Guarda fuori – Silvia Borando

Guarda fuori, profuma di neve,
giochi e complicità.

Sta nevicando e due bambini guardano fuori dalla finestra la magia di un paesaggio innevato.
Tutto sembra essere così bianco, silenzioso e immobile… ma…
Quand’ecco arrivare qualcosa…

GUARDA LA’!

…. GUARDA DI QUA!…


E GUARDA QUA DAVANTI!…


oH!
AIUTO!


Ma che fa il gatto vuol mangiarsi l’uccellino?

Tutto sembra essere tranquillo quando si innesca una catena di eventi che vede come protagonisti dei buffi animaletti, cosa sta succedendo là fuori?
Cosa accadrà?
In questo risiede l’abilità di Silvia Borando, nello stimolare il piccolo lettore e non solo a leggere i volti dei bambini ponendosi domande, interpretando e vivendo empaticamente il racconto:

perché sono preoccupati?
perché sono sorpresi?
perché esprimono sollievo o meraviglia?
che sta succedendo fuori?

Fuori appunto.. Fuori avviene una piccola avventura. L’atmosfera è pienamente invernale e racconta la storia di due bambini che dalla finestra osservano quello che accade fuori.
Guarda. Ma bene, osserva e immagina cosa accadrà dopo. E mentre guardi, leggi con gli occhi in ogni immagine, piccoli particolari da tenere controllati, c’è qualcosa che avanza piano piano, lì nascosto.

Guarda Fuori di Silvia Borando edito da Minibombo è un albo dal formato quadrato, nel bel mezzo di un paesaggio innevato, i fatti avvengono a pagine alterne al di qua e al di là di una finestra.
All’interno della casa, due bambini osservano ciò che accade fuori, indicano a turno dove guardare, anticipano con le espressioni del volto il tono di ciò che succede oltre il vetro. Ma è solo girando la pagina, che il piccolo lettore scopre davvero cosa hanno visto e indicato i bambini, condividendo di volta in volta il loro stupore, il loro timore o il loro entusiasmo.

GUARDA QUI! Un gesto disegnato, nessuna parola e gli occhi scattano sino a seguire la traiettoria di quel braccio alzato e fuori da quel dito puntato. Veloci veloci, si cambia pagina, e la Fuori dove prima vedevano solo la neve e morbidi profili ora un passero si è posato accanto all’albero spoglio del giardino.

GUARDA LA’! Il bimbo indica con il braccio, velociiii, giriamo pagina! Tre conigli rosa si avvicinano, uno sembra salutare quelle due faccette dietro ai vetri le cui bocche ora disegnano due O. Le pagine volano.

Insomma la fuori succedono cose interessanti e buffe. Il giardino di casa si popola, in un apparentemente tranquillo giorno di fiocchi silenziosi:
un pettirosso, tre conigli rosa e ora anche un gatto arancione che spunta da un cumulo di neve e in un balzo sarebbe sul piccolo e quieto pettirosso se…

Tra la neve che cade, questi simpatici animali (dai tratti felicemente familiari a chi abbia letto altri libri di Silvia Borando) danno vita a scene ora tenere, ora (apparentemente) tragiche, ora coraggiose, ma sempre tinte di un velo di ironia che impedisce al lettore di restare impassibile. Fino al colpo di scena finale, chicca con cui Silvia Borando da sempre ci ha viziati, che spiazza, convince e fa ridere di gusto 😉

Guarda fuori, offre una lettura golosissima soprattutto se condivisa (in questi giorni di freddo, poi!).
Quel che succede, quel si dicono i bambini lo indovinano e lo interpretano; ci mettono le parole e magari poi vorrebbero pure metterci le gambe quando i due protagonisti corrono fuori per cercare di risolvere il pasticciaccio combinato da quei simpatici animaletti 😀

