Affrontare la vita con la Mente Calma

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Calma la Mente è senz’altro uno dei migliori LIBRI introduttivi sulla MEDITAZIONE. La pratica della Meditazione è spesso fuggita da molti perché la ritengono troppo impegnativa, oppure troppo distante della nostra cultura. E’ frequente imbattersi in persone che ritengano il meditare un modo frivolo e un po’ furbo di fuggire dai problemi della vita. Ma è chiaro che i più grandi personaggi della storia del pensiero, come Ghandi, Buddha o Madre Teresa, non si mettevano certo a meditare per chiudersi in loro stessi e nel proprio egoismo autoreferenziale.

La Meditazione deve essere quindi qualcosa di più, una pratica tanto sconosciuta quanto efficace che permette di affrontare la vita con la Mente Calma. Certo, chi si illude di evitare le incombenze della quotidianità mettendosi a meditare probabilmente resterà deluso: le bollette da pagare vi arriveranno comunque, dovrete ancora alzarvi presto per andare a lavoro, e il vostro partner continuerà a rendervi partecipi dei suoi desideri non sempre facili da esaudire.

Ma imparando a Meditare è sicuramente possibile eliminare lo stato d’ansia che si accompagna a questi normalissimi eventi della vita. Leggere libri sulla meditazione, e metterla in pratica, è il primo passo per non vedere più le contingenze della quotidianità  come un problema: è possibile addirittura vedere oltre, e cominciare veramente a vivere piuttosto che limitarsi scavalcare o evitare ostacoli. E in effetti è proprio l’attesa dell’ostacolo successivo che ci trasforma in ostacolisti ansiotici e in balia degli eventi.Imparare a meditare è un buon modo per cambiare questa sgradevole sensazione ed avvicinarsi maggiormente alla vita che si desidera.

Ecco quindi come Ellwood introduce la Meditazione, un piccolo assaggio della grande energia che scaturisce dalle pagine di Calma la Mente.

Cos’è quindi la meditazione?

Etimologicamente la radice della parola, che deriva dal latino, è legata a termini diversi come «mezzo»«mediazione»«medico»«misura»; la sua antica forma ha anche sfumature di significato vicine a «valutazione»«riflessione». Tutto questo fa pensare a una medicina per la mente che sortisce il suo effetto misurando il tempo, finché non trova una mediana, un punto di equilibrio in esso la mente trova compensazione ai conflitti e gode di un riposo terapeutico nell’essere semplicemente se stessa.

La meditazione è un salutare arresto dell’azione. Il che è rivitalizzante e prepara il meditatore a gestire il mondo e la propria vita con maggiore efficacia.

Aggredisce le malattie del mondo a un livello prossimo alle loro radici più profonde e ostinate. Pascal una volta osservò: «Ho scoperto che tutta la cattiveria dell’uomo proviene dal non essere capace di stare seduto immobile in una stanza». Si riferiva, presumibilmente, agli uomini senza amore per la Mente Calma. Quelli che l’hanno sanno stare seduti in un’immobilità profonda e meravigliosa, senza fare alcun male, poi si alzano per muoversi nel mondo, con tranquillità, facendosi portatori di un bene attivo.

La concezione di meditazione come Mente CalmaSpirito a Riposo, è diversa da altre idee di meditazione. Per molte persone meditare significa pensare cose belle, fare ragionamenti ispirati o riflettere profondamente sulle verità sacre. In alcune tradizioni spirituali occidentali, la meditazione si basa sulla visualizzazione delle scritture o di altre scene religiose, per poi discernere interiormente i significati e le applicazioni. Eppure molti di questi stessi insegnanti ci dicono che il meditare si sposta, per mezzo della grazia, dalle visualizzazioni e cogitazioni attive verso un livello più alto: la contemplazione, ovvero, il semplice godere della presenza e dell’amore di Dio. […], le parole non rappresentano la cosa in sé, quindi il fatto che si preferisca chiamare ciò di cui abbiamo parlato Mente Calma, meditazione, contemplazione o in qualsiasi altro modo, non dovrebbe essere motivo di attrito e controversia. Parlerò in seguito dell’importanza della visualizzazione per l’ingresso nella Mente Calma, ma seguendo l’uso comune oggi, utilizzerò il termine meditazione per includere anche le possibilità contemplative indefinite.

