Il Massaggio è Armonia e Benessere

Un massaggio non è solo un atto fisico, un incontro di parti corporee, un susseguirsi di movimenti.

massaggio

Ricevere un massaggio comporta una regressione a livello fisico, emotivo e spirituale. E’ un abbandonarsi alle mani sapienti, esperte e amorevoli di qualcuno altro che sa come trattarci per farci stare bene.

Il contatto corporeo, lo sfioramento, il calore, alcuni particolari essenze che vengono utilizzate possono favorire la rievocazione di situazioni del passato prossimo o remoto, anche della nostra infanzia, durante le quali venivamo protetti, coccolati e vezzeggiati.

La regressione temporanea insita nel massaggio, in aggiunta al piacere, al calore, al senso di accoglienza e al rilassamento che può comportare quando lo si riceve e nel periodo di tempo immediatamente successivo, può essere un’occasione per un seguente moto di progressione verso un’evoluzione, una crescita che coinvolge l’individuo in senso olistico, come insieme di mente, corpo e spirito.

Il Massaggio, inoltre, consente di ritornare in contatto con se stessi e con il proprio corpo e ci aiuta ad imparare a percepirlo con tutti i cinque i sensi.

Il massaggio, infine, può rappresentare un grande passo nella direzione della conoscenza di se stessi, che pone le basi per l’apertura verso l’altro.
E’ l’altro, infatti, che con il suo esserci, il suo toccarci, l’utilizzare essenze profumate, ci aiuta a ri-definire i nostri confini fisici, emotivi e spirituali.

Indicazioni

Per chi desidera:

  • Rilassarsi
  • Ri-entrare in contatto con il proprio corpo (anche in caso di dispercezioni associate a: anoressia, bulimia, obesità)
  • Sciogliere le tensioni muscolari e scheletriche
  • Riacquisire vigore psicofisico
  • Ridurre gli squilibri psicoemotivi (ansia, depressione, stress, fobie, attacchi di panico)
  • Favorire una migliore qualità del sonno
  • Risvegliare le proprie capacità mentali (mnemoniche, di concentrazione, ecc.)
  • Ristabilire un equilibrio fisiologico delle funzioni sessuali
  • Imparare a vivere appieno la propria femminilità e mascolinità
  • Instaurare relazioni piene e soddisfacenti con gli altri.
La guida completa ai più diffusi tipi di massaggio

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La lettura di questo manuale, in cui sono descritte le principali tecniche correnti di massaggio, è consigliata sia a coloro che desiderano saperne semplicemente di più sia a chi si occupa professionalmente dell’argomento, per risolvere patologie, rimuovere inestetismi o per mantenere la forma fisica.

Ad alcuni capitoli nei quali viene illustrata in modo semplice la tecnica del massaggio classico e che consentono al lettore, anche inesperto, di poter applicare alcune manualità in forma amatoriale senza il timore di causare danni, segue la parte conclusiva riservata alla traumatologia e al primo soccorso: le possibili lesioni in cui può imbattersi con maggior frequenza il massaggiatore sono illustrate con particolare riferimento alle manovre che non devono mai essere eseguite e quelle che invece devono essere attuate per aiutare efficacemente l’infortunato.

Quando ti arrabbi

per-mano-perdono-amaQuando sei arrabbiato con qualcuno,

guardalo negli occhi,

ma fallo senza pregiudizio.

Prendigli le mani,

come fossero le mani di un bambino.

Abbraccialo,

come fosse tuo figlio

e digli Ti Amo,

come fosse il tuo compagno/a.

Fagli un sorriso,

e ringrazialo perché ti ha insegnato l’AMORE!!!

Centrarsi nel cuore

centrarsi-cuore

Esercizi per centrarsi nel cuore

1. La presa di Coscienza della respirazione

Preferibilmente in una posizione con la colonna dritta, rilassiamo quanto meglio il corpo, in particolare i muscoli del viso e delle mani. Poi prendiamo coscienza della respirazione senza modificarne la profondità ed il ritmo. Concentriamo tutta l’attenzione sul processo respiratorio, osservando tutti i dettagli di questo atto assolutamente vitale. Capiremo gradualmente che indifferentemente da quello che ci è dato di vivere dal punto di vista esterno, noi ci manteniamo in vita grazie alla respirazione, grazie a questo atto abitualmente cosi insignificante.

La meditazione sempre più intensa su questo aspetto ci conduce a centrarci nel cuore in modo molto intenso, cosa che andrà a risvegliare in noi un grande amore rispetto a tutto quello che ci circonda.

2. Il Vuoto del Cuore

In molte tradizioni spirituali del mondo si parla del fatto che nel cuore spirituale dell’uomo esiste uno spazio vuoto che dobbiamo penetrare se aspiriamo alla realizzazione. Il cuore spirituale o centro dell’amore si trova al centro del petto e non alla sinistra, dove si trova il cuore materiale. Se perseguiremo il fatto di sentire questo vuoto del cuore e poi lasceremo che la nostra coscienza penetri in lui, praticamente otterremo quello che prima abbiamo chiamato centrarsi nel cuore. Per realizzare questo esercizio è necessario avere una buona capacità di visualizzazione e concentrazione mentale. Dobbiamo anche avere un’idea di cosa significhi spazio vuoto.

Una volta soddisfatte queste condizioni ci sediamo in una postura di meditazione e rimaniamo assolutamente immobili. In questa attitudine centriamo l’attenzione nella zona del petto e visualizziamo qui, all’interno, uno spazio vuoto simile allo spazio cosmico tra le stelle. Man mano che la nostra concentrazione migliora entreremo completamente in questo spazio vuoto e allora non percepiremo più assolutamente niente. Anche i nostri pensieri si dissolvono. Tutto quello che rimane allora è la coscienza di sé ed uno stato più o meno intenso di beatitudine.

3. La Luce interiore

Se per alcuni è difficile creare un’immagine del vuoto, si può coscientizzare una luce al centro del petto. Cosi come svanisce ogni altra percezione visiva se guardiamo il sole, allo stesso modo svaniranno tutte le nostre percezioni e pensieri se ci centriamo al meglio sulla luce interiore nella zona del petto. In concreto, ci dobbiamo sedere in una postura di meditazione, rilassarci e, con gli occhi chiusi, visualizzare come al centro del petto, internamente, abbiamo un sole molto splendente. Migliore sarà la visualizzazione tanto più riusciremo a centrarci nel cuore.

Centrarsi nel Cuore
La risoluzione dei problemi della vita, l’assumersi le responsabilità rispetto alle decisioni prese, il lavoro disinteressato e le buoni azioni sono quanto ci serve per portare al fiorire dell’amore nell’anima.

Questa tappa è cruciale, perché presuppone l’apparizione di trasformazioni profonde di ordine qualitativo a livello della struttura psico-mentale. Le prime tappe menzionate ci fanno agire prevalentemente nel mondo esteriore, mentre la vita (inclusa quella interiore) sarà capita soprattutto dalla prospettiva delle azioni realizzate nel mondo obiettivo delle cose. L’apparizione dell’affettività porta con sé un cambiamento di prospettiva, in quanto tramite l’amore, la vita interiore ed esteriore prenderanno un altro senso.

Questa tappa ci rivela un aspetto misterioso e cioè che la vita interiore può essere indipendente dal mondo oggettivo delle cose esterne. I sentimenti intensi ci determinano ad avere sempre una buona presa di coscienza sulla nostra vita interiore, che ci si svela come veramente affascinante e piena di gioie avvolgenti, che non dipende più dalle cose esterne. Dal punto di vista esterno possiamo attraversare difficoltà enormi, però, se siamo arrivati al risveglio plenario dal punto di vista affettivo, allora non le vivremo più con sofferenza ma solo con felicità.

