Dove il Mare incontra il Cielo – The Fan Brothers

Fin ricordava la voce del nonno.
Gli raccontava storie su un posto lontano
dove il mare incontra il cielo.

Finn vive vicino al mare e il mare vive da lui. Ogni volta che guarda fuori dalla finestra è un costante ricordo delle storie che suo nonno gli ha raccontato sul luogo in cui l’oceano incontra il cielo. Dove volano balene, meduse, uccelli e i castelli galleggiano.

Il nonno di Finn, che oggi avrebbe 90 anni, non c’è più, ma Finn conosce il modo perfetto per onorarlo.
Costruirà la sua nave e salperà per trovare lui stesso questo luogo magico! È estate: il tempo del mare, dell’andare per luoghi sconosciuti verso l’avventura.

Una barca di fortuna, pezzi raggranellati sulla spiaggia che chi cerca, trova! Assi di legno assortite, telai per ipotetiche finestre, due legni lunghi ben trattenuti da un saldo giro di corda, l’albero maestro; un pezzo di staccionata la carena, una lanterna e per bandiera una vecchia canotta a righe, che le righe si sa, fior di pirati le hanno indossate 😉
Un lavoro di ricerca, per il piccolo Finn, che è già un viaggio che percorre l’infinita battigia e porta oltre le dune di sabbia. Cercare e trovare e poi assemblare questi regali del mare.

Lettori e ascoltatori salpano per un viaggio che ha del surreale. Ammirando le illustrazioni con un raffinato sguardo, un confine sembrerà già essere abbattuto, mentre le nuvole si allungano riempiendo il cielo di un impalpabile pulviscolo che si compone e scompone in figure, piccoli segni di un possibile percorso, compagni di un destino che si sta compiendo ingannando l’occhio, rimescolando i colori là, in fondo, vicino all’orizzonte.

Dopo momenti di solitudine, Finn si ritrova davanti una gigantesca carpa dorata con baffi e pizzetto, proprio in quel momento, quando il giorno cede il passo alla sera e poi all’oscurità della notte, nel profondo silenzio del mare aperto, la grande carpa cambia ritmo alla narrazione e allo stato dell’anima del piccolo viaggiatore.

“Sai dove l’Oceano incontra il Cielo?” Finn chiese al pesce.
“È alto e basso, e profondo come il mare”
“È su e giù e molto lontano”

La carpa dorata è in testa alla solitaria spedizione e con lei Finn visiterà le Isole Biblioteca, popolate da cento variopinti uccelli-lettori, un’isola di conchiglie giganti impervie come montagne da scalare.
Bisogna fermarsi, osservare tra le pagine, tra i dettagli ed immergersi dentro, là, dove le meduse quadrifoglio danzano, e poi su tra cielo e mare dove non sai sei ti stai librando in volo o se è l’acqua… Ma non importa, ciò che i tuoi occhi vedono ora come bolle di sapone alimentate da un gigantesco e invisibile diffusore è quanto di più magico, mistico, magnetico e surreale ti sarà mai dato modo di vedere.


Da qui in poi la storia diventa un sogno meraviglioso, dove il piccolo Finn a bordo della sua barca vede paesaggi mozzafiato, creature marine straordinarie, acque cristalline solcate da mongolfiere, draghi e vascelli.
Lì tra cielo e mare un castello si annida in una nuvola, dirigibili, vascelli, il Titanic, golette dalle vele piumate, pesci volanti, lo Zeppelin e sottomarini di grandette e lunghezza diverse, dragoni sospesi trasportati da leggere mongolfiere e poi meduse, meduse che ballano. E sullo sfondo una gigantesca e luminosa luna che una grande balena blu, di passaggio in primo piano, sembra dividerla in due.

Se aguzzi la vista, proprio lì vicino c’è la minuscola barchetta di Finn fatta di cose che il mare gli ha portato come doni preziosi.
E quando arriverà, forse, solo forse, troverà qualcosa che non sapeva che stava cercando…
Il cielo si apre, l’acqua si ritira e una splendida luna illumina tutte quelle meraviglie… fino all’arrivo della mamma di Finn.

E’ stato solo un sogno?
Oppure adesso Finn conosce il luogo dove il mare incontra il cielo?
Forse tutto quel blu di cui Finn è stato testimone è un luogo magico che non esiste, o forse è un luogo dove si ritrovano coloro che portiamo sempre con noi nel cuore, tra mare e cielo…

Dove il Mare incontra il Cielo di Eric Fan e Terry Fan (The Fan Brothers) edito da Gallucci editore, è un libro incredibilmente poetico che colpisce per le immagini spettacolari a cui ci hanno abituato i Fan Brothers, i fratelli canadesi dallo straordinario gusto estetico che, lavorando insieme, hanno prodotto dei libri straordinari, assolutamente inclassificabili, ma da ammirare per la loro bellezza.
Assolutamente da avere nelle propria libreria!
Nominato per il premio Kate Greenaway 2019.

Una storia, emotivamente carica che affronta in modo delicato la perdita e il lutto; grazie alle splendide e ricche illustrazioni la narrazione esprime e arriva dritta al cuore senza precedenti.
Non è stato trascurato nessun dettaglio…un libro da leggere con calma per “salpare insieme a Finn” ed immergersi come in un sogno che fonde le bellezze della natura.
In una scena toccante, Finn saluta il volto sorridente e illuminato del nonno.

Questo elegante libro illustrato è un viaggio contemplativo e curativo alimentato dall’amore e dalla perdita.
Le illustrazioni eleganti dei Fan Brothers e la narrazione semplice ma piena di emozioni creano un libro illustrato che è al tempo stesso mistico, magico e magnetico.
Questa avventura amorfa e fantasiosa porta nascosti fili di malinconia che ignoreranno la maggior parte dei giovani lettori, ma rimarranno affascinati dalle illustrazioni magiche e dall’accettazione della nozione che i mondi fantastici di sogni e storie esistono veramente.

Certo, sono possibili molte letture di questo viaggio, non ultima quella spirituale ma sempre di viaggio si tratta, sempre di meraviglia e maestosità: quella dei luoghi che costruiamo nel nostro cuore.
Quel “Finn?” sussurrato dalla mamma ci riporterà al presente con uno sguardo..

“…verso quel magico luogo tanto lontano,
dove il mare incontra il cielo.”

Buon viaggio e Buona lettura!
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Un anno nella Foresta – Emilia Dziubak

Nella foresta gli animali come giocano e riposano?
Chi dorme di giorno e chi di notte?
Quali sono i loro passatempi preferiti?
Quando nascono i loro cuccioli?
Chi vive sottoterra, sugli alberi o nell’acqua?

Un anno nella Foresta di Emilia Dziubak edito da Fabbri editori è un libro che risponde a tutte queste domande e molte altre! Nella prima doppia pagina, tutti gli animali che possono essere trovati in questo libro si presentano personalmente.
Poi nelle 12 doppie pagine cartonate dal grande formato inizia un viaggio che piace davvero molto, un tipo viaggio definito Wimmelbuch. Questo tipo di libri stentano ad arrivare in Italia, tuttavia i pochi che arrivano fanno la gioia di grandi e piccini e possiedono due volti che non sempre vengono considerati. La dimensione del gioco (trova il dettaglio nel mondo brulicante) e la dimensione narrativa (sono questi veri e propri silent book a cui si può dar voce attraverso diversi fili narrativi, per non dire quasi infiniti).

Siamo accompagnati da tutti questi abitanti della foresta in un viaggio lungo un anno e un viaggio nella natura. L’intera trama si svolge senza testo e su un’unica foresta. Ad ogni mese è dedicata una doppia pagina in cui le stagioni arrivano con il loro clima tipico.
In inverno vediamo gli alberi spogli e senza foglie, in primavera con boccioli e le prime foglie, in estate con fogliame pieno e in autunno con i rispettivi frutti.
Ogni pagina suscita molte domande nei bambini, ma risponde anche loro in egual misura.
Risponde a tante domande in modo giocoso, ma lascia comunque ai bambini spazio sufficiente per la propria immaginazione.


