Aspirante Fata 2° – Sophie Kinsella

…la mamma non è ancora molto brava
con gli incantesimi,

anche se si impegna davvero tanto.
Ma un giorno riuscirà a fare tutto per bene.
E, quando sarò grande,
anch’io sarò una fata come lei.

Avrò le ali luccicanti e la mia Smartbacchetta.
E quindi ecco cosa sono adesso:
un’Aspirante Fata.

Nel primo libro abbiamo avuto modo di conoscere fata Mammetta e la sua famiglia, in particolare sua figlia Ella, una bambina molto sveglia per la sua età… in questo capitolo invece saremo catapultati verso quattro simpatiche avventure riguardanti gli “imprevedibili” incantesimi di Fata Mammetta.
Aspritante Fata di Sophie Kinsella edito da Mondadori è il secondo volume che racconta le avventure di Ella e sua mamma. Questa secondo volume è una raccolta di quattro nuove storie: Scimmiaridù, Stopparidù, Gelatoridù e Volaridù, racconti che portano con sè una ventata di simpatia, leggerezza e ovviamente un pizzico di magia 😉

Bisogna essere molto abili e preparati per usare la super e tecnologica Smartbacchetta. Basta infatti digitare un codice sbagliato che vi ritroverete trasformate in scimmie, a nuotare in una piscina di gelato o peggio ancora sommersi da una torta gigante.
Tutto questo ovviamente è opera di Fata Mammetta che essendo un po’ pasticciona spesso nei suoi incantesimi, qualcosa va storto. Per fortuna però che in soccorso alla mamma maldestra arriva Ella, la sua assistente preferita, in grado di salvarla da ogni situazione.

Come quella volta che il papà aveva un pranzo importante con il suo capo e aveva vietato a Fata Mammetta di usare la magia, ma la donna entrando a casa di chi la ospitava aveva visto la moglie del capo molto triste a causa della scomparsa del suo pappagallo e perchè non usare la magia per trovarlo?
Peccato che i suoi incantesimi si sono rivelati disastrosi e hanno trasformato prima lei ed Ella in due scimmie, poi due elefanti e infine dei pinguini.
Quando sembrava tutto perduto Ella ancora una volta ha salvato la situazione e del resto che senso ha usare la magia senza un po’ di divertimento?

La storia più divertente è senza dubbio quella in cui tutta la famiglia decide di andare in vacanza a Parigi, in modo da godersi un po’ di sano relax e soprattutto staccarsi dalla magia, peccato che Fata Mammetta non riesce a starne senza e chissà che in vacanza non ci sia qualcuno come lei, pronta a farle guerra per gli sdrai migliori.
Ancora una volta però sarà Ella a riportare la mamma sulla retta via, anche se con qualche piccolo scivolone.
E dopo tutta al fatica, la aspetterà una festa di compleanno magica ed indimenticabile.

Sophie Kinsella è riuscita a distribuire anche in questo secondo romanzo tutti gli ingredienti che avevano reso un esperimento vincente il primo, la Kinsella si dimostra infatti perfettamente all’altezza della sua nuova veste, ovvero quella di irretire i sogni dei lettori più giovani. Credibilissima nel nuovo ruolo, Sophie è davvero un portento che lancia sapientemente i suoi incantesimi magici con la sua solita maestria.

Incantesimi, risate, avventure incredibili ed una Mammetta un po’ goffa, pasticciona forse ma sempre piena di magia, fanno di questa lettura un perfetto regalo, un momento unico di lettura per mamme e bambini ma anche nonne e zie ovviamente 😉

Inoltre, Fata Mammetta non sarebbe lo stesso senza le meravigliose illustrazioni di Marta Kissi, che sono distribuite per tutto il romanzo e sono davvero incantevoli, per grandi e piccini è davvero impossibile smettere di osservarle.


Anche lo stile della Kinsella è sempre piacevole, inconfondibile e scorrevole. Leggero, veloce e denso di magia, racconta in fretta quattro belle storie, magiche e divertenti, capaci di far sorridere e sognare ma anche riflettere. Si, perchè le storie di Fata Mammetta hanno tutte un giusto tocco di insegnamenti e buoni sentimenti che le rendono davvero uniche e preziose. Tanti incantesimi quindi ma anche tante piccole lezioni di vita, di quelle che fa sempre bene ricordare ogni giorno e portare nel cuore.

Tra risate e piccoli insegnamenti ogni avventura riuscirà a divertire!
Ma, Ella diventerà una vera e propria Fata?!…non ci resta augurarvi buona lettura 😉

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Una nuova vita: come nascono i bebè animali – Aina Bestard

Sul nostro pianeta regna la diversità.
Quante specie lo popolano
quanti modi di nascere, crescere e vivere!

Ogni nuova vita è speciale e preziosa
in questo mare di possibilità.
Ti va di accompagnarci in un viaggio
là dove tutto inizia?

Ci sono tanti animali sulla terra, ci sono tante mamme e tanti piccoli cuccioli; tra loro si differenziano o si assomigliano non solo per caratteristiche, per habitat o per classificazione, ma anche per quanto riguarda la cura e l’educazione dei cuccioli.
Ognuno di loro mette al mondo il cucciolo in un modo diverso. C’è chi tiene dentro la pancia il piccolo, c’è chi invece sguscia le uova, chi depone le uova e ne fa piccolissime e tantissime. Eppure, il miracolo è sempre lo stesso: la nascita!

I bambini amano gli animali e ne sono sempre molto affascinati e la parte relativa alla nascita e alla cura dei cuccioli è forse la meno conosciuta, ma non per questo meno ricca di curiosità 😉
Una nuova vita – come nascono i bebè animali di Aina Bestard edito da L’Ippocampo Ragazzi è un libro che è un gioco di scoperta attraverso meravigliose illustrazioni e fascinosi fogli di lucido con disegni che sembrano dei quadri.


Un viaggio alla scoperta di tante specie: il pinguino imperatore, la tartaruga terrestre, l’ippocampo, il canguro rosso, la rana e la farfalla monarca, la balenottera azzurra.

Il viaggio ha inizio nel freddo Antartide, dove ogni coppia di pinguini imperatori protegge il proprio uovo e poi il piccolo finché non diventa autonomo; la madre dedica tutte le sue energie alla crescita dell’uovo e, una volta deposto, lo passa al maschio, che lo tiene sollevato fra le zampe per non farlo congelare per due mesi interi, senza muoversi né mangiare.

L’ippocampo, invece, viene messo al mondo dal padre, che possiede una tasca marsupiale sul ventre in cui la femmina depone le uova appena sono pronte.

La rana e la farfalla monarca, addirittura, nascono e crescono da sole senza mai incontrare i propri genitori; la prima dalle uova deposte nell’acqua da mamma rana, la seconda dalle uova deposte sotto le foglie di cui potrà cibarsi quando sarà soltanto un piccolo bruco appena nato.

Al contrario, avendo trovato un posto sicuro dove deporre le sue uova, una tartaruga madre le lascia da sole per schiudersi e nutrirsi della vegetazione circostante.

E poi ci sono ancora i piccoli del canguro rosso e anche quelli della balenottera azzurra.
Insomma, un viaggio unico e dal gusto magico perchè sul nostro pianeta regna la diversità, come recita il libro all’inizio.
Ci sono tante mamme e tanti papà, ed ognuno di loro mette al mondo e cura il proprio cucciolo in modo diverso.
Ma la nascita rimane un mistero ed un miracolo ogni volta…
I bambino, oltre a perdersi nelle magnifiche illustrazioni super dettagliate possono scoprire che il miracolo della vita può avvenire attraverso diverse modalità: da un uovo come da una pancia o nelle profondità del mare… E anche che a prendersi cura del piccolo, non sempre sono solo le mamme: a volte tocca ai papà e altre volte ancora a un gruppo intero di propri simili.

