Orsetto Lavatore e Oggetti Smarriti – Junko Shibuya

Per tutto il giorno, Orsetto lavatore riceve i suoi clienti nella sua lavanderia.
Ecco una cavalletta. Ma nooo! È una farfalla che è venuta a recuperare le sue ali gialle pulite.
Una criceto?! Ma nooo! E’ il signor coniglietto che è passato a ritirare le orecchie lavate.


Che cosa stanno facendo lì dei micetti bianchi? In realtà sono Tigre, Pantera e Ghepardo sporchi di sabbia per aver giocato a nascondino in spiaggia.
Oltre ad essere un esperto pulitore, il signor Orsetto sa anche ricucire la tasca di Mamma Canguro e rammendare il piumaggio multicolore del Pavone…


La lavanderia di Orsetto Lavatore di Junko Shibuya edito da L’Ippocampo è un libro illustrato amato da più di 110.000 bambini – un albo illustrato giocoso e di scoperta dove il bambino si diverte a indovinare quale animale ne nasconde un altro 😉

Come suggerisce il nome, l’orsetto lavatore lava e fa il bucato senza mai perdere il sorriso.
La gentilezza è parte integrante di questa storia che profuma di bucato e di benessere.
L’orsetto lavatore aiuta tutti i suoi clienti senza chiedere soldi, accontentandosi di doni, come funghi dalla volpe, un fiore da farfalla o frutti da mamma canguro.


È qui che entra in gioco la finezza dell’autore, che non ha vestito i suoi personaggi per le esigenze della sua storia, ma al contrario si è divertito a spogliarli delle parti del loro corpo, lasciate al bucato del signor orsetto lavatore.
Uno dopo l’altro, quando i clienti vengono a ritirare gli effetti al bancone, sono irriconoscibili: senza le ali lavate, la farfalla sembra una cavalletta, mentre il pavone senza la sua coda a ventaglio sembra una fagiano…a volte ci sbagliamo, proprio come si confondo il signor orsetto lavatore e poi ci aggrappiamo ai rami dell’empatia.
Con il suo piccolo formato quadrato, con i colori tenui e pastello è un libro davvero molto giocoso. Il bambino si diverte a indovinare chi è veramente ciascuno dei clienti della lavanderia dell’orsetto Lavatore e che accessorio cercano, allo stesso tempo 😉

Oltre all’aspetto ludico, la storia incoraggia i bambini ad osservare gli animali e ad imparare a distinguere quelli che possono essere simili.
Anche la fine è adorabile. Il signor Orsetto lavatore, arrivato a casa viene accolta con gioia dai suoi tre figli: un panda rosso, un tasso e una donnola… questo prima che i piccoli procioni si tolgano i travestimenti e il trucco!

Non è la prima volta che abbiamo il piacere di leggere queste letture di scoperta, della stessa autrice sempre L’Ippocampo ha pubblicato L’Ufficio degli oggetti smarriti.

Ogni giorno, Messer Cane raccoglie gli oggetti che trova nella foresta e nei dintorni e li porta nel suo ufficio degli oggetti smarriti.


Quando un animale va a raccogliere un oggetto smarrito… Che sorpresa! Non era chi pensavamo!
Arriva un gatto che ha perso la sciarpa! Ma nooo! E’ il leone!
E quei tre topini senza mantelli?! Ma nooo! Voi siete Scoiattolo, Riccio e Pipistrello!


C’è pure un triste orsetto bianco che ha perso il paraorecchie, gli occhiali, la maglia e gli stivali… Ma allore è il Panda!!!
E se la gallina non trova più il suo quarto uovo?! Dove sarà?!


Anche questo libro cattura l’attenzione dei più piccoli: un ufficio smarrito, alcuni animali ignari che hanno bisogno di aiuto e un gioco che sfrutta i reperti che Messer Cane tiene sullo scaffale per indovinare l’evoluzione dei personaggi.
Ogni giorno, gli infelici proprietari si recano lì per cercare di ritrovare ciò che purtroppo hanno perso. Scopriamo insieme ai bambini che è molto più di un semplice accessorio: è una parte integrante di sé che viene loro restituita. E’ fin troppo evidente che questo lavoro per Messer cane è un vero piacere sapere di poter aiutare gli altri!

