Ottieni il massimo!

In una recente conversazione ho consigliato a una donna di raccogliere il coraggio per prendersi una “cosa buona” che aveva desiderato a lungo e che, finalmente, sembrava fosse sul punto di verificarsi.
Le ho detto che sembrava che il suo desiderio stesse per venire soddisfatto, che la Legge dell’Attrazione lo stava conducendo da lei.
Ma le mancava la fede e continuava a ripetere: “Oh! È troppo bello per essere vero, è troppo per me!”.
Il bruco non si era trasformato in farfalla e sebbene potesse intravedere la Terra Promessa, si rifiutava di entrarvi, poiché era “troppo” per lei!
Credo di essere riuscito a mettere in lei abbastanza pepe da renderla capace di rivendicare ciò che le spetta, poiché le ultime testimonianze dicono che “ne sta prendendo possesso”.

Ma non è questo che desidero dirvi. Voglio richiamare la vostra attenzione sul fatto che niente è troppo per voi, per quanto sia meraviglioso; per quanto indegni crediate di essere. Avete diritto al meglio che c’è, poiché è la vostra eredità diretta. Non abbiate dunque paura di chiedere.Chiedete e prendete!
Le cose buone della terra non sono la dote di figli preferiti. Appartengono a tutti, ma vanno soltanto verso coloro che sono abbastanza saggi da rendersi conto che le “cose buone” sono loro di diritto e verso coloro che sono abbastanza coraggiosi da tendere la mano per prenderle.

Molte cose buone vengono perse perché non le si chiede. Voi perdete molte cose magnifiche perché vi sembra di non esserne degni. Perdete molte cose grandiose perché vi mancano la fiducia e il coraggio di chiederle e di prenderne possesso.“Aiutati che il ciel t’aiuta” dice un vecchio adagio e la regola è vera in ogni linea dello sforzo umano. Se continuate a ripetere di essere indegni della cosa desiderata, che è “troppo” per voi, la Legge vi prenderà in parola e crederà a quello che dite!
Questa è una peculiarità della Legge. Crede a quello che dite. Vi prende sul serio. Quindi state attenti a quello che dite, perché gli darà credito.

Ditele che meritate il meglio che c’è e che niente è troppo per voi, e con tutta probabilità la Legge vi prenderà sul serio e dirà:“Credo che abbia ragione. Gli darò tutto se lo desidera! Conosce i suoi diritti e a che scopo negarglieli?”.
Ma se dite: “Oh, è troppo per me!”, probabilmente la Legge dirà: “Be’, non me lo sarei neanche domandato.  Ma lui lo saprà di sicuro, e chi sono io per contraddirlo?”. E così via. Perché qualcosa dovrebbe essere “troppo” per voi? Vi siete mai fermati a pensare a cosa siete?

Siete una manifestazione del Tutto e avete diritto a tutto ciò che esiste. O, se preferite, siete figli dell’Infinito ed eredi di tutto. In entrambi i casi state dicendo la verità. In ogni caso, qualunque cosa chiedete, state solo chiedendo ciò che è vostro. E più lo chiedete con impegno, più siete fiduciosi di ottenerlo; più Volontà impiegate, più sicuri sarete di conquistarlo.

  • Forte desiderio.
  • Aspettativa fiduciosa.
  • Coraggio in azione.

Queste cose vi portano “ciò che è vostro”. Ma prima che mettiate queste forze all’opera, dovete rendervi conto di stare soltanto chiedendo ciò che è vostro, e  non qualcosa su cui non avete nessun diritto o titolo.
Finché la vostra mente avrà l’ultimo, strisciante dubbio sul vostro diritto alle cose che desiderate, opporrete resistenza alle operazioni della Legge. Potete anche chiedere con vigore, ma se il dubbio sul vostro diritto persiste, vi mancherà il coraggio di agire. Se continuate a ritenere che la cosa desiderata appartenga a qualcun altro, vi metterete nella posizione dell’uomo avido o invidioso, o perfino in quella di un ladro in preda alla tentazione. In tal caso la vostra mente si rivolterà contro questo compito, poiché si tirerà indietro istintivamente dall’idea di prendere quello che non è vostro. La mente è onesta.