Senza dubbio esistono livelli eccezionali di contemplazione che solo grandi santi hanno raggiunto, ma non è di questo che dobbiamo occuparci ora. Come molti degli stessi santi, spostiamo il nostro sguardo dalla flora e fauna esotica del misticismo al compito di aiutare chiunque, anche i principianti assoluti, a risollevare il livello generale della loro vita interiore.

Questo significa trovare per noi e per gli altri la strada per raggiungere lo stato di Mente Calma, in cui persino il più sacro lavorio mentale deve essere messo a tacere per un momento.

dal libro sulla meditazione Calma la Mente

Introduzione alla meditazione per tutti

La calma della mente si può raggiungere in molti modi: uno di questi è attraverso la meditazione. Calma la mente!…

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Incontriamoci con un sorriso

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Dovreste conoscere ciò che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile talvolta trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell’amore. Allora incontriamoci con un sorriso e una volta che abbiamo cominciato l’un l’altro a amarci diviene naturale fare qualcosa per gli altri.

La pace interiore

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Ora, dovremmo davvero domandarci, ma come può l’uomo, finalmente, prendere il cammino che lo porti al raggiungimento di una pace universale? Sicuramente attraverso un percorso di consapevolezza che difficilmente potrà passare solo per le piazze o per l’idea di una guerra che produca davvero pace.

Purtroppo la guerra è un business. Ma lo è anche la pace, in molte situazioni. Anche se quest’ultima non rende probabilmente abbastanza da controbilanciarne i ricavi economici. Fare ricorso ai vari Gandhi, a M.L.King, o ai Vangeli, per  chi è credente, a Madre Teresa, San Francesco, poco serve. Questo è un percorso per iniziati, per chi ha deciso di mettere in gioco se stesso, di pagare in prima persona il prezzo delle proprie azioni. E’ un percorso duro, pericoloso, perché rende diversi, emarginati.

Porsi accanto ai diseredati, vuol dire accettare la medesima condizione, se non fisicamente, perlomeno nello spirito. Chi sceglie la maturazione interiore dell’idea di pace, sa che questa si raffronta solo con l’individuo, inteso come singola persona.

La pace va insegnata, ma come scelta di vita.

Si deve partire dalla persona per arrivare alle masse, il percorso inverso mai ha dato davvero dei risultati decenti e spesso è stato il seme per qualcosa di peggio. La pace deve diventare momento di confronto, di meditazione, di crescita. La pace è amore verso gli altri e verso se stessi. Non si deve attendere di essere su un’auto lanciata a grande velocità per imparare guidare, si deve partire da piccole lezioni e solo alla fine, quando si sarà maturata la tecnica potremmo fare le nostre prove. Per chi crede, il percorso potrebbe apparire più chiaro.

La pace che ci portò il Cristo, non è la pace che immaginiamo noi, della tranquillità, della sicurezza. “Vi porto la pace, vi do la mia pace” ……. La Mia pace…. Non ci facilita il compito Gesù Cristo, quando ci indica la strada del distacco dalle cose, del possesso che corrompe, la pace che ci regala è quella della consapevolezza, della solitudine dell’uomo che si accosta agli altri, e non ne teme la presenza. E la Sua pace è quella dell’amore. E come si può dire di amare gli altri se non li si accetta per come sono, se li si vede soffrire senza che nulla si faccia per aiutarli. Finché ci sarà un ricco, o un insieme di paesi ricchi, ed un resto del mondo povero, alla fame. Fino al giorno in cui l’ingiustizia colpirà tanti innocenti, in questo terreno melmoso, la guerra troverà la sua vittoria. La pace non è assenza di guerra. La pace va costruita ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani, nell’aiutare chi ci è vicino ed ha bisogno. Come possiamo pensare di comprendere chi ci è tanto lontano, se siamo incapaci di stendere la mano ai nostri compagni di viaggio?

