Vere amicizie?

Vere amicizie? Come riconoscerle?

Partiamo da due punti di vista che vanno tenuti presenti sempre per quanto riguarda le amicizie o le conoscenze: entrambi devono essere evolutive, entrambi devono unire.
Quando teniamo presente che ogni incontro che avvenga nella vita di un essere umano e che abbia una continuità o un significato deve essere evolutivo per entrambi, allora capiamo perché un’amicizia che si possa definire tale deve essere particolarmente importante e che non è così facile trovarla.
Ci sono diversi detti sull’amicizia, qualcuno la paragona ad un tesoro e di fatto è così. Una vera amicizia è un tesoro perché racchiude in sé tante qualità che permettono all’anima di collegarsi con il Se infinito e di arricchirsi. Ci sono amicizie che si perpetuano anche vita dopo vita, ci sono amicizie che arricchiscono in questa vita e si concludono completando il ciclo.
Partiamo quindi dal capire chi poter definire “amico”. Abbiamo già detto che un amico è colui/colei con il quale abbiamo molte affinità. Un amico è uno specchio perché ci permette di vedere il nostro comportamento rispecchiato nell’altro e ci fa capire errori da correggere.
Ma da sola l’affinità non basterebbe a far durare nel tempo un’amicizia, da sola non completerebbe il ciclo per cui due amici si cono incontrati: la guarigione di entrambi.
Guarigione da prigioni individuali e guarigione da problemi irrisolti. Un amico è un confronto continuo e costante e un amico ha il compito di farci “vedere” ovvero di innalzare la nostra anima fino alle vette più alte.
Capirete quindi che trovare un amico così non è facile e nell’arco di una vita se ne incontrano ben pochi.
L’amico vero ha a cuore il bene dell’amico, un amico vero unisce e crea armonia. Ricordate che l’anima si evolve nell’armonia non nel contrasto. Un amico ho detto l’altra volta è quanto di più vicino ci sia ad un angelo. Sta accanto, non indica se non suggerendo, accetta e osserva ed è osservato. Non c’è sesso, non c’è giudizio, non c’è nulla che separi. Un amico è come un velo che sta sopra senza toccare, solo sfiorando.
Una conoscenza è invece diversa, una conoscenza, come ho detto, nasce da affinità specifiche e di solito si limita a quelle affinità. Può sì divenire amicizia, ma non è detto. Ben poche anzi pochissime buone conoscenze diventano amicizie.
Le conoscenze però sono incontri che non sono neanche essi casuali. Anche essi hanno per il periodo che durano uno scopo, devono far vedere qualcosa, capire qualcosa. Devono in poche parole “servire”. Se una conoscenza non è al servizio evolutivo di una persona, ha poca utilità. Una conoscenza può anche servire ad accrescere l’ego e in questo caso non è positiva. Ad esempio una conoscenza adulatoria, manipolatoria o separante non è positiva. Occorre saper riconoscere e scegliere con chi si vuole passare il proprio tempo. Ogni attimo che noi trascorriamo ha un valore e il suo valore è dato da come lo impieghiamo. Il fine ultimo di tutti gli esseri umani è quello di arrivare ad una meta che per tutti è uguale: la meta è rifondersi nella Luce iniziale.
Ogni conoscenza serve ad arrivare a questa meta o ad allontanarsene. Lo abbiamo scelto prima di venire sulla terra, ecco perché si parla di incontri karmici. Ci sono incontri che a noi sembrano positivi ma che non si rivelano tali.
Il metodo per capire se un incontro è positivo è sempre usando il metro che vi ho detto all’inizio: “Quanto questa relazione sta facendo crescere la mia anima, il mio spirito, la mia conoscenza universale?”. “Quanto mi sta aiutando a vivere al meglio la mia vita?”.
Vivere al meglio vuol dire vivere senza egoismi, vivere dando il giusto valore alla materia e allo spirito. Conoscenze che ti portano solo ad accrescere la materia non sono adatte al percorso evolutivo. Conoscenze che accrescono l’ego nemmeno. Se invece cresciamo è utile che si prosegua una conoscenza.
Una conoscenza che limita non è una buona conoscenza, un incontro abbiamo detto che potenzialmente può diventare un’amicizia e un’amicizia, abbiamo detto, è quanto di più simile all’incontro con un angelo che vi sia. Un angelo non può agire sul libero arbitrio e non può limitare, lo sapete. Un’amicizia o una conoscenza non può limitare o restringerebbe e chiuderebbe invece di aprire. Non è lo scopo di una relazione quella di chiudere. Mettersi in relazione vuol dire aprirsi all’altro e attraverso all’apertura all’altro aprirsi all’universo circostante. Se c’è una limitazione c’è una chiusura se c’è una limitazione c’è una separazione.