Grazie alla compassione che si manifesta intensamente nel nostro cuore sentiremo un forte impulso ad “aprire” gli occhi di tutti davanti al tesoro inestimabile dell’amore. Ci “vizieremo” in una contemplazione sempre più intensa delle ricchezze straordinarie, rivelate dalla presenza dell’amore nell’anima. Chiameremo questo stato di contemplazione del mondo interiore, sprofondato in un oceano di amore, “centrarsi nel cuore”.

Il vivere la vita soprattutto dalla prospettiva dell’amore presuppone l’apparizione e lo sviluppo di un nuovo centro di percezione del mondo. La mente non è più sufficiente ora, perché tutti i suoi meccanismi di percezione si basano sul fatto che la Realtà sarebbe una somma di oggetti autonomi, mentre l’amore viene e ci rivela il mistero che in essenza tutto è Uno. Si svilupperà gradualmente un nuovo centro di percezione del mondo che i saggi hanno chiamato in modo generico “Cuore”. Il centro dell’essere si sposterà dalla mente al cuore. Una persona nella quale l’amore non è fiorito percepirà il mondo interno ed esterno come se il “centro di osservazione” sia posto a livello della testa. Non a caso a questo livello si trovano i cinque sensi della conoscenza. Se l’amore è fiorito nell’anima, il mondo è percepito ad un livello superiore a quello sensoriale, molto più in profondità, e questo si realizza con l’aiuto di un nuovo strumento, il cuore.

Questo centrarsi nel cuore si ottiene tramite la contemplazione interiore dell’amore. Senza proporcelo, constateremo che le nostre attività esterne si diradano. Capiremo che gli altri hanno bisogno di un altro tipo di aiuto rispetto a quello offerto fino ad ora. Faremo del nostro meglio per aiutarli a conoscere tramite i loro vissuti quanto fa bene l’amore; cercheremo di aiutarli a rendersi conto personalmente e da soli di cosa gli manca e dei modi tramite i quali possono essere soddisfatti. Solo cosi saremo di vero aiuto. Dobbiamo menzionare anche il fatto che queste trasformazioni avvengono da sé, in un modo normale e assolutamente naturale. Il livello di sviluppo interiore dell’anima ordinerà sempre il mondo esteriore in un modo specifico. Intuiamo già che non il mondo interiore è un riflesso di quello esteriore, ma il contrario, l’armonia interiore genererà armonia esteriore, almeno nell’universo della nostra individualità.

Il centrarsi nel cuore è uno stato specifico dei grandi spiriti.

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Dopo il successo di The Secret, grazie al quale tutto il mondo ha potuto conoscere la potenza della Legge dell’Attrazione, il Gruppo Macro porta in Italia un nuovo grande bestseller: Il Segreto del Cuore. In pochi mesi il libro ha scalato le classifiche di vendita tedesche, arrivando a vendere oltre 500.000 copie.

Tutti facciamo il possibile per trascorrere una vita appagante e ricca di significato. Ci sforziamo di apprendere e migliorare ma, più di ogni altra cosa, vogliamo amare ed essere amati.
Il segreto del cuore ci rivela come utilizzare la forza che è in ognuno di noi e come riuscire così a determinare ciò che avviene nella nostra vita.

Ruediger Schache riassume in dieci punti fondamentali l’essenza della sua ampia e profonda saggezza e dei suoi lunghi anni di studi e ricerche, fornendoci indicazioni pratiche e suggerimenti ispirati da numerosi esempi tratti dalla vita reale.

Ogni segreto che questo libro svela è un piccolo tesoro che ci viene messo a disposizione per vincere con più consapevolezza le straordinarie capacità che ognuno di noi ha di attirare nella propria vita le persone che desidera.

Puoi guarire, credici!

Cenni sulle teorie del dottor Hamer (Nuova Medicina) ed esperienza personale di guarigione

guarire-credici

Ciao, voglio condividere con il mondo intero la mia esperienza di guarigione dal cancro attraverso il cambiamento delle mie credenze relativamente alla malattia e l’approccio alla Nuova medicina del dott. Hamer.

Inizialmente, come la maggior parte delle persone, di fronte ad una diagnosi medica talmente improvvisa quanto dolorosa, la mia reazione è stata di disperazione. In seguito tale sentimento è andato incrementandosi e modificandosi fino a diventare rassegnazione. Nonostante ciò, anche in queste fasi iniziali mai ho pensato al peggio e ho sempre sottovalutato il problema, tanto da non ritenermi mai grave. La mia testa aveva ben chiaro l’obiettivo GUARIGIONE e questo ha fatto si che sulla mia strada incontrassi persone, letture e situazioni tali da indirizzarmi verso la risoluzione del mio problema.(..nulla accade per caso, ma siamo noi che ci creiamo il nostro destino con i nostri pensieri!)

In particolare, pur percorrendo un percorso medico con la medicina tradizionale, più per insistenza dei familiari che per mia scelta, ho intrapreso un cammino con la Nuova medicina di Hamer. Ho preso la mia vita nelle mie mani cercando la causa scatenante della malattia.

L’incontro con un medico esperto di Nuova Medicina e Biologia totale, la frequentazione di seminari e l’approfondimento attraverso numerose letture mi hanno veramente cambiato la vita…. in meglio!

L’argomento Biologia Totale e Nuova Medicina di Hamer è molto vasto e incontra pareri discordanti, quindi io da autodidatta e da testimone vivente della sua efficacia cercherò qui di spiegare le informazioni anche scientifiche da me acquisite, filtrate dal mio vissuto e dalla mia esperienza di ex malata, che spero possa aiutare altre persone ad imboccare la strada della guarigione.

Il dottor Hamer, nasce nel 1935 in Renania. Nel 1978 il figlio di Hamer muore dopo molti giorni di agonia in seguito a una ferita di arma da fuoco. Dopo alcune settimane Hamer scopre di essere malato di cancro ai testicoli. Dopo l’iniziale interpretazione secondo i canoni della medicina tradizionale, il medico comincia ad interrogarsi sulla possibile correlazione tra il trauma vissuto e il cancro.

Nonostante la malattia Hamer continua a lavorare presso il reparto di ginecologia dell’Ospedale di Baviera dove incontra donne malate di cancro le quali interrogate con delicatezza dal medico, rivelano di aver vissuto nei mesi precedenti la scoperta della malattia, un grave trauma emotivo.

Hamer considera queste rivelazioni molto più di semplici quanto numerose coincidenze e comincia un’attività di ricerca presso una clinica di Colonia dove vi erano numerosi malati di cancro ai polmoni, di cui solo la metà fumatori. Dai colloqui con i pazienti ha ulteriore conferma delle relazioni causa- effetto fra trauma emotivo e scatenarsi della malattia.

Naturalmente le scoperte del dottor Hamer trovarono contrasto nella medicina tradizionale, che non poteva tollerare affermazioni che andavano a minare i pilastri delle scoperte scientifiche nonchè gli interessi economici in primis delle case farmaceutiche.

Ora elencherò le cinque leggi di Hamer, che ho cercato di enunciare in maniera che anche argomenti scientifici possano essere compresi da tutti gli ammalati.

PRIMA LEGGE

– 1) Il trauma è il detonatore in quanto ogni malattia, quindi anche il cancro, è la risposta ad un trauma che ci trova impreparati, che viviamo in solitudine e che non sappiamo come risolvere. A trauma vissuti con maggior intensità corrispondono malattie più gravi. Inoltre l’emozione provata quando è avvenuto il trauma determina l’organo fisico malato.

SECONDA LEGGE

-2) Tutte le malattie hanno due fasi: la prima fase è quella di stress ed è chiamata simpaticotonia perchè entra in azione il sistema simpatico ed è la fase che va dal trauma alla risoluzione del conflitto. La seconda fase va dalla soluzione del problema al ritorno alla normalità ed è detta vagotonia perchè entra in azione il sistema parasimpatico (vago).