La vita che si sprigiona nelle illustrazioni è viva, veramente brulicante, l’effetto “pieno” che i wimmelbuch “copiano” dalla scuola fiamminga del ‘500 sviluppa infatti un effetto di movimento costante, un lavorio che l’occhio del bambino segue affascinato. L’illustrattrice rende questo scorcio di foresta ben caratterizzato: figure, animali, natura, clima… ogni figura è funzionale ad una storia ad un accadimento a cui assistiamo.


E’ proprio questo che cattura l’attenzione dei bambini e li affascina, una storia che dura per tutto l’anno per esempio: i cinghiali che iniziano a gennaio con una sorta di lotta per conquistare la loro dolce metà, poi cercano il cibo tra la neve, in marzo la femmina cerca dove far nascere i suoi piccoli e ad aprile li allatta, in luglio insegna loro come difendersi, in ottobre come e dove trovare il loro cibo preferito, oppure le formiche che lentamente si svegliano e raccolgono diligentemente durante tutto l’anno, o gli scoiattoli che nascondono nocciole o scelgono il loro albero per crescere i piccoli…

C’è così tanto da scoprire,
si possono passare ore a cercare
o a seguire le avventure
di questi animali della foresta per tutto l’anno!

Cosa fanno veramente le formiche
in inverno quando fa freddo e nevica?
E le alci come perdono le loro corna?
Cosa fanno le lontre in estate? Dove si nasconde la lince?

Incredibile è ciò che Emilia Dziubak racchiude in una doppia pagina. Brulica di circa 50 animali grandi e piccoli, intenti nella loro vita nella natura: crescono, cacciano, si riproducono, muovendosi tra abeti, betulle, tane e nascondigli, da gennaio a dicembre. Ogni facciata è una panoramica del suolo, sott’acqua, nei tronchi degli alberi e persino nello spazio aereo che diventa stretto a seconda del mese. In questo modo i bambini scoprono chi è attivo durante il giorno, chi dorme di notte e chi dorme in inverno, come riposano gli animali e cosa gli piace mangiare… e molto altro 😉

A gennaio si intuisce chi sta per cominciare il letargo, nella doppia pagina successiva, febbraio, gli scoiattoli cercano nocciole sotto la neve, il lago comincia a ghiacciare e il cibo scarseggia. Girando pagina scopriamo i mesi successivi e man mano che il tempo passa ognuno degli animali incontrati all’inizio fugge, si incontra, trova del cibo, migra.

Le illustrazioni sono fantastiche. Da un lato, sono molto adatte ai bambini, d’altra parte abbastanza naturali e parlano così in uguale misura a grandi e piccoli. Tutte le immagini sono tenute di un colore tenue, in modo che si adattino molto bene alla foresta.

E per concludere in bellezza, c’è un enorme labirinto sull’ultima pagina del libro in cui i bambini possono impegnarsi attivamente e divertirsi ad aiutare gli animali a trovare i loro amici, cuccioli o ciò che desiderano 😉

Un anno nella foresta non è solo ben progettato, ma è anche molto istruttivo ed educativo. Giocosamente, i bambini imparano a conoscere gli animali nella foresta nelle rispettive stagioni.
Un libro che merita di diventare e di trovare il posto tra i preferiti nella libreria tra i bambini!

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Buoni come Noi (Non troppo però…)

Buoni come Noi (Non troppo però…)
Apri le finestrelle,
svela i segreti,
Scopri cosa c’è dietro.
Un Bambino, un Principe, una Principessa,
una Fatina….
I veri eroi di tutte le storie!
Vietato l’accesso ai bricconi!

Conosci davvero i simpatici e i buoni dei classici racconti?
Clotilde Perrin rivela tutti i trucchi e le astuzie delle classiche storie. Con i suoi lembi da sollevare e i suoi sistemi da attivare, Buoni come Noi (Non troppo però…) rivela i trucchi diabolici che permettono agli eroi di trionfare sui cattivi, piccoli segreti che tengono nascosti sotto i loro costumi e i loro portafogli!
Questo è un’insolito album, dal grande formato, e ci rivela che i “buoni” delle favole più famose hanno più di un trucco nelle loro borse per trionfare sui cattivi 😉
Buoni come noi (Non troppo però…) di Clotilde Perrin edito da Franco Cosimo Panini, offre una visione diversa dei personaggi che troviamo regolarmente nei racconti qui i “gentili” rivelano e ci fanno scoprire la loro vera personalità…

Tre pagine doppie, ognuna composta a destra, a tutta pagina, da un’eroe illustrato nella debita forma, e di cui si può esaminare la testa, il portafoglio, le tasche o la sottoveste;


il personaggio nasconde molte alette… alette tutte da sollevare per scoprire cosa nasconde, e per scoprire quali sono i trucchi che usa per trionfare sui cattivi, che non sapevamo fin’ora senza tralasciare quel pizzico di umorismo che piace tanto a grandi e piccini!

Sulla sinistra la doppia pagina è dedicata ad una scheda dettagliata del personaggio con le sue caratteristiche fisiche, le sue qualità e difetti, i suoi piatti preferiti, ecc. insomma scopriamo una vera carta d’identità dove viene stilata una lista di punti deboli e punti di forza, accompagnata da tutte le indicazioni necessarie per conoscere il personaggio in profondità.
Inoltre diventa una bella occasione per (ri)scoprire il racconto.

Ma alla fine, questi BUONI ragazzi sono davvero così Buoni come Noi?!

Buoni come Noi e Cattivi come noi sono due maxi libri di grande successo che stupiscono i bambini.
Con uno stile ingenuo e ordinato, una tavolozza autunnale e un layout che simula perfettamente un giornale con titoli, iniziali e composizione su tre colonne. Il tono del testo, come da illustrazione, è leggero e divertente. Siamo lieti di osservare i piccoli dettagli ironici testuali o visivi nascosti qua e là.


Gli elementi da attivare sono semplici ma ben pensati, molto efficaci. A volte sono sovrapposti, un lembo può nascondere un altro, anche altri due! È qui che la dimensione dell’album ha senso: le animazioni sono facilmente manipolate da tutti i mignoli più o meno abili.

Un libro che può essere scoperto con delicatezza con i bambini della Scuola dell’infanzia, ma anche i più grandi apprezzeranno la scoperta aletta dopo aletta di questi personaggi 😉

Com’è nato il progetto di Clotilde Perrin e dei personaggi che ci racconta?

“A volte vorremmo sapere cosa c’è dentro gli individui. Mi piace la complessità delle persone, i loro sentimenti; Sono curioso di conoscere le loro emozioni.
Una notte, ho avuto il desiderio di creare un modello di carta da questa idea. Successivamente, il progetto è diventato più chiaro.
Volevo prendere personaggi noti a tutti…
Ecco quindi, se potessimo entrare nel lupo? nella sua testa? sai come funziona?
Cosa potrebbe esserci nel suo cuore?”

 

Un albo molto bello: 41 cm di altezza e umorismo!
Dopo Cattivi come Noi (pubblicato nel 2016), è il turno di conoscere Buoni come Noi!
Sempre con grande umorismo Clotilde Perrin ci offre un grande libro!
Un libro davvero UNICO (nel vero senso della parola)!