L'Amicizia Giorno per Giorno

Prendendo spunto dalle massime di illustri pensatori, scrittori e letterati di tutte le epoche (daPlatone Nietzsche, da Shakespeare Pennac, da Aristotele Mark Twain), l’autore sviluppa la proprie considerazioni sulla natura e sul valore di una delle componenti più rilevanti della vita di ogni individuo.

Ci sono amici che vanno e amici che tornano.

Ci sono amici che ci aiutano e altri che ci permettono di aiutarli.

Ci sono gli amici di una vita e quelli per i quali sentiamo ancora il bisogno di conferme.

Ognuno di loro merita comunque la nostra attenzione, riflessione e cura, ed è proprio a questo che il libro di Hervé Desbois intende sollecitarci. Un volume da portare con noi e da leggere come compagno di un’edificante, quotidiana pausa dagli impegni, ma anche da usare come messaggero di affetto e vicinanza per un regalo denso di significati positivi.

Il segreto della vita

Cosa si nasconde in un bicchiere d’acqua? Il segreto della vita.

Secondo le straordinarie scoperte del ricercatore giapponese Masaru Emoto, l’acqua mostra di avere la particolare proprietà, assimilabile ad un nastro magnetico, di registrare gli stimoli psichici che riceve dall’ambiente. Grazie all’utilizzo della M.R.A. (Magnetic Resonance Analyzer), macchina in grado di misurare l’intensità di energie sottili chiamate in giapponese Hado, Emoto ha scoperto un singolare codice linguistico attraverso cui l’acqua rivela il peso e l’influenza di parole e pensieri.

L’acqua, infatti, sottoposta a congelamento mostra nella forma dei cristalli ottenuti, l’interazione tra materia ed energia, mondo visibile e mondo invisibile. Se sollecitati da pensieri e parole positive, i cristalli si dispongano in strutture armoniche, simili ai mandala, se invece stimolati da energie psichiche negative, in strutture amorfe.

È facile, quindi, immaginare come sul nostro corpo composto per il 75% di acqua, l’influenza di esperienze emotive positive, possa favorire un’ottimizzazione dei processi cellulari alla base della vita.

Promotore di un nuovo progetto che invita le persone ad inviare sentimenti di amore all’acqua che scorre in zone del mondo particolarmente a rischio, Emoto, avvicinandosi alle scoperte della fisica quantistica, spiega in questo nuovo straordinario incontro italiano quanto sia proprio la coscienza di ognuno di noi a co-creare la nostra realtà fisica.

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I cristalli d’acqua rivelano l’influenza dei pensieri sulla realtà fisica

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Quello che noi pensiamo poi lo viviamo!

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La Legge di attrazione

di Rhonda Byrne


La legge di attrazione dice che i simili si attraggono, ma in realtà si sta parlando a livello di pensiero.
Quando lo vedi nella tua mente, ce l’hai a portata di mano
L’effetto placebo è un esempio di legge di attrazione: quando un paziente crede veramente che la pastiglia costituisca una cura, riceve quello che crede e viene curato!
La legge di attrazione è una legge di Natura; è impersonale e non fa distinzione tra cose buone e cattive: capta i nostri pensieri e ce li trasmette come esperienze di vita. Quello che noi pensiamo poi lo viviamo!

Quando pensiamo a cose che vogliamo veramente concentriamo su di esse tutte le nostre intenzioni, e la legge di attrazione darà esattamente quello che abbiamo desiderato. Ma quando focalizziamo la nostra attenzione sulle cose che non vogliamo (“non voglio fare tardi”, “non voglio ammalarmi”, “non voglio morire”, ecc.) la legge di attrazione non presterà ascolto al fatto che non le vogliamo, ma procurerà le cose che stiamo pensando, e infatti poi si verificheranno puntualmente.


La legge di attrazione non tiene conto dei “no”, dei “non”
o qualsiasi altra negazione.