Un libro senza parole porta con sé infinite di storie che tutti possono raccontare, anche chi non sa leggere poiché a parlare sono solo le figure.
Questo, oltre a ridurre l’ansia da prestazione, aiuta moltissimo i bambini ad improvvisarsi narratori, inventando sempre dialoghi e storie diverse.
Un buffo e amatissimo silent book che può essere letto e interpretato in modo sempre nuovo. Infatti in pieno stile Minibombo, il libro propone figure grandi, minimali e ben definite, colori pieni, contrasti forti e inquadrature piane che rendono il libro realmente apprezzabile e fruibile anche da bambini molto piccoli. Questa assenza di parole, dal canto suo, non preclude l’accesso, anche in autonomia, a bambini più grandi.
Le immagini sono semplici, colorate e molto vicine all’immaginario dei bambini.
Il giallo e l’azzurro sono i due colori predominanti: il giallo fa da sfondo ai bambini, e rappresenta la luce e il caldo del dentro casa. Questi due piccoletti, disegnati con un tratto semplice, pulito e minimale, adatto proprio ai bambini piccoli, fanno tenerezza appena li si guarda.
Fuori il cielo è azzurro e tutto il resto è bianco, coperto da candida neve.

Lo consiglio a chiunque legga storie a dei bambini perché si presta tantissimo a renderli protagonisti attivi del racconto, soprattutto se si lascia decantare l’attesa e la suspense con le giuste pause tra una pagina e l’altra 😉
Lo consiglio anche a tutte le persone che stiano cercando un libro “che non ti aspetti”.
Infine lo consiglio perché lascia a bocca aperta e un gran bel stupore pieno di divertimento negli occhi dei bambini!

E se dopo averlo letto volessimo giocare?

Il sito della casa editrice Minibombo propone per ogni suo libro anche delle idee per far giocare i più piccoli con la storia appena letta. Quelle che riguardano questo libro le trovate QUI!

Guarda Fuori, è uno di quei libri, piccolo per piccoli ma non piccolissimi, dove troviamo bei colori, pochi e ben chiari, pagine semplici e intuitive, suspence, ricerca, ritmo, gioco, insomma tutto quello che ci fa assolutamente dire che il libro è riuscito alla grande e divertirà chi lo legge così come chi se lo sentirà raccontare e riraccontare! 😉

Buona lettura, ne vedrete delle belle! 😉
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

 

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La strada per ritrovare se stessi

La strada per ritrovare se stessi

La strada per ritrovare se stessi

Comincia a accettare il fatto che solo tu puoi trovare quello che ti manca.
Non sei qui per fare numero, sei qui per fare la differenza.

Fare amicizia con la rassegnazione porta solo svantaggi.
Se accetti di limitare te stesso e ti accontenti di una realtà che diventerebbe l’unica per te, rinunci a quello che puoi diventare veramente.
Guarda come un bambino, soddisfatto da tutti i giochi messi in scena durante la giornata, si addormenta felice sorridendo beatamente con in mano un giocattolo nuovo appena ricevuto, pregustando quel domani che comincerà presto, dove potrà di nuovo divertirsi tutto il giorno.

Tu puoi contare sulla stessa energia se impari a fare come lui. Se hai avuto un’idea geniale e dici:
«Dovrebbero fare questo…e allora sì che.
io ti domando: «Ma perché non lo fai tu quello che dici che dovrebbero fare gli altri? Perché lasci a loro i vantaggi che potresti raccogliere tu?»
In quale momento della vita ti sei allontanato dalla strada migliore per te e ti sei perso?
Non dimenticheresti mai tuo figlio o qualcuno che ami da qualche parte, non è così?
Eppure lo stai facendo con te stesso.

Questa è la tua vita e non puoi aspettare che qualcosa giunga dall’esterno per trasformarla in meglio.

di Tiberio Faraci

Non ti Scordar di Te
La strada per ritrovare se stessi

Voto medio su 11 recensioni: Da non perdere

“Ogni notte può precedere uno splendido giorno,
o addirittura il giorno più importante della tua vita, se tu lo vorrai”.

Questo libro è il mio regalo per tutti coloro che desiderano ritrovare la loro parte illuminata e tornare finalmente ad ascoltare le proprie possibilità, attitudini, doni.
Per condividerle inizialmente con se stessi e in seguito con gli altri.

Tiberio Faraci

Per farti gli Auguri..