Non è una semplice storia.
Non è un libro di scienze.
Non è un libro-gioco.
Una nuova vita è con semplicità tutto questo messo insieme!
Un libro diverso, sugli animali e la vita!

Un libro che può affascinare i piccoli lettori di 4 – 5 anni, ma che contiene informazioni interessanti anche per uno di 6 – 7.
Ecco, dunque, un viaggio tra 7 famiglie di animali che si arricchisce di curiosità per nulla scontate in modo che, accanto al gioco di scoprire dove di nasconde il piccolo di turno tra una trasparenze e l’altra, ci sia anche l’opportunità di conoscere qualcosa di più sugli animali in questione.
Questo delizioso libro rivela il miracolo della nascita e della nuova vita nel mondo animale.

L’autrice Aina Bestard, rinomata come creatrice di libri per bambini che fanno un uso innovativo di occhiali RGB, qui segue un approccio diverso, utilizzando carta da lucido sovrapposta alle illustrazioni per creare scene formate attraverso delicati livelli. Il risultato è un libro sensibile e affascinante su un argomento che affascina sia gli adulti che i bambini.

Una lettura emozionante che si chiude con un invito…

E tu?
Ti hanno mai raccontato
come sei venuto al mondo?

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Voglio un’altra Mamma – Nadine Robert

..la mamma mi ha chiamato “testone”.
Tutte le volte che ne combino una, strilla: “razza di testone!”
Ma Testone non è il mio vero nome.
Il mio nome è Joseph Fipps!”.

Il protagonista della storia Joseph viene spesso chiamato Testone dalla mamma e dagli adulti attorno a sé, ogni volta che non ubbidisce e trasgredisce le regole. In questo nomignolo egli non si riconosce e dentro di sé lo rifiuta confermando a se stesso la sua vera identità.
Con la fantasia Joseph talvolta vola via desiderando di essere un grifone, animale fantastico con la testa e le ali di un’aquila e il corpo di un leone. È il suo espediente per fuggire dalla realtà.

Joseph Fipps è arrabbiato. Molto arrabbiato con sua madre, perchè come tutte le mamme, gli impedisce di fare tutto quello che gli passa per la testa.
Perché non poteva salire la scala per raggiungere il ramo di castagno più alto dove si nasconde il nido?
Chi ha deciso che all’età di cinque anni si è troppo piccoli?
Poi la rabbia aumenta, fino alla frase che esce come un grido di esasperazione!

“Mi dici sempre di “no!”
Non posso mai fare niente.
Sei cattiva e io voglio un’altra mamma!”

“Molto bene” dice lei.
“Conosco una mamma
che forse potrebbe fare al caso tuo.
E’ una mamma tricheco che vive sui ghiacci
al Polo Nord, cosa ne pensi?”

Un giorno all’ennesimo rimprovero Joseph dice alla mamma che è una cattiva mamma e che ne vuole un’altra diversa. La mamma gli dice che non ne può più delle sue birichinate e gli consiglia una nuova mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. A Joseph vengono le lacrime agli occhi, esce di casa e raggiunge il ruscello che scorre accanto al castagno, il suo albero preferito dove si annidano dei cardellini, uccellini tutti gialli che depongono uova azzurre. Si sdraia per terra a vedere le onde più piccole che si rincorrono sull’acqua. Inizia a fantasticare di essere un grifone sul ghiaccio del Polo Nord dove incontra mamma tricheco.

Joseph cavalca su di lei e la sua nuova mamma si arrampica e scivola sul ghiaccio. Poi conosce i cuccioli di tricheco con le loro piccole zanne. Mamma tricheco invita Joseph a dormire con loro quella notte. Nonostante la bellissima e divertente avventura, Joseph improvvisamente sente freddo e si rende conto di non avere la pelliccia di un grifone e di non avere le ali per volare fino a casa.

Ecco che Joseph torna alla realtà udendo i “cip cip” e i “pio pio” dei Cardellini e l’urlo della mamma: “Jooooseph! Al suo risveglio egli non è più arrabbiato, torna a casa e chiede alla mamma di andare al ruscello con lui a conoscere mamma tricheco. Mano nella mano s’incamminano verso il ruscello ma non trovano il Polo Nord né mamma tricheco. Ad attenderli ci sono i cardellini sul castagno. Mamma e figlio osservano gli uccellini condividendo questa esperienza in estasi e ritrovata armonia.

Ironico, spiazzante, eppure commovente, Voglio un’altra mamma di Nadine Robert e Geneviève Godbout, entrambe canadesi e alla prima prova insieme un albo magnificamente illustrato edito da LupoGuido. Un tenerissimo promemoria sui legami indissolubili (per quanto conflittuali) all’interno della famiglia.
È una storia per bambini senza morale e senza retrologie, non consiglia e non fornisce ricette pronte all’uso, parla ai bambini che vi si riconoscono, divertente e scanzonata.

In un intervista l’autrice racconta da dove arriva l’idea iniziale di questo racconto:
«L’idea me l’ha data un episodio realmente accaduto con mia figlia quando aveva quattro anni. È successo esattamente come nel libro, lei era arrabbiatissima con me e così, dopo aver enumerato tutte le mamme che conoscevamo, io sono passata a nominare mamme “assurde” come una mucca, un gorilla, fino alla famosa mamma tricheco che sta al Polo Nord. Mia figlia ha capito subito che stavo scherzando, ma in seguito mi ha detto che aveva iniziato a pensare per davvero a come sarebbe stato avere un tricheco per mamma. È stata quella la scintilla per la mia storia».


Il testo – francamente eccellente – lascia talvolta il posto all’immagine che divide, ritma la storia. I disegni sono precisi, delicati, straordinariamente vivi, in costante movimento.
Le illustrazioni di Geneviève Godbout, sono piene di dolcezza e poesia. Bei disegni realizzati con matite colorate, con sfumature tenui, tondeggianti e sobrie si presentano su sfondi bianchi dentro bolle..un sano mix che rendono questo album un gioiello ricco di sentimento, come quando appare la figura intera della mamma solo nelle pagine finali del libro…proprio a sottolineare quel momento, quando finalmente la mamma e Joseph ritrovano il loro equilibrio, e come se il piccolo protagonista la riconoscesse in quel momento interamente nel suo ruolo di madre;
Il piccolo Joseph si rende conto che non vuole un’altra realtà, non vuole un’altra mamma e non vuole nemmeno essere un grifone. Lui è Joseph e come tale vuole essere trattato.
Ora insieme si dedicano a quelle piccole attività che lui, testardamente, voleva fare da solo.

Ci siamo passate un po’ tutte, noi mamme, e che ci continuiamo a passare mano a mano che i nostri figli crescono e forse le parole per dirlo cambiano, magari diventano meno esplicite, o più pungenti, magari si arricchiscono di sfumature e sinonimi. Ma fatto sta che il senso rimane quello.
Lo sappiamo.. le mamme, quando dicono NO, e impongono limiti, e pretendono il rispetto di alcune regole, e insistono su certi argomenti, tutti i giorni, come una cantilena, diventano insopportabili. E i bambini scoppiano. Inevitabile che accada 😉
Genitori e figli nella loro relazione possono permettersi di esagerare e di pronunciare a volte parole di troppo, con la certezza del perdono e della comprensione reciproca. Questo è il bello, bellissimo, della relazione in cui il legame è talmente forte e profondo che può andare oltre le parole e le azioni a volte spropositate.