Ma quando capirete che, in quanto Erede Divino, il meglio offerto dall’Universo vi appartiene e che ce n’è abbastanza per tutti, senza che dobbiate derubare nessuno, allora la frizione sarà rimossa e la barriera abbattuta; la Legge potrà procedere con il suo lavoro.
Non credo in queste “umili” questioni. Questo atteggiamento docile e basso non fa per me. Non ha alcun senso.
L’idea di fare di queste cose una virtù, quando l’Uomo è l’erede dell’Universo e ha diritto a tutto ciò di cui ha bisogno per la sua crescita, felicità e soddisfazione!

Non intendo dire che dovremmo assumere un atteggiamento aggressivo e dominatore. Anche questo è assurdo, perché la vera forza non ha bisogno di essere esibita. La persona aggressiva è debole per ammissione. Aggredisce per simulare la sua debolezza.

L’uomo davvero forte è calmo, pacato e porta in sé la consapevolezza della sua forza, che rende superfluo lo sfoggio di aggressività e di forza.

Ma state alla larga dall’”ipnosi” dell’umiltà, da questo atteggiamento mentale “docile e basso”. Rammentate l’esempio terribile di Uriah Heep e guardatevi dall’imitarlo. Gettate la testa all’indietro e guardate il mondo dritto in faccia. Non c’è niente da temere. E comunque il mondo ha le stesse ragioni di temere voi che voi di temere lui. Comportatevi da uomini e da donne e  non da esseri striscianti.
Questo vale sia per il vostro atteggiamento mentale sia per il vostro contegno esteriore. Smettete di “strisciare”. Visualizzatevi in posizione eretta a fronteggiare la vita senza paura e a poco a poco vi tramuterete nel vostro ideale.
Non c’è niente che sia “troppo” per voi.
Niente.

Il meglio che c’è non comincia neanche lontanamente a essere abbastanza per voi, poiché ci sono cose ancora migliori. Il più bel dono che il mondo ha da offrirvi non è altro che un ninnolo in confronto alle cose grandiose del Cosmo che attendono che abbiate “l’età giusta”.
Non abbiate dunque paura di tendere le mani per prendere i balocchi che la vita vi offre, i ninnoli di questo livello di coscienza. Prendeteli. Afferratene una manciata. Giocateci finché non siete stanchi. È a questo che servono, dopotutto. Servono espressamente al nostro uso, non a essere guardati, ma a giocarvi, se lo desiderate.
Servitevi, c’è un’intera bottega piena di giocattoli che attendono di essere desiderati, chiesti e presi. Non siate timidi. Non fatemi più sentire questi sciocchi discorsi su cose che sarebbero “troppo” per voi. Sciò! Ipocriti!

Vi siete comportati come il figlio dell’imperatore che credeva che i soldatini di latta e le trombe giocattolo fossero troppo per lui e si è rifiutato di afferrarli.
Ma in genere questo non accade con i bambini. Essi capiscono istintivamente che niente è troppo per loro. Vogliono giocare con tutto quello che vedono e sembrano intuire che le cose appartengono a loro di diritto.
Ed è questa la condizione mentale che noi cercatori dell’”Avventura Divina” dobbiamo coltivare. Non possiamo accedere al Regno dei Cieli a meno di non “tornare bambini”.
Le cose che vediamo intorno a noi sono i giocattoli del giardino d’infanzia di Dio, giocattoli che usiamo nei nostri compiti-gioco. Servitevene. Chiedeteli senza timidezza. Chiedetene tanti quanti potete usarne.
Sono vostri.