Nella prima fase (SIMPATICOTONIA) la persona colpita dal trauma che lo coglie impreparato, che vive in solitudine il conflitto e continua a rimuginare il problema comincia a non avere fame, è stressato, dimagrisce, ha problemi del sonno. Questa è la fase di adattamento all’evento (qui si ha il dimagrimento che la medicina tradizionale attribuisce al cancro ed è invece causato dallo stress).

A livello cerebrale si verifica una specie di cortocircuito che assume la forma di piccoli anelli concentrici in una certa area del cervello che presiede il funzionamento di un organo ben definito. Dall’analisi di numerosissime TAC il dott. Hamer è riuscito a determinare una “mappa” del cervello individuando la corrispondenza fra il tipo di trauma originario, l’area colpita a livello cerebrale e l’organo fisico comandato da quell’area.

Il nostro cervello a questo punto da un ordine al nostro corpo ed è uno tra i quattro possibili:

-creare una massa
– scavare dei buchi
– bloccare
– sbloccare

(come è possibile scindere mente e corpo, considerando la malattia come sintomo solo fisico? Il nostro cervello è il computer più potente al mondo, comanda ogni funzione e anche nella malattia ha una fase determinante, tutto dipende dalla nostra testa!

Se pensiamo di non poter cambiare gli eventi della nostra vita cerchiamo almeno di cambiare l’atteggiamento mentale con cui affrontiamo e viviamo le situazioni, ne guadagneremo in salute!)
Nella fase successiva (VAGOTONIA) che ha inizio alla risoluzione del conflitto a livello psichico lo stress diminuisce, torna l’appetito e migliora il sonno soprattutto con l’avvicinarsi dell’alba.
A livello cerebrale dove si è verificato il corto circuito comincia a verificarsi un edema di riparazione. A livello fisico il paziente entra in una fase di infiammazione (ci possono essere febbre, dolori diffusi o stanchezza.
Tutti gli stati infiammatori sono infatti delle riparazioni, comprese le malattie infettive. In questa fase la stanchezza obbliga il nostro fisico a dedicarci esclusivamente alla riparazione dei danni, impedendoci di sprecare altrove energie.

TERZA LEGGE

-3) Al di la della complessità tutto è semplice, sostiene Hamer.

Nel corso dei secoli l’uomo ha integrato nel cervello dei programmi di sopravvivenza volti al superamento di ogni genere di ostacolo. Ogni soluzione viene registrata e trasmessa alle generazioni future. Nei primi due mesi di vita intrauterina il feto incarna tutta questa memoria dall’inizio della vita ad oggi. Dal nono giorno di formazione appaiono l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma da cui si svilupperanno i vari tessuti ed organi.

Dall’endoderma derivano gli organi arcaici essenziali al primo stadio dell vita: quelli della respirazione, della digestione, dell’eliminazione e della riproduzione. In questa fase si forma l’epitelio ghiandolare che ritroveremo ad esempio nel tratto digestivo. I conflitti che riguardano questa memoria sono quelli collegati al” boccone”. Un boccone di cibo, un boccone d’aria o un boccone da espellere (ed esempio non digerire una situazione o un licenziamento con un conseguente cancro allo stomaco!)

Nella seconda fase appare il mesoderma cerebellare da cui derivano le membrane di protezione: derma, pleura, peritoneo, pericardio i cui comandi si trovano nel cervelletto. I conflitti riguardanti questa memoria sono relativi alla paura di venire aggrediti o sentirsi colpiti nella propria integrità morale (una situazione di conflitto che ci fa sentire sporchi o inzozzati che si trasforma in un melanoma). La pelle essendo la parte del nostro corpo che per prima viene a contatto con gli altri individui rappresenta tutti i conflitti definiti di separazione (vedi varie infezioni cutanee del neonato non appena è separato dal seno della madre).

Nella terza tappa si sviluppa lo scheletro, i muscoli e i tendini ed anche il midollo cerebrale. In questa fase si sviluppa il senso del proprio valore perchè rappresenta il confronto con il mondo esterno. I conflitti collegati a questa memoria sono i conflitti di svalutazione di se (conflitti del tipo mi hanno licenziato perchè non valgo, il mio partner mi tradisce perchè non lo soddisfo ecc.)

Nell’embrione si perfezionano retina, epidermide, laringe, esofago, mucose del naso e bocca, coronarie, vie biliari, sistema nervoso. Compare inoltre la corteccia cerebrale. (se ho paura di morire quindi che mi manchi il citato boccone di aria la soluzione biologica del cervello sarà quella di aumentare gli alveoli polmonari per prendere più aria e sopravvivere (una proliferazione di cellule è un cancro ai polmoni). Se invece “mi tolgono il fiato” o “mi manca il respiro” quindi in relazione al mondo esterno, la soluzione biologica registrata dal cervello sarà quella di ulcerare i bronchi affinchè possa passare più aria (la corteccia cerebrale impartisce uno dei quattro ordini possibili quindi ordina una lisi sotto forma di ulcerazione). Se il conflitto riguarda dover andare
nello stesso tempo in due direzioni e noi non sappiamo decidere, la soluzione perfetta registrata dal nostro cervello per eliminare il conflitto è quella di paralizzare le gambe.

Quello che avviene nel ventre materno ripercorre tutti gli stadi dell’evoluzione del genere umano. Al verificarsi di un evento conflittuale inatteso, senza soluzione apparente, vissuto in solitudine, la patologia si esprime a livello mentale, cerebrale e organico: è quella chiamata fase di simpaticotonia che si manifesta

– a livello mentale con una situazione di stress permanente;
– a livello cerebrale si verifica un cortocircuito dell’area determinata dal tipo di emozione subita;
– a livello fisico avviene la proliferazione cellulare (tumore) per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dal cervelletto, oppure la lisi (perdita di sostanza) o ancora il blocco funzionale (paralisi) per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalla corteccia cerebrale.

L’eliminazione del conflitto segna il passaggio alla seconda fase della malattia detta di vagotonia che si manifesta:

– a livello mentale si ritrova la quiete
– a livello cerebrale si rigenerano i circuiti elettrici
– a livello fisico avviene l’incistarsi del tumore (caseificazione ossia riduzione ad opera di batteri) per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dal cervelletto, la ricostruzione della lisi o lo sblocco funzionale per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalla corteccia cerebrale.


QUARTA LEGGE

4) I microbi sono operai specializzati agli ordini del cervello in quanto durante la sopra citata fase di vagotonia o riparazione permettono di recuperare la salute, a seguito di un ordine del cervello. La medicina tradizionale ritiene invece i microbi responsabili delle infezioni dalla seconda metà del secolo scorso, da quando cioè è stato scoperto che i microbi erano presenti in tutti i soggetti che manifestavano febbre e infezione. Qualcun altro ricercatore scoprì invece che fin dalla nascita l’uomo convive con i microbi infatti il nostro corpo contiene dieci volte più batteri che
cellule umane. Quando si viaggia in paesi stranieri i microbi possono diventare patogeni perchè il nostro corpo non li riconosce come facenti parte del suo ambiente (il morbillo “importato” dai conquistatori del Nuovo Mondo decimò le popolazioni locali in quanto il loro organismo non era preparato a riconoscere il nuovo microbo).

Come mai non tutti si ammalano di influenza? Perchè persone con un sistema immunitario apparentemente forte si ammalano e altre persone cagionevoli di salute non si ammalano di influenza?

Secondo Hamer i microbi lavorano solo nella seconda fase della malattia, dopodichè rimangono inattivi. I microbi sono quindi degli alleati che vivono in simbiosi con noi agli ordini del nostro cervello.Distruggendoli si rimanda la fase di riparazione che avviene comunque alla risoluzione del conflitto. Essi fanno parte del programma biologico della natura, arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione secondo una logica ben precisa in sincronia con il nostro cervello, proliferando e morendo a seconda del tipo di patologia.

