Conoscere Dio è Conoscere Te Stesso

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Deepak Chopra è un’autorità di fama mondiale nel campo della guarigione mente-corpo, un autore di best-seller, e il fondatore del Chopra Center for Wellbeing (Centro del Benessere).

Proclamato da Time Magazine il “poeta-profeta della medicina alternativa”, è anche conduttore di un popolare programma radiofonico per la stazione americana Sirius/XM Stars.

Forza mondiale nel campo del potenziamento umano, il Dott. Chopra è l’autore prolifico di oltre 55 libri, tra cui quattordici bestseller sulla salute di mente e corpo, sulla meccanica quantistica, sulla spiritualità e sulla pace. I libri del Dott. Chopra sono stati tradotti e pubblicati in più di 85 lingue.

Deepak Chopra ha letteralmente trasformato la nostra comprensione del significato di salute, ha tracciato nuove vie per liberare l’incredibile potenziale che risiede dentro tutti noi e che ci porta verso il benessere fisico, emozionale, spirituale, mentale e sociale.

Macro Video pubblica 2 Film in DVD che sono vere avventure mistiche e scientifiche allo stesso tempo, che elevano la consapevolezza interiore e permettono di condividere le intuizioni dell’autore da utilizzare come principi per un futuro ricco di promesse!

2 FILM in DVD tratti dagli omonimi libri bestseller che hanno vendutooltre 20 milioni di copie in tutto il mondo


Le sette leggi spirituali del successo

Dal libro best seller in cima alla classifica del New York Times per ben due anni, è stato realizzato un film emozionante e ricco di rivelazioni in cui Deepak Chopra, autore di fama mondiale e Olivia Newton John, attrice e cantautrice, ci guidano con semplicità alla scoperta e alla sperimentazione delle sette leggi spirituali del successo.

Un film di grande importanza per la tua vita perché ti mette a disposizione tanti metodi e consigli speciali che costituiscono una straordinaria fonte di guida e ispirazione.

Le sette leggi spirituali del successo ti offre l’opportunità di scoprire che tutto può essere “guarito”: fallimenti, divorzi, crisi, problemi di salute.

Conoscere dio è conoscere te stesso

Dal genio di Deepak Chopra e dal best seller omonimo, un film potente che indaga il più antico mistero della vita: siamo qui per caso o c’è all’opera una forza divina, un Creatore, dietro la nostra esistenza? A dio importa di noi? Dalle sponde del fiume Gange in India, alle grandi Piramidi d’Egitto, Deepak Chopra ci conduce in un viaggio mozzafiato, alla scoperta del significato stesso della creazione, dei miracoli e della nostra immortalità!

Dopo centinaia di secoli in cui abbiamo conosciuto dio esclusivamente attraverso la fede, è giunto il tempo per capirne l’infinita intelligenza e farne esperienza diretta.

Chopra unisce l’antica saggezza con le scoperte della scienza moderna per arrivare all’origine dell’anima.

Spiega il ruolo della fisica quantistica, della mitologia, della religione e della preghiera, e ci invita a decodificare il linguaggio dell’universo, attraverso le teorie di Einstein di tempo e spazio. Stimolante e ricco di immagini dinamiche, il film presenta luoghi esotici e propone effetti speciali che aiutano gli spettatori a sperimentare un viaggio inconsueto nella propria mente e verso il proprio Sé, seguendo un percorso interiore di consapevolezza che può condurre al riconoscimento che “Dio è in tutti, compreso in Te”.

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Unire il successo materiale e l’appagamento spirituale? Non solo è possibile, ci dice Deepak Chopra, ma è necessario.

Non c’è vera ricchezza se il nostro spirito non la sa gestire e non la sa vivere. E non c’è vera felicità interiore se si è esclusi dal circolo del benessere materiale.

Ci sono sette leggi naturali che governano la natura. Vivere in armonia con queste regole è la chiave per raggiungere il successo nel lavoro, nelle relazioni sociali, in amore, negli affari.

Il segreto sta nel farle diventare una facile abitudine: poi, tutto verrà da sé. Il benessere si genera spontaneamente. Il successo attrae altri successi.

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LA COMUNICAZIONE NON VERBALE – Il linguaggio segreto del nostro inconscio

Cos’è la comunicazione non verbale?

Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico. Infatti, il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro. Non sono separati (altrimenti non saremo vivi!) ma si tratta di una suddivisione di comodo in quanto nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.). Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale.

Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli). Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza. La società occidentale è essenzialmente basata sulla logica e la razionalità (emisfero sinistro) e per questo tendiamo a dare importanza in maniera esclusiva al linguaggio informativo. Badiamo più alle parole che al modo in cui sono espresse.

Se, ad esempio, chiediamo ad un nostro amico di prestarci l’auto e questo ci risponde che lo farà, prestiamo ascolto solo alle parole dette. Non notiamo, ad esempio, se mentre asserisce scuote la testa (come a indicare un “no”), abbassa inconsciamente il tono di voce (quasi a non voler pronunciare quelle parole) o tende ad allontanarsi da noi (quasi a “prendere le distanze” dall’affermazione). In questo esempio, riscontriamo una serie di incongruenze tra comunicazione logica e inconscia. E non dovremo meravigliarci se il nostro amico ci chiamerà dopo un paio d’ore per dirci che a causa di un impegno imprevisto, non potrà mantenere la parola data. Ma vorrei farvi un esempio ancora più semplice: quante volte è accaduto di incontrare qualcuno che, da un punto di vista logico ci ha fatto discorsi ineccepibili, seri e pieni di buone intenzioni ma, quando poi se ne andato, dentro di noi ci siamo detti: “Questo non mi convince?”. Eppure, ha fatto dei bei discorsi! La spiegazione è semplice: il nostro inconscio decodifica i segnali non verbali del nostro interlocutore (conosce la comunicazione non verbale!) e filtra le incongruenze. L’unico modo per avvisare la parte logica consiste nell’inviargli una sensazione (che spesso ignoriamo). Infatti, quello che faremo qui è rendere logica la comunicazione non verbale, ricodificare un linguaggio ormai perso in quanto da piccoli usavamo solo questo (non sapevamo usare il linguaggio informativo).

