La rabbia: emozione negativa?

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Il punto importante da comprendere a proposito della rabbia, e’ che, nonostante venga spesso etichettata come emozione negativa, da evitare in noi come negli altri, di fatto diventa negativa, e soprattutto distruttiva, quando non viene riconosciuta e usata al momento in cui emerge, ma viene repressa con conseguenze dannose non solo per se stessi, ma anche per gli altri.
Il problema è che fin dalla tenera età ci viene insegnato che è cattivo e sbagliato esprimere la collera; ancora oggi questa emozione viene considerata inopportuna, irragionevole, associata all’aggressività e al capriccio; La gente è spesso spaventata dalla propria rabbia: teme che la spinga a compiere qualche azione dannosa e, di conseguenza, ci si rifiuta di prestare attenzione alla collera degli altri e si esita ad esprimere la propria.

E’ importante quindi considerare che, se non ci siamo mai concessi di esprimere la rabbia, probabilmente ne abbiamo accumulata una montagna dentro di noi.
Reprimendola, è più probabile che la rabbia esploda in momenti inopportuni e soprattutto verso persone e situazioni che hanno poco a che fare con la causa originale della rabbia che ci ribolle dentro, ed e’ anche piu’ probabile che ce la prendiamo con chi crediamo sia piu’ debole di noi, non fosse altro che per avere un minimo di senso di potere.  Un atteggiamento questo, tipico delle bestie, temere il piu’ forte e sopraffare il piu’ debole, quando invece, l’essere umano, a differenza degli animali, può dominare i suoi istinti.
La rabbia repressa si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità; inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera.
E’ fondamentale dunque, per la nostra salute psico-fisica, imparare ad esprimere la collera in maniera costruttiva ed appropriata.
Senza rabbia si e’ privi di protezione, senza rabbia siamo alla merce’ delle reazioni altrui e non possiamo prevenire tali reazioni dal riaccadere, per noi e per gli altri. La rabbia usata costruttivamente aiuta a sviluppare fiducia in se stessi in quanto non e’ necessario che monti fino ad esplodere per esprimerla. E’ importante riconoscerla al momento in cui emerge, per quello che e’: un meccanismo di protezione che ci segnala che c’e’ qualcosa che non va, una reazione di insoddisfazione intensa, suscitata generalmente da una frustrazione che ci riguarda e che giudichiamo inaccettabile; dunque la rabbia, comunque venga espressa,  in modo esplosivo o in forma repressa, agisce come un segnale d’allarme. La nostra rabbia ci mette a conoscenza del fatto che ci fanno del male, che i nostri diritti vengono violati, che i nostri bisogni e i nostri desideri non sono soddisfatti.
Imparare a manifestare la propria collera significa conoscere i propri reali bisogni e intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano.

COME ESPRIMERE LA RABBIA

Riabilitare la rabbia non significa tuttavia lasciarsi andare a comportamenti irosi.
Non c’è bisogno di urlare o di arrivare addirittura alle mani per esprimere la propria irritazione. L’arma migliore è la parola. E’ bene però utilizzarla consapevolmente per esprimere i veri motivi delle nostre insoddisfazioni. Dietro la collera si nasconde sempre una sofferenza. Adirarsi ad ogni costo e contro chiunque è un modo per sottrarre energia alla disperazione e non guardare in faccia il dolore. Perché il proprio malcontento sia preso seriamente in considerazione, è bene esprimerlo con la massima calma.
Di seguito alcuni consigli utili per fare in modo che questa emozione diventi costruttiva:

PLACARE L’EMOZIONE PARLANDONE CON UN AMICO:

Per rendere possibile un approccio disteso alla discussione con la persona che ci ha fatto arrabbiare, può essere utile scaricare preventivamente le proprie tensioni, telefonando ad esempio ad un amico per raccontargli l’accaduto. Questo serve a far passare il primo moto di collera, quello più aggressivo, senza contare che una terza persona potrebbe suggerirci un modo diverso di guardare le cose.