Sappiamo molto bene come le storie con gli animali in genere piacciano molto ai bambini, ma in queste due storie L’ufficio degli Oggetti Smarriti e La lavanderia di Orsetto lavatore troviamo un’idea in più, di condivisione, aiuto reciproco e generosità ❤
La lettura diventa un gioco divertente, intelligente, sottile e toccante.

Un’altra storia piacevolissima e giocosa con cui divertirsi a indovinare quale animale ne nasconde un altro, e con un finale sorprendente che darà ai bambini un’altra occasione per rileggerlo con uno sguardo nuovo 😉
Inizia il divertimento leggendo, pagina dopo pagina via a chi riesce a indovinare quale animale è quando dice l’oggetto che ha perso?

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Lupo lupo, ma ci sei? – Giulia Orecchia

Cosa si nasconde dietro quelli che sembrano gli occhi,
la boccaccia, il naso peloso, le zampe del temibile lupo?
Ha davvero così paura la Cappuccetta della storia?

Lupo lupo, ma ci sei? racconta in modo semplice una simpaticissima storia che una volta capito il meccanismo, i bambini si divertono a cercare di indovinare cosa apparirà il famoso Lupo ed è incredibile il loro stupore di fronte a quelle immagini che non riescono comunque ad individuare.

Dal 2003 questo cartonato continua a stupire e a incantare i più piccoli, vogliamo proporlo anche noi, visto che continua ad essere ristampato. Il gioco delle grandi finestre che si aprono dietro i particolari del lupo ci parlano del gioco dell’apparenza e dei suoi inganni.

Stampato in robusto cartone, adatto per l’età in cui – anche attraverso la conoscenza delle fiabe di tradizione orale che, ricordiamolo, non dicono di «non aver paura» ma aiutano a capire che la paura può e deve essere superata – il bambino si avvicina appunto al problema della paura e ha bisogno di esorcizzarla. L’intento delle due autrici è quello di aiutare i bambini a rendersi conto che, se ci sono momenti – consci o inconsci – di paura, tali sensazioni possono essere sbagliate.

La bambina protagonista crede di vedere il lupo in vari momenti della sua giornata ma poi si accorge che le immagini che vede – o crede di vedere – sono soltanto una parte di figure più complesse: il muso dell’animale, ad esempio, si rivela soltanto un branco di pesci nel mare. L’illusione è data da una pagina con “buchi” sagomati che offrono un’apparenza paurosa: si solleva la pagina e sotto si trova che tutto c’è tranne il lupo.

Così le orme si rivelano per le macchie di un leopardo, i denti esagerati per i segni sull’ala di una farfalla, la linguaccia per il petalo di un fiore, le zampe per i rami secchi di un albero, ecc… Il testo è ridotto all’essenziale in brevi piacevoli rime, le figure rispondono perfettamente alle indicazioni del racconto.

Su questo principio hanno giocato le due autrici Giusi Quarenghi e Giulia Orecchia in Lupo lupo, ma ci sei? edito da Giunti. Il lupo non c’è, anche se noi siamo convinti di vederlo. Ma le “orecchie”, il “naso”, “l’occhio e la bocca” fanno parte di un’altra pagina, visibile attraverso tre finestrelle opportunamente praticate nella copertina. Quando si apre la pagina con i buchi si scopre che il lupo non c’è, e che il disegno rappresenta tutt’altro.

Tutte le pagine del libro sono strutturate a questo modo, creando un simpaticissimo gioco di scoperta con i bimbi. C’è l’illusione, perché si vede ciò che non c’è.
C’è l’attenzione al dettaglio.

Un libro che piace molto ai bambini, dai 2 anni..e si presta benissimo alla lettura ad alta voce 😉

Buona lettura!
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