Ma, a questo punto, si potrebbe affermare che questo è un sistema per smascherare le bugie. Non è proprio così. Tornando all’esempio del nostro amico che vorrebbe prestarci l’auto, potrebbe darsi che lui sia convinto logicamente di potere soddisfare le nostre richieste ma forse ha completamente dimenticato che l’auto gli serve per una commissione. Ma il suo inconscio non lo ha dimenticato e lo comunica. Ma perché è importante conoscere il linguaggio del nostro inconscio? Forse, la domanda non è corretta: quanto il linguaggio dell’inconscio influenza la comunicazione? E quanto conta quello logico?
A tal proposito sono stati effettuati degli studi e delle ricerche il cui risultato è a dir poco sconvolgente: il 93% della comunicazione è gestita dall’inconscio. La parte razionale influenza il 7%. Questo non vuol dire che il linguaggio informativo non è importante, anzi, provate a parlare con qualcuno solo gesticolando e senza esprimere un significato logico: probabilmente vi scambierà per pazzi. Anche se ha solo il 7%, ha un’importanza fondamentale in quanto tutta la nostra cultura si basa su comunicazione di tipo informativo.

Conoscere la comunicazione non verbale è un ottimo sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore in tempo reale, sapere se chi abbiamo di fronte gradisce o rifiuta i nostri argomenti, potendo leggere in lui come in un libro aperto sollevando il velo dei convenevoli logici! È un sistema per capire da cosa è stimolato il nostro interlocutore, qual è l’argomento che ama e utilizzarlo per creare un rapporto empatico. Infatti, ho suddiviso i segnali in tre categorie: Gradimento, Rifiuto e Specifici. Il nostro inconscio si esprime in maniera semplice e comunica gradimento o rifiuto verso un argomento, una parola o una persona. I segnali Specifici sono una variante di rifiuto e gradimento ma con qualche significato in più.

Alcuni segnali

1. Bacio dato a se stessi.
Il nostro interlocutore esprime un specie di bacio inconscio, un “arricciamento” delle labbra. Questo segnale significa che l’argomento o la parola espressa lo stimola e che dovremmo approfondire quanto detto. Si sta creando in lui un interessamento positivo. Spesso questo segnale è appena accennato e poco visibile.

2. Pressione della lingua all’interno delle guance.
Questo segnale è visibile come un rigonfiamento delle guance e viene espresso rarissime volte. Significa che l’interesse verso l’argomento a la parola espressa è molto alto (anche se non si è raggiunto il massimo del gradimento). Infatti è precedente ad un altro segnale (il linguino – esposizione della lingua). Si potrebbe dire che siano collegati. È come se la lingua accarezza internamente le guance per poi esporsi.

3. Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano.
Il nostro interlocutore si accarezza le labbra utilizzando le dita o il dorso della mano. Può essere espresso anche utilizzando, ad esempio, una penna. In genere tutti gli atti concernenti l’accarezzamento, esprimono gradimento. Questo segnale significa che il nostro interlocutore è coinvolto emotivamente verso la parola o argomento espresso.

4. Linguino.
Si tratta del massimo segnale di gradimento. In percentuale potremmo affermare che è pari al 100%. Si tratta di una breve esposizione della lingua sulle labbra come per umidificarle. Questo segnale esprime il massimo dell’empatia. Se il vostro interlocutore tende a fare spesso e volentieri questo atto, a prescindere dall’argomento, vuol dire che il gradimento è nei vostri confronti.

Risolvere gli ostacoli e disarmonie nelle relazioni umane con gli altri e con se stessi, comprendere la personalità dei nostri interlocutori e creare empatia

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Immaginate per un attimo di essere in grado di andare d’accordo con chiunque, di poter comprendere il funzionamento della mente del vostro interlocutore, il suo modo di ragionare e vedere il mondo, di prevedere in anticipo le sue reazioni emotive e il suo comportamento, di poter creare empatia anche con le persone più “difficili”. Lo scopo di questo libro è fornire uno strumento pratico ed efficace per attivare queste straordinarie capacità.

L’Enneagramma è un sistema antichissimo che permette di comprendere la propria personalità e quella di chi ci circonda, mentre la Programmazione Neurolinguistica (PNL) è una disciplina che aiuta gli individui a raggiungere l’eccellenza.

La loro fusione crea un potente sistema per migliorare le nostre relazioni con gli altri.

In questo manuale di facile consultazione apprenderete:
– cos’è l’Enneagramma
– le basi della PNL
– come comprendere il tipo dell’Enneagramma del vostro interlocutore
– come sintonizzarvi sulla sua “frequenza comunicativa”
– come generare Rapport con ogni tipologia dell’Enneagramma
– come decodificare la gestualità non verbale
– come usare le “parole che affascinano”.

Cambia la tua giornata!

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Esempio 1

Mi sveglio in orario, fresco e riposato. Una bella doccia. Una buona colazione, sana e nutriente. Esco di casa con le migliori intenzioni di questo mondo e pieno di voglia di realizzare grandi cose. Esco di casa e incrocio il mio vicino, lo saluto con un sorriso a 64 denti, ma lui neanche alza la testa e mi passa davanti come se fossi invisibile. Ed ecco che all’improvviso dalla pancia mi sale una stizza che trasforma decisamente il mio umore. Da lì a poco la stizza si trasforma in risentimento e con la memoria vado a ripescare la serie di comportamenti negativi che quella persona ha già avuto in passato nei miei confronti. Intanto, grazie a questi pensieri, la mia mattinata sì è tinta di collera.

Esempio 2

Sul lavoro è stata una giornataccia e per giunta sono imbottigliato nel traffico da un’ora. Alle 20 00 ho la riunione di condominio. Che barba! Sicuramente arriverò a casa così tardi che dovrò saltare la cena e andare direttamente all’incontro. Ho i nervi a fior di pelle, e mentre la fila si muove a passo di lumaca, me la prendo con i pulsanti dello stereo, continuando a passare di stazione in stazione. Poi, però, becco il ritornello di una certa canzone. E’ quella che ascoltavo l’estate scorsa in vacanza. Così in un batter d’occhio mi ritrovo a rivivere le serate sulla spiaggia, i balli, i tramonti in riva a quel mare tropicale insieme a quella bellissima donna conosciuta sul posto. In meno di un secondo vengo invaso da sensazioni meravigliose, e sperimento ancora una volta quelle bellissime emozioni, come se fossi ancora su quella spiaggia. E invece sono ancora in macchina. La canzone finisce. Il traffico non accenna a diminuire. Ma le note di quel brano mi hanno cambiato l’umore, lasciandomi in uno stato d’animo migliore, che mi permettere di prendere anche questa giornataccia con un po’ più di filosofia.

