Lupinella: la Vita di una Lupa nei boschi delle Alpi

“Appena vengo al mondo,
un’enorme lingua mi solletica il pancino.
Mi accocolo al calduccio vicino alla mamma
e godo il dolce sapore del suo latte.
Che pacchia!”

Così inizia la storia di Lupinella, una lupa, che semplicemente fa la vita da cucciolo, ma che grazie al sapiente uso della prima persona singolare riesce a coinvolgere il lettore. Così ci sembra di sentire qualcosa di strano in bocca quando le stanno per spuntare i primi denti da latte, odoriamo l’aria e percepiamo i pericoli. Giochiamo e contemporaneamente osserviamo quegli strani animali a due zampe, così buffi.
Da sempre l’essere umano prova nei confronti del lupo fascino e timore: l’ha reso il cattivo delle fiabe in quanto predatore, ma è importante – spiega Francesca la “Lupologa” – raccontare ai nostri bambini che il lupo è molto di più. Un elemento fondamentale per mantenere l’equilibrio dell’habitat in cui vive.

Questo è lo spirito che ha mosso Giuseppe Festa, naturalista, a scrivere la storia di Lupinella e della sua famiglia nel libro: Lupinella – La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, pubblicato da Editoriale Scienza è scritto proprio con questo intento di dare una visione quanto più realistica e veritiera alla figura del lupo e alla sua interazione con l’ambiente circostanze, il libro è realizzato in collaborazione Life Wolfalps, un progetto europeo coordinato dall’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime.

E appunto attraverso gli occhi, il naso e le parole di Lupinella impariamo a conoscere i lupi, e soprattutto a conoscere i pericoli che ogni giorno il lupo deve affrontare. Non pericoli naturali, ma imposti dall’uomo. E questo è il vero grande dramma di questa storia. Perché ogni passo della vita di Lupinella è semplicemente dettato dalla sopravvivenza, da Madre Natura. Anche i passi più pericolosi, solitari. Mentre gli unici veri ostacoli che ho percepito sono quelli messi dall’uomo, come a voler dimostrare che anche se a volte è spietata la natura dona sempre equilibrio. È l’azione umana che rompe questa stabilità.

Lupinella, nasce esattamente il 1 maggio.
Viene alla luce in una tana scavata da mamma Brina insieme ad altri tre fratellini: Mugo, Sasso e Mirtillo.
A dieci giorni Lupinella comincia a percepire quel che le ruota attorno:
“Finalmente ci vedo! E ci sento! Mugo e Sasso sono esattamente come me li ero immaginati: paffuti e pieni di ciccia. Mirtillo è magrolino, come me del resto. E ci credo: gli altri due si pappano tutto il latte!
Mamma Brina è bellissima. Ha due occhi meravigliosi. A sentire Mirtillo i miei sono ancora blu, ma spero che un giorno diventino come quelli della mamma: grandi, pieni di dolcezza e di un acceso color ambra“.
Mentre Lupinella ci racconta le sue scoperte e le sue percezioni del mondo, la Lupologa ci spiega, passo passo, i vari momenti di crescita del lupo: la favola si affianca alla scienza.

Il racconto è fatto di scoperte e sorprese per la piccola Lupinella che, giorno dopo giorno, comincia a prendere confidenza con gli odori, con i sapori e con i suoi fratelli più grandi.
Capisce di trovarsi all’interno di un branco governato da suo padre che, a quanto pare, è il capo indiscusso. Ci sono gerarchie precise nella sua famiglia ed è necessario rispettarle con rigore. Lupinella osserva tutto con estrema attenzione ed impara in fretta.
Il suo istinto è fondamentale per cacciare e nutrirsi ma anche per evitare i pericoli che, spesso, provengono dalla presenza umana:
“A poca distanza ci sono due animali che camminano su due zampe: non si può sbagliare, sono uomini. Entrambi hanno un bastone e un cestino. Forse cercano funghi. Io sono curiosa e vorrei spiarli ancora un po’, ma i mie genitori non si fidano.
Noi lupi sappiamo che alcuni umani sono molto pericolosi. Non so perché, ma ci odiano“.

Mentre l’esperta di lupi ci spiega come è organizzato un branco, come cacciano questi animali, perché la notte ululino e come facciano a capirsi senza parlare, Lupinella continua a crescere, mese dopo mese, e noi la seguiamo fino a quando, ormai grande abbastanza, sente di dover lasciare la propria famiglia per cercare la propria strada.

Scritto con un linguaggio diretto e semplice, si adatta perfettamente ad una lettura per bambini (indicativamente dai 6 anni) e diviene un utile strumento per sfatare la brutta reputazione di cui troppo spesso ed erroneamente il lupo è stato rivestito.
Lupinella – La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, è un libro davvero ben strutturato grazie all’intrecciarsi di splendide illustrazione di Maria Chiara Di Giorgio, che restituiscono l’ambientazione naturale e che, a tratti, raggiungono punte di vera bellezza e narrazione con informazioni specifiche, grazie anche agli inserti curati dalla lupologa Francesca Marucco, ben integrati nelle pagine e ben riconoscibili in forma di box dallo sfondo verde che riportano informazioni scientifiche sulle varie fasi di vita e caratteristiche dell’animale in questione.
Insomma riesce davvero ad essere coinvolgente e a mettere sotto i riflettori ancora una volta questo animale che interessa parecchio i giovani lettori.

Ottimi poi i giochi proposti nelle ultime pagine del libro, con attività da fare nella natura, per conoscerla ed esplorala con la famiglia, con i compagni di classe o con gli amici: occasioni da cogliere per avvicinarsi alla natura e amarla così com’è, perché non c’è bisogno di stravolgere qualcosa che ha un equilibrio secolare impeccabile.

Buona lettura!
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La montagna di libri più alta del mondo

“Lucas non si arrendeva mai.
Ogni anno scriveva una letterina a Babbo Natale chiedendogli:
Ti prego, ti prego, ti prego,
vorrei delle ali con cui volare davvero!