I funghi e i microbatteri sono spazzini che ripuliscono i tumori situati negli organi derivanti dall’endoderma e governati dal tronco cerebrale e quelli degli organi derivanti dal mesoderma cerebellare, retti dal cervelletto. I batteri oltre alla funzione di spazzini restaurano anche le lisi (riduzioni cellulari) situate negli organi derivanti dal mesoderma del midollo cerebrale retti dal midollo cerebrale.

Alla luce di queste informazioni risulterebbe da rivalutare sia la funzione dei vaccini che impediscono ai batteri di fare il loro lavoro, sia degli antibiotici che uccidono i batteri. Ciascuno di noi nasce in un luogo e in un epoca che sono impregnati di un certo numero e tipo di microbi, ai quali si adatta durante tutta l’esistenza. I vaccini risultano utili in caso di viaggi in terre lontane in quanto come detto, entriamo in contatto con microbi non riconosciuti dal nostro organismo (il viaggio in aereo non è previsto dalla nostra biologia ed in caso di spostamenti lenti registrati in fase di evoluzione l’uomo sarebbe in grado di adattarsi globalmente alle nuove condizioni ambientali).

QUINTA LEGGE

5) Tutti i comportamenti dell’uomo (anche la malattia è un comportamento) sono determinati da programmi di sopravvivenza iscritti nel nostro cervello.
Le malattie non sono ereditarie, bensì è ereditario il modo di pensare e di affrontare un conflitto!

La malattia ha sempre un senso e un’intenzione biologica positiva ed è la soluzione perfetta pensata dal nostro cervello, l’ultima possibilità di sopravvivenza.

Precisamente un uomo in età riproduttiva destrimane al verificarsi di un trauma emotivo sarà colpito nella parte destra della corteccia cerebrale (quarta fase dell’evoluzione ) e svilupperà patologie relative agli organi comandati dall’emisfero destro: bronchi, arterie coronarie, stomaco, duodeno, vie biliari e vescica.

Una donna non in menopausa e che non assume pillola anticoncezionale (in questo caso cambia il suo stato ormonale) al verificarsi di un trauma emotivo sarà invece colpita nella parte sinistra della corteccia cerebrale con malattie ai seguenti organi: tiroide, laringe, vene coronarie, collo dell’utero, vescica, retto.

La fine dell’età fertile con la diminuzione degli ormoni femminili nelle donne e maschili negli uomini ogni sesso vive le emozioni in maniera opposta con una inversione delle patologie. Questa indicazione è utile alle donne che al momento della menopausa spesso vivono un conflitto di svalutazione di sé per il fatto di non poter più procreare con una conseguente osteoporosi (un lento suicidio ordinato dal cervello che esegue gli ordini alla lettera quindi se ci sentiamo inutili per il cervello = non utili).

Come gia detto è importante l’atteggiamento con cui si affronta la vita ed è importante condividere i nostri pensieri smettendo di rimuginare i problemi dentro di noi. Affrontiamo le situazioni e troviamo velocemente una soluzione ricordando che tutto quello che non si esprime si imprime sul nostro fisico sotto forma di malattia. La malattia ci permette di evolvere.

Spesso ci mette di fronte a scelte importanti e dolorose e ci obbliga a fare un viaggio all’interno di noi stessi ma è sempre un’opportunità di crescita e cambiamento. Non esistono esperienze negative, ma esistono solo esperienze che ci permettono di evolvere. Amiamo noi stessi e gli altri. Cambiamo le nostre credenze limitanti. Abbandoniamo i poregiudizi. Ricordiamo che non esiste nulla per cui val la pena di ammalarsi: un lavoro, una casa, un figlio, un marito, una moglie; nulla vale di più della nostra vita. Non esiste nulla per cui val la pensa di morire!

Io chiamo la mia esperienza “maestra malattia“, grazie alla quale ho appreso i meccanismi del pensiero positivo e ho affrontato situazioni che mi creavano dolore da tempo.

Credeteci! tutti possono guarire. Prendete la vita nelle vostre mani, credete nella guarigione.

Analizzate il momento in cui avete scoperto di essere malati e pensate ad un evento per voi traumatico vissuto in precedenza. L’emozione collegata al trauma ha deteminato la localizzazione a livello fisico.

Di fonte ad un deteminato evento non tutti reagiamo nello stesso modo, ad esempio di fronte a un licenziamento improvviso c’è chi si autosvaluta (reumatismi o incasi più gravi osterosarcoma, chi prova rancore verso il datore di lavoro (epatite o cancro alle vie biliari) chi si sente minato nel proprio territorio (infarto) chi lo vivrà come una porcata (cancro al colon) ed infine chi vivrà il licenziamento come un’opportunità di cambiamento e di miglioramento. Come gia detto, se non possiamo evitare di essere licenziati possiamo evitare di ammalarci per un evento. NON ESISTE NULLA PER CUI VAL LA PENA DI MORIRE.

Questo è il mio pensiero che potete o no condividere. Vi chiedo solo di pensarci. Cosa rischiate?

Di seguito vi elenco alcuni libri dai quali ho tratto le informazioni scientifche sopra riportate e nei quali sono ben indicate le diverse patologie ed i conflitti ad esse riferiti.

Buona lettura, buon cambiamento, buona guarigione, buona vita a tutti.

Gio farfalla

fonte:http://guaritaconlatesta.blogspot.com/

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Osannato dai malati, osteggiato dall’Ordine dei Medici, il dottor Hamer colleziona lauree ad honorem in medicina in certi Paesi, e processi in altri, oltre a riempire periodicamente le cronache dei quotidiani di mezza Europa con le sue vicende. Oncologo e ricercatore, basta il suo nome perché nel mondo della Sanità si assista a una levata di scudi… ma le sue casistiche di guarigione delle malattie degenerative sono impressionanti, tali da far vacillare l’edificio della medicina ufficiale…

E il dubbio di molti è che il suo sistema sia così osteggiato proprio perché urta gli interessi delle Holding farmaceutiche…Come può essere che una grave malattia come il cancro sia il tentativo del cervello di “riparare” (e quindi di guarire) un trauma subito? E che basti individuare il trauma e “disfarlo” perché il cervello receda dalla sua azione “riparatrice”, arrestando quindi la proliferazione delle cellule cancerose? E come possiamo individuare rapidamente questo trauma? Gli Autori, da anni studiosi del metodo Hamer, ce lo spiegano in quest’ottimo libro (l’unico in Italia aggiornato ed esauriente sull’argomento), scritto in modo che tutti lo possano capire, con l’aiuto di argute vignette.

La guarigione a portata di mano

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Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta diciannove anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita hanno condotto la Rainville a testare con altri la sua convinzione: VI È UNA CORRELAZIONE fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a Claudia Rainville. Se siete fra coloro che s’interrogano sul senso profondo della loro malattia, questo libro potrebbe condurvi alle cause profonde e dare il via ad un vero processo di autoguarigione. Leggere i sintomi come messaggi del corpo: una chiave semplice, fondata su un’enorme casistica, per comprendere cosa c’è dietro una malattia e guarire.

La metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi, incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.

Ogni sintomo è un messaggio è un grande best seller di Macrolibrarsi ed è considerato dalle persone che lo hanno letto una bibbia della salute.

Reiki (seconda parte)

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Cosa succede quando, per un motivo qualsiasi, il flusso armonico dell’Energia si modifica?

Per dare una spiegazione a questa domanda è necessario una piccola riflessione sulla visione che hanno gli orientali del mondo: la visione olistica.
La parola olistica (da holos = tutto, intero) contiene in sé la sua definizione. Essa è una considerazione dell’universo nella sua globalità e non rappresenta nessuna delle sue parti come separate le une dalle altre. Questa concezione si rispecchia nell’immagine dell’uomo e nella sua unione armonica tra stato fisico (il corpo biologico), stato mentale/emozionale (fatto di pensieri e sentimenti) e stato spirituale.

Il fluire libero dell’Energia Reiki mantiene queste parti in reciproca armonia.
L’interruzione dello scorrere dell’Energia viene evidenziato da un “sintomo” che può essere sia fisico, che mentale/emozionale così come spirituale.