Voglio un’altra mamma è un libro che parla di spazi e di individualità da rispettare: i bambini sono esseri umani che stanno scoprendo il mondo e soprattutto la loro identità e il loro essere unici..ecco quindi la prima cosa da tenere in considerazione 🙂
Voglio un’altra mamma illustrazione dopo illustrazione ci racconta e racconta in modo diretto e naturale ai piccoli lettori il rapporto unico che c’è tra un bambino e la sua mamma

Buona lettura!
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Quello è il mio posto! – Satoe Tone

Il piccolo Cucù adora starsene
accoccolato al morbido e al calduccio.
Così quando Papà è impegnato,
Cucù si sposta sotto Mamma e
quando lo è Mamma, sotto Papà.
Da quando è arrivato il suo fratellino
le cose però sono cambiate

Arriva un fratellino!
La famiglia si allarga, e il piccolo di casa dovrà assumere il ruolo di fratello maggiore.
Come affrontare il cambiamento?
Quando il posto privilegiato del primogenito viene messo in discussione; le paure, le gelosie e le insicurezze che bisogna colmare da bravi genitori.
Molti genitori si fanno la stessa domanda: come fare con il primogenito?
Prepararlo per tempo, sopportare la sua gelosia e gestire bene il momento del parto sono di sicuro indicazioni preziose, ma un aiuto può arrivare anche dalla letteratura 😉

La nascita di un fratellino, infatti, rappresenta necessariamente per il primo figlio un momento delicato: il timore di sentirsi messo da parte, di perdere l’amore esclusivo di mamma e papà.
Tranquilli, è tutto assolutamente normale.
Non è cattiveria. E’ il naturale meccanismo di difesa di un bambino che, da un giorno all’altro, si vede sottratta l’attenzione esclusiva di mamma e papà, il suo ruolo di piccolo di famiglia, la sua capacità di suscitare immediatamente reazioni e risposte.
E siccome trovare le parole giuste in questi casi non è sempre facilissimo, puoi affidarti anche alle pagine di un albo illustrato per bambini.

Ecco allora un libro speciale da sfogliare e leggere con il vostro primo bimbo in attesa di conoscere il fratellino o la sorellina: Quello è il mio posto di Satoe Tone pubblicato da Kite Edizioni

Cucù è un pinguino piccolo che ama stare sotto la pancia di mamma e papà però un giorno accade qualcosa…anzi qualcuno arriva.
Un uovo contenente un fratellino prende il suo posto e un misto tra gelosia, paura e insicurezza di essere messo in disparte nasce nel suo piccolo cuoricino.

Forse Papà e Mamma non mi vogliono più.

I suoi genitori cercheranno di spiegargli con varie argomentazioni che il loro amore per lui non cambierà mai e il piccolo Cucù se ne convincerà teneramente.

Tesoro, sai che ci manchi tantissimo quando sei all’asilo?

Chicco, quando non riesci a nuotare e piangi,
sai chi vuole stare vicino a te finchè non ti senti meglio?

Cucciolo, sai chi vuole darti il bacio della buonanotte quando vai a dormire?

Satoe Tone ci stupisce ancora una volta, il suo tratto e la sua dolcezza si fondono nel suo stile unico che piace molto ai piccoli e ai grandi lettori.
Tutti i libri dell’autrice hanno come protagonista un animale perché, come lei stessa dichiara in un’intervista, tutto parte da un particolare stato d’animo “poi cerco un animale che rappresenti bene la sensazione, il sentimento che voglio descrivere”.
E sicuramente il sentimento predominante di questo libro è l’AMORE.

…sai chi ti amerà per sempre?

Un dolcissimo libro da regalare ai fratelli maggiori in attesa di diventare ufficialmente i primogeneti
Un dolcissimo momento di coccole da regalarsi tutti insieme in questa doce attesa

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Piccola Macchia – Lionel Le Néouanic

“Piccola Macchia si annoia,
senza amici, nel suo angolino.
Salve ragazzi…posso giocare con voi?”

La protagonista non ha una forma, è una piccola macchia nera, senza occhi, bocca, braccia e gambe. Una macchia e basta.
Piccola Macchia compare così nella prima pagina del libro, sola, in basso a destra: è completamente nera, i bordi irregolari delle macchie di inchiostro, simili a quelle maldestramente cadute nei quaderni di scuola di un tempo; Piccola macchia è sola e si annoia.

Un giorno la mamma la sprona ad andare a cercare degli amici e vagando di qua e di là trova infine delle forme, un triangolo verde, un quadrato rosso, un rettangolo blu, e un cerchio giallo.
Piccola macchia è diversa e viene rifiutata dal gruppo, ma il babbo le insegnerà a tirare fuori il tesoro nascosto dentro di lei, per tornare dagli amici e stupirli. E così accade! Piccola macchia ha una dote incredibile: sa trasformarsi in tutto quello che vuole. Così riesce a conquistare la loro amicizia e insieme si divertono a giocare e creare nuove figure.

Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic edito da Edizioni Primavera, oltre che un omaggio allo scrittore illustratore olandese Leo Lionni, che scrisse “Piccolo Blu Piccolo Giallo”, vuole, essere un remake di grandi di quadri, in onore a pittori come Mirò e Matisse.

“Niente è banale o stupido,
anche la cosa più banale può
trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Segni e macchie mi danno stimolo e idee nuove,
ai miei occhi si trasformano in persone,
animali e cose grazie alla qualità magica del segno.”
JOAN MIRO’

Proprio come accade per Piccola Macchia, il viaggiare e l’esplorare contengono un forte potenziale educativo e pedagogico nella vita di un bambino in età della Scuola dell’Infanzia, in particolare il viaggio è, come in questo caso metafora di crescita, un’esperienza simbolico-affettiva è apprendimento.
Il cammino che i bambini e le bambine compiono è un vero e proprio viaggio nel quale si fanno incontri, si istaurano relazioni, si guarda, ci si stupisce e si fanno esperienze nuove.
Piccola Macchia, infatti, è il protagonista di una storia di amicizia che nasce come spesso accade: in salita, con un rifiuto.
Come fa un bambino a farsi nuovi amici?

E’ difficile farsi accettare ed è difficile anche riprovarci, dopo essere stati rifiutati.

…Cerca dappertutto…
senza però trovare un solo amico…
ad un tratto sente delle grida…
…Piccola Macchia si avvicina e dice…
…posso giocare con voi?…
…ma non ti vedi? Tu non sei come noi,
non hai nessuna forma ne colore!

Gli amici che Piccola Macchia ha scelto non lo accettano. Loro sono un gruppo di piccole forme colorate geometriche e soprattutto ben definite, non hanno nessuna intenzione di accettare e fare amicizia con una forma informe e che per di più è tutta nera. Piccola Macchia torna a casa in lacrime, la mamma lo consola, ma soprattutto gli svela un grande segreto.

“Tu non lo sai, ma dentro di te c’è un tesoro,
un tesoro meraviglioso, che devi ancora scoprire…”

Lui si asciuga le lacrime, raccoglie tutto il suo coraggio e torna da loro.

“Oooh!” Piccola Macchia non c’è più!
Aiuto Un Mostro!
Gridano le piccole forme!…

“ INCREDIBILE!”
Piccola Macchia si può trasformare
in tutto ciò che vuole
Possiamo giocare con te?