Sapete cosa hanno in comune questi due esempi?
In entrambi c’è stato un rapido cambiamento dello stato d’animo.
All’improvviso è successo qualcosa che ha prodotto un mutamento istantaneo dell’umore. Nel primo caso, a causa del vicino maleducato, sono passato dall’entusiasmo al risentimento, nel secondo, grazie a poche note, ho smesso di essere nervoso per rivivere l’estasi di una vacanza.
In realtà, passiamo da uno stato mentale a un altro continuamente. Basta una notizia, l’incontrare una persona, qualcosa che vediamo o che ascoltiamo e …subito ci sentiamo in un modo diverso rispetto a pochi secondi prima.
E’ un dato di fatto! Il nostro cervello può richiamare emozioni diverse con estrema rapidità.
E’ un bene o un male?
Non c’è un’unica risposta a questa domanda.
Se mi lascio guidare dalla circostanze esterne, se tutto ciò che provo dipende dagli stimoli che mi arrivano casualmente dall’esterno, allora è un male.
Ma se imparo come dire al mio cervello quali emozioni richiamare, il fatto che esso possa farlo rapidamente è sicuramente un bene.
Significa essere in grado di passare in fretta da un’emozione che non mi piace a una che
mi soddisfa.
Queste pagine (Non farti fregare dal passato!) nascono perché voi possiate apprendere il linguaggio e il funzionamento della vostra testa, così che la smettiate di litigarci o di ottenere da essa il contrario di quello che vorreste.
Ci è stato detto che più una cosa ci fa soffrire e più tempo ci vuole per cambiarla. Non è così. Il cervello è abituato a compiere un numero spropositato di funzioni al secondo. Non impara nulla che gli venga proposto troppo lentamente. Immaginate di andare al cinema e di guardare il film fotogramma per fotogramma. Cosa capireste e cosa vi ricordereste un mese dopo, alla fine della proiezione?
In realtà ci vuole molto tempo solo in un caso: quando non sappiamo cosa fare esattamente, dove mettere le mani. Una volta scoperti i pulsanti giusti, basta premerli, e il cambiamento avviene.

Vivere bene oggi, senza lasciarsi condizionare dalle brutte esperienze di ieri

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Le esperienze negative lasciano dentro di noi pessimismo, senso di sfiducia, convinzioni limitanti e pregiudizi nei confronti di noi stessi e degli altri. Questo libro propone un metodo rapido e concreto per ripulire la mente da tutte queste scorie psicologiche.
Si tratta di una vera e propria alternativa al percorso della psicoanalisi. L’autore, infatti, non ci chiede di guardare indietro, di rientrare in contatto con i vissuti dolorosi , né di capire il perché degli eventi che ci sono capitati. Preferisce fornire al lettore una strategia più pratica, divertente e veloce per ristabilire un rapporto positivo con il proprio passato.
Gli esercizi e le riflessioni di questo manuale saranno di grande aiuto a chi:

•    è sfiduciato verso il presente, il futuro, se stesso o gli altri;
•    non riesce ad uscire dai ricordi negativi;
•    non crede di meritare granché dalla vita o si sente vittima della sfortuna;
•    vuole evitare di ripetere gli stessi errori;
•    desidera trasformare il passato nel suo maestro.

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I pensieri creano la tua realtà

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Non è facile assumersi la responsabilità della creazione consapevole.
All’inizio quando se ne sente parlare si ha come un moto di rabbia, si stenta a crederlo.
Si pensa che il destino o il fato si delineino davanti a noi, sotto i nostri occhi ignari.
Aspettiamo che gli eventi si materializzino sullo schermo della vita, come quando guardiamo un film, ci sediamo e attendiamo, ma cosa verrà fuori?
Cosa vedranno i nostri occhi?
Un po’ come da bambini vivevamo la magia dei racconti e delle fiabe, oggi che siamo cresciuti aspettiamo il “bel principe” o la “buona fata”, ma se le cose fossero davvero un po’ diverse?
Il linguaggio dei miti ci parla attraverso simboli che l’inconscio cattura e fa suoi, ma il conscio non comprende appieno ed interpreta con le sue modalità.
L’anima gemella ad esempio la cerchiamo in un’ altra persona, ci sentiamo principesse da salvare o principi che devono risvegliare la bella addormentata, dimenticando che nel passato i bambini non erano assolutamente considerati e che le Storie erano scritte per gli adulti! Si, le favole erano destinate ai grandi e parlavano un linguaggio criptato e nascosto affinché solo coloro che erano pronti e aperti potessero capire.
Avviene “Tutto dentro noi stessi” ed il Risveglio riguarda proprio il comprendere le importanti Leggi della Manifestazione.
Se riusciamo a credere nel nostro Potere Creativo allora siamo davvero ad immagine e somiglianza del Divino.
Ciò che ci differenzia dalle altre specie è proprio la capacità di trasformare pensieri ed emozioni in Realtà Fisica.
E’ importante creare il nostro mondo attraverso questa consapevole convinzione di ciò che Realmente E’!
Credere in se stessi e nella capacità di dirigerci dove desideriamo è la vera Bandiera: questo è l’obiettivo da perseguire.
Tutto è già di fronte a noi, infinite possibilità si aprono per noi, cerchiamo quindi di vederle con l’immaginazione, diamo loro corpo attraverso l’intenzione e l’allineamento di buone emozioni e pensieri positivi! Le emozioni sono il vero carburante, la forza propulsiva che inserita nel motore della mente ci permette di ottenere ciò che vogliamo.
Come ti senti?
Che stato d’animo stai provando?
Le sensazioni che vivi adesso sono il riflesso esatto della tua impronta nel Piano Creativo.
Cambia la tua vibrazione ed avrai un’altra impronta…….
Anche se può essere difficile, conviene provarci, piuttosto che sia l’inconsapevolezza a tracciare i tuoi traguardi!

I nostri desideri sono già pronti per essere realizzati, devono solo discendere da un altro Piano, dopodiché li potremo finalmente vedere con questi sensi così ingannevoli e limitati, che rappresentano però il nostro corredo finché viviamo qui!

Il segreto ha viaggiato attraverso i secoli… per raggiungerti

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The Secret DVD: il film che che cambierà la tua vita finalmente doppiato in Italiano!

…È stato desiderato ardentemente, nascosto, rubato e comprato per somme ingenti di denaro… Ora ti viene rivelato attraverso il film che ha ispirato il libro.