Se ci paragonassimo ad un fiume, l’acqua rappresenterebbe l’Energia Universale. Immaginiamo che ad un certo punto del fiume si presenti un ostacolo: l’acqua subirebbe delle increspature. Questo ostacolo rappresenta un “blocco” energetico e l’increspatura dell’acqua (la manifestazione percepibile del flusso non armonico) è la sua naturale conseguenza.
Se non si è in armonia con l’Energia dell’Universo (c’è un ostacolo nel fiume), la conseguenza di questo (l’increspatura) si può manifestare fisicamente, spiritualmente come a livello mentale/emozionale.

Lo scopo della disciplina Reiki è duplice: ripristinare il flusso armonico dell’Energia (attraverso la pratica energetica si toglie l’ostacolo), e migliorare lo stile di vita (tramite il percorso spirituale si evita di creare altri “blocchi” nel fiume).


La pratica Reiki


Reiki è una disciplina molto semplice da eseguire. Basta appoggiare le mani, abbandonarsi all’Energia e distogliere la propria attenzione da quello che si sta facendo. Tutto qui. E’ il fluire dell’Energia Universale che compie tutto il lavoro di riequilibrio.

Chi pratica Reiki diventa semplicemente un canale che convoglia questa Energia. Non vi è nessun tipo di scambio energetico con la persona trattata così come non esistono controindicazioni al Reiki. Reiki è il Soffio che dona e sostiene la vita: non può andarle contro.
Nella sua semplicità, nasconde la sua efficacia e la sua profondità: la natura opera senza sforzo.. ed in modo semplice!
Non esistono regole particolari anzi: più si riesce ad interiorizzare Reiki, più si è guidati dal proprio intuito e più Reiki è efficace. Quando Reiki diventa un’arte, si è in completa armonia con il Tutto, e non servono più nè posizioni predefinite per le mani, nè simboli. Si abbandona tutto quello che è stato appreso a livello tecnico e si segue unicamente la percezione che riceviamo dall’Energia.


Ma come si sensibilizza la percezione dell’Energia?

Semplicemente attraverso la pratica. Come nelle arti marziali, l’esercizio ripetuto è il miglior  modo per portare l’apprendimento nel profondo. Il vecchio detto “mente sana in corpo sano” potrebbe essere usato tranquillamente anche nel Reiki. Senza un equilibrio delle energie fisiche non è possibile mantenere in equilibrio neanche mente e spirito.
Ricorda però che Reiki si basa sull’abbandono e non sulla percezione. Anche se non senti nulla, se ti affidi all’Energia Universale, Reiki funzionerà comunque.
Reiki è una disciplina che può essere imparata da chiunque. Non servono doti o conoscenze particolari, non servono capacità innate.

Lo scopo del Maestro Usui era quello di condividere i benefici del Reiki con tutti, in modo che chiunque potesse essere libero di vivere una vita sana e felice. Per questo motivo il Reiki tradizionale giapponese è di facile comprensione ed utilizzo.
Esistono comunque tecniche e metodiche predefinite. Esse sono tracce per farci capire quanto sia versatile la disciplina e, in quanto tali, servono solo da guida iniziale. Abbandonarsi all’Energia vuol dire non attaccarsi neanche ad una tecnica, ad un simbolo e neppure ad una disciplina.

Trattamento Reiki

Un trattamento Reiki consiste nell’appoggiare delicatamente le mani (o mantenerle a poca distanza dal corpo), senza pressioni o manipolazioni, lasciando semplicemente scorrere l’Energia. Le sensazioni più comuni per chi riceve Reiki sono quelle di profondo rilassamento e benessere generale.
Per poter usufruire appieno dell’Energia del Reiki è assolutamente necessario allontanare il proprio ego e la propria aspettativa. Solo in questo modo avremo la certezza di effettuare un trattamento Reiki utilizzando l’Energia Universale e non la nostra.

I simboli Reiki

I quattro simboli Reiki sono uno degli strumenti essenziali per raggiungere la piena consapevolezza dell’Energia e del suo potere. Tre di questi vengono insegnati nel secondo livello Chuden, il quarto invece si apprende nel terzo livello Okuden.

L’esperienza fisica (inteso proprio come percezione corporea) dell’Energia e del suo fluire è già di per sé sufficiente a giustificare l’entusiasmo per questa disciplina. La percezione del calore delle mani, della “vibrazione” energetica rappresentano il primo piccolo miracolo del Reiki. I Simboli Reiki danno una consapevolezza ancora maggiore sulle effettive possibilità dell’Energia Universale.
Bisogna però specificare che il Maestro Usui introdusse l’uso dei simboli esclusivamente con lo scopo di aiutare i praticanti Reiki nell’esercizio della connessione con l’Energia. Essi sono da considerarsi un po’ come le rotelle che si utilizzano da bambini per imparare ad andare in bicicletta. Rappresentano un sostegno, un aiuto, ma una volta imparato a stare in equilibrio, vanno tolte.
Il concetto di non attaccamento va impiegato anche ai Simboli. Una volta che apprendiamo ad essere noi stessi “simbolo”, non avremo più bisogno di questo strumento, ed andrà rilasciato. L’abbandono dei Simboli Reiki si ottiene semplicemente con la pratica e l’esercizio e segue una tempistica personale.

  • La funzione del primo simbolo Reiki è quella di lavorare sulla concentrazione dell’Energia Universale. Serve per intensificare il fluire dell’Energia ed ha utilizzi vari.
  • Il secondo simbolo Reiki veniva usato tradizionalmente per lavorare solamente sulle cattive abitudini. In occidente si è allargato l’uso iniziale di questo simbolo ad un significato mentale/emozionale, anche se in origine non era così.
  • Il terzo simbolo Reiki è impiegato per il trattamento su persone distanti da noi. Esso veniva utilizzato esclusivamente per questo scopo, far giungere l’Energia a persone lontane (dal punto di vista spaziale, chilometrico).
  • Il quarto simbolo Reiki è usato esclusivamente per la connessione totale con l’Universo, per divenire una cosa sola con l’Energia Reiki, col Soffio Vitale.

E’ così importante conoscere esattamente quali simboli utilizzava Usui?

No, non è proprio così importante. Nel Reiki si sono diffusi decine di simboli differenti ed esattamente non siamo sicuri che i veri simboli di Usui esistano ancora. Seppure nella Gakkai vengano ancora utilizzati, non vi è una prova scritta che siano esattamente quelli di Usui, soprattutto perchè il Maestro non lasciò nessuna testimonianza scritta. Come già detto il significato dell’uso dei simboli è esclusivamente a livello “didattico”. Essi servono per aumentare la consapevolezza nell’Energia ed in quello che può fare. Lo scopo di un praticante non è però quello di restare legato per sempre all’uso del simbolo, ma è di riuscire a lasciare andare anche l’uso di questi strumenti.

Com’è possibile arrivare a questo traguardo?

Semplicemente tramite la pratica. E’ giusto ricordare che il Maestro Usui non utilizzava alcun simbolo, anche se li ha creati perchè i suoi allievi potessero capire.

Vivere con Gioia il Reiki un momento di silenzio per toccare il proprio Sì alla Vita.


Sauro Tronconi

Reiki-Do

Una via consapevole per l’evoluzione

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Leggete questo libro con semplicità, come se fosse un gioco e lasciate che la vostra mente percorra liberamente i labirinti creati ad arte dall’autore, per farla smarrire. Non si tratta di credere , ma di aprire volontariamente la propria coscienza alla ricerca di una via di evoluzione interiore e di consapevolezza di sé.

REIKI-DO è la porta su una disciplina antica, volta al fluire dell’energia vitale e alla comprensione delle armonie che regolano la natura e l’universo. E’ l’uomo l’artefice del proprio destino: non esiste energia positiva o negativa, ma semplicemente energia, non c’è il male ma solo l’inconsapevolezza, non la morte, ma soltanto il cambiamento.

