 grammi d’acqua.

Questi tipi di latte vegetale vanno mantenuti al fresco e non si conservano più di un giorno, tranne i filtrati di soia o di riso acquistati in cartone.
Il latte vegetale biologico è gradevole da bere e presenta diversi vantaggi:
– sono più leggeri e digeribili, caratteristica che li rende meno allergizzanti;
– sono ricchi di minerali e vitamine, e privi di prodotti chimici. Non contengono alcun germe o microrganismo. I loro grassi sono ricchi di acidi grassi insaturi.

Dinanzi all’eterna domanda delle persone alle quali propongo di ridurre o addirittura di eliminare i prodotti lattieri dalla loro dieta: «Ma allora dove troverò il calcio?» rispondo che il consumatore di latte e formaggio ha bisogno di un apporto di calcio ben maggiore in quanto, per l’appunto, i latticini demineralizzano. Si trova del «buon calcio» assimilabile nelle alghe, nei frutti, nei prodotti oleaginosi, nei cereali, nella verdura fresca, nelle carni e nel pollame di buona qualità. Per i bambini, esistono in commercio tipi di latte privi di lattosio, biologici al cento per cento. Essi sono perfettamente adatti al loro transito intestinale.

Tratto da Il Latte. Un Alimento da Evitare di Anne Laroche De Rosa

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