Il film “The Secret”, che negli Stati Uniti ha anticipato l’uscita dell’omonimo libro, è stato il DVD più venduto del 2007 su Amazon, il primo nella storia della prestigiosa libreria online americana a superare le patinate produzioni hollywodiane. Lo stesso successo si sta ripetendo anche in Italia dove la prima edizione di The Secret DVD in Italiano è esaurita presso il distributore in sole 24 ore.

Novanta minuti di racconti, testimonianze e insegnamenti trasmessi direttamente dalla voce di chi ha applicato con successo il Segreto alla propria vita: filosofi, dottori, fisici quantistici, imprenditori e autori, tra cui John Gray, de Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, Jack Canfield, cocreatore della famosa serie di libri Brodo caldo per l’anima e Neale Donald Walsch, autore di Conversazioni con Dio.

Come ottenere una salute migliore? Come instaurare relazioni solide e durature? Come attrarre più denaro? In altre parole, come raggiungere la felicità?

Prendi le redini della tua vita

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Ognuno porta in sé il seme di ciò che può diventare. Crescendo, spesso, finiamo col dimenticare chi siamo, di cosa siamo capaci e “ci peridiamo per strada”. Ma ritrovarci e realizzare il nostro progetto di vita è possibile.

Il “piccolo” dell’uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali – se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.

Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare – quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.

E invece a poco a poco i “no”, le ingiunzioni”, i “devi” lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.

Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l’anima bussa, chiede il conto.

Questo ipotetico cammino ci riguarda un po’ tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell’opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.

Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l’hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un’etica impersonale appresa a un’etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.
Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri” vicini” ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell’amore o per fini egoistici. In tutti i miti l’eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell’eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il “ritorno a Casa” ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.

3. Interrogare continuamente l’esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?
Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l’esperienza.
Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l’intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest’ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle,farne tesoro.
Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

Maria Castiglione

Passo dopo passo verso una vita migliore

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Ogni giorno diverse scelte: come seguire quella più giusta? In base a cosa decidere? Con il pragmatismo che lo contraddistingue, Hal Urban ci guida passo dopo passo nel labirinto delle corrette decisioni giuste attraverso l’arte dell’umiltà, della pazienza, dell’empatia, della generosità, del coraggio, della saggezza, della capacità di perdonare: occorre adottare le scelte che migliorano la vita e i rapporti con gli altri, dando libero spazio alle virtù che potenzialmente albergano in noi, ma che prima di tutto bisogna saper riconoscere e affinare. Un libro pratico e pieno di indicazioni per un’esistenza più serena.

Se cambiamo noi stessi..

comunicare

Se cambiamo noi stessi
cambiamo il mondo
e questo cambiamento
comincia con un cambiamento
nel linguaggio
e nella comunicazione.

Arun Gandhi

Una questione di scelta

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Obiettivi e Risultati

Il destino non è una questione di fortuna. È una questione di scelta.

Non è qualcosa da aspettare, è qualcosa da compiere

William Jennings Bryan

Che cosa conta di più per te?

Che cosa vuoi avere?

Che tipo di persona vuoi essere?

Che cosa vuoi fare?

Quali esperienze vuoi vivere?

Che genere di contributo vuoi dare?

Queste sono domande piuttosto dirette e richiedono una qualche riflessione. Prenditi qualche momento per pensare a cosa ti rende più felice. Scoprirai quali sono i tuoi valori e i tuoi ruoli nelle diverse aree della tua vita e allora sarai pronto a disegnarne la Visione per poi definire i tuoi obiettivi e a trasformarli in risultati.

Si parla così tanto di successo!

Che cos’è?

Certamente il successo più duraturo e completo è l’abilità di trarre soddisfazione in ciascun spicchio della sfera che è la nostra vita. Essere noi stessi e realizzare la nostra Visione.

Ci sono persone che hanno successo nel campo lavorativo e sono una frana nelle relazioni, altri hanno una famiglia splendida e non trovano il denaro per pagare il mutuo, altri ancora hanno un’intensa vita sociale e poca salute.

Spesso durante i colloqui di selezione per l’Azienda con la quale lavoro, i candidati mi parlano dei loro sogni nel cassetto. E mi viene naturale chiedere “perché il sogno è ancora nel cassetto e non nella tua vita?” Le risposte sono piuttosto comuni: perché non ho il tempo, perché ho dovuto dedicarmi agli studi, e poi alla famiglia, al lavoro ecc. e in fondo “non si può mica avere tutto dalla vita!”

E chi l’ha detto?

È vero che abbiamo parecchie aree di attività nella nostra vita.

Affinché esse si sviluppino e producano soddisfazione e qualità, è necessario porvi un’attenzione, un focus costante.

All’interno di ciascuna area ricopriamo diversi ruoli. Ad esempio, possiamo essere un genitore, un corridore, un project manager. Avremo alcuni obiettivi relativi alla famiglia, altri alla salute e alle capacità atletiche, altri alla carriera. Un ruolo è una relazione chiave, un area di responsabilità o di contributo. Esempi di ruoli abbastanza comuni possono essere: moglie/marito, manager, collega, scrittrice, allenatore, figlio/figlia, amico/amica, teamplayer, supporto per gli altri. I tuoi ruoli riflettono le tue relazioni, le aree importanti e le conseguenti responsabilità chiave o gli attributi associati a ciascuna di esse. Identificando i ruoli che ricopri, puoi immaginare quali risultati vuoi produrre in ciascuno di essi e cominciare a focalizzarti in modo creativo e costante su ciò che in essi vuoi realizzare, su come in essi vuoi essere.

È veramente difficile avere successo se non si sa che cosa esso significhi per noi.

Pensiamo alla parola “successo”. Il participio passato di succedere, e dunque “accaduto”: allora un “risultato” è un “successo”. Noi siamo un “successo”.

Le persone che vivono il “loro successo” e cioè i “risultati che vogliono”, hanno tre cose in comune.

1) Sanno che cosa vogliono (il Risultato).

Conoscono i propri valori e i propri ruoli. Per questi hanno una visione e sanno quali sono i risultati che vogliono produrre per realizzare tale visione.

Parliamo di Risultato piuttosto che di obiettivo, perché conosciamo la Forza del Linguaggio. Sappiamo che i diversi vocaboli ci fanno accedere a mappe, emozioni e risorse diverse a livello conscio e inconscio.