Ayurveda: scienza del Vivere

L’Ayurveda probabilmente è il sistema di medicina naturale più antico di cui l’uomo abbia memoria, la parola Ayurveda significa Conoscenza della vita o Scienza del vivere , essa è composta dai termini Ayus (Vita) e Veda (Conoscenza o Scienza).

Ayurveda

Nel Charaka Samhita , uno dei testi fondamentali dell’Ayurveda, troviamo la definizione dell’Ayurveda e della materia di cui tratta: “Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa. ” (Charaka Samhita I, 41)

Nello stesso testo troviamo la definizione di Ayus , vita, che è intesa come combinazione di quattro elementi:

* corpo
* organi dei sensi
* mente
* anima

L’Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico. Secondo l’Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Il concetto di equilibrio espresso dall’Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha di Dio, ecc.

Medicina ayurvedica

Generalmente si usa l’espressione “medicina ayurvedica” per indicare un metodo terapeutico naturale di cui gli aspetti più conosciuti sono la prescrizione di preparati a base di erbe e sostanze naturali, i massaggi, le varie terapie di purificazione e rilassamento spesso abbinate alla cosmesi. Lo scopo principale dell’Ayurveda non si limita a questi aspetti superficiali, ma in realtà consiste nell’eliminazione del senso di separazione fra il puro Sé illimitato (Atma) e le espressioni limitate del relativo (Corpo, Sensi, Mente); questa separazione operata dall’intelletto viene chiamata “errore dell’intelletto” (Pragya Aparada). Nell’analisi che l’Ayurveda fa dell’origine delle malattie, l’errore dell’intelletto si trova al primo posto. Sulla base di questa concezione della vita e dei suoi meccanismi fondata sul sistema filosofico del Samkhya , l’Ayurveda ci porta la conoscenza necessaria a mantenere l’equilibrio del funzionamento della mente e del corpo, come prevenire la perdita della memoria della parte illimitata e pura della vita e come correggere l’errore dell’intelletto che porta all’identificazione con i differenti aspetti della vita e alla perdita della consapevolezza della propria vera natura.

Dopo l’affermazione dello Yoga in tutto il mondo occidentale, ove milioni di persone traggono beneficio dalla sua pratica, assistiamo a un crescente interesse per l’Ayurveda e per i principi che ci ha trasmesso. Tali principi sono utilissimi nella nostra era scientifica perché sono principi immutabili e non soggetti a correnti dottrinarie, essi si ritrovano in tutti i sistemi di medicina tradizionale di tutto il mondo. Anche se nel corso del tempo sono stati apportati molti emendamenti e molte aggiunte alle applicazioni e implicazioni dei principi originari, essi rimangono inalterati nella loro essenza.

Secondo Charaka, le virtù che devono essere presenti nell’abile medico sono:

* conoscenza (Vidya)
* logica (Tarka)
* scienza (Vijnana)
* memoria (Smriti)
* adattabilità (Tatparata)
* prova pratica (Kriya)

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Questo indica un sistema non dogmatico né staccato dalla ricerca empirica, la combinazione di ipotesi razionali sostenute dall’applicazione pratica e dalla sperimentazione rendono questo sistema estremamente flessibile e in grado di accogliere il contributo di chiunque concorra a migliorarne l’applicazione. Di conseguenza l’Ayurveda ha un atteggiamento molto aperto e liberale nei confronti degli altri sistemi medici con cui si può utilmente integrare.


Cenni storici

La storia dell’Ayurveda, affonda le sue radici nel periodo vedico, risale cioè al 5000 a.C. o forse a un’epoca ancora precedente. Nei quattro Veda – Rig, Sama, Yajur e Atharva – troviamo ampi riferimenti a medicine, rimedi, metodi curativi e descrizioni delle diverse parti e degli organi del corpo umano. I testi classici dell’Ayurveda che sono giunti fino a noi, Charaka Samhita e Sushruta Samhita, sono stati redatti nella forma attuale probabilmente intorno al settimo secolo a.C. In questi testi troviamo i miti delle origini dell’Ayurveda e di come venne tramandato al genere umano.