Per esempio:
“Non voglio fare tardi”      >  “voglio fare tardi”
“Non voglio ammalarmi”     >  “voglio ammalarmi”
“Non voglio litigare”          >  “voglio litigare”

La legge di attrazione ci dà quello a cui stiamo pensando!

I pensieri
I pensieri diventano le cose che si concretizzano nella vita.
I pensieri in pratica si trasformano in cose reali!
Mentre si pensa, i pensieri vengono proiettati nell’Universo e attraggono magneticamente tutte le cose simili che si trovano sulla medesima frequenza.
Tutto quello che viene emesso fa ritorno alla sorgente, e la sorgente siamo noi!



Il processo creativo

1° passo: CHIEDI
Diamo un ordine all’Universo, facciamogli sapere che cosa vogliamo. L’Universo reagirà ai nostri pensieri, ma se non abbiamo le idee chiare la legge di attrazione non potrà portare quello che vogliamo!

2° passo: CREDI
Crediamo che ciò che vogliamo sia già nostro!
Dobbiamo credere di aver ricevuto quello che abbiamo chiesto. Dobbiamo sapere che ciò che vogliamo è nostro nel momento in cui lo chiediamo. Necessità una fede totale e assoluta.
Nel momento in cui chiediamo, e crediamo sapendo di avere già a livello invisibile quello che vogliamo, l’intero Universo si muove per portarlo anche a livello visibile, cioè  reale.
Dobbiamo agire, parlare e pensare come se lo stessimo ricevendo ora, perché l’Universo è uno specchio e la legge di attrazione ci rimanda l’immagine dei nostri pensieri dominanti.

3° passo: RICEVI
Cominciamo a sentirci meravigliosamente bene all’idea di ricevere quello che abbiamo chiesto. Immaginiamo e viviamo come ci sentiremo quando arriverà, ma immaginiamolo adesso, in questo momento!
Quando abbiamo chiesto, crediamo di averlo ricevuto e tutto quello che resta da fare per averlo è sentirsi bene. Quando stiamo bene siamo sulla frequenza dell’accoglienza, siamo sulla frequenza che fa arrivare tutte le cose buone e riceveremo quello che abbiamo chiesto.
Quando sentiamo di averlo già e la sensazione è così reale che ti sembra di esserne già in possesso, credi di averlo ricevuto e lo riceverai!
Se crediamo a qualcosa solo a livello intellettuale, ma senza il supporto di un’emozione corrispondente, è inevitabile che abbiamo abbastanza forza per attrarre ciò che vogliamo nella vita. Dobbiamo sentirlo!

“Tutto quello che voi chiederete pregando,
credete di averlo già ottenuto e vi avverrà”
[ Matteo 11:24 ]

La gratitudine
La gratitudine è senz’altro il sistema migliore per far arrivare più cose nella nostra vita.
La pratica della gratitudine è una delle vie attraverso le quali arriva la ricchezza, qualsiasi essa sia.
Quando ringraziamo come se avessimo già ricevuto quello che volevamo, trasmettiamo un potente segnale all’Universo. Il segnale comunica che possediamo già quella cosa, dato che proviamo gratitudine per il fatto di averla.
Ogni mattina proviamo gratitudine per la giornata che ci aspetta, come se l’avessi già vissuta!

“Realizziamo qualunque cosa pensiamo e per la quale esprimiamo gratitudine”
Dottor John Demartini

Il processo di visualizzazione
Il motivo per cui la visualizzazione è così efficace dipende dal fatto che creiamo nella mente delle immagini in cui ci vediamo già in possesso di quello che vogliamo, dando origine a pensieri e sensazioni ed emozioni che proveremo se quella cosa fosse nostra.
La visualizzazione è un pensiero focalizzato con intensità sulle immagini, e per questo produce emozioni ugualmente intense. La visualizzazione invia questa intensa frequenza all’Universo che risponde restituendo le immagini come le abbiamo viste nella mente.