Ecco che quei bambini, così rigidi nelle loro forme geometriche perfette, imparano da Piccola Macchia il gioco più divertente del mondo, quello di giocare a non essere sempre se stessi.
Piccola Macchia gli fa vedere delle forme che non avevano mai visto prima d’allora, gli insegna a trasformarsi e insieme giocano a fare nuvole, onde e stelle. Ora tutti insieme, uno di fianco all’altro, sono una faccia, un sorriso, poi tanti sorrisi e domani Piccola Macchia gli insegnerà a mischiarsi e forse così si aggiungeranno anche altri amici.

WOW!…
che bello il tuo gioco, Piccola Macchia…

Così fa Piccola Macchia, conquistando l’amicizia e la stima degli altri protagonisti di questa storia (forme  geometriche) e così fanno anche i nostri bambini e le bambine, confrontandosi, discutendo, a volte litigando, ma alla fine mostrando il tesoro che ognuno porta con sé. Ogni giorno, confronto dopo confronto, e sempre con un po’ di sostegno 😉 imparano a collaborare, a condividere le cose ed i pensieri.

Piccola Macchia insegna ad avere fiducia in se stessi e a credere nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri seppur diversi da noi, inoltre grazie all’uso di macchie e forme, anzichè l’uso di personaggi strutturati, stimola la fantasia e la creatività dei bambini.

Piccola Macchia non è una semplice lettura, è un’occasione unica e ampia di creare laboratori, piccole riflessioni con i bambini per elaborare insieme il grande messaggio di vita che con la sua avventura racconta questa piccola macchia nera ❤

Piccola Macchia è uno di quei libri da avere, è un libro che “sa di libro”:
ha una grande storia, non è prevedibile, non fa la paternale, prende per mano pagina dopo pagina e ci lascia infine con tanti significati semplici ma fondamentali su cui riflettere.

Le avventure di Piccola Macchia ecco che diventano anche la narrazione di quotidiane difficoltà che i bambini e le bambine incontrano sul proprio cammino:
il rifiuto dei pari,
l’essere considerati diversi,
inadeguati
o semplicemente poco simpatici ai compagni.
Ma questa storia ci insegna che, con l’aiuto degli adulti, ogni bambino può scoprire il
tesoro che c’è dentro ognuno di loro, per mostrarlo agli altri.

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La fabbrica delle Mamme – Claudia Mencaroni

Nino voleva a tutti i costi giocare a pallone,
ma la mamma disse no.

Bisognava tornare a casa,
preparare la cena, finire i compiti,
telefonare ai nonni,
svuotare la borsa della piscina
e tutte quelle cose lì.

All’ennesimo richiamo della mamma, Nino va su tutte le furie: vuole rimanere a giocare a pallone nel parco! La mamma insiste per tornare a casa, perché è tardi. A quest’ora ci sono tante cose da fare: preparare la cena, svuotare la borsa della piscina, fare i compiti… insomma, tutte quelle cose noiose che fanno i genitori.
Nino questa volta non vuole proprio obbedire e per rabbia pronuncia la fatidica frase:

“Io non voglio più essere tuo figlio!
Voglio un’altra mamma”

E se esistesse una fabbrica delle mamme dove poter scegliere la propria mamma, come la vorrebbe?
Se ci fosse, non un catalogo di mamme tra cui scegliere, ma la possibilità di costruire una mamma a proprio piacimento, i nostri figli come lo vorrebbero?

Dopo un primo istante di smarrimento, la mamma di Nino decide quindi di accompagnarlo alla fabbrica delle mamme, dove sicuramente potrà avere la mamma che più desidera.
Nino entra e viene accolto da un soldatino di stagno, che gli spiega che ad ogni tappa del suo cammino con lui dentro alla fabbrica, potrà scegliere una caratteristica della sua nuova mamma.
Che bellezza! A Nino non pare vero.

Tanto per cominciare vorrei una mamma buona, che mi lasci giocare a pallone quando mi va.
Deve avere la bocca grande per chiacchierare con le altre mamme,
così non mi chiamerà ogni cinque minuti per andar via.
E poi una bocca grande è capace di dare tanti baci può tornare utile”

Voglio una mamma brava,
che sappia fare le navicelle spaziali con i mattoncini,
costruire le capanna sui prati e preparare cose buone in cucina.
Non si devono stancare mai le sue mani,
non si possono fermare mai, tra coccole e frittelle con lo zucchero. ”

Voglio una mamma dolce, che legga per me tanti libri.
Deve avere gli occhi grandi per fare scorta di storie…

“E poi voglio una mamma forte che mi prenda in braccio se sono stanco,
così posso andare dovunque e arrivare più in alto quando mi va di arrampicarmi.
Deve avere piedi grandi per camminare svelta
e braccia lunghe e resistenti per sollevarmi senza fatica. ”

Tappa dopo tappa si delinea una mamma perfetta.


Ma è davvero così?

Quasi alla fine Nino si accorge che esiste già una mamma con cui vorrebbe tornare a casa: la sua.


Ripercorre quindi a ritroso il cammino correndo, temendo di non trovare più nessuno, di essere rimasto solo. Ma quando esce la mamma è lì, pronta per riportarlo a casa.
Le mamme ci sono sempre!

La fabbrica delle mamme di Claudia Mencaroni edito da Verbavolant edizioni è un libro dedicato a tutte le mamme, alle mamme e ai bambini.
Essere madre è il dono più bello che la vita può fare. Ma anche il più difficile.
Ma La fabbrica delle mamme ci ricorda che ognuna come meglio riesce è la mamma perfetta per i nostri figli.
E poi diciamolo, nessuno insegna ad essere madri, ma ogni mamma impara ad esserlo da sola, di giorno in giorno, grazie ai maestri migliori: i figli
Un libro che fa riflettere le mamme, ma che non manca di sorprendere e divertire i bambini!
Tenero, commovente e pieno di amore pagina dopo pagina ci mostra come sia insostituibile l’amore di una mamma e quanto sia difficile per i bambini capire cosa vuol dire veramente essere genitori.

Grazie alle grandi illustrazioni ad acquarello di Giulia Cregut, nasce così un albo che ci racconta una storia di crescita in cui il bambino prende consapevolezza di cosa comporta davvero la vita di una mamma e racconta in modo divertente un desiderio inconscio che almeno una volta ogni figlio ha avuto: cambiare mamma 😉

E i vostri bambini come vorrebbero la mamma
se potessero costruirne una su misura alla Fabbrica delle mamme? 😉

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Domani farà bello – Rosie Eve

Benvenuti nell’Artide,
una terra di mare, di ghiaccio e di cielo,
tutta a Nord del nostro pianeta.
Il mondo si riscalda, i ghiacci si sciolgono…

Un giovane orso polare bianco con la sua mamma affronta le giornate belle e quelle brutte, le tempeste e le giornate di sole. Solo che le tempeste sono sempre più violente e il sole è troppo caldo, tanto da sciogliere i ghiacci della banchisa.
Così, a un certo punto, mamma e cucciolo sono separati dal crollo di un pezzo di iceberg, su cui l’orsetto si troverà a vagare da solo, in mezzo al mare.

Ci sarà il momento di doversi tuffare e cominciare a nuotare e continuare a farlo per giorni; per fortuna, quando si è stanchi, viene in soccorso un amico e il viaggio può continuare. E’ la mamma che parla e incoraggia ad avere sempre fiducia, perché lei sarà sempre lì ad attendere il ritorno del piccolo.