Nel Charaka Samhita si dice che quando sulla terra comparvero le malattie a ostacolare la vita degli esseri viventi, un gruppo di saggi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell’Himalaya per trovare un rimedio. Con questo atteggiamento, entrarono in meditazione e trovarono l’aiuto di Indra, il Signore degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo appropriato per contrastare le malattie. Deputarono così uno di loro, Bharadvaja, ad andare da Indra per imparare l’Ayurveda. Al suo ritorno Bharadvaja impartì la conoscenza dell’Ayurveda ad Atreya che ebbe sei discepoli, ognuno dei sei discepoli di Atreya scrisse un trattato di Ayurveda. La maggior parte di quei trattati è andata perduta, ma l’opera di uno di essi, Agnivesa, o per lo meno una parte di essa, è giunta fino a noi nella forma del Charaka Samhita . Un altro racconto mitologico rivela che Dhanvantari, il medico degli Dei, venne mandato da Indra sulla terra per diffondere la conoscenza della medicina. Dei suoi discepoli Sushruta era particolarmente esperto nell’arte della chirurgia e scrisse un trattato sull’Ayurveda noto come Sushruta Samhita . Questo trattato riguarda soprattutto la chirurgia anche se parallelamente si occupa della medicina generale. In epoca posteriore Vagbhata scrisse l’Ashtanga Hridaya che descrive l’Ayurveda in forma poetica e che riunisce la sapienza di Charaka nella medicina e l’arte di Sushruta nella chirurgia.

E’ difficile stabilire con esattezza l’epoca di Charaka e di Sushruta per mancanza di riscontri storici precisi, ma gli studiosi sono abbastanza concordi nel fare risalire il Charaka Samhita al VI o VII secolo a.C. In questi trattati vengono descritte le otto parti dell’Ayurveda:

* Medicina Generale (Kaya)
* Chirurgia (Shalya)
* Trattamento delle malattie di orecchie, naso, gola, occhi (Salakya)
* Psichiatria, Psicologia (Bhuta Vidya)
* Pediatria (Kaumara Bhritya)
* Tossicologia (Agada)
* Scienza del ringiovanimento (Rasayana)
* Sessuologia (Vajikarana)


Natura universale dell’Ayurveda

“Poiché nei tempi antichi l’Ayurveda è stato concepito e insegnato da alcuni saggi, certi studiosi sostengono che l’Ayurveda ha un inizio. In effetti non è così, non si conosce un periodo in cui l’Ayurveda non fosse esistente e dopo il quale venne alla luce. Come il calore del fuoco e la liquidità dell’acqua, l’Ayurveda o scienza della vita è cosa innata e per esistere non ha bisogno di alcuno sforzo da parte degli umani “. (Charaka Samhita 30.27)

Per concludere, l’Ayurveda non è patrimonio esclusivo di una sola cultura o di un solo paese, non è prerogativa di una sola religione, non appartiene a un solo periodo storico. Poiché tratta di fenomeni inerenti alla natura ha un valore universale e un atteggiamento molto aperto nei confronti degli influssi che provengono da differenti culture; le medicine e le diete possono variare, ma i principi che ne sono alla base sono sempre gli stessi. Perciò si può considerare l’Ayurveda un “Patrimonio dell’Umanità”.

La medicina ayurvedica è la più diffusa in India e in alcuni paesi limitrofi, oggi anche in Occidente si possono trovare molti preparati fra quelli usati dalla vasta farmacopea ayurvedica. Le stesse aziende che commercializzano questi prodotti, importati principalmente dall’India, a volte si occupano anche della formazione dei medici in modo che essi possano avere una corretta informazione sui principi dell’Ayurveda, sul modo di usare i preparati, e possano usare i metodi diagnostici classici dell’Ayurveda come la lettura del polso. Molte ricerche scientifiche sono state fatte e sono in corso per avvalorare con metodi moderni quel che è detto nei trattati di migliaia di anni fa, sia per quel che riguarda l’efficacia terapeutica dei preparati e dei trattamenti, che sono l’aspetto esteriore della medicina ayurvedica, sia per l’efficacia dei trattamenti “interiori” come la meditazione, che ci riportano allo scopo principale dell’Ayurveda, quello di farci ricordare chi siamo in realtà.

da: Il consapevole

Ayurveda - Arte di vivere arte di guarire - DVD + Libro

Un grande regista indiano racconta la scienza del vivere e del guarire. Non troverete qui la rifrittura new age che ormai infesta l’occidente, quelle misture fai-da-te di spiritualità orientale, guru imparaticci, buddhismo per donne in carriera, Ganesh sulla t-shirt e bandierine tibetane.