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Prime letture 1-3 anni

Già da piccoli, possiamo stimolare nei bambini l’amore per i libri e la passione per la lettura. Sbagliamo quando pensiamo che non esistano libri per bambini dal primo anno al terzo anno e che a questa età i piccoli non siano in grado di capire o di farsi sorprendere da un libro.
In realtà molti studi confermano che la lettura a voce alta sin da piccolissimi offre tantissimi benefici: favorisce lo sviluppo del linguaggio e delle abilità cognitive, stimola la curiosità; coltiva l’amore per la lettura, getta le basi per un buon rendimento scolastico negli anni successivi.
Inoltre cosa ancor più importante è quel coccolare il proprio bimbo mentre si sfoglia un libro pieno di illustrazioni, perchè significa ritagliarsi un momento davvero speciale di condivisione e coccole!

Il consiglio è quello di evitare per i primi due anni i libri che raccontano storie vere e proprie perché il bambino non è ancora in grado di seguire il filo conduttore del racconto, bensì di orientarsi verso libri con disegni che possiamo indicare con il dito pronunciando il nome: animali, oggetti di uso domestico, giocattoli, colori, forme e molti altri oggetti…poi via via si inseriscono piccoli racconti dove il filo conduttore rimangono comunque figure essenziali e facilmente identificabili.

Ricordiamoci che i bambini sono perfettamente in grado di ricordare una storia letta e riletta e vanno a prendere da soli il libro che desiderano sfogliare

I loro libri devono avere tante illustrazioni colorate e di impatto;
hanno come protagonista un bambino nel quale il piccolo potrà immedesimarsi e che, proprio come lui, fa scoperte e conquiste nella vita di tutti i giorni, misurandosi con limiti e difficoltà;
permettano loro l’interazione girando le pagine inserendo le loro manine nelle varie fustellature presenti;
devono trasmettere un messaggio che sia educativo o morale o che aiuti il bambino ad elaborare conflitti e sensazioni;
deve essere ripetitiva perché così il bambino si sente sente rassicurato e può prevedere ciò che accadrà pagina dopo pagina ❤

Leggere a voce alta ad un bambino di due anni significa regalare a lui e a noi un momento di riposo e di intimità, di condivisione e coccole che aiutano non solo a rinsaldare il legame genitore-figlio, ma anche ad aiutarlo a far luce sui tanti e vulcanici sentimenti che il nostro piccolo sta vivendo.

I libri cartonati e con fustellature varie sono decisamente i più amati dai bambini.
Con pagine rigide e resistenti, magari con immagini in rilievo, le facce con le diverse espressioni o con le classiche finestrelle da aprire per scoprire cosa si nasconde sotto.

La Coccinella è una casa editrice il cui ruolo storico nell’invenzione e nella proposta di libri gioco di qualità è indiscutibile. Basti pensare ai famosi libri coi buchi che risalgono agli anni settanta e che hanno rappresentato una svolta di rilievo nel settore.
Per questo motivo trovo interessanti le ultime proposte pubblicate dalla casa editrice La Coccinella 😉

Casa dolce Casa di Giovanna Mantegazza

Dalla copertina si vede un grande buco a forma esagonale, che dà un effetto di profondità quasi tridimensionale. Si tratta di un libro per bambini interattivo, che in modo sempre semplice ed essenziale racconta al bambino una tipica giornata delle api, la loro importanza per l’esistenza della frutta, fiori e della natura stessa ma anche fanno conoscere la bontà del loro raccolto, il miele.


Questo libro può avere più metodi di lettura nel senso che si può iniziare giocando, permettendo a mamma e bambino di giocare assieme al gioco del cucù, guardandosi attraverso i fori che diventano via via più piccoli e poi mano a mano che il bimbo mostra l’interesse per la storia si procede con il vreve racconto.

Acquina Acquetta

Anche in questo libro dal piccolo formato, fin dalla copertina compare un grande buco a forma di pozzanghera ed invita in modo semplice ma diretto il bambino a scoprirne l’interno.

“Acquina acquetta mi fai giocare?
La mia barchetta vuol navigare!”

Il bambino viene accolto in questa storia immersa nelle cose semplici della natura, proprio quelle che piacciono molto ai bambini, giocare e saltare nelle pozzanghere di pioggia, far navigare una barchetta da un lato all’altro, oppure al mare fare il classico castello con l’acqua e il fossato che ci gira attorno.
Renato, Giulietta, Francesca, Gigetto tanti piccoli bambini con i quali identificarsi e rivivere emozioni e voglia di nuovi giochi ed esperienze a contatto con la natura.

 

Le mie Emozioni, Oggi mi sento BLU

E’ importante per un bambino dare un nome alle sue emozioni. E’ questo l’obiettivo che si pone questo libro. Il primo passo è riuscire ad insegnargli a riconoscere le proprie emozioni verbalizzandole.
Il passo successivo è quello di insegnargli a riconoscere le stesse emozioni anche nelle altre persone. Mostrare, ad esempio, delle immagini di volti, o leggere dei testi e riflettere con lui sullo stato d’animo dei personaggi che da questi sono descritti e raffigurati, può essere utile per insegnargli ad identificare negli altri le stesse emozioni che ha sperimentato su se stesso.


In questo libro cartonato edito da La Coccinella editore attraverso immagini che sembrano semplici collage, le emozioni vengono “mostrate” al bambino attraverso forme e colore riconoscibili anche nella vita quotidiana, come la calma della notte, la tristezza di un salice piangente composto da tante goccioline e come le nuvole oppure la voglia di coccole e tenerezze proprio come un gattino che fa le fusa 🙂

Oooooh che Emozione!

Il gioco proposto è intelligente, divertente e di effetto sicuro e parte già dalla copertina!
In ciascuna doppia pagina, sulla facciata di sinistra, con poche parole, si indica un’azione, piuttosto immaginifica, che si può realizzare con un ditino. Ad esempio:
“con un ditino… ooooh, che emozione!
Puoi far battere un cuore anche più di un cannone!”.

Nella parte di destra, un meccanismo cartotecnico piuttosto semplice produce un effetto visivo molto efficace: muovendo una levetta, sagomata appositamente per accogliere un piccolo polpastrello la bimba appena ricevuto il bacino dal suo amichetto che inizialmente era stupita dopo mostra la sua emozione nel viso con gli occhietti chiusi e le guance rosse.
E così via. Voltando pagina, il bimbo può far saltare un grillo o far volar via un palloncino arancione.

E’ veramente unica e da cogliere assolutamnete la meraviglia dei piccoli lettori mentre interagiscono con le loro manine e verificano poi gli effetti allegri, buffi, dolci, sbarazzini, ma anche pieni di richiami sul mondo naturale, sulla dimensione della fantasia, su quella degli affetti e perfino sulla quotidianità.

Tutti questi libri sono di dimensioni adatte alle manine, appaiono solidi fin dal primo sguardo, sono robusti e sicuri con i loro bordi stondati e il cartone spesso di cui è composta ogni pagina, presentano illustrazioni colorate, vivaci, accattivanti senza essere eccessive, hanno un testo lineare, breve e musicale.
Con questa tipologia di libri, il genitore partecipa alla storia insieme al bambino.

Buone prime letture! 😉
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Mortina – Barbara Cantini

Mortina non è una bambina normale.
Ma lei non si sente nemmeno così diversa.
Certo la sua pelle non ha il tipico colorito rosa delle bambine.
Anzi è decisamente bianca.

Mortina non è una bambina come tutte le altre, è una bambina zombie: ha la pelle bianca, gli occhi sporgenti con le occhiaie viola e può staccarsi parti del corpo. Vive felicemente in una villa che gli abitanti del villaggio ritengono abbandonata perché la zia Dipartita le vieta di farsi vedere, men che meno se si tratta di bambini!