Ma dobbiamo sempre credere nel futuro…
e accettare i momenti belli come quelli brutti.
Un bravo orsetto conosce la pazienza.
Sa che il sole tornerà…

Nella storia avviene un “brusco” cambiamento di prospettiva.
La mamma aspetta il suo cucciolo non più sulla banchisa, ma in un territorio nuovo, disegnato dalle città sommerse; come dire, e a sottolineare che noi, la nostra civiltà fatta di consumismo compulsivo delle risorse, costi quel che costi, verrà letteralmente ricoperta dall’innalzamento dei mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacci.
Gli orsi, invece, in qualche modo se la caveranno, come hanno sempre fatto, certi del loro futuro e attenti a conservare con amore il loro ambiente.

Se il cambiamento tarda troppo a venire,
perderai un poco la speranza.

Ma non mollare,
troverai sempre qualcuno pronto ad aiutarti.

Da bravo orsetto prosegui il tuo viaggio…
verso il sole.

Domani farà bello, di Rosie Eve, pubblicato da L’Ippocampo Ragazzi, è un albo illustrato originale, che racconta con grande semplicità il dramma del cambiamento climatico, con un finale che rappresenta una prospettiva diversa e interessante.
Nella storia convivono due filoni di narrazione:
da una parte l’esperienza drammatica del distacco e della perdita, la ricerca e poi il sollievo di ritrovarsi insieme, con il ruolo di mamma orsa che, conducendo il racconto, incoraggia a non perdere mai la speranza;
dall’altra lo sfondo dei cambiamenti climatici, la visione ahimè apocalittica, ma realistica, di quello che potrebbe essere lo scenario futuro, a fronte del comportamento autodistruttivo che la specie umana sta mettendo in campo.
L’autrice mette in guardia e sottolinea quanto, in una favola, può esserci di realismo, una prospettiva remota, ma non troppo, che può coinvolgere tutti noi, grandi e piccoli lettori.

La lettura è indicata dai 5 anni, ma è assolutamente da proporre anche a bambini più grandi in quanto questo apre la porta a molte riflessioni e a molti approfondimenti che ha senso fare con bambine e bambini, direi dalla terza elementare in poi.
E’ molto bello ragionare con loro sull’idea di futuro che hanno, come se lo immaginano e cosa farebbero per renderlo migliore e allo stesso tempo sensibilizzarli sul rispetto dell’ambiente che li circonda.

Le illustrazioni di Rosie Eve sono essenziali ed emozionali, l’albo, alterna tavole a tutta pagina o a pagina doppia, a pagine in cui il racconto accelera con sequenze di immagini che descrivono le azioni con un linguaggio che riprende lo stile del fumetto.
Domani farà bello, raccontando dell’orsetto che ha perso la mamma, la sua solitudine in mezzo al mare rende la storia ed il messaggio intuitivo ed evidenzia, sollecitando la partecipazione emotiva del giovane lettore o lettrice.
La visione del mondo futuro ha una limpida chiarezza, che esprime un indiretto grido d’allarme quanto basta per insegnare qualcosa alle generazioni che avranno il super-eroico compito di salvaguardare il nostro pianeta…una storia piena di speranza!

Ho imparato tante cose nel mio viaggio!
Quando c’è una tempesta o la notte senza fine…
devo avere pazienza…
e andare avanti fiducioso.

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Io e Fata Mammetta – Sophie Kinsella

…questa è la mia mamma.
Sembra una mamma come tutte le altre…
ma non lo è, perchè può trasformarsi in una fata.
Le basta pestare tre volte i piedi per terra,
battere le mani, agitare i finachi, dire:
“Marshmallow” e…PUF!

Ecco Fata Mammetta!”

C’è una bambina, figlia di una fata pasticciona, che ci racconta quattro avventure della sua mamma speciale. Perché fata mammetta ha un po’ fretta, vorrebbe fare tanti incantesimi interessanti, ma spesso non ricorda le formule.
Non è forse vero che tutti i bambini pensano alla propria mamma come a una fata capace di fare magie?
Tra “riparidù”, l’incantesimo che ripara gli oggetti che si rompono, e mucche che compaiono in cucina quando hai voglia di latte fresco, la risata viene spontanea!
Mammetta è sì una fata, ma in un mondo contemporaneo, che i bambini conoscono: è una mamma che lavora, si occupa della casa e al posto della bacchetta magica ha lo smartphone, usa la FataApp e la FataMail.

Certo avere una mamma fata è davvero una rarità poichè con la sua magia può aiutarti in ogni campo.
Come quella volta che Ella doveva fare un figurone con i suoi amici e doveva cucinare insieme alla mamma, che grande avventura è stata lavorare fianco a fianco per far colpo sulla sua acerrima nemica.
Peccato però che il fratellino di Ella non la pensasse allo stesso modo, decidendo di divertirsi ad imbrattare la cucina di impasto per dolci.
Come risolvere il problema? Ma con la bacchetta magica, certamente, sperando che le cose vadano in meglio!

E che dire di quella volta in cui la mamma di Ella si è ammalata e per evitare di restare confinata a letto ha cercato rimedio nella magia, finendo solo per peggiorare le cose ma in compenso facendo divertire un mondo la sua bambina, che presto si è ritrovata sul tetto della casa con una madre supermuscolosa.
Ma non è solo la madre di Ella a padroneggiare la magia, è anche la zia di Ella, la quale è molto più preparata della sorella e azzecca al primo colpo tutti gli incantesimi.

Io e Fata Mammetta di Sophie Kinsella edito da Mondadori è un libro suddiviso in capitoli, ciascuno dei quali racconta un’avventura di Fata Mammetta e di Ella ed è incentrato su un incantesimo in particolare, assisterete quindi a numeri magici, si, ma anche a storie che hanno un risvolto su cui riflettere e che mostreranno il bellissimo rapporto che lega Ella alla sua Fata Mammetta.
Infatti è proprio la morale che l’autrice ricava da queste storie che lo rende un libro significativo perchè essere dotati di poteri magici è una cosa meravigliosa e spesso può aiutare quando ci si trova in difficoltà ma è bene sapere che non tutto si risolve con la magia e anzi, ad usarla troppo si rischia di perdere davvero le cose belle della vita.
Poter fare incantesimi è senza dubbio una dote invidiabile e può aiutarti a vincere e a stracciare i tuoi nemici, ma non è più importante sapere di avercela fatta con le proprio forze e non grazie ad un trucco?
L’autrice ce lo fa capire bene! Essere magici è fantastico, ma essere se stessi è semplicemente fenomenale.
Tutto il libro è arricchito da bellissime illustrazioni, in bianco e nero, che lo rendono più bello ed affascinante agli occhi delle baby lettrici. Lo stile del testo è lineare, e molto piacevole 😉 Evocativo e frizzante, saggio ma mai pedante, lo stile della Kinsella fa di sicuro centro!

Le mamme adoreranno rispecchiarsi nella Fata Mammetta, un po’ pasticciona forse, ma dotata di scintillanti ali fatate, una potentissima smartbacchetta ed una splendente e magica tiara, tutti accessori che, per’altro, la rendono bellissima agli occhi della sua bimba.

Le bambine non potranno fare a meno di adorare Fata Mammetta, rimarranno affascinate dalle sue magie e non vedranno l’ora di condividere con le loro mamme le avventure di Fata Mammetta e di sua figlia Ella.
Insomma un libro che piace a mamme e bambine, ma anche i maschietti si faranno delle belle risate!
Sarà per le avventure bizzarre, per le immagini, per i divertentissimi giochi che troverete nelle ultime pagine, o sarà per la golosissima ricetta di muffins magici da realizzare a casa con mamma ma fatto sta che questo libro lo consiglio come un graditissimo regalo per le bimbe!