“Decidi cosa vuoi avere. Credi di poterlo avere. Credi di meritartelo e di averlo a portata di mano. Poi chiudi gli occhi per qualche minuto e visualizzati in possesso di quello che vuoi, prova le sensazioni che avresti se fosse già tuo. Esci dalla visualizzazione e concentrati sulla gratitudine che già provi, e goditi davvero il possesso di quella cosa. Poi riprendi le tue attività normali e affida tutto all’Universo, confidando nel fatto che saprà come farti avere ciò che vuoi”. Jack Canfield


Neville Goddard consiglia un metodo di riflettere sugli eventi della giornata prima di andare a letto. Se un avvenimento o un momento non andato secondo i tuoi desideri, ripetilo mentalmente in un modo che ti entusiasmi. Ricreando quegli episodi nella tua mente proprio come li vuoi, ripulisci la frequenza dall’energia di quella giornata ed emetti un nuovo segnale e una nuova frequenza per l’indomani: hai così creato nuove immagini per il tuo futuro.

“L’immaginazione è tutto. E’ l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva”
Albert Einstein (1879-1955)

Il segreto della salute
Il nostro corpo è il prodotto dei nostri pensieri.
Pensare alla salute perfetta è qualcosa che chiunque di noi può fare a livello interiore, indipendentemente da quello che ci succede intorno e all’esterno.
La nostra fisiologia crea la malattia per darci un feedback, per farci sapere che abbiamo una prospettiva sbilanciata o che in quel momento non proviamo amore e gratitudine.
I segnali e i sintomi fisici in questa ottica non sono così terribili.
L’amore e la gratitudine dissolvono ogni negatività nella nostra vita.
Il riso attrae la gioia, elimina la negatività e produce cure miracolose.


“Non c’è posto per la malattia in un corpo sano dal punto di vista emozionale. Il tuo corpo elimina milioni di cellule al secondo e nello stesso tempo ne crea milioni di nuove”. Bob Proctor


La scienza ha dimostrato che il nostro corpo viene completamente sostituto nel giro di pochi anni, com’è possibile allora che quella particolare degenerazione o malattia vi rimanga per anni? Può essere trattenuta nel nostro corpo solo dal pensiero, dall’osservazione della malattia e dall’attenzione che le si presta.

Formulare pensieri di protezione
Formuliamo pensieri di protezione. Non c’è posto per la malattia in un corpo dotato di pensieri armoniosi. I pensieri imperfetti sono causa di tutte le disgrazie dell’umanità, compresa la malattia, la povertà e l’infelicità.
Formulo pensieri perfetti. Vedo solo perfezione. Io sono la perfezione
Se abbiamo una malattia e ci concentriamo su di essa parlandone agli altri, finiamo per produrre altre cellule malate. Immaginiamo di vivere in un corpo perfettamente sano.
Parlare in continuazione della malattia alla gente, significa pensarci sempre.

La causa della malattia sta nel pensiero per cui è bene ripetere spesso: “Sto magnificamente. Mi sento proprio bene”, e senti che è davvero così.
Quando le persone si concentrano completamente su ciò che non va e sui loro sintomi, non fanno altro che perpetuare quella situazione. La guarigione non avverrà finché non avranno spostato l’attenzione della malattia alla salute. Così funziona la legge di attrazione.
Non dobbiamo lottare per liberarci dalla malattia, già il semplice lasciar andare i pensieri negativi consentirà al nostra naturale stato di salute di emergere dentro di noi. E il nostro corpo provvederà alla guarigione.


La Mente universale Unica
La meccanica quantistica lo conferma, e anche la cosmologia quantistica: L’Universo nasce dal pensiero e tutta la materia da cui siamo circondati è semplicemente pensiero precipitato. In definitiva siamo la fonte dell’Universo (…)
Quindi il tipo di corpo in termini di salute e il tipo di ambiente che creiamo dipende da come usiamo questo potere, se in modo positivo o negativo.

Sii consapevole dei tuoi pensieri
Tutto il potere risiede nella consapevolezza di esserne dotato e consiste nel continuare a esserne cosciente
Come si fa a diventare più consapevoli? Un metodo è quello di fermarti e chiederti: “Che cosa sto pensando in questo momento? Quali sono le mie sensazioni adesso?” Nell’istante in cui te lo chiedi sei consapevole, perché hai portato la tua mente al momento presente.
Ogni volta che ci pensi, fà in modo di tornare alla consapevolezza del qui e ora. Fallo centinaia di volte al giorno perché, ricordatelo bene, tutto il potere è racchiuso nel tuo esserne consapevole.