Questo è un viaggio appassionato e documentato che incontra i grandi terapeuti dell’ayurveda e li guarda lavorare nei luoghi dove la disciplina è nata ed è cresciuta per millenni, stratificandosi e correggendosi nel passaggio severo da maestro a studente.

E’ l’India per viaggiatori, non per turisti, confronto vero con qualcosa che non smette di essere lontano e irriducibile.

Vola solo chi osa farlo

gabbianella-gatto

“Promettimi che non mangerai l’uovo”
stridette aprendo gli occhi.
“Prometto che non mi mangerò l’uovo”
ripetè Zorba.
“Promettimi che ne avrai cura finchè
non sarà nato il piccolo” stridette
sollevando il capo.
“Prometto che avrò cura dell’uovo
finchè non sarà nato il piccolo”.
“E promettimi che gli insegnerai
a volare” stridette guardando fisso
negli occhi il gatto.
Allora Zorba si rese conto che
quella sfortunata gabbiana non solo
delirava, ma era completamente pazza.
“Prometto che gli insegnerò
a volare. E ora riposa,
io vado in cerca di aiuto” miagolò
Zorba balzando direttamente sul tetto.

Queste sono le promesse che la gabbiana Kengah riesce a strappare in fin di vita ad un grosso gatto nero di nome Zorba. Kengah si era poco prima tuffata nell’oceano per acchiappare qualche aringa insieme ai suoi compagni, ma quando aveva tirato fuori la testa si era ritrovata sola in quell’immensità. Il resto dello stormo era volato via e il mare era una distesa di petrolio che presto l’avrebbe asfissiata penetrando tra le piume e tappandole tutti i pori. Con enorme fatica spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma precipita su un balcone di Amburgo. Ed è proprio qui che incontra il gatto Zorba cui affida l’uovo che sta per deporre. Ma come potrà Zorba tenere fede alle tre promesse fatte, in particolare a quella di insegnare a volare? Avrà certamente bisogno dell’aiuto dei suoi amici Diderot, Colonnello e Segretario, ma anche quello di qualcun altro…
Lo scrittore cileno, attraverso questo racconto-fiaba tocca temi a lui molto cari: parte dall’amore per la natura minacciata dagli atteggiamenti distruttori e menefreghisti dell’uomo e prosegue con la solidarietà e la generosità di esseri disinteressati e altruisti. Ma forse la cosa che maggiormente colpisce è il messaggio di speranza che trapela attraverso il riconoscere all’uomo non solo il ruolo di inquinatore e responsabile di disastri , ma anche quello di aiuto e contributo indispensabile all’equilibrio della natura in pericolo.
Un racconto dolce e forte allo stesso tempo, adatto certamente a bambini e ragazzi, ma in grado di catturare l’attenzione anche di adulti sensibili alle tematiche della natura e a quelle della solidarietà. Una solidarietà priva di confini e barriere. O forse sarebbe più corretto parlare di barriere che possono essere valicate con un pizzico di impegno e buona volontà.
A volte imparare a volare è un insegnamento che viene da chi meno ti aspetti. E non dimentichiamo:“Vola solo chi osa farlo”.

Storia di una Gabbianella e del Gatto che le Insegnò a Volare di Luis Sepúlveda


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Buone azioni

vivere-bene

Sorridi alla monotonia del dovere quotidiano.
Taci quando ti accorgi che qualcuno ha sbagliato.
Elogia il fratello che ha operato il bene.
Rendi un servizio a chi ti è sottoposto.
Partecipa al gioco dei fanciulli.
Stringi cordialmente la mano al fratello che è nella tristezza.
Parla con dolcezza agli impazienti e agli importuni.
Guarda con affetto chi nasconde un dolore.
Riconosci umilmente il tuo torto.
Saluta affabilmente gli umili.
Abbi un pentimento sincero per il male fatto.