Il piccolo Lucas ha un grandissimo desiderio: imparare a volare.
Lo desidera talmente tanto da averle provate davvero tutte per costruire delle ali che potessero permettergli di librarsi nel cielo, purtroppo senza risultati.
Sente di essere nato per librarsi nell’aria, ma non capisce come fare. Trascorre le sue giornate ad osservare gli uccelli e gli aerei solcare il cielo; prova a fabbricarsi un paio di ali con qualunque mezzo, utilizzando tutti i metodi e i materiali che gli vengono in mente. Eppure non ci riesce, il suo sembra un sogno destinato a rimanere tale.
Ogni anno la sua richiesta a Babbo Natale si ripete sempre uguale, ma persino lui non sembra in grado di aiutarlo.

Finché il giorno del suo compleanno la mamma, gli pose nelle mani un libro e gli disse:

“Ci sono altri modi per volare, Lucas…”

È così che Lucas inizia a leggere, per caso…
Sul momento non capisce bene a cosa si riferisca la sua mamma, ma da quel giorno scopre che le storie gli piacciono tantissimo ed inizia ad accumulare libri su libri e a perdersi nelle mille avventure che possono regalargli.
SCOPRE il potere dell’IMMAGINAZIONE, che porta lontano e fa scoprire nuove cose e mondi sconosciuti.

I libri giorno dopo giorno aumentano, Lucas riempie l’intero giardino. Allora li impila uno sopra l’altro e fa una montagna di libri e ci si siede sopra!
Tutti gli regalano libri e la montagna aumenta sempre più. Lucas non scende, legge, legge. Nulla lo distrae.
Ben presto diventa persino famoso, tutti accorrono per poterlo conoscere, ma soprattutto per vedere l’incredibile montagna di libri che sta sotto di lui.

Poi finalmente un giorno, immerso nell’ennesima storia, capisce il vero valore del regalo di sua mamma.
Lui sognava di volare ed esplorare il mondo;
lei, attraverso un libro, gli ha dato ali per poterlo fare!

La montagna di libri più alta del mondo di Rocio Bonilla edito da Valentina Edizioni è assolutamente un albo illustrato che celebra l’amore per la lettura e la fantasia, arma così potente e unica che conduce ovunque, più in alto delle nuvole, anche più lontano di quanto ci aspettiamo!!

Molto belli i riferimenti ad altre storie contenuti nel volume: da Il Piccolo Principe a Il libro della giungla (altri ve li lascio scoprire), poi le illustrazioni con questo tratto sottile e dai colori tenui ci conducono delicatamente insieme a Lucas a spasso per i più svariati mondi letterari, fino alla consapevolezza che le ali non servono quando possiedi l’immaginazione, l’unico strumento in grado di condurti ovunque.

Rocio Bonilla è una garanzia in questo, i suoi titoli sono meravigliosamente poetici, storie dai contenuti importanti ma raccontate con piacevole leggerezza e ironia.
Questo è un Libro che STRAconsiglio ai piccoli lettori ma anche ai grandi, a chi crede nel potere dei libri e non ha mai smesso di usare ogni giorno un pizzico di fantasia!
Le uniche ali capaci di realizzare davvero il suo sogno e rendere questa esperienza straordinaria!

Buona lettura e buon volo sulle ali della FANTASIA ❤
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La mia mamma / Il mio papà – Anthony Browne

Lei è una SUPERMAMMA!
Io le voglio bene.
E sapete una cosa?
LEI MI VUOLE BENE
(E me ne vorrà sempre).

Con semplicità, forza e completa comprensione delle percezioni dei bambini, Browne usa la voce di un bambino invisibile per lodare una madre – e per estensione, tutte le mamme.
Fin dalla prima pagina introduttiva del libro La mia mamma, edito da Donzelli Editore, l’autore mostra una madre che assomiglia a molte altre, con una faccia disadorna e capelli ondulati che non ha visto un taglio di capelli di recente 😉


Stringendo una tazza di caffè e indossando una veste delicatamente fiorita su una maglietta a righe, fissa il “pubblico”, mentre il testo dice: “È brava, la mia mamma” ma, è anche molto di più…
una cuoca fantastica, un giocoliere brillante, un giardiniere.

Browne usa efficacemente i tocchi di satira nell’arte: la mamma è la donna più forte del mondo mentre lei entra in casa con i sacchetti della spesa.
Browne continua con simbolici tocchi di fantasia, come quando la mamma che prima aveva la veste a fiori si trasforma ora in una comoda poltrona. Non possiamo non notare come sempre, i dipinti di Browne abbiamo quella grande capacità di attirare l’attenzione, sia che si tratti di immagini fedeli alla vita o di fantasie, sia dell’onestà delle emozioni del narratore e dell’amore di un bambino per la sua mamma.

Ogni pagina mostra i numerosi talenti di una mamma e le astute intenzioni di Browne.
Come “fantastica cuoca“, supervisiona una serie di torte l’artista Wayne Thiebaud, una che sfoggia una faccia da gorilla.
Come angelo musicale, la sua posa ricrea un dipinto di Piero della Francesca.
Come una star del cinema, con un bel vestito fluttuante verso l’alto come quello di Marilyn Monroe. In ogni scena, il tessuto dei fiori e dei cuori fa parte del suo vestire, come lo sono le pantofole rosa dai contorni morbidi.
La mia mamma è di sicuro un amorevole tributo, è un dolce momento da condividere con il proprio bambino

Forte come un orso ma anche “tenera come un micio”, “tosta come un rinoceronte” è questa mamma, che è la mamma con sentimenti e capacità universali tipiche di ciascuna mamma, sebbene alcune mamme non indosserebbero mai le pantofole rosa con pon-pon portate con tanta disinvoltura e in qualsiasi contesto.

Questa mamma, per il suo bambino è unica e speciale anche se avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa: il capo in abito scuro ed elegante, molto mascolino, la diva, così come l’astronauta o la ballerina… e invece ha scelto il suo bambino. Anche le mamme che fanno davvero altro, quando si dedicano ai loro figli chiudono la porta e sono solo mamme. Non credo che tutti i bambini piccoli arrivino spontaneamente a questa conclusione, mentre è una riflessione dovuta per aiutarli a capire che la mamma esiste anche quando loro sono all’asilo o a scuola, o quando non hanno tempo.