In meno di due anni le avventure di Mortina sono diventate ben 3 e con un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al primo libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, Mortina – Una storia che ti farà morire dal ridere dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, Mortina e l’odioso cugino, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Infine il terzo volume, pubblicato i primi di ottobre (2018) Mortina e l’amico fantasma.
Le avventure di Mortina sono scritte ed illustrate da Barbara Cantini edite da Mondadori.
Il tono leggero e con quel pizzico di umorismo dei 3 libri appare palese sin dalle deliziose copertine che raffigurano in primo piano una pallida bimbetta dagli occhi sporgenti affiancata da compagni bizzarri e sullo sfondo, alle loro spalle, il classico castello dell’immaginario horror. Se non fosse già evidente così, ci pensa pure il sottotitolo a chiarire la natura ironica del volume, calcando un po’ la mano 😀

Il pubblico di destinazione è quello dei giovani lettori dai sette ai nove anni, perché ogni racconto è ricco di allusioni, doppi sensi nelle parole e stimoli nei disegni che i più grandicelli sanno cogliere meglio.
Diverte, però, anche i più piccoli, che temono e amano allo stesso tempo le atmosfere paurose e i colori cupi, ma colgono immediatamente il tono umoristico e spiritoso proprio. Infatti, grazie alla freschezza e al loro approccio giocoso rappresentano ingredienti prelibati anche per bambini più piccoli, di cinque-sei anni, che seguiranno le figure dal fascino gotico e si porranno in silenzioso ascolto.
Sopratutto in questo periodo dell’anno che precede la festa di Halloween, le storie di Mortina riscuotono indistintamente nei bambini e bambini un grande fascino ed interesse! Una grande occasione anche per avvicinarli alla lettura e al meraviglioso mondo dei libri 😉

Scopriamo insieme queste storie, condite da tanta ironia, della bambina zombie 😉

Mortina
Una storia che ti farà morire dal ridere

Mortina gioca col suo amico fidato, Mesto un levriero albino e scorazza tra le stanze, nel giardino o nel bosco dietro la villa, ma le manca di poter giocare con i bambini della sua età. Così cerca di escogitare strategie per poter uscire e l’occasione giusta si presenta!


L’occasione giusta è proprio la festa di Halloween, in cui i bambini girano per le case travestiti da mostri a chiedere: “Dolcetto o scherzetto?”.
Mortina ha la grandiosa idea di partecipare alla festa fingendosi una bambina travestita. Distrae la zia con un diversivo ingegnoso: scuce la coda e un orecchio al gatto Ombra in modo che lei rimanga impegnata a ricucirlo e non si accorga della sua fuga. Mentre fervono i preparativi nel villaggio, la bambina aspetta impaziente il giorno della festa che finalmente arriva: Mortina passa la mattina e la prima parte del pomeriggio a prepararsi e per cestino pensa bene di usare il vecchio portagioie della zia, peccato che si tratti della testa del prozio Funesto! Lo convince a restarsene zitto senza brontolare e corre fuori a cercare i bambini mascherati.

Si fa coraggio e chiede se può unirsi al gruppo: i bambini la guardano incuriositi ma l’accolgono con entusiasmo.

Si avviano cantando per le vie e Mortina è felice perché quei bambini non sembrano aver paura di vampiri, streghe, uomini lupo, zombie o fantasmi. Ma loro non hanno capito che il suo vero nome è Mortina è non Martina, come la chiamano 😀
E quando la bambina zombie, ormai a suo agio, si rivela, la guardano allibiti.
Riusciranno ad accettarla per quello che è?
E Mortina riuscirà finalmente a farsi degli amici con cui giocare?
Vi dico solo che Mortina non è tipo da arrendersi!

Un delicato racconto sul bisogno di aggregazione e di accettazione!

Mortina e l’odioso cugino

“Pioveva da ore. Mortina era annoiata
perchè i bambini del villaggio
non si erano visti a Villa Decadente quel giorno.”

L’avventura di questo secondo episodio si snoda all’interno di Villa Decadente e vede protagonisti Mortina, il cugino Dilbert e gli amici del villaggio vicino.
Ma andiamo con ordine.


Mortina si annoia. Zia Dipartita ha trovato nella Botanica la sua grande passione. Mesto è in giro a caccia di rospi. Fuori piove e i suoi amici non sono andati a trovarla.
Quando suona il campanello Mortina è felicissima.
Quando apre la porta e si ritrova davanti un piccolo zombie aristocratico è curiosa.
Quando capisce che tipo è suo cugino pensa che sarebbe stata meglio sola.
Il bambino, per niente simpatico e con un atteggiamento tutt’altro che gentile, si accomoda in casa con il suo ragno da compagnia.

Mortina va su tutte le furie. Perché la zia ha invitato Dilbert? Ma soprattutto dove è finita la zia?
Suona di nuovo il campanello di casa e, ad uno ad uno, arrivano anche gli amici del villaggio, anch’essi invitati dalla zia con un biglietto trovato davanti casa, su cespugli, piante o alberi.

Che strano! Come mai Mortina non sapeva niente di questi inviti? E perché poi?
I bambini decidono di mettersi in cerca della zia per la Villa ma non trovano nulla, neanche un indizio di dove possa essere finita. A un certo punto scompare anche Teresa, una delle amiche di Mortina…

E insomma…il mistero si infittisce sempre più finché sarà proprio l’odioso Dilbert a risolverlo e soprattutto a trovare la zia e Teresa.
Non vi svelo nulla perché vi consiglio di leggerlo;)

Vi dico solo che anche questa volta Mortina offre un importante spunto di riflessione: mai giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo, anche se apparentemente possa sembrare scorbutico e antipatico!
Dando una possibilità, si possono ricevere delle belle sorprese…perché ognuno in fondo ha un suo talento!
Tutti abbiamo una qualità speciale perciò mai fermarsi alle apparenze, diamo sempre a noi stessi e agli altri la possibilità di scoprirla! 😉

Mortina e l’Amico Fantasma

“Nevicava ormai da giorni
e Villa Decadente era tutta imbiancata.
Il lunedì Mortina stava giocando ai vampiri
con Mesto e dalla finestra

aveva visto balenare una piccola luce.”

Per tutta la settimana Mortina e Mesto vedono accadere strane cose nelle stanze della villa e guardando fuori dalla finestra, curiosi vedono un bambino luminiscente, sbiadito..ma carino!

Mortina in questo terzo volume dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro.
Tra i libri della biblioteca, analizzando il suo abbigliamento e chiedendo un suggerimento anche a zia Dipartita.
La Zia ricorda, con il suo fare signorile, che per cercare qualcuno nel passato bisognava consultare dei registri che si trovavano in chiesa.
Ovviamente era fuori discussione che Mortina ci potesse andare, ma oramai conosciamo bene la furba Mortina 😉

Dopo mille peripezie per scappare dalla finestra della villa nonostante la promessa, entrare in chiesa dopo che il guardiano aveva senito il cancello cigolare, e uscire dalla stessa spaventandolo a morte fingendosi una poverina in una bara, Mortina riesce a tornare di corsissima al sicuro nella villa e mentre tutti dormivano lei e il fantasma continuavano a cercare nel registro rubato.

Vi lascio scoprire durante la lettura il bellissimo finale di questo terzo volume, ma vi anticipo solo che questo fantasma riuscirà a far battere il cuore alla piccola Mortina..
Anche in questa terza storia Mortina porta con sè un esempio importante, sulla forza e il potere di sentire un legame con qualche nuovo amico e sopratutto quel desiderio unico che porta indistintamente grandi e piccini a sentire di voler aiutare qualcun altro!

Come ha affermato Barbara Cantini in un intervista “È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre”

Mortina opera della creatività di Barbara Cantini, che per la prima volta si è cimentata anche nella scrittura, confezionando ben tre frizzanti storie “horror” dallo stile garbato e buffo. Le ambientazioni sono minuziose e realistiche, qua e là le pagine sono arricchite da didascalie e brevi testi che descrivono ironicamente lo strampalato assortimento dei personaggi presentati.
L’atmosfera gotica, ben espressa dalla predilezione per le tinte cupe, come il nero, il viola fa da cornice a tre simpatici racconti di immediata comprensione, ritmati, che giocano sui doppi sensi delle parole, sulla parodia e sulla voglia dei bambini di lasciarsi attraversare da qualche piccolo e innocuo brivido.