“La verità assoluta è che ‘l’Io’ è perfetto e completo;
il vero ‘Io’ è spirituale e quindi non può mai essere meno che perfetto;
non può mai soffrire di mancanze, limitazioni o malattie”
Charles Haanel (1866-1949)

Tratto da ” The Secret

di Rhonda Byrne


Il segreto ha viaggiato attraverso i secoli… per raggiungerti

Reiki (seconda parte)

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Cosa succede quando, per un motivo qualsiasi, il flusso armonico dell’Energia si modifica?

Per dare una spiegazione a questa domanda è necessario una piccola riflessione sulla visione che hanno gli orientali del mondo: la visione olistica.
La parola olistica (da holos = tutto, intero) contiene in sé la sua definizione. Essa è una considerazione dell’universo nella sua globalità e non rappresenta nessuna delle sue parti come separate le une dalle altre. Questa concezione si rispecchia nell’immagine dell’uomo e nella sua unione armonica tra stato fisico (il corpo biologico), stato mentale/emozionale (fatto di pensieri e sentimenti) e stato spirituale.

Il fluire libero dell’Energia Reiki mantiene queste parti in reciproca armonia.
L’interruzione dello scorrere dell’Energia viene evidenziato da un “sintomo” che può essere sia fisico, che mentale/emozionale così come spirituale.

Se ci paragonassimo ad un fiume, l’acqua rappresenterebbe l’Energia Universale. Immaginiamo che ad un certo punto del fiume si presenti un ostacolo: l’acqua subirebbe delle increspature. Questo ostacolo rappresenta un “blocco” energetico e l’increspatura dell’acqua (la manifestazione percepibile del flusso non armonico) è la sua naturale conseguenza.
Se non si è in armonia con l’Energia dell’Universo (c’è un ostacolo nel fiume), la conseguenza di questo (l’increspatura) si può manifestare fisicamente, spiritualmente come a livello mentale/emozionale.

Lo scopo della disciplina Reiki è duplice: ripristinare il flusso armonico dell’Energia (attraverso la pratica energetica si toglie l’ostacolo), e migliorare lo stile di vita (tramite il percorso spirituale si evita di creare altri “blocchi” nel fiume).


La pratica Reiki


Reiki è una disciplina molto semplice da eseguire. Basta appoggiare le mani, abbandonarsi all’Energia e distogliere la propria attenzione da quello che si sta facendo. Tutto qui. E’ il fluire dell’Energia Universale che compie tutto il lavoro di riequilibrio.

Chi pratica Reiki diventa semplicemente un canale che convoglia questa Energia. Non vi è nessun tipo di scambio energetico con la persona trattata così come non esistono controindicazioni al Reiki. Reiki è il Soffio che dona e sostiene la vita: non può andarle contro.
Nella sua semplicità, nasconde la sua efficacia e la sua profondità: la natura opera senza sforzo.. ed in modo semplice!
Non esistono regole particolari anzi: più si riesce ad interiorizzare Reiki, più si è guidati dal proprio intuito e più Reiki è efficace. Quando Reiki diventa un’arte, si è in completa armonia con il Tutto, e non servono più nè posizioni predefinite per le mani, nè simboli. Si abbandona tutto quello che è stato appreso a livello tecnico e si segue unicamente la percezione che riceviamo dall’Energia.


Ma come si sensibilizza la percezione dell’Energia?

Semplicemente attraverso la pratica. Come nelle arti marziali, l’esercizio ripetuto è il miglior  modo per portare l’apprendimento nel profondo. Il vecchio detto “mente sana in corpo sano” potrebbe essere usato tranquillamente anche nel Reiki. Senza un equilibrio delle energie fisiche non è possibile mantenere in equilibrio neanche mente e spirito.
Ricorda però che Reiki si basa sull’abbandono e non sulla percezione. Anche se non senti nulla, se ti affidi all’Energia Universale, Reiki funzionerà comunque.
Reiki è una disciplina che può essere imparata da chiunque. Non servono doti o conoscenze particolari, non servono capacità innate.

Lo scopo del Maestro Usui era quello di condividere i benefici del Reiki con tutti, in modo che chiunque potesse essere libero di vivere una vita sana e felice. Per questo motivo il Reiki tradizionale giapponese è di facile comprensione ed utilizzo.
Esistono comunque tecniche e metodiche predefinite. Esse sono tracce per farci capire quanto sia versatile la disciplina e, in quanto tali, servono solo da guida iniziale. Abbandonarsi all’Energia vuol dire non attaccarsi neanche ad una tecnica, ad un simbolo e neppure ad una disciplina.