E non è finita qui, questo libro è ancora molto di più di tutto ciò, ed è davvero molto interessante perchè sono entrambi i genitori che diventano personaggi fantastici, infatti questo è un albo con due copertine e due versi di lettura La mia mamma / Il mio papà sono i due titoli: uno dedicato a lei, la mamma e l’altro a lui, il papà.
Anthony Browne, tra i più noti illustratori statunitensi, con un tratto realistico ma allo stesso tempo capace di contenere elementi surreali, ci mostra una mamma e un papà alle prese con la vita quotidiana.
Semplici genitori che fanno cose da tutti i giorni, ma agli occhi dei loro bambini diventano eroi: unici, difficili da emulare, e soprattutto amatissimi.
Il testo, in entrambi i lati ha come unico filo conduttore le descrizioni dei due genitori così che il bambino possa identificarsi nelle caratteristiche che più richiamano la sua mamma e il suo papà

Come per la madre anche per il papà c’è un dolce racconto di semplici frasi che lo raccontano in un trionfo di tweed marrone, in babbucce felpate danza “felice come un ippopotamo”, coniugando l’aria, perlomeno apparentemente, paciosa degli acquatici mastodonti, con un sorriso talmente lieve da incantare e rendere spontanea la naturale conseguenza: “è in gamba il mio papà”.

La lettura si conclude con una certezza che rasserena i bambini, sempre alla ricerca di conferme: il bene della mamma, o del papà, non finisce mai.

Browne crea una testimonianza toccante per le madri e i padri, il sentimento è talmente puro che questa storia sarà un’aggiunta molto amata al repertorio delle storie che parlano d’amore e di vita

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La mia mamma
Il mio papà

Voglio Anch’io – Gek Tessaro

Quando uscì dall’uovo il pulcino
aveva un atteggiamento così impettito e virile
che sua madre non trovò di meglio che chiamarlo
Pompeo Tiburzio.

A pochi giorni di vita, ammaliato dalla vista di uno stormo di cicogne in volo le chiese:
“Che cos’è?”.
“Sono cicogne”, rispose lei.
“Bello, voglio anch’io!” disse la cornacchietta.

Il sogno del piccolo volatile è diventare una maestosa cicogna. Ovviamente la madre e il padre tentano di dissuaderlo, ma a poco varranno i loro sforzi.
Ma Pompeo non si arrende. Si impegna, fa tanta ginnastica e studia geografia, materia fondamentale per le cicogne.
E finalmente la sua occasione arriva: un bambino deve nascere a un solo isolato di distanza e Pompeo deve effettuare la consegna!

Dopo una settimana di viaggio del piccolo Pompeo, arriva all’indirizzo, ma non c’è nessuna mamma in attesa di un bambino, c’è solo una ferramente!!!!
Che cosa è successo?!

Il piccolino in realtà ha sbagliato indirizzo, e purtroppo pure città, deve viaggiare da Perugia verso Venezia, ma il fagotto deve arrivare a destinazione prima, sconsolato, visto che è solo una piccola cornacchia e non riesce a fare molta strada, sta per arrendersi ma a chi chiedere aiuto?

Il viaggio di Pompeo Tiburzio lo porterà a conoscere un cavaliere, un elefante ed un leone, un fenicottero, viaggerò in treno e pure con i pirati insieme ai quali cercherà di raggiungere la terra promessa: il Veneto!
Solo consegnando un nascituro ai propri genitori, a Venezia, Pompeo Tiburzio potrà finalmente diventare una cicogna a tutti gli effetti.

Ma gli imprevisti, si sà possono essere dietro l’angolo!
Pompeo riuscirà a raggiungere Venezia in tempo?

Una cornacchietta piccola piccola con un sogno grande grande!

Gek Tessaro, autore e illustratore poliedrico, tradotto in diversi Paesi, torna a incantarci con Voglio Anch’io, edito da Terre di Mezzo. Questo è un racconto all’insegna dell’avventura e del divertimento.
Con il suo tipico stile il testo è accompagnata da coloratissime illustrazioni che danno vita ai personaggi con un tocco di ironia e brio.
I termini ricercati un po’ arcaici, le illustrazioni, gli intrecci improbabili lo rendono un racconto delizioso e sostanzialmente al limite con il comico.
Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.

Dice di se “Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre.

Voglio anch’io, indicato per i bambini dai 6/7 anni, è suddiviso in capitoli, prestandosi bene anche per leggerlo un po’ alla volta la sera 😉

Voglio anch’io è un racconto sicuramente per i bambini che amano le avventure, i cavalieri, i pirati, le cornacchie e ovviamente non possono mancare le cicogne 😀 Tutti assieme per una grande avventura!

Buona lettura!
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Irene la Coraggiosa – William Steig

“E’ il vestito più bello del mondo!
La duchessa ne sarà felicissima.”

La madre di Irene è una sarta e ha appena finito di cucire un bellissimo abito per la duchessa che ha organizzato una festa per la stessa sera. Bisogna consegnarlo al più presto, ma la mamma di Irene non si sente tanto bene e quindi la bambina, vedendo la madre stanca e ammalata, la convince a stare al calduccio tra le morbide coperte che le rimbocca, dopo averle portare qualcosa di caldo.

Irene, si copre bene con cappello rosso, sciarpa, cappotto e guanti, bacia sei volte la madre e parte abbracciata alla scatola del vestito, felice sotto la neve che sta cominciando a cadere.
E così la bambina si mette in viaggio, a piedi, tra la neve, tenendo stretto il pacco, senza farsi intimidire dal vento gelato.


Ben presto la nevicata si trasforma in tormenta; il vento soffia contrario e ce la mette tutta per strapparle la scatola ma, Irene reagisce con la forza della rabbia: gli urla contro, gli volta la schiena e non gliela dà vinta; ha ottimi motivi e pensieri per reagire con furia anche quando finisce nella neve fino al collo o quando ad un certo punto Irene si perde tra la neve e, peggio ancora, la scatola si apre e l’abito vola via, tirato dal vento contro cui Irene lotta per l’intero viaggio.