Autostima e percezione dite stesso

autostima

L’autostima è l’insieme delle percezioni che hai di te stesso .Il tuo livello di autostima dipende normalmente dalla considerazione che hai delle tue abilita e da come pensi che vengano valutate dagli altri. L’autostima influenza tutto il tuo comportamento sia nel pubblico che nel privato. É costituita essenzialmente da un sistema di convinzioni interne che ci creiamo durante tutto l’arco della vita in seguito alle esperienze vissute e all’interpretazione di esse. Alcune di queste convinzioni possono risultare gravemente limitanti abbassando, a volte in maniera invalidante, il livello di sicurezza in se stessi.

L’autostima non è una qualità innata. Alcuni ne hanno da vendere, altri ne hanno davvero troppo poca. Ma perché è così importante? E, soprattutto, cosa fare per avere più di fiducia in se stessi?

Perché è importante?

Chi non ha fiducia in se stesso non fa altro che sottovalutarsi, non immaginando minimamente che gli altri possano riconoscergli delle qualità. La mancanza di autostima gli impedisce di prendere l’iniziativa e di farsi avanti. A che serve provare, se nessuno crede in te? Ma così si perdono un sacco di occasioni!

Poi, ci sono le persone poco sicure di sé che, per sentirsi a loro agio, recitano una parte e costruiscono un’immagine di sé che, in realtà, non appartiene loro. Queste persone avranno serie difficoltà nel trovare la propria strada e nel vivere pienamente la loro vita.

Come recuperare?

Se non hai fiducia in te , devi prendere coscienza del fatto che anche tu hai una personalità. Devi avere le idee ben chiare su quello che sei davvero: una persona unica, con delle passioni, un carattere, dei gusti… In seguito, prova a valorizzare le tue qualità, ciò che sai fare meglio: la tua capacità d’organizzazione, quella di ascolto, il tuo talento culinario… Di sicuro c’è un campo in cui ti senti più a tuo agio! Non esitare, quindi, a fare una lista delle tue qualità nero su bianco, per prenderne davvero coscienza.

Devi anche saperti liberare dai giudizi ricevuti durante l’infanzia o l’adolescenza. Molto spesso, la mancanza di autostima Ë causata da parole o critiche negative ricevute durante queste importanti fasi del processo di crescita.

Possiamo incrementare notevolmente il nostro livello di autostima cambiando queste convinzioni limitanti o sostituendole con altre positive e motivanti.

Ecco alcuni consigli per cominciare ad incrementare la propria autostima.

1. Accettati per come sei

Impara ad accettarti e ad essere a tuo agio con te stesso. Sentiti comodo nella tua pelle. Spesso siamo molto più severi con noi stessi di quanto lo siano gli altri. Gli standard che a volte ci imponiamo possono veramente boicottare il nostro successo. Non sei perfetto e, per quanto tu possa lavorare sodo, non lo diventerai mai. C’è da dire però che sei unico! Possiedi una combinazione di personalità ed esperienze che ti rendono diverso da qualunque altra persona. Smetti di comparare te stesso agli altri e di vivere la tua vita in funzione di ciò che possono dire o pensare di te. Un simile atteggiamento porta soltanto alla frustrazione e all’insicurezza.

Devi riconoscerti il diritto di avere delle opinioni, dei pensieri, dei comportamenti. E accettarli, non denigrarli o negarli mai. Nella vita di tutti i giorni, quindi, devi sforzarti di esprimere il tuo punto di vista nelle discussioni, anche se va contro la posizione degli altri, e anche se immagini che non sia interessante. Per iniziare, prova a farlo con un pubblico ristretto, in famiglia, per esempio. Poi, quando inizi a sentirti più a tua agio, esprimi la tua opinione ai tuoi amici. E, alla fine, prova a farlo in ufficio, con i colleghi e durante le riunioni.