La storia frizzante e piena di magie, strapperà più di un sorriso sia alle mamme che alle bimbe e contribuirà di certo a rendere memorabile un bel momento di lettura mamma-figlia
Leggero, scorrevole, immediato ed intrigante, questa raccolta di quattro racconti piacerà a chi riuscirà leggerlo in maniera indipendente, ma anche ai bambini più piccoli, che si faranno raccontare la storia della buona notte 😉

Sophie Kinsella è un’autrice famosissima in tutto il mondo per la sua serie per adulti dove ha dato prova di essere un’autrice che sa dosare la giusta ironia e allo stesso tempo creare il pathos per le scene più gravi.
Con questo libro si è lanciata in una nuova sfida, entrando nel mondo dei ragazzi con un romanzo magico tutto da scoprire!
Io e Fata Mammetta” è solo il primo capitolo, il secondo  è uscito in ottobre ed è “Aspirante fata

Io e Fata Mammetta è dedicato a Rex e Sissy, i miei figli più piccoli di 7 e 6 anni
(gli altri sono Freddy, 21, Hugo, 20, e Oscar, 12).

È una delle storie che ho inventato per loro, la sera quando li mettevo a letto.
Mi sono accorta che le avventure di Ella e di sua mamma li divertivano,
che avevano grandi potenzialità narrative.
Io raccontavo, Sissy e Rex a volte mi suggerivano cosa aggiungere.

Sophie Kinsella

Aprite le porte a un pizzico di magia!
Accendete le vostre smartbacchette e che la magia abbia inizio!
Lasciatevi incantare dalle avventure di Ella e di Fata Mammetta!

Buona lettura!
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Dov’è la mia mamma? – Gabriele Clima

Il cucciolo di scoiattolo
ritroverà la sua mamma???

Dov’è la mia mamma? di Gabriele Clima edito da La Coccinella è un libro senza parole, dedicato ai bambini più piccoli, in cui la narrazione si sviluppa attraverso le immagini. Più precisamente questa tipologia di libri viene chiamata silent book, albi illustrati in cui il racconto procede esclusivamente attraverso i disegni. Grazie a questa peculiarità i silent book sono davvero per tutti, capaci di superare le barriere linguistiche.
Inoltre, sono strumenti utili per favorire l’apprendimento del significato delle immagini e aiutare i bambini a riconoscere le figure e quindi dar loro un significato.

Che siano libri con le parole o libri senza parole ricordiamoci che fin dalla nascita i nostri bambini sono abituati a “leggere” libri. Il loro “libro” preferito è il volto della mamma!
Un’albo illustrato senza parole (detto anche silent book) non fa differenza (per loro). Mentre noi adulti spesso ci blocchiamo. Come faccio a leggere al mio bambino un libro senza parole?
È la domanda più diffusa.
Cosa devo dire? Devo usare sempre le stesse parole?
E se la mia interpretazione non fosse quella corretta?
Cari lettori adulti, rilassatevi! Non è un esame e non vi dovete scoraggiare. Sappiate che i vostri bambini, non voi, saranno i protagonisti della lettura.
Sì, avete capito bene, perché leggere un libro senza parole
Albo illustrato senza parole significa in sostanza lasciar leggere il bambino 😉

Ecco che il bambino anche se non sa leggere data la tenera età diventa il narratore, può dar voce liberamente alla storia con le proprie parole, osservando le illustrazioni e soprattutto immedesimandosi nel piccolo scoiattolo protagonista 😉
Con molta semplicità il bambino da spazio ai propri sentimenti e alle proprie emozioni!

La storia racconta di un piccolo scoiattolo che si sta divertendo ad inseguire le farfalle e non si accorge di essersi allontanato troppo dalla mamma che raccoglieva nocciole.
Quando il piccolo si accorge di essersi allontanato si guarda intorno vede altri animali della natura, e tutto un’altro paesaggio a circondarlo, e la mamma dov’è?
Comincia quindi a cercarla e chiamarla nel bosco, chiederà anche ad un’acquila di aiutarlo portandolo con lei in volo fin sopra le punte degli abeti..
E proprio mentre scopre gli animali che abitano le vette delle montagne, forse forse scorge laggiù due orecchiette e una coda conosciute!

La mammmaaaaaa

Come tutti i libri per i bambini più piccolini, si finisce con un lieto fine con questo dolcissima corsa l’uno versa l’altra, tralasciando farfalle da inseguire, e nocciole da raccogliere
Ma se succede un’altra volta?!
Si sà i cuccioli di scoiattolo come i bambini sono molto curiosi di scoprire..
Come risolverà la saggia mamma scoiattolo?!
Qui vi lascio la simpatica sopresa, che son certa regalerà a piccoli e grandi lettori un sorriso pieno d’amore!
Dov’è la mia mamma? è sicuramente in grado di far leva sui bambini piuttosto piccoli, alle prese con l’ansia da abbandono o la paura di non vedere la mamma lì vicino, senza il rischio di una prevalenza troppo marcata della sfera legata ai sentimenti..anzi!

Dov’è la mia Mamma? illustrato da Arianna Tamburini si presenta con colori ed illustrazioni molto semplici ed essenziali, ma la realtà e le emozioni rappresentate e raccontate spiccano e arrivano diritte, stimolando magari il bambino a notare certi dettagli e a soffermarsi su alcuni particolari 😉
Una storia ideale, per niente banale da proporre ai più piccini!
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La mamma ha fatto l’uovo – Babette Cole

“Bene, è proprio ora di dirvi
come si fanno i bambini”
annunciano mamma e papà.

Una coppia di genitori bizzarra, una famiglia un po’ hippy e arruffata in un salotto disordinato e affollato: mamma, papà, figlio, figlia, cani, gatti e un numero imprecisato di altri animali, ma i primi a decidere di aprire un discorso chiesto e richiesto con infinita curiosità dai bambini.
Mamma e papà hanno deciso di raccontare ai loro due bambini “come nasce una nuova vita”.


Ma come iniziare il discorso?
La spiegazione comincia e vengono esaminate varie ipotesi:
le bambine si fanno con spezie e zuccherini, i bambini invece si impastano con chiocciole e lumache; oppure può capitare che certi bambini li consegnino i dinosauri tal volta può pure capitare di trovarli sotto una pietra; oppure possono crescere in vasetti dentro una serra o essere strizzati da tubetto di pasta per il culetto arrossato 😀

Infine la spiegazione più naturale arriva dal papà
la mamma ha fatto l’uovo sul divano…e oplà, eccovi qua!
Un disastro!
I bambini con la loro semplicità dirrompente scoppiano a ridere come matti!

Eh sì, dopo aver assistito a tutti questi racconti fantastici sulla nascita dei bambini, i due piccoli di casa, rovesciano i ruoli e prendono finalmente in mano la situazione, mettono i puntini sulle i, e cominciano a spiegare per davvero, per filo e per segno come nascono i bambini!

” A quanto pare voi non sapete
com’è che si fanno per davvero i bebè.

Qui ci vuole un bel disegno.”

Fratello e sorella si trasformano in maestrini e cominciano a illustrare, con figure colorate e stilizzate, tubetti da cui escono semi, corpi aggrovigliati in pose acrobatiche che cercano di unirsi nei modi più strambi: saltando su una palla, andando sullo skate, facendo la verticale.
Eccoli quindi che non solo spiegano di uova nella pancia della mamma e di semini nei testicoli del papà ma dedicano un intero disegno esplicativo alle varie divertenti posizioni per fare l’amore con piacere.