Quando ti chiedi che cosa vuoi, stai già mettendo in moto una strategia per ottenerlo. Per questo è fondamentale che l’espressione del tuo goal avvenga con certe caratteristiche. Ad esempio vuoi “dimagrire?”. È un goal piuttosto generico, vero? Sappiamo che un goal deve essere espresso in modo affermativo (ciò che VOGLIO, anziché ciò che NON voglio), che deve essere specifico a livello quantitativo e qualitativo (altrimenti, come farò a sapere quando l’avrò realizzato?). Non basta. Ricordati che otterrai quello si cui ti focalizzi. E allora, ti stai focalizzando sul Risultato o sul processo? Conosco un sacco di managers delle attività e così pochi managers dei risultati. Se esprimi il tuo goal con un verbo all’infinito (es. dimagrire ….) ti stai focalizzando sul processo, i verbi infatti descrivono i processi, vero? Se vuoi un Risultato, beh, quello devi esprimere. Ecco come: “Peso forma di 58 kg di energia vibrante, salute e divertimento”.

Quando sai che cosa è veramente importante per te e dove desideri investire il tuo tempo, sei pronto per chiederti il perché. Qual è il motivo che ti spingerebbe all’azione? (motivazione). Qual è lo scopo? Chi sei tu veramente, che cosa vuoi esprimere nella vita? Qual è la tua missione? Qual è il tuo Disegno?

La risposta a queste domande è la spinta, anzi, la calamita più potente per la trasformazione di un obiettivo in Risultato. Rendere consce le motivazioni che sostengono il tuo goal, visualizzare come ti sentirai quando l’avrai raggiunto e come esso ti porterà alla tua visione, ti fornirà una forza creativa e d’azione incredibili. Inoltre avrai l’assertività necessaria per definire le tue priorità e declinare tutte le attività non importanti e inutili, trovando modi funzionali per mantenere rapporti con le persone. Già, ti è mai capitato di accettare di fare cose solo per la paura di deludere le aspettative altrui?

2) Sanno perché lo vogliono (il Disegno).

Ora che hai identificato i Risultati specifici che desideri realizzare, nelle diverse aree e ruoli, secondo il tuo Disegno, devi soltanto farli “succedere”. Fino a questo momento, infatti, siamo nell’ambito dei sogni e della consapevolezza. E sapere non è sufficiente. Devi agire secondo la tua conoscenza, secondo le tue strategie, altrimenti la scoperta rimane senza senso. Diventa un puro esercizio e il sogno rimane chiuso nel cassetto.

3) Fanno una Programmazione e la mettono in pratica.

Al fine di agire verso quello che conta per te ed implementare Risultati in accordo con il tuo Disegno, le tue priorità ti devono essere chiare. È necessario programmare le azioni necessarie in modo da usare il tuo tempo come risorsa per vivere una vita di piena soddisfazione, eliminando di conseguenza ciò che non è importante per te.

Sii fedele alla tua Visione, che è l’insieme dei tuoi Risultati basati sui tuoi Valori e motivati dal tuo Disegno. Basa la scelta delle tue azioni sui Risultati che vuoi conseguire, su ciò che desideri creare nelle aree e nei ruoli della tua vita, anziché sulle richieste altrui o sul confort a breve termine. Sii constante e allo stesso tempo flessibile. Tu hai il possesso delle tue scelte. Il successo è determinato dalla tua capacità di essere in linea con la tua Visione e realizzare i tuoi Risultati.

La chiarezza della tua Visione sprigiona un’incredibile forza creativa che ti suggerirà una serie di azioni che ti porteranno dritto al Risultato. Programma queste azioni con tempi realistici e assicurati di avere le risorse necessarie. Delega le azioni che sai possono essere svolte con efficacia da altri. Risparmierai tempo e inoltre creerai nuove sinergie, opportunità per nuove relazioni e per coinvolgere le persone facendole parte del tuo team.

L’azione è la parte produttiva del sistema. È il momento in cui decidi se prendere o no un certo appuntamento, se rispondere al telefono, se afferrare una nuova opportunità.

Questo viene anche chiamato “pensiero laser”.

Il sole è una fonte incredibile di energia, e i suoi raggi sono ampiamente distribuiti. Una lente d’ingrandimento posta in linea con un raggio di sole lo fa diventare un laser, producendo un fascio di luce così potente da generare il fuoco. Così come un laser dà focus ad una fonte di potenza, agire in linea con la nostra Visione nel momento delle scelte dà focus alla nostra vita.

Una Forza antica e incontenibile, risiede dentro ciascun Essere, pronta per venir sprigionata, non appena egli prende possesso del suo Disegno”

di Patrizia Belotti

Il secondo libro con il metodo che aiuta a essere, realizzare o avere tutto ciò che si desidera!

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In questo secondo libro Esther e Jerry Hicks autori di La Legge dell’Attrazione ci aiutano ad approfondire la più potente delle leggi universali, la «legge dell’attrazione». Una legge che ci porta a scoprire ciò che vogliamo dawero raggiungere nella nostra vita e a capire come fare per arrivarci.

Grazie agli insegnamenti di Abraham, un gruppo di evoluti maestri incorporei che, all’inizio degli anni Ottanta, cominciarono a veicolare la loro visione del mondo attraverso Esther Hicks mediante un linguaggio estremamente comprensibile, possiamo finalmente comprendere le vere dinamiche alla base dei nostri rapporti con gli altri, della nostra salute, delle nostre finanze e della nostra carriera.

Gli insegnamenti dei coniugi Hicks sono alla base di The Secret di Ronda Byrnes, il libro e DVD bestseller anche in Italia.

Molti pensatori e insegnanti all’avanguardia hanno incorporato i loro concetti nei propri libri e seminari, tra i quali Wayne W. Dyer, Louise May, Sylvia Browne.

State per vedere e conoscere un mondo completamente nuovo che si trasformerà davanti ai vostri occhi. Comprenderete il vostro rapporto con il passato e il futuro, ma soprattutto sarete consapevoli del valore inestimabile e del potere intrinseco del momento presente.Imparerete ad essere gli artefici della vostra esperienza grazie a una serie di processi che vi aiuteranno a ritrovare il legame con la parte “Non-Fisica” di voi stessi, processi che contribuiranno a farvi ottenere tutto ciò che desiderate.E quando metterete in pretica questi esercizi, e la vostra memoria si ridesterà prendendo coscienza delle potenti Leggi dell’Universo, tra cui la Legge dell’Attrazione, ritornerà anche la vostra naturale gioia di vivere.