Irene non si arrende e arriva a casa della duchessa credendo di dover spiegare l’accaduto, ma…la magia della natura riserva ad Irene una sorpresa.. 😉

Irene la coraggiosa di William Steig edito da Rizzoli è una storia straordinaria e splendidamente illustrata. La storia nasce da una situazione praticamente ordinaria (una bimba che vuole aiutare la propria mamma) e diventa pagina dopo pagina una piccola perla che scalda il cuore.
Irene non solo compie un percorso, ma lo fa dimostrando tenacia e coraggio. La paura c’è, come in tutti i bimbi della sua età, ma lei si aggrappa sempre e fortemente all’amore per la sua mamma. Quello è più forte di tutto. Del vento, del freddo e delle difficoltà che si palesano.

Scelto dal “New York Times” come Miglior albo illustrato nel 1986, anno della sua pubblicazione, Irene la coraggiosa ha la grazia di una fiaba.

Le illustrazioni, che paiono frammenti di una sequenza animata, raccontano il lungo e tormentoso viaggio di una bambina verso un palazzo lontano, per consegnare un abito da ballo. Un viaggio attraverso il quale il lettore vede la protagonista avanzare nella neve, intestardirsi, arrabbiarsi, farsi avanti tutta bagnata e reagire fino ad avere la meglio.
Irene non cede davanti a nulla; non le viene probabilmente manco l’idea che si possa cedere, visto che – per quanto abbattuta – ha pur sempre un pensiero che la fa indomita e anche un po’ temeraria.
La piccola Irene deve affrontare la bufera di neve e soprattutto il vento, tanto insistente da sembrare un folletto dispettoso. Ma la bambina ha coraggio, determinazione e volontà incredibili e davanti agli ostacoli stringe i denti e allunga il passo, non cedendo di fronte a nulla, anche quando tutto sembra perduto. Il suo coraggio sarà fonte d’ispirazione per tutti i bambini, che seguiranno l’avventura di Irene con il fiato sospeso, fino all’ultima pagina.

Il Coraggio è il tema cardine della trama, la linfa vitale ed il cuore pulsante di questa tenerissima storia che fa sorridere e allo stesso tempo anche un po’ pensare. Quella di Irene è una vera e propria avventura (seppur ridotta a poche battute) per piccoli e grandi lettori, grazie alla quale è possibile riscoprire il valore del coraggio e l’importanza della famiglia. In questo racconto la famiglia ha un valore inestimabile: il rapporto ed il legame tra Irene e la signora Rocchetto, l’abile e affidabile sarta, è il centro della storia stessa, la scintilla che da vita e forza al Coraggio, che porta la piccola Irene ad affrontare una dura, durissima, prova. Tutto pur di aiutare la povera madre febbricitante.

Irene la coraggiosa, piace! Pagina dopo pagina i bambini non vedono l’ora di vedere se Irene riuscirà o meno nella sua avventura, ovviamente tifando per lei! 😉
Una favola per bambini, indicativamente dai 4-5 anni, ma che tocca corde profonde anche negli adulti. Perché quotidianamente cediamo alla polemica o nel lamento dimenticandoci la risorsa che dobbiamo utilizzare quando le cose si fanno difficili: il nostro amico coraggio.

Buona lettura!
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Da Grande… – Emma Dodd

Da grande voglio fare…
cose buone, cose belle…
come sai fare tu.

Emma Dodd è una garanzia, lo si sa, quasi tutti i suoi libri sono perle rare ed in particolare quelli per i più piccoli raccontano alla perfezione la dolcezza e l’amore.
In questo libro Da Grande…, edito da L’Ippocampo, il protagonista è un piccolo orsetto che si personifica alla perfezione con il piccolo lettore è alle prese con la sua voglia di diventare grande ed essere come mamma e papà.

Orsetto sogna ad occhi aperti e si confida alla sua mamma:

Da grande voglio essere…
intelligente e forte come
un albero che cresce.

Delicati, dolci e poetici, i libri illustrati di Emma Dodd sono piccoli capolavori di emozioni.
Dedicati all’amore tra genitori e cuccioli, sono colmi di sentimento, gioco e complicità.
Le immagini sono tenere e rasserenanti, ideali per la gioia di piccoli e grandi lettori. Piccole storie che fanno bene al cuore, delicate come un abbraccio tra genitore e figlio, una coccola da condividere prima della nanna.

Vincitrice di numerosi premi, l’artista è nota per i suoi piccoli albi dedicati all’universo delle emozioni e degli affetti, realizzati con una tecnica mista semplice, ma di grande effetto, nella quale gli inserti e i particolari realizzati con carte lucide e brillanti costituiscono il tratto distintivo.
I bambini sono attratti da questi giochi di luce e di riflessi, così come dallo stimolo sensoriale che rende i differenti materiali utilizzati piacevoli al tatto. Le immagini sono sempre molto chiare, delicate e rasserenanti e trasmettono un’atmosfera sognante, calda e confortevole come un abbraccio.

Anche in questo ultimo libro, Emma Dodd ha quel suo grande pregio di riuscire sempre a toccare il cuore di chi legge evitando quei pericolosi scivoloni nel sentimentalismo più banale.
Le illustrazioni, le parole: tutto è misurato, ridotto all’osso.
A parlare è il cuore.
Il cuore di una mamma

Buone letture
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Grande Gatto Piccolo Gatto – Silvia Borando

Se Grande Gatto si stiracchiava
sul grande tappeto del salotto…
…Piccolo Gatto si faceva le unghie
sul piccolo tappeto
dello sgabuzzino.

Grande Gatto è, neanche a dirlo, un gatto grande. Piccolo Gatto invece è un gatto piccolo piccolo.
Quello che fa Grande Gatto di riflesso lo fa anche Piccolo Gatto.

Grande Gatto Piccolo Gatto è una delle ultime new entry in casa Minibombo facile ricondurre alla mano creativa di Silvia Borando, l’autrice e l’illustratrice di questo libro.
Il suo stile in effetti è inconfondibile e si ripete, anche se in modo diverso, in tutti i suoi libri.
I disegni sono semplici e belli, colorati e chiari nel rappresentare ciò che devono rappresentare.