Trattamento Reiki

Un trattamento Reiki consiste nell’appoggiare delicatamente le mani (o mantenerle a poca distanza dal corpo), senza pressioni o manipolazioni, lasciando semplicemente scorrere l’Energia. Le sensazioni più comuni per chi riceve Reiki sono quelle di profondo rilassamento e benessere generale.
Per poter usufruire appieno dell’Energia del Reiki è assolutamente necessario allontanare il proprio ego e la propria aspettativa. Solo in questo modo avremo la certezza di effettuare un trattamento Reiki utilizzando l’Energia Universale e non la nostra.

I simboli Reiki

I quattro simboli Reiki sono uno degli strumenti essenziali per raggiungere la piena consapevolezza dell’Energia e del suo potere. Tre di questi vengono insegnati nel secondo livello Chuden, il quarto invece si apprende nel terzo livello Okuden.

L’esperienza fisica (inteso proprio come percezione corporea) dell’Energia e del suo fluire è già di per sé sufficiente a giustificare l’entusiasmo per questa disciplina. La percezione del calore delle mani, della “vibrazione” energetica rappresentano il primo piccolo miracolo del Reiki. I Simboli Reiki danno una consapevolezza ancora maggiore sulle effettive possibilità dell’Energia Universale.
Bisogna però specificare che il Maestro Usui introdusse l’uso dei simboli esclusivamente con lo scopo di aiutare i praticanti Reiki nell’esercizio della connessione con l’Energia. Essi sono da considerarsi un po’ come le rotelle che si utilizzano da bambini per imparare ad andare in bicicletta. Rappresentano un sostegno, un aiuto, ma una volta imparato a stare in equilibrio, vanno tolte.
Il concetto di non attaccamento va impiegato anche ai Simboli. Una volta che apprendiamo ad essere noi stessi “simbolo”, non avremo più bisogno di questo strumento, ed andrà rilasciato. L’abbandono dei Simboli Reiki si ottiene semplicemente con la pratica e l’esercizio e segue una tempistica personale.

  • La funzione del primo simbolo Reiki è quella di lavorare sulla concentrazione dell’Energia Universale. Serve per intensificare il fluire dell’Energia ed ha utilizzi vari.
  • Il secondo simbolo Reiki veniva usato tradizionalmente per lavorare solamente sulle cattive abitudini. In occidente si è allargato l’uso iniziale di questo simbolo ad un significato mentale/emozionale, anche se in origine non era così.
  • Il terzo simbolo Reiki è impiegato per il trattamento su persone distanti da noi. Esso veniva utilizzato esclusivamente per questo scopo, far giungere l’Energia a persone lontane (dal punto di vista spaziale, chilometrico).
  • Il quarto simbolo Reiki è usato esclusivamente per la connessione totale con l’Universo, per divenire una cosa sola con l’Energia Reiki, col Soffio Vitale.

E’ così importante conoscere esattamente quali simboli utilizzava Usui?

No, non è proprio così importante. Nel Reiki si sono diffusi decine di simboli differenti ed esattamente non siamo sicuri che i veri simboli di Usui esistano ancora. Seppure nella Gakkai vengano ancora utilizzati, non vi è una prova scritta che siano esattamente quelli di Usui, soprattutto perchè il Maestro non lasciò nessuna testimonianza scritta. Come già detto il significato dell’uso dei simboli è esclusivamente a livello “didattico”. Essi servono per aumentare la consapevolezza nell’Energia ed in quello che può fare. Lo scopo di un praticante non è però quello di restare legato per sempre all’uso del simbolo, ma è di riuscire a lasciare andare anche l’uso di questi strumenti.

Com’è possibile arrivare a questo traguardo?

Semplicemente tramite la pratica. E’ giusto ricordare che il Maestro Usui non utilizzava alcun simbolo, anche se li ha creati perchè i suoi allievi potessero capire.

Vivere con Gioia il Reiki un momento di silenzio per toccare il proprio Sì alla Vita.


Sauro Tronconi

Reiki-Do

Una via consapevole per l’evoluzione

Compralo su Macrolibrarsi

Leggete questo libro con semplicità, come se fosse un gioco e lasciate che la vostra mente percorra liberamente i labirinti creati ad arte dall’autore, per farla smarrire. Non si tratta di credere , ma di aprire volontariamente la propria coscienza alla ricerca di una via di evoluzione interiore e di consapevolezza di sé.