Queste voci dello Spirito usano un linguaggio comprensibile che potrete immediatamente tradurre in azione. Vi offrono addirittura un modello per capire e realizzare il vostro destino” – Wayne W. Dyer

Imparare l’Ottimismo ogni giorno

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Eccoci qui con un nuovo argomento “il pensiero positivo”, ora per favore abbandonate il pregiudizio che dice che gli ottimisti vivono perennemente con gli occhiali rosa sul naso. L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma di vederle come momenti di crescita personale assumendo così un punto di vista più distaccato che consente di cogliere le diverse opportunità e di dare il meglio di se.

Io trovo che sia difficile, soprattutto in questo momento storico, essere ottimisti piuttosto che pessimisti, perché vedere il mondo attraverso la lente della realtà conduce spesso a valutazioni negative ma, come al solito, dobbiamo considerare che il nostro modo di essere è dato sia da un risultato fisiologico che da uno culturale. E già perché socialmente noi associamo il pessimismo, come pure il realismo, alla saggezza mentre l’ottimismo all’ingenuità.

Anche la psicologia fino a poco tempo fa tendeva ad “attenuare l’infelicità” mentre ora c’è un nuovo orientamento che cerca di accrescere la felicità. Come fa notare Martin Seligman, il padre della psicologia positiva «…ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come l’ottimismo, l’interesse come l’iniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche». Il fine? Esattamente quello che ci siamo posti con questa serie di articoli: stare, per quanto possibile, ancora meglio nella psiche come nel corpo.

Si, anche nel corpo. Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che i pensieri positivi riescono a limitare la secrezione degli ormoni da stress, come il cortisolo, e a stimolare la produzione di betaendorfine, gli analgesici naturali dell’organismo che stimolano il piacere e riducono il dolore. Altri studi hanno riscontrato un’ aumento della quantità di un’ anticorpo, sIgA in sigla, che protegge contro le infezioni delle vie respiratorie. Tutto questo non fa che confermare quello che tutti possiamo verificare: chi è ottimista, ha un sistema immunitario più efficace, quindi è maggiormente protetto dalle malattie e addirittura raddoppia i livelli di sopravvivenza (dimostrato da una ricerca dell’Università di Texas-Galveston in America) ma non solo, riesce anche a superare più brillantemente le prove della vita. In altre parole, chi tende a focalizzarsi sul positivo, anziché sul negativo, sta meglio con se stesso e con gli altri.

Certo non si parla solo di ottimismo ma anche di altre predisposizioni d’animo come la speranza (che fa si che le persone che ne sono persuase mettano in atto dei comportamenti che portano sempre ad un risultato positivo), l’autostima (di cui ampiamente parlato), l’estroversione, il senso dell’ umorismo, la capacità di autoanalisi ecc…

A questo punto penserete, “ma c’è qualcuno che possiede tutte queste doti? E chi è introverso, pessimista, e non molto simpatico cosa fa? E’ senza speranza?” No, una caratteristica di questo orientamento psicologico è proprio quello che Seligman chiama “l’ottimismo acquisito“, sostenendo che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.

In altre parole la gioia di vivere, la speranza, l’ottimismo si possono imparare e noi lo faremo insieme.

Pensare in modo costruttivo

Prima di vedere come si diventa ottimisti vorrei parlarvi un po’ meglio di Seligman e della psicologia positivista, così da darvi un quadro più ampio da cui partire per diventare più ottimisti.
Seligman è docente di Psicologia all’Università della Pennsylvania e oltre ad essere l’autore di diversi best-seller e stato eletto nel 1997 presidente dell’Apa, l’associazione che raccoglie al suo interno oltre 155mila psicologi. Partendo dalla psicologia cognitivista e dalle ricerche svolte sull’ “ottimismo acquisito”, Seligman sostiene che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.

In america, la scuola positivista è largamente dominante rispetto alle altre scuole di pensiero anche perché, secondo me, essendo partiti da un punto di vista opposto rispetto alle altre hanno raggiunto maggiori consensi : dagli infelici sono passati a studiare i soddisfatti, gli ottimisti, gli individui di talento. ” È giunto il tempo che la scienza comprenda le emozioni positive, dia un fondamento alla forza e alla virtù, e fornisca utili indicazioni per realizzare quella che Aristotele definiva la “buona vita” ( Seligman – Authentic Happiness- ) e continua dicendo che la psicologia non è “solo una branca della medicina”, ma è una scienza che può e deve fornire un “paradigma di civiltà”.

L’altra “mossa intelligente”, sempre secondo il mio modesto parere, è che la Positive Psychology si muove affiancando le ricerche che negli ultimi anni si stanno facendo sul cervello attraverso tecniche non invasive, per cercare di verificare cosa succede in esso nel momento stesso in cui proviamo determinati sentimenti, per trovare la risposta all’interrogativo più comune: come è fatta la nostra mente e cosa determina le nostre reazioni agli eventi esterni? Cosa ci rende felici e cosa ci rende felici?
Si è cercata, infatti, una base genetica alla felicità e dall’Università del Minnesota ci arriva la risposta che essa ha una base stabile innata (sarà davvero così?).
Dalle neuroscienze arriva l’informazione che il nostro umore è dato dalla quantità di dopamina, serotonina (diventata famosa negli ultimi anni come pillola della felicità) o endorfine. Ma crediamo davvero che un farmaco possa risolverci tutti i problemi e trasformarci in uomini felici, ottimisti, sereni? Io credo fermamente che bisogna “lavorare” per ottenere qualsiasi cosa, figuriamoci per diventare felici!!!

E allora…al lavoro!

FARE Smettete di pensare a quello potreste o vorreste fare ma fatelo; non aspettate rimuginando sui pensieri negativi di quello che potrebbe ipoteticamente accadere, siate fiduciosi, sarete sicuramente in grado di controllare gli eventi, e comunque anche in caso di avversità troverete delle alternative, delle strade traverse per raggiungere comunque il vostro obiettivo, e poi è meglio dire ho provato ma non ci sono riuscito piuttosto che avrei potuto farlo ma…

RIDIMENSIONARE – Tutti noi facciamo degli errori, l’importante è saper imparare da questi e andare avanti, senza caricarli di valenze eccessivamente negative. I veri ottimisti li commettono come tutti gli altri, la differenza sta nel fatto che, dopo averli superati, guardano oltre. E’ anche possibile che qualcuno di noi “sbagli” sempre nello stesso “campo”, che so i sentimenti piuttosto che gli affari, ma non per questo bisogna mettersi nell’ordine delle idee di avere fallito nella vita, molto semplicemente potremmo ammettere che in quel determinato settore abbiamo delle difficoltà ma che in altri 9999 siamo in gamba.