Barbara Catini, ci racconta di Mortina
e si racconta per i piccoli e grandi lettori
di Crescere Leggendo:

Barbara ci racconti un po’ della tua vita e di quando hai deciso di dedicarti al mondo magnifico dell’illustrazione?

La passione per il disegno e l’illustrazione mi accompagna da che ho memoria, ho sempre passato molto tempo a “perdermi nelle figure” dei miei libri illustrati preferiti. Pensare realmente che l’illustrazione potesse essere la mia strada però ha necessitato di più tempo e una maggior fiducia e consapevolezza. Dopo gli studi artistici e universitari e una breve parentesi nel settore del restauro, sentivo che dovevo riprendere a disegnare, mi mancava troppo, e farlo nei ritagli di tempo non mi bastava più. Quindi mi sono iscritta ad un corso di animazione cartoon, piuttosto che quello di illustrazione, perché l’idea di imparare a far “vivere” i personaggi attraverso il movimento mi emozionava tantissimo. L’animazione mi è stata molto utile anche perché mi ha insegnato a raccontare una storia come una sequenza di immagini. Terminata la scuola e fatto qualche anno di esperienza in uno studio di animazione ho partecipato al concorso “L’illustratore dell’anno” di Città del Sole e dopo averlo vinto, ho avuto la spinta per dedicarmi esclusivamente all’illustrazione, che è sempre stata il mio “primo amore”.
Il passaggio alla scrittura è stato più lento, anche più “rispettoso” oserei dire. E’ più recente ed è avvenuto passando attraverso il piacere di iniziare a immaginare i miei personaggi e il loro mondo. Chi erano, cosa facevano, qual erano il loro vissuto e i loro desideri?

Mortina è ora una serie di tre libri illustrati e scritti da te.
Com’è nata l’idea?

Mortina è nata dopo una “lunga gestazione”, a partire da un semplice schizzo sul mio blocco da disegno, risalente ai tempi in cui frequentavo la scuola di animazione, ormai 12 anni fa.
Avevo disegnato una bambina stralunata, inizialmente in compagnia di un pipistrello balbuziente, che poi lavorandoci si è “trasformato” in un cane, il Mesto che conosciamo ora. Per non farla sparire dalla memoria è stato sufficiente essermi fermata quel disegno e un unico appunto scritto “Mortina”.
Ho poi ripreso l’idea a cavallo tra il 2015-2016, sviluppandole intorno una storia e un contesto di vita familiare. A livello narrativo ho scelto senza esitazione di portare un’ambientazione “fantastica” in un contesto generale di realtà e non di creare un mondo apposito popolato solo di mostri e fantasmi. Ma tutto ha preso forma dal disegno abbozzato della piccola zombie e dal gioco di parole Mortina-Martina. Sempre appuntarsi le idee! 🙂
Per me il libro sarebbe stato solo il primo, ma fin da prima della pubblicazione l’editore mi suggerì di pensare alla possibilità di una serie, perché il personaggio si prestava bene ad essere sviluppato in libri successivi.

Quali sono i temi conduttore che affronti nei tre libri?

Premetto che le storie non sono nate in modo “costruito” per portare un messaggio piuttosto che un altro.
Certamente il filo conduttore che ritroviamo nei libri della serie è quello dell’amicizia, l’empatia e la disponibilità verso gli altri. Il tutto in un contesto un po’ creepy, per il quale ho una propensione fin da piccola. E certamente anche nella stesura delle storie ho dovuto rispettare i binari del mistero e del piccolo brivido, per coerenza con il personaggio e l’ambientazione. Il mio approccio è sì gotico, per le situazioni e le illustrazioni (e mi viene detto sempre!) ma prevale sempre una forte ironia che riesce a riportare anche gli aspetti macabri e grotteschi su un piano affrontabile e perché no, spero anche divertente per dei bambini.
Nei libri, specialmente nel primo, è individuabile anche l’aspetto della paura e della capacità di sovvertire qualche piccola regola, di prendersi qualche rischio, in nome di uno scopo più importante.
Quando parlo della paura, non intendo tanto quella di zombie o fantasmi, quanto la paura di “non piacere abbastanza”, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre “mostruosità”, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei. Ma come tutti i bambini, ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa.
Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo. Dall’altro lato scoprirà che i bambini sono entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla quotidianità.
Anche “l’odioso cugino” Dilbert in verità si rivelerà a suo modo prezioso e possiamo anche intuire che il suo antipatico comportamento è dovuto come spesso accade a qualche silente sofferenza.

E’ previsto un 4° volume delle avventure di Mortina?

Qui mi riallaccio alla risposta precedente, dicendo che sì, ho già scritto una quarta storia su richiesta dell’editore e mi appresto a iniziare lo storyboard e le illustrazioni. E proprio in questo quarto libro scopriremo le ragioni del comportamento un po’ arrogante del cugino Dilbert.
L’uscita dovrebbe essere a Giugno 2019.

Cosa ti piacerebbe che i bambini imparassero da Mortina?

Non ho la pretesa di insegnare, ma mi auguro che indirettamente tra le righe, ai bambini possa arrivare il messaggio che le differenze e le diversità sono un arricchimento per ciascuno. Che ognuno deve andare fiero delle proprie particolarità, perché spesso sono proprio quelle che ci mettono alla prova, migliorandoci e rendendoci noi stessi. Che poi se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale!
Un altro aspetto che spero passi dalle storie è quello dell’empatia, dello slancio di voler aiutare qualcun altro solo perché riusciamo a metterci nei suoi panni, comprendendone un bisogno.

Altri progetti per il futuro?

Ho diverse idee da sviluppare e non so se tutte vedranno la luce, ma insieme alla mia nuova agente intanto ne abbiamo scelta una da mettere a fuoco e da cui iniziare. Si tratterà di un albo però, non di un racconto come Mortina.
Prima però ho la quarta storia di Mortina da realizzare! 🙂

 

Ecco quindi che è decisamente impossibile non affezionarsi a Mortina e non restare conquistati dalla sua anima, pura e sincera, decisamente rara. La diversità dovrebbe essere la normalità, le apparenze non dovrebbero mai essere porte che si chiudono e Mortina lo ricorda e lo dimostra a grandi e piccini, con gentilezza e una grande sensibilità!
Buone letture!

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La Principessa di Papà – Séverine Vidal

“Quando Stellina è nata, suo padre il Re
si è chinato per guardarla bene.
Ed è stato amore a prima vista
e per tutta la Vita.”

Il papà di Stellina, non è un papà qualunque, ma è un Re, il re dell’ansia…come molti papà che conosciamo 😉 Dal giorno in cui è nata, Stellina ha sempre il suò papà accanto che la segue passo passo e non permette che le accada nulla di male.


Il Re è capace di asciugare una pozzanghera per non far bagnare i piedini della sua principessa, di scendere in giardino e cacciare ogni ape, mosca o zanzara che potrebbero darle fastidio, soffia sulla minestra che scotta e toglie i semini dall’uva.

Per proteggerla, inoltre, il Re non permette a Stellina di uscire fuori dal castello, ma la bimba è troppo curiosa di vedere il mondo là fuori e, alla prima occasione, eccola in giro per il villaggio a passeggiare libera e strafogarsi di dolci.

“Un giorno Stellina si alza molto presto
e decide di uscire dal castello,
senza dire niente a nessuno.
Parte alla scoperta del mondo!”

È felice Stellina, un po’ stanca e con i piedini indolenziti, ma felice mentre gironzola curiosa tra le vie dela città. Ovviamente, nel frattempo, il Re è in preda all’ansia, ha smosso cielo e terra per ritrovarla e quando Stellina rientra al castello il Re non è affatto contento.
Stellina, con il suo entusiamo tipico e genuino dei bambini racconta al padre la sua meravigliosa giornata e lo invita ad accompagnarla la prossima volta.