CHIARIRSI LE IDEE:

avere infatti un’idea precisa di cosa si sente dentro e di cosa ci si aspetta possa accadere dopo una discussione, ci aiuta a mettere a fuoco le cose da dire, gli argomenti da mettere in campo. E ci dà una mano a controllare le cose, in modo che l’emozione non prenda il sopravvento facendoci sfuggire il controllo della situazione. Per acquisire chiarezza, può essere utile porsi delle domande:
che cosa ha scatenato la nostra collera?
Il nostro interlocutore ci ha nuociuto intenzionalmente o per errore?
Siamo sicuri di non esserci sbagliati sulle sue intenzioni? O di non aver mostrato eccessiva suscettibilità?
La situazione merita una reazione decisa?
Abbiamo considerato delle alternative per sdrammatizzare?
Spetta al nostro interlocutore cambiare o a noi farci capire meglio?
Che risultati ci aspettiamo dalla nostra collera?
ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI:

è necessario farlo dopo aver placato le proprie emozioni. L’atteggiamento da adottare è di tipo assertivo, evitando dunque di scadere in eccessi di alcun tipo, quali le ingiurie e le accuse.
Lo scopo è infatti quello di ristabilire un equilibrio e non di schiacciare l’interlocutore: lo psicoterapeuta americano Thomas Gordon ha elaborato il sistema dei cosiddetti “messaggi-io”, che si basa sul principio di parlare di sé in questo modo: definendo con precisione ciò che ci ha disturbato (quando tu…), raccontando le nostre emozioni (mi sento….), condividendo le nostre aspettative (perché io…), esprimendo i nostri bisogni attuali e le motivazioni (e io ti chiedo di.. in modo da..). Il beneficio di esprimere la collera va oltre il sollievo di togliersi un peso, significa ridefinire le relazioni con se stessi e con gli altri.
ESPRIMERE APERTAMENTE LA RABBIA:

è importante permettere a se stessi di avvertire completamente la rabbia, creando un posto sicuro per poterla esprimere, da soli, o con un amico fidato o con un esperto. Se siamo soli in un posto sicuro, permettiamoci di parlare ad alta voce, di vaneggiare, di scalciare o urlare, di lanciare e colpire cuscini. Dopo aver fatto ciò in un ambiente sicuro, (per un periodo potremmo aver bisogno di farlo regolarmente) non avremo più paura di compiere un atto distruttivo e saremo capaci di affrontare in modo più efficace, le situazioni che ci si presenteranno.

fonte: http://www.wmrconsulting.it/

Come trasformare un sentimento represso in equilibrio ed energia

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La rabbia è femmina. Ed è un sentimento latente e molte volte represso che si può governare con grande soddisfazione. È il risultato dei traumi fisici ed emotivi – abusi, perdite, carenze – vissuti nell’infanzia che, restando imprigionati nel corpo, accumulano un’energia dirompente ma ingabbiata che genera solo malessere.

Quante di noi soffrono di questa situazione, ma non la affrontano adeguatamente? Anzi la travestono in uno dei sei modi che questo saggio illustra – dominio, provocazione, distrazione, dedizione, dipendenza e depressione – perché sia accettabile socialmente?

Serio e documentato, ricco di numerosi questionari di autovalutazione, questo libro è un viaggio di profonda introspezione per capire, analizzare e approdare infine a possibili soluzioni. È un percorso verso la libertà, liberate dai fardelli che il tempo ha reso sempre più pesanti, per sfruttare con intelligenza il potenziale straordinariamente arricchente della nostra rabbia.

Guidate dai consigli dell’autrice, creati ad hoc per ogni tipologia d’intervento e testati nei suoi seminari, potremo ritrovare l’equilibrio e la serenità attraverso pratiche spirituali e fisiche che spaziano dalla meditazione alla danza, dalla fisioterapia all’esercizio del perdono e della compassione.

Un punto di partenza per una radicale trasformazione personale.

Che cosa sono le emozioni?

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Roy Martina, autore di testi famosi come ‘L’Arte della Vitalità’ e ‘Equilibrio Emozionale’ spiega cosa sono le emozioni, l’equilibrio emozionale, la paura e la rabbia.

Un’interessantissimo viaggio per conoscerci meglio.


Medico e psicologo di fama internazionale, autore di testi famosi come ‘L’Arte della Vitalità’ e ‘Equilibrio Emozionale’, Roy Martina combina nella sua venticinquennale esperienza conoscenze mediche tradizionali e una pluriennale esperienza nel campo della medicina orientale e alternativa. Abbiamo voluto fargli qualche domanda.