Scritto in uno stile scorrevole e discorsivo, REIKI-DO consente a tutti di avvicinarsi alla grande trasmissione orale del sapere che non è conoscenza, ma comprensione.

Illustrazioni chiare descrivono i passaggi delle tecniche di prevenzione e cura che caratterizzano il REIKI-DO di primo livello, rendendo questo volume lo strumento di accesso indispensabile per chiunque voglia approfondire questa antica disciplina.

Reiki (prima parte)

Per oggi
non ti preoccupare;
per oggi
non ti arrabbiare.
Onora i genitori,
i maestri e gli anziani.
Guadagna da vivere onestamente
mostra gratitudine a tutti
gli esseri viventi.

Dott. Mikao Usui

reiki

Che cos’è il Reiki?

Il Reiki non è difficile da apprendere.
E’ uno dei sistemi terapeuti più semplici che l’uomo possa conoscere. Non servono particolari qualità paranormali o infarinature di medicina poiché il Reiki è energia universale intelligente e si dirige dove serve. Lasciando il soggetto in uno stato di profonda tranquillità di benessere, riportando in stato attivo le cellule passive che creano dolore.

Il Reiki non è un’invenzione né una moda:esso è una riscoperta. Oggi può diventare un’integrazione straordinaria delle altre terapie. Gli strumenti utilizzati sono le mani e la mente e possono essere applicate immediatamente contro tutti i mali con effetti benefici.

Il Reiki sarà usato da tutti per gestire se stessi e gli altri.

Esso è amore universale, sapienza e verità ; un’energia che da vita a tutto l’universo e lo mantiene costantemente.

I tibetani, già millenni fa, conoscevano la vera essenza di ogni essere, composto di materia e di energia, e usavano questo sapere per curare il proprio corpo e armonizzare lo spirito o l’anima riportando l’uomo all’unità originaria. In molte altre parti del mondo, il Reiki venne conservato nelle scuole di mistero di quasi tutte le culture; pochi eletti, sacerdoti o figure mistiche, ne erano a conoscenza; quest’arte veniva tramandata oralmente a discepoli meritevoli.

Verso la fine del diciannovesimo secolo, il dott. Mikao Usui ritrovò, in antiche scritture sanscrite di 2.500 anni fa, la chiave che riportò alla vita la millenaria cultura della guarigione naturale.

La parola Reiki significa Energia Vitale Universale.

Viene definita come quella forza che opera e vive in tutte le cose del creato.

La parola è composta da due sillabe:

. Rei: descrive l’aspetto illimitato e universale di questa energia;

. Ki: indica la forza vitale che la materia emette.

Molti popoli, culture e religioni, conoscevano un’energia che corrisponde al termine Ki, così essa venne chiamata ki dai cinesi, prana dagli indiani, energia bioplasmica dai russi, luce dai cristiani, mana dai Kahunas bioplasma da coloro che, attraverso la camera kirlian, hanno fotografato l’energia emanata dal corpo…e ancora la si può trovare indicata in molti altri modi.

Il Reiki è Unità, Verità e Amore.

Il sistema Usuid del Reiki non solo è il più semplice e naturale ma anche il più facile metodo di trasmissione dell’energia vitale. Una volta che la persona diventa canale Reiki, l’energia vitale scorre spontaneamente in forma concentrata attraverso le sue mani e il suo corpo; questa capacità permane per tutta la vita.



Tanmaya Honervogt

Il Nuovo Libro del reiki

L’energia universale che guarisce

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Un vero e proprio corso introduttivo che insegna come indirizzare il benefico flusso di questa energia verso chi ne ha bisogno. Un testo completo e sapientemente illustrato per scoprire gli esercizi che servono a canalizzare l’energia, la sua applicazione nei numerosi disturbi, l’associazione con il massaggio, il lavoro su i chakra, i fiori di Bach.

Il respiro è vita (seconda parte)

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L’addome è la barriera tra la metà superiore e quella inferiore del corpo, e la sua sensibilità ci mette in contatto con la sensibilità sessuale più profonda e con l’azione e l’indipendenza delle gambe.
Respirare è una funzione sia volontaria che involontaria, nel senso che lo facciamo il più del tempo senza pensarci, ma possiamo anche scegliere di cambiare ritmo o profondità al nostro respiro. Per questa ragione tutti i sistemi di autodifesa orientali, come l’Aikido, il Kung Fu, il Tai Chi Chuan e il Karate, sono basati sulla concentrazione sviluppata attraverso la respirazione nel ventre. È in questo modo che si sviluppano agilità, forza e, secondo i canoni orientali, “energia“, senza dover sviluppare le masse muscolari, come nella maggior parte dei sport occidentali.

Il Tantra, che fa dell’amore sessuale l’espressione più alta della spiritualità, chiama questa parte “donna interiore” o Kundalini.
La Kundalini è simbolizzata da un serpente arrotolato che dorme nella regione sessuale di ogni individuo e costituisce un’energia sessuale ad alto potenziale.
Quando il respiro scende profondamente si muovono i muscoli sessuali e si emettono suoni vibranti, allora il serpente Kundalini si sente stretto e soffocato e comincia a svegliarsi, a srotolarsi e a salire.

Questa descrizione simbolica della Kundalini è il riassunto di tutto ciò che finora è stato esposto sui recettori trascurati della sensibilità sessuale.
Se il respiro scende in profondità fino all’addome, tocca il centro sessuale, massaggia il sesso alla sua radice, dall’interno.
È in questo modo che diventa più attivo e veramente pieno di energia.
Il respiro è la vita che dall’alto va verso il basso, e il sesso è vita che dal basso va verso l’alto e, incontrandosi nell’addome, creano la vita piena, la piena energia, la piena potenza.
Se però abbiamo paura delle emozioni allora creeremo una distanza tra il respiro e il sesso.

Il primo passo riguarda l’imparare a respirare nella pancia.

Siediti su una sedia, la schiena dritta e i piedi appoggiati per terra, distanziati alla larghezza delle spalle.
Metti le mani sull’ombelico e rilassa la schiena appoggiando una vertebra sopra l’altra. Inala l’aria attraverso il naso, e senti con le mani il tuo addome che si espande nell’area ombelicale. Restando rilassato espira con un po’ di forza e tira in basso l’addome, indietro, verso la spina dorsale. Ripetere questo esercizio di respirazione ventrale qualche minuto al giorno, serve a tenere il contatto con la radice del nostro corpo.
Se poi non riesci assolutamente a respirare nella pancia, prova con una risata. Ridi forte come ti succede con gli amici intimi, quel modo di ridere che muove la pancia fino a fare male, poiché pochi di noi usano spesso questi muscoli. Siediti come per l’esercizio precedente e, ridendo, senti con le mani le vibrazioni del ventre.
Queste risate aiutano il diaframma a rilassarsi e ti permettono di respirare nella pancia generando energia.

Lasciare entrare il mondo.
Se respirare bene sviluppa tanta energia e tanti piacevoli vantaggi, quali possono essere allora le nostre resistenze e i nostri ostacoli?
Respirando profondamente e coscientemente passiamo dalla testa al corpo, collegando ciò che pensiamo e ciò che sentiamo. Respirando profondamente, laddove abitualmente non respiriamo, è possibile vivere ricordi, emozioni, sensazioni e sentimenti dimenticati. Iniziando a respirare profondamente è possibile che a qualcuno venga voglia di piangere e gridare. Ma se non affrontiamo i dolori dimenticati e le limitazioni accettate, non possiamo ritrovare neppure il piacere.
Il giardino dei sentimenti umani è prolifico di frutti dolci e amari. È importante accettarli tutti per non farne un deserto.
È lasciando fluire il respiro, permettendogli di arrivare a muovere i visceri che possiamo risvegliarci alla vita.