“Ma io sono andata
a spasso per la vita vera,
per le mille vie del mondo!”

Chissà se papà ora sarà un po’ meno protettivo e apprensivo?
…che ne dite, riuscirà il Re a rilassarsi e a uscire a spasso con la sua bambina mettendo da parte le troppe ansie e paure?

La principessa di Papà di Séverine Vidal edito da Sinnos editore, racconta in modo giocoso, l’iperprotettività dei genitori verso i figli, una storia di quello che accade con molta frequenza al giorno d’oggi.
Il tono del racconto è leggero, con un pizzico di umorismo e scanzonato, mentre le illustrazioni di Claire Le Meil hanno uno stile pulito, esile quasi a sembrare un fumetto e si abbinano delicatamente al messaggio del libro 😉

Un libro davvero carino da regalare a tutti i papà alle prese con le prime richieste di uscita, i neo-papà e tutti i futuri papà!
Ma non solo! Alle bimbe questo libro piace molto, perchè vi ritrovano la sicurezza e l’amore paterno che tanto rassicura e da fiducia fin da piccole.
Eccole quindi che leggendo, sfogliando e ammirando le illustrazioni vedono in Stellina anche loro stesse, con quella voglia di un punto di riferimento sicuro ma allo stesso tempo con quel grande desiderio di essere già grandi e libere di fare e decidere.

Buona lettura!
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Il piccolo Cavernicolo – Julia Donaldson

Il piccolo cavernicolo si sente solo,
non c’è nessuno con cui giocare.
Tutto è così noioso…
Poi, all’improvviso non lo è più,
ecco un pennello e un secchio!

Iniza proprio così la storia di questo adorabile bambino preistorico con indosso un bel pannolino di foglie e dei sui genitori molto indaffarati 😉
Il piccolo si annoia ma presto punta e raggiunge (come fan tutti i bimbi) un vaso di pittura e un pennello ed ecco che in un attimo ci sono tocchi creativi di colore ai di mamma nella sua caverna.

Che disastro ha combinato!!!
La mamma brontolando pulisce con spugna ed acqua mentre il papà comprensibilmente sconvolto, alza il dito e lo avvisa minaccioso che se ricapita verrà a prenderlo un mammut e lo porterà da un grande orso bruno. Quella stessa notte, le sue parole diventano realtà, e il bambino viene spazzato via in un’avventura incredibile!

Ma cosa sta accandendo?!
Il piccolo cavernicolo vede molte cose nel suo emozionante “viaggio” notturno al chiarore di una luna piena, come una iena che ride, una grande tigre dai denti a sciabola, vede anche una caverna sulla collina, chi vivrà lì dentro?!
Speriamo non sia la tana del grande orso bruno!!
Ebbene appena entrano a gran sorpresa il grande mammut gli porge un pennello!

Una tigre a cinque zampe!
L’orso bruno barbuto!
Un mammut con i baffi arricciati!
Questo sì che è divertente, ma sopratutto il Piccolo cavernicolo ha così liberamente creato alcuni dei più bei dipinti che mammut e la sua famiglia abbiano mai visto..e tutto diventa colore!!

Ma ora devono tornare a casa!

Il Piccolo cavernicolo opera della famosissima Julia Donaldson, illustrato magnificamente da Emily Gravett edito da Picarona è un libro illustrato pieno di umorismo e attenzione per i dettagli.
Toni caldi nella prima parte, per approfondire i toni più scuri dela notte e del testo e per poi tornare alla parte più divertente..dipinta!

Il testo come sempre è di facile lettura, grazie al ritmo cadenzato dalle rime tipico dell’autrice, molto divertente, con quel tono cantilenante che i più piccoli amano così tanto.
Un libro avventuroso dove la fantasia è la vera protagonista, e con semplicità arriva ad esaltare il potere di evasione dei piccoli che, a differenza dei grandi, riescono a vedere il mondo con occhi diversi; inoltre ci aiuta a insegnare ai piccoli quello che erano gli uomini migliaia di anni fa, dove e come vivevano, con quali animali e che tipo di disegni facevano nelle loro case/caverne…entriamo a piccoli passi a conoscere un po’ di preistoria 😉
Ancora una volta una bella storia che ci permette di toccare varie tematiche con i più piccoli!

Buona lettura e buon divertimento con i disegni 😉

Riccio e Coniglio – Pablo Albo

Oggi i protagonisti sono Riccio e Coniglio, alle prese con i fenomeni naturale che rendono loro la vita poco tranquilla nel giardino, e per noi tante situazioni esileranti 😉
La vita tranquilla di Riccio e Coniglio passa tra cercare lumache e mangiare cavoli, finché non succede qualcosa, una nuvola copre il sole o un vortice di foglie vuole giocare…

Riccio e coniglio erano nell’orto.
Coniglio mangiava cavoli e Riccio cercava lumache.
Il vento si mise a giocare con le foglie
e diede vita a un milinello.

Un giorno Riccio e Coniglio stanno cercando rispettivamente lumache e mangiando cavoli, quando improvvisamente sentono “uuuhhhh!”
Che spaventooooo! Prima Coniglio e poi Riccio scappano a nascondersi di corsa.
Pensano di aver visto un mostro e fuggono!!

I due furboni non sanno che era solo un turbine di vento. 😉
Il vento autunnale si diverte a giocare e trascinare le foglie, ma i due ahimè pensano che sia un mostro a far quel rumore.
Come si difenderanno?!?

I due corrono a nascondersi in un tronco d’albero, ma improvvisamente, di nuovo, “uhhhhhh!” accompagnato da foglie in volo

Aaaaaaaah, arriva!, il mostro li sta inseguendo!
Uno scappa correndo a più non posso a sinistra e l’altro esce dal tronco e scappa andando verso destra.
Solo dopo aver corso a più non posso entrambi si rendono conto di aver lasciato l’amico da solo.
La soluzione migliore sarebbe poter sembrare più feroci e spaventosi!
Detto fatto, Coniglio da una parte e Riccio dall’altra decidono entrambi di “travestirsi” tra fango, foglie e rami per spaventare quel mostro 🙂

Ma…si incontrano entrambi e non si riconoscono e scappano senza guardasi indietro a più non posso 😀

Riccio e Coniglio – Lo spavento del Vento è una storia ideale da raccontare sia in autunno che in primavera.
Ideale per lavorare sui concetti: destra, sinistra, poiché in diverse occasioni ogni animale fugge da un lato diverso.
E ideale anche per lavorare e affrontare le paure in generale o dei mostri, in modo leggero, giocoso e ridendo delle reazioni di Riccio e Coniglio 😉
Insomma, un’ottimo spunto per far capire ai piccoli lettori/ascoltatori che a volte l’immaginazione può giocare brutti scherzi e che possiamo credere di vedere certe cose che in realtà non lo sono.

 

Le avventure per Riccio e Coniglio continuano nel libro: La nuvola testarda 😉
Riccio e Coniglio si stanno godendo una bellissima giornata di sole.
Però ad un certo punto diventa tutto scuro e freddo: una nuvola si è messa proprio davanti al sole.

E adesso?
Adesso bisogna convincere la nuvola ad andare altrove.

Riccio e Coniglio si ingegnano. 😀 Non basta dire alla nuvola di andarsene, è troppo lontana non li può sentire, così decidono di salire su un albero. Ma anche così la nuvola è troppo lontana.
Bisogna trovare una soluzione con le… ali!!!!