Silvia Borando da piccola voleva fare la parrucchiera per tingere i capelli di fucsia alla zia. Da grande mantiene la sua passione per i colori.
Autrice e illustratrice, coordina tra le varie cose il progetto Minibombo, casa editrice completamente dedicata ai piccoli lettori (e ai grandi che leggono con loro). Vive tra Trecate e Reggio Emilia e il suo animale preferito è il riccio. Con Gatto nero, gatta bianca, ha vinto il Premio Nati per Leggere 2015 (sezione Nascere con i libri).

I protagonisti di questo libro sono così Grande Gatto e Piccolo Gatto che trascorrono la prima parte della storia (e quindi le loro giornate) a vivere come due comuni gatti, e quindi a bere il latte, a stiracchiarsi e a rincorrere lucertole…se non fosse che le immagini accompagnate dalle parole (ed ovviamente mi riferisco a Piccolo e Grande) scritte con un carattere diverso, attirano la nostra attenzione proprio sulla differenza che c’è tra i due.
Una differenza di grandezze, in tutto e per tutto.

I due gatti vengono così messi a confronto nella stessa pagina: Grande Gatto con la sua grande ciotola e Piccolo Gatto con la sua ciotolina.
Il paragone tra i due gatti continua con il gomitolo con cui giocano, per il tappeto sul quale si stiracchiano e addirittura per la lucertola che tentano di acchiappare.

Tutto sembra legato alla loro grandezza.
Finché un giorno Piccolo Gatto con un grande balzo (ed ecco che iniziamo a mescolare Grande con Piccolo) salta sulla chioma di un albero.

E da lì tutto sembra trasformarsi in qualcosa di grande: dal gran bel panorama, ai grandi giochi tra le foglie, dai grandi discorsi con un bruco alla grande paura che piccolo gatto ha al calar del sole.

A questo punto l’autrice sembra voler spingere, in modo delicato, il piccolo lettore ad affrontare le proprie paure più grandi.
Come Piccolo Gatto si trova ad affrontare e a superare la paura del buio, così il piccolo lettore ha la possibilità di immedesimarsi con il piccolo protagonista che, a piccoli passi, si sta muovendo verso il mondo dei grandi.

Quando un libro presenta in modo divertente la differenza tra piccolo e grande.
Quando un libro tratta il tema della crescita, del sentirsi grandi…anche quando si è ancora piccoli…
Quando c’è una bella storia felina che parla di amicizia e di aiuto reciproco…ecco che diventa semplicemente un libro che i bimbi, anche più piccoli, adorano!

Piccolo Gatto ne insegue una piccina che svelta svelta sale sull’albero e lui dietro.
Con grandi balzi arriva in cima alla chioma dove salta tra le foglie,
chiacchiera con gli animaletti che ci vivono, si gode il panorama.
Ben presto arriva la notte
e Piccolo Gatto miagola forte forte per la paura.

Ma Piccolo Gatto che farà?! Il coraggio gli torna piccolo come il suo miagolio finché poco alla volta, sempre più convinto e deciso, fa un gran

“M I A O !!”

così forte e grande da svegliare tutti, anche Grande Gatto che lo aiuta a scendere.

Piccolo Gatto è riuscito a vincere la paura del buio ottenendo così una grande conquista.
Ma dopo un momento di grande spavento, non c’è niente di meglio che una bella dormita nella stessa cuccia assieme ad un Grande Gatto ❤

…un Grande Gatto che rappresenta un genitore, la mamma o il papà è quella figura comunque sempre vigile e pronto per rispondere alla richiesta di aiuto e, senza esitazione e con fermezza e saggezza, aiuta piccolo gatto a superare le proprie paure.
Se ci pensiamo Grande Gatto Piccolo Gatto rappresenta, ciò che realmente accade tra genitori e figli, quando, anche se ancora piccoli cuccioli iniziano ad essere desiderosi di sentirsi grandi, per fare ogni giorno le loro piccole ma grandi consquiste..con un “grande gatto” sempre dietro l’angolo pronto a sostenerli, incoraggiarli, a dare consigli o più semplicemente per accoglierli in un grande abbraccio

Scommetto che vi sarete accorti che dietro a molti libri Minibombo c’è il bollino “Giochiamo con…”.
Per Minibombo infatti il libro è solo un punto di partenza che porta poi ad altre storie, a giochi, ad attività da fare con i bambini.
Infatti è stato accompagnato da un’app concepita per completare il libro e continuare a giocare dalla carte ai nuovi dispositivi.
Il gioco vede Piccolo e Grande Gatto alle prese con delle avventure e il piccolo lettore dovrà aiutarli a giungere alla meta scegliendo di volta in volta chi dei due sarà più adatto a superare gli ostacoli.
Il gioco lo trovate su App Store e Google Play.

Buone avventure con grande e piccolo gatto 😉
Puoi acquistare il libro QUI:

Grande gatto piccolo gatto

Silvia Borando

Non sono tua Madre – Marianne Dubuc – Orecchio Acerbo

Lo scoiattolo Otto vive tranquillo nella sua tana di un grande albero,
per lui la vita è semplice e soprattutto tranquilla.

Un giorno, Otto trova sull’uscio di casa una strana palla verde, Otto non se ne cura e continua con le sue faccende. Ma, a sera, la palla verde è ancora lì e anche il mattino seguente finchè da quella palla vien fuori un esserino peloso che lo chiama “Mamma!”.
Otto prova a spiegare che non è così. Invano.
E invano prova a disinteressarsi della creatura.
Otto precisa da subito di non essere affatto la sua mamma e, convinto che la madre vera, prima o poi, verrà a cercarlo, decide di portare in casa il piccolo e aspettare che si faccia viva.
Solo per un giorno, gli dice, fino a quando non troverò tua mamma.

Passano i giorni e la palla pelosetta (che risponde al nome di Piu) si fa sempre più grande, cresce a vista d’occhio. Otto non sa più che fare, ha chiesto a tutti nel bosco ma nessuno ha visto una madre in cerca del suo cucciolo. Intanto il piccolo crescendo inizia a rendersi utile e si scopre che prepara delle buonissime minestre.