REIKI-DO è la porta su una disciplina antica, volta al fluire dell’energia vitale e alla comprensione delle armonie che regolano la natura e l’universo. E’ l’uomo l’artefice del proprio destino: non esiste energia positiva o negativa, ma semplicemente energia, non c’è il male ma solo l’inconsapevolezza, non la morte, ma soltanto il cambiamento.

Scritto in uno stile scorrevole e discorsivo, REIKI-DO consente a tutti di avvicinarsi alla grande trasmissione orale del sapere che non è conoscenza, ma comprensione.

Illustrazioni chiare descrivono i passaggi delle tecniche di prevenzione e cura che caratterizzano il REIKI-DO di primo livello, rendendo questo volume lo strumento di accesso indispensabile per chiunque voglia approfondire questa antica disciplina.

Reiki (prima parte)

Per oggi
non ti preoccupare;
per oggi
non ti arrabbiare.
Onora i genitori,
i maestri e gli anziani.
Guadagna da vivere onestamente
mostra gratitudine a tutti
gli esseri viventi.

Dott. Mikao Usui

reiki

Che cos’è il Reiki?

Il Reiki non è difficile da apprendere.
E’ uno dei sistemi terapeuti più semplici che l’uomo possa conoscere. Non servono particolari qualità paranormali o infarinature di medicina poiché il Reiki è energia universale intelligente e si dirige dove serve. Lasciando il soggetto in uno stato di profonda tranquillità di benessere, riportando in stato attivo le cellule passive che creano dolore.

Il Reiki non è un’invenzione né una moda:esso è una riscoperta. Oggi può diventare un’integrazione straordinaria delle altre terapie. Gli strumenti utilizzati sono le mani e la mente e possono essere applicate immediatamente contro tutti i mali con effetti benefici.

Il Reiki sarà usato da tutti per gestire se stessi e gli altri.

Esso è amore universale, sapienza e verità ; un’energia che da vita a tutto l’universo e lo mantiene costantemente.

I tibetani, già millenni fa, conoscevano la vera essenza di ogni essere, composto di materia e di energia, e usavano questo sapere per curare il proprio corpo e armonizzare lo spirito o l’anima riportando l’uomo all’unità originaria. In molte altre parti del mondo, il Reiki venne conservato nelle scuole di mistero di quasi tutte le culture; pochi eletti, sacerdoti o figure mistiche, ne erano a conoscenza; quest’arte veniva tramandata oralmente a discepoli meritevoli.

Verso la fine del diciannovesimo secolo, il dott. Mikao Usui ritrovò, in antiche scritture sanscrite di 2.500 anni fa, la chiave che riportò alla vita la millenaria cultura della guarigione naturale.

La parola Reiki significa Energia Vitale Universale.

Viene definita come quella forza che opera e vive in tutte le cose del creato.

La parola è composta da due sillabe:

. Rei: descrive l’aspetto illimitato e universale di questa energia;

. Ki: indica la forza vitale che la materia emette.

Molti popoli, culture e religioni, conoscevano un’energia che corrisponde al termine Ki, così essa venne chiamata ki dai cinesi, prana dagli indiani, energia bioplasmica dai russi, luce dai cristiani, mana dai Kahunas bioplasma da coloro che, attraverso la camera kirlian, hanno fotografato l’energia emanata dal corpo…e ancora la si può trovare indicata in molti altri modi.

Il Reiki è Unità, Verità e Amore.

Il sistema Usuid del Reiki non solo è il più semplice e naturale ma anche il più facile metodo di trasmissione dell’energia vitale. Una volta che la persona diventa canale Reiki, l’energia vitale scorre spontaneamente in forma concentrata attraverso le sue mani e il suo corpo; questa capacità permane per tutta la vita.



Tanmaya Honervogt

Il Nuovo Libro del reiki

L’energia universale che guarisce

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Un vero e proprio corso introduttivo che insegna come indirizzare il benefico flusso di questa energia verso chi ne ha bisogno. Un testo completo e sapientemente illustrato per scoprire gli esercizi che servono a canalizzare l’energia, la sua applicazione nei numerosi disturbi, l’associazione con il massaggio, il lavoro su i chakra, i fiori di Bach.