Il corvo ha le ali, ma è troppo lontano, nemmeno lui li sente.
Però è il corvo ad essere lontano o è la nuvola che è lontana? Ma se il corvo è lontano, la nuvola è ancora più lontana?
Che confusione! Magari la mucca poco distante li può aiutare.
Ma la mucca non ha le ali! Mannaggia! 😀

Riusciranno Riccio e Coniglio a far spostare la nuvola e godersi la loro giornata di sole?
Anche questo un divertentissimo racconto che comincia come una storia molto semplice, ma in realtà affronta un tema abbastanza complesso per un bambino: la percezione delle distanze. Se Riccio e Coniglio sono in primo piano, quanto è lontana la nuvola? E il corvo? E la mucca?
Inoltre ci può permettere di parlare con i bambini di alcune questioni importanti per la loro educazione emotiva: essere in grado di chiedere aiuto, quando non possono fare qualcosa per se stessi, avere pazienza e sapere aspettare… 😉

Due storie, due libri illustrati editi da NubeOCHO, consigliati per i bambini anche dai due anni in su, hanno una lettura facile, con lettere grandi e linguaggio semplice, anche i disegni sono semplici, ma ricchi di colore e suggestivi, e con quel giusto tocco di umorismo che piace molto e rende il tutto facilmente riconoscibile per i bambini.

Le illustrazioni di Gòmez (nota illustratrice spagnola) sono molto colorate, il gioco di colori è molto piacevole.
L’autore Pablo Albo, uno dei più importanti narratori di storie per bambini e giovani, attraverso il suo umorismo rende i nostri simpatici amici troppo divertenti e surreali in entrambe le storie Riccio e Coniglio – Lo spavento del Vento & Riccio e Coniglio – La nuvola testarda.
Due libri nei quali è assicurata la risata. 😉
Pablo Albo conosce molto bene il gusto dei più piccoli che insieme alla sua maestria nella narrazione fa sì che queste storie li catturino fin dall’inizio!

Due storie belle, ideali per i più piccoli, raccontate con uno stile delizioso e con l’umorismo che caratterizza questo grande autore.
Penso che Coniglio e Riccio siano due personaggi che sono venuti con tanto desiderio di rimanere, e speriamo che continuino a raccontarci nuove avventure in altri libri

Buone letture e buon divertimento!
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Björn – Sei storie da orso

Björn abita in una caverna.
E proprio davanti all’ingresso
ci sono un prato di erba tenera
e un albero dal tronco rugoso.
Perfetto per grattarsi la schiena.

Björn è un orso alquanto ordinario, vive in un bosco insieme agli amici (la donnola, il gufo, la cincia, il gufo, lo scoiattolo, il tasso e la lepre) e conduce una vita semplice e sobria.
Eppure la quotidianità di Björn è così lieve, che i 6 piccoli avvenimenti raccontati nel libro, rendono la sua vita davvero molto desiderabile, specie agli occhi di un bambino, il quale sa che il susseguirsi monotono dei giorni è quasi sempre straordinario: anche quando sembra non accadere nulla, il niente è pieno tesori, mentre l’inaspettato per essere speciale deve trovare il suo posto nel ciclo naturale delle cose quotidiane.

“Non succede granchè
nella vita di un orsoSpesso Björn non fa niente.
Ma non si annoia mai.”

Le sei storie racchiuse in questo prezioso libro sono uno spaccato della vita di questo simpatico orso, riflessivo, pigro, ironico e, soprattutto, circondato da tanti altri abitanti del bosco come lui.

Nel primoepisodioBjörn si troverà per le mani un divano, una cosa mai vista nel bosco e che gli creerà qualche grattacapo.


Nel secondo racconto organizzerà una festa di carnevale con tutti gli amici ideandola a partire da un catalogo di vestiti e altri orpelli per umani.


Il terzo racconto (moooolto apprezzato e richiesto 😉 ) è il vero e proprio elogio alla lentezza: Björn si troverà a non fare “niente” tutto il giorno e… a non vedere l’ora di ricominciare l’indomani mattina!


Il quarto racconto è decisamente il più profondo: il nostro amico orso si troverà a dover scovare un regalo per la sua amica umana di città e, pensa che ti ripensa, capirà che forse un seme, meglio, diversi semi sono la cosa più giusta da regalare, “perché nessuno sa che cosa spunterà”.


Il quinto racconto, intitolato “Occhiali“, ci parla della visita medica annuale organizzata dal saggio gufo, che, anche se ha delle idee un po’ strambe e non sempre divertenti, agli amici piace, perché a tutti gli abitanti del bosco fa piacere avere qualcuno che si occupi di loro.

E’ ora?” è la domanda che il nostro Björn rivolge a tutti gli abitanti del bosco.
Le foglie cadono, l’aria è cambiata e le rondini sono partite: l’autunno sta arrivando, bisogna fare scorta di grasso in vista del letargo, andare in fondo alla caverna e… puntare la sveglia su “primavera”.
Ecco che l’ultimo episodio è una sorta di arrivederci dopo tante avventure!

Björn sei storie da Orso di Delphine Perret edito da Terre di Mezzo è perfettamente pensato per i piccoli che sanno già leggere: a partire dai 6 anni, in su. Io lo trovo perfettamente adatto all’approccio alla lettura individuale, anche se nulla vi vieta di leggerlo insieme, adulti e bimbi.

Ogni episodio è strutturato per far sì che i bambini si sentano davvero partecipi di quanto accade nel bosco di Björn: scritto in stampatello, e quindi dall’approccio molto semplice, ogni frase (tutte brevi e dalla struttura elementare) è accompagnata da un’illustrazione.

I disegni, sono meravigliosi e nella loro essenzialità sono evocativi e riescono a trasmettere con delicatezza le emozioni provate dai personaggi. Non sono colorati proprio per aiutare ancora di più il bambino a concentrarsi sulla lettura della narrazione espressa in parole. Le illustrazioni sono un utilissimo supporto alla storia, ma senza toglierle il giusto respiro.
Come detto trovo questo albo davvero meraviglioso, l’autrice, nonché illustratrice, Delphine Perret ci restituisce in modo mirabile la semplicità e, nel contempo, la straordinarietà della vita nel bosco, una vita fatta di situazione quotidiane, di incontri speciali, di meraviglia e di stupore di fronte a quanto il mondo ci mette davanti.

Come leggiamo nella quarta di copertina…
“la meraviglia, spesso, si nasconde nelle piccole cose“

Copertina rigida gialla, pagine interne color tenue menta, disegni stilizzati che sembrano fatti a matita, tanti personaggi ai quali i bambini non faranno fatica ad affezionarsi, questo è il contenitore perfetto per 64 pagine e sei racconti ironici, delicati, un pochino strampalati come piacciono ai bambini. 😉

Björn e le sue avventure lo dedichiamo a tutti i bambini, per essere un po’ come il tenero orso, di badare all’essenziale, di meravigliarsi del normale, di gioire delle piccole cose, ma soprattutto di godere della bellezza di una vita semplice circondata da amici veri!

Buona lettura!
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Mibau Mibau – Blanca Lacasa

Rispetta, accetta e fai uno sforzo (a volte nemmeno grande)
per rendere felice la persona che ti circonda (specialmente se è qualcuno che ami).
Questa è la storia di Fabio..un cagnolino!

Fabio è un cane. Sì, un cane con il muso di cane, le zampe di cane, le orecchie di cane …

Ma Fabio non abbaia, non corre come un matto per trovare il bastone che il suo proprietario gli lancia, non fa quello che i cani dovrebbero fare. E Fabio è diverso, così semplice.

I loro proprietari lo incoraggiano a fare cose da cani, perché è quello che fanno tutti i cani.
Anche Max, il piccolo di casa, cerca di aiutarlo a imparare ad abbaiare, a rincorrere il bastone o a prendere la pallina..
Ma Max non ottiene nulla.

Una notte, il bambino si alza e scopre con sorpresa che Fabio non è da nessuna parte in casa.
Che strano, dove sarà?
La sera dopo decide di seguirlo e lo vede uscire spensierato, agitando la coda con grande emozione.