Otto decide di allontanarsi per qualche giorno e parte per le sue ricerche, ma nulla da fare, non trova la madre e al rientro il piccolo non è più così piccolo, anzi, occupa già tutta la tana dello scoiattolo ed è anche molto coraggioso.,

È proprio giunto il momento di allargare la tana e di continuare quell’inaspettata convivenza perché, in fondo, Otto non riesce più a immaginare di tornare a vivere tutto da solo…
Sembra proprio che la mamma di Piu dovrà essere Otto. 😉

L’autrice canadese Marianne Dubuc, dopo Il Leone e L’uccellino, ci regala un’altra parabola sul prendersi cura dell’altro attraverso una delicata storia di un’adozione dal titolo Non sono tua madre, edito da Orecchio Acerbo.

Leggendo Non sono tua madre ai bambini ne esce subito la parte delicata e divertente che parla di amore, accoglienza e diversità. Attraverso il suo essere una storia semplice e buffa spiega ai piccoli lettori e ascoltatori che l’amore tal volta può essere imprevedibile e arrivare all’improvviso e che essere “mamma” vuol dire prendersi cura di un’altra persona o di un altro essere vivente diverso da noi nei tratti fisici.
Un libro perfetto per cominciare a parlare di adozione in tutte le sue possibilità e di rispetto verso le diversità.
I disegni hanno come sempre un tratto meraviglioso, sono pieni di dettagli e colori.
L’equilibrio pensato da Marianne Dubuc tra testo e illustrazioni è perfetto. Essenziale il testo, essenziali le immagini. Efficace il testo, efficaci le immagini. Tutto contribuisce a una fruizione intensa e partecipe di questo albo la cui lettura consiglio a bambine e bambini dai tre anni in su.

Non sono tua madre piace molto ai bimbi, soprattutto per il buffissimo “PIU” tutto bianco con il suo nasone rosa. Lo prendono subito in simpatia e viene voglia di coccolarlo e abbraccialo!
La storia è davvero molto dolce ma allo stesso tempo molto riflessiva proprio perchè affronta il tema dell’adozione e il tema della diversità.

Buona Lettura!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo QUI:

Non sono tua madre.

Marianne Dubuc

Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini – Francesca Romano

Ci sono momenti nella vita nei quali, leggere un libro è come mettersi una coperta sulle spalle in un giorno di pioggia, e pagina dopo pagina accocolati sul divano senti il cuore scaldarsi di magia.

Queste sono state le sensazioni che ho avuto leggendo il libro Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini di Francesca Romano edito I Buoni Cugini Editori inoltre a rendere ancora più coinvolgenti le favole ci sono le delicate illustrazioni di Dafne Zaffuto.
Come raccontato nel retro di copertina questo libro nasce dal cuore di una mamma e dalla fantasia di quando era una piccola ragazzina dagli occhi grandi e dalla fervida immaginazione, che desiderava diventare una famosa scrittrice…(forse anche per questo è magico) 😉

Ora Francesca è mamma e come spesso capita le strade della vita l’hanno condotta in altre direzioni, ma fortunatamente ha conservato il suo sogno!

Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini mette i primi germogli proprio grazie alle favole che Francesca raccontava ai suoi bambini quand’erano un po’ più piccini, ogni sera infatti le inventava di sana pianta viaggiando sulle ali della fantasia con loro.
Nasce proprio così questa raccolta di 9 favole che hanno come protagonisti orsi, querce, fiori, principesse, corpi celesti..tutti simbolicamente si trovano ad affrontare prove comuni a molti di noi.

Ogni storia ha al centro temi importanti presi dalla vita che viviamo ogni giorno, avvolti però dalla tipica atmosfera della favola. I racconti trattano con leggerezza, e con un linguaggio delicato i tanti sentimenti e le emozioni messe in gioco e non a caso, l’autrice parla di amore, della ricerca della felicità, l’accettazione dell’altro e di come, a volte, certi comportamenti un po’ troppo altezzosi possano allontanare le persone che ci vogliono bene.

Come afferma Francesca “Quasi ogni favola è ispirata a persone a me care, che rivestono alcune caratteristiche dei protagonisti, per esempio il porcospino, ricoperto da aculei cela in realtà il suo animo tenero, l’orso considerato morbido e giocherellone, è anche un animale forte dalle grosse responsabilità, da qui il titolo: “Siamo tutti un po’ orsi, un po’ porcospini”.

Penso proprio che questo piccolo libro porti con sè la grande capacità di scaldare il cuore, di far riflettere grandi e piccini, sopratutto se il libro viene letto in coppia sulle ali della fantasia, per approdare a mondi animati da personaggi fantastici. La storia che particolarmente mi è rimasta nel cuore è VerAmika, sarà per le querce protagoniste che da sempre mi affascinano per la loro maestosità, sarà per la storia di vera Amicizia che racconta..
E voi, quale porterete nel cuore, da quale storia vi farete riscaldare questo inverno?

Buona lettura 🙂
Puoi acquistare il libro QUI

Siamo tutti un po’ orsi, un po’ porcospini

Francesca Romano

Ti voglio Bene cucciolo mio – Nicky Benson

Ogni mamma dichiara l’amore immenso che prova per il suo cucciolo quotidianamento, tra baci, abbracci
e coccole.. oppure sussurano al loro orecchio quel dolce ed infinito Ti voglio bene, cucciolo mio.

Questo è anche il titolo di un recente libro illustrato per bambini pensato da Nicky Benson e Jonny Lambert, pubblicata da Sassi junior.

Il libro parla di Mamma Orsa e del grande amore che prova per il suo piccolo orsetto, un amore viscerale, intenso, ma delicato e dolce.
Poche, ma profonde frasi in ogni pagina che trasmettono l’amore sincero fra madre e figlio.
Illustrazioni espressive, ammettiamo, chi non si riconosce nell’abbraccio finale di mamma Orsa carico di emozioni?! Immagini che si amalgamano perfettamente alle parole.