Dr. Martina, per cominciare può spiegarci cosa sono le emozioni e in che modo possono diventare tanto potenti da tenerci in ostaggio, anziché lasciare a noi stessi il controllo della situazione?

E’ difficile definire correttamente le emozioni. Si tratta di sentimenti che indirizzano le nostre azioni verso determinate situazioni. Per esempio: pensate a come reagireste se vi trovaste nel bel mezzo di un ingorgo stradale, dopo avere vinto una cospicua somma di denaro alla lotteria o, viceversa, dopo aver trascorso una notte orribile litigando con vostra moglie.
Ogniqualvolta proviamo un’emozione, si crea in noi un accumulo energetico che deve essere liberato. Provare emozioni è diverso che esprimerle: solo in quest’ultimo caso si è in grado di liberare tale energia. Le emozioni, se soppresse o negate, possono diventare causa di stress e malattie croniche. Dobbiamo imparare ad affrontare alcune delle emozioni che – se soppresse o mal gestite – generano un’implosione della nostra energia, tale da essere somatizzate con disturbi psicofisici.

In cosa consiste l’Equilibrio Emozionale?
Il raggiungimento dell’Equilibrio Emozionale È una delle vie più veloci per raggiungere il benessere. Esso consiste nella gestione ottimale delle emozioni e rappresenta una soluzione a molti disagi, tra cui stati d’animo improduttivi come paure, fobie, stati d’ansia, stress; dolori fisici come mal di testa, mal di denti, mal di mare, ecc.; inoltre esso consente di ottenere una maggiore autostima, rispetto e pace interiore.
Può farci qualche esempio pratico?
Certamente. Prendiamo ad esempio:
La paura
Essa si basa sull’idea che possiamo perdere ciò che è più prezioso per noi (la vita, una persona amata, la salute, la stabilità economica). Io la definisco “la maggiore responsabile della malattia”. Gli organi “toccati” da questa emozione sono la vescica ed il rene. Ad essa sono riconducibili l’insicurezza, l’indecisione, la sfiducia.
Come possiamo gestirla?
Innanzitutto dicendo a noi stessi che ci accettiamo con tutta la nostra paura ed insicurezza; inoltre, possiamo concentrarci sulla respirazione. Io suggerisco di inspirare lentamente contando fino a sette e, nel contempo, spingere in fuori l’addome; trattenere il respiro contando fino a tre ed espirare quanto più lentamente e gradualmente è possibile, spingendo contemporaneamente l’addome verso l’interno. Qualche altro esempio ?
Vediamo un’altra emozione molto dannosa:
La rabbia
Essa può scaturire dalla sensazione di essere stati trattati in modo ingiusto, di non essere capiti, di non riuscire ad ottenere ciò che desideriamo. Se repressa o mal gestita, è estremamente dannosa per il nostro cuore e per tutti gli altri organi vitali. Ad essa sono connesse la frustrazione e l’irritazione.
Come possiamo gestirla?
Possiamo risolvere il conflitto interiore usando un’affermazione verso noi stessi simile a quella prima indicata: “Amo profondamente me stesso e mi accetto con la mia rabbia e la mia frustrazione”. Inoltre, io consiglio di adottare la pratica del perdono. Dobbiamo imparare a perdonare la persona che ha provocato in noi tale rabbia e perdonare noi stessi per avere permesso che qualcuno ci facesse arrabbiare. Solo così potremo eliminare l’energia provocata da questa emozione.
Per finire parliamo dello stress.
Lo stress
è legato al nostro modo di affrontare quello che incontriamo lungo il nostro percorso. Il miglior modo per far si che lo stress “si dissolva come aria” (AIR in Inglese). Questi sono i passaggi che consiglio di seguire:
Agire su quello che possiamo cambiare e controllare;
Integrare, accettando quello che non possiamo cambiare o controllare;
Rilasciare ogni tensione che impedisca il libero flusso dell’energia.

Il nostro corpo indica, di volta in volta, se a livello emotivo siamo in equilibrio, ovvero se sprigioniamo correttamente l’energia provocata dalle nostre emozioni. Il metodo dell’ Equilibrio Emozionale fornisce la chiave di lettura di ciò che il nostro stesso corpo ci suggerisce, consentendoci in tal modo di compiere un grande passo verso il benessere psicofisico e la completa vitalità.

Tratto da: http://www.mondobiologicoitaliano.it

Libri consigliati:



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