E scopre il vero Fabio, quel Fabio che sale sugli alberi e si butta dai tetti, che gioca con i gomitoli di lana, si fa le unghie e addirittura a b b i a g o l a!

Max torna a casa lentamente, pensanto e riflettendo su questa “scoperta”.
Fabio sembrava immensamente felice di fare cose da gatto.
Per la prima volta ha visto il suo cane felice!

Forse l’unica cosa che Max e la sua famiglia possono fare è accettarlo per come si sente lui veramente, senza tentare in tutti i modi di cambiarlo.
In questo albo illustrato Mibau Mibau, questa è una parte importante di ciò che l’autrice Blanca Lacasa vuole trasmetterci: per farci vedere che non tutti dobbiamo essere ciò che siamo “supposti” di essere.
Siamo molto più di ciò che viene visto e ciò che sentiamo è ciò che è veramente importante!

Sono sicura che sia una risorsa eccellente per genitori e insegnanti. Una storia divertente, con illustrazioni molto belle che sanno trasmettere in modo diretto e chiaro le emozioni e le sensazioni dei protagonisti.

Edito da NubeOCHO e illustrato da Gòmez è una storia perfetta per parlare ai bambini, in modo semplice, di rispetto; temi come questi sono e devono essere pilastri fondamentali per la formazione sana di bambini tolleranti e rispettosi in primis di loro stessi e di chi gli sta vicino.
Siamo felici di vedere e leggere sempre di più libri che arrivano a lavorare su aspetti importanti e diversi come l’autonomia, il distacco, la tolleranza, l’immaginazione, l’autostima. E, come in Mibau Mibau di rispetto verso gli altri esseri.

Buona lettura!
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Smon Smon – Sonja Danowski

Lo Smon Smon vive sul pianeta Gon Gon.
Al mattino, lo Smon Smon appende
il suo ultimo ton ton ad un lun lun

accanto al suo won won
e se ne va galleggiando dentro un ron ron.

Smon Smon è uno di quei libri che inevitabilmente i bambini sperimentano con entusiasmo con tutti i sensi. Fin dalle prime pagine, sai subito che è stato creato qualcosa di molto prezioso! Con un linguaggio inventato e bizzarro Danowski (autrice sia delle illustrazioni che dei testi) crea un mondo ovattato in cui ogni difficoltà può essere superata grazie alla collaborazione tra gli esseri fantastici, pure diversissimi tra loro, che lo popolano.
Smon Smon è un libro dal grande formato e con la sua orginalità diventa un inno all’infanzia e all’amicizia raccontato con un linguaggio ritmico e musicale come una bella filastrocca da imparare a memoria, per poterci giocare in qualunque momento, tanto da farlo quasi diventare un linguaggio gioco!

Questa storia appartiene al pianeta delle fiabe Gon Gon, dove Smon Smon vive le sue avventure.
Raccoglie ton ton, frutti simili a mele, li sta raccogliendo e riempiendo il suo ron ron. Saranno una scorta di cibo o un regalo per qualcuno?!
Pagina dopo pagina le grandi illustrazioni ci raccontano una bella storia, tra disavventure, pericoli, salvataggi e incontri di klon klon.
..e il finale? Beh vi piacerà parola di piccoli lettori e ascoltatori! 😀

Smon Smon ha un linguaggio che affascina e diverte allo stesso tempo.
Won won è il letto
lun lun è una liana
pon pon sono funghi giganti stupendi
gon gon è il pianeta…

Il testo è molto essenziale, una frase per pagina ma è quanto basta perchè le immagini raccontano tutto in modo così accurato e comprensibile. Tuttavia il testo, come abbiamo visto, apporta numerosi suoni che creano movimento e giocoso il libro!
Smon Smon racconta una storia deliziosa ma allo stesso tempo vuole rendere un nuovo linguaggio consapevole ai piccoli lettori. Ridefinire cose sconosciute, riconoscere nel fantastico ciò che è possibile e nel possibile, il reale.

Sonja Danowski per le illustrazione ha scelto colori forti e terrosi per disegnare volti carini con pennelli, pennarelli e acquerelli e mettere in scena consapevolmente le loro forme. Questa adorabile creatura di nome Smon Smon ricorda un po ‘la più piccola figura di una matrioska, forse una figura fissa. Ad ogni modo, Smon Smon vive sul misterioso pianeta Gon Gon. Ci sono molte cose belle lì, ma ci sono anche pericoli, come Zon Zon profondi e oscuri ma, se necessario, Smon Smon può contare sui suoi amici 😉

Particolare ma molto affascinante, la storia di Danowski edita da Orecchio Acerbo, ci porta in un viaggio unico verso luoghi sconosciuti.
I disegni dettagliati ci permettono di immergerci in questo mondo per niente familiare in cui tutti, grandi e piccini rimaniamo affascinati.
I giochi linguistici di Danowski richiedono sicuramente un po’ di immaginazione e di brio nella lettura ad alta voce, ma l’autore sa fin troppo bene che i bambini stessi amano sperimentare con il linguaggio e amano i nomi di fantasia. Gli aggettivi ben scelti descrivono anche i termini più da vicino, e l’osservatore finalmente va molto d’accordo nelle immagini.

Sonja Danowski vive a Berlino come illustratrice e artista di libri illustrati. Le sue opere hanno vinto diversi premi internazionali.

Ai bambini piace così tanto che imiteranno e reinveteranno la loro versione di Smon Smon nei loro giochi!

Buona lettura e buon viaggio nel pianeta Gon Gon!
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Il Lupo è ritornato! – Babalibri

“Stasera il signor Coniglio ha paura di andare a dormire.
Ha appena letto sul giornale una notizia terrificante…
IL LUPO È RITORNATO!”

Il signor Coniglio si allarma subito!
Bisogna fare qualcosa.
Bisogna chiudersi in casa!

TOC! TOC! TOC! Qualcuno bussa alla sua porta. Sarà il lupo? No, sono i Tre Porcellini.

TOC! TOC! TOC! Missà che questa volta è il lupo!? No, è la signora Capra con i suoi sette Capretti.

TOC! TOC! TOC! I personaggi delle favole bussano spaventati alla casa del signor Coniglio Cappuccetto Rosso, l’agnellino, e Pierino…

Si sta spargendo la voce, ormai lo sanno tutti!
Sono tutti molto impauriti e chiedono ospitalità al signor Coniglio.
Tutti quanti hanno paura di essere mangiati!
Che fare?
Bisogna fare qualcosa. Bisogna chiudersi in casa e stare uniti!
Ora sono tutti insieme a casa del signor Coniglio possono preparare una cena “coi fiocchi”, ognuno prepara qualcosa ma…
…quando sono seduti tutti a tavola, bussano al porta BUM! BUM! BUM!

Un finale, ironico e sorprendente, capace di trasformare la paura di incontrare il lupo!

Il lupo è ritornato! di Geoffroy Pennart edito da Babalibri è un albo davvero molto buffo che diverte un sacco i bambini, è pieno di colori e personaggi simpaticissimi, tutti ingredienti top!
Insomma un libro ironico e i personaggi più famosi delle fiabe rendono il tutto accattivante per i piccoli lettori.

Pagina dopo pagina il libro è strutturato con un ritmo comico, basato su un meccanismo assolutamente semplice, una serie di ripetizioni in un crescendo di aspettativa. Dal coniglio che ha paura si arriva a quattro fino a quindici personaggi “famosi” spaventati! A condire tutti questi passaggi ci sono le nostre risate che nascono inevitabilmente dalla parodia dei personaggi e delle loro reazioni 😀
Un’ironia semplice e diretta che piace a grandi e piccini, basta solo una bella lettura calzando a pieno le paure del personaggio e il libro sarà quotatitissimo ogni giorno dai bimbi 😉

Buona lettura!
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