2. Concediti il permesso di sbagliare

Gli errori sono una parte naturale del successo e della crescita personale. Tutti ne commettiamo; É una componente fondamentale della vita. Tutti noi passiamo attraverso esperienze negative ed imbarazzanti. Gli sbagli sono le esperienze migliori per ottenere risultati, più delle esperienze positive! Un fallimento è sempre la conseguenza di una scelta e non ha niente a che vedere con ciò che tu sei, perciò non permettere agli errori di influenzare negativamente l’opinione che hai di te stesso

3. L’affermazione

Sii autentica nelle tue relazioni, non cercare di forzare la realtà per piacere agli altri. Non copiarli, perché ognuno possiede il proprio modo di esprimersi. Per esempio, prova a comprare dei vestiti che ti piacciano davvero, invece di copiare sempre il look. Osa, ad esempio: dì al tuo partner che non hai amato per niente quel film che, invece, a lui è piaciuto tanto.

4. Ricorda che in ogni situazione hai sempre una scelta.

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso, questa è la verità! Ognuno di noi ha sempre la possibilità di scegliere come reagire ad una situazione o ad un commento. Nessuno può avere potere su di noi fintanto che non glielo concediamo.

5.Fissa degli obiettivi

Delle sfide quotidiane. Per farlo, devi conoscere le tue capacità e i tuoi limiti, fissandoti degli obiettivi realizzabili. Vai piano, per gradi, aumentando progressivamente la difficoltà delle tue prove. In seguito, osserva i risultati per renderti conto di cosa hai bisogno di cambiare in te stessa. Analizzare i propri errori permette di capire dove si è sbagliato evitando, così, di ripeterli.

6. Guarda le tue paure da una prospettiva diversa.

Non sei la sola persona ad aver paura. Tutti noi abbiamo un’abilità innata per terrorizzarci. Impara a guardare le tue paure da un’altra prospettiva. La nostra mente è incapace di distinguere un evento immaginario da uno reale, perciò molto spesso la nostra paura nasce da ciò che noi pensiamo possa accadere. In questo caso la paura non è basata su di un evento reale. Abituati quindi a concentrarti sull’obiettivo finale e non sugli incidenti che possono capitare durante il percorso!

7.Affronta le situazioni che temi

Invece di evitare le situazioni che ti mettono a disagio, devi affrontarle e andare avanti. Non abbassare lo sguardo quando ti guardano, se uno sconosciuto ti rivolge la parola, rispondi e rilancia la discussione… La cosa più importante è fare nuove esperienze per poter affrontare, un po` alla volta, le situazioni che ti angosciano di più.

8.Sdrammatizza

Ripeti mattina e sera: posso riuscirci, ho le capacità per questo lavoro io sono la migliore… Il pensiero positivo ti permette di recuperare un po` di fiducia in te stessa e smettere di vedere tutto nero. Ma se vuoi che questo metodo sia efficace, devi credere davvero nelle tue forze!

L’autostima, invece, permette di avere fiducia in se stessi, di pensare in modo autonomo e di agire con maggiore libertà, conferendo, così, rendendo autentici i rapporti con gli altri e permettendoci di sentirci realizzati.

Libro consigliato:


Isabelle Filliozat

Fidati di Te

Migliora l’Autostima per essere a tuo agio sempre.

La fiducia e il rispetto di sé sono la base essenziale su cui costruire il nostro modo di essere e di guardare il mondo. In fondo, il primo passo verso la felicità.

Prima di ogni cosa è necessario capire in cosa consiste davvero la mancanza di fiducia in se stessi e imparare che ne esistono forme svariate, legate a sfere diverse del nostro essere, a esperienze precedenti o ad ambienti particolari che dovremo imparare a evitare. Tra concetti astratti ed esempi concreti, Isabelle Filliozat, psicoterapeuta di fama, non solo illustra le tante forme delle insicurezze, ma insegna a riconoscere quali sono le persone e le situazioni che aiutano a rafforzare, o incrinare, l’autostima e porta a superare il senso di inferiorità che limita l’individuo per “guarire” davvero.

Grazie a semplici esercizi e riflessioni guidate stimola a guardare dentro di se, a valutare con maggiore distacco circostanze e contesti. Insomma, aiuta a volersi bene ogni giorno un po’ di più e a essere a proprio agio in ogni momento.