E se non vedete quello che volete, chiedetelo. C’è una grande scorta sugli scaffali e nei ripostigli. Giocate, giocate, giocate, finché ne avete voglia. Imparate a intrecciare tappeti, a costruire le case con i blocchi, a disegnare i contorni del quadrato. Portate a termine il gioco e fatelo bene. E chiedete tutto ciò che vi serve per giocare. Non siate timidi. Ce n’è abbastanza.
Ma… ricordate questo! Per quanto vere, le cose migliori sono pur sempre “cose per giocare”, giocattoli, blocchi, tappeti, cubi e tutto il resto. Utili, molto utili per imparare, piacevoli, molto piacevoli con cui giocare, e auspicabili, molto auspicabili per tali scopi.

Traetene tutto il divertimento e il profitto possibili. Buttatevi nel gioco con il cuore e giocateci.
È una cosa buona.

Ma ecco la cosa da ricordare: non perdete mai di vista il fatto che queste “cose buone” non sono altro che giocattoli, parte del gioco. E dovete metterli via spontaneamente quando arriva il momento, per “passare al livello successivo” e non piangere e lamentarvi perché dovete lasciare indietro i vostri giocattoli.
Non consentite a voi stessi di legarvi a loro. Essi servono al vostro uso e piacere, ma non sono parte di voi; non sono essenziali alla vostra felicità nello stadio successivo.
Non disprezzatele solo perché non sono “reali”. Sono cose relativamente buone e dovete trarne tutto il divertimento che potete. Non siate dei “rigoristi spirituali”, rimanendo lontani e rifiutandovi di unirvi al gioco.

Ma non legatevi a loro. Vanno bene per essere usati e per giocarvi, ma non per usare voi e rendere voi dei giocattoli. Non lasciate che cambino le carte in tavola.
È questa la differenza tra il Padrone delle Circostanze e lo Schiavo delle Circostanze. Lo Schiavo pensa che queste cose siano reali e di non meritarle. Riceve solo alcuni giocattoli perché ha paura di chiederne altri, e si perde così la maggior parte del divertimento.
E inoltre, considerando i giocattoli cose reali e non capendo che ce ne sono molti altri, egli si unisce ai piccoli gingilli che hanno incrociato la sua strada e permette che essi lo rendano schiavo. Egli ha paura che gli vengano portati via e ha paura di affacciarsi nel corridoio e prenderne altri.

Il Padrone sa che sono lì per essere chiesti. Egli chiede ciò di cui ha bisogno di giorno in giorno e non si preoccupa di sovraccaricarsi, poiché sa che ce ne sono “molti altri ancora” e che non essi non possono tradirlo.
Egli gioca e gioca bene e al contempo si diverte.
E attraverso il gioco apprende gli insegnamenti del Giardino d’infanzia.

Ma non si affeziona troppo ai suoi giocattoli. È anzi ben disposto a buttare via quelli vecchi e prenderne di nuovi.
E quando viene chiamato nella stanza adiacente per avere una promozione, lascia cadere sul pavimento i giocattoli della giornata… e con gli occhi che gli scintillano e un atteggiamento fiducioso…. Entra nella stanza… davanti al Grande Ignoto… con un sorriso sul volto.

Non ha paura, poiché ode la voce del Maestro e sa che lo sta attendendo… nella Grande Stanza Adiacente.

È COSÌ CHE VA!

William Walker Atkinson


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Attrarre ciò che più desideriamo è davvero possibile e alla portata di tutti. Come? Imparando a utilizzare a nostro vantaggio la Legge di Attrazione che insegna che la mente è un potente magnete attraverso cui letteralmente possiamo “materializzare” i nostri desideri.

Ma allora perché soltanto alcune persone ottengono quelle cose che tutti cerchiamo? Cosa hanno loro di speciale?

Atkinson risponde che queste persone sanno generare pensieri sulla stessa lunghezza d’onda di denaro, benessere, salute e prosperità. Viene da sé che tutte queste cose si realizzano nella loro vita come la luce solare, una volta emanata, colpisce senza sforzo ogni cosa.