Come ci fa notare il prof. Gian Vittorio Caprara, ordinario di Psicologia della personalità all’ Università La Sapienza di Roma, “Pessimismo od ottimismo non rappresentano una disposizione innata, ma un modo di confrontarsi con la realtà, che viene assimilato nel corso della propria esperienza, sino ad influire significativamente sulla direzione che essa può prendere”. Tutto ciò ci porta a concludere che essendo appresi detti comportamenti possono essere modificati, ed è quello che noi stiamo cercando di fare.

ESTREMIZZARE – Se state leggendo questo articolo vuol dire o che tanto ottimisti non siete oppure che siete delle persone positive che si stanno ritrovando nel quadro che sto descrivendo. Se rientrate nel primo caso, molto probabilmente il vostro risveglio mattutino non sarà proprio all’insegna della gioia di vivere, penserete a tutto quello che dovete fare durante la giornata e al tempo che butterete via durante l’ora passata nel traffico, al parcheggio che non si trova, oppure all’ascensore che non funziona, alla discussione che dovete fare con vostro figlio/a o con vostro marito/moglie o fidanzata/o o convivente (spero di aver messo tutte le varianti). Bene, pensate al peggio, cioè estremizzate il tutto, visualizzate quello che di più negativo potrebbe accadervi, avvertite la vostra ansia, l’angoscia, la ricerca di una soluzione che non c’è…fatto?
Ora tornate alla realtà, pensate agli impegni della giornata che avete davanti, non sembrano bazzecole rispetto alle “tragedie” immaginate poco fa? OK, ora siete pronti ad uscire di casa, non vi sentite più ottimisti?Sono sicura di si!

VEDERE Vedete tutto nero? Per voi il mezzo bicchiere è sempre vuoto? Imparate a cambiare la vostra prospettiva, ad essere flessibili nel modo di vedere le cose.
L’ottimista in una situazione critica a tutto tondo, si concentra sul micro, cioè su quelle piccole, minuscole facezie che gli danno gioia e che gli consentono di “respirare”. In questo modo si ricaricano di energia e affrontano le difficoltà con maggiore grinta rispetto a chi vede solo la crisi e si ottenebra il cervello non riuscendo più a vedere la via d’uscita alternativa. Oppure, al contrario, di fronte a degli ostacoli riesce a vedere in toto la sua vita ricavandone un quadro generale positivo, riuscendo così ad andare avanti per la sua strada senza lasciarsi frenare dalle avversità.

PARLARE – Ne abbiamo già parlato, della connessione tra il cervello, il pensiero e il linguaggio. Se utilizziamo un vocabolario prettamente incentrato su pensieri negativi questi influenzeranno il nostro stato d’animo e di conseguenza il nostro cervello.
Allora eliminiamo dalla nostra conversazione frasi del tipo “non riuscirò mai a farcela” oppure “è troppo difficile per me realizzarlo” e trasformiamole in “ ce la farò” “riuscirò a realizzarlo”. Il pensare “male” ci fa percepire come peggiore la situazione che si sta vivendo e non ci fa tenere conto delle nostre possibilità, delle nostre capacità, in questo modo diamo la possibilità al nostro pensiero negativo di avverarsi. Gli ottimisti affrontano la vita con la filosofia del “posso farcela” e utilizzano tutte le loro “armi” affinché si realizzino i loro desideri.

Bene ora conoscete tutto quello che vi serve per cominciare il vostro allenamento mentale che vi porterà a diventare dei veri ottimisti e quindi a vivere più a lungo e circondati da persone sorridenti che vi apprezzano.

Eh già perché l’ottimismo è contagioso e farà “ammalare” le persone che vi circondano!

Vi lascio con una frase di Martin Seligman, “...ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come l’ottimismo, l’interesse come l’iniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche”.

Buon cammino con Ottimismo!

di Monica MARINI

fonte: http://www.alenapoli.net

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La preghiera di massa

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Scrive Gregg Braden nel suo bellissimo libro “Effetto Isaia”  : “E’ possibile che esista una scienza perduta che ci permetta di trascendere le guerre, le distruzioni e le sofferenze che da molto tempo sono state predette per l’epoca attuale?

Se ciò fosse vero, colmare quel vuoto riuscirebbe a evitarci le più grandi tragedie che l’umanità dovrà affrontare? Sia alcuni testi antichi risalenti a duemila cinquecento anni fa, sia la scienza moderna ci indicano che la risposta a questo tipo di domande è decisamente un “Si”

I nostri antenati ci rammentano, col linguaggio dell’epoca in cui vivevano, che esistono 2 tecnologie capaci di conferirci potere e di esercitare un impatto sulla nostra vita presente.

La prima è la scienza della profezia, che ci permette di accedere alle future conseguenze di scelte che facciamo nel presente. La seconda è la sofisticata tecnologia della preghiera, che ci consente di scegliere quale profezia futura vivremo.”

Venerdì 13 novembre 1998 fu indetta una preghiera mondiale per la pace in un momento di crescente tensione politica tra vari paesi del mondo. Quel giorno segnava una data importante, la scadenza del termine imposto all’Iraq per soddisfare le richieste delle Nazioni Unite in materia di ispezioni agli armamenti. Se l’Iraq non avesse soddisfatto le loro richieste, si sarebbe verificato un massiccio bombardamento destinato a distruggere i siti sospettati. I bombardamenti avrebbero sicuramente provocato la morte di molti civili e militari. Centinaia di migliaia di persone, collegate attraverso il World Wide Web, scelsero la PACE, programmando una preghiera di massa sincronizzata con cura, che quella sera si svolse contemporaneamente in tutto il mondo.

Durante la preghiera, accadde un evento che molti hanno interpretato come un miracolo. Trenta minuti dopo l’inizio dell’attacco aereo, il Presidente degli Stati Uniti d’ America, dopo aver ricevuto una lettera di ufficiali iracheni che gli assicuravano la loro cooperazione durante l’ ispezione degli armamenti, emise un ordine piuttosto raro, chiedendo alle forze militari di “smontare”, ossia di ritirarsi a missione iniziata.