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Quando si guarda

elefante_bianco1

C’erano tre uomini molto saggi e venerabili, tre instancabili pellegrini imbarcati nella più nobile delle esplorazioni dei Misteri Universali: cercavano il Sacro Elefante Bianco il quale rappresentava per loro la Divinità.

I tre erano ciechi dalla nascita ma per essi quello non era un ostacolo alla loro ricerca poiché, come è risaputo, gli occhi fisici molte volte offuscano la realtà soffermandosi alle apparenze mentre il saggio che riconosce questo guarda con gli occhi dell’intuito, con gli occhi dell’ anima.

Quando si guarda così le apparenze svaniscono e l’essenza rimane nuda, niente rimane nascosto agli occhi dell’Anima.

Dopo aver a lungo viaggiato,esausti, arrivarono ad un villaggio dove un anziano indicò loro il luogo in cui avrebbero trovato l’elefante.

Camminarono tutta la giornata con decisione, fermezza ed entusiasmo fino a che finalmente lo trovarono. Il magico incontro tra i tre e quello che essi avevano invocato con costanza e perseveranza per tanto tempo, cioè una risposta Divina, era finalmente giunto.

Profondamente emozionati si avvicinarono all’elefante che era placidamente sdraiato su alcune foglie. Uno degli anziano si aggrappò fortemente alla proboscide dell’elefante, un altro abbracciò una delle zampe del pachiderma, il terzo si aggrappò ad una delle Sue grandi orecchie.

Colmi delle benedizioni del sacro elefante se ne andarono completamente trasformati. Tornati al villaggio i tre condivisero le proprie emozioni, esperienze, sensazioni ma ben presto le loro voci cominciarono ad alterarsi.

Discutevano riguardo alla “verità”. Quello che toccò la proboscide dell’elefante disse: la Verità è che la rappresentazione del Sacro Elefante Bianco è lunga, rugosa e flessibile; il cieco anziano che toccò la zampa dell’elefante disse: quella non è la verità! La “Verità” è dura come un grosso tronco di albero! L’anziano che toccò l’orecchio del pachiderma, indignato,disse: la “Verità” è fine, ampia e si muove col vento.

I tre, benché saggi e buoni non riuscirono a mettersi d’accordo e decisero di andare ognuno per la propria strada. Viaggiarono per molti paesi diffondendo ognuno la “propria” verità. Crearono tre grandi religioni e rapida fu la loro espansione poichè predicavano onestamente e con il cuore.

I tre cercatori erano arrivati a trovare la Divinità ma, benché sinceri nella loro ricerca e nel loro servizio, non percepirono la Sua ampiezza, limitandosi a sperimentarne una parte.

1 – Come i tre anziani molti individui cercano qualcosa; la felicità, il successo, la pienezza, l’amore, l’accettazione degli altri, l’amicizia,la Verità, il perchè delle cose, della vita, dell’esistenza ecc…

2 – Benché ci disturbi accettarlo, come i tre anziano, l’essere umano parte verso quella sacra ricerca con l’evidente e profonda cecità della propria ignoranza. I cinque sensi e l’intelletto non sono strumenti sufficienti per investigare e scoprire la “Verità”, la quintessenza che sta dietro alle apparenze, dietro tutto il creato.
3 – Ognuno degli anziani ha scoperto, senza dubbio, parte di quel Gran Mistero, di quella Divinità ma avere una profonda esperienza con la cosa divina non è inglobare tutto il suo contenuto.

Sono molti quelli che tentano di monopolizzare la Verità attraverso una Religione, una dottrina o una Filosofia ma non si può limitare una cosa illimitata, non possiamo prendere a Dio e rinchiuderlo in un libro e dire che è l’unica Verità Suprema ed indiscutibile.

Così cominciano molte guerre e conflitti, per tristezza mentale.

Tratto da “La luce diamantina” di Francisco Redondo Segura

da: http://www.olistic.it

Libri consigliati:



Manuela Maria Mancini

Respiro per l’Anima + CD

Libera la farfalle di luce che danza dentro di te con Transformational Breath!

Anima Edizioni
ISBN: 9788889137888

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