“Come un sasso lanciato in acqua, il Pensiero produce increspature e onde che si propagano lungo il grande Oceano del Pensiero. C’è una differenza, comunque: le onde sull’acqua si muovono su un solo livello in tutte le direzioni, mentre le onde del Pensiero muovono in tutte le direzioni da un centro comune, proprio come i raggi che irradiano dal Sole”.

Atkinson ha scritto La straordinaria forza di attrazione dei nostri pensieri per tutti coloro che vogliono migliorare la qualità della loro vita, utilizzando le immense forze mentali già a propria disposizione, ma di cui sono ancora inconsapevoli.

Vorrei ma non posso

vorrei-elefante

Quando ero piccola andavo al circo soprattutto perché mi piacevano gli animali. Ad attirarmi era in particolar modo l’elefante, perchè durante lo spettacolo quel bestione faceva sfoggio di un peso, di una dimensione e di una forza davvero fuori dal comune.

A colpirmi tuttavia era anche il fatto che dopo il suo numero, e fino a un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato a un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.

Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel soltanto per pochi centimetri. E anche se la catena era grossa e forte, mi pareva ovvio che un animale in grado di sradicare un albero potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.

Era davvero un bel mistero…

Che cosa lo teneva legato allora?
Perché non scappava?

Fu solo quando crebbi ed ebbi la fortuna di imbattermi in chi riuscì finalmente a dare una risposta a queste mie domande, che scoprii questo: l’elefante del circo, nonostante la sua forza e le sue monumentali dimensioni, non scappa perché è stato legato a un paletto simile quando era molto molto piccolo..

Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato al paletto. Immaginavo che in quel momento l’elefantino provasse con tutte le sue poche forze a spingere, a tirare, nel tentativo di liberarsi, ma che nonostante gli sforzi non ci riuscisse perché quel paletto era troppo saldo per lui.

Lo vedevo addormentarsi sfinito e il giorno dopo provarci di nuovo, e così il giorno dopo e quello dopo ancora…

Finchè un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale accettò l’impotenza rassegnandosi al proprio destino…

E’ dunque questa la conclusione di questa triste storia: l’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché, poveretto, crede di non poterlo fare.
Reca impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata subito dopo la nascita.
E il brutto è che non è mai più ritornato seriamente su quel ricordo. E non ha mai più messo alla prova la sua forza, mai più…

Anche noi esseri umani abbiamo i nostri paletti che ci tengono imprigionati..

Anche noi siamo un po’ tutti come l’elefante del circo: andiamo in giro inconsapevoli, incatenati a centinaia di paletti che ci tolgono la libertà.

Viviamo pensando che “non possiamo” fare una serie di cose semplicemente perché una volta, quando eravamo piccoli o nelle nostre esperienze passate di adulti, ci abbiamo provato e abbiamo fallito, oppure perché, qualcuno ci ha detto e ripetuto che non saremmo stati in grado di farlo.

Allora abbiamo fatto come l’elefante, abbiamo inciso nella memoria questo messaggio: non posso, non posso e non potrò mai!

Siamo cresciuti portandoci dietro questo messaggio che ci siamo trasmessi da soli, perciò non proviamo più a liberarci del paletto.

Quando a volte sentiamo la stretta dei ceppi e facciamo cigolare le catene, guardiamo con la coda dell’occhio il paletto e pensiamo: “non posso e non potrò mai…

Viviamo condizionati dal ricordo di qualcosa accaduta durante la nostra infanzia o nel nostro passato, nonostante oggi non esista più…

Cosa sono dunque questi paletti che ci tolgono la libertà?

Questi paletti sono le nostre credenze o convinzioni limitanti che non ci permettono di accedere alle nostre risorse interiori imprigionandoci in limiti che noi stessi abbiamo creato..…

di Chiara Svegliado

Come spezzare il paradigma delle false credenze

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Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.
La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.
Dopo il successo mondiale di La Matrix Divina, Gregg Braden ha subito raggiunto i primi posti delle classifiche con quest’opera fondamentale che ci aiuta a scoprire e realizzare le nostre passioni e aspirazioni più profonde.