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Elisabetta Leslie Lionelli “Coccole e carezze”

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Leora Lightwoman Roger Lichy

Tantra – DVD

Far l’amore da dio

Il Tantra è un antico approccio alla sessualità e alla vita, ove l’unione con l’altra persona è intesa come percorso verso una profonda trasformazione interiore di gioia, amore ed estasi.

Questo DVD offre uno straordinario corso della durata di sei settimane, ricco di dimostrazioni, esercizi e spiegazioni. Una pratica per apprezzare la relazione sessuale intesa come percorso spirituale.

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Le affermazioni

affermazioni

Oggi, continuiamo l’importante percorso del pensiero positivo, pensiero creativo; perchè come abbiamo visto ieri, le affermazioni sono essenziali per aiutarci a focalizzare l’attenzione sulla direzione verso la quale siamo diretti.

Questi semplici ed efficaci esercizi possono essere applicati nelle vostre relazioni, nel vostro lavoro e in ogni campo di vostro interesse. Creando nuove e nutrienti abitudini in ogni settore della propria vita:
Salute, Autostima, Prosperità, Sessualità, Relazioni, Spiritualità.

Il successo
· Io sono onorato e rispettato in ogni senso dalle persone con cui lavoro e dal lavoro che svolgo.
· Io godo, per la mia realizzazione di abbondante supporto ed entusiasmo da parte delle persone della mia comunità.
· Io sono molto conosciuto e molto rispettato per la mia esperienza, talento, abilità e realizzazione.
· La mia reputazione di onestà, affidabilità e compassione cresce ogni giorno.
· Io merito tutto il successo che voglio
· L’Universo è il mio manager
· Ogni mia azione porta alla mia realizzazione
· Ho fiducia nelle mie scelte, e con gioia accetto il successo

la salute
· Amo il mio corpo
· Il mio corpo conosce il modo per essere in salute
· Sono pulito/a nel corpo e nei pensieri
· Io sto già incominciando a guarire
· Accetto la guarigione
· Sono disposto/a a provare emozioni. Le emozioni sono fonte di sicurezza
· Nutro con amore e gioia tutto me stesso/a
· Ho fiducia nel processo vitale
· Io mi merito di stare bene. Ora la mia salute è raggiante, vibrante e dinamica

l’autostima

· Io (inserisci il tuo nome) sono fantastica, la numero uno, la migliore e mi amo così come sono.
· Questo è uno dei giorni più belli della mia vita.
· Tutto opera per il mio bene.
· Tutto ciò di cui ho bisogno mi viene dato.
· Tutto quello che ho bisogno di sapere mi è rivelato nel modo, nel tempo e nel luogo giusto.
· Nella mia vita va tutto bene. E così sia.
· Sono sempre sicura e protetta dal divino.
· Sono pronta a cambiare e a crescere.

la bellezza
· Mi sento stupendamente bene, ho un aspetto fantastico e sono in ottima forma. Sono bella, rilassata, perfettamente capace di godermi la vita.
· Sono eternamente giovane e ogni giorno più bella e brillante. Sono giovane e bella…a qualsiasi età.
· Io mi amo e mi accetto esattamente così come sono.
· Ho dei capelli bellissimi, robusti e splendenti. Mi piace il mio aspetto. Ho delle mani e delle gambe molto forti e sane. Ho una pelle liscia e vellutata. Ho degli occhi luminosi. Sono fantastica. Sono la migliore.
· Sono bellissima e attraente. Sono libera di essere me stessa.
· Il mio corpo è perfetto così come è. Amo e accetto il mio corpo.
· Ogni caloria che assumo si trasforma in energia pura.
· Mangio ciò che voglio e quando voglio e mantengo sempre il mio peso forma.
· Sono felice di aver fiducia e di seguire le mie sensazioni, così facendo dimagrisco e divento bellissima.
· So come mantenermi giovane e sana. Il mio corpo si rinnova ad ogni momento. Sono vitale, vivace e sana. Piena di vita.
· Mi concedo del tempo per giocare con il mio bambino – la mia bambina interiore.
· Medito, faccio tranquille passeggiate e mi godo la natura, amo trascorrere il tempo da sola. E questo contribuisce alla mia bellezza.
· Saluto ogni nuovo giorno con energia e gioia. Dormo bene di notte.
· Sorridere fa parte della mia vita. Io sono sana, felice e integra.
· Io sono la mia persona preferita. Io mi amo totalmente in questo momento. Sono un’espressione divina e magnifica della vita.

la prosperità
· Stupende opportunità si presentano nella mia vita quotidianamente.
· Identifico me stessa con l’abbondanza. L’abbondanza di Dio e la mia abbondanza. Dio è la sorgente delle mie risorse.
· Il mio reddito aumenta continuamente. La mia impresa si sta espandendo oltre ogni mia aspettativa.
· Il mio giro di affari aumenta costantemente ed io ho più lavoro di quanto non riesca a smaltire.
· Vi è abbondanza per tutti, anche per me.
· Io ho una carriera meravigliosa davanti a me.
· Scelgo di formulare pensieri che mi aiutino a prosperare e, di conseguenza, vivo nella prosperità.
· L’oceano della vita è estremamente ricco. Esso riesce a soddisfare ogni mia esigenza,ogni mio desiderio. Io ricevo il bene da ogni luogo, persona e cosa.
· Il bene mi giunge da ogni luogo. Io sono un essere illimitato e ricevo illimitatamente da una fonte illimitata. La vita mi dà di più di quanto io possa mai desiderare ricevere.
· Io sono mentalmente ed emotivamente pronto a vivere una vita prospera e ricca di amore. Io merito tutto il bene possibile e affermo questo mio diritto.
· Il denaro è la cosa più facile da ottenere.
· Io merito ed accetto che la mia vita abbondi di prosperità. Io do e ricevo con gioia ed amore.

· Io firmo ogni assegno e pago ogni conto con amore e gratitudine. In banca io ho soldi a
sufficienza per coprire ogni mia necessità e ogni lusso che mi concedo nella vita.

le relazioni
· Io amo me stessa e attraggo naturalmente relazioni di amore nella mia vita.
· Ora sono pronta ad accettare una relazione di amore felice e soddisfacente.
· Le mie relazioni mi aiutano a guarire e ad amare me stessa.
· Le mie relazioni sono degli specchi che mi mostrano me stessa. Imparo da tutte le mie
relazioni.
· La mia famiglia mi offre tutto il suo sostegno ed io le offro il mio.
· Sono rispettata da tutti coloro con i quali entro in contatto.
· Amo e onoro me stessa. Sono un essere umano di valore. Vengo sempre trattata con
rispetto.
· Più amo me stessa e mi sento soddisfatta e più la gente mi ama.
· Il mio compagno in amore è affettuoso, tenero, libero, bello, famoso e ricco. Mi sento
costantemente attratta da lui e vivo il nostro rapporto di amore in maniera
soddisfacente e piena. Nella mia vita viene prima il piacere e poi il…piacere.
· Dentro di me vi è un amore incondizionato ed io lo esprimo a tutti. Rivolgo questo mio
amore incondizionato anche verso me stesso/a, poichè so di essere degno/a di amore.
· Io sono infinitamente amato/a e accetto questo amore ora.
· Sono aperto e ricettivo nei confronti di un meraviglioso rapporto di amore.
· Dichiaro di avere un rapporto meraviglioso e pieno di armonia con tutti.
· Io posso esprimere tutto il mio amore e sentirmi completamente al sicuro e protetta.
· Io sono in armonia con la vita. Io ho un rapporto armonioso con la vita.
· Ovunque vada, io porto gioia ed allegria.
· Io apro il mio cuore all’amore e mi sento sicuro e protetto.
· L’amore nella mia vita inizia da me. La mia vita è piena di amore.
· Io sono degna/o di amore e rispetto.

Il lavoro di Louise L. Hay ha aiutato milioni di persone di tutto il mondo a cambiare e
migliorare le loro vite.