Forse e va bene così, anche loro sono un po’ confusi sull’argomento, ma sicuramente hanno capito una cosa importante: l’amore è un’attività felice!

Quando hanno iniziato a chiedervi spiegazioni più o meno articolate su come nascono i bambini e a interrogarsi sul rapporto intimo tra mamma e papà?
Come mai il bambino è entrato nella tua pancia mamma? E come uscirà?
Quali parole usare? Quanto dire? È meglio chiamare le cose con il loro nome oppure con nomignoli?

La mamma ha fatto l’uovo di Babette Cole, edito da Mondadori è un abo illustrato del 1993 che parla ai bambini di come nascono i bebè nella realtà,  in modo irriverente e provocatorio. L’autrice e illustratrice, Babette Cole, famosissima in Inghilterra e ha realizzato (prima di salutarci nel 2017) più di 150 picture books, da cui sono stati tratti anche cartoni animati di gran successo. Il suo stile è umoristico e divertito, sia nel disegno che nei testi, sempre pieni di originalità e allegria.
Considerata fra i tre primi autori mondiali per l’infanzia. Ha vinto tra l’altro la Kate Greenaway Medal, il più importante premio britannico per la letteratura infantile.

“Il lavoro di Babette Cole ha sempre spiccato per originalità, con storie sguaiate, irriverenti e divertentissime. Credo che la nostra generazione di autori abbia con Babette Cole un debito di riconoscenza.
Babette Cole è stata una pioniera. Scriveva e illustrava libri in cui le principesse portavano i jeans e andavano in motocicletta (Una principessa indipendente) molto tempo prima che la questione dei cliché sessisti diventasse di moda.”
Davide Calì

Babette Cole, venerata al di là della Manica, è considerata una dei maggiori protagonisti della storia dell’illustrazione per l’infanzia. I temi che ha trattato, con parole e figure, sempre con uno sguardo obliquo, sincero, irriverente, con lo spirito anarchico dell’infanzia, sono ancora oggi attualissimi, anzi – almeno nel nostro Paese – continuano a essere fonte di inesauribile polemica.
Proprio come per La mamma ha fatto l’uovo, ristampato recentemente, ma nel tempo ha ricevuto diverse critiche in Italia, dagli adulti che lo hanno preputato osceno, eccessivo ed inadeguato per i bambini.
Penso invece che sia un libro unico grazie allo spirito leggero e questo voler sottolineare lo spirito gioioso di questo gesto naturale d’amore tra mamma e papà e questo prendere in giro le bugie e il tergiversare dei grandi 😉

Cari genitori di tutto il mondo svegliamoci e prepariamoci ad essere all’altezza delle domande e soprattutto dell’ironia dei nostri figli! 😉
Buona lettura e buon divertimento in famiglia!

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Dove il Mare incontra il Cielo – The Fan Brothers

Fin ricordava la voce del nonno.
Gli raccontava storie su un posto lontano
dove il mare incontra il cielo.

Finn vive vicino al mare e il mare vive da lui. Ogni volta che guarda fuori dalla finestra è un costante ricordo delle storie che suo nonno gli ha raccontato sul luogo in cui l’oceano incontra il cielo. Dove volano balene, meduse, uccelli e i castelli galleggiano.

Il nonno di Finn, che oggi avrebbe 90 anni, non c’è più, ma Finn conosce il modo perfetto per onorarlo.
Costruirà la sua nave e salperà per trovare lui stesso questo luogo magico! È estate: il tempo del mare, dell’andare per luoghi sconosciuti verso l’avventura.

Una barca di fortuna, pezzi raggranellati sulla spiaggia che chi cerca, trova! Assi di legno assortite, telai per ipotetiche finestre, due legni lunghi ben trattenuti da un saldo giro di corda, l’albero maestro; un pezzo di staccionata la carena, una lanterna e per bandiera una vecchia canotta a righe, che le righe si sa, fior di pirati le hanno indossate 😉
Un lavoro di ricerca, per il piccolo Finn, che è già un viaggio che percorre l’infinita battigia e porta oltre le dune di sabbia. Cercare e trovare e poi assemblare questi regali del mare.

Lettori e ascoltatori salpano per un viaggio che ha del surreale. Ammirando le illustrazioni con un raffinato sguardo, un confine sembrerà già essere abbattuto, mentre le nuvole si allungano riempiendo il cielo di un impalpabile pulviscolo che si compone e scompone in figure, piccoli segni di un possibile percorso, compagni di un destino che si sta compiendo ingannando l’occhio, rimescolando i colori là, in fondo, vicino all’orizzonte.

Dopo momenti di solitudine, Finn si ritrova davanti una gigantesca carpa dorata con baffi e pizzetto, proprio in quel momento, quando il giorno cede il passo alla sera e poi all’oscurità della notte, nel profondo silenzio del mare aperto, la grande carpa cambia ritmo alla narrazione e allo stato dell’anima del piccolo viaggiatore.

“Sai dove l’Oceano incontra il Cielo?” Finn chiese al pesce.
“È alto e basso, e profondo come il mare”
“È su e giù e molto lontano”

La carpa dorata è in testa alla solitaria spedizione e con lei Finn visiterà le Isole Biblioteca, popolate da cento variopinti uccelli-lettori, un’isola di conchiglie giganti impervie come montagne da scalare.
Bisogna fermarsi, osservare tra le pagine, tra i dettagli ed immergersi dentro, là, dove le meduse quadrifoglio danzano, e poi su tra cielo e mare dove non sai sei ti stai librando in volo o se è l’acqua… Ma non importa, ciò che i tuoi occhi vedono ora come bolle di sapone alimentate da un gigantesco e invisibile diffusore è quanto di più magico, mistico, magnetico e surreale ti sarà mai dato modo di vedere.


Da qui in poi la storia diventa un sogno meraviglioso, dove il piccolo Finn a bordo della sua barca vede paesaggi mozzafiato, creature marine straordinarie, acque cristalline solcate da mongolfiere, draghi e vascelli.
Lì tra cielo e mare un castello si annida in una nuvola, dirigibili, vascelli, il Titanic, golette dalle vele piumate, pesci volanti, lo Zeppelin e sottomarini di grandette e lunghezza diverse, dragoni sospesi trasportati da leggere mongolfiere e poi meduse, meduse che ballano. E sullo sfondo una gigantesca e luminosa luna che una grande balena blu, di passaggio in primo piano, sembra dividerla in due.

Se aguzzi la vista, proprio lì vicino c’è la minuscola barchetta di Finn fatta di cose che il mare gli ha portato come doni preziosi.
E quando arriverà, forse, solo forse, troverà qualcosa che non sapeva che stava cercando…
Il cielo si apre, l’acqua si ritira e una splendida luna illumina tutte quelle meraviglie… fino all’arrivo della mamma di Finn.

E’ stato solo un sogno?
Oppure adesso Finn conosce il luogo dove il mare incontra il cielo?
Forse tutto quel blu di cui Finn è stato testimone è un luogo magico che non esiste, o forse è un luogo dove si ritrovano coloro che portiamo sempre con noi nel cuore, tra mare e cielo…

Dove il Mare incontra il Cielo di Eric Fan e Terry Fan (The Fan Brothers) edito da Gallucci editore, è un libro incredibilmente poetico che colpisce per le immagini spettacolari a cui ci hanno abituato i Fan Brothers, i fratelli canadesi dallo straordinario gusto estetico che, lavorando insieme, hanno prodotto dei libri straordinari, assolutamente inclassificabili, ma da ammirare per la loro bellezza.
Assolutamente da avere nelle propria libreria!
Nominato per il premio Kate Greenaway 2019.