Il libro infatti è scritto in rima e diventa una dolce filastrocca da ricordare..per cui è molto bella da leggere. E’ semplice e di facile comprensione anche per i più piccoli e tra un Ti voglio bene e l’altro diventa quasi un mantra da memorizzare, raccontare, bisbigliare, cantare e ripetere insieme.. una gioia per il cuore!!!

E’ pieno di figure per cui si possono coinvolgere i bambini nella ricerca dei vari personaggi ed è una bella storia della buona notte dal punto di vista emotivo.
Le pagine sono ricche di un susseguirsi di tenere illustrazioni a tutta pagina realizzate con collage digitali che mostrano il calore, e l’amore che solo un mamma può trasmettere al suo piccolo.
Mamma Orsa, conduce pian piano il piccolo orso in un viaggio conoscitivo che gli permette di esplorare ogni aspetto della natura.

Una storia leggera e semplice, assolutamente adatta anche ai bimbi piccini, azzarderei persino dai 18 mesi in su, se sfogliato con gli adulti. Gli animali, protagonisti della storia, attraggono infatti sicuramente i bimbi e le frasi sono veramente essenziali, da poter coinvolgere anche i più piccoli lettori.
Le frasi sono poi così cariche di affetto che è bello pronunciarle ai propri figli:
“Come le nuvole adorano le cime innevate,
ti voglio bene, cucciolo mio,
nelle notti scure e in quelle stellate”.

Ti voglio bene, cucciolo mio!
Quante volte lo diciamo ai nostri piccoli!?
Forse mai abbastanza, non può, e non deve mai essere abbastanza esprimere tutto il nostro amore per loro!
Insegnamo loro a vivere a pieno i sentimenti!

Un libro dolcissimo nella sua semplicità arriva diritto al cuore.
Bello da regalare al proprio cucciolo e da regalare ad una neo mamma 😉

Buona lettura con i vostri cuccioli!

Ti voglio bene, cucciolo mio.

Nicky Benson

La Piccola No-E-Poi-no

“Ogni notte, poco dopo essersi addormentata, la piccola si sveglia
e si chiede se il giorno sia già sorto..
… Ogni notte gli ripete: “Giorno non gironzolare troppo a lungo. Vieni presto”

Spesso capita ai piccoli di aver paura del buio e si sentono piccoli e spaventati.
Vi ricordate quando, da bambini, avevate timore di qualcosa? Avreste tanto voluto un metodo per far passare la paura, non è vero? Il libro La piccola No-E-Poi-No di Irena Štusej ed edito da Picarona è una favola moderna che grazie anche alle illustrazioni stupende di Kristina Krhin la piccola protagonista ci rivela che la fonte del suo malessere deriva dalle favole classiche che la mamma le legge prima di andare a dormire.

A pensarci bene, quante volte le nostre mamme raccontavano a noi e noi leggiamo ai nostri figli quel famoso C’era una volta… Tanto tempo fa, in un paese molto lontano,….
Parole magiche che ci portano, come per incanto nel mondo della fantasia, dove tutto è possibile, dove regna il linguaggio delle emozioni e la realtà magicamente acquista le forme più svariate, a volte crudeli, a volte magnifiche…sopratutto se questo c’era una volta è legato alle più note favole della nostra tradizione, come quelle dei Fratelli Grimm, per esempio e talvolta risultano essere tutt’altro che confortevoli ma popolate, invece, da streghe, genitori che abbandonano i figli, lupi che mangiano le nonne, e spesso può capitare che risultino essere poco digeribili per un bambino prima di andare a letto.

Dobbiamo sapere che La fiaba parla la stessa lingua del bambino, arriva direttamente al suo mondo inconscio, senza mezze misure, lo accompagna tra forti emozioni e lo aiuta ad affrontare i problemi umani universali, soprattutto quelli che occupano la sua mente (la gelosia tra fratelli, sentimenti ambivalenti verso i genitori, la paura del buio, la paura di diventare grande, ecc) . Il linguaggio
della fiaba si rivolge direttamente all’ Io in erba del bambino, e ne incoraggia lo sviluppo, placando allo stesso tempo pressioni emotive interne consce e inconsce.

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.
– G. Chesterton

Fortunatamente mai come oggi, di fronte al dominio incontrastato di internet e della televisione, la lettura, che è anche disciplina interiore della parola e dei significati che ad essa diamo, è l’unico strumento che fa crescere liberi, che rinsalda i legami affettivi e offre contenuti veri alla vita quotidiana. Il bambino che, attraverso la fiaba, entra in contatto con il mondo, ha ottime possibilità di diventare un adulto veramente libero


Anche nel libro, la mamma della piccola No-e-poi-No sà che i libri parlano con il linguaggio delle fiabe per raccontare la verità, ma nello stesso tempo aiutano gli adulti a parlare con i bambini.
Per sconfiggere la paura del buio valgono ancora tutti gli escamotage che i genitori usavano per noi da piccoli: porta aperta, lucina accesa, pupazzetto che fa compagnia, etc. Ma più di tutto è importante, però, trovare anche delle modalità attraverso le quali il bambino possa rivalutare il buio in chiave positiva, ad esempio con un favola.
…mi piace ricordare che la paura in genere o la paura del buio, come capita nel libro La piccola No-e-poi-No fa parte di un normale percorso di crescita e come tale va affrontato e condiviso insieme a mamma e papà, esorcizzando insieme la paura attraverso le favole e i giochi.
Non ha senso sdrammatizzarle o dire che non esistono: per i bambini ci sono e sono reali. A mio parere è molto più opportuno invece attivare strategie di ascolto e di accoglimento che i piccoli ci raccontano. Alle volte il solo fatto di poter contare su qualcuno che ascolta e che cerca di comprendere ciò che proviamo, ci aiuta a sentirci più protetti e sicuri!
Ed è così che ad entrare dalla finestra sarà un giorno magnifico.

Buona lettura

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La piccola No-e-poi-no

Irena Stusej

 

Piccolo Elefante va in Cina – Sesyle Joslin

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“Piccolo Elefante nuotava sette bracciate di qua
e sette bracciate di là. E mentre nuotava, canticchiava”.