Poiché risultati simili erano stati registrati in precedenza in Iraq, Stati Uniti e Irlanda del nord, oggi si sta costituendo un corpus di prove indicanti che l’effetto della preghiera di massa va ben al di là delle coincidenze.

A conferma di un principio descritto da testi centenari, i fatti provano semplicemente che le scelte operate da molte persone e ORIENTATE IN MANIERA SPECIFICA hanno un effetto diretto e misurabile sulla nostra qualità di vita.

Oggi, la scienza perduta della preghiera, che forse è rimasta codificata nelle antiche tradizioni fino a quando il pensiero contemporaneo non è stato in grado di decifrarla, ci suggerisce un corso di azione capace di evitare all’umanità un futuro di malattie, distruzioni. guerre e morte. Oggi noi siamo a conoscenza del linguaggio necessario per infondere questo potente messaggio di speranza e di possibilità in ogni momento della nostra vita.

Alla fine degli anni ’80, l’effetto della preghiera di massa e della meditazione fu documentato attraverso alcuni studi svolti nelle maggiori città, in cui il numero di crimini diminuì notevolmente grazie a continue veglie, per la pace, tenute da numerose persone attraverso una rete invisibile, apparentemente capace di penetrare nei sistemi di credenze, e nei vari strati sociali delle aree cittadine più decadenti, una scelta di pace fatta da pochi individui riusciva a toccare le vite di molti.

I gruppi che svolgevano preghiera e meditazione provocarono un effetto diretto osservabile e misurabile sul comportamento umano.

Per finire, desidero riportare un esperimento condotto dal biologo quantistico Dr. Vladimir Poponin che Gregg Braden citò in un suo programma: “Healing Hearts , healing Nations: the science of peace and the power of the prayer” (guarigione del cuore, guarigione delle Nazioni: la scienza della Pace e il potere della preghiera).

Esperimento n.3: – Del DNA prelevato da una placenta fu prima immesso in un container e quindi suddiviso in 28 fiale, ciascuna fiala fu affidata ad un ricercatore che doveva generare un certo tipo di forte emozione. Quando il ricercatore esprimeva gratitudine, amore e apprezzamento, il DNA nella fiala rispondeva espandendosi e rilassandosi; quando il ricercatore sperimentava rabbia, paura ,frustrazione o stress, il DNA rispondeva contraendosi e disattivando molti codici!

Questo esperimento fu in seguito applicato a PAZIENTI SIEROPOSITIVI.

I sentimenti di amore, gratitudine e apprezzamento AUMENTAVANO LA RESISTENZA IMMUNITARIA DI 300 mila volte!!!

Meditiamo sui possibili risultati che potremmo ottenere rivolgendo, con fede granitica, il nostro amorevole intento al DNA e alla memoria cellulare degli ammalati!

«La membrana che separa le varie possibilità future può essere così sottile che talvolta, quando entriamo in una nuova sequenza di eventi, possiamo perfino non accorgercene. Ad esempio, l’“improvviso bisogno” di fare ginnastica più spesso, di cambiare la propria dieta o di mettere nuova energia in un rapporto in difficoltà, rappresenta nuove scelte, capaci di frantumare la struttura di un modello del presente e di condurre a un nuovo risultato. Anche se sentiamo che la scelta è stata spontanea o naturale, il cambiamento ci consente di sperimentare un presente in cui esistono potenzialità di salute o di rapporti che in passato erano irrealizzabili. La preghiera è il linguaggio che ci permette di esprimere i nostri sogni, facendoli avverare. Cosa accadrebbe se facessimo le nostre scelte intenzionalmente?».

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Un manoscritto di duemila anni fa, compilato dal profeta Isaia, descrive quello che la scienza dei quanti suggerisce, ossia l’esistenza di molti futuri possibili per ciascun momento della nostra vita. Isaia ha descritto la scienza di come noi scegliamo quale futuro vogliamo sperimentare. Ogni volta che lo facciamo sperimentiamo l’effetto Isaia.

Che cos’è la PNL?

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La Programmazione Neuro Linguistica o PNL costituisce uno dei modelli di interpretazione e di studio delle potenzialità umane. Si tratta di una neuroscienza che analizza i diversi livelli di comportamento e di comunicazione dell’individuo, intrapersonali e interpersonali, nonché i processi cognitivi alla base dei comportamenti, delle attività di pensiero e delle emozioni.

La denominazione di Programmazione Neuro Linguistica deriva dalla fusione di tre concetti che costituiscono i fondamenti di questa disciplina:

  • Programmazione: esprime il concetto secondo cui è possibile operare scelte di organizzazione di azioni e idee per il perseguimento dei propri obiettivi;
  • Neuro: attiene a tutto ciò che riguarda i nostri processi neurologici, come l’uso dei cinque sensi per il reperimento delle informazioni sul mondo circostante;
  • Linguistica: attiene allo studio dei processi di comunicazione e di utilizzazione del linguaggio (anche non verbale). […]

· “La mappa non è il territorio”: si tratta di una frase che spesso compare sui manuali di PNL, in quanto ne rappresenta l’aspetto principale, ossia la soggettività di ogni essere umano. Ognuno di noi vive una propria realtà, costruita attraverso l’uso personale che fa dei propri sensi, della propria cultura personale, dei propri interessi ed esperienze passate. In base a questi elementi ognuno di noi ha delle specifiche impressioni soggettive su ciò che lo circonda, che quindi non coincidono necessariamente con quelle altrui.

· Per evitare incomprensioni nell’abito delle proprie relazioni, personali e professionali, è importante individuare la “modalità sensoriale” che domina nell’interlocutore, così da adeguare il proprio atteggiamento nei suoi confronti al suo modo di recepirlo. Secondo la PNL esistono 3 “porte della percezione”, in base a cui interpretiamo ogni cosa: visiva, auditiva e cinestesica. La prima è legata al mondo delle immagini e di ciò che si può visualizzare; la seconda al mondo dei suoni, esterni ed interni; l’ultima è legata al mondo delle sensazioni tattili, olfattive e gustative.

· Ogni essere umano ha risorse sufficienti a garantirgli la realizzazione di ciò che maggiormente desidera;

· Non esistono fallimenti, ma solo risultati: fallimento, errore sono solo nomi che attribuiamo alle situazioni. Quando utilizziamo queste esperienze come opportunità per imparare e per reperire il maggior numero possibile di informazioni, accresciamo le nostre possibilità di successo nel nostro futuro.

Continua la lettura su: http://www.lamentemente.com

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