Iniziate, da ora, la giornata con un atteggiamenti di fede, speranza e amore.

DVD audio consigliato:



Louise L. Hay

Puoi Guarire la tua Vita – DVD

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ISBN: 9788864120003

Prezzo € 24,50

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Un messaggio spirituale liberatorio, dalla grande carica umana di una donna che ha superato le difficoltà più grandi della vita!

“Siamo tutti in viaggio, che lo sappiamo o no. Siamo tutti in un viaggio per imparare come esprimere il nostro pieno potenziale in questo mondo. Molti di noi hanno imparato a vedere i propri pensieri come un riflesso del mondo esterno – un riflesso di qualcosa che ci sta accadendo. Ma come sarebbe, se l’Universo non funzionasse così?
E se invece con ogni pensiero che pensi, tu stessi creando il tuo presente e il tuo futuro?
E se tu stessi creando la storia della tua vita con ogni pensiero che ti passa per la mente proprio adesso?”

Il film si apre con l’immagine di una donna seduta in auto, bloccata nel traffico e noi siamo resi partecipi del suo dialogo interiore: Si lamenta delle sue sventure, senza mai fermarsi.

Noi spettatori viaggiamo con lei, dentro la sua testa, mentre si muove nelle prime ore del mattino.
E ci è subito chiaro che non trova nulla intorno a lei che la renda felice.

Mentre cammina sul marciapiede insieme all’altra gente, sentiamo i discorsi di tutti.

Queste persone si sfiorano l’una con l’altra catturate nel loro brontolio mentale, simile a quello della protagonista, fino a che non appare una donna, i cui pensieri sono diversi.

Sono pensieri positivi ed entusiastici!

Mentre le due donne passano, una carta cade e la nostra protagonista la raccoglie, c’è scritto:

“Io voglio cambiare”

Più la nostra eroina procede nel viaggio interiore, più il suo dialogo interno evolve.

E noi siamo testimoni partecipi di ogni rivelazione ad ogni stadio verso l’illuminazione.

Mentre percorre il suo sentiero alla scoperta di Sé, attraverso i vari CAPITOLI DEL FILM ci accompagna verso tutti gli stadi del cambiamento.

Il guerriero della luce

Un dono, tanti piccoli doni quelli di oggi per condividere spunti di vita creati da Paulo Coelho.

Un libro che nella sua semplicità diventa una piccola guida per crescere ogni giorno.

guerrirodellaluce

Il guerriero della luce medita. Si siede in un angolo tranquillo della sua tenda, e si abbandona alla luce divina. Nel farlo, cerca di non pensare a niente. Si distacca dalla ricerca del piacere, dalle sfide e dalle rivelazioni, e lascia che i doni e i poteri si manifestino.
Anche se al momento non li avverte, questi
doni e questi poteri si stanno impossessano della sua esistenza e influiranno sulla sua vita quotidiana.
Mentre medita, il guerriero non è se stesso, ma una particella dell’Anima del Mondo. Sono questi momenti che gli permettono di comprendere le sue responsabilità …, e di agire in base a esse.
Un guerriero della luce sa che, nel silenzio del suo cuore, c’è un ordine che lo guida. “Quando il mio arco È teso”, dice Herrigel al suo maestro zen, “arriva un momento
in cui sento che, se non scaglio immediatamente, perder• lo slancio.”
“Finch‚ tenterai soltanto di arrivare al momento in cui scoccare la freccia, non apprenderai l’arte degli arcieri,” dice il maestro. “Ci• che a volte turba la precisione del lancio È la volontà… troppo irruenta dell’arciere.”
Talvolta un guerriero della luce pensa: “Quello che non farà io, non sarà… fatto.”
Non È così: egli deve agire, ma deve anche lasciare che l’Universo intervenga al momento debito.

Un guerriero della luce ha bisogno di pazienza e rapidità… nello stesso tempo.
I due maggiori errori di una strategia sono: agire prima del tempo e farsi sfuggire l’occasione. Per evitarli, il guerriero della luce tratta ogni situazione come se fosse unica, e non applica formule, ricette, o risoluzioni altrui.
Il califfo Moauiyat domandò a Omar Ben Al-Aas quale fosse il segreto della sua grande abilità… politica.
“Non mi sono mai impegnato in un’azione senza avere prima studiato la ritirata; d’altro canto, non sono mai entrato in un posto con l’intenzione di uscire correndo”, fu la risposta. Molte volte un guerriero della luce È preda dello scoramento. Pensa che niente riuscirà… a risvegliare l’emozione che desiderava. Spesso, il pomeriggio e la sera, È costretto a mantenere una posizione conquistata senza che un nuovo avvenimento sopraggiunga a restituirgli l’entusiasmo.
Gli amici commentano: “Forse la sua lotta È terminata.”
Udendo questi commenti, il guerriero prova dolore e confusione perchè‚ sa di non essere giunto dove voleva. Ma È caparbio, e non abbandona ciò che ha deciso di fare.
Poi, quando meno se lo aspetta, una nuova porta Si apre.

Non sempre un guerriero della luce può scegliere il campo di battaglia.
A volte viene colto di sorpresa, coinvolto in combattimenti che non desiderava. Ma fuggire non serve, perchè‚ queste lotte l’eseguiranno.
Allora, nel momento in cui il conflitto È quasi inevitabile, il guerriero parla con il suo avversario. Senza mostrare paura o vigliaccheria, cerca di scoprire perchè‚ l’altro vuole la lotta; quali cose lo hanno spinto a lasciare il paese e a cercare lui per un duello Senza sguainare la spada, il guerriero lo convince che quel combattimento non lo riguarda.
Un guerriero della luce ascolta ciò che l’avversario ha da dire. E lotta solo se È necessario.
Il guerriero della luce avverte una sorta di terrore di fronte alle decisioni importanti.
“E’ troppo grande per te,” commenta un amico. “Vai avanti, abbi coraggio,” dice un altro. E i Suoi dubbi aumentano.
Dopo alcuni giorni di angoscia, si ritira nell’angolo della sua tenda dove suole sedersi per meditare e pregare. Vede se stesso nel futuro. Scorge tutti coloro che avranno un beneficio o un danno dal suo atteggiamento. Egli non vuole causare sofferenze inutili ‚ tanto meno abbandonare il cammino.
Il guerriero allora lascia che la decisione si manifesti.
Se sarà… necessario dire di sì, egli lo dirà… con coraggio. Se sarà… necessario dire di no, lo dirà… senza vigliaccheria.

Il guerriero della luce deve sempre avere scolpite nella mente le cinque regole del combattimento, scritte da Chuan Tzu tremila anni fa La fede. Prima di affrontare una battaglia È necessario credere nel motivo della lotta.Il compagno. Scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perchè‚ nessuno vince una guerra da solo. Il tempo. Una lotta in inverno È diversa da una in estate; un buon guerriero presta attenzione al momento giusto per entrare in battaglia. Lo spazio. Non si lotta nella stessa maniera in una gola o in una pianura. Pensa a ciò che esiste intorno a te, e al modo migliore di muoverti. La strategia. Il miglior guerriero È colui che pianifica il proprio combattimento. Raramente il guerriero conosce l’esito di una battaglia quando questa si conclude. Il movimento della lotta ha generato molta energia intorno a lui, e c’è un istante in cui sia la vittoria che la sconfitta sono ancora possibili. Sarà… il tempo a dire chi ha vinto e chi ha perso. Ma egli sa che, da quel momento, non si può fare più nulla: il destino di quella lotta È nelle mani di Dio. In quei momenti, il guerriero della luce non si preoccupa del risultato. Guarda nel proprio cuore e si domanda: “Ho combattuto il Buon Combattimento?” Se la risposta È affermativa, si riposa. Se È negativa, prende la spada e ricomincia ad allenarsi.

Tratto dal libro:



Paulo Coelho

Manuale del Guerriero della Luce

Bompiani
ISBN: 8845231836

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