Piccolo Elefante va in Cina è un piccolo gioiello. A patire dal formato, per la casa editrice che lo ha portato in Italia, OrecchioAcerbo, per la traduzione di Carla Ghisalberti.
Ma andiamo con ordine, quello che vi presentiamo oggi è un albo dal tocco orientale ………..

Di Sesyle Joslin (autrice della serie dedicata al Piccolo Elefante) con illustrazioni di Leonard Joseph, entrambi vincitori in Italia del Premio Andersen 2015 per il miglior libro per la fascia 0/6 anni.
Questa è una storia piena di tenerezza e divertimento, dove i protagonisti, nei loro dialoghi divertenti, raccontano un po’ di Cina e sperimentano, insieme con i piccoli lettori, le prime parole in cinese, ma sopratutto con uno sguardo pieno di tenerezza, esplorano quel percorso di crescita verso una sempre maggiore autonomia di un piccolo elefante in cui può riconoscersi ogni bambino.

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Dedicare tempo a un bambino, dedicargli un tempo di ascolto è richiesto quotidianamente e ripetutamente ad ogni mamma, forse per reale disinteresse e noia verso un gioco che già conosce ogni bambino, come piccolo elefante, ricorre all’adulto avanzando le più svariate richieste.
“Mi annoio, cosa posso fare, ho fame…” oppure “giochi con me?”
Quest’ultima richiesta significa anche e soprattutto trovare soluzioni per stimolare la sua curiosità.
Non è un trucco, è saggezza e Mamma Elefante, gigantesca figura grigia in costume intero a grandi fiori, che indossa enormi quanto misteriosi occhiali da sole e un grande cappello di paglia, lo sa.

Piccolo elefante è in spiaggia, pantaloncino nero e maglietta a righe; un po’ fa il bagno, un po’ passeggia (a sentir lui in realtà sono anni che passeggia), un po’ si annoia. Chiede appunto, che la mamma risolva la questione e ottiene in cambio un’idea meravigliosa: scavare una buca che porti fino in Cina!!
Ma dov’è la Cina? Beh, dall’altra parte del mondo, ma scavando bene e a lungo ce la si fa ad arrivarci, a visitarla e anche ad assaggiare qualche prelibatezza.

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E voi siete mai stati in Cina?
Io no, però oggi ho imparato alcune altre parole essenziali senza le quali non potrei certo dire di conoscere il cinese: zuppa, formaggio, gelato, grazie e long (drago).

“L’ultima volta che ne ho sentito parlare la Cina si trovava dall’altra parte del mondo”

“Sul serio?” “In tal caso, tutto e tutti sono a testa in giù” aveva commentato il simpatico elefantino saltellando allegramente sulla calda sabbia.

“Oh, mamma Elefante, come fai a sapere così tante cose?
Dipende forse dal fatto che hai una testa così grande?”.

L’elefante aveva deciso di raggiungere il lontano Paese e..
“al mio ritorno ti racconterò tutto”.

Così, ben equipaggiato con Orso, paletta, occhialini da nuoto e cestino da pic nic in testa per viaggiare in incognito, qualche parola in cinese insegnata dalla mamma, strumento necessario per muoversi autonomamente in ogni luogo Piccolo Elefante parte per il suo viaggio dall’altra parte del mondo, dove sicuramente chi vi abita vive a testa in giù.

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Capita poi che scavando nella sabbia si trovano dei veri tesori, è capitato a tutti di trovare una monetina, anche Piccolo elefante ne trova una, proprio mentre sta scavando diretto in Cina, molla le operazioni di trivellamento della sabbia e corre a spendersi la monetina al miglior caffè del lungomare, sulla giostra e poi sul risciò…ma come, e la buca? E bè, se ne sarà dimenticato, la monetina ha aperto nuovi orizzonti e Piccolo elefante li ha varcati, i bambini, si sa, sono ondivaghi, seguono ogni stimolo.
E poi tornare, in spiaggia, laddove c’è un mondo che sta a testa in su e una mamma che lo aspetta sorridente e disponibile a viaggiare ancora assieme.

Certo ci vuole anche una mamma, o un papà, che lascino liberi di esplorarli, questi mondi!
Non so effetivamente quanti bambini posso contare su genitori che permettano loro di scavare una buca di sabbia tale da condurli dall’altra parte del mondo…in Cina, appunto 😉
Piccolo elefante questa mamma speciale ce l’ha, pronta ad ascoltare, a raccontare e persino a fingere di dormire e non accorgersi di nulla pur di lasciare tempo e spazio al suo Piccolo elefante in preda al gioco e persino alla noia…oltre che alla fame! ..e con quel “Ti aspetterò”  mamma elefante regala autonomia di pensiero e immaginazione, fiducia al Piccolo Elefante. Che, sebbene vada e torni nervosamente in cerca di rassicuranti informazioni, è pronto ad andare per il mondo o pensare almeno di poterlo fare.

Il testo è lungo e, sebbene il formato del libro sia piccolo, non pensate che si rivolga solo a bimbi piccoli, ne godranno molto anche i bambini di età scolare, oppure sarà una bella occasione di leggere a puntate, e i bimbi non vedranno l’ora! Garantito!!

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Piccolo Elefante va in Cina è una storia sull’uso dell’immaginazione, su come un cucciolo di qualsiasi razza, animale o umana che sia, possa farsi trasportare altrove dalla fantasia, dimenticando la noia e persino la fame famelica che attanaglia il Piccolo Elefante di questa storia.
Una storia sulla saggezza delle mamme, sul loro saper indirizzare i figli verso strade mai battute prima alla ricerca di nuove avventure ma, soprattutto, di loro stessi.

ZÀI JIÀN (zai jien) -> ARRIVEDERCI
Ma prima di ringraziarvi per aver letto assieme a noi di Piccolo elefante ricordate più spesso possibile che grazie all’immaginazione è possibile viaggiare ovunque la nostra mente desideri volare.

XIE’ XIE’ (sciè sciè) -> GRAZIE! ❤

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Piccolo Elefante va in Cina

Sesyle Joslin