Una storia, emotivamente carica che affronta in modo delicato la perdita e il lutto; grazie alle splendide e ricche illustrazioni la narrazione esprime e arriva dritta al cuore senza precedenti.
Non è stato trascurato nessun dettaglio…un libro da leggere con calma per “salpare insieme a Finn” ed immergersi come in un sogno che fonde le bellezze della natura.
In una scena toccante, Finn saluta il volto sorridente e illuminato del nonno.

Questo elegante libro illustrato è un viaggio contemplativo e curativo alimentato dall’amore e dalla perdita.
Le illustrazioni eleganti dei Fan Brothers e la narrazione semplice ma piena di emozioni creano un libro illustrato che è al tempo stesso mistico, magico e magnetico.
Questa avventura amorfa e fantasiosa porta nascosti fili di malinconia che ignoreranno la maggior parte dei giovani lettori, ma rimarranno affascinati dalle illustrazioni magiche e dall’accettazione della nozione che i mondi fantastici di sogni e storie esistono veramente.

Certo, sono possibili molte letture di questo viaggio, non ultima quella spirituale ma sempre di viaggio si tratta, sempre di meraviglia e maestosità: quella dei luoghi che costruiamo nel nostro cuore.
Quel “Finn?” sussurrato dalla mamma ci riporterà al presente con uno sguardo..

“…verso quel magico luogo tanto lontano,
dove il mare incontra il cielo.”

Buon viaggio e Buona lettura!
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Lupinella: la Vita di una Lupa nei boschi delle Alpi

“Appena vengo al mondo,
un’enorme lingua mi solletica il pancino.
Mi accocolo al calduccio vicino alla mamma
e godo il dolce sapore del suo latte.
Che pacchia!”

Così inizia la storia di Lupinella, una lupa, che semplicemente fa la vita da cucciolo, ma che grazie al sapiente uso della prima persona singolare riesce a coinvolgere il lettore. Così ci sembra di sentire qualcosa di strano in bocca quando le stanno per spuntare i primi denti da latte, odoriamo l’aria e percepiamo i pericoli. Giochiamo e contemporaneamente osserviamo quegli strani animali a due zampe, così buffi.
Da sempre l’essere umano prova nei confronti del lupo fascino e timore: l’ha reso il cattivo delle fiabe in quanto predatore, ma è importante – spiega Francesca la “Lupologa” – raccontare ai nostri bambini che il lupo è molto di più. Un elemento fondamentale per mantenere l’equilibrio dell’habitat in cui vive.

Questo è lo spirito che ha mosso Giuseppe Festa, naturalista, a scrivere la storia di Lupinella e della sua famiglia nel libro: Lupinella – La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, pubblicato da Editoriale Scienza è scritto proprio con questo intento di dare una visione quanto più realistica e veritiera alla figura del lupo e alla sua interazione con l’ambiente circostanze, il libro è realizzato in collaborazione Life Wolfalps, un progetto europeo coordinato dall’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime.

E appunto attraverso gli occhi, il naso e le parole di Lupinella impariamo a conoscere i lupi, e soprattutto a conoscere i pericoli che ogni giorno il lupo deve affrontare. Non pericoli naturali, ma imposti dall’uomo. E questo è il vero grande dramma di questa storia. Perché ogni passo della vita di Lupinella è semplicemente dettato dalla sopravvivenza, da Madre Natura. Anche i passi più pericolosi, solitari. Mentre gli unici veri ostacoli che ho percepito sono quelli messi dall’uomo, come a voler dimostrare che anche se a volte è spietata la natura dona sempre equilibrio. È l’azione umana che rompe questa stabilità.

Lupinella, nasce esattamente il 1 maggio.
Viene alla luce in una tana scavata da mamma Brina insieme ad altri tre fratellini: Mugo, Sasso e Mirtillo.
A dieci giorni Lupinella comincia a percepire quel che le ruota attorno:
“Finalmente ci vedo! E ci sento! Mugo e Sasso sono esattamente come me li ero immaginati: paffuti e pieni di ciccia. Mirtillo è magrolino, come me del resto. E ci credo: gli altri due si pappano tutto il latte!
Mamma Brina è bellissima. Ha due occhi meravigliosi. A sentire Mirtillo i miei sono ancora blu, ma spero che un giorno diventino come quelli della mamma: grandi, pieni di dolcezza e di un acceso color ambra“.
Mentre Lupinella ci racconta le sue scoperte e le sue percezioni del mondo, la Lupologa ci spiega, passo passo, i vari momenti di crescita del lupo: la favola si affianca alla scienza.

Il racconto è fatto di scoperte e sorprese per la piccola Lupinella che, giorno dopo giorno, comincia a prendere confidenza con gli odori, con i sapori e con i suoi fratelli più grandi.
Capisce di trovarsi all’interno di un branco governato da suo padre che, a quanto pare, è il capo indiscusso. Ci sono gerarchie precise nella sua famiglia ed è necessario rispettarle con rigore. Lupinella osserva tutto con estrema attenzione ed impara in fretta.
Il suo istinto è fondamentale per cacciare e nutrirsi ma anche per evitare i pericoli che, spesso, provengono dalla presenza umana:
“A poca distanza ci sono due animali che camminano su due zampe: non si può sbagliare, sono uomini. Entrambi hanno un bastone e un cestino. Forse cercano funghi. Io sono curiosa e vorrei spiarli ancora un po’, ma i mie genitori non si fidano.
Noi lupi sappiamo che alcuni umani sono molto pericolosi. Non so perché, ma ci odiano“.

Mentre l’esperta di lupi ci spiega come è organizzato un branco, come cacciano questi animali, perché la notte ululino e come facciano a capirsi senza parlare, Lupinella continua a crescere, mese dopo mese, e noi la seguiamo fino a quando, ormai grande abbastanza, sente di dover lasciare la propria famiglia per cercare la propria strada.

Scritto con un linguaggio diretto e semplice, si adatta perfettamente ad una lettura per bambini (indicativamente dai 6 anni) e diviene un utile strumento per sfatare la brutta reputazione di cui troppo spesso ed erroneamente il lupo è stato rivestito.
Lupinella – La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, è un libro davvero ben strutturato grazie all’intrecciarsi di splendide illustrazione di Maria Chiara Di Giorgio, che restituiscono l’ambientazione naturale e che, a tratti, raggiungono punte di vera bellezza e narrazione con informazioni specifiche, grazie anche agli inserti curati dalla lupologa Francesca Marucco, ben integrati nelle pagine e ben riconoscibili in forma di box dallo sfondo verde che riportano informazioni scientifiche sulle varie fasi di vita e caratteristiche dell’animale in questione.
Insomma riesce davvero ad essere coinvolgente e a mettere sotto i riflettori ancora una volta questo animale che interessa parecchio i giovani lettori.

Ottimi poi i giochi proposti nelle ultime pagine del libro, con attività da fare nella natura, per conoscerla ed esplorala con la famiglia, con i compagni di classe o con gli amici: occasioni da cogliere per avvicinarsi alla natura e amarla così com’è, perché non c’è bisogno di stravolgere qualcosa che ha un equilibrio secolare impeccabile.

Buona lettura!
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