La guerra è solo una delle aberrazioni della mancanza di pace. Le altre sono la fame, l’odio, l’egoismo, l’incapacità di comprendere che nessuno può davvero dirsi diverso dagli altri. La pace va insegnata sempre, perché ci soccorra quando necessita e ci dia la grande occasione di sentirci uomini, tutti uguali, con un unico cammino ed una medesima meta. E soprattutto che non consenta a nessuno di utilizzare la pace per altri fini, economici, politici o legati a qualsiasi interesse personale. L’occidente deve capire che la più grande guerra che sta facendo al resto del mondo, quello povero, va sotto nomi che con la guerra in se possono non avere nulla a che spartire: fame, sete, cure mediche, istruzione, discriminazione.

La pace è interessarsi degli altri con animo tranquillo, gratuitamente, considerando il punto di vista altrui con pari dignità del nostro e non ritenendosi benefattore, parola che sovente nasconde l’idea di superiorità.

Esiste una sola pace?

Come ho già detto, non esiste un solo tipo di pace, laddove le motivazioni sono tra di loro diverse e diversi gli intendimenti per raggiungerla. La pace non esiste, se non c’è pace in una famiglia, o nelle strade, o se chi governa non rispetta e rende giustizia ad ogni singolo cittadino, dove l’economia arricchisce chi è già ricco ed impoverisce chi è già povero.

La pace diventa un puzzle impazzito, quando la spezzettiamo, la sezioniamo, la codifichiamo secondo interessi di parte. La pace non è uno stato delle cose, o non solo, ma qualcosa che risiede nell’animo umano. La pace è una sola e non potrebbe essere altrimenti. E’ un modo di essere, di pensare.

La pace va agita con il nostro modo d’essere, i nostri gesti devono essere lo specchio dei pensieri, delle emozioni che ne sono prodotte. La pace va insegnata ogni giorno, ogni ora dell’anno, attraverso un insegnamento all’amore, all’ascolto verso se stessi e verso gli altri. Va seminata riconsiderando il nostro tenore di vita, il vuoto consumismo, l’inutilità della maggior parte delle cose che crediamo di possedere. Ed essa germoglierà ogni volta che verranno riconosciuti i diritti anche di un solo uomo.

L’educazione alla pace produce amore, empatia, tolleranza, condivisione, altrimenti avremo odio, insofferenza, discriminazione. Noi, oggi, produciamo l’arrogante opulenza della nostra società che contrasta con l’infinito vuoto morale, con l’insofferenza per il dovere, per la poca consapevolezza delle nostre responsabilità.

Dovremmo tener presente che siamo tutti interdipendenti. Ogni cosa che accade ad un uomo, in qualsiasi parte del mondo egli viva, ci rende un po’ responsabili della sua sorte. Far finta di non vedere, vuol dire solo sostenere quella violenza cieca che è la causa principale dell’assenza di pace nel mondo. Siamo ciechi, tutti… sordi… distratti da non vedere ed udire quel dolore che provoca la sofferenza di donne, uomini e bambini in condizioni di indigenza talmente gravi da non aver nessuna speranza di vita.

fonte: http://www.ildialogo.org/

La necessità di una scelta consapevole

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Constatando il fallimento di molte iniziative di pace, Deepak Chopra propone una strategia alternativa per sconfiggere la cultura della guerra, la stessa che proponeva il Mahatma Gandhi: “Non c’è una via della pace, la pace è la via”. Non si tratta quindi di risolvere questo o quel conflitto, ma di sradicare l’idea stessa della guerra, nonostante essa sia istinto ancestrale, valvola di sfogo di bisogni di vendetta e possibilità di accedere alla sicurezza e al potere. Tutto questo fa parte dell’uomo, ma è compensato da una forza di peso uguale ma direzione contraria: quella dell’amore. Sulla scorta degli insegnamenti dei grandi pacificatori della storia, da Gesù a Buddha, da Gandhi a Nelson Mandela, Chopra stila un programma in sette passi per tutti coloro che vogliono trasformarsi in autentici “creatori di pace”.

Con un sorriso

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Dovreste conoscere ciò che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile talvolta trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell’amore. Allora incontriamoci con un sorriso e una volta che abbiamo cominciato l’un l’altro a amarci diviene naturale fare qualcosa per gli altri